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COGNOMI ITALIANI "R":

RABAGLIATI
REBAGLIATI

Rabagliati è tipico dell'area genovese alessandrina, di Occimiano e Casale Monferrato (AL) e di Genova e Chiavari, Rebagliati è specificatamente ligure dell'area savonese e genovese di Savona, Celle Ligure e Stella in particolare, derivano da forme arcaiche dialettali derivate dal termine italiano rapaglio (rapa).

RABAI
RABBAI

Rabai è tipico di Roccalbegna e Grosseto nel grossetano, Rabbai è specifico di Canale Monterano e Manziana nel romano, l'origine etimologica è controversa, potrebbero derivare da un'italianizzazione del nome germanico Ratbald, a sua volta derivato dai termini germanici rat (Consiglio) e bald (audace), ma non si può escludere una derivazione dal nome ebraico Rabbah, che diventa addirittura più probabile per il ceppo laziale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rabai è forse cognome francese. Nella diocesi di Vigevano attestazioni di "
Raballius", "Rabaius" e gli italianizzati "Rabaio", "Rabaj", "Rabay".

RABATTI

Rabatti sembrerebbe tipicamente toscano di Firenze, Reggello ed Incisa In Val D`Arno nel fiorentino e di Castelfranco Di Sopra nell'aretino, presenta un ceppo, probabilmente secondario, a Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla voce dialettale toscana rabattino (persona che si adopera per ottenere vantaggio da ogni piccola cosa, che non trascura nulla), forse per evidenziare caratteristiche comportamentali del capostipite.

RABBI

Rabbi è tipico del bolognese, si dovrebbe trattare di un cognome di origini ebraiche, derivato dal termine ebraico rabbi (maestro, titolo onorifico dei maestri ebrei della Legge) o dal nome Rabbi da esso derivato.

RABBOLINI
RABOLINI

Rabbolini è specifico di Villa Cortese e Legnano nel milanese, Rabolini è specifico del nord milanese e varesotto, in particolare dell'area che comprende Busto Arsizio e Castellanza nel varesotto e Legnano nel milanese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine lombardo rabbol (piccola pialla), forse ad indicare che il capostipite di professione facesse il falegname o il carpentiere, ma è pure possibile una derivazione diversa, il termine infatti assumeva spesso anche il significato di monello, perchè la piccola pialla sfuggiva abbastanza spesso al controllo di chi la usava richiamando un comportamento dispettoso da monello, quindi per estensione con il termine rabbol o rabbot si chiamavano appunto i monelli.

RABELLINI
RABELLINO

Rabellini, quasi unico, è del savonese, Rabellino è tipico del savonese, di Dego, Savona ed Albisola Superiore, con un ceppo anche a Torino e ad Alba nel cuneese, potrebbe derivare da un soprannome basato sul verbo medioevale francese rhabiller (rammendare, aggiustare), forse ad indicare nei capostipiti dei lavoranti di sartoria.

RABITA
RABITE
RABITI
RABITO

Rabita sembrerebbe originario dell'ennese, di Barrafranca, Pietraperzia e Piazza Armerina, Rabite è praticamente unico, Rabiti ha un ceppo romagnolo nel ravennate e forlivese, a Forlì e Ravenna in particolare, ed uno a Castiglione della Pescaia nel grossetano, Rabito è tipicamente siciliano, di Pachino nel siracusano, di Ragusa e Comiso nel ragusano, di Niscemi nel nisseno e di Santa Margherita di Belice nell'agrigentino, con un piccolo ceppo anche in Veneto ad Isola Vicentina nel vicentino, questi cognomi dovrebbero essere di origini bizantine o neogreche e deriverebbero da un soprannome originato dal termine greco ράβδος rabdos (verga, bacchetta), forse ad indicare nei capostipiti dei rabdomanti o semplicemente dei pastori, ma è anche possibile una derivazione dal nome medioevale Rabitus di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto pisano dell'anno 1196: "..Presentibus Rabito quondam Guidonis Nani et Rainerio quondam Marthucci et Gerardo quondam Conetti et Stefano judice et notario rogatis testibus..".

RACALMUTO

Racalmuto, pressocchè unico, sicuramente siciliano, deriva dal toponimo Racalmuto nell'agrigentino.

RACANA
RACANO

Racar, Rakar e Raccar, quasi unici, sono del goriziano, Raccaro, molto molto raro, è dell'udinese, di origini slovene, dovrebbero derivare dal cognome sloveno abbastanza diffuso Rakar, che deriva dal termine slavo rak (gambero) e starebbe ad indicare il mestiere di pescatore di gamberi d'acqua dolce.

RACAR
RACCAR
RACCARO
RAKAR

Racana, molto raro, è lucano di Potenza, Racano ha un ceppo nel teatino, a Vasto e Fresagrandinaria, ed uno in Puglia nel foggiano a San Severo e Foggia, e nel barese ad Acquaviva delle Fonti, Cassano delle Murge e Palo del Colle, dovrebbero derivare dal termine arabo arcaico rahan (macinare) indicando probabilmente nei capostipiti dei mugnai.

RACCA

Racca è tipicamente piemontese, del cuneese, di Fossano, Marene, Cuneo, Savigliano, Bra, Cavallermaggiore, Racconigi, Sanfrè, Centallo, Saluzzo, Moretta, Sommariva del Bosco e Genola, e di Torino e del torinese, di Volvera, None, Vinovo, Moncalieri, Beinasco, Nichelino, Piossasco e Rivoli, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica Racha, a sua volta derivato dal nome medioevale germanico Ragwald, composto dai termini ragin (Consiglio, Dieta) e wald (governo), ma è pure possibile una derivazione da una forma apocopaica di nomi come il gotico Racharedus: "..Per idem tempus isdem Gregorius papa Augustinum, Melitium et Iohannem cum aliis pluribus monachis timentibus Deum in Brittanniam misit eorumque predicatione ad Christum Anglos convertit. Racharedus rex Gothorum, frater Herminigildis martyris, per predicationem Leandri episcopi ad fidem catholicam convertitur. Gens Anglorum ad Christum convertitur, Edilbertus rex eorum baptizatur...".

RACCHELLA
RACCHELLI
RACCHELLO
RACHELLA
RACHELLI
RACHELLO

Racchella ha sparute presenze qua e là nel centronord, Racchelli ha qualche presenza sparsa nel settentrione d'Italia, Racchello, quasi unico, è del trevisano, e dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome Rachello, che è specifico del trevisano, di Quinto di Treviso e Treviso in particolare, Rachella, quasi unico, sembrerebbe dell'area vicentino, padovana, Rachelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dall'italianizzazione arcaica del nome ebraico Rachel, che in ebraico significa agnello.

RACCHETTI

Molto raro, sicuramente lombardo, probabilmente del mantovano, ma potrebbe essere anche originario del sudmilanese e cremasco. Troviamo nei primi anni del 1700 un Giuseppe Racchetti parmense pittore a Reggio Emilia e poi a Brescia.

RACCIO

Raccio è specifico di Gioia Sannitica nel casertano, con buone presenze anche a San Potito Sannitico, Alife e Calvi Risorta, sempre nel casertano, dovrebbe derivare da un nome di località, come Raccio di Dragonea nel salernitano.

RACCIS

Specifico del cagliaritano, dovrebbe derivare da una modificazione del termine rais (capo dei pescatori di una barca), ma potrebbe anche derivare dall'aferesi del nome Graccis, una forma alterata del nome medioevale De Graciis, attribuito ad un figlio considerato un dono insperato del Signore.

RACCUIA
RACCUJA

Raccuia è tipico di Raccuia (ME) e del messinese, Raccuja, sempre siciliano, è assolutamente rarissimo dovrebbero derivare dal toponimo Raccuia.

RACCHINI
RACHINI
RACHINO

Racchini, molto raro, è tipico del pesarese, Rachini, molto raro anch'esso, è tipicamente toscano, della zona tra aretino e senese, di Cortona ed Arezzo nell'aretino e di Montepulciano nel senese, Rachino, quasi unico, è specifico del basso cuneese, dovrebbero derivare dal nome e soprannome medioevale Rachinus, di cui abbiamo un esempio d'uso in trentino in un atto della seconda metà del 1400: "Anno 1481, indictione 14, die 12 novembris. In domo ser Antonii Set de Plebe, praesentibus magistro Bulfo cerdone de Tonedico, ser Antonio Nicolao de Imero, praefato ser Antonio Set, ser Bartholomaeo dicto Rachino, omnibus habitatoribus in valle Primerii, Iacobelus filius quondam ser Antonii de Simonetis habitator in villa Tonedici vendidit spectabili viro domino Iohanni Lupo benemerito in praesentiarum capitaneo, et Vicario castri Primerii, vice, ac nomine magnifici, ac potentis viri domini Hosbaldi..".

RACIOPPA
RACIOPPI
RACIOPPO

Racioppa è specifico del foggiano, di Manfredonia, Vieste, Foggia, Lucera e Troia, Racioppi ha ceppi nel romano e latinense, in Campania, nell'avellinese soprattutto, in Basilicata, in particolare nel potentino, e nel barese, Racioppo ha un ceppo a Deliceto nel foggiano ed uno nel siracusano ad Avola e Siracusa, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal nome di una varietà di olive tipicamente pugliesi, la Racioppa, Racioppo o Coratina, varietà di Corato nel barese coltivata soprattutto in Molise e nel Gargano, soprannome probabilmente attribuito ad un coltivatore di quel tipo di ulivi.

RACITI
RACITO

Raciti è tipico della Sicilia orientale, del catanese soprattutto, ma con una presenza massiccia anche nel messinese e nel siracusano, Racito, quasi unico, è delle stesse località e si tratta con molta probabilità di una forma dialettale del primo, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine  greco rachis (rachitico), secondo alcuni invece starebbe ad indicare che il capostipite al momento della nascita aveva offerto la schiena.

RADAELLI

Assolutamente lombardo, tipico dell'areale che comprende le province di Milano, Varese, Como, Lecco e Bergamo, si hanno tracce di questo cognome fin dal 1500, nel registro dei battesimi di Cormano, il primo battesimo registrato è del 1595 e riporta: "Al dì ultimo di aprile 1595 è stata battezzata Barbara, figliola di Francesco Radaello e di Angela sua consorte. Battezzai io prete Paolo Corbetta, compadre (padrino) fu Stefano de Lepore, comadre Giovannina de Folgia". Esiste un'ipotesi, citata da un ramo della famiglia Redaelli che ritiene che derivi da un soprannome lusinghiero (re) e dal nome del paese d'origine (Ello); quindi separatamente: Re da Ello (LC) che poi si sarebbe saldato in una sola parola. Ello è un vocabolo di origine tardo latina che significa campo di forma irregolare, a triangolo o a trapezio, nel '200 lo troviamo scritto "Hello" e nel '400 "Ellum".  Un'altra ipotesi lo vuole derivare dal diminutivo dell'aferesi di nomi germanici quali: Adalrad o Heldrad.

RADASSAO

Radassao è tipico di Cercemaggiore in provincia di Campobasso, sembrerebbe di origini slave, dovrebbe essere derivato da una italianizzazione del nome slavo Radoslav.

RADATTA
RADATTI

Radatta, molto raro, è specifico di San Felice del Molise nel campobassano, Radatti ha un ceppo a Roma ed uno nel foggiano a San Marco in Lamis, Manfredonia e Monte Sant'Angelo.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine slava (come testimoniano gli studi del Dr. Smodlaka), i cognomi Radatta e Radatti dovrebbero nascere da un adattamento del cognome slavo
Radat, che, con l'aggiunta del suffisso -at, sembra riflettere un ipocoristico del nome slavo Rado, anche noto nelle forme Rade e Rados (per una spiegazione più approfondita, vedi Rada e Rados). In conclusione, dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

RADDAVERO

Raddavero, estremamente raro, è tipico dell'alessandrino e di Genova, potrebbe derivare dal nome di una località nel tortonese.

RADDRIZZANI
RADRIZZANI

Raddrizzani, estremamente raro, è del milanese, Radrizzani è tipicamente lombardo, del varesotto ad Uboldo, ma anche di Saronno ed Origgio, e del milanese, di Milano e Nerviano e di Cantù nel comasco, potrebbero derivare da alterazioni dialettali originatesi dal nome Radericus, una variante del più comune Rodericus,, o direttamente da una forma patronimica in -ani, basata sul nome germanico Raderitz.

RADEGHIERI
RADIGHIERI
REDEGHIERI
REDIGHIERI
RODEGARI
RODEGHIERI
RODEGHIERO
RODIGARI
RODIGHIERI
RODIGHIERO

Radeghieri è specifico di Correggio (RE), Radighieri è specifico dell'area che comprende le province di Modena e Reggio Emilia, Redeghieri è tipico di Reggio Emilia e provincia, Redighieri è estremamente più raro, Rodegari è specifico di Pontoglio nel bresciano, Rodeghieri è praticamente unico, e sembrerebbe del veronese come il quasi unico Rodighieri, Rodeghiero ha un ceppo nel vicentino, soprattutto ad Asiago, con presenze apprezzabili anche a Vicenza e Villaverla, ed uno molto piccolo nel bolognese, Rodigari è tipicamente lombardo, specifico del sondriese, con un grosso ceppo a Livigno ed a Valdisotto, ed un ceppo anche a Valbondione nel bergamasco, Rodighiero è il più diffuso in tutto il Veneto, massimamente nel vicentino, veronese, padovano e veneziano, dovrebbero tutti derivare da varie forme di scrittura del nome medioevale di origine germanica Rotgerius, di cui abbiamo un esempio a Pavia in una Notitia pro securitate dell'anno 972: "Dum in Dei nomine civitate Papia, in curte propria abitacionis Adami qui et Amiço iudex, per eius data licencia in iudicio adesent Vualterii, iudex et missus domni Hottonis imperatoris, iusticias faciendas ac deliberandas adesent cum eo Agelmundus, Liutardus, Benço, Vualpertus, Andreas, Adelmus, Sigefredus, Cunibertus, Aldo, Lanfrancus, Gerolimus, Lanfrancus et Adelbertus, iudices sacri palacii, et Boniprandus, notarius idem sacri palacii, et reliqui plures, ibique eorum venerunt presencia Rotgerius, filius quondam Romaldi, et Ermengarda, filia quondam Gaidulfi, iugalibus, et ostenserunt ibi cartula una donacionis...".

RADA
RADE
RADETTI
RADI
RADIN
RADINI
RADINO
RADO
RADONE
RADONI
RADUCCI
RADUZZI

Rada, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area piemontese, lombarda, Rade, altrettanto raro, parrebbe delle veneto, Radetti, leggermente meno raro, ha un piccolissimo ceppo giuliano a Trieste e Doberdò del Lago nel goriziano, Radi ha un ceppo tra grossetano e senese ed uno nell'urbinate, Radin ha un ceppo nel vicentino a Vicenza, Breganze e Valdagno, ed uno molto significativo a Trieste, con presenze anche a Duino Aurisina nel triestino ed a Monfalcone nel goriziano, Radini, molto molto raro, è presente a macchia di leopardo nell'Italia settentrionale, Radino ha un ceppo nell'alto potentino ed uno nel siracusano, Rado è tipicamente veneto, del veneziano in particolare, Radone è praticamente unico, Radoni ha un piccolo ceppo a Venezia ed uno nell'anconetano ad Ancona e Falconara Marittima, Raducci, estremamente raro, parrebbe abruzzese, Raduzzi, quasi unico, è del veneziano, potrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche o accrescitive, dal nome medioevale di origine germanica Rado derivato dall'antico alto tedesco rad (consiglio) l'attuale rat, è pure possibile una derivazione dall'aferesi del nome Corrado; di quest'uso abbiamo esempi nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in una Cartula comutacionis dell'anno 966 a Cremona dove si può leggere: "...Ego Radinus rogatus testis subscripsi..." e in una Breve ostensionis terrarum del 1176 a Mondonico troviamo: "... Interfuerunt Bonussenior Bassus de Montedonico , Oddo de Iohanne Radino atque suprascriptus Albericus avocatus testes. ...".
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi, che, per quanto diverse l'una dall'altra, non si escludono necessariamente a vicenda - più che altro, vanno ritenute valide a seconda della diversa provenienza di queste famiglie. Da una parte, innanzitutto, è molto probabile una derivazione dal nome medievale
Rado, che, come giustamente indicato, dovrebbe nascere da un adattamento del personale germanico Rad, parte integrante del più comune Konrad (l'italiano Corrado); in alternativa, però, non è esclusa una relazione col nome medievale Radeghiero, anch'esso d'origine germanica (vedi Radeghieri). Passando ora alla seconda ipotesi, va osservato che in diversi casi dei cognomi quali Rado, Radin, etc nascondono in realtà un'antica origine slava (più probabilmente slovena in Friuli), derivando cioè dal nome slavo Rado, che, assieme alle varianti Rade e Rados, significa letteralmente allegro, felice (vedi Allegra, Felice e Rados): la radice del nome, in effetti, è il termine proto-slavo rad (allegro, gioioso), piuttosto frequente nell'onomastica dell'Est Europa - ad esempio, si pensi ai nomi Radomir, Radoslav, Radovan, etc. Questa fonte slava, per la precisione, non vale soltanto nel Friuli Venezia Giulia (per ovvi motivi geografici), ma, in linea teorica, lungo tutta la fascia orientale della penisola italiana, dal nord al sud del paese (fin nelle Puglie, di fatto). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se, in casi minori, va detto che non sono escluse delle ipotesi alternative - ad esempio, si pensi all'esistenza di cognomi quali Radda e Raddi, anch'essi variamente interpretabili (talvolta anche sulla base della toponomastica).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Radin, oltre all'ovvia aferesi dal nome Corrado, bisogna considerare che esiste anche un cognome croato
Ràdin / Ràdina dal nome Ràdin / Ràdina derivato da 'ràdin' = laborioso, a sua volta da 'rad' = lavoro. Fonte: M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 219.
Radino è cognome lucano che viene probabilmente dal nome francone
Radwinus attestato nel secolo VIII in Francia.

RADICCHI

Abbastanza raro ha un nucleo tra l'anconetano e la provincia di Perugia, un ceppo nel fiorentino ed uno nel carrarese, si nota poi una presenza apprezzabile nella provincia di Roma.

RADICE
RADICI

Radice è specifico dell'area che comprende le province di Milano, Como e Varese, ha un possibile ceppo secondario nel napoletano, Radici ha un grosso nucleo lombardo, soprattutto nelle province di Milano, Bergamo e Brescia, ma presenta anche un ceppo romano ed uno nel messinese, dovrebbero derivare dal nome tardo latino di origini trace Radicius, di cui abbiamo un esempio: "..Postero die, quo memoria Divi Stephani, primi regis Vngariae, colitur, concessa est edicto principis militibus cuiusvis nationis oppugnandi oppidi facultas; non tamen ex aequo, sed distinctis ordinibus, ita, ut Germani & Vallones uno eodemque agmine, Galli atque Itali altero, maenia invaderent, tertia pugna ab Vngaris iniretur. Nec mora tubis ac tympanis concrepantibus maenia invaduntur, Galli & Itali magna virtute conscendentes, signa in summo vallo figunt. Vngari pari fortitudine vallum superant, primusque Radicius Thrax, militum centurio, pinnas comprehendit; nec Germani aemulatione alienae virtutis sibi desunt. ...".

RADIF

Radif, quasi unico, ha qualche sparuta presenza valdostana e ligure, potrebbe derivare dal termine persiano radif (ordine) che da il nome ad un particolare sistema musicale, forse si tratta di un cognome attribuito ad un fanciullo abbandonato.

RADINA

Radina è specifico dell'alto Friuli, di Arta Terme e Tolmezzo nell'udinese, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome dei paesi sloveni di Radna, nei pressi di Ljubljana ne esistono due con lo stesso nome, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti. (vedi anche RADA)

RADOANI

Radoani è tipico di Condino nel basso trentino ai confini con il bresciano, potrebbe derivare da una forma patronimica in -ani, con il significato di quelli di, riferita ad un capostipite il cui padre si chiamasse Rado, nome medioevale di origine germanica (vedi RADI).

RADOS

Rados, molto raro, sembrerebbe specifico di Trieste.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine slava (più probabilmente slovena), il cognome Rados nasce da un adattamento del cognome slavo
Rados, che, tratto dall'omonimo nome di persona (con varianti in Rade e Rado), significa letteralmente allegro, felice (per una spiegazione più approfondita, vedi Rada). In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del nome personale del capostipite.

RAELE
RAELI
RAHELI

Raele è tipico della zona tra basso salernitano, potentino ed alto cosentino, Raeli ha un ceppo siracusano, uno salentino ed uno romano, Raheli è specifico del Salento, dovrebbero tutti derivare da forme contratte del nome Rachele, di quest'uso abbiamo un esempio a Ceccano negli Annales Ceccanenses  sotto l'anno 1209: "Anno dominicae incarnationis 1209, pontificatus domni Innocentii III. papae anno eius 12, mense Decembris die 6, Iohannes de Ceccano dilecto familiari suo Raheli et Iohanni filio eius salutem et amorem...".

RAFAEL
RAFAELE
RAFAELI
RAFAELLI
RAFFAEL
RAFFAELA
RAFFAELE
RAFFAELI
RAFFAELLA
RAFFAELLI
RAFFAELLO

Rafael, Rafaeli e Rafaelli sono quasi unici, Rafaele, oltremodo raro, sembra specifico di Altamura nel barese, Raffael, molto raro, è tipico di Venezia e del vicino trevisano, Raffaela sembrerebbe unico, forse siciliano, Raffaele è molto diffuso in tutto il centrosud, Raffaeli ha un ceppo tra milanese e cremonese, un ceppo nel veronese, uno nelle Marche e nel perugino, uno a Roma ed uno nel foggiano, Raffaella è assolutamente rarissimo, Raffaelli è diffusissimo in tutto il centronord, Raffaello ha un ceppo nel vicentino ed uno nel brindisino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome
Raffaele o Raffaello, l'italianizzazione cioè del personale ebraico Refa'el, che, composto dagli elementi rapha' (guarire) e El (Dio), può essere tradotto come Dio guarisce (sottinteso, dai mali della vita): in questo contesto, infatti, va ricordata la figura dell'arcangelo Raffaele, a cui la Bibbia attribuisce miracolose facoltà di guarigione (nel Libro di Tobia, ad esempio, Raffaele guarisce Tobia dalla sua cecità). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

RAFALDI
RAFFALDI
RAFFALDO

Raffaldi, molto raro, è tipico del sudmilanese, pavese, alessandrino e lodigiano, Rafaldi e Raffaldo, pressocche unici sono quasi sicuramente dovuti ad un errore di trascrizione del cognome Raffaldi, derivano dal nome longobardo Raffhald.

RAFFA
RAFFELLI
RAFFI
RAFFINI
RAFFINO
RAFFO

Raffa ha un ceppo tra messinese e reggino, uno nell'avellinese ed uno a Roma, Raffelli è tipicamente lombardo di Rodengo Saiano nel bresciano, Raffi ha un ceppo nel basso bresciano, uno nel carrarese, uno nel grossetano ed uno a Roma, Raffini è specifico della zona tra bolognese e fiorentino, di Imola e Bologna nel bolognese e di Firenze, Firenzuola e Palazzuolo sul Senio nel fiorentino, Raffino è tipicamente siciliano, di Gagliano Castelferrato nell'ennese, Raffo ha un ceppo tra genovese, spezzino e carrarese, uno romano, uno nel tarentino, uno nel ragusano ed uno probabilmente secondario a quello ligure nel cagliaritano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale Raffus derivato dal nome longobardo Raffhald, di cui abbiamo un esempio a Genova nel 1360 co un certo Raffus Maffonus "...Raffus Maffus, q. Nicolai, civ. Ianue..:" e le troviamo a Pisa agli inizi del 1300 in un atto di procura: "...Pisis et ubique locorum et terrarum, ad exigendum et recipiendum a Raffo Longo Franciscino Veçoso, a domino Petro de Rivello ianuensibus et quibuscumque aliis personis...".

RAFFAGHELLI
RAFFAGHELLO

Raffaghelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'alessandrino, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del cognome Raffaghello che è specifico dell'area alessandrino, genovese, in particolare di Novi Ligure e Molare nell'alessandrino e di Genova, si dovrebbe trattare di un'italianizzazione arcaica del nome di origine ebraica Raphael che significa il conforto, le cure del Signore, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Genova fin dal XVII° secolo.

RAFFAGLIO

Raffaglio, rarissimo, è specifico del sudmilanese potrebbe derivare da un soprannome dialettale derivato da un termine lombardo arcaico raffaji per rapa, anche se non si può escludere un collegamento con il nome longobardo Raffhald.

RAFFANTI

Raffanti è particolare dell'area pisano, lucchese, di Capannori nel lucchese in particolare, potrebbe derivare dal nome medioevale francese Raphanaud, forse derivato da un soprannome attribuito ad un coltivatore di rafano o di rapanelli, non si può escludere anche una possibile derivazione dal nome longobardo Raffhald.

RAGAINI

Ragaini è specifico delle Marche, con un ceppo a Loreto nell'anconetano ed uno a Fano, Pesaro e Cartoceto nel pesarese, si dovrebbe trattare di una forma contratta dell'italianizzazione di un ipocoristico del nome medioevale Ragacius (vedi RAGAZZI), ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal termine romagnolo ragajo (la stanga dove si attaccavano le corde nei carri trainati dai buoi, situata nella parte posteriore del carro), forse ad indicare nel capostipite un trasportatore che utilizzasse quel tipo di carri.

RAGAIOLI
RAGAIOLOI

Ragaioli, quasi unico, è del veronese, Ragaiolo, molto raro, è tipico del veronese, di Cerea, Verona e Roverchiara, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine veneto arcaico ragàr (cimare, tagliare dalle viti le parti da ringiovanire), probabilmente ad indicare nei capostipiti dei bravi potatori di viti o dei vignaioli.

RAGAZZI
RAGAZZINI
RAGAZZO
RAGAZZONE
RAGAZZONI

Ragazzi è tipico emiliano, del modenese in particolare. con ceppi anche nel bolognese, ferrarese, rovigoto e veneziano, mantovano, milanese e pavese, Ragazzini è romagnolo, del ravennate e del forlivese, Ragazzo ha un ceppo nel veneziano, in Irpinia, nel materano e nel cagliaritano, Ragazzone, molto raro, potrebbe essere della zona tra pavese ed alessandrino, Ragazzoni ha un ceppo nel varesotto, uno nel modenese ed uno nelle province di Roma e di Rieti, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Ragacius, Ragatius o Regatius, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nella seconda metà del 1400 con l'editore e stampatore Ioannes Regatius o Zan Regazo, a Bormio agli inizi del 1600 in un processo inquisitorio viene citato: "...Christoforus Ragacius de Burmio dedit securitatem manutenendi pacem et treguam ac querelam datam...", è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal mestiere di garzone o ragacius svolto dal capostipite.

RAGGI
RAGGIO

Raggi è diffuso in Lombardia, Liguria, Emilia e Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Raggio sembrerebbe del genovese, con un ceppo secondario in Sardegna ed uno nel napoletano, il nucleo genovese potrebbe derivare dall'aferesi del nome del toponimo Paraggi (GE), per tutti gli altri si può parlare di una derivazione dal nome medioevale Ragius di cui si ha un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1199 a Vimercate (MI): "...dixerunt et guarentaverunt suprascripti Petrus et Aribertus seu Manescottus et Ragius esse datos in terra empta ab Alexandro maiore et ministro ...".

RAGGIOTTI
RAGGIOTTO
RAGIOTTO

Raggiotti, estremamente raro, è perugino, Raggiotto, altrettanto raro, è specifico di San Dona' Di Piave (VE), Ragiotto, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Il cognome Raggiotto è tipico di San Donà di Piave (VE), dove si sembrerebbe formato in epoca medievale dalla cognominizzazione del nome di persona
Ragio o Ragius.  Un altro ceppo, dello stesso etimo ma di origine differente, è quello dei Raggiotti, presente solo a Perugia. Una variante di Raggiotto è Ragiotto, molto rara e presente sempre nell'area veneziana, originata da un errore di trascrizione anagrafica del cognome.

RAGNI
RAGNO

Ragni ha ceppi in Lombardia, nel bresciano in particolare, nel bolognese, nelle Marche ed in Umbria, nel teramano, nel romano e nel campobassano, Ragno,abbastanza raro, presenta più ceppi sparsi per l'Italia, uno nel barese, uno nella zona dello stretto di Messina, uno nel napoletano ed uno nel Lazio, potrebbero derivare da forme apocopaiche dal nome Ragnfred in uso presso i Franchi o dal nome normanno Ragnar .

RAGO
RAGONE

Rago è tipico di tutto il sud, ma in particolare del salernitano e del cosentino, con un piccolo ceppo anche nell'alessandrino, Ragone ha un ceppo piccolo ceppo nel riminese, uno a L'aquila ed a Roma, ha un grosso ceppo nel salernitano a Salerno, Cava de' Tirreni, Teggiano, Nocera Inferiore, Vietri sul Mare, Eboli, Pontecagnano Faiano, Rofrano e Battipaglia, ed a Napoli, ha un ceppo a Potenza e nel materano a Ferrandina, Salandra, Matera e Montalbano Ionico, e un grosso nucleo nel barese, ad Altamura, Bari, Adelfia, Mola di Bari, Triggiano, Noicattaro, Modugno e Rutigliano ed a Foggia e Cerignola nel foggiano, l'origine è sicuramente molto varia, potrebbero in alcuni casi derivare dal nome turco Ragö, o dal nome medioevale germanico Rago, Ragonis, a sua volta derivato dalla radice ragin (Consiglio), è pure possibile una derivazione da una forma sincopata del nome longobardo Raginperto o anche dall'apocope del nome normanno Ragonaldo, possibile anche una derivazione dall'apocope dell'etnico aferetico ragonese (di Aragona).

RAGONA

Ragona è tipicamente siciliano, ha un ceppo nella parte sudoccidentale dell'isola a Marsala, Alcamo e Gibellina nel trapanese, a Partinico e Palermo nel palermitano, ed un ceppo a Niscemi nel nisseno ed a Vittoria nel ragusano, dovrebbe derivare da una forma aferetica del nome del paese di Aragona nell'agrigentino o del nome della regione spagnola omonima.

RAGONESE
RAGONESI

Ragonese è tipicamente siciliano, soprattutto del catanese, Ragonesi ha un ceppo romagnolo che potrebbe derivare dall'etnico del toponimo Ragone (RA), un ceppo viterbese ed uno nel catanese, che potrebbe derivare dal toponimo Aragona (AG).
integrazioni fornite da Andrea Ferreri
Ragonesi è diffuso in Sicilia nel catanese (Acireale, Catania), nel Lazio a Viterbo, in Emilia Romagna nel forlivese (Cesena, Forlimpopoli) e nelle Marche nel pesarese (Fossombrone).  Deriva dal nome della regione spagnola Aragona, Stato indipendente fino al 1479.

RAGONI

Ragoni è tipicamente toscano, molto raro, ha un piccolo ceppo a Firenze, uno a Rosignano Marittimo nel livornese ed uno a Capannoli e Pontedera nel pisano, dovrebbe derivare da una forma genitiva patronimica riferita a capostipiti il cui padre si fosse chiamato con il nome medioevale germanico Rago (vedi RAGO).

RAGOZINI
RAGOZINO
RAGOZZINI
RAGOZZINO

Ragozzini è caratteristico di Napoli, Ragozzino è tipicamente campano, di Capua, Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Marcianise, Pontelatone, San Prisco, Casagiove e Castel di Sasso nel casertano, di Napoli, Ercolano e Pozzuoli nel napoletano e di Scafati nel salernitano, Ragozini e Ragozino, quasi unici, sono forme alterate dei precedenti, potrebbero derivare da ipocoristici del nome medioevale germanico Ragotz basato sul termine medioevale a.a.t. rahho (fauci, gola), o del nome Ragotius o Ragottus da quello derivati.

RAGUNI

Raguni, assolutamente rarissimo, parrebbe del catanese, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del toponimo Aragona (AG).

RAGUSA
RAGUSEO
RAGUSI
RAGUSIN
RAGUSINI
RAGUSO

Ragusa è specifico siciliano, e deriva dal toponimo siciliano omonimo, così pure il ceppo messinese del cognome Ragusi, mentre il ceppo adriatico ha probabilmente le stesse origini dei cognomi seguenti, Raguseo è tipico di Molfetta (BA), Ragusin, assolutamente rarissimo, sembrerebbe triestino, Ragusini è ancora più raro, Raguso è diffuso a Gravina di Puglia (BA) ed a Martina Franca (TA), dovrebbero derivare dal toponimo dalmata Ragusa, l'attuale Dubrovnik, e starebbe ad indicare mercanti dalmati insediatisi sulla costa adriatica ed in Puglia.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto scritto a Solofra nel 1521 dove compare come teste un tal Galante de Raguso.

RAHO

(vedi DE RAHO)

RAI

Rarissimo sembra originario del piacentino e sudmilanese, potrebbe derivare da un dialettale rai (ragli) stante ad indicare una confluenza di strade, probabilmente da un celticho rhaudi, ma potrebbe pure derivare da un raudii latino plurale di raudius (famosi i Campi Raudii vicino a Vercelli, dove il console romano Mario nel 105 A.C. sconfisse i Cimbri).
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Il cognome Rai è di difficile interpretazione. Non si potrebbe escludere anche un'italianizzazione di un cognome francese o spagnolo tipo Ray. .E' certo che i Rai esistono in provincia di Piacenza almeno dalla seconda metà dell'800. Da lì alcuni di loro sono emigrati verso la fine di quel secolo partendo da Pianello Val Tidone (PC).  A puro titolo di curiosità si può aggiungere che il cognome Rai è discretamente diffuso in Romania dove il vocabolo rai significa paradiso.

RAIA

Sembra avere più ceppi, in Sicilia e nel napoletano, potrebbe essere di origine lusitano-spagnola, derivando dal nome di una zona del Portogallo (Raia, Plan de Raia) al confine con l'Estremadura in Spagna.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Secondo G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, p. 156, Il cognome Raia (Raja) viene dal vocabolo siciliano 'raja' che significa 'razza', un tipo di pesce.

RAIANI
RAIANO
RAJANI

Raiani è quasi unico, Raiano è tipicamente napoletano, con piccoli ceppi a Giugliano in Campania ed a Marano di Napoli, Rajani ha qualche presenza a Roma e nel crotonese, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine arabo raya (vessillo, stendardo, insegna), probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero dei vessilliferi o portainsegne.

RAIMONDI
RAIMONDO

Entrambi panitaliani, derivano dal nome italo germanico medioevale Raimondo e al sud dal nome normanno Raimund.  Tracce di questa cognominizzazione si hanno a Milano con Giacomino Raimondi Capitano della Martesana nel 1452/1454.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
il nome di origine germanica Raimondo, deriva dalla fusione dei termini
ragan o ragin, col significato di consiglio, decisione ispirata dagli dei, e munda, col significato di protezione, protettore. Raimondo deriverebbe in tal senso dall'espressione che protegge con il consiglio degli dei o protezione divina. Rachimondus è già presente in un documento longobardo di Farfa Sabina dell'anno 806.

RAINA
RAINI
RAININI
REINA
RAINO
RAINONE
RAINONI

Raina ha un ceppo lombardo a Milano e Voghera ed uno piemontese a Dronero (CN), Vercelli, Alessandria e Torino, Raini, molto molto raro ha un piccolo ceppo nel milanese ed uno nell'aretino, Rainini, assolutamente rarissimo, è specifico del milanese, di Trezzo sull'Adda e Milano, Raino, molto molto raro, è di Taviano nel leccese, Rainone ha un ceppo a Prato, uno a Roma, uno princiopale in Campania, in particolare a Palma Campania, Napoli, San Gennaro Vesuviano, Casoria, Nola e Carbonara di Nola nel napoletano, a Sarno, Mercato San Severino e Battipaglia nel salernitano, a Frasso Telesino nel beneventano, ad Orta di Atella nel casertano e a Calitri nell'avellinese, e nel foggiano a Foggia e Panni, Rainoni, molto molto raro, è lombardo, in particolare di Vailate nel cremonese, Reina ha un grosso ceppo nella zona coperta dalle province di Milano e Varese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o forme accrescitive, dal nome longobardo Ragin che deriva dal termine longobardo ragin (consiglio divino, illuminato) un suo derivato è Raginperto nome portato dal Re longobardo degli anni 700 e 701, l'uso di questi nomi lo troviamo ad esempio nel 1320 in Valtellina in un atto di compravendita che cita un certo Orsatto e Petruzio Tigiurtinus fu Raino di Grosotto, che vendono a Nicola Lambertengi di Federico, di Vico di Como, abitante a Grosotto, un fondo sempre in Grosotto, troviamo esempi dell'uso di questi ipocoristici od accrescitivi ad esempio nel 1100 nel Sannio con il feudatario Rainone Brettone, e agli inizi del 1200 con Rainone della Tolta che viene scomunicato nel 1230 da Gregorio IX, i Reina che nascono come de Regna e poi come de Regnis già nel 1200 facevano parte del Patriziato milanese, nel 1519 troviamo Azzone Rejna in qualità di Vicario di Provisione, nel 1650 a Melchiorre Reina viene affidato il feudo di Cassina de' Ferrari (MI).

RAINALDI

Rainaldi è tipico di Roma e della sua provincia, ha un ceppo significativo anche nell'aquilano, a L'Aquila e Pescocostanzo, deriva del nome medioevale Rainaldus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Pavese a pavia nell'anno 1014: "...in iudicio adesse domnus Otto comes palacii et comes uius comitatu Ticinensis iusticiam faciendam ac deliberamdam, adesse cum eo Arnaldus Ravanensis archiepiscopus, Rainaldus uius Ticinensis, Petrus Novariensis episscopi,...", di un principio di questa cognominizzazione abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale a Cerreto nell'anno 1117: "Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo septimo decimo, mense iunii, indicione decima. Placuit atque convenit inter Ardericum, filium quondam Auberti, et Donumdeum, filium quondam Ribaldi, consanguinei et abiatici quondam Obizonis Rainaldi de civitate Laude, nec non et domnum Girardum, abatem monasterii Sancti Petri de loco Cereto...".

RAINE'

Quasi unico, praticamente presente solo nel sudmilano, dovrebbe derivare da una forma tronca dialettale del nome Rainerius.

RAINERI
RANERI
RANIERI

Raineri ha alcuni ceppi nell'Italia settentrionale centrooccidentale ed uno in Sicilia probabilmente originario del palermitano, Raneri ha almeno due ceppi in Sicilia, nel messinese e catanese ed uno nel trapanese, Ranieri è panitaliano. Questi cognomi derivano dal nome medioevale italiano Rainerius. Santo Rainerius pisanus del XII° secolo è un riferimento importante. Dal Codice Diplomatico Bresciano, gennaio 1150 leggiamo: "...prepositus de ecclesia Sancti Petri in Oliveto, nomine ac vice suprascripte ecclesie investivit Rainerium, filium quondam Rainerii qui dicebatur Paleaculi..." dal che si evince essere il nome Raineri già consolidato a quell'epoca anche al nord. A Roma nel 1119 , all'epoca di Papa Callisto III° in un elenco di presbiteri e cardinali leggiamo: "...Rainerius abbas Sancti Basilii...".

RAINIS

Rainis è tipicamente friulano, di Tolmezzo ed Amaro nell'udinese, questo paese sembrerebbe essere stato il luogo originario della famiglia, vi si trova un antico mulino con questo nome Rainis, ma è esistito anche un ceppo istriano a Capodistria ed a Cittanova (Novigrad), dovrebbe derivare da una forma ipocoristica slava derivata dal nome germanico Rainer (Ranieri), troviamo tracce di questa cognominizzazione agli inizi del 1700 con il giurista Giovambattista Rainis.

RAINOLDI
RANOLDI

Rainoldi è tipico del nordmilanese, comasco e sondriese, Ranoldi, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione del precedente, derivano dal nome medioevale di origine franca Rainoldus, di cui abbiamo un esempio nel Gesta Francorum: "...Elegerunt Lombardi et Longobardi seniorem super se, cui nomen Rainoldus, Alamanni similiter. ...". Il casato dei Rainoldi amministrò dal 1600 il feudo di Caronno nel varesotto.

RAIOLA
RAIOLO
RAJOLA

Raiola è tipicamente campano, del napoletano, di Torre del Greco, Napoli, Torre Annunziata, Boscoreale, Trecase, San Giorgio a Cremano, Nola, Boscotrecase, Ercolano e Pompei, e del salernitano, di Scafati, Angri e Salerno, Raiolo, molto raro, è del cosentino, di Terravecchia e Rossano, Rajola è specifico di Napoli, dovrebbero derivare da un antico soprannome basato sul termine catalano rajola (piastrella, maiolica), forse ad indicare il mestiere dei capostipiti.

RAIS

Rais è tipicamente sardo, con un ceppo nel meridione dell'isola, a Cagliari e Sinnai nel cagliaritano, ed uno settentrionale a Porto Torres e Sassari nel sassarese, dovrebbe derivare dal termine marinaresco campidanese rais (capo barca, padrone della barca), che dovrebbe derivare dalla voce fenicia Ŕs (capo, testa), ma che potrebbe anche essere stato originato dall'aferesi del termine sardo arràis (capitano di un'imbarcazione), voce derivata dall'arabo arra'is, con il medesimo significato.

RAISE
RAISI

Raise è decisamente veneto, di Rovigo, Monselice (PD) ed Este, sempre nel padovano, Raisi è specifico della zona tra ferrarese e rovigoto, di origini oscure, potrebbe derivare dal termine di origine araba rais (capobarca), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Ravenna nella seconda metà del 1300 con Jacopo Raisi quale esponente di una congiura volta a cacciare Ostasio da Polenta e consegnare la città di Ravenna alla Repubblica di  Venezia.

RAISONI

Raisoni è tipicamente lombardo, di Livigno nel sondriese, con un piccolissimo ceppo anche a Malnate nel varesotto, dovrebbe derivare dal nome francone Raison, probabilmente una forma alterata derivata dal nome germanico Rago, Ragonis, a sua volta derivato dal termine medioevale germanico ragin (consiglio, saggezza).

RALLI
RALLO

Ralli ha un ceppo nell'aretino ed uno nel viterbese, Rallo ha un ceppo nella Sicilia occidentale, nel napoletano, nel genovese e a Venezia, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome e cognome medioevale Tarallo (vedi), troviamo tracce di questa cognominizzazione a San Mauro Cilento (SA) nel 1400 ed a Siracusa agli inizi del 1500 con il comandante di vascello Costantino Ralli.
integrazioni fornite da Antonino Rallo
Rallo in Sicilia occidentale probabilmente proviene dalla parola araba
rahl, che corrisponde a casale.

RAMA

Rama è tipico Di Verona e del veronese, di Colognola ai Colli e Tregnago, con un ceppo nel bergamasco ed uno nel vercellese, un'ipotesi è che si tratti della cognominizzazione di Rama un nome di origine biblica, utilizzato in particolare presso i Catari ed i Valdesi, ricordiamo che Rama era un paese della Palestina, come possiamo leggere nella Bibbia nel libro dei Giudici: "...clamaveruntque filii Israhel ad Dominum nongentos enim habebat falcatos currus et per viginti annos vehementer oppresserat eos erat autem Debbora prophetis uxor Lapidoth quae iudicabat populum in illo tempore et sedebat sub palma quae nomine illius vocabatur inter Rama et Bethel in monte Ephraim ascendebantque ad eam filii Israhel in omne iudicium quae misit et vocavit ...", e nel vangelo di Matteo si legge: "...Vox in Rama audita est, ploratus et ululatus multus: Rachel plorans filios suos, et noluit consolari, quia non sunt". 19 Defuncto autem Herode, ecce apparet angelus Domini in somnis Ioseph in Aegypto 20 dicens: "Surge et accipe puerum et matrem eius et vade in terram Israel; defuncti sunt enim, qui quaerebant animam pueri...", bisogna anche considerare che secondo alcuni sarebbe esistita anticamente in Val di Susa una città chiamata Rama.

RAMACCIONI

Ramaccioni è tipico di Umbertide e di Città di Castello nel perugino, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di una forma accrescitiva del termine medioevale italiano ramaccio (rumore di foglie e di rami che si spostano bruscamente), forse a sottolineare una particolare irruenza del capostipite.

RAMACCIOTTI
RAMACIOTTI

Ramacciotti è tipicamente toscano, di Viareggio, Porcari, Lucca, Capannori, Massarosa e Camaiore nel lucchese, di Livorno e di Grosseto, Ramaciotti, estremamente raro, è una forma alterata del precedente, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine toscano arcaico ramacciotto (il rumore di una baruffa o di gente che si accapiglia), a sua volta derivato come diminutivo dal termine medioevale italiano ramaccio (rumore di foglie e di rami che si spostano bruscamente).

RAMAGLIA
RAMAGLIE
RAMAGLI

Ramaglia ha un nucleo importante tra Napoli e Casoria ed un ceppo in Basilicata a Tito (PZ), Ramaglie è unico, Ramagli, assolutamente rarissimo, potrebbe avere oltre al ceppo napoletano dovuto probabilmente ad errori di trascrizione anche uno toscano a Livorno ed Empoli.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Ramaglia è tipicamente napoletano, con un ceppo minore nel potentino, questo cognome deriva dal termine
ramaglia (l'insieme, cioè, dei rami secchi tagliati da un albero), ad indicare molto probabilmente l'attività di ramagliatura o ripulitura degl'alberi o, in alternativa, quella di raccolta di ramaglie. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome di mestiere attribuito al capostipite.

RAMAIOLI

Molto raro è specifico del sudmilanese, lodigiano e alto pavese, dovrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere della famiglia, cioè di acquaioli (il ramaiolo è il mestolo per prendere dell'acqua).

RAMALLI

Ramalli, tipicamente toscano, è specifico di Prato, Firenze e Campi Bisenzio e Signa nel fiorentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale spagnolo Ramallo, ma non si può escludere una derivazione da soprannomi originati dal termine latino medioevale ramale, ramalis (diramazione, corso secondario), troviamo tracce di questa cognominizzazione in Spagna in uno scritto sulla Compagnia di Gesù del 1549: "... Reuersus ad S. Vincentium optata cum praeda, qui barbarorum manus, et saeuitiam famis euaserat, parum abfuit, quin impotentium Christianorum immanitate concideret. Ioannem Ramallum hominem publice vetustis criminibus infamem, et anathemate obligatum moneri iusserat, vt a templo facesseret, quo peragi sacrificium rite posset. Is cum paruisset, duo eius filij ex Brasilia matre suscepti, materna barbarie Sacerdotem ad templi fores opperiuntur armati; vixque ille apparuerat, ...".

RAMAZZINA

Ramazzina è tipico di Rovigo, del rovigoto e del vicino veronese, dovrebbe derivare dal nome della località Ramazzina nel comune di Ronco all'Adige nel veronese.

RAMAZZOTTI

Ha un nucleo nell'anconetano ed uno a Roma.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome diffuso maggiormente nell'anconetano e nel romano, deriva dal termine ramazza, col significato di spazzino o, più in generale, di addetto alle pulizie all'interno di diversi ambienti. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome di mestiere attribuito al capostipite.

RAMBALDI
RAMBALDO
RAMBAUD
RAMBAUDI
RAMBAUDO
RAMBOTTI
ROMBALDI
ROMBALDO

Rambaldi ha un nucleo principale tra bolognese e ferrarese, un ceppo in provincia d'Imperia ed uno nel padovano, Rambaldo, molto più raro ha un ceppo nel padovano ed uno nel salernitano a Futani, Pisciotta ed Eboli, Rambaud, molto molto raro, è di Pinerolo (TO), Rambaudi ha un ceppo a Sanfrè (CN) e nel cuneese ed uno probabilmente secondario nel torinese ed a Torino, Rambaudo, assolutamente rarissimo è del cuneese, Rambotti ha un ceppo nel bresciano a Lonato e Desenzano Del Garda, Rombaldi, estremamente raro, sembrerebbe veneto, in particolare del bellunese, Rombaldio, praticamente unico, è forse del cuneese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite modificazioni dialettali,  dal nome germanico Hrambald ottenuto dalla fusione dei termini hramn (cesto,canestro) e bald (coraggioso, audace) con il senso di Ricco di audacia.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Rambaldo, l'italianizzazione cioè del personale germanico Rambald, che, composto dagli elementi ragin (consiglio) e bald (fiero, coraggioso), può essere tradotto come colui che consiglia con fierezza (in questo caso, il termine consiglio va probabilmente contestualizzato in ambito politico o militare). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

RAMELLA
RAMELLI
RAMELLO

Ramella è tipico della Lombardia occidentale, del Piemonte e della Liguria, Ramelli sembrerebbe originario del parmense e piacentino, Ramello è decisamente piemontese, del torinese e del cuneese, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo ramo, o con riferimento a caratteristiche del luogo o a decorazioni della loro abitazione, un'altra ipotesi è che derivino da modificazioni del nome tardo latino Armella., ma l'origine più probabile è che si tratti di forme ipocoristiche del nome medioevale Ramus di cui abbiamo un esempio nelle lettere senesi dell'anno 12814: "...Magister Ramus Quondam Paganelli qui fuit Civis Senensis modo venit de Ultramontis & est de bonis intagliatoribus & sculptoribus de Mundo prò servitio Operis..".

RAMERINI
RAMERINO

Ramerini, molto molto raro, è tipicamente toscano del fiorentino, di Empoli, Certaldo e Montespertoli, Ramerino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini liguri, dovrebbe derivare da un soprannome, originato dal termine arcaico ramerino (rosmarino), le cui motivazioni sono oscure, non si può comunque escludere che possano anche derivare dalla contrazione di ipocoristici del nome gotico Radmir, o del germanico Rathmer.

RAMES

Rames, quasi unico, sembrerebbe del napoletano, dovrebbe derivare dal cognome spagnolo Rames di cui abbiamo tracce in un atto della Sacra Inquisizione spagnola del 1436, dove possiamo leggere: "... mensis januarii miserunt et uterque eorum misit diversas artellarias tam ferri, fili, cordarum et aliarum rerum, puta limarum habilium ad limandum seu corrodendum ferrum sive frangendum illud, necnon dederunt auxilium, consilium seu favorem, ut dicti capti sive incarcerati, frangendo carcerem, necnon compedes ed cathenas, quas portabant, exierunt de dicto carcere et unus eorum ab lo pern del grillò percussit Iohannem Rames, custodem sive carcerarium dicti carceris, quem dicta Violans tenebat amplexum aperte, retro percussit in capite tribus ictibus, quam letaliter...".

RAMETTA
RAMETTO

Rametta è tipicamente siciliano,  del siracusano soprattutto, di Avola, Siracusa, Noto, Solarino e Floridia, di Partanna nel trapanese, di Palermo e del catanese, di Catania, Riposto e Santo Stefano Quisquina, con piccoli ceppi anche nel Salento, a Sanarica e Campi Salentina nel leccese, ed in Calabria a Lamezia Terme nel catanzarese e ad Amantea nel cosentino, Rametto, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni del precedente, che dovrebbe derivare da un'italianizzazione del cognome francese Ramette, che dovrebbe derivare da nomi di località particolarmente boscose, ma è anche possibile, per i ceppi siciliani, una derivazione da un'alterazione dialettale del nome del paese di Rometta nel messinese.

RAMINI
RAMINO

Ramini ha un ceppo tra ferrarese e bolognese, uno nel Piceno ed uno romano, Ramino è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome medioevale Raminus di cui abbiamo un esempio nel Codice diplomatico della Lombardia medievale in una Carta investiture nomine massaritii dell'anno 1194 a Milano: "...quod pratum ipse Mainfredus habere visus est in territorio de loco Linate: coheret ei ad supertotum a mane Raminus Longus, a sero ecclesie Sancti Zenonis; et est circa iugera quinque ad supertotum, vel plus aut minus in hoc massaricio permaneat; eo salvo quod ipse Mainfredus retinuit in se totum lignamen suprascripti prati; eo tenore uti amodo in antea usque ad annos sex proximos habere et tenere...".

RAMIREZ

Ramirez è tipico del meridione, in particolare della Puglia e di San Pietro In Lama (LE), è sicuramente di origini spagnole, si tratta della cognominizzazione del nome di origine germanica Ramiro, a sua volta derivato da Raginmir.

RAMOLIVAZ

Ramolivaz, assolutamente rarissimo, è tipico valdostano, potrebbe derivare dal nome di una località valdostana.

RAMOLIVO

Ramolivo, che sembrerebbe unico, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione del cognome valdostano Ramolivaz (vedi RAMOLIVAZ).

RAMON
RAMONI

Ramon ha un ceppo veneto tra vicentino, trevisano, padovano e veneziano ed uno molto piccolo nel napoletano, Ramoni, molto raro, sembra avere un ceppo al nord nel verbanese ed uno nel Lazio tra Viterbo e Roma, con un possibile ramo secondario nel teramano, una possibile ipotesi è la derivazione per entrambi dal nome spagnolo Ramon, ma per il ceppo veneto è molto probabile una derivazione di tipo toponomastico, dal nome del paese di Ramon di Loria nel trevisano.

RAMONDA
RAMONDI
RAMONDINI
RAMONDINO
RAMONDO

Ramonda è tipicamente piemontese, del cuneese, di Busca, Cuneo, Verzuolo, Dronero, Caraglio, Costigliole Saluzzo e Savigliano, Ramondi è quasi unico, Ramondini, molto raro, ha ceppi molto piccoli in Piemonte, presenze in Liguria ed in Campania, Ramondino ha un piccolo ceppo a Napoli e ad Avellino, presenze nel reggino e vibonese ed un piccolo ceppo a Palermo, Ramondo ha un piccolo ceppo nell'imperiese, uno a Casoli nel teatino ed uno a Torre del Greco nel napoletano ed a Centola nel salernitano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale francese Ramond o dal nome galiziano Ramonde, entrambi a loro volta derivati dal nome germanico medioevale Ragimund, composto dai termini ragin (consiglio, saggezza) e mund (protezione, tutela), con il significato di protettore della ragione.

RAMORINI
RAMORINO

Ramorini è specifico di Arluno nel milanese, Ramorino è tipicamente ligure, di Genova e di Stella ed Urbe nel savonese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale arcaico per rosmarino, ricordiamo Letizia Ramorino (1750 - 1836) la madre di Napoleone Bonaparte.

RAMPAZZO

Rampazzo, tipicamente veneto, del vicentino, padovano e veneziano, dovrebbe derivare dal toponimo Rampazzo (VI), ma è pure possibile derivi in alcuni casi da nomi di località identificabili da una salita molto ripida (appunto un rampazzo), non è da escludere poi una derivazione da un ipocoristico del nome germanico Rampo (vedi RAMPI).

RAMPI
RAMPIN
RAMPINI
RAMPINO
RAMPO
RAMPON
RAMPONE
RAMPONI

Rampi è tipico del pavese, Rampin, decisamente veneto, ha un ceppo a Padova e, nel padovano, a Ponte San Nicolò, Conselve e Albignasego, nel veneziano a Venezia, Camponogara, Campolongo Maggiore e Mira ed a Pederobba nel trevisano, Rampini è diffuso a macchie di leopardo in tutto il centronord, Rampino è decisamente pugliese, del foggiano, del brindisino e soprattutto del leccese e di Trepuzzi in particolare, Rampo è invece tipico di veronese e vicentino, Rampon è tipicamente veneto, di Schio nel vicentino, di Iesolo nel veneziano in particolare, Rampone ha un ceppo campano ed uno piemontese, Ramponi invece sembrerebbe specifico del Lombardoveneto e del bolognese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, anche dialettali, dal nome medioevale germanico Rampus di cui abbiamo un esempio in una Cartula venditionis del 1172 a Pavia già in forma cognominale: "...Dominus Alinerius, filius quondam Iohannis Presbiteris, qui profesus est ex nacione sua lege vivere Romana, vendidit et tradidit ad proprium Rufino Lando, filio quondam Uberti Rampi, pecias tres terre aratorie iuris sui positas in terratorio Sartirane....".

RAMPINELLI

Probabilmente di origini bergamasco bresciane, dovrebbe derivare da soprannomi legati al mestiere o a elementi  A Travagliato (BS), nel 1600, troviamo la nobile famiglia dei Marchesi Rampinelli, originaria di Gardone Valtrompia (BS), impegnata in uno scontro sanguinoso con un'altra famiglia nobile, i Ferraglio, 

RAMPOLDI

Specifico del milanese e comasco, deriva dal nome longobardo Rambold (Rhambald), composto da rham (il Consiglio) e baltha, che significa ardito. Il nome Rambaldo lo troviamo anche nel 959, fonti storiche riportano che la corte di Lovadina fu assegnata in investitura dai re longobardi al Conte Rambaldo di Treviso, uno dei capostipiti della famiglia dei Conti di Collalto.

RAMPOLLA
RAMPULLA

Rampolla oltre al ceppo palermitano, ne ha uno piccolissimo a Salerno, Rampulla sempre siciliano, ha un ceppo a Mistretta, Pettineo e Patti nel messinese, uno a Palermo, uno a Pachino nel siracusano, uno a Nicosia nell'ennese, ed a Catania e Caltanissetta, esistono due ipotesi di possibili derivazioni etimologiche, da un soprannome ipocoristico basato sul termine dialettale rampa (zampa), o da diminutivi del nome longobardo Rampho di cui abbiamo un esempio d'uso nel Chronicon salernitanum: "..E contrario ab uno ex hiis astantibus, cui nomen Rampho fuit, qui preerat ipso tempore Cumpsinis, est ei responsum: » Talia minime, domine mi, peragamus; meliusque multo est pugnando mori quam hic infelicius viveret...".

RAMUNDO

Cognome abbastanza raro proprio del sud Italia, deriva dal nome normanno Raimund.

RAMUNNI
RAMUNNO

Ramunni è specifico del barese, di Conversano in particolare e di Bari ed Alberobello, Ramunno ha un ceppo abruzzese, uno piccolo in Molise e nel casertano ed è ben diffuso in Puglia, in particolare nel foggiano, nel potentino e nel cosentino, si dovrebbe trattare di una derivazione da modificazioni dialettali del nome normanno Raimund., tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Aversa fin dal 1200, in un atto del 1266 tra i testi si firma: "Ego Thomas Ramunno interfui et subscripsi".

RANA

Rana sembrerebbe tipicamente pugliese, del barese in particolare, potrebbe derivare dall'apocope del nome medioevale Ranaldus una forma paricolare del più comune Rainaldus a sua volta contrazione di Raginaldus, di quel nome abbiamo un esempio in un atto del 1268: "Ego Petrus, Dei gratia Gerundensis episcopus, subscribo.Testes sunt huius rei Ranaldus de Juviniano, canonicus Gerundensis, Berengarius de Cistella et Guillelmus de Valle Danielis, clerici Gerundenses...".

RANALDI
RANALDO
RANALLI
RANALLO

Ranaldi è tipicamente laziale, soprattutto del romano e del frusinate, con un piccolo ceppo nelle Marche, nel napoletano e nel tarentino, Ranaldo ha un grosso ceppo a Ginosa nel tarentino ed uno a Paduli nel beneventano, Ranalli è diffusissimo in Abruzzo e nel romano, con ceppi anche nell'ascolano, nel reatino, nel frusinate, nel campobassano e nel foggiano, Ranallo, decisamente meno comune del precedente, ha un ceppo nell'aquilano e nel romano, nel teatino e nel campobassano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite alterazioni dialettali, dal nome medioevale Ranaldus (vedi RANA).  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel Lazio fin dal 1500, ad esempio a Canemorto un paesino dell'Alta Sabina dove compare in un atto un certo Ludovico Ranaldi sposo di un' Artemisia Basilici.

RANCATI

Specifico dell'area che comprende il sudmilano, il lodigiano e il cremonese, dovrebbe derivare da un toponimo come Ranco (VA), ma può anche discendere da una modificazione di Brancati, che deriva a sua volta da Brancatius, nome medioevale derivato dal nome bizantino Pancratius.
integrazioni fornite da Giuseppe Rancati
Il cognome è specifico non solo delle aree citate ma anche dell'intera città di Milano, dove risulta presente già all'inizio del XV° secolo (fonte Istituto Genealogico Italiano di Firenze), e  del pavese, dove è presente almeno dal XVIII° secolo (fonti Atti parrocchiali).  Il cognome deriva dal toponimo Rancate (fonte Istituto Genealogico di Firenze) che è molto diffuso nei territori che appartennero al Ducato di Milano: a San Giuliano milanese, a Triuggio, a Concorezzo, nel lecchese e nel Canton Ticino (CH), si trovano diverse località e cascine con questo nome. Nel XIII° secolo a Milano, fuori Porta Nuova, esisteva il Corpo Santo di Borgo Rancate, poi andato distrutto (fonte Treccani: Storia di Milano).  Dal toponimo Ranco (VA) deriverebbe invece il cognome Ranca (da Ranca), che non è una forma tronca di Rancati ma è un vero e proprio cognome per suo conto. In epoca antica Rancati era preceduto dalla particella nobiliare "de" e si scriveva de Ranchatis, ben distinto dunque dal coevo cognome da Ranca (fonte Stemmario Trivulziano del XV sec - Milano: Biblioteca Trivulziana).  E' certo che un ramo dei Rancati ha goduto in passato di nobiltà, perché il cognome ed il relativo stemma gentilizio figurano nello Stemmario Trivulziano citato sopra, dove sono riportati circa 2000 stemmi di altrettante famiglie nobili del Ducato milanese. Lo stemma dei Rancati è: "d'argento, a sei trifogli con i gambi accerchiellati (cioè estirpati) di verde,3,2,1". E' uno stemma parlante: dal. pavese rancà estirpare, svellere. Nel pavese i Rancati sono amichevolmente appellati Rancà.  In quanto poi al discendere da una modificazione di Brancati, per ciò che riguarda l'Italia settentrionale non ho trovato nulla che possa avvalorare tale ipotesi. Ho trovato invece alcune notizie, per altro di fonte poco attendibile, circa l'esistenza di un'antica famiglia Rancati a Siena. E' possibile che essendo Brancati tipico del centro-sud, abbia originato appunto per errori di trascrizione o modificazioni varie, un casato Rancati senese che nulla avrebbe a che fare con l'omonimo casato lombardo, le cui origini sono accertate e attestate dall'Istituto Genealogico Italiano e dalla Biblioteca Genealogica Guelfi Camajani di Firenze.  Nella parte del sito dedicata alla storia dei Prelati di Melegnano, si cita il prevosto Giovanni Rancati che resse la parrocchia dal 1501 al 1503 e che nei documenti dell'epoca è chiamato de Rancate, a conferma di quanto detto sopra.

RANDELLI
RANDELLINI
RANDELLO

Randelli ha un ceppo a Firenze e Scandicci nel fiorentino ed a Prato e Carmignano nel pratese, un ceppo a Roma, uno piccolo a Cerchiara di Calabria nel cosentino ed uno in Sicilia a Troina nell'ennese, Randellini è tipico dell'aretino, di Arezzo e Civitella in Val di Chiana, Randello è tipicamente siciliano di Licodia Eubea nel catanese, potrebbero derivare da forme aferetiche, anche composite di nomi medioevali come Morando, o anche da forme rinascimentali contratte del nome Rinaldo.

RANDI
RANDO

Randi ha un  nucleo romagnolo concentrato nel ravennate a Ravenna, Lugo, Bagnacavallo, Fusignano e Faenza, un piccolo ceppoa Bologna, uno nel padovano, uno a Roma e nel latinense, probabilmente dovuto all'emigrazione veneta del secolo scorso ed uno a Palermo, Rando ha un ceppo a Rovigo e nel rovigoto e padovano, ha un nucleo a Messina e nel messinese, uno nel nisseno e nel catanese, questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche di nomi di origine germanica come Bertrand, Morand, o anche come Brandus e Ferrandus e per i ceppi siciliani è pure possibile una derivazione per aferesi dal nome saraceno Harandi.

RANDON
RANDONE
RANDONI

Randon è tipicamente veneto, del vicentino, in particolare di Valdagno, Randone ha un ceppo nel siracusano e catanese ed uno tra imperiese e cuneese, Randoni, molto raro, è tipico del bergamasco, di Stezzano soprattutto, dovrebbero derivare da forme accrescitive dell'aferesi di nomi come Bertrando, Ferrando o simili (vedi RANDI), per il ceppo ligure piemontese si può anche ipotizzare una derivazione da toponimi come Chateauneuf de Randon in Linguadoca, ma la probabilità è veramente molto bassa.

RANDAZZO

Cognome tipico siciliano, molto diffuso, deriva dal toponimo Randazzo (CT), secondo alcuni potrebbe derivare dal nome bizantino Randaches, ma questa ipotesi sembra altamente improbabile.

RANELLUCCI

Ranellucci, estremamente raro, è specifico della zona che comprende Lazio, Abruzzo e Molise, dovrebbe trattarsi di un'alterazione di una forma ipocoristica dell'apocope di un nome come Ranaldus.

RANFAGNI

Ranfagni è tipicamente toscano, specifico di Firenze, con presenze significative anche a Scandicci, Bagno a Ripoli, Pontassieve e Sesto Fiorentino, sempre nel fiorentino, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica arcaica del nome medioevale longobardo Ranfus, una forma alterata del nome Raffus (vedi RAFFA), nome probabilmente portato dal capostipite, troviamo un esempio dell'uso di questo nome nel XII° secolo a Mandello del Lario nel comasco con un certo Ranfus iudex potestatis lanuensis.

RANGHETTI
RANGHETTO
RANGHINI
RANGHINO
RANGONE
RANGONI

Ranghetti è tipico della zona tra milanese, bergamasco e bresciano, Ranghetto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Maserà di Padova nel padovano, Ranghini, quasi unico, è dell'alessandrino, Ranghino è piemontese, di Vercelli, Novara e di Casale Corte Cerro nel verbanese, Rangone, molto raro, è specifico dell'alessandrino, Rangoni è tipico del bolognese, quest'ultimo potrebbe derivare in alcuni casi dal toponimo Rangone nel modenese, ma molto più probabilmente dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale germanico Rango, Rangonis, di cui abbiamo un esempio d'uso a Firenze nel 1200: "...In dei nomine amen. Tempore nobilium virorum Jacopini Rangonis de Mutine...", troviamo traccia di questa cognominizzazione nel 1300, quando i Rangoni diventano feudatari di terre modenesi, proprietà conservata fino in epoca napoleonica, e danno il loro noem ai toponimi Castelnuovo Rangone (MO), Levizzano Rangone (MO), ecc.

RANIERI

vedi RAINERI

RANISE

Assolutamente rarissimo Ranise è tipico della zona di Pietrabruna e Dolcedo nell'imperiese, potrebbe derivare dal nome francese Ranise. (vedi anche RANOISIO)

RANNISI

Rannisi è caratteristico di Catania e del catanese, dovrebbe derivare da una forma dialettale siciliana del cognome Ranise (vedi RANISE).

RANOISIO

Ranoisio, praticamente unico, sembrerebbe ligure, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome francese Ramnoux, a sua volta derivato dal nome germanico Hramnwulf, derivato da hramn (corvo) e da wulf (lupo), nome che riuniva due simboli totemici primari dei popoli germanici.

RANONE

Ranone, quasi unico, parrebbe originario del potentino, di Spinoso in particolare, dovrebbe derivare da una forma accrescitiva della troncatura del nome medioevale Ranaldus, tracce di quest'uso le troviamo nel 1500 con un Giovanni Carlo oste figlio di un certo Ranoni che compare in una registrazione comunale cremonese del 1556, a Spinoso la famiglia Ranone aveva posto tra i maggiorenti della città nel 1700.  Il Palazzo Ranone di Spinoso è uno splendido edificio realizzato nel 1700 che si trova sull'attuale Via Vittorio Emanuele.

RANU'

Ranù è tipico del materano, di Nova Siri e del vicino cosentino, di Rocca Imperiale in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine greco ràmnos (pruno spinoso), è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal termine dialettale siciliano arannu (pioppo bianco), l'ultima ipotesi è che si possa trattare dell'aferesi di Arannu (modificazione dialettale del nome germanico Harand.

RANUCCI
RANUCCIO

Ranucci è specifico della zona che comprende Umbria, Abruzzo, Lazio e Campania settentrionale, Ranuccio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Palmi nel reggino, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche dell'apocope di nomi come Ranaldus (vedi RANA).

RANZANI

Sembra specifico del milanese, ma potrebbe esserci un ceppo nella zona del delta del Po, potrebbe derivare da toponimi quali Ranzanico (BG) o Baranzate (MI).
ipotesi fornita da Claudia Ranzani
Ranzani potrebbe derivare dal termine ranza, genere di falciotto bergamasco, e, quindi, indicare l'attività contadina svolta dalla famiglia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ranzani è proprio del nord, riflette toponimi vari del tipo Ranzo (TN, IM), Ranzano (PN, PR), Ranzi (SV); ma potrebbe avere alla base il soprannome formato dal termine dialettale veneto-emiliano '
ranzo' = "rancido", riferito a persona vecchia, antiquata, sorpassata, con idee 'rancide'.

RANZATI
RANZATO

Ranzati, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Ranzato, che è tipicamente veneto, di Vigodarzere, Padova, Piove di Sacco, Cadoneghe e Campodarsego nel padovano e di Chioggia, Venezia e Campolongo Maggiore nel veneziano e di Vicenza, potrebbe trattarsi di un indicatore di provenienza dei capostipiti dal paese di Ranzo in trentino, ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine veneto ranzo (rancido, rancoroso).

RAO
RAU

Rao ha un ceppo in provincia di Roma, uno nel casertano ed un grosso nucleo in Sicilia ed in Calabria, Rau ha un ceppo nel sassarese, tra Tempio Pausania e Berchidda, un ceppo a Paternò nel catanese ed uno tra la provincia di Roma e quella dell'Aquila, potrebbero derivare da una contrazione del nome latino Raulus forma troncata di Raulandus. I Rao sono menzionati tra i casati nobili di Sicilia.

RAPA
RAPELLI
RAPELLO

Rapa ha vari ceppi, in Piemonte, nel savonese, nel varesotto, nel pesarese, in Campania, soprattutto nel casertano ed avellinese, e nel catanese, Rapelli, molto raro, ha un nucleo nel torinese settentrionale ed uno nel sudmilanese e lodigiano, Rapello è specifico del torinese, di Volpiano, Ala di Stura, Moncalieri e Torino, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso un ipocoristico, da soprannomi connessi con il vocabolo rapa, ricordiamo che anticamente la rapa era l'alimento principale della popolazione meno abbiente.

RAPACCI
RAPACCINI
RAPACCIO
RAPACCIONI

Rapacci, molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel Piceno ed uno a Sutri nel viterbese, Rapaccini ha un ceppo in Toscana nel fiorentino e nell'aretino, in Umbria e nel maceratese e nel Lazio nel romano e nel frusinate, Rapaccio, praticamente unico, è del casertano, Rapaccioni ha un ceppo a San Severino Marche nel maceratese ed uno a Roma e Civitavecchia nel romano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome dialettale di vari tipi di vegetali commestibili, come il ravizzone o varie erbe delle crocifere, probabilmente indicando così nei capostipiti dei raccoglitori di quel tipo di piante o radici.

RAPAGLIA
RAPAGLIA'

Rapaglia, momlto molto raro, è tipicamente siciliano, del ragusano, Rapaglià, molto più raro, sembrerebbe del siracusano, dovrebbero derivare da siprannomi originati da alterazioni dialettali del termine italiano arcaico rapaglio (rapa), probabilmente identificando dei capostipiti dei coltivatori di rape, cibo molto diffuso in epoche antiche anche per l'alimentazione umana.

RAPAGNA
RAPAGNA'
RAPAGNI

Rapagna ha un ceppo a Teramo ed a Montesilvano nel pescarese ed un piccolo ceppo a Roma, Rapagnà ha un ceppo nel teramano a Roseto degli Abruzzi, Tortoreto e Teramo, Rapagni, che sembrerebbe essere unico, è del teramano, dovrebbe trattarsi di soprannomi originati dalla provenienza dei capostipiti dal paese ascolano di Rapagnano.

RAPAGNANI

Ha un ceppo nella zona di Civitanova Marche (AN), una a Teramo ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal toponimo Rapagnano (AP).

RAPALLO

Ha un nucleo ligure a Rapallo ed un ceppo forse secondario a Salemi (TP), deriva dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Molto raro, presenta due ceppi maggiori, uno ligure, nel genovese, e l'altro siciliano, nel trapanese, deriva dal toponimo Rapallo (GE).

RAPARELLI
RAPARI
RAPARO

Raparelli, rarissimo, potrebbe essere originario della provincia di Roma, con un possibile ceppo secondario nella zona di confine tra il rietino e l'aquilano, Rapari e Raparo, molto rari, sono caratteristici della provincia di Macerata, di Corridonia, Pollenza, Macerata. Morrovalle, Mogliano e Loro Piceno il primo e di Montegranaro, nel Piceno e Macerata il secondo, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal mestiere di coltivatore di rape, probabilmente svolto dai capostipiti.

RAPETTI
RAPETTO
REPETTI
REPETTO

Rapetti è specifico dell'Italia nordoccidentale, potrebbe avere tre ceppi, nel genovese e alessandrino il principale e nel torinese e milanese lodigiano gli altri due, Rapetto è tipico dell'area che comprende il savonese soprattutto, l'alessandrino ed il genovese, Repetti è tipico della zona che comprende il genovese, l'alessandrino ed il piacentino, Repetto è tipico del genovese e dell'alessandrino, con un ceppo secondario di origine genovese a Carloforte (CA), potrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo rapa.
integrazioni fornite da Vittorio Ghio
il cognome Rapetti o Repetto (
rat petit francese , topolino) dovrebbe corrispondere a gente cacciata dalla Spagna al tempo della cacciata dei mori e degli ebrei , a lungo fermatasi poi  in Camargue (ivi assumendo nomi francesi), molto probabilmente si tratta di zingari sinti. A Bosio (AL) si trova qualche Repetto che dovrebbe avere quest'origine-  il nome della tribù sinti è Ghio.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rapetto e Rapetti sono famiglie piemontesi (torinesi) trasferitesi (Rapelli) anche in Lombardia e Veneto nell'1800. Discostandosi dal De Felice che li fa derivare da "
rapa", "abitanti in luoghi o esercitanti attività connesse con le rape", Lurati li riconduce ad un personale germanico Rappo, Rappold.

RAPISARDA
RAPISARDI
RAPISARDO

Rapisarda, di origine siciliana, è probabilmente catanese, così come il molto meno diffuso Rapisardi, Rapisardo, quasi unico, è dovuto probabilmentead un errore di trascrizione, dovrebbero derivare da un soprannome legato all'attività di pescivendolo, rapi sarda sarebbe originato da apri con inversione dialettale delle lettere e sarda (pesce).

RASA
RASI
RASIN
RASINI
RASINO
RASO

Rasa ha un ceppo veneto a Venezia ed a Rocca Pietore e San Tommaso Agordino nel bellunese ed uno in Sicilia ad Altofonte e Palermo nel palermitano ed a Catania, Rasi è presente a macchia di leopardo al nord, nel forlivese e nel romano, Rasin è praticamente unico, e sembra essere dovuto ad un errore di trascrizione di Rasini che, molto raro, parrebbe lombardo, soprattutto del mantovano e del milanese, Rasino, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel torinese ed uno nel napoletano, Raso è diffuso nell'Italia settentrionale occidentale, nel Lazio, in Campania, nel barese, in Calabria ed in Sicilia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Rasa, Rasus di cui abbiamo un esempio a Lodi nel 1178 nell'Ordinamentum, laudamentum et decretum parium curiae episcopalis, o da suoi ipocoristici: "...et Petrus de Meleto et Guidottus Malbertus et Malsperonus Soricus et Lafrancus de Palatino et Martinus de Patherno et Iohannes Denarius et Presbiter de Salarano et Rasus de Rainoldis et Ardericus de Merlino et Martinus de la Contesa...", in qualche caso potrebbero anche derivare da antichi nomi di località, come quello citato in una Carta investiture et dati del 1180 a Velate nel milanese: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo, quintodecimo die mensis lullii, indicione tertiadecima. Cum ligno et carta que sua manu tenebat domina Biriana relicta quondam Loterii de Bugniela de loco Vellate, una cum consensu Guillielmoti filii sui de eodem loco Vellate, investivit et a presenti die et ora dedit in manu domini presbiteri Uberti ecclesie Sancte Marie de Monte Vellate, ad partem eiusdem ecclesie, nominative de tota illa terra de la Rasa, que fuit de Galiate, de territorio de Castibenno  ...".

RASORE
RASORI
RAZORE
RAZORI

Rasore è tipico di Sant'Olcese nel genovese e di Genova, Rasori , ha un ceppo a Massa, uno piccolissimo nel mantovano, uno leggermente meno raro nel reggiano, a Reggio Emilia, Correggio e Bagnolo in Piano, ed a Parma, è pure possibile un ceppo marchigiano tra Pesaro ed Ancona, ed uno a Roma, Razore è specifico di Genova, Razori, estremamente raro, è dello spezzino, dovrebbero derivare tutti da soprannomi originati dal termine latino rasorius (rasoio) e per estensione barbiere, come ci conferma questo scritto del 1272: "...Noverint universi quod nos Iacobus dei gracia rex etc. per nos et nostros damus et concedimus tibi, Mosse el Neyto Iudeo Iacce, in tota vita tua scribaniam Almudini et officium rasore ipsius Almudini ville Iacce. Ita scilicet quod tu toto tempore vite tue, dum bene et fideliter in ipso officio te habueris, scribas ea que scribenda fuerint in ipso Almudino vel racione ipsius; et radas mensuras bladi et aliorum que in dicto Almudino mensurabuntur et radi debebunt; et exerceas predicta sicut alii ipsa tenentes temporibus preteritis ea melius exercere consueverint....", ma non si può escludere una possibile derivazione dal nome di origine franca Rasorius di cui abbiamo un esempio con il nobile franco Hubertus Rasorius (985-1016), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Parma nel 1700 con il capomastro Angelo Rasori architetto progettista dell'ospedale di Fidenza e del Palazzo Sanvitale di Parma.

RASPA

Raspa ha un ceppo nel perugino, uno tra teatino e campobassano, uno a Roma e nel romano, uno a Sant'Antioco nel carboniense, uno nel catanzarese ed uno tra messinese ed ennese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine raspa, attrezzo del falegname, probabilmente ad indicare nei capostipiti degli artigiani del legno (vedi anche RASPI).

RASPI
RASPO
RASPONE
RASPONI

Raspo, molto raro, è tipicamente piemontese, di Savigliano e Fossano nel cuneese, Raspi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe toscano, Raspone sembrerebbe pugliese, ha un ceppo a Vico del Gargano nel foggiano ed a Bari, e presenze in Calabria, Rasponi ha un ceppo a Cesena, dovrebbero derivare, direttamente o tramite accrescitivi, dal nome medioevale Raspus, di cui abbiamo un esempio d'uso con un certo Raspus da Villamontagna in Trentino, o dal soprannome Raspo di cui abbiamo un esempio in questo testo medioevale: "..Huius familiâ in Henrico II. exstinctâ, Conradus Salicus Imperator consobrino Ludovico Barbato Comiti, ex Aurelianensium Principum domo, provinciam dedit, cuius posteri Landgraviorum titulô (quô primum Ludovicum Barbari nepotem Socer Lotharius Imperator ornavit) ad saeculum usque XIII. eam tenuêre. In postremis Hermannus fuit, cui duo filii, Henricus Raspo dictus, et Ludovicus, filia praeterea, cui Iudithae nomen, Theodorico Misniae Marchioni elocata. Atque istis suô fatô, nullâ relictâ masculâ sobole, defunctis, inde Henricus Illustris, Theodorici ex Iuditha filius, hinc Sophia Ludovico nata, opulentam adeo hereditatem ex asse utraque sibi asseruit ..", nome e soprannome originati dal nome germanico Rasp, con il significato di colui che raccoglie, nome a sua volta originato dal termine germanico rasper, sostantivo derivato dal verbo medioevale, sempre germanico, raspon (raccogliere, accumulare, cercare).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Raspo è cognome piemontese, ligure e toscano che ammette una varietà di ipotesi: 1.variante del cognome base
Raspa che potrebbe derivare dal sostantivo femm. 'raspa' deverbale del verbo 'raspare < germanico 'raspôn' = grattare.  P. Minervini, 411. 2. 'tipo di tridente con i rebbi piegati a squadra' anch'esso dal germanico 'raspôn'. DEI, 4, 1035. 3. M. Francipane 614 assimila il cognome Raspa/Rasponi al cognome Rastelli individuandone anch'egli la derivazione dal germanico 'raspôn'.

RASSU

Rassu, molto raro, è specifico del sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo rassu (grasso come un maiale), probabilmente a sottolineare una caratteristica fisica del capostipite.

RASTELLI
RASTELLINI
RASTELLINO
RASTELLO
RASTIELLO
RASTRELLI
RASTRELLO

Rastelli è distribuito nella fascia che comprende il Piemonte occidentale, la Lombardia, l'Emilia, le Marche e l'Abruzzo settentrionale, Rastellini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del teramano, Rastellino, altrettanto raro, potrebbe essere della zona tra milanese e pavese, Rastello è tipicamente piemontese, Rastiello è tipico di San Giuseppe Vesuviano (NA), Rastrelli, molto raro, è fiorentino, Rastrello, estremamente raro, è del viterbese, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dal vocabolo rastrello (attrezzo usato in agricoltura), ma è pure possibile, ed in alcuni casi molto probabile, una derivazione da toponimi come Rastellino (MO), Rastello (CN).

RATINI
RATINO
RATTINO

Ratini è specifico dell'area che comprende il ternano, il reatino ed il romano, Ratino e Rattino sono praticamente unici, potrebbero derivare dal nome medioevale Ratinus di cui abbiamo un esempio d'uso ad Anagni nel 1348 in un atto: "..Testes: Ratinus calsolarius et Stephanus frater eius de regione Pinee ad hec vocati et rogati. In presentia mei notarii et testium Matheus dictus alias Moscone de marchia Ananie, sua bona volumptate, fecit suum procuratorem Lellum Pilellam notarium de regione Pinee..", potrebbero anche derivare dal nome della località Ratino sul monte Terminillo, o da una forma arcaica contratta per reatino (abitante di Rieti).

RATTA

Ha un ceppo importante nel Salento nella zona di Leverano (LE), uno nel bolognese ed uno nella zona di Catanzaro, dovrebbe derivare da connessioni con i Della Ratta (vedi) o perche alle loro dipendenze o perchè sottoposti alla loro giurisdizione.

RATTABALLI

Rattaballi, quasi unico, è siciliano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale siciliano, basato sul termine arabo tabal (strumento misicale a percussione, tamburo), forse ad indicare nel capostipite un suonatore di quel tipo di strumento.

RATTI

Si individua un nucleo importante in Lombardia particolarmente concentrato nel milanese, bergamasco, comasco e lecchese, un altro ceppo nella zona che comprende le province di La Spezia e Massa Carrara, ma è comunque ben rappresentato in tutta l'Italia settentronale occidentale. Deriva o da soprannomi legati al vocabolo dialettale ratt (topo) stante probabilmente ad identificare la capacità di scattare o di correre velocemente, o da toponimi quali: Pian dei Ratti (GE), Borgoratto (AL) - (PV) o Torre de' Ratti (AL).

RATTICHIERI

Assolutamente rarissimo, potrebbe essere la fusione tra i due cognomi Ratti e Chieri (cognome quasi scomparso che dovrebbe derivare dal toponimo Chieri (TO).

RATTO

Ratto è tipico dell'area ligure, piemontese che comprende le province di Alessandria, Savona e Genova, ha ceppi, probabilmente secondari, anche nel romano, nel napoletano ed in Sicilia, potrebbe derivare da un nome, soprannome, il cui uso possiamo riscontrare in un atto del 1338: "...in burgo de Lemine, ad domum Alberti qui dicitur Rattus filius quondam Bertrami de Zeresollis de Lemine...", ma è pure possibile che derivi dal termine germanico Rat (consiglio) ad intendere forse un rappresentante importante della comunità, l'ipotesi comunque più probabile è che derivi per aferesi dal toponimo Borgoratto nell'alessandrino.

RAUCH

Rauch è tipico della provincia di Bolzano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo tedesco rauch (fumo).

RAUDINO
RAUDO

Raudino è tipicamente siciliano, di Catania e di Carlentini, Siracusa, Ferla e Noto nel siracusano, Raudo è quasi unico, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica italianizzata del nome germanico Hrodhari, a sua volta composto da  hrod (gloria) aggiunto ad hari (esercito), con il significato di gloria dell'esercito.

RAUSA
RAUSI
RAUSO

Rausa ha un ceppo salentino, a Scorrano, Casarano e Poggiardo nel leccese in particolare, ed uno siciliano, a Piazza Armerina ed Aidone nell'ennese e ad Acquedolci nel messinese, Rausi, molto più raro, è specifico di Catania, Rauso ha un ceppo romano, uno nel Molise a Campobasso e Riccia nel campobassano ed uno, il più consistente, a Santa Maria Capua Vetere nel casertano con buone presenze anche a San Tammaro e Capua, sempre nel casertano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi, da ritenersi valide a seconda della diversa provenienza di queste famiglie. In Sicilia, innanzitutto, è molto probabile che Rausa e Rausi nascano da una pronuncia dialettale del toponimo Ragusa (
Raùsa in dialetto siciliano), ad indicare o la provenienza o direttamente il nome personale dei capostipiti - secondo una formula molto diffusa nell'onomastica antica, in cui la toponomastica faceva spesso da ispirazione ai nomi di persona (vedi Ragusa). Passando ora alla seconda ipotesi, invece, va notato che in molti casi i cognomi Rausa e Rauso derivano sì dalla toponomastica, ma non da quella italiana: in ambito peninsulare, infatti, questi cognomi alludono più spesso a un'origine ragusea per le famiglie in questione, ovvero a un'antica provenienza dalla Repubblica di Ragusa - regione storica dell'area adriatico-balcanica, oggi appartente alla moderna Croazia (vedi Ragusa e Rausei). Va ricordato, a questo proposito, che in epoca antica la Repubblica di Ragusa era un'illustre repubblica marinara nei Balcani occidentali - dal XIV secolo al 1808 - e il suo territorio occupava il bacino geografico della Dalmazia meridionale e delle isole Elafiti: la capitale della Repubblica, anche nota come Repubblica Ragusea o Repubblica di Dubrovnik, era per l'appunto la città di Ragusa (Dubrovnik in croato), il cui nome, nel corso della storia, ha subito diversi mutamenti linguistici, spesso anche dialettali (per una spiegazione più approfondita, vedi Di Rauso).

RAUSEI
RAUSEO

Rausei, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Rauseo, che è tipico della zona tra avellinese, potentino e foggiano, a Scampitella, Vallata, Trevico e Vallesaccarda nell'avellinese, a Melfi nel potentino ed a Cerignola e Foggia nel foggiano, potrebbe essere di origini francesi e derivare dal termine occitano raus (roseto), ma molto più probabilmente si tratta di forme arcaiche dell'etnico della città dalmatica di Ragusa, l'attuale Dubrovnik nella Croazia meridionale, anticamente chiamata Rausa, Raugia in veneziano antico.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel termine
rauseo (forma dialettale di raguseo), che, nell'ambito dei nomi etnici, significa letteralmente raguseo, proveniente dalla Repubblica di Ragusa (per una spiegazione più approfondita, vedi Ragusa e Rausa): ancora oggi, in effetti, i cittadini di Ragusa di Dalmazia - un tempo capitale della Repubblica di Ragusa - son detti appunto ragusei, tant'è che la regione stessa in cui abitano è nota proprio come regione raguseo-narentana. In casi minori, ad ogni modo, non è escluso che i cognomi Rausei e Rauseo derivino invece dalla Ragusa siciliana (soprattutto in ambito siculo-calabrese), tenendo presente che, nei dialetti grecanici del Meridione, il suffisso -eo è piuttosto comune nella formazione dei nomi etnici - ad esempio, si pensi ai cognomi Cotroneo e Messineo, tratti appunto dalla pronuncia grecanica degli etnici di Crotone e Messina.

RAVA
RAVI
RAVO
RAVONE
RAVONI
RAVOTTI
RAVOTTO

Rava è molto diffuso in Piemonte e Lombardia ed in Romagna, in particolare nel ravennate, Ravi è quasi unico, Ravo, estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel sondriese, uno nel parmense ed uno significativo nel napoletano a Casalnuovo di Napoli e Napoli, Ravone è raro, ha un piccolo ceppo a Napoli e San Giorgio a Cremano nel napoletano ed uno a Brindisi, Ravoni, molto raro, potrebbe avere un ceppo fiorentino ed uno del viterbese e agro romano, Ravotti ha un piccolo ceppo a San Remo nell'imperiese, uno piemontese nel cuneese a Mondovì, San Michele Mondovì e Vicoforte, ed uno a Baiano nell'avellinese, Ravotto ha un ceppo a Garessio nel cuneese e nel vicino imperiese a Pontedassio, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, da soprannomi connessi con l'aggettivo latino ravus, rava (di colore beige scuro o marroncino chiaro): "..: "...Quare Tibullus proprie sidera fulva appellavit. Est et aureolae species arenae, quam fulvam dixit Virgilius: et genus quoddam aquilae ab Aristotele maxime celebratum, colore etiam fulvo. Qui si obtusus quodammodo est, atque obscuratus, vocatur ravus....", o con il termine latino ravis (con voce roca), o anche con il sostantivo latino dialettale rava (rapa), in alcuni casi è possibile anche che derivino, direttamente o attraverso alterazioni, dal nome medioevale germanico Ravo di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1358: "In die dominica, die Katherine.. ..Et cum Hinricus dux, filius Alberti Magnopolensis, placitavit cum duce Saxonie in Ghodebutze, consumpserunt. Item, cum Albertus Magnopolensis fuit in Ghodebutze, consumpserunt. Item dominus Ravo de Barnekowe et Putzekouwe equitaverunt versus Criwitze et placitaverunt ibi pro captivitatibus ..".

RAVAGLI
RAVAGLIA
RAVAGLIO
RAVAGLIOLI

Ravagli è molto diffuso nell'area del ravennate, con Faenza, Bagnacavallo e Ravenna, a Rimini, a Bologna ed Imola nel bolognese, Modigliana, Savignano sul Rubicone e Forlì nel forlivese, ed anche nella zona di Pistoia, Prato e Marradi e Firenze nel fiorentino, Ravaglia è specifico dell'area emiliano, romagnola, del bolognese, ferrarese, ravennate e forlivese, con un piccolo ceppo anche a Genova, Ravaglio, praticamente unico, è molto probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Ravaglioli è specifico del forlivese, di Forlì, Castrocaro Terme e Dovadola, e del ravennate a Ravenna e Faenza, dovrebbero derivare direttamente o attraverso forme ipocoristiche da soprannomi originati dal termine italiano arcaico rapaglio o ravaglio (rapa), forse ad indicare i capostipiti come coltivatori di quell'alimento.

RAVAGNAN
RAVAGNANI
RAVAGNIN
RAVAGNINI
RAVEGNANI
RAVIGNANI

Ravagnan è tipico del veneziano, Ravagnani sembrerebbe del rovigoto, Ravagnin, molto molto raro è veneziano, Ravegnani, molto raro, è della zona del forlivese e ravennate, Ravignani e Ravagnini sono è assolutamente rarissimi e si tratta molto probabilmente di un errore di trascrizione dei precedenti, dovrebbero tutti derivare da ravinianus l'etnico di Ravenna: "...quinquagesimo fere miliario a Ravennantium urbe. Egressis autem de civitate Raviniani, viri atque mulieres ...", così il Muratori chiam i ravennati: "...la formola per più secoli adoperata dagli Arcivescovi Ravegnani nel concedere beni in enfiteusi...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia in un testamento del 1510 dettato da Lodovica Ravagnan da S. Severo.

RAVAGNATI
ROVAGNATI

Ravagnati, molto raro, è tipico del milanese, zona di Cesano Maderno, Milano, Bovisio Masciago e Settimo Milanese, Rovagnati, un poco meno raro, è dell'area milanese, comasco, lecchese, dovrebbero entrambi derivare dal toponimo Rovagnate nel lecchese, di cui Ravagnate è una forma arcaica usata ad esempio negli Annali d'Italia dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 di Di Lodovico Antonio Muratori: "...Per cagion di questa lega adirato Facino Cane si diede a bloccar Milano. Pandolfo e Carlo de' Malatesti, che regolavano dianzi quegli affari, prevalendo presso il viziosissimo duca gli adulatori, e il partito dei guelfi, l'un dietro 1'altro disgustati si ritirarono anch'essi da Milano. E però Pandolfo in Brescia sua città fatta una gran massa di gente, per vendicarsi di chi l'avea forzato ad abbandonar Milano, e passato il fiume Adda , s'inoltrò ne' monti di Brianza, e nella Martesana. Ma ecco venire contro di lui Facino Cane, già dichiarato conte di Biandrate, Teodoro marchese di Monferrato , ed Astorre Visconte con esercito poderoso, Fecesi un caldo fatto d'armi fra loro nel dì 7 aprile giorno di pasqua nella valle di Ravagnate, senzaché la vittoria si dichiarasse per alcun d'essi ..".

RAVANELLI
RAVANELLO

Ravanelli sembrerebbe avere più ceppi, nel milanese e bergamasco, in trentino e nel bolognese, Ravanello molto raro è tipico veneziano, derivano da soprannomi originati dal termine rapa, si hanno tracce di questo cognome fin dal 1500 con un Petrus Ravanellus scrittore.

RAVANETTI
RAVANI

Ravanetti è molto raro e specifico del parmense, Ravani, molto raro anch'esso, sembrerebbe avere un ceppo nel milanese e cremasco ed uno nel ferrarese, dovrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale rava (rapa).

RAVASCHIO

Ravaschio è tipico di Genova, potrebbe derivare da un soprannome originato da un'italianizzazione betacistica del termine medioevale francese rabache (sorta di pantaloni lunghi), forse abbigliamento abituale del capostipite.

RAVASI
RAVASIO

Ravasi, abbastanza poco diffuso è specifico dell'area che comprende le province di Milano, Lecco, Bergamo e Cremona, Ravasio è specifico dell'area milanese, lecchese e bergamasca, dovrebbero derivare dal nome medioevale Ravaxius o Ravasius, basato sul termine medioevale germanico a.a.t. rāwa (pace, riposo), con il probabile significato di Pacifico, portatore di pace, potrebbero però anche derivare da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale rava (rapa).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ravasi e Ravasio - L'origine è alquanto incerta, secondo l'Olivieri è da collegare a '
rapa'; secondo il Cherubini il "pomm ravas" è una mela rossa grossa quanto una rapa e bislunga, estiva.

RAVAZZANI
RAVAZZINI
RAVEZZANI

Ravazzani, molto raro, è tipico del nordmilanese e varesotto, Ravazzini è decisamente raro, Ravezzani, assolutamente molto raro, sembrerebbe specifico di Robecchetto Con Induno (MI), dovrebbe essere originario del reggiano, dovrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale rava (rapa).

RAVAZZOLI
RAVAZZOLO
RAVIZZOLI

Ravazzoli, molto raro, è lombardo, con un piccolo ceppo nel bresciano ed uno nel pavese, Ravizzoli, ancora più raro, sempre lombardo, è specifico del varesotto, Ravazzolo è tipicamente veneto, di Padova, Cadoneghe, Albignasego, Mestrino e Vigodarzere nel padovano, di Vedelago nel trevisano e di Vicenza, con un ceppo secondario anche nel romano e nel latinense originato dall'emigrazione veneta in occasione della bonifica Pontina, dovrebbero tutti derivare da soprannomi basati sul vocabolo dialettale rava (rapa), che in epoca antica era la base dell'alimentazione povera dei contadini e delle classi meno abbienti.

RAVEGLIA

Raveglia, abbastanza raro, è tipico del comasco, di Santa Maria Rezzonico e Cantù in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo Raveglia di San Maurizio d'Opaglio  nel novarese.

RAVELLI
RAVELLO

Ravelli è tipico lombardo, Ravello, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese o veneto, dovrebbero derivare in alcuni casi dal toponimo Ravello (MI), in altri da soprannomi, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Brescia nella seconda metà del 1700 con il notaio Petrus Ravellus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ravello è cognome abruzzese e campano che viene forse dal toponimo Ravello (SA). Medievale
Rebellum > Rebello > Raviello. Sorto nel sec. XI sulla amena collina Torello per iniziativa di un gruppo di abitanti di Amalfi che si erano ribellati al governo della loro città di origine. Il nuovo paese venne fortificato per paura di attacchi da parte degli amalfitani, i quali chiamarono il luogo appunto "Rebello", centro di ribellione alla loro città. (Altra nuova e più recente ipotesi etimologica: dal latino 'rivus' e diminutivo). Lo stesso cognome esiste anche in Piemonte, Friuli e Romagna, ma in questi casi si tratta probabilmente di una derivazione da RAPA > RAVELLI.

RAVENNA
RAVENNI

Ravenna ha ceppi sparsi, ma ha un nucleo principale a Carrara (MS), Ravenni sembrerebbe toscano di Firenze e di Colle Di Val D'elsa (SI), Derivano dal toponimo Ravenna, in molti casi sitratta di famiglie di origine israelitica che hanno preso il nome dalla città di provenienza.

RAVERA

Sembra originario del Piemonte e della Liguria, dovrebbe derivare da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale rava (rapa), probabilmente attribuito a coltivatori o commercianti di rape, un nutrimento estremamente importante nelle fasce povere della popolazione dei tempi antichi, ma può anche,  in alcuni casi, derivare dal toponimo Villa Raverio nel milanese.

RAVESE
RAVESI

Ravese è calabrese del reggino, di Gioia Tauro e Sant'Eufemia d'Aspromonte, mentre Ravesi, altrettanto raro, sembrerebbe siciliano, di Messina e Catania, potrebbe derivare da soprannomi originati dal mestiere di coltivatore o venditore di rape.

RAVIDA
RAVIDA'

Ravida, assolutamente rarissimo, è della Sicilia orientale, ed è un'errata trascrizione di Ravidà, che è specifico del messinese, di Castroreale in particolare, e di Barcellona Pozzo di Gotto e Mandanici, dovrebbe derivare dal cognome greco Ραβδάς  Ravdàs (ricordiamo che il segno β in greco si pronuncia come una v).

RAVIELE

Rarissimo dovrebbe essere originario del casertano.

RAVIOLA
RAVIOLI
RAVIOLO

Raviola è tipicamente piemontese, di Asti in particolare, presenta un ceppo anche a Genova, Ravioli, molto più raro, ha un piccolo ceppo nell'alessandrino, uno in Lunigiana, soprattutto ad Aulla e Villafranca In Lunigiana (MS) ed uno a Roma, Raviolo ha un ceppo piemontese a Torino e Chieri ed uno a Barge (CN) ed a Bagnasco (CN) ed un altro a Novi Ligure (AL), a Genova ed a Portovenere (SP), secondo alcuni il termine ravioli, la famosissima pasta ripiena di forma triangolare, nascerebbe dal cognome di Un Tal Ravioli dell'alessandrino, ma si parla già di ravioli nel Liber de ferculis di Giambonino da Cremona, che riporta le ricette di un celebre gastronomo arabo morto nel 1100, quindi si potrebbe ipotizzare che sia il cognome ad essere derivato dal nome del raviolo, forse perchè le famiglie si caratterizzavano per l'uso di produrre appunto quel tipo di pasta, quest'ipotesi è ancora meno probabile della precedente. Questi cognomi dovrebbero derivare invece da ipocoristici del nome medioevale di origine germanica Ravius di cui abbiamo un esempio nel 1600: "...Cum gladio rumpit. fato huic obversus iniquo, ter sine profectu Ravius nitentia movit bracchia: sed gladium tamen uno perdidit ictu...".

RAVIZZA

Non comune, è concentrato in Lombardia, con un nucleo nel milanese e un possibile ceppo secondario in Piemonte e Liguria, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ravizza, tracce importanti del qual nome troviamo nel 1328 quando i Ghibellini di Franchino Rusca assediano Sondrio guidati dal fratello Ravizza Rusca.

RAVIZZINI

Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere tipico del milanese, potrebbe derivare dal nome medioevale Ravizza.

RAVVEDUTO

Ravveduto, assolutamente rarissimo, parrebbe del salernitano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito in orfanotrofio ad un trovatello; in Campania, dato l'altissimo numero di fanciulli abbandonati, era molto diffuso l'uso di dare ai trovatelli non solo cognomi beneauguranti, ma anche altri che rispecchiassero il loro stato (ad esempio di espositi), una loro qualità o un loro difetto.

RAZA

Raza è un cognome specifico del bresciano, in particolare di Pezzaze, Marcheno, Gardone Val Trompia, Brescia, Villa Carcina e Sarezzo, dovrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal nome femminile medioevale Raza, di cui abbiamo tracce in Lombardia almeno dal 1000, ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine medioevale raça o raza (una varietà di pianta di olivo tipico dell'area gardesana), o anche da raza (ruota fiammeggiante a 8 o 10 raggi utilizzata in alcuni stemmi viscontei).

RAZETI
RAZETO

Entrambi tipici del genovese, dovrebbero derivare dal nome di una località medioevale Razetum una località con questo nome esiste ad esempio nei pressi di  Mondonio nell'astigiano, tracce dell'uso di un simile nome di località come identificativo le troviamo in Calabria a Mileto in un atto del 1439 avente un certo Giacomo di Garzona come giudice e tale Nicola di Razeto come notaio.

RAZIONALE

Razionale ha un ceppo abruzzese a Lanciano, Paglieta e Casalbordino nel teatino ed uno a San Severo nel foggiano, dovrebbe derivare da un termine arcaico che identificasse una specie di furiere, o provveditore, cioè un addetto alla distribuzione di razioni alimentari, non solo nell'esercito.

RAZZA
RAZZI
RAZZO

Razza ha un ceppo triestino, uno romano, uno nel casertano a Carinola e Mondragone, uno molto piccolo in Calabria nel vibonese, ed uno in Sicilia a Gela nel nisseno ed a Catania, San Cono e Caltagirone nel catanese, Razzi, ha un ceppo toscano, tra fiorentino e senese ed uno tra grossetano, viterbese e romano, ha un piccolo ceppo nel pesarese ed uno nel teatino, Razzo, molto molto raro, è sicuramente veneto, potrebbero derivare dal nome Razo in uso presso i Franchi, o anche, soprattutto per i ceppi triestino, teatino e del meridione, dal nome turco Rðza.

RAZZANI
RAZZANO

Razzani è specifico del cesenate, di Cesenatico e Cesena, con qualche presenza anche in Abruzzo, Razzano è tipicamente campano, di Maddaloni, Cervino, Caserta e Santa Maria a Vico nel casertano, di Sant'Agata dei Goti e Durazzano nel beneventano e di Napoli, Casamicciola Terme e Grumo Nevano nel napoletano, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome e cognome medioevale Rantzanus, una latinizzazione del nome germanico Rantzan, che dovrebbe originare dal nome del paese tedesco di Rantzau nello Schleswig-Holstein.

RE
REALACCI
REALE
REALI
REALINI

Re e Reale sono presenti in tutt'Italia, hanno un grosso nucleo nella parte centrooccidentale dell'Italia settentrionale, un probabile ceppo nelle Marche, nel Lazio ed in Campania, uno nel Salento ed alcuni in Sicilia, Realacci è tipicamente laziale, di Roma e Frascati nel romano, di Vallecorsa nel frusinate e di Maenza e Pontinia nel latinense, Reali è più specifico del centro, Realini, molto raro è specifico dell'altomilanese e varesotto, tutti questi cognomi possono derivare, direttamente o attraverso ipocoristici o peggiorativi, da soprannomi legati all'essere stati ad esempio i capostipiti Rè di una festa, o anche essere stati gli stessi legati all'avere servito nell'esercito o tra i servi di un Rè, o anche per una caratteristica del portamento o del carattere.

REA

Tipico della fascia che dalla provincia di Roma arriva all'alto salernitano, deriva dal nomen latino Rea.

REANI
REANO

Reani è specifico del veronese, di Verona, Casaleone, Cerea, San Giovanni Lupatoto, Legnago e Isola della Scala, Reano ha un ceppo nel torinese, a Foglizzo, Castellamonte, Torino, Ciconio e Chivasso, ed uno a Casamassima nel barese,  questo sembrerebbe logicamente derivare dal nome del paese di Reano nel torinese, ma è pure possibile, come per gli altri ceppi, una derivazioni da nomi di località proprietà di un Reius, quindi da un non meglio identificato ager reianus, il ceppo pugliese potrebbe anche derivare dal nome provenzale Rainard o dal vandese Réau.

REATI

Molto raro è tipico del sudmilanese, potrebbe derivare dal nome etrusco Rea (divinità = Gran Madre Terra), o perchè vicini ad un tempio, o perchè legati a dei sacerdoti o dei servi di Rea.

REBASTI

Rebasti, molto raro, è specifico dell'area milanese, pavese, dell'Oltrepo pavese in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine spagnolo rebastar (averne più che a sufficienza), entrato nel XVII° secolo nell'uso dialettale lombardo per indicare una persona con un tenore di vita migliore del normale.

REBAUDENGO

Tipicamente piemontese, del torinese e cuneese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
ha alla base un soprannome, già documentato dal IX° secolo nella forma latinizzata
Ribaudus, formato da ribaldo che indicava originariamente i soldati o i servi addetti ai compiti più pericolosi, al saccheggio e alle devastazioni, e assunse poi il significato figurato di predone, rapinatore. Il cognome è un prestito dal provenzale e dal francese antico ribaud di origine germanica. (De Felice 209)

REBECCA
REBECCHI
REBECCHINI
REBECCHINO
REBECCO

Rebecca. molto molto raro, è tipicamente veneto, della zona che comprende il vicentino, il padovano, il veneziano ed il trevisano, Rebecchi sembra specifico dell'area che comprende il genovese, lo spezzino, il carrarese, il lucchese, il sud della Lombardia e l'Emilia, con massima concentrazione nel piacentino e nel modenese, Rebecchini, molto molto raro, sembra invece specifico del centro Italia, di Roma in particolare, Rebecchino e Rebecco sono quasi unici, potrebbero derivare dal nome di origine ebraica Rebecca , Rebecco o anche in alcuni casi da toponimi come Rebecco di Guidizzolo (MN) o dal nome di antiche località come quella citata ad esempio in una Cartula offersionis scritta in Cremona nell'anno 1140, dove tra l'altro leggiamo: "...in castro Rebechi dela Cavata...".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel 1500 a Genova dove opera il notaio Andrea Rebecco.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rebecchi è uno dei cognomi maggiormente presenti nell'area modenese ed è di origine locale. Rispecchia infatti il topònimo Rebecco, tanto mantovano (com. di Guidizzolo), quanto bresciano (com. di Bovegno), o il cremonese Robecco. La voce, propria del sistema difensivo militare, indica una
controridotta (costruzione difensiva da ultima risorsa). Fonte: F. Violi. Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

REBECCU

Rebeccu, quasi unico è del sassarese, deriva dal toponimo Rebeccu di Bonorva (SS).

REBELLI
REBELLO
RIBELLI
RIBELLO

Rebelli, quasi unico, parrebbe triestino, Rebello, ancora più raro, è forse friulano, Ribelli ha un piccolo ceppo nel bresciano, uno nel perugino ed uno tra viterbese a Ronciglione e Roma e romano, Ribello, molto più raro, è tipico di napoletano e casertano, potrebbero essere di origini angioine e derivare da toponimi francesi, come si potrebbe evincere da questo atto dell'ottobre 1253 riferito ad Ugo IV° Duca di Borgogna: "...in montana sittis, excepta foresta nostra prout dependet super Eduam a foresta capituli usque ad forestam que fuit domini Guidonis de Ribello militis defuncti, ad usum dicti decani et omnium et singulorum canonicorum, presbiterorum et clericorum ad servitium matris ecclesie Eduensis deputatorum, et ad domos suas...", ma molto più probabilmente derivano da soprannomi originati dal comportamento o dal carattere dei capostipiti.

REBIZZI
REBIZZO

Assolutamente rari entrambi, Rebizzi potrebbe essere originario della zona tra il fiume Po e il sudmilano, Rebizzo potrebbe essere ligure, potrebbe derivare dal nome medioevale spagnolo Rebizo

REBOLDI

Tipico del bresciano, parrebbe originario di Gussago, anche se esistono presenze molto significative anche a Nave, Concesio, Villa Carcina, Travagliato e Castegnato, dovrebbe derivare dal vocabolo tardo latino ribaldus  (ribaldo). (vedi Riboldi).

REBOLLO

Rebollo, molto molto raro, è tipico del napoletano, potrebbe derivare dal nome medioevale longobardo Rebollus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in una Cartula investiture dell'anno 1194 a Pavia: "...donna Paciencia, donna Leticia, sororibus suis, a parte ipsius monasterii investivit Sozonem Rebollum de tercia porcione pro indiviso totius illius terre supra quam sunt vites, que remansit suprascripto monasterio citra fossatum prope Sanctum Gervasium...", ma molto più probabilmente è di origini spagnole e deriva dal cognome Rebollo a sua volta derivato da toponimi spagnoli come Rebollo nella provincia di Segovia o Rebollo de Duero in Castilla y León o altri simili.

REBONATI
REBONATO
RIBONATO

Rebonati, assolutamente rarissimo, parrebbe friulano, Rebonato è specifico soprattutto di Verona, ma anche di Cerea, Vigasio, Ronco all'Adige e Zevio nel veronese, Ribonato è praticamente unico, si dovrebbe trattare di forme patronimiche in -ato, tipicamente venete, suffisso che sta per figlio di, riferite al nome medioevale Horabona (vedi ORABONA), probabilmente portato dalla madre dei capostipiti.

REBONI

Reboni, molto molto raro, parrebbe del bresciano, si dovrebbe trattare della forma aferetica dialettale del nome medioevale Horabona, probabilmente portato dalla capostipite (vedi ORABONA).

REBOSIO

Rebosio ha un ceppo tra milanese e varesotto ed uno nel genovese, potrebbe essere di origini spagnole.

REBUFFI
REBUFFINI
REBUFFO
RIBUFFI
RIBUFFO
ROBUFFI
ROBUFFO

Rebuffi ha un ceppo nel milanese ed uno nel veneziano, Rebuffini, molto molto raro, è del bergamasco, Rebuffo è tipico del cuneese, di Camerana, Roccabruna e Dronero, con un ceppo probabilmente non secondario a Genova, Ribuffi , molto molto raro, è specifico di Civitavecchia nel romano, Ribuffo, molto raro, ha un ceppo a Roma, uno a Scilla nel reggino ed uno a Palermo, Robuffo, estremamente raro, potrebbe essere abruzzese, della provincia di Pescara, esiste anche un ceppo nel pavese, dove troviamo anche il quasi scomparso Robuffi, dovrebbero derivare direttamente o tramite lievi modificazioni dal nome medioevale Rebufus o Robufus di cui abbiamo un esempio a Milano in una Cartula investiture del 1173: "...de quibus suprascriptus quondam Mainfredus et ipse Gallucius et Rebuffus filii eiusdem Mainfredi, et Sibiria coniux ipsius Mainfredi, et Tutiore uxor ipsius Gallucii, et Pisana coniux ipsius Rebuffi, fecerunt cartam venditionis ...", ma potrebbero anche derivare da soprannomi legati a modificazioni dialettali del vocabolo rabbuffo (rimprovero effettuato in modo anche duro), forse per episodi, forse per caratteristiche comportamentali, forse relative al mestiere di sovrintendente o capo di un gruppo di lavoranti, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1500 con il giurista e scrittore Petro Rebuffo de Montepessulano autore del Tractatus de decimis feudalibus et novalibus, De alienatione rerum ecclesiasticarum, De congrua portione beneficiorum.

REBUGHINI

Rarissimo è specifico del lodigiano.

REBUSCHI
REBUSCO

Rebuschi, molto molto raro, è del bresciano, così come il leggermente meno raro Rebusco, che è specifico di Salò, potrebbero derivare per metatesi dal nome del paese bresciano di Erbusco.

REBUZZI

Un ceppo nella valle del Serio a Brusaporto (BG) in particolare ed uno a San Benedetto Po (MN), potrebbe derivare dal nome medioevale di origine celtica Rebutus.

REBUZZINI

Assolutamente raro è specifico del milanese
integrazioni fornite da Sergio Fantini
Verso la metà del 1500 un certo Jò Mariam Rebuzzini abitava a Olda in val Taleggio (BG), il cognome nel 1700 fu cambiato in Rebuccini. Gli attuali Rebuccini della Bergamasca discendono in buona parte da lui.

RECAGNI
RECAGNO
RECCAGNI
RICAGNI
RICAGNO
RICCAGNI
RICCAGNO

Entrambi molto rari, Recagni è specifico del sud milanese, Reccagni della bassa bresciana, Recagno è specificatamente ligure di Varazze (GE), Genova e Savona, mentre Ricagno è tipico dell'alessandrino di Sezzadio e Alessandria in particolare con diramazioni nel genovese, così come Ricagni che è sempre dell'alessandrino, ma di Alessandria e Castellazzo Bormida in particolare, Riccagni e Riccagno sono quasi unici e sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione dei precedenti, potrebbero tutti derivare da modificazioni del nome medioevale del XII° secolo Rechus, Recchus, o del nome medioevale Ricandus di cui abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 868: "...Notitia in quorum presentia qualiter interpellavit Ricandus abbas et suum monachum (sic) alfret Machtiern, filium Jostin propter monachiam Sancti Salvatoris, quam injuste per vim tenebat quasi sub censu....", come potrebbero in alcuni casi derivare da una forma etnica del paese di Recco nel genovese, troviamo tracce di queste cognominizzazioni all'inizio del 1700 nel carrarese con il notaio Bernardo Recagno, a Recco regge il Capitanato nella seconda metà del 1700 il Capitano Tomaso Bernardo Recagni.

RECALCATI

Cognome tipicamente lombardo specifico del milanese, con un ceppo forse secondario nel genovese, deriva dal nome medioevale Recalcato di cui si ha un esempio nel XII° secolo con il Console ammiraglio genovese Recalcato, personaggio noto con questo cognome è stato il pittore del periodo a cavallo tra 1300 e 1400 Giovanni Recalcato.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Recalcati viene dal soprannome
Recalcatus che significa "calcato due volte", quindi una persona di piccola statura.

RECANATI

Recanati ha un ceppo tra anconetano e maceratese ed uno nel bergamasco, dovrebbero derivare dal toponimo Recanati (MC).

RECCHI
RECCO

Recchi è tipico dell'area che comprende Marche in particolare Ancona, Umbria a Perugia e nel perugino e Lazio, con un ceppo anche in Molise a Termoli (CB), Recco, molto raro, sembra specifico di Formia, dovrebbe derivare dal praenomen tardo latino Areccus (vedi ARECCHI) per aferesi, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Vibo Valentia in Calabria fin dalla seconda metà del 1400 con due Recco che si ribellano al Principe Pignatelli e vengono quindi giustiziati, nel 1600, nel foggiano i Recco sono una delle famiglie nobili Signori di Accadia (FG).

RECCHIA
RECCHIONE
RECCHIONI

Recchia è molto diffuso nel veronese, nel Lazio ed in Puglia, con piccoli ceppi anche in Abruzzo, Recchione, molto molto raro, sembra tipico del teatino, Recchioni è ben presente nell'area che comprende le province di Macerata, il Piceno ed il teramano, con un grosso ceppo a Roma, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme accrescitive, da soprannomi originati o da orecchie particolarmente grandi del capostipite, o da un suo udito molto fine o da simili elementi.  Troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel barese agli inizi del 1600 con il sacerdote Don Gaspare Recchia ed a Putignano nella seconda metà del 1600 con un certo don Domenico Antonio Recchia citato in un atto.

RECEPUTI
RECEPUTO
RECIPUTI
RECIPUTO
RICEPUTI
RICEPUTO
RICIPUTI
RICIPUTO
RICEVUTI
RICEVUTO
RICIVUTO

Receputo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, probabilmente della provincia di Catania, Reciputo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad una diversa trascrizione del precedente, Riciputo, sempre molto molto raro, ma meno dei precedenti, è specifico del catanese, di Adrano, Catania, Gravina di Catania  e di Augusta nel siracusano, Riceputo, sempre rarissimo, è esclusivo di Catania, Receputi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area toscoemiliana, Riciputi ha un ceppo nel bergamasco, in particolare a Carona, ed uno tra ravennate e forlivese, soprattutto a Cesena, Mercato Saraceno, Sarsina e Forlì ed a Ravenna, Reciputi, estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel savonese ed uno nel forlivese, Ricevuti ha un ceppo nel pavese ed uno nel palermitano, Ricevuto ha un piccolo ceppo nel reggino, uno a Trapani ed Erice nel trapanese ed a Palermo, ed uno a Cagliari e nel cagliaritano, Ricivuto, praticamente unico, sembrerebbe del catanese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Receputo o da sue alterazioni o traduzioni moderne come Ricevuto, questo nome deriva dal verbo latino recipere, o meglio dal suo participio passato receptus, che significa ricevuto, accolto, probabilmente perchè i genitori dei capostipiti intendevano così esprimere il proprio ringraziamento al Signore per il figlio, visto come un vero e proprio dono ricevuto da Dio.

RECH

Rech è molto diffuso nell'area veneto, tridentina, che copre le province di Treviso, Vicenza, Trento e soprattutto Bolzano e Belluno, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine cimbro rech (rastrello) o dal termine medioevale germanico reh (capriolo), o meglio da un nome di località individuabile dalla presenza di una rupe o rech in tedesco medioevale, ma non si può escludere possa trattarsi di un'alterazione dialettale dell'aferesi di nomi medioevali germanici come Odorich, Haimrich, Frithurich o altri simili.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rech è un cognome veneto, per il quale si possono fare tre ipotesi: 1. dal nome personale germanico
Recho, forma abbreviata di un personale composto con rahha = vendetta (ted. mod. Rache) 2. nomignolo per uno che era timido o veloce nella corsa, dal medio alto tedesco rech = capriolo (tedesco moderno Reh) 3. Toponimo vicino a Coblenza (Germania).

RECINA
RECINE

Recina è assolutamente rarissimo. Recine è tipico del frusinate, nella zona di Ripi e Pofi, ha un ceppo anche a Rionero In Vulture (PZ), dovrebbero derivare da un toponimo latino come Helvia Recina (Macerata).

RECUPERI
RECUPERO
RICUPERI
RICUPERO

Il cognome Recuperi, praticamente unico, e l'altrettanto unico Ricuperi, dovrebbero essere dovuti ad un'errata trascrizione di Recupero, che è decisamente siciliano, con ceppi molto consistenti nel messinese a Barcellona Pozzo di Gotto, Messina, Terme Vigliatore, Furnari, Milazzo e Castroreale, nel catanese a Catania. Belpasso, Motta Sant'Anastasia e Misterbianco, ed a Palermo, con un ceppo anche nel barese a Polignano a Mare e Conversano, o di Ricupero, che ha anch'esso un ceppo siciliano nel siracusano a Siracusa, Pachino e Canicattini Bagni, a Trapani, a Palermo ed a Scordia nel catanese, dovrebbe trattarsi di cognomi derivati dal nome medioevale Recuperus, probabilmente attribuito ai capostipiti da genitori che vedessero il quei figli una forma di consolazione e di recupero di un figlio precedentemente perso prematuramente, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio nel 1200 in Sicilia, con Recuperus de Mazaria Regius puplicus predicte terre Corilioni notarius.

RECUPIDO

Recupido sembrerebbe specifico di Montella nell'avellinese, il cognome si trova nella vicina Solofra (dista una ventina di chilometri in linea d'aria, almeno dal 1600, infatti nel catasto onciario del 1754 a Solofra risulta vivere tal Giuseppe Forna del fu Michele servitore di 46 anni, che vive con la moglie, Filippa Perrullo di 45 anni, e con la madre, Orsola Recupido di 70 anni.

REDA
REDI
REDO

Reda è tipico del cosentino, con un ceppo anche nel palermitano, nel napoletano, salernitano ed avellinese, nel viterbese e romano e nel maceratese, Redi è presente a macchia di leopardo un pò in tutta Italia, con ceppi tra alessandrino e pavese, tra vicentino, padovano e veneziano, tra fiorentino, senese ed aretino, con presenze apprezzabili anche nel livornese e grossetano, nel romano, tra casertano e napoletano, nel brindisino, nel vibonese e nel catanese, Redo è invece specifico del trevisano e veneziano, dovrebbero derivare da forme aferetiche di nomi come il latino Aluredes, il normanno Aubreda o Enoredus, il longobardo Reccared, o il provenzale Sered, o da forme tronche di nomi come Redolfus o altri simili, anche se non si può escludere una derivazione da soprannomi originati dal termine medioevale redo (agnello, vitellino, ma anche erede).  Ricordiamo Francesco Redi Gentiluomo aretino, Accademico della Crusca, scrittore e scinziato del 1600.

REDAELLI

Specifico dell'alto milanese e Lombardia settentrionale. (vedi Radaelli)

REDAVID

Tipico del barese, di Rutigliano in particolare, dove si hanno tracce di questo casato fra i notabili ecclesiastici fin dal XVIII° secolo, dovrebbe derivare da un soprannome, mentre è improbabile una derivazione dai nomi o cognomi congiunti Re e David.

REDIGONDA

Assolutamente rarissimo, sembra specifico della provincia di Pordenone, di San Vito al Tagliamento in particolare, dovrebbe derivare dal nome germanico Fredigonde o da un suo derivato il nome medioevale italiano Radegonda.

REDIVO

Assolutamente rarissimo, potrebbe derivare dal toponimo Redivo nell'alta Val Brembana.

REDOLFI

Molto raro è specifico della bergamasca e del bresciano, deriva dal nome gotico Redulf o Rodulf, diffuso già nel  IX°secolo.

REDONDI

Molto raro sembrerebbe di origine bergamasca, potrebbe derivare da un soprannome dialettale o da un toponimo come Redondesco (MN) o l' ispano portoghese Redondo.

REDUZZI

Reduzzi è tipicamente lombardo del bergamasco, di Castel Rozzone, Calvenzano e Casirate d'Adda,  potrebbe derivare dall'italianizzazione di un ipocoristico dell'apocope del nome germanico Reduin , originato dal termine rad (Consiglio) aggiunto a win (amico), una seconda ipotesi lo considera come una forma ipocoristica di una possibile aferesi di nomi come Ansefredus, Argefredus, Alfredus, Baldefredus o altri simili, da Redus, Reduccius.

REGA

Rega, tipicamente meridionale, ha ceppi in Abruzzo a Roseto degli Abruzzi nel teramano ed a Pescara, nel Lazio, a Roma e Ciampino nel romano, a Latina  ed a Pontecorvo nel frusinate, con un grosso ceppo in Campania, nel napoletano a Giugliano in Campania, Castello di Cisterna, Napoli, Striano, Pomigliano d'Arco, Palma Campania, Brusciano, Nola, Somma Vesuviana, Portici, Afragola,Marigliano, Marano di Napoli, Casavatore, Ottaviano, Castellammare di Stabia, Qualiano e Carbonara di Nola, a Lauro, Domicella e Quindici nell'avellinese, nel salernitano a Mercato San Severino, Sarno, Salerno, Battipaglia, Angri, Giffoni Valle Piana e San Mango Piemonte, e nel casertano a Sant'Angelo di Alife e Valle di Maddaloni, ed in Puglia a Bari, a Foggia ed a Taranto, dovrebbe derivare da un soprannome, probabilmente scherzoso, basato su di una forma dialettale medioevale Rega per Re: "...de Senis partus Imperiali auctoritate notarius et Iudex Ordinarius....annus domini MDX Indictione xiii die xviii mensis Iulii, Regnantibus papa Iulio ii, Et Maximiliano Cesare Romanorum Rega, a Laus Deo...".

REGALDI
REGALDINO
REGALDO

Regaldi molto raro, è del vercellese, di Varallo e di Cravagliana, Regaldino, quasi unico, sembrerebbe siciliano, Regaldo è specifico del torinese, di Torino, San Francesco al Campo, Corio e Ciriè, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica dal nome medioevale di origine franca Regaldus, di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto relativo al XII° secolo: "...Erat autem frater Regaldus ex Ordine fratrum Minorum et Rotomagensis archiepiscopus et unus de maioribus clericis de mundo. Magister cathedratus fuit Parisius et multis annis legit theologiam in domo fratrum. ...", ma è pure possibile una derivazione da un'alterazione del nome germanico Reghard, a sua volta originatosi dall'unione dei termini rehhan (vendetta) e hart (duro), con il significato di Vendicatore.

REGALLI
REGALLO

Regalli ha un ceppo piemontese, a Cavaglio d'Agogna nel novarese ed a Valenza nell'alessandrino, ed uno a Salsomaggiore Terme nel parmense ed a Fiorenzuola d'Arda nel piacentino, Regallo, molto più raro, ha presenze in Piemonte ed in Lombardia, dovrebbero derivare da una forma alterata del nome medioevale di origine franca Regaldus (vedi REGALDI) o da forme aferetiche di toponimi come Ceregallo o Peregallo nel milanese.

REGATTIERI
RIGATTIERI

Regattieri ha un ceppo tra mantovano e modenese con nucleo a Concordia sulla Secchia (MO) ed uno a Verona e nel veronese, Rigattieri è tipicamente emiliano, di Reggio Emilia, Ferrara e Parma, si tratta di tipici cognomi derivati dal mestiere del capostipite, che molto probabilmente faceva appunto il rigattiere, anticamente chiamato regattiere, che indica chi commerciava in roba usata.

REGAZZETTI
REGAZZI
REGAZZIN
REGAZZINI
REGAZZO
REGAZZOLA
REGAZZONI

Regazzetti è molto raro ed è tipico del sudmilanese e cremasco, Regazzi ha due nuclei distinti, nel bergamasco e nel bolognese, Regazzini e Regazzin sono estremamente rari, forse del veronese, Regazzo, abbastanza raro, è tipico delle province di Padova e Venezia, Regazzola, quasi unico, potrebbe essere del sudmilano, Regazzoni è specifico lombardo del nordmilanese e del bergamasco, tutti questi cognomi derivano dal termine tardo latino ragatius (garzone, mozzo). Abbiamo tracce di questo genere di cognomi già verso la fine del 1300, con Franciscus Ragatius de Cremona dottore di teologia e Vescovo di Bergamo, nella seconda metà del 1600 Giacomo Antonio Regazoni è uno dei Consules mercatorum Bergomi, i tre consoli della congregazione dei mercanti della città di Bergamo.

REGE
REGI
REGO

Rege è tipicamente piemontese, di Giaveno e Coazze nel torinese e di Mosso e Veglio nel biellese, Regi ha un piccolo ceppo fiorentino ed uno a Pineto nel teramano, Rego, quasi unico sembrerebbe piemontese, questi cognomi dovrebbero derivare da italinizzazioni del termine Rix gallico o Regis latino, entrambi con il significato di Re o di Capo di una comunità.

REGGIANI

Tipico emiliano, dovrebbe derivare dal toponimo Reggio Emilia.

REGGIARDI
REGGIARDO
REGIARDO

Reggiardi e Regiardo assolutamente rarissimi, dovrebbero essere un ceppo secondario il primo e il secondo un errore di trascrizione di Reggiardo, che è tipico dell'area centro settentrionale del genovese, dovrebbero derivare da da una variazione del nome germanico Reginwalt (Reginardo o Reginaldo), troviamo il nome Reginardo citato in atti già dal 1100.

REGGIO

Reggio è presente in modo saltuario in tutta l'Italia, ha ceppi piemontesi, lombardi, liguri, veneti, friulani, laziali, campani, pugliesi e calabresi, dovrebbero tutti derivare dai molti toponimi contenenti la radice Reggio.

REGINA
REGINI
REINA
REINI

Regina è tipico del sud, di Napoli, Mormanno (CS), Grumo Appula (BA), Castel di Lucio (ME), Siracusa ed Alcamo (TP), Regini è più dell'Italia centrale, Toscana, Marche e Lazio, con un ceppo anche nel veneziano, Reina sembrerebbe originario della Sicilia occidentale, ma esistono ceppi lombardi trattati a parte, Reini è quasi unico, derivano o direttamente o dalla forma dialettale del nome tardo latino Regina (riferito alla Madonna = regina coeli).

REGIS

Regis è molto diffuso in tutto il Piemonte, anche se particolarmente presente nel torinese e nel cuneese, presenta inoltre un piccolo ceppo nell'udinese, potrebbe derivare dal nome Regis, particolarmente presente in Francia.

REGITANO
REITANO
RIGGITANO
RIGITANO
RIITANO
RIJTANO
RISITANO
RISSITANO
RIZITANO
RIZZITANO

Regitano è praticamente unico ed è o una forma arcaica di Reitano o un errore di trascrizione di Rigitano, Reitano è specifico del reggino, del messinese e del catanese, Riggitano è rarissimo ed è un'altra forma di Rigitano, che è tipico della Calabria meridionale, Riitano è specifico della provincia di Catanzaro e di Guardavalle in particolare, Rijitano, forma arcaica del precedente, è assolutamente rarissimo, Risitano è tipico di Messina, Rissitano e Rizitano, praticamente unici, sono dovuti probabilmente ad un errore di trascrizione, Rizzitano è specifico dell'area dello stretto di Messina di Messina e di Palmi (RC), tutti questi cognomi derivano da forme dialettali dell'etnico di Reggio Calabria come ad esempio reggitanu o rigghitanu.

REGNANI

Tipico di Scandiano e Reggio Emilia nel reggiano, dovrebbe derivare dal toponimo Regnano (RE), secondo alcuni potrebbe derivare dal nome medioevale Regnanus, ma è altamente improbabile.

REGNASCO

Regnasco, assolutamente rarissimo, è tipico del savonese, di Varazze in particolare, potrebbe derivare da un toponimo ora scomparso, ma è pure possibile che derivi dal nome francese medioevale Régnier, anche se la terminazione in asco, tipica dell'antico ligure, fa propendere per la prima ipotesi.

REGNI
REGNO

Regni è tipico della fascia centrale che comprende l'anconetano, il perugino, il viterbese ed il romano, in particolare Perugia e Gubbio nel perugino, Corinaldo e Senigallia nell'anconetano, Tuscania e Monte Romano nel viterbase e Roma, Regno è diffuso nella medesima zona con un piccolo ceppo anche nel cosentino, un'ipotesi propone una derivazione dal nome medioevale francese Régnier, o per apocope dal nome medioevale germanico Regnolfus, secondo altri si tratterebbe invece di un nome medioevale italiano originato dall'apocope del nome Regnulus, la latinizzazione del nome gotico Rain o Rahne, un'altra ipotesi suggerisce che derivino da nomi che augurassero il Regno dei Cieli ai neonati, che sarebbero poi diventati i vari capostipiti, un'ultima ipotesi propone che possa invece trattarsi di cognomi attribuiti a dei trovatelli.

REGOLI
REGOLINI
REGOLINO
REGOLO

Regoli è diffuso nel bolognese, in Toscana, a Roma e nella zona di Acquasanta Terme (AP) e Norcia (PG), Regolini ha un ceppo a Mori (TN), uno a Chianni (PI) ed a Livorno ed uno a Roma, Regolino, quasi unico, è dovuto da un errore di trascrizione del precedente, Regolo è molto molto raro, dovrebbero derivare dal cognomen latino Regolus, ricordiamo Marco Attilio Regolo, console romano attorno al 267 a. C.: "Cum esset consules Lucius Manlius Vulso et Marcus Atilius Regulus, Romani in Africam bellum transtulerunt et contra Hamilcarem, Carthaginensium ducem, terra marique pugnaverunt ...".

REGONDI

Regondi ha un ceppo lombardo nel milanese a Varedo, Bovisio Masciago e Cesano Maderno, ed un piccolissimo ceppo a Piacenza, dovrebbe derivare dal nome portato dal capostipite, il nome medioevale Regundus, a sua volta originato dal termine latino medioevale regundus, una forma arcaica di regendus, che significa da governare, ricordiamo con questo nome un cavaliere al seguito di Carlomagno primo in ordine d'importanza fra i cavalieri al seguito del Re.

REGONESI

Regonesi è tipicamente lombardo del bergamasco, in particolare di Verdello, Verdellino, Bergamo e Dalmine, con ceppi anche a Vailate nel cremonese, si dovrebbe trattare di una forma etnica di toponimi come Regona nel bresciano, o Regona nel cremasco, che a loro volta dovrebbero derivare da una voce dialettale lombarda reeguna che indica il terreno soggetto a periodiche inondazioni, normalmente perchè in prossimità di un corso d'acqua.

REGORDA

Rarissimo è specifico del lodigiano, ma dovrebbe derivare dal toponimo Regorda, località di Rota d'Imagna (BG).

REGOSA

Regosa è specifico di Brescia e Manerbio nel bresciano, dovrebbe derivare da un nome di località sull'Adamello, sempre nel bresciano.

REHO

(vedi DE RAHO )

REINAUD
REINAUDI
REINAUDO
REYNAUD
REYNAUDI
REYNAUDO

Tutti questi cognomi sono specifici del Piemonte occidentale, Reinaud e Reinaudi, assolutamente rarissimi, sono del torinese, Reinaudo è di Barge nel cuneese e di Torino, Pinerolo e Moncalieri nel torinese, Reynaud, molto molto raro, è tipico del torinese, così come l'ancora più raro Reynaudi, Reynaudo invece è più specifico del cuneese, di Piasco e Fossano,
integrazione fornita da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Reinaudo (con una variante in Reynaudo), che, per tramite del francese Reynaud, nasce da un'italianizzazione del nome germanico Reinwald, meglio conosciuto nella forma Rinaldo (vedi Rinaldelli). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

REINERI
REINERO
REYNERI
REYNERO

Reineri è tipico del basso cuneese, Reinero, più raro, è tipico del torinese, Reyneri e Reynero sono assolutamente rarissimi e dovrebbero essere anch'essi piemontesi, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine germanica Reinerus (variante del più diffuso in Italia Rainerius), di cui abbiamo un esempio nel 1100 a Figline (FI) con "...In presentia Catinatci et Rolandini de Licingnano et Ildebrandini Tedericoli et Reineri Bentii et Butti filii Tegrimuli et Teutionis et Gozi de Castellatti et Iohannis Gerardini et Ardimanni Banduli et Brunitti de Galllanella...".

REIS

Reis, assolutamente rarissimo, non ci risulta essere un cognome italiano, ma estero di recente importazione, l'eventuale origine italiana, in qualche rarissimo caso, potrebbe dipendere da un'alterazione anagrafica del cognome Rais (vedi RAIS).

RELA

Rela ha un ceppo a Genova, uno molto piccolo a Borgo a Mozzano nel lucchese ed a Livorno ed uno ad Asiago nel vicentino, dovrebbe derivare da nomi di località chiamate Rela come quella nel vicino trentino, o come quella presente in Valtellina a Mazzo, o altre simili.

REMEDI
REMEDIA
REMEDIO

Remedi ha un ceppo ligure nello spezzino a La Spezia, Bolano e Vezzano Ligure, un ceppo nel lucchese soprattutto a Massarosa ed uno nelle Marche a Pesaro ed a Morro d`Alba nell'anconetano, Remedia ha un ceppo a Piobbico nell'urbinate ed a Pesaro, ed uno a Roma, Remedio, molto più raro, parrebbe lombardo, dovrebbero derivare dal nome medioevale Remedius, Remedia, ricordiamo con questo nome San Remedius Vescovo gallico morto tra la fine del 700 e gli inizi dell'800 (vedi anche RIMEDIO).

REMERSARO

Remersaro, assolutamente rarissimo, è dell'area tra alessandrino e genovese, probabilmente originario della Val Vobbia e del comune di Vobbia nel genovese.

REMI
REMO

Remi, molto raro, è del centronord, con un ceppo tra bresciano e mantovano, uno nel bolognese, uno tra pesarese ed aretino, ed uno a Roma, Remo, veramente raro, è specifico di Reggio Calabria, con un piccolo ceppo anche ad Enna, dovrebbero derivare dal nome latino Remus, lo stesso portato dal fratello di Romolo, il fondatore di Roma.

REMIGI
REMIGIO

Remigi ha un ceppo a Roma, uno a Gualdo Tadino (PG) ed uno secondario a Terni, uno in puglia nel Salento a Specchia (LE) ed uno a Zugliano nel vicentino, Remigio è tipicamente abruzzese, della provincia di Pescara, Montesilvano, Pescara e Citta` Sant`Angelo e nel chietino di Francavilla al Mare, derivano dal nome medioevale Remigius di cui abbiamo un esempio in un Praeceptum Lotharii I imperatoris dell'anno 841 a Cremona: "...HLOTHARIUS SERENISSIMI AUGUSTI REMIGIUS NOTARIUS AD INVICEM AGILMARI RECOGNOVI...".

REMONDI
REMONDINI
REMONDINO

Remondi, molto raro, ha un ceppo ad Albino (BG), uno nella zona di Mirandola e San Felice Sul Panaro (MO) ed uno a Roma, Remondini ha un nucleo tra Mapello e Palazzago (BG) ed uno a Imola (BO), Remondino è tipico del torinese, derivano dal nome medioevale Remondus di cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Ego Remondus Comes et uxor mea infanta dona Urraca, Adephonsi regis filia,...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Scalve (BG) nel 1300 con il notaio Martino de Remondi ed a Venezia nel 1600 con il libraio editore Antonius Remondinus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Remondi, col derivato Remondini, muove dal personale longobardo
Raginmund (dal germ. *ragin - «consiglio; decisione ispirata dagli dei» e da *munda- «protezione; protettore»), donde anche il cognome Raimondi, col probabile significato di «protezione divina» (De Felice). Il personale Ragimundus compare in carte modenesi dal 1005; Raimundus dal 1025; Raimundinus dal 1143. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

REMORINI
REMORINO

Remorini, abbastanza raro, è tipicamente toscano, presente con piccoli ceppi a Carrara, a Suvereto nel livornese, e nel pisano a Pisa, Santa Croce sull'Arno e San Giuliano Terme, Remorino, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo genovese ed uno napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale per rosmarino.

REN

Ren è tipico del bellunese, di Gosaldo, Agordo e Sedico e di Montebelluna nel trevisano.
integrazioni fornite da Andrea Ren
cognome proveniente dalla località Ren nelle vicinanze di Gosaldo (BL), vicino ad Agordo (BL). Da qui si ha notizie di un'emigrazione di famiglie verso la pianura, nel trevigiano e nel vicentino, verso la metà dell'800.

RENA
RENI
RENIS
RENO

Rena, molto raro, ha un ceppo piemontese, soprattutto nel torinese, con presenze anche in Lombardia, Reni è se possibile ancora più raro, parrebbe emiliano o toscano, Renis ha un ceppo campano tra napoletano e salernitano ed uno salentino, Reno, assolutamente rarissimo, parrebbe del Salento, potrebbero derivare dalla Gens Renia o dal nomen latino Renus, Rena di cui abbiamo un esempio nello scrittore Renus Savinus, ma è pure possibile un origine ottenuta dall'aferesi di nomi come Tirrenus o Serenus.

RENAI
RENAIOLI

Renai è tipicamente toscano del fiorentino in particolare, di Firenze, Pontassieve e Pelago, Renaioli, sempre toscano, è del grossetano, di Grosseto e Sorano, dovrebbero derivare dal mestiere di cavatore o mercante di sabbia o rena.

RENDA

Tipico meridionale, ha un nucleo in Sicilia ed un ceppo in Calabria, dovrebbe derivare dall'aferesi di una variazione dialettale del nome greco Layrentios (Lorenzo).

RENDE

Specifico del cosentino, deriva dal toponimo Rende (CS). 

RENDINA
RENDINE

Tipici meridionali, Rendina sembra avere più ceppi, nel napoletano, nel foggiano ed in Basilicata, Rendine invece è tipico di Foggia e del foggiano, dovrebbero derivare alcuni dall'aferesi di una variazione dialettale del nome greco Layrentios (Lorenzo), altri da nomi di località, come Rendina dal fiume omonimo nell'alta Murgia in Puglia. o Rendina in Basilicata.  Personaggio famoso fu nel 1600 il lucano Rendina, autore di una "Istoria della città di Potenza", i Conti Rendina divennero nella seconda metà dello stesso secolo feudatari e signori dell'area di Campomaggiore (PZ).

RENDINI

Molto raro è tipico della provincia di Roma, potrebbe derivare dall'etnico Laurentini dal latino Laurentes (popolo laziale preromano).

RENIER
RENIERI
RENIERO

Renier è tipico veneziano, Renieri è specifico del basso fiorentino nella zona tra Empoli e San Gimignano, Reniero è specifico di Valdagno (VI), derivano dal nome medioevale Renierus (Ranieri) di cui abbiamo un esempio illustre con il Doge veneziano Renierus Zen nel 1200 e nel volterrano sempre nel 1200 con il notaio Renierius: "...Ego Renierius notarius ut supra continetur. rogatus scribere illis interfui et eadem in publica forma redegi. ...".
integrazioni fornite da  http://www.casatoboffo.it
Da Ragusa( l'attuale Dubrovnik, in Croazia) la famiglia Reniero , o Renier, venne a Venezia nell'anno 1092. Assunta da principio al Consiglio, ne rimase esclusa nel 1297 con la serrata del Maggior Consiglio voluta dal Doge Pietro Gradenigo, che definì i limiti del patriziato con le sole famiglie che in quel momento erano presenti con propri membri nel supremo organo della Repubblica.Solo nel 1381 vi fu riammessa dopo che Nicolò Renier, < patron de nave > , pagò i soldati, e fece altre offerte alla Repubblica nella guerra contro i Genovesi. Egli abitava in calle S. Pantaleone, il che fa sospettare che fino a quell'epoca la sua famiglia avesse abitato proprio lì.

RENNA

Tipico di Campania, Puglia e Sicilia, dovrebbe derivare da una modificazione del nome greco Rhendes, in alcuni casi può anche derivare da toponimi, in alcuni casi scomparsi, come Renna di Casal di Principe (CE), Renna (RG), Renna (BR), Renna (CS), Selva Renna (AV) o molti altri, troviamo tracce di questo cognome nel 1500 a Tricase (LE) con  'architetto Antonio Renna che nel 1524 condusse la costruzione del castello di Caprarica (LE).

RENNE

Molto raro è specifico dell'alto cosentino, zona di Amendolara (CS) e comuni circostanti, potrebbe derivare dal toponimo Rende (CS). 

RENOLDI
RINOLDI

Renoldi è tipicamente lombardo, del milanese e varesotto soprattutto e dell'area bergamasco bresciana, Rinoldi, rarissimo, forse di origini cremonesi o mantovane, derivano dal nome medioevale italo germanico Renoldus di cui troviamo tracce nel Codice Diplomatico Bresciano a Brescia in un atto del 1116: "...quae pecia de terra iacet in territorio suprascriptae civitatis, in loco ubi dicitur Mezane; coheret ei: a mane est flumen et suprascripti Oddonis, a meridie Renoldi, a sera via et in parte Milonis et Muscardi...", ed anche in uno scritto del 1148 :"...Eodem anno et eadem expeditione intrante Augusto, cum esset estus intolerabilis, nebulosa et pestilens aura, multi de primoribus regni obierunt, inter quos Renoldus, Coloniensis archiepiscopus, Daniel, Pragensis episcopus, ibidem mortui sunt,...".

RENZI
RENZINI
RENZINO
RENZO
RENZONE
RENZONI

Renzi è molto diffuso in tutto il centronord, Renzini è tipico del perugino, Renzino è quasi unico, Renzo, abbastanza raro, è del sud, del cosentino, in particolare di Rossano, Calopezzati e Corigliano Calabro, e di Messina, Renzone, molto raro, ha un ceppo nel foggiano, a Motta Montecorvino e Lucera, Renzoni è tipico della fascia centrale, con un piccolo ceppo nello spezzino, vari ceppi in Toscana,uno tra riminese e pesarese ed uno tra viterbese e romano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche od accrescitive, dall'aferesi del nome Lorenzo.

REPACI

Repaci è specifico del reggino, di Campo Calabro, Palmi, Villa San Giovanni e Fiumara, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del cognome greco Repakis.

REPOLE

Repole, specifico dell'area campano, potentina, di Sant'Angelo dei Lombardi nell'avellinese e di Rapone nel potentino, con piccole presenze nel cosentino, potrebbe derivare dal nome della località Repole nel crotonese o dal nome di altre località sempre basate sul termine greco antico ρέπω repo (stare in basso).

REPOSSI

Molto raro è tipico del sudmilanese e pavese, troviamo a Melegnano nel 1683 il curato della chiesa di S.  Giovanni, don Repossi e sempre verso la fine del 1600 esistono atti che riguardano proprietà in Melegnano redatti dal notaio Andrea Repossi.

REPUPILLI

Assolutamente rarissimo, sembrerebbe marchigiano, probabilmente della zona di Corridonia (MC) e Petriolo (MC), dovrebbe derivare dal nome romano Popilius, ricordiamo Marcus Popilius Laenas più volte console e pretore, leggiamo in Ab Urbe condita di Tito Livio: "...consules creati Cneus Cornelius Scipio Hispallus Quintus Petilius Spurinus. praetores inde facti Marcus Popilius Laenas Publius Licinius Crassus ...", il nome starebbe ad indicare proprietà di Popilio, cioè res Popilii.

RESA

Quasi unico sembrerebbe tipico del milanese.

RESASCO

Resasco è tipicamente ligure, di Vernazza e Genova nel genovese e di La Spezia, potrebbe derivare da una forma aferetica riferita al nome del luogo di provenienzaa dei capostipiti, probabilmente il paese di Boresasco sull'appennino parmense ai confini con la Liguria.

RESCALDINA

Assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dal nome del paese di Rescaldina nel milanese.

RESCHIOTTO

Reschiotto, quasi unico, è specifico della zona tra trevisano e pordenonese, potrebbe derivare da un soprannome dialettale veneto arcaico basato sul termine reschioto (avventato, che agisce senza considerazione, precipitoso).

RESCIGNO

Abbastanza raro è tipico della zona tra napoletano e salernitano, dovrebbe derivare dal toponimo Roscigno (SA), ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal vocabolo dialettale rescignolo o roscignolo (usignolo) forse grazie a particolari caratteristiche canore del capostipite.

RESCONI

Molto raro e specifico del bresciano, dovrebbe discendere da un soprannome legato al vocabolo dialettale resca (lisca di pesce).

RESEGOTTI

Molto raro è tipico del milanese, deriva da un soprannome dialettale originato dal vocabolo resegà (segare) e starebbe ad indicare probabilmente il mestiere di falegname.

RESIMINI

Resimini, quasi unico, sembrerebbe del veronese, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica alterata derivata dal nome Erasmo (vedi ERAMI).

RESSIA

Ressia è tipicamente piemontese, del torinese, di Torino e Collegno, del cuneese, di Alba e Santa Vittoria d'Alba, di Alessandria e di Candelo nel biellese.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Deriva dal termine dialettale piemontese
ressia (speciale sega montata su di un telaio di legno).

RESTA

Presente soprattutto in Puglia, ha ceppi anche nel ravennate, nell'alta Lombardia e nel torinese, l'ipotesi più plausibile è una derivazione dal nome latino Restus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "...Tiburtinus decanus hab(et) / filium adcrescentem / Ianuarius circit(or) sine / filiis / Restus circit(or) hab(et) / filios IIII Sabatium / qui et ipse hab(et) fil(ios) Restu/tum et Augurinum ...", potrebbe anche derivare da un nome di località.

RESTELLI

Specifico della zona che comprende le province di Milano, Varese e Como, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine arcaico restello (zona di sosta, ostello di quarantena), con riferimento forse alla località di origine del capostipite o a particolari caratteristiche di ospitalità dello stesso.
integrazioni fornite da Aldo Piglia, Milano
Potrebbe derivare dal termine dialettale
restell cioè rastrello (cfr.Dizionario Milanese-Italiano di Cletto Arrighi, Milano 1896). Si tratterebbe quindi di una derivazione dalla professione (contadino) del capostipite. Questa ipotesi è avvalorata dalla distribuzione di questo cognome soprattutto nelle zone ex-rurali.

RESTIVO

Tipico siciliano, deriva da un soprannome legato al vocabolo dialettale restivu (di carattere chiuso, schivo) originato evidentemente da una caratteristica caratteriale del capostipite.  Troviamo già nel 1600 un mastro operaio di nome Restivo, citato in un contratto d'appalto redatto a Siracusa.

RESTORI
RISTORI
RISTORO

Restori è tipico del parmense, di Parma in particolare, ma anche di Fornovo di Taro e Salsomaggiore Terme, Ristori e tipicamente toscano, molto diffuso a Firenze, ma con buone presenze anche a Empoli, Figline Valdarno, Bagno a Ripoli, Sesto Fiorentino e Pontassieve nel fiorentino, a Livorno e Rosignano Marittimo nel livornese, a Bibbiena, e Pratovecchio nell'aretino, a Pontedera e Pisa nel pisano, a Prato, a Follonica nel grossetano ed a Poggibonsi nel senese, Ristoro, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, questi cognomi dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Restorus, di cui abbiamo un esempio con Restorus de populo Sancti Ambrosii pisano, nel trattato di pace siglato tra il balivo e i consoli di Montpellier ed il procuratore e nunzio del podestà di Pisa nel 1225, questo nome veniva attribuito probabilmente ai capostipiti da genitori, che, avendo subito la perdita precedente di un figlio, trovassero, con la nascita del nuovo figlio, appunto un ristoro per il proprio dolore ed una sorta di sostituzione del figlio perso.

RESTUCCI
RESTUCCIA
RESTUCCIO

Restucci, molto raro, è del napoletano, Restuccia è tipico della Sicilia orientale, del reggino e del vibonese, particolarmente diffuso a Messina, Lipari e Furci Siculo nel messinese, ad Avola, Siracusa e Lentini nel siracusano, a Catania ed a Palermo, a Joppolo, Rombiolo, Nicotera e San Calogero nel vibonese ed a Rosarno e Cosoleto nel reggino, Restuccio, quasi unico, è meridionale, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine arcaico restuccia o restuccio, stante ad indicare dei piccoli campi adibiti pascolo.

RETTORE
RETTORI

Rettore è tipico del padovano, mentre Rettori è fiorentino, derivano entrambi dalla carica di Rettore o Reggitore, che già nel medioevo stava ad indicare un magistrato cittadino.

RETUS

Assolutamente rarissimo, presente solo nel nord Italia, un nostro lettore, Aldo Retus di Lodi, ci suggerisce i risultati delle sue ricerche: Retus (da cui deriverebbero anche i cognomi Retusi, Rethus e Rectus, Retussi, Rhetus e altre varianti ), compare in questa forma (Iohannes Retus) già nel XII° secolo, attestato da un Regesto per il pagamento di tasse di fodro e di giogatico delle terre site fra Pavia e Milano (Pavia, Biblioteca Civica Bonetta). In Svizzera Retus è comune come nome di battesimo (spesso nella forma Reto) soprattutto nel Cantone dei Grigioni, inesistente invece come cognome.
I Grigionesi sono di lingua reto-romancia, ed il nome Retus-Reto indica proprio l'appartenenza a quelle popolazioni (v. anche il latino classico Raetus o Raeticus = retico, abitante delle Alpi Retiche).
Alcuni esperti di Coira propendono per la derivazione del cognome Retus dal nome di battesimo o dal luogo di provenienza (fenomeni frequentissimi in onomastica: vedi i vari Degli Antoni, Di Pietro, Angela; Veronese, Bergamaschi, Tedeschi ecc.). Retus, quindi, originario della Rezia.  Scomparse le tracce nella storia, soccorre la leggenda, che fa discendere le popolazioni della Rezia da un principe etrusco, Rhaetus, proveniente dalla pianura Padana nel VII sec. a.C., raffigurato in una antica stampa di cui ho casualmente trovato una copia. 

RETUSI

Assolutamente rarissimo, quasi unico, sembra essere tipico del sudmilanese, lodigiano, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo latino retusus (ottuso, spuntato). Un'altra ipotesi è quella del Sig. Aldo Retus: che ci dice di questo cognome che esso: Compare in questa forma a partire dal '700, probabile italianizzazione (o plurale) di Retusius, presente in altri documenti, questo a sua volta frutto della "latinizzazione" di Retus da parte di qualche parroco iperzelante che volle rendere più "latino" un nome che latino (o etrusco?) era già ad abundantiam.

REUTER

Reuter, estremamente raro, ha qualche sporadica presenza in Lombardia ed in Toscana.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Quanto a Reuter, sono possibili diverse ipotesi:
- da uno dei numerosissimi toponimi Reutte, Reuthe, ecc.
- dal medio alto tedesco
riute = appezzamento di terreno reso coltivabile con il dissodamento
- dal medio alto tedesco
ritoere = cavaliere
- dal medio alto tedesco
riutoere = colui che dissoda.

REVALOR

Assolutamente rarissimo, del torinese, potrebbe derivare dal toponimo Rivarolo Canavese (TO), ma potrebbe essere anche di origine francese e derivare da un soprannome originato dal fatto che la famiglia abitava sulla riva di un corso d'acqua, o derivare direttamente da un'alterazione del cognome francese Revarole, difficile una derivazione dal nome francese Revaud (Rivaud).

REVELANT

Tipico della zona di Magnano in Riviera e Tarcento (UD), dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal carattere particolarmente ribelle del capostipite

REVELLI
REVELLO

Entrambi tipici del cuneese, derivano dal toponimo Revello (CN), I Revello, nobilissima famiglia furono feudatari di terre nel cuneese fin dal medioevo, nel 1600 a Varallo (VC) troviamo un Pietro Paolo Revelli in qualità di fabbricere del Sacro Monte.

REVELLINO

Revellino, molto molto raro sembrerebbe specifico di Torino e del torinese, dovrebbe derivare da un nome di località originato da un diminutivo del termine celta roa (ghiaieto, frana), riferito forse a caratteristiche del terreno di abitazione, ma è pure possibile una derivazione longobarda dal termine rebæ (copertura, tetto, abitazione), intendendo forse una casa isolata.

REVERE

Assolutamente rarissimo, potrebbe essere lombardo e dovrebbe derivare dal toponimo Revere (MN).
ipotesi suggerita da Aldo Piglia - Milano
il cognome è tipico di Trieste. Le attestazioni sono due: Giuseppe Revere (Trieste, 1812-1889), letterato e patriota collaboratore di G. Mazzini; un altro Giuseppe Revere legionario a Fiume assieme a G. D'Annunzio.

REVERSI
REVERSO

Reversi, tipico dell'Italia centrale, ha un ceppo a Fabriano nell'anconetano, uno a Montalto di Castro nel viterbese ed uno, il più consistente, a Roma, Reverso è tipicamente piemontese, del torinese e dell'alessandrino, dovrebbero derivare dal termine latino reversus (ritornato), probabilmente riferito a pellegrini o crociati dopo il loro insperato ritorno dalla Terra Santa.

REVERZANI

Assolutamente rarissimo potrebbe essere emiliano o lombardo, potrebbe derivare dal toponimo Revere (MN).

REY

Rey ha ceppi in Piemonte a Torino, Salbertrand nel torinese e Ronco Biellese, in Val d'Aosta a Courmayeur, Nus e Cogne ed a Napoli, dove è probabilmente di origini spagnole, il cognome settentrionale è di origini savoiarde, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine rey (re) ad indicare caratteristiche comportamentali del capostipite o riferirsi ad episodi dove lo stesso ha occupato un posto di particolare rilievo.

REZA
REZZA

Reza è unico e dovrebbe essere il frutto di un'errata registrazione del cognome Rezza, che ha un ceppo a Vische nel torinese ed a Cigliano nel vercellese, uno molto piccolo nello spezzino, uno a Roma e Velletri nel romano ed a Roccasecca nel frusinate, uno ad Acerra nel napoletano, uno nel barese a Modugno e Bari, ed uno a Palermo, cognome che potrebbe derivare dal nome ebraico Rhesa o dal suo alterato turco Rheza, e dal derivato arabo Reza, o anche dal nome albanese Rezzan.

REZOAGLI
REZZOAGLI

Molto raro Rezoagli, un pò meno Rezzoagli, sono entrambi tipici del piacentino, della zona appenninica di Ferriere (PC) in particolare, dovrebbero derivare dal toponimo Rezzoaglio (GE) sull'appennino ai confini tra genovese e piacentino.

REZZAGHI

Molto molto raro è tipico del milanese e della zona tra mantovano e bolognese, dovrebbe derivare dal toponimo Rezzago (CO).

RHO

Rho è tipico del milanese, con presenze significative, oltre alla provincia di Milano, in quasi in tutta la Lombardia, varesotto, lecchese, bergamasco, cremonese, lodigiano e pavese, deriva dal toponimo Rho (MI).

RHODIO
RODIA
RODIO

Rhodio, tipicamente romano, è una forma arcaica del cognome Rodio che è tipico della Puglia, di Guagnano nel leccese, di Locorotondo nel barese, di Martina Franca nel tarentino, di Ceglie Messapica ed Ostuni nel brindisino, ma è ben diffuso in tutta la regione al di fuori del foggiano, Rodia ha un ceppo campano a Serino nell'avellinese ed a Napoli, ed uno pugliese nel brindisino, a Francavilla Fontana e Latiano, dovrebbero derivare dal nome greco Ρόδιος Ròdios o della sua versione latina Rhodius, abbiamo un illustre esempio nell'erudito scrittore classico greco Apollònios Ròdios (Aπολλώνιος Pόδιος) Rettore della Biblioteca di Alessandria nel III° secolo a. C., potrebbe però anche derivare dal fatto di essere il capostipite originario della città di Rodi, fatto più probabile per il ceppo pugliese: "Rhodianus, insulae Rhodi incula, qui Rhodius Rhodiensis, Rhodiacus etiam dicitur....", difficile ipotizzare, anche se non impossibile, una derivazione dal toponimo Rodio nel salernitano.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad Ostuni nel brindisino nella seconda metà del 1700 con il locale sindaco Donato Rodio.

RIA

Ria è specifico del Salento, particolarmente della zona di Sannicola, Tuglie, Parabita e Matino (LE).
integrazioni fornite da Da Fabio Paolucci (Salerno)
Ria è un tipico cognome leccese, diffuso anche a Roma, Livorno e Milano per effetto del fenomeno migratorio. Dovrebbe derivare dall\'aferesi del nome personale femminile Rosaria, oppure dal nome greco Rhianus, nome anche di un famoso poeta epico del III° sec. a. C.

RIANI
RIANO

Riani è tipico della zona che comprende il parmense, il massese ed il lucchese, Riano, molto raro, è del napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Rianus, una forma aferetica di nomi latini come Valerianus, Marianus, Florianus, Hadrianus, o altri simili, in qualche caso possono derivare da nomi di località come ad esempio Riano nel parmense, o nel romano, o altri simili.

RIAVEZ

Assolutamente rarissimo è tipico dell'udinese della zona orientale ai confini con la Slovenia, di origini slave, deriva da un soprannome determinato dal vocabolo slavo rjáv (bruno, di carnagione olivastra).

RIBALDI
RIBALDO
RIBAUDO
ROBALDO
ROBAUDO

Ribaldi ha un piccolo ceppo tra mantovano e modenese ed uno romano, Ribaldo, assolutamente rarissimo, è del ragusano, Ribaudo, di origine siciliana, specifico delle province di Palermo e Messina, Robaldo è piemontese, del cuneese in particolare, mentre Robaudo, quasi unico,  è più ligure, dovrebbero derivare tutti da soprannomi legati al vocabolo arcaico ribaldo o al dialettale ribaudo o robaudo (ribaldo, inteso agli inizi come soldato sprezzante del pericolo, con compiti particolarmente pericolosi, ed in un secondo tempo, come brigante), nel Lexico militari di Carlo D'Acquino del 1100 leggiamo: "... ribaldi milites qui primi proelia tenebant, quibus accidit quod tyrannus apud Graecos et latronibus apud Latinos, ut qui sua institutione probi essent princeps militesque in deteriorem postea acceptionem et famam abierint ...".

RIBBA

Ribba, molto molto raro, è tipico del torinese, si dovrebbe trattare di una forma dialettale aferetica tronca del nome Garibaldi (vedi GARIBALDI).

RIBBISI
RIBISI

Ribbisi, assolutamente rarissimo, è dovuto ad errori di trascrizione, Ribisi, molto raro, è specifico di Palma di Montechiaro (AG), ma ha presenze significative anche nel palermitano.
integrazioni fornite da Franco Pettinato
Un'ipotesi che pare sostenuta fra l'altro dalla presenza contemporanea a Palma di Montechiaro (AG) del cognome Rìbbisi insieme a Rìbisi, farebbe pensare verosimile la derivazione da Ribes (pianta), in siciliano
rìbbisi.  Ribes è parola del latino medievale che si rifà all'arabo ribas (rabarbaro) Un certo Adalmau de Ribes è citato (a. 1417) nel Codice diplomatico Amalfitano Fonte "Diz. Onomastico Sicilia" di G. Caracausi
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
entrambi rarissimi, sono originari di Palma di Montechiaro (AG), dovrebbero tutti derivare dal termine ribes (ribisi in dialetto siciliano), ad indicare probabilmente l'attività di coltivatore o venditore di ribes svolta dal capostipite delle relative famiglie. In tutti e due i casi si tratterebbe di cognomi derivati da nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.

RIBECAI

Ribecai è tipicamente livornese, potrebbe essere di origini ebraiche e dovrebbe derivare dal nome ebraico Rebekah o Ribekah, che ha il significato di paffutello, nella seconda metà del 1600 troviamo a Vico Pisano Lodovico di Bastiano Ribecai governatore rappresentante la potesteria di Vico Pisano.

RIBECCA

Ribecca è tipicamente siciliano, di Sciacca e Caltabellotta nell'agrigentino, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome ebraico Rebekah, il nome della moglie biblica di Isacco, o dal nome e soprannome Ribekah, che ha il significato di paffutello.

RIBERTI
RIBERTO

Riberti ha un ceppo a Ferrara e nel ferrarese ed uno piccolo a Umbertide nel peruginoed uno a Fano nell'anconetano, Riberti
o ha un ceppo nel rovigoto ed uno nel milanese, dovrebbero derivare da forme aferetiche del nome Aribertus, ricordiamo il famosissimo arcivescovo di Milano Ariberto d'Antimiano nato verso la fine del X° secolo, dell'uso di questa forma aferetica abbiamo un esempio verso la fine del 1100: "...Heinricus Leodiensis ecclesie maior prepositus, Symon decanus, Amalricus, Balduinus, Rodulphus archidiaconi, Ribertus cantor, Egidius comes de Durachio...".

RIBET

Ribet è specifico del torinese, di Inverso Pinasca, San Germano Chisone, Perrero, Pomaretto, Pinerolo, Villar Perosa, Perosa Argentina e Torino, si potrebbe trattare di un'italianizzazione del cognome francese Ribeaut, a sua volta derivato dal nome germanico Ricbald  originato dall'unione dei termini ric (ricco, potente) e bald (audace), o anche derivare dalla contrazione del nome franco Ribert ottenuto dalla fusione dei termini germanici  ric (ricco, potente) e berth (brillante, splendente).

RIBEZZI
RIBEZZO

Ribezzi è tipico del brindisino di Brindisi, Latiano e Mesagne in particolare, anche Ribezzo è tipico della stessa zona di Francavilla Fontana, Oria e Brindisi con presenze significative anche nel tarentino a Manduria, dovrebbero derivare da un'italianizzazione dialettale del nome greco Ribes.

RIBOLA
RIBOLI
RIBOLINI
RIBOLLA

Ribola è tipico di Monte Isola (BS), Riboli è tipico della zona che comprende il cremonese e la bassa bergamasca, Ribolini ha un ceppo tra milanese e lodigiano ed uno tra spezzino e massese, Ribolla ha un ceppo nel bergamasco, di Calcio ed Antegnate, ed uno nel carrarese a Pontremoli, che potrebbe forse derivare dal toponimo Ribolla nel grossetano, dovrebbero tutti prevalentemente derivare, attraverso il fenomeno del betacismo, da soprannomi originati dalla presenza di un rivolus (ruscello) nelle vicinanze delle abitazioni dei capostipiti, tracce di queste cognominizzazioni si hanno a Robbiate (MI) fin dal X° secolo: "..Anno 960 mense maio actum Ayruno... ...In loco Robiati, Antonio Riboli de Villa abitante in loco Ronco Plebis Vicomercati ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ribolla è frequente in Lombardia e Toscana. Da '
bullam' = bolla. In questo caso: ri(o) + bolla. Toponimo Ribolla (La -), torrente, Roccastrada GR (Pieri 287).

RIBOLDI

Tipico del milanese e del lodigiano, dovrebbe derivare dal vocabolo tardo latino ribaldus  (ribaldo, inteso agli inizi come soldato sprezzante del pericolo, con compiti particolarmente pericolosi ed in un secondo tempo, come brigante). Le prime tracce del nome Riboldus si hanno a Brescia dove Riboldus de Salis era console di Giustizia:"In Cristi nomine. Die dominico secundo intrante mense septembris. In loco contionis Brixie. Horum hominum presentia quorum inferius continentur nomina, dominus Ribaldus de Salis, consul iusticie Brixie, dedit mihi Lafranco de Odolo autenticas attestationes, quas confessus fuit latas fuisse de placito, quod sub se vertebatur, inter Prandones, scilicet Anselmum, Danesium et Graciadeum, ex una parte, et Acerbum de Pospenzo, ex altera, ad perpetuandas et in publicam formam transformandas, verba quarum attestationum continentur in hunc modum. Testes Acerbi contra Prandones. Die sabati ultimo exeunte iunio.", in un atto notarile del 1196, a Milano, un Riboldus Pelluccus viene citato come teste: "Anno dominice incarnacionis millesimo centesimo nonagesimo sexto, undecimo kalendas marcii, indicione quartadecima. Investivit et in suum locum posuit Roxius Pristinarius Guidonem qui dicitur Buzus nomine domine Zaccarie abbatisse monasterii Sancte Margaritte ad partem ipsius monasterii, omnes de civitate Mediolanensi, nominative de libris sex nove monete Mediolanensis, quas Iohannes qui dicitur de Campo de loco Maconago dare debebat eidem Roxio et de quibus denariis erat fideiussor et debitor post terminum Oldratus qui dicitur Borgarus de loco Veglantino, per brevem factum millesimo centesimo nonagesimo tertio, undecimo die aprilis, indicione undecima, quem brevem ibi reddidit eidem Guidoni ad partem ipsius domine abbatisse. Quos denarios ipse Roxius confessus fuit se accepisse ab eodem Guidone ex parte ipsius domine abbatisse, et quos denarios ipsa domina abbatissa solvit de pretio terre quam emit ad partem ipsius monasterii ab eodem Iohanne de Campo, ita ut ipsa domina abbatissa seu ipsum monasterium per omnia habeat illud idem ius et actiones in ipsis Iohanne et Oldrato et in eorum rebus pro defensione ipsius terre, quod et quas ipse Roxius usque modo habebat pro exigendis ipsis denariis. Quia sic inter eos convenit. Actum in suprascripta civitate. Interfuerunt Martinus et Otto qui dicuntur de Baregazo et Landulfus Ferrari et Riboldus qui dicitur Pelluccus rogati testes.
Ego Rogerius qui dicor Palliarius notarius sacri palatii tradidi et scripsi.". Un Riboldus sacerdote e praepositus lo troviamo nel 1312 nella Pieve di Nembro (BS).

RIBON
RIBONE
RIBONI

Ribon è tipicamente veneziano di Mirano e Venezia, Ribone, assolutamente rarissimo, presente solo in Piemonte, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di Riboni, che è tipicamente lombardo, essendo molto diffuso a Milano, Lodi, Varese, Pavia, Cremona e Brescia, ed in Piemonte a Colazza nel novarese ed a Verbania, dovrebbero derivare dall'aferesi di una modificazione del nome augurale medioevale Horabona, di cui troviamo tracce già dal 935 in un atto notarile, dove un tal Leovigildo e sua moglie Horabona cedono al monaco Adolino alcune proprietà, si dovrebbe trattare di famiglie di origine ebraica.

RIBOTTA

Ribotta è tipicamente piemontese, del cuneese, di Bagnolo Piemonte, Barge, Saluzzo, Envie e Cuneo, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine italiano ribotta (bisboccia, riunione goliardica, scorpacciata), termine preso in prestito dal verbo francese riboter (agire in maniera dissoluta).

RIBUL

Ribul, estremamente raro, parrebbe tipico del Cadore, di Padola di Comelico (BL) in particolare, dovrebbe derivare da una soprannome dialettale originato, attraverso un betacismo, dal vocabolo latino rivulus (ruscello), ad indicare probabilmente che la famiglia originaria abitava nei pressi di un ruscello.

RIBUSTINI

Ribustini, forse della zona di Monte Urano nel Piceno, con un ceppo anche a Roma, dovrebbe essere una forma alterata del cognome ferrarese Robustini (vedi ROBUSTELLI).

RICABONI
RICCABONI
RICCOBENE
RICCOBON
RICCOBONI
RICCOBONO
RICCOBUONO

Ricaboni, assolutamente rarissimo, parrebbe del lodigiano e dovrebbe essere una forma arcaica del più comune Riccaboni che è specifico dell'area pavese, lodigiana e sudmilanese, Riccobene sembrerebbe siciliano, con ceppi importanti tra Trapani ed Erice, a Palermo, ad Enna, tra Riesi, Caltanissetta e Delia nel nisseno, Riccobon, assolutamente rarissimo, è sicuramente veneto, Riccoboni, molto molto raro, sembrerebbe della zona tra padovano e veneziano, Riccobono parrebbe del palermitano, Riccobuono, quasi unico, sembra dovuto ad errore di trascrizione del precedente, derivano tutti dal nome augurale medioevale Riccobonus o Richelbonus, cioè Ricco di ogni bene, di cui abbiamo un esempio in un atto d'investitura del 1195 a Brescia: "...In ecclesia Sanctorum Martyrum Cosme et Damiani de civitate Brixie. In presentia Zuliani Scorezarii, Gaimarini filii quondam Richelboni de Porta, Ottonis filii Boccavellie atque Iohannis Agnetis de Salodo...".

RICARDI
RICARDO
RICCARDELLI
RICCARDI
RICCARDINI
RICCARDINO
RICCARDIS
RICCARDO

Ricardi, molto raro, potrebbe essere dell'area lombardo piemontese, Ricardo è assolutamente rarissimo, Riccardelli è specifico di Minturno e Formia nel latinense, con un ceppo anche a Roma ed uno a Caserta, Riccardi è estremamente diffuso in tutta l'Italia peninsulare, Riccardini sembrerebbe del perugino, di Città di Castello, Umbertide e Perugia, Riccardino, molto molto raro, è del torinese, Riccardis, assolutamente estremamente raro, parrebbe del casertano, Riccardo è presente in Lazio, ha un ceppo nel napoletano e casertano, uno nel Salento, nella zona di Supersano e Ruffano (LE) ed uno a Manfredonia (FG), derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome di origine germanica Riccardo forma italiana del germanico Ritchard.

RICASOLI

Tipico della zona tra Lucca e Firenze, questa nobile casata con Ranieri dei Ricasoli da Cacchiano, ad opera di Cristiano vescovo di Magonza e vicario imperiale ottenne nel 1167 la signoria sulle terre del Chianti.

RICATTI
RICATTO

Ricatti ha un piccolo ceppo a Trieste, ma sembrerebbe specifico di Barletta (BA), con un ceppo probabilmente secondario a Taranto, Ricatto, assolutamente rarissimo è forse veneto o piemontese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Ricatto, col significato letterale di ripreso, recuperato (dal latino recaptum, participio passato del verbo recapere, cioè riprendere): al pari di altri vecchi nomi quali Recupero, Ristoro, Restauro, Cambio, etc, anche Ricatto rientra infatti nella categoria dei nomi affettivi o gratulatori, che in questi casi venivano attribuiti a bambini nati dopo la scomparsa di un figlio precedente. Per quanto riguarda i ceppi settentrionali e centro settentrionali, tuttavia, questi cognomi potrebbero anche derivare dal nome medievale Rico o Rigo, l'italianizzazione cioè del personale germanico Ric o Rig, col significato di potente, ricco (si tratta spesso dell'aferesi di nomi come Arrigo, Enrico, Federico, etc, tutti d'origine germanica): in questo contesto, infatti, il suffisso -atto (anche noto come -ato) assume un valore patronimico o matronimico e sta a significare figlio di Rico o Rica (esattamente come nei cognomi Rigato, Rigatto, Rigatti, etc). Ad ogni modo, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ricatto è la cognominizzazione del soprannome RICATTI che deriva probabilmente dal sostantivo '
ricatto' (deverbale di 'ricattare' dal latino volgare  *recaptare = prendere con forza) = 'riscatto, intimidazione di carattere morale o materiale'. Potrebbe anche alludere a un nome augurativo dato a un figlio con la speranza che riscattasse i genitori da non floride condizioni economiche. Fonte: P. Minervini, Diz. dei cogn. pugliesi, 416.

RICCA
RICCHETTA
RICCHETTI
RICCHETTO
RICCHI
RICCO
RICCONE
RICCONI

Ricca è molto diffuso in Campania, Calabria e Sicilia, ma anche a Roma ed in Piemonte, Liguria e Lombardia, Ricchetta e Ricchetto, quasi unici, sono settentrionali, Ricchetti ha un ceppo nell'area che comprende lo spezzino, il parmense, il reggiano ed il modenese, un piccolo ceppo tra napoletano e beneventano ed uno nel foggiano e barese, Ricchi è tipico dell'area che comprende il modenese, il bolognese ed il fiorentino, Ricco è più propriamente meridionale, con un nucleo nelle Puglie ed uno in Campania, Riccone è specifico di Ercolano nel napoletano, Ricconi è praticamente unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso ipocoristici o modificazioni accrescitive, dal nome medioevale propiziatorio Riccus, Ricca di cui si hanno tracce ad esempio a Roma del IX° secolo con un Caius Riccus e, più tardi, in un atto redatto in Pisa nel 1228 nel quale vengono citati un  Riccus de Corvaria ed un Riccus tabernarius, questi cognomi possono pure derivare a volte dall'aferesi di nomi come Ulderico, Federico, o simili.

RICCADONNA

Riccadonna ha un ceppo a Verona, uno, il più consistente in Trentino, a Bleggio Superiore, Bocenago, Trento e Lomaso, ed a Bolzano, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine longobarda Ricadonna, ricordiamo con questo nome, nella seconda metà del 1300, Ricadonna Saiguini de' Valvassori di Medolago nel bergamasco, moglie di Paolo Colleoni detto Puho, e madre del più famoso Bartolomeo Colleoni, uno dei più famosi condottieri medioevali italiani.

RICCELLI
RICCETTI
RICCI
RICCIARELLI
RICCIARELLO
RICCIO

Riccelli sembra originario della provincia di Catanzaro, Riccetti è molto raro e sembra avere più ceppi, nella zona di Pisa e Livorno, nell'anconetano, nel teramano e nel cosentino, Ricci è diffusissimo in tutta la penisola, Ricciarelli è toscoumbro, in particolare della provincia di Pistoia e di Perugia, Ricciarello è quasi unico, Riccio è diffuso in tutta l'Italia peninsulare, con un nucleo principale in Campania, derivano tutti da soprannomi legati a caratteristiche fisiche del capostipite, l'avere i capelli ricci o da nomi propri medioevali come Ricciarellus di cui abbiamo un eaempio nel 1200 a Montieri (SI) con Ricciarellus Caligarie consul de Monterio.

RICCHIARDI
RICCHIARDONE
RICHIARDI
RICHIARDONE

Ricchiardi, molto raro, decisamente piemontese, ha un ceppo a Torino e Cuneo, Ricchiardone, assolutamente rarissimo, è piemontese, Richiardi è specifico del torinese, di Torino, Ciriè, San Carlo Canavese, Villanova Canavese, San Francesco al Campo e Lanzo Torinese, Richiardone, anch'esso tipico del torinese, è specifico di Pinasca.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Richiardo (con una variante in Ricchiardo), l'italianizzazione cioè del personale germanico Richard, che, nell'onomastica italiana, è conosciuto principalmente nella forma Riccardo (vedi Ricardi): in questo contesto, per la precisione, va notato che la pronuncia Richiardo/Ricchiardo riflette un antico influsso dell'onomastica francese (dal francese Richard), tenendo presente che il suono della -ch- francese ha subito regolarmente l'adattamento in -chi- nei cognomi piemontesi (ad esempio, si pensi ai cognomi Achard/Acchiardo, Bouchard/Bocchiardo, Chabert/Chiaberto, Charles/Chiarle, etc). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

RICCHITELLI

Cognome tipico del barese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'italianizzazione del termine dialettale recchietédde (orecchiette), forse riferito a chi produceva appunto questo tipo di pasta locale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ricchitelli è un cognome tipico del Barese, variante del cognome base Ricco, che viene dal soprannome '
Ricco' di trasparente significato augurale. In qualche altro caso può essere anche l'incrocio dell'ipocoristico germanico *Rikko di nomi composti abbreviati in -rico o Ricco- oppure con *rikja = potente, signore. Fonte: P. Minervini, Diz. dei cogn. pugliesi, 416.

RICCHIUTI
RICCHIUTO

Ricchiuti è tipico di Bisceglie nel barese e del tarentino, Ricchiuto è anche lui tipico pugliese, del Salento in particolare della zona di Triggiano, Specchia e dintorni, dovrebbero derivare da soprannomi legati a caratteristiche fisiche, ma è pure possibili che derivino da nomi di località come monte Ricchiuto.

RICCIOLUTI

Riccioluti è praticamente unico, tipico del romano, potrebbe trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello.

RICCIONE
RICCIONI

Riccione, molto raro, sembrerebbe avere un ceppo nel teatino, Riccioni ha un ceppo nel bolognese, uno nel fiorentino ed uno tra pisano e livornese, un ceppo marchigiano, nell'anconetano maceratese e Piceno e nel vicino teramano, e un grosso ceppo nel romano e viterbese, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati dal fatto che il capostipite, oltre all'avere i capelli ricci, o chiamarsi Riccio di nome, fosse anche di corporatura imponente.

RICCIARDI
RICCIARDO

Ricciardi è assolutamente panitaliano, Ricciardo è specifico della zona di Brolo e Ficarra (ME), derivano dal nome medioevale Ricciardus, derivato dal nome germanico Richard, di cui abbiamo un esempio in uno scritto di Leon Battista Alberti: "...Ricciardus nepos meus natus est Florentie in domo avi mei die primo Ianuarii 1429, die Dominica in nocte ante lune ...".

RICCIARDIELLO

Ricciardiello è specifico dell'area campana, di Marano di Napoli, Napoli, Calvizzano, Qualiano, Mugnano di Napoli e Villaricca nel napoletano e di Calvizzano e Montecorvino Rovella nel salernitano, dovrebbe essere una forma ipocoristica dialettale campana del nome Ricciardus (vedi RICCIARDI).

RICCIUTI
RICCIUTO

Ricciuti sembra avere un ceppo in Abruzzo e Molise, uno nel napoletano ed uno nel potentino e cosentino, Ricciuto molto raro è molisano, derivano da soprannomi legati a caratteristiche fisiche della famiglia, l'avere i capelli ricci, troviamo tracce di questa cognominizzazione ad Altilia (CS) in Calabria nel 1600 con il priore Gregorio Ricciuto, nel potentino nel 1700 con il notaio Ricciuti.

RICCO'

Tipico dell'area che comprende le province di Parma Reggio, Modena e Mantova ai confini con l'Emilia, può derivare dall'aferesi di nomi come Federico, Alarico, Ulderico ecc. o dalla tmesi di nomi come Riccobono o Riccomanno di cui si è persa la seconda parte.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Riccò è un cognome modenese che deriva dal toponimo Riccò nel Frignano, sull'alto Appennino modenese che si chiama appunto Frignano dal nome dei Friniates, una tribù ligure storicamente attestata fra Modena e Lucca.

RICCOBALDI

Riccobaldi è tipico dello spezzino, di La Spezia e di Riomaggiore, dovrebbe derivare dal nome medioevale franco di origini germaniche Richbald, di cui abbiamo un esempio nel conte Richbald von Breisgau (690-761) antenato della casa Altdorf.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Riccobaldo, l'italianizzazione cioè del personale germanico Ribald, che, composto dagli elementi rig (potente, ricco) e bald (coraggioso, audace), può essere tradotto come potente e coraggioso. Dal punto di vista storico, tracce di questo nome si trovano a Siena nel 1225, quando in un atto di compravendita viene citato un certo Riccobaldo di Forese. Per quanto riguarda il cognome in questione, dunque, si tratta della cognominizzazione del nome personale del capostipite.

RICCUCCI

Tipico toscano probabilmente originario del senese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Riccuccio (derivato da Riccus) di cui si hanno tracce ad esempio a Firenze nel 1200 nel testamento di un certo Riccuccio di Puccio. (vedi Ricucci)

RICE

Assolutamente rarissimo.

RICETTI

Specifico di Sondalo (SO), dovrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Enrichetto, ma secondo un'altra ipotesi accreditata potrebbe derivare da un soprannome come riportato ad esempio in un atto del 1613 a Bianzone: "...in contrada de Canova in ipso Valzello supra strata regia Giovanni Richelda fu Stefano, detto Ricettus...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Tirano nella seconda metà del 1700 con un certo Giuseppe Ricetti, abitante a Tirano procuratore del comune.

RICETTO

Assolutamente rarissimo è tipico di Concordia Sagittaria (VE), dovrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Enrichetto, ma secondo un'altra (improbabile) ipotesi deriverebbe da nomi di località adibite a ricovero (ricetto).

RICHELDA
RICHELDI

Richelda, assolutamente rarissimo, è della striscia più settentrionale della Lombardia, Richeldi è specifico di Modena e del modenese, di Castelnuovo Rangone e Formigine, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine germanica Richeldus e Richelda, italianizzazione del longobardo Richeldis del cui uso abbiamo tracce in un Breve investiture del 1149 a Brescia: "In Christi nomine. Die iovis qui est de mense iunii, secundo die kalendas iulii. Presentia bonorum hominum quorum nomina subter leguntur, per lignum quod sua tenebat manu domna Richeldis, abbatissa monasterii Sancte Iulie, presbiteris suis presentibus et consentientibus videlicet presbitero Lanfranco et Ardengo et Iohanne, investivit Oddonem filium quondam Giselberti, de Calvisiano, de casa una solariata qui est prope suprascripti monasterii,...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Richeldi è la cognominizzazione del personale medievale
Richildus (Richilda era il nome della prima moglie di Bonifazio di Toscana, padre della contessa Matilde di Canossa), che a sua volta risale al nome proprio longobardo Rîhwald (dal germ *rikja- «potente» e da *waldaz- «capo, comandante»), cioè «capo potente». Fonte: F. Violi Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

RICHELMI
RICHELMY

Richelmi ha un ceppo nel cuneese ed uno nel bergamasco, mentre Richelmy è specifico del torinese, dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale Richelmus originato dal nome medioevale germanico Richelme, originato dall'unione dei termini ric (potente, ricco) ed helm (elmo), di questo nome abbiamo un esempio a Brescia nel 1100: "...Teuzo et Elinandus de comitatu Parmensi, Richelmus de comitatu Brisiense, Willinus de comitatu Bergomense,...", ma per il ceppo piemontese è pure possibile una derivazione dal cognome francese Richelme con la stessa derivazione iniziale.

RICHETTA
RICHETTI
RICHETTO
RICHI
RICHINI
RICHINO
RICO

Richetta, è tipico del torinese, Richetti, molto raro, sembrerebbe avere due ceppi, nel bresciano e nel modenese, Richetto è tipico della Val Susa, Richi, quasi unico, sembrerebbe del centro Italia, Richini è tipicamente lombardo, di Piancogno e Darfo Boario Terme nel bresciano in particolare, Richino, ormai quasi scomparso, è specifico dell'area genovese, Rico, specifico della fascia centromeridionale della penisola, ha un ceppo abruzzese, a Popoli nel pescarese e nell'aquilano ad Aielli ed Avezzano, ed un ceppo a Bojano nel campobassano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dall'aferesi di nomi come Enrico, Federico, Alarico, Ulderico o altri simili, troviamo un esempio d'uso di queste forme in quest'atto di compravendita dell'anno 872 a Salerno: ".. Signum manus Landerici ex genere Romanorum. Richinus rogatus a supradicto Petro testis subscripsi. Agelmundus Notarius Domnni Imperatoris in hac charta venditionis rogatus a supradicto Petro testis subscripsi. ..".

RICHIEDEI

Richiedei è specifico del bresciano, di Pezzase, Brescia, Gardone Val Trompia, Bagolino, Marcheno e Bagnolo Mella, dovrebbe derivare dal nome medioevale Richus in Deo (ricco in Dio), nome attribuito anche a dei trovatelli come augurio di fede.

RICOTTA
RICOTTI
RICUCCI

Ricotta ha un ceppo siciliano tra palermitano, agrigentino e nisseno, uno nel potentino ed uno nel napoletano, Ricotti sembrerebbe di origini pavesi, Ricucci è tipico del foggiano, dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche dell'aferesi di nomi come Enrico, Federico, Alarico, Ulderico ecc.

RIDOLFI
RIDOLFO
RIDULFO
RODOLFI
RODOLFO

Ridolfi è molto diffuso in tutto il centronord, Ridolfo ha un grosso ceppo nella Sicilia centrorientale ed uno in Friuli, Ridulfo ha un ceppo a Corleone nel palermitano ed uno in Friuli, Rodolfi è specifico dell'area lombardo, emiliana, Rodolfo, molto molto raro, ha un ceppo nel pavese, ma difficilmente originario del luogo, dovrebbero tutti derivare dal nome del capostipite, il medioevale Rodulfus, a sua volta originato dal nome medioevale germanico Hrodulf composto dai termini hroth (gloria) e wulfa (lupo) con il significato di lupo glorioso, di questo nome abbiamo un esempio in una Charta venditionis dell'anno 1116 a Gudo nel milanese: "Anno dominice incarnationis millesimo centesimo sexto decimo, mense octubris, indictione decima. Constat me Rodulfum, filium quondam Ambrosii, de loco Gudi Antibiago, qui professus sum lege vivere Longobardorum, accepisse sicuti et in presentia testium manifestus sum quod accepi a te Anselmo iudice, filio quondam Iohannis Baioarii, de civitate Mediolani , argenti denariorum bonorum solidos quinquaginta et quinque...".

RIEFOLI
RIEFOLO

Molto rari sono tipici del barese.

RIELLI
RIELLO

Rielli ha un piccolo ceppo nel lucchese e nel fiorentino ed uno nel leccese, Riello ha un ceppo nel bresciano, uno nel veronese, e vicentino e padovano soprattutto, uno secondario nel latinense ed uno nel casertano, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine veneto arcaico rièlo (ruscello, canaletto), forse ad indicare che nei pressi della casa dei capostipiti si trovasse un ruscello.

RIENZI
RIENZO

Rienzi sembra avere tre ceppi distinti, uno forse secondario nel torinese, uno nel Lazio a Roma e Tivoli (RM) ed uno in Basilicata tra Cancellara (PZ), Potenza e Stigliano (MT), Rienzo ha un ceppo campano tra Napoli, Santa Maria Capua Vetere (CE) e Casaluce (CE) ed uno nel barese tra Altamura, Bitonto e Bari, dovrebbero derivare da forme dialettali dell'aferesi del nome Lorenzo.

RIFICI

Rifici è tipicamente siciliano del messinese, di Sant'Angelo di Brolo, Messina, Brolo, Naso, Lipari e Capo d'Orlando, dovrebbe derivare da una forma apocopaica ed aferetica del termine medioevale aurificis (dell'orefice), indicando probabilmente, con un genitivo patronimico, che i capostipiti fossero figli di un orefice.

RIGA
RIGHI
RIGO

Riga ha vari ceppi ad Udine e nell'udinese, a Roma ed in Abruzzo, a Montesilvano nel pescarese ed a L'Aquila, in Calabria soprattutto, a Crotone, nel catanzarese a Cortale, Catanzaro e Lamezia Terme, a Parenti nel cosentino ed a Briatico nel vibonese, ed a Catania, Righi è diffuso in tutto il centro nord, Rigo è tipico del Triveneto, dovrebbero tutti derivare dall'aferesi di nomi come Amerigo, Federigo, Oderigo o simili, o dalla loro versione femminile.

RIGAMONTI

Rigamondi, molto molto raro, è tipico lombardo del milanese in particolare, Rigamonti, molto più diffuso è distribuito nell'area che comprende il milanese, il comasco, il lecchese ed il bergamasco, con buone presenze anche nel varesotto e nel bresciano, dovrebbero derivare da un'alterazione del nome medioevale Richamundus o Rigamundus, derivati dal germanico Richmundus di cui abbiamo un esempio in questo testo medioevale dell'inizio del XIV° secolo: "...Hoc ego Richmundus feci Clementis alumpnus. Scripsi devote Horberto patre jubente...".

RIGANELLA
RIGANELLI
RIGANELLO
RIGANO
RIGANO'

Riganella, quasi unico, parrebbe umbro, Riganelli è specifico della fascia centrale che comprende il maceratese, il perugino, il viterbese ed il romano, Riganello è tipico della Calabria, ha un ceppo importante a Crotone ed uno piccolo a Locri nel reggino, Rigano è decisamente siciliano, del palermitano, messinese e catanese, Riganò, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del reggino, dovrebbero derivare, direttamente o da forme ipocoristiche, dal nome medioevale sassone Riganus citato da Saxo Grammaticus (~1160 - ~1220) nel suo Gesta Danorum, ma è pure possibile un collegamento con il nome germanico Raginhari  nato dalla fusione del termine ragin (consiglio) con hari (esercito, armata), in qualche caso potrebbero anche derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale per origano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Riganello è cognome calabrese dal termine dialettale '
rìganu' = origano. Rohlfs 224.

RIGANTE
RIGANTI

Rigante, molto molto raro, è del barese, Riganti ha un nucleo lombardo, tra varesotto e milanese ed uno foggiano, dovrebbero derivare da modificazioni dell'aferesi di nomi come Arrigo, federigo, ecc.  Troviamo nel 1600 un certo Bartolomeo Rigante Guardiano in Roma della Casa della Congregatione dell'Arciconfraternita di S. Maria di Loreto.

RIGATELLI
RIGATI
RIGATO
RIGATTELLI

Rigatelli, specifico del veronese, è una forma ipocoristica del più comune Rigato, che è decisamente veneto, dove è molto diffuso, soprattutto nel padovano, Rigati è assolutamente rarissimo come Rigattelli, dovrebbero tutti derivare dall'aferesi di nomi come Arrigo, Federigo, Oderigo e simili con il suffisso -ato, che sta per figlio di e starebbe ad indicare la famiglia del figlio di Arrigo o simili, le forme ipocoristiche spesso stanno ad indicare la caratteristica giovanile di un ceppo.

RIGGIO

Sembra essere specifico della Sicilia e del reggino, dovrebbe derivare dal toponimo Reggio (Calabria) nella sua variante dialettale.

RIGGIONE

Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere campano, probabilmente dell'avellinese.

RIGHES

Righes è tipico di Belluno e del bellunese, di difficile interpretazione, potrebbe derivare dal toponimo Righe nel veneziano.

RIGHETTI
RIGHETTO
RIGHINI
RIGHINO

Righetti è molto diffuso in tutto il centronord, Righetto è decisamente veneto, del padovano e veneziano soprattutto, Righini sembra avere un nucleo tra il modenese, il bolognese e la provincia di Firenze e forse un ceppo secondario nell'udinese, Righino, assolutamente rarissimo, parrebbe del torinese, dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche dell'aferesi di nomi come Amerigo, Federigo, Oderigo o simili.

RIGOBELLI
RIGOBELLO

Rigobelli, praticamente unico, è del ferrarese, Rigobello, sicuramente veneto, parrebbe del rovigoto, di Rovigo, Lendinara, Costa di Rovigo, e Badia Polesine, dovrebbe derivare da un nome di località di Ferrara, citata nel Compendio della storia sacra e politica di Ferrara: "...Eglino però ingrati alla generosità del loro Signore macchinaron di nuovo contro di lui nel 1273; ma scoperta l'indegna trama di questi sleali, e fuggiti costoro fuor dello Stato, ordinò il Marchese che fossero demolite le loro case e venisse innalzata con que' materiali una torre nella piazza sul canto della strada, che conduce alla chiesa di San Paolo, che fu poi detta la torre di Rigobello, o sia de' ribelli. ...", o dal fatto di essere stati i capostipiti dei ribelli contro gli Estensi esuli dalla città di Ferrara.

RIGOLETTI
RIGOLETTO
RIGOLI
RIGOLIN
RIGOLINI
RIGOLINO
RIGOLO

Rigoletti, molto raro, è tipicamente piemontese del torinese, Rigoletto, sempre piemontese, è specifico di Torino, Rigoli è diffuso sia al nord che al centro ed al sud, anche se in modo abbastanza sporadico, Rigolo è invece specifico di Pordenone e del pordenonese, Rigolin ha un ceppo nel rovigoto, a Rovigo, Villanova del Ghebbo e Lendinara, Rigolini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del milanese, Rigolino, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Vercelli ed uno nel reggino a Villa San Giovanni e Melito di Porto Salvo, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale Rigolus di cui abbiamo un esempio d'uso in una registrazione dei fuochi a Gubbio nell'anno 1251: "...42) filii ranaldi berardi videlicet vita iuntolus agura et pitriolus - 43) rigolus berardi ventura iuntolus et acurrimbonus eius filii - 44) ranerius bartoli bartolutius et sagnus eius filii ...", nome a sua volta derivato da una forma ipocoristica aferetica di nomi come ad esempio Arrigus.

RIGON
RIGONE
RIGONI

Rigon è tipico della zona che comprende padovano e vicentino, Rigone, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere della zona tra milanese e pavese, Rigoni, diffuso in tutto il nord Italia, ha un ceppo importante nel milanese e ovest Lombardia ed uno nel veronese, vicentino e padovano, derivano da forme accrescitive, anche dialettali, dell'aferesi del nome Arrigo, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano nel 1500 con il notaio Alessandro Rigone che scriverà nel 1550 il testamento del Medeghino.

RIGONAT

Rigonat è tipicamente friulano, di Ruda, Villa Vicentina, Fiumicello nell'udinese e di Villesse nel goriziano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dialettale, riferita a capostipiti il cui padre si fosse chiamato Rigon (Arrigone) (vedi RIGON).

RIGOTTI
RIGOTTO
RIGUCCI
RIGUCCIO

Rigotti ha un nucleo principale nel trentino, un ceppo nel torinese e nell'alto novarese ed uno tra Gorizia e Trieste, Rigotto, molto più raro, è del vicentino, Rigucci, molto raro, è tipico della zona centrale d'Utalia, del perugino in particolare, con presenze nell'anconetano ed un ceppo anche nel romano, Riguccio, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbero tutti derivare da modificazioni ipocoristiche dell'aferesi del nome Arrigo (vedi ARRIGHI), troviamo tracce di questa cognominizzazione nel 1600 con Giovanni Rigotti Pretore di Riva del Garda dal 1628 al 1634.
integrazioni fornite da Francesca Mucignato
il ceppo triestino dei Rigotti ha comunque origini trentine.

RIGUER

Assolutamente rarissimo, sembrerebbe sardo.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Più che di un cognome sardo si tratta di un cognome francese, è probabile che si tratti di sardi di orgine francese. I Riguer si trovano in Bretagna (Francia) gia nel 1890.

RIGUTTI

Rigutti è tipico di Trieste, si dovrebbe trattare di una forma patronimica friulana e giuliana, dove il suffisso -utti sta ad indicare il figlio di, riferito probabilmente ad un capostipite il cui padre si chiamasse Arrigo, Federigo (vedi RIGHI), o con nomi simili, anche se non lo si può escludere, ritenendolo improbabile, si può anche considerare che possa derivare dal nome medioevale Rigutus (vedi RIGUTTO)..

RIGUTTO

Rigutto, molto raro, è specifico della provincia di Pordenone, di Arba in particolare e di Maniago e Spilimbergo, con presenze anche a Cavallino Tre Porti nel veneziano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Rigutus, che troviamo in un atto del 1219 , dove come teste figura un Rigutus magister, come forma aferetica dell'ipocoristico del nome Arrigus.

RIILLO

Riillo è tipicamente calabrese, del catanzarese e crotonese soprattutto, dovrebbe derivare dalla forma aferetica di un soprannome originato dal termine dialettale calabrese iurillo (fiorellino).

RIINA

Tipico del palermitano, deriva da una modificazione dialettale del nome Regina. (vedi REGINA)

RIMEDIO

Molto raro, sembra originario del cosentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Rimedio, o dall'aferesi del nome greco Perimedes. Ricordiamo san Remedius (394-419) vescovo di Gap in Francia e troviamo pure un Remedius vescovo alla fine del VIII° secolo: "'Memento Domine Famuli tui Remedii Episcopi et..."

RIMINI

Rimini, oltre al ceppo tosco-romagnolo ne ha uno nel leccese a Trepuzzi e Specchia ed a San Pietro Vernotico nel brindisino e molti altri in Liguria, Piemonte, Lombardia ed a Roma, si tratta prevalentemente di un cognome ebraico che trae origine dal toponimo omonimo, ricordiamo che la comunità ebraica di Rimini, che si era insediata e vi aveva fatto fortuna, venne a più riprese colpita da decreti di allontanamento come ad esempio avvenne nel 1569 ad opera di Papa Pio V° che il 26 febbraio di quell'anno mile al bando gli Ebrei e più tardi, nel 1615 il ghetto degli ebrei di Rimini viene distrutto spingendo molte famiglie ebraiche ad emigrare, mantenendo traccia delle loro origini riminesi nel proprio cognome.

RIMOLA
RIMOLI
RIMOLO

Rimola è tipico del cosentino, della zona tra Spezzano Albanese e Castrovillari, Rimoli è della zona di Cassano Allo Ionio (CS) Rimolo è specifico di Morano Calabro sempre nel cosentino, la radice di questi cognomi è comune e potrebbe essere albanese essendo specifici di una zona d'influenza di questa etnia.
integrazioni fornite da Alberto Rimola
A me Rimola risulta essere presente nella zona di Trecate (NO) almeno dal 1600.
integrazioni fornite da Antony Rimoli
la mia famiglia Rimoli risulta essere originaria di Scanzano Jonico almeno dal 1329 secondo degli antichi documenti di famiglia.

RIMOLDI

Rimoldi è tipico della zona che comprende il lecchese, il comasco ed il milanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Remoldus., ma in alcuni casi non si può escludere che possa trattarsi di una forma aferetica del nome Ghirimoldus o Grimoldus (vedi GHIRIMOLDI).  Troviamo tracce nel 1376 a Turate (CO) di un Giacomo Rimoldo fra i notabili della città.

RIMONDI
RIMONDINI
RIMONDO

Rimondi è specifico del bolognese e ferrarese, Rimondini, più raro, è tipico del bolognese, Rimondo molto raro potrebbe essere padovano con un possibile ceppo nel milanese, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Rimondo  (modificazione del nome Raimondo).  Tracce di questa cognominizzazione si hanno nel Veneto nel 1500 ad Adria (RO) dove troviamo messer Lorenzo Rimondo in qualità di Rettore di Adria e mecenate delle arti e del teatro.

RINA
RINI
RINO

Rina ha un ceppo a Vibonati nel salernitano, uno a Nova Siri nel materano, ed un ceppo in Sicilia a Menfi nell'agrigentino, Rini ha un ceppo in Lombardia nel sondriese, a Valdidentro e Bormio, uno nel Salento, a Mesagne e Brindisi nel brindisino ed a Spongano nel leccese, ed uno nel palermitano, a Palermo, Caccamo, Ficarazzi, Termini Imerese e Ventimiglia di Sicilia, Rino, il più raro di questi, ha un piccolissimo ceppo a Napoli ed uno nel cosentino ad Aiello Calabro e Cleto, questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche italianizzate del nome medioevale di origini greche Catharino, Catharina (vedi CATARIN), o, in alcuni casi, del nome medioevale germanico Katherin, Katherine.

RINALDELLI
RINALDETTI
RINALDI
RINALDIN
RINALDINI
RINALDINO
RINALDIS
RINALDO
RINALDONI
RINALDUCCI
RINALDUZZI

Rinaldelli ha un ceppo toscano nel fiorentino, uno nel maceratese a Potenza Picena, Macerata e Civitanova Marche, ed uno a Matera, Rinaldetti, estremamente raro, è dell'Italia centrale, Rinaldi è panitaliano, Rinaldin, tipicamente veneto, in particolare dell'area trevigiano, veneziana, Rinaldini ha un ceppo nel bresciano, uno nel reggiano ed uno nel forlivese, cesenate e riminese, Rinaldino, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Rinaldis ha un ceppo friulano, in particolare a Trieste, uno genovese, uno romano, una presenza significativa a Napoli ed un ceppo a Gerace nel reggino, Rinaldo dovrebbe avere un ceppo nel Veneto ed uno in Sicilia, Rinaldoni, molto molto raro, ha un ceppo tra anconetano e maceratese, Rinalducci è decisamente umbro, specifico del perugino e di Gualdo Cattaneo e Perugia in particolare, Rinalduzzi è laziale, soprattutto di Montopoli Sabina nel reatino e di Roma e Rieti, dovrebbero derivare dal nome medioevale italo germanico Rhinaldo o Rinaldus eroe delle canzoni cavalleresche, nome derivato dal nome medioevale Reginaldus, una latinizzazione del nome di origine germanica Raginwald, composto dai termini ragin (consiglio) e da wald (governo)), con il significato augurale di essere un uomo di governo adatto al comando.

RINARELLI
RINARELLO

Rinarelli, molto raro, sembrerebbe originario della Calabria, del vibonese in particolare di Sorianello e del vicino Gerocarne, Rinarello, quasi unico, è della stessa zona, l'origine etimologica è oscura, poco convincente, ma comunque possibile, la derivazione da una forma ipocoristica del nome Rino, forma aferetica del nome Katherinos.

RINAUDI
RINAUDO

Rinaudi è tipico del cuneese come pure Rinaudo che ha anche un ceppo importante in Sicilia, derivano dal nome medioevale italo germanico Rhinaldo.

RINCHIUSA

Rinchiusa, ormai quasi scomparso, sembrerebbe originario della Sicilia, dell'area tra palermitano ed ennese, l'origine etimologica è oscura, anche se si pensa possa derivare da un'alterazione del nome di una località.

RINDONE
RINDONI

Rindone è specificatamente siciliano, dell'area che comprende il nisseno, Riesi in particolare, l'ennese a Leonforte, Pietraperzia ed Enna soprattutto, ed il catanese a Catania e San Cono, Rindoni, quasi unico, è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione di ufficiali anagrafici del nord, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una modificazione dialettale del termine latino hirundo, hirundinis (rondine).

RINERI
RINIERI

Rineri è quasi scomparso, Rinieri è specifico del forlivese, derivano dal nome medioevale Rinierius o Rinerius (una delle molte varianti di Ranieri) dell'uso di questo cognome abbiamo un esempio a Volterra nel 1206, nell' Archivio di Stato di Firenze leggiamo: "...MCCLXXXXVII, ind. X, tempore Bonifatii VIII, die II augusti... ...Dominico Rinierii. Capracio de dicto heremo...", tracce di questa cognominizzazione la troviamo a Bologna nel 1500 con lo scrittore Valerio Rinieri.

RINUCCINI

Una fra le più antiche famiglie fiorentine che vantava addirittura origini romane o longobarde, deriva dal nome Rinuccio e Rinuccino diffusi nel medioevo soprattutto in Toscana, Rinuccino è anche il nome di una località di Fiesole (FI).  Dell'uso di questo nome nel medioevo si hanno tracce ad esempio nel 1180 con Rinuccino Antinori Signore del castello di Cambiate  di Calenzano (FI). Esempi di questa cognominizzazione si hanno nel 1300 con il poeta Cino Rinuccini (1350 - 1417), nel 1625 Giovanni Batista Rinuccini (1590-1653) viene fatto Arcivescovo di Fermo.

RINZIVILLO

Rinzivillo è siciliano, dell'area nissena e ragusana in particolare, di Gela nel nisseno e di Modica, Pozzallo, Comiso, Scicli e Vittoria nel ragusano, dovrebbe derivare dall'alterazione dialettale del cognome francese Ringeval derivato dal nome del paese di Rincheval in Picardia, in Francia, cognome probabilmente giunto in Sicilia con gli angioini, una seconda ipotesi propone invece un collegamento con gli svevi ed un'origine dal nome medioevale germanico Rindwildi composto dai termini a.a.t. rind (animale) e wildi (selvaggio) con il significato di animale selvaggio, o dal suo derivato Rintzwild.

RIO

Estremamente raro sono presenti più ceppi nel siracusano, nel cosentino e nel salernitano.

RIOLDI

Rarissimo è specifico del sudmilanese, dovrebbe derivare dal nome Rioldus in uso presso i Franchi, se ne hanno tracce in un atto del 1080.

RIOLI

Tipico del modenese, potrebbe derivare da un toponimo come Riola (BO).

RIOLO

Sembra avere oltre ai due ceppi siciliani, nel palermitano e nel catanese, anche uno a Crotone, che potrebbe derivare dall'aferesi del toponimo Tiriolo (CZ) o Oriolo (CS).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Riolo è cognome della Sicilia orientale, anche calabrese e tarantino: cfr. il siciliano '
ariolu / riolu' = rigogolo, dal latino aureolus. Rohlfs, 160.

RIONDINA
RIONDINI
RIONDINO
RIONTINO

Riondina è praticamente unico, così come Riondini, entrambi dovrebbero essere dovuti ad errate trascrizioni del cognome Riondino, tipicamente pugliese, di Margherita di Savoia nel foggiano, di Taranto e di Barletta nel barese, Riontino è specifico del foggiano, di Margherita di Savoia, Zapponeta, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche contratte del nome Raimondo, anche attraverso alterazioni dialettali.

RIOTTA
RIOTTI
RIOTTINI
RIOTTINO
RIOTTO

Riotta è specifico di Palermo, Riotti, molto molto raro, è dell'area lombardo, piemontese, Riottini, quasi scomparso, sembrerebbe abruzzese, della provincia di Pescara, Riottino, praticamente unico, parrebbe del barese, Riotto ha un ceppo romano, probabilmente secondario ed uno calabrese a Palmi nel reggino, potrebbero derivare, direttamente o tramite ulteriori ipocoristici, da forme aferetiche di ipocoristici di nomi come Dario o Mario, o anche da forme aferetiche contratte di ipocoristici del nome Arrigo o Federigo., ma esiste anche una teoria che ne propone una derivazione da soprannomi originati dal termine medioevale francese riot (disputa, contesa), o anche dal termine burgundo (francese di Borgogna) riot (ruscello), probabile elemento toponomastico del luogo d'origine dei capostipiti.

RIPAMONTI

Specifico lombardo, della zona che comprende le province di Milano, Varese, Como, Lecco e Bergamo, dovrebbe derivare da un indicatore di località di provenienza, probabilmente da una riva o ripa situata dalla parte dei monti.  Giuseppe Ripamonti (1577-1643) nacque a Tegnone una frazione di Nava in Brianza fu creato Dottore della Biblioteca Ambrosiana dal cardinal Federigo Borromeo,  sue opere principali furono le Historiae Ecclesiae Mediolanensis, il De peste Mediolani e le Historiae Patriae.

RIPARI

Ripari è tipico di Civitanova Marche (MC) con un ceppo non secondario anche nel cremonese, dovrebbe derivare dall'etnico Riparius o Ripuarius, dal popolo gallico abitante nella zona tra i fiumi Reno, Mosa e Mosella, i Riparii arrivarono come truppe ausiliarie al seguito del generale romano Ezio: "...Hi enim affuerunt auxiliares:  Franci, Sarmatae, Armoriciani, Liticiani, Burgundiones, Saxones, Riparii, Olibriones (quondam milites Romani, tunc vero jam in numero auxiliorum exquisiti), aliaeque nonnullae Celticae vel Germanicae nationes.".
integrazioni fornite da Marco Giovanni Migliorini, archivista paleografo (Trigolo, Cr)
Di origine antica, Ripari (anticamente anche Riparii) diffuso al Nord, in area cremonese sono documentate famiglie già dal IX° secolo, in quella zona può derivare dal vocabolo medioevale riparius: il riparius era l'addetto alla sorveglianza ed alla riscossione dei diritti di attracco delle navi sul fiume Po (cfr. Aldo A. Settia, L'età carolingia e ottoniana, in Storia di Cremona, dall'Alto Medioevo all'età comunale, a cura di G. Andenna, Cremona, 2004, p.42).

RIPEPI
TRIPEPI

Ripepi, abbastanza raro, è specifico del reggino, di Campo Calabro, Cardeto, Calanna, Oppido Mamertina e Villa San Giovanni, Tripepi, un poco più raro, è tipico di Villa San Giovanni e Calanna.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome calabrese, napoletano e siciliano. Viene dal greco '
theoprepès' = 'degno di dio'. Fonte: G. Rohlfs, Diz. cogn. in Calabria, 1979, p. 265.

RIPETTI
RIPI

Ripetti, quasi unico, sembrerebbe dell'Italia settentrionale, Ripi, molto molto raro, è tipico dell'area fiorentino, aretino, perugina, è difficile, anche se non impossibile, ipotizzare una derivazione dal toponimo Ripi del frusinate, ma diventa più facile considerare la zona delle Ripi nelle vicinanze di Corvaro nel reatino, o anche più semplicemente considerare che il termine ripi era, in epoca medioevale, usato per denominare le rive dei fiumi, come possiamo ad esempio leggere in questo testo di Angelo di Capua del 1300: "...Nixunu di nui avi propia habitacioni, però ki nui abitamu in li obscuri boski, et li ripi sunu nostri lecti et abitamu ancora in li parti virdi per li ripi et flumi....", non si può, da ultimo, escludere che possa derivare dal nome medioevale Ripus di cui abbiamo un esempio in questo scritto del XIV° secolo: "..Ioannes Ripus ad LXXX altitudinis gradum, Hemskerkius ad LXXVI versus Septentrionem prosecutus. Immami cum frigore conflictati nautae Batavi, pereuntibus plerisque desperatae temeritatis esse docuerunt, per Septentrionem in Orientem navigationem moliri. ..".

RIPOLI

Assolutamente rarissimo ha un ceppo nel materano tra Rotondella, Policoro e Scanzano Jonico con derivazioni nel nord del cosentino ed un ceppo toscano, dovrebbero derivare da toponimi omonimi o da nomi di località identificati da una ripa (riva).

RIPONI

Assolutamente rarissimo è forse di origini emiliane dovrebbe derivare da nomi di località identificati da una ripa (riva).

RIPPA

Rippa è tipicamente napoletano con buone presenze anche a Somma Vesuviana, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un'alterazione italianizzata del termine medioevale francese rippe (rogna, rognoso), esiste anche un ceppo in Trentino a Pieve Tesino, che potrebbe derivare da un soprannome basato sul termine tedesco rippe (costola, costato).

RISALITI

Risaliti è decisamente toscano, soprattutto di Prato, Livorno e Firenze e di Agliana nel pistoiese, dovrebbero derivare da un soprannome stante ad indicare che la famiglia fosse riuscita a riacquistare importanza dopo un periodo di disgrazia, antica famiglia toscana, se ne hanno tracce fin dal 1200 a Vicchio nel fiorentino, troviamo elencati tra i Priori di Firenze un Duccius Risaliti nel 1303, un Buosus Risaliti ed un Barone Risaliti nel 1309, un Bardus Ricchi Risaliti nel 1326 e così via.

RISARI
RISARO

Risari è tipicamente lombardo, di Chignolo Po nel pavese e di Milano, Risaro, assolutamente rarissimo, è del pavese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal mestiere di coltivatore di riso svolto dal capostipite.

RISCALDINA

Assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dal toponimo Riscaldina nel torinese.

RISCHIO

Rischio, assolutamente rarissimo, è tipico del napoletano, potrebbe derivare da un soprannome basato sul termine arabo rizq (tassa), ma più probabilmente si dovrebbe trattare di un cognome di fantasia attribuito da un funzionario borbonico ad un trovatello.

RISI
RISINI
RISINO
RISO
RISOLINI
RISOLINO
RISONE
RISONI

Risi, molto diffuso, presenta più ceppi, nel milanese, nel veronese, nel bolognese, nella fascia tirrenica da Roma a Salerno e nel Salento, Risini è quasi unico, Risino sembrerebbe siciliano, del catanese e del siracusano, Riso oltre ad un ceppo salentino ne ha uno napoletano ed uno nel reggino ed in Sicilia, Risolini è praticamente unico, Risolino, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo nel potentino, con qualche presenza nell'area veneta, Risone e Risoni sono assolutamente rarissimi, quasi unici, è sembrerebbero settentrionali, potrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme oblique o ipocoristiche, dal nome germanico Riso, Risonis, di cui si hanno tracce ad esempio nel Codex Cavensis (Cava dei Tirreni) nel 900, dove si legge: "...mediatore mihi posui Riso diacono filio quondam Johanni; ..." o nel 1100 a Suessa (Sessa Aurunca (CE)), dove in un atto si può trovare traccia di queste cognominizzazioni con un certo Franco Riso: "..Alio latere fine terra predicta ecclesia sancti Johannis. et terra de heredes quondam Risi Franki. habet inde passus quinquaginta quinque.".

RISIO

Risio ha un ceppo a Cocullo, probabile località di origine, ed a Sulmona nell'aquilano, ma sembra presentare un piccolo ceppo ,ora scomparso, anche nel messinese, dovrebbe derivare da una forma aferetica di nomi come Gaiderisius, Oderisius, Charisius o altri simili, tracce antiche di questa cognominizzazione le troviamo nel 1500 a Narni nel ternano con il notaio Romolus Risius.

RISMONDO

Rismondo, molto raro, ha un ceppo triestino, dovrebbe trattarsi di una forma aferetica di nomi Goti come Thorismundus, con questo nome ricordiamo Torismondo Re dei Visigoti in Spagna, figlio di Teodorico re degli Ostrogoti : "...Altera autem die Thorismundus, filius Theodorici, regis Gotthorum, ultum iri cupiens necem genitoris, contra Attilam acies instruebat. ...".

RISOLUTI
RISOLUTO

Risoluti sembrerebbe aver avuto un ceppo a Fano Adriano nel teramano, ed ha ancora oggi un ceppo a Soriano nel Cimino nel viterbese ed a Roma, Risoluto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del napoletano, dovrebbero derivare dal soprannome e nome medioevale Resolutus, di cui abbiamo un esempio d'uso: "...a loco natali (quae nunc equestris prosapiae Hydonorum sedes est) nominatus, vir eo seculo eruditione tam varia et recondita ut in summa admiratione apud Italis fuerit, et Doctor Resolutus vulgo vocaretur...", nome probabilmente attribuito dai genitori a figli cui si augurasse un coraggio ed una determinazione superiore alla propria.

RISSO
RISSOLO
RISSONE

Risso è molto diffuso nel milanese, pavese, in tutto il Piemonte e soprattutto in Liguria, dovrebbe derivare da una forma dialettale del termine riccio (riccioluto), usato sia come soprannome che come nome, Rissolo, assolutamente rarissimo, tipico del torinese, dovrebbe essere una forma ipocoristica del precedente, Rissone, che ha un grosso ceppo ad Asti e nell'astigiano ed a Torino e nel torinese, con una piccola rappresentanza anche a Genova, dovrebbe essere una forma accrescitiva del primo.

RISPOLA
RISPOLI
RISPOLO

Rispola e Rispolo quasi unici sono dovuti ad errori di trascrizione di Rispoli che è tipico del napoletano e salernitano con un ceppo anche a Roma, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Napoli nell'elenco dei collaboratori della locale Zecca dell'anno 1325, tra l'altro, si legge: "...Gullielmus Trocullus et Nicolaus Rispolus incisores cuneorum...", nel 1400 i Rispolo sono una importante famiglia di ricchi mercanti stanziatisi a Malta, nel 1800 Vincenzo Rispoli è feudatario di Oria nel brindisino.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
è un cognome abbastanza diffuso in Italia, ma caratteristico della Campania Tirrenica, del Napoletano e del Salernitano. Dal punto di vista etimologico, dovrebbe derivare dal nome medievale Rispolo, cognominizzato in senso patronimico.  Il cognome ha origini longobarde; nel
Codex Cavensis Diplomaticus (Codice Diplomatico proveniente dalla Badia di Cava de' Tirreni, che contiene documenti a partire dall'VIII° secolo) si legge: "(...) signum BENEDICTI filii TOLOMEI RISPOLO et Brandolo filii Pauli Ladolo filii Maiuni Iuanne filii Domneca (...) Ermecasti Mauretano filii Domnirisi(...)".

RITA

Presenta tre ceppi, nelle Marche con probabile origine nel maceratese, nel Lazio e nell'alto potentino.

RITORTO

Molto raro, dovrebbe essere originario del reggino.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ritorto è cognome calabrese e siciliano che significa '
ripiegato'. Rohlfs 225.

RITROVATI
RITROVATO

Ritrovati è assolutamente rarissimo, Ritrovato, tipico meridionale, ha un ceppo a San Giovanni Rotondo nel foggiano, uno a Catanzaro ed a Gioiatauro (RC) ed uno a Caltagirone (CT).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Ritrovati, molto raro, si riscontra a bassissima frequenza fra il nord e il centro nord del paese, Ritrovato è tipico per lo più del foggiano e dell'area siculo-calabrese, dove è maggiormente presente nel catanzarese, nel cosentino e nella Sicilia meridionale, in entrambi i casi si tratta di cognomi attribuiti a dei trovatelli, spesso da parte di ecclesiastici o, talvolta, anche di ufficiali dello stato civile (sono chiaramente delle varianti di cognomi quali Trovato e Trovati, nonché naturalmente dei diffusissimi Esposito, Proietti, Innocenti, etc).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ritrovato è un cognome calabrese che, insieme a Ricùpero, è un nome dato a un figlio nato dopo la perdita del figlio precedente. De Felice 210.

RITZU

Abbastanza raro, sembrerebbe tipico di Quartucciu (CA) e di Cagliari, deriva dal vocabolo sardo ritzu (riccio, dai capelli ricci).

RIVA

Diffuso in tutto il nord Italia, deriva da uno dei vari toponimi contenenti il vocabolo riva, come: Riva del Garda (TN), Riva del Sole (GR), Riva di Pinerolo (TO), Riva di Solto (BG) e tantissimi altri o anche dall'abitare il capostipite nei pressi della riva di un fiume, tracce di questa cognominizzazione in Lombardia si hanno almeno fin dal 1200.

RIVADOSSI

Specifico della zona di Borno (BS) da dove si è insediato anche nell'area di Lumezzane (BS) deriva dalla toponomastica locale.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Alquanto raro, tipico del bresciano, deriva dal toponimo Rivadossa (BS).
integrazioni fornite da Luigi Colombo
Nel comune di Borno (Brescia) si trova una località chiamata Rivadossa. "Riva" perché e sulle sponde di un torrentello, "dosso" perché questa il posto è formato da una specie di collina.

RIVALTA
RIVOLTA

Rivalta abbastanza raro, sembra avere due ceppi, nel ravennate e nel torinese, Rivolta tipico lombardo, dovrebbero derivare da uno dei tanti toponimi come Rivalta (RE), Rivalta Bormida (AL), Rivalta di Torino (TO), Rivolta d'Adda (CR), Rivalta sul Mincio (MN), ecc. La cognominizzazione inizia come identificativo di località, Da Rivalta per poi perdere la preposizione, tracce di questa denominazione si hanno ad esempio nel 1235 a Mantova con il Console Ubaldo da Rivalta.
integrazione fornita da Alberto Rivolta
il toponimo del paese di Rivolta d'Adda, ha la sua origine etimologica dall'unione dei due vocaboli di lingua lombarda-occidentale (Insubre) riva + vòlta = alta riva, ad intendere probabilmente che la riva del fiume in quel punto è più alta del normale.

RIVANO

Molto raro dovrebbe essere originario del cagliaritano, dovrebbe derivare dalla posizione della località di origine del capostipite, vicinanze della riva di un fiume, del mare ecc.
Il sig Pier Franco Rivano ci suggerisce:
un'origine ligure e più propriamente da Pegli (GE), che risalirebbe al 1700.
Si sono trovate tracce del capostipite Giovanni Rivano che si sarebbe imbarcato da Genova sul checcio (tipo di imbarcazione ligure del XVI°-XVIII° secolo) chiamato Ancilla Domini.

RIVAROLA

Tipico di Genova. deriva dal toponimo Rivarola (GE), è originario di Chiavari dove fin dal 1500 si trovano i Rivarola tra le famiglie più antiche di notai, nel 1600 eccelle tra i letterati il Dottore in Teologia Joannes Antonius Rivarola Genuensium Patriciis. Nel 1800 i Rivarola diedero alla chiesa romana anche un Cardinale, Mons. Augustino Rivarola elevato all'alta carica da Leone XII° nel 1824.

RIVAROLI

Rivaroli è dell'area lombardo, emiliana, ha un ceppo più consistente a Cremona ed a Ferrara, Finale Emilia nel modenese e Cento nel ferrarese, dovrebbero derivare da un soprannome stante ad indicare chi provenisse o abitasse nelle zone costiere del fiume Po, o anche chi fosse originario di paesi come Rivarolo del Re nel cremonese, o Rivarolo Mantovano nel mantovano.

RIVELLA

Rivella è tipicamente piemontese, di Castagnole delle Lanze nell'astigiano, di Alba e Barbaresco nel cuneese e di Torino, dovrebbe derivare dal nome della frazione Rivella di Castagnole delle Lanze.

RIVELLI
RIVELLO

Rivelli ha un ceppo marchigiano, nel pesarese e nel maceratese, uno nel napoletano ed uno nel potentino, Rivello, molto molto più raro, ha un piccolo ceppo nel salernitano a Caselle in Pittari ed Angri ed uno a Siracusa, in alcuni casi potrebbero derivare dal toponimo Rivello (PZ), o da località con lo stesso nome ora scomparse, un'ipotesi collega questi cognomi con la Gens Rubellia attraverso un betacismo ed una modificazione dialettale, ma è pure possibile una derivazione dal nome rinascimentale Rivelius, è pure possibile, anche se non molto probabile, una derivazione dal termine arcaico revello o rivello (fortificazione con scarpata di protezione) in questo caso dipenderebbe da caratteristiche del luogo di abitazione della famiglia. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pisa agli inizi del 1300 in un atto di procura: "...Pisis et ubique locorum et terrarum, ad exigendum et recipiendum a Raffo Longo Franciscino Veçoso, a domino Petro de Rivello ianuensibus et quibuscumque aliis personis...".

RIVERA
RIVERI
RIVERO
RIVIER
RIVIERA
RIVIERI
RIVIERO

Rivera ha un ceppo tra alessandrino e genovese ed uno nel frusinate, Riveri è unico, Rivero, molto molto raro, è del cuneese, Riviera è tipicamente lombardo, dell'area bresciano, mantovana, Rivier sembrerebbe unico, Rivieri è specifico del parmense e del massese, Riviero, molto raro, è del veneziano, potrebbero derivare dal nome di origine spagnola Rivero, ma è pure possibile che il cognome derivi dal fatto che la famiglia abitava in prossimità o direttamente sulla riva di un corso d'acqua, o da uno dei molti nomi di località contenenti la radice Riviera., come, a solo titolo di esempio, Riviera del Garda.

RIVERSI
RIVERSO

Riversi è specifico della provincia di Roma, di Tolfa in particolare e di Civitavecchia, Riverso sembrerebbe tipico del catanzarese, di Satriano e Catanzaro, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo tardo latino riversus inteso come rovesciato, al contrario, forse per caratteristiche fisiche del capostipite o del luogo d'abitazione della famiglia.

RIVETTI
RIVETTO

Rivetti potrebbe avere un ceppo tra Piemonte Liguria e Lombardia ed uno nel napoletano e casertano, Rivetto, molto raro, è decisamente piemontese, del torinese in particolare, dovrebbero derivare da un toponimo come: Riva di Pinerolo (TO), Riva di Solto (BG), Riva Ligure (IM), Riva Trigoso (GE) o simili.

RIVIELLO

Riviello è tipico della zona che comprende il salernitano, il potentino ed il barese, dovrebbe derivare da una forma metatetica del nome rinascimentale Rivelius, o da un'alterazione dialettale del cognome francese Rivel.

RIVOIRA
RIVOIRO

Rivoira è tipico del cuneese e torinese. Rivoiro è molto raro ed è tipico del torinese, dovrebbero derivare da toponimi come Rivoira (CN) o Rivoira frazione di Perrero (TO).

RIVOLA
RIVOLI
RIVOLINI
RIVOLO

Rivola ha un ceppo a Costa di Mezzate, Alvino e Villa di Serio nel bergamasco ed a Milano ed uno ad Imola e Bologna nel bolognese e nel ravennate a Riolo Terme, Faenza, Ravenna e Casola Valsenio, Rivoli è presente in modo sporadico in tutt'Italia, si possono però individuare un ceppo a Milano ed a Roma, probabilmente secondari ed uno in Sicilia nell'ennese a Piazza Armerina, Agira e Valguarnera Caropepe, Rivolini è quasi unico, Rivolo sembrerebbe invece specifico di Palermo e del palermitano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dalla presenza di un rivolus (ruscello) in prossimità dell'abitazione delle famiglie.

RIVOLIN

Rivolin, quasi unico, sembrerebbe del torinese e dovrebbe derivare da una forma etnica dialettale del toponimo Rivoli nel torinese.

RIVOLTELLA

Cognome tipico di Treviglio, dovrebbe derivare dall'antico toponimo Rivoltella sul Garda (BS) esistente fin dal 1200 ed ora, dopo 700 anni, ridotto al rango di frazione di Desenzano.

RIVOSECCHI

Rivosecchi è tipico del Piceno, soprattutto di Grottammare e di San Benedetto del Tronto, con un ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare da un nome di località probabilmente prossima al torrente Rivosecco nel vicino Abruzzo, o dal paese di Rivosecco nel perugino, probabili luoghi d'origine dei capostipiti.

RIZZA
RIZZI
RIZZO
RIZZOLI
RIZZOLO

Rizza ha un nucleo importante in Sicilia, soprattutto nella parte meridionale, un ceppo nel catanzarese e crotonese ed uno nel Lazio, molto diffuso al nord, con un ceppo nella Puglia e Basilicata ed uno nel Lazio Rizzi mentre Rizzo è assolutamente panitaliano, Rizzoli ha un ceppo nel bergamasco a Romano Di Lombardia e Martinengo, nel Trentino a Trento, Cavalese, Giovo e Lavis,  in Emilia nel bolognese tra Bologna, Castenaso, San Lazzaro di Savena e Budrio, ed a Parma, Rizzolo ha un ceppo principale a Misilmeri (PA), e ad Alessandria della Rocca (AG), ed in Campania a Calabritto (AV), un ceppo  nell'astigiano oltre che a Torino e Genova, in Veneto a Camposampiero (PD) e Lusiana (VI), derivano tutti da soprannomi legati a caratteristiche fisiche del capostipite, i capelli ricci o da loro ipocoristici.

RIZZARDI
RIZZARDINI
RIZZARDO

Rizzardi è tipico della zona tra bresciano veronese e trentino, ha un ceppo secondario importante nel milanese, Rizzardini ha un ceppo nel bellunese, uno a Venezia ed uno nel bresciano, Rizzardo è specifico trevigiano della zona di Volpago Del Montello (TV), derivano dal nome medioevale Rizzardus di cui abbiamo un esempio a Grosio (SO) nella seconda metà del 1500: ""...1582 quaternus fictorum et legatorum capituli elemosinae comunis et hominum Grosij exigend per notarium infrascriptum regente [....] Rizzardus Pinus notarius et scriba scribebat...", troviamo tracce di questa cognominizzazione nel 1600 a Verona con i conti Rizzardi.

RIZZARI

Assolutamente rarissimo, è specifico catanese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dall'avere il capostipite dei capelli riccioluti.  Casato nobile di cui si hanno tracce fin dal 1500 a Catania.

RIZZATI
RIZZATO

Rizzati è tipico della zona che dal veronese arriva al rovigoto e ferrarese, Rizzato è tipicamente veneto, ma con un ceppo autonomo nel Salento, derivano da modificazioni del termine riccio cioè dai capelli ricci, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Venezia negli archivi dei notai della Serenissima nel periodo 1475-1491 viene elencato il notaro Rizzati Giambattista, a Bergamo nel 1559 vicario pretorio è tra gli altri un certo Antonio Rizatus o Rizzatus.

RIZZELLI
RIZZELLO
RIZZETTI
RIZZETTO
RIZZIN
RIZZINI
RIZZOTTI
RIZZOTTO
RIZZUTI
RIZZUTO

Rizzelli sembrerebbe tipico della Puglia, di Corato (BA), di Foggia e di Andrano, Spongano, Lecce, Nardò, Sanarica, Poggiardo e Uggiano La Chiesa nel leccese, Rizzello è tipico del Salento, di Taurisano, Spongano, Ruffano, Montesano Salentino, Porto Cesareo e Minervino Di Lecce, Rizzetti è molto raro ed è tipico del cremonese e del bresciano, Rizzetto è veneto, Rizzin, assolutamente rarissimo, parrebbe del veneziano, Rizzini è tipico del bresciano, in particolare di Gardone Val Trompia, Monticelli Brusati, Brescia, Marcheno, Castelcovati e Rovato, e di Villafranca di Verona nel veronese, Rizzotti ha un ceppo lombardo, uno veronese, uno friulano ed uno nella Sicilia orientale, Rizzotto ha un ceppo veneto ed uno siciliano, Rizzuti è calabrese, Rizzuto ha  ceppo nel cosentino ed uno nella Sicilia occidentale, derivano tutti da soprannomi originati dall'essere il capostipite dai capelli ricci, o da ipocoristici degli stessi, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Mazzo (SO) nella seconda metà del 1500 con un certo Giovannino Rizzettus.

RIZZICO

Rizzico, molto molto raro, sembrerebbe di origini siciliane, dell'area palermitano, agrigentina, presenta un piccolo ceppo a Cammarata e San Giovanni Gemini nell'agrigentino e Termini Imerese nel palermitano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine albanese rishiko (controllo), o dallo slavo riziko (rischio).

ROANI
ROANO

Roani è molto molto raro e sembrerebbe della zona di Foligno nel perugino, Roano è ancora più raro ed è forse piemontese, potrebbe derivare dal toponimo Rouen, non molto probabile una derivazione dal toponimo Roano nel comasco, ma per entrambi la derivazione più probabile dovrebbe essere dal nome medioevale Roano di cui abbiamo un esempio nel Principe di Macchiavelli: "...E di questa materia parlai a Nantes con Roano, quando il Valentino, che cosí era chiamato popularmente Cesare Borgia, figliuolo di papa Alessandro, occupava la Romagna...", ma è pure possibile che derivi dal nome di una località, come Monte Roano (LT).

ROASIO
ROVASIO

Roasio è tipicamente piemontese, di Verzuolo, Savigliano e Saluzzo nel cuneese, di Asti e Montafia nell'astigiano e di Torino, Rovasio, molto più raro, è anch'esso piemontese, potrebbero tutti derivare da modificazioni del nome tardo medioevale Rubasius di cui abbiamo un esempio in questa cronaca del 1582: "... illuc una cum Rubasio, equitum Magistro, confestim advolat: videt nihil pacata ad Imperatoris praesentiam Legione, inter minas strepitusque et concussiones armorum ...", ma è molto più probabile anche una derivazione dal toponimo Roasio nel vercellese o Bricco Roasio nell'astigiano.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Etimo alternativo potrebbe essere la voce piemontese
ruai, roveto, sterpeto, nel senso di gerbido (con il termine gerbido si indicavano le terre più ventose, più fredde e pertanto incolte).

ROBBIA
RUBBIA

Robbia e Rubbia sono assolutamente rarissimi, dovrebbero derivare dal cognomen latino Rubius. un illustre esempio di questa cognominizzazione l'abbiamo nel 1400 con il famosissimo scultore fiorentino Luca Della Robbia: "Lucas Rubius Florentinus ex aurifice plastes, cuius inventum, fictile opus encausto pingi".

ROBBIANI

Tipico del milanese e del comasco dovrebbe derivare dal toponimo Robbiano nel milanese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Robbiani si possono formulare più ipotesi:
- 1) agionimico da San Rubiano;
- 2) da toponimi (Piemonte, Lombardia e Ticino) prediali costruiti sul gentilizio latino Rubius;
- 3) da robbia, pianta che serviva a tingere di rosso le stoffe. Le tre proposte di Lurati qui indicate lasciano aperta la discussione sulla base di componenti locali.

ROBBIATI

Abbastanza raro, tipico del varesotto e nord milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Robbiate (LC).

ROBBIO
RUBBIO

Robbio ha un nucleo nel matese, zona di Pietravairano e Vairano Patenora (CE),  Rubbio, molto raro, sembra avere un ceppo palermitano, uno nel napoletano ed uno nel foggiano, potrebbero derivare dall'aferesi di nomi di località contenenti il termine carrubio o carrobbio (incrocio di quattro strade) o semplicemente dall'abitare la famiglia in prossimità di un quadrivio, è pure possibile una derivazione dal cognomen latino Rubius.

ROBECCHI

Abbastanza raro, è specifico del milanese e delle zone della bergamasca e del pavese confinanti con la provincia di Milano, dovrebbe derivare da toponimi quali Robecco sul Naviglio (MI), Robecco Pavese (PV) e Robecco d'Oglio (CR).

ROBELLA

Robella, assolutamente molto raro, è tipicamente piemontese, del torinese ed astigiano.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Robella è un cognome astigiano. Dal toponimo "Robella", piccolo comune del nord della Provincia di Asti, ai confini con la provincia di Torino.

ROBELLI
ROBELLO

Robelli è specifico di Venezie, Robello è invece caratteristico del genovese, di Arenzano e Genova, dovrebbero derivare dal nome medioevale Robellus, di cui abbiamo un esempio d'uso in un testo latino di epoca tardo medioevale: "..Ante alios iuvenum certamina ludicra cursus Contendit rapidis passibus ire viam. Quisquis enim viridem cupit obtinuisse coronam, non piger ad stadium, nec sit oportet iners. Ac memini, quoties caeli revolubilis orbes, ortaque natali sidera clara meo Volfius astrorum scrutator, et ipse Robellus excuterent iustis per rata monstra notis; eventus mihi felices praedicere utrumque, fatidicae inspectis Sortis originibus. ..", ma il ceppo ligure potrebbe anche essere stato originato dalla toponomastica, probabile un riferimento, attraverso un betacismo, al nome del paese di Rovello Inferiore nell'alessandrino.

ROBERTELLI
ROBERTELLO
ROBERTI
ROBERTINI
ROBERTINO
ROBERTO
ROBERTONE
ROBERTUCCI
ROBERTUCCIO
ROPERTI
ROPERTO
RUBERT
RUBERTELLI
RUBERTI
RUBERTO
RUBERTUCCI
RUPERTI
RUPERTO

Robertelli, assolutamente rarissimo, è panitaliano, Robertello, quasi unico, sembrerebbe veneto, Roberti è presente a macchia di leopardo in tutta la penisola, presenta certamente più ceppi, nel milanese, bergamasco e bresciano, nel torinese, nel pesarese ed altri ancora, Robertini, estremamente raro, è panitaliano, Robertino, quasi unico, potrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Roberto è molto presente in tutto il sud, Robertone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lucano, del materano in particolare, Robertucci, molto molto raro, è specifico dell'area di Torre del Greco e Napoli, Robertuccio è praticamente unico ed è anch'esso dell'area campana e lucana, Roperti, molto raro, sembra essere della provincia di Catanzaro tra Conflenti, Martirano e Lamezia Terme,  Roperto, molto molto raro, dovrebbe essere di Lamezia Terme (CZ), Rubert, assolutamente rarissimo, è della zona tra trevisano e pordenonese, di Gaiarine e Motta di Livenza nel trevisano e di Sacile e Brugnera nel pordenonese, Rubertelli, abbastanza raro, ha un ceppo a Parma ed a Montecchio Emilia, Reggio Emilia e Castelnovo ne' Monti nel reggiano ed uno a Napoli, Ruberti ha ceppi nel milanese, nel mantovano, nel veneziano, nel pisano, a Roma, nel casertano e nel Salento, Ruberto è più tipico del sud, pur avendo ceppi in Piemonte, Lombardia, Liguria e Toscana e Roma, ha una grossa concentrazione tra avellinese e foggiano, nel Salento, tra le province di Catanzaro e Crotone e nella Sicilia orientale, Rubertucci, estremamente raro, è del campobassano, Ruperti è assolutamente rarissimo potrebbe essere del nord Italia, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Ruperto ha un ceppo tra Roma e Monterotondo ed uno tra Crosia e Caloveto nel cosentino con presenze anche a Crotone, Lamezia Terme e Falerna (CZ), derivano tutti, direttamente o tramite modificazioni dialettali, ipocoristici o accrescitivi, dal nome italo germanico Hrodebert latinizzato in Rudpertus e quindi in Rupertus, Rihpertus ed infine in Roberto, derivante dal vocabolo longobardo hroth- (gloria) aggiunto al vocabolo berth (splendente, lucente), nome che augurava a chi lo portava di essere quindi un guerriero che raggiunga una fulgida gloria), di questi nomi abbiamo moltissimi esempi, ad esempio in un atto di donazione dell'anno 967: "In nomine sanctae et individuae Trinitatis, Otto divina favente clementia Rex. Noverint omnes in Regno nostro circumquaque fideles, praesentes scilicet et futuri, qualiter venerabilis nomine Rihpertus...", in un atto di nomina del 1138: "...Rudpertus de Cambe, Pertholdus de Cansa. Laici autem, qui aderant, sunt hi:...", Ruperti e Ruperto potrebbero anche derivare dal nome germanico Ruphert italianizzato in Rupertus, da cui è derivato poi Roberto, nome di cui abbiamo un esempio in un testamento scritto nel 693 a Cremona: "...Et ut nec mihi plus liceat nolle per tempora futura quod nunc uolui, tibi beatissimo Ruperto diacono fratri meo hanc paginam hordinationis mee scribere rogaui...".  Tracce di queste cognominizzazione la troviamo nelle Marche nel 1400 con il podestà di Tolentino (MC) ser Ludovico Ruperti, e in Lombardia nel 1500 con Boneto Ruperti Contestabile in una porta di Bergamo: "...Par dicto Boneto Ruperti vegni cerchato per esser retenuto da quelli capi de fantarie, come è el Bergomo, Cagnolo et altri; et voleno far trar la gente per questo mezo, dicendo loro detto Boneto esser franzese...".

ROBLES

Robles è tipico di Bitonto nel barese con un ceppo anche a Bari ed a Trinitapoli nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine spagnola (probabilmente ebreo-sefardita), questo cognome deriva direttamente dal cognome spagnolo
Robles, che, tratto dalla radice roble (quercia, rovere), allude quasi sicuramente alla toponomastica spagnola - ovvero a uno dei diversi toponimi contenenti il termine robles, quali ad esempio Robles de Laciana e Robles de la Valcueva (in provincia di León).

ROBUSCHI

Robuschi è specifico del parmense, di Farma, Fidenza, Medesano, Sorbolo e Salsomaggiore, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Robuscus, troviamo un tale cavaliere Robuscus milici agli inizi del 1400 a Stralsund in Germania.

ROBUSTELLI
ROBUSTI
ROBUSTINI

Robustelli è molto diffuso a Sarno (SA), ma esiste un ceppo autonomo anche a Grosotto (SO), estremamente rari Robusti sembrerebbe del cremonese, Robustini del ferrarese, probabilmente derivano da nomi medioevali come Robusto e robustino, possono anche derivare da soprannomi che facciano riferimento a caratteristiche fisiche del capostipite.  Esempi insigni di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 con il famosissimo pittore veneziano Iacopo Robusti detto il Tintoretto (1518-1594) e nel 1600 a Grosotto con Giacomo Robustelli capo della rivolta cattolica valtellinese scoppiata a Tirano nel 1620 contro il governo svizzero, rivolta che sarà denominata "Sacro Macello".

ROCA

Tipico della Puglia, di Bari e Foggia e delle rispettive province, e, in Campania, di Avellino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome prevalentemente campano e pugliese, con ceppi maggiori nell'avellinese, nel barese e nel foggiano, potrebbe essere d'origine spagnola e derivare dalla toponomastica della penisola iberica (Roca è, infatti, un cognome principalmente spagnolo) oppure potrebbe derivare dalla toponomastica italiana ed essere, dunque, una variante del molto più diffuso Rocca; da non sottovalutare, però, anche una possibile origine dal termine rocca o roca, un arnese usato per la filatura costituito da un'asta di legno sottile che termina con un'estremità più grossa, attorno alla quale veniva un tempo disposto il materiale da filare. In tal modo, il cognome Roca potrebbe derivare o dalla toponomastica (spagnola oppure italiana) o da un nome di mestiere, quello cioè relativo all'attività di filatore.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Roca è un cognome pugliese che ha alla base il toponimo Ròca, ora scomparso in Terra d'Otranto, città fortificata da Gualtiero di Brienne tra il XIII e XIV sec. e fatta distruggere dal preside Loffredo, per essere divenuto un comodo covo di pirati. Fonte: P. Minervini, Diz. dei cogn. pugliesi, 419.

ROCCA

Presente in tutt'Italia, ha un nucleo importante in Calabria, uno nel Lazio e più d'uno al nord, dovrebbe derivare dai molti toponimi contenenti il vocabolo Rocca, come ad esempio Rocca di Neto (KR), Rocca Imperiale (CS), Rocca di Cave (RM), Rocca de Giorgi (PV), ecc.

ROCCABIANCA

Sembrerebbe tipico della zona appenninica tra bolognese e fiorentino, a Castiglione dei Pepoli (BO) in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo Roccabianca (PR) o da nomi di località simili come Rocca Bianca nell'urbinate.

ROCCABRUNA

Specifico di Fornace (TN), altamente improbabile un collegamento con il toponimo Roccabruna (CN), dovrebbe derivare invece dalle caratteristiche cupe di un antichissimo castello costruito in porfido e situato nell'area di Nogarè, il Casato dei Roccabruna fu uno dei più antichi e nobili del Trentino, lo troviamo a Fornace fin dalla seconda metà del 1100.

ROCCAFIORITA

Roccafiorita, assolutamente rarissimo, è decisamente siciliano, dovrebbe derivare dal toponimo Roccafiorita in provincia di Messina, e dovrebbe avere origini posteriori al 1600.

ROCCAMATISI

Roccamatisi è specifico del palermitano, di Palermo e Monreale, di origine etimologica oscura, potrebbe derivare dalla toponomastica.

ROCCASALVA

Roccasalva è tipicamente siciliano, del ragusano in particolare, soprattutto di Modica, dovrebbe derivare da un nome di località ora scomparso, simile a Rocca Salva nel messinese a Fondachelli.

ROCCATAGLIATA

Roccatagliata è tipicamente ligure, di Genova e Santa Margherita Ligure, dovrebbe derivare dal toponimo Roccatagliata di Neirone (GE), come possiamo ad esempio vedere in questa lettera dell'anno 1269: "In nomme Domini, amen. Ego Andréas de Rochataliata promitto et convenio vobis dominis magistro Henrico de Campo Repulso Johanni, Pillavilano militi, et Guillelmo de Mora, nunciis et ambaxatoribus serenissimi Régis Francie, stipulatibus nomine ipsius domini Régis, quod faciam seu fieri faciam et nunc ad meas expensas in dagena vel a dagona...", il de indicava ovviamente la provenienza, con il passare del tempo si è perso, così come Rochataliata si è modificato in Roccatagliata.

ROCCATI
ROCCATO

Roccati è tipico di Ferrara e di Torino, Chieri, Montaldo Torinese e Collegno nel torinese, Roccato ha un ceppo ad Adria e Rovigo nel rovigoto ed un ceppo secondario nel Lazio, soprattutto a Latina, dovuto all'emigrazione per la bonifica delle paludi Pontine, diverse sono le possibili origini, dall'essere il capostipite figlio di un Rocca con la caratteristica forma patronimica veneta in -ato, all'essere lo stesso originario di uno dei tanti toponimi contenenti la radice Rocca, come ne esistono a bizzeffe in tutto il paese.

ROCCELLA

Roccella è un cognome tipicamente siciliano, dovrebbe derivare dai vari toponimi Roccella come ne esistono diversi nel palermitano, Roccella di San Cataldo nel nisseno, o Roccella Valdemone nel messinese.

ROCCELLI
ROCCELLO
ROCELLA
ROCELLI

Roccelli, assolutamente rarissimo sembrerebbe avere qualche presenza in Italia centrale ed in Campania, Roccello è unico, forse piemontese, Rocella è unico, forse ligure, Rocelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Venezia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Rocelius o Rocellus, forme ipocoristiche nate dal nome germanico Hrocho a sua volta derivato dal termine medioevale germanico hruk (corvo).

ROCCHETTA
ROCCHETTI
ROCCHETTO

Rocchetta ha un ceppo nel milanese, uno nel piacentino ed uno nel bolognese, Rocchetti oltre al nucleo nel centro Italia, Marche, Umbria e Lazio, ha un ceppo lombardo nel bergamasco a Bergamo, Paladina e Dalmine ed uno trentino a Trento e Lavarone, Rocchetto è decisamente veneto di Venezia, Solesino (PD), Verona e Vicenza, dovrebbero derivare da toponimi o nomi di località come Chiavenna Rocchetta (PC), Piovene Rocchette (VI) o Rocchetta, molto presente in tutta Italia, ma è pure possibili che derivino da forme ipocoristiche del nome medioevale Rochus o Rocchus di origine germanica (vedi ROCCHI).

ROCCHI
ROCCHIN
ROCCHINI
ROCCHINO
ROCCHIO
ROCCI
ROCCO
ROCCON
ROCCONI
ROCCUZZO
RUOCCO

Rocchi è diffuso in tutto il centronord, Rocchin è quasi unico, Rocchini ha un ceppo nel fiorentino ed uno nell'area che comprende il perugino in particolare, il ternano, il viterbese ed il romano, Rocchino, molto molto raro, ha un ceppo campano, in particolare nel salernitano ed uno calabrese nel catanzarese, Rocchio ha un ceppo tra casertano ed iserniese, con piccoli ceppi anche in Abruzzo, Rocci ha un ceppo piemontese nel torinese, uno nel maceratese, uno abruzzese, nel teramano e nel teatino in particolare, uno nel romano, nel frusinate e nel latinense ed uno tra barese e tarentino, Rocco è panitaliano, Roccon, molto raro, è della zona tra bellunese e trevigiano, Rocconi rarissimo è laziale, Roccuzzo ha un ceppo nel ragusano a Monterosso Almo, Ragusa e Giarratana, A Caltagirone e Catania nel catanese ed a Siracusa, Ruocco è tipicamente campano, soprattutto del napoletano e salernitano, con un ceppo anche nel foggiano ed a Roma, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie diverse forme ipocoristiche o accrescitive, con o senza modificazioni dialettali, dal nome medioevale Rochus, Rochius o Rocchus di origine germanica originato dal termine germanico hrock (corvo), un esempio di questo nome lo abbiamo a Pavia alla fine del 1300: "...Iohannes Rochus de Portijs Papiensis. Natus est Papiae anno 1391 ex nobili et antiqua Familia de Portijs..." e nel Baldus di Teofilo Folengo: "...Illico fra Rocchus spoiat de corpore cappas, apparetque statim fans in giuppone galantus,...", in un atto di vendita del 1199 a Milano troviamo già tracce di queste cognominizzazioni: "...vigexima septima dicitur ad Crucem Petri Iudicis, a mane Ruberti Rochi, a monte via, pertice tres et tabule sex et pedes novem; vigexima octava dicitur ad Crucem...".

ROCCOLANO

Roccolano, assolutamente rarissimo, decisamente campano, potrebbe essere dell'area casertano, napoletana, l'origine etimologica è oscura, potrebbe trattarsi di una forma indicante chi provenisse da paesi come San Rocco di Marano di Napoli nel napoletano, ma no si può escludere che possa trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello.

RODA
RODELLA
RODELLI

Roda ha un ceppo nel milanese e comasco, uno nel bresciano, cremonese e piacentino ed uno nel bolognese, modenese appenninico e ferrarese, Rodella, specifico del lombardoveneto, ha un ceppo nel mantovano a Castel Goffredo e Castiglione delle Stiviere, e nel bresciano a Brescia, Montichiari, Gottolengo, Collebeato, Calcinato e Desenzano del Garda, ed uno in Veneto a Verona, Legnago e Belfiore nel veronese, a Vigonza nel padovano ed a Ceregnano, Adria e Rovigo nel rovigoto, Rodelli ha un piccolo ceppo lombardo, uno veneziano ed uno, il più consistente a San Severo nel foggiano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale roda (ruota) e dal suo diminutivo rodella (rotella), forse ad indicare nei capostipiti degli artigiani produttori di ruote e rotelle per i vari usi, potrebbero però derivare anche da nomi di località come Rota d'Imagna nel bergamasco, il Col Rodella in Trentino, o altre simili.

RODARI
RODARO
RODERI

Rodari ha un ceppo tra varesotto e verbanese ed uno tra bergamasco e bresciano, Rodaro sembra invece essere specifico dell'udinese, Roderi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del sudmilanese, di Milano, Sant'Angelo Lodigiano e Villanova del Sillaro nel lodigiano e di Crema nel cremonese, dovrebbero derivare tutti dal mestiere di fabbricante di ruote probabilmente svolto dal capostipite.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Valtellina verso la fine del 1400 con lo scultore Giacomo Rodari (1463 - 1527), nel goriziano agli inizi del 1700 con il notaio Pietro Antonio Rodari.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rodari è frequente in Lombardia e in Piemonte. Dal personale germanico
Ruidheri. Toponimo Reodaro, Montepulciano, SI (Pieri 159).

RODIGLIANO

Rodigliano è specifico di Ugento nel leccese, dovrebbe derivare da un'alterazione del nome del paese barese di Rutigliano, probabile luogo d'origine del capostipite.

RODIN
RODINI
RODINO
RODINO'

Rodin, quasi unico, sembrerebbe del veronese, Rodini ha un ceppo lombardo a Milano e Cremona, un piccolo ceppo nell'imperiese, uno a Roma ed uno nel teatino, Rodino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'alto potentino, Rodinò è specifico del reggino, di Locri e Gerace, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale latino Rodinus , citato ad esempio in questo scritto dell'Historia Francorum: "..Eo anno Rodinus dux moritur, vir eleemosynarius, et bonitate plenissimus, justus in cunctis, piissimus in pauperibus: qui dum quadam vice, ut consueverat, mortuum sepelire praecepisset, et ad quoddam monumentum cum cultris pueri fossam facerent, levato lapide invenit mirae magnitudinis thesaurum, et solidorum multitudinem. Hunc sibi proprium verum censuit , quem sine intermissione fideliter pauperibus erogavit. Aequanimiter ea fide reddidit hunc ei thesaurum, a quo acceperat. Multa signa et prodigia eo anno in coelo sunt visa. Chilperico filius denuo nascitur, jubet omnes carceratos laxare..", possono anche essere nati da un'alterazione del nome germanico Hrodhari, a sua volta composto dai termini  hrod (gloria) aggiunto ad hari (esercito), con il significato di colui che rende gloria all'esercito.

RODOLATTI

Praticamente unico, si può solo ipotizzare, ma senza nessuna prova che possa derivare dal vocabolo tardo latino rodus (approssimato, incompleto, imperfetto).

RODOMONTE
RODOMONTI

Rodomonte, assolutamente rarissimo, parrebbe meridionale, Rodomonti sembrerebbe specifico di Teramo, derivano dal nome, tipico del poema cavalleresco, Rodomonte, nome creato dal Boiardo nell'Orlando innamorato ed a cui si ispirò anche l'Ariosto nell'Orlando furioso, o Rodomons di cui abbiamo un esempio nel Baldus di Teofilo Folengo: "...Sacripas, et Rodomons, Baldo assistente, valerent, namque ibi tam scuram coepit replicare baruffam, ut de ammazzatis in poco tempore fit mons....".

RODOTA'

Rodotà, assolutamente estremamente raro, sembrerebbe dell'area calabrese, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico con il significato di roseto, immerso nelle rose.

RODOTI

Rodoti è specifico di Gela nel nisseno, dovrebbe indicare una provenienza del capostipite dall'isola di Rodi.

RODRIGUES
RODRIGUEZ
RODRIGHI
RODRIGO
RODRIQUEZ

Rodrigues rarissimo è di origini portoghesi, Rodriguez, un pò meno raro, è di origini spagnole, come Rodriquez, tipico del napoletano e del trapanese, Rodrigo e Rodrighi, estremamente rari, potrebbero derivare direttamente dal nome spagnolo Rodrigo dal quale derivano anche i primi due, nome portato diffusamente da famiglie italiane di origine spagnola, uno per tutti ricordiamo Rodrigo Borgia (1431-1503) che divenne Papa Alessandro VI°.

ROFFI
ROFFINI
ROFFINO
ROFFO

Roffi è un cognome che sembrerebbe specifico emiliano, con un ceppo nel piacentino ed uno più importante nel bolognese, sembrerebbe avere un nucleo anche nel livornese, Roffini è unico, Roffino è decisamente piemontese, del torinese e del biellese, Roffo, molto più raro, ha un ceppo nello spezzino ed uno nel napoletano, potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da una modificazione del nomen latino Rufus o del nome italo-germanico Rolfus, nel Codex Cavensis Diplomaticus Longobardorum scritto nel salernitano nell'anno 985 si può leggere: "...de capite fine de heredes Wisenolfi, de alio latu fine Iamfrid et Roffi germani filii Iohanni, quod emtum habunt da Iohannes genero predicti odi...", in uno scritto del 1085 troviamo: "...Balduinus habet 1 mansionem quae vocatur Bosleia... hanc possunt arare 8 carrucae et modo tenet eam Roffus de Balduino.".

ROFFINOT

Roffinott, praticamente unico, sicuramente piemontese, dovrebbe essere una forma ipocoristica dialettale piemontese del nome medioevale Roffinus, di cui abbiamo un esempio d'uso in una Carta venditionis del 1198 a Lodi: "Ego Bregondius Roffinus, notarius et missus regis, autenticum huius exenpli vidi et legi et sic in eo continebatur ut in hoc legitur exenplo preter literas plus minusve et hoc exenplum exenplavi et me subscripsi. ...", nome a sua volta identificabile come un ipocoristico di un'alterazione dialettale del nome latino Rufus (vedi ROFFI), secondo un'altra ipotesi, meno probabile, potrebbe trattarsi di una forma ipocoristica ebraica con il significato di medicastro.

ROFRANO

Rarissimo, sembrerebbe specifico del potentino, dovrebbe derivare dal toponimo Rofrano nel salernitano.

ROGANTE
ROGANTI

Entrambi marchigiani, Roganti molto più raro del primo parrebbe avere anche un ceppo lombardo, Rogante, che è comunque molto raro, è specifico del Piceno, si può presumere una derivazione dal nome bizantino Rogatus (vedi ROGATI), ma è pure possibile che tale cognomi derivi dallo stato di notaio rogante del capostipite, uso evidenziato in questo scritto del 1600: "... de fori delle case de Roganti...", traccia di questa cognominizzazione si trova ad esempio in Valtellina nel XVIII° secolo a Piuro (SO) nel 1732 è Console un certo Giovan Pietro Roganti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
L'origine del cognome Roganti, raro nel Modenese, è soprannominale ed è forma aferetica di
(ar)rogante, dal lat. adrogans «colui che chiede con prepotenza». Difficile il ricorso al termine giuridico rogante. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

ROGARI

Rogari sembrerebbe tipico di Gubbio nel perugino, ha un ceppo secondario anche a Perugia ed uno a Roma, potrebbe derivare dall'aferesi del nome longobardo Heorogar, probabilmente portato dal capostipite, nome che letteralmente significa colui che bada ai cervi, ma potrebbe anche derivare dal fatto che al capostipite fosse proprio stato affidato quel tipo di compito, bisogna considerare che i cervi ed i daini ,che ancora oggi resistono sulle colline Eugubine, in epoca medioevale erano molto diffusi e l'incarico di guardiacervi, di conseguenza, era molto importante.

ROGATI
ROGATO

Rogati, molto molto raro, ha un ceppo nell'area marchigiana ed uno nel cosentino, Rogato ha un ceppo tra padovano e rovigoto, uno, probabilmente secondario, tra romano e latinense, uno nel foggiano, uno nel cosentino ed uno nel palermitano, dovrebbero derivare dal nome bizantino Rogatus, di cui abbiamo un esempio in una iscrizione funeraria risalente circa al quarto secolo, riferita ad un certo Publius Sulpicius Rogatus, ma potrebbero anche derivare dalla trascrizione di atti notarili riferiti ai genitori, trascritti da funzionari o sacerdoti, che, trovando dopo il nome del padre il termine rogato o rogatus, riferito al notaio trascrittore dell'atto stesso, interpretassero quel termine come cognome attribuendolo quindi al fanciullo nel momento della stesura dell'atto di nascita.

ROGGER
ROGGERI
ROGGERINI
ROGGERO
ROGGERONE
ROGGERONI
ROGGIERI
ROGGIERO

Rogger, molto molto raro, è del Trentino, Roggeri è tipico del bergamasco, di Foresto Sparso, Alzano Lombardo e Ranica, Roggerini, un poco più raro, è tipico di Gorno sempre nel bergamasco, Roggero è molto diffuso in Piemonte, soprattutto nel torinese, cuneese ed alessandrino, Roggerone, molto molto raro, è tipicamente genovese, Roggeroni, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Roggieri, quasi unico, è ligure o piemontese, Roggiero, estremamente raro, è del casertano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Roggero, che, per tramite del francese Roger, nasce da un adattamento del personale germanico Rüdiger, meglio conosciuto nella forma Ruggero (vedi Rugger): va notato, infatti, che anche in Germania esistono diverse varianti del cognome Rüdiger, fra le quali Rödiger, Rüdger, Rüger, Rödger, Röger, etc. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

ROGGIANI
ROGGIANO

Roggiani assolutamente rarissimo, potrebbe derivare dal toponimo Roggiano Gravina (CS), Roggiano è molto molto raro parrebbe avere due ceppi, uno nel modenese che potrebbe derivare dal toponimo Cadiroggio (RE) ed uno nel varesotto.

ROGNONI

Tipico della zona che comprende le province di Pavia, Milano e Lodi, dovrebbe derivare dal toponimo Rognano (PV).

ROI

Molto raro, potrebbe avere un ceppo nel forlivese e ravennate e forse uno nel Salento, dove dovrebbe essere la contrazione di Erroi.

ROILA

Roila è tipico di Perugia e Corciano nel perugino, di primo acchito sembrerebbe derivare da un nome gotico per la caratteristica terminazione in -ila, ma Roila è un nome anche unno, ricordiamo Roila capo degli unni che ottenne dall'imperatore Teodosio il Giovane un contributo annuo di 350.000 libbre d'oro, più famoso è stato certamente suo nipote Attila, non si può tralasciare una possibile, anche se meno probabile, derivazione dal cognomen latino Rogelius per contrazione; a seguito delle invasioni barbariche sia degli ostrogoti che degli unni, molti barbari si accasarono in terra umbra e vi restarono procreando.

ROIN

Roin, molto molto raro, è tipicamente veneto del padovano, si dovrebbe trattare di un ipocoristico dialettale di una forma aferetica di uno dei tanti nomi terminanti in -aro, come ad esempio Valdemaro o simili.

ROIO
ROJO

Roio è tipico di Pescara, Rojo è quasi unico, dovrebbero derivare dal toponimo Roio del Sangro nel teatino, o da uno dei toponimi, contenenti la radice Roio, presenti nell'aquilano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Roio è cognome abruzzese  che viene dal toponimo Roio (CH), divenuto nel 1863 Roio del Sangro per la vicinanza del fiume Sangro. Per l'etimologia di Roio si riconosce, almeno in apparenza, un riflesso della voce latina
arrugia, da cui l'italiano "roggia", "canale per scorrimento di acqua".

ROITER

Roiter è specifico di Meolo e Venezia nel veneziano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del cognome tedesco Reuter che viene pronunciato in tedesco come l'italiano Roiter (vedi REUTER).

ROLANDELLI
ROLANDI
ROLANDINI
ROLANDINO
ROLANDO

Rolandelli è tipico dell'area ligure che comprende il genovese e lo spezzino, in particolare la zona di Sestri Levante, Chiavari e Lavagna, Rolandi, abbastanza raro, è tipico dell'areale delle province di Alessandria, Pavia e Milano, Rolandini, molto molto raro, è specifico dell'alessandrino, Rolandino, quasi unico, probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, è anch'esso dell'alessandrino, Rolando è tipico del Piemonte e della Liguria occidentale, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Rolandus a sua volta derivato dal nome franco Roland, l'uso di questo nome si evince dal Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale dove, sotto l'anno 1101 si può leggere: "...prope locum qui dicitur Carrubio, ut in Dei nomine debeat dare, sicut a presenti dedit, ipse Rolandus eidem abbatisse et sue succetrices ...".

ROLD

Tipico di Belluno, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale germanico Harold. (vedi Da Rold)

ROLDI

Tipico del milanese, potrebbe derivare dall'aferesi del cognome Airoldi.

ROLDO

Sembrerebbe avere due ceppi, nel bellunese e nel veronese, dovrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Beroldo, Keroldo o Turoldo, ma è pure possibile che derivi da un toponimo tedesco Roldus.

ROLF
ROLFI
ROLFINI
ROLFO

Rolf è quasi unico, Rolfi ha un ceppo ad Arconate nel milanese, uno nel bresciano a Rodengo-Saiano, Brescia e Roncadelle ed uno a Foggia, Rolfini è specifico del ferrarese e del ravennate, Rolfo è decisamente piemontese, del torinese di Torino, Villafranca Piemonte e Vinovo e del cuneese, di Dogliani, Bra ed Alba, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale germanico Rulfus, o anche dall'aferesi di nomi come Gairulfus, Warulfus, Teuderulfus e simili.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Rolfo, l'italianizzazione cioè del personale germanico Rohlf o Rohloff, che consiste in una contrazione dell'originale Rudolf (vedi Ridolfi). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

ROLGI

Assolutamente rarissimo, forse lodigiano.

ROLL
ROLLA
ROLLE
ROLLI
ROLLO

Roll è quasi unico, Rolla ha ceppi nel torinese, nel genovese, spezzino e nel vicino litorale toscano, Rolle ha un importante nucleo torinese ed uno padovano, Rolli ha ceppi nel Salento, nel goriziano e nel parmense, Rollo pur avendo ceppi nel ragusano, nel napoletano ed a Roma, è soprattutto pugliese e della penisola salentina in particolare.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Rolla è più tipicamente nord occidentale, con un nucleo principale fra lo spezzino, il genovese, il milanese, il torinese e l'astigiano e un nucleo secondario fra il massese e il livornese, Rolli presenta ceppi maggiori nel leccese e nel parmense e ceppi minori sparsi da nord a sud della penisola, Rollo, presente un po' in tutto il paese, si concentra maggiormente in Puglia, fra il leccese, il brindisino e il foggiano, e, in misura minore, nel napoletano, nell'avellinese e nel ragusano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Rollo, l'italianizzazione cioè del personale germanico
Roll (altrimenti noto come Rolf): si tratta, in realtà, di una forma contratta dell'originale Rudolf, che, composto dagli elementi hrod (fama, gloria) e wulf (lupo), significa letteralmente lupo glorioso. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
ROLLO - Francipane lo crede un cognome di mestiere derivato da un prediale lat.
areola = piccola area, piccolo giardino. Deriva invece probabilmente dal personale germanico Roland attestato in Italia dal secolo IX° nella forma Rodolandus e dal X° secolo in quella di Rolandus. E' costituito da roth- (fama) e nanthaz (audace): significa perciò che ha fama di audace. Improbabile  la derivazione da Rudolf per la presenza della dentale -d.

ROLLE'

Rollè è tipicamente piemontese, in particolare di Villafranca Piemonte e Candiolo nel torinese, dovrebbe trattarsi di una forma diminutiva francese del nome germanico Roll (vedi ROLL), o Roland, questa forma ipocoristica è ancora usata in Lussemburgo ed in Belgio e nelle aree nordoccidentali della Francia.

ROMA

Roma è un cognome panitaliano, con massima concentrazione in Emilia, soprattutto nel ferrarese e nel vicino rovigoto, nel romano e nel frusinate, nel latinense, in Campania ed in Puglia, in particolare nel brindisino, ovvia l'origine dal toponimo Roma, ma anche dal nome personale tardomedioevale Roma, anche se non è tipicamente ebraico è abbastanza diffuso tra le famiglie di origine ebraica.

ROMAGNA

Romagna è presente nel pesarese dove dovrebbe essere autoctono e nel latinense, dove potrebbe essere arrivato in epoca recente in occasione della bonifica delle Paludi Pontine, dovrebbe indicare la provenienza delle famiglie dalla terra di Romagna.

ROMAGNANI
ROMAGNANO

Romagnani ha un ceppo nel reggiano ed uno nel pistoiese, Romagnano, molto più raro parrebbe dell'area campano lucana, dovrebbero derivare dal nome latino Romanianus di cui abbiamo un esempio in Sant'Agostino: "...Quam patri similis est! quam ad me hoc non temere fama detulerat! Hic tu, vel quis alius: Nosti enim Romanianum, bone homo? Non novi, inquit: tamen similis eius mihi videtur...", ma potrebbero anche derivare da toponimi come Romagnano (MS), o Romagnano al Monte (SA).

ROMAGNINO
ROMANINO

Romagnino ha un ceppo in Calabria nel catanzarese a Gimigliano e Catanzaro, ed uno a Cagliari, Romanino ha un ceppo a Napoli, uno a Crotone, uno a Sommatino nel nisseno ed uno a Sarroch nel cagliaritano ed uno a Tempio Pausania, questi cognomi dovrebbero derivare da ipocoristici del nome latino Romanus, transitati attraverso la forma spagnola, portata dalla dominazione aragonese, che sostituisce la n con la tilde -ñ- alla semplice -n- latina.
integrazioni fornite da Guido Massacci
I cognomi Romagnino e Romanino sono presenti in Italia meridionale (soprattutto in Calabria) e in Sardegna; è presumibile che Romanino derivi dal precedente per caduta della lettera
g (dove in passato era in uso la lingua spagnola, la scrittura usata era Romañino). I Romagnino sardi hanno però un'origine diversa da quelli presenti nel resto d'Italia: discendono infatti dai Ramognino di Varazze, giunti a Cagliari nella prima metà del XVIII secolo, il cui cognome fu trasformato nel corso dello stesso secolo in Romagnino; i Varazzini Giuseppe Ramognino di Lorenzo, Rocco Ramognino di Giacomo, Giuseppe Ramognino di Gian Battista, si sposarono a Cagliari rispettivamente nel 1718, 1744, 1748.

ROMAGNOLI
ROMAGNOLO

Romagnoli è diffuso in tutto il centro nord, Romagnolo ha un nucleo a Rovigo e provincia, un ceppo a Napoli, uno nel foggiano, ma il ceppo principale in meridione sembrerebbe essere siciliano a Palermo e messina, dovrebbero derivare dall'origine romagnola della famiglia, troviamo tracce di queste cognominizzazioni in un certificato battesimale del 8 ottobre 1755 a Masi (PD): "...Cipriano figlio .. .. e di Giovanna del quondam Gio.Batta Romagnolo Jugali, è stato battezzato da me ...".

ROMALDI
ROMALDINI
ROMALDO
ROMUALDI
ROMUALDO

Sia Romaldi che Romaldini hanno un ceppo ad Ancona e nell'anconetano ed uno principale a Roma, Romaldo, assolutamente rarissimo, potrebbe essere campano, come Romualdo che ha un ceppo a Napoli e Marano di Napoli, Romualdi ha un ceppo tra fiorentino, aretino e cesenate, uno nel grossetano tra Gavorrano e Grosseto, uno abruzzese a teramo, Atri, Cortino, Pineto e Torricella Sicura, ed uno a Roma, derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dal nome longobardo Romuald, ricordiamo il ravennate Sanctus Romualdus (951 - 1027): "... Veniens itaque Romualdus Bifurcum, visis omnium fratrum cellis, quia superstitione quadam ambitios? videbantur, in nulla earum habere hospitium voluit  nisi in illa solummodo in qua Petrus venerabilis eius discipulus  habitabat...".

ROMAN
ROMANELLI
ROMANI
ROMANIELLO
ROMANIN
ROMANINI
ROMANO
ROMANO'
ROMANONI

Roman è specifico dell'area veneto friulana, Romanelli è presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia peninsulare, Romani è del centro nord, Romaniello è tipico campano, del salernitano in particolare, Romanin è tipicamente friulano e del veneziano, Romanini è molto diffuso nel centronord, in Emilia in particolare, ma anche in Lombardia, nel milanese soprattutto, nel lucchese, nell'udinese, nel pesarese e nel romano, Romano è assolutamente panitaliano, Romanò ha un nucleo nel milanese e comasco ed uno nel reggino, Romanoni è decisamente milanese. Dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, o dal nome di origine slava Roman, o dal nome latino Romanus o da uno dei vari toponimi contenenti la radice roman- quali: Bassano Romano (VT), Casalromano (MN), Fusine in Valromana (UD), Monteromano (RA), Roccaromana (CE), Romano' Brianza (CO), Romano Canavese (TO), ecc.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Romanò è cognome tipicamente calabrese, per quanto diffuso ampiamente, da molto tempo, anche nel Nord e in Lombardia. Siamo in presenza della trasformazione in cognome di un etnico neogreco "
Néa Rhome" che significa Nuova Roma e si riferisce a Costantinopoli. I Romanò sono oggi presenti, oltre che in Lombardia, anche nel Novarese e nel Luganese.

ROMANALDI

Romanaldi, quasi unico è del vicentino, dovrebbe derivare dal nome originato dal nome di origine slava Roman aggiunto alla terminazione franca -aldo.

ROMANATO

Romanato è un cognome tipicamente veneto, del padovano in particolare, di Padova, Brugine e Piove di Sacco soprattutto, si dovrebbe trattare di una tipica forma patronimica veneta, dove il suffisso -ato stia per il figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati Romano.

ROMBOLA
ROMBOLETTI
ROMBOLI

Rombola, assolutamente rarissimo,ha un piccolo ceppo nel bergamasco ed uno nel valentiano, Romboletti, estremamente raro, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo nel comasco, forse a Cadorago, Romboli, il più diffuso, è tipico dell'area tosco, romagnola, con maggior diffusione nel ravennate e soprattutto forlivese ed uno nel livornese e pisano, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal termine medioevale rombola (fionda o frombolo), da Vegezio: "Rombola è quella, ch' è fatta di lino a tre tresoli, e gittano le pietre ritonde, rotandola sopra capo una volta, e queste son dette migliori", probabilmente ad indicare o che i capostipiti fossero dei frombolieri (fanti leggeri muniti di fionda), o che fossero dei cacciatori particolarmente esperti nell'uso di quell'arma.

ROMEI

Specifico della zona che comprende le province di Reggio Emilia, Lucca, Firenza ed Arezzo, deriva dall'appellativo etnico romei (romani).

ROMEO

Molto diffuso, presenta un nucleo molto importante in Sicilia e Calabria, un ceppo in Campania ed altri in giro per l'Italia, deriva dal nome medioevale bizantino Romeo (i bizantini si definivano .Romioi, cioè romani e le loro tracce in Sicilia e Calabria sono numerosissime, anche tramite cognomi come Romeo).
ipotesi fornite da A. Mazzuca
può derivare da "Romam eo", che è complemento di moto a luogo (si trattava di pellegrini che andavano a Roma), oppure da \"(ex)Roma eo\" che è complemento di moto da luogo (si trattava di cavalieri, nobili che da Roma partivano per le crociate).

ROMERO

Romero ha un ceppo nel torinese a Torino, Carmagnola, Pinerolo e Cumiana, a Silvano d'Orba nell'alessandrino ed a Fossano nel cuneese, ed uno nel savonese a Cairo Montenotte, Savona e Mallare ed a Genova, potrebbe derivare dal nome Romerus utilizzato in epoca medioevale per indicare i pellegrini verso Roma, o anche, e più probabilmente, dal nome celta Romeric derivato da romen (prodigio) e ric (ricco, ma anche re), con il significato di Re della magia o di prodigiosissimo.

ROMITA
ROMITELLI
ROMITI
ROMITO

Romita è specifico del barese, in particolare di Modugno e Bari, Romitelli è specifico della fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio centrosettentrionale, Romiti ha un ceppo nell'appennino toscoemiliano, uno nell'anconetano ed uno a Roma, Romito ha un nucleo importante a Bari, uno a Napoli, uno nel basso Abruzzo ed in Sicilia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal vocabolo tardo latino romitus (eremita, isolato), è pure possibile una derivazione da toponimi come Romita (RE), (FI), Romito (PI), Ponteromito (AV), Romitello (PA).

ROMIZI

Romizi, abbastanza raro, è tipico di Firenze, Arezzo e Cortona nell'aretino e di Castiglione del Lago e Perugia nel perugino, deriva dal nome medioevale Romitius, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1583 nell'elenco degli scolari di quell'anno dell'ateneo perugino, dove compare un certo Thadeus Romitius.

ROMOLETTI
ROMOLETTO
ROMOLI
ROMOLINI
ROMOLINO
ROMOLO

Romoletti, Romoletto e Romolino sono praticamente unici, Romoli ha ceppi nel modenese, in Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Romolini è decisamente toscano, dell'aretino e fiorentino, Romolo è specifico delle province di Roma, Frosinone, Campobasso, Avellino e Reggio Calabria, dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome latino Romulus, ricordiamo che così si chiamava il fondatore e primo Re di Roma, da Ab Urbe Condita di Tito Livio: "...Ita solus potitus imperio Romulus; condita urbs conditoris nomine appellata...".

RONCA
RUNCA

Ronca ha vari ceppi sparsi per l'Italia, in Lombardia nel bergamasco, mantovano e bresciano, in Veneto nel veronese, in Toscana nel fiorentino e nel grossetano, poi nel viterbese e nel romano, nel teramano e pescarese, in Campania, soprattutto nel salernitano ed in Puglia nel foggiano e nel barese, Runca, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo nel lecchese ed uno nel cosentino, in alcuni casi potrebbe derivare da toponimi come Roncà nel veronese o simili, o da località come quella citata in questa Carta Venditionis dell'anno 1051 a Levate nel bergamasco: "...Prima pecia est campiva locus ubi dicitur Runca: coerit ei a mane et meridie via, a sera Auperti, a montes vestra emtoris; et est ipsa pecia de terra campiva porcio Bruningi et Dagiverti per mensura iusta pertices legitimes trex et tabules quindecem...", ma è pure possibile che derivino anche da soprannomi originati dal termine latino runca (area prativa disboscata) o dal termine ronca (piccolo falcetto).

RONCADA
RONCADE

Roncada . molto raro, è del bellunese, Roncade, praticamente unico, è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione, potrebbero derivare da toponimi come Roncade (TV) o Roncada (UD).

RONCAGLI
RONCAGLIA

Roncagli è tipico emiliano, della zona tra Bologna, Ferrara ed Argenta (FE), Roncaglia sembra specifico del modenese, dovrebbero derivare da uno dei tanti toponimi con questa radice, come ad esempio Roncaglia (PU) o (PC) e Roncaglio (RE), personaggio di rilievo è stato il musicista e compositore bolognese Francesco Maria Roncagli (1812 - 1896).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Roncaglia, di larga diffusione a Modena, deriva dal toponimo
Roncalia, Roncaglia, diffuso a larga parte dell'Italia settentrionale, indicante «terreno roncato» ossia «dato a coltivazione dopo il disboscamento», da runcare «disboscare». Nel Modenese era celebre la corte di Roncaglia (sec. XI), soggetta alla Abbazia di Nonantola, nella zona di S. Prospero sulla Secchia. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

RONCAIOLI

Molto raro sembrerebbe originario della Valtellina da dove alcuni si sarebbero trasferiti a Roma nel 1600, dovrebbe derivare dall'antico toponimo Ronchiaglia di Voltolina  o Roncaglia di Civo (SO), ma potrebbe pure derivare direttamente da un soprannome originato dal vocabolo celtico ronc (collina).
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
E' un cognome di Dazio (So). E' presente anche a Morbegno (SO). Sicuramente originari di Dazio sono anche una parte delle famiglie di Roma che portano questo cognome. Un retaggio dell'emigrazione tradizionale a Roma della gente di Dazio. L'origine di Roncaioli è sicuramente nella toponomastica (cfr parola dialettale "ronch" o "runch" ).

RONCALLI

Tipico del bergamasco, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo celtico ronc (collina) (vedi RONCHI), ma è pure possibile una derivazione dal toponimo Roncallo frazione di Pontida (BG), presente fin dal Rinascimento, ricordiamo il celebre pittore Cristoforo Roncalli detto delle Pomarance [Pomarance (PI)], questo cognome è stato reso famosissimo dal Papa Buono Giovanni XXIII°.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri
Angelo Giuseppe Roncalli nasce il 25 novembre 1881 a Brusicco, frazione del comune bergamasco di Sotto il Monte. Terzogenito di Giovanni Battista e di Marianna Mazzola, Don Angelo è ordinato sacerdote il 10 agosto 1904. Con il nome di Giovanni XXIII°, Roncalli divenne Papa Il 28 ottobre 1958. Roncalli è un cognome bergamasco particolarmente diffuso nei comuni di Sant'Omobono Imagna, Bonate Sopra, Sotto il Monte, Paladina e Bonate Sotto. Il cognome ha alla base il toponimo bergamasco Roncallo Gaggio di Pontida, a pochi chilometri di distanza da Sotto il Monte.

RONCALLO

Tipico di Genova, dovrebbe derivare dal nome della località Rocca di Roncallo(GE), tracce di questa cognominizzazione si trovano a Genova fin dal medioevo.

RONCAROLI
RONCAROLO

Roncaroli è rarissimo sembrerebbe della zona tra alto pavese e varesotto, Roncarolo è specifico di Vercelli, potrebbero essere comunque originari del piacentino, dovrebbero derivare da un soprannome originato dall'abitare in prossimità di una piccola collina dal vocabolo celtico ronc (collina), ma è anche probabile una derivazione dal toponimo Roncaro (PV) o Roncarolo )PC), tracce di questa cognominizzazione si hanno a Piacenza almeno dal 1500, nel 1590 un atto di matrimonio congiunge il nobile Rocco Landi con una certa Maddalena Roncaroli.

RONCASSAGLIA

Roncassaglia è specifico del bolognese, di Imola e Castel San Pietro Terme, di origini etimologiche oscure, potrebbe derivare da un nome di località.

RONCATI
RONCATO

Roncati, molto raro, avrebbe un ceppo nell'alessandrino ed uno tra modenese e bolognese, Roncato è specifico delle province di Padova e Treviso, dovrebbero derivare da toponimi come Roncade (TV), Ponte Ronca (BO) e Roncà (VR).

RONCHESE
RONCHESI

Ronchese è tipico della zona che comprende la provincia di Treviso, zona di Oderzo e dintorni, e quella di Pordenone, Ronchesi è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto che la famiglia abitava su di una piccola collina o ronco.

RONCHETTI
RONCHI
RONCHIN
RONCHINI
RONCHINO
RONCO

Ronchetti è molto diffuso sia in Lombardia che in Emilia, con un piccolo ceppo nel perugino ed uno a Roma, Ronchi è diffuso in tutta la Lombardia, in Emilia e Romagna con ceppi anche nel resto del centro nord e, sembrerebbe anche uno nel barese, Ronchin è specifico dell'area che comprende il veneziano ed il trevisano, Ronchini ha un ceppo nel bresciano, uno nelparmense, uno nel bolognese ed uno tra grossetano, ternano, viterbese e romano, Ronchino, quasi unico, forse è piemontese, Ronco, diffuso in tutto il nord, con massima concentrazione in Piemonte e con un ceppo anche nel barese (per il quale varrebbe la pena di prendere in considerazione anche quanto scritto per il cognome Ronca), dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici, da un soprannome originato dal vocabolo celtico ronc = collina o dal suo derivato dialettale, ma in molti casi può anche derivare da uno dei tanti toponimi contenenti il vocabolo Ronco o Ronchi. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Scalve (BG) nel 1300, nel 1334 nel testamento di un tal Giovanni fu Girardo Marone Ronchi, rogato ad Iseo il 13 novembre di quell'anno e nel 1600  a Fusine (SO) con un Giovanni Antonio Ronchus fu Giovanni Battista nominato nel 1634 procuratore della comunità di Fusine dal sindico della quadra di Valmadre assieme al sindico della quadra del Madrasco.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Ronchetti, di larghissima diffusione, è d'origine locale. Ricorderò, fra le località più prossime al Modenese, Ronchetti, fraz. di S. Secondo Parmense, Ronchetto (Novara), Ronchetto delle Rane e Ronchetto sul Naviglio (Milano). Come il cognome Ronchi, anch'esso ben presente nel Modenese, muove da
runcus «terreno dissodato». Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

RONCIONI

Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini toscane, tracce di questo casato si trovano a Pisa fin dal 1100, sempre a Pisa verso la fine del 1500 troviamo l'erudito Raffaello Roncioni, autore di studi storici.

RONCOLA
RONCOLI

Roncola è quasi unico, dovrebbe essere settentrionale, probabilmente del bergamasco, Roncoli, molto raro, ha un piccolo ceppo nel bergamasco, uno nell'alessandrino e genovese ed uno nel lucchese, dovrebbero derivare da toponimi come Roncola nel bergamasco, Roncole nel vercellese e nel parmense, Roncolo nel reggiano o altri simili, ma è anche possibile che derivino da soprannomi originati dal fatto che le famiglie abitassero in prossimità di una piccola collina dal vocabolo celtico ronc (collina, piccola altura).

RONCOLATO

Specifico del veronese, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo roncola (tipo di falcetto), ma è pure possibile una derivazione dall'etnico del toponimo Roncà (VR).

RONCONE

Tipico del barese, deriva dal nome medioevale Ronco (Ronconis), troviamo traccia di questa cognominizzazione a Pisa nel 1200 ra i cittadini che giurano di mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi: "...In nomine domini amen. Hec sunt nomina hominum civitatis Pisane, qui iuraverunt secundum modum et tenorem infrascriptum:... Bartholomeus et Buonacorsus Ronconis...".

RONCONI

Presente a macchia di leopardo nel centro nord, può derivare dal vocabolo roncone (arma medioevale, sorta di lancia uncinata) e starebbe ad indicare un passato militare del capostipite, come pure potrebbe derivare dal vocabolo dialettale ronco stante a significare una zona incolta, normalmente una costa sopraelevata, è anche possibile che derivi come Roncone dal nome medioevale Ronco.

RONCORONI

Specifico del milanese e comasco, dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale ronco stante a significare una zona incolta, normalmente una costa sopraelevata.

RONDANA
RONDANINI
RONDANO

Rondana rarissimo è piemontese, Rondanini è tipico di Busto Garolfo (MI), Rondano è di Casale Monferrato, derivano da modificazioni dialettali del vocabolo rondine.

RONDANI

Rondani è tipico parmense, potrebbe derivare dal toponimo Mezzano Rondani (PR), ma è pure possibile un'origine da un soprannome originato da una modificazione dialettale del termine rondine.

RONDANINA
RONDANINO

Rondanina è tipico genovese, Rondanino, assolutamente rarissimo è probabilmente dovuto ad una trascrizione particolare del precedente, derivano dal toponimo Rondanina (GE).

RONDENA

Cognome tipico del milanese, di Corbetta e Magenta in particolare, potrebbe derivare dal vocabolo gergale settecentesco milanese rondena per ronda cioè la pattuglia che in epoca di dominio austriaco verificava, soprattutto nottetempo che tutto fosse in ordine e tranquillo, ma che significa anche rondine ed è questa la più probabile origine del cognome.
integrazioni fornite da Osvaldo Rondena
Questo cognome è presente in forma massiccia nella zona di Magenta, mio zio parlando anni or sono con un'altro sig Rondena (di Magenta) ha saputo che i Rondena provenivano dalla Spagna esattamente dalla provincia di Barcellona, e comunque dalla Catalogna, erano venuti in Italia e precisamente in Magenta per la costruzione del canale Naviglio Grande che arriva sino a Milano.

RONDINA

Tipico del rovigoto e ferrarese, sembra avere anche un ceppo nel pesarese, deriva da un soprannome dialettale originato dal vocabolo rondine; tracce di questa cognominizzazione si trovano in un atto redatto a Grosseto nel 1344, dove si può leggere: "...Le ricolte san queste: Checcho del Rondina lanaiuolo, Francescho di Tuccio di Simone, Lorenzo di Filippo de' Buonensegna, Giovanni di Meo di Piero, Ghuasparre di Pasquino balestriere, Daniello di Pietro pianellaio....".

RONDINE
RONDINELLA
RONDINELLI
RONDINELLO
RONDINI
RONDINO
RONDINONE
RONDINONI

Rondine è estremamente raro, Rondinella ha un ceppo tra napoletano e casertano, uno tra foggiano e potentino, uno nel leccese ed uno siciliano, nella parte centrorientale dell'isola e nel trapanese, Rondinelli ha un ceppo tra Piemonte e Lombardia, uno nel ravennate, uno nel Lazio centromeridionale, uno nella fascia che comprende il salernitano, la Lucania, il barese ed il tarentino, ed un ceppo nel catanzarese e valentiano, Rondinello è quasi unico, Rondini ha un nucleo nel reggiano, ed uno nella fascia che comprende pesarese, perugino e Lazio settentrionale, Rondino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe campano, Rondinone ha un piccolo ceppo campano tra casertano e napoletano ed un nucleo nel materano e barese, Rondinoni, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di registrazioni effettuati da ufficiali all'anagrafe del nord,derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome medioevale Rondinus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale in un atto dell'anno 1152 leggiamo: "...Martinus Quaquara unam partem; Omodeus Pristinarius unam partem; Rondinus unam partem; Rotefredus de Besade unam partem...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Roma nel 1600 con il notaio Battista Rondino.

RONDININI

Tipico del ravennate.
integrazioni fornite da Andrea Germi-Valcasali
verso il 14° secolo, Fosco Crivelli, milanese, a causa di un terribile fatto d'armi, fu costretto a scappare da Milano e a rifugiarsi nelle
Romagne, tra Brisighella e Faenza. Cambiò cognome in Tramazzoni, che in dialetto romagnolo significa
crivello, setaccio. Partecipò ad alcune battaglie, sotto il vessillo dei Manfredi faentini: durante la battaglia delle Scalelle, aiutò il Conte Lando, parte avversaria, ferito mortalmente.Questo gli concesse il suo titolo e molti possedimenti; inoltre l'imperatore Carlo, venuto a Roma, gli concesse il titolo di Conte palatino. Ebbe alcuni figli, tra cui Rondinino (perchè nato il giorno di S.Benedetto): questo fu un grande condottiero e capitano di ventura. La sua fazione era detta Rondinina. Catturò il Piccinino e salvò Faenza dai Toscani. Fu coperto di onori e titoli e acquistò molto potere
nella zona di Brisighella. Da qui si snodano alcuni rami : uno romano che si fregiò del titolo di marchese (coloro che commissionarono la Pietà  a Michelangelo che ora è a Milano) (ora march. Zacchia-Rondinini), uno si fregiò del titolo di conte, mentre altri rimasero, pur mantenendo immensi possedimenti, nella zona di Brisghella. Le notizie verificabili nell'Archivio di Stato di Faenza e nel volume del Metelli 
Storia della Val d'Amone.

RONDON
RONDONE
RONDONI

Rondon, molto molto raro, è veneto, del vicentino in particolare, Rondone, molto raro, ha presenze nel napoletano, nel palermitano ed un piccolo ceppo nel messinese, Rondoni ha un ceppo nel verbanese, uno nel forlivese e ravennate, nell'aretino e nel perugino ed uno nel romano, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite alterazioni apocopaiche dialettali, dal nome medioevale Rondone, nome che troviamo ad esempio citato in un atto del 3 giugno 1273 con il quale tale Davanzino del quondam Rondone di Davanzo e Azzo del quondam Bonaccolto di Benone vendono a Liscio di Sto di Beringherio delli lacoppi, un debito verso il comune di Poggibonsi di Lire 330 di danari Pisani vecchi in fiorini d'argento.

RONGA

Ronga è tipicamente campano, di Napoli, Sant'Antimo, Mugnano di Napoli, Nola e Giugliano in Campania, di Salerno, di Quindici nell'avellinese e di Aversa nel casertano, dovrebbe derivare da nomi dialettali di località, il cui nome sia riconducibile al termine campano arcaico runga, derivato dal latino medioevale runca (area prativa disboscata).

RONGIOLETTI

Abbastanza raro è specifico di Lucera nel foggiano, potrebbe derivare da un soprannome originato da un nome di località.

RONGONE
RONGONI

Rongone, molto molto raro, sembrerebbe avere un piccolo ceppo a Napoli ed uno a Bari, Rongoni ha un ceppo lombardo, tra bresciano, cremonese e mantovano ed uno nel Piceno, potrebbe trattarsi di forme dialettali dei cognomi Roncone e Ronconi (vedi RONCONE e RONCONI).

RONI
RONIA

Roni ha un ceppo a Belluno ed uno nel lucchese a Forte dei Marmi, Pietrasanta e Seravezza, Ronia, quasi unico, sembrerebbe della Lombardia nordoccidentale, dovrebbero derivare dal nome gotico Ronius, di cui abbiamo un esempio d'uso nel testo del diario Isaaci Casauboni: "...Primus sedebat Dux de Maiene, deinde alii Lotharingiae Domûs Proceres: pone istos erant Regis Consiliarii, et qui vocantur Officiers de la Couronne. Ronius in his, Messaeus, Secretarii Regii duo, Villeroi, et de Fresne; Praeses Janninus, alii multi. Pone Regem sedebant Archiepiscopus Lugdunensis, Episcopus Nivernensis, Episcopus Bellovacensis, Episcopus de Castris, et Abbates a tergo horum; itemque alii non pauci. Omitto alios. ...", potrebbe anche derivare da forme aferetiche di nomi medioevali come Aronius, Baronius o Sempronius.

RONNE
RONNI

Ronne, quasi unico, è del cuneese, Ronni è praticamente unico, dovrebbero derivare da una forma aferetica del nome biblico Aronne.

RONZA

Ronza sembrerebbe originario del casertano, di Trentola Ducenta ed Aversa in particolare, esiste un piccolo ceppo nell'alessandrino, probabilmente secondario, dovrebbe derivare dal nome dell'antica città di Ronza, distrutta assieme ad una parte di Compsa, l'attuale Conza in Irpinia, nell'anno 990 da un terremoto, chi tra i suoi cittadini ne uscì vivo emigrò probabilmente conservando un indicatore della propria provenienza geografica, indicatore che si sarebbe poi trasformato in cognome, la posizione originaria di Ronza doveva essere nell'avellinese, quasi al confine con la Basilicata.

RONZAN
RONZANA
RONZANI
RONZANO

Ronzan, molto raro, ha un piccolo ceppo nel vicentino a Monticello Conte Otto, Montecchio Maggiore e Vicenza, Ronzana, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, Ronzani ha un ceppo nel biellese a Trivero, uno principale nel vicentino a Lusiana, Isola Vicentina, Thiene, Vicenza, Sarcedo e Bassano del Grappa ed a Padova, un ceppo a Bologna ed uno secondario a Roma e Genazzano nel romano, probabile conseguenza dell'emigrazione veneta in occasione della bonifica Pontina, Ronzano ha un ceppo nel potentino a Forenza e Potenza, potrebbero derivare dal nome di toponimi come Ronza in Irpinia, Ronzani nel vicentino o Ronzano nel bolognese e nel teramano, o altri simili, troviamo un indizio di questo tipo di cognominizzazione a San Marino in un atto del 1320, dove tra l'altro si può leggere di uno Zanutius de Ronzano e di uno Blaotius de Ronzano che assieme ad altri si proclamano Reggenti del Capitanato di San Marino.
integrazioni di Giovanni Ronzani
tracce del cognome Ronzani si possono trovare a Genazzano in provincia di Roma, nello
Stato delle Anime della chiesa di S. Maria del Buon Consiglio, dove un Ronzani Stefano risale alla fine del 1700 (1789).

RONZINO

Ronzino è tipicamente pugliese, con un ceppo a Margherita di Savoia nel foggiano ed uno a Nardò nel leccese, potrebbe derivare da forme aferetiche di nomi medioevali come Abronzino o di ipocoristici di nomi come Oronzo.

RONZON
RONZONE
RONZONI

Ronzon, assolutamente rarissimo, è tipicamente veneto, del bellunese in particolare, che potrebbe derivare dal nome del paese di Ronzone nel Trentino, Ronzone, quasi unico, ha un piccolissimo ceppo nel pescarese, Ronzoni ha un ceppo lombardo, in particolare nel milanese, bergamasco, varesotto, comasco e lecchese, uno emiliano, nel parmense, reggiano e modenese, ed uno laziale nel romano e latinense, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale settentrionale ronzon (pastinaca un ortaggio, un tempo la pastinaca era uno degli ortaggi più apprezzati in cucina, ma il termine può definire anche una sorta di fosso).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ronzoni è cognome d'origine toponimica: dalla località di Ronzone, in prov. di Trento. La sua presenza è documentata a Campogalliano, a Carpi e a Modena. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

ROPOLO

Cognome molto raro specifico del torinese, deriva dal toponimo Roppolo (BI).

ROPPOLO

Cognome molto raro tipico della Sicilia nord occidentale area tra Corleone (PA) e Gibellina (TP), dovrebbe derivare dal nome greco Rhodopoulos.

RORATO
RORATTO

Rorato è tipico del trevisano, di Cessalto, Chiarano, Salgareda e Motta di Livenza e di Noventa di Piave nel veneziano, Roratto, quasi unico, dovrebbe essere una forma alterata del precedente, che dovrebbe derivare da una forma patronimica veneta, dove il suffisso -ato starebbe per il figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati con modificazioni dell'aferesi di nomi come Gasparo, non si può escludere comunque una derivazione dalle voci trevigiane rore o dal più arcaico roro che identificano per contrazione il rovere o quercia, in questo caso il suffisso indicherebbe provenienza e starebbe ad indicare che la zona d'origine dei capostipiti fosse ricca di questo tipo di piante.
integrazioni fornite da Claudio Rorato
La famiglia Rorato è di origine veneta e precisamente del distretto di Oderzo in provincia di Treviso (Fossalta Maggiore, Chiarano, Cavalier, Motta di Livenza, Gorgo, Ponte di Piave ecc.) uno fra i documenti più antichi che la riguardano è il catasto trevigiano del 1514 (Arch. Stato Treviso). Il cognome è un fitonimo e deriva da
roro che in veneziano significa rovere, quercia. L'accrescitivo Rorato o Rorat si riferisce ad una pianta di quercia antica e ragguardevole per dimensione. La topografia locale registra diverse strade denominate Via Roro, Rorato, Rorat La storia ricorda come gli antichi Veneti venerassero queste querce colossali e le considerassero sacre. Secondo una consuetudine veneta i Rorato avevano anche un sopranome che era 'Agnolin' cioè Angelino, un diminutivo del nome Angelo. Molti Rorato emigrarono dal Veneto a partire dalla seconda metà del '800 e oggi questo cognome è poco diffuso. Bibl. Vedi: Michele Zanetti, "Boschi e alberi della pianura veneta orientale nella storia naturale, nel paesaggio, nel costume contadino" ed. Ediciclo, 1985.

ROS

Tipicamente veneto friulano della zona che comprende le province di Pordenone e Treviso, dovrebbe derivare da nomi di località, come Ros di San Vito al Tagliamento (PN) o Ros di Vito d'Asio (PN) o altre simili.

ROSA
ROSI

Rosa è assolutamente panitaliano, Rosi è più concentrato nel centro nord, dovrebbero derivare dal nome Rosa.  Tracce di questa cognominizzazione si hanno ad esempio a Bergamo, in un atto nel quale si legge: "...Dato fatto per Pasi dol Barba di Rosi da Berzo del campo di la Val Secha disegato ...".

ROSADA
ROSADO

Rosada è tipicamente veneziano, con ceppi anche a Gaiarine nel trevisano ed a Musile di Piave nella zona di confine tra veneziano e trevisano, Rosado, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome originato probabilmente dal fatto che la casa della famiglia fosse tinta di un rosso sbiadito o fosse caratterizzata dalla presenza di un grosso roseto.

ROSADI
ROSATI
ROSATO

Rosadi è specifico dell'aretino, di Arezzo, Laterina, Civitella in Val di Chiana, Anghiari e Sansepolcro, Rosati è particolarmente diffuso nell'Italia centrale, Rosato è diffuso in tutto il centro sud, nel Veneto ed in Liguria, dovrebbero derivare, direttamente o tramite alterazioni dialettali, dal nome medioevale Rosatus di cui abbiamo un esempio a Rimini con il Notaio Rosatus Pamphilus operante nel 1600, o da soprannomi connessi con il vocabolo rosa, sia nel senso di fiore che di colore.
integrazioni fornite da Marco Rosati
La famiglia Rosati è di antica origine lombarda fu feudataria della Pieve di Rosate e conosciuta anticamente cone De Rosate.  Tra il 1018 ed il 1031 l'Arcivescovo Arimberto d'Intimiano investì i suoi advocatis del feudo sopra indicato. I de Rosate, erano un ramo della potente famiglia dei signori de Besate di origine longobarda e con la investitura ad Anselmo II a comes capitaneus plebis Rosate assursero nella classe dei capitanei e quindi divennero vassalli dell'Arcivescovo di Milano.  Il Magister Bartolomeus Johannis Rosati giunse agli inizi del 1400 a Fermo (AP) da lui nacque Ser Giannino, padre di ser Giacomo Rosati trasferito a Montalto Marche (AP) da cui nacquero:
a) Ser Giannino o Giovanni, podestà di Monteprandone nel 1483 da cui i conti Rosati di Monteprandone, (patrizi ascolani e di Fermo, nobili di Montalto e signori di Villa Casaregnano che il 29 luglio 1780 ottennnero con Beneplacito Pontificio in enfiteusi Pian di Mignano o Villa Piattoni di Castel di Lama (al conte Giacomo Antonio Rosati)
b) Ser Marino (1487) che si trasferì provvisoriamente da Montalto a Macerata quale Procuratore fiscale presso la Curia Legatizia; costui venne ascritto anche al patriziato di Macerata unitamente al figlio Vincenzo. Da Marino discendono i Rosati Sacconi, Sacconi Rosati, estinti negli Ambrosi di Ascoli da cui: Ambrosi Rosati Natali Sacconi, Ambrosi Rosati Sacconi, marchesi di Cavaceppo, patr. di Ascoli.
c) Ser Antonio di Ser Giannino, rimasto a Fermo fu il capostipite degli attuali Vitali Rosati, patr. di Fermo e di S.Marino. Dal ramo di Montalto derivò il ramo di Matelica ascritto alla nobiltà civica ed estinto con Filippo Rosati.  Dal ramo di Monteprandone derivarono i rami collaterali di Castel di Lama e di Maltignano.

ROSALIA

Molto raro è tipico del catanese, dovrebbe derivare dal nome Rosalia.

ROSANI
ROSANNI
ROSANNO
ROSANO

Rosani è tipico del nord Italia, del Trentino e del Friuli, di Trieste in particolare, Rosano è un cognome presente nel Piemonte occidentale, nel genovese e nel fiorentino, ma i ceppi più importanti sono da Roma in giù, nel latinense, casertano, napoletano e salernitano, in Puglia, nel materano, nel reggino, ma soprattutto in Sicilia, Rosanni e Rosanno sono quasi unici, potrebbero derivare dai vari toponimi come Rosano (AL) o (FI), ma molto più probabilmente derivano dal nome medioevale Rosanus, di cui abbiamo un esempio nel trattato di Blois del 1504 tra il Re di Francia Luigi XII° ed il re di Spagna Ferdinando il Cattolico: "...Item, fuit concordatum quod primceps Rosani, marchio Bitonti, Honoratus et Alphonsus de Sancto Seuerino et Fabricius de Rezualdo et alii, cuiuscumque qualitatis, status et nacionis fuerint,...".

ROSARI
ROSARIA
ROSARIO

Rosari è tipicamente laziale di Mentana nel romano, Rosaria, quasi unico e Rosario, appena meno raro, sembrerebbero panitaliani, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome del o della capostipite, che probabilmente si chiamavano Rosario o Rosaria, nomi derivati dalla devozione alla Madonna del Rosario.

ROSARNO

Rosarno è specifico di Rosarno nel reggino e deriva evidentemente dallo stesso toponimo.

ROSAS

Tipicamente sardo, presente in tutta l'isola è particolarmente diffuso nell'area della vecchia provincia cagliaritana, è la forma plurale sarda del nome Rosa, si tratta quindi di un matronimico e sta ad indicare quelli di Rosa.

ROSASCO

Tipico del genovese, con un possibile ceppo arcaico in Lomellina, quest'ultimo potrebbe derivare dal toponimo Rosasco (PV).

ROSCHI
ROSCHINI
ROSCI
ROSCIO
ROSCO

Roschi, assolutamente rarissimo, è dell'area fiorentina, Roschini, quasi altrettanto raro, sembrerebbe specifico di Nepi nel viterbese, Rosci ha un ceppo nell'aquilano a Cappadocia ed uno a Roma e nel romano, Roscio ha un nucleo nel torinese ed uno secondario nel milanese e nel comasco, Rosco è quasi esclusivo di Lavello nel potentino, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici, da variazioni del cognomen latino Roscius, di cui abbiamo un esempio nell'Orazione di Cicerone Pro Sexto Roscio Amerino: "... Sextus Roscius, pater huiusce, municeps Amerinus fuit, cum genere et nobilitate et pecunia non modo sui municipi, verum etiam eius vicinitatis facile primus, tum gratia atque hospitiis florens hominum nobilissimorum. ...".

ROSCIGNO

Molto raro è tipico del salernitano, deriva dal toponimo Roscigno (SA).

ROSE

Rose è specifico del cosentino, di Bisignano, San Demetrio Corone, Corigliano Calabro e Rende, dovrebbe derivare dal toponimo Rose sempre nel cosentino.

ROSELLI
ROSELLO
ROSIELLO

Roselli è diffuso in tutta l'Italia centrale e centromeridionale, potrebbe avere anche un ceppo a Trieste ed a Genova, Rosello, quasi unico, sembrerebbe meridionale, Rosiello è tipico dell'area campano, pugliese, potentina, derivano, anche attraverso modificazioni dialettali, spesso dal nome tardo latino Rosellus, anche se in alcuni casi possono derivare da toponimi come Rosello (CH), Roselle Terme (GR), Roselli (FR) o più antichi come Mons Rosellus, l'attuale Monterusciello (NA) o simili, in altri casi possono derivare da soprannomi originati dal vocabolo tardo latino rosellus (canna) e starebbe ad indicare una località vicina ad un canneto. Tracce di questo nome si trova ad esempio a Firenze nel 1300 con un orefice di nome "...Ser Rosellus, dictus Zellus..."; tracce di una simile cognominizzazione si hanno nel 1300 a Firenze dove in un testo leggiamo : "...religiosum et scientissimum birum dominum fratrem Petrum Roselli, artis magistri Raymundi Lullii egregium professorem ...", nel 1400 a Bologna tra i docenti universitari c'è "Antonius de Rosellis de Aretio", a Bergamo nel 1500, dove troviamo un Gerolamo Rosellus in qualità di giudice delle vettovaglie.

ROSELLINI

Sembra originario della zona tra Lucca e Pistoia, potrebbe derivare dal toponimo Roselle Terme (GR).

ROSETTI
ROSETTO

Rosetti è tipico della fascia che comprende la Romagna, le Marche ed il perugino, Rosetto è invece tipico del viterbese, di Montefiascone e di Viterbo, dovrebbero derivare dal nome rinascimentale Rosetto un ipocoristico del nome Rosa al maschile.

ROSI

Diffuso nel centro Italia dove potrebbe discendere dal toponimo Rosia (SI), in Emilia e nel milanese.

ROSIGNOLA
ROSIGNOLI
ROSIGNOLO
ROSSIGNOL
ROSSIGNOLI
ROSSIGNOLO

Rosignoli ha ceppi nel mantovano e nel ferrarese, nel senese e nel perugino e nel romano, Rosignolo, assolutamente rarissimo è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Rossignol e Rosignola sonounici, Rossignoli ha ceppi nel veronese, nel romano e nel barese, Rossignolo ha un piccolo ceppo nel cuneese ed uno tra vicentino e padovano, dovrebbero tutti derivare da modificazioni del termine arcaico rosignuolo (usignolo) forse come soprannome originato dalla bravura nel canto del capostipite, dal suo modo di fischiare o proprio dal fatto di allevare quegli uccelli canterini.

ROSIN
ROSINA
ROSINI
ROSINO

Rosin è tipico dell'area veneto, friulano, giuliana, di Istrana e Vedelago nel trevigiano, di Venezia, Musile di Piave e Iesolo nel veneziano, di Padova, Villa Estense e Piazzola sul Brenta nel padovano e di Monticello Conte Otto e Vicenza nel vicentino, di Trieste, di Fiumicello, Aquileia e Cervignano del Friuli nell'udinese e di San Canzian d'Isonzo e Ronchi dei Legionari nel goriziano, Rosina ha un ceppo lombardo, piemontese, uno veneto ed uno, probabilmente secondario nel Lazio, probabile frutto dell'emigrazione veneta in occasione della Bonifica Pontina, Rosini è diffusissimo in tutto il centronord, in particolare in Toscana, Umbria, Marche Abruzzo e Lazio, Rosino è quasi unico, potrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome Rosa, in qualche caso possono anche derivare dal cognome tardo medioevale Rosinus originato dalla latinizzazione di cognomi germanici, quale ad esempio Rosfeld, i ceppi friulano, giuliani possono derivare da diminutivi italianizzati con troncatura dialettale del soprannome sloveno Ros (rosso di capelli).

ROSITA
ROSITI
ROSITO

Rosita, quasi unico, è meridionale, Rositi, estremamente raro, sembrerebbe abruzzese, dell'area pescarese e teatina, Rosito ha un ceppo romano, uno nel napoletano, il ceppo più consistente in Puglia, nel foggiano, nel barese, nel tarentino, e nel materano ed un ceppo nel cosentino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome dei capostipiti, forse di origine spagnola, portanti il nome Rosito o Rosita, forme ipocoristiche spagnole del nome Rosa.

ROSMINI
ROSMINO

Rosmini ha piccoli ceppi sparsi, nel mantovano, nell'aretino, nel romano, nel casertano, nel reggino ed in particolare nel perugino, a Città di Castello, Rosmino ha un ceppo a Torino ed Asti ed uno a Genova, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica aferetica alterata del nome Erasmo, probabilmente portato dai capostipiti.

ROSOLEN

Tipico del trevisano, dovrebbe derivare da un nome di località come Rosole o Rosolo come ce ne sono molte nel Veneto con il significato di piccola roggia, piccolo canale (vedi anche GERUSALEM).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rosolen è cognome veneto risalente agli antichi nomi
Gerusalemo e Orsalemo, presenti entrambi nel Codice diplomatico padovano, che si riferiscono alla città di Gerusalemme. Linguisticamente interessante notare la soppressione della iniziale ji- (Jerusalem). Olivieri 138.

ROSOLINO

Molto raro è tipico del napoletano, con un ceppo in Sicilia, dovrebbe derivare dal nome italiano Rosolino.

ROSONE
ROSONI

Rosone ha un ceppo abruzzese a L'Aquila, uno a Roma ed un ceppo importante in Sicilia a Palermo, Rosoni, molto molto raro, sembrerebbe del centro Italia, probabilmente una forma alterata del precedente, che dovrebbe derivare dal nome medioevale Rozone, di cui abbiamo un esempio d'uso in una Charta vendicionis del 1109: "Anno ad incarnacione Domi nostri Ihesu Cristi millesimo centesimo nono, sesto die mense ianuarii, indicione prima. Constat nos Guido filius quondam Alberti et Richilda iugales filia quondam Ariprandi et Otto filios quondam Rozoni et Vualterius filius quondam Teizoni et Adelaxia filia quondam Oddoni qui professi sumus nos lege vivere longobardorum ipsis iugalibus et mundoaldis nostris nobis consencientibus accepissemus sicuti et ...", dell'uso della forma Rosone del nome Rozone, abbiamo un esempio in quest'atto del 1070: "Anno Incarnat. D. N. Jesu Christi millesimo septuagesimo, quarto die mense julius. indictione octava, constat me Ardicione filius quondam Rosoni, qui professo sum ex nacione mea lege vivere Langobardorum accepisse, sicuti et in praesentia testium accepit a te Vuido comes filius quondam item Vuidonis, qui fuit item comes, argentum denarios bonos libras trescentum finitum pretium pro cunctis casis, castris, capellis, sediminibus, et omnibus rebus ..".

ROSPIGLIOSI

Assolutamente rarissimo, dovrebbero essere di origini milanesi e risalgono a prima del 1300, trasferitisi poi a Pistoia troviamo Antonio Rospigliosi figlio di messer Iacopo venne menzionato fra gli anziani della città di Pistoia nel 1388 e Taddeo suo figlio fu nominato gonfaloniere nel 1449, troviamo i Rospigliosi feudatari di alcune terre nel Lazio nel 1600, grazie anche al pistoiese Cardinal Giulio Rospigliosi nato nel 1600 che poi diventò nel 1667 Papa Clemente IX°.

ROSSANI
ROSSANO
RUSSANO

Rossani, molto molto raro, sembrerebbe del barese, Russano ha un ceppo nel casertano e napoletano, uno nel tarentino ed uno tra cosentino e crotonese, dovrebbe trattarsi di una forma alterata di Rossano, che sembrerebbe tipico del meridione, con un nucleo importante in Puglia nel barese e nel tarentino, un ceppo nel napoletano e casertano ed uno nel cosentino, quest'ultimo probabilmente derivante dal toponimo Rossano Calabro, appunto nel cosentino, ma tutti gli altri dovrebbero derivare dal nome della gens Roscia, o dal nomen e cognomen latino Roscius, il suffisso -ano starebbe ad identificare proprietà di: fundus Roscianus, terreni di Roscius o direttamente dal cognomen Roscianus di cui abbiamo un esempio con il praefectus Lucius Naevius Verus Roscianus citato in una antica lapide a Piacenza: "L(ucius) Naevius Verus Roscianus praef(ectus) coh(ortis) - Gall(orum) eq(uitatae) votum ex Britannia rettulit l(ibens) m(erito)".   Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Vico Equense (NA) nel 1500 con il letterato Giovanni Antonio Rossano.

ROSSATO
ROSSETTO

Specifico dell'areale veneto, province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia Rossetti, e diffuso anche nel trevigiano Rossetto, potrebbe derivare dal toponimo Rosa' (VI), l'origine è da ritenersi legata per entrambi alla caratteristica della colorazione dei capelli o della carnagione della famiglia originaria.

ROSSELLI
ROSSELLINI
ROSSELLINO
ROSSELLO

Rosselli è presente a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia, Rossellini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe fiorentino, Rossellino è quasi unico, Rossello ha due nuclei autonomi, uno a Savona e nel savonese ed uno nella Sicilia nordorientale, derivano dal nome medioevale Rossellus e dal suo diminutivo, di questo nome abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1020: "...inter Guitardum, abbatum, et homo nomine Rossello, ex alude qui fuit de condam Igiga, quem relinquid ad domum Sancti..." e in questo in volgare scritto in Pisa nell'anno 1333: "...l'acqua intrò in Sancto Bastiano di Kinsica, e in Sancto Lorenso, coprendo quazi la pietra dell'Autare, sì che nimo si faccia meraviglia, che troppo fu maggior piena, ch' io non o contato. Del qual tempo ci era Podestà Boccaccio Conte di Petroja, Capitano Branca Cavalieri da Cardicieto, Ansiani in Ponte primo Baudo Gatto, Vanni d'Arena Pannajuolo; in mezo Rossello Pannajuolo...". Personaggio di rilievo è stato l'economista Carlo Rosselli (1899-1937), ucciso in Francia ad opera di fascisti.

ROSSET

Ha un ceppo valdostano ed uno a Trichiana (BL, Azzano Decimo (BL) e Belluno, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dall'essere il capostipite probabilmente rosso di capelli.

ROSSETTI
ROSSETTINI
ROSSI
ROSSIN
ROSSINI
ROSSINO
ROSSO

Rossetti e Rossi sono assolutamente panitaliani, Rossettini è specifico del vicentino, soprattutto di Arzignano, Rossin, tipico del settentrione, è soprattutto veneto, Rossini è più tipico del centro nord, con un ceppo anche nelle Puglie, Rossino ha un ceppo piemontese, nell'area che comprende il torinese soprattutto, ma anche l'astigiano, il vercellese e l'alessandrino, ha un ceppo nel potentino ed uno nell'iglesiente, Rosso è decisamente panitaliano, anche se la massima concentrazione la troviamo in Piemonte e nelle tre Venezie, l'origine di tutti questi cognomi, sia diretta, sia tramite ipocoristici anche complessi, è da ritenersi legata alla caratteristica della colorazione dei capelli o della carnagione della famiglia originaria, già presso i romani questa caratteristica aveva originato il cognomen latino Rossius, in alcuni casi si può anche ipotizzare una derivazione diretta, o tramite forme ipocoristiche, anche dialettali, da questo cognomen, portato forse dal capostipite. La diffusione dei capelli rossi nelle popolazioni celtiche preromane era notevole e anche presso i latini troviamo molti personaggi con i capelli di questo colore, uno per tutti il famosissimo Silla, quello del celebre antagonismo con il pluriconsole romano Mario.

ROSSIT
ROSSITTI

Rossit è tipicamente friulano, e del vicino veneziano, di San Vito al Tagliamento, Chions e Pordenone nel pordenonese di Trieste e dell'udinese, Rossitti, molto molto raro, ha un ceppo nell'udinese ed uno nel catanese, dove è probabilmente dovuto ad un'alterazione del cognome Rossitto (vedi ROSSITTO).
integrazioni fornite da Pietro Bortolotti
Rossit è un cognome raro e tipicamente friulano;
rossit in lingua friulana significa pettirosso.

ROSSITTO
RUSSITTI
RUSSITTO

Rossitto è tipicamente siciliano, del siracusano soprattutto e di Avola in particolare, di Siracusa, Floridia, Noto, Lentini, Solarino, Carlentini ed Augusta, con ceppi nel catanese a Pelagonia e Catania, a Messina ed a Palermo, Russitti è unico, Russitto, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a Melilli nel siracusano ed a Vittoria nel ragusano, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche dialettali originatesi dal nome latino Rossius, o Ruscius o dal nome medioevale Rosso o Russo.

ROSSOMANDI
ROSSOMANDO
ROSSOMANNO
ROSSOMANO
ROSSUMANDO
RUSSOMANDA
RUSSOMANDO
RUSSOMANNO
RUSSUMANNO

Rossomandi è assolutamente rarissimo, Rossomando, molto raro, parrebbe specifico di Montecorvino Rovella (SA) e dintorni, Rossomanno, molto molto raro, ha un ceppo nel napoletano ed uno nel catanzarese, Rossomano, Rossumando,Russomanda e Russumanno sono praticamente unici, Russomando è caratteristico di Giffoni Valle Piana (SA), Russomanno ha un nucleo a Caposele (AV) e nel napoletano ed uno a Cardinale (CZ) ed a Catanzaro.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Rossomandi, rarissimo, è presente quasi esclusivamente nel pratese e nel foggiano, Rossomando è più tipicamente salernitano, Rossomanno ha due ceppi principali, uno a Davoli (CZ) e l'altro nel napoletano, Rossomano, Rossumando, Russomanda e Russumanno, unici, si riscontrano rispettivamente a Napoli, a Salerno, a Cantagrillo (PT) e a Vallefiorita (CZ), Russomando ha un nucleo maggiore nel salernitano e ceppi minori sparsi fra il nord e il centro nord del paese, Russomanno è tipico per lo più dell'avellinese, del napoletano e del catanzarese, ma è presente anche nel nord e nel centro nord, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Rossomanno o Russomanno, l'italianizzazione cioè del personale germanico Rossmann o Russmann, dal significato incerto: il problema, infatti, è costituito dalla radice Rosso-/Russo-, che alcuni credono essere d'origine latina (dal latino russus, rosso) e altri d'origine germanica (dall'alto tedesco antico hrod o, meglio, dal suo derivato hrotz o hrotzo, col significato di gloria, fama); ad ogni modo questo termine, unito alla desinenza -mando o -manno (dal tedesco mann, uomo), formerebbe un nome così traducibile come uomo rosso (da intendersi, forse, come uomo dai capelli rossi) oppure come uomo glorioso, d'alta fama. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
ROSSOMANNO - A mio parere si tratta di un composto dell'aggettivo italiano '
rosso' di origine germanica: antico alto tedesco e tedesco moderno 'rot' + antico alto tedesco 'man', gotico 'manna', tedesco moderno Mann = uomo. Se invece si vuole vedere in tale cognome l'equivalente italiano del tedesco Roßmann (pronuncia rossmann) allora la prima parte viene certamente dal sostantivo Roß = cavallo, antico alto tedesco '(h)ros', germ. *hersa che ha dato l'inglese 'horse'. Il nome designava perciò chi aveva a che fare coi cavalli: uno stalliere, un carrettiere, un vetturale, ecc.

ROSSON
ROSSONE

Abbastanza rari, sono specifici della bergamasca, dovrebbero derivare dal toponimo Rozzone (BG), che dovrebbe derivare a sua volta dal nome medioevale Rozzone. Abbiamo tracce di un Benedetto Rozzone, ricco maestro della zecca nel 1030 fondatore della chiesa del Santo Sepolcro a Milano che venne ristrutturata verso la fine dell'XI° secolo a spese di un  Benedetto Rozzone, probabilmente nipote del primo. 

ROSSONI
ROZZONI

Abbastanza rari, sono specifici della bergamasca, dovrebbero derivare dal toponimo Rozzone (BG), che dovrebbe derivare a sua volta dal nome medioevale Rozzone è pure possibile una derivazione diretta dal nome medioevale Rossone (vedi ROSSON). Abbiamo tracce di un Benedetto Rozzone, ricco maestro della zecca nel 1030 fondatore della chiesa del Santo Sepolcro a Milano che venne ristrutturata verso la fine dell'XI° secolo a spese di un  Benedetto Rozzone, probabilmente nipote del primo, nella seconda metà del 1200 troviamo un Dinus de Rossonis toscano che nel 1279 è docente di giurisprudenza presso l'università di Pistoia, nel 1281 insegna a Bologna, dove tra i suoi allievi annovera Cino da Pistoia, e dal 1297 al 1303 insegna a Roma, per tornare poi definitivamente a Bologna.

ROSTAGNI
ROSTAGNO

Rostagni è assolutamente rarissimo, Rostagno è tipico del Piemonte occidentale, del torinese e cuneese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Rostagnus di cui abbiamo un esempio a Pisa in un atto del 1221: "...Rostagnus Arearum publicus notarius prefatis omnibus interfui et hanc inde cartam scripsi et firmavi et signavi hoc modo...", ma più probabilmente derivano dal francese Rostan, o Rostaing, come è pure possibile una derivazione diretta dal nome germanico Hrodstain, da cui lo stesso nome francese è derivato, composto dai termini hrod (gloria) e da stain (pietra), con il significato di pietra della gloria; la stessa origine ha il cognome Rostand, portato dall'autore del Cyrano de Bergerac, Edmond Rostand (1868 - 1918).

ROSTELLATO

Rostellato, tipicamente veneto, ha un ceppo nel padovano a Piove di Sacco e Codevigo, con presenze anche a Campolongo Maggiore nel veneziano ed a Castelguglielmo nel rovigoto, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una forma patronimica o di appartenenza in -ato, stante ad indicare un collegamento con una rosta, che in dialetto veneto arcaico era la barriera o staccionata in legno utilizzata per partizionare e dirigere le acque di un fiume o canale verso un mulino, potrebbe anche derivare da un soprannome originato da un termine dialettale per ingannato, truffato.

ROSTI

Rosti ha un ceppo nel milanese a Milano ed a Monza e Besate, con una discreta presenza anche nel bergamasco a Dalmine ed a Merlino nel lodigiano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal mestiere del capostipite, forse un rosticcere, il termine meneghino rost significa arrosto, a Milano nel 1300, dice Pietro Verri nella sua Storia di Milano: ".. Parmi che se le terre fossero state bastantemente feraci di grano, si sarebbe dalla plebe domandata, non l'introduzione del grano estero, ma del più vicino e nazionale, per assicurare l'alimento alla città. Generalmente si mangiava in Milano pane di mistura; e l'anno 1355 vi era in tutta la città un forno solo che fabbricasse il pane bianco di puro frumento; pane che allora era di lusso; e questo forno privilegiato chiamavasi il prestino dei Rosti, ed era vicino alla piazza dei Mercanti.. ..".

ROSUCCI

Assolutamente rarissimo, potrebbe essere originario della zona dell'alta Basilicata, ai confini con la Puglia, potrebbe derivare dal nome medioevale Rosuccio.

ROTA

Molto diffuso in Lombardia, con massima concentrazione nel bergamasco, si estende anche nell'alessandrino e nel genovese, presenta ceppi anche nel napoletano e casertano e nel cosentino, dovrebbe derivare da toponimi come Rota d'Imagna (BG), Rota Greca (CS), Camerota (SA) e simili.
notizie ulteriori  fornite da Robert Invernizzi
Famiglie Rota (Valle Imagna - provincia di Bergamo) si tratterebbe di una derivazione possibile dall'etimo tedesco
rode, che vuole dire: campo dissodato, nuova terra. L'etimologia del nome Rota potrebbe anche provenire da diversi personaggi, chi da vicino, hanno fatto la storia dell'Italia settentrionale, il più importante è Rotari, re longobardo (radici: hrod = gloria e hari = esercito). Duca di Brescia, chiamato al trono nel 636, morì nel 652.  Segue: Rotarit, duca di Bergamo, nel 702 tenta di farsi riconoscere come re al posto d'Ariberto II, Rotarit sarà esiliato a Torino dove morì nel 702/703.  Danisio detto Merlo, figlio di Giovanni Guarinonum, sempre citato come de Rotha de Valdimania, che avrà vissuto circa tra 1320 e 1395, capo guelfo.  Il figlio di Danisio: Cristoforo, detto Tuzzano (circa 1350/1440) abitando a Carenno e Mapello, prenderà fama nella lotta contro le forze ghibelline, fu un tempo alleato del capitano di ventura Giovanni Acuto (John Hawkwood), nella pace dell'agosto 1398 imposta da Gian Galeazzo Visconti è detto "...Tuzanus de Rotha, sindicus Vallis Imanie, partis guelfae...".  G.G.E.Mozzi nella sua Antichità Bergamasche, segnala diversi atti notarili datati 1284, 1288 nei quali si fa menzione dei Rota di Valdimania abitanti a Bergamo nel borgo S.Stefano, notizie riprese dallo storico Angelo Mazzi.  Nel 1280 troviamo: Petri detto Morettus filius quondam Danisi Rota de Valdimania, nel 1286: Alberti filius Maffei de Rothe, nel 1303: Petri detto Novellos filius quondam Danis de Rota de Valdimania, è citato anche un Guilelmo Rota nel 1107.  E' d'obbligo ricordare l'irriducibile combattente guelfo: Andrea Rota, ferito ad Almenno, morto decapitato il 3 luglio 1404, con la sua testa verrà fatta sul ponte della Regina una macabra partita di calcio.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rota, Rotta è cognome derivato da toponimi (specie in Lombardia e Ticino), a loro volta esiti di '
rupta' = via, sentiero - si noti il passo sul colle tra Vesime e S. Stefano Belbo, incassato fra le rocce - el rute. Un'altra ipotesi lo vede da (ar)rogita, -us, "figlia, figlio, venuti ad aggiungersi" (v. Bonarrota, -i, "buona aggiunta"). Altra intepretazione: da Rota d'Imagna, nella bergamasca. Il significato è comprensibile se si confronta con il francese 'route' = strada (dal tardo latino 'rupta') e con l'italiano 'rotta' nel senso di percorso che compie una nave.

ROTELLA
RUTELLA

Rotella sembrerebbe avere un ceppo calabrese nel catanzarese, a Catanzaro, Gimigliano, Tiriolo, Settingiano e Marcellinara, con presenze significative anche a Corigliano Calabro nel cosentino, in Sicilia a Messina ed a Barcellona Pozzo di Gotto nel messinese e nel napoletano a Capri ed a Napoli, è presente un ceppo anche a Pesaro, che potrebbe derivare dal nome del paese di Rotella nell'ascolano, Rutella è tipicamente siciliano, di Enna, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del termine medioevale rota o rupta, a loro volta derivati dall'italianizzazione del vocabolo francese route (strada), risalendo probabilmente in molti casi all'epoca angioina, secondo un'altra ipotesi potrebbero derivare dall'italianizzazione di un termine grecanico basato sul vocabolo greco antico ρυτήρος  ryteros (briglie), forse ad indicare che i capostipiti facessero di mestiere il carrettiere.

ROTELLI

Rotelli è abbastanza raro, non si individuano nuclei principali, presentando piccoli ceppi sia nel parmense, che nell'aretino e senese, nell'anconetano e a Roma e potrebbe derivare da toponimi come Roteglia nel reggiano, Rotello nel campobassano o Rotella nell'ascolano.

ROTELLIO

Rotellio, oggi praticamente quasi scomparso, con una minima presenza a Maslianico nel comasco, potrebbe essere di origini picene e risalire al periodo settecentesco, si può ipotizzare una derivazione dal nome del paese di Rotella nell'ascolano.

ROTI
ROTO

Roti è un cognome molto raro con un piccolissimo ceppo trentino, ed uno appena meno raro nel fiorentino a Calenzano e Campi Bisenzio, Roto, quasi unico, parrebbe siciliano, dovrebbero derivare, perlomeno il ceppo toscano, dall'aferesi di nomi medioevali come Bonarrota (vedi BONAROTA).
integrazioni fornite da Massimiliano Vigo
Con l'avvento del fascismo molti cognomi stranieri provenienti dai teritori acquisiti dopo la prima guerra mondiale vennero italianizzati. Alcuni ex cittadini dell'impero asburgico, sloveni o sud tirolesi, cambiarono il proprio cognome. In quest'occasione il cognome Roth venne italianizzato in vari modi, uno di questi, poco diffuso è Roti, fatto capitato ad esempio a mio nonno.

ROTILI
ROTILIO

Rotili è tipico della fascia centrale che comprendeanconetano, maceratese, ascolano, ternano, reatino, aquilano, viterbese e romano, Rotilio ha un ceppo a L'Aquila, un piccolo a Roma ed uno a Reggo Calabria e Montebello Ionico nel reggino, dovrebbero derivare da forme alterate del praenomen latino Rutilius (vedi RUTELLI).

ROTOLO

Presente a macchia di Leopardo al sud, ha un nucleo nella provincia romana, nel napoletano, nel barese, nel reggino ed una forte concentrazione tra palermitano ed agrigentino, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine rotolus (unità di misura presente nel regno delle Due Sicilie pari a grammi 890,2). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Sicilia fin dal 1400 con lo scrittore siciliano, autore di testi sacri, Philippus Rotolus autore tra l'altro del Vita Beati Corradi.

ROTONDI
ROTONDO
ROTUNDI
ROTUNDO

Rotondi sembra avere più ceppi, in Lombardia, nel frusinate, nel barese ed in Campania, Rotondo è molto diffuso in tutto il centrosud, Rotundi ha un ceppo a Foggia ed uno a Roma, Rotundo ha un ceppo molisano, uno nel napoletano, uno in Puglia, soprattutto nel leccese ed uno, il principale, in Calabria con massima concentrazione nel catanzarese, potrebbero tutti derivare da toponimi come  Vallerotonda (FR), Rotondi (AV), Locorotondo (BA), Monterotondo (BS) o simili, ma è pure possibile, e in alcuni casi anche più probabile, una derivazione dal cognomen latino Rotundus di cui abbiamo un esempio nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio: "...Claudii principatu servus eius Drusilianus nomine Rotundus, dispensator Hispaniae citerioris, quingenariam lancem habuit, cui fabricandae officina prius exaedificata fuerat, ...", in alcuni casi potrebbero pure derivare da Rotondi una delle confraternite presenti nel novarese nel 1200. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella seconda metà del  1500 a Priverno (LT) dove in un testamento figura tra gli ufficiali testimoni un certo Vincentius Rotundus.

ROTTA

Sembrerebbe specifico della Lombardia, ma esistono ceppi anche nel veronese e nel torinese, potrebbe derivare da un soprannome originato da un nome di località come Casarotta, Chiesarotta o simili.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rota, Rotta è cognome derivato da toponimi (specie in Lombardia e Ticino), a loro volta esiti di '
rupta' = via, sentiero - si noti il passo sul colle tra Vesime e S. Stefano Belbo, incassato fra le rocce - el rute. Un'altra ipotesi lo vede da (ar)rogita, -us, "figlia, figlio, venuti ad aggiungersi" (v. Bonarrota, -i, "buona aggiunta"). Altra intepretazione: da Rota d'Imagna, nella bergamasca. Il significato è comprensibile se si confronta con il francese 'route' = strada (dal tardo latino 'rupta') e con l'italiano 'rotta' nel senso di percorso che compie una nave.

ROTTIN
ROTTINI
ROTTINO

Rottin è tipico di Villorba nel trevisano, Rottini, molto raro, è specifico dell'area bergamasco, bresciana, di Romano di Lombardia nel bergamasco e di Capriolo e Darfo Boario Terme nel bresciano, Rottino ha un ceppo a Napoli ed uno a Patti nel messinese ed a Regalbuto nell'ennese, dovrebbe trattarsi di forme etniche riferite a capostipiti che fossero provenuti da paesi contenenti la radice Rota o Rotta, come a puto titolo d'esempio Rota d'Imagna nel bergamasco, esiste anche l'ipotesi che possa trattarsi di forme ipocoristiche anche dialettali, derivate da una form aferetica del nome medioevale Bonarrota (vedi BONAROTA).

ROTTOLI

Rottoli, molto raro, è specifico della zona tra bergamasca, milanese e cremonese, diffuso in particolare a Presezzo nel bergamasco, ma presente in modo significativo anche a Dalmine, Ponte San Pietro e Bonate Sopra e Sotto, potrebbe derivare da una forma ipocoristica latinizzata del nome celtico Roth o anche da una forma ipocoristica contratta del nome longobardo Rothari, un Casato Rottolo milanese lo si incontra in epoca medioevale e, nel 1438 avviane il trasferimento di un certo Gaspare Rottolo in Liguria dove la sua famiglia viene annoverata tra la nobiltà di Genova.

ROTUNNO

Rotunno, tipicamente meridionale, diffuso in Campania, Basilicata e soprattutto in Puglia, con un ceppo anche tra romano e frusinate, si dovrebbe trattare di una forma dialettale derivata da una modificazione del cognomen latino Rotundus (vedi ROTONDI), tracce di questa cognominizzazione in Basilicata nell'area del Volture si trovano fin dal 1700.

ROUBAUD

Roubaud cognome quasi unico, di origini provenzali, dovrebbe derivare dal nome germanico Hrodbald  a sua volta derivato dall'unione dei termini hrod (gloria) e bald (audace, coraggioso).

ROVARI
ROVARIS

Rovari è assolutamente rarissimo e dovrebbe trattarsi di errori di trascrizione del cognome Rovaris, specifico del bergamasco, della zona di Dalmine, Verdello e Verdellino in particolare.
notizie fornite da Enzo Suardi
La derivazione del nome è dall'albero di rovere. Lo stemmario Camozzi li fa originari di Ponte S:Pietro  - BG
Lo stemma : Albero di rovere  sradicato passante la porta di un castello merlato alla ghibellina.
Le radici affondano in acqua di fiume. In Bergamo città la nobile famiglia Rovaris (citata dal capitano Mozzi nel suo Antichità bergamasche) è presente sin dal '500, era proprietaria di terreni sul colle d'Argon e sulle colline di Albano. Su queste colline fece costruire una casa con torre che diede poi il nome alla località: Torre dei Rovaris divenuto poi  nel tempo Torre de Roveri. Troviamo tracce della famiglia negli anni:
1708 - si delibera di costruire la chiesa di Ponte S.Pietro, tra i firmatari il notaio Giuseppe Rovaris
1743 - Rovaris Carlo compra case in Sabbio dai monaci di Astino.
1798 - A Ponte s.Pietro il Notaio GioBatta Rovaris difende in tribunale il parroco Locatelli denunciato dalle guardie Napoleoniche per aver portato la Santa Comunione a due infermi processionalmente contravvenendo così al divieto di far processioni pubbliche.
1873 - Marco Rovaris di Sabbio emigra in Brasile dove farà fortuna divenendo anche Console, fece costruire ospedali, scuole, ferrovie, case per i lavoratori italiani. A Crisciuma  nello stato di S.Caterina vi è ancora un villaggio Rovaris. I Rovaris oggi nel territorio di Dalmine  sono 65 famiglie.

ROVARETTO

Rovaretto, molto molto raro, è tipico dell'area biellese e torinese, dovrebbe derivare da un toponimo che potrebbe essere Rovarey (AO).

ROVAROTTO

Assolutamente rarissimo, potrebbe essere di origini padovane.

ROVATI

Si individua un nucleo nel bresciano, che dovrebbe derivare dal toponimo Rovato (BS) ed uno nel milanese e pavese, il cognome potrebbe derivare da soprannomi originati o da rovus (rovo) o da ruatus (rovinato, in disuso), e starebbe ad indicare la zona d'origine, vicina ad un roveto o ad un campo militare latino abbandonato (castrum ruatum).

ROVATTI

Specifico del modenese, una possibile derivazione potrebbe essere da toponimi quali Rovolo (MO), ma potrebbe pure derivare da soprannomi originati o da rovus (rovo ) o da ruatus (rovinato, in disuso), e starebbe ad indicare la zona d'origine, vicina ad un roveto o ad un campo militare latino abbandonato (castrum ruatum).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rovatti è cognome diffuso in tutta la pianura modenese. La sua origine è sicuramente locale, da una località Rovato, con la -t- duplicata per errore curialesco, dal lat.
rubus «pruno, spino». Probabilmente da Rovato bresciano. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

ROVEDA
ROVIDA

Diffusi nella zona che dal varesotto, milanese e lodigiano arriva al pavese e all'alessandrino, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo rovus (rovo) e starebbe ad indicare la caratteristica dell'abitare la famiglia originaria nelle prossimità di un roveto.

ROVEGNO

Abbastanza raro è tipico del genovese, deriva dal toponimo Rovegno (GE).

ROVEI

Rovei, molto raro, è specifico del torinese, dovrebbe derivare dal nome della Borgata Rovei di Torino, ma potrebbe anche derivare dal termine francese medioevale rovin (rossastro), forse ad indicare che il capostipite avesse i capelli rossi, termine a sua volta derivato da un'alterazione del latino rovellum (rubellum), con il medesimo significato, una seconda ipotesi lo farebbe invece derivare dal termine provenzale rouve, che indica un tipo di quercia o rovere.

ROVELLI

Specifico dell'areale che comprende le province di Milano, Bergamo, Como e Lecco, dovrebbe derivare dal toponimo Rovello Porro (CO).

ROVER

Cognome tipico della zona tra Caneva e Sacile (PN), dovrebbe derivare da toponimi come quello citato in questo atto del 1129 tratto dal Codice Diplomatico Bresciano: "...Eo vero ordine fecerunt hanc investituram quod ipsi receperunt peciam unam de terra in iamdicto loco Pontecarali, loco ubi dicitur Rover Prandonis, iuris Sancti Petri Oliveti, cuius coherentie decernuntur...", abbiamo un esempio di cognominizzazione nel 1300: "...Johannes Rover miles habet...".
notizie ulteriori  fornite da Giancarlo Cunial
nobile famiglia di origine germanica scesa con gli Ottoni in Veneto subito dopo il Mille, vi è anche la frazione Rover di Possagno (TV).

ROVERATI

Roverati è tipicamente emiliano, di Ostellato ed Argenta nel ferrarese, potrebbe derivare dal nome del paese di Roverato, una frazione di Noale nel veneziano, probabilmente il luogo d'origine del capostipite.

ROVERE
ROVERI

Rovere ha un ceppo nell'udinese ed uno tra cuneese e Liguria occidentale, Roveri è tipico emiliano del bolognese in particolare, dovrebbero derivare da nomi di località legati alla presenza, almeno un tempo, di querceti (rovere = quercia), pensiamo a Roveredo (UD), Rovereto (AL) e molti altri.

ROVERSI
ROVERSO

Roversi è specifico della zona che comprende le province di Brescia, Mantova, Modena, Bologna e Ferrara, Roverso, molto molto più raro, è tipico della zona tra veronese e vicentino, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo tardo latino roversus inteso come non diritto.

ROVETTA

Rovetta, decisamente lombardo, è tipico del bresciano e del bergamasco, di Brescia, Castenedolo, Concesio, Bovezzo, Rezzato e Villa Carcina nel bresciano, di Bergamo, Chiuduno e Carobbio degli Angeli nel bergamasco e di Milano e Monza, dovrebbe derivare dal nome del paese bergamasco di Rovetta, probabile luogo d'origine dei capostipiti, paese il cui nome deriva dal termine dialettale roèta (rovere) ad indicare una notevole presenza di quell'essenza arborea nel suo territorio.

ROVI

Rovi è specifico della provincia bolognese, potrebbe derivare da un nome di località.

ROVISCALLI

Rarissimo, quasi unico, potrebbe essere di origini pavese e derivare dal toponimo Rovescala (PV).

ROVITO

Tipico del cosentino, deriva dal toponimo Rovito (CS).  I Rovito, appartennero alla nobiltà campana, tennero feudi nel salernitano.

ROZZA
ROZZI
ROZZO

Rozza è abbastanza raro, ha un nucleo nella zona che comprende le province di Milano, Pavia e Lodi, e presenta un ceppo nel napoletano, Rozzi ha più ceppi, nel parmense, nel maceratese ed ascolano, tra l'Abruzzo ed il Lazio e forse anche nel casertano, Rozzo ha un ceppo piemontese, uno romano, uno nel tarentino ed uno nel sassarese, in particolare a Sassari, Nulvi e ad Arzachena in Gallura. Questi cognomi dovrebbero derivare dal nomen latino Rotius e Roscius, ma potrebbero derivare anche da soprannomi dialettali originati dal fatto che il o la capostipite fosse rosso di capelli e magari essere, in alcuni casi, un'italianizzazione del francese Roux.

ROZZARINI

Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere settentrionale.

RUA
RUÀ

Rua è piemontese, del torinese, in particolare di Torino, Castellamonte ed Agliè, Ruà oltre al ceppo torinese, ne ha anche uno nel cosentino a Lattarico e San Vincenzo la Costa, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome celta R(i)ual composto dall'unione dei termini ri (contrazione di rix o rige, che significano Re) aggiunto a ual (valoroso), con il significato di valoroso condottiero o Re, anche il ceppo calabrese è di origini piemontesi, risalendo al tardo medioevo, quando il nobile lombardo Bernardo Zanino del Poggio ricevette, per meriti di guerra, da Carlo I° d'Angiò, allora Re di Napoli, alcuni possedimenti in Calabria, dove lo stesso condusse le popolazioni valdesi di origini occitane provenienti dalle piemontesi  Val d'Angrogna e Val Pragelato, dove avevano trovato momentaneamente rifugio.

RUANI
RUANO

Ruani è molto raro ed ha un ceppo nel maceratese a Treia, Urbisaglia, Tolentino, Morrovalle e Civitanova Marche, ed un ceppo romano, Ruano è ancora più raro e sembrerebbe del teatino, di Bucchianico e di Villamagna, dovrebbero derivare da un'alterazione dialettale del nome medioevale Roano (vedi ROANI), ma è pure possibile una derivazione dalla contrazione del nome latino Rubianus.

RUBAGOTTI

Tipicamente lombardo, del bresciano in particolare di Palazzolo Sull`oglio, Chiari, Cologne e Coccaglio, dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso con il senso di uno che si approfitta degli amici scroccando bevute di vino.

RUBANO

Molto raro, si individuano due ceppi, nel salernitano e nel foggiano, dovrebbe discendere dal cognomen latino Rubius, poi trasformato in Rubianus o Robianus, che stava ad indicare una capigliatura rossiccia.

RUBANU

Abbastanza raro, tipico del nuorese, dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome Urbanus.

RUBATTI
RUBATTINO
RUBATTO

Rubatti, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese, Rubattino, molto raro, è genovese, Rubatto è specifico del torinese, secondo un'ipotesi abbastanza condivisibile possono derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, da un'alterazione aferetica dialettale del nome medioevale Garibaudo, ottenuto dall'italianizzazione del germanico Haribald composto dai termini medioevali germanici hari (esercito) e bald (coraggioso), con il significato di combattente coraggioso.. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Torino nella seconda metà del 1600 con l'Ingegner Rubatto cui viene affidato dai Savoia il progetto di nuove macine atte alla produzione di polvere da sparo nell'Arsenale Militare di Borgo Dora a Torino, il cognome Rubattino è famoso per  l'armatore Raffaele Rubattino che concesse a Garibaldi l'uso dei due vapori Piemonte e Lombardo che partirono da Quarto alla volta della Sicilia.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Rubatto è tipico del torinese, deriva da un antico vocabolo dialettale,
rubat, che, in ambienti contadini, indicava il rullo per spianare i campi. Si tratta, quindi, della cognominizzazione di un soprannome derivato da un mestiere.
integrazioni fornite da Francesco Maria Rubatto
il
rubat in piemontese era anticamente anche il mulino per le granaglie.

RUBBIATI

Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere del lodigiano, dovrebbe discendere dal cognomen latino Rubius, poi trasformato in Rubianus o Robianus, che stava ad indicare una capigliatura rossiccia.

RUBBINO

Rubbino è tipicamente siciliano, di Palermo e di Randazzo e Catania nel catanese, con un piccolo ceppo anche a Castelvetrano nel trapanese ed a Noto nel siracusano, si dovrebbe trattare di un'alterazione dialettale dell'aferesi di nomi come Cherubino.

RUBBIU
RUBIU
RUGGIU
RUGIU
RUIU
RUJU
RUYU

Rubbiu, sicuramente sardo è quasi unico, Rubiu è tipico della Sardegna centromeridionale in particolare di Dolianova, Sinnai, e Ussaramanna  (CA), Ruggiu è molto diffuso in tutta la Sardegna, soprattutto a Scano Di Montiferro (OR) e Cagliari, ha un ceppo consistente nel sassarese, Rugiu, assolutamente rarissimo è del cagliaritano, Ruiu e Ruju, entrambi tipici della Sardegna settentrionale, Ruyu è praticamente unico, dovrebbero derivare tutti da soprannomi dialettali originati da caratteristiche fisiche dei capostipiti derivati dal vocabolo latino rubeus (di colore rosso), tracce di questa cognominizzazione si trovano in Barbagia fin dal 1400.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
RUIU:  (rubiu, ruyu, ruju, ruggiu, rugiu)  significato ed etimologia:
orrubiu, arrubiu significano rosso, dal latino ruber (rosso) o rubeus (rossiccio). Genti arrubia (in campidanese), sono i fenicotteri rosa. Orrubiori (logodurese), arrubiori(campidanese) significano rossore. Arrubiu ke su fogu significa rosso come il fuoco. Nelle carte antiche lo troviamo nelle uscite Ruiu, Ruyu, Rubiu. Tra i firmatari della Pace di Eleonora (*LPDE del 1388), figurano 3 Rubiu: Rubiu Barsòlo, ville Ecclesiarum (Villa di Chiesa - Iglesias); Rubiu Joanne, ville Guilciochor (* Guilciochor.villaggio distrutto, conosciuto col nome di Borticoco: diocesi di Ottana . Curatorie de Anella); Rubiu Salvator - de Aristanni; Ruiu (de) Nicolao, ville Montis Leonis; Ruiu (de) Petro, ville Gulcei (* Gulcei.odierno Bultei. Contrate de Anglona); Ruyu Manuele - de Bosa; Ruyu Petro, jurato ville Gorare (* Gorare...Odierna Borore - Marghine de Gociano). Nel Condaghe di Santa maria di Bonarcado *CSMB XI°;XII° sec. (39) c'è Rubiu Goantine, mandatore de rennu (il mandatore de rennu era incaricato delle ambasciate, dei messaggi e delle citazioni regie); teste nella richiesta, accordata, di una terra (confinante con le terre della chiesa) da parte del priore della chiesa di Bonarcado Iohanne, al Giudice Barusone. Nel Con daghe di San Nicola di Trullas *CSNT XI°; XII° sec.(81), è citato Rubiu Ic(i)occor, genero di Comita Ac(i)orce, al quale vende alcuni servi, in terra di Borconani (villaggio scomparso, non ben localizzato: il Terrosu Asole lo situa nella Curatoria di Caputabbas (Contrate Caputabbas et Montis Leonis). Attualmente lo troviamo in 83 su 377 Comuni della Sardegna, con maggiore diffusione nel centro nord. Nel territorio nazionale è presente in 199 Comuni, per lo più nel centro nord. In USA lo troviamo in 4 Stati: California, Virginia, New York, New Jersey con un solo nucleo familiare. RUBIU:  Attualmente si trova in 32 su 377 Comuni della Sardegna, diffusi, per lo più, nella parte meridionale dell'isola, RUJU: Attualmente è presente in  Sardegna in 8 Comuni su 377, per un totale di 30: Alghero 10, Cagliari 11, Nuoro 3, Posada 2, Sassari 1, Serramanna 1, Siniscola 1, Selargius 1. RUGGIU: è la versione moderna dei precedenti, Rubiu, Ruiu, Ruyu o Ruju.  Attualmente si trova in 67/377 Comuni sardi. Nel territorio nazionale è presente in 139 Comuni. RUGIU: errore anagrafico per Ruggiu; è presente in 16 Comuni italiani, di cui 7 sardi, 3 del Lazio, 2 del Veneto, 1 della Lombardia, 1 della Campania, 1 della Sicilia. In Sardegna Quartu S. E. ne conta 19, Sassari 5, Sanluri 3, Carbonia 3, Lunamatrona 2, Sangavino 1.

RUBBOLI

Rubboli è tipicamente romagnolo, di Ravenna e Cervia nel ravennate, di Forlì e del riminese, dovrebbe derivare dal nome e soprannome medioevale Rubolus, forma contratta del termine latino rubeolus (rossastro), forse ad indicare che i capostipiti fossero di carnagione o capigliatura rossastra.

RUBECHI
RUBECHINI

Rubechi abbastanza raro, ha un ceppo nell'aretino, a Caprese Michelangelo, Sansepolcro ed Arezzo, ed a Città di Castello nel perugino, Rubechini è tipicamente toscano, di Arezzo, Poggibonsi e Sinalunga nel senese e di Firenze, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul nome medioevale di un antico strumento a corde la ribeca o rubeca, probabilmente ad indicare nei capostipiti degli utilizzatori di quel tipo di strumento.

RUBES

Rubes è un cognome lombardo, dell'area bresciano, mantovana, di Asola e Canneto sull'Oglio nel mantovano e di Isorella e Montichiari nel bresciano, dovrebbe derivare da un nome tedesco Rube prodottosi da un soprannome denigratorio generatosi sul termine tedesco rübe (rapa), la -s finale sarebbe un genitivo patronimico e starebbe per il figlio di.

RUBIN
RUBINACCI
RUBINELLI
RUBINI
RUBINO

Rubin dovrebbe essere specifico veneto, del padovano e della provincia di Venezia, Rubinacci parrebbe di Napoli e del napoletano, Rubinelli ha un ceppo nel novarese, uno nel bresciano e nel veronese ed uno nel lucchese, Rubini è tipico dell'Italia centro settentrionale, con un probabile ceppo anche nel barese, Rubino è diffusissimo in tutto il sud, dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale Rubinus di cui abbiamo un esempio agli inizi del 1500 nel Baldo di Teofilo Folengo: "...Haec quoque gratificat complexio diva Seraphum, egregiasque facit, prout chiedunt tempora, provas. Cui Rubinus erat nomen, cognomen Ubaldus....", è pure possibile una derivazione dall'aferesi del nome Cherubino, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un atto del 1697 a Vercelli: "Ego Ioannes Maria Rubinus, filius quondam Ioannis Antonii, civis Vercellarum, habitans in vicinia Sancti Laurentii, etatis annorum quinquaginta quattuor, receptus et admissus fui in venerando colleggio nobilium notariorum dictæ civitatis ...".

RUBUANO

Molto raro, probabilmente del messinese, dovrebbe discendere dal cognomen latino Rubius, poi trasformato in Rubianus o Rubuanus, che stava ad indicare una capigliatura rossiccia.

RUCCHI
RUCCO

Rucchi è ormai praticamente unico, sembrerebbe marchigiano o tutt'al più abruzzese, Rucco ha un ceppo a Roma, uno tra casertano e napoletano ed uno, il più consistente, nel Salento, nel tarentino, brindisino e soprattutto leccese, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origini germaniche Ruccus, nome portato ad esempio da Ruccus Bandi (S. Pancratii) uno dei Priori di Firenze del periodo a cavallo tra il 1319 ed il 1320, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nelle Marche in una lettera del 1646, dove viene citata una tal Suor Francesca Rucchi del monastero delle Umiliate di Urbino.

RUCCHIN
RUCHIN

Rucchin, assolutamente rarissimo, è dell'udinese e goriziano, così come il più raro Ruchin, questi cognomi dovrebbero essere delle forme ipocoristiche, italianizzate e modificate dal dialetto, del nome slavo Rok (Rocco), probabile nome del padre del capostipite, ma è pure possibile una derivazione dal nome della località Rucchin o Rukin frazione di Grimacco nell'udinese, località che ha preso il nome da San Rocco.

RUDA

Ruda è decisamente sardo, di Thiesi e Sassari nel sassarese con un ceppo anche a Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo ruda (scoria, ma anche ruta, l'insalatina fetida).

RUDEL

Rudel è presente oggi particolarmene a Roma, dovrebbe essere di origini provenzali e derivare da un toponimo, relativo a paesi, forse a pianta circolare, basato sul termine occitano ruda (ruota), si deve comunque anche considerare una possibile origine germanica essendo il cognome Rudel presente anche in quella nazione, ricordiamo a titolo di esempio Hans Ulrich Rudel asso della Luftwaffe.

RUDI
RUDONI

Rudi ha un ceppo lombardo, a Milano e Lainate nel milanese ed a Locate Varesino ed Oltrona di San Mamette nel comasco, uno a Verona  ed uno calabrese, a Badolato e Santa Caterina dello Ionio nel catanzarese e Monasterace nel reggino, Rudoni è tipicamente lombardo del milanese, di Castano Primo, Robecchetto con Induno, Turbigo, Cuggiono e Buscate, dovrebbero derivare dal nome longobardo Rudo, Rudonis, a sua volta originato dal termine medioevale germanico rudo (lupo), potrebbero anche derivare da nomi di località basati sui termini Rudo, come ad esempio il monte Rudo sulle Dolomiti, o Rudone, corso d'acqua, che esisteva ad esempio a Nuvolento nel bresciano, difficile non considerare  inoltre la possibilità di un collegamento con soprannomi basati sul termine dialettale lombardo rudo (letame).

RUFA
RUFFA
RUFFI
RUFFO
RUFI
RUFO

Rufa è specifico di Veroli nel frusinate, Ruffa ha un ceppo tra torinese ed astigiano, uno nel pistoiese, uno a Roma ed uno in Calabria, soprattutto nel valentiano, Ruffi, molto molto raro, parrebbe panitaliano, Ruffo possiede un forte nucleo in Calabria, nel napoletano e nel Salento, ma è presente un ceppo anche nel veronese, Rufi, molto molto raro, è proprio dell'area toscolaziale, Rufo è specifico ed è molto diffuso nell'area che comprende il romano, il latinense, il frusinate, l'aquilano e l'iserniese, tutti questi cognomi dovrebbero tutti dalla Gens Rufia, per appartenenza alla stessa Gens o in quanto da essa dipendenti, o anche dal nomen e cognomen latino Rufus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ruffo è un'antichissima famiglia stabilitasi in Calabria fin dal secolo XI. A Messina era presente nel 1170 un Goffridus Ruffus. Un Paolo Ruffo era governatore di Reggio nel 1529. Si tratta di una famiglia di stirpe normanna: cfr.
Rouff, cognome francese (= Rodolfo e Rolfo in Piemonte). Rohlfs 228.

RUFFATI
RUFFATO

Ruffati, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errate trascrizioni di Ruffato, che ha un piccolo ceppo nel varesotto, ma è tipicamente veneto, del padovano in particolare, di Camposampiero, Santa Giustina in Colle, Padova, San Martino di Lupari, Campodarsego, Vigonza, Loreggia, Villanova di Camposampiero e Borgoricco, con un ceppo anche a Venezia e nel veneziano a Santa Maria di Sala, Dolo e Mira, e che dovrebbe essere una tipica forma patronimica veneta dove il suffisso -ato sta per il figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati Ruffo o Ruffus (vedi RUFA). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Prata nel sondriese nel 1600, dove un certo Giovanni Ruffatto viene citato in un atto in qualità di consigliere comunale.

RUFFINENGO

Ruffinengo è tipicamente piemontese, dell'area che comprende il torinese, l'astigiano ed il cuneese, dovrebbe derivare dal nome della località Ruffinengo di Envie nel cuneese.

RUFFINI
RUFFINO
RUFFINONI
RUFINI
RUFINO

Ruffini è specifico del nord con ceppi anche nell'anconetano e maceratese, nel teramano e nel Lazio, Ruffino ha un ceppo piemontese, forse non secondario, un ceppo romano, uno napoletano ed uno, molto importante in Sicilia, Ruffinoni, rarissimo, è specifico della zona tra Milano, Lecco e Bergamo, Rufini è tipico dell'Italia centrale, dell'Umbria, del viterbese, del romano in particolare e dell'aquilano, Rufino è invece specifico del napoletano, derivano tutti dal cognomen latino Rufus e, attraverso questo, dal nome medioevale italiano Rufinus suo ipocoristico, di cui abbiamo un esempio a Pavia in un Breve investiture dell'anno 1131: "...Ego Rufinus Manicella sacri palacii notarius auctenticum huius exempli huius exempli nel sopralineo vidi et legi et sic in eo continebatur ut in hoc legitur exemplum preter litteram plus minusve et preter id quod erat lesum et corrossum quod legi non poterat et hoc exemplum scripsi...". Circa l'antichità dei cognomi Ruffini e Ruffinoni, in un atto di cessione di terreni, risalente all'anno 1136, leggiamo: "...Quinta iacet a Bremedasca et est pertice .VII.; ab una parte terra Rufini Gumberti, a secunda Petri Vecia, a tercia via. Sexta iacet a la Turrisella et est pertice .V.; ab una parte terra Petri Vecia, a duabus via Bremedasca et alia via...." e più avanti: "... Quarta decima iacet in Pascario de Solora et est pertice octo; ab una terra Sancti Michaelis, ab alia Uberti Rufinoni, a tercia Petri Flaccacicer...".

RUGA

Ruga ha un nucleo piemontese in particolare nel novarese a Gozzano e Borgomanero e nell'ossolano a Domodossola (VB) ed a Premosello-Chiovenda, ed uno calabrese a Catanzaro, l'origine del ceppo piemontese dovrebbe derivare dal termine dialettale ruga (vicolo, simile al caruggio genovese) ad indicare probabilmente caratteristiche del luogo dove abitava la famiglia.

RUGGER
RUGGERI
RUGGERINI
RUGGERO
RUGGERONE
RUGGERONI
RUGGIERI
RUGGIERO

Rugger è specifico di Venezia e del veneziano, assolutamente panitaliano Ruggeri anche se più diffuso al centronord, più raro con un ceppo veneto ed uno siciliano, ma con presenze un pò in tutto il sud e nella Sardegna settentrionale Ruggero, Ruggerone, molto raro, è specifico del novarese, soprattutto di Trecate, mentre Ruggeroni è quasi unico, probabilmente lombardo, Ruggieri è molto comune anche se prevalentemente diffuso in Lazio, Abruzzo e Puglia, Ruggiero è assolutamente diffusissimo in tutto il centrosud, in Campania in particolare, Ruggerini è tipico dell'area che comprende il mantovano, il reggiano ed il modenese, in particolare di Rubiera (RE) e di Modena, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome longobardo Hrodgaer derivati dal longobardo hroth" (fama, gloria) unito a gaira (lancia), divenuto Rotecherius e quindi Rogerius o Rugerius. Famoso il santo vescovo Ruggero nato a  Canne (in Puglia) tra il 1060 e il 1070.
integrazioni fornite da Fabio Picolli
Ruggiero è una famiglia di origine normanna già feudataria nel XIII° secolo.  Giovanni de Ruggiero nel 1295 fu inviato con Riccardo Damnesco da Salerno dal papa per pregarlo di non investire del regno il Duca di Calabria alla morte di suo padre.nel registro delle Piazze chiuse di Salerno la si trova annotata col cognome de Ruggieri.

RUGGI
RUGGIA
RUGGIO
RUGI

Ruggi, molto raro, ha un ceppo nel modenese ed un piccolo nucleo nella provincia di Campobasso ed uno nel tarantino, Ruggia ha un ceppo a Roma, uno ad Eboli e Campagna nel salernitano, uno a Locri nel reggino ed uno a Menfi nell'agrigentino, Ruggio ha un ceppo a Roma ed uno nel leccese a Novoli, Surbo, Carmiano e Lecce, Rugi è tipicamente toscano, del fiorentino, di Signa, Campi Bisenzio e Borgo San Lorenzo, e del senese, di Siena, Poggibonsi, Monteriggioni e Colle di Val d'Elsa, potrebbero derivare dal nome normanno Rouger o dal germanito Roger, contrazione del nome Rodigerius, ricordiamo con questo nome il Marchese del Monferrato aglli inizi del 1200.  Personaggio famoso è stato il marchese Ruggi d'Aragona, a Salerno nel XVIII° secolo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ruggia: Lurati non ne propone l'etimo, che potrebbe accostarsi alle variazioni di Rossi (v.). Famiglia originaria di Morcote (1400); un ramo si trasferisce nel Seicento a Pura, Malcantone, da dove risulta provenire un Ruggia attestato a Vesime nell'Ottocento. A Canelli, sulla strada per Nizza, è una câ 'd Rügia, casa Ruggia.

RUGGINENTI
RUGINENTI

Rugginenti è tipico, del sudmilanese e lodigiano, di Milano, San Colombano al Lambro (MI) e Lodi, Ruginenti, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale rugginent (arrugginito), attribuito al capostipite forse per il color ruggine dei suoi capelli, l'utilizzo anche in italiano di questo termine lo troviamo ne Il Candelaio di Giordano Bruno (1548-1600): "... li quali ancor aveano la provisione infilzata; ed il tavernaio corre a prendere un partesanone; e dui di suoi servitori due spadi rugginenti. Noi, benché fussimo sei con sei spedi più grandi che non era la partesana, presimo delle caldaia, per servirne per scudi e rotelle...".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel milanese fin dal 1700.

RUGHETTI
RUGHI
RUGHINI
RUGO
RUGONI

Rughetti è tipico dell'Italia centrale, di Montecchio e Terni nel ternano, di Roma, Guidonia Montecelio e Mentana nel romano e di Fiamignano, Rieti e Poggio Moiano nel reatino, Rughi ha un ceppo a Rimini e Sant'Arcangelo di Romagna nel riminese ed uno a a Gubbio e Foligno nel perugino, Rughini, quasi unico, è dell'Italia centrale, Rugo è tipico del Friuli Venezia Giulia, con un ceppo nel pordenonese a Tramonti di Sotto e Maniago, nell'udinese a Ragogna, Enemonzo ed Udine ed a Trieste, e presenze nella Lombardia nordoccidentale, Rugoni, assolutamente rarissimo, probabilmente lombardo, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome medioevale germanico Rugo, Rugonis, di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1201: "...Nos autem ad petitionem utriusque partis ut omnis tollatur occasio malignandi, recognitionem islam litteris duximus annotari et sigilli nostri appensione muniri, hujus recognitionis testes fuerunt : Theobaldus præpositus et Theobaldus archidiaconus Ambianensis et præcantor, et magister Petrus canonicus Senonensis. Magister Radulphus de Arigo. Magister Joannes de Rugo. Datum per manum cancellarii, anno Verbi incarnati millesimo ducentesimo primo", una seconda ipotesi lo farebbe derivare qualche volta dal cognome medioevale provenzale Rougon.

RUGILO
RUGOLINO
RUGOLO

Rugilo, assolutamente rarissimo, potrebbe essere originario della Basilicata, Rugolino, estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo nel reggino, mentre Rugolo, più diffuso, ha un ceppo calabrese, in particolare nel reggino ad Oppido Mamertina e Gioia Tauro ed a Nicotera nel valentiano, ed uno siciliano a Nicosia nell'ennese, nel catanese a Catania e Gravina di Catania, e nel messinese a Barcellona Pozzo di Gotto, Messina e Milazzo, potrebbero tutti derivare, direttamente o tramite un ipocoristico, da un cognomen tardo latino.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rùgilo è un cognome attestato a Potenza; la variante Rùgolo in Calabria, in Sicilia e a Taranto e  Rugolino a Valsinni (MT). L'etimo è per tutti la voce calabrese '
rùvulu'  = rovere.

RUGOLIN

Rugolin è un cognome quasi scomparso in Italia, decisamente veneto, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale veneto arcaico rugolo (zoccolo, basamento di una colonnina, ma anche gemito).

RUINA
RUINI
RUINO

Ruina ha piccoli ceppi emiliani nel piacentino, parmense e reggiano ed un ceppo a Roma, Ruini è anch'esso emiliano, del reggiano, di Casalgrande, Scandiano, Reggio Emilia, Castellarano, Novellara e Rubiera, e del modenese, di Sassuolo, Formigine, Fiorano Modenese e Modena, con un ceppo anche a Bagnolo Cremasco nel cremonese, Ruino, quasi unico, dovrebbe essere una forma alterata meridionale dei precedenti, dovrebbero derivare dal nome medioevale Ruinus, esistente sia a se stante che come forma aferetica del nome Garuinus, una seconda ipotesi propone una derivazione dal nome franco Rovin, Rowena, a sua volta derivato da un soprannome con il significato di rosso vermiglio, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo con un Carolus Ruinus eminentis scientiae doctor all'Università di Bologna tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500.

RULLENT

Rullent, molto molto raro, è tipico di   Val della Torre e di Grugliasco nel torinese, potrebbe derivare da variazioni dialettali francofone del nome germanico Hrodilin ipocoristico dal termine germanico hrod (gloria) o da variazioni del nome sempre germanico Hrodland (patria della gloria).

RULLI
RULLO

Rulli è presente a macchia di leopardo nell'Italia centrale, a Pesaro, Firenze, Roma in particolare, Manoppello, Scafa e Pescara nel pescarese, Castel Frentano, Lanciano e Chieti nel teatino, con ceppi anche a Napoli e nel napoletano e nel reggino ad Antonimina e Locri, Rullo è molto diffuso nel centrosud peninsulare, a Roma in particolare, nel teatino, in Abruzzo, a Guardiagrele, Lanciano e Chieti, in Campania nel napoletano in particolare a Casoria, e anche a Napoli, Afragola e Cardito, nell'avellinese a Nusco, Atripalda ed Avellino, e a Santa Maria Capua Vetere nel casertano, e nel reggino a Caulonia, Placanica, Monasterace, Riace e Giffone, potrebbero derivare dal cognomen latino Rullus, di cui abbiamo un esempio nel De viris illustribus urbis Romae di Aurelius Victor Sextus : "...Quintus Fabius Rullus, primus ex ea familia ob virtutem Maximus, magister equitum a Papirio ob Samnitem victoriam securi paene percussus, primum de Apulis et Nucerinis, iterum de Samnitibus, tertio de Gallis Umbris Marsis atque Tuscis triumphavit. Censor libertinos tribubus amovit. Iterum censor fieri noluit dicens non esse ex usu reipublicae eosdem censores saepius fieri.....".

RUM

Rum ha un ceppo sardo nel sassarese a Porto Torres, in Toscana ha un ceppo a Livorno ed uno nel grossetano ad Isola Del Giglio ed uno romano, l'origine dovrebbe essere anatolica dal Sultanato di Rum più noto come Sultanato d'Iconio occupato dai crociati  di Goffredo di Buglione, dopo la rioccupazione saracena vi furono molti esuli che si dispersero in varie parti del mediterraneo.

RUMBO
RUMBOLO

Rumbo, estremamente raro, ha presenze in Calabria ed in Sicilia, Rumbolo sembrerebbe tipico del cosentino, di Sant'Agata di Esaro e Belvedere Marittimo, con un ceppo anche a Palermo, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine grecanico rumbos (trottola).

RUMI
RUMO

Rumi è tipicamente lombardo, in particolare del comasco e di Dongo, con un ceppo significativo anche a Botticino e Palazzolo sull`Oglio nel bresciano, Rumo è assolutamente rarissimo, potrebbero derivare dal nome medioevale Rumus o Rumulus, ricordiamo che l'antico nome del Tevere era Rumus dall'etrusco Rumon, ma il ceppo bresciano potrebbe derivare più probabilmente dal toponimo Rumo nel trentino ed anche il ceppo comasco dovrebbe derivare da un toponimo, come lascerebbe intendere ad esempio un atto del 1423 dove viene citato Bernardo de Rumo fu Filippo, console della comunità di Gordona (SO), ricordiamo che un'insenatura del Lago di Como ospita il comune di Consiglio di Rumo, nome che risale almeno al 1200.

RUNDEDDU

Molto raro è tipico sardo del cagliaritano, ma ha un ceppo anche a Stintino (SS), dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo rundiu (rotondo) e starebbe per rotondetto, cicciottello.

RUNGO

Rungo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, potrebbe trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello da qualcuno che si può essere ispirato al nome della parrocchia di Rungo in Congo.

RUOLA

Ruola, quasi unico, decisamente veneto, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale arcaico ruola (piccola ruota, carrucola), forse ad indicare il mestiere del capostipite, che potrebbe essere stato un addetto al sollevamento di materiali.

RUOPPO
RUOPPOLI
RUOPPOLO

Ruoppo è esclusivo del napoletano, di Napoli, di Marano di Napoli, di Sorrento e di Mugnano di Napoli, Ruoppoli, estremamente raro, è del napoletano, dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome Ruoppolo, che è tipico del napoletano, di Napoli soprattutto, Qualiano e San Giorgio a Cremano, con un ceppo anche ad Agrigento, la derivazione di questi cognomi è abbastanza oscura, anche se possiamo formulare l'ipotesi che possano derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da un'alterazione dialettale del nome medioevale germanico Rupus, forse una modificazione del più comune nome latino Rufus, il casato dei Ruoppolo appartenne al patriziato napoletano.

RUOSI
RUOSO

Ruosi ha un ceppo modenese tra Concordia sulla Secchia e Mirandola ed uno nel casertano a Carinola ed a Napoli, Ruoso è tipico del trevisano, della zona dei comuni di Orsago, Gaiarine e San Vendemiano, potrebbe derivare da una variazione del nome latino Roscius, di cui abbiamo un illustre esempio nell'Orazione di Cicerone Pro Sexto Roscio Amerino: "... Sextus Roscius, pater huiusce, municeps Amerinus fuit, cum genere et nobilitate et pecunia non modo sui municipi, verum etiam eius vicinitatis facile primus, tum gratia atque hospitiis florens hominum nobilissimorum. ...".

RUOTOLO

Specifico del napoletano e casertano, deriva da soprannomi legati al vocabolo dialettale ruotolo (rotolo = unità di misura diffusa fino al secolo scorso nel napoletano pari a grammi 890,2). Tracce di questa cognominizzazione si trovano in Puglia a Conversano almeno dal 1700, di un procedimento del 1750 si legge: "Civilia pro Francesco Paolo Ruotolo contra don Angelum Fanelli» per ottenere il pagamento di un debito di 48 ducati per l'acquisto di bovini".
informazioni e stemma forniti da Juan Carlos Marino-Montero
sono risalito fino a Don Raffaele Ruotolo nato a Casalnuovo (NA) circa nel 1785.

RUOZI
RUOZZI

Molto rari, sono specifici emiliani e più propriamente del reggiano. potrebbero derivare da una variazione del nome latino Roscius. (vedi RUOSI)

RUPENA

Assolutamente rarissimo, probabilmente triestino, sembrerebbe essere di origini ungheresi.

RUPIL

Rupil è decisamente friulano, di Prato Carnico, Tolmezzo ed Udine nell'udinese e di Gorizia e Trieste in Venezia Giulia, l'origine etimologica è oscura.

RURALE
RURALI

Rurale ha un ceppo nel milanese a Concorezzo, Cologno Monzese, Vimercate e Cernusco sul Naviglio, ed uno a Teramo, Rurali, leggermente più raro, è specifico di Vimercate e Milano, si dovrebbe trattare di cognomi derivati da soprannomi attribuiti ai capostipiti in quanto provenienti dalla campagna.

RUS

Rus, assolutamente rarissimo, quasi unico, dovrebbe essere di origini slave e derivare dal termine sloveno rus (rosso), probabilmente ad identificare il capostipite come una persona rossa di capelli.

RUSCA

Sembra avere oltre al ceppo lombardo uno genovese ed uno probabilmente secondario veneziano, dovrebbe derivare dal termine rusca o scheggia di legno, ma c'è chi lo fa discendere dal cognomen latino Roscius o Ruscius della gens Ruscia, ma potrebbe anche derivare dall'aferesi del vocabolo latino cheruscus derivato dal nome del popolo barbaro germanico dei Cheruschi sia come riferimento etnico sia stante ad indicare ad esempio una vittoria su quel popolo, di questo uso si hanno tracce ad esempio nel 10 d. C. con Hermannus Arminius Cheruscus che sconfigge il generale Romano Quintilio Varo a Teutoburgo; troviamo nel 1175 Bernardo Rusca podestà di Como, il nobile casato ghibellino dei Conti Rusca esercitò poi con Franchino Rusca dal 1300 la Signoria su Como e sui comuni lariani.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Rusca è cognome dal dialettale '
rüsca' = scorza, corteccia, necessaria per la concia delle pelli; lo si pensa di conseguenza collegato al mestiere di conciatore. Da notare che in Emilia la parola dialettale 'rósch' significa pattume.

RUSCALLA

Ruscalla, assolutamente rarissimo, è tipico di Asti e dell'astigiano, dovrebbe derivare dal toponimo Ruscalla di Cogorno nel genovese.

RUSCI
RUSCIO

Rusci, molto raro, è tipico del grossetano, Ruscio ha un ceppo a Roma, uno a Pontecorvo nel frusinate ed a Celano nell'aquilano ed un ceppo in Calabria nel catanzarese, soprattutto a Curinga, dovrebbe derivare da una variazione semidialettale del cognomen latino Roscius, ma è pure possibile che derivi da un soprannome dialettale originato dal fatto che il capostipite fosse rosso di capelli.

RUSCIGNO

Tipico di Acquaviva Delle Fonti (BA) e di Sannicandro Di Bari, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine ruscigno (usignolo), tracce di questa cognominizzazione le trovimo in Lucania nel 1600 con il notaio Ruscigno che esercita a Laurenzana (PZ).

RUSCONE
RUSCONI

Ruscone è rarissimo e sembrerebbe torinese, Rusconi è decisamente lombardo, dovrebbero dal termine rusca o scheggia di legno, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600 con il notaio sondriese Giovanni Antonio Rusconus.

RUSICH
RUSIG
RUZIC

Rusich, molto molto raro, è tipico di Trieste, Rusig, assolutamente rarissimo, è del goriziano, Ruzic è quasi unico, questi cognomi dovrebbero tutti essere varie forme patronimiche tipicamente slave, riferite a capostipiti i cui padri fossero rossi di capelli (vedi RUS), il suffisso -ic è una chiara italianizzazione del suffisso patronimico slavo , che come -ig significa il figlio di, il suffisso -ich è una contrazione austriaca dei suffissi precedenti.

RUSPAGGIARI

Ruspaggiari è tipico del reggiano, di Reggio Emilia, Bagnolo in Piano, Castelnovo di Sotto e Correggio e di Modena, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale attribuito a capostipiti, il cui mestiere fosse quello degli allevatori di polli, o comunque dei contadini.

RUSPANTI
RUSPANTINI
RUSPANTINO

Ruspanti, quasi unico, è dell'Italia centrale, Ruspantini sembrerebbe laziale, di Roma, di Ceccano nel frusinate e di Grotte di Castro e Viterbo nel viterbese, Ruspantino apparirebbe come unico, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, da soprannomi basati sul termine ruspante (burino, incolto), probabilmente ad indicare un'origine contadina di un capostipite privo di cultura.

RUSPI
RUSPINI
RUSPINO

Ruspi ha un ceppo nel milanese a Solaro e Cesate, uno a Origgio nel varesotto e nel Lazio a Roma e ad Anagni (FR), Ruspini sembrerebbe avere un ceppo nel varesotto e comasco, uno nel veronese ed uno nel pesarese, nel comasco, Ruspino, assolutamente rarissimo, potrebbe essere dell'area lombardo piemontese, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici da soprannomi originati dal termine germanico ruspan (rozzo, ruvido, crespo), forse a caratterizzare l'aspetto del capostipite, come ad esempio i capelli crespi o il suo carattere particolarmente duro, il casato dei Ruspini, di probabile origine varesotta, si distingue fin dal 1600 come appartenente ai notabili ed al decurionato del comasco.

RUSSA
RUSSETTI
RUSSI
RUSSINO
RUSSO
RUSSOLO
RUSSOTTI
RUSSOTTO
RUSSU

Russa, molto raro, è tipico dell'agrigentino, Russetti, assolutamente rarissimo, è del leccese, Russi sembrerebbe specifico delle Puglie, mentre Russo è molto diffuso in tutt'Italia, Russino ha un ceppo nel ragusano, uno in Gallura ed uno a Roma, Russolo è tipicamente veneto, dell'area che comprende il trevigiano, il pordenonese ed il veneziano, Russotti, decisamente siciliano, è piu che altro del messinese, mentre Russotto, sempre siciliano e decisamente più comune è più che altro dell'agrigentino, palermitano e nisseno, Russu è specifico della Gallura, derivano tutti da soprannomi dialettali legati alla caratteristica della colorazione dei capelli o della carnagione del capostipite. Tracce di questo cognome si hanno già nel 1200, in un atto del 7 febbraio 1279 redatto in Lunigiana viene citato un giudice Russo con un figlio notaio, vi si legge infatti: "...bona fide et sine fraude in omnibus et per omnia, pres. supr. iudice, coram dom. Russo iudice et Francischino not.° eius filio in curia...". Nel 1400 a Napoli troviamo un notaio Francesco Russo, nel XVI° secolo, in Sicilia, a Militello si trova un tal frate Bernardo Russo, erudito francescano che insegnò nelle principali cattedre dell'Ordine, facendosi apprezzare per le suevaste conoscenze.
integrazioni fornite da Alessandro Russi
esiste un ceppo friulano del cognome Russi che era originariamente Rusig, poi italianizzato durante il ventennio in Russi, è presente soprattutto nella parte Isontina della Venezia Giulia nella cosidetta Bisiacaria e in particolare nelle frazioni di Pieris e Begliano del comune di San Canzian d'Isonzo (fonti orali di famiglia ne attestano la presenza da almeno 200 anni), di quasi certa origine ungherese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno tre ipotesi, che, sommate l'una all'altra, ne giustificano la diffusione nell'intero paese (il solo Russo, ad esempio, è il secondo cognome più diffuso d'Italia). Secondo l'ipotesi più accreditata, innanzitutto, i cognomi Russa, Russi, Russo, etc deriverebbero dal soprannome o nome medievale
Russo, che, assieme alla variante Rosso, allude probabilmente al colore dei capelli (seguendo l'esempio di nomi quali Bruno, Fosco, Fulvio, Moro, Nero, etc): la caratteristica della colorazione rossa, in effetti, pare fosse molto comune un tempo, anche se, nel corso dei secoli, è andata notevolmente diminuendo (a livello statistico, questo fenomeno è avvenuto tanto in Italia quanto nel mondo intero); nell'ambito della cultura medievale, inoltre, va ricordato che la colorazione rossa dei capelli era fonte di superstizione e pregiudizio, secondo dei ragionamenti pseudo-religiosi che sono sopravissuti per molti secoli a venire (in questo senso, è indimenticabile la novella verghiana Rosso Malpelo, tipico esempio di stigmatizzazione del capello rosso). Passando ora alla seconda ipotesi, va notato che, in diversi casi, questi cognomi nascono da un adattamento del personale germanico Rotz o Rutz, che, composto dalla radice hrod (gloria, fama), può essere tradotto come glorioso, famoso (la stessa radice, ad esempio, si trova in nomi quali Roberto, Rodolfo, Ruggero, Rolando, etc): dal punto di vista etimologico, infatti, la desinenza -tz è una ripresa più moderna del suffisso -izo, che, nell'antica onomastica germanica, assume spesso un valore ipocoristico. Quest'ultima ipotesi, tuttavia, presenta una certa ambiguità, qualora si pensi ai cognomi tedeschi Ross e Russ: in alcuni casi, infatti, questi cognomi vengono accostati al personale Rotz o Rutz (considerando il suffisso -ss come un addolcimento del suono -tz), mentre, in altri casi, si pensa che Ross e Russ derivino o direttamente dal latino russus o dal suo corrispettivo tedesco rot (tornando così alla prima ipotesi di significato). A titolo informativo, comunque, va aggiunto che questa fonte germanica vale anche per diverse famiglie ebreo-askenazite, la cui emigrazione in Europa, com'è noto, ha toccato anche il nostro paese. Passando all'ultima ipotesi, infine, non è escluso che talvolta i cognomi Russa, Russi, etc derivino dall'etnico della Russia, usato sia come soprannome che come nome di persona (sul modello dei tanti cognomi d'origine etnica, quali Albanese, Francese, Greco, Inglese, Saraceno, Schiavo, Tedesco, Turco, etc). Prima di concludere, comunque, va aggiunta un'ultima considerazione: un po' in tutta Europa, di fatto, esistono diversi cognomi che corrispondono all'italiano Russo e alle sue varianti, di modo che tutte queste ipotesi finiscono spesso col mescolarsi e confondersi l'una con l'altra (non è escluso, d'altronde, che esistano delle ulteriori fonti rispetto a quelle proposte).

RUSSILLO

Russillo, decisamente lucano, è tipico di Picerno nel potentino, con presenze significative anche a Potenza, Baragiano e Rionero in Vulture, dovrebbe derivare da un soprannome originato probabilmente dal colore rosso dei capelli del capostipite, probabilmente di origini normanne.

RUSSOLILLO

Russolillo è un cognome tipicamente campano, di Napoli e del napoletano e dell'avellinese, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica dialettale del termine russo o perchè il capostipite era rosso di capelli o perchè era un figlio di uno che si chiamava Russo.

RUSSONE
RUSSONI

Russone è praticamente unico, Russoni, quasi unico, potrebbero essere dovuti ad un'errata trascrizione del cognome Rossoni, come è pure possibile che si tratti di una forma accrescitiva del soprannome Russo (vedi RUSSA).

RUSTICHELLI
RUSTICHELLO
RUSTICHINI
RUSTICI
RUSTICO
RUSTICONE
RUSTICONI

Rustichelli sembra avere oltre ai due ceppi, nel reggiano e modenese e nell'anconetano e maceratese, anche uno nel torinese, Rustichello è rarissimo e sembrerebbe torinese, Rustici è di Umbria e Toscana, con ceppi anche in Romagna ed a Roma, Rustichini, decisamente toscano è specifico dell'aretino, Rustico ha un ceppo a Roma, uno nel barese ed uno tra ragusano e siracusano, Rusticone è praticamente unico, Rusticoni, assolutamente rarissimo, è ligure, lombardo, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche anche accrescitive, dal nome medioevale Rustichus o da Rustichellus che ne è l'ipocoristico, pur esistendo anche proprio come nome, come si legge ad esempio in un testo medioevale conservato a Bologna: "...existentibus consulibus Rustichello di Pogio et Albertino Sanfreducci et sociis maioribus...", e come è tramandato dal famosissimo Rustichello da Pisa che ci trasmise il racconto di Marco Polo.  Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1200 in un atto redatto a Montieri (GR): "...Actum in burgo de Monteri in domo Johannis de Suceto. coram Mercatante Lutterii. Sigherio de Montalcino testibus vocatis. a. D. M°. CC.° XXI.° die VIIª. Idus. madii. ind. VIIIª. ......Johanni Capra. Renerius de Montelatrone. Jacomo Rustichelli. Renuldus de Butignano...".

RUTA

Molto raro, è tipico del sud, con ceppi in Molise, Puglia, Campania e Lazio.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull'origine del cognome Ruta potrebbero confluire per lo meno due ipotesi, entrambi riconducibili probabilmente a un nome di persona. Innanzitutto, va detto che il termine
ruta indica una piccola pianta che, in Italia, cresce più spesso spontanea (tranne nelle isole, dove viene invece coltivata); si tratta di una pianta fortemente aromatica, che nella medicina popolare veniva spesso utilizzata per le sue proprietà terapeutiche (fra i suoi diversi usi, ad esempio, la ruta era adoperata anche contro i veleni e la peste). Queste qualità, da un punto di vista onomastico, sono probabilmente alla base del nome medievale Ruta, attribuito al neonato o alla neonata in senso affettivo o augurale (così come i nomi Rosa, Margherita, Viola, Giacinto, etc., anch'essi nati in epoca medievale); in alternativa, però, si può anche pensare a un soprannome o a un nome di mestiere connesso con l'uso della ruta. Una seconda ipotesi, invece, riconduce il cognome Ruta al nome ebraico Ruth, attraverso una sua italianizzazione (in questo senso, d'altronde, il nome Ruta è usato come variante di Ruth anche al di fuori dell'Italia); dal punto di vista etimologico, il personale ebraico Ruth (reso noto dal Libro di Ruth dell'Antico Testamento) viene tradotto più spesso come amica, anche se alcuni credono che significhi visione di bellezza. Ad ogni modo, dunque, il cognome Ruta dovrebbe derivare o dai nomi personali dei capostipiti o da soprannomi o nomi di mestiere ad essi attribuiti.

RUTELLI
RUTILI
RUTILIO
RUTILLI

Rutili è tipico di Spoleto (PG) e di Roma, Rutelli è rarissimo e, probabilmente è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Rutilio è assolutamente rarissimo, Rutilli, molto molto raro, sembrerebbe del mantovano, potrebbero derivare dalla Gens Rutilia dell'antica Roma, Gens cui appartenne ad esempio Lucius Rutilius Minervalis Propretore in Gallia. ma è pure possibile un collegamento con il cognomen latino Rutilus o dal praenomen Rutilius, ricordiamo lo scrittore tardo latino del 400 Rutilius Claudius Namatianus.  Nel 1596 troviamo Bonaventura da Rotello, ultimo Custode e primo Ministro Provinciale della Custodia (provincia ecclesiastica) di Sant'Angelo (Molise) parte della Regione pontificia "Pennensis seu Aprutiorum".

RUTIGLIANO

Tipico pugliese, deriva dal toponimo Rutigliano (BA).

RUVOLI
RUVOLO

Ruvoli, quasi unico, potrebbe essere emiliano, Ruvolo è specifico della Sicilia.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Ruvoli, quasi unico, si riscontra esclusivamente nel bolognese, Ruvolo è prevalentemente siciliano, con ceppi maggiori nel messinese e nel palermitano, entrambi questi cognomi derivano dal termine arcaico o dialettale
ruvolo (forse attraverso il francese rouvre), col significato di rovere, ad indicare o il luogo presso cui abitavano i capostipiti di tali famiglie (un rovereto, per esempio) oppure un soprannome attribuito a un individuo noto per la sua forza fisica o morale (pari, appunto, a quella di un rovere) o, ancora, un nome di mestiere per un falegname (da questo albero, infatti, si ottiene un legno particolarmente robusto e pregiato, adoperato proprio nei lavori di falegnameria). Si tratta, in ogni caso, delle cognominizzazioni di soprannomi o nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.

RUZZA

Cognome abbastanza diffuso nel Veneto nelle province di Rovigo, Padova e Venezia, nella Lombardia occidentale, nel torinese, nel Lazio centro meridionale ed in Irpinia, nel Veneto potrebbe derivare da soprannomi originati da vocaboli dialettali, in dialetto  il termine ruza (ruzza) significa rumore molesto, nel Lazio ed in Campania potrebbe derivare dall'aferesi di modificazioni del nome Maria (Maruzza).

RUZZANTE
RUZZANTI

Ruzzante è tipicamente veneto, della zona di Torreglia (PD) e Padova in particolare, Ruzzanti è unico ed è quasi certamente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome o soprannome Ruzante, inventato dal commediografo padovano Angelo Beolco (1500 ca - 1542) detto appunto il Ruzzante.

RUZZENE

Ruzzene è decisamente veneto, di Venezia, Annone Veneto e Mira nel veneziano e di Vicenza, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine veneziano arcaico ruzzene (ruggine), forse ad indicare che i capelli del capostipite fossero appunto di color ruggine.

RUZZICONI

Ruzziconi è tipico di Sassoferrato e di Arcevia nell'anconetano, con un ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine latino ruscus (pungitopo), forse ad indicare nel capostipite un tipo particolarmente scorbutico o scostante.

RUZZOLINI
RUZZOLINO

Ruzzolini, assolutamente rarissimo, parrebbe avere un ceppo nel senese ed uno nel romano, Ruzzolino che ormai sembra essere scomparso in Italia parrebbe essere stato di origini siciliane, non si può escludere una derivazione dal toponimo Ruzzolino nel messinese.

 

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