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COGNOMI ITALIANI "O":

OPERA

Opera, molto molto raro, è un tipico cognome campano, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello da un funzionario di un'Opera di Beneficenza riconducibile a Carlo III° di Borbone.

OPESSI
OPESSO
OPEZZI
OPEZZO
OPISSI
OPISSO
OPIZZI
OPIZZO
OPPIZI
OPPIZIO
OPPIZZI

Opessi ed Opezzi sono quasi unici, e sembrerebbero dell'Italia nordoccidentale, Opesso, assolutamente rarissimo, è dell'area tra torinese ed astigiano, Opissi, quasi unico, parrebbe toscano, Opisso ha un ceppo genovese ed uno, sempre di origine ligure, a Carloforte nell'iglesiente, Opezzo è decisamente piemontese, radicato nel vercellese, alessandrino e torinese, Oppizi è rarissimo e sembrerebbe lodigiano, Oppizio ed Oppizzi, sempre rari, sono specifici del sudmilano e del lodigiano, potrebbe trattarsi, per tutti questi cognomi, di errori di trascrizione del cognome Opizzi, che è raro, ma di cui si può stimare un'origine nell'area lodigiano, piacentina, a cavallo del Po, od Opizzo, che, molto molto raro, è specifico del savonese, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Opizo, Opizzonis, di cui abbiamo un esempio di utilizzo in una Cartula venditionis del 1170 a Pavia: "Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo septuagesimo, quinto decimo kalendas aprilis, indictione tercia. Constat me Guercium, filium quondam Opizonis Barbasirice, qui professus sum ex nacione mea lege vivere Romana, accepisse sicuti et in presentia testium accepi a te donno Paciano converso et ministro hospitalis quod dicitur de Betleem quod est situm foris et prope Ticinensem civitatem, in prato Ticini...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Oppezzo è cognome sparsamente presente in Lombardia, soprattutto nella zona occidentale. Il cognome è classificato da Emidio De Felice come variante (piemontese e lombarda) dal ceppo "Opizzi". E' di derivazione tedesca, risale a un "
Opizo", documentato nel decimo secolo nella forma latineggiante "Opitius", e si è formato attraverso adattamenti sulla radice "audha", che indica possesso, ricchezza, potenza.

OPPEDISANO

Oppedisano è tipico del reggino, di Grotteria, Gioiosa Ionica, Locri, Rosarno e Siderno, dovrebbe derivare da una forma etnica dialettale per indicare gli abitanti di Oppido Mamertina (RC).

OPPI
OPPIA
OPPINI
OPPIO
OPPIOLI

Oppi, molto raro, dovrebbe avere un ceppo nella provincia romana ed uno tra bolognese e ferarrese, Oppia ha un ceppo a Sassari ed uno a Roma, Oppini è rarissimo, potrebbe essere di origini bresciane o veronesi, Oppio molto molto raro potrebbe avere un ceppo nel sudmilanese, uno nel bellunese, che potrebbe derivare dal toponimo Ca' degli Oppi (VR) ed uno nel napoletano, Oppioli è specifico di Riccione e Rimini, dovrebbero derivare tutti, direttamente o attraverso forme ipocoristiche, dal praenomen latino Oppius, Oppia, portato ad esempio da Gaius Oppius amico di Giulio Cesare: "...atque Caius Matius et Gaius Oppius reliquique Caesaris amici id sciunt...".
notizie ulteriori  fornite da Ubaldo Leuchi
Il cognome Oppi è presente a Filattiera (MS) da secoli ed avendo questi come sopranome
Luchin che in dialetto può anche significare provenienti dalla Lucchesia (Lucca), dovrebbe esistere anche un ceppo lucchese.

OPPUS
OPUS

Oppus, assolutamente rarissimo, è tipicamente sardo dell'area tra cagliaritano ed oristanese, Opus è praticamente unico, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma dialettale arcaica, dal termine sardo opus (giusquiamo), una pianta altamente velenosa per il suo contenuto di alcaloidi, iosciamina, scopolamina ed atropina che provocano allucinazioni, delirio, alterazione del battito cardiaco, convulsioni e persino la morte, nel passato si dice che anche Lucrezia Borgia abbia usufruito delle sue proprietà velenose.

ORABONA
ORABONI
ORABONO
ORIBONI
OROBONI
OROBONO

Orabona è tipico di Napoli, Nola e Giugliano in Campania nel napoletano e di Aversa, Parete, Lusciano, Casapesenna, Carinaro, Caserta e Villa Literno nel casertano, Oraboni, Oroboni ed Orobono sono quasi unici, e sono probabilmente il risultato di errori di trascrizione del precedente, Orabono, assolutamente rarissimo, è anch'esso del napoletano, Oriboni, anch'esso estremamente raro, sembrerebbe lombardo, anche se molto probabilmente è anch'esso il frutto di errori di trascrizione, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Horabona , Horabonus o Horabunus, nome attribuito a figli a lungo attesi, quindi frutti di un momento favorevole, o ai quali si auguravano tempi buoni, un esempio di questo nome lo troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in una Cartula ordinationis del 1131 a Pavia: "Anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo tricesimo primo, octavo kalendas setenbris, indictione nona. Ego Scotto, filius quondam Horabona, qui professus sum ex nacione mea lege vivere Romana, presens presentibus dico: vita et mors in manu Dei est; et manifestum est mihi eo quod volo ordinare et dissponere nominative cuncta mea substantia, iuris mei, tam rerum mobilium quamque inmobilium, positis rebus inmobilibus tan intra Titjnensen civitate, casis et edificiis et terris, quamque et foris in quibuscumque locis et territoriis intra hoc Italicum Regnum de meis iuris rebus inventum fuerit...", il nome lo troviamo anche tra i notai trentini del 1314, dove viene citato il notaio Nicholaus domini Horabuni de Casale, una seconda ipotesi propone per Oraboni ed Orabono una derivazione dal nome longobardo Auribano a sua volta derivato dai termini medioevali germanici aur (saetta, fulmine) e bano (colui che uccide), nel senso di colui che uccide con il fulmine.

ORANI

Orani è tipicamente sardo, ha un ceppo settentrionale ad Ittiri, Sassari, Ossi ed Alghero nel sassarese, ed uno meridionale a Cagliari e Quartu Sant'Elena nel cagliaritano, dovrebbe derivare dal nome del paese nuorese di Orani.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ORANI:
de Orani, così è nelle carte medioevali; proveniente da Orani, dunque. Orani (Orane nella dizione locale) è un centro abitato di 3150 abitanti della provincia di Nuoro a 540 m. s.l.m. Secondo alcuni studiosi, tra cui F. Cesare Casula (Di. Sto. Sa.), il villaggio trae nome dal suo fondatore romano Oranius; secondo le tesi del canonico Spano, si tratterebbe di villaggio pre romano, il cui nome risale alla radice “hor” = luce, casa, fuoco, abitazione, come anche Orune e tantissimi altri villaggi della Sardegna centrale preesistenti alla dominazione romana, che cominciano il loro nome con la radice semitica “hor”. In periodo medioevale Orani appartenne alla Curadorìa di Orotelli, nel regno giudicale di Torres. Cessato questo stato nel 1272, fu inglobato nel Giudicato di Arborea. Nel 1388 i rappresentanti di Orani aderirono alla Petizione di Eleonora. Nel 1420 Orani passò al Regno catalano aragonese di Sardegna. Dal 1420 al 1838, anno in cui venne disposto il riscatto, per l’abolizione del feudalesimo, Orani ebbe diversi dominatori tra cui i de Silva Fernandez, che nel 1613, furono elevati al titolo di marchesi di Orani. Del cognome Orani rimane traccia nei documenti medioevali. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo un certo, De Orani Joanne, jurato ville Simagis de Margiani, * Simagis de Margiani: Simaxis di giù(de jossu) - Contrate Campitani Simagis. Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI, XIII secolo, al capitolo 256 abbiamo: Gosantin De Orani (la prima volta, al 256/109); Gosantin Dorane (la seconda volta, al 256/110); si tratta di una donazione (en Nurguso, località presso Bancali, nelle campagne di Sassari), di Donna Justa De Athen al Convento di San Michele - …de sa petra nigella que esta junto ala de Gosantin de Orani (al 109)…a termino de la Corte de Gosantin Dorane (al 110).Troviamo il cognome anche nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo, al capitolo 290, De Orane Petru…in uno scambio di servi: tramutai  cum (donnu) Petru de Serra Boe homines: isse deitimi ( mi ha dato) pede (un quarto del servizio) in Mariane Lasso, et pede in Manikella, fiia de Petru d’Orane, servu de Sanctu Nichola; et ego(si tratta probabilmente del priore Ugone de Trullas)deili (gli ho dato in cambio) latus (la metà del servizio) in Maria Virrake, fiia de Jorgi Virrake. Testes…  Attualmente il cognome Orani è presente in 37 Comuni italiani, di cui 21 in Sardegna: Ittiri 87, Cagliari 78, Sassari 68, Quartu 35, etc.

ORATINO

Oratino è specifico di Pomigliano d'Arco nel napoletano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Oratino nel campobassano, probabile luogo d'origine del capostipite. Il nome del paese di Oratino dovrebbe derivare dal termine latino lauretum (bosco di alloro).

ORAZI
ORAZIO

Orazi è molto diffuso nella fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, Orazio ha un ceppo veneto a Nervesa della Battaglia (TV) ed a Cavallino-Treporti (VE) e Venezia, ed uno tra Frattaminore e Frattamaggiore nel napoletano, dovrebbero derivare dalla Gens Horatia una delle più antiche famiglie romane, ricordiamo i famosissimi Orazi della contesa con i Curiazi ed il famosissimo poeta latino Quinto Orazio Flacco, ma è pure possibile una derivazione dal nome personale italiano Orazio portato dal capostipite.

ORCEL

Orcel, quasi scomparso, è un cognome di origini francesi, si tratta di una forma ipocoristica del nome francese Ours, equivalente al nome italiano Orso.

ORCHI
ORCO

Orchi, molto raro, è specifico della zona di Tolfa, Cerveteri e Civitavecchia nella provincia romana, Orco, ancora più raro, è tipico di Sicignano Degli Alburni nel salernitano, dovrebbero derivare dal toponimo Orchi nel casertano, ma è pure possibile che prendano il nome dalla vicinanza ad un luogo di culto della divinità latina dell'oltretomba Orcus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Orchi è cognome laziale dalla voce botanica latina '
Orchis', nome di fiori della famiglia delle Orchidacee. Ma anche, in latino, una specie di oliva.

ORCIANI
ORCIARI

Orciani è specifico di Ancona, con buone presenze anche a Falconara Marittima e Chiaravalle nell'anconetano ed a Fano e Pesaro nel pesarese, Orciari è specifico delle Marche, di Orciano di Pesaro, San Lorenzo in Campo e Fano nel pesarese, e di Corinaldo, Arcevia e Senigallia nell'anconetano,con un ceppo anche a Roma, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso modificazioni, dal toponimo Orciano di Pesaro nel pesarese, ma è anche possibile una derivazione da soprannomi originati dal mestiere  svolto dai capostipiti, cioè quello di produttore di orci, dal termine latino urceus, grandi vasi di terracotta, panciuti, usati soprattutto per tenervi l'olio.

ORECCHIONI

Orecchioni è tipicamente sardo, dell'estremo nord dell'isola, di Arzachena in Gallura in particolare, ma ben presente anche a Tempio Pausania, Olbia, Palau, Sant'Antonio di Gallura, Luogosanto, Aglientu e La Maddalena, sempre in Gallura ed a Sassari, non sembrerebbe essere originario della Sardegna e dovrebbe derivare da un soprannome tendente a sottolineare una caratteristica fisica dei capostipiti.

OREFICE
OREFICI
ORIFICI

Orefice è molto diffuso in Campania, nel napoletano in particolare a Napoli, Casoria, Casavatore, Arzano ed Afragola, a Roma, nel cosentino a Corigliano Calabro e Malvito, in Sicilia a Bronte e Caltagirone nel catanese ed a Siracusa, Orefici a parte un piccolo ceppo a Roma è presente in modo molto sporadico in Emilia e Toscana, Orifici è tipico siciliano del messinese a Sinagra, Ucria e Messina, con ceppi a Casteldaccia (PA) ed a Paternò (CT)
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Orefice ha un vasto epicentro fra il napoletano, il casertano e il salernitano, ma ceppi minori si riscontrano anche nel cosentino, nel catanese, nel palermitano, nel siracusano, nel cagliaritano e un po' in tutto il nord e centro nord del paese, Orefici, molto più raro del precedente, è presente maggiormente nel romano, nel piacentino e nel massese, Orifici è più tipicamente siciliano, con ceppi maggiori nel messinese, nel catanese e nel palermitano, tutti questi cognomi derivano dal termine
orefice, col significato ancora attuale di orafo, gioielliere. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.

ORENGO

Orengo è specifico della Liguria, di Genova e dell'imperiese soprattutto, di Badalucco, Ventimiglia, San Remo, Castel Vittorio, Imperia, Taggia e Pigna, potrebbe trattarsi di un'italianizzazione del cognome francese Orain, che dovrebbe derivare da toponimi, potrebbe anche trattarsi di una forma etnica della città francese di Orange in Provenza, ma molto probabilmente deriva invece dal nome medioevale Aurengus, o Orengus , forma contratta del nome germanico Audharengus (Audharing), composto da audha (ricchezza, potenza, forza), Harija (esercito) e dal suffisso patronimico di appartenenza -ing, che starebbe perciò per il figlio del potente esercito.

ORFANELLI
ORFANINI

Orfanelli, molto molto raro, è tipicamente abruzzese, Orfanini è assolutamente rarissimo, si tratta di nomi che indicavano lo stato di figli abbandonati, lasciati normalmente presso comunità religiose, e che la carità cristiana riservava quindi a dei trovatelli.

ORFEI
ORFEO

Orfei è tipico della fascia che comprende nell'anconetano, Fabriano e Genga, l'Umbria ed il Lazio, con massima concentrazione a Roma e Vicovaro (RM), Orfeo è decisamente di Napoli e del napoletano, derivano dal nome greco Orfeus, nome tratto dalla mitologia, Orfeo viene considerato da Pindaro il padre della musica.

ORFINI
ORFINO

Orfini, molto raro, ha presenze nel maceratese ed un ceppo a Roma, Orfino è specifico di Gioia del Colle nel barese, con presenze anche a Bari e nel tarantino a Pulsano e Ginosa, dovrebbero derivare dal nome medioevale Orfinus, di cui abbiamo un esempio con Orfino da Lodi scrittore e giureconsulto, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'elenco degli scolari dell'Ateneo di Perugia dove è presente un tale Alessander Orfinus iscrittosi nell'anno 1591.

ORGERO

Orgero, quasi unico, sembrerebbe dell'alessandrino, dovrebbe derivare dal nome della Val d'Orgero di Grognardo, sempre nel Monferrato alessandrino, probabile luogo d'origine del capostipite.

ORGIU

Orgiu è tipicamente sardo, di Isili e Nurallao nel cagliaritano, di Masullas e Mogoro nell'oristanese e di Pabillonis nel Medio Campidano, con un ceppo anche ad Olbia, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo meridionale orgiu (orzo).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ORGIU:
orju, oriu, orriu, ordzu, orgiu è l’orzo. Dal latino hordeum. S’orju è il cereale per eccellenza per i sardi antichi, poiché nasce spontaneamente nella terra sarda, non il grano che però, portato dai Fenici prima, dai Cartaginesi poi, dai romani infine, ha preso il posto numero uno, anche se l’orzo ha sempre mantenuto un ruolo importantissimo nella storia economica della Sardegna. Ad esempio “s’orriu” = l’orzo, era il tributo fondiario pagato in orzo da tutti i sudditi, liberi, coloni e servi, che sfruttavano le terre demaniali, nei Regni Giudicali. S’orria (o anche s’orriu) in lingua sarda è ancora oggi il granaio, dove si depongono le varie granaglie. La voce, nelle sue varianti, è presente negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna, soprattutto come toponimo. Orrea, paese medioevale della Curadorìa di Sarrabus, nel regno giudicale di Càlari, oggi è il quartiere più antico di San Vito, ancora detto Orrea. Orri, villaggio scomparso, sito in località Planu s’Orri in agro di Serramanna; in periodo medioevale fece  parte della Curadorìa di Nuraminis, nel regno giudicale di Càlari, etc. Dalla seconda metà del XV secolo non è più citato nei documenti antichi. Villa d’Orri o Bidda ‘e S’Orri (da non confondere con Villasor), è una tenuta modello impiantata dal marchese di Villahermosa Stefano Manca, a 15 chilometri da Cagliari. Sulla strada che porta a Capoterra, Sarroch, Pula, negli ultimi decenni del 1700: fu residenza estiva per Carlo Felice, prima che diventasse re di Sardegna, dal 1799 al 1821. Orria Manna e Orria Pitzinna, due abitati scomparsi( citati nel Condaghe di San Michele di Salvennor, XI, XIII secolo, per la prima volta e successivamente nell’opera di G. Francesco Fara, “In Chorographiam Sardiniae”, del 1584), siti in agro di Chiaramonti. In periodo medioevale appartennero al regno giudicale di Torres, ma furono possedimento privato dei Doria, etc. ( Di. Sto. Sa. di F. C. Casula). Seppure nella variante Orro, troviamo il cognome tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: Orro (de) Gunnario, ville Iscopediu, * Iscopediu…odierno Escovedu. Partis de Montibus; Orro(de) Barcolo, ville de Sardara, ** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388; Orro(de) Dominigho, ville Tuyli, * Tuyli…odierno Tuili. Contrate Marmille.  Attualmente il cognome Orgiu è presente in 52 Comuni del territorio italiano, di cui 22 in Sardegna: Isili 48, Masullas 23, Olbia 21, Mogoro 20, Nurallao 18, etc.

ORI
ORO

Ori è tipicamente emiliano e della Toscana settentrionale, Oro ha ceppi sparsi qua elà per tutta l'Italia, anche insulare, dovrebbero derivare dal nome latino Aurius o dal nome medioevale Orio, entrambi derivati dal termine latino aureus (dorato), possono però anche provenire da soprannomi originati dal mestiere di orafo forse svolto dai capostipiti.

ORIA

Oria è un cognome con un grosso ceppo piemontese ed uno ormai quasi scomparso campano, potrebbero derivare dal nome  medioevale femminile Oria, derivato al nome latino Aurea, ne abbiamo un esempio in una Cartula venditionis dell'anno 1134 a Magnago (MI): "Anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo tregesimo quarto, mense novembris, indicione treciadecima. Constat nos Amizonem filium quondam Arnoldi et Oriam iugales et Petrum seu Nazarium germanos, patre et matri et filios, et Gislam coniugem Petri ..", ma in alcuni casi potrebbero anche derivare dal toponimo salentino di Oria.

ORIALI

Cognome praticamente unico, presente solo a Milano, potrebbe derivare da toponimi come  Orio al Serio (BG) o Orio Litta (LO) o altri simili.

ORIANI

Dovrebbe avere due ceppi, uno nel milanese , che potrebbe derivare da toponimi come  Orio al Serio nel bergamasco, Orio Litta nel lodigiano, o altri simili, ed uno nel ravennate.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Oriani proviene dal nome
Oriano a sua volta dal latino Aurelianus. Olivieri 146.

ORICCHIO
ORICCO
ORRICO
ULRICO
URRICO

Oricchio è decisamente del salernitano, di Vallo della Lucania in particolare e di Torchiara, Agropoli, Celle di Bulgheria e Salerno, Oricco è specifico del cuneese, di Santa Vittoria d`Alba e Bra in particolare, Orrico ha un ceppo principale in Calabria nel cosentino e nel salernitano, ma presenta piccoli ceppi anche nel massese e nel ravennate, Ulrico è praticamente unico, Urrico, molto molto raro, parrebbe del cosentino, dovrebbero derivare dai nomi medioevali di origine germanica Ulricus, Orricus, nati dall'alterazione dei nomi germanici Ulrich ed Huldrych, composti da uodal (eredità, patrimonio) e rich (ricco, che possiede), nomi di cui abbiamo un esempio nell'anno 1080: "Carta de emptionibus quas fecit Orricus monachus apud Campigniacum in tempore suo, et de turre quam dedit Bernerius, filius Hivolini, Sancto Albino. .." o anche nell'anno 1143: "..Altmannus de Sigenburch, Gebehardus de luikenberge, Cunradus de biburch, Berchtold de Scamhobeten, Ulricus de lumma, frater eius Pilgrimus, Udalricus de liebenstein et frater eius Adalbero..", o dal nome Oriccus di cui abbiamo un esempio negli Annali di Caledonia relativi all'anno 971: "... Subjectus est ergo Eadgaro rex praedictus praedicta causa, sed et rex Cumborum Malcolm, et Oriccus [Maccus] plurimarum rex insularum, et Orcadum diversi reges. Qui omnes Eadgaro homagii nomine tenebantur...", tutti nomi che derivano dal nome germanico Ulrich, originato dall'antico germanico Udalrich, derivato a sua volta dai termini udal, odal (lasciti, eredità) con l'aggiunta di rich (ricco), con il significato di ricco di nobiltà.

ORIENTE
ORIENTI

Oriente ha un ceppo nel vicentino a Lugo di Vicenza e Zugliano, un ceppo a Roma, uno a Campobasso, uno a Napoli, uno a Potenza ed uno a Villa San Giovanni nel reggino, Orienti è tipico del centro Italia, di Roma in particolare, dovrebbero derivare dal nome medioevale Oriente, nome originato dalla tradizione cristiana, ed attribuito ai propri figli in segno di devozione, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento il Messia viene a volte definito: "l'uomo chiamato Oriente".

ORIFIAMMA
OROFIAMMA

Orifiamma è assolutamente rarissimo, Orofiamma è ancora più raro, sembrerebbero originari della zona campana, dovrebbero derivare dal nome medioevale Orifiamma, ma potrebbero anche derivare dal nome della bandiera di guerra del Re di Francia da Carlo Magno al 1400 circa, bandiera custodita nell'abbazia di Saint-Denis, che si diceva fosse stata direttamente concessa da Dio a Carlomagno e che si chiamava appunto oriflamme (orifiamma), era tutta rossa con frange dorate e con fiammelle d'oro tutto intorno, si potrebbe quindi trattare di un soprannome attribuito al capostipite in occasione di un atto di guerra dello stesso come vessillifero al seguito degli angioini.

ORIGGI

Origgi è specifico del nordmilanese, di Milano, Bollate, Meda, Besana in Brianza e Novate Milanese nel milanese e di Oggiono, Casatenovo e Monticello Brianza nel lecchese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Origgio nel varesotto.

ORIGONI

Tipico del nord Milano, in provincia di Varese si trova la località Calcinate degli Origoni, che fa pensare che l'area originaria di questo cognome sia di quelle parti, il cognome deriva da una modificazione del nome medioevale Olrico, Arrigo Orrigo.

ORIO

Sembra avere un ceppo lombardo nel lecchese e nel bresciano, che potrebbero derivare dal toponimo Orio al Serio (BG), ed uno nel veneziano che potrebbe derivare dal nome greco Orius, dalle metamorfosi di Ovidio: "...Orius matrem habebat Mycalen, quam certum erat crebro subtraxisse incantationibus cornua Lunae resistenti...", ma alcuni potrebbero derivare dall'aferesi di un nomen latino come Eborius o di un cognomen latino come Liborius o Honorius.  Troviamo tracce di questa cognominizzazione in Umbria a Narni (TR) nel 1500 con Alexander Orius luogotenente del locale governatore.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
 Orio è un cognome tipicamente settentrionale, con ceppi maggiori nel lecchese e nel bresciano, ma ben presente anche in Veneto, Piemonte e Liguria (soprattutto nel veneziano, nel veronese, nel torinese, nell'astigiano, nel verbanese e nel genovese); un ceppo secondario si trova poi anche al sud, nel salernitano. Per quanto riguarda il suo significato, le ipotesi che si possono trarre da questo cognome sono due: potrebbe trattarsi di un cognome di origine toponomastica (in Lombardia esistono i comuni di Orio Al Serio, nel bergamasco, e di Orio Litta, nel lodigiano, mente in Piemonte si trova il comune di Orio Canavese, nel torinese) oppure potrebbe trattarsi di un cognome derivato dal vecchio nome personale
Orio. Secondo alcuni studiosi questo nome sarebbe di origine greca e significherebbe bello, elegante (dal greco horaios, di uguale significato), mentre altri sostengono si tratti di un personale di origine latina col significato di dorato, splendente come l'oro (dal latino aureus, derivato a sua volta dal sostantivo aurum, oro): già in età imperiale, infatti, esistevano i nomi Aureus e Aurea, probabilmente nati come soprannomi attribuiti in base a particolari caratteristiche fisiche (come, ad esempio, il colore dei capelli).
integrazione di Elio Orio
Il cognome Orio appartiene ad una antica famiglia nobile veneziana. in origine il cognome era Aureo (probabilmente derivante dal fatto che commerciavano in oro).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Orio. Per il Veneto si può pensare ai nomi
Aurius ed Orio, entrambi dal latino 'aureus', lì attestati già nei secoli XI-XII. Altrimenti si deve farlo risalire ai numerosi toponimi Orio presenti soprattutto nel Nord. A tal proposito D. Olivieri (Dizionario di toponomastica piemontese, p. 245) scrive che la forma Orio aveva fatto pensare, invano, al latino 'horreum' = 'granaio'; ma la forma dialettale Or aveva condotto già il Salvioni a riconoscervi un adattamento letterario di Horo, Orum, Oro, dialetto or, nel senso di 'poggio', notato poi anche dal Guarnerio negli Statuti di Pedemonte, ed avvertito prima dal Meyer Lübke (Rom. Gramm. II, 433). Anche per il Guarnerio l'evoluzione dei significati assunti dal latino ORUM sarebbe stata: 1: 'orlo'; 2: 'ciglio di monte'; 3: 'poggio'.

ORIOLA

Oriola, assolutamente rarissimo è di origini incerte, dovrebbe essere originario della zona tra Lazio ed Abruzzi, dovrebbe derivare dal toponimo Oriolo Romano (VT) ma potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine oriolo (orologio), tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Puglia nel 1500 con il castellano Antonio de Oriola.

ORIOLI

Orioli è tipicamente romagnolo, in particolare di Ravenna, Cesena, Forlì e del ferrarese, dovrebbe derivare da toponimi come Oriola nel cesenate o Oriolo nel ravennate, ma potrebbe anche derivare da soprannomi originati dal termine medioevale oriolus (rigogolo, un uccellino passeraceo).

ORIOLO

Oriolo è specifico dell'area meridionale che comprende la Basilicata, il tarantino e soprattutto il cosentino, dovrebbe derivare dal nome del paese Oriolo nel cosentino.

ORIONE

Orione è un cognome tipicamente ligure, piemontese, dovrebbe derivare dal nome latino di origine greca Orio, Orionis, da nome del Gigante figlio di Poseidone, il dio del mare, e di Euriale figlia del re Minosse di Creta.

ORLACCHI
ORLACCHIO

Orlacchi, praticamente unico, sembrerebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Orlacchio, che ha un piccolo ceppo a Lanuvio nel romano ed a Latina, ha un grosso ceppo nel beneventano a Benevento, Campoli del Monte Taburno, Cautano, Montesarchio e Foglianise, con presenze a Napoli ed a Sala Consilina nel salernitano, e che dovrebbe derivare da un'italianizzazione del nome della città germanica di Orlach nel Baden-Württemberg, probabilmente il luogo di provenienza dei capostipiti, giunti forse in Italia al seguito dell'imperatore svevo.

ORLANDI
ORLANDO

Entrambi molto diffusi, Orlandi proprio dell'Italia centro settentrionale, Orlando di quella centro meridionale, deriva dal nome rinascimentale Orlando di tradizione Franco Germanica.

ORLANDINI
ORLANDINO
ORLANDINOTTI

Orlandini è tipico dell'Emilia e della Toscana, Orlandino, molto raro, è specifico del brindisino, Orlandinotti è unico, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso una forma ipocoristica, dal nome medioevale Orlandinus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale a Cremona in un atto del 1170: "...Ibi fuerunt Patronus da Pignole et Ricardinus Pistor atque Orlandinus de Caliano, rogati testes.".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nell'atto con cui i Pisani nel 1228  giurano di mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi.dove compare un certo Buonacorsus Orlandini, al nobile casato degli Orlandini nel 1400 venne affidato il feudo di Fucecchio (FI) e territori limitrofi.

ORLER

Orler, assolutamente rarissimo, è diffuso in maniera assolutamente sporadica nel triveneto, di origine tirolese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale tedesco a.a.t. orlei (clessidra, misuratore del tempo).

ORMANNI

Ormanni assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo umbro, potrebbe derivare dal toponimo Cedda Ormani nel senese, ma molto più probabilmente e semplicemente deriva dal nome medioevale di origine longobarda Hormann divenuto poi Ormannus, una diversa forma del termine Arimanno, nella Nuova Cronica di Giovanni Villani, nella Firenze del 1050, troviamo gli Ormani citati tra le famiglie più antiche di Firenze, a Pisa in un atto del 1174 leggiamo: "Actum Pisis in ballatorio ecclesie Sancti Xisti, anno dominice incarnationis millesimo centesimo septuagesimo quarto, quarto nonas martii, indictione septima. In presentia et testimonio Ormanni domini Paganelli et Petri quondam Butti et Boniaccorsi quondam Marignani ...".
integrazione fornita da Roberto Ormanni
Consorteria consolare fiorentina di illustri cittadini, che al tempo di Cacciaguida aveva compiuto quasi per intero il proprio ciclo storico, ed era "già nel calare" (Pd, XVI 89): nella seconda metà del secolo due documenti editi dal Lami (8 agosto 1165 e 10 settembre 1178) ne ricordano alcuni membri che ormai portano il cognome di Foraboschi col quale sono meglio noti nella storia cittadina del Duecento e del Trecento (confr anche Villani IV 13). Il Malispini - la cui consorteria li ebbe vicini di casa e di torre e nemici per motivo politico, e che diede a uno di loro, Arrigo, la propria figlia in sposa - parla anche, a riguardo degli Ormanni, di un'antichissima origine romana, ritenendoli discendenti da un Attilante, compagno di imprese del mitico eroe Uberto, al cui erede il capo aveva dato in moglie una sua figlia; da questa coppia avrebbero avuto origine, secondo il cronista, gli Ormanni veri e propri. Più avanti lo stesso Malispini, per confermare le sue affermazioni circa l'importanza politica e sociale di quella "nobile schiatta",  cita uno di loro, messer Ormanno, tra i fiorentini che vennero armati cavalieri da Carlo Magno e ne ricorda altri tra quei concittadini che erano accorsi in armi alla quinta crociata. Se tuttavia è del tutto fantastico il riferimento alle scaturigini romane e alle più antiche dignità cavalleresche carolingie degli Ormanni, corrisponde ai dati offerti dalla critica documentaria l'affermazione di una loro antica potenza feudale. Agli Ormanni erano appartenuti infatti estesi possedimenti terrieri nella Valle dell'Arno, più importante ancora il castello di Montegufoni in Val di Pesa, presso Montespertoli, ottimo punto di appoggio per le masnade degli Ormanni che taglieggiavano il traffico fiorentino e in special modo le greggi che andavano a svernare in Maremma. I fiorentini, nel quadro della lotta contro i dinasti feudali posero fine a queste azioni di disturbo e obbligarono gli Ormanni a inurbarsi. In città gli Ormanni abitarono case e torri a San Pieri a Scheraggio, nel luogo dove poi sarebbe stato innalzato il palazzo dei Priori (1299), la cui costruzione fu anzi preceduta dalla vendita che di gran parte di quegli edifici fu fatta al Comune da Simone di Guido Foraboschi. Era anche degli Ormanni la torre detta Vacca, che fu incorporata nel palazzo e costituì la base della torre di Arnolfo.
Bibliografia:
Archivio di Stato Firenze - Ammirato, Delle famiglie nobili fiorentine, Firenze 1602
- Borghini, Discorsi 1755 - Vieri, De illustratione urbis Florentiae libro III 1636
Notizie tratte da Enciclopedia Dantesca 1973 vol. IV voce Ormanni

ORMEA

Ormea, molto molto raro, sembrerebbe piemontese, ma con un ceppo significativo anche a San Remo nell'imperiese, dovrebbe derivare dal nome del paese Ormea nel cuneese.

ORMELLA

Molto raro sembrerebbe tipico dell'alto casertano, è difficile individuarne l'origine, si può ipotizzare che possa derivare da un soprannome legato ad una caratteristica della località di provenienza, forse la presenza di uno o più olmi, esiste anche la possibilità che sia di origine francese e che derivi dal nome normanno Ormelus o Ormele, troviamo ad esempio nel 1100 il normanno Ormelus Gulden  figlio di un Richardus Forestaius.

ORMINI
ORMINIO

Ormini, estremamente raro, sembrerebbe del nord, Orminio è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Orminius a sua volta derivato dal nome del monte greco Orminios sacro agli dei che diede pure il nome ad una città greca, ma non si può escludere una derivazione da una modificazione del nome medioevale longobardo Hormann (vedi ORMANNI).

ORNAGHI

Ornaghi è specifico di Milano e del milanese, di Burago di Molgora, Villasanta, Treviglio, Monza, Cologno Monzese, Agrate Brianza, Lissone, Sesto San Giovanni, Vimercate e Concorezzo, dovrebbe derivare dal nome del paese di Ornago nel milanese, paese situato nella zona di Agrate Brianza, Concorezzo e Vimercate.

ORO
OROFINO

Oro è un cognome che sembrerebbe specifico del vicentino, ma che presenta ceppi anche nel cosentino, nel maceratese e nella Sardegna centromeridionale, Orofino è diffuso soprattutto in meridione, nel napoletano, nel potentino, nel barese, nel cagliaritano ed in Sicilia nel palermitano, ennese e catanese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Oro od Orofino attribuito a figli particolarmente graditi, che venivano così considerati come oro od oro purissimo dai loro genitori.

ORONTE
ORONTI

Oronte, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area napoletana, Oronti, ha un piccolo ceppo a Forlì e presenze nel napoletano, dovrebbero derivare dal nome Oronte di origini saracene, ricordiamo Oronte, che nell'opera di Giuseppe Verdi I Lombardi alla prima Crociata fa la parte del figlio del capo degli Ottomani, che ama la cattolica Giselda, ma potrebbero anche derivare dal nome del fiume libanese Oronte, che ora si chiama Asi o Afi, nome forse attribuito come soprannome ad un crociato.

ORONZI
ORONZO

Oronzi, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area laziale abruzzese, Oronzo ha un ceppo nel pescarese ed uno campano, dovrebbero derivare dal nome latino di origine greca Orontius, ricordiamo che Sant'Oronzo è il patrono di Lecce.

ORRERA
ORRERO

Orrera, assolutamente rarissimo, è campano, così come il quasi unico Orrero, dovrebbero essere di origini spagnole e derivare da un'alterazione dialettale del cognome spagnolo Herrera, Herrero.

ORRI

Orri, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Modena, e qualche presenza in Sardegna nell'oristanese, dove potrebbe derivare dal toponimo Villa d'Orri  nel cagliaritano, dovrebbe derivare da un antico nome di località composto sulla base del termine latino horreum (granaio, o meglio magazzino di deposito di alimenti di vario genere).

ORRIA
ORRÍA

Orria ed Orrìa, tipicamente meridionali, sembrerebbero ormai presenti solo a Napoli, ma il ceppo originario dovrebbe essere del messinese, anche se si ipotizza addirittura un'origine basca dal nome Orrios, non si può escludere possa trattarsi di una deformazione del nome medioevale germanico Orrico.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Orria è cognome solo napoletano, deriva dal toponimo Orria (SA). Antica Loria e Oria. Il primo sviluppo del paese risale al periodo di affermazione dei normanni nell'Italia meridionale. In documenti del XII secolo (rif. da P. Ebner, Chiesa, Baroni e Popolo del Cilento, 1982) risulta segnato anche come L'oria, dal plurale di
horreum, in latino "granaio".

ORRITOS

Orritos, molto molto raro, è tipico del sassarese di Bultei in particolare, potrebbe derivare dal termine sardo órriu (granaio), forse ad indicare il mestiere di fattore svolto dal capostipite, ma non si può escludere invece un'origine spagnola dalle terre di Valencia, in un atto del 1283 leggiamo: "Noverint universi, quod nos, frater Raymundus de Rippellis, humilis castellanus Emposte, de assensu et voluntate fratris Bernardi de Miravallibus, comendatoris domus Valentie, et fratris Bernardo de Boscho, comendatoris domus Burriane, et fratris Erimani de Pontibus, et fratris Guillermi de Fulleda.. ..Testes huius rey sunt presentes ad hoc, Guillermus de Orrito, donatus Hospitalis, et Raymundus de Falconera de Cameteria, scutifer dicti castellani...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Orritos potrebbe essere il diminutivo del cognome Orri o una variante del cognome Erittu. Orri corrisponde al nome della antica Villa d'Orri tra Capoterra e Sarroch; Erittu  corrisponde al sostantivo '
erittu' = riccio di terra, porcospino. M. Pittau, Dizionario dei cognomi della Sardegna, 2, pag. 294.

ORRU'

Tipico sardo, di origini cagliaritane, potrebbe derivare dal toponimo Villa d'Orri (CA).
precisazioni fornite da Nicola Orrù
la derivazione dal toponimo ha suscitato in me qualche perplessità.dato che lo stesso risale alla fine del 1700, mentre abbiamo tracce di questo casato fin dal XI° secolo, tra la seconda metà dell'anno 1000 e l'inizio del 1100 è Giudice di Arborea un certo Comita I° de Orrù, nel 1738 il Re di Sardegna Carlo Emanuele III° concede il titolo ereditario di Cavaliere al casato Orrù di Assemini. Una possibile derivazione potrebbe essere da un soprannome originato dal vocabolo
orrù che in lingua sarda indica il rovo, arbusto spinoso tipico della flora mediterranea che produce le infruttescenze commestibili chiamate, more di rovo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ORRU': il rovo, dal latino
rubus; in botanica: rubus fruticosus. Nelle varie parti della Sardegna oltre a orrù/arrù, abbiamo: rubu, ruvu, orruvu, orrubu. Orrù/arrù crabì(n)u è la salsapariglia o smilax aspera. Lo ritroviamo negli antichi documenti della Sardegna: Tra i firmatari della Pace di Eleonora *LPDE del 1388 troviamo ben 31 Orrù, preceduti da "de" ad indicare probabilmente la discendenza: Orrù (de) Anthonio, jurato (guardia giurata, collaboratore del majore) ville Solli (odierno Silli - Contrate Partis Milis); Orrù (de) Bartholomeo, jurato ville Siris (Odierno - Partis de Montibus); Orrù (de) Bonomini, jurato ville Goçula. (distrutto: Goçuna -Partis de Montibus); Orrù (de) Deustisalvi, ville Gonnos de Codina (Gonnoscodina - Partis de Montibus); Orrù (de) Dominico, jurato ville Ville Longe (Villalonga: distrutto. Campitani Majoris); Orrù (de) Gaspario, jurato ville Sellejani (distrutto.non rimane traccia. Campitani Majoris); Orrù (de) Georgio, jurato ville Solli; Orrù (de) Gunnario, ville Gononò; Orrù (de) Iscano, ville Nuragus; Orrù (de) Jacobo, jurato ville Cuuri (distrutto...presso Ghilarza. Contrate Partis de Guilcier); Orrù (de) Joanne, jurato ville Siris; Orrù (de) Joanne, majore ville Nurau Albu (* Nurau Albu.distrutto - Campitani Majoris); Orrù (de) Joanne, ville Gonnos de Tramacia; Orrù (de) Matheo, majore ville Curchuris; Orrù (de) Meglori, ville Mahara (Villamar); Orrù (de) Nicolao, jurato ville Iscopediu (Escovedu); Orrù (de) Nicolao, jurato ville Sernische (distrutto. Senusthe? Semische? Semiste? Campitani Majoris); Orrù (de) Nicolao, ville Forru (Villanovaforru); Orrù (de) Petro, ville Oruinas (Ruinas); Orrù (de) Petro, ville Genone (Genoni); Orrù (de) Rinaldo, jurato ville Masudas (Masullas); Orrù (de) Samauri, majore ville Gonnos de Tramacia(Gonnostramatza); Orrù (de) Saturno, jurato ville Maassama( odierno Maassama - Campitani Majoris); Orrù (de) Thomeo, jurato ville Ville Olbane (Villaurbana - Campitani Simaxis); Orrù (de) Vincencio, jurato ville Simagis de Josso; Orrù (de)Joanne, ville Laconi ; Orrù (de) Binesio, majore ville Simala (Partis de Montibus); Orrù (de) Deusamededi, jurato ville Asune (Asuni); Orrù(de) Furatus - de Aristanni ; Orrù(de) Joanne, jurato ville Solarussa; Orrù (de) Merceale, jurato ville Salanis (distrutto - Campitani Majoris); Orrù (de) Michael - de Aristanni. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XII° sec., si presenta nella variante Orruvu (Figurano 20 Orruvu): Orruvu (de) Arzocco(78), teste in una donazione; Orruvu (de) Baldufinu (86); Orruvu (de) Gunnari (146) curatore (funzionario regio con competenze a carattere essenzialmente rurale; aveva il controllo delle prestazioni dovute al sovrano) de Bonorzoli, teste in una donazione a Santa Maria da parte del Giudice Barusone I° (de Serra), re del Giudicato d'Arborea, figlio di Comita III° de Lacon - Serra. Barusone I°, nel 1146, appena salito al trono, convocò una conferenza di tutti i regnanti sardi in occasione della consacrazione della nuova chiesa Camaldolese di Santa Maria di Bonarcado, per discutere una pace generale: parteciparono quasi tutti; la concordia durò circa 15 anni (DiStoSa). il più famoso degli Orruvu (de) fu Costantine, cugino di Comita III° de Lacon - Serra (padre di Barusone I°), curatore(funzionario regio) di Migil. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT XI°, XII° sec.,lo troviamo nelle variante (d') Aruvu: Gosantine e Mariane (probabilmente fratelli)d'Aruvu (224) (de Puço Maiore - Pozzomaggiore-Contrate Caputabas) poserun (posero, assegnarono)ass'una parte III pedes (3/4 - delle prestazioni di servizio) di Jorgi (Giorgio) et isu fiiu Michali intregu (e il figlio Michele, interamente); ass'atera parte Petru (Pietro) e latus (la metà) de sa sorre Maria (della sorella Maria).etc. Ricordiamo poi Elena de Orrù, regina di Arborea, prima moglie di Costantino III° re di Arborea dal 1131, al quale diede 4 figli: Barisone, Costantino, Anastasia ed Elena. Nella storia moderna ricordiamo Raimondo Orrù, grosso imprenditore stradale, contribuì, tra la fine del XVIII° e l'inizio del XIX° sec. alla costruzione della Strada Statale 131 (la Carlo Felice). Infine citiamo Antonino Orrù (Sinnai 1928.) vescovo della Diocesi di Ales Terralba dal 1990 al 2003. Attualmente il cognome Orrù è diffuso in 207 Comuni Italiani, di cui 111 in Sardegna. Nella penisola la maggiore diffusione si registra nel centro nord, in Sardegna nel centro sud. L'area cagliaritana conta il maggior numero di Orrù: Cagliari 119, Quartu S.E. 53, Sinnai 44, Sestu 40 Oristano 39.Sassari 9, etc.

ORSATI
ORSATO
ORSATTI

Orsati è quasi unico, Orsato è decisamente veneto, dell'area vicentino, padovano, trevisana, in particolare di Recoaro Terme, Nove e Valdagno nel vicentino, di Piazzola sul Brenta e Codevigo nel padovano e di Maser nel trevisano, Orsatti sembra avere oltre al nucleo principale nel bresciano, anche un ceppo nella zona tra mantovano e ferrarese ed uno nel pescarese, dovrebbero derivare da forme patronimiche in -ati o -ato del nome medioevale Orso, a sua volta derivato dal nomen latino Ursus, probabile nome dei padri dei capostipiti.  Tracce antichissime di queste cognominizzazioni le troviamo a Padova nel 1221 con Orsato che figura tra i principali cittadini patavini dell'epoca, firmatari dell'atto con il quale si riconosceva privilegio di cittadinanza a Bertoldo patriarca d' Aquileja, nel 1452 Giovanni Orsato venne insignito del titolo di Conte Palatino dall'imperatore Federico III°, nel 1463 Papa Pio II° gli confermò il titolo di Conte Palatino e concesse al di lui nipote Ruprandino di congiungersi in matrimonio con Mantonina Tolomei Piccolomini, figlia di una sorella dello stesso Papa.

ORSANI
ORSENO

Entrambi questi cognomi sono assolutamente rarissimi, Orsani lo è forse di più, ed è specifico del casertano e napoletano, Orsano è specifico invece dell'area napoletano salernitana, dovrebbero derivare dal nome del paese di Orsano nel napoletano.

ORSANIGO
ORSENIGO

Orsanigo, molto molto raro, è tipicamente lombardo di Colle Brianza e Rovagnate nel lecchese e di Milano, Orsenigo, molto più diffuso è specifico del comasco, con Figino Serenza, Cantù, Carimate e Appiano Gentile, del nord milanese, con Milano, Meda, Seveso, Carate Brianza, Nova Milanese, Bovisio Masciago e Monza, e di Calco nel lecchese, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso una modificazione dialettale dal nome del paese di Orsenigo nel comasco, toponimo che dovrebbe derivare dal cognomen latino Ursinus o dal suo derivato prediale ager ursinicus (proprietà agricola di Orsino), molto meno probabile una derivazione dal nome germanico Ursinicus, ricordiamo con questo nome un Re degli Alemanni del quarto secolo d. C.

ORSI
ORSO
ORSONI

Orsi è specifico dell'area che comprende la Lombardia, l'Emilia, l'alessandrino, la Liguria e l'alta Toscana, Orso ha un grosso nucleo in Veneto, ma ha presenze significative anche in Piemonte, Campania e con un ceppo non secondario a Palermo, Orsoni è specifico di Bologna e del bolognese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Orso, abbastanza diffuso in Italia, di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 762 in epoca longobarda: "...dum inter nos multas fuisset causaciones, peruenimus in presencia Orso glorioso dice, sed dum in ipsius presencia essemus, sicut super geni tuus omnia manifestauerat...", lo stesso Ludovico Muratori scrive: "...una carta dell'anno 722, da cui apparisce che Orso cherico fonda in Lucca il monistero di Santa Maria con determinare che Orsa sua figlia eserciti ivi l'ufizio di Badessa...", il nome Orso è a sua volta derivato dal nomen latino Ursus.

ORSILLI
ORSILLO

Orsilli sembrerebbe quasi unico, Orsillo e tipicamente campano, del beneventano, in particolare di Reino e Pago Veiano, ma presente comunque, oltre che nella provincia, anche a Sessa Aurunca nel casertano, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica dialettale campana del nome medioevale Orso derivato dal nome latino Ursus.

ORSINA
ORSINI
ORSINO

Orsina, molto raro ha un ceppo nella zona di Francavilla Di Sicilia (ME)  ed uno nel novarese, Orsini, molto diffuso, è un cognome tipico della fascia dell'Italia centrale, con un ceppo importante nel Lazio, Orsino sembrerebbe tipico della zona di Cusano Mutri (BN), derivano dal nome medioevale Orso, abbastanza diffuso in Italia e dal suo diminutivo Orsino. Nobile famiglia di cui si hanno tracce fin dal 1100 e che ha dato per moltissimi secoli personaggi illustri, che hanno segnato il loro tempo.
integrazioni fornite da Michelangelo Grassi
la famiglia Orsini conta tre papi (il più noto è Benedetto XIII°) e ha avuto per molti secoli il ducato di Gravina in Puglia (BA) dove Benedetto XIII° è nato.

ORSOLA
ORSOLI
ORSOLIN
ORSOLINI
ORSOLINO
ORSOLO
ORSOLON

Orsola, sembrerebbe romano, Orsoli, quasi unico, potrebbe essere dell'Italia centrale, Orsolin, quasi unico anch'esso, dovrebbe essere veneto, Orsolini, tipico dell'Italia centrale, ha un bel ceppo tra lucchese, livornese e soprattutto pisano, un ceppo tra perugino, maceratese e soprattutto Piceno ed uno tra viterbese e romano, Orsolino, quasi unico anch'esso, dovrebbe essere dell'Italia centromeridionale, Orsolo, praticamente unico, potrebbe essere originario del Canavese nel torinese, forse del paese di Orio Canavese, Orsolon, quasi unico, dovrebbe essere del vicentino, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche od accrescitive, dal nome latino Ursulus, Ursula, forma ipocoristica a sua volta derivata dal nome Ursus, di questi nomi abbiamo un esempio nel Rerum gestarum di Ammianus Marcellinus: "..Cuius cum prope venisset moenia, favillis oppleta collustrans flebat cum gemitu, reputans qualis miseranda civitas pertulerat clades. ibi tunc forte Ursulus praesens, qui aerarium tuebatur, dolore percitus exclamavit en quibus animis urbes a milite defenduntur, cui ut abundare stipendium possit imperii opes iam fatiscunt!. quod dictum ita amarum militaris multitudo postea apud Chalcedona recordata ad eius exitium consurrexit. ..".

ORSOLEO
URSOLEO

Orsoleo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'antica versione di Ursoleo, che, tipicamente pugliese, è specifico del tarantino, di Sava, Taranto e Grottaglie, dovrebbero derivare dalla zona potentina, vicina a Roccanova, chiamata Selva di Orsoleo, antica località medioevale, ma è pure possibile, anche se meno probabile che possano derivare dal nome latino Ursuleus, che potrebbe essere una forma ipocoristica del nome Ursus, o anche derivare, per metatesi della -s- con la -o-, dal nome bizantino Ούροςλεως  urosleo composto dai termini  ούρος  uros (guardiano, protettore) e λεώς  leos (popolo), con il significato di protettore del popolo.

ORSOMANDO
ORSOMANNO
URSOMANDO
URSOMANNO
URSOMANO
URSUMANDO
URSUMANNO
URSUMANO

Orsomando estremamente raro è della fascia centrale, Orsomanno è quasi unico, Ursomanno è tipico di Pozzuoli (NA), così come Ursomano, Ursumano e Ursumanno, Ursumando è napoletano, Ursomando è di Caserta.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Orsomando, rarissimo, si riscontra sporadicamente in diverse aree del centro Italia, Orsomanno, Ursomanno, Ursomano, Ursumando, Ursumanno e Ursumano sembrano tutti originari del napoletano, Ursomando, anch'esso molto raro, è più tipicamente casertano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dalla metatesi del nome medievale
Rossomanno o Russomanno (come avviene, per esempio, in casi quali Rolando/Orlando, Paladino/Padalino, Garcia/Grassia, etc.): dal punto di vista etimologico, questo nome, tratto dal personale germanico Rossmann o Russmann, si presta in realtà ad un'incerta interpretazione (per questa, vedi il cognome Rossomando). Ad ogni modo, allora, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

ORTELLI
ORTELLO

Ortelli è tipicamente lombardo, di Menaggio, Como, Cernobbio, Porlezza, Grandola, Griante, Moltrasio e Lurate Caccivio nel comasco, di Milano e Trezzo sull'Adda nel milanese, di Busto Arsizio e Varese nel varesotto e di Villa di Serio nel bergamasco, con un ceppo anche a Faenza nel ravennate ed a Casalecchio di Reno e Bologna nel bolognese, Ortello, estremamente raro, ha un piccolo ceppo a Foggia ed uno a Misilmeri nel palermitano, dovrebbero derivare dal termine tardo latino hortellus (piccolo giardino, piccolo orto), un diminutivo del termine latino hortus, probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero dei piccoli coltivatori o degli ortolani.

ORTENSE
ORTENSI
ORTENSIA
ORTENSIO
ORTENZI
ORTENZIA
ORTENZIO

Ortense, quasi unico, sembrerebbe del pescarese, Ortensi ha un piccolo ceppo nel bolognese, presenze sparse nel marchigiano e nel Lazio, con un ceppo a Roma, Ortensia ed Ortensio sono quasi unici, Ortenzi ha un grosso ceppo nella fascia centrale, che comprende il maceratese, l'ascolano, il teramano, l'Umbria, il reatino, l'aquilano, il viterbese ed il romano, Ortenzia sembrerebbe quasi unico, Ortenzio ha qualche presenza in Abruzzo, ma il ceppo principale è a Bitonto nel barese ed a Lucera nel foggiano, dovrebbero tutti derivare dal nomen latino Hortensius, il nome gentilizio della Gens Hortensia, ricordiamo Quintus Hortensius Hortalus del primo secolo a.C. un antagonista di Cicerone nel suo contrasto con Verre.

ORTIS
ORTIZ

Ortis ha un ceppo friulano, soprattutto nell'udinese, uno nel leccese ed uno tra trapanese ed agrigentino, Ortiz, molto molto raro. è panitaliano, le origini sono diverse, in Friuli dovrebbe derivare dal termine latino hortis (agli orti) per identificare probabilmente il fatto che i capostipiti coltivassero appunto degli orti, al sud invece, molto più probabilmente sono di origine spagnola derivando dal cognome spagnolo catalano Ortiz, una forma patronimica in -iz di un'alterazione aferetica del nome latino Fortis.

ORTODOSSI
ORTODOSSO

Entrambi molto molto rari, Ortodossi sembrerebbe di Brescia e del bresciano, di Sarezzo e di Calvagese Della Riviera, Ortodosso invece sembrerebbe di Misterbianco nel catanese, potrebbero derivare dall'appartenere le famiglie alla religione cristiano ortodossa.

ORTOLAN
ORTOLANI

Ortolan è specifico del trevigiano e della provincia di Venezia, Ortolani è tipico dell'Emilia e Marche, con un probabile ceppo in provincia di Roma, deriva da un soprannome legato al mestiere del capostipite o al fatto di vivere in prossimità di un orto.

ORTU

Ortu è molto diffuso in tutta la Sardegna, deriva da un soprannome originato dal vocabolo sardo ortu (orto) ad indicare forse che la famiglia possedeva un orto o che ne vendeva i frutti.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ORTU:
s’ortu = l’orto, dal latino hortus. S’ortu de abis (l’orto delle api) = is casiddus = le arnie > la coltura delle api > apicoltura. Ortalissias in logudorese; ortalitzias in campidanese sono gli ortaggi, i frutti dell’orto. La voce “ortu” è documentata in tutte le carte medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Al capitolo XXXI della Carta De Logu di Arborea(1384 – circa): Item Ordinamus, chi, si alcuna persona furait (rubasse) ortu de abis (le arnie, ma si intende il miele), ed esserit dessu Rennu, paghit infra dies bindighi (entro 15 giorni) de chi hat a esser juygada (dalla sentenza), pro s’unu deghi (dieci volte tanto); e si esserit d’Ecclesia, over de atera persona, paghit pro s’unu chimbi( cinque volte tanto)…Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, al cap. 24. (si tratta di una lite – kertu – per il possesso della terra)Ego Nicolaus prior de Bonarcadu facio recordatione de kertu ki fegi cun Guantine Formiga, ka bennit ipse assa billa de Miili Pikinnu et fraigait (ha preso) domo et ortu et binnias (casa, orto e vigne) et arbores posuit etc. Come cognome lo troviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: Ortu (de) Acargio, jurato ville Seercela, * Seercela…distrutto. Sarcela – Serzele. Partis de Montibus; Ortu Joanne, ville Bitiri, * Bitiri...villaggio distrutto: del Meylogu - Contrate de Ardar et Meylogu; Ortu(de)Francisco, majore ville Spina Alba, * Spina Alba…distrutto…Contrate Partis Milis. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo, troviamo il cognome nella variante “Orto” – Orto Maria; al capitolo 233 (unu tramutu = scambio di terre e di servi – in Andronice – tra Cossoine e Semestene): tramutai cun s’abate Bonifatio, su de Sacraria…homines, et saltos et terra de agriles et binia etc. …et isse deitimi (mi ha dato in cambio)Iorgi de Silogi intregu (per l’intero servizio) et latus(la metà) de su fiiu, et Furatu Çolla intregu et a Maria d’Orto intrega,… Abbiamo inoltre diversi toponimi, documentati nelle carte medioevali della Sardegna, con la voce “Orto/u”: Orto de Xidro, detto anche Piscina de Ortu, abitato scomparso, in agro di San Sperate. In periodo medioevale appartenne alla Curadorìa di Decimo, nel regno giudicale di Càlari. Nel 1258 entrò a far parte dei possedimenti oltremarini della repubblica di Pisa. Dal 1324 fu paese del Regno catalano aragonese di Sardegna, ma infeudato ai pisani Gherardesca. Dopo il ritiro dei pisani tornò a far parte del Regno di Sardegna, ma già alla fine del secolo, l’abitato risultava abbandonato. Altro centro abitato medioevale scomparso fu Orto Jacopo(in agro di Capoterra): in periodo medioevale fece parte della Curadorìa di Nora, nel regno giudicale di Càlari. Dal 1258 fu possedimento privato della repubblica di Pisa, etc. etc. Nella seconda metà del XIV secolo risultava ormai abbandonato. Attualmente il cognome Ortu è presente in 303 Comuni italiani, di cui 134 in Sardegna: Cagliari 287, Sassari 181, Milis 129, Guspini 117, Serramanna 108, Oristano 83, Orotelli 72, etc. Nella penisola è Roma con 80 ad avere il numero più alto; seguono: Milano 38, Torino 30, Genova 22, etc.

ORTUSI
ORTUSO

Ortusi è praticamente quasi unico, Ortuso ha un ceppo a Roma, uno nel foggiano, a Monte Sant'Angelo, Manfredonia e Foggia, ed uno nel reggino a Sant'Eufemia d'Aspromonte, Palmi e San Procopio, dovrebbero derivare da un soprannome grecanico basato sul termine greco antico όρθιος  orthios (elevato, erto), dovuto forse al fatto che il capostipite provenisse dall'alto di una montagna.

ORUNESU

Orunesu è tipicamente sardo, di Bitti e Nuoro nel nuorese, con un ceppo a Sassari ed uno molto piccolo ad Olbia.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ORUNESU:
de Orune, Orunésu. Abitante di Orune, proveniente da Orune. Orùne (Urùne nella dizione locale e nei documenti medioevali), è un paese di 3.000 abitanti, a 750 m.  s.l.m. della provincia di Nuoro. È conosciuto come il cuore della Sardegna; i suoi “canti a tenores” sono considerati patrimonio dell’Unesco. L’etimologia della voce “orune” è di difficile esegesi. Potrebbe derivare dalla radice *orr > robur >rovere (di cui è ricco il territorio). Il canonico Giovanni Spano suggerisce la radice “horabitazione, luogo abitato! Il suo territorio fu frequentato sin dal neolitico. Del periodo nuragico rimane il tempietto a pozzo “su Tempiesu”, uno dei più caratteristici monumenti sacri del periodo nuragico. In periodo medioevale, come “villa – bidda”, fece parte della: 1) - Curadorìa di Barbagia di Bitti, nel regno giudicale di Gallura, al confine (iscòlca) col regno giudicale di Torres (secondo alcuni); 2) - della Curadorìa di Anèla o Gociano, nel regno giudicale di Torres(secondo altri). I suoi rappresentanti parteciparono, nel 1388, alla “Petizione” di Eleonora d’Arborea. Nel 1410 passò al Regno catalano aragonese di Sardegna. Si tratta di un cognome poco diffuso e presente in 27 Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna: Bitti 75, Nuoro 47 Sassari 23, Olbia 9, etc. Nella penisola Roma ne conta 7, etc.

ORVIETO

Assolutamente rarissimo, di probabile origine ebraica, deriva dal toponimo Orvieto (TR).

OSCULATI
SCULATI

Osculati ha un ceppo a Besnate nel varesotto, a Milano ed a Monza, Sculati, assolutamente rarissimo, è dell'area tra varesotto e verbanese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma aferetica, da un soprannome medioevale basato sul termine latino osculati (baciati, forse sottinteso dalla dea Fortuna o dal Padreterno).

OSCURI
OSCURO

Entrambi molto rari e probabilmente pugliesi, Oscuri ha un ceppo a San Ferdinando di Puglia nel foggiano, Oscuro ha qualche presenza nel barese, dovrebbero essere di origine istriana e derivare dal nome del paese istriano Oscurus di Sopra, l'attuale Okorusica croata, probabile luogo d'origine dei capostipiti.

OSELLADORE

Molto raro è tipico del veneziano, di Chioggia in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dalla professione di cacciatore di uccelli o con gli uccelli, ma è pure possibile che derivi da soprannomi legati a caratteristiche comportamentali del capostipite, osellador (di uno che si approfitta della dabbenaggine altrui).

OSIMANI

Osimani è caratteristico dell'anconetano, di Ancona, Camerano, Chiaravalle e Castelfidardo, con piccoli ceppi anche nel romano a Tivoli, Mazzano Romano e Roma, dovrebbe derivare dall'etnico della città anconetana di Osimo, indicandola quindi come paese d'origine dei capostipiti.

OSIO

Specifico lombardo, deriva dal nome dei paesi di Osio Sopra o di Osio Sotto entrambi nel bergamasco. Esistono tracce di questo cognome già dal 1400 relative ad un letterato autore di poesie e studi sulla storia della letteratura.

OSLAVIO

Oslavio cognome apparentemente unico, dovrebbe derivare dal nome Oslavio, un'alterazione del nome germanico Oswald.

OSMARI

Osmari, assoluatamente rarissimo, sembrerebbe del romano, dovrebbe derivare dal termine dialettale osmari (rosmarino, la pianta officinale usatissima in cucina), forse ad identificare nel capostipite un cuoco o un erborista.

OSMIC
OSMICI

Assolutamente rarissimi, quasi unici, sembrerebbero di origini slave, potrebbero derivare, attraverso modificazioni dialettali dal termine slavo kosmac (uomo peloso, barbuto).

OSNAGHI
OSNAGO

Osnaghi è tipico del milanese, di Cuggiono e Corbetta in particolare, Osnago, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, derivano dal toponimo Osnago (LC).

OSPITE

Ospite, molto molto raro, è specifico di Napoli e di Portici nel napoletano, potrebbe trattarsi di un cognome attribuito da funzionari borbonici ad un trovatello.

OSPIZI
OSPIZIO

Ospizi è quasi unico ed è del reggiano, Ospizio, assolutamente rarissimo, parrebbe del nord, questi cognomi dovrebbero essere caratteristici di cognomi attribuiti a trovatelli da opere di beneficienza non religiose.

OSSIA
OSSIAN
OSSIANI
USSIA

Ossia assolutamente rarissimo, potrebbe essere originario del crotonese, Ossian è quasi scomparso, Ossiani estremamente raro, sembrerebbe modenese, Ussia ha un ceppo ad Ardea, Anzio e Roma nel romano ed uno a Guardavalle nel catanzarese, a Crotone e Cutro nel crotonese, ed a Stilo nel reggino, potrebbero derivare dal nome latino Ossius, o Ussius, di cui abbiamo un esempio a Brescia in un'antica lapide latina: "M(arco) Nonio M(arci) f(ilio) Fab(ia tribu) Macrino co(n)s(uli), // (quindecem)vir(o) sacr(is) fac(iundis), pr(aetori), leg(ato) Aug(usti) pro // praet(ore) prov(inciae) Pannon(iae) inferior(is), L(ucius) Ussius Picentin(us) // commil(ito) praesidi optimo et rarissim(o).", di questi nomi si hanno tracce ad esempio nel 300 con il vescovo Ossio di Cordoba, consigliere dell'imperatore Costantino il Grande: "...Quod enim de Ossio dixit Cordubensi quondam catholico episcopo, flagitandum est ut probent non solum talem illum fuisse qualem dicunt, ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ossia è cognome calabrese variante del cognome
Ussia, anch'esso calabrese. Viene probabilmente dal siciliano 'vussìa'  (ussìa, ossìa) U vostra signoria. Rohlfs 269.

OSSIDI

Ossidi, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'anconetano, dovrebbe derivare dalla Gens Hosidia o dal nomen gentilizio latino Hosidius, ricordiamo il senatore e generale romano del primo secolo Gnaeus Hosidius Geta, nomen citato da Tertulliano con riferimento all'autore della tragedia Medea: "...Vides hodie ex Virgilio fabulam in totum aliam componi, materia secundum versus, versibus secundum materiam concinnatis. Denique Hosidius Geta Medeam tragoediam ex Virgilio plenissime exsuxit...".

OSSO

Osso ha un ceppo friulano, a Palmanova nell'udinese, ed uno nel cosentino, ad Amantea, Belmonte Calabro, San Nicola Arcella, Paola, Longobardi e San Lucido, dovrebbe derivare dal nome latino Ossius (vedi OSSIA), ma è anche possibile che possa derivare dall'italianizzazione del nome slavo Oslak, del nome arabo Osama,  o del nome ebraico Hosah.

OSSOLA
OSSOLI

Ossola ha un ceppo nel torinese a Torino, San Maurizio Canavese, Settimo Torinese e Collegno, ed a Cerano nel novarese, ed un ceppo molto consistente nel varesotto a Gavirate, Varese, Comerio, Besozzo, Bardello ed Arcisate, Ossoli è tipicamente lombardo, di Urago d'Oglio e Travagliato nel bresciano, di Settimo MIlanese, Cormano, Cusano Milanino e Milano nel milanese e di Caronno Pertusella nel varesotto, dovrebbero prendere il nome dalla val d'Ossola, probabile area d'origine dei capostipiti.

OSTAGOLI

Assolutamente raro, presente solo nel sud milanese e nell'alto lodigiano.

OSTAN
OSTANO

Ostan è specifico della zona del veneziano ai confini con il Friuli tra Portogruaro e San Stino Di Livenza dove sembrerebbe essere nato questo cognome potrebbe derivare dal nome celtico Drostan (da cui deriva il più famoso Tristano), ricordiamo San Drostan del VI° secolo, Ostano, molto più raro, sembra specifico del biellese e potrebbe derivare dal toponimo Ostana nel cuneese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ostano è un cognome che viene probabilmente dall'aggettivo '
agostano'. Olivieri 229.

OSTILI

Ostili è specifico dell'area ternana, di Avigliano Umbro e Terni e reatina, di Greccio e Rieti, e di Roma, dovrebbe derivare dal nomen latino Hostilius, della Gens Hostilia, ricordiamo il famoso Re di Roma Tullo Ostilio: ".. Tullus Hostilius, rex Romanorum tertius, debellatis Etruscis sellam curulem lictoresque et togam pictam atque praetextam, quae insignia magistratuum Etruscorum erant, primus ut Romae haberentur instituit. ..".

OSTO

Osto è tipicamente veneto, specifico del padovano, di Campodarsego, Villanova di Camposampiero, San Giorgio delle Pertiche e Vigonza, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale veneto arcaico osto (oste, chi rivende il vino), probabile mestiere del capostipite.

OSTORERO

Ostorero è specifico del torinese, di Giaveno e Coazze, con ceppi significativi anche a Trana e Torino, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale germanico ostara (orientale, proveniente dall'est), o dal termine osterer da quello derivato.

OSTUNI

Tipico del brindisino, barese e potentino, deriva dal toponimo Ostuni (BR).

OTERA
OTERI
OTERO

Otera è specifico di Milazzo nel messinese, Oteri è diffusissimo a Messina, con presenze significative anche a Milazzo e Capo d'Orlando nel messinese, a Catania ed a Palermo, Otero, assolutamente rarissimo, è specifico di Napoli, potrebbero derivare dal nome longobardo Oterus, a sua volta derivato dal nome germanico Otter, originato dal termine medioevale germanico a.a.t. ottar (vipera, ma anche lontra), nome attribuito a figli cui si augurasse probabilmente di essere sguscianti, difficili da prendere e rapidi come una lontra.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Oteri è cognome siciliano, variante fonetica di
Otteri (Ottieri) = Altieri e Autieri altrove in Italia, dal francese Hautier cognome in Francia = italiano 'altiero' = fiero.

OTTAVI
OTTAVIA
OTTAVIO
OTTAVO

Ottavi ha un ceppo nel bolognese e ravennate ed è molto diffuso nella fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio, nel romano in particolare, Ottavia, sembrerebbe unico, potrebbe essere del salernitano, Ottavio, molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel potentino ed uno a Briatico nel vibonese, Ottavo, anch'esso molto raro, è specifico dell'area casertano, napoletana, di Napoli in particolare e di Maddaloni nel casertano, tutti questi cognomi potrebbero derivare, in alcuni casi, dal nome della Gens Octavia, il cui esponente più illustre fu sicuramente l'imperatore Augusto, ma, molto più probabilmente, dovrebbero derivare dalla consuetudine, già presente in epoca romana, di attribuire ai figli il numero ordinale della loro comparsa in famiglia, quindi l'ottavo figlio già in epoca precristiana veniva spesso chiamato Octavius (ottavo).

OTTAVIANI
OTTAVIANO

Ottaviani è molto diffuso in tutto il centronord, Ottaviano sembra avere un ceppo in Abruzzo, uno nel napoletano ed uno nel ragusano, possono derivare dal nomen latino Ottavianus, ricordiamo il più famoso Caius Iulius Caesar Ottavianus nipote e figlio adottivo di Cesare, usato ad esempio a Vercelli nel 1500: "...Ego Ottavianus de Paletis, filius quondam domini Iohannis Anthonii de Paletis, nottarius ducalis et civis Vercellarum collegium magnificorum dominorum nottariorum predicte civitatis ...".  Traccia di questa cognominizzazione l'abbiamo ad esempio nel testamento di Niccolò Macchiavelli del 1511 rogato da: "...Ego Franciscus quondam Ottaviani Antonii de Ottavianis de Aretio Civis et Notarius Publicus Florentinus...".

OTTELI
OTTELIO
OTTELLI

Sia Otteli che Ottelio, ormai quasi scomparsi, sembrerebbero di origine friulana, Ottelli, invece, è ben diffuso nel bresciano, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine germanica Ottelius, latinizzazione dei nomi di origine germanica Odel ed Otelnis, di cui abbiamo un esempio in una lapide: "Hic iacet Odel Macheyt, filius Otelnis Macheyt, qui fuit comes aquarum illustris principis domini Ludovici, comitis Flandriae, qui obiit anno 1367 ultima die mensis februarii. Orate pro anima eius.", troviamo una traccia di queste cognominizzazioni a Padova nel 1500, quando risulta che un certo Marcus Antonius Ottelius, Utinensis insegnasse presso la locale Università Schola de Pandectis.
integrazioni fornite da Gabriella Bernardi
Alvise Ottelio figlio di Zuanne, di famiglia popolare di Bassano, nato nel 1465, venne a Udine poco dopo il 1500, dalle prime fonti rinvenute, la famiglia stabilì la propria residenza nel borgo di S.Lucia. Il figlio suo Francesco n.1507 e +1570 fu notaio collegiato di Udine. Dalla moglie Francesca Nigris da Montereale +1578 ebbe numerosi figli, uno dei quali Marcantonio diede singolare lustro alla famiglia. Nato circa il 1550 studiò a Padova dove nel 1574 prese la laurea in ambo le leggi. Ritornato a Udine, vi fu tosto eletto a leggere le istituzioni cesaree, nel quale insegnamento continuò sino al 1586. Nel 1590 l'Ottelio passò a leggere le Pandette e nel 1600 fu promosso alla prima cattedra di <Ragion Civile della Mattina>, che tenne per 25 anni con molta sua lode e singolare vantaggio degli scolari così italiani, come stranieri, che accorrevano numerosi alle sue lezioni. Giubilato nel 1625, si portò ad abitare a Venezia, per esser pronto a rendersi utile al Governo, qualora lo avesse richiesto del suo illuminato consiglio, ma dopo 3 anni, nel 1628, terminò la sua lunga vita operosa. A Padova, nell'Università dei leggisti, gli fu posta una onorifica lapide sotto l'insegna, dipinta dalla sua famiglia. Dei suoi fratelli vanno ricordati, GioBatta, (notaio iscritto al collegio notarile di Udine nel 1573 ed al Consiglio civicio nel 1596 m. Lucrezia Pittoreo 1555), Girolamo (Dottore di leggi nato 1546 e +1582 m. 1581 Chiara di Valentino Stainero , ebbe un figlio, Girolamo, postumo, nato e morto nel 1583) e Ottellio, tutti e tre valenti giuriconsulti e poeti latini, menzionati dal Liruti nelle sue " Notizie de' letterati del Friuli". Il Casato Ottelio Nobili Di Udine
Arma:  Troncato di rosso e d'oro, alla quercia ghiandifera al naturale, piantata sopra un monte di tre cime verde, moventa dalla punta e attraversante sulla partizione; colla fascia d'azzurro, caricata della parola Ottelio in lettere romane maiuscole di nero, attraversante sul tutto.
Cimiero: Un gallo cantante al naturale.
Titoli:  Nobile (m F), conte (m).

OTTIERI

Ottieri è un cognome specifico di Napoli e Portici, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ottiero, una forma alterata del nome franco Autiero (vedi AUTERI), dovrebbe essere di origini senesi, a Rigomagno (SI) nel 1600 troviamo il feudo governato dal Marchese Lottario Ottieri.

OTTOLA
OTTOLIA
OTTOLINA
OTTOLINI

Ottola, assolutamente rarissimo, è del piacentino, Ottolia, molto molto raro, sembra specifico dell'alessandrino ai confini con il genovese, Ottolina, molto raro, è tipico dell'area milanese e a nord di MIlano, Ottolini è diffuso nella zona che comprende il varesotto, il milanese, il bergamasco, il bresciano ed il veronese, dovrebbero derivare da una modificazione del nome franco longobardo Otolinus, derivato dal germanico Oddo, Oddonis, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, nel 1163 in un atto scritto in Brescia: "...Ego Otolinus qui dicitur Bocacius de Barbarano notarius antenticum ...".

OTTOLENGHI
OTTOLENGO

Ottolenghi ha vari piccoli ceppi sparsi qua e là nel centronord, a Torino, Genova, Milano, Venezia, Perugia e Roma, Ottolengo è praticamente unico, secondo alcuni deriverebbero dal toponimo Odalengo nell'alessandrino, ma si dovrebbe invece trattare di famiglie di origine ebraico ashkenazita provenienti dalla città tedesca di Ettlingen vicino a Karlsruhe, da cui trassero il cognome italianizzandolo in Ottolenghi, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1500 in Lombardia con il rabbino Joseph Ottolenghi con fiorenti attività bancarie e tipografiche, tanto che, quando a Cremona nel 1559 l'inquisizione sequestrò molte casse contenenti copie del Talmud, la maggior parte di esse provenivano proprio dalla sua tipografia.

OTTOMANA
OTTOMANELLI
OTTOMANI
OTTOMANO
OTTOMANIELLO

Ottomana, assolutamente rarissimo, parrebbe tipico di Cetara nel salernitano, Ottomanelli, sempre molto raro, è tipico di Bari e del barese, Ottomani, leggermente meno raro, ha un piccolo ceppo a Napoli ed uno a Ferrandina nel materano, Ottomaniello, anch'esso molto molto raro, è pugliese di Palagiano nel tarentino, Ottomano, il meno raro, decisamente pugliese, ha un ceppo nel barese a Bari, Rutigliano e Casamassima ed un ceppo a Taranto, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici anche dialettali, dal nome arabo e turco Othman, ricordiamo con questo nome il terzo califfo arabo (644-656) appartenente alla famiglia degli Omayyadi nato a La Mecca nell'anno 570 ed anche Othman I° che resse l'impero turco dal 1356 al 1369.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome personale
Ottomano, che, in epoca tardo- e postmedievale, identificava una provenienza dall'Impero Ottomano, più probabilmente dalla Turchia (capitale dell'Impero). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti.

OTTONE
OTTONI

Ottone ha un nucleo nella fascia occidentale dell'Italia settentrionale, un ceppo a Napoli ed uno nel ragusano, Ottoni ha un ceppo lombardo ed uno marchigiano, derivano dal nome medioevale Ottone (vedi ODDONE) di cui abbiamo traccia ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1118 nel pavese: "...accepisse sicuti et in presentia testium accepi a te Ottone, filio quondam Litulfi, de suprascripto loco Fara , argenti denariorum bonorum Mediolanensium solidos quadraginta et unum,...".

OTTONELLI
OTTONELLO

Ottonelli è specifico dell'area coperta dalle province di Alessandria, Genova e Savona, con un ceppo anche nel bresciano, Ottonello, molto più diffuso, è della stessa rea ligure, piemontese, derivano da forme ipocoristiche medioevali del nome Ottone (vedi OTTONE), di quest'uso abbiamo un esempio nel padovano in questo scritto tratto dagli Statuti di Montagnana dell'anno 1366: "Incipiunt Statuta Communis, et Hominum Terrae Montagnanae, partim correcta, et partim composita per Providos, et Discretos Viros Dominos infrascriptos, scilicet Antonium quondam Francisci de Apibus; Gabrielem quondam . Ottonelli, qui fuit de Cornoleda...".  Un esempio di questa cognominizzazione lo troviamo nella zona del veneziano ai confini con il Friuli in un atto dell'anno 1297: "Anno Domini millesimo ducentesimo nonagesimo septimo, indictione decima, die decimoquinto intrante iunio, in Portugruaro super pallacio episcopatus, presentibus dominis Contio de civitate Austria, Nicolao filio domini Ugonis de Mideia, presbitero Bartholameo plebano de Monteregali, Gerardo quondam Dominici Çorçii dicti Portus atque Luvisino filio supradicti domini Contii et alliis. Venerabilis pater dominus Jacobus Dei gratia Concordiensis episcopus, per se suosque successores, suo nomine vice et nomine dicti episcopatus, livellario iure imperpetuum Bartholameum, filium domini Johannis, quondam domini Ottonelli, de civitate Austria, pro se suisque heredibus recipientem de quadam molinaretia, sita in aqua Leminis in confinibus Cintelli et Portusveteris que dicitur Nugarol ...".

OVIDI
OVIDIO

Ovidi è tipicamente laziale, di Roma e Riano nel romano e di Marta e Bolsena nel viterbese, Ovidio, quasi unico, è del casertano, dovrebbe derivare dal nome Ovidio, probabilmente portato dai capostipiti, dal nomen latino Ovidius, nome gentilizio della Gens equestre aquilana Ovidia con proprietà nella zona di Sulmona nell'aquilano, ricordiamo il famosissimo poeta latino Publius Ovidius Naso, autore delle Metamorfosi e dell'Ars amatoria.

OZZA
VOZZA

Ozza è specifico di Ugento e casarano nel leccese, Vozza ha un ceppo a Roma ed a Casalvieri nel frusinate, uno nel casertano a Casagiove e Caserta ed uno in Puglia a Taranto.
integrazioni fornite da Gianfranco Nassisi
il cognome Ozza è originario del Salento, dove si trova anche la variante Vozza (nella stessa famiglia), che nulla ha a che vedere con il cognome Vozza presente in Campania e nel Foggiano, dove ha un altro significato. Dovrebbe essere di origine albanese: in Albania in effetti è diffuso il cognome
Oxhxa o Oxxa, che si pronuncia  Ogja, poi trasformato in Ozza. In effetti a San Marzano di Taranto vi è un'isola linguistica albanese. Il termine albanese oxxa, che a sua volta è di derivazione persiana, o comunque della zona più orientale della Turchia (Kurdistan), significherebbe Capo.

OZZELLA
OZZELLO

Ozzella, molto raro parrebbe campano, della zona tra Benevento e Avellino, Ozzello altrettanto raro, parrebbe originario della provincia torinese, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome Medioevale Uccello.

 

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