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COGNOMI ITALIANI "M":

MABILIA
MOBILI
MOBILIA
MOBILIO

Mabilia ha un ceppo nel vicentino ed uno nel napoletano, Mobili ha un ceppo nel maceratese ed uno nel romano, Mobilia ha un ceppo tra beneventano ed avellinese ed uno in Sicilia tra messinese e catanese, Mobilio ha un ceppo nel napoletano, uno nel potentino ed uno nel valentiano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Mabilia o Mobilia, Mobilio, di cui abbiamo un esempio nel 1188 negli Annales Ceccanenses: "1188. ind. 5. Hoc anno Clemens III. sedit annis 3, mensibus 3, diebus 27. Domnus Iordanus abbas Fossae novae 4. Idus Martii ordinatus est diaconus cardinalis; 4. Nonas Aprilis consecratus est presbyter cardinalis tituli pastoris Sanctae Pudentianae. Mense Iunii missus est in legatione Alamanniae. 8. Idus Novembris Mobilia filia Landulfi de Ceccano data est in uxorem comiti Iacobo de Tricarico. 5. Idus Novembris combusta est Tecclena a populo Ferentino.".

MACADDINO

Macaddino è specifico di Mazara del vallo nel trapanese, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite, probabilmente generato dal termine arabo muqaddam o muqaddì (capitano, comandante di un peschereccio).

MACALUSI
MACALUSO
MACALUSSO
MACCALUSO

Macalusi, Macalusso e Maccaluso sono praticamente unici e dovrebbe trattarsi di vari errori di trascrizione del molto comune Macaluso che è tipicamente siciliano, con massima concentrazione nel palermitano, nel nisseno e nell'agrigentino, deriva da un soprannome dialettale legato al vocabolo siciliano macaluscio (cotone ripulito e mondato) di derivazione araba, dal termine arabo mahlus (liberato), con questo termine si indicava un liberto cioè uno schiavo cui era stata concessa la libertà.

MACARI
MACARIO
MACCARI
MACCARIO

Oltre al piccolo ceppo nel forlivese, Macari presenta un nucleo nel frusinate tra Castelnuovo Parano e Casalattico, Macario sembrerebbe tipico del cuneese, Maccari è diffuso in tutto il centronord con un ceppo anche a Cetraro (CS), Maccario ha un grosso nucleo piemontese con un ceppo importante tra Ventimiglia e Soldano (IM), potrebbe derivare da vari toponimi come Macherio (MI) chiamata in antico Maccario, o altre località presenti un pò ovunque dedicate a San Macario.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Macari ha un ceppo maggiore nel frusinate, Macario è diffuso soprattutto nel nord ovest del paese, fra Piemonte, Liguria e Lombardia, ma si riscontra con bassa frequenza anche nel sud, Maccari è presente un po' in tutto il nord e centro nord, Maccario è prevalentemente piemontese e ligure, tutti questi cognomi derivano dal nome Macario o Maccario, l'italianizzazione, cioè, del nome greco
Makarios, che ha significato di felice, beato. Si tratta, dunque, della cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti.

MACAUDA

Macauda è tipicamente siciliano del ragusano e siracusano, in particolare di Modica nel ragusano e di Vittoria e di Rosolini nel siracusano, dovrebbe derivare dal nome della località di Contrada Makauda di Sciacca nell'agrigentino, probabile luogo d'origine dei capostipiti, toponimo che parrebbe essere di origini grecaniche e che dovrebbe significare poco sereno o infelice.

MACCABEI
MACCABELLI
MACCABEO

Maccabei è tipico di Assisi e Foligno nel perugino, Maccabeo è praticamente unico, Maccabelli è lombardo, della zona che comprende il sudmilanese ed il cremonese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite variazioni ipocoristiche, dal nome di origine ebraica Maccabeo che deriva dal termine ebraico maqqabath (martello) fu il soprannome della tribù ebraica degli Asmodei, Giuda Maccabeo è un eroe biblico della riconquista del Tempio da parte degli ebrei.

MACCABIANI

Maccabiani è specifico del bresciano, di Montichiari, Prevalle e Calcinato, dovrebbe derivare dal nome Maccabiano (Vittorioso), a sua volta originatosi da un aggettivo israelitico indicante l'appartenenza ai Maccabei, il termine ebraico maccabi sta per coraggio, successo e vittoria.

MACCAFERRI
MACCAFERRO

Maccaferri è specificatamente emiliano dell'area che comprende il modenese ed il bolognese, di Bologna e Castelfranco Emilia (MO) in particolare, Maccaferro, decisamente raro, ha un ceppo a Viareggio (LU) ed uno nel Piceno tra San Benedetto Del Tronto (AP) e Grottammare.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Maccaferri, presente un po' in tutto il nord e centro nord del paese, ha un vasto epicentro fra il bolognese, il modenese e il ferrarese, Maccaferro, molto più raro del precedente, ha un ceppo maggiore nell'ascolano e uno minore nel lucchese, entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale
Maccaferro, nato all'interno della cultura guerriero-cavalleresca come augurio di un futuro da abile combattente: l'origine di questo nome, infatti, va ricercata nell'espressione ammaccare il ferro (probabilmente per mediazione del francese Mâchefer), che, in ambito guerriero, va intesa come colpire o trapassare l'armatura o lo scudo dell'avversario (vedi anche Tagliaferro). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se, in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da soprannomi (ad esempio, da epiteti di guerra) o da nomi di mestiere (come quello del fabbro, che in effetti ha dato origine a parecchi cognomi, diffusi anche al di fuori del nostro paese).

MACCAGNI

Copre l'areale che comprende il cremonese, il piacentino, il milanese ed il lodigiano, potrebbe derivare dal toponimo Maccagno (VA).

MACCAGNO

Tipicamente piemontese, più propriamente del cuneese, probabilmente deriva dal nomen romano Maccarius o Macharius.

MACCANTI

Maccanti ha un ceppo nel ferrarese a Ferrara, Ostellato, Lagosanto e Migliaro, ed un ceppo nel pisano a Pontedera, Santa Maria a Monte e Castelfranco di Sotto, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine arcaico maccare (accumulare, ammonticchiare), forse ad indicare una particolare predisposizione all'avarizia da parte dei capostipiti, nel 1500 a Firenze troviamo un Noferi Maccanti in qualità di cancelliere dell'Arte dei vaiai e cuoiai di Firenze.

MACCALLI

Maccalli è tipicamente lombardo, del cremasco in particolare, di Crema, Madignano ed Izano, del vicino bergamasco e di Milano, potrebbe derivare dal cognomen latino Maccalus, ma è pure possibile che possa anche derivare da un nome di località individuabile probabilmente dalla presenza di un fossato, il termine tardo latino macallus significa appunto fossato.

MACCARINELLI

Assolutamente bresciano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialetta arcaico maccarà (piagnucolare).

MACCARONE
MACCARONI
MACCARRONE

Maccarone è distribuito a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia, Maccaroni ha un ceppo marchigiano a Recanati nel maceratese, a Loreto nell'anconetano ed a Urbino e Sant'Angelo in Lizzola nell'urbinate, Maccarrone è tipicamente siciliano, di Catania, Adrano, Acireale, Giarre, Aci Castello, Aci Sant'Antonio, Zafferana Etnea, Aci Catena, Mascalucia, Pedara e Santa Venerina nel catanese, di Furci Siculo, Messina e Santa Teresa di Riva nel messinese, e di Troina, Regalbuto e Centuripe nell'ennese, dovrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo maccarone (tipo di pasta) e potrebbe identificare il mestiere di pastaio svolto dal capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Per Minervini 285 Maccarone è la cognominizzazione del soprannome
Mackaróne, documentato nel 1041 a Cava dei Tirreni (SA) col significato di 'stupido'.

MACCHETTA

Macchetta è specifico di Miradolo Terme nel pavese, potrebbe derivare da un ipocoristico del nomen latino Maccus (vedi MACCHI), non si può escludere, anche se improbabile, una derivazione dal toponimo Maccastorna (MI) o da un ipocoristico dell'apocope del nome medioevale Maccaferro.

MACCHI
MACCHINI
MACCO
MACCONE
MACCONI

Macchi sembra specifico del varesotto e novarese, con un ceppo nel pisano ed uno, forse secondario nel bolognese, Macco è estremamente raro e sembra più antico del precedente, parrebbe del novarese, Macchini ha vari piccoli ceppi, nel padovano, nel pistoiese, nel forlivese, riminese e pesarese, nel perugino ed ascolano e nel romano, Maccone, assolutamente rarissimo, è del torinese, Macconi ha un ceppo nel bergamasco, uno a Genova ed uno, il più consistente in Toscana a Poppi nell'aretino ed a Firenze, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nomen latino Maccus, nel teatro di Plauto era la maschera del ghiottone stolto, e lo stesso Plauto aveva come nomi Titus Maccus Plautus, un'altra ipotesi li farebbe derivare dal celtico makos (bosco), in alcuni casi possono discendere dall'aferesi di nomi medioevali come Burlamacco, nome citato ad esempio dal Boccaccio nel suo Decamerone.

MACCHIA

Dovrebbe essere originario del sud, tra Puglia, Basilicata e Campania, deriva da soprannomi legati a toponimi come: Macchia (FG) - (SA), Borgo Macchia (MT), ed altri simili.

MACCHIAGODENA

Specifico della provincia di Campobasso, di Montelongo, Santa Croce di Magliano e Termoli, dovrebbe derivare dal toponimo Macchiagodena nell'iserniese.
suggerimento di Andrea Ferreri

MACCHIAROLA
MACCHIAROLI
MACCHIAROLO

Macchiarola è dell'area tra campobassano e foggiano, a Campobasso, Pietramontecorvino, San Severo, Lucera, Foggia e Torremaggiore nel foggiano, Macchiaroli ha un piccolissimo ceppo a Gubbio e Spello nel perugino, uno a Roma, uno molto piccolo a Colletorto nel campobassano ed uno in Campania, a Napoli, Teggiano e Bellosguardo nel salernitano ed a Castelpagano nel beneventano, Macchiarolo, molto raro, ha qualche presenza a San Giuliano di Puglia nel campobassano ed a Colle Sannita nel beneventano, dovrebbero derivare da forme etniche stanti ad indicare la provenienza dei capostipiti da paesi come Macchia d'Isernia in Molise, o altri chiamati Macchia presenti ad esempio nel reatino, nell'iserniese, nel perugino, nel beneventano, nel foggiano, nel salernitano, ecc..

MACCHIAVELLI
MACCHIAVELLO
MACHIAVELLI

Macchiavelli è tipico del Bologrese ed alto fiorentino, Macchiavello, abbastanza raro, e tipico del genovese, Machiavelli, assolutamente rarissimo dovrebbe essere fiorentino, dovrebbero tutti derivare dal soprannome Malclavellus, trasformatosi prima in nome e poi in cognome,  allusivo probabilmente nei confronti dell'organo sessuale del capostipite, nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1041, in un atto, troviamo un primo esempio di questa cognominizzazione: "...Ego Henricus Malclavelli notarius domini Ottonis imperatoris auctenticum suprascripti exempli vidi et legi et sicut in ipso continebatur ita et in isto sine fraude transcriptum reperi,..." e più tardi nel 1185 sotto un'altra forma: "...Factum est hoc anno dominice incarnationis .MCLXXXV., indicione tercia. Interfuerunt Marchisius Garovia et Blancus de Malclavello, testes rogati. Ego Albertus de Capriano interfui et rogatus  scripsi duo brevia uno tenore....".  Famosissimo personaggio è stato Nicolaus Machiavellus florentinus (1469-1527).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Secondo un'interessante ipotesi proposta dal Bongioanni, l'origine del cognome Machiavelli e delle sue varianti andrebbe ricercata nel nome medievale
Macchiavello, nato come variante popolare del nome Malchiodo, che consiste, a sua volta, in una delle tante italianizzazioni del personale ebraico Melki'or, col significato di il mio re (Dio) è luce; fra le altre italianizzazioni di questo nome, infatti, si possono citare Melchiorre, Melchionne, Marchionne, Marchiorre, Marchioro, etc. Ora, per capire meglio il passaggio dall'originale Melki'or all'adattamento italiano in Macchiavello, bisogna innanzitutto considerare la variante in Malchiodo: Malchiodo, infatti, nasce per effetto del fenomeno del rotacismo dal nome Marchioro, in cui la R del suffisso -oro si trasforma in D (cfr. Arcudi/Arcuri) e la R del prefisso Mar- si trasforma in L (o più semplicemente viene mantenuta la L dell'originale Melki'or); va detto poi che esistono anche i cognomi Marchiodi e Melchiodi, che sembrano confermare quest'ipotesi. Detto questo, quindi, la variante in Macchiavello si spiega come una corruzione o una forma più tipicamente popolare di Malchiodo: se si considera, infatti, che il termine chiavello è una variante arcaica di chiodo (entrambi derivano dal latino clavus), si capisce allora come da Malchiodo si arrivi a Macchiavello (contrazione di Malchiavello). In conclusione, dunque, il cognome Machiavelli e le sue varianti dovrebbero derivare dai nomi personali dei capostipiti.

MACCHIERALDO
MACHIERALDO

Macchieraldo è specifico di Cavaglià nel biellese, Machieraldo è esclusivo sempre di Cavaglià, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome medioevale germanico Magwald, composto dai termini magan (forza) e waldan (governare), con il significato di colui che governa con la forza, nome probabilmente portato dal capostipite.

MACCHITELLA
MACCHITELLI
MACCHITELLO

Macchitella è tipicamente pugliese, di Ostuni, San Vito dei Normanni e Mesagne nel brindisino e di Taranto, Macchitelli e Macchitello, quasi unici, sono quasi sicuramente dovuti ad errori di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da una forma aferetica del nomen latino Macchius una variante di Maccius, ricordiamo con questo nome il famosissimo scrittore e commediografo latino Titus Macchius Plautus, ma potrebbe anche derivare come forma etnica dai molti toponimi contenenti la radice Macchia, o anche da toponimi come Macchitella nel potentino.

MACCI
MACCINI
MACCIO
MACCIO'

Macci ha un ceppo laziale e piccoli nuclei nel l'urbinate e tra Piceno e teramano, Maccini ha un ceppo nel veronese ed uno nel parmense, Maccio ha un piccolo ceppo nel genovese ed uno tra le province di Latina e di Caserta, Macciò, tipicamente ligure, delle province di Genova e Savona, ha un piccolo ceppo secondario a Cagliari, deivano dal nome medioevale Maccius, tipica contrazione dell'aferesi del nome Tommaso, in una charta testamenti dell'anno 748 se ne ha un esempio: "...qui supra Centolus archidiaconus et Maccio diaconus, commune consilio parique consensu tractantes, pro nostrarum animarum remedito offerimus ecclesie Sancte Marie prenominatas res...".

MACCIOCCO
MACCIOCCU
MACIOCCO
MACIOCCU

Macciocco , assolutamente rarissimo, è del nord della Sardegna, Maccioccu , estremamente raro, è del sassarese, Maciocco è anche lui tipicamente sardo di Olbia, Tempio Pausania e Badesi in Gallura, Macioccu, quasi unico,  è anch'esso della  Gallura, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo campidanese macciòccu (grassottelo, cicciottello), probabilmente a sottolineare una lieve adiposità dei capostipiti.

MACCIONE

Sembrerebbe di origini abruzzesi, dovrebbe discendere dal nome medioevale italiano Maccio, ma è pure possibile una derivazione dal termine medioevale macciones (muratori) di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1300 in Travale (GR): "...pane e vino per li maccioni a Travale. de illa quae est da casa magii dicit quod non recepit inde servitium audivit dicere quod perdonatum fuit...".

MACCIONI

Ha un nucleo importante nella Sardegna centromeridionale, sono presenti ceppi primari anche nella fascia che comprende Toscana e Marche, questi dovrebbero avere la stessa origine del cognome Maccione (vedi), il nucleo sardo invece può avere diverse origini, potrebbe derivare dal vocabolo sardo campidanese maccioni (tipo di pesce) o anche dal vocabolo sardo gallurese maccioni (macchia, cespuglio), o anche dal gallurese macciòni (volpe).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
su macc(i)òni, in campidanese  è il ghiozzo, e probabilmente deriva dal toscano antico mazzòne (oltre che mugello), che designa però il muggine. In Sicilia il ghiozzo è mazzuni, in Puglia mazzòne. Mat(t)zone in sardo del logudoro è la volpe che si dice marjane/i  nel centro sud. Non ritrovandolo nelle carte antiche pensiamo ad un cognome moderno, probabilmente venuto dalla penisola, (i nomi dei pesci (tutti) non hanno origini sarde) derivato da mazzòne, col significato di ghiozzo e trasformatosi in maccioni per trascrizione anagrafica. Attualmente è presente in 93/377 Comuni sardi. Nel territorio nazionale è presente in 325 Comuni. Nella penisola la maggiore diffusione si ha nel centro nord.

MACCIOTTI
MACIOTTA

Macciotti, quasi unico, è del piacentino, Maciotta, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario dell'area che comprende il teatino, il Molise, il beneventano e l'avellinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Macciotta o Macciotto, di cui abbiamo un esempio nella seconda metà del 1300 con Macciotta, un figlio di Manfredi Alagona un feudatario siciliano di Fiumefreddo e Palazzolo, che si ribellò a Re Martino e venne da questi privato dei diritti feudali, nello stesso periodo troviamo Maciotto Montaperto feudatario di una zona vicina a Troina nell'ennese, questi nomi possono essere forme ipocoristiche del nomen latino Maccius, ricordiamo Titus Maccius Plautus, il famosissimo commediografo latino, come possono derivare da alterazioni ipocoristiche peggiorative dell'aferesi del nome Giacomo.

MACCIS
MACIS

Entrambi tipicamente sardi, Maccis è assolutamente rarissimo, Macis è invece ben distribuito in tutta l'isola, dovrebbero derivare dall'aferesi del toponimo Simaxis (OR), non si può escludere una connessione con il vocabolo sardo maccia (macchia, cespuglio folto) e si riferirebbe allora o ad episodi o comunque a riferimenti relativi alla località d'origine del capostipite, potrebbe anche derivare da una forma aferetica del nome del villaggio Simaxis, dove il Si sarebbe potuto cadere anche in quanto considerato come articolo.

MACEDONE
MACEDONI
MACEDONIO

Tutti molto rari, soprattutto Macedone e Macedoni, mentre Macedonio, un poco meno raro, ha un ceppo a Roma ed uno a Cinquefrondi, Melicucco e Giffone nel reggino, dovrebbero derivare o dall'etnico della Macedonia, forse la regione d'origine dei capostipiti, o dal nome latino Macedonius, originato dal greco Μακεδονικά.

MACELLARI
MACELLARO

Macellari ha un ceppo tra pavese e piacentino, a Voghera nel pavese ed a Corte Brugnatella nel piacentino, uno nel maceratese, a Civitanova Marche e Potenza Picena, uno a Perugia ed uno a Roma, Macellaro è specifico dell'area che comprende il salernitano ed il potentino, Salerno, Battipaglia ed Eboli nel salernitano e Vietri di Potenza nel potentino, dovrebbero derivare dal mestiere dei capostipiti, che probabilmente facevano di professione i macellai, mestiere che veniva chiamato carnefices in epoca romana e per quasi tutto il periodo medioevale, per diventare poi macellari ed in seguito trasformarsi definitivamente in macellai.

MACELLONI

Macelloni è decisamente toscano, di Peccioli, Pontedera, Capannoli e Ponsacco nel pisano e di Livorno e Rosignano Marittimo nel livornese, potrebbe derivare da una forma sincopata, con caduta della -r- di un accrescitivo del nome Marcello.

MACERA

Macera ha un ceppo tra genovese e spezzino, uno nel livornese, ma il nucleo si trova nella zona che comprende il romano, il latinense il frusinate, l'aquilano, il teramano, il pescarese, l'iserniese, il casertano ed il napoletano, potrebbe derivare da nomi di luoghi detti macèra termine che indicava la presenza di maceratoi, cioè di luoghi dove veniva posta a macerare la canapa, ma potrebbe anche derivare da luoghi distrutti dalla guerra e ridotti in macerie o dalla presenza in loco di muri fatti di sassi e privi di calce chiamati anticamente macèra.

MACERATA

Macerata, molto raro, è un cognome tipicamente ebraico, specifico del Piceno, di Sant`Elpidio a Mare soprattutto e di Porto Sant`Elpidio, dovrebbe derivare dal nome della città di Macerata, probabile luogo dove si stabilì inizialmente la famigliaprobabilmente di origine spagnola sefardita.

MACERATESE
MACERATESI
MACERATINI

Maceratese, quasi unico, probabilmente è dovuto ad errate trascrizioni di Maceratesi, che ha un ceppo marchigiano nell'anconetano e nel maceratese, ed uno a Roma e nel romano, Maceratini, estremamente raro, è specifico del maceratese, dovrebbero tutti derivare da forme etniche della città di Macerata, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Macerata è cognome abruzzese ma diffuso anche nel Nord. Etnico dal toponimo. Macerata, altro termine di "
macereto", viene da 'macerare' del latino e italiano, che ha vari significati: "ammasso di macerie" o "luogo scosceso pieno di detriti di rocce", ovvero, più probabilmente nei toponimi "località dove si macera, si ammolla la canapa, i1 lino" ecc. per consentire la formazione della fibra tessile dalla pianta.

MACHEDA

Tipicamente calabrese del reggino, di Montebello Ionico in particolare e di Cardeto, Motta San Giovanni e Bagaladi.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine spagnola (più probabilmente ebreo-sefardita), il cognome Macheda nasce da un'italianizzazione del toponimo
Maqueda, comune spagnolo della provincia di Toledo, nella comunità autonoma di Castiglia-La Mancia. Per curiosità, comunque, va notato che a Palermo esiste anche una strada che porta il nome di via Maqueda, così chiamata in onore di Bernardino di Cardines, viceré di Sicilia e duca di Maqueda (fu proprio il viceré di Sicilia a decidere la realizzazione di questa via, messa in opera nel 1600): alla luce di questo, allora, non è esclusa una connessione con la nobiltà spagnola, anche se, a dire il vero, l'ipotesi di un'origine ebreo-sefardita sembra essere la più probabile - nell'area siculo-calabrese, in effetti, si riscontrano diversi cognomi d'origine ebraica, spesso sefarditi per l'appunto.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Macheda è cognome calabrese che ricalca il cognome spagnolo
Maqueda, il quale deriva da un nome arabo significante 'fermo', 'stabile'.

MACHELLI
MACHELLO

Machelli è estremamente raro e dovrebbe essere della fascia che comprende Toscana, Umbria e Marche, Machello, ancora più raro, sembrerebbe del genovese, potrebbero derivare dall'aferesi di nomi come Telemacus, Symmachus o Nicomacus.

MACHI
MACHI'

Entrambi originari del palermitano, probabilmente la forma originaria è quella accentata.

MACII

Specifico della zona di Follonica, Massa Marittima e Scorlino (GR) nelle vicinanze di Piombino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Macius, un esempio di questa cognominizzazione lo troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in una cessionis et positionis in locum del 1191: "...Petrus de Cremia et Dominicus Macius et Ambroxius de Dubino et Brocardus filius Iohannis Ferrarii et Otta de Montanea..." e nel 1400 a Bologna si trova una tal Francisca q. Guidolotti de Macii.

MACINI

Macini, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Cesena e Rimini ed uno a Novafeltria nel pesarese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine tardo latino medioevale macinus (mulino), probabilmente ad indicare che il capostipite fosse proprietario di un mulino o vi lavorasse.

MACOCCO

Macocco, molto raro, sembrerebbe piemontese, di Cuorgnè e di Torino nel torinese in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine piemontese arcaico macöco o macöcio (imbroglio, accomodamento fraudolento, usato in particolare con riferimento al gioco).

MACONE
MACONI

Macone, molto raro, è tipico di Gaeta (LT), Maconi è invece specifico del milanese, potrebbero derivare dall'accrescitivo del nome medioevale Maco di cui abbiamo un esempio in uno scritto medioevale: "...adjiciens in eo asservari brachium S. Alexii ex insula Lemno a Maco Minotto anno Domini MCCLXXXXVII Venetias translatum....", è pure possibile che derivino dalla modificazioni dell'aferesi di nomi come Telemaco. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Siena nella seconda metà del 1100 con il console Abramo Maconi.

MACOR

Macor è specifico del Friuli, tipico di Trieste, di Cormons nel goriziano e, soprattutto, di Rivignano, Pontebba, Udine, Codroipo, Aquileia e Cervignano del Friuli nell'udinese, dovrebbe derivare da una forma aferetica tronca slava del nome Ermacora, originato dal greco Hermagoras, dell'uso di questa forma abbiamo un esempio in uno scritto del 1463 a San Pietro degli Slavi, l'antico nome di San Pietro al Natisone: "...I debitori della chiesa di S. Pietro: Michele, ora decano, deve lire 6, per le quali dia un conzo e mezzo di vino per soldi 60 e così gli restano 60 soldi. Ianilo Claudo deve alla chiesa, defalcato il vino, soldi 40. Juri di Vernasso, cameraro della confraternita del Corpo di Cristo, riferì che Marino di Brischis, da tre anni e Macor da due, si rifiutano di dare relazione della loro amministrazione. Gli si ordina di farlo per iscritto.".

MACORIC
MACORICH
MACORIG

Macoric e  Macorich sono praticamente unici, Macorig, comunque rarissimo, è specifico dell'udinese, di Torreano, Cividale del Friuli, Prepotto, Premariacco ed Udine, dovrebbero essere forme patronimiche tipicamente slave in -ic o -ig, derivate dal nome sempre slavo Macor (vedi MACOR).

MACRI
MACRI'
MAGRI'

Macri, tipicamente calabrese, ha anche un piccolo ceppo nel napoletano ed uno ancora più piccolo nel tarentino, Macrì è di origini calabresi, Magrì ha un ceppo catanese ed uno pugliese, potrebbero derivare dal cognomen latino Macrus.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine grika o, talvolta, greco-albanese, i cognomi Macrì, Magrì, etc nascono da un adattamento dell'aggettivo
makrìs, che, in greco moderno, ha il significato di lungo, alto (vedi Long). In alcuni casi, tuttavia, è anche possibile che il cognome Macri (nella forma non accentata) sia una variante del cognome Magri, soprattutto per quanto riguarda i ceppi non-meridionali (vedi Magri). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti.

MACRINI
MACRINO

Macrini ha un nucleo romano, uno abruzzese, tra Teramo, Penne, pescarese e chietino, uno campano tra Caggiano (SA) e Battipaglia ed uno a Castrovillari (CS), Macrino, molto più raro ha ceppi nel bresciano a Roma e nel cosentino, potrebbero derivare dalla Gens Macrinia o dal nomen romano Macrinus di cui abbiamo un illustre esempio in Macrinus Severus Imperatore romano dal 217 al 218 : "Antonini Diadumeni pueri, quem cum patre Opilio Macrino imperatorem dixit exercitus occiso Bassiano factione Macriniana, nihil habet vita memorabile, nisi quod Antoninus est dictus et quod ei stupenda omina sunt facta imperii non diutini, ut evenit....".

MACRIPO
MACRIPO'
MAGRIPO
MAGRIPO'

Macripo, assolutamente rarissimo è proprio dell'area barese, tarentina, Magripo e Magripò sono sempre pugliesi, ma ormai quasi scomparsi, Macripò è del tarentino, in particolare di San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano e Taranto.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), i cognomi Macripò, Magripò, etc nascono dall'italianizzazione del cognome greco
Makripodis, che, composto dai termini makròs (grande, largo) e podi (piede), può essere tradotto come piede grosso, piede largo: va notato, infatti, che le trascrizioni antiche riportano il cognome Macripò nella forma Macripodi, ma oggi, a dire il vero, questo cognome sembra non esistere più in Italia. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti.

MACROBIO

Macrobio, quasi unico, sembrerebbe del nord Italia, dovrebbe derivare dal cognomen latino Macrobius, di cui abbiamo un illustre esempio in Ambrosius Theodosius Macrobius, grammatico e filosofo del IV secolo dopo Cristo.

MADAFFARI
MADAFFARO
MADAFFERI
MADOFFARI

Madaffari, molto molto raro, è tipico dell'area reggino, messinese, Madafferi è estremamente raro ed è specifico del reggino, Madaffaro e Madoffari sembrerebbero unici, dovrebbero tutti derivare da variazioni del nome saraceno Mudaffar. (vedi Modafferi)

MADAGHIELE

Madaghiele è specifico di Latiano nel brindisino, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome ebraico Magdaleleel o Mahaleleel.

MADALOSSO
MADALOZZO
MADDALOSSO
MADDALOZZO

Madalosso è assolutamente rarissimo e sembrerebbe del padovano, Madalozzo è unico, Maddalosso è tipico del padovano, di Padova e   Piazzola sul Brenta, Maddalozzo è specifico di Arsiè nel bellunese, potrebbero derivare da etnici dialettali di toponimi come Maddalene (VI), ma l'ipotesi più probabile è che la forma originaria sia Maddalozzo e che il luogo di origine sia Arsiè (BL) e che derivi da un ipocoristico del nome medioevale Maddalo forma maschile del nome Maddalena (etnico di Maddalo in Palestina).

MADARO

Originario della penisola salentina

MADAU
MADDAU
MEDAS
MEDAU

Madau è molto diffuso in tutta la Sardegna, Maddau, abbastanza raro, sembrerebbe di Stintino (SS), Medas è sicuramente sardo, con un ceppo a Cagliari e nel cagliaritano a Guasila e Quartu Sant'Elena, ad Iglesias ed uno a Sassari ed a Nulvi nel sassarese, Medau sembra tipico del cagliaritano di Pula in particolare, è molto raro, dovrebbero tutti derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo madàu e medau (ovile, ricovero per le pecore e le capre) probabilmente legato al mestiere di pastore svolto dal capostipite o potrebbe anche derivare dal fatto di essere questi proprietario di un gran numero di bestie, di essere molto ricco.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MADAU:
stazzo, ovile, generalmente per le pecore o le capre. Dal latino metatus, nel significato di tracciato, delimitato e quindi recinto. Nella lingua sarda parlata, sia in logudorese che in campidanese è più in uso il termine medau, che invece è più raro come cognome rispetto a madau. Ambedue, tra l'altro, sono toponimi frequentissimi, in tutto il territorio della Sardegna.  È presente nelle carte antiche: tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 lo troviamo nella variante Matau: Matau Comita, jurato ville Sancto Lussurgio; Matau Leonardo, ville Sancto Lussurgio; Matau Petro - ville de Billuchara (* distrutto. Contrate Montis Acuti - Salto di Pattàda); Matau Petro, ville Sarule. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XII° sec., figurano 9 Madau, tra i quali ricordiamo: Madau Gosantine, mandatore de rennu (7, 213), teste in una donazione di terre a Santa Maria( il mandatore de rennu era il funzionario incaricato delle ambasciate, dei messaggi e delle citazioni regie; il mandatore de ecclesia era il rappresentante giudiziale di una chiesa); Madau Gunnari(27) armentariu dessa domo de piscopio( amministratore della casa del vescovo), teste in una donazione a Santa Maria di Bonarcado, da parte del fratello Gosantine, su citato. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XII° sec., abbiamo ancora un Matau: Petru, servo in Arcennor( villaggio scomparso, i cui resti si trovano in agro di Semestene). Nella storia contemporanea ricordiamo Madau Diaz, Gaetano(Sorso 1908 - Cagliari 1975), autore di varie opere storiche, tra le quali citiamo: Gli Statuti del Libero Comune di Sassari; e La Storia della Sardegna dal 1720 al 1849. Attualmente il cognome Madau è presente in 142 Comuni italiani, di cui 67 in Sardegna: Sassari 122, Cagliari 76, Oristano 45, Ozieri 39, Bolotona 34, Paulilatino 31, etc.
MEDAU: per l'etimologia ed il significato vedi Madau. Nella Sardegna meridionale, nel Sulcis - Iglesiente, a fianco al termine medàu si è formato il vocabolo boddèu (termine in disuso: probabilmente dal latino còlligo = raccogliere, riunire, mettere insieme) nel significato più antico di un gruppo di persone ed infine di gruppo di case, villaggio, paese, sorto attorno ad una cappella o altro edificio di culto. Qui da noi, in Medio Campidano, erano detti is furriadroxus = le capanne dei pastori costruite vicino agli ovili (medaus). Furriadròxu deriva dal verbo furriai/furriare (girare, capovolgere), ma nel significato di rientrare a casa, alla capanna, al focolare. Ancora oggi, la raccomandazione che una madre rivolge al bambino o al ragazzo che esce di casa: "Fùrria prestu, lah"! ("Torna  a casa presto"!). La casa è il luogo dove c'è il fuoco, sa forrèdda(il caminetto), che deriva da forno = fornus in latino(non abbiamo altri suggerimenti). Attualmente il cognome Medau è presente in 24 Comuni d'Italia, di cui 6 in Sardegna  (meridionale, a parte Dorgàli): Pula 29, Cagliari 19, Fluminimaggiore 14, San Sperate 3, Dorgàli 3, Carbonia 3.

MADDALENA
MADDALENO

Maddalena è presente a macchia di leopardo un pò in tutta la penisola ed in Sicilia, Maddaleno, molto molto raro, ha un ceppo nel pratese, ma è presente anche in Campania, Piemonte e Sicilia, derivano dal nome omonimo di origine ebraica e proprio della tradizione cristiana a sua volta derivato dall'etnico di Magdala (dall'aramaico magdala (torre)) una piccola cittadina ebraica sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade.

MADDALI
MADDALO

Maddalo ha un ceppo romano, uno nel salernitano a Pontecagnano Faiano, Salerno, Bellizzi e Capaccio, ed uno nel Salento a Campi Salentina e Lecce nel leccese, Maddali, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome ebraico Magdala, che significa torre, grandezza, potenza.

MADDALONI

Tipico dell'area che comprende le province di Napoli, Caserta e Benevento, dovrebbe derivare dal toponimo Maddaloni (CE) il cui nome ha origini dal vocabolo arabo magdhal (rocca, fortificazione).

MADDE
MADDE'
MADDEI
MADDEO
MADDI
MADDI'
MADDII
MADDIO
MADE
MADE'
MADEI
MADEO
MADIO

Madde, quasi unico, è del pavese, Maddè è presente solo in provincia di Milano, Lodi e Pavia, Maddeo è tipico del milanese e del cremonese, di Crema in particolare, Maddei è praticamente unico, Maddi e Maddì. assolutamente rarissimi sembrerebbero della zona tra palermitano ed agrigentino, Maddii è tipico toscano di Montevarchi nell'aretino e di Firenze, Maddio ha un piccolo ceppo a Castellamonte ed Orbassano nel torinese, un ceppo a Campi Bisenzio nel fiorentino ed uno a Gangi nel palermitano, Made è rarissimo ed è presente solo in provincia di Milano e Pavia, Madè è concentrato nelle province di Milano Lodi e Cremona, Madei, molto molto raro, è specifico di Brescia, Madeo è specifico del cosentino, molto diffuso a Rossano, Longobucco, Corigliano Calabro e Crosia, ma ben presente anche a Caloveto, Cropalati, Crucoli e Cosenza, Madio è specifico dell'area che comprende il barese, Noicattaro in particolare, Triggiano ed il Materano con Matera e Bernalda, per questi cognomi si ritiene probabile un'origine unica con errori di trascrizione, che abbiano condotto a forme diverse.  Dovrebbero tutti derivare da modificazioni dialettali aferetiche del nome Amadeo o Amadio, esiste anche un'ipotesi che propone che qualche volta possa trattarsi di forme aferetiche dialettali originate da ipocoristici del nome Tommaso.

MADDONNA
MADDONNI
MADONNA
MADONNI

Maddonna, quasi scomparso, è un cognome dell'area abruzzese, Maddonni, molto raro, ha sparute presenze nel romano, nell'iserniese ed in Puglia, Madonna, molto più diffuso, è molto diffuso in Abruzzo, Molise, e nord della Campania, Madonni, quasi unico, sembrerebbe toscano, possono derivare da cognomi di fantasia beneaugurali attribuiti a neonati abbandonati affidati alla benevolenza della Madonna, come è pure possibile che si tratti di matronimici di capostipiti di nome Madonna.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Madonna è cognome frequentissimo in Campania e nel Lazio ma diffuso in tutta Italia. Viene da "
m(i)a donna". E' un cognome di ordine religioso. In Campania forse dal toponimo Madonna dell'Arco.

MADEDDU

Madeddu è tipicamente sardo diffuso particolarmente nella Sardegna occidentale ed in quella meridionale, a Cagliari, Villaputzu, Teulada, Quartu Sant'Elena nel cagliaritano, a Iglesias e Carbonia, a Oristano, Bosa e Narbolia nell'oristanese, a Sassari e Porto Torres, ed a Villanovafranca nel Medio Campidano, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica sarda del termine madau (ovile), forse ad identificare nei capostipiti dei piccoli pastori.

MADER

Mader è tipico dell'Alto Adige, di Bolzano e Campo di Trens, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sull'espressione germanica wie die Made in Speck sitzen, che significa: stare come un verme nello speck, ovvero vivere a sbafo, molto meno probabile una derivazione dal termine medioevale germanico maadaari (falciatore, mietitore).

MADERNA

Tipico della provincia di Milano, deriva probabilmente dal toponimo Maderno nel bresciano o Cesano Maderno nel milanese.

MADIA

Tipico calabrese, della zona di Catanzaro e Crotone, sembra avere anche un ceppo nel milanese, dovrebbe derivare da una modificazione dell'aferesi del nome Amadeus, dell'uso di questo nome si ha un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, in un atto del 1154 si legge: "...ipso Guitardo consentiente eidem Iohanni filio suo et predictis Iordane et Madie de civitate Mediolani coniugi et nurui sue, et ipso Iohanne consentiente eidem Todessche coniugi sue et subter contrafirmante ...", ma anche a Pentone (CZ) si riscontra l'uso di questo nome, si tramanda che Si narra che intorno al 1200 la Madonna apparve ad una contadinella di nome Maria Madia, è pure possibile che questi cognomi derivino dall'aferesi del toponimo Almadia di cui si hanno tracce ad esempio negli Annales Pisani: "...Anno Domini 1088. Fecerunt Pisani et Ianuenses stolum in Africa, et ceperunt duas munitissimas civitates, Almadiam et Sibiliam, in die Sancti Sixti.....".

MADINI

Sicuramente lombardo, dovrebbe essere originario del mantovano, ma potrebbe pure avere un nucleo nel pavese, un'ipotesi sulla derivazione, potrebbe essere da modificazioni del nome celtico Madduin, Maddin, ma più probabilmente dall'aferesi di altri nomi, non identificabili.

MADONIA

Madonia è tipicamente siciliano, del palermitano soprattutto, il cognome dovrebbe derivare dal nome dalla regione montuosa delle Madonie o meglio dal suo nome antico come leggiamo in questo scritto del 1500: "...che li dicti Signuri tuturi si contentano et ni habbiano di restituire li cinco fegi seu territorij et comuni et la universitati predicta nominati li Fraxini, la Cassanisa, li Comuni, Milocca et lo Bosco de la Montagna di Madonia,...".

MADRASSI

Specifico di Venzone (UD) Madrassi e di difficile interpretazione, improponibile un collegamento con le scuole islamiche come qualcuno vorrebbe e di difficile accettazione anche l'ipotesi di una strana contrazione della frase di madre grassa che secondo altri sarebbe all'origine del cognome, possiamo solo ipotizzare una connessione con il vocabolo ladino mandra (riparo per le mucche) e starebbe ad intendere l'attività di malgari svolta dalla famiglia.
integrazioni fornite da Luciano Comelli
Due le possibili interpretazioni:
- La
Madrasse in friulano è il grembo materno, o per dirlo più correttamente: l'utero (è una parola riferita specialmente agli animali più che agli umani). Difficile fare accostamenti, ma la somiglianza tra sostantivo e cognome è lampante:
- il
Madrac in friulano è il serpente (generico), da cui peraltro il verbo madracâ che significa proprio strisciare La somiglianza è minore ma è piu verosimile perchè potrebbe riferirsi ad una caratteristica comportamentale o fisica.

MADRISAN

Madrisan, assolutamente rarissimo, sicuramente friulano dell'udinese, dovrebbe derivare da forme etniche dialettali riferite ai paesi di Madrisio di Fagagna o di Madrisio di Varmo, entrambi nell'udinese, probabili luoghi d'origine del capostipite.

MAENZA
MAIENZA

Maenza ha vari ceppi in Sicilia, soprattutto a Palermo e Camporeale (PA), ad Alcara Li Fusi (ME) e ad Agira e Valguarnera Caropepe (EN), ha un nucleo a Bisceglie (BA) ed una presenza significativa a Sezze (LT), Maienza, molto raro, sembra specifico del casertano, di San Nicola la Strada in particolare, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dal vocabolo latino maiensis (relativo al mese di maggio), nel caso del ceppo di Sezze, potrebbero derivare dal toponimo Maenza (LT), un'ipotesi possibile potrebbe essere quella di derivare da antichi nomi di località come castra maiensa (campi di maggio o accampamenti primaverili).

MAESANI
MAISANI

Maesani è tipicamente lombardo dell'area comasca, Maisani è quasi unico, potrebbero derivare da Maisa il nome di una località ora in Svizzera presso Silvaplana, ad indicarne probabilmente la provenienza del capostipite.

MAESANO
MAGISANO
MAISANO

Maesano è specifico della zona di Roghudi (RC) e Reggio Calabria, Magisano è tipico di Chiaravalle Centrale (CZ), Maisano è molto diffuso nella zona dello stretto, reggino e messinese, con ceppi anche nel nisseno e nel palermitano, derivano tutti da modificazioni del toponimo Magisano (CZ).

MAESTRA
MAESTRI
MAESTRINI
MAESTRINO
MAESTRO
MAESTRONE
MAESTRONI

Maestra, estremamente raro, parrebbe specifico di San Daniele del Friuli, Maestri è un cognome decisamente settentrionale, dovrebbe avere origini lombardo emiliane, Maestrini è molto diffuso in Lombardia, in particolare nel bresciano e mantovano, e nell'area che comprende il bolognese, tutta la Toscana, il pesarese ed il perugino, Maestrino, estremamente raro, sembrerebbe del napoletano, Maestro è piemontese, di Torino e Viola (CN), in particolare, Maestrone è specifico di Gambolò nel pavese, Maestroni, decisamente lombardo, è specifico del milanese, cremonese e bergamasco in particolare, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici od accrescitivi, dal mestiere di maestro, mastro artigiano o maister in dialetto, stante ad indicare il mestiere appunto di mastro artigiano.

MAESTRELLI
MAESTRELLO

Maestrelli sembra avere oltre al ceppo fiorentino, anche uno lombardo, tra Brescia e Mantova, Maestrello molto più raro è tipico molisano, dovrebbero derivare da soprannomi legati alla posizione di magister (mastro artigiano).
integrazioni fornite da Andrea Maestrelli
Nella zona dove sono nato e vivo, la provincia di Empoli, moltissime famiglie hanno questo cognome e quasi tutte avevano tra gli avi dei muratori. Un amico ha fatto fare una ricerca e pare sia risultato che tutti i Maestrelli della zona siano di origine germanica, maestranze specializzate ,richiamate a Milano dalla fabbrica del Duomo di Milano. Terminatane la edificazione, ormai italianizzati, anzichè tornare in Germania si sarebbero trasferiti nell'empolese, dove le case costavano molto meno e dove continuarono ad occuparsi di edilizia.

MAESTRIPIERI
MASTRIPIERI
MASTROPIERO

Maestripieri è tipico di Pistoia, Mastripieri, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un esrrata trascrizione del precedente, così come Mastropiero che sembrerebbe proprio unico, questi cognomi dovrebbero derivare da capostipiti di nome Piero e artigiani di professione, l'artigiano veniva chiamato un tempo magister artis.

MAFEZZOLI
MAFFEZZOLI
MAFFIOLETTI
MAFFIOLI

Mafezzoli, estremamente raro, è dell'area tra bresciano e veronese, Maffezzoli è tipicamente lombardo, del mantovano, di Sabbioneta, Mantova, Curtatone e Virgilio, e dell'area di Garda nel veronese,  Maffioletti è un cognome tipicamente lombardo del bergamasco in particolare e di Dalmine, Bergamo, Stezzano, Treviolo, Azzano San Paolo, Zanica, Lallio, Osio Sopra, Arzago d'Adda, Grassobbio e Verdellino, Maffioli è tipico lombardo, con un nucleo originario tra varesotto e Val d'Ossola, derivano, direttamente o attraverso ulteriori ipocoristici, dal nome medioevale Maffiolo, forma ipocoristica di Maffeo, Matteo, abbastanza diffuso, di cui abbiamo un esempio d'uso su di un'iscrizione del 1435 a Cassinetta di Lugagnano nel milanese: "MCCCCXXXV Die sabati sexto agusti hanc eccelexiam fecit fieri spectabilis et egregiu vir dominus Maffiolus Birago ducalis curie generalis magister. Ad honorem Dei et beatissime virginis ac genitricis Marie et domini santi Antonij", ricordiamo Maffiolo Rusca di Como nel 1300 o Maffiolo de Tassis del Cornello di Zogno nel 1400, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Domo Valtravaglia (VA) nel 1500 con la famiglia Maffioli di Sarigo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mafezzoli è un cognome molto concentrato nelle zone del Milanese e del Mantovano. È una variante alterata di
MATTEI, diffuso nelle regioni del centro-nord, il cui significato è legato al nome di origine ebraica Matteo (Mattitya, da mattat = dono, e Ya, abbreviazione di Yahweh, cioè "dono di Dio"), diffuso in ambito latino per merito della figura dell'evangelista cristiano. Le versioni greche del nome, Maththàios e Maththìas (con la pronuncia aspirata della t-), nelle zone dell'Italia maggiormente esposte all'influenza bizantina, hanno dato luogo a tutte le versioni in Maff-, dalle quali è derivato anche Maffezzoli.

MAFEZZONI
MAFFEZZONI

Mafezzoni, abbastanza raro, è lombardo, soprattutto dell'area bresciana, Maffezzoni è tipicamente lombardo, di Cremona e del cremonese a Robecco d'Oglio, San Bassano e Calvatone, di Brescia e del bresciano a Passirano, e Verolavecchia, di Milano e di Cesano Maderno nel milanese, potrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dal termine dialettale arcaico maffèe (brutto), probabilmente attribuito ad un capostipite in maniera scherzosa con il significato di grosso e brutto, ma è molto più probabile che derivino invece da una forma accrescitiva del nome medioevale italiano Maffeo.

MAFFE'
MAFFEIS
MAFFEO

Maffè è tipico di Cerano e Trecate nel novarese, Maffeis è tipico del bergamasco e bresciano, Maffeo ha ceppi in Piemonte, nel romano ed in Campania, derivano da modificazioni del nome medioevale Maffeo, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel bergamasco a Ponteranica agli inizi del 1400 con il notaio Bassiano de Maffeis e dal 1588 al 1590 è Vicarius Vallis Brembane Superioris Laurentius de Maffeis, nel 1400 a Tortona c'è un Franciscus de Maffeis notarius.

MAFFEI

Cognome panitaliano, presenta più ceppi originari sia al nord che al centro sud, deriva dal nome medioevale italiano Maffeo. La famiglia Maffei è molto antica e annovera tra i suoi illustri antenati due cardinali: romani Bernardino Maffei (1514-1553) e Marc'Antonio Maffei (?-1583), ed un segretario della Repubblica di Genova, il bergamasco Giovanni Pietro Maffei (1536-1602).

MAFFI
MAFFINI
MAFFUCCI
MAFFUCCIO

Maffi è tipicamente lombardo e del piacentino, Maffini sembrerebbe specifico del piacentino e del vicino parmense, Maffucci ha un nucleo nell'avellinese e nelle aree vicine del foggiano, del napoletano e del salernitano, ha un ceppo nel romano ed uno nel pistoiese, Maffuccio, molto raro, è del romano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome Maffo a sua volta derivato dal nome medioevale Maffia ( vedi Maffia) tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Grosio (SO) nella seconda metà del 1400 con il Notaio Michele del Maffo ivi operante all'epoca.

MAFFIA
MAFFII
MAFFIO

Maffia è meridionale, della zona che comprende Campania, Puglia e cosentino, Mafii rarissimo parrebbe pratese, Maffio potrebbe essere lombardo.
intehtazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Maffia, presente dal nord al sud del paese, è più tipicamente meridionale, con ceppi maggiori nel salernitano, nel napoletano, nel foggiano e nel cosentino, ma un ceppo importante si trova anche nel comasco, Maffii, molto più raro del precedente, è diffuso prevalentemente nel pratese, Maffio, rarissimo, si riscontra quasi esclusivamente nel milanese, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Maffia o Maffio, nato come variante del più comune Mattia o Matteo: l'origine di questo nome, infatti, va ricercata nell'ebraico Mattityah, col significato di dono di Dio, e, siccome il nome venne dapprima adattato nel greco Mathaios o Mathias (come avviene di consueto coi nomi biblici portati in Europa), le varianti Maffia e Maffio si spiegano allora come dei diversi adattamenti del suono -th- dell'originale greco. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

MAFFRI

Cognome più che raro, è praticamente presente solo a Melegnano, potrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del più diffuso Maffei.

MAFRICA
MAFRICI
MAURICI
MAVRICI

Mafrica ha un ceppo ad Aosta ed uno nel reggino a Bova Marina soprattutto, Mafrici è specifico della zona di Condofuri (RC) e Reggio Calabria, Maurici ha ceppi sparsi in Sicilia ed in Calabria nel reggino, Mavrici, molto molto raro, sembrerebbe di  Rizziconi (RC), derivano tutti da modificazioni del nome Mauritius. (vedi MAURIZI) (vedi anche MAURIC)

MAGADDINO

Originario del trapanese, dovrebbe derivare da un toponimo omonimo del canton Ticino e dovrebbe risalire alla calata dei Lanzichenecchi ai primi del 1500, quando uno di questi, probabilmente originario di Magaddino (Canton Ticino), dopo il sacco di Roma, proseguì il suo viaggio fino in Sicilia, dove pose radici.

MAGAGNA
MAGAGNI

Magagna è tipicamente veneto di Verona e Soave (VR) e nel padovano di Conselve, San Pietro Viminario e Albignasego, con un ceppo anche in Piemonte ad Alessandria, Castelletto Cervo e Cossato nel biellese, uno a Bologna e Ferrara, ed uno a Latina conseguenza della migrazione in epoca fascista avente lo scopo di bonificare le paludi pontine, Magagni è tipico di Bologna e del bolognese, dovrebbero derivare dal termine dialettale magagn (difetto, guasto, mutilazione) forse a caratterizzare un difetto fisico del capostipite.

MAGAGNIN
MAGAGNINI
MAGAGNINO

Magagnin è tipico di Cison di Valmarino (TV), Magagnini ha un ceppo nel pisano a Calci, Pisa e Cascina, uno marchigiano ad Ancona e Pergola (PU) ed uno a Roma e Canale Monterano (RM), Magagnino è specifico del leccese, di Matino, Alezio e Giuggianello, dovrebbero derivare da una modificazione del termine medioevale magnanus (fabbro), troviamo tracce di questa cognominizzazione nel 1506 a Viterbo, dove, in un atto, figura un certo Domenico Magagnini, incaricato assieme ad altri due di costruire la parte muraria del Coro della chiesa della Madonna della Cerqua.
integrazioni fornite da Homero Magagnin Brazil
 SI ritiene che questa famiglia sia originaria di Jesi (AN) dove si trovano notizie fin dal XVI° secolo, nel 1502 un certo Giovanni Francesco Magagnini era Consigliere del Comune di Jesi.  Questa famiglia si imparentò con le principali famiglie nobili della città e delle Marche.  Personaggi notevoli della famiglia sono stati: Agnese, morta diciannovenne nel 1672 in odore di santità,. Pietro Paolo deceduto nel 1695 combattendo per la República Veneta, Giovanni Bartolomeo e Cario Felice, morti nel 1684 al servizio del Re Giovanni. Gaspare, i loro discendenti furono inseriti fra le famiglie patrizie della città di Perugia, nel 1772, Saverino fu Canonico della Cattedrale di Jesi, nel 1855, Luigi vestì l'abito di Cavaliere Militare di Santo Stefano di Toscana ed ottenne poi il titolo di Commendatore, Cariolono, figlio di Luigi, fu Canonico della Cattedrale di Jesi, Rambaldo (1805 - 1891), divenne Vescovo di Jesi.
per approfondimenti http://www.magagnin.cjb.net

MAGALDI

Magaldi, non comune, potrebbe essere originario della zona tra il foggiano, la Basilicata e la Campania, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origini germaniche Magaldus, una latinizzazione del nome Maginwald composto dai termini magin (forza) e wald (governo), con il significato di chi governa con la forza, ma potrebbe in molti casi pure derivare dal toponimo San Magaldo località del comune di Stigliano nel materano. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo però a Firenze agli inizi del 1300, un tale Miglinus Iacopi Magaldi  viene annoverato tra i Priori di Firenze per il periodo che va dal 15 dicembre 1305 fino al 14 febbraio 1306, dal dal 15 febbraio al 14 aprile del 1312 e dal 15 dicembre 1325 al 14 febbraio 1326, mentre dal 15 giugno al 14 agosto 1316 troviamo un tale Gherardus de Magaldis sempre tra i Priori di Firenze.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Magaldi: Minervini e Rohlfs concordano sulla origine di questo nome: dall' italiano antico '
magalda' = 'meretrice'. (???)

MAGALETTA
MAGALETTI
MAGALETTO
MAGALOTTI

Magaletta, molto raro, potrebbe essere originario di Foggia e del foggiano, Magaletti è tipico di Bari, Magaletto è quasi unico, Magalotti ha un ceppo nel cesenate, a Cesena, Roncofreddo, Mercato Saraceno, Savignano sul Rubicone e Forlì, a Rimini ed a Santarcangelo di Romagna nel riminese, un ceppo a Roma e Rignano Flaminio nel romano ed a Latera e San Lorenzo Nuovo nel viterbese, con un ceppo anche a Marsicovetere nel potentino, potrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome medioevale provenzale Magalh, o Magale, abbastanza diffuso in Italia in epoca rinascimentale, o anche del nome equivalente medioevale italiano Magalia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Magaletta è una variante di Magaletti di origine soprannominale, che potrebbe avere alla base l'ebraico '
magal' = falce o il sostantivo maschile 'magale' = capanna, abituro, dal latino'magalia'. Minervini 289.

MAGALINI
MAGALINO

Magalini è specifico dell'area veronese, mantovana, di Volta Mantovana, Monzambano e Roverbella nel mantovano e soprattutto di Villafranca di Verona, Verona, Mozzecane e Nogarole Rocca nel veronese, Magalino è quasi unico, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche del nome provenzale Magale, abbastanza diffuso in Italia in epoca rinascimentale, personaggio di rilievo è stato il matematico e fisico degli inizi del 1600 Johannes Magalinus, autore nel 1650 del Novum Memoriale Mathematicum.

MAGALLI

Rarissimo, non è possibile identificare un'area d'origine, potrebbe essere una derivazione dal nome medioevale provenzale e italiano Magale, Magalia, come potrebbe trattarsi di un errore di trascrizione di Magaldi (vedi MAGALDI).

MAGANUCO

Tipico del nisseno.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome tipicamente siciliano, della provincia di Caltanissetta, deriva dal toponimo Maganuco (RG).

MAGANZA
MAGANZI
MAGONZA
MAGONZI

Maganza ha un ceppo tra milanese e pavese, uno molto piccolo nel genovese, uno ormai quasi scomparso nel vicentino ed uno nel messinese a Sciacca, Magonza, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'avellinese, Maganzi e Magonzi, quasi unici, sembrerebbero toscani, dovrebbero derivare dall'antico nome della città di Mainz in Germania, chiamata anticamente Magonza o Maganza, ricordiamo Gano di Maganza o di Magonza, che è un personaggio negativo del ciclo carolingio della Chanson de geste, che ricorda la battaglia di Roncisvalle combattuta e persa dai Franchi di Carlo Magno contro gli Arabi, nel tentativo di cacciarli dalla Spagna, personaggio citato anche da Dante nel canto trentaduesimo dell'Inferno tra i traditori della patria, ricordiamo tra il 1500 ed il 1600 i Maganza di Este, una famiglia di pittori manieristi vicentini.

MAGARELLI

Magarelli è tipicamente pugliese, di Molfetta nel barese, con presenze anche a Bari e Bisceglie, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine tardo latino magarellus, una forma del più antico makarellus, latinizzazione del termine normanno mackereel (sgombro), forse ad indicare nei capostipiti dei pescatori.

MAGATON

Magaton, assolutamente rarissimo, ha un ceppo tra milanese e varesotto ed uno nel trevisano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale magon o magat con il significato di mago, stregone, guaritore, non improbabile è una connessione e dialettizzazione del termine medioevale germanico magatīn* (infante, fanciulla), è pure possibile, anche se molto improbabile, che derivi dall'occitano magat (nascosto).
integrazioni fornite da Aldo Piglia
il ceppo lombardo potrebbe essere collegato al vocabolo dialettale
magatton  (Cletto Arrighi Dizionario Milanese-Italiano, Milano 1896) magattòn, corrisponde a sornione, collotorto. In giesa però ghe và minga domà i magatton: In chiesa non ci vanno soltanto i bacchettoni. Anche Carlo Porta usa questo termine dialettale con la stessa accezione. Forse magatton era l'accrescitivo di una supposta base *magat, da cui potrebbe derivare magatell ( burattino, ma anche bambino vivace).

MAGAZU
MAGAZU'
MAGAZZU'

Magazu, praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione di Magazù, che è specifico di Rometta e Messina, nel messinese, e che sembrerebbe una forma forse alterata di Magazzù, che è specifico di Messina, dove è molto diffuso, con un piccolo ceppo a Rometta ed a Palermo, l'origine di questi cognomi è abbastanza dubbia, si possono formulare due ipotesi, che comunque transitano dalla Francia, facendo quindi ipotizzare un'origine normanna, dall'uso francese proverrebbe la caratteristica accentazione sull'ultima vocale, la prima ipotesi propone una derivazione dal nome medioevale Magatius, di cui abbiamo un esempio con Magatius Raban, celebre teologo germanico dell'ottavo secolo, la seconda ipotesi propone una derivazione dal nome arabo Mazouz (il prediletto) con l'inserimento della sillaba epentetica ga.

MAGENES
MAGENIS

Magenes e Magenis, circoscritti all'areale lombardo del milanese, il secondo è decisamente più raro del primo che ha un ceppo nel milanese a Milano, Melzo, San Giuliano Milanese e San Zenone al Lambro, con presenze anche nel lodigiano e nel pavese, dovrebbero derivare da soprannomi basati su di un termine riferito ai lavori o a cose che avvengono nel mese di maggio, forse ad indicare nei capostipiti dei braccianti agricoli.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
numerose famiglie Magenes esistono già  nel Lodigiano all'inizio del 1700.

MAGENTA

Cognome molto raro, tipico del milanese occidentale e del pavese settentrionale, deriva dal toponimo omonimo, originariamente era una nobile famiglia decurionale, di cui si hanno tracce nel 1400, il loro cognome era all'epoca Pedegredis de Mazenta, trasformatosi poi in Mazenta e quindi in Magenta, assidui della corte degli Sforza ed inseriti fra il patriziato milanese, annoverarono nei loro ranghi molti medici, giudici e prelati.

MAGGETTI
MAGGETTO
MAGGI
MAGGINI
MAGGINO
MAGGIO
MAJO

Maggetti ha un ceppo nell'Italia settentrionale, occidentale uno nel Piceno e teramano ed uno a Roma, Maggetto è decisamente veneto, di Piove di Sacco nel padovano e di Camponogara nel veneziano, Maggi è diffuso in tutta la penisola, dovrebbe avere più ceppi, di cui uno sicuramente lombardo, uno pugliese e molti altri in giro per la penisola, Maggini ha un ceppo nel basso bresciano, uno nella Toscana settentrionale ed orientale, ed uno nel viterbese e romano, Maggino, assolutamente rarissimo, parrebbe meridionale, Maggio è soprattutto del meridione d'Italia, Majo, estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo siciliano ed uno abruzzese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche,  dal nome medioevale Maggio, in alcuni casi può derivare dal toponimo Maggio nel comasco o da Viamaggio o Viciomaggio nell'aretino. Personaggio da ricordare fu il letterato, drammaturgo e poeta dialettale milanese Carlo Maria Maggi (1630-1699), ed il suo capolavoro I consigli di Meneghino, il cui protagonista diventò simbolo del popolo milanese, dando avvio alla tradizione che diede origine alla  maschera di Meneghino.
integrazioni fornite da Aldo Piglia, Milano
un'altra possibile ipotesi si basa sull'uso, presso alcune comunità religiose, di assegnare questo cognome ai trovatelli nati durante il mese di Maggio, similmente a quanto avvenuto per i cognomi Aprili, Giugni, ecc.

MAGGIALETTI

Maggialetti è tipico del barese, di Ruvo di Puglia in particolare e di Terlizzi, potrebbe derivare da un'alterazione del nome normanno Maghenyld, ma, molto più probabilmente, si tratta invece dell'italianizzazione del nome ebraico Mahalath.Maggialetti è tipico del barese, di Ruvo di Puglia in particolare e di Terlizzi, potrebbe derivare da un'alterazione del nome normanno Maghenyld, ma, molto più probabilmente, si tratta invece dell'italianizzazione del nome ebraico Mahalath.

MAGGIOLA
MAGGIOLI
MAGGIOLO
MAJOLA
MAJOLI
MAJOLO

Maggiola è praticamente unico, Maggioli è specifico dell'area che comprende il ravennate, il forlivese, il riminese ed il pesarese, con un ceppo anche a Roma, Maggiolo ha un grosso ceppo nel genovese ed uno quasi altrettanto consistente nell'area veneta che comprende il veronese, il vicentino, il trevisano, il veneziano, il rovigoto e soprattutto il padovano, Majola è quasi unico, sembrerebbe toscano, Majoli ha un ceppo ligure, uno nel veronese, uno nel romano ed uno nel salernitano, Majolo, estremamente raro, ha un ceppo veneto ed uno napoletano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Majolus o Magiolus, di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto di compravendita del 1213 nel senese: "...Item vendimus vobis nostras partes pro indiviso alterius platee posite ibi propre medietatem scilicet ex ea ego Ubertus et quartam partem ex ea ego Ugolinus nam alia quarta est dicti Teghiarii, quam plateam olim Raboanus tenuit a nobis, cui ex una parte est alia platea superius dicta, desuper est carbonaria penne dicti castelli et ex alia parte est via et ex alia tenet Magiolus villanus mei Uberti....".

MAGGION
MAGGIONE
MAGGIONI

Maggion, molto raro, è specifico dell'area di Montebelluna (TV), Maggione, ancora più raro è tipico del milanese come Maggioni che è assolutamente lombardo e più propriamente dell'area tra Milano e Bergamo, potrebbero derivare da soprannomi legati all'arcaico vocabolo dialettale lombardo magg (reti per uccellagione), ma è pure possibile che derivi da ipocoristici del nome medioevale Maggio attribuito a volte ai figli nati in quel mese.

MAGGIORA

Tipico dell'area tra le province di Torino ed Asti, potrebbe derivare dal toponimo Maggiora (NO).

MAGGIORE
MAGGIORI

Maggiore è distribuito a macchia di leopardo in Italia, si individua un forte ceppo nelle Puglie, soprattutto nel Salento ed uno in Sicilia, in particolare nel palermitano, Maggiori ha un ceppo lombardo, soprattutto nel bresciano, un ceppo nell'anconetano ed uno romano, potrebbero derivare da toponimi come Montemaggiore (PA) o Torremaggiore (FG) o altri, ma potrebbe anche aver preso dal nome medioevale italiano Maggiore.

MAGHERNINO

Maghernino, quasi unico, sembrerebbe di origini pugliesi, potrebbe derivare dal nome della località araba Sidi Ali el Magherni in Tunisia, ma molto più probabilmente si tratta di una forma ipocoristica del nome normanno Maghern.

MAGHINI

Ha forse tre ceppi, uno nel milanese, uno nel bresciano ed uno tra la provincia di Rovigo e di Ferrara.
integrazioni fornite da Dario Maghini
Da ricerche effettuate presso il Comune di Bagnolo di Po (RO), mio paese di nascita, risulta che i Maghini arrivarono e si stabilirono a Bagnolo di Po (RO) nel 1820 provenienti da una località (non indicata) dell'Appennino Tosco-Emiliano.

MAGI
MAGINI
MAGINO

Magi è specifico della zona che comprende l'aretino, il pesarese e l'urbinate, ma è ben presente anche nel resto della Toscana e nell'alto Lazio, Magini è molto diffuso in Toscana, nel fiorentino, aretino, senese e grossetano, nell'urbinate, anconetano e perugino e nel romano, Magino è praticamente unico, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso modificazioni ipocoristiche, dal cognomen latino Magius di cui abbiamo un esempio in Ab Urbe Condita di Tito Livio: "...Ea ne fierent neu legatio mitteretur ad Poenum, summa ope Decius Magius, vir cui ad summam auctoritatem nihil praeter sanam ciuium mentem defuit, restiterat....", l'uso medioevale di questo nome lo troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale a Brescia sotto l'anno 1149: "...Ibi fuere Magius, filius Obizonis de Pontecarali, Ferracutus, Albertus Corigia, Albertus Parolarius et reliqui plures testes rogati....", è pure possibile una derivazione dalla troncatura del nome Maginfredus.

MAGISTRANI

Magistrani, quasi unico, sembrerebbe lombardo del milanese, dovrebbe derivare dal nome tardoi latino Magistranus, ricordiamo Sanctus Magistranus, un martire egizio.

MAGISTRELLI
MAGISTRELLO

Magistrelli, tipico del milanese ha un ceppo forse non secondario in Emilia e nell'anconetano, Magistrello, molto molto raro, sembra specifico del torinese, dovrebbero derivare dal nome Magistrellus legato al mestiere di magister (mastro artigiano), di cui abbiamo un esempio in un atto del Capitolo di Parma del 1170 dove tra l'altro leggiamo: "...In nomine sancte et individue Trinitatis, anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo septuagesimo, decimo die intrante mense febraurii, indictione tercia. ... ...Magistrellus VII denarios pro porcata et tercium vini et quartum panis..", tracce di questa cognominizzazione le troviamo a San Martino in Rio (RE) già nel 1500, con il lascito di un Magistrelli, venne aperto il locale Monte di Pietà nel 1607.

MAGISTRI
MAGISTRIS
MAGISTRO

Magistri ha un ceppo lombardo, uno romano ed uno pugliese, Magistris, molto raro, è tipico del verbanese, Magistro ha un ceppo nel messinese ed uno nel barese, dovrebbero derivare dal mestiere di magister (mastro artigiano).

MAGLIA
MAGLIO

Maglia ha ceppi nel cremonese, tra comasco e lecchese, nel foggiano, nel napoletano ed un nucleo principale nel catanese, Maglio, di probabile origine campana, ha forse un nucleo nel Salento ed uno in Liguria dove potrebbe derivare da toponimi come Magliolo (SV), in linea di massima dovrebbero derivare dal nome della gens latina Manlia.

MAGLIANI
MAGLIANO

Magliani sembra originario dell'appennino reggiano, esistono anche un ceppo abruzzese che dovrebbe derivare dal toponimo Magliano dei Marsi (AQ), uno marchigiano, che dovrebbe derivare dal toponimo Magliano di Tenna (AP), ed uno dell'appennino toscano, probabilmente originario di Magliano (LU), Magliano ha un nucleo nel cuneese, espanso nel torinese e savonese, che dovrebbe derivare dal toponimo Magliano Alfieri o Magliano Alpi (CN), ed uno nel salernitano, che dovrebbe derivare dal toponimo Magliano Vetere. Un ipotesi alternativa dell'origine di questi cognomi è che potrebbero derivare dall'appartenenza alla gens latina Manlia, o anche da un soprannome legato al vocabolo latino malleus (maglio) e starebbe ad indicare il mestiere di fabbro. Tracce di questo cognome si trovano già nel 1371 in un atto rogato dal notaio Carlo Benedetto de Malleano.

MAGLIE

Maglie è specifico della penisola salentina, di Tricase, Montesano Salentino, Taurisano, Minervino Di Lecce e Supersano nel leccese, di Taranto, Manduria e San Marzano Di San Giuseppe nel tarantino, e di Brindisi, dovrebbe derivare dal toponimo Maglie (LE).

MAGLIOCCA
MAGLIOCCHETTI
MAGLIOCCHETTO
MAGLIOCCHI
MAGLIOCCHINI
MAGLIOCCHINO
MAGLIOCCO

Magliocca dovrebbe essere originario del casertano, mentre Magliocchi è tipico di Cosenza e del cosentino, Magliocchini, estremamente raro, parrebbe dell'area lucana, Magliocchino, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Magliocco sembra avere due ceppi, nel cosentino e nel siracusano, Magliocchetti è tipico dell'area che comprende il romano ed il frusinate, Magliocchetto, praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, in linea di massima dovrebbero derivare dal nome della gens latina Manlia, ma molto più probabilmente derivano dal nome medioevale Magliocus di cui abbiamo un esempio in una Cartula venditionis dell'anno 1174 a Pavia: ".. Insuper Berta, uxor suprascripti Iohannis, et Columba, uxor suprascripti Iacobi, viventes lege Longobardorum, per cunsensum ipsorum virorum suorum, una cum noticia propinquorum parentum suorum, hii sunt Bogla de Miscla et Ubertus, germanorum suprascripte Berte, et Albertus Budellus, pater suprascripte Columbe, et Magliocus, barbanus eius, in quorum presencia et testium certam fecerunt professione nullam se pati violencia a quopiam homine nec ab ipsis viris et Mundoaldis suis nisi illarum bona et spontanea voluntate..".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Magliocco è cognome calabrese che viene dal termine lucano '
magliocca' = mazza. Rohlfs 157.

MAGLIULO

Tipico del napoletano e casertano, potrebbe derivare dall'antico nome spagnolo Maglius, o da toponimi ormai scomparsi con radici simili a Magli (CS).

MAGNABOSCO

Specifico dell'area che comprende le province di Verona e Vicenza, dovrebbe derivare da un nome di località Val Magnaboschi (VI).

MAGNACAVALLO
MAGNOCAVALLI
MAGNOCAVALLO
MANGIACAVALLI
MANGIACAVALLO
MANGIOCAVALLI
MANGIOCAVALLO

Magnacavallo, molto molto raro, sembra specifico di Rovellasca nel comasco, Magnocavalli è quasi unico, Magnocavallo ha piccoli ceppi nel foggiano e nel bresciano, Mangiacavalli sembrerebbe tipico di Lomazzo nel comasco e di Milano, Mangiacavallo, è specifico di  Monreale nel palermitano, Mangiocavalli è praticamente unico, Mangiocavallo è assolutamente rarissimo e sembrerebbe dell'area abruzzese, molisana, derivano tutti da soprannomi originati probabilmente da caratteristiche comportamentali del capostipite o da particolari episodi della vita dello stesso. I Magnocavallo, conti di Varengo e castellani di Pontestura (AL) ebbero alterne fortune.

MAGNAGHI

Magnaghi è originario del milanese e varesotto, dovrebbe derivare dal nome di paesi come Magnago nel milanese o Cassano Magnago nel varesotto.

MAGNAGO

Magnago è specifico del trentino, di Levico Terme, Trento, Cles e Civezzano, potrebbe derivare da un nome di località, oggi scomparsa, derivato forse dal termine latino Magnus ager (grande campo), ma molto più probabilmente deriva dal nome di una proprietà terriera di un certo Manius, nome latino di persona, cui sia stato aggiunto il suffisso di origine celtica -acus (terreni di).

MAGNAN
MAGNANI
MAGNANINI

Magnan è tipico dell'area che comprende il padovano, il trevisano e veneziano, il pordenonese, dove la massima concentrazione è a Meduno, e l'udinese, Magnani è molto diffuso in tutto il nord Italia, in Lombardia in particolare, Magnanini ha un ceppo emiliano, in particolare nel reggiano e modenese e nel ferrarese, con un ceppo anche nel veneziano, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso una forma ipocoristica,  dal vocabolo dialettale magnan (calderaio, chi fa e aggiusta le pentole), ma in altri casi potrebbe derivare toponimi come Magnano (BI), Magnano in Riviera (UD) ecc.

MAGNANIMI
MAGNANIMO

Magnanimi è tipicamente laziale, di Alatri e Frosinone nel frusinate e di Roma ed Anzio nel romano, Magnanimo ha un ceppo a Forio sull'isola d'Ischia nel napoletano ed un piccolo ceppo a Lagonegro nel potentino, dovrebbero derivare da nomi augurali medievali, con i quali i genitori augurassero ai propri figli di essere di animo buono e che la sorte li favorisse.

MAGNANO

Magnano ha un ceppo principale nel siracusano ed uno nel torinese, presenta anche un ceppo forse non secondario nel genovese, potrebbe derivare dal vocabolo latino manianus (lavoratore manuale, manovale), ma è pure possibile una derivazione dal nomen latino Manius, Manianus starebbe per della gente di Manio:, non trascuriamo, soprattutto per i ceppi settentrionali una derivazione simile a quella di Magnani (vedi).
integrazione di Andrea Ferreri
Diffuso in Sicilia a Siracusa e provincia (Sortino, Lentini, Melilli) e in Piemonte tra la provincia di Cuneo (Barge) e quella di Torino (Cavour, Pinerolo). Entrambi i ceppi sono originari. Il nucleo piemontese potrebbe essere originario di Cavour (Torino). A Catania troviamo la forma cognominale Magnano di San Lio. Essa pare essere di nobile origine. San Lio è una frazione di Palazzolo Acreide (Siracusa). Il cognome deriva dal nome di mestiere
magnano, fabbro, calderaio. Non credo si possa però escludere un'eventuale origine toponomastica, soprattutto per il ceppo siracusano.

MAGNAPANE

Magnapane è un cognome assolutamente rarissimo, probabilmente dell'Italia meridionale, dovrebbe derivare da un soprannome riferito al capostipite.

MAGNARAPA
MAGNARAPE
MANGIARAPE

Magnarapa, assolutamente rarissimo, è specifico di Casalbordino nel teatino, Magnarape è ormai praticamente scomparso, Mangiarape è praticamente unico ed è molisano, dovrebbero tutti derivare da un soprannome indicante uno stato di povertà del capostipite, le rape assieme a cipolle, agli, porri, scalogno, cavolo, lattuga, spinaci, zucca ed altri ortaggi costituivano la dieta classica delle famiglie contadine e meno abbienti, tanto che magnarape o mangiarape venivano chiamati con disprezzo i contadini (vedi 'La secchia rapita' di A.Tassoni), con questo termine Teofilo Folengo nell'Orlandino indica i lombardi: "..Pur saper dè' ch'io son di Lombardia / e ch'in mangiar le rape ho del restio.. ..e questo voglio ch'a color sia detto / che chiaman: "lombarduzzo mangia rape"...", ma è molto difficile che sia questa l'origine di questi cognomi.

MAGNASCHI
MAGNASCO

Magnaschi, molto raro sembrerebbe di Piacenza e del piacentino, Magnasco ha un nucleo palermitano ed uno primario genovese, dovrebbero derivare dal toponimo Magnasco (GE). Personaggi di rilievo con questo cognome sono stati i pittori genovesi Stefano Magnasco (1635-1680) ed Alessandro Magnasco (1667-1749).

MAGNAVITA

Assolutamente rarissimo, probabilmente originario del cosentino.

MAGNELLI

Magnelli ha un nucleo nel fiorentino, un ceppo nel piacentino, uno nel Lazio ed uno nel cosentino, dovrebbe derivare da una modificazione del cognomen latino Magnus. (vedi Magni)  Troviamo tracce di questa cognominizzazione ad Eianina (CS) almeno dal 1700, nel Catasto Onciario del 1752 è citato un Saverio Magnelli.

MAGNI
MAGNINI
MAGNO

Magni è molto presente in tutto il centronord, Magnini ha ceppi in Lombardia, Toscana, Marche ed Umbria, Magno è abbastanza diffuso in tutto il sud, hanno diverse origini, che si riconducono alla derivazione, anche tramite forme ipocoristiche, dal cognomen latino Magnus, o direttamente, o attraverso toponimi correlati con questo nome, in altri casi discende da soprannomi collegati con il vocabolo magno (grande).

MAGNIFICO

Pugliese di origine, ci sono tracce di questo cognome già dal 1476, in una lettera d'affari viene citato Messer Andrea Magnifico, il cognome dovrebbe derivare dall'aggettivo magnifico, stante ad indicare l'eccellenza del capostipite.

MAGNISI
MANGHISI

Magnisi è specifico di Bari, Manghisi è specifico di Castellana Grotte nel barese, con presenze anche a Monopoli, Conversano e Putignano, sempre nel barese, Manghisio, che è probabilmente il frutto di un'errata trascrizione del precedente, sembrerebbe unico, dovrebbero derivare da una forma dialettale riferita al nome dell'antica città ionica di Magnesia, il cui nome in greco antico era Μαγνησία Maghnisìa, una città della Tessaglia da cui probabilmente erano giunti i capostipiti, forse in fuga all'epoca dell'invasione turca nel XVI° secolo.

MAGNOLFI
MAINOLFI
MAINOLFO
MANGIOLFI

Magnolfi è tipico di Prato, Firenze e del fiorentino, di Calenzano e Sesto Fiorentino in particolare, Mainolfi, oltre al ceppo a Roma e Mentana nel romano, ha un ceppo a Rotondi e Cervinara nell'avellinese, ed è presente con poche presenze in tutta la Campania, Mainolfo è unico ed è dovuto molto probabilmente ad un errore di trascrizione del precedente, Mangiolfi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del cognome Magnolfi, dovrebbero tutti derivare dal nome longobardo Magnulfus, Manulfus o Maginulfus a sua volta derivato dai termini alto germanici Magin (forza, potenza) e wulf (lupo) con il significato di Lupo forte e potente, il ceppo campano potrebbe anche derivare dal toponimo Mainolfo (SA).

MAGNONI

Si individua un forte gruppo originario nell'area che comprende le province di Milano e Varese, un altro ceppo nel modenese ed uno possibile nelle Marche, diverse sono le origini, dalla derivazione da uno dei molti toponimi riconducibili a "..magno", come Magno (BS), San Magno (LT) e molti altri, alla derivazione dal cognomen latino Magnus, per il ceppo lombardo non si può escludere la derivazione da un soprannome legato al vocabolo dialettale magnon (che mangia molto).

MAGON
MAGONE
MAGONI

Magon ha un ceppo lombardo ed uno veneto tra padovano e rovigoto, Magone, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese, Magoni ha un ceppo nel bergamasco a Selvino soprattutto, ma con significative presenze anche a Nembro, Zogno, Seriate e Ranica, ed ha anche un ceppo nel bolognese a San Giovanni in Persiceto, potrebbero derivare dal nome di origine germanica Magone di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis et investiture dell'anno 1152 a Magenta (MI): "...Constat nos Ciceronem filium quondam Iohanni qui fuit dictus Panello de loco Magenta et Adelaxia iugalis et filia quondam item Iohanni qui fuit dictus Magoni de loco Axiglane, qui profesi sumus nos iugales ambo lege viventes Longobardorum...", o anche da nomi di località come quella citata ad esempio in questa Carta Offertionis del 1124 a Brescia : "...Ecclesie Sancti Iohannis site foris civitatis Brixie nos Vitalis, filius quondam Bruni, de loco Solto set nunc habitator loco Magone Vico, et Antilda, relicta quondam Benedicti, de eodem loco...". Ricordiamo che Magone era anche nome fenicio, il fratello del generale cartaginese Annibale Barca si chiamava appunto Magone.

MAGOSSI
MAGOSSO

Magossi, molto molto raro, è di Ferrara, Magosso è tipico del basso veronese e del rovigoto, di Minerbe nel veronese e di Lendinara, Rovigo, Badia Polesine e Taglio di Po nel rovigoto, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale rovigoto arcaico basato sul termine magosso (goffo, detto anche di persona piccola e malfatta).

MAGOTTI

Magotti ha un ceppo nel mantovano a Suzzara, Mantova e Pegognaga, ed uno nel trentino a Trento e Lavis, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale mantovano arcaico magott (male tipo otite, infiammazione agli occhi o unghia incarnita), potrebbe essere stato attribuito ad un capostipite particolarmente noioso.

MAGRI
MAGRIN
MAGRINI
MAGRINO
MAGRO

Magri è tipico di Lombardia ed Emilia, Magrin è del vicentino, Magrini è molto diffuso nella fascia dell'Italia centrale che comprende Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Magrino, molto raro, ha un piccolo ceppo a Vietri Di Potenza (PZ) ed uno nell'udinese, Magro è molto diffuso in Veneto, nel padovano in particolare, ha ceppi anche in Sicilia ed uno in Calabria, derivano dal nome medioevale Magrus derivato da soprannomi originati da caratteristiche della corporatura del capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio in una Cartula libelli nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale a Quinzano San Pietro (VA) nel 1178: "...ad Castellum Seprium quod fictum emit Petrus clericus et dicitur Magrus ab suprascripto preposito...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Valtellina nel 1700 con un certo Battista Magro fu Stefano, decano e rappresentante della comunità di Villa e Stazzona.

MAGURNO

Magurno è specifico del cosentino, di Diamante, Maierà, Buonvicino e Santa Maria del Cedro, ma è comunque ben presente in tutta la provincia, dovrebbe derivare dal cognomen latino Magunnus, con l'aggiunta medioevale di una erre epentetica, ricordiamo Marcus Atronius Magunnus una delle guardie personali di Cesare inviate in schiavitù a Roma a seguito di insubordinazione, dell'uso di questo nome abbiamo un esempionella Vita Sancti Kepii: ".. Inde uenit ad locum, qui dicitur Cunab, eoque aliquandiu commoratus est. Quodam uero die precepit Caffo cuidam discipulo suo, ut ignem afferret. At ille preceptori suo parens, ad domum cuiuslibet fabri, nomine Magurnus, progreditur. A quo unde uenisset interrogatus, respondit, `A magistro meo Kebio.' At ille quid uellet sciscitans, `Ignem' inquid `habere uellem.' Cui Magurnus, `Focum tibi non dabo, nisi in sinu tuo gestaberis'. Responditque Caffo, `Depone ignem in sinu meo.'  ..".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Magurno è un cognome derivato dal toponimo Magorno (pianure di -) vicino a Lagonegro (PZ).

MAI
MAIETTI
MAIETTO
MAIO
MAJ
MAJO

Mai è decisamente lombardo di Milano, ma anche di San Giacomo delle Segnate nel mantovano, di Varese, di Lodi e del bresciano, con un ceppo anche in Emilia a Modena e nel modenese ed uno a Roma, Maietti ha un ceppo nel sudmilanese e lodigiano a Sant'Angelo Lodigiano, uno a Ferrara ed Argenta nel ferrarese, uno a Terracina nel latinense, probabile esito dell'emigrazione in occasione della bonifica Pontina, ed uno a Napoli, Maietto, quasi unico, è del viterbese, Maj è tipicamente lombardo, di Schilpario nel bergamasco e di Vimercate e Milano nel milanese, Maio è diffuso nel centrosud, Majo, molto raro, ha ceppi nel chietino e nel palermitano, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso ipocoristici, dal nome medioevale Majo (Maggio) attribuito a bambini nati in quel mese, di quest'uso abbiamo un esempio in Irpinia in uno scritto del 1015: "...tradidit michi ad tenendum et laborandum Maio, filio Domnelli, una pecia de terra cum arbusto bitatum, quod abuit in locum Solofre...".

MAIA
MAIETTA
MEIETTA

Maia ha piccoli ceppi nell'area ligure, piemontese, lombarda, un piccolissimo ceppo a Ferrara, ha presenze nel napoletano ed un piccolo ceppo nel palermitano a Prizzi e Palermo, Maietta è tipicamente campano, di Marcianise, Capodrise, San Nicola la Strada e Caserta nel casertano, di Napoli, Pomigliano d`Arco, Casalnuovo di Napoli, Roccarainola, Nola. Acerra e Cicciano nel napoletano, di Avella, Avellino e Rotondi nell'avellinese, e di Paolisi e Montesarchio nel beneventano, Meietta è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, questi cognomi potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome Maia, il nome di un'antica dea romana della fecondità e del risveglio naturale in primavera.

MAIALE
MAIALI

Maiale ha un piccolo ceppo nel teatino a Palmoli e San Salvo, uno in Campania nel beneventano a Sant'Angelo a Cupolo, Pietrelcina e Benevento, nel casertano a Curti e Trentola Ducenta ed a Castel San Lorenzo nel salernitano, presenta inoltre un ceppo nella punta occidentale della Sicilia, a Marsala e Mazara del Vallo nel trapanese, Maiali ha un ceppo nel Lazio a Rieti e Torricella in Sabina nel reatino ed a Roma, questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi originati dal fatto che i capostipiti fossero dediti all'allevamento dei maiali, peraltro molto redditizio anche anticamente, ricordiamo che il termine maialis aveva avuto origine dal nome della dea latina Maia, quindi non aveva assolutamente un significato negativo, un'altra possibilità è che possano aver avuto origine dal nome Maialis (di maggio, maggengo), attribuito a figli nati appunto nel mese di maggio, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio in questo testo medioevale: ".. Intra hunc ordinem diurnum commendata privata exercitia pietatis: adoratio, rosarium, stationes viae crucis, mense Maio devotio Maialis ..".

MAIANI
MAIANO
MAJANI
MAJANO

Maiani ha ceppi tra Bologa e Molinella (BO), a Genova, ad Arezzo e tra Firenze e Borgo San Lorenzo (FI), ad Ancona ed a Roma, Maiano ha un ceppo a San Remo (IM) ed uno a Cepagatti (PE), Majani e Majano sono assolutamente rarissimi, dovrebbero tutti derivare dalla Gens Maiania o dal nomen romano Maianus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "I(ovi) O(ptimo) M(aximo) / Pistillus / et Quintus / et Maianus / Bellici f(ilius) / v(otum) s(olverunt) l(ibentes) l(aeti) m(erito)".

MAIDA

Diffuso in Calabria e Sicilia, dovrebbe derivare dal vocabolo arabo maidah (tavolo), esiste anche un'ipotesi che lo farebbe derivare dal toponimo Maida (CZ).

MAIELLA
MAIELLI

Maiella molto raro dovrebbe essere di origine abruzzese e derivare dal nome di località omonima, Maielli, molto molto raro, è del foggiano.

MAIELLO

Maiello è tipico del napoletano di Afragola, Napoli, Sant`Anastasia, Somma Vesuviana e Casoria e di San Nicola la Strada e Caserta nel casertano, con ceppi a Roma e nel latinense a Formia e Terracina, ed in Calabria a Curinga (CZ), dovrebbe derivare dall'ipocoristico del nome medioevale Majo (Maggio) attribuito a bambini nati in quel mese (vedi MAIO).

MAIELLARO
MAJELLARO

Molto raro il primo, mentre il secondo è assolutamente rarissimo e potrebbe trattarsi o di una forma originale dello stesso cognome, o di una diversa trascrizione, sembrerebbero specifici della Puglia, dovrebbero derivare da un soprannome legato alla catena montuosa abruzzese della Maiella.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Oltre che dall'oronimo Maiella, Maiellaro potrebbe avere alla base il sostantivo del dialetto calabrese '
majillaru' = costruttore di madie, oppure il toponimo Majello che si trova nella contrada di Zagarise (CZ). Minervini 292.

MAIER
MAJER
MEIER
MEIR
MEJER
MEJR

Maier è tipico della provincia di Bolzano e di quella di Trieste, Majer è specifico di Venezia e Trieste, Meier, assolutamente rarissimo, è del nord Italia, Meir e Mejer sono quasi unici, Meyr è veneto, dovrebbero derivare dal cognome tedesco Mayer a sua volta derivato dal latino maior (maggiore, fattore, supervisore), ma in alcuni casi potrebbero essere di origine ebraica (vedi MAYER), a testimonianza di ciò troviamo nella prima metà del 1400 ad Asolo un certo Abraam quondam Maier titolare del locale banco di pegni.

MAIERON

Sembrerebbe tipico del paese di Paluzza (UD), dovrebbe derivare da un soprannome proveniente dal vocabolo latino maior (più grande), originato o dall'importanza del personaggio, ad esempio un sindaco o comunque un responsabile di più persone, o dall'imponenza dello stesso, potrebbe anche trattarsi dell'italianizzazione del cognome ebraico Meir.

MAIESE

Maiese è specifico di Vallo della Lucania e di Novi Velia nel salernitano,dovrebbe indicare un'origine francese delle famiglie, Maiese era il nome arcaico della regione del Maine in Francia, vicina all'Angiò, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio in un libro di storia che a proposito degli avvenimenti dell'anno 1154 tra l'altro scrive: "...Era egli già Conte di Angiò, ed avea menato in moglie Eleonora di Aquitania, ripudiata da Luigi il Giovane, Re di Francia. Quindi al suo Reame d' Inghilterra e di Normandìa egli aggiunse l' Angiò, la Turenna , il Maiese, il Poitù , la Santongia , la Guienna e la Guascogna; provincie che la sua moglie aveagli recato in dote. Indi egli fece la conquista dell'Irlanda, la quale fu incorporata all'Inghilterra ; non
però sotto il titolo di Regno, che ottenne alcuni secoli dopo. Non eravi allora in Europa Sovrano più potente di Arrigo; ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Maiese è cognome lucano presente a Sala Consilina. Secondo G. Rohlfs viene dall'aggettivo '
maggese' (n.d.r. che indica ciò che avviene nel mese di maggio, o anche le operazioni agricole atte al recupero di un terreno impoverito).

MAIFREDI

Maifredi è tipicamente lombardo del bresciano in particolare, di Brescia, Palazzolo Sull`Oglio, Chiari, Ghedi, Cazzago San Martino, Visano e Coccaglio, deriva dal nome medioevale Maifredus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Bresciano a San Pietro in Oliveto nell'anno 1175: "Anno Domini MCLXXV, indictione VIII, die martis nono intrante mense decembris. Presentia horum hominum quorum nomina subter leguntur, per lignum quod in sua manu tenebat dominus Petrus, prepositus ecclesie Sancti Petri in Oliveto, per parabolam presbiteri Iohannis et Girardi et aliorum fratrum, ut dicebat, investivit Maifredum de Carpentero de Pontecaralo, nominative de uno sedimine, iuris predicte ecclesie, et quod iacet in loco Pontecarali, non longne a castro de eo loco; coeret ei: a mane Girardus de Manerva, a meridie et a sera via, a monte Bertolottus. Eo vero modo fecit hanc investituram ut ipse Maifredus et sui heredes aut cui dederint, perpetualiter habeant et teneant predictum sediminum...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo tra bergamasco e bresciano nella seconda metà del 1200 con il notaio di Curno Albertino Maifredi , e più avanti nella prima metà del 1400 con il notaio Giovanni Maifredi fu Pietro Catelan di Nembro.

MAIMONE
MAIMONI

Maimone sembrerebbe tipicamente siciliano, del messinese e delle vicine aree del palermitano e del catanese, con un ceppo anche nel basso potentino e nel napoletano, Maimoni, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Maimone, l'italianizzazione cioè del personale arabo Maimon o Maimun, col significato letterale di fortunato (vedi Fortuna e Fortunata): per la precisione, comunque, va notato che Maimon è anche un nome ebraico (sia sefardita che askenazita) e talvolta, allora, vi è la possibilità di una discendenza ebrea piuttosto che araba (a dire il vero, la distribuzione geografica dei cognomi Maimone e Maimoni rende più probabile un'origine araba). Ad ogni modo, un esempio famoso del nome Maimon viene proprio dalla comunità ebraica, con la figura del rabbino Moshe ben Maimon (nato a Cordoba, Spagna, nel 1135 e morto a Fostat, Egitto, nel 1204), che, ancora oggi, è ritenuto uno dei più grandi filosofi e pensatori della cultura ebraica (nel Medioevo, Moshe ben Maimon fu uno dei pochi filosofi ebrei ad influire sulla cultura non-ebraica). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

MAINA
MAINELLA
MAINELLI
MAINELLO

Maina ha un ceppo importante nel torinese, uno secondario nel milanese ed uno probabilmente primario nella zona tra Caserta e Napoli, Mainella è caratteristico di Frosolone ed Isernia nell'iserniese e di Bojano nel campobassano, Mainelli ha un piccolissimo ceppo in Piemonte, nel novarese ad Oleggio e nel biellese, e qualche presenza tra Molise e Campania, Mainello, praticamente unico, è dell'iserniese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome medioevale di origini francone, forma apocopaica del nome germanico MainhardMaina, di cui abbiamo un esempio nel 1200 in Linguadoca: "...Cui hereticaiioni interfuerunt ipse testis et Maina, filia ipsius infirme, que est uxor ipsius Guillelmi Peitavi ..." e nel 1500 nel milanese: "...Li Heredi di Ambrogio di Sappi cioe Maina di Sappi ubligata a uno annuale di messe sej e stara duj formento per anni diecj come nel testamento sotto li i8 di Aprile i547 rogato per Francesco Isacho di tabiago...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo nei pressi di Maranello (MO) nel X° secolo quando i Maina erano feudatari del luogo.

MAINARDI

Diffuso nel centro nord, deriva dal nome medioevale italo germanico Mainardo.
integrazioni fornite da Giancarlo Mainardi
Diffuso con media frequenza al nord e sporadicamente nel centro, ha alla base il nome di origine germanica e di tradizione francone Mainardo, documentato nella stessa area dal X° secolo come Maginardus o Maghinardus e Mainardus,. formato da "magin" forza,potere (il passaggio da magin a main è tanto longobardo quanto francone) e "hardu", duro, forte,valoroso, con il significato originario,quindi, di duro,temibile per la sua forza.  L'Abate Benedettino Jean de Mabillon , Abate di Reims ed erudito ci tramanda al riguardo le seguenti note relative all'esistenza del cognome Mainardi già nel V° secolo:  ....di un Conte Mainardo del secol quinto, forse Mainardo/Tomo 7, ivi 419 degli Atti dei SS. Benedettini. E ancora: Maginardi e Mainard del secol quinto e und'essi Vescovo di Mans, pag. 282, 629, Tomo 7 degli stessi atti.
(Fonti: Emidio de Felice e Atti dei SS.Benedettini di Jean de Mabillon)

MAINAS

Molto raro è tipico cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale sardo maìna (sortilegio, magia), tracce di questo cognome le abbiamo fin dal 1500 con il pittore cagliaritano Antioco Mainas.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MAINAS:
màina o màî è aggettivo sardo, di etimologia sconosciuta, riferito a un tipo di terra particolarmente argillosa: terra màina o maî. Ben diverso è il significato di maìna o maìnas = stregoneria, fattucchieria, sortilegio. Ammainài = ammaliare, incantare con sortilegi, ma anche con carezze, amorevolezze. La voce “maìna” è un misto di “magia e medicina” > matzìna e maxìna (vedi il cognome Mascìa). “Esti un homini de maìnas malas”! (per definire un uomo di cui non c’è da fidarsi, per le sue “diavolerie”). È un cognome raro e diffuso per lo più nella parte meridionale della Sardegna. Ma è presente nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Mainas (de) Basilo, ville Gonnos de Tramacia; Mainas(de) Nicolao, ville Gonnos de Tramacia, * Gonnos de Tramacia…Gonnostramatza. Partis de Montibus - ** Et ego De Montisi Laurencius de  Villa de Gonnos de Tramacia, sindicus etc. etc. Curatorie Partis de Montibus seu a Guantino Marmeda (officiali majori Curatorie…congregatis in villa de Gonnos de Tramacia, ante domum habitacionis Guantini Marmeda…in posse  Penna Ambrosii. XI die januarii 1388. Attualmente il cognome è presente in 35 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: Quartu 79, Quartucciu 36, Iglesias 24, Selargius 21, etc,

MAINERI
MAINERO
MAINIERI
MAINIERO

Maineri, molto raro, ha un ceppo in Liguria tra Savona e La Spezia, a Toirano (SV) in particolare, Mainero, anch'esso raro, ha un ceppo nel genovese ed uno nel torinese, dove potrebbe derivare dal toponimo Maineri di Buriasco (TO), Mainieri, decisamente raro, è tipico dell'alto cosentino, zona di Castrovillari e Morano Calabro, Mainiero, ancora più raro, dovrebbe essere specifico dell'Irpinia, di  Ariano Irpino, derivano tutti dal nome medioevale germanico di tradizione franca Mainerius, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove, in una sentenza scritta in Milano l'8 novembre 1174, si legge: "...Die veneris, octavo die mensis novembris, in consulatu Mediolani. Sententiam protulit Arnaldus iudex qui dicitur Mainerius consul Mediolani,..", un principio di questa cognominizzazione lo troviamo nel 1300 a Milano: "...Mainanus sive Mainerius Petrus, natione Italus, Alumnus Provinciae Lombardiae, Filius Coenobii ad S. Marcum Mediolani,...", sempre nel Nicolò Dè Maineri,  secolo un Nicolò Dè Maineri, è ammiraglio di una flotta di 15 navi genovesi. nella guerra contro i veneziani, un Pietro Maineri fu vescovo di Piacenza dal 1388 al 1404.

MAINETTI
MAINETTO

Mainetti è tipicamente lombardo, con un ceppo principale nella zona delle province di Lecco e Sondrio, particolarmente a Lecco, Mandello Del Lario e Lierna nel lecchese e Colorina, Mese, Chiavenna e Samolaco nel sondriese, a Brescia e Milano, presenta anche un ceppo tra Imola (BO), Faenza (RA) e Forlì, Mainetto, assolutamente rarissimo, è presente nel genovese e nel grossetano, dovrebbero derivare dal nome franco Mainet, nome che adottò il giovane Carlo, il futuro Carlomagno, nel suo esilio a Toledo, come viene descritto nella Chanson de Saisnes del XII° secolo, nome che si latinizzò in Mainettus, Manettus o Mainetus, di cui abbiamo un esempio nel 1273 con Maineto vescovo di Fiesole: "In Christi nomine amen. M°CC°LXXIII°, inditione prima, .. Taddeus prior de Poppiena, licet indignus executor venerabilis patris domini Maineti Dei gratia episcopi phesulani, universis atque singulis clericis et laicis per episcopatum phesulanum...". ed in una fidejussione del 1418 a Firenze: "Pro Potestaria Ripefratte pro resto bonorum tertii anni fideiussit Manettus Andree suprascriptus suo nomine proprio et etiam pro et vice et nomine dicti Iacobi Montis cum quo ipse stat et ut dixit de suo con...".

MAINI
MAININI
MAININO
MAINO
MAINOLDI

Maini è specifico emiliano, Mainini, decisamente lombardo del milanese e del comasco, ha un ceppo anche nel reggiano, Mainino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del varesotto, Maino sembra avere più ceppi, nel barese, nel trentino e vicentino, nel milanese e comasco, Mainoldi, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere lombardo, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme tronche e, in alcuni casi ipocoristiche, dal nome longobardo Mainold. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano con il famoso giurista e membro del Senato di Milano Iason Maynus (1435-1519), nel bergamasco nel 1500 con il patrocinatore legale Orlando Mainoldi citato in varie sentenze, sempre nel 1500 nel vicentino con il notaio Pietro Maino.

MAIOCCA
MAIOCCHI
MAIOCCO
MAJOCCHI
MAJOCCO

Maiocca è praticamente unico, Maiocchi è specifico dell'areale individuato dalle province di Milano, Pavia e Lodi, Majocchi, decisamente meno comune, è una forma arcaica del precedente, Maiocco, abbastanza raro, ha un ceppo nel Piemonte, torinese, astigiano e cuneese, ed in Liguria, savonese e genovese, uno nel teatino ed uno nel foggiano, Majocco, estremamente raro, è del torinese, l'origine di questi cognomi può essere dal vocabolo dialettale arcaico milanese maiocch , che parrebbe derivato dal celtico magos (campo arato), termine che sta ad indicare un buon pasto, nome normalmente attribuito a terreni con abbondante e ricco foraggio, probabile caratteristica del luogo d'origine delle famiglie, ancora oggi, nel milanese esistono cascine chiamate Maiocca, Majocchina e simili.

MAIOLA
MAJOLA

Maiola ha un ceppo laziale concentrato a Priverno (LT) ed uno campano a Pignataro Maggiore (CE), Majola, assolutamente rarissimo, parrebbe dello spezzino, potrebbero derivare da nomi di località, ma è pure possibile che siano stati originati da un soprannome generato dal termine arcaico maiola o majola (talea di vite e per estensione ceppo nuovo, nuovo virgulto).

MAIOLATI

Maiolati, molto raro, ha qualche presenza nel maceratese, ed un piccolo ceppo a San Felice Circeo nel latinense, la sua origine dovrebbe essere dal nome del paese marchigiano di Maiolati, oggi Maiolati Spontini, nei pressi di Jesi nell'anconetano, il cui nome dovrebbe derivare da un Fundus de Magnolati e risalire al 1200.

MAIOLI
MAIOLINI
MAIOLINO
MAJOLI
MAJOLINI
MAJOLINO

Maioli è presente in Lombardia, Emilia e Romagna, Marche e Toscana, il ceppo più importante è romagnolo e marchigiano che dovrebbe derivare dal toponimo Maiola nel bolognese o Maiolo nel pesarese, Maiolini ha un ceppo ad Ome nel bresciano, uno nell'anconetano a Cupramontana, Ancona e Jesi, uno ad Orvieto nel ternano, uno a Tagliacozzo nell'aquilano, uno a Roma ed uno a Napoli, Maiolino ha un ceppo nell'imperiese ad Imperia e San Remo, uno a Vetralla nel viterbese ed a Roma, uno a Napoli ed a Salerno, ma il nucleo principale è in Sicilia, a Siracusa, a Catania e nel messinese a Milazzo, Messina e San Filippo del Mela, Majoli ha un ceppo veronese, uno romano ed uno ad Eboli nel salernitano, Majolini, quasi unico, sembrerebbe dell'Italia centrale, Majolino, è specifico di Messina e Palermo, dovrebbero derivare, con molta probabilità, dal fatto di essere nati i capostipiti nel mese di maggio.  (vedi anche MAIOLA)
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Maioli è cognome d'origine patronimica muove dal nome proprio
Maiolus, dal personale longobardo Magio (da *magin - «forza, potenza»). II personale Maiolus figura in una carta modenese del 1176. Modesta la sua diffusione nel Modenese. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. Così Violi, a mio parere, invece, ha alla base il toponimo Maiolo (PU) che deriva dal latino 'maius' = maggio, che presso i Romani era dedicato a Maja, la dea della vegetazione. Possibile anche l'incrocio di questa voce col lat. maior/maius = maggiore.

MAIOLO
MAIUOLO
MAJOLO

Maiolo e Maiuolo sono di origini calabresi del catanzarese in particolare, Majolo, molto raro, ha un ceppo tra padovano e vicentino, forse secondario, ed uno napoletano, potrebbero derivare da nomi di località.  (vedi anche MAIOLA)

MAIONE

Tipicamente campano, deriva dal toponimo Maione (CS).

MAIORANA
MAJORANA

Entrambi tipici siciliani anche se Majorana è molto più raro, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal fatto che la pianta di maggiorana in Sicilia viene considerata come portafortuna.  Questa cognominizzazione si trova ad Erice (TP) già nel 1200 con il notaio Giovanni Maiorana.

MAIORANO
MAJORANO

Maiorano è molto diffuso in Campania, Molise, Puglia ed un pò anche in Calabria, Majorano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe napoletano, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale majorano (tipo di origano).

MAIORCA

Maiorca sembrerebbe tipicamente siciliano di Messina, Catania, Siracusa e Palermo, con ceppi anche in Sardegna, dovrebbe derivare dal nome della città spagnola di Maiorca o, in Sardegna, dal nome del toponimo Maiorca di Budoni nel nuorese.  Si potrebbe trattare di famiglie ebree discendenti dagli ebrei di Maiorca  accusati di proselitismo cui vennero confiscati tutti i beni nel 1315 e che ripararono in Sicilia.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MAIORCA: è un cognome poco diffuso in Sardegna, nonostante la vicinanza dell’isola spagnola omonima e la dominazione, spagnola, della Sardegna per quasi mezzo millennio. Nella costa orientale dell’isola, tra il territorio di Pattàda (prov. Nuoro) e quello di Budoni (prov. Olbia Tempio), ma in agro di quest’ultimo, si trova una località, registrata nei documenti medioevali (V.S. G. P. Et. Di Giovanni Spano), di nome Maiorca (oggi è una frazione di 150 anime del Comune di Budoni). Il nome è probabilmente derivato dall’isola spagnola di fronte. Il cognome Maiorca potrebbe quindi trarre origine da tale luogo, se non direttamente da Maiorca, isola di Spagna. Nella variante Maiorica, l’abbiamo trovato nelle carte medioevali. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI, XIII secolo, ai capitoli 95, 108 e 111 troviamo citato Gosantine de Maiorica, come testimone in liti per la partizione della servitù (kertu de servis) – al 95 e 108, col priore prebiteru Ithoccor de Fraville, e al 111 con Kipriane Murtinu. Nel testo di Giovanni Francesco Fara “In sardiniae Chorographiam”, al capitolo “de situ insulae Sardiniae” troviamo citate Maiorica e Minorica, ma si tratta delle Baleari. Nel De Rebus Sardois”, dello stesso autore Maiorica è citata altre due volte, ma si tratta sempre dell’isola maggiore delle Baleari. Quindi la voce Maiorca la troviamo solo nel Vocabolario Sardo Geografico, Patronimico ed Etimologico del canonico Giovanni Spano, come località: “Majorca. Salto  nel territorio di Posada”…che abbiamo innanzi detto essere oggi una frazione di Budoni. Attualmente il cognome Maiorca è presente in 92 Comuni d’Italia, di cui 15 in Sardegna: Riola Sardo 8, Palau 8, Sassari 6, etc. Nell’Italia è la provincia di Siracusa che ospita il numero maggiore di persone con tale cognome.

MAIORE
MAIORI
MAJORE
MAJORI

Maiore ha un ceppo nel sassarese, ad Ittiri e Sassari, uno a Catanzaro ed uno nel siracusano, a Siracusa e Noto, Maiori è specifico di Lucera nel foggiano, Majore, quasi unico, è del sassarese, Majori, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del settentrione d'Italia, dovrebbero derivare tutti dal termine medioevale maiore, derivato a sua volta dal latino maior (maggiore), con il significato di maggiorente del paese, quello che oggi chiameremmo sindaco, indicando probabilmente che possa trattarsi di famiglie, i cui capostipiti possano aver rivestito la massima carica pubblica cittadina, o facessero comunque parte dei maggiorenti del paese.

MAISTO

Tipico campano, della zona che comprende il casertano ed il napoletano, deriva da un soprannome dialettale con il significato di mastro (artigiano, muratore o simili).

MAISTRI

Maistri è tipico dell'area trentino, veronese, in particolare di Aldeno e Trento nel trentino e di Verona e Negrar nel veronese, dovrebbe derivare da una forma arcaica maistro del termine latino magister (maestro, ma anche mastro artigiano), probabilmente riferendosi al mestiere del capostipite, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio in un'epistola del 1182: "...Vellemus tibi libentius vitam , ac prosperitatem bonae memoriae Maistri Hugonis quondam Fratris tui Diaconi Cardinalis S. Angeli nunciare; sed ad solatium doloris, quem de morte ipsius , sicut Nos ipsi habuimus ...".  Troviamo un principio di questa cognominizzazione in un atto di vendita dell'anno 1189 a San Sepolcro di Ternate nel varesotto: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo nono, tercio kalendas februarii, indicione .VIIa. Vendicionem ad proprium sub dupla defensione fecit Zanonus, filius quondam Ottonis Maistri, de loco Sancti Sepulchi, qui lege Longobardorum professus est vivere, in donum Guilielmum, oficialis eclesie Sancti Sepulchi sita iusta locum Trinate, a parte ipsius eclesie, pro pretio de solidis decem et dimidium denariorum novorum Mediolanensium, quos professus est ipse Zanonus se accepisse ab ipso ser dono Guilielmo, nominative pro petia una bussci ...".

MAITINI
MAITINO

Maitini, molto raro, sembrerebbe umbro del perugino, di Assisi e di Perugia, con qualche sparuta presenza nel bergamasco, Maitino, ha rare presenze in Umbria, Lazio ed Abruzzo, ma presenta un piccolo ceppo in Molise nell'iserniese, a Miranda e ad Isernia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Maitinus, una forma alterata arcaica del nome Martinus, nome portato ad esempio da un antenato di Papa Roncalli, Maitinus Roncalli dictus Maitinus de Valle Imania fondatore della località bergamasca di Camaitino.

MAITRE
MEITRE

Maitre, estremamente raro, è piemontese, Meitre, quasi unico, è decisamente piemontese anch'esso, dovrebbero essere antichi cognomi medioevali derivati dall'italianizzazione, anche dialettale, del termine latino magister, il che sottintenderebbe che il capostipite facesse l'artigiano, cioè il magister artis.

MAIU

Maiu, quasi unico, è del Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MAIU:
mãiu, è il mese di maggio (vedi nel Web – Giuseppe concas – almanacco di Sardegna – mese di maggio); si scrive anche mãyu. Il cognome potrebbe essere riferito a persona (il capostipite in questo caso) nata nel mese di maggio. Si tratta di un cognome molto raro, presente in pochissimi Comuni della Sardegna, con la maggior concentrazione (si fa per dire) nel Medio Campidano: Villacidro, San Gavino, Serramanna, etc. Tracce del cognome compaiono nelle carte medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII, secolo; al capitolo 28 troviamo Maiu Terico, citato come teste in una partizione di servi. – Ego Arrigu, priore de Sancta Maria de Bonarcadu, et Samaridanu, servitore de Sanctu Georgii de Calcaria, fagemus recordatione de serbos et ankillas c’aviat Sanctu Georgii de Calcaria cun Sanctu Gregorii de Bauladu. (inizia il lungo elenco della partizione, suddiviso in lettre a), b), e c)…al termine della lettera a), i testes: donnu Trogodori Corsu, curadore de Bonarcadu (amministratore della chiesa), Torbini de Piras, maiore de Scolca (era il comandante dei contingenti di guardia ai confini dello stato), Goantine de Banju, clerigu(prete), Petru Marki, clerigu de Solarussa, Petru d’Ardaule, clerigu, et…Terico Maiu…etc.

MAIULLARI
MAIULLARO

Maiullari è tipicamente pugliese, della provincia di Bari, di Altamura e Santeramo in Colle in particolare, ma anche di Bari e Trani, Maiullaro, quasi unico, è probabilmente una forma alterata del precedente, che dovrebbe derivare da un etnico o da un nome di mestiere (vedi MAIELLARO), tracce di questa cognominizzazione la troviamo a Bitonto fin dal 1500, come leggiamo in un atto del 1578: "..Pro eadem magnifica universitate civitatis Botonti contra Joannem Donatum Maiullarum ... officium magistri baiulactionis eiusdem magnifice universitatis pro presenti anno..", troviamo una registrazione dell'ascrizione dei Maiullari al ceto dei nobili cittadini ad opera del general consiglio dell'Università di Bitonto datato 31 ottobre 1748.

MALABARBA

Specifico del milanese e lodigiano, deriverebbe da un soprannome legato o a caratteristiche fisiche o a caratteristiche comportamentali del capostipite.

MALACARNE
MALACARNI

Malacarne ha ceppi nel trentino a Riva del Garda, Bleggio Inferiore e nel bellunese a Lamon, nel pisano a Ponsacco e Pontedera, a Ferrara ed in Lombardia a Lodi, Milano e nel mantovano a Dosolo e Viadana, Malacarni, frutto probabile di un errore di trascrizione, è toscano, dovrebbero derivare da soprannomi forse originati da caratteristiche comportamentali del capostipite, tracce di questa cognominizzazione nel trentino si trovano almeno dalla prima metà del 1400 e così pure a Spoleto in un testo del 1414 si legge: "...Li caporali de Re eranu Sforza da cotogniola, Paulu Ursinu, lu Conte da Carrara, Malatesta da Cesena, messer Malacarne et Tartaglia...:", a Riva del Garda in un registro comunale relativo all'anno 1619 si legge: "...Laurentius filius domini Ioseph Orlandi alias de Malacarnis...".

MALACCARI

Malaccari è specifico di Civitanova Marche nel maceratese, secondo un'ipotesi potrebbe derivare da una forma obliqua del nome Malachia, mentre secondo altri deriverebbe da un soprannome riferibile a chi provenisse da Malaga.

MALACCHI
MALACCO

Sia Malacchi che Malacco sono assolutamente rarissimi, il primo potrebbe essere emiliano romagnolo, il secondo veneto, potrebbero derivare da modificazioni del nome di origini ebraiche Malachia, ma è anche possibile, anche se poco probabile, che derivino da una forma contratta del termine malacitanus (abitante della città di Malaga).

MALACRI

Malacri, assolutamente rarissimo, specifico di Guspini nel Medio Campidano, potrebbe derivare dall'apocope di un'alterazione del termine greco melachrinòs (scuro di capelli o di carnagione).

MALACRIDA

Tipico del nord milanese, di probabili origini comasche, dovrebbe derivare da un soprannome. Nel 1350 il promontorio di Bellagio era proprietà di un certo Gabriele Malacrida, nel 1300 feudatari di Musso (CO) sono i Malacrida che cederanno poi il feudo ai primi del 1500 a Gian Giacomo Trivulzio, in questo feudo nel 1522 si insediò con la forza il Medeghino, fratello di Pio IV il famoso Papa melegnanese, pittore rinomato del comasco della fine del 1400 fu Tomaso Malacrida.

MALACRINO
MALACRINO'
MALAGRINO
MALAGRINO'

Malacrinò, abbastanza raro, è specifico del reggino, di Montebello Ionico e Melito di Porto Salvo, Malacrino, molto molto raro, sembrerebbe anch'esso del reggino, Malagrinò è ben diffuso nel cosentino, in particolare a Corigliano Calabro, con ceppi anche a Castrovillari e Cassano allo Ionio, ed uno a Taranto, Malagrino, molto molto raro, sembrerebbe anch'esso del cosentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine grika o greco-albanese, i cognomi Malacrinò, Malagrinò, etc nascono da un adattamento del termine greco
melachrinòs, che, in lingua neogreca, ha il significato di bruno, dai capelli o dalla carnagione scura (vedi Brun): va notato, infatti, che Melachrinos è anche un cognome greco e, nel caso arvanita, Malagrinò e le sue varianti derivano direttamente da questo cognome - soprattutto nelle provincie di Cosenza e Taranto, territori ricchi di cognomi arbëreshë (sia albanesi che greco-albanesi). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti.

MALAFRONTE
MALAFRONTI

Malafronte è specifico di Scafati nel salernitano e del napoletano, di Gragnano, Castellammare di Stabia, Pompei, Santa Maria la Carità, Sant`Antonio Abate, Torre Annunziata, Lettere, Torre del Greco e Casola di Napoli, Malafronti sembrerebbe unico ed è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che potrebbe derivare da un soprannome forse originato da una ferita ottenuta in fronte da parte del capostipite, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Afragola nella prima metà del 1100 con un certo chierico di nome Giovanni Malafronte:  "In nomine Domini Dei Salbatoris nostri Ihesu Christi, regnante domino nostro Rocerio Siciliae et Italiae magnifico rege anno vigesimo, et eius dominationis istius civitatis Neapolis anno undecimo, die vigesima mensis Iunii, indictione tertiadecima, eiusdem civitatis Neapoli. Certum est me Iohannes clericum Malafronte Sancte Neapolitane Ecclesie, filio quidam Iuliani, qui nominatur Inbuctia Carpinu, et quedam Sancte Licta memorate Sancte Neapolitane Ecclesie, iugalium personarum, a presenti die, promptissima voluntate commutabi et tradidi vobis, cunctas congregationes sacerdotum et clericorum salutifere catholice ecclesie Sancte Restitute...".

MALAGGI

Malaggi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del cremonese, di Isola Dovarese in particolare, potrebbe derivare da una forma etnica dialettale riferita al paese cremonese di Malagnino, forse il paese d'origine del capostipite, una seconda ipotesi propone invece una derivazione da una forma contratta del termine dialettale lombardo arcaico malanaggi (accidenti, maledizioni).

MALAGO'
MALAGODI

Malagò è tipico dell'area che comprende il lembo orientale del mantovano e del veronese ed il ferrarese, Malagodi, molto raro, è tipico dell'estremità occidentale del ferrarese, l'origine etimologica di questi cognomi dovrebbe essere da un soprannome originato dal termine malgaudio (dispiacere), una seconda ipotesi, più probabile, lo vuole come un alterato di Malagoli, a sua volta una forma dialettale medioevale di un ipocoristico del nome Malachia., che diventa prima Malachiolo, poi Malacolo, Malagoli quindi Malagò e Malagodi.

MALAGOLA
MALAGOLI
MALAGOLO

Malagola è specifico della zona di confine tra mantovano e modenese, Malagoli è tipico emiliano, della zona che comprende il reggiano, il modenese e il bolognese, Malagolo è praticamente unico, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati ad episodi della vita del capostipite, ma secondo un'ipotesi più accreditata derivano da una forma ipocoristica dialettale del nome Malachia (vedi MALAGO'). Personaggio notevole fu l'architetto Cristoforo Malagola, che operò molto a Modena nella seconda metà del 1500, un Carlo Malagola (1855-1910), paleologo divenne  Sovrintendente all'Archivio dell'Emilia a Bologna, Amilcare Malagola nel 1876 divenne il Vescovo di Ascoli Piceno.
integrazioni fornite da Sandro Malagola
La famiglia Malagola trae la sua origine dalla città di Modena ove nel 1173 un Pietro Malagola, secondo il Muratori, assisteva ad un parlamento della lega lombarda. Un suo discendente Zanetto il Magnifico ottenne la nobiltà presso Caterina de' Medici in Francia intorno al 1500. Questa famiglia  diede parecchi uomini che si distinsero nelle armi, nelle lettere, nel sacerdozio e nelle scienze. Il motto di questa famiglia è
nobilitas sola atque unica virtus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Malagoli è  cognome d'origine soprannominale, dal lat.
mala «cattiva» e gula «gola», per indicare un «mangione; ghiottone». Larga la sua diffusione nel Modenese; raro invece Malagola. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

MALAGUTI
MALAGUZZI

Malaguti è specifico dell'area tra Modena, Bologna e Ferrara, Malaguzzi, assolutamente rarissimo, è dell'area lombardo, emiliana, potrebbero derivare dal nome rinascimentale Maelgut (riportato nella Chanson de Roland).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Malaguti, attestato soprattutto nella bassa pianura modenese e ferrarese, risale a un personale medievale *
Malacutus di chiara origine soprannominale e di trasparente significato. Da un *Malacut(u)lus è derivato il cognome Malaguzzi, d'area prevalentemente reggiana. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

MALAMBRI

Malambri è originario del messinese, di Taormina e Messina in particolare, l'origine etimologica è oscura, potrebbe derivare sia dal greco, da un soprannome con il probabile significato di molto dolce, sia dallo spagnolo.

MALAMISURA

Malamisura è un cognome rarissimo, sicuramente meridionale, probabilmente pugliese, troviamo tracce di questo cognome nel Catasto Onciario dell'anno 1753 di Orsara (FG) con un certo Tomaso Malamisura, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome originato da un comportamento disdicevole del capostipite. Tra la prima e la seconda metà del 1800 sempre nel foggiano operava il brigante Antonio Malamisura di Monteleone di Foggia, fucilato a ventun anni nel 1863 dalle truppe italiane chiamate a estirpare dalla Capitanata il fenomeno del brigantaggio.

MALAN

Malan è decisamente piemontese, del torinese, di Luserna San Giovanni in particolare, ma ben attestato anche nelle vicine Torre Pellice ed Angrogna, il cognome potrebbe essere di origini occitane e derivare dal termine provenzale malan (disturbo, malessere), ma molto probabilmente dovrebbe derivare dal nome di località come Malan nel cuneese od altre simili.

MALANCA
MALANCHI
MALANCHINI

Malanca ha un ceppo lombardo soprattutto nel bresciano a Pontevico, uno a Parma e nel parmense ed uno ad Altopascio nel lucchese, Malanchi, assolutamente rarissimo, è tipico del fiorentino, Malanchini è tipicamente lombardo, del bergamasco, di Urgnano, Spirano, Lurano e Stezzano, potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da modificazioni dialettali del nome Malachia, o più probabilmente da nomi di località come Cà Malanca o Piana di Malanca nell'Appennino toscoemiliano o Malanca nel lucchese.

MALANDRA
MALANDRI
MALANDRO
MELANDRI
MELANDRO
MIANDRI
MIANDRO
MILANDRI

Malandra è specifico del teatino, di Casalincontrada, Chieti e Bucchianico, Malandri ha un ceppo nel parmense ed uno nel cesenate, Malandro parrebbe unico, dell'area fiorentino, senese, Melandri è diffusissimo nel ravennate, a Ravenna, Faenza, Lugo, Bagnacavallo, Russi, Alfonsine, Cervia, Fusignano, Conselice e Cotignola, con un ceppo importante anche a Forlì ed a Bologna ed Imola nel bolognese, Melandro, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Miandri, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Miandro, che, molto raro, ha un ceppo a Fermo nel Piceno ed uno a Civitanova Marche nel maceratese, Milandri è molto diffuso a Forlì, Cesena e Ravenna e nelle rispettive province, potrebbero indicare una provenienza dalla zona del monte Melandro nel forlivese, come potrebbero pure derivare dal melandro (nome di un tipo di quercia), forse particolarmente presente nella zona di provenienza delle famiglie.

MALANDRINI

Malandrini è tipicamente toscano, Melandrini, praticamente unico, potrebbe essere del teatino, si potrebbe trattare forme ipocoristiche del cognome Malandri o Melandri (vedi MALANDRA), non si può comunque escludere una derivazione da un soprannome originato dal modo di comportarsi del capostipite.

MALANDRINO

Malandrino è tipico del salernitano, con un piccolo ceppo nel tarentino, Melandrino, quasi unico, potrebbe essere siciliano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal fatto che il capostipite proveniva dalla zona del monte o del fiume Melandro che scorre tra le province di Potenza e di Salerno.

MALANGA

Malanga è specifico della zona che comprende l'avellinese, il salernitano, il potentino ed il barese, in particolare Caposele nell'avellinese, Salerno, Bella nel potentino e Bari, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul nome di una pianta , la malanga, originaria del sud America, il cui tubero è di uso alimentare, purchè cotto, essendo assimilabile a quello della patata, in quanto crudo presenta effetti irritanti sulle mucose della gola e per gli occhi.

MALANTUONO

Malantuono, quasi unico, sembrerebbe dell'area campano, molisana, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un capostipite di nome Antonio, che evidentemente non godesse di una buona fama.

MALAPELLE

Malapelle, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel veronese ed uno nel napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito forse al capostipite grazie ad un suo comportamento disonesto, ma è pure possibile una derivazione da nomi di località, a Napoli ad esempio fina dal 1400 esisteva un contado chiamato Malapelle, troviamo tracce di questa cognominizzazione in un atto del 1528 dove compare fra i testi un certo: "...Ser Alessio Crivelli fu Ser Malapelle abitante a Brescia...".

MALAPONTE
MALAPONTI

Malaponte è specifico del catanese, di Catania, Caltagirone e Bronte, Malaponti invece, sempre siciliano, ha un ceppo a Cesarò nel messinese, a Catania ed a Troina ed Aidone nell'ennese, dovrebbero derivare dal nome della contrada Malaponte di Cesarò nel messinese, ma non si può escludere che possano anche derivare da soprannomi originati dal termine grecanico μάλαπόντος (grande mare), forse perchè i capostipiti provenivano addirittura dall'oceano.

MALASCORTA

Malascorta è quasi unico, dovrebbe derivare dal nome medioevale Malascorta o Malescorte, nome nel quale il genitore descriveva lo stato di indigenza cui sarebbe andato incontro il figlio, malascorta significa infatti non dotato di mezzi adeguati di sussistenza, proprio come doveva essere lo stato del capostipite, si potrebbe anche trattare di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello, indicando addirittura nel cognome stesso il suo stato di povertà, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in uno scritto del 1201 a Corneto nel cesenate, dove troviamo citato in rappresentanza del comune di Corneto un certo Pietro Malascorte, ed dove compare anche il figlio Crescenzio in qualità di testimone dell'atto.

MALASOMA

Malasoma è tipico di Pisa, Livorno e Viareggio nel lucchese, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i cognomi dovrebbero indicare che il bambino era il frutto, la soma (peso), di un'azione mala (riprovevole).

MALASOMMA

Malasomma ha un ceppo a Napoli, Caivano e Pollena Trocchia nel napoletano ed uno a Bari, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i cognomi dovrebbero derivare dal termine greco soma (corpo), forse ad indicare uno stato di salute cagionevole del trovatello.

MALASPINA

Concentrato nell'areale che comprende le province di Milano, Pavia, Alessandria, Piacenza e Genova, presenta forse anche un piccolo ceppo nelle Marche ed uno nel reggino. Corrado Malaspina, Marchese di Mulazzo, sposo di Costanza, figlia di Re Manfredi, morì nel 1250 e ci mostra quanto importante fosse la famiglia Malaspina fin da quei tempi.

MALATERRA

Molto raro sembrerebbe tipico del sudmilanese e pavese, dovrebbe essere di origine normanna, esistono tracce di questo cognome fin dal XI° secolo con Goffredo Malaterra, monaco benedettino segretario e apologeta del Conte Rè Ruggero conquistatore normanno.

MALATESTA

Diffuso a macchia di leopardo in tutt'Italia, deriva dal nome medioevale italiano Malatesta . Verso la fine del 1200, già molto avanti negli anni, Malatesta I° fu Signore di Rimini, dando inizio ad una dinastia, secondo una teoria accreditata questa famiglia deriverebbe da un certo Rodolfo, vissuto nel secolo X°, che venne chiamato Malatesta per la sua caparbietà e per il coraggio dimostrato nel tenere testa sia alla fazione filopapale sia a quella imperiale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Malatesta, reso celebre a Modena dal pittore Adeodato Malatesta (1806-1891), è d'origine soprannominale ed indica «
testa bizzarra». Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

MALAVASI
MALAVASIO

Malavasi è specifico dell'area tra Mantova e Modena, ma è molto diffuso anche nel reggiano, nel bolognese, nel ferrarese, nel veronese e nel rovigoto, Malavasio è praticamente unico, tracce antichissime di queste cognominizzazioni le troviamo a Treviso in un atto di donazione alla chiesa del 1368, effettuato da Federico de' Malavasi di Breda di Piave (TV), dovrebbero derivare dal nome medioevale Malavaxius o Malavasius che troviamo nel libro Rimini nel secolo XIII, dove citato tra gli anziani del comune di Faenza (RA) è indicato un certo Malavaxius Maginardi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Malavasi è cognome abbastanza diffuso nell'intero dominio modenese, è d'origine soprannominale: da
vasum o vasus «recipiente», quindi «cattivo recipiente», naturalmente in senso metaforico. Similmente il cognome Malvasi. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

MALAVOLTA
MALAVOLTI
MALVOLTI

Malavolta ha un ceppo nel Piceno ed uno nel modenese e bolognese, Malavolti è specifico dell'area che comprende il modenese, il bolognese, il ravennate e il fiorentino, Malvolti ha un ceppo nel reggiano nella zona di Castelnovo Ne' Monti (RE) ed uno nell'areale di Fucecchio (FI), derivano dal nome medioevale Malavolta, di cui si hanno tracce ad esempio nel 1100 in un atto del 1 maggio 1147 scritto in Siena, dove si legge: "...In nomine sancte et individue trinitas, anno dominice incarnationis millesimo centesimo quadragesimo septimo, die kalendarum maii,indictione decima... ... Malavolta quondam Philippi presentes affuerunt testes...".  Traccia di questo cognome si trova sempre a Siena nel 1193 quando uno dei consoli era un certo Filippo di Malavolta. Sembrerebbe originario della provincia di Siena, anche se la zona d'influenza si espande alle province di Firenze, Modena, Bologna e Ravenna,   Si hanno tracce di questa nobile famiglia guelfa a Bologna dove nel 1210 nasce Catalano Malavolti, che, dopo vari incarichi prestigiosi, fu a capo di quella fanteria bolognese che nella battaglia di Fossalta del 1249 vinse e catturò re Enzo, figlio di Federico II°,  nel 1266 fu chiamato a Firenze con la qualifica di Podestà, dal Conte Guido Novello.  Nel 1280, troviamo a Lucca come Capitano del popolo Nicolao d'Uguccione de' Malavolti da Siena. Agli inizi del 1300 a Siena troviamo il Vescovo Donasdeo Malavolti. Nel 1500 sempre a Siena troviamo gli storici Orlando e Giovanni Ubaldino Malavolti. Dino Compagni nella "Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi" nell'anno 1301, cita:"...Aveano i Guelfi bianchi inbasciadori in Corte di Roma, e i Sanesi, in loro compagnia, ma non erano interi. Era tra loro alcuno nocivo uomo: fra' quali fu messer Ubaldino Malavolti giudice, sanese pieno di gavillazioni, il quale ristette per cammino per raddomandare certe giuridizioni d'uno castello il quale teneano i Fiorentini, dicendo che a lui appartenea; e tanto imped? a' compagni il cammino, che non giunsono a tempo..."
integrazioni di Andrea Malavolti
Nel medioevo toscano, Malavolta era un cognome malaugurante (
che sia la volta cattiva), a cui si contrapponeva Bonavolta (che sia la volta buona). Un'altra variante è Malvolti, che deriverebbe dal toscano Magaldi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Malavolta deriva dal nome proprio medievale
Malavolta, di origine soprannominale, con volta nel senso di «evento, vicenda». Poco diffusa la variante Malavolti. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

MALCHIODI

Tipico dell'oltrepò piacentino, si hanno tracce di questo cognome già dal 1500 "...Da questi passò ai nipoti che nel 1633 lo vendettero al nobile Bartolomeo Malchiodi con il consenso dei Cornazzano che si riservarono il diritto di redimerlo...", dovrebbe derivare da un soprannome, forse riferentesi all'organo sessuale del capostipite, ma potrebbe anche derivare da una contrazione del nome latino Marcius Clodius.
integrazioni fornite da Ivan Malchiodi
Penso che  l'origine del cognome Malchiodi sia simile a quella del cognome Macchiavelli (vedi MACCHIAVELLI). Secondo un'interessante ipotesi proposta dal Bongioanni, l'origine del cognome Machiavelli e delle sue varianti andrebbe ricercata nel nome medievale
Macchiavello, nato come variante popolare del nome Malchiodo, che consiste, a sua volta, in una delle tante italianizzazioni del personale ebraico Melki'or, col significato di il mio re (Dio) è luce; fra le altre italianizzazioni di questo nome, infatti, si possono citare Melchiorre, Melchionne, Marchionne, Marchiorre, Marchioro, etc. Ora, per capire meglio il passaggio dall'originale Melki'or all'adattamento italiano in Macchiavello, bisogna innanzitutto considerare la variante in Malchiodo: Malchiodo, infatti, nasce per effetto del fenomeno del rotacismo dal nome Marchioro, in cui la R del suffisso -oro si trasforma in D (cfr. Arcudi/Arcuri) e la R del prefisso Mar- si trasforma in L (o più semplicemente viene mantenuta la L dell'originale Melki'or); va detto poi che esistono anche i cognomi Marchiodi e Melchiodi, che sembrano confermare quest'ipotesi. Detto questo, quindi, la variante in Macchiavello si spiega come una corruzione o una forma più tipicamente popolare di Malchiodo: se si considera, infatti, che il termine chiavello è una variante arcaica di chiodo (entrambi derivano dal latino clavus), si capisce allora come da Malchiodo si arrivi a Macchiavello (contrazione di Malchiavello)

MALDARI

Molto raro probabilmente di origini pugliesi.

MALDERA

Maldera è un cognome tipicamente pugliese, di Corato nel barese in particolare, con buone presenze anche ad Andria, Bari e Molfetta sempre nel barese, ed a Lucera e Foggia nel foggiano, dovrebbe derivare dalla forma plurale maldera del termine medioevale malderum, un unità di misura medioevale di capacità per aridi, come ad esempio le granaglie, equivalente alla quarta parte di un modius (moggio), con valori differenti da paese a paese, ma comunque con un valore prossimo ai due litri, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1100: "..In hiis singulis sex placitis det ei abbas ad servicium unum malderum panis et frissingum, qui valeat XXX. nummos et V. pollos et sex caseos, et XX. ova, et unam situlam vini, et duas cervisie et VI, maldera avene...", potrebbe stare ad indicare che i capostipiti fossero dei benestanti, forse commercianti in granaglie.

MALDI
MALDINI
MALDINO

Maldi è abbastanza raro, potrebbe avere un ceppo in provincia di Rovigo ed uno in Lombardia, Maldini ha un nucleo nella zona che comprende le province di Bologna, Ravenna e Forlì ed un ceppo triestino, Maldino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'alessandrino, potrebbe trattarsi di derivazioni dall'aferesi del nome franco italico medioevale Grimaldi o simili, ma è pure possibile una derivazione da nomi di località, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in quest'atto di nascita del 1787: "Anno Dni. millesimo septingentesimo Octuagesimo septimo die decima octava Aplis: Ego Rector Carolus Ant.o Puteus de Veltio baptizavi solemniter infantem hodie natum ex Iacobo Vitale Filio Petri et M.a Francisca Falca q.m Bernardi de Parotia S. Petri Plebis Porlatia legitimis jugalibus huius Parotia Beni, cui impositum fuit nomen: Petrus Antonius. P.P. fuere Ioannes Maldinus q.m Caroli Ioseph et M.a Cattà Conca q.m Ioannis Bapta de Beno idonei.".

MALDIFASSI

Tipico del milanese, potrebbe trattarsi di un cognome composto dai cognomi Maldi e Fassi.

MALERBA

Diffuso in tutt'Italia a macchie di leopardo, sicuro un ceppo pugliese, ma sono presenti senza dubbio altri nuclei, deriva da soprannomi legati alle caratteristiche del capostipite, malerba (cattivo soggetto).

MALESANI

Specifico del veronese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale malesanus (malsano) potrebbe essere stato ad indicare abitanti di aree paludose, così tra l'altro Francesco Petrarca: "...Sic dulcia care Limina cum peteret iuuenis malesanus amice...".

MALESARDI
MALISARDI
MALUSARDI
MALUSSARDI

Malesardi è specifico di Volano in Trentino, Malisardi, decisamente emiliano è di Budrio e Ferrara nel ferrarese e di Molinella e Bologna nel bolognese, Malusardi è tipico del sudmilanese e del lodigiano, di Milano, e di Lodi, Casalpusterlengo, Bertonico e Cavenago d'Adda nel lodigiano, Malussardi, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, esistono due ipotesi, la prima è che derivino dal nome medioevale germanico Malshart, composto dalle radici malan (picchiare, pestare) e hard (duro), con il significato di colui che picchia duramente, la seconda ipotesi è che siano invece derivati dal nome del paese francese di Malissard nella prefettura de la Drôme nella Francia meridionale, orientale, forse il luogo di provenienza dei capostipiti. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel borgo di San Vigilio di Concesio (BS) in uno scritto del 1324, dove si parla tra l'altro di una Contrada Molendini Malexardi, cioè indicata come proprietà del mugnaio Malesardi.
A seguito di un suggerimento da parte del Signor Paolo Bianchi, inseriamo un'ulteriore possibile interpretazione circa l'origine etimologica di questi cognomi. Nella prima metà del 1200 la lotta di molti Comuni contro l'Imperatore Federico II° si svolse anche contro quei cittadini che non si fossero schierati apertamente contro l'imperatore, venne così istituito il reato di
malesardia, corrispondente appunto alla mancata condivisione delle scelte anti imperiali effettuate dai comuni, reato che comportava come pena la confisca dei beni ed il bando dai territori del Comune stesso; questi cognomi potrebbero quindi derivare dal fatto di essere stati condannati i capostipiti in base a quel reato. Nelle Memorie istoriche della città e chiesa di Bergamo leggiamodella sorte di alcuni di questi esiliati: "..i Milanesi, e i Bergamaschi si portarono coi loro carrocci a Palazzulo dove fecero alto per alcuni giorni, ed ebbero nelle lor mani Palazzolo nel mese di Dicembre con quattrocento Cremonesi che lo presiedevano, e circa il fine di Gennajo i Bresciani si diedero al Comun di Milano, e accettarono i suoi Malesardi fermando con essi stabile alleanza , ed eleggendo in loro Podestà Francesco della Torre. ..".

MALFA

Specifico della Sicilia orientale, ha un ceppo importante nel messinese, uno a Caltagirone (CT) ed uno a Noto (SR), deriva dal toponimo Malfa (ME).

MALFATTI
MALFATTO

Malfatti ha un ceppo nel Trentino e Veneto occidentale, ed uno nel lucchese, Malfatto ha un piccolo ceppo nel rovigoto ed uno importante nell'alessandrino e genovese con ramificazioni nell'astigiano e basso torinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malfatus, nome originato dal soprannome Malefactus (brutto, fatto male), di cui abbiamo un esempio a Riva (TN nel 1500 con il magistrato Malfato Salvadori, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Cadore nel 1508 con il capitano d'armi della Repubblica Veneta Bortolo Malfato da Padova alla difesa di Cortina d'Ampezzo contro le truppe imperiali.

MALFER

Malfer ha un ceppo a Dro, Arco, Trento, Aldeno, Riva del Garda e Cavedine in trentino, ed a Garda nel veronese, di origini cimbriche, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origini germaniche Malferus, di cui troviamo un esempio d'uso nel 1221 in un atto: "A. Mccxxi, tempore Honorii pp. et Federici imp., ind. vini, febr., in villa Camposonaldi a Qaulisi. Riale et lacobus Closercoli prò se et liberis et heredibus dant, vendunt, concedunt atque tradunt Beneincasa monache et Roselo et Ubertelo conversis, recipientibus prò mon. Isole, eorumque fratribus et successoribus in perpetuum quicquid Benedictolus Malferus habuit et tenuit in Monte et sibi pertinuit vel alibi territorio Galeat plebis S. Petri, excepto duas petias terre, unam quam habet ...", troviamo tracce di questa cognominizzazione ad Arco ed a Dro fin dal 1500: "1514 Dominus Ioannes notarius filius quondam ser Sesini de Malferis de Dro comitatus Archi, civis et habitator Tridenti. Anno 1518 Ioannes filius quondam providi viri ser Sisini de Malferis de Dro civis et habitator Tridenti publicus imperiali auctoritate notarius. ...".

MALFETANI
MALFITANI
MALFITANO

Malfetano, quasi unico è campano, così come Malfitani,m che è anch'esso quasi unico, Malfitano sembra essere invece tipicamente siciliano, derivano tutti dalla forma aferetica, anche dialettale, dell'etnico di Amalfi, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1088 negli Annales Pisani: "...Et refulsit inter istos Pantaleo Malfitanus, cuius fortis et astuti est confusa maledicti...", nella seconda metà del 1400 nell'avellinese opera il notaio Cesare Malfitano.

MALGARI
MALGAROTTI
MALGAROTTO

Malgari è estremamente raro, Malgarotti, molto molto raro, è tipico dell'alto bresciano, di Sonico e Pisogne, Malgarotto, estremamente raro, sembrerebbe veneziano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica dal termine malgaro, cioè un mandriano usufruitore delle malghe (ricoveri di pascoli montani), lavoro probabilmente svolto dai capostipiti.

MALGARIN
MALGARINI

Malgarin, assolutamente rarissimo è del vicentino, Malgarini è tipico del milanese con un piccolo ceppo anche nel mantovano, potrebbero derivare da un soprannome originato dall'attività di mandriano svolta dal capostipite, cioè di un usufruitore delle malghe (ricoveri di pascoli montani), ma è pure possibile una derivazione dal nome rinascimentale Malgarino di cui abbiamo un esempio nell'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo (1441-1494): "...Questo è il re Stordilano, e Malgarino - E Baricondo è seco e Sinagone, - E Maradasso più gli era vicino: - La schiera guida al campo Falcirone....".

MALGERI
MALGHERINI

Malgeri, molto raro, sembra tipico del sud della Calabria, Malgherini è assolutamente rarissimo, potrebbe essere pugliese, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica Malgerius, di cui abbiamo un esempio nel XII° secolo in Puglia, con il normanno Malgerius d'Altavilla: "...primus Robertus dictus a nativitate Guiscardus, postea totius apuliae princeps et Calabriae dux, vir magni consilii, largitatis et audaciae, secundus Malgerius, ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Malgeri è cognome calabrese che corrisponde al cognome francese
Mauger (anticamente Malgier) derivato da *malgarius = 'cascinaio', 'padrone di una malga'.

MALGIOGLIO
MALGIOLIO

Malgioglio è originario del catanese, Malgiolio, presente solo a Melegnano, come cognome composto (Malgiolio Palella) dovrebbe derivare da un errore di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Malgioglio è cCognome catanese, forma derivata dal cognome base
Malogioglio che significa 'cattivo loglio'. Cfr. la voce calabrese 'giògghiu' = loglio. Rohlfs 119.

MALGRATI

Specifico del nordmilanese, deriva dal toponimo Malgrate (CO).

MALICA
MALLICA

Malica è specifico della zona di Santu Lussurgiu (OR) e Bonacardo, Mallica è tipico di Gonnosfanadiga (CA), dovrebbero derivare da modificazioni del vocabolo sardo mala (cattiva) e starebbe ad indicare caratteristiche comportamentali non proprio edificanti della capostipite, non molto probabile l'ipotesi che questi cognomi siano da collegare con il nome arabo Malech.

MALIN
MALINA
MALINI
MALINO

Malin, tipico del rovigoto, ha un ceppo anche a Milano, Malina è praticamente unico, Malini ha un ceppo a Magenta nel milanese, uno piccolo a Roverbella nel mantovano ed a Bologna e Zola Predosa nel bolognese, ed uno a Veroba e nel veronese, Malino ha un ceppo piemontese, nel torinese e nell'astigiano ed uno nel messinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malinus, Malina, derivato dalla latinizzazione della contrazione, per elisione della -d-, del nome germanico Madalin, a sua volta derivato dal termine germanico madal (consesso, consiglio).

MALINCONI
MALINCONICO
MALINCONIO

Malinconi è tipicamente toscano, di Prato, di Quarrata nel pistoiese e di Campi Bisenzio nel fiorentino, Malinconico ha un ceppo a Roma, uno nel napoletano a Napoli, Palma Campania, Torre del Greco, San Giuseppe Vesuviano e Striano ed a Sala Consilina, Scafati e Nocera Inferiore nel salernitano, ed uno nel leccese, a Lecce ed a Tricase, Malinconio, quasi unico, sembrerebbe del napoletano, di difficile interpretazione, potrebbero forse derivare da soprannomi basati sul carattere dei capostipiti, o anche da alterazioni del nome medioevale francese Malhegol, o del nome gotico Malonric.

MALINTOPPI

Assolutamente raro potrebbe essere di origini picene, potrebbe derivare da un soprannome.

MALINVERNI
MALINVERNO

Malinverni è specifico del Piemonte orientale e della Lombardia occidentale, del vercellese e novarese e del milanese e pavese, Malinverno è specifico della Lombardia occidentale, del comasco in particolare, dovrebbero derivare da soprannomi originati forse da caratteristiche del luogo di provenienza dei capostipiti, o da un nome attribuito ad un figlio nato durante un inverno particolarmente rigido, troviamo tracce molto antiche di queste cognominizzazioni in una Carta convenientie, finis et divisionis dell'anno 1184 ad Ozzero nel milanese: "Anno dominice incarnationis milleximo centeximo octuageximo quarto, undecimo kalendas iunii, indictione secunda. In presentia eorum qui infra leguntur, stetit et convenit inter donum Iacobum, abbatem monasterii de Morimondo, et ex altera parte inter Monachum et Malagaidam qui dicuntur Porcelli, de Mediolano, ipse donus abbas per se et similiter pro preposito de burgo Roxate, et ipsi Monachus et Malagaida per se et similiter pro heredibus quondam Malinverni qui dicebatur item Porcellus, qui in eorum tutella sunt, eo tenore quod de tota decima territorii loci Ozani,...".

MALISANI

Tipico dell'udinese, dovrebbe derivare dal toponimo Malisana di Torviscosa (UD).

MALIZIA

Diffuso a macchia di leopardo nel centrosud, dovrebbe derivare dal nome medioevale Malitia di cui abbiamo un esempio in una lapide del 1500: "...HUIUS ECCLESIAE  S. MARIAE DE LA MATINA - SUB. REV. PATRE  ED  DOM. MALITIA DE GESUALDO - EPISCOPO RAPOLLIANO ED CANOSIA...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
proviene da un antico soprannome
malicia che significava persona cattiva. Rohlfs, 119.

MALLARDI
MALLARDO

Mallardi ha un piccolissimo ceppo tyrietino ed uno fiorentino, con il nucleo principale in Puglia a Bari e nel barese a Sammichele di Bari, Casamassima, Triggiano, Acquaviva delle Fonti e Cassano delle Murge, un ceppo a Cerignola nel foggiano ed uno a Taranto e Laterza nel tarantino, Mallardo ha un grosso ceppo a Giugliano in Campania nel napoletano, con presenze anche a Villaricca, Quarto, Marano di Napoli, Napoli, Qualiano e Mugnano di Napoli, sempre nel napoletano e ad Avellino, e con un ceppo anche in Puglia a Foggia ed a Corato nel barese, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico Malhard, forma contratta del nome Magilhard, composto da magin (forza) ed hard (duro), con il significato di fortissimo o durissimo, nome probabilmente portato da capostipiti giunti in Italia al seguito degli svevi.

MALLARINI
MALLARINO

Mallarini è tipico del savonese, di Carcare in particolare e di Pallare, Mallarino è specifico dell'area che comprende il savonese e l'alessandrino, potrebbero derivare da un ipocoristico del nome francogermanico Maillard, ma potrebbero anche derivare da un diminutivo della forma dialettale del termine medioevale provenzale mallier (postiglione, ufficiale di posta), sicuramente non derivano dal toponimo Mallarini del savonese, perchè la frazione a proprio preso il nome dal cognome della famiglia e non viceversa.

MALLI
MALLIA
MALLIO
MALLO

Malli sembrerebbe specifico di Milano, Mallia è molto diffuso nella Sicilia meridionale, donde sembrerebbe originario, di Pachino, Siracusa, Avola, Francofonte e Noto nel siracusano, di Modica, Ragusa e Vittoria nel ragusano, di Agrigento, di Palermo e di Riesi e Mazzarino nel nisseno, Mallio è quasi unico, Mallo ha un piccolo ceppo a Palermo, uno a Comiso e Ragusa nel ragusano, ma il ceppo principale è ad Augusta nel siracusano, dovrebbero derivare o dal nomen latino Mallus, Mallia , di cui abbiamo un esempio in questo testo latino: "..Cum Minerva manum move. Dii facientes adiuvant. Manum admoventi fortuna imploranda est. Manus pretium: dat operi. Mh/te melissas, mh/te meli: neque apes, neque mel. iccirco quia apum aculeum fugit. Ni molas, non comedes. Qui vitat molam, vitat farinam. Optimum obsonium labor senectuti. Qui arat olivetum, rogat fructum Columel Artem quaevis alit terra. Suet. Ex umbra in solem educere: rem elaboratam. Hic porticus miseriae. Aurum e stercore colligendum. Muli Mariani. Mallus enim milites ad sarcinas e furca ferendas assuefecerat...", potrebbero anche derivare direttamente dalla gens Mallia.

MALLOCI

Malloci è tipicamente sardo ha un ceppo a Lunamatrona nel Medio Campidano, uno piccolo a Cagliari ed uno ancora più piccolo ad Albagiara ed Oristano nell'oristanese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale sardo meridionale, con il significato di tori, forse attribuito ad un capostipite che ne fosse un allevatore.

MALNATI

Malnati ha un ceppo a Varese, Malnate, Bisuschio, Arcisate e Vedano Olona nel varesotto, uno secondario a Milano, dovrebbe derivare dal toponimo Malnate nel varesotto, probabile luogo d'origine del capostipite.

MALONE
MALONI

Malone, quasi unico, sembrerebbe del teramano con qualche presenza nel torinese, dove potrebbe derivare dal nome del locale torrente Malone, Maloni ha un ceppo tra spezzino e carrarese, a Santo Stefano di Magra e La Spezia nello spezzino e ad Aulla nel carrarese, ed uno tra ascolano e teramano, in particolare a Sant`Egidio alla Vibrata nel teramano, dovrebbero derivare dal soprannome e nome medioevale Malonus.

MALONNI

Malonni, molto molto raro, è tipicamente lombardo, dell'area bergamasco, bresciana, dovrebbe derivare dal nome del paese di Malonno nel bresciano.

MALOPERA

Malopera è quasi unico, probabilmente origina da un soprannome, dovrebbe essere di lontane origini piemontesi, sembrerebbe di Cuneo, anche se le più recenti radici ottocentesche si trovano a Tarsia nel cosentino, probabile risultato del trasferimento interno di qualche esponente, tracce di questa cognominizzazione si trovano ad Asti fin dal 1278, quando un tale Guglielmo Malopera fu tra i firmatari della pace tra Asti e Cuneo (fonte Dizionario Biografico degli Italiani).

MALORNI
MALORNO

Malorni ha un piccolo ceppo romano ed uno, molto più consistente a Larino nel campobassano, Malorno è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome germanico medioevale Mahlhorn (il corno del mugnaio), bisogna tener presente che malhorn è anche il nome di una particolare tecnica di pittura utilizzata dai vasai con l'utilizzo di strumenti simili a penne d'oca.

MALOSSI
MALOSSINI

Malossi ha un ceppo nel grossetano ed uno nel bolognese, Malossini è tipico del basso trentino, derivano dal soprannome e nomignolo medioevale Malosso ricordiamo il pittore cinquecentesco piacentino Giovan Battista Trotti detto il Malosso.

MALPEDE
MALPEDI
MALPIEDE
MALPIEDI

Malpede è tipico dell'area campana, in particolare del salernitano, con presenze anche nel barese, Malpedi è quasi unico, forse del potentino, Malpiede è quasi unico, Malpiedi sembrerebbe del basso marchigiano, potrebbero aver avuto origine da un soprannome, cosa più probabile per il ceppo marchigiano, ma la cosa più probabile è che si tratti invece di cognomi attribuiti anticamente a dei trovatelli, secondo l'uso invalso presso i funzionari borbonici di attribuire un cognome che in qualche misura si potesse riferire a caratteristiche fisiche o comportamentali del bambino. (vedi anche BOMPEDE)

MALPELI
MALPELO

Malpeli è tipico di Parma, del parmense e del reggiano, con un ceppo anche a Genova, Malpelo è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malpelus, del quale abbiamo un esempio nel "Qualiter Homines de Abbatia de Fraxinorio in omni anno jurant sequi Consules Mutinae. Anno 1173", probabilmente nato da un soprannome originato dalla credenza che i capelli rossi portassero sfortuna e fossero fonte di disgrazia.

MALPESI
MALPESO

Malpesi, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Malpeso, altrettanto raro, parrebbe del napoletano, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli, i cognomi dovrebbero indicare che il fanciullo era il frutto, il peso, di un'azione mala (riprovevole).

MALPETTI

Malpetti è specifico dell'area tra bresciano e mantovano, di Montichiari nel bresciano e di Volta Mantovana e Medole nel mantovano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome medioevale germanico Malpert.

MALTA
MALTESE
MALTESI

Malta, abbastanza raro, sembra avere un ceppo calabrese ed uno siciliano, Maltese più diffuso è tipicamente siciliano, Maltesi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere un errore di trascrizione del precedente, derivano tutti dal toponimo Malta e dall'etnico corrispondente.

MALTAGLIATI

Maltagliati ha un ceppo nel milanese ed uno toscano originario tra pistoiese e fiorentino, dovrebbero derivare da soprannomi originati da una cattiva reputazione della famiglia.

MALTEMPO

Maltempo, tipicamente campano, sembrerebbe specifico di Polla, Petina e Montecorvino Rovella nel salernitano e di Marcianise nel casertano, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito da funzionari degli orfanotrofi borbonici a dei trovatelli, forse indicando che il futuro di questi fanciulli sarebbe stato particolarmente difficile.

MALTINTI

Maltinti è tipico della Toscana settentrionale, di Empoli e Fucecchio nel fiorentino, di Livorno e Rosignano Marittimo nel livornese, di Pistoia e Prato e di San Miniato e Cascina nel pisano, l'origine etimologica di questo cognome dovrebbe essere da un soprannome medioevale Maletinctus, di cui è arduo identificare il motivo, tracce molto antiche di questa cognominizzazione le troviamo nel 1100 con un Gérardus Maletinctus, che ormai anziano entra in convento e viene accolto a Saint-André di Gap tra i frati cluniacensi.

MALUDROTTU

Maludrottu, decisamente sardo, è caratteristico di Olbia, dovrebbe derivare da un soprannome con il significato di male in arnese, sciatto.

MALUTA
MALUTTA

Maluta ha presenze in Veneto, a Venezia in particolare ed un ceppo nel pordenonese a Brugnera, Sacile, Prata di Pordenone e Fontanafredda, Malutta è tipico dell'area friulano, giuliana, con presenze nel pordenonese ed a Trieste, potrebbero derivare dall'italianizzazione del nome saraceno Malut, ma è anche possibile, se non più probabile, una derivazione da un'alterazione dialettale friulana o giuliana del nome medioevale Malosso.

MALVAGNA

Estremamente raro, sembrerebbe tipico della Sicilia orientale, deriva dal toponimo Malvagna (ME).

MALVASI
MALVASIO

Malvasi ha un piccolo ceppo nel torinese ed a Novi Ligure tra alessandrino e genovese, ed un ceppo a Pisticci e Montalbano Jonico nel materano, con presenze significative anche a Bernalda, Stigliano, Policoro e Scanzano Jonico, ed a Corigliano Calabro e Bisignano nel vicino cosentino, Malvasio ha un ceppo a Ronco Scrivia nel genovese ed uno a Pavone Canavese nel torinese, potrebbero derivare dall'antico toponimo Malavasio nel torinese citato fin dall'anno 998: "locus et fundus qui dicitur Malavasio Mezano" o di un altro luogo,  del quale si legge in un atto del 1054: "sortes duas que iacent in Malavasio Superiore ultra fluvium Padi", è anche possibile una derivazione dal nome medioevale Malvasius, troviamo tracce di questo cognome ad esempio con Monsignor Antonio Malvasio (1738-1822) sacerdote, nativo di Cesa nel casertano, parroco ad Aversa, latinista, autore di importanti opere di Diritto canonico.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Malvasi è cognome lucano presente a Matera, Policoro, Potenza e spesso altrove, anche calabrese, siciliano, napoletano e nel Salento: '
malvagio' (francese mauvais), latino 'malifatius'. Rohlfs 119.

MALVENTANO
MARAVENTANO
MARVENTANO

Malventano, assolutamente rarissimo, è siciliano, sembrerebbe di Caltagirone nel catanese, Maraventano è tipicamente siciliano anch'esso, con un ceppo a Lampedusa e Linosa e ad Agrigento nell'agrigentino ed uno a Palermo, Marventano, assolutamente rarissimo, è tipico del siracusano, dovrebbe trattarsi di forme etniche dialettali riferite all'antico paese di Malaventri situato nell'ennese nel territorio del paese di Centuripe.

MALVESTIO
MALVESTITI
MALVESTITO

Malvestio è tipico della zona tra veneziano e padovano, Malvestiti ha un ceppo a Magnago nel milanese, nel bergamasco a Mapello, Bergamo, Osio Sotto e Calusco d'Adda e nel varesotto a Busto Arsizio, ed uno a Foligno e Città di Castello nel perugino, Malvestito, assolutamente rarissimo, è lombardo, dovrebbe trattarsi di cognomi attribuiti in orfanotrofi da funzionari che così intendessero caratterizzare lo stato d'arrivo dei poveri fanciulli abbandonati con poveri abiti, più difficilmente è ipotizzabile che possano derivare da soprannomi originati dal modo di porsi dei capostipiti, per classificare ad esempio chi usasse vestire in modo disadatto al suo stato sociale. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nella seconda metà del 1700 con il capo mastro artigiano Iseppo Malvestio la cui bottega e magazzino si trovano al Ponte del Gaffero, nel 1571, nello stato delle anime della parrocchia "de Imbersago" nel lecchese troviamo un tale Joan Maria Malvestito con la muier Susana e i fioli Rinaldo Jeronimo e Jacobo.

MALVEZZI
MALVEZZO

Malvezzi ha un ceppo nell'alessandrino ed un nucleo principale tra veronese, mantovano e modenese, Malvezzo è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Malvetius, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Bresciano in una Breve iussionis ad terram designandam del 1197 redatta in Brescia: "...dant fictum modium olei aut soliti sunt dare unum domino abbati suprascripto aut eius monasterio Sancti Petri in Monte, quorum nomina sunt hec: Ottebonus de Formacha, Gontardinus, Martinus de Armengarda, Arlottus de Galliciano, Iohannes Pellatus de Zuvino, Buarnus de Pulzano iuravit pro se et fratribus suis atque pro nepotibus eius, Bellebonus de Galliciano, Iohannes Malvetius, Zamforgninus filius Ottonis Mignoli...".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in una lettera del 1509 scritta da Niccolò Machiavelli ad Alamanno Salviati: "...Non scrivono li 'mbasciadori vostri delle cose di dentro alcuno particulare, salvo che e' traggono al campo continuamente et gli fanno assai danno, et che messer Luzio Malvezi andò per danari a Venezia con buona scorta e ritornò in Padova salvo sanza molto impedimento...".

MALVICINI
MALVICINO

Malvicini è tipico della zona che comprende piacentino alessandrino e pavese, malvicino ha un ceppo a Torino, Cuneo e Castelnuovo Bormida, dovrebbero derivare dal toponimo Malvicino (AL), Malvicinus era anche un nome/soprannome medioevale, come possiamo leggere in questo scritto pisano del 1227: "... anno Domini MCCXXVII, indictione XV, idus octubris.Visa quidem predicta promissione et visis et intellectis omnibus a predictis consulibus ... ...per notulam Bertrandi de Sclannola notarii, anno predicto Domini, die quarto novembris. Iuraverunt etiam hoc idem electi iam consules Malvicinus Petrus Gascus, W (illelmus) Squirpus, Gaiolus, Raimundus Audricus, et sic omnia fieri voluerunt. ...", troviamo i Conti Malvicini Signori di Bagnacavallo (RA) nella seconda metà del 1100.

MALVITANI

Presente solo a Melegnano nella forma composta Malvitani Negri, sembra essere di origini calabresi, dovrebbe derivare dal toponimo Malvito (CS) o dalla località Malvitani di Marano Marchesato nel cosentino.

MALZONE
MALZONI

Malzone è specifico del salernitano, di Montecorice, Castellabate, Salerno ed Agropoli, Malzoni, quasi unico, è sempre campano dell'area avellinese, salernitana, potrebbero derivare dall'italianizzazione del nome germanico Malzahn, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare da un'alterazione dialettale aferetica del nome Tommaso.

MAMBERTI

Mamberti è di origine corsa, presente nel cagliaritano e nel genovese, dovrebbe derivare dal cognome francese Mambert, a sua volta derivato dal nome germanico Manberht composto dai termini man (uomo) e berht (luminoso, brillante).

MAMBRETTI

Tipico del nordmilanese, potrebbe derivare da un toponimo come Mombretto di Mediglia, o come lo scomparso Montebretus di cui abbiamo una menzione nell'archivio dei notai roganti ,dove nell'anno 1445 è citato a Milano un Lancilotto de Montebreto.

MAMELI

Mameli è tipico del centro sud della Sardegna, con un ceppo secondario anche nel genovese, deriva dal nome gentilizio latino Mamelius. Personaggio famoso è ovviamente Goffredo Mameli (1827 - 1849), l'autore dell'inno nazionale italiano.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
In realtà Mameli era sì genovese, ma era figlio di un sardo e di una genovese.
Secondo il dizionario dei cognomi sardi di Lorenzo Manconi questo cognome compare nel Campidano già nel 1300 ed è uno tra i cognomi sardi più antichi.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MAMELI: che significa Mameli? Da dove deriva? Se andiamo indietro nelle storia di Roma, nell’albo consolare, alla data del 488 ab Urbe Condita (265 a.C.) c’è il nome di Lucius Mamilius Vitulus consul. Che relazioni ci siano tra la “
gens Mamilia” della Roma Repubblicana ed il cognome Mameli non ci è dato di sapere, ma rimane sinora l’unico punto di riferimento. Come poi il cognome Mameli abbia avuto discreta diffusione nella Sardegna meridionale, è ancora un enigma. Sta di fatto che la voce “mameli” in lingua sarda non trova altre spiegazioni. Il cognome è comunque documentato in Sardegna sin dai primi secoli del II millennio. Il più famoso dei Mameli della storia medioevale della Sardegna, fu senz’altro Filippo Mameli di Aristanni, il primo sardo “doctore de decretu et de lege” (giurista) che si conosca. La sua lapide, con relativa iscrizione funeraria, si trova nella Cattedrale di Oristano, ove si legge appunto: - IOBIA DIES VIII MAIU MCCCXLIX MORIVIT MESSER PHILIPHO MAMELI DOTORE DE DECRETU ET DE LEGE ET CANONICU D’ARBAREE ET IAGHET CUGHE(qui) S. OSSA SUA – Filippo Mameli fu il primo estensore della famosa CARTA DE LOGU di Arborea, redatta per ordine di Mariano IV signore del Giudicato di Arborea, padre della  giudicessa Eleonora; che la fece pubblicare, distribuendo le copie in tutto il giudicato, villa per villa (villaggio per villaggio) e mandandola poi in vigore, dall’anno 1384. Secondo don Giovanni Maria Mameli De’ Mannelli, consigliere di Stato, cavaliere, patrizio di Cagliari, giudice del consolato in Cagliari, traduttore e commentatore della Carta de Logu, la cui stampa fu fatta a Roma nell’anno MDCCCV, presso le stamperie di Antonio Fulgoni (siamo in possesso di una copia anastatica), il canonico Filippo Mameli morì  non l’8 maggio 1349, bensì l’8 maggio 1348, di peste nera (la famosa peste citata dal Boccaccio nel Decamerone – La Peste Nera entrò in Sardegna nell’Autunno del 1347 e già ai primi mesi del 1348, il numero delle vittime del micidiale “virus” era altissimo. Gli effetti del letale contagio perdurarono per più di un secolo: ne furono vittime oltre al già citato Filippo Mameli, lo stesso Mariano IV, signore d’Arborea, nel 1375, e la figlia Eleonora, nel 1403). Il cognome Mameli  è presente nelle carte medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo: Mamele Michele, ville Ribechu, * Ribechu…attuale Rebecu. Curatorie de Costa de Valls; Mameli Antiocho, jurato ville Donugagia, * Donugagia…odierno Donigala. Campitani Majoris; Mameli Cilippo, jurato ville Sancto Haeru, * Sancto Haeru...odierno San Vero (Contrate Partis de Milis); Mameli Comita, jurato ville Busache, * Busache…odierno Busachi. Contrate Partis Varicati; Mameli Gantino, Burgi Castri M. Regalis, **  Burgi Castri Montis Regalis - Castello di Monreale (Sardara); Mameli Gonnario, ville Aricu, * Aricu…odierno Aritzo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì; Mameli Joanne, jurato ville Donugagia(vedi su); Mameli Joanne, jurato ville Loddu, * Loddu…distrutto. Contrate Partis Varicati – Barigadu; Mameli Juliano, majore(amministratore di giustizia, sindaco) ville Loddu; Mameli Leonardo, ville Truschedo, * Truschedo…odierno Villanova Truschedu. Contrate Partis Varicati – Barigadu; Mameli Petrus, ville Sasseri, *** Sasseri…Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores…Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine…presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII – 1388. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, troviamo citate ben 10 persone col cognome Mameli: al capitolo 22 (partizione di servi): Ego Gregorius priore de Bonarcadu, partivi (ho diviso) cun iudice de Gallulu (Gallura). coiuvedi (ho unito in matrimonio) Goantine Mameli serbu de Sancta Maria cun Maria de Lee, ancilla de iudice de Gallul; fegerun II fiios: Zipari et Justa. Clesia levait a Zipari et iudice a Justa. Testes…Ai capitoli 103, 190, 202, 204 è citato Mameli Iorgi, binariu de iudike (il binariu era l’amministratore delle vigne e delle cantine del Giudice), generalmente come teste. Non abbiamo trovato il cognome Mameli nei Condaghi Logudoresi, cioè dell’alta Sardegna! Anche attualmente la sua area di maggiore diffusione è la Sardegna meridionale. Nella storia ricordiamo, fra i tanti, Mameli Mariano, personaggio del regno giudicale di Arborea, padre(naturale) del più famoso Filippo, su menzionato. Visse a cavallo del XIII secolo. Fu canonico della Cattedrale di Santa Maria di Oristano(prima del figlio naturale Filippo). Fu incaricato dal Giudice di Arborea Mariano II in qualità di “custode” della pergamena contenente il trattato di tregua tra lo stato di Arborea e quello di Sassari, allora unito alla repubblica di Genova. Ricordiamo inoltre, Mameli Raimondo, battezzato in Cagliari l’11 luglio 1763. Si unì in matrimonio nel 1795 con Barbara Paradiso, che sin dal gennaio 1813, sarà l’assistente della piccola principessa Maria Cristina di Savoia, ultima figlia di Vittorio Emanuele I e di  Maria Teresa d’Asburgo – Este, che la diede alla luce in Cagliari a metà novembre del 1812. Raimondo Mameli e Teresa Paradiso si dovettero poi trasferire a Genova al seguito della famiglia reale. Da Raimondo e Teresa nacquero 7 figli, il secondo dei quali Giorgio, fu, a sua volta, di padre di Goffredo Mameli, l’autore dell’Inno Nazionale Italiano, “Fratelli d’Italia”. Un meno famoso dei Mameli di Sardegna menzionati, è senz’altro Antonino Mameli di Gonnosfanadiga, ma egli va ripetendo, a tutti quelli con cui si intrattiene, di appartenere alla più famosa famiglia cagliaritana di Goffredo; e intanto va sempre fischiettando o canticchiando il nostro Inno Nazionale! ( vedi nel Web – Giuseppe Concas – racconti e leggende del Campidano e Dintorni – is contus de Antoninu Mameli -).  Attualmente il cognome Mameli è presente in 354 Comuni d’Italia, di cui 138 in Sardegna: Cagliari 357, Assemini 252, Selargius 171, Quartu 123, Monserrato 105. Nella penisola è Roma con 96 ad avere il numero più alto; seguono Milano con 57, Torino con 30, Genova con 27.

MAMERTINO

Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Lamezia Terme (CZ).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Mamertino è un cognome molto raro, presente oggi solo nel comune di Lamezia Terme in provincia di Catanzaro. Tale cognome affonda le sue radici in un periodo molto antico della nostra storia: erano anticamente i Mamertini un gruppo di mercenari per lo più campani che traevano nome dal dio osco
Mamers (Marte). Assoldati da Agatocle di Siracusa, alla sua morte (289 a.C.) s'impadronirono di Messina trucidandone barbaramente gli abitanti greci ma, sconfitti da Gerone II°, chiamarono in aiuto i cartaginesi. Stanchi della guarnigione cartaginese, fecero appello ai romani, provocando l'inizio della prima guerra punica (264 a.C.). Mamertino divenne quindi un nome etnico in epoca romana, per poi sopravvivere ed essere cognominizzato in epoca altomedievale. Una prova archeologica dell'uso di questo nome nell'antichità è costituita da un'epigrafe commemorativa in calcare conservata nel Museo Lapidario Marsicano di Avezzano (AQ) (trovata in territorio albense nell'area di un sepolcreto di età costantiniana, ma con ogni probabilità non pertinente al contesto di ritrovamento), in cui si legge: "CL(AUDIO) MAMERTI - NO ET FL(AVIO) NEVITTA - CONS(ULIBUS) IANUAS - FECERUNT AG(ILEIUS) - MODESTUS ET - AEMILIUS LEO - P(ECUNIA) P(UBLICA)" (p.p. può essere anche interpretato come "p(rae)p(ositi)" in riferimento ai due artigiani Agileio Modesto e Emilio Leone "preposti, incaricati" alla costruzione) Cioè "essendo consoli Claudio Mamertino e Flavio Nevitta, Agileio Modesto e Emilio Leone fecero le porte con denaro pubblico". L'epigrafe può essere datata ad annum al 362 d.C., anno in cui furono in carica i due consoli Cl. Mamertino e Fl. Nevitta.  Tale iscrizione è di fondamentale importanza per comprendere il processo di conservazione del nomen Mamertino come etnico in epoca romana, e la successiva evidente cognominizzazione avvenuta in epoca medievale. E' da escludere una derivazione dei toponimi Galati Mamertino (ME) e Oppido Mamertina (RC) dal cognome, ma non viceversa del cognome dai toponimi. Il nome Galati deriva dall'arabo Qual'at, che vuol dire "rocca", in riferimento alla rupe su cui sorge il paese. Oppido deriva dal vocabolo latino oppidum, con il significato di luogo fortificato, piazzaforte. Gli appositivi "Mamertino" e "Mamertina", invece, si ricollegano in entrambi i casi a quella storica popolazione dei "Mamertini" che si professava discendente del dio Marte.   Escluderei, però, anche l'ipotesi di origine in riferimento ai toponimi: il ceppo Mamertino è presente soltanto nel Catanzarese a Lamezia Terme, per cui potrebbe trattarsi anche di un ceppo del tutto svincolato dai toponimi, il cui cognome si è formato dalla cognominizzazione di un soprannome o di un nome di persona; lo studio sui cognomi fa intuire che le soluzioni sono sempre molteplici e disparate, se non si ha la certezza della presenza di una valida testimonianza documentaria che ne provi una sicura origine etimologica e storica.

MAMINI
MAMINO
MAMMINI
MAMMINO

Mamini è tipicamente romagnolo, di Faenza e Lugo nel ravennate e di Ferrara, Mamino è invece piemontese, dell'area che comprende il basso torinese, il cuneese e l'astigiano, Mammini è specifico del lucchese e del pisano e potrebbe derivare dall'antico nome Maminius del paese pistoiese di Momigno, Mammino è decisamente siciliano del catanese, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Mamminius, ricordiamo con questo nome lo scrittore latino Titus Quinctius Mamminius.

MAMMALUCCO

Mammalucco, quasi unico, è del marchigiano, dovrebbe derivare dal termine medioevale mammalucco, a sua volta originato dall'arabo mamluck (schiavo), ricordiamo che con il termine di mammalucchi o mamelucchi veniva chiamata una milizia a cavallo egiziana composta da schiavi stranieri di provenienza caucasica, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare dal greco mamalucos (fanciullone, di uno attaccato alle sottane della mamma), non dimentichiamo che con il termine italiano mammalucco si intende uno sciocco imbambolato.

MAMMATO

Specifico di Maiori (SA).
integrazioni fornite da Da Fabio Paolucci (Salerno)
è tipico della splendida Costiera Amalfitana, in particolare di Maiori (Sa). Il cognome dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite:
mammatus che in latino significa a forma di mammella e mammeata vuol dire dal bel seno. Con ogni probabilità il soprannome con riferimento alle mammelle fu attribuito al capostipite perchè particolarmente corpulento, oppure alla capostipite per la sua fecondità o per le sue grazie.

MAMMOLA
MAMMOLI
MAMMOLO
MAMOLA
MAMOLI
MAMOLO

Mammola ha un ceppo a Roma, nel napoletano e nel reggino a Polistena e Rosarno, Mammoli è della fascia centrale, con particolare concentrazione in Toscana a Prato, a Cortona nell'aretino ed a Campi Bisenzio e Firenze nel fiorentino, nell'anconetano ad Ancona, Osimo, Santa Maria Nuova, Offagna ed Aguigliano, in Umbria a Todi, Bastia, Spoleto, Assisi e Perugia nel perugino ed a Terni, ed a Roma e Rieti, Mammolo, estremamente raro, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo nel viterbese ed uno ancora più piccolo nel leccese, Mamola, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del palermitano, Mamoli è tipicamente lombardo, dell'area che comprende il pavese, il lodigiano, il milanese ed il bergamasco, Mamolo sembra avere un piccolissimo ceppo nel varesotto ed ha un piccolo ceppo a Trasaghis nell'udinese ed uno a Trieste, dovrebbero tutti derivare dal nomen latino Mammolus o Mamolus, uno dei nomi personali della Gens Mammea o Mamilia, ricordiamo San Mamolo.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
potrebbe essere una variante del cognome Momoli, cognome lombardo e veneto che dovrebbe derivare dal vezzeggiativo Momolo, nome familiare per Gerolamo o Geronimo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mamolo è cognome friulano che risale a
San Mamante, chiamato, oltre che Mamolo, anche Mama e Mames. Fu eremita e martire a Cesarea di Cappadocia, nel III secolo. Viene celebrato dal calendario romano il 17 agosto. Etimologia: dal latino 'mamans' = bambolone.

MAMMOLITI
MAMMOLITO

Mammoliti è tipico del reggino, di San Giorgio Morgeto, San Luca, Oppido Mamertina, Cittanova e Locri, Mammolito, estremamente raro, è del cosentino, dovrebbe trattarsi di forme etniche grecaniche riferite al paese di Mammola nel reggino, il cui nome dovrebbe derivare dal termine latino mammula (mammella) a caratterizzare la forma di una collina.

MAMMONA
MAMMONE
MAMONA
MAMONE

Mammona e Mamona sono quasi unici, Mammone ha un grosso ceppo laziale a Sora nel frusinate ed a Roma, ed uno in Calabria a Caulonia, Roccella Ionica e Oppido Mamertina nel reggino, a Cardinale e Valle Fiorita nel catanzarese, a Montalto Uffugo ed a Rose nel cosentino ed a Crotone, Mamone ha un ceppo a Roma, uno in Calabria nel reggino a Cittanova, Anoia, Galatro e Rosarno ed ad Arena e Dinami nel valentianoed uno a Catanzaro ed Amato nel catanzarese, in Sicilia ha un grosso ceppo a Palermo ed uno a Messina.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Mamone (con una variante in Mammone), l'italianizzazione cioè del personale Mamon o Maimon, che nell'onomastica araba ed ebraica significa letteralmente fortunato (per una spiegazione più approfondita, vedi Maimone). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

MAMMUCARI
MAMMUCCARI

Mammucari sembrerebbe specifico di Velletri, Mammuccari, decisamente più raro, è anch'esso di Velletri, potrebbe derivare da una deformazione dialettale del cognomen latino Mamercus, ricordiamo ad esempio, citato da Tito Livio Lucius Quinctius Mamercus Aemilius Magistrato eponimo di Roma nell'anno 438 a.C. o dal nome latino Mamertius di cui è proseguito l'uso con il Santo cattolico Mamertius arcivescovo di Vienna nel V° secolo.

MANA

Mana è tipico del Piemonte occidentale, è specifico di Fossano, Savigliano, Cavallermaggiore, Genola e Saluzzo, dovrebbe derivare dal nome del paese di Mana, una frazione di Cavallermaggiore nel cuneese, probabile luogo d'origine delle famiglie.

MANAI
MANNAI

Manai è tipico della fascia occidentale della Sardegna, di Sassari e Mara nel sassarese, di Oristano e Paulilatino nell'oristanese, di Perdaxius nell'iglesiente e di Cagliari e Quartu Sant'Elena nel cagliaritano, Mannai è tipico sardo con ceppi a San Nicolo` D`Arcidano nell'oristanese, a Cagliari ed a Portoscuso e Carbonia nel carboniense, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo mannai (nonno o nonna).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MANAI; MANNAI; MANNONI: son tre cognomi sardi, che hanno per lo più in comune significato ed etimo. Hanno come base il latino
magnus, nel significato di anziano, grande in età, quindi nonno (vedi il cognome Mannu). Traccia della loro presenza si riscontra negli antichi documenti medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,troviamo:  Mannonu Joanne, jurato(collaboratore del majore) ville Silli, * Silli…odierno Isili. Contrate Marmille. Mannai Anthonio, ville Sorradili, * Sorradili…odierno Sorradile. Contrate Partis Varicati – Barigadu. Attualmente il cognome Manai è presente in 104 Comuni italiani, di cui 47 in Sardegna: Sassari 74, Oristano 59, etc. Mannai presente in 55 Comuni d’Italia, di cui 29 in Sardegna: Cagliari 56, Terralba 53, S. N. Arcidano 36, etc. Mannoni è presente in 129 Comuni italiani, di cui 80 in Sardegna: Sassari 80, S Teresa 69, Cagliari 27, etc. Nella penisola Roma annovera il ceppo più consistente.

MANAIGO

Manaigo è specifico di Cortina d'Ampezzo, con un piccolo ceppo anche ad Auronzo di Cadore sempre nel bellunese, dovrebbe derivare dal nome della frazione Manaigo di Cortina lungo il corso del torrente Boite.
integrazioni fornite da Eric Manaigo
Penso che il nome non derivi dela frazione Manaigo a Cortina,  questa frazione possiede questo nome poiche èra (ed è ancora)  composta di case e terreni da sempre proprietà della famiglia Manaigo, è la famiglia che ha dato il nome alla frazione,   non il contrario. Secondo il Dott. Richebuono  (
I nomi degli antichi ampezzani)  L'etimo del nome è incerta. La legenda della famiglia è che il primo Manaigo sia arrivato in Ampezzo  come  capitano o  mercenario in epoca feudale. A Pianoro nel bolognese esiste un Colle di Maianigo ed un bosco di Maianigo, proprio con questa scrittura il cognome appare per la prima volta a Cortina nel 1357  (secondo gli studi del Dott. Richebuono).

MANALDI
MANUALDI
MENALDI
MENALDO

Manaldi e Manualdi sono praticamente unici, Menaldi, assolutamente rarissimo, ha un ceppo tra Lazio, Molise e Campania, Menaldo ha un ceppo tra padovano e vicentino ed uno nel torinese, dovrebbero derivare dal nome longobardo Menaldus a sua volta derivato da Manaldus o Manualdus.

MANARA

Manara, specifico della fascia centro occidentale dell'Italia settentrionale, ha un nucleo nel bolognese ed uno nel veronese, ma è ipotizzabile anche qualche ceppo in Lombardia, che potrebbe derivare dal toponimo Cava Manara nel pavese, l'origine dovrebbe essere da. un'alterazione del nome medioevale Mainardo.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Manara difficilmente, a mio avviso può derivare da Cava Manara (PV) poiché il secondo nome è stato aggiunto solo nel 1863 in ricordo di Luciano Manara, che da quelle parti combattè.  Manara, tipico della Lombardia e del Veneto (Verona) deriva da mannaia. Nei dialetti lombardi e piemontesi e sopravvissuta fino agli anni '50 la parola manarin, piccola scure.

MANCA

Decisamente sardo, potrebbe avere un ceppo anche nel Salento, dovrebbe derivare da soprannomi dialettali legati alla caratteristica del capostipite di essere mancino.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Manca:
sa manu 'e manca (la mano sinistra). Dal latino manca. Mancòni, mankìnu (manchìnu) e mànkinu (mànchinu), mancòsu stanno per mancino. Manca è un cognome presente in tutta Italia, in 944 Comuni, con maggiore diffusione in Sardegna. Non dimentichiamo che non è un cognome solo sardo, perché lo ritroviamo, sin dai tempi antichi anche in Puglia. In Sardegna è presente in 267 Comuni su 377. Nelle carte antiche della Sardegna, tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388 figurano 8 Manca e 22 Mancha, dei quali ricordiamo: Manca Nicolao, jurato (guardia giurata, collaboratore del majore) ville Seneghe e Manca Toisco, majore (sindaco) ville Seneghe; Mancha Juliano, majore ville Pau (Partis de Montibus), Mancha Matheo, ville Sellùri(Seddòri, Sanluri), Mancha Nicolao, ville Sellùri, Mancha Perinus (Pierino), ville Sasseri, Mancha Peritono (Pierantonio), ville Gonnos de Codina. Nel *CSMB (Condaghe di S. M. de Bonarcado) sono ricordati 10 Manca e un Manka, tra cui: Manca Comita prete di Basilay(?) (198), Manca Gunnari, prete di Bidoni (30); nel *CSNT (Condaghe di S. N. di Trullas), sono citati 3 Manca (in una vendita di terra): Gosantine Manca ed i figli Iusta e Comita; nel Condaghe di S. Pietro di Silki, è citata Manca Jorgia, moglie di Tusu Gosantine, in una donazione di servi, *CSPS(28°).

MANCANIELLO

Mancaniello è tpico dell'area che comprende il foggiano, l'avellinese ed il potentino, potrebbe derivare dal nome composto dai nomi medioevali Mancus o Mancio aggiunto ad Aniello, probabilmente portato dal capostipite.

MANCARDI
MANCARDO

Mancardi, molto raro, è tipico dell'area ligure, piemontese, Mancardo, ancora più raro, è piemontese, del cuneese in particolare, circa l'origine di questi cognomi si possono formulare diverse ipotesi, la prima consiste in una derivazione dal francese Manchard, che sembrerebbe indicare che il capostipite fosse mancino, la seconda propone una derivazione dal termine italiano medioevale manco (storpio), la terza suggerisce una derivazione dal nome germanico Mannhard con il significato di uomo duro.

MANCARELLA

Mancarella ha un ceppo nel Salento, a Monteroni di Lecce, Lecce, San Pietro in Lama, Martano, Surbo, Castrignano del Capo, Miggiano e Lequile nel leccese, a Taranto e Sava nel tarantino ed a Brindisi, San Vito dei Normanni ed Erchie nel brindisino, ed un ceppo in Sicilia nel siracusano, a Siracusa e Solarino, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito ai capostipiti, che probabilmente erano mancini.

MANCAZZO

Mancazzo è un cognome specifico di Bitonto nel barese, di origine etimologica oscura, si potrebbe ipotizzare una derivazione da un soprannome originato dal termine greco μανικός  manikos  (folle, insensato, pazzo).

MANCHIA

Manchia è un tipico cognome sardo, della parte settentrionale dell'isla, di Ozieri, Sassari, Porto Torres e Chiaramonti nel sassarese e di Olbia, San Teodoro ed Oschiri in Gallura, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine dialettale sardo per mancina o sinistra, probabilmente ad indicare che i capostipiti avessero la caratteristica di essere mancini.

MANCIARACINA
MANGIARACINA

Manciaracina, molto raro, è del trapanese, Mangiaragina è tipico della Sicilia occidentale, del trapanese, palermitano ed agrigentino, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal nome dialettale della salpa un pesce il cui nome dialettale è appunto mangiaracina.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
derivano da un soprannome dialettale che ha il significato di "mangia l'uva".

MANCIN
MANCINA
MANCINELLI
MANCINI
MANCINO

Mancin è tipico del nord, con un grosso ceppo tra rovigoto e Veneziano e suoi derivati tra romano e latinense, è molto diffuso nel Piemonte settentrionale, nella Lombardia occidentale ed in Emilia, Mancina è tipicamente calabrese di San Giovanni in Fiore nel cosentino in particolare e di Cosenza, Mancinelli è molto diffuso nella fascia centromeridionale che comprende il riminese, le Marche, l'Umbria, il Lazio, l'Abruzzo, il campobassano, il beneventano ed il napoletano, con un ceppo anche nel potentino, Mancini, diffusissimo in tutta l'Italia peninsulare, con massima concentrazione nella fascia centrale, Campania e Puglia, Mancino è diffusissimo a Roma e in tutto il sud ed in Sicilia, in particolare nel palermitano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal cognomen latino Mancinus, Tito Livio in Ab Urbe Condita nelle sue Periochae cita il console Hostilius Mancinus: "...C. Hostilio Mancino cos. sacrificante pulli ex cauea euolauerunt; conscendenti deinde in nauem,ut in Hispaniam proficisceretur, accidit uox: "Mane, Mancine". Quae auspicia tristia fuisse euentu probatum est. Victus enim a Numantinis et castris exutus, cum spes nulla seruandi exercitus esset, pacem cum his fecit ignominiosam, quam ratam esse senatus uetuit. XXXX milia Romanorum ab IIII milibus Numantinorum uicta erant. ...", ma è anche possibile una derivazione da un soprannome motivato dalla caratteristica del o della capostipite di essere mancini, ma non si può escludere anche una possibile derivazione da uno dei tanti toponimi Mancini o Mancino presenti qua e là per l'Italia.
integrazioni fornite da Federico La Longa Mancini
I Mancini, conti, nobili dei marchesi di Fusignano, nobili romani, affondano le radici millenarie nel suolo italico e vantano discendenza dalla  "Gens Hostilia" della quale un ramo assunse il cognome Mancinus e di cui L. Hostilius Mancinus fu Console nel 608 "ab urbe condita". A Roma i Mancini vennero chiamati anche Lucij, nome allusivo ai pesci alzati nello stemma. Il primo rappresentante certo della famiglia fu Lucio che visse nel 990. La famiglia dette otto Conservatori all'Urbe, ufficiali reggenti lo Stato con grande autorità, un vescovo di Venafro, Antonio, un vescovo di Sora, Matteo, ed un cardinale, Francesco Maria. Nei secoli si suddivise in vari rami: il ramo di Sicilia ebbe per capostipite Giacomo che venne in Sicilia nel 1256 per fuggire alle persecuzioni di Vitelleschi tiranno di Roma, e da lui discesero i baroni di Tardello, Tumminii e Ogliastro.
Il ramo di Napoli ebbe per capostipite Domenico Nicola che fu fu creato Marchese di Fusignano il 6 giugno 1535 dal Principe Francesco d'Este, figlio del Duca di Ferrara Alfonso I. Questo ramo fu ricevuto negli Ordini di Alcàntara e Costantiniano, fu reintegrato nel patriziato romano nel 1745, ed ebbe come più illustre rappresentante il conte Pasquale Stanislao (1817-1888), insigne giurista, scrittore e tre volte Ministro del Regno d'Italia (istruzione, giustizia ed esteri).
Il ramo di Nevers nacque dal matrimonio nel 1634 tra il barone Michele Lorenzo e la nobile siciliana Girolama Mazzarino, sorella del potente cardinale Giulio; i membri di questo ramo furono duchi di Nevers e Donzy, principi di Vergagne e del Sacro Romano Impero, grandi di Spagna di prima classe e pari di Francia: importante fu la figura di Luigi GiulioO (1716-1798), duca di Nivernais, generale, diplomatico e scrittore.
Il conte Antonio fu l'iniziatore nel 1800 del ramo di San Vittore, sottoramo del ramo di Napoli, che ebbe come più fulgido rappresentante  AntonioO (1915-1990), eroe della II guerra mondiale e Croce al Merito di Guerra.
La famiglia è iscritta nell'Albo d'oro delle famiglie nobili e notabili europee dalla XII edizione ed è rappresentata oggi dal conte Adriano Fulvio Mario e dal figlio Frderico Adriano Mario.
Arma : d'azzurro a due pesci d'argento in palo

MANCO
MANCON
MANCONE
MANCONI

Manco ha un nucleo nel napoletano ed uno nel Salento, Mancon, rarissimo, è sicuramente veneto, con un ceppo forse non secondario nel varesotto, Mancone ha ceppi nel frusinate, nel napoletano, ed in Puglia, Manconi è tipicamente sardo, derivano da soprannomi originati dalla caratteristica del capostipite di essere mancino. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1200 ad Afragola, dove in un atto giudiziario vengono citati  Jacobus Manconus e Petrucius Manconus.

MANCOSU
MANCUSI
MANCUSO
MANCUSU

Mancosu è specifico del cagliaritano, Mancusi è tipico della zona che comprende il napoletano, il salernitano ed il potentino, la zona d'origine dovrebbe essere in Basilicata tra Potenza ed Avigliano, Mancuso è molto diffuso in Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania ed ha un piccolo ceppo nel cagliaritano, dove troviamo anche la forma Mancusu, derivano da un soprannome originato dal vocabolo dialettale mancuso e mancosu (mancino). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600 a Carolei (CS): "Die 16 men[sis] 9[m]bris 11 Ind[itioni]s 1612 in Casali S[anct]i Cosmi &  Constitutis... ...Et Cornelio Mancuso Casalis Caruli [Carolei] pertine[n]tias Civitatis Cos[enz]æ ...".

MANDA
MANDI
MANDO

Sia Manda, che Mandi e Mando sono assolutamente rarissimi, quasi scomparsi, potrebbero derivare dall'aferesi del cognomen latino Amandus o del nome franco germanico Armand.

MANDALA'
MANDALARI

Mandalà è specifico della Sicilia, di Palermo e di Piana Degli Albanesi nel palermitano, potrebbe avere origini albanesi, Mandalari è specifico del reggino di Condofuri in particolare dovrebbero derivare da un soprannome derivato dal mestiere di produttore di catenacci o serrature.

MANDALITI

Mandaliti, molto raro, è tipico di Capistrano (VV) e di Paola nel cosentino, potrebbe derivare dal termine neogreco mandas (convento, monastero) ed individuare la famiglia come abitante nei pressi di un monastero, o alle dipendenze dello stesso.

MANDANICI

Mandanici è tipicamente siciliano del messinese di Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale e Terme Vigliatore, deriva dal toponimo Mandanici nel messinese.

MANDATI
MANDATO

Mandati, quasi unico, sembrerebbe essere il frutto di errate trascrizioni di Mandato, che è tipicamente meridionale, con un piccoloceppo nel campobassano a Gildone, uno in Campania a Napoli ed a Giugliano in Campania nel napoletano, a Caserta, Maddaloni e Capua nel casertano ed a Paduli, Benevento e Morcone nel beneventano, ed un ceppo nel cosentino a Grisolia, Santa Maria del Cedro e Roggiano Gravina, potrebbe trattarsi di un alterato ipocoristico del nome medioevale germanico Mando, a sua volta derivato dal termine medioevale germanico mand (gioia, felicità).

MANDARADONI

Mandaradoni è specifico di Briatico, Rombiolo e Zambrone nel vibonese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Mandaradoni frazione di Briatico, o da quello di Mandaradoni di Limbadi, vicino a Rombiolo, essendo stati questi nomi dei paesi definiti nel XVIII° secolo, anche il cognome non può che risalire ad epoche successive.

MANDELLI

Sembra essere originario del comasco, l'area di massima concentrazione comprende le province di Bergamo, Milano e Como, dovrebbe essere derivato dal toponimo Mandello del Lario (LC).

MANDIS

Mandis è tipicamente sardo, ha la sua massima concentrazione nel Campidano a Villanovaforru (VS), ma ha presenze significative anche a Cagliari e nel cagliaritano, ed a Mogoro (OR), potrebbe derivare dall'aferesi del cognomen latino Amandus o del nome di origine germanica Armandus.

MANDOLA

Mandola è tipicamente campano, con un ceppo nel salernitano, a Sarno ed a Sapri, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine mandòla (strumento a corde) o anche dal termine amandola (mandorla).

MANDOLFI
MANDOLFO

Mandolfi, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo tra trentino e vicentino ed uno tra casertano e napoletano, Mandolfo ha un ceppo siciliano, in particolare a Carlentini e Noto nel siracusano, a Catania ed a Modica nel ragusano, ed uno pugliese a Nardò nel leccese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Mandolfus di cui abbiamo un esempio d'uso nel Iacobi Avgusti Thvani historiarum sui temporis: ".. Ioannes Vrsinus Marnam vsque vicum progressus hosteis superioris diei labore fessos ac vix se lecto ad strepitum molienteis oppressit, et multos ex iis cecidit. in reditu cum Bricomotium et Mandolfum, Ioannis Buchij legatum, obuios habuisset, eos fudit Mandolfo ipso occiso; quod in caussa fuit, vt ab ea parte fossa duceretur, ne deinceps erumpentibus praesidiariis inde exitus pateret, cuiusque seruandae cura Blacono a Colinio commissa est ..", questo nome dovrebbe a sua volta derivare dalla modificazione della contrazione del nome longobardo Maginulfus (vedi MAGNOLFI).

MANDOSI
MANDOSIO
MANDOSSI

Mandosi, abbastanza raro, è specifico della zona che comprende il ternano, il viterbese, il romano ed il reatino, con massima concentrazione ad Orte nel viterbese ed a Collevecchio nel reatino, Mandosio è quasi unico, Mandossi è praticamente unico, dovrebbe derivare dal nome medioevale Mandosius, a sua volta derivato dal nome germanico medioevale Manda, Mando nato dal termine medioevale germanico a.a.t. mandag (felice), troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Roma nel 1500 con lo scrittore di Diritto Canonico Quintilianus Mandosius  e più tardi con il medico pontificio Prospero Mandosius: "Theatron in quo maximorum christiani orbis pontificum archiatros Prosper Mandosius nobilis Romanus Ordinis Sancti Stephani eques spectandos exhibet".

MANDOTTI

Tipico della provincia di Cremona, potrebbe derivare dall'aferesi del nome italo germanico Armando o del nome Amand in uso presso i Franchi.

MANDOZZI
MANDOZZO

Mandozzi è tipico dell'area marchigiana tra maceratese ed ascolano, in particolare è ben diffuso nel Piceno a Castel di Lama, Colli del Tronto, Porto Sant'Elpidio, San Benedetto del Tronto, Sant'Elpidio a Mare, Monteprandone e Spinetoli, con un piccolo ceppo nel maceratese a San Ginesio, Mandozzo, che sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che potrebbe derivare dal nome e cognome medioevale Mandosius, (vedi anche MANDOSI), ma non si può escludere la possibilità che in qualche caso origini da una forma ipocoristica dell'aferesi di un alterazione del nome Giacomo, forse portato dai capostipiti.

MANDRA
MANDRA'

Mandra è assolutamente rarissimo e dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione di Mandrà che è tipicamente siciliano, soprattutto del catanese, di Palagonia, Catania e Mineo, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una forma dialettale tronca neogreca per indicare l'artigiano fabbricante di serrature e chiavistelli.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mandrà è cognome siciliano che dovrebbe rifarsi al toponimo
Mandarà in zona di Modica. Mandaràs è inoltre un cognome greco. Il significato dovrebbe essere quello di 'mandriano'. Rohlfs 120.

MANDRACCHIA

Mandracchia è tipicamente siciliano, con un ceppo nell'agrigentino ad Agrigento, Scaicca e Menfi ed uno a Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome arcaico basato sul termine mandracchia (ricettacolo, nell'uso comune ebbe il senso di puttanella), a sua volta derivato dalla voce medioevale latina mandracula, con il medesimo significato corrente.

MANDRELLI
MANDRILE
MANDRILLI

Mandrelli è molto raro, sembra originario della zona che comprende il riminese, il pesarese ed il perugino, Mandrile è specifico del cuneese, di Cuneo, Centallo, Cervasca e Fossano, Mandrilli assolutamente rarissimo, sembrerebbe del basso Piemonte. Nel casentino, nel 1300 troviamo il Capitan d'armi Dominicus Mandrilli. Potrebbero derivare dal soprannome francese Mandrillon attribuito a persone malvestite e dall'aspetto molto disagiato, ma è pure possibile una derivazione dal termine franco occitano mandrille (straccio, cencio).

MANDRINI
MANDRINO

Mandrini è originario della zona tra Pavia ed Alessandria, Mandrino, abbastanza raro, parrebbe di origine piemontese, potrebbero derivare dal toponimo Mandrogne (AL).  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, sotto l'anno 1169, dove leggiamo : ".Interfuerunt testes ...  et Sirus Mandrinus ... Ego Otto notarius sacri pallacii interfui et hoc breve scripsi".

MANDRIOLI

Mandrioli è tipicamente emiliano, di Bologna e del bolognese in particolare, di Minerbio, San Lazzaro di Savena, Granarolo dell'Emilia e Budrio, e di Ferrara e Cento nel ferrarese, dovrebbe derivare dal nome della località da cui i capostipiti partirono per giungere a Bologna, cioè i Mandrioli, un passo appenninico tra la Romagna e la Toscana.

MANDRIOTA

Mandriota, molto raro, è tipico di Monopoli nel barese, dovrebbe trattarsi di una forma etnica grecanica, potrebbe essere di origini croate ed indicare la provenienza del capostipite dall'isola croata di Mandre.

MANDRO
MANDRONI

Mandro rarissimo sembra veneziano, Mandroni, ancora più raro sembra toscano, potrebbero derivare da un nome di località come Mandro frazione di Lodrino (BS), o Col Mandro sulle Dolomiti o anche Mandro Vecchio nel fiorentino.  Nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale sotto l'anno 1183 viene citata la località di Mandrogno: ".a meridie de Armannis, a sero comuna de Mandrogno.".

MANDURINO

Mandurino è decisamente salentino, del tarentino, brindisino e leccese, di Manduria e Taranto nel tarentino, di San Pancrazio Salentino e Torre Santa Susanna nel brindisino e di Lecce, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito a capostipiti che provenissero dal paese di Manduria nel tarentino.

MANEA

Manea è specifico del vicentino, di Marano Vicentino, Schio, Malo, Vicenza e San Vito di Leguzzano, potrebbe essere di origine rumena, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo latino maneat (come contrazione del modi di dire hic maneat optime, un modo rassicurante di dire che si sta bene), ma non è molto probabile un insediamento di daci in un'area cimbrica, si ritiene invece più probabile che possa essere di origini cimbriche, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo cimbro maln (macinare), dal mestiere di mugnaio esercitato dal capostipite.

MANEGA
MANEGHI

Manega, molto raro, è tipico del veronese, di Zimella e Verona in particolare, Maneghi, quasi unico, sembrerebbe del vicentino, dovrebbero derivare da soprannomi basati sui termini dialettali veneti arcaici manega, manego (manica, manico, ma in senso lato branco, gruppo di persone), probabilmente ad indicare l'appartenenza dei capostipiti ad un particolare gruppo.

MANELLI
MANELLO
MANNELLI
MANNELLO

Manelli sembrerebbe avere tre ceppi, uno tra Milano e Pavia, uno nel modenese ed uno in Puglia, Manello, estremamente raro, è tipico dell'astigiano, di Buttigliera D'Asti  in particolare, Mannelli è tipicamente toscano, della fascia settentrionale ed occidentale della regione, Mannello ha un ceppo romano, uno molto piccolo nel beneventano ed uno nel catanzarese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome longobardo Manno (uomo), o di modificazioni aferetiche di nomi medioevali come Harimannus, o simili.

MANENTI

Distribuito a macchia di leopardo, si identifica un ceppo certo tra Brescia Bergamo e Milano, uno nel pesarese ed uno nel ragusano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Manente, ma può in alcuni casi essere riferito allo stato di servo della gleba o colono legato alla terra e quindi manente (dal latino maneo = rimanere) non avendo egli la libertà di andarsene.

MANERA
MANERI
MANERO

Manera ha più ceppi, in Piemonte, Lombardia e nel trevigiano, nel casertano e nel messinese a Castell'Umberto (ME), Maneri assolutamente raro, ha un ceppo nel milanese, a Roma e nel palermitano, Manero, estremamente raro è del torinese, derivano da modificazioni del nome medioevale germanico di tradizione franca Mainerius. (vedi Maineri)  Traccia di questa cognominizzazione la troviamo ad esempio nel testamento di Bonvesin della Riva del 1304 redatto e controfirmato da Luchus Manera Notarium.

MANES

Ha un ceppo molisano tra Portocannone, Montecilfone e Termoli (CB), con una ramificazione a San Paolo Di Civitate (FG), ed uno calabrese a Paola (CS), dovrebbe essere di origini albanesi, assolutamente improponibile una connessione con il nome etrusco Manes; i Manes sarebbero giunti in Italia dall'Albania nella seconda metà del 1400 al seguito del principe albanese Giorgio Castriosta detto Scanderbeg despota d'Albania.

MANETTA
MANETTI
MANETTO

Manetta ha un ceppo a L'Aquila, uno a Pignataro Interamna e Cassino nel frusinate ed a Roma, Riano, Mentana e Monterotondo nel romano ed a Sermoneta nel latinense, ha un ceppo a Napoli, uno a Crotone ed in Sicilia a San Giovanni Gemini nell'agrigentino ed a Palermo, Manetti è molto diffuso nella fascia che comprende la Romagna, tutta la Toscana, il viterbese ed il romano, Manetto, abbastanza raro, ha un ceppo nel vicentino con derivazioni nel latinense ed uno nella Sicilia orientale, a Caronia e Messina nel messinese ed a Catania, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche del nome di origine germanica Mano, a sua volta derivato dal termine man (uomo). (vedi anche MAINETTI).

MANFRE'

Manfrè ha un ceppo a Oderzo nel trevigiano ed a Bassano del Grappa nel vicentino ed uno in Sicilia, a Palermo, a Gibellina ed Alcamo nel trapanese, a gela nel nisseno ed a Lipari e Messina nel messinese, dovrebbe derivare da una forma dialettale tronca del nome Manfredi, probabilmente portato dai capostipiti.

MANFREDA
MANFREDELLA
MANFREDELLI
MANFREDI
MANFREDINI
MANFREDO
MANFRIDA
MANFRIDI

Manfreda ha un ceppo nel potentino a Rionero in Vulture e Picerno, uno nel Salento a Monteroni di Lecce, Lecce, Arnesano e Alliste nel leccese ed a Brindisi, ed uno in Calabria a Mesoraca, Petilia Policastro e Cutro nel crotonese ed a Simeri Crichi nel catanzarese, Manfredella, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del cognome Manfredelli, che è tipicamente lucano, di Lauria in particolare, con piccoli ceppi anche a Nemoli e Rivello, tutti nel potentino, Manfrida, assolutamente rarissimo, parrebbe tipico del reggino e della Sicilia sudorientale, Manfredi è molto diffuso è panitaliano, Manfridi rarissimo sembrerebbe di origine pugliese, Manfredini è tipicamente emiliano, ma con ceppi anche nella Lombardia orientale, Manfredo ha un piccolo ceppo nel vercellese ed uno nell'udinese, derivano tutti, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome germanico Manifred diventato da noi nel medioevo Manifredus poi Manfredo e Manfredi. In un atto del Codice diplomatico lombardo del 1100 leggiamo: "...Interfuerunt ibi vocati testes Guilielmus de Muro de Henduno et Ubertus et Manifredus ser Arnulfi de Busti et Azo domini Imblavadi et Rainerius et Azinus domini Ioannis de Daverio.".  Il più famoso personaggio storico con questo nome è stato Manfredi figlio di Federico II di Svevia e di Bianca Lancia, nato nel 1232 e morto il 12 febbraio 1266. 

MANFREDONE
MANFREDONI
MANFREDONIA
MANFREDONIO

Manfredone e Manfredoni, assolutamente rarissimi, forse sono forme ipocoristiche del nome medioevale Manfredi, ma potrebbe anche essere un errore di trascrizione di Manfredonia, che è tipicamente campano di Napoli, Castellammare di Stabia (NA) e di Sarno (SA), Manfredonio, anch'esso campano, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione di Manfredonia, dovrebbero quindi derivare dal toponimo Manfredonia (FG) probabile località d'origine delle famiglie.

MANFRIN
MANFRINI
MANFRINO

Manfrin è veneto, Manfrini sembra avere tre ceppi, uno nel basso trentino, uno nel ferrarese ed uno nell'anconetano, Manfrino ha un piccolo ceppo nel torinese a Druento ed a Torino e nel savonese, dovrebbero derivare dal nome medioevale, Manfrinus di cui abbiamo un esempio in quest'atto dell'anno 1494 a Milano: "..Georginus filius quondam Symonini sindicus per instrumentum, qui ellegit pro suo communi dominum Gabardum pro Biandrono Antonium Luchinum consul sindicus ut dixit per instrumentum, qui pro ipso communi ellegit dominum Gabardum pro Bregano Manfrinus filius quondam Togni ..", in rari casi potrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome medioevale di origine germanica Manfredi.

MANFRINATI
MANFRINATO

Manfrinati, molto raro, ha un piccolo ceppo piemontese ad Alessandria, Nichelino e Moncalieri nel torinese ed a Vigliano Biellese nel biellese, ed un ceppo nel padovano a Casale di Scodosia, Manfrinato ha un ceppo a Vercelli ed a Torino, ed uno, più consistente nel rovigoto ad Adria e Rovigo ed a Cavarzere nel veneziano, potrebbe trattarsi di forme patronimiche, dove il suffisso -ati o -ato, stiano per il figlio di, riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati con il nome medioevale Manfrinus (vedi MANFRIN), ma in qualche caso potrebbero derivare dalla voce dialettale veneta arcaica manfrinato, stante ad indicare chi provenisse dalla regione piemontese del Monferrato.

MANFRO
MANFRON
MANFRONE
MANFRONI

Manfro, molto raro, è tipico del nord Italia, con presenza nel Piemonte nordorientale, in Lombardia e nel veronese, Manfron è vicentino, Manfrone, assolutamente rarissimo, ha qualche presenzain Liguria, nell'alessandrino e nel massese, e nel Veneto, Manfroni dovrebbe avere più ceppi, uno tra Rimini e Pesaro, uno tra La Spezia Massa e Lucca e potrebbero essercene altri nelle Marche ed in Umbria, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Manfronius di origini germaniche, come latinizzazioni del nome medioevale tedesco Manfron, che deriva a sua volta dall'unione dei termini medioevali a.a.t man (uomo) e fron (divino, del Signore), con un senso equivalente a quello del nome Domenico.

MANGANARO

Manganaro è molto diffuso soprattutto in Sicilia, nel nisseno, catanese, siracusano ed in particolare nel messinese e nel vicino reggino, ha un ceppo anche nel romano, nel casertano e napoletano e nel leccese, dovrebbe derivare dal mestiere di addetto al manganello o, in dialetto siciliano arcaico, manganeddu (attrezzo a forma di ruota sulla cui circonferenza si avvolgeva il filato di seta, in quantità diverse a secondo dell'uso cui era destinato), o filatore seta, l'uso di questa cognominizzazione lo troviamo a Palermo fin dalla prima decade del 1300, un certo Filippo Manganaro il 28 marzo del 1310 viene nominato all'ufficio di Maestro segreto e Maestro procuratore di tutta la Sicilia e compare come Giudice della Magna Regia Curia di Palermo dal 1313 al 1319.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Manganaro è cognome siciliano e calabrese. Riproduce il cognome greco
Manganáris e il siciliano 'manganaru' = chi cava la seta dai bozzoli col 'mànganu', uno strumento apposito. Rohlfs 120.

MANGANELLA
MANGANELLI
MANGANELLO

Manganella, rarissimo, ha un ceppo romano, uno tra napoletano e salernitano ed uno nell'agrigentino, Manganelli è molto diffuso nel bolognese ed in tutta la Toscana, lo spezzino ed il perugino, nel viterbese e nel romano, nel napoletano, avellinese e salernitano e nel barese, Manganello, ha un ceppo tra padovano e veneziano, uno nella zona che comprende l'Umbria, il viterbese ed il romano, ed uno nell'agrigentino, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine manganella o manganello, che assume diversi significati, uno è quello di un attrezzo bellico usato per scagliare proiettili, un secondo significato è quello di una specie di panca a ribalta, un terzo è quello di aspo o attrezzo per filare, un quarto è quello di piccolo mangano (macchina tessile per la compressione del tessuto), in ogni caso farebbe riferimento ai mestieri dei capostipiti, che potrebbero essere stati dei soldati, sorta di frombolieri, dei falegnami, dei filatori o dei tessitori.

MANGANI
MANGANO

Mangani ha un nucleo toscano, soprattutto a Firenze, Montelupo Fiorentino e Scandicci, un ceppo nell'urbinate, uno a Lamezia Terme (CZ) ed uno nel catanese ad Adrano e Paternò, Mangano è specifico dell'Italia meridionale, ha un grosso nucleo in Sicilia, dove dovrebbe derivare dal toponimo Mangano (CT), ed un ceppo nelle Puglie, nei ceppi non siciliani o calabresi l'origine è più probabilmente derivata da soprannomi originati dal vocabolo mangano (macchina tessile per la compressione del tessuto) e si riferisce al mestiere del capostipite.

MANGANIELLO

Manganiello è molto diffuso in tutta la Campania, con massima concentrazione nel napoletano ed avellinese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale campano manganiello (affare girevole utilizzato per filare la seta), probabilmente ad indicare che appunto quella era la professione del capostipite.

MANGARIELLO

Mangariello, ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe essere stato tipico di Napoli, dovrebbe derivare da una errata trascrizione del cognome Manganiello (vedi MANGANIELLO), originato da un soprannome dialettale derivato dal termine mangano (vedi MANGANI), ma è molto probabile che derivi dal mestiere di setaiolo svolto dal capostipite, mestiere per il quale veniva adoperato il manganiello, voce dialettale napoletana che descrive un un affare girevole utilizzato per filare la seta.

MANGIA

Specifico del Salento, sembra avere anche due ceppi in Campania, può derivare dal nome medioevale Mangia, di cui si ha traccia ad esempio a Firenze, dove, in un atto del 1281, compare un certo Mangia di Donato dei Minutoli, può anche essere originato da un soprannome scherzoso.

MANGIACAPRA
MANGIACAPRE

Mangiacapra è un tipico cognome del casertano, di Cesa, Lusciano, Succivo, Aversa e Sant`Arpino, con presenze molto significative anche a Napoli, Mangiacapre sembrerebbe specifico di Cesa nel casertano, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi dove il termine mangia avrebbe il significato di ruba, probabilmente in senso dispregiativo, una specie di Fumagalli o Rubagalline.

MANGIAFICO

Mangiafico è specifico del siracusano, di Siracusa, Floridia, Solarino, e Canicattini Bagni, dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso attribuito probabilmente ai capostipiti, cui sembra si attrubuisse la caratteristica di mangiare i fichi, probabilmente i fichi d'India, caratteristici per la presenza di piccole spine urticanti.

MANGIAGALLI

Mangiagalli è assolutamente milanese, dovrebbe derivare da un soprannome dove il termine mangia avrebbe il significato di ruba, probabilmente in senso dispregiativo, una specie di Fumagalli o Rubagalline.

MANGIALARDI
MANGIALARDO

Mangialardi ha un piccolo ceppo a Senigallia nell'anconetano, uno altrettanto piccolo a Quarrata nel pistoiese, ed uno importante a Modugno nel barese ed a Bari, Bitritto, Palo del Colle e Bitetto, sempre nel barese, Mangialardo ha un piccolo ceppo nell'anconetano, ad Osimo, Falconara Marittima ed Ancona, uno a Roma ed uno a Bari e Trani nel barese ed a Copertino nel leccese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dall'abitudine dei capostipiti di mangiare lardo, caratteristica che li poneva tra la gente di una certa agiatezza, o li classificava come mangioni.

MANGIALASCHE

Mangialasche è specifico di Perugia, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo lasca (pesce d'acqua dolce poco pregiato), forse per indicare che il capostipite fosse un tipo che si accontentava di poco o anche che facesse di mestiere il pescatore, probabilmente sul lago Trasimeno.

MANGIALAVORI

Mangialavori è specifico del vibonese, di Vibo Valentia, Rombiolo, Ricadi e Filandari, dovrebbe derivare da un soprannome forse attribuito ad un capostipite che avesse cambiato molti mestieri.

MANGIAMELA
MANGIAMELE
MANGIAMELI

Entrambi tipici della Basilicata, Mangiamela, assolutamente rarissimo, è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione di Mangiamele, Mangiameli è siciliano, dovrebbero tutti derivare da un soprannome legato al concetto di nutrirsi di miele o di allevare le api.

MANGIAPANE
MANGIAPANI

Mangiapane è tipicamente siciliano, della parte occidentale dell'isola in particolare, di Cammarata e San Giovanni Gemini nell'agrigentino, di Palermo, Cinisi e Misilmeri nel palermitano, di Custonaci, Trapani e Valderice nel trapanese, con un piccolo ceppo tra Marche, Toscana ed Umbria, Mangiapani, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da un soprannome scherzoso, originato dalla contrazione della frase mangiapane ad ufo che starebbe ad indicare uno scansafatiche, troviamo tracce di questa cognominizzazione a San Severino Marche agli inizi del 1300 con un certo Philippus Mangiapane de Sancto Severino, a Castelvetrano nel trapanese, nella seconda metà del 1500 un certo Nicolò Mangiapane è uno dei rettori della locale confraternita dei calzolai, agli inizi del 1600, sempre a Castelvetrano fa il notaio un Vito Mangiapane.

MANGIAPIA

Mangiapia è tipicamente napoletano, potrebbe derivare dall'italianizzazione del termine greco manglavion (guardia di palazzo armata di spada e scudiscio) (vedi anche MANGLAVITE).

MANGIARDI

Mangiardi è tipicamente calabrese del vibonese, di Brognaturo e Serra San Bruno in particolare, dovrebbe derivare da alterazioni aferetiche dialettali del nome Ermengarda o Ermengardo.

MANGIAROTTI

Specifico del pavese e aree milanesi confinanti, dovrebbe derivare da un soprannome.

MANGIATERRA

Specifico dell'area di Loreto (AN) e Recanati (MC), deriva da un soprannome.

MANGIAVACCA
MANGIAVACCHI

Mangiavacca, abbastanza raro, è tipico dell'area parmense piacentina, Mangiavacchi, decisamente toscano, è soprattutto del senese, di Montepulciano, Torrita Di Siena, Chianciano Terme, Pienza e Sarteano, dovrebbero derivare da soprannomi attribuiti ai capostipiti, molto probabilmente con questo termine si attribuiva loro il fatto di essere dei ruba (significato spesso attribuito al vocabolo mangia nei soprannomi) vacche, ma anche semplicemente dei ladri in senso lato, perchè le vacche erano in epoca medioevale sinonimo di ricchezza.

MANGIAVILLANI
MANGIAVILLANO

Mangiavillani, assolutamente estremamente raro, è dovuto probabilmente ad errori di trascrizione di Mangiavillano, che è tipicamente siciliano dell'area che comprende l'agrigentino, con Palma di Montechiaro, ed il nisseno, con Caltanissetta e Gela, dovrebbe derivare da un soprannome che si riferisca al capostipite come ad uno astuto che sfruttasse la dabbenaggine dei bifolchi.

MANGINI
MANGINO

Mangini ha un ceppo nel genovese, uno tra livornese, pisano e fiorentino ed uno in Puglia nel foggiano e nel barese, Mangino è tipico del meridione peninsulare, in particolare dell'area che comprende il salernitano, il potentino, il foggiano ed il barese, dovrebbero derivare da un'alterazione dialettale arcaica del cognomen latino Mancinus, troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel registro degli scolari dell'ateneo perugino dell'anno 1512, dove viene citato un certo Ugolinus Manginus Citramontani Innominati.

MANGIONE
MANGIONI

Mangione ha un forte nucleo in Sicilia ed uno probabile nelle Puglie, Mangioni, molto raro, ha un ceppo nel lecchese ad Abbadia Lariana e Mandello del Lario ed uno a Città di Castello nel perugino, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal particolare appetito dei capostipiti.

MANGIULLI
MANGIULLO

Entrambi tipicamente pugliesi, Mangiulli è più specifico di Manduria nel tarentino con ceppi anche ad Andria nel barese e Salice Salentino nel leccese, Mangiullo è più specifico di Gagliano del Capo nel leccese e di Torre Santa Susanna nel brindisino, dovrebbero derivare da soprannomi ipocoristici tendenti a caratterizzare il comportamento crapulone dei capostipiti o un loro particolare modo di mangiare.

MANGLAVITE
MANGLAVITI
MANGRAVITA
MANGRAVITI

Manglavite è molto molto raro, Manglaviti, solo un poco meno raro, è specifico di San Luca, Condofuri e Bovalino nel reggino, Mangravita è quasi unico, Mangraviti, il più diffuso, e specifico di Messina.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel termine
manglavite (manglaviti o mangraviti in dialetto), che, nell'antico Impero bizantino, indicava una guardia di palazzo armata di spada e scudiscio (manglavion in greco, dall'arabo mijlab). La carica di manglavite, a dire il vero, rimanda più notoriamente alla storia della Guardia Variaga, un corpo di soldati variaghi (vedi Dedicato ai Variaghi), che, a partire dal gennaio 989, servì come guardia del corpo dell'imperatore bizantino: storicamente, per la precisione, va ricordato che la Guardia Variaga prestò servizio anche in Italia, soprattutto nel sud del paese (XI secolo d.C.), combattendo fra l'altro contro i normanni, i longobardi e gli arabi. Ora, ai tempi delle lotte in Italia, il leader della Guardia Variaga era il norvegese Harald Hardråde (il futuro re di Norvegia, noto col nome di Harald Sigurdsson III), che, di ritorno da una campagna in Sicilia, venne insignito proprio del titolo di manglavite.

MANGO

Abbastanza raro sembrerebbe avere un ceppo in Lucania e in Campania, potrebbe derivare dal nome di toponimi di cui si ha traccia già nel XI° secolo, come ad esempio, San Mango Cilento (SA), San Mango d'Aquino (CZ), San Mango Sul Calore (AV). Nel palermitano esiste un nucleo secondario Mango di Casalgerardo (PA), famiglia originaria dalla Castiglia (Spagna) da dove si trasferì nel napoletano e, in un secondo tempo, nel secolo XIV, a Palermo, dove venne elevata al rango nobiliare di:"Marchesi di Casalgerardo", con annesso Feudo con lo stesso titolo e rango.
Personaggi notevoli di questa casata furono: Giacomo, Cavaliere (1584), Antonio, Barone di Castelluzzo (1766), Antonio, Marchese di Casalgerardo (PA 1780), Barone di Castelluzzo(1766) in quanto discendente da Antonio, Cavaliere (1584 )in quanto discendente da Giacomo, Nobile (1802) in quanto discendente da Antonio.
informazioni fornite da Enzo Lauricella
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mango è cognome meridionale che viene dal cognome greco
Mangos.

MANGOSIO

Assolutamente rarissimo, sembrerebbe esserci un unico ceppo nell'astigiano, che potrebbe derivare dal toponimo Mango (CN), ma l'origine potrebbe anche essere nell'Italia meridionale, e deriverebbe allora da toponimi come Mancuso (CZ).

MANGRASSO
MANIGRASSI
MANIGRASSO

Mangrasso, praticamente unico, è del tarentino, Manigrassi, molto raro, ha un piccolo ceppo a Brindisi, Manigrasso è specifico del tarentino, di Grottaglie, Statte, Taranto, Monteiasi, Carosino, Crispiano e Montemesola, con un ceppo anche nel brindisino a Brindisi e Francavilla Fontana, questi cognomi dovrebbero derivare dall'italianizzazione del cognome francese Mangras.

MANIAGO

Tipico del basso Friuli, provincia di Pordenone in particolare di Arzene nel pordenonese, deriva dal toponimo Maniago sempre nel pordenonese.

MANIAS

Manias ha un ceppo tra veneziano e pordenonese, a Portogruaro nel veneziano e ad Azzano Decimo e Fiume Veneto nel pordenonese, ed uno in Sardegna, ad Ales e Curcuris nell'oristanese, a Cagliari ed a Guspini nel Medio Campidano, il ceppo friulano potrebbe derivare da una forma dialettale originata dall'aferesi del nome Roman.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MANIAS: la voce “
manìas” potrebbe derivare dall’italiano mania; per definire le note caratteriali di una persona. Generalmente è intesa come vizio, passione, abitudine. Potrebbe altresì derivare da maìnas (vedi il cognome Mainas); come potrebbe derivare da mànigas (vedi il cognome Mànigas), nonostante questa ultima sia una sdrucciola. Non sappiamo altro. Non l’abbiamo trovato come cognome negli antichi documenti medioevali e neppure come semplice vocabolo. È un cognome raro, diffuso per lo più nella parte meridionale dell’isola (in 23 Comuni)e soprattutto ad Ales, a Cagliari ed a Guspini, etc.

MANICHEDDA
MANINCHEDDA

Manichedda, quasi unico, è probabilmente una diversa scrittura di Manichedda che è tipico del sassarese, di Sassari, Alghero e Sorso.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MANICHEDDA; MANINCHEDDA:
manichèdda o manighèdda = piccolo manico, o anche maniglietta. Nel linguaggio fonetico, màîghèdda. (vedi Maniga). Nelle carte antiche, tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo:  Maniceda Gantino, jurato (guardia giurata, collaboratore del majore) ville Mahara (* Mahara - Barbaraquesa .Arbarei -  Villamar. Contrate Marmille). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec.,  troviamo: Manikella (290), serva, figlia di Petru d'Orane, in uno scambio di servi, tra la chiesa di San Nicola e Petru de Serra Boe: tramutai cum Petru de Serra Boe homines: isse me deitimi pede in Mariane Lasso, et pede in Manikella, fiia de Petru d'Orane, servu de Sanctu Nichola; et ego deili latus in Maria Virrake, fiia de Iorgi Virrake."scambiai con Petru de Serra Boe servi: egli mi diede un quarto(del servizio) di Mariane Lasso e un quarto di Manikella, figlia di Petru d'Orane, servo di San Nicola; io gli diedi la metà di Maria Virrake, figlia di Iorgi Virrake." Manikella è senza dubbio il nome (non il cognome) della ragazza. Attualmente il cognome Manichedda è presente in un solo Comune (della Sardegna), a Sorso, provincia di Sassari, con un solo nucleo familiare. Maninchedda è presente in 20 Comuni italiani, di cui 11 della Sardegna(nord): Sassari 42, Alghero 36, Sorso 20, Valledoria 8, Macomer 9. (vedi anche MANUNTA).

MANIELI
MANIELLI

Manieli e Manielli, praticamente unici, sono sardi della zona sudoccidentale dell'isola.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MANIELI; MANIELLI: sul significato e l’etimo di Manieli, abbiamo scarse notizie. Ma potrebbe essere benissimo l’esito del nome gentilizio romano “
Manilius”. Nella storia di Roma troviamo un certo Caius Manilius, tribunus plebis, nel 66 a.C. E nel I secolo d. Cristo, ai tempi di Tiberio imperatore, fiorisce Marco Manilio (Marcus Manilius), autore di 5 libri di Astrologia, “Astronomica”. Leggendo l’opera di Manilio si intuisce subito l’ispirazione lucreziana del “De Rerum Natura”. “Astronomica” di Manilio ebbe buon gradimento nella Roma del I secolo, anche per la passione in questo senso dello stesso imperatore Tiberio. Potrebbe pure trattarsi di un patronimico, da Emanuele >(in lingua sarda) Manuèli o anche Manièli o Manièbi. Altro non sappiamo. Il cognome è attualmente molto raro e limitato a pochissime famiglie, la più numerosa della quali è quella di San Gavino Monreale. Da un documento di fine ‘700, dell’archivio storico di San Gavino, “Registri del Sale” risulta che un certo Salvatore Manieli di San Gavino, era preposto al controllo del traffico del sale nelle saline di  Sanluri Stato. Abbiamo una famiglia Manielli anche a Carbonia, con la doppia “l”, ma crediamo con fermezza che l’originale sia con una sola “l”. Infatti nelle carte antiche della storia e della lingua della Sardegna, lo ritroviamo sempre senza doppia. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo: Maneli Guantino, ville Açàra, * Açàra …odierno Atzàra. Mandrolisay e Barbagia di Belvì. Manieli Benedicto, jurato ville Siris, * Siris…odierno Siris. Partis de Montibus; Manieli Furato, jurato ville Orteddi, * Orteddi…Oroteddi…odierna Orotelli. Curatorie Dore; Manieli Petro, ville Bitiri, * Bitiri...villaggio distrutto: del Meylogu. Contrate de Ardar et Meylogu; Manieri Petro, ville Culleri, ** CULLERI…(attuale Cuglieri) CASTRI MONTIS DE VERRO…in posse Salari Arsocho, notarii publici et etc. die X januario 1388. nisi bestiaris pastores…congregatis in villa de Guilciochor …in posse Salari Arsoci, habitatoris Bose …notarii publici et etc. die X januari 1388. Il cognome, in quest’ultima  variante “Manieri” (se però trattasi di variante di Manieli), apre nuove supposizioni sull’etimo ed il significato del cognome. Infatti Manieri potrebbe derivare dall’italiano “maniere” o “maniero” nei suoi vari significati. Per concludere, riteniamo come ipotesi più valida la derivazione dal nome Emanuele.  Ci ha comunque comunicato un dato importante, tratto da un documento dell’ archivio storico del Comune (dai cosiddetti Registri del Sale): dove risulta che un suo antenato, Salvatore Manieli, era guardia giurata nelle saline di Sanluri Stato, alla fine del ‘700.

MANIELLO
MANNIELLO

Maniello, molto molto raro, sembrerebbe pugliese, di Fasano nel brindisino e di Monopoli nel barese, Manniello è tipico di Oppido Lucano e Genzano di Lucania nel potentino, dovrerre trattarsi di forme ipocoristiche dialettali derivate dal nomen latino Manlius il personale della Gens Manlia, o anche da Mannus, forma aferetica latinizzata di molti nomi germanici terminanti per -man-., come ad esempio Harimann (Ermanno), Fareman, Norman ed altri simili, non dimentichiamo poi che molti nomi turchi terminano con la stessa radice -man, uno per tutti Suleiman (Solimano).

MANIERI
MANIERO

Manieri è presente a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia, in Puglia, potentino, Lazio e Marche, Piemonte e Lombardia, Maniero è tipico della zona che comprende padovano e veneziano, derivano dal nome medioevale germanico di tradizione franca Mainerius (vedi Maineri).  Tracce di questa cognominizzazione si trovano ad esempio in atti processuali del 1485 a Bormio (SO): "...Coram spectabili viro domino Galeazzo de Manieris . potestate Communis Burmii et offitialibus predicti Communis productus et interrogatus Nicolaus de Albertis ..:".

MANIFORTI
MANOFORTE

Maniforti, assolutamente rarissimo, è specifico del parmense, Manoforte, quasi unico, sembrerebbe originario della Sicilia, dovrebbero derivare da un nome augurale medioevale, con il quale i genitori augurassero al figlio di avere delle mani forti, cioè di essere in grado di svolgere ottimi lavori artigianali, nei quali la forza fosse particolarmente richiesta.

MANIGA
MANIGAS

Entrambi tipicamente sardi e molto rari, Maniga è specifico di Sassari, Manigas invece è dell'area meridionale, di Collinas nel Medio Campidano, di Cagliari e di Giba nell'iglesiente.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MANIGA; MANIGAS:
manica o manico, dal latino manica, derivato a sua volta da manus. Is/sas mànigas de sa camìsa, de sa giacca = le maniche della camicia, della giacca. Sa màniga de sa màrra, sa màniga de su serròni = il manico della zappa, il manico del segaccio. Ma si dice anche is/sas mànigas de trigu = un mucchio di (circa 5) covoni di grano; cioè quanti covoni (mannùgos/us) si possono tenere con un braccio. Li ritroviamo nelle carte antiche della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo:  Manigas Gonario, majore (amministratore, sindaco) ville Anella (l'attuale Anela. Curatorie de Anella). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° sec. troviamo: Manicas Comida (172). Il cui figliastro, Bellomo (sic) è coinvolto in una lite (kertu) per una spartizione di servi.  Manigas Orzocco (118), teste in una donazione di servi: posit iudice Petrus homines ad sancta Maria de Bonarcadu: ad Elene Tolu et assu fiiu et a Furadu Mameli et ad Paganellu cun su fiiu .(donò il giudice Pietro (d'Arborea) uomini (servi) a santa Maria di Bonarcado: Elene Tolu ed il figlio e Furadu Mameli e Paganellu(Mameli) con il figlio. E' presente anche nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec,: Manicas Bitorine(159), servo in Borgonani (villaggio abbandonato, non ancora identificato; secondo alcuni sito nelle vicinanze di Consedin - Cossoine - nella Curadoria di Caputabas) "positinke donna (nobildonna) Iorgia de Kitana a sanctu Nichola, pro anima sua, a Bitorine Manicas (servo)." = diede donna Iorgia de Kitana, per (salvare) la sua anima, (a) Bitorine (Vittorino) Manicas. Manicas Dorgotori (278), de Favules(villaggio scomparso della Curadoria di Caputabas); coinvolto in una donazione di terre, alla chiesa di San Nicola, di donna Preciosa d'Athen. Nel *CSNT sono citati altri 4 Manicas: Gosantine (152), servo di S.N.; Ianne (151), servo; Petru(300) servo di S. N.; Presnaki ( 18), servo e Bictoria (152) serva. Attualmente MANIGA è presente in 10 Comuni d'Italia, di cui 5 in Sardegna: Sassari 48, Alghero 8, Quartucciu 6, Ninnai 3, Cagliari 3. MANIGAS è presente in 15 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna: Collinas 16, Cagliari 11, Giba 8, Sanluri 3, etc.

MANILI
MANILIO
MANLI
MANLIO

Manili è tipico dell'area umbro, aquilano, laziale, del romano soprattutto, ma anche del reatino, Manilio è praticamente unico, così come Manli, Manlio, è quasi scomparso, questi cognomi sembrerebbero tutti derivare dal nome della Gens Manlia o dal nome personale latino Manlius, da essa originato, anche attraverso un'alterazione successiva Manilius, di cui abbiamo un esempio in epoca imperiale con il poeta e scrittore latino Marcus Manilius, autore fra l'altro del poema in cinque libri Astronomica.

MANIN

Molto raro sembra essere ormai solo padovano, dovrebbe derivare dalla gens Manlia ed avere origini molto antiche in Toscana. Casato reso famoso dall'ultimo Doge di Venezia Ludovico Manin che il 12 maggio 1797 decretò la fine della Serenissima Repubblica Veneta dopo oltre undici secoli di storia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Manin è cognome veneto che secondo Olivieri, Cognomi Veneti 163, viene dal nome germanico
Manno, Mannanis (gen.), Förstemann 1090.

MANINI
MANINO

Manini è molto diffuso dalla Lombardia ed Emilia fino alla provincia di Firenze, Manino è piemontese, di Saluzzo nel cuneese e di Torino, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale Mannus (vedi anche MANNINA), di cui si hanno tracce a Firenze in un atto del 1300: "...Nobiles viri et potentes silicet Mannus et ser Citta, filií condam domini. Corradi domini. Hermanni de Monaldensibus, ..." e a Varese in un atto risalente al 1176 conservato presso l'archivio della chiesa di San Vittore: "...coheret ei a mane via, a meridie Ugonis Morliani et Anrici Crescencii, a sero item suprascripti Ugonis, a monte Manni Ferrarii, que terra pars reddit fictum suprascripte eclesie et ...".

MANIS

Manis ha un ceppo nel sud della Sardegna e ad Oristano ed uno nel Salento in particolare a Nociglia (LE), il ceppo sardo dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo manis (mani), il ceppo pugliese potrebbe invece essere dovuto a modificazioni del cognome Manes (vedi MANES).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MANIS; MANUS:
manus significa le mani e deriva dal latino manus, in tutti i suoi significati.. Per manis rimane qualche dubbio: potrebbe essere la corruzione di manus, oppure potrebbe derivare dal latino manis – e (aggettivo) che significa buono, sinonimo del latino bonus! Abbiamo  trovato traccia del cognome, nelle due varianti, nelle antiche carte della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo Manus Anthonio, castellano Contrate de Ardar et Meylogu [ il castellano, sin dal periodo della dominazione romana, era l’ufficiale incaricato della custodia del Castello, da lui presieduto: si occupava dei rifornimenti delle truppe all’interno, delle fortificazioni e della manutenzione di tutti gli strumenti di difesa – il Castello di Ardar o Ardara fu la reggia dei sovrani del Regno di Torres, dopo l’abbandono di Turris Libisonis. Oggi rimangono pochi ruderi, ma doveva essere imponente e molto bello: dai resti si intravede la sua antica pianta pentagonale); Manus Barisono, jurato ville Poupo, * Poupo… o Pupus? Distrutto. Partis de Montibus; Manus Joannes – de Aristanni ; Manus Julianus – de Aristanni, *** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis…nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant…congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Nel condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, Xiii, secolo troviamo Manis Petru, al capitolo 28 (si tratta di una partizione di servi): Ego Arriglu, priore de Sancta Maria de Bonarcadu, et Samaridanu, servidore de Sanctu Georgii de Calcaria, fagemus recordatione de serbos et ankillas c’aviat Sancu Georgii de Calcari cun Sanctu Gregorii de Bauladu…segue…tra i testes figura anche Petru Manis. Attualmente il cognome Manis è presente in 81 Comuni italiani, di cui 36 in Sardegna : Oristano 38, Domusnovas 30, Cagliari 29, Gergei 29, Guspini 25, etc. Nella penisola il cognome Manis( di cui non conosciamo nè significato, nè estimo) è diffuso soprattutto nel Salento. Il cognome Manus è presente in 16 Comuni d’Italia, di cui 12 in Sardegna: Romana 21, Sassari 14, Nuoro 8, Pimentel 6, etc.

MANISCALCO

Tipico della Sicilia occidentale, dovrebbe derivare dal nome di mestiere maniscalco (chi ferra i cavalli) o dalla responsabilità di scuderie padronali.

MANITTO

Manitto è un cognome genovese, abbastanza raro, forse derivato da un ipocoristico di nomi di origine germanica come Maino, a sua volta derivato dal termine magin (forza) o dal diminutivo franco Mainet, utilizzato nelle chansons per definire il giovane Carlomagno.

MANNA

Manna è diffuso in tutto il centrosud, particolarmente nel napoletano, (vedi La Magna) dovrebbe derivare da soprannome originato da una modificazione dialettale del vocabolo latino magna (la grande).

MANNARI
MANNARINI
MANNARINO
MANNARO

Mannari abbastanza raro è decisamente toscano, sembrerebbe tipico della provincia di Livorno, Mannarini è pugliese, del barese, del tarentino e del leccese, Mannarino, molto più diffuso, ha un ceppo a Roma ed uno in Calabria, soprattutto nel cosentino, nel crotonese e nel catanzarese, Mannaro estremamente più raro sembrerebbe meridionale forse originario della Sicilia, di quest'ultima cognominizzazione si hanno tracce nel 1600 a Caltagirone (CT) con 1633 con padre Vittorino Mannaro, lettore di filosofia del Collegio calatino (area di Caltagirone), del cognome Mannari si hanno tracce molto antiche, troviamo ad esempio verso la fine del 1200 Vecchio de' Mannari da Cremona in qualità di Capitano del Popolo di Lucca. Entrambi questi cognomi potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome germanico di origine longobarda Mannarius di cui si hanno tracce almeno dal 1000, ma non si può escludere anche una derivazione dal termine tardo latino mannarius (mestolo di rame).
integrazioni fornite da Lorenzo Mannari
il cognome Mannari localizzato per lo più in Toscana deriverebbe da Arimanno
arimannia (ari mann) termine longobardo, rovesciato (Mann ari).

MANNESCHI

Manneschi è tipicamente toscano, particolarmente dell'aretino, di Arezzo, Capolona e Castel Focognano, si dovrebbe trattare di una forma di appartenenza in -eschi basata sul nome Mannus (vedi MANNI), probabilmente ad indicare l'appartenenza dei capostipiti a rami cadetti di una famiglia Manni.

MANNI
MANNO

Manni è diffuso in tutto il centro nord, con un ceppo principale anche nel Salento, Manno ha ceppi nel Salento, nel napoletano, in Calabria ed in Sicilia, potrebbero derivare da una modificazione dialettale del vocabolo latino magnus, ma è pure possibile che derivino dall'aferesi di nomi di origine longobarda come Harimanno o il suo derivato Ermanno o etnici come Alemanno. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale sotto l'anno 1088 a Sovere: "...Alberico Manno, Andreas, Dominico itemque Manno, Alberico vicini et consorti de loco Ceredo nominative de duabus pecias de terra campiva et prativa...", o anche a San Miniato (PI) nel 1400 dove esercita il Notaio criminale: Alamanno Manni da Buiano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Manni è il personale medievale
Mannus, movente dal nome proprio longobardo Manno «uomo», che è pure alla base del nome locale Manno in prov. di Reggio Emilia. Non va esclusa anche una possibile derivazione da una forma aferetica del nome (Her)mannus, ital. Ermanno. Forme derivate sono Mannelli e Mannini. Il nome proprio Manno compare in una carta modenese del 984, Mannus del 1027. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

MANNINA
MANNINI
MANNINO

Mannina dovrebbe essere del palermitano, Mannini è toscano, del fiorentino in particolare, Mannino è tipicamente siciliano, dovrebbero derivare da Manninus diminutivo del nome medioevale italiano di origine germanica Manno, di cui abbiamo un esempio a Firenze nel 1400, nei registri della fabbrica del Duomo del 1417 si legge: "...deliberaverunt quod Manninus Iacobi et Bonaiutus Simonis,...", è pure una derivazione da diminutivi dell'aferesi di nomi come Alemanno.

MANNOIA
MANNOLA

Mannoia è specifico del palermitano, di Misilmeri e Palermo, Mannola, quasi unico, sembrerebbe comunque meridionale, dovrebbero derivare da una forma dialettale contratta di un ipocoristico del nome medioevale Magna o Manna, che diventano prima Mannola e poi per contrazione dialettale Mannoia,

MANNONI
MANNU

Mannoni sembra avere oltre al ceppo sardo settentrionale anche uno in Liguria e nel Lazio, Mannu è decisamente sardo, dovrebbero derivare dalla modificazione dialettale del nome latino Magnus (grande).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MANNO; MANNU: hanno in comune significato ed etimologia. Nella lingua parlata generalmente
manno è logudorese, mannu campidanese. Significano grande e derivano dal latino magnus. Hanno pure il significato di vecchio, anziano. Donnu mannu è il nonno, altrimenti detto mannoi, mannoni, mannai (vedi il cognome Mannai). Qui da noi in Campidano è su yàyu o s’ayàyu = bisnonno o anche nonno (vedi nel Web – Giuseppe concas – is contus de ayayu -). Per definire le qualità intellettuali di una persona si usa generalmente l’aggettivo “grandu” (dall’italiano grande) al posto di mannu. Piccolo grande uomo in sardo diventa “tziu mannu e pittìu”. Per i sardi il continente è sa Terra Manna. I continentali sono detti “terramannèsus”. Nella Carta de Logu (XIV secolo) il Continente è detto Terra Firma (cap. 66) e i continentali, terramingièsus (capp. 53, 74, 94, etc.). Il cognome, nelle due varianti, è presente negli antichi documenti medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,  troviamo:  Mannu Anthonio, ville Gorare, * Gorare...Odierna Borore. Marghine de Gociano; Mannu Comita, ville Sasseri; Mannu Guantinus, ville Sasseri; Mannu Joannes, ville Sasseri; Mannu Nicolaus, ville Sasseri; Mannu Petrus, ville Sasseri, *** Sasseri…Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores…Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine…presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII – 1388; Mannu Petro, ville Forru, * Forru…Villanova Forru; Bidda Noa de Forru; oggi Collinas. Partis de Montibus. Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, al capitolo 28, è citato Mannu, presbitero: Yo Clerigo, o Presbitero Mannu que pongo en este libro compras que hize governando yo la yglesia de San Miguel en tempo de Donno Dorgotori de Uxan, y de Doña Maria de Tori su muger, que fue hija de don Mariani de Tori hijo del Juez Barusone( si tratta senza dubbio di Barisone I re di Torres – Arborea, che lasciò appunto il trono di Arborea al figlio secondogenito Mariano I de Thori, per tornare a Torres – siamo intorno al 1065). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo, troviamo, al capitolo 239, Mannu(o Manno) Florisone, teste insieme al figlio Ianne, in una vendita: comporaili a Gosantine de Thori, filiu de Niscoli, a Traversa, muiere ki fuit de Iacone; e deivili (gli ho dato in cambio), .I. caballu arçu ( sinonimo di variu = screziato)ambulante et curiace (addestrato al passo e alla corsa), caput a caput(con l’accordo delle parti). Testes…. – Al capitolo 74 dello stesso Condaghe, abbiamo Petru Mannu teste in una compera di servi: Comporailis ad Yçoccor de Muru et a Petru, su frate, pede (un terzo del servizio giornaliero)et .II. dies(due giorni al mese)in Iusta Cerella et pede et .II. dies in Susanna Cerella sa sorre. Etc. etc. Testes: Comita Cotane et Petru Mannu. Nella storia della Sardegna son diversi i personaggi con tale cognome, che hanno contribuito a fare grande il nome della propria terra. Tra i quali ricordiamo (in ordine cronologico): Mannu Cristoforo, vescovo della diocesi di Castra (oggi scomparsa) dal 1478, al 1482. Manno Francesco vescovo (ultimo) della diocesi di Ampurias (poi Tempio Ampurias) dal 1493 al 1505. Mannu Francesco Ignazio di Ozieri, dottore giurisprudenza,  sospetto seguace di Giommaria Angioy, nella rivolta contro i piemontesi nel 1794; tuttavia nel 1795 fu nominato giudice aggiunto nella sala civile della Reale Udienza. Continuò poi ad esercitare l’avvocatura. Ma è ricordato soprattutto come autore dell’Inno Sardo “ Il patriota sardo contro i feudatari” – su patriotu sardu a sos feudatarios …procura de moderare, barone sa tirannia.. Ma il più celebre di tutti i Manno è Giuseppe, letterato e storico: nato ad Alghero nel 1876, figlio di Antonio, maggiore dell’esercito e comandante del Porto, e di Caterina Diaz. Frequentò gli studi medi nel Collegio dei nobili di Cagliari. Si laureò poi in diritto canonico e civile. Dopo un breve rientro ad Alghero si stabilì definitivamente a Cagliari e fu in un primo tempo, avvocato dei poveri. In seguito a diversi incarichi di rilievo fu segretario privato del duca del Genovese; fu poi compagno di viaggio nella penisola italiana del vicerè Carlo Felice. Nel 1818 fu insignito del titolo di giudice della Reale Udienza. In seguito ricoprì incarichi politici e amministrativi sotto la corona di Carlo Alberto. Ma è la sua attività di scrittore e di storico che più ci interessa, anche se come storico, nel descrivere la storia sarda, fu senza dubbio un filo piemontese, e pertanto la sua opera riscontra il giudizio non favorevole di molti commentatori sardi). Tra le tante sue opere citiamo le più importanti: “Storia di Sardegna” in 4 volumi; e la “Storia Moderna della Sardegna”, dal 1773 al 1799. Quasi tutti i centri della Sardegna hanno a lui dedicato il nome di una Strada, di una Piazza o di una Scuola. Gode di certa fama anche il figlio di Giuseppe Manno, Antonio. Nativo di Alghero, seguì prima la carriera militare, ma poi dedicò la maggior parte del suo tempo alla ricerca storica. Riuscì a metter insieme una “Biblioteca di Storia Italiana  Recente, dal 1811 al 1871”. Fu socio della Reale Accademia delle Scienze di Torino e Membro della Regia Deputazione di Storia Patria per la Sardegna dal 1874. Per conto di questa pubblicò la “Bibliografia storica degli Stati della Monarchia di Savoia”. Tante altre opere sono sue. Continuò infatti a curare la sua “passione”, con certosina applicazione sino alla morte, avvenuta nel 1918 a Torino, a più di 80 anni.  Il cognome Manno è presente in tutta Italia, in 459 Comuni, di cui 10 in Sardegna: Cagliari 19, Carbonia 8, Quartu 6, etc. Mannu è presente in 167 Comuni, di cui 84 in Sardegna: Sassari 154, Cagliari 59, Sennori 43, Bitti, 42, etc.

MANNORI

Tipicamente toscano, dell'area tra fiorentino e pistoiese, dovrebbe derivare dall'aferesi del toponimo Osmannoro (FI).

MANNOZZI

Mannozzi ha un ceppo toscano, a San Giovanni Valdarno e Pian di Sco nell'aretino, a Firenze e Montelupo Fiorentino nel fiorentino, a Viareggio nel lucchese ed a San Gimignano nel senese, uno nel Piceno ed uno romano, si dovrebbe trattare di un forma ipocoristica derivata dal nome medioevale Mannus,  una modificazione dialettale del vocabolo latino magnus (grande).

MANNUCCHI
MANNUCCI

Estremamente raro Mannucchi potrebbe essere di origini toscoumbre, Mannucci è tipicamente toscano, con un ceppo forse non secondario a Roma, dovrebbero derivare da diminutivi del nome medioevale italiano di origine germanica Manno, come pure da vezzeggiativi dell'aferesi di nomi come Alemanno.

MANODORO

Manodoro, abbastanza raro, sembrerebbe specifico di Bari, dovrebbe derivare da un nome augurale medioevale, con il quale i genitori augurassero al figlio di avere delle mani d'oro, cioè di essere in grado di svolgere ottimi lavori artigianali.

MANONI

Sembra avere più ceppi, nelle Marche, nel Lazio, a Venezia, in Valtellina e nel milanese, dovrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi di nomi longobardi come Harimanno, è pure possibile che derivino da modificazioni dell'aggettivo magno
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
nel Tiranese (So), si trovano già nel 1600 e da lì alcuni sono emigrati verso l'Australia.

MANSI

Sembra avere due ceppi in Puglia tra barese e foggiano ed in Campania tra napoletano e salernitano, un nucleo molto antico sarebbe stato a Lucca, la famiglia lucchese dovrebbe essere originaria della Sassonia da dove sarebbe giunta nel XI° secolo.
Il cognome dovrebbe derivare dal termine tardo latino mansus (dal verbo latino maneo rimango) così era chiamato un podere occupato da una sola famiglia, quella del massanus (da cui deriva anche il termine massaia) con l'obbligo di prestazione gratuita di giornate lavorative nella 'pars dominica' cioè nella proprietà del Signore.  Esempio di questa cognominizzazione si ha a Napoli con lo scrittore "Joannes Baptista Mansus" contemporaneo del Tasso.

MANSO

Manso, estremamente raro, sembra tipico molisano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo latino mansus (podere), del cui uso abbiamo un esempio a Pavia in un atto 1138: "..dedit ipse Ariprandus eidem Belfante ad fictum censum reddendum libellario nomine, usque ad annos viginti noven expletos, hoc est medietatem de manso uno cun casis et omnibus rebus ad ipsam medietatem pertinentibus, cun omni honore et districto ...", o anche, e più probabilmente, dal nome medioevale longobardo Manso, di cui abbiamo un esempio in questo scritto salernitano di epoca longobarda: "..Deinde Sergius, filius prefecti Marini, sedit annos 3; temporibus Mauri prefecti Bonus et Iohannes comites; post ipsos Pantaleo et Pantaleo comites; deinde Leo et Iohannes comites. Sequitur Manso et Pantaleo comites; post ipsos Sergio et Iohanne comitibus. Deinde Marinus et Cunarius necnon et Iohannes comitibus; et post Urso et Sergio et Manso comitibus;..", si ricordi verso la fine del 900 il duca longobardo di Amalfi Manso II°; esempio di questa cognominizzazione si ha nel 1300, come si può leggere in uno scritto: "...dominis Johanne Petri, archipresbytero, Bernardo de Manso, sacrista, ...".

MANSUELLI

Rarissimo si può ipotizzare un'origine ligure, dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Mansuelus o da un soprannome legato al vocabolo mansuelus (casalingo).

MANSUETO

Dovrebbe essere originario della zona tra Bari, Taranto e Brindisi, deriva dal cognomen latino Mansuetus o dal suo equivalente medioevale Mansueto.

MANSUTTI

Mansutti è tipico dell'udinese, di Tricesimo, Tavagnacco, Udine, Reana del Rojale, Pavia di Udine e Majano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica originata da capostipiti il cui padre si fosse chiamato Manso (vedi MANSO).

MANTA

Manta ha un ceppo a Napoli, uno a Potenza, uno molto consistente nel leccese ad Aradeo, Collepasso, Galatone, Nardò, Alezio, Gallipoli e San NIcola, ed uno in Sicilia a Milena nel nisseno ed a Racalmuto nell'agrigentino, potrebbe derivare da un soprannome grecanico originato dal termine greco antico μαντεία  manteia  (oracolo, divinazione, predizione), forse ad indicare nel capostipite una specie di indovino.

MANTECA
MANTEGAZZA
MANTICA

Manteca è assolutamente rarissimo, assolutamente lombardi Mantegazza e Mantica, originari della zona tra Varese, Como e Milano, dovrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale mantega o mantica (unguento), di quest'uso si ha un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in un atto scritto nel 1145 a Caponago (MI): "...Signum + manuum Iohannis qui dicitur Bordigatius, Alberti qui dicitur Mantega,...", esistono tracce molto antiche del cognome Mantegazza, lo scultore Cristoforo Mantegazza (Pavia 1430? - 1482) e suo fratello Antonio anch'egli scultore di fama.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mantegazza è uno dei pochi cognomi superstiti del Medioevo. Il cognome sbrigativamente potrebbe farsi derivare dal toponimo del piccolo centro presso Vanzago, in provincia di Milano. Ma Lurati ritiene che il toponimo derivi invece dal cognome, testimoniato almeno a partire dal 1546, e derivato con tutta probabilità dalla voce dialettale "
mantega" che sta per mantice: dunque ci troviamo di fronte a un nome di famiglia che si è formato su un mestiere, quello di chi costruisce mantici per fabbri. Altra interpretazione: deriva dal latino 'mantica', nome con cui si designava la bisaccia dei viandanti che veniva appesa alle spalle, con una parte che cadeva davanti e l'altra dietro. È un cognome squisitamente milanese e Mantegazza è il peggiorativo di 'mantica', in dialetto. Si può supporre che all'origine vi fosse un soprannome, divenuto con i secoli cognome vero e proprio.

MANTEGA

Tipico cagliaritano, dovrebbe derivare dal vocabolo catalano mantega (burro, grasso).

MANTEGNA

Mantegna ha ceppi a Milano e Roma, ha un ceppo a Campobasso, uno a Briatico nel vibonese ed uno, probabilmente il principale, in Sicilia a Palermo e Gangi nel palermitano, ad Enna e Calascibetta nell'ennese, a Ravanusa nell'agrigentino ed a Catania, dovrebbe derivare dal nome tardo medioevale Mantegna, originato dalla formula cristiana "Dio te mantegna nel suo Cuore", rivolta evidentemente al proprio figlio che veniva così raccomandato alla benevolenza di Dio, secondo altri il nome sarebbe di origini venete ed originerebbe dalla formula di saluto medioevale: "Dio mantegna san Marco e i omeni daben". Personaggio notevolissimo è stato il pittore veneto Andrea Mantegna (1431-1506) di Isola di Carturo nel padovano.

MANTELLASSI

Mantellassi è decisamente toscano, con maggior concentrazione nel pistoiese e nel livornese, dovrebbe derivare da un soprannome forse originato dal mestiere di fabbricante e venditore di mantelli, o magari dall'abitudine del capostipite di portare sempre un grosso mantello.

MANTELLI
MANTELLO

Mantelli ha un nucleo importante in Piemonte, nell'alessandrino in particolare, ed uno nel basso bresciano, con ceppi anche nel fiorentino e nel nisseno, Mantello, molto più raro, ha un ceppo nella Sicilia meridionale ed in Calabria, possono derivare da toponimi medioevali come Villa Mantelus in Savoia, ma più facilmente derivano dal nome medioevale Mantellus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1156 a Sartirana (PV) dove fra i testimoni di un atto di compravendita vengono citati: "...Vualterius Peliciarius, Rufinus Mantellus, Ascerius Balbus, Marescotus Cannaferria,  Rufinus Christianus Papie testes. ...".

MANTI
MANTO

Manti è tipico dell'estrema punta della Calabria, di Condofuri, Montebello Ionico, San Lorenzo, Melito di Porto Salvo e Brancaleone nel reggino, Manto ha piccoli ceppi nel napoletano ed avellinese, nel barese, nel reggino ed un ceppo più consistente nel palermitano, a Palermo e Gangi, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco μάντις, μάντεως mantis, manteos (mago, indovino, profeta).

MANTINEO

Tipico del messinese, dovrebbe derivare dal toponimo greco Mantinea città dell'antica Grecia, in Arcadia.

MANTOAN
MANTOANI
MANTOVAN
MANTOVANI
MANTOVANO
MANTUANI
MANTUANO

Mantoan ha tre ceppi, uno piemontese, soprattutto nel torinese,uno lombardo in particolare nella Lombardia occidentale ed uno veneto nell'area che comprende le province di Vicenza, Padova, Venezia e Rovigo, Mantoani, abbastanza raro, è specifico del basso udinese, Mantovan ha un ceppo lombardo tra milanese, pavese e varesotto ed uno veneto tra rovigoto, padovano e veneziano, Mantovani è molto diffuso nell'Italia centro settentrionale, Mantovano, molto raro, ha un ceppo campano tra napoletano e salernitano ed uno pugliese tra foggiano e barese, Mantuani è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione di Mantuano, che ha un ceppo  a Roma ed a Priverno nel latinense, un ceppo nel foggiano a Mattinata, Lucera, Pietramontecorvino, Manfredonia e Monte Sant'Angelo, ed a Bari, ed uno nel cosentino a Paola, Fuscaldo, San Lucido e Bisignano, dovrebbero tutti derivare da mantovanus o mantuanus, l'etnico medioevale del toponimo Mantova o da sue versioni dialettali.

MANUEDDU

Originario della Sardegna settentrionale, potrebbe derivare da una forma dialettale del nome Emanuele, o da un soprannome legato al vocabolo sardo mannu (magnus = grande).

MANUEL
MANUELA
MANUELE
MANUELI
MANUELLA
MANUELLI
MANUELLO

Manuel, estremamente raro, sembrerebbe del centronord, Manuela, assolutamente rarissimo, ha presenze sporadiche qua e là per l'Italia, Manuele ha un ceppo molisano ad Acquaviva Collecroce, Civitacampomarano e Termoli nel campobassano, ed uno siciliano, a Scordia e Catania nel catanese, ad Agira, Leonforte e Nicosia nell'ennese ed a Ferla e Floridia nel siracusano, Manueli, sempre molto molto raro, ha presenze tra pavese ed alessandrino, qualcuna in Emilia e qualcuna in Sicilia, Manuella sembrerebbe siciliano di Piazza Armerina nell'ennese, di Siracusa e del catanese, Manuelli ha vari ceppi, nel novarese, nel genovese, nel milanese e cremonese, a Trieste, nel pesarese, nell'area toscana che comprende il fiorentino, il pisano, il livornese ed il grossetano e nel romano, Manuello ha piccolissimi ceppi nel Piemonte sudoccidentale e un ceppo a Caltagirone nel catanese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche derivate dal nome Emanuele, Emanuela, a loro volta originatisi dal nome biblico Emmanuel (Dio è con noi).

MANUNTA
MANUNZA

Manunta è molto diffuso nel nord della Sardegna a Sassari, Porto Torres, Alghero e Sorso nel sassarese, con un ceppo anche a Olbia ed a Cagliari, Manunza è invece tipico del sud dell'isola, a Cagliari, Sestu, Selargius, Quartu Sant'Elena e Monserrato nel cagliaritano, ma anche a Oristano e Calasetta nell'iglesiente.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MANUNTA; MANUNZA: il primo ha maggior diffusione nel centro nord dell'Isola, il secondo nel centro sud, soprattutto a Cagliari e dintorni. Il significato di manunta o manunza o manuntza è di piccola mano, altrimenti detta manighèdda o manichèdda, cognome anche se rarissimo. Qui in Campidano per indicare uno con una mano deforme o più piccola dell'altra o con un braccio e una mano deformi, usiamo il termine manùnca, che è indicato come nome nelle carte antiche, oggi solo come soprannome. Su manuncàu è invece chi è senza una mano. Negli antichi documenti, tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo: Manuça Anthonius, ville Sasseri; Manuça Gonnario, jurato ville Giavi(*odierno Giave. Contrate Caputabas; Manuca Joanne - ville Terrenove et fundi montis(Olbia); Manunca Comita, jurato ville Zaramonte (* odierno Chiaramonte. Contrate de Anglona - Chiaramente); Manunca Gantino, ville Nulvi (* odierno Nulvi. Contrate de Anglona- Chiaramonte); Manunca Guantino, jurato ville Illorai (* villaggio attuale. Curatorie de Anella); Manunca Joanne, ville Capula (* villaggio distrutto « castello » del Meylogu. Contrate de Ardar et Meylogu); Manunca Vilano - de Bosa. Sempre tra i firmatari della Pace di Eleonora è presente il cognome Manichedda, pur nella variante Manicedda: Maniceda Gantino, jurato ville Mahara(Villamar). Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° sec. lo troviamo nella variante Manutha: Manutha Comita (85); postura de servos a San Pietro(donazione di servi).ne nasce una lite (kertidu)per il fatto che Comita Manutha se ne appropria rubandoli (i servi).largaitimi in sos homines Comita Manutha et llevaitimilos.a sa corona de iudike Gosantine in Curcaso = nel tribunale del giudice Gosantine in Curcaso (detto anche Curcas; abitato scomparso, ubicato in agro di Sassari, abbandonato verso la metà del XIV° sec.; Manutha Gantine, testimonius conporu apatissa Massimilla (9), teste in una vendita da parte della badessa Massimilla. Et appus custa binkidura ki li feki, bennerun issos ad mimi et benderunimi omnia cantu vi avian in su saltu de Biosevin.(e dopo questa vittoria vennero loro stessi da me e mi vendettero tutto quanto avevano nel salto di Biosevin - abitato scomparso, ubicato in agro di Uri, oggi Comune della provincia di Sassari, con 3050 abitanti); Manutha Ithoccor, kertu de servis (107): Ego presbiteru Ithoccor de Fravile, tenni corona de donnu Mariane de Maroniu, cun Ithoccor Manutha ca "Comita Catroske lu vendisti a donnu Petru donnikellu, ki fuit intregu de scu. Petru"? Et isse kertaimi ca "Si vendi, cosa mea vendi e de frates meos". (Io prete Ithoccor de Fravile ho fatto causa nel tribunale di donnu Mariane de Maroniu, a Ithoccor Manutha: "Hai venduto Comita Catroske a donnu Petru donnikellu (della famiglia del giudice), che apparteneva interamente a San Pietro"? E mi rispose arrogantemente: "Se ho venduto, ho venduto cosa mia e dei miei fratelli"! Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec., lo troviamo sempre nella variante Manuça o Manutha: Goantine Manutha, prete di Semeston (290), teste in una permuta: Tramutai cun Petru de Serra Boe homines : isse me deitimi pede in Mariane Lasso et pede in Manikella, fiia de Petru d'Orane, servu de S. Nichela; et ego deili latus in Maria Virrake, fiia de Iorgi Virrake.( ho scambiato dei servi con Petru de Serra Boe, uomini: egli mi ha dato un quarto di Mariane Lasso e un quarto di Manichella, figlia di Pietro d'Orani; ed io gli ho dato la metà di Maria Virrake, figlia di Iorgi Virrake. Attualmente il cognome Manunta è presente in 133 Comuni d'Italia, di cui 59 in Sardegna, con maggiore frequenza nel centro nord: Sassari 203, P. Torres 123, Alghero 100, Sorso 68, Olbia 56, Cagliari 30, etc. Manunza è diffuso in 92 Comuni italiani, di cui 38 in Sardegna: Cagliari 173, Sestu 170, Oristano 66, Selargius 52, Calasetta 40, Quartu S. E. 38, etc. Il cognome Manichedda è presente solo in un Comune Sardo: Sorso con un solo nucleo familiare.

MANUS

Manus, molto raro, è tipicamente sardo, del sassarese, di Romana e Sassari, con un piccolissimo ceppo anche a Macomer nel nuorese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo mannus, a sua volta derivato dal latino magnus (grande), meno probabile una derivazione da un soprannome originato dall'espressione sarda prontu de manus (manesco).

MANUSARDI

Manusardi, molto raro, è tipicamente milanese, cognome di una famiglia milanese di banchieri originaria di Caravaggio nel bergamasco, con un piccolo ceppo anche in Valtellina, l'origine etimologica è oscura.

MANZAN

Originario della provincia di Treviso, dovrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere di custode di mucche.

MANZANELLI

Manzanelli è un cognome ormai scomparso in Italia, se ne ritrovano tracce in Sicilia e sembrerebbe anche nelle Marche, potrebbe essere di origini spagnole e derivare dal nome di Manzanares, una città spagnola, che sorge lungo il corso del fiume Manzanarre  a poco meno di una cinquantina di chilometri da Madrid, anche se non si può escludere che l'eventuale ceppo marchigiano possa derivare dal nome del Rio Manzanello un corso d'acqua del bacino emiliano del Reno.

MANZANO

Molto molto raro, tipico dell'udinese, deriva dal toponimo Manzano (UD).

MANZARA

Manzara è specifico del reatino, di Antrodoco e Rieti, con un ceppo secondario anche a Roma, dovrebbe derivare da un'alterazione del termine latino mansus (podere), ma più probabilmente deriva dal termine manzo, intendendo così un allevamento di mucche e buoi, cui la famiglia originariamente si era probabilmente dedicata.

MANZATO
MANZATTO

Manzato, squisitamente veneto, è proprio dell'areale che comprende le province di Treviso e Venezia, Manzatto è tipico di Ceggia nel veneziano, dovrebbero entrambi derivare da un soprannome dialettale veneto legato al mestiere di custode di mucche.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Manzato è cognome veneto che secondo Olivieri, Cognomi Veneti 163, viene dal nome germanico
Manzo.

MANZELLI
MANZELLO
MANZETTI
MANZETTO
MANZI
MANZILLI
MANZILLO
MANZIN
MANZINI
MANZINO
MANZO
MANZON
MANZONI
MANZOTTI
MANZOTTO
MANZULLI
MANZULLO

Manzelli ha un piccolo ceppo nel veronese e nel veneziano, ha un ceppo tra ravennate e forlivese, ed uno tra beneventano e foggiano, Manzello sembrerebbe unico, Manzetti ha un piccolo ceppo a Jesi e Fabriano nell'anconetano ed a Montegranaro nel Piceno, ma il ceppo più importante è nel romano, a Roma, Castel Gandolfo ed Albano Laziale, Manzetto, estremamente raro, ha qualche presenza piemontese nel torinese orientale ed un piccolissimo ceppo nel rovigoto, Manzi è diffuso in tutta l'Italia peninsulare, Manzin è presente a macchia di leopardo nell'Italia settentrionale, nel torinese, nel novarese e milanese, in Veneto nel vicentino, rovigoto, padovano e veneziano, nel goriziano e soprattutto nel triestino, Manzilli, estremamente raro, è del napoletano, Manzillo ha un ceppo a Mondragone nel casertano ed a Napoli e Torre Annunziata nel napoletano, con un piccolo ceppo anche a Galatina nel leccese, Manzini è diffusissimo in tutta la Lombardia, nel veronese e veneziano, nell'udinese e goriziano, in Emilia, soprattutto nel modenese e bolognese e nel fiorentino, Manzino, molto molto raro, sembrerebbe del piemonte orientale e del savonese, Manzo è specifico del meridione e della provincia di Palermo, Manzon sembrerebbe friulano della provincia di Pordenone in particolare, Manzoni è assolutamente lombardo, Manzotti ha un ceppo lombardo tra milanese e bergamasco, uno nel reggiano, uno nell'anconetano e maceratese ed uno nel viterbese e romano, Manzotto è quasi unico, forse marchigiano, Manzulli è pugliese, di Cerignola e Torremaggiore nel foggiano, di Bari e di Taranto, Manzullo, molto raro, ha un piccolo ceppo a Maschito nel potentino e qualche presenza in Sicilia. La derivazione di questi cognomi, sia direttamente, sia tramite forme ipocoristiche, anche dialettali, o accrescitive, è dubbia, potendo sia derivare da un soprannome legato all'allevamento o alla cura o a qualche altro collegamento con i manzi (vitelloni), oppure dal nome medioevale Manso (Mansueto) o dal provenzale Mans, Manz. Un'altra ipotesi li fa derivare dal vocabolo latino medioevale mansum (rimasto) con riferimento allo stato di lavoratore asservito alla terra.

MAPELLI

Specifico dell'area compresa tra Bergamo, Lecco e Milano, deriva dal toponimo Mapello nel bergamasco.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mapelli proviene dalla località bergamasca di
Mapello. L'Olivieri presuppone che il nome del toponimo derivi dalla voce milanese 'mappa' che indicava il cavolfiore e che trovava analogia nel cantonticinese 'mapp' cioè pannocchia di granoturco, assimilabili alla posizione geografica del luogo.

MARA

Mara ha un ceppo a Busto Arsizio ed Olgiate Olona nel varesotto, ai confini con il milanese, ed aVanzaghello nel milanese, un ceppo a Roma ed uno in Sardegna nel sassarese, a Sassari, Porto Torres, Nulvi ed Ozieri, con presenze a Olbia, Cagliari, nel Medio Campidano e nell'oristanese, i ceppi continentali potrebbero essere dei matronimici e derivare da capostipiti chiamate appunto Mara, ma, molto più probabilmente derivano dal nome del paese di Mara nel varesotto, a pochi chilometri ad oriente di Gemonio, il ceppo sardo dovrebbe originarsi dal nome del paese di Mara nel sassarese, posto tra Bosa, Macomer ed Ittiri, probabile luogo d'origine dei capostipiti.

MARABELLI
MARABELLO

Marabelli è tipico della zona tra Milano e Pavia, Marabello è specifico di Messina, potrebbero derivare dal nome medioevale di origine germanica Marabel., ma potrebbe anche, il ceppo lombardo, derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale milanese maravej (marabej = meraviglia) derivato dal latino mirabilis (meraviglioso).

MARABINI

Marabini ha un ceppo tra bolognese e ravennate ed uno nel maceratese, potrebbe derivare dal toponimo Cerrè Marabino nel reggiano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Marabini è cognome di provenienza veneta e d'origine soprannominale; dal veneto
marubio «stizzoso», in forma diminutiva. Molto raro nel Modenese. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

MARABOLI

Specifico del lodigiano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo latino mirabilis (meraviglioso), tramite deformazioni dialettali.

MARADEI
MARADEO

Maradei ha un piccolo ceppo nel potentino, al confine con il cosentino, dove ha un ceppo soprattutto a Mormanno, Morano Calabro, Castrovillari, Cassano allo Ionio, Oriolo, Altomonte e Cosenza, Maradeo, quasi unico, sembrerebbe campano, dovrebbero derivare da un nome medioevale che augurasse ai propri figli di professare l'amore in Dio.

MARAFON

Abbastanza raro è specifico del padovano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato da un vocabolo che starebbe ad indicare una specie di intreccio di giunchi.

MARAGIOGLIO
MARGIOGLIO

Maragioglio è specifico del trapanese, di Mazara del Vallo e di Salemi, Margioglio, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'alterazione del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome con il significato di cattivo loglio, probabilmente ad indicare una caratteristica dei prati vicino all'abitazione del capostipite, o una sua caratteristica.

MARAGLIANO

Abbastanza raro parrebbe avere due nuclei, uno originario nel genovese e uno secondario nell'agrigentino,  potrebbe derivare da un toponimo come Borgo Maragliano (AT) o Tracce di questo cognome si trovano in Liguria già dal 1400, in uno scritto dell'inizio del 1400 si legge che fu grande benefattore dell'Abbazia di S. Siro di Genova il sensale Pasquale Maragliano con una cospicua somma versata nel Banco di S. Giorgio;nel 1600, nel genovese troviamo un capitano di ventura, divenuto famoso, Battino Maragliano; in un atto della metà del 1600 si legge: "...Bartolomeo Maragliano di Antonio Maria e Andrea Testino di Giacomo massari della chiesa di Calvari desiderano far fare una cappella in marmo secondo disegno del maestro "marmararo" Giuseppe Gaggini di Francesco..."; verso la fine del 1600 opera a Genova lo scultore Antonio Maria Maragliano (1664 - 1739).

MARAGLINI
MARAGLINO

Maraglini è praticamente unico e sembrerebbe dovuto ad un'errata trascrizione di Maraglino, che è decisamente pugliese, della provincia di Taranto e di Massafra in particolare, ma ben presente anche a Taranto ed a Noci nel barese, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica dialettale originata dal termine maraglio (ammiraglio, comandante), usata probabilmente in modo scherzoso.

MARAGLIO

Estremamente raro, specifico del bresciano, deriva dal toponimo Peschiera Maraglio (BS).

MARAGNANI
MARAGNANO
MAREGNANI

Maragnani è rarissimo, sembra tipico di Vigevano (PV), Maragnano e Maregnani, estremamente più rari, dovrebbero essere della stessa zona, dovrebbero derivare da un toponimo Maregnano o Mariniano  che potrebbe anche essere l'attuale Melegnano.

MARAGNI
MARAGNO

Maragni ha un piccolo ceppo nel mantovano, Maragno ha un ceppo veneto, in particolare nel padovano e rovigoto, un ceppo ferrarese, uno tra romano e latinense, probabilmente anch'esso di origini venete, ed uno tra materano e tarantino, dovrebbero derivare dal nome medioevale Maranius, di cui abbiamo un esempio in questo scritto relativo all'anno 369: "...Eam vero dominus Maranius scriptam putat circa medium hunc annum, cujus rei praeter rationes a docto et solerti viro productas, non levia apparent indicia, tum ex ipsis ad Damasum, tum ex aliis ad Meletium litteris. ..."ricordiamo con questo nome lo scrittore secentesco Maranius Anianus.

MARALDI
MARALDINO
MARALDO

Maraldi è un cognome tipicamente romagnolo, del cesenate e del ravennate, con massima diffusione a Cesena, ma con presenze significative anche a Ravenna, Forl' e Cesenatico (FC), Maraldino sembrerebbe unico, Maraldo, molto più raro, sembrerebbe tipico del pordenonese, di Cavasso Nuovo in particolare, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale di origine longobarda Maraldus di cui abbiamo un esempio nel X° secolo in una atto di compravendita: "...Memoratorium factum a nos Maraldus et Alcoini, qui est filius quondam Falconi, eo quod ante subscripti testes per bona combenientia tradidit nobis at tenendum et laborandum Iohannes filius quondam Iohanni, qui fuit portarum, una pecia de terra cum aliquanti castaneis,...".

MARAN
MARANA
MARANESI
MARANI
MARANINI
MARANO

Maran è tipico del Veneto, padovano e vicentino in particolare, e dell'udinese, Marana è tipico del vicentino e del veronese e dovrebbe derivare dal toponimo Marano Vicentino (VI), Maranesi ha ceppi nel milane e comasco, nel bresciano, nel bolognese e nel maceratese, Marani è diffuso in provincia di Milano e di Mantova, nel veronese, in Emilia e nelle Marche e dovrebbe avere un ceppo anche in provincia di Roma, Maranini è specifico dell'Emilia, di Ferrara e Portomaggiore nel ferrarese e di Imola e Bologna nel bolognese, Marano è un cognome panitaliano, anche se maggiormente concentrato nel centrosud, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso etnici o ipocoristici, da toponimi contenenti la voce ..marano, peraltro molto diffusi, quali: Marano (TN), (VR), (VE), (PR), (BO), (PE), (AQ), (NA), (BN) e così tanti altri, Maranello (MO), Marano dei Marsi (AQ), Marano di Napoli (NA), Marano Equo (RM), Marano Marchesato (CS), ecc. o dal loro etnico, ma è pure possibile una derivazione dal nome medioevale Maranus di cui abbiamo un esempio in una carta commutacionis del 1222 dove leggiamo: "..Dominus Maranus de Roche de Urino...".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Asigliano Veneto (VI) fin dal 1400, quando tra le famiglie nobili è elencato anche il casato dei Marana.
integrazioni fornite da Stefano Maran
esiste anche un ceppo svizzero del cognome Maran che deriva dal nome di una montagna. nel cantone dei Grigioni, in Svizzera esiste l'altopiano Maran ed una via la maranerstrasse nello stesso cantone e ci sono famiglie con questo cognome.
integrazioni fornite da Paolo Maran
Tracce del cognome Maran si hanno sin dal secolo XII° a San Gottardo di Zovencedo (VI). Maran furono i primi abitanti del piccolo borgo, provenienti presumibilmente dall'attuale Svizzera o addirittura dalla Baviera (San Gottardo fu infatti arcivescovo di Ildesk in Baviera dove morì nel 1038).Ancora oggi Maran è uno dei cognomi più comuni nella zona.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Maranesi è l'etnico del nome locale
Marano, diffuso a larga parte d'Italia. Nel Modenese abbiamo Marano sul Panaro. Più rappresentato a Modena è il cognome Marani, direttamente dal toponimo, assai meno Marano, d'estrazione meridionale, e Maràn di derivazione veneta. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.  In Sicilia, secondo G. Rohlfs 122, il cognome Marano verrebbe dall'antico termine 'marano' = 'schiavo fatto libero'.

MARANCA
MARANGA

Maranca ha un ceppo abruzzese probabilmente originario del teatino, di Ortona, Lanciano e di San Valentino in Abruzzo Citeriore nel pescarese, ed un ceppo a La Spezia, ma quasi sicuramente si tratta di un effetto della migrazione dall'Abruzzo, Maranga, assolutamente rarissimo, è tipico del perugino, qualcuno ipotizza un'origine spagnola che sembrerebbe invece esclusa, potrebbero derivare da nomi di località come quella citata da Ammiano Marcellino nel Res Gestae a Fine Corneli Taciti: "...hoc etiam loco relicto cum ad tractum Maranga appellatum omnis venisset exercitus, prope lucis confinia inmensa Persarum apparuit multitudo cum Merene equestris magistro militiae filiisque regis duobus et optimatibus plurimis. ...", ricordiamo che soprattutto presso i veterani delle legioni romane era in uso aggiungere un cognomen derivato dai nomi delle località dove avevano combattuto con onore.

MARANCI
MARANCIO
MARANCIONI
MARANGI
MARANGIO
MARANGIONE

Maranci, molto molto raro, parrebbe di Siracusa e del siracusano, Marancio e Marancioni, quasi unici sono dovuti ad errori di trascrizione, Marangi è un cognome tipicamente pugliese, del barese, Locorotondo, Alberobello e Bari, brindisino, San Pietro Vernotico, Brindisi, Cisternino, Fasano, Mesagne e Francavilla Fontana e tarantino soprattutto, Martina Franca, Taranto, Crispiano, Massafra, Statte, Pulsano, Grottaglie, Leporano e Lizzano, e nel leccese Lecce, Campi Salentina, Calimera e Nardò, Marangio è tipico del brindisino e del leccese, con un ceppo anche nel napoletano ed uno nel ragusano in Sicilia, Marangione, decisamente pugliese, ha un ceppo a Taranto ed uno a Campi Salentina nel leccese, l'origine di questi cognomi potrebbe essere in alcuni casi da nomi di località come Marangi (BR), o anche da modificazioni dialettali del termine marango termine marinaresco attribuito, dal 1600 circa, a quanti svolgevano lavoro subacqueo nelle navi del tempo, oggi li chiameremmo sommozzatori, secondo alcuni potrebbe derivare da modificazioni del nome composto Maria Agnus, non si può infine escludere del tutto un collegamento con una distorsione del termine marrano (saraceno convertito).
integrazioni fornite da Gianfranco Nassisi
nel dialetto di Taranto
li marangi sono le arance, e tipici della zona sono gli agrumeti. Perchè non pensare che i primi Marangi fossero coltivatori di arance?

MARANDO

Marando è specifico del reggino, di Ardore, Marina di Gioiosa Ionica, Locri, Grotteria, Platì, Bovalino, San Luca e Gioiosa Ionica, dovrebbe essere di origini greche e derivare dal cognome greco Marandos, secondo altri è invece l'italianizzazione del cognome francese Marandon, di probabili origini toponomastiche..

MARANDOLA

Tipico della zona di confine tra il Lazio meridionale e la provincia di Caserta, dovrebbe derivare dal nome del paese di Marandola nel latinense.

MARANGELO
MARANGIOLO
MARIANGELI

Marangelo, molto molto raro, ha presenze a Roma e nel salernitano, Marangiolo è tipico del tarantino, di Pulsano, Torricella e Taranto, Mariangeli, molto molto raro, è della fascia che comprende Marche, Umbria, viterbese, reatino e romano, dovrebbero derivare, anche attraverso modificazioni dialettali o forme arcaiche dal nome Mariangelo, composto dai nomi Angelo con il prefisso Maria o Mario.

MARANGON
MARANGONI

Sembrerebbero avere due nuclei uno nel nordest ed uno in Piemonte e Lombardia, derivano dal vocabolo dialettale marangon (falegname).  Tracce di questa cognominizzazione l'abbiamo ad esempio nel 1534 quando il famoso architetto padovano Andrea Palladio prende in sposa a Vicenza Allegradonna figlia di Marcantonio Marangon, o anche a Vittorio Veneto dove, in un atto del 1586 si legge: "...etperfarla dorar a' ni° batista marangon etfar depenzer à Silvestro depentor etfarla menar dalli Zanchi in chiesa con un car de sabia in tutto Lire 21 e soldi 18...".

MARANIELLO

Maraniello è caratteristico di Napoli, con presenze significative anche a Marano di Napoli e Capodrise, dovrebbe derivare dal nome composto dal nome Maranus (vedi MARAN) e da Aniellus (Agnello sottinteso di Dio) , secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece dal termine marano o marrano (schiavo liberto) il cui nome fosse Aniello, che potrebbe sia derivare dall'espressione Agnello di Dio, sia essere una forma dialettale campana per Angelo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome napoletano di derivazione locale, cioè da uno dei tanti Marano italiani legati alla toponomastica fondiaria romana, in questo caso probabilmente Marano di Napoli. Etimologicamente tutti i toponimi e i relativi frequentissimi cognomi ad essi collegabili derivano dal nome latino
Marius, tranne che in Sicilia dove, secondo G. Rohlfs 122, il cognome Marano verrebbe dall'antico termine 'marano' = schiavo fatto libero.

MARANTA
MARANTI

Maranta, molto raro, è tipico del bergamasco con un piccolo ceppo forse non secondario nel napoletano, Maranti è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome, soprannome medioevale Maranta o Marantus, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medioevale per l'uso del soprannome nell'anno 1106 a Teglio (SO): "Anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi milleximo centesimo sesto, mense decembris, indicione quintadecima. Ego in Dei nomine Crescentio qui dicor Maranta, filius quondam Alboni, de loco Bruse..." e nel 1173 a Brescia per l'uso del nome: "...et per ipsum Mazoccum Obertinum  nepotem ipsius, et Marantam et Daniottum, fratrem suum, et Wizardum filium quondam Iohannis Berardi...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo fin dal 1500 in Basilicata con Bartolomeo Maranta illustre Dottore in medicina e farmacista di Venosa (PZ) nato nel 1500, a Stazzona (CO), nella prima metà del 1600, un tal Giovanni Maranta detto Biancott fu Agostino è Decano del paese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Maranta è cognome diffuso in Lombardia e nel Napoletano. Secondo O. Lurati 316, potrebbe essere una deformazione di '
millanta' = mille, attraverso la forma intermedia *Miranta. Il nome della pianta viene da Bartolomeo Maranta, medico e botanico del XVI° secolo.

MARANTO

Maranto è specifico di Cefalù, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del termine medioevale di origine spagnola marano o marrano, che significa porco, rinnegato e veniva attribuito agli schiavi saraceni liberati dalla schiavitù, a supporto di questa tesi ci sarebbe questo testo ottocentesco belga sulla storia del commercio e della marineria, riferito ai primi anni del 1400: "...La ville de Louvain, animée par la présence d'une nombreuse population ouvrière, possédait alors, selon le témoignage de tous les auteurs, plus de quatre mille métiers a tisser le drap. D'immenses fortunes s'y étaient accumulées, ainsi qu'on peut en juger par le fait suivant, relatif à l'un de ses citoyens. Un marchand, Gauthier van Heremade, ayant été forcé de se rendre en Angleterre pour y conclure certaine opération commerciale, fut attaqué en mer par un pirate, nommé Marantus, et fait prisonnier. Sa rançon, taxée à 4,000 écus d'or, valeur considérable pour l'époque, fut acquittée sans difficulté. ...", ma molto più probabilmente deriva invece da una forma contratta italianizzata del nome medioevale Marantus (vedi MARANTA), anche se non si può scartare l'ipotesi che derivi da un nome di località, come si potrebbe evincere da un atto del 4 aprile 1336, quindi due secoli prima dell'arrivo degli spagnoli in Sicilia, il che porterebbe ad escludere la prima ipotesi, dove leggiamo che, durante il regno di Federico II e Pietro II, il Monastero di Santa Maria di Licodia, di S. Leone e San Marco di Paternò, viene preferito nella vendita di una bottega posta in Paternò quartiere del Borgo o di Santa Maria Maddalena, che già era stata data in enfiteusi a Pietro de Lancesa, che l'aveva venduta ad un certo Giovanni de Maranto senza il consenso del Monastero; ciò per prezzo di onze due e tarì 15 in oro. L'atto viene scritto dal Notaro Filippo de Geremia in Paternò.

MARANZA
MARANZI
MARANZINA
MARANZINI
MARANZINO
MARRANZINI
MARRANZINO

Maranza, estremamente raro, è tipicamente lombardo del basso bresciano, Maranzi sembra essere unico, Maranzina, quasi unico, è triestino, Maranzini, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Marranzini, che, pur rarissimo, ha un ceppo romano ed uno a Santa Lucia di Serino nell'avellinese, Maranzino, estremamente raro, è specifico dell'area che comprende il foggiano, l'avellinese, il salernitano ed il potentino, Marranzino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario dell'avellinese, questi cognomi dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome medioevale latino Marantius, ricordiamo con questo nome lo studioso di fisica del 1300 Petrus Marantius Salernitanus, o anche dal nome ebraico Maranatha, in qualche caso si può anche ipotizzare una derivazione da soprannomi dialettali originati da termini come maranza (arancia).

MARANZANA

Ha un nucleo piemontese concentrato nell'alessandrino ed uno nell'udinese, inparticolare nella zona di Reana Del Rojale, dovrebbero derivare da toponimi come Maranzana (AT) o Maranzanis (UD).

MARANZANO

Molto raro, è tipico del palermitano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale siciliano marranzano (scacciapensieri).

MARAPODI
MARRAPODI

Marapodi, quasi unico, tipico di Roma, è dovuto ad un'errata trascrizione di Marrapodi, che è specifico del reggino, di Roccella Ionica, Stilo, San Luca e Bovalino, dovrebbe derivare da un soprannome greco con il significato di piedi neri, probabilmente attribuito al capostipite per il suo lavoro nelle antiche miniere di carbon fossile, come ad esempio quella di Agnana, sempre nel reggino.

MARASCA
MARASCO

Marasca , molto raro, ha un ceppo nell'anconetano, uno a Roma ed uno a Napoli, Marasco è tipico del sud dove potrebbe avere tre ceppi, uno o due nelle Puglie, uno in Calabria ed uno in Campania, potrebbero derivare dal termine marasca (amarasca, ciliegia selvatica), forse riferito a caratteristiche della località o anche a luoghi con questo nome.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Secondo G. Rohlfs 122, il cognome Marasco verrebbe dal termine salentino '
marascu' = tasso barbasso.

MARASCHI

Specifico del milanese, lodigiano e pavese, di Milano, Melegnano, San Giuliano Milanese e Corsico nel milanese, di Lodi, Montanaso Lombardo e Cervignano d'Adda nel lodigiano e di Vigevano e Pavia nel pavese, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale marasch (mazzuola) ed essere riferito quindi ad un mestiere, come ad esempio quello del muratore o dello scalpellino, forse svolto dai capostipiti.

MARASCI
MARASCIA
MARASCIO

Marasci, estremamente raro, è specifico di Botricello nel catanzarese, Marascia è specifico della Sicilia occidentale, di Mazara del Vallo, Trapani e Castelvetrano e di Palermo, con un piccolo ceppo anche nel teatino, Marascio è tipico della provincia di Catanzaro, di Montepaone, Soverato e Catanzaro, dovrebbero derivare da italianizzazioni del nome arabo e turco Marashi, usato anche presso le popolazioni islamiche della vecchia Jugoslavia ed in Albania.

MARASSI

Sembra avere 3 ceppi, uno nel mantovano ed uno tra goriziano e Trieste, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale marassus (ribaldo) o dal nome marasso (un tipo di vipera).
notizie ulteriori  fornite dal barone Ugo Antonio Bella
Famiglia originaria della Slovenia (Marusic), passata in Italia e precisamente a Genova e Vicenza, occupando cariche importantissime ed
ottenendo concessioni di titoli e feudi..
Blasone: partito: nel primo troncato: a) d'oro, all'aquila al volo abbassata di nero, coronata dal medesimo; b) d'oro, all'albero di verde nodrito sopra la campagna al naturale; nel 2° di rosso, a tre spade manicate d'oro, 2 e 1 con il manico in giù.
Blasone : diviso di verde e d'argento. Corona di Marchese.

MARAVOLO

Maravolo è specifico di Napoli, di origini etimologiche oscure.

MARAZIO

Marazio, ormai quasi scomparso, sembrerebbe aver avuto un'origine meridionale, dove l'origine potrebbe risalire al personale latino Maratius, anche se tracce più recenti si trovano in Piemonte, dove l'origine potrebbe essere dal toponimo Pietra Marazzi nell'alessandrino, il cui nome è a sua volta probabilmente derivato dal nome del popolo dei Marici, i fondatori di Pavia. (vedi anche MARAZZA)

MARAZZA
MARAZZI
MARAZZINA
MARAZZINI
MARAZZO
MARRAZZO

Marazza, molto raro, ha un ceppo nel milanese ed uno nel Lazio, Marazzi è tipico della Lombardia occidentale e dell'Emilia da Piacenza a Modena, Marazzina è specifico della zona tra Milano e Lodi, Marazzini è specifico della zona nord della provincia di Milano, Marazzo, estremamente raro, sembrerebbe ligure, Marrazzo ha ceppi tra napoletano e salernitano, in Calabria tra cosentino , crotonese e catanzarese e nel brindisino, potrebbe trattarsi di variazioni di nomi medioevali come Maro o di forme aferetiche di nomi germanici come Guntmar o Gumaro o Ivimaro, o Franchi come Hincmar, in alcuni casi alcuni di questi cognomi possono derivare da toponimi come Pietra Marazzi (AL).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Marrazzo è cognome meridionale che viene dalla voce calabrese '
marrazzu' = coltellaccio di macellaio. Rohlfs 166.

MARAZZITA
MARAZZITI
MARAZZITO
MARAZZITTA
MARAZZOTTA

Marazzita è tipicamente calabrese, di Roccabernarda nel crotonese e di Galatro nel reggino, Marazziti è quasi unico, Marazzito sembrerebbe proprio unico, Marazzitta, quasi unico, sembrerebbe siciliano, come Marazzotta, che è specifico del nisseno, di Riesi, Gela e Butera, potrebbero derivare da un soprannome originato dal fatto che i capostipiti utilizzassero il marrazzu, termine spagnolo arcaico che indicava una particolare ascia per fare legna, lo stesso termine, nel dialetto calabrese ed anche siciliano indicava invece il coltellaccio da macellaio, indicando così che gli stessi facessero il mestiere di taglialegna o di macellaio.

MARCACCI
MARCACCINI
MARCACCIO

Marcacci ha vari ceppi nell'area che comprende il bolognese, il fiorentino il pisano ed il livornese, il perugino, il teramano, il viterbese ed il romano, Marcaccia, praticamente unico, lo troviamo solo in Molise, Marcaccini ha vari ceppi, uno a Genova, uno nel riminese a Rimini, Riccione, San Giovanni in Marignano e San Clemente e nel pesarese a Sassofeltrio, Mercatino Conca e Fano, uno a Livorno ed a Firenze e Prato ed uno a Roma, Marcaccio ha un ceppo nel Piceno, uno tra romano e reatino ed uno nel casertano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un ipocoristico, da una forma peggiorativa familiare del nome Marcius o Marcus, probabilmente portato dai capostipiti, in qualche caso potrebbero derivare da nomi di località come Marcaccino nel massese.

MARCANGELI
MARCANGELO

Marcangeli è tipico della provincia di Roma, di Roma stessa e di Guidonia Montecelio, Marcangelo, molto molto raro, sembra più caratteristico di Villa Latina nel frusinate, dovrebbero derivare dal nome composto Marco e Angelo, tracce di queste cognominizzazioni nel frusinate si trovano ben radicate almeno dalla seconda metà del 1700.

MARCANI
MARCANIO

Marcani sembra essere unico e parrebbe dovuto ad errori di trascrizione del cognome Marcanio che sembra essere specifico di Celano nell'aquilense con un ceppo anche a Roma, dovrebbero derivare dal nomen latino Marcanius o Marcianus di cui abbiamo un esempio nel vecchio senatore Flavius Marcanius che da oscuro tribuno militare di origine illirica, divenne addirittura imperatore romano d'Oriente a Bisanzio, succedendo a Teodosio I I°, per l'unico merito di averne sposato la sorella Pulcheria.

MARCANTE
MARCANTELLI
MARCANTI

Marcante è tipico di Schio,Thiene, Vicenza, Malo, Torrebelvicino e San Vito di Leguzzano nel vicentino e di Albignasego e Padova nel padovano, Marcantelli, assolutamente rarissimo, è del pistoiese, Marcanti, estremamente raro, parrebbe di Verona e del veronese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da un soprannome dialettale originato dall'attività di mercante praticata dal capostipite, dell'uso in Veneto di questa variante dialettale del termine mercante abbiamo un esempio ne Il Bugiardo del veneziano Carlo Goldoni, così parla Pantalone nella scena Va del terzo atto: "...L'omo civil no se destingue dalla nascita, ma dalle azion. El credito del mercante consiste in dir sempre la verità. La fede xe el nostro mazor capital. Se no gh'avè fede, se no gh'avè reputazion, sarè sempre un omo sospetto, un cattivo marcante, indegno de sta piazza, indegno della mia casa, indegno de vantar l'onorato cognome dei Bisognosi...".

MARCANTONI
MARCANTONIO

Marcantoni ha un ceppo nel basso trentino a Cavedine ed a Trento, uno nelle Marche nel pesarese e nell'anconetano, uno in Toscana ad Arezzo ed uno a Roma, Marcantonio è tipico del centrosud, del Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia, derivano dal nome medioevale Marcantonius, la fusione dei nomi Marcus ed Antonius, di cui abbiamo un illustre esempio con il poeta latino Marcantonius Flaminius nato a Vittorio Veneto nel 1498 e che morì poi a Roma nel 1550, l'unione di questi due nomi è stata resa celebre dal Marco Antonio triumviro, dopo la morte di Cesare, con Ottaviano e Lepido, innamoratosi di Cleopatra avrebbe buttato la sua romanità alle ortiche.

MARCANTUONI
MARCANTUONO

Marcantuoni, assolutamente rarissimo sembrerebbe romano, ma è probabilmente derivato da Marcantuono che è specifico del salernitano, di Campagna ed Eboli, deriva da una forma dialettale campana del nome Marcantonio. (vedi MARCANTONI)

MARCARINI

Potrebbe essere di origini cremonesi o mantovane, ma è diffuso nella zona che comprende le province di Brescia. Bergamo, Cremona e Milano, dovrebbe derivare dal toponimo Marcaria (MN).

MARCASSA

Marcassa è tipicamente veneto, di Venezia e Musile di Piave nel veneziano e di Mogliano Veneto e Breda di Piave nel trevisano, con il termine marcassa, in dialetto trevigiano arcaico, si intendeva uno strumento metallico, che veniva usato, una volta arroventato, per marchiare i pellami ed altro, si può pertanto ritenere che i capostipiti svolgessero questo tipo di compito.

MARCAT
MARCATI
MARCATO

Marcat, molto molto raro, è della zona che comprende il trevigiano ed il pordenonese, Marcati ha un ceppo nel bergamasco a Capriate San Gervasio ed uno in Veneto, a Pojana Maggiore nel vicentino ed a Pressana e Roveredo di Guà nel veronese, Marcato è un tipico cognome veneto del padovano e del veneziano, di Padova, Camposampiero, Campodarsego, Vigonza, Trebaseleghe, Cadoneghe, Saonara, Vigodarzere, Borgoricco, Rubano, Correzzola ed Albignasego nel padovano, e di Mira, Venezia, Mirano, Scorzè, Stra, Noale e Santa Maria di Sala nel veneziano, , potrebbero derivare da un'italianizzazione del termine germanico markabert (possidente terriero), originato dal termine medioevale germanico marka o marha (terra), meno probabile una derivazione dal termine latino marcatus.

MARCECA

Marceca è tipicamente siciliano, di Palermo e Monreale nel palermitano e di Marsala, Trapani, Mazara del Vallo, Erice e Paceco nel trapanese, di origine etimologica oscura.

MARCEDDU

Marceddu è molto diffuso in tutta la Sardegna, deriva da una forma in lingua sarda del nome Marcello, come probabilmente si chiamava il capostipite.

MARCELLI
MARCELLINI
MARCELLINO
MARCELLO

Marcelli è diffuso in tutta la fascia centrale, Marcellini è specifico della fascia centrale che comprende anconetano, perugino, ternano, orvietano e provincia romana, Marcellino ha ceppi in Sicilia ed in Calabria, nel sassarese e nel torinese, Marcello è presente a macchia di leopardo in tutto il sud, ha un nucleo importante nel casertano, in Calabria, nel barese, in Abruzzo, nel Lazio e sembra averne uno anche nel sud della Sardegna, dovrebbero derivare dalla Gens latina  Marcella cognomen della Gens Claudia.  Si hanno tracce di questo cognome fin dal medioevo.  Personaggio famoso di questa famiglia fu il compositore veneziano Benedetto Marcello (1686-1739).

MARCELLIANI
MARCELLIANO
MARCIGLIANO

Marcigliano è specifico del salernitano, di Caggiano, Postiglione e Polla, sia Marcelliani che Marcelliano invece sono praticamente unici, dovrebbero derivare direttamente o tramite alterazioni dialettali dal nome latino Marcellianus di cui abbiamo un esempio in quest'antica lapide romana: "Diis Manibus Valeriae Sinergidi - quae vixit annus XIX, menses septem, dies XX - Titus Valerius Marcellianus coniugi sanctissimae".

MARCHE

Marche è un cognome tipicamente sardo, di Nule e Sassari nel sassarese, con un piccolo ceppo anche nel nuorese a Siniscola e Osidda, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo marche (cicatrice, segno sul viso), probabilmente ad indicare che il capostipite fosse sfregiato.

MARCHEGGIANI
MARCHEGGIANO
MARCHEGIANI
MARCHEGIANO
MARCHESANI
MARCHESANO
MARCHIGGIANI
MARCHIGGIANO
MARCHIGIANI
MARCHIGIANO
MARCHISANI
MARCHISANO
MARCOSANO

Marcheggiani e Marchegiani, molto più diffuso sono tipici dell'Italia centrale, Marchegiano, decisamente più raro e specifico dell'ortonese, e Marchesani sono tipici del chietino, mentre Marcheggiano, rarissimo, sembrerebbe del foggiano, Marchigiani e Marchigiano estremamente rari sono delle Marche, Marchesano e Marchisano sono della fascia costiera della Campania, Marchiggiani, Marchisani e Marchiggiano sono quasi unici e derivano probabilmente da errori di trascrizione, Marcosano è specifico di Matera e di Gravina in Puglia (BA), . Tutti questi cognomi dovrebbero derivare dall'etnico marchigiano (nativo delle Marche).
notizie ulteriori  fornite da Antonio Iarlori
Marchesano - Marchegiano - Marchegiani
Presenti nel Chietino e dovrebbero derivare dal toponimo Marche, il cognome starebbe ad indicare i provenienti dalle Marche e precisamente da Macerata. Il gruppo familiare di cognome patronimico Flamminio emigrò a Frisa (CH) verso la metà del 1600 un nucleo andò a vivere nel comune di San Vito Chietino (CH) assumendo il cognome de Frisa fino alla fine del 1700 per riassumere successivamente il cognome Marchegiano o quello originario di Flamminio. Un nucleo familiare discendente da un certa Vita de Frisa è ancora adesso soprannominata in dialetto Maciarata (Macerata).  Altri nuclei di Marchesani(o) sono presenti nel comune di Lanciano(CH) e limitrofi. Notizie desunte dall'Archivio Parrocchiale di San Vito Chietino (CH) anni 1587/1900.

MARCHESCHI

Marcheschi è specifico di Capannori nel lucchese, con ceppi a Lucca, San Giuliano Terme nel pisano, Livorno e Prato, potrebbe stare ad indicare un'origine veneziana originandosi dal termine marchesco (di San Marco, suddito della Repubblica Veneta), termine di cui abbiamo un esempio d'uso in questo testo del 1500 su Niccolò Macchiavelli: ".. Tutto dì occorre che uno di loro preso si lascia ammazzare per non negare il nome veneziano. E pure iersera ne fu uno innanzi a questo vescovo, che disse che era Marchesco (di San Marco), e Marchesco voleva morire, e non voleva vivere altrimenti, in modo che il vescovo lo fece appiccare; né promesse di camparlo né d'altro bene lo poterono trarre di questa opinione; dimodochè, considerato tutto, è impossibile che questi Re tenghino questi paesi con questi paesani vivi ..", ma non si puyò escludere che possa anche trattarsi di una tipica forma arcaica toscana, con suffisso in -eschi, indicante l'appartenenza dei capostipiti ad un ramo cadetto dei Marchi.

MARCHESE
MARCHESELLI
MARCHESELLO
MARCHESETTI
MARCHESI
MARCHESIN
MARCHESINI
MARCHESINO
MARCHESONI
MARCHESOTTI
MARCHISOTTI

Marchese è panitaliano, ma con un fortissimo nucleo in Sicilia, Marcheselli ha un ceppo milanese, uno nell'area mantovana e parmense, uno tra modenese e bolognese, uno nel pesarese ed uno tra fiorentino ed aretino, Marchesello, quasi unico, sembrerebbe veneto, Marchesetti è specifico del cremonese, di Crema e Moscazzano e di Cologno Monzese nel milanese, Marchesi è tipico dell'area lombardo emiliana, Marchesin è tipicamente veneto, del trevisano, veneziano, pordenonese, padovano e rovigoto, Marchesini è tipico dell'Italia settentrionale, con ceppi anche nelle Marche e nel Lazio, Marchesino è rarissimo e sembrerebbe dovuto ad un errore di trascrizione di Marchesini, Marchesoni è trentino, Marchesotti è specifico dell'alessandrino, Marchisotti, sicuramente piemontese, è tipico della fascia verticale che dal verbanese, attraverso il novarese e l'alessandrino arriva al genovese. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, più o meno dialettali, o dal nome medioevale Marchese di cui abbiamo un esempio in un Libellum dell'anno 1147 a Milano: "Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo quadragesimo septimo, mese iulii, indictione decima. Placuit atque convenit inter Marchesem et Azettum, infantuli, germanos et filios quondam item Azobelli, qui dictus fuit Bullio, de civitate Mediolani, ipsi qui supra Azetti infantuli consentiente suprascripto Marchese, fratre et tutore suo, seu et per datam licentiam et publicam auctoritatem Amizoni...", o da soprannomi originati dall'aver, il capostipite, un qualche rapporto con una famiglia nobiliare, in qualità di servitori o mezzadri; potrebbe anche in qualche caso essere riferito al portamento o a caratteristiche di somiglianza o atteggiamenti da marchese.
integrazioni fornite da Tibère Gheno - France
Marchesin è un cognome veneto, in certi casi è possibile che questo cognome derivi da Marchese, ma non credo che sia il caso più comune, come si può constatare con i Marchesin di San Nazario, provincia di Vicenza. Nel Veneto non c'era tanti Marchesi, invece Marco era un nome dei più correnti con San Marco come patrono di Venezia. Questa famiglia nasce con Marco figlio di Antonio Belenzon, di San Nazario, sposato circa nel 1442, con Viridi fu Pessati, di Solagna. Due figli nasceranno : Bartolomeo e Giovanni che saranno conosciuti come Marchesin. Solo la discendenza di Giovanni rimarrà con il cognome Marchesin, invece quella di Bortolo diverrà Mocellin. Giovanni Marchesin e suo fratello Bortolo muoiono, con altri valligiani, nei primi giorni del giugno 1509 a Torre di Solagna, quando la popolazione del Canale di Brenta opporrà una strenua resistenza contro i tedeschi della Lega di Cambrai. In questo caso vediamo quindi che Marchesin è un diminutivo di Marco, "piccolo Marco". In diversi atti notarili del 1400 Marco è quasi sempre chiamato Marchesinus/Marchesini o Marchesin e qualche volte Marcus o Marco.
Bibliografia :
Archivio di Stato di Vicenza e Bassano del Grappa, Fondo Notarile di Bassano,
archivi parrocchiali del Canale di Brenta, etc.
Don Franco Signori, Storia di Pove e dei Povesi, 1985, pag. 57, note 3 & 4.

MARCHESIELLO

Marchesiello ha un ceppo a Marcianise nel casertano ed uno che sembrerebbe secondario a Foggia, dovrebbe derivare da un ipocoristico dialettale del nome medioevale Marchese (vedi Marchese).

MARCHET
MARCHETTA
MARCHETTI
MARCHETTINI
MARCHETTO
MARCHI
MARCHINI
MARCO
MARCON
MARCONCINI
MARCONE
MARCONI
MARCOTTI

Marchet è tipico di Feltre nel bellunese, Marchetta è presente a macchia di leopardo al sud con un piccolo ceppo a Roma e nel piacentino, Marchetti è diffusissimo al centro nord, con un possibile ceppo anche nelle Puglie, Marchettini ha un piccolo ceppo a Piacenza ed a San Secondo Parmense, uno a Prato e Firenze, uno a Narni e Terni nel ternano, ed uno a Magliano Sabina nel reatino ed a Roma, Marchetto, anch'esso molto diffuso, è più propriamente veneto, delle province di Vicenza, Padova, Treviso e Friuli, Marchi è molto diffuso in tutto il settentrione, Marchini è della zona lombardo emiliana, Marco, presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, ha un ceppo nel torinese ed uno nel goriziano, Marcon è tipicamente veneto, Marconcini ha un ceppo nel veronese e nel vicino mantovano e vicentino ed un ceppo toscano, soprattutto nel pisano e nel fiorentino, con buone presenze anche nel livornese, e nell'aretino, Marcone è tipico del centrosud continentale e della Liguria, Marconi è di tutto il centro nord, Marcotti è tipicamente emiliano, di Piacenza, Parma e, nel piacentino di Cortemaggiore, Monticelli d`Ongina e Cadeo. Tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici, anche compositi, dal praenomen latino Marcus o dai suoi derivati medioevali come ad esempio Marchettus di cui abbiamo un esempio con il compositore e teorico della musica Marchettus Paduanus (1270-1335). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Milano negli atti del 1630 relativi al PROCESSUS CRIMINALIS CONTRA DON JOANNEM GÆTANUM DE PADILLA et ceteros impinctos de aspersione facta Mediolani Unguenti pestiferi: "... Respondit, hò visto praticar con lui un Gio. Battista Marchetto, et uno Spagnuolo piccolo vestito di baretino, giovine, quale veniva à cercarlo dove lavorava, particolarmente venne una volta al Carobio, et un'altra a S. Simone, che cosa poi li dicesse non lo sò, perche lo tirava in parte, e li parlava....".

MARCHIANA
MARCHIANI
MARCHIANO

Marchiana è quasi unico, forse romano, Marchiani ha un ceppo a Parma, uno nel ravennate a Ravenna e Faenza, uno nell'anconetano a Loreto ed Osimo, uno nel fiorentino a Firenze, Lastra a Signa, Campi Bisenzio e Scandicci ed uno a Roma, Marchiano ha un ceppo nel savonese, ad Andora ed Alassio, ed uno nel palermitano a Carini e Palermo, dovrebbero derivare dal cognomen latino Marchianus, di cui abbiamo un esempio d'uso in un antico testo: "...Utique non er e eo, quia bonus temporo sui odio, et coaetaneus suo invidentia commendo posteritas. nemo noster, qui nosco, asser quoniam non er contradico, aut quam moto non contingo, aut stadium pertranseo, aut quia terra moto, quoniam omnis secundum Heraclitus moto contingo; cujus, sicut ajo Marchianus: ex cujus omnis primordialis compono foro contendo. et hic quidem accipio era opinio veterasco, is ipse quam vetus: et noster longo probabilis et fidelia, is quam noster era, reprobator. ...".

MARCHICA

Tipicamente siciliano Marchica ha un ceppo nell'agrigentino ad Agrigento, Porto Empedocle, Favara, Raffadali e Joppolo Giancaxio, ed uno nel palermitano a Termini Imerese e Palermo, dovrebbe derivare dal nome slavo Marcika o Marcsika, un equivalente del nome latino Marcella.

MARCHIO'

Marchiò è presente a macchia di leopardo con piccoli ceppi sporadici nell'Italia settentrionale, dovrebbe trattarsi di una forma apocopaica dialettale di nomi come Marchionus o dei suoi derivati Marchione o Marchionne, dell'uso di questa forma nominale abbiamo un esempio a Venezia nel 1462 quando in un atto viene citato un certo Marchiò Grimani, a Firenze in un testo del 1565 si cita un certo Marchiò Sessa veneziano.

MARCHIONE
MARCHIONI
MARCHIONIBUS
MARCHIONNA
MARCHIONNE
MARCHIONNI
MARCHIONNO
MARCOIONNI

Marchione ha un ceppo a Pescina (AQ) e nel chietino tra San Buono, San Salvo e Vasto, a Roma ed a Sora (FR), uno nel casertano tra Sparanise, Francolise e Santa Maria Capua Vetere, e Aquara (SA), ed uno a Palermo, Marchioni ha ceppi in Veneto a Vittorio Veneto (TV) e Vodo Cadore (BL), uno a Brescia, in Emilia a Bologna, Monghidoro, Castel di Casio e Porretta Terme, uno a Roma e nel rietino ed a Napoli, Marchionibus è assolutamente rarissimo, Marchionna ha un ceppo abruzzese a Castel di Sangro (AQ), ma il nucleo principale è in Puglia e nella vicina Basilicata, a Ginosa (TA), (Capurso e Cellamare nel barese, ed a Brindisi, Marchionne ha un ceppo abruzzese nel pescarese a Pescara, Civitella Casanova, Montesilvano e Spoltore, ma il nucleo principale è nel Lazio a Sezze (LT), Roma e Latina ed a Napoli, Marchionni è diffusissimo in tutta la fascia centrale che comprende la Toscana, le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo ed il Lazio, Marchionno, molto raro, è invece specifico del chietino di Colledimezzo e Paglieta, Marcoionni, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo toscano ed uno nel maceratese, derivano dal nome medioevale Marchionus o Marchione, forma derivata dal nome composto Marcus Johannes (Marco Giovanni), trasformato poco dopo in Marchionne di cui abbiamo un esempio a Milano in una Carta Vendicionis del 1135: "Anno dominice incarnationis milleximo centesimo trigesimo quinto, mense octubris, indictione quartadecima. Constat nos Marchionem qui dicor de Subtus Porticu, de civitate Mediolani, et Fitiam, iugales, qui professi sumus lege vivere Longobardorum, mihi que supra Fitie ipso Marchione...".

MARCHIORI
MARCHIORO
MARCHIORRI

Marchiori è molto diffuso nel Trentino e in tutto il Veneto, Marchioro, decisamente veneto, è specifico dell'area che comprende vicentino e padovano, Marchiorri, molto molto raro, ha un ceppo nel ternano ed uno forse non secondario nel modenese, derivano dal nome medioevale Marchioro di cui abbiamo un esempio a Vicenza con "Marchioro Coldipello quondam Francesco nodaro pubblico d'autorità veneta", nome a sua volta derivato dal nome tardo latino Melchior (vedi Melchior), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad Este (PD) fin dal 1600.

MARCHISI
MARCHISIO

Marchisi, assolutamente rarissimo, parrebbe del nord, Marchisio sembrerebbe specifico del Piemonte, dovrebbero derivare dal nome medioevale Marchisius di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in una Carta iudicati del 1186 a Meda (MI): "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo sexto, indicione quarta. Ego in Dei nomine Marchisius qui dicor Cotta de loco Lazate, qui professus sum lege vivere Longobardorum, presens presentibus dixi...".
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Marchisi, rarissimo, si riscontra prevalentemente nel milanese, Marchisio, molto più comune del precedente, ha un vasto epicentro in Piemonte, con ceppi maggiori nel torinese e nel cuneese e ceppi minori nell'astigiano e nell'alessandrino, entrambi questi cognomi derivano da una variante arcaica o dialettale del nome medievale
Marchese, nato in segno d'onore e di prestigio sulla base dell'omonima carica politica (così come i nomi medievali Principe, Imperatore, Senatore, etc.); sebbene improbabile, tuttavia, in alcuni casi non si può escludere una derivazione diretta dal titolo di marchese, ad indicare o la carica detenuta dal capostipite o, più probabilmente, un qualche tipo di rapporto che univa quest'ultimo a un marchese. Ad ogni modo, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti.

MARCI
MARCIA
MARCIAS
MARCIS

Marcia e Marcis sono abbastanza rari e specifici del cagliaritano, Marci oltre che nel cagliaritano è presente anche nel nuorese, Marcias ha un ceppo a Terralba, Uras e Mogoro nell'oristanese ed a Cagliari, potrebbero derivare da soprannomi basati sul termine marcia (mantice), forse ad indicare che i capostipiti lavorassero presso un fabbro, ma potrebbero anche essere di origine spagnola, essendo improbabile una derivazione dalla gens latina Marcia o Marzia.

MARCIANESI

Abbastanza raro potrebbe essere originario dell'anconetano e deriverebbe dal toponimo Montemarciano (AN).

MARCIANO
MARCIANO'

Marciano è specifico della provincia di Napoli, Marcianò parrebbe avere due ceppi in Sicilia, uno nel messinese ed uno nel palermitano, il primo deriva dal toponimo Marciano (CE) o Marcianofreddo (CE), il secondo potrebbe derivare dalla gens latina Marcia che in Sicilia aveva delle proprietà.

MARCIGAGLIA

Estremamente raro, forse veronese.
ipotesi fornite da Enrico Marcigaglia
Potrebbe derivare da un nome latino Marcius della Gens Gallia, forse il nome di un legionario.

MARCOALDI
MARCOVALDI

Marcoaldi ha un piccolissimo ceppo nel Piceno, ma il ceppo principale è laziale, del romano, di Roma, Montelibretti ed Allumiere, e del viterbese, di Canino, Viterbo e Tuscania, Marcovaldi è tipicamente romano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Marcovaldo, a sua volta derivato dal nome medioevale germanico Markwald composto dai termini mark (territorio confine) e walt (potenza, forza), con il significato di potente difensore dei propri territori.

MARCOLEONI

Marcoleoni è decisamente veneziano, molto molto raro, dovrebbe derivare dal nome Marcoleone composto dal nome Marco, il protettore di Venezia e da Leone che ne rappresenta il simbolo, del cui uso abbiamo un esempio nel 1500: "...Puer Ioachimus septennis literarum elementa in patria didicit, sub Alexandro Marcoleone, ludi apud Studtgardianos moderatore. Mox anno aetatis decimo tertio Dolam Burgundia a parentibus missus est, cum duobus Dapiferis de Walpurg...", troviamo traccia di questa cognominizzazione anche a Pula in Istria nella seconda metà del 1700 con il canonico e vicecurato della locale cattefrale Don Leone Maria Marcoleoni.

MARCOLFI
MARCOLFO

Marcolfi e Marcolfo sono entrambi assolutamente rarissimi, sembrerebbero del centronord Italia, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine germanica marculfus di cui abbiamo un esempio in San Marcolfo del 500, riportiamo un frammento del testo sulla sua vita: "...Incolebatur autem eadem insula paucissimis colonis ; in qua etiam religiosissimus vir, Helibertus nomine, nimiae rigore abstinentiae sese macerans, morabatur; cujus tugurium vir Domini Marculfus cum beato Romardo intrans diu cum eo, asperam cordis contritionem exercendo, vitae speculativae inhaeserunt....".

MARCOLIN

Marcolin è tipicamente veneto, molto diffuso nel vicentino, padovano, trevisano e veneziano e nel pordenonese, ma comunque ben presente nelle altre province venete e nell'udinese, potrebbe trattarsi di una forma ipocoristica veneta del nome Marco, ma, molto più probabilmente, si tratta di un soprannome derivato dal vocabolo veneziano arcaico marcolin, con il quale si chiamava il soldo veneto nel periodo immediatamente precedente e di poco successivo alla caduta della Serenissima Repubblica Veneta, forse ad indicare scherzosamente nel capostipite una persona poco abbiente o di poca importanza.

MARCOLLI
MARCOLLO

Marcolli è tipico del varesotto, di Mornago, Varese, Solbiate Arno ed Azzate, Marcollo è un cognome del Canton Ticino, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica del nome Marco, probabilmente portato dal capostipite.

MARCOLONGO

Sembrerebbe avere due ceppi, uno principale nel padovano e vicentino ed uno nel pescarese, dovrebbe derivare da un soprannome Marco detto il lungo potrebbe essere diventato MarcoLongo.
notizie ulteriori  fornite da Leopoldo Marcolongo
Il cognome Marcolongo deriva da Foza (Vicenza). La stirpe di Marcolongo deve la sua origine non a un nome, ma ad un soprannome. Lo troviamo la prima volta, ad un Gianese (Giovanni) soprannominato Longo, il figlio di costui, Marco, verrà chiamato, appunto, Marco Longo e i suoi discendenti, figli e nipoti di Marcolongo.  Nel 1481 Marco Longo è a Valstagna in casa del capostipite dei Signori, un certo mastro Guglielmo sartor, detto il Signor, per mettersi d'accordo col figlio Giovanni e i fratelli Scalco e Giacomo per un carico di cinquanta piane di ventiquattro piedi di lunghezza ciascuna per 17 lire e 9 soldi, da consegnare come al solito alla posta o luogo consueto alla consegna del legname (A.S.Vi., Atto Not. Battista Ferrazzo, 6 aprile 1481).  Nella convicinia del 1591, Marcolongo si fa trovare sulla Piazza di Foza, davanti alla casa dei Ceschi, insieme allo zio paterno Bonato, fratello pare di Gianese e figlio di un altro Marco... (A.S.Vi., Atto Not. Battista Ferrazzi, 15 giugno 1591).  

MARCONATO

Specifico delle province di Padova e Treviso, deriva dal praenomen latino Marcus tramite modificazioni dialettali.

MARCONETTI

Molto raro, probabilmente di origini abruzzesi, potrebbe esserci anche un ceppo originario nel lodigiano, non è da escludere un'origine medioevale o rinascimentale francese dal nome Marconnet, ma potrebbe anche più semplicemente derivare dal nome Marco tramite modificazioni.

MARCORA
MARCORELLI
MARCORELLO
MARCORI

Marcora è un cognome tipico del milanese  e del varesotto, di Busto Arsizio in particolare, Marcorelli ha un piccolo ceppo nel centro Italia ed uno nel Salento, Marcorello è quasi unico, Marcori è decisamente toscano di Santa Croce Sull'Arno nel pisano e di Firenze, Empoli e Scandicci nel fiorentino, Marcorio, quasi unico, è del Salento, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici,  dal nome medioevale Marcorius, Marchora, un'alterazione del nome romano Mercurius.di quest'uso abbiamo un esempio in quest'atto del 1262: "..  et Iohanne fratribus tarenos Amalfie sex super duabus domibus eorum inferius finibus declaratis, a domina Marchora tarenos Amalfie tres super infrascripta domo sua subscriptis finibus declarata ..".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Marcora è cognome piemontese e lombardo, probabile riflesso del nome greco
Hermagoras. Toponimo: Marcòra (La -), fossa e fiume, Pertengo di Vercelli.

MARCOTULLI
MARCOTULLIO

Marcotulli è specifico del Lazio, di Roma in particolare, ma anche di Tivoli, Valmontone, Frascati nel romano e di Fara in Sabina nel reatino, e del Piceno, di Fermo e Porto Sant'Elpidio, Marcotullio, meno diffuso, è specifico di Roma, di Anagni nel frusinate de L'Aquila e del pescarese, di Penne, Pescara, Montesilvano e Civitaquana, questi cognomi dovrebbero derivare dal praenomen e nomen latino Marcius Tullius, probabilmente portato dai capostipiti, ricordiamo il più famoso: Marco Tullio Cicerone.

MARCOVECCHIO

Marcovecchio sembrerebbe molisano, dell'iserniese, con un ceppo anche nel foggiano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal nome del capostipite Marco e probabilmente da essere il vecchio o rispetto ad altri omonimi o in senso assoluto.

MARCUCCI
MARCUCCIO

Marcucci è diffuso in tutta la fascia centrale e nel Salento, Marcuccio, molto raro, ha un ceppo nel casertano ed uno nel Salento, derivano da variazioni del Praenomen latino Marcus, dell'uso medioevale di questo nome troviamo tracce in uno scritto pisano del 1293, dove leggiamo: "...lo dicto Conte Galasso condannò, e fece impiccare per la gola, in tra i quali fue Marcuccio Saramento. Messere lo Conte Guido da Monte Feltro Podestà di Pisa..."; tracce di questa cognominizzazione le troviamoa Follonica nel grossetano nel 1500: "...Ghigiotti Athanasius, quem Aloysius Torelli Marcucci nominat, natione Italus, Patria Fullonicensis, Alumnus Congregationis Ilicetanae,...".

MARCUSSI
MARCUTTI
MARCUZ
MARCUZZI
MARCUZZO

Marcussi e Marcutti sono quasi unici, Marcuz è tipico di Pordenone e della sua provincia, Marcuzzi è decisamente friulano, molto diffuso soprattutto ad Udine, Ragogna, Forgaria nel Friuli, San Daniele del Friuli, Pozzuolo del Friuli, Mortegliano e Tolmezzo, ma presente in misura significativa anche nel pordenonese a Fiume Veneto e Spilimbergo, Marcuzzo è specifico del trevisano, del pordenonese e dell'udinese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme patronimiche friulane in -uss-, -utti e -uzz- del nome Marco si riferiscono quindi alle famiglie dei figli di un Marco. (vedi anche CUZZI)

MARDEGAN

Specifico del trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mardegan è cognome veneto che Olivieri 202 interpreta come
Marco-degàn. Degàn, Degàni, è anch'esso cognome veneto che significa in genere 'decano' ma per i degani veneziani: 'ministeriali o riparii, o gastaldi'.

MARELLI

Assolutamente lombardo, potrebbe discendere dall'aferesi di nomi medioevali di origine germanica come Valdemaro o Condulmaro, è estremamente improbabile che derivi dal cognomen latino Maro portato ad esempio da Publius Vergilius Maro.

MAREMONTI

Molto raro, potrebbe essere di origini pugliesi

MARENCO
MARENGHI
MARENGO

Marenco è molto diffuso in tutto il Piemonte centromeridionale ed in Liguria, Marenghi è specifico della zona tra Parma e Piacenza, Marengo molto diffuso in Piemonte e Liguria, è specifico del torinese e cuneese, possono derivare dal nome medioevale Marencus, di cui si hanno tracce in atti fin dal 1100. da toponimi come Marengo presenti sia nel mantovano che nell'alessandrino, ma è anche possibile che derivino dal termine Marici, popolazione antichissima insediatasi nei territori delle attuali province di Cuneo e Torino, Marengo starebbe ad indicare della stirpe dei Marici.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale nel 1184 in un atto d'investirura scritto in Sartirana (PV): "...Suprascriptus donnus abbas, consensu fratris Enrici de Marenco , hanc investituram fecit et hoc breve fieri rogavit. ..." e nel 1256 a Bologna, dove l'alessandrino Manfredo Marengo è Podestà.

MARENDA

Marenda ha un piccolo ceppo nel cuneese a Cortemilia e Cherasco, uno nel varesotto a Cassano Magnago e Gallarate, uno nel bresciano a Leno, Brescia e Manerbio ed uno a Dueville nel vicentino, potrebbe derivare dal nome medioevale Marenda, di cui abbiamo un esempio d'uso nella Chronica monasterii Casinensis dell'anno 1024: "...Seguenti etiam anno Benedictus quidam cum uxore sua Marenda de Castello Monte Metulo fecit oblationem suam in hoc monasterio de ecclesia Sancti Iohannis que sita est in finibus eiusdem castri iusta fluvium Trinium...", o anche da un soprannome basato sul termine dialettale sia piemontese che lombardoveneto marenda (merenda), probabilmente a sottolineare l'abitudine dei capostipiti di fare abitudinariamente un pasto intermedio nel pomeriggio, di quest'uso abbiamo un esempio in un processo per stregoneria del 1630: "...Credo fossimo in Verva, et vi erano tutte le sudette. Ancora ho cognosciuto Mighina, moglie di Antonio Cottolo, tutte le volte. Et si chiamavamo hora l'una, hora l'altra. Ancora ho cognosciuto Domeniga, detta la Marenda, due volte in Madroffa, da puoco tempo in qua, et sarrà circa quattro anni che la ho cognosciuta. Ancora ho cognosciuto Polonia del Folonaro, quasi tutte le volte. Ancora ho cognosciuto le sorelle di Abondio del Sartor, cioè Christina, Domeniga et Maria. ..." ed in un testo relativo sempre all'anno 1630 e sempre a Bormio in Valtellina: "...Il giorno seguente il consiglio deliberò la cattura, «per li sospetti che si hanno per la morte di messer Antonio Cottolo di Semogoµ, di Tonio di Balserino de Maiol, autore del delitto e di Appollonio, detto il Marenda, complice ..".

MARENDOLI

Cognome ormai quasi estinto, di origini valtellinesi ed etimologia incerta, si hanno tracce nel 1600 a Mazzo di Valtellina (SO) di un certo Matteo Marendolo in qualità di Decano del paese.

MARENZI
MARENZIO
MARENZO

Marenzi è tipicamente lombardo, di Castelli Calepio e Calcinate nel bergamasco, di Milano, Cremona, Brescia e di Voghera nel pavese, con un piccolo ceppo anche a Padova, Marenzio e Marenzo sono praticamente unici, dovrebbero derivare dal nome medioevale Marentius, di cui abbiamo un esempio in un epigramma medioevale: "..Nec te Reinerus, nec te Marentius artem Aptius hanc doceant: sint licet ambo boni...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel bergamasco almeno dal 1500, leggiamo nei Diari Bergamaschi: "Die predicta [5 octobris 1512] iussi sunt a d.no Provisore Bergomi adire Venetias de mandato Dominii Veneti spct.les d.ni Michael Maldura, Girardus della Sale, Clemens de Vertua, doctores, Amelius de Soltia, Obertinus de Vegiis, Johannes Jacobus de Mutio, d.nus Oliverius Augustus doctor, d.nus Leonardus Marentius, Jacobus Marentius, Baldessar del Follo, ...", nel 1561 troviamo a Lovere il podestà Ventura Marentius, nel 1583 alla stessa carica nel 1583 sale Hieronimus Marentius quondam Annibalis, sostituito l'anno successivo da un Camillus Marentius.

MARENZONI

Marenzoni è specifico di Parma e del parmense, dovrebbe derivare da una forma accrescitiva del nome medioevale Marentius (vedi MARENZI), tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Incudine nel bresciano verso la fine del 1200 con il notaro Albertino Marenzoni, citato in alcuni atti locali.

MARES

Mares è un cognome tipicamente veneto dell'area del basso bellunese, di Belluno, Ponte nelle Alpi, Sedico e Cesiomaggiore, con un ceppo anche a Maser nel trevisano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Mares Pises di Ponte nelle Alpi o da Mareson di Zoldo Alto, entrambi nel bellunese.

MARESCA

Maresca, presente anche in provincia di Sassari, Taranto ed in Sicilia, ha un nucleo principale a Roma ed in Campania a Napoli, Piano di Sorrento, Vico Equense, Sant`Agnello, Meta, Castellammare di Stabia, Sorrento, Torre Annunziata, Massa Lubrense e Salerno, potrebbe derivare da nomi di località caratterizzati dalla presenza di piante di particolari tipi di ciliegio che producono appunto le maresche o marasche, ma è pure possibile siano originati da soprannomi derivati da caratteristiche comportamentali del capostipite, dal carattere acidulo ed amaro come una maresca.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Solopaca nel beneventano nel 1600 con il notaio Vincenzo Maresca, nella seconda metà del 1700 a Napoli con il falegname e scultore ligneo Carlo Marasca, a Castellammare nella prima metà del 1800 troviamo il notaio Filippo Maresca. Il casato dei Maresca annovera duchi e marchesi, il Duca di Serracapriola, Antonio Maresca Donnorso, ambasciatore in Russia del Re di Napoli Ferdinando IV° nel 1779 noto anche per la sua frequentazione del Conte Cagliostro.

MARESCALCHI
MARESCALCO
MARISCALCO

Marescalchi è specifico dell'Emilia e Romagna, in particolare di Bologna Crevalcore e San Giovanni in Persiceto nel bolognese, di Castelnovo ne' Monti nel reggiano, di Ravenna e di Cento e Ferrara nel ferrarese, Marescalco, molto più raro, ha un ceppo a Isola di Capo Rizzuto e Santa Severina nel crotonese ed uno a Noto ed Avola nel siracusano, Mariscalco ha un ceppo a Palermo, dovrebbero derivare dal termine medioevale mareschalchus o marescalcus originato al vocabolo antico alto tedesco marahscal composto dai vocaboli marah (cavallo) e skal (dovere o servire, ma anche colui che cura, ministro), con il significato inizialmente di Custode dei cavalli, stalliere o Maestro di scuderia e che poi divenne una carica importante nell'esercito, comandante delle guardie di palazzo o comunali, che in seguito prese il nome di maresciallo, un esempio dell'uso di questo termine come massima carica militare lo troviamo in questo scritto del 1326: "MCCCXXVI dominus Azo Vicecomes filius domini Galeaz Vicecomitis domini Mediolani et cetera cum exercitu MCC Theutonicorum vel circa recessit de civitate Mediolani et transivit per districtum Papie, Bobii et Placentie, volens ire ad castrum Burgi Sancti Donini, et transivit iuxta castrum Florinzole, ubi tunc erat dominus Guglielmus de Biron tunc marescalcus generalis gentium Ecclesie cum tribus milibus armigeris, qui de Placentia pridie exierant causa dimicandi cum dicto domino Azone;...", da questo scritto del 1259 si evince che a questo termine corrispose anche una carica feudale: "Chunradus Secundus Dei gratia Jerusalem et Syciliae Rex, Dux Suevie. Omnibus ad quos presens 5 pagina pervenit, gratiam suam et bonam voluntatem. Presentibus profitemur, quod nos ex innata nobis clementia dilecto Fideli nostro Inclito Comiti Ulrico de Wirtemberg officium et omne jus Mareschalci, quod ad nostrum Ducatum per totam Sueviam dinoscitur pertinere, Advocatiam in Ulma, et judicium in Pyersse, quae nobis a Comite Harthmanno de Dilingen, qui viam adiit carnis universe, vacare ceperunt, contulimus liberaliter et benigne. ..".

MARETTI
MARETTO

Maretti, molto raro, è del ravennate, Maretto è tipico del padovano, potrebbe derivare dal diminutivo dell'aferesi di nomi germanici come Adhemarus, Baldemarus o Dimarus, o celtici come Cimarus, Guinhumarus o Potomarus, o del cognomen latino Ivimarus.  Tracce di questo nome le troviamo nel 1500 a Venezia con il monaro (mugnaio) Maretto Segatto.

MARFELLA
MARFELLI

Marfella è specifico di Napoli, con ceppi anche a Pozzuoli, Quarto e Mugnano di Napoli, Marfelli, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si potrebbe trattare del frutto di un errore di trascrizione del cognome Marsella , dovuto alla grafia arcaica della s, molto simile ad una f,  potrebbe però, anche se meno probabile, derivare da una modificazione dialettale del cognome francese Marfain. (vedi anche MARSELLA)

MARFISA

Marfisa, estremamente raro, parrebbe del napoletano anche se sembra esistano tracce non recenti in Sicilia, dovrebbe derivare dal nome femminile italiano Marfisa risalente all'epica cavalleresca, nell'Orlando furioso Marfisa è una Guerriera mora sorella gemella di Ruggero, come possiamo leggere appunto nel romanzo cavalleresco citato: "...Or quivi ritrovandosi Marfisa, che d'uscire alla giostra avea gran voglia, ed era armata, perché in altra guisa è raro, o notte o dì, che tu la coglia; sentendo che Ruggier s'arma, s'avisa che di quella vittoria ella si spoglia se lascia che Ruggiero esca fuor prima: pensa ire inanzi, e averne il pregio stima...", si tratterebbe quindi di una forma matronimica.

MARFOGLI
MARFOGLIA

Marfogli, praticamente unico, dovrebbe essere una forma alterata del cognome Marfoglia, che è caratteristico di Pesaro, con un piccolo ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare dal nome medioevale Marfoglius, Marfoglia, di cui abbiamo un esempio a Perugia nella seconda metà del secolo undicesimo, con il Marchese di Monte S. Maria Franciscus Luce Marfogli Guidutii.

MARGARI

Margari è tipico del Salento, di Nardò, Racale, Galatina, Taviano, Casarano, Soleto e Melissano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Margarius di cui abbiamo un esempio nel Vita De Leonis X di Paolo Giovio: "...Processerant Cardonius et Prosper Columna vastabundi usque in proximum Venetiis litus, nusquam prodeunte in aciem Veneto duce, ita ut a Margario aggere pilae tormentis maioribus emissae, ad ipsam usque urbem pervenirent...".

MARGARITA
MARGARITI
MARGARITO
MARGARITONI
MARGHERITA
MARGHERITI
MARGHERITO
MARGHERITTI

Margarita ha un ceppo a Travesio nel pordenonese, uno nel reatino a Cittareale ed a Roma, uno in Campania a Napoli, Cardito, Frattamaggiore e Grumo Nevano nel napoletano, uno nel salernitano a Cava de' Tirreni e Salerno, e nel casertano ad Aversa, Succivo, Sant'Arpino e Casaluce, ed un piccolo ceppo anche a Taranto, Margherita ha un piccolo ceppo a San Giorgio a Nogaro nel basso udinese, uno altrettanto piccolo ad Aprilia nel latinense, uno tra napoletano e salernitano ed uno nel tarentino a Taranto, San Marzano di San Giuseppe, San Giorgio Ionico e Grottaglie, Margariti, molto molto raro, ha un ceppo nel reggino ed uno molto piccolo tra cremonese e bresciano, che probabilmente non è che una variante del più diffuso Margheritti, che è specifico del cremasco a Crema e di Treviolo nel bergamasco, Margarito ha un piccolo ceppo nel salernitano ed uno decisamente più consistente nel leccese a Nardò, Racale, Ruffano, Salice Salentino, Montesano Salentino, Castrignano del Capo e Casarano, ed a Brindisi, Margaritoni, quasi unico, sembrerebbe del perugino, Margheriti ha qualche presenza nel cremasco, un ceppo a Chiusi nel senese, uno a Terni, uno a Roma ed uno nel brindisino, in particolare ad Erchie, Margherito è specifico del Salento, di Racale nel leccese e di Brindisi, dovrebbero derivare, direttamente o tramite accrescitivi o alterazioni dialettali, dal cognomen latino Margaritus, Margarita o, soprattutto per i ceppi meridionali, dal nome greco Megareites (originario di Megara, città dell'Attica nell'antica Grecia), ricordiamo con questo nome l'ammiraglio che guidò la flotta lombarda verso la fina del dodicesimo secolo e che per questo venne chiamato "Rex maris aut Novus Neptunus".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Margherito è derivato del nome, personale e di fiore,
Margherita. Nome che i primi Cristiani trassero dal latino 'margarita(m)', antico grecismo (margarítes) di origine orientale col valore di "perla".

MARGHERON

Margheron è tipicamente napoletano, di origini francesi dovrebbe derivare dal nome francese Margueron, un diminutivo del nome Marguerite (Margherita o Margherito) usato nella zona settentrionale della Francia.

MARGIOTTA
MARGIOTTE
MARGIOTTI
MARGIOTTO

Margiotta è molto diffuso nel centronord, a Roma ed a Cervaro nel frusinate, a Pratola Peligna e Sulmona nell'aquilano, a Napoli e ad Agropoli nel salernitano, a Potenza, Baragiano, Muro Lucano ed Avigliano nel potentino, a Lecce, Galatina, San Cesario di Lecce, Vernole, Lequile, Galatone, Trepuzzi, Monteroni di Lecce, Nardò e Ruffano nel leccese, a Bari, Canosa di Puglia, Bitonto e Castellana Grotte nel barese, a Martina Franca e Taranto nel tarantino ed a Foggia, a Dinami nel vibonese ed a Catanzaro, ed in Sicilia nel trapanese a Mazara del Vallo, Castelvetrano, Mazara e Campobello di Mazara, a Sciacca nell'agrigentino, a Palermo e Biscquino nel palermitano ed a Mazzarino nel nisseno, Margiotte è ormai scomparso in Italia, Margiotti è tipico del romano, di Valmontone e Roma e di Pofi nel frusinate, Margiotto è quasi unico, dovrebbero derivare da termini arcaici basati sull'alterazione ipocoristica di provenienza relativa al vocabolo latino medioevale maricius (zona acquitrinosa di acqua prevalentemente salmastra, palude), ad indicare probabilmente che i capostipiti fossero arrivati da zone paludose o da litorali marini caratteristici per le acque basse.

MARGON

Margon, molto molto raro, è tipico di Novaledo (TN), dovrebbe derivare dal toponimo Margoni (frazione di Novaledo), molto meno probabile un collegamento con Margone (TN) (frazione di Vezzano).
ipotesi fornite da Daniel Margon
il cognome potrebbe trarre origine dal termine latino
margo, marginis, che significa semplicemente margine, limite, un'altra possibile derivazione, quella che secondo me va privilegiata, è che lpossa originarsi da un termine del tedesco antico che designava un particolare tipo di pietra, dalla consistenza molto dura.

MARGONI

Margoni è tipicamente trentino di Trento e Vezzano sempre in trentino, dovrebbe derivare dal nome della frazione Margone di Vezzano, che dovrebbe essere la località d'origine dei capostipiti.

MARGOZZI

Margozzi sembrerebbe specifico di Guidonia Montecelio nel romano, potrebbe derivare dall'italianizzazione del nome medioevale Marguzius, di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1200 nel bresciano: "In Cristi nomine. Die mercurii ultimo exeunte agusto. Presentia horum hominum quorum inferius continentur nomina.  Acerbinus de Cascuino,  Razus eiusdem loci, Iohannes Novoie, Maioccus, Bellesanus de Cascuino,  Lafrancus eiusdem loci,  Albertus Marguzii.. Marguzius de Cascuino, Desideratus de Ceredo, Bonacursus illius loci, Martinus de Sovernico, Albertus Favacius, Mazarinus de Sovernico, Martinellus de Porlis, Zambonus eiusdem loci, Avostus de Porlis, Lafrancus Fasus, Iohannes Botarellus, Galapinus de Porlis, Zambonus Lungus.. ..isti omines suprascripti de universitate Vallii, pro ipsa universitate Vallii et nomine ipsius universitatis, ordinaverunt et constituerunt istos sindicos sive actores seu procuratores, scilicet Iohannem Presbiteri et Baiamundum de Porlis, contra don Albertum, abatem monasterii Sancti Petri in Monte, et contra quemlibet gerentem, nomine ipsius monasterii, specialiter de facto wadie quem ipse petit ipsi universitati pro .XXVII. denariis quos ipsa universitas solita est ei reddere anuatim, et generaliter de omni eo quod ipse abas vellet vel posset dicere contra ipsam universitatem, vel ipsa universitas contra don Albertum, abatem predicti monasterii, vel contra quemlibet gerentem, nomine ipsius monasterii, ita quod predicti sindici habeant plenariam vim et potestatem tam in agendo quam in excipiendo sive causando et in defendendo contra predictum don Albertum, abatem ipsius monasterii, vel aliquem alium gerentem, nomine ipsius monasterii, et generaliter ad omnia alia in predicto placito sive placitis que ad invicem inter se facerent necesaria facienda, et taliter quod unius de supradictis sindicis resencia supleat vicem alterius absentis, sicut ipsa universitas vel homines de Valio habent vel habere possent. Actum est hoc in platea de Valio. Anni Domini .MCC., inditione tercia. Interfuere Albertus Blondini et Albertus Favacii et Martinus Girardi, omnes de Bernago, rogati testes. Ego Bonapax Gavardi notarius rogatus hoc breve scripsi.".

MARGOZZINI
MERGOZZI

Margozzini, quasi unico, sembrerebbe dell'area del varesotto e del verbanese, Mergozzi, praticamente unico, è del verbanese, dovrebbero derivare, sia direttamente che tramite una forma etnica, dal nome del paese verbanese di Mergozzo.

MARGUTTI

Distribuito a macchia di leopardo, ha sicuramente più ceppi, forse uno nel milanese, uno nel ferrarese ed altri in Italia, il nucleo originario è forse dell'Italia centrale. Il cognome dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale margutto (sempliciotto, sciocco) in uso nelle Marche, Umbria e Lazio fin dal 1400. Un Margutto scultore ligneo è presente con una sua opera del 1600 nella pinacoteca di Fermo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Per Olivieri 144 Margutti deriva dal francese
Margot.

MARI

Mari è molto diffuso in tutto il centronord, ma con piccoli ceppi anche in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, l'ipotesi di derivazione più probabile è dall'aferesi di nomi come Valdemaro, Ademaro o simili, secondo alcuni i ceppi del sud potrebbero derivare dall'aferesi di soprannomi originate da caratteristiche del comportamento.

MARIAN
MARIANELLI
MARIANI
MARIANINI
MARIANO

Marian è specifico dell'area che comprende il trevisano ed il veneziano, Marianelli è del pisano con un ceppo nella provincia di Roma, diffusissimo in tutto il centro nord ed in Puglia Mariani, Marianini, molto raro, ha ceppi nel bresciano, nell'alessandrino e nel fiorentino, Mariano invece è più specifico del sud, penisola salentina in particolare, derivano, direttamente o tramite ipocoristici o modificazioni dialettali, dal nome medioevale Marianus di cui abbiamo un esempio negli Annales Pisani dell'anno 1104: "...Hujus nostrae donationis in primis testis est Deus, deinde Gonnari donnicellus, et Petrus, et Marianus donnicelli, et Torchitore similiter , et Arzocoor de Carcaso Curatore de Ciutta, et Cumita de Gonnale, et Zerchis de Rovo et Orzocor de Rovo, et Constantine de Rovo. ...".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Barbarano Vicentino nel 1711 in un verbale di accadimento accidentale: "...Maria figlia di Agostin Marian, portatasi a Pozzolo per provvedersi di saldame, gli cadè una somma del medesimo sopra la vita dal quale restò soffocata...".

MARIANESCHI

Marianeschi è tipico di Marsciano nel perugino e di Terni, dovrebbe derivare dal fatto di essere stato il capostipite un discendente, probabilmente appartenente ad un ramo cadetto, dei Mariani, il suffisso -eschi sta infatti ad indicarne l'appartenenza, troviamo tracce di questa cognominizzazione nel 1500 in un atto di vendita di un terreno a ulivi da parte di un certo Tranquillo Marianeschi che lo vende al cardinale Bartolomeo Cenci il 14 gennaio 1579.

MARICA

Marica è tipica di Cagliari e Monserrato nel cagliaritano, di Sant'Anna Arresi nell'iglesiente e di Gesturi nel Medio Campidano, con un ceppo anche a Roma.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MARICA: cognome raro, il cui significato ed etimo permangono nell'incertezza. Esiste la voce campidanese
màriga, che significa recipiente di ceramica per liquidi, che, solo a Mogoro, è chiamata màniga, forse perché è caratterizzato dal manico (ansa) il cui etimo deriva dal latino manicum o manica derivato a sua volta da manus. Sa màriga generalmente presenta due anse o manici. La voce si usa  inoltre come unità di misura enologica e corrisponde, per i viticoltori del Campidano, a 50 litri: una màriga de binu = 50 litri di vino. Màniga, oltre che manico, ha pure il significato di mucchio di covoni (mannugos o mannugus), di grano ad esempio: 5 per l'esattezza, cioè quanti se ne possono stringere con un solo braccio. In latino poi troviamo Marìca, ma si tratta del nome di una ninfa dei boschi: lucus Marīcae, nei pressi di Minturno. Che ha ben poco a che vedere col nostro cognome! Non abbiamo altri suggerimenti!  Troviamo il cognome nelle carte antiche della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, è presente, Marica (de) Nicolao, ville Mogoro. Proprio a Mogoro, dove oggi sa màriga è chiamata sa màniga?  Attualmente il cognome Marica è presente in 49 Comuni d'Italia, di cui 22 in Sardegna: Cagliari 35, Santannarresi 12, Gesturi 11,  Monserrato 9, Sassari 9, Capoterra 9, Alghero 8, etc.

MARICONDA

Mariconda è tipico di Serino e dintorni nell'avellinese, con ceppi anche nel napoletano e salernitano, dovrebbe derivare dai toponimi Mariconda di Pompei nel napoletano o Mariconda di Scafati nel salernitano, il nome Mariconda, come nome di località, è diffuso in tutt'Italia, dal nord al sud.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto del 1392 a Salerno, ad opera di un certo notaio Andrea Mariconda, nel 1470 nasce a Napoli il celebre giureconsulto Diomede Mariconda.

MARICONTI

Specifico dell'area che comprende le province di Milano, Lodi e Cremona, potrebbe derivare dal toponimo Ca' de' Mari (CR).

MARIGLIANO

Marigliano è tipico del napoletano con ceppi anche nel salernitano, nel romano, nel cosentino e nel leccese, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Marigliano nel napoletano.

MARIGNANI
MARIGNANO

Marignani ha un ceppo tra senese ed aretino ed uno tra maceratese ed ascolano, quest'ultimo potrebbe derivare dal nome della località Marignano di Toffia nel reatino, Marignano, quasi unico, parrebbe toscano e dovrebbe derivare, assieme al primo, dal nome della località di Colle Marignano nella Val d'Arno.

MARIN
MARINELLO

Specifici del Veneto, Marin e Marinello, il primo in tutta l'area vicentino, padovana, trevisano, veneziana, il secondo in particolare nel padovano, derivano dal cognomen latino Marinus (Marinellus) o dal successivo nome medioevale Marino (Marinello).

MARINA
MARINACCI
MARINACCIO
MARINI
MARINIS
MARINO
MARINONI
MARINUCCI

Marina è molto raro, non si evidenziano ceppi principali, si può solo presumere un'origine nel ragusano e forse nel genovese, Marinacci dovrebbe avere più di un ceppo, quello originario dovrebbe essere del perugino, ma sembrano esserci anche ceppi secondari nel Lazio e nel foggiano, Marinaccio è specifico del foggiano, Marini è diffuso in tutto il centro nord ed in Sardegna, Marinis è quasi unico Marino è molto diffuso in  tutt'Italia con grossa prevalenza al centro sud, Marinoni è assolutamente lombardo, Marinucci sembra essere specifico degli Abruzzi, con presenze significative anche nelle Marche, in Umbria, Lazio e nella provincia di Campobasso, derivano tutti dal cognomen latino Marinus o dal successivo nome medioevale Marino. I Marinoni vengono citati in un'iscrizione del 1216, collocata a Lurago Marinone (CO), nell'antica parrocchia di San Giorgio, che riporta essere un tal Giulio Marinoni uomo nobilissimo. Li troviamo nel 1373 a Desenzano, tra i notabili del paese, in alcuni casi potrebbe esserci una connessione con il vocabolo marina (litorale) e starebbe ad intendere che la località di dimora del capostipite era prossima ad un litorale. Fra le carte del Codice Diplomatico della Lombardia si trovano tracce del cognome Marinoni, già nel 1175, in un atto notarile leggiamo che un certo  Gibuino, preposito della chiesa e canonica di San Giorgio al Palazzo, in presenza di cinque chierici e canonici della stessa, con l'assenso di Ariprando Guigerius, suo avvocato in questo negozio, e di Giorgio Corbus e Spada de Marinonis, estimatori, dà a livello perpetuo sine ullo fìcto a Martino de Casate, di Milano, tre appezzamenti di campo in Salvanesco, nelle località Clausura, ad Vigiusam, in Gazolo, rispettivamente di tredici pertiche e otto tavole e mezzo, una pertica e ventidue tavole, una pertica e diciassette tavole e mezzo, al prezzo di tredici lire e quindici soldi di denari buoni milanesi terzoli, somma che la chiesa impiega per acquistare da Gaido Faxolo la terra de la Turre, ma che il preposito consegna a Roberto Brema, il quale vanta un credito dal detto Gaido. Il proposito dà poi guadia di difendere questo contratto e pone come fideiussore il predetto Spada.
stemma forni0e da Juan Carlos Marino-Montero

MARINARI
MARINARO

Marinari è presente a macchia di leopardo nel centrosud, con un nucleo importante nel livornese e pisano, Marinaro è diffuso in tutto il sud e nel genovese, derivano dal mestiere di marinaio, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel cosentino in uno scritto del 1600: "...Ego Ioanne Alfonsus de Pizzutis Xagius ad contractui Iudex interfui, et afirmo ut supra. Io Gio:Iacovo Marinaro affermo,...".

MARINATTO

Marinatto è tipico di Udine, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dialettale arcaica in -atto, suffisso che sta per il figlio di, riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati Marino.

MARINCOLA
MARINCOLO
MARINGOLA
MARINGOLO

Marincola ha un ceppo a Roma ed uno a Cirò Marina nel crotonese ed a Rossano nel cosentino, Marincolo è tipico del cosentino, di Rossano e Paludi, Maringola, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo a Napoli e presenze nel cosentino, Maringolo, ancora più raro, ha anch'esso qualche presenza nel napoletano e nel cosentino, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche originate sul nome medioevale Marencus o Marengus (vedi MARENCO), troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1500 con il sacerdote Gian Paolo Marincola, nativo di Taverna nel catanzarese, che diventerà poi vescovo di Teano nel casertano.

MARINELLI

Molto diffuso in tutt'Italia, deriva dal nome medioevale Marinellus, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1116 a Gudo: "...quintus campus dicitur in valle de Marinello, est ei: a mane Sancti Petri...", ma è pure possibile una derivazione da toponimi come Marinella (SP) o Marinella di Selinunte (TP) o simili. Troviamo trecce di questa cognominizzazione nell'elenco degli studenti dell'Università di Perugia nell'anno 1572 dove troviamo un certo Fabius Marinellus.

MARINIC
MARINICH
MARINIG
MARINIGH

Marinic e Marinich sono friulani e quasi unici, Marinig è specifico dell'udinese, di Prepotto, Bagnaria Arsa, Cividale del Friuli e San Pietro al Natisone, Marinigh è tipico di Cividale del Friuli, questi cognomi dovrebbero derivare da fome patronimiche o matronimiche slave, dove il suffisso -ic, -ig, -igh stanno per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato Marin o la cui madre si fosse chiamato Marina. (vedi MARIN).

MARINIELLO

Mariniello è tipicamente campano, di Napoli, Caivano, Acerra, Poggiomarino, Marano di Napoli, Giugliano di Campania e di Cardito nel napoletano, di Aversa, Lusciano, Parete, Cesa e cancello ed Arnone nel casertano, di Nocera Inferiore e Castel San Giorgio nel salernitano, con un ceppo anche nel potentino a San Fele ed Atella, dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome Marinello, ipocoristico del nome Marino (vedi MARIN).

MARINOSCI

Marinosci è tipico dell'area salentina, di Francavilla Fontana soprattutto, di Mesagne e di Brindisi nel brindisino, di Alliste nel leccese e di Taranto e Martina Franca nel tarentino, dovrebbe derivare da una forma di appartenenza dialettale riferita al nome Marino, probabilmente il capostipite apparteneva ad un ramo cadetto di una famiglia Marino.

MARIO
MARION
MARIONE
MARIONI

Mario ha un piccolo ceppo nel bresciano, uno nel padovano e nel bellunese, ed uno tra romano, latinense, casertano e napoletano, con una piccola presenza nel barese, Marion ha un ceppo veneto nel trevigiano soprattutto e nel veneziano, ed un ceppo a Trieste, Marione, assolutamente rarissimo, è dell'Italia settentrionale, probabilmente del Veneto e dell'area ligure, piemontese, Marioni ha un ceppo tra pavese e milanese, uno nell'udinese, ed alcuni piccoli ceppi nello spezzino, nel perugino ed in Toscana, tutti questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite una forma accrescitiva dal nome latino Marius, ricordiamo il famosissimo personaggio storico latino, il Mario della guerra civile contro Silla: "..Hoc deerat unum populi Romani malis, ut iam ipse intra se parricidale bellum domi stringeret, et in urbe media ac foro quasi harena cives cum civibus suis gladiatorio more concurrerent. Aequiore animo utcumque ferrem, si plebei duces aut, si nobiles, mali saltem ducatum sceleri praebuissent. Tum vero-pro facinus-qui viri! qui imperatores! decora et ornamenta saeculi sui, Marius et Sulla, pessimo facinori suam etiam dignitatem praebuerunt. ..".

MARIOLI
MARIOLO

Marioli ha un ceppo lombardo ad Esine nel bresciano e presenze significative a Talamona nel sondriese, a Lungavilla nel pavese ed a Milano, ed un ceppo nel perugino a Città di Castello, Tuoro sul Trasimeno e Perugia, Mariolo, più raro, ha solo un ceppo a Palermo, ma molto importante, questi cognomi potrebbero derivare da una forma ipocoristica Marìolus o Mariollus, del nome latino Marius, uso di cui abbiamo traccia ad esempio nel comasco, dove in un atto del 1538, tra l'altro, leggiamo: ".. Menichus filius condam Ixepi Menici de Nusio, Mariolus filius condam Zanis de Cavaliono, Stephanus Menici de Romano, Iohannes Augustini de Tura, ..", ma non si può anche pensare che in rarissimi casi possa invece derivare da un soprannome originato dal termine mariuolo (birbante, ma anche ladro), cosa comunque altamente improbabile. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio già nella seconda metà del 1300 a Bormio (SO) con il notaio Fioramonte Mariollus.

MARIOTTI
MARIOTTINI
MARIOTTINO
MARIOTTO

Mariotti è diffuso in tutto il centro nord, Mariottini è specifico della zona che comprende tutta la Toscana, l'Umbria, il viterbese ed il romano, Mariottino, quasi unico, potrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, o ad una forma meridionale dello stesso, Mariotto è specificatamente veneto, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Mariotus o Mariottus modificazioni del nomen e cognomen latino Marius, ne abbiamo un esempio in uno scritto del 1400 con: "...Franciscus de Benzonibus e Mariotus de Pistorio ..." o a pesaro in questa lapide del 1532: "Mariottus De Sajano armis moribus et fama integerrimus amicus pacis et pauperum omnia sua bona huic Ecclesiae reliquit et suis sumptibus hoc nobile coenobium a fundamentis erigendum curavit aetatis suae anno LXX obit MDXXXII".

MARITAN
MARITANI
MARITANO

Maritan è tipicamente veneto, di Padova soprattutto e del padovano, di Casalserugo, Albignasego, Ponte San Nicolò, Selvazzano Dentro ed Arzergrande, del veneziano, di San Donà di Piave e Chioggia e del trevisano, di Vedelago e Paese, Maritani, molto molto raro, è di Vicenza, Maritano è piemontese, del torinese, di Giaveno, Torino, Avigliana, Sant'Ambrogio di Torino, Chiusa San Michele, Cumiana, Valgioie, Collegno e Rivalta di Torino, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Maritanus, una forma aferetica di samaritanus, di cui abbiamo un esempio nel V° secolo con lo scrittore latino Maritanus Capella, ed il secolo successivo con Maritanus de Sancto Alosio di Tortona, nome usato in ricordo del buon samaritano evangelico, in qualche caso potrebbero anche derivare da nomi di località come Maritani di Cumiana o Rocca Maritano, tutti nel torinese.

MARITATA
MARITATI
MARITATO

Maritata, quasi unico, è del napoletano, Maritati è tipico della punta del Salento, di Nardò, Lecce, Alezio, Copertino ed Ugento nel leccese, Maritato ha un ceppo a Roma e Frosinone, uno nel napoletano a Brusciano, Napoli e Marigliano, uno nel cosentino, a Cetraro, San Marco Argentano, Cassano allo Ionio e Malvito, ed uno a Catania, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale centromeridionale maritate (mescolate con qualcosa di più nobile o saporito), forse ad indicare nei capostipiti persone che sposandosi si fossero elevate di rango, inserendosi in una classe sociale più elevata.

MARIUSSI
MARIUTTI
MARIUTTO
MARIUZZI
MARIUZZO

Mariussi, quasi unico è della zona della provincia di Venezia al confine con il Friuli, Mariutti è tipico di Venezia e del Friuli, Mariutto, più raro, è delle province di Venezia e Pordenone, Mariuzzi, molto molto raro, è tipicamente friulano, Mariuzzo, decisamente del veneziano, con presenze significative anche nel trevigiano e nel Friuli, si tratta di forme patronimiche dialettali venete e friulane del nome Mario, stanno ad indicare le famiglie dei figli di un Mario.

MARIZ
MARIZZA

Specifico altoaltesino, di Laives (BZ) in particolare, Mariz, decisamente goriziano Marizza, dovrebbero derivare da Mazitza località e fiume balcanico, e risalire all'epoca della calata dei bulgari al seguito del re longobardo Alboino, giunti in Italia attraverso la via Postumia.

MARLETTA

Sembra specifico siciliano, probabilmente originario del catanese, potrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome Marlius di cui abbiamo tracce a Napoli nel 1700 con lo scrittore Marlius Pisanus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Marletta, diffuso a Catania, Messina, Siracusa ma anche in Calabria e a Napoli, viene dal toponimo
Marletta in zona di Catania. Rohlfs 123.

MARLIA

Molto molto raro è tipico di Lucca e dintorni, dovrebbe derivare dal toponimo Marlia di Capannori (LU), meno probabile una derivazione dall'apocope del nome medioevale Marlianus.

MARMIROLI

Marmiroli è specifico della zona che comprende il Mantovano, il parmense, il reggiano, il modenese ed il bolognese, in particolare: Suzzara e Pegognaga nel mantovano, Reggio Emilia, Scandiano, Casalgrande, Albinea, Montecchio Emilia, Campagnola Emilia e Correggio nel reggiano, Carpi nel modenese e Bologna, dovrebbe derivare dal nome del paese mantovano di Marmirolo o anche in molti casi dal nome di Marmirolo. una frazione di Reggio Emilia.

MARMUGI

Marmugi è tipicamente toscano, di Empoli, Vinci e Firenze nel fiorentino e di Livorno, potrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale stante ad indicare che i capostipiti provenissero da Forte dei Marmi nel lucchese.

MARNINI

Abbastanza raro è tipico del milanese e alto lodigiano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale marnin o marnon (cassettone dove si riponeva una volta la farina), legato probabilmente al mestiere del capostipite.

MAROCCO
MARROCCO

Marocco ha un nucleo principale nel torinese, uno in Friuli ed uno molto importante nelle province di Roma, Frosinone e Latina, Marrocco ha un nucleo laziale nelle province di Roma, Frosinone e Latina, con ceppi nel Salento ed in Sicilia, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Maroch (Marocco) molto diffuso, ma è pure possibile in molti casi una derivazione dal nome di alcune località chiamate Marrocco, come tante presenti un pò in tutt'Italia, dal settentrione all'estremo meridione ed alla Sicilia, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Formia nel 1300, il 15 novembre 1354 "Gio. di Gregorio, abbate del m(o)n(aste)ro et caetera col consenso di Ruggieri, vescovo di Gaeta, (concede) a Pietro Marrocco, figlio del quondam Pietro de Gismondo de Marocco Castellonese, di una possessione con orticello, casa, palmento e navello, posto a S. Maria della Noce.".

MARODER

Maroder è  un cognome tipico di Pordenone, l'origine etimologica di questo cognome è dubbia, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale germanico maro (stanco, madido di sudore), attraverso il termine tedesco marode (sfinito, spossato), ma non si può escludere una connessione con il termine tedesco marodieren (saccheggiare, depredare), da cui il vocabolo maroder potrebbe assumere il significato di brigante.

MAROLA
MAROLLA

Marola ha un piccolo ceppo tra veronese, vicentino e padovano, ed uno nell'aquilano, Marolla ha un piccolo ceppo veneto a Chiuppano nel vicentino, uno a Roma e Latina, ma il nucleo più consistente si trova nell'area che comprende il campobassano, il foggiano ed il barese, in particolare a Termoli nel campobassano, a San Severo nel foggiano ed a Giovinazzo ed Andria nel barese, potrebbe derivare da un'alterazione del nome medioevale germanico Maroldus, Marolda, ma abbiamo traccia anche della presenza in epoca tardo latina del cognomen Marollus, come possiamo riscontrare in questo brano di un poema epico medioevale sulla conquista delle Gallie da parte dei Romani: "..Congrediamur, ait; primae sociata juventae haec fuit in nostris Turonum collusio campis. Neve putes vilem, qui cum decernere ferro expetis: ortus ego serie Marollus avorum nobilium, bellisque fuit mea cognita virtus. Ipse etiam tibi sum Marivaltus. Regius insit alter eques, factis ego Belga superbus avitis haud fuerim, proprias malo mibi quaerere lauros. ..", una terza possibilità, soprattutto per il ceppo meridionale, è che possa trattarsi dell'italianizzazione del cognome spagnolo Marola di cui abbiamo un esempio d'uso a Berga in Catalogna in un atto del 1421: "Notum sit cunctis quod ego Petrus Marola, carnifex ville Berge, ex certa sciencia confiteor et recognosco vobis Johannis de Pecanins, parrochie ecclesie Sancte Marie de Olost vicensem diocesis, XXVIIII solidos monete barchinonense de terno racione bestiarii, scilicet pro resta precii unius bovis et capre, quos a vobis emi, habui ed recepi. Et ideo renuciando excepcioni dicte peccunie non numerate et ex certa sciencia predicta vobis non debite et dictorum bovis et capre non habitorum et non receptorum et doli malo, promitto et convenio predictos vigintinovem solidos solvere vobis...".

MAROLDA
MAROLDI
MAROLDO

Marolda è tipico del potentino, di Venosa, Muro Lucano, Lavello e Potenza, con piccoli ceppi anche a Pozzuoli nel napoletano ed a Battipaglia nel salernitano, Maroldi e Maroldo, quasi unici, sembrerebbero settentrionali, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico Maroldus, Marolda, di cui abbiamo un esempio d'uso in Puglia nel 1100 dove troviamo un Maroldus come vescovo di Ostuni (BR) dal 1182 al 1185 e nel barese in uno scritto del 1278: "..quod tertio post mandatum nostrum apud Melfiam, presentaturi si coram predicto iudice Francisco, debeant se conferre...; quibus per eundem iudicem Franciscum de mercede laboris eorum de pecunia curie... provideri volumus, prout aliis scappatoribus... nomina vero... sunt hec: videlicet de Caurato Maroldus scappator, Bernaba, Matheus filius eius et Marcus frater eius; de Terlicio Fi l i g r i s i u s , Laurentius et Bartholomeus de Arricarro ..".

MARONESE

Maronese è specifico dell'area trevisana, pordenonese e veneziana, di Mansuè, Fontanelle ed Oderzo nel trevisano, di Annone Veneto e Portogruaro nel veneziano e di Pravisdomini nel pordenonese, dovrebbe stare ad indicare la provenienza dal paese di Maron, frazione di Brugnera nel pordenonese, da parte dei capostipiti.

MARONGIU

Molto diffuso in tutta la Sardegna, dovrebbe derivare dal nomen latino Maronius, di cui abbiamo un esempio in questa iscrizione di epoca imperiale: "anno secundo Neronis imp marci calendis pasus est martirium in hoc loco illipulitano / electus ad hunc efectum sanctus Hiscius apostoli Iacobi discipulus cum suis discipulis  / Turilo Panuncio Maronio Centulio permedium ignem  in quo vivi ambusti fuerunt eternam / vitam petentibus transivere ut lapides in calcem conversi fuerint quorum pulvus in huius / sacri montis cavernis iacent qui ut racio postulat in eorum memoriam veneretur" è pure possibile una derivazione da un antico toponimo. Tracce illustri di questa cognominizzazione le troviamo nel 1478 anno della sconfitta a Macomer del Marchese Antaldo Alagon e del Visconte di Sanluri da parte del sassarese Angelo Marongiu, capitano dell'esercito aragonese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Marongiu deriva da
marra (zappa). Su marongiu è l'atto dello zappare, sa marradura, la zappatura. È un cognome largamente presente nelle carte antiche, nelle quali compare come Marongio, Marongiu o Maroniu, quasi sempre preceduto da "de" ad indicare la provenienza. Tra i firmatari della Pace Di Eleonora *LPDE del 1388, vi sono 5 Marongio (de) e 15 Marongiu (de), dei quali ricordiamo: Marongio (de) Leonardo, jurato ville Putu Majore e Marongio(de) Guillermus, de Aristanni ; con Marongiu: Marongiu (de) Mirai, majore (sindaco) ville Barumini, Marongiu (de) Guantino, majore ville de Sorefa (Gorofài - Contrate Montis Acuti) e Marongiu (de) Juliano, majore ville Pereuas (Perfugas - Contrate de Anglona). Nel Condaghe di S. Nicola di Trullas, *CSNT, sono citati 6 Maroniu, tra i quali ricordiamo, Dericor de Maroniu, in cuia corona vinkit (nella cui Corona - Tribunale - vinse). Nel Condaghe di S. M. Di Bonarcado, *CSMB, è menzionato Maroniu Gunnari, arciprete di Santa Giusta (30). Nel Condaghe di S. Pietro di Silki sono nominati 4 Maroniu, tra i quali riportiamo: donnu (titolo nobiliare che si dava ai membri della famiglia reale) Mariane de Maroniu, curatore de corona, kertu de servis ( - 100° -curatore del tribunale, giudice o funzionario regio in una lite per la spartizione della servitù). Nella storia contemporanea ricordiamo Marongiu Giovanni, di Cabras (1929 - 1993), docente universitario di Diritto Amministrativo e ministro della Repubblica per il Mezzogiorno nell'ultimo governo Andreotti 1990 - 1991. Attualmente, il cognome Marongiu è presente in Sardegna in 188 Comuni su 377.

MARONI

Dovrebbe avere tre ceppi, il più importante nel milanese, Brianza e comasco, uno nel forlivese ed uno nel Piceno, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale maron (grossa castagna, ma anche errore, castroneria).
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Non si può escludere anche un'origine toponomastica del cognome che deriverebbe dal nome del paese bresciano Marone che is trova sulla riva sinistra del lago di Iseo. I Maroni bresciani sono presenti sia nella parte pianeggiante della provincia di Brescia che in Valcamonica a Temù e a Ponte Di Legno. Una diramazione dei Maroni bresciani potrebbero essere i Maroni valtellinesi presenti soprattutto a Sernio (SO), mentre il ceppo trentino dovrebbe essere originario. Tra i Maroni emigranti negli USA, piuttosto numerosi, spiccano quelli provenienti dal Trentino.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Maroni deriva con ogni probabilità dal nome longobardo
Audimar, in italiano Adimaro > Adimarone > Marone.

MAROSCIA

Maroscia, assolutamente rarissimo, è dell'area che comprende Abruzzo e Molise, di probabile origine slava dovrebbe trattarsi di un'italianizzazione del cognome slavo Marusa.

MAROSI
MAROSO

Marosi, molto raro, potrebbe essere originario del ravennate, Maroso sembra tipico del vicentino zona di Bassano del Grappa e Marostica, quest'ultimo potrebbe derivare dal toponimo Marostica.

MAROSTICA

Tipico veneto, del vicentino in particolare, deriva dal toponimo Marostica (VI). un principio di questa cognominizzazione lo troviamo in un Placito dell'anno 998 edito dal messo dell'imperatore Ottone in quel di Bassano: "...Otberto qui et Opizo dicitur, Ettergo de Barbarano, Ambrosio et Erzo qui de Aquisgrana dicitur de Marostica, Odelberto, Sicideno, Amelrico et Artvich et Ioanne Venetico...".

MAROTTA

Diffuso in tutto il sud ha un nucleo importante in Campania ed uno in Sicilia, improbabile la derivazione dal toponimo Marotta (PS), ma potrebbe derivare dal nome di alcune località, come Marotta nel comune di Giano Vetusto, vicino a Capua.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Per Minervini, 304, oltre alla derivazione toponimica, per il cognome Marotta sono possibili altre ipotesi: 1. dal sostantivo femminile '
marotta' derivato dal veneto 'marota' = vivaio, recipiente per le anguille 2. dal calabrese 'marrotta' = cesta rotonda da frutti 3. dal dialetto napoletano 'maròtta' = uccello, pica 4. vezzeggiativo del vocabolo dialettale napoletano 'maro' = infelice, misero. Per Rohlfs 123 potrebbe invece essere una italianizzazione del cognome francese Marotte.

MAROVELLI
MAROVELLO

Marovelli, rarissimo non è possibile individuarne un'area certa di origine, sono papabili il milanese è l'alta Toscana, Marovello, altrettanto raro, potrebbe essere ligure, piemontese, ma anche laziale, potrebbero derivare dal nome rinascimentale Marovello, di cui si hanno tracce nella seconda metà del 1200 a San Gimignano nel senese dove troviamo un notaio Guido di Marovello anch'esso notaio.

MARQUEZ

Tipico del napoletano, dovrebbe essere di origini spagnole.

MARRA

Marra è molto diffuso in tutto il sud peninsulare,  dovrebbe derivare da nomi di località individuabili dalla presenza di una marra (mucchio di pietre, monticello di detriti), questa cognominizzazione risale almeno alla seconda metà del 1200 come possiamo vedere in quest'atto del 1296: "...Nicolao de Marra, filio quondam Risonis de Marra de Barolo, et Adeliciae de Tricarico dominae castri Serini asserenti tenere duas tertias partes casalis S. Agathes in territorio dicti castri, ex donatione facta a dicta matre sua cum consensu Iohannis de Marra militis primogeniti fratris sui, interveniente Regio assensu, assecuratio vassallorum...".

MARRAFFA
MARRAFFINI
MARRAFFINO

Marraffa ha un grosso nucleo pugliese nella zona delle province di Taranto e Brindisi, uno nel salernitano, uno nel cosentino e nel reggino ed in Sicilia soprattutto nel salernitano, Marraffini, molto raro, è del teatino, Marraffino ha un ceppo tra napoletano, casertano e la provincia di Campobasso, un ceppo nel potentino ed uno nel catanese, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici da soprannomi originati dal vocabolo arabo mu'arraf  (liberto, che è stato ammaestrato o liberato dalla schiavitù).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Marraffa è cognome pugliese che risulta dalla giustapposizione di
Maria e Raffaele e deriva dalla loro sincope. Minervini 300. Per Rohlfs 166, invece, Marraffa deriva dall'arabo 'mu'arraf' = ammaestrato.

MARRANI
MARRANO

Marrani è specifico dell'area che comprende il fiorentino, l'aretino ed il perugino, con un ceppo anche nel romano, Marrano è presente nel sud Italia con alcuni ceppi, a Piedimonte San Germano ed Aquino nel frusinate, a San Martino in Pensilis e Termoli in provincia di Campobasso, a Napoli ed Avellino in Campania, a Giovinazzo nel barese ed a Margherita di Savoia nel foggiano, ed in Sicilia ad Agira e Nissoria nell'ennese, dovrebbero derivare dal vocabolo arcaico marrano, a sua volta derivato dal termine spagnolo marrano (bandito, scomunicato), voce di chiara origine araba dal termine mahram o mahram (cosa proibita), titolo che veniva attribuito in epoca tardo medioevale e rinascimentale agli ebrei ed agli islamici che da poco tempo si fossero convertiti al cristianesimo, si può quindi ipotizzare che si tratti di famiglie di origine ebrea o araba convertite al cristianesimo.

MARRAPESE

Marrapese è specifico del casertano ed in particolare di Calvi Risorta, dovrebbe derivare da un soprannome che stesse ad indicare che il capostipite provenisse dall'antica città di Marruvium, l'attuale San Benedetto dei Marsi nell'aquilano.

MARRAS

Specifico sardo, potrebbe derivare da nomi di località, in Sardegna esistono varie unità geografiche che portano questo nome, ad esempio Punta di Marras (monte in prov. di SS) e Scala 'e Marras (monte in prov. di OR), ma è pure possibile un collegamento con un soprannome originato dal vocabolo sardo marra (zappa) o anche dall'ipocoristico di nomi come Margherita.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
significa
zappe, da zappa, marra e deriva dal latino marra. È un cognome diffuso in tutta la Sardegna sin dai tempi antichi. Sono 37 i Marras firmatari della Pace di Eleonora del 1388,*LPDE, tra i quali citiamo: Marras Joanne, majore (sindaco) ville Birore; Marras Nicolao, ville Selluri (Sanluri - Seddori); Marras Petro, ville Ecclesiarum (Iglesias); Marras Petro, jurato ville  Laconi. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, sono citati 3 Marras, Comine, Gavini, Zacaria, testimoni in un comporu (compera), 267, 271. Nel *CSMB, sono presenti 11 Marras. Attualmente i Marras in Sardegna sono presenti in 225 Comuni e distribuiti nel territorio dell'isola in maniera abbastanza omogenea.  Nella storia è rimasto famoso Marras Giovanni, vescovo della diocesi di Usellus - Ales, oggi Ales -Terralba, dal 1234 al 1237, testimone, per la sua diocesi (1° maggio del 1237) di un importante atto tra la Santa Sede, il Regno di Arborea e la chiesa sarda.

MARRETTA

Marretta sembrerebbe tipicamente siciliano di Palermo e Prizzi del palermitano, di Ribera e Santo Stefano Quisquina nell'agrigentino e di Messina, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un diminutivo del termine arcaico marra (zappa), forse ad identificare nei capostipiti dei lavoratori agricoli.

MARRETTI
MARRI

Marretti, molto raro, è tipico di Firenze e del fiorentino, Marri è tipico della zona che comprende Emilia, Toscana, Umbria, Abruzzo ed alto Lazio, potrebbe derivare dall'antico popolo dei Marri, che diedero il nome a Marruvium città di quel popolo che i latini poi chiamarono i Marsi: "...Marruuium ueteris celebratum nomine Marri urbibus est illis caput, interiorque per udos...".

MARRO

Un ceppo nel cuneese ed uno nell'avellinese, deriva dal nome medioevale Marro (Marronis) di cui abbiamo un esempio in una pergamena scritta in San Pietro di Gessate (MI) nel 1171: "...a meridie de heredibus Lafranci Topi, a sero de heredibus Girardi, a monte Marronis Pavile,...".

MARROCCU
MARROCU

Sono entrambi presenti in tutta la Sardegna, ma sono tipicamente del cagliaritano, esistono due ipotesi, una sostiene che derivino da un antico toponimo presso Iglesias, l'altra li collega ad un soprannome originato dal vocabolo sardo marròcula (trottola), esiste inoltre una teoria che li fa derivare dal vocabolo dialettale marroccu che nel Campidano si riferisce ad arance a succo rosso.

MARRONE
MARRONI

Marrone è diffuso in tutto il centrosud, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, cosentino e Sicilia occidentale, Marroni è tipico della fascia centrale che comprende Toscana ed Umbria con il Lazio come nucleo centrale, possono derivare dal nome medioevale Marronus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, in un atto del 1155 scritto in Milano: "...Signa + + + manuum Iordani qui dicitur de Sancto Raphaele et Corbatini et Mussi Congellerii et Marroni testium....".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Marrone è cognome lucano presente a Matera, a Scanzano, a Tursi; cfr. Marron cognome in Francia: antico provenzale
marron = 'montone'. Fonte: G. Rohlfs, Cognomi lucani.

MARROSU

Tipico sardo, ha un ceppo ad Orgosolo (NU) ed uno ad Alghero (SS), potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo arcaico marrutzu (furbo).

MARRUSO

Marruso, estremamente raro, è specifico del salernitano, di Castel San Lorenzo, Bellosguardo e Battipaglia in particolare, con sparute presenze anche nel casertano e napoletano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale francese marre (ariete), forse attribuito ad un capostipite particolarmente focoso e vigoroso.

MARSALA

Specifico siciliano, deriva dal nome della città di Marsala nel trapanese, nome che a sua volta deriva dall'arabo marsa Allah, cioè porto di Allah o porto del Signore Iddio.

MARSANO

Marsano sembra avere due ceppi distinti, a Genova ed a Matino nel leccese,  dovrebbe derivare da modificazioni del nome Marcianus dalla gens Marcia.

MARSCIANI

Marsciani è estremamente raro, dovrebbe essere di origine umbra e derivare dal toponimo Marsciano (PG), in epoca medioevale quanti fossero originari di quel paese venivano identificati con la forma "de castro Marsciani " Marsciani o De' Marsciani erano chiamati i Conti proprietari della rocca di Marsciano.

MARSEGLIA

Tipico pugliese è distribuito in tutta la regione, con un ceppo principale ad Ostuni (BR) ed a Foggia, presenta anche un ceppo secondario a Prato, potrebbe derivare da un soprannome originato o dalla provenienza dalla città di Marsiglia (difficile) o dall'attività di produttore di sapone.

MARSELLA

Marsella ha un ceppo nel Lazio, a Roma in particolare, ma anche a Roccasecca, Pico, Villa Santa Lucia, Cassino, Aquino e Casalvieri nel frusinate, ed a Fondi nel latinense, uno a Napoli, Rocca d'Evandro nel casertano e Vallo della Lucania nel salernitano, ed uno nel Salento, a Maglie Calimera, Scorrano e Martano nel leccese, a Maruggio, Taranto e Crispiano nel tarentino e ad Oria e Brindisi nel brindisino, potrebbe derivare da un'italianizzazione del nome della citta francese di Marseille (Marsiglia), o anche da una forma matronimica francesizzata del nome Marcella.

MARSETTI
MARSI

Marsetti sembra avere un ceppo vicentino ed uno tra sondriese e bergamasco, con un possibile ceppo primario nel triestino, Marsi è molto raro, potrebbe essere di origini giuliane, derivano dal cognomen latino Marsus portato ad esempio dallo scrittore Domitius Marsus del I° secolo avanti Cristo, cognomen che deriverebbe da Marsus figlio della maga Circe.  Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Fontanella (BG) fin dal 1500 con il notaio Muzio Marsus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Marsi è derivato dal nome di un'antica popolazione prelatina che viveva nella zona del Fucino e diede origine, coi Sanniti, alle genti abruzzesi. A Trieste è la italianizzazione di
Marsich, adattamento grafico italiano del cognome sloveno Marsič che è patronimico e matronimico sloveno con suffisso -ič di uno dei due ipocoristici dell'agionimo Maria, ossia 'Marse' o 'Marsa'. M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 167.

MARSEU

Marseu, molto raro, è tipicamente friulano di Cividale del Friuli e Pulfero nell'udinese, dovrebbe derivare dal nome dialettale Marseu (Marcello), probabilmente portato dal capostipite, ma esiste anche l'ipotesi che ne propone la derivazione da un'alterazione dialettale dell'ipocoristico matronimico slavo Marse dal nome Maria.

MARSICO

Marsico sembra essere originario della zona appenninica dell'Italia meridionale che comprende il salernitano, la Basilicata, il barese, il cosentino e il catanzarese, dovrebbe derivare dal toponimo Marsico nel potentino, ma è pure possibile che derivi dal cognomen latino Marsicus, con il significato di marsicano, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel cosentino nel 1600, nel libro delle entrate del monastero dello Spirito Santo di Grimaldi (CS), sotto l'anno 1664 si legge: "...Cl.o Poleone Marsico di Maione per la possessione, che fu di Andrea Iacino loco le Chianette annui carlini tre...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Marsico è un cognome diffusissimo in tutto il Sud peninsulare, viene, come l'omonimo toponimo in provincia di Potenza, dal nome di un'antica popolazione dell'alto Abruzzo, i Marsi, nella forma etnica.

MARSIGLI
MARSIGLIA
MARSIGLIETTI
MARSIGLIO

Marsigli, abbastanza raro è bolognese, Marsiglia è presente a macchia di leopardo soprattutto al sud, Marsiglietti è tipico della zona tra aretino e perugino, di Città di Castello nel perugino in particolare, e di Sansepolcro nell'aretino, Marsiglio, molto molto raro, sembrerebbe veneto, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, o dal nome medioevale Marsiglius di cui abbiamo un illustre esempio nella prima metà del 1300 con Marsiglius de Padua (1270-1343), Defensor Pacis, scrittore e teologo, una variazione del nome Marsilius. (vedi Marsili)

MARSIGLIONE
MARSIGLIONI

Marsiglione, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Leonforte (EN), Marsiglioni. ancora più raro, parrebbe di Montefiascone (VT), dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano Marsilione di cui abbiamo un esempio nel 1234 con Marsilione di Corrado iscritto nella nobiltà di Gubbio, nel Morgante scritto nella seconda metà del 1400 dal Pulci cap. 25 si legge: "...Rimasi soli Marsilione e Gano, il re si volse con allegra fronte e disse: - Imbasciator, - presa la mano - tu sai il proverbio: la mattina il monte vicitare alle volte è grato e sano;...".

MARSILIANO
MARZILIANO

Sono entrambi rari, Marsiliano dovrebbe essere un errore di trascrizione del più diffuso Marziliano, sono originari del barese e derivano dal nomen tardo latino Marsilius e dal suo derivato medioevale Marzilianus.

MARSILI
MARSILIA
MARSILIO
MARSILLI

Marsili è tipico del centro Italia, Marsilia, molto raro, sembrerebbe campano, Marsilio, molto più raro, ha un ceppo in Molise a Lupara (CB) ed uno nel napoletano, Marsilli ha un nucleo a Rovereto (TN) ed uno tra udinese e triestino, dovrebbero tutti derivare dal nome latino Marsilius riportato ad esempio dal Muratori nel 1335: "...Et Marsilius de Carraria Dominabus Paduanis multa jocalia condonavit, et joculatoribus multas vestes: quibus deficientibus, aurumn et argentum pro supplemento largitus est....", ricordiamo lo scrittore fiorentino cinquecentesco Marsilius Ficinus: "...Marsilius Ficinus Eberardo inclito  comiti Virtembergensi et Montis Peligardi seniori salutem plurimam dicit...".

MARSON

Sembra originario del trevigiano, dovrebbe derivare dal cognomen latino Marsus.

MARTANI

Abbastanza raro, potrebbe essere originario dell'area compresa tra Brescia, Cremona e Mantova.

MARTANO

Martano ha un piccolo ceppo a Roma e Napoli, ma il nucleo principale è nel leccese, a Lecce, Nardò, Vernole, Castri di Lecce, Melendugno, Calimera, Martignano, Ortelle e Surbo, dovrebbe derivare dal nome del paese di Martano nel leccese.

MARTELLENGHI

estremamente raro, forse di origine cremonese, potrebbe derivare dal nome medioevale Martel, in uso presso i Franchi., è da prendere in considerazione anche una derivazione dal toponimo Martellengo (VR).

MARTEL
MARTELL
MARTELLA
MARTELLACCI
MARTELLACCIO
MARTELLI
MARTELLINI
MARTELLO

Martel, estremamente raro, è tipico di Pordenone, Martell è quasi unico, Martella è diffuso nella fascia dell'Italia centrale, in Molise e Puglia e nel messinese, Martellacci ha un ceppo toscano, a Cecina nel livornese, a Riparbella nel pisano ed a Follonica nel grossetano, ed uno laziale a Roma, nel frusinate ad Alatri e Veroli e nel latinense a Sermoneta e Cisterna di Latina, Martellaccio è quasi unico, Martelli è diffuso in tutto il centro nord, mentre Martellini è specifico del centro, Martello è panitaliano, diffuso soprattutto in Veneto ed in Sicilia, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche o dispregiative, dal nome medioevale Martel, in uso presso i Franchi, ricordiamo famosissimo con questo nome Carlo Martello (685-741) capostipite della dinastia dei Carolingi e nonno di Carlo Magno.  I Martellini di Firenze, originari dal Casentino arrivarono a Firenze verso il trecento, furono banchieri e per questo figurano fra gli iscritti dell'Arte del Cambio, il loro stemma raffigura una cerva d'argento in campo rosso; si ricorda Maestro Bernardo Martellini che fu creato Vescovo di Cesena da Eugenio IV° nell'anno 1443.

MARTEMUCCI
MARTIMUCCI

Martemucci è tipico dell'area che comprende il materano, il barese ed il tarentino, di Matera, Gravina in Puglia nel barese e soprattutto Taranto, Laterza e Castellaneta nel tarentino, Martimucci è specifico di Altamura nel barese, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica alterata del nome medioevale Martimeus o del nome normanno Martimor, una forma del più comune Mortimer.

MARTIGNON
MARTIGNONE
MARTIGNONI

Martignon è tipico delle province di Venezia, Padova e Treviso, Martignone, molto molto raro, sembrerebbe del genovese, Martignoni ha un nucleo principale nel milanese e comasco, un ceppo nel mantovano ed uno nel bolognese che potrebbe derivare dal toponimo Martignone, località di San Giovanni in Persiceto (BO), tutti sono derivazioni dialettali del nome Martinus, di quest'uso si ha un esempio nel 1400 nel milanese con un certo Martignone del Roncaccio  citato in un atto, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel comasco agli inizi del 1600 con un certo Camillo Martignone.

MARTILLOTTI
MARTILLOTTO

Entrambi calabresi del cosentino, Martillotti, il meno raro, è tipico di Corigliano Calabro, Martillotto invece di Lago, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche dialettali del nome medioevale franco Martel, ma è altrettanto probabile una derivazione dal nome e cognome francese Martelot, forma ipocoristica del nome Marteau, non si può poi escludere che possa derivare dall'equivalente nome normanno Marthelot.

MARTIN
MARTINA
MARTINI
MARTINIS
MARTINO

Martin è tipico del Veneto e Friuli, Martina ha un nucleo nel Salento che potrebbe derivare dal toponimo Martina Franca (TA), uno in Friuli ed uno in Piemonte, Martini è molto diffuso in tutto il centro nord, Martinis è friulano, mentre è presente soprattutto al sud Martino, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Martinus.

MARTINANGELI
MARTINANGELO

Martinangeli è tipicamente marchigiano, della zona che comprende le province di Ancona e Macerata, con un ceppo anche a Roma, Martinangelo, assolutamente rarissimo, è specifico del salernitano, dovrebbero derivare dal nome composto Martino e Angelo.

MARTINAZZI
MARTINAZZO
MARTINAZZOLI

Martinazzi è tipicamente lombardo di Brescia, Rovato, Malegno e Chiari nel bresciano e di Bagnolo Cremasco nel cremonese, con un ceppo anche a Caorle nel veneziano, Martinazzo ha un ceppo nel trevisano, a Montebelluna, Crocetta del Montello e Maser, uno a Torre del Greco nel napoletano ed uno, molto molto piccolo, nel foggiano, Martinazzoli è specifico di Paspardo nel bresciano con ceppi anche a Nave e Capo di Ponte sempre nel bresciano, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica accrescitiva, semplice o da un suo ipocoristico, del nome Martino, troviamo tracce di queste cognominizzazioni nella seconda metà del 1400 a Parma con il cartaro Antonio Martinazzi detto delle Spade, agli inizi del 1600 con il Notaio Nicola Martinazzo fu Andrea che opera a Chiuro nel sondriese.

MARTINELLA
MARTINELLI
MARTINELLO

Martinella ha un piccolo ceppo nel verbanese, a Verbania, Ghiffa e Cambiasca, ed uno a Coseano nell'udinese, Martinelli è diffuso in tutta l'Italia peninsulare, fatta eccezione per la Calabria, Martinello ha un grosso nucleo veneto, presenze secondarie nel romano e nel latinense, dovuto all'emigrazione veneta in occasione della bonifica Pontina ed un ceppo in Sicilia, a Palma di Montechiaro nell'agrigentino ed a Caltavuturo nel palermitano, dovrebbero derivare dauna forma ipocoristica del cognomen latino Martinus.
integrazioni di Andrea Malavolti
A Livorno esiste anche una variante ebraica, Beer Martinelli.

MARTINENGHI

Specifico della zona tra Milano, Lodi e Crema, cognome di origini medioevali dovrebbe derivare dal cognomen latino Martinus, o derivare dal toponimo Martinengo (BG).

MARTINES
MARTINEZ

Martines è molto diffuso in Sicilia, in particolare a Palermo, a Canicattì nell'agrigentino, a Gela nel nisseno, a Messina, a Mirabella Imbaccari nel catanese, a Lentini nel siracusano e ad Erice e Trapani nel trapanese, con un ceppo anche nel Salento, in particolare a Galatina nel leccese, Martinez sembra avere più nuclei, nel sassarese, sulle coste siciliane, nel napoletano e nel Lazio, di origini spagnole entrambi, si tratta di forme patronimiche tipicamente spagnole con terminazione in -es o -ez che equivalgono a figlio di, rifertito al cognomen latino Martinus, o direttamente allo spagnolo Martin. Troviamo tracce della casata Martinez a Napoli nel 1601,  in uno scritto sulle torture subite da Tommaso Campanella si legge:"...giudici delegati nonché di me notaio. Alonso Martinez , carceriere delle prigioni del Castel Nuovo...", ma già mezzo secolo prima a Napoli erano famosi come produttori di arazzi Martinez e Dionisio, nel 1650 troviamo ad Alghero, con l'incarico di visitatore regio di sanità un tal don Martinez Rubio, ad Avellino verso la fine del 1700 troviamo il Vescovo Mons. Giacchino Martinez (1760-1782).
Stemma Martinez di Montemuros inviato da Maria Luisa Alasia Nienstedt

MARTINIC
MARTINIG
MARTINIGH

Martinic e Martinigh sono friulani e quasi unici, Martinig è specifico dell'udinese, di Cividale del Friuli e Savogna, questi cognomi dovrebbero derivare da fome patronimiche slave, dove il suffisso -ic, -ig, -igh stanno per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato Martin, nome diffusosi in Friuli probabilmente per devozione verso San Martino di Tours originario della Pannonia, attuale Ungheria.

MARTININI

Martinini è tipico di Rimini, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome Martino (vedi MARTIN), probabilmente portato dal capostipite.

MARTINISI

Martinisi è specifico di San Felice a Cancello nel casertano, con presenze nel casertano e nel napoletano, dovrebbe derivare da un'italianizzazione del cognome spagnolo Martinez (vedi MARTINES).

MARTINOTTI

Specifico dell'alessandrino e pavese, forse con un ceppo in provincia di Torino, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome Martino, derivato a sua volta dal cognomen latino Martinus, probabilmente portato dal capostipite.

MARTINUZZI
MARTINUZZO

Tipici della provincia di Pordenone, Martinuzzi sembra avere anche un ceppo nel fiorentino, dovrebbero derivare dal cognomen latino Martinus.  Nel 1400 troviamo i Martinuzzi fra i patrizi veneti.

MARTIRADONNA

Tipico di Bari e del barese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Questo cognome trae origine dal nome cristiano-medievale
Martiradonna, variante femminile del nome Martire, col significato letterale di testimone e, in senso lato, testimone della fede, colui o colei, cioè, che accetta di sacrificare anche la propria vita per testimoniare ciò in cui crede (vedi anche Martire). Si tratta, dunque, della cognominizzazione del nome personale della capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Martiradonna è cognome pugliese composto dal cognome
Martire + donna. Quanto alla contestualizzazione, P. Minervini 307 scrive che Martiradonna potrebbe essere stato dato a una bambina che causò la morte della puerpera per la travagliata nascita oppure a una bambina con particolari imperfezioni fisiche oppure ancora per  designare una 'Donna di Casa Martire'.

MARTIRANO
MARTORANA
MARTORANO
MARTURANA
MARTURANO

Martirano, rarissimo, sembrerebbe lucano, Martorana è molto diffuso in Sicilia, Martorano ha ceppi nel napoletano, nel potentino e nel reggino, Marturana, molto molto raro, è tipico dell'agrigentino, Marturano ha un ceppo nella Calabria meridionale e nel tarentino, possono derivare da nomi di località individuati ad esempio dal fiume Martorano nel beneventano o dal Colle Martorano presso Bagnara Calabra o da Castello Martorano di Nicastro (CZ) o anche Martorana in Sicilia, di cui abbiamo traccia nel cognome di due personaggi citati in una bolla dell'estate del 1300 tali Giobbe e Roberto de Martorana.

MARTIRE
MARTIRI
MARTIRO

Martire è molto diffuso nel cosentino ed in Puglia nel barese e nel foggiano, ha un ceppo anche a Napoli ed a Roma, Martiri ha un nucleo a Gubbio (PG) ed a Roma, con presenze anche in Lombardia e nelle Marche, Martiro è unico, deriva dal nome medioevale Martire, di cui abbiamo un esempio a Milano in una Perizia della Camera Cesarea del Ducato di Milano del settembre 1546: "In Nomine Domini Anno a Nativitate eiusdem Millessimo Quingentessimo Quadragesimo sexto Indictione prima die sabbati proxime mensis septembris. Cum sit quod omnia et quaecumque bona et iura, qua fuerunt Domini Petri Martiri Delphinoni fuerint et sint Cesareae Camerae confiscata et nomine ipsius aprehensa...", in alcuni casi si può trattare di cognomi attribuiti a trovatelli, fatto registrato con maggior frequenza nel napoletano e nelle aree sottoposte al dominio borbonico.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Martire è più tipicamente meridionale, con ceppi maggiori nel cosentino, nel napoletano, nel barese e nel foggiano e ceppi minori sparsi un po' in tutta Italia, Martiri, molto più raro del precedente, è presente quasi esclusivamente fra il nord e il centro nord del paese, prevalentemente nel perugino, nell'anconetano e nel romano, Martiro, unico, dovrebbe essere un errore di trascrizione di Martire, tutti questi cognomi derivano dal nome cristiano-medievale
Martire, col significato letterale di testimone e, in senso
lato,
testimone della fede, colui cioè che accetta di sacrificare anche la propria vita per testimoniare ciò in cui crede; in casi minori, tuttavia, non si può escludere che alcuni di questi cognomi derivino da un antico soprannome scherzoso, col significato di campagnolo, provinciale. In conclusione, allora, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti.

MARTIS

Martis ha un nucleo sardo a Terralba nell'oristanese, a Cagliari, Quartu Sant'Elena, Sarroch ed Ussana nel cagliaritano, a Villamar, Sanluri, Guspini e Gonnosfanadiga nel Medio Campidano ed a Sant'Antioco nell'iglesiente ed un ceppo a Vernole nel leccese, dovrebbe derivare da nomi di località dedicate all'antico dio romano Marte.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MARTIS: per significato, etimologia e riferimenti storici, vedi il cognome De Martis. Attualmente il cognome Martis (solo in tempi recenti ha perduto il "de"), è presente in 97 Comuni italiani, di cui 46/377, in Sardegna: Terralba 101, Cagliari 65, Quartu 29, Villamar 26, Sanluri 23, Gonnosfanadiga 21, etc.

MARTO
MARTON
MARTONE
MARTONI

Marto è quasi unico, Marton è specifico del trevisano e veneziano, Martone è specifico dell'area che comprende il romano, il latinense, l'aquilano, il frusinate, il Molise, il foggiano, il potentino e tutta la Campania, dove è maggiormente diffuso, Martoni ha un ceppo nel ravennate, uno tra ternano, viterbese e romano ed uno nel Piceno, dovrebbero derivare dal nome longobardo Marto, Martonis, in qualche caso potrebbero anche derivare da nomi di località come il paese di Martone nel reggino.

MARTOCCHIA
MARTOCCI
MARTOCCIA
MARTOCCIO

Martocchia, estremamente raro, è tipico del pescarese, di Popoli e Pescara, Martoccia è specifico dell'area che comprende la Basilicata ed il barese, in particolare Laurenzana, Potenza e Castelmezzano nel potentino e Ferrandina, Pomarico e Matera nel materano e Minervino Murge e Bari nel barese, Martocci è quasi unico, mentre Martoccio praticamente lo è, dovrebbero tutti derivare daalterazioni del nome medioevale Martucius, Martucia (vedi MARTUCCI).

MARTORA
MARTORO

Entrambi assolutamente rarissimi, Martora ha qualche rara presenza in Campania, in Puglia ed in Calabria, Martoro ha un piccolo ceppo in Puglia, a Gravina in Puglia nel barese, e qualche sparuta presenza in Sicilia, potrebbero derivare da alterazioni dialettali del cognomen latino Martorius, Martoria.

MARTORI
MARTORINI

Martori, rarissimo, sembrerebbe lombardo, Martorini, specifico milanese, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale legato al vocabolo martor (sempliciotto).

MARTORELLI
MARTORELLO

Martorelli è tipico della fascia centraledella penisola e della zona costiera della Campania, fino al cosentino, Martorello, molto raro, ha un ceppo nel cosentino ed uno nell'Italia centrale, deriva dal nome medioevale Marturellus. Tracce di questa cognominizzazione si trovano in Umbria nel libro su Spoleto di Severio Minervio del 1500, dove si legge: "...Vetustas Popularium Familias et claras quamplures esse neminem fugit; sed quas velut antesignanas invenimus hae sunt.......Berardetti, Gentiletti, Marturelli, Francii,...", e, a proposito dell'alta nobiltà del casato si legge: "...Petrus Philippus Marturellus, utriusque I. D. non vulgaris, forum egit, et a Pio Pontifice Maximo, et a Calisto tertio, comes et miles, cum potestate milites et comites creandi, factus est....".

MARTUCCI
MARTUCCIO

Martucci è del centrosud, Lazio, Campania, Molise, Puglia e Calabria, Martuccio sembra specifico di Colle Sannita (BN), dovrebbero derivare dal nome medioevale Martucius, di cui abbiamo un esempio in un atto del 1280 contenuto nei Registri della Cancelleria Angioina di Napoli: "...Item petia de terra una in loco ubi dicitur Ad Nucellam, quam tenet Martucius de Cesa que est iuxta terram mag. Iohannis Barberii....".

MARTULANO

Martulano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo nel bolognese ed uno altrettanto piccolo nel materano, potrebbero derivare dal cognomen latino Martulanus, o anche dal soprannome medioevale omonimo, originato dal termine tardo latino martulus (martello), forse ad indicare uno scalpellino, o comunque un artigiano il cui arnese principale fosse il martello.

MARUBBI
MARUBBIO
MARUBINI

Marubbi sembra originario del genovese, Marubini è quasi unico, Marubbio, assolutamente rarissimo, è del genovese, potrebbero derivare, direttamente o tramite forme etniche o ipocoristiche, dal toponimo Marubbi nell'appennino piacentino, ma potrebbero, soprattutto l'ultimo, anche derivare dal termine marinaro marrubio (forte oscillazione mareale).

MARUCA

Tipico della zona di Lamezia Terme (CZ) e dintorni è abbastanza raro, dovrebbe derivare dal nome greco Marakis, ma è pure possibile, data la zona, una derivazione da un soprannome originato dal vocabolo castigliano maruca (tipo di pesce), secondo altri potrebbe derivare dalla gente sannitica Marruca tipica dell'Abruzzo, ma è molto poco probabile.  Tracce della nobile famiglia Maruca le troviamo nel 1500 ad Aiello Calabro (CS), nel 1584 Giovan Paolo Maruca è sindaco dei nobili di Aiello.

MARUCCHI
MARUCCO

Marucchi rarissimo ha un ceppo tra Milano e Pavia ed uno a Roma, Marucco, altrettanto raro, parrebbe torinese, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600 in Val Sesia: "...Joannes Peronus filius Johannes Bapte et Simeon Maruchus filii Bernardini ambo de Mazoria ambo scalpellini,...".
integrazioni fornite da Sergio Marucchi
Marucho-Marucco-Marucchi è citato a Biella dal 1223. Il ramo biellese - che ricevette anche lo stemma araldico - è estinto; rimane una via Marucchi.  La maggior parte dei Marucchi attuali (compresi quelli presenti a Roma e dintorni e negli Stati Uniti) deriva dal ramo insediato nella frazione Rongio Superiore di Masserano (BI), dove è documentato a partire dal 1400. Altri Marucco/Marucchi sono o erano presenti a Saluzzo (CN), Poirino (TO), Mede Lomellina e Pavia (PV). Dal ramo di Rongio discende anche il noto archeologo romano Orazio Marucchi.

MARUCCI
MARUCCIA
MARUCCIO

Marucci ha un ceppo fiorentino, nel perugino, nelle Marche meridionali, nel teramano ed aquilano, nel viterbese e nel romano, con presenze comunque significative anche nel resto del Lazio, nell'iserniese, nel beneventano e nel foggiano, Maruccia è tipico del Salento, Maruccio ha un ceppo nel leccese a Maglie, Scorrano, Matino e Lecce ed uno nel vibonese, a Maierato e Vibo Valentia, dovrebbero derivare dal nome latino Marucius e dal suo derivato medioevale Maruccius, di cui abbiamo un esempio a Firenze nel 1300: "...florenos aureos bonos et legales, quos idem Maruccius habuit et habet in guardia a fratre Riccardo predicto, prout ipsi fr. Riccardus et Maruccius dixerunt...".

MARUELLI
MARUELLO

Maruelli, decisamente lombardo, è un cognome caratteristico del bresciano, di Gavardo, San Felice del Benaco, Muscoline e Puegnago sul Garda, Maruello è praticamente unico, dovrebbero derivare da una contrazione del nome medioevale Marovellus (vedi MAROVELLI), probabilmente portato dal capostipite, dell'uso di questa forma abbiamo un esempio nella Storia diplomatica della Lega Lombarda del Vignati che cita: ".. Nel dicembre del 1172 Opizzone Malaspina e suo figlio Maruello con forte esercito, nel quale erano anche milizie Piacentine, e militavano co' suoi Enrico Guercio ed i Marchesi di Gavi, di Bosco e di Ponzano, invasero di furia il Genovesato. ..".

MARUGGI
MARUGGIO

Maruggi ha un piccolo ceppo a Rapolla nel potentino ed uno a Taranto, Maruggio, quasi unico, sembrerebbe pugliese, dovrebbero derivare da forme dialettali derivate dal nome latino Marucius, ricordiamo con questo nome un legionario di Cesare che sui terreni attribuitigli da Cesare come indennità di pensionamento creò, vicino a Marsiglia, una Villa Maruciana, l'attuale Maraussan.

MARULLI
MARULLO

Marulli sembra specifico pugliese, con un possibile ceppo nel chietino ed uno nel palermitano, sembrerebbero esserci più ceppi anche del cognome Marullo, in Sicilia, nel catanzarese, nel Salento e nel napoletano, derivano dal cognomen latino Marullus di cui si ha ad esempio traccia all'epoca della morte di Cesare, come si può leggere in questo scritto che la descrive: "...Abrogaverunt autem hi: Lucius Iunius Brutus consul Tarquinio Collatino Tiberius Gracchus Marcio Octavio Cneus Octavius L. Cinnae Caio Cinna Caio Marullo Tullius ... Bruto et Cassio pugnam adversus Caesarem et Antonium molientibus in castris Cassii examen apium consedit. Locus aruspicum iussu interclusus interius ducto vallo. Vulturum et aliarum alitum quibus strages cadaverum pabulo est ingens vis exercitum advolavit....", o successivamente in età augustea nella "SENECA, NOVATO, MELAE FILIIS SALVTEM",: "...Marullus praeceptor noster licenter verbo usus est satis sensum exprimente, cum diceret uxorem intellexisse mariti mendacium: et ipsa adversus temerarios mariti iocos relusit...."   Tracce di questa cognominizzazione si trova nel 1500 a Messina, come si legge in questa lettera del 1564 indirizzata all' "Illustrissimo Ac Reverendissimo Domino D. Marco Antonio Amulio S.R.E. sub titulo Sancti Marcelli Cardinali amplissimo. Franciscus Maurolycus Abbas Messanensis. S.P.D. ": "...ac labore meo caeteris prodessim. Hortatus est saepe D. Franciscus Marullus, canonicus, atque protonotarius apostolicus primi ordinis et concivis noster....".

MARUZZI

Maruzzi ha un ceppo in Val d'Ossola a Vogogna ed uno a San Giovanni Rotondo nel foggiano, dovrebbe derivare da un'italianizzazione del cognome germanico Marutz.

MARUZZO

Raro è tipico del vicentino, dovrebbe derivare da un nome di località del vicentino, famoso è un Marchese d'Istria, Ermanno di Maruzzo (1210-1225). (vedi anche MARUZZI)

MARVALDI

Specifico di Imperia è molto raro, dovrebbe derivare dal nome longobardo Marcovaldo, ricordiamo il gran Siniscalco Marcovaldo di Annweiler Duca di Romagna e della Marca di Ancona, si hanno tracce di questa cognominizzazione ad Imperia fin dalla seconda metà del 1600.

MARVEGGIO

Specifico di Sondrio, dovrebbe derivare dal nome di una località, Marveggia di Spriana in Valmalenco.

MARZADRI
MARZADRO
MARZARI
MARZARO

Marzadri, assolutamente rarissimo, è della zona tra trentino e bresciano, Marzadro, tipicamente trentino, è specifico di Nogaredo, Rovereto ed Isera, Marzari, molto diffuso in trentino e di lì in tutto il Veneto centroccidentale, con presenze significative anche nel bolognese e ravennate, Marzaro, decisamente veneto, del fvicemtino, padovano e veneziano, dovrebbero derivare dal termine dialettale trentino e veneto marzadr o marzar (merciao), cioè venditore ambulante di articoli di merceria come aghi, spilli, filati, nastri e bottoni, attività probabilmente svolta dai capostipiti.

MARZADURI

Marzaduri è un cognome tipico di Bologna e del bolognese, dovrebbe derivare da nomi di località individuate dalla vicinanza con il Rio Marzaduro (o Marzadore nella forma italiana), in prossimità delle zone di Samoggia e Lavino sempre nel bolognese

MARZAGAGLIA

Marzagaglia, ormai quasi scomparso, dovrebbe derivare dal toponimo Marzagaglia di Gioia del Colle nel barese.

MARZANI

Specifico dell'area delimitata da Piacenza, Milano e Pavia, dovrebbe derivare dal toponimo Marzano (PV).

MARZANO

Diffuso in tutto il sud peninsulare con un nucleo anche nel totinese, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome Marcianus ricordiamo Marcianus l'imperatore d'Oriente dal 450 al 457 d.C.  Nobile famiglia angioina, troviamo nel 1313 Tommaso Marzano conte di Squillace (CZ).

MARZAROTTO

Specifico dell'area delimitata da Piacenza, Milano e Pavia, dovrebbe derivare dal toponimo Marzano (PV).

MARZEDDU

Marzeddu, tipicamente sardo, abbastanza raro, è diffuso in modo abbastanza omogeneo in tutta l'isola, dovrebbe derivare da un soprannome, che potrebbe essere stato motivato dall'essere stato il capostipite un produttore del tipico formaggio sardo chiamato marzu (marcio), a causa della presenza di larve della mosca carnaria.

MARZI
MARZIA
MARZIO

Marzi è diffuso a macchia di leopardo nel centro nord, Marzia sembrerebbe specifico del tarentino, di Massafra, Statte, Taranto e Crispiano, Marzio ha un nucleo importante ad Ostuni nel brindisino ed un ceppo a Napoli, dovrebbero derivare dalla Gens Marcia o dal nomen gentilizio latino Martius, Martia, o anche dal nome medioevale da esso derivato Marzio, Marzia.  San Marzio morto nel 530d.C., si festeggia il 13 aprile, posò le basi della famosa Abbazia di Clermont.. Una prima traccia di queste cognominizzazioni la troviamo in un Breve de Sententia dell'anno 1147 a Milano: "..et de hoc ipsi de Cerveniano dederunt testes qui consulibus non fuerint visi idonei. Episcopus vero, tam possessionem suam esse adfirmans quam dominium, protulit plures testes, inter quos fuerunt Bonushomo de Casolate et Iohannes Moronis de Galganiano et Grigorius de Polliano et Petrus Martius et Arnulfus de Galganiano et Frogerius de Villa Pompeniana, qui testificaverunt sic: iam dicti Bonushomo et Iohannes dixerunt quod viderunt Lanzonem de Corneliano, ministrum episcopi de Laude, tenere et guardare boscum hunc dicitur ..".

MARZIALI

Sembra avere due ceppi uno in provincia di Roma ed uno nel Piceno, deriva dal cognomen latino Martialis.

MARZIN
MARZINI
MARZINO

Marzin è specifico dell'area tra veneziano e pordenonese, di Sesto al Reghena e Cordovado nel pordenonese in particolare, Marzini sembrerebbe toscano, di Livorno, Prato e nel senese, di Colle di Val d'Elsa, Siena e Sovicille, Marzino estremamente raro, è meridionale, dovrebbero derivare dal nome medioevale Marzinus, a volte attribuito a figli nati durante il mese di marzo, in qualche caso potrebbero anche essere nati da una forma ipocoristica del nome Marzio.

MARZIANI
MARZIANO

Marziani ha un ceppo nell'anconetano ad Ancona, Osimo e Montemarciano, uno abruzzese nel teramano a Roseto degli Abruzzi, Notaresco e Morro d'Oro ed a L`Aquila, ed uno a Roma ed a Sora nel frusinate, Marziano è tipicamente siciliano, del catanese e del siracusano in particolare, dovrebbero derivare dal praenomen e cognomen latino Martianus, ricordiamo lo scrittore latino del quarto secolo Martianus Minneus Felix Capella.

MARZIN
MARZINI
MARZINO

Marzin è specifico dell'area tra veneziano e pordenonese, di Sesto al Reghena e Cordovado nel pordenonese in particolare, Marzini sembrerebbe toscano, di Livorno, Prato e nel senese, di Colle di Val d'Elsa, Siena e Sovicille, Marzino estremamente raro, è meridionale, dovrebbero derivare dal nome medioevale Marzinus, a volte attribuito a figli nati durante il mese di marzo, in qualche caso potrebbero anche essere nati da una forma ipocoristica del nome Marzio.

MARZINOTTI
MARZINOTTO

Marzinotti, unico, è del pordenonese, dovrebbe trattarsi del frutto di un errore di trascrizione del cognome Marzinotto che è tipico del veneziano, di Cinto Caomaggiore, Portogruaro e Pramaggiore, con ceppi anche nel pordenonese a Cordovado e Pordenone, dovrebbe trattarsi di una forma diminutiva del nome Marzino, probabilmente con funzione patronimica, cioè dove il suffisso -otto stia per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse appunto chiamato Marzino (vedi MARZIN).

MARZO

Tipico della penisola salentina, potrebbe derivare dal nome medioevale Marzus attribuito a volte ai bambini nati nel mese di marzo, nome ritenuto di buon auspicio in quanto dedicato al dio Marte, il più forte degli dei, un esempio di questo nome lo troviamo nell'elenco dei cittadini pisani che nel 1228 giurarono ri rispettare il patto di alleanza con Siena, nel Gruppo di De Sancto Andrea extra Portam  "In nomine domini amen. Hec sunt nomina hominum civitatis Pisane, qui iuraverunt secundum modum et tenorem infrascriptum ... Marzus de Grancio...".

MARZOCCA
MARZOCCHETTI
MARZOCCHI
MARZOCCHINI
MARZOCCO
MARZOCHINI
MARZUCCHI
MARZUCCO

Marzocca è tipico del barese, Marzocchetti, molto raro, sembra specifico della zona di San Salvo nel chietino, Marzocchi sembra essere specifico della zona che comprende il bolognese ed il ferrarese, con possibili ceppi forse non secondari nel grossetano e nel napoletano e foggiano, dove è pure presente il più raro Marzocco, Marzocchini ha un ceppo nel modenese, uno nel fiorentino ed uno ad Osimo nell'anconetano, Marzochini, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Marzucchi molto raro è specifico del senese, Marzucco ancora più raro è foggiano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Marzucchus, di cui si hanno tracce ad esempio a Pisa, dove era particolarmente diffuso, nel XII° secolo, negli Annales Pisani, anno 1172 si legge: "...Alia vice, in mense Octubris, miserunt legatos Gerardum Bulgarelli Consulem, et Marzuccum, Henricum Frederici, et Opithonem iudicem imperatori Frederico...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Marzocco potrebbe derivare dal sostantivo '
marzocco' = 'insegna del leone, scolpito o dipinto, di Firenze; il marzocco di marmo sulla ringhiera di Palazzo Vecchio era coronato nelle feste della città.
integrazioni fornite da Luca Porru
In Sardegna il cognome Marzucco è originario di Villanova d'Albenga nel savonese,da dove, nella seconda metà del XVII° secolo, i fratelli Bernardino, Marco e Giuseppe Marzucco, mercanti, giungono a Cagliari per il commercio di spezie e droghe mercantili. La discendenza nell'isola è accertata da Giuseppe, morto nel 1717, da cui si originarono i diversi rami della famiglia, che si distinsero nell'amministrazione feudale, nell'avvocatura e nel commercio.

MARZOLANI

Marzolani, quasi unico, sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo in Abruzzo, dovrebbe derivare dal nome della località Marzolano nel perugino.

MARZOLA
MARZOLI
MARZOLLA
MARZOLLI
MARZOLLO
MARZOLO
MARZULLA
MARZULLI
MARZULLO

Marzola ha un grosso ceppo nell'area che comprende il bolognese, il ferrarese ed il rovigoto soprattutto, il padovano ed il veneziano, con un ceppo anche a Roma ed in Abruzzo, Marzoli è molto diffuso in Lombardia, nel modenese, nel fiorentino, nelle Marche, nel Lazio e nel pescarese, Marzolla ha un ceppo veneto nel rovigoto ed uno secondario di questo nel latinense, presenta inoltre un ceppo nel barese, Marzolli è quasi unico mentre Marzollo, assolutamente rarissimo, è del veneziano, Marzolo ha un ceppo tra varesotto e novarese, nel veronese, a L'Aquila e nel chietino, Marzulla, quasi unico, sembrerebbe siciliano, Marzulli è decisamente pugliese, del barese in particolare, Marzullo è molto diffuso nel Lazio, in Campania, nel barese, nel cosentino ed in Sicilia, derivano da modificazioni più o meno dialettali del vezzeggiativo del nome medioevale Marzo o Marzia, derivato dal nomen latino Martius, Martia, ricordiamo Ancus Martius il quarto Re di Roma, possono anche derivare dal fatto di essere nato il capostipite o la capostipite nel mese di marzo.

MARZOLINI
MARZOLINO

Marzolini ha qualche presenza in Friuli, un piccolo ceppo nel piacentino, ad Alseno e Piacenza, ed a Parma, ed un ceppo più consistente a Roma, Marzolino, estremamente raro, sembrerebbe panitaliano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Marzulinus o Marzolino, attribuito anticamente a bambini nati nel mese di marzo, del cui uso abbiamo un esempio a Tarvisio nell'udinese in un resoconto del 1456: "...Dans ipse testis ipsi Vgrino plenariam fidam et saluoconductum quod tute uenire posset. Qui Vgrinus cum venisset Jadram ad terminum sibi statutum apliquit domum cuiusdam Marzulini in suburbio Jadre, et paulo post uenit in ciuitatem ad ipsum testem dicens sibi "ecce ego ueni in termino" et eo tunc ibi ceperunt loqui et raciocinar de dicta lite....".

MARZORATI

Tipico del nordmilanese e comasco, dovrebbe derivare dal nome di mestiere di merciaio.  Tracce di questa cognominizzazione si trova a Como nel 1500 con un certo Giovanni Paolo Marzorati citato a proposito di un miracolo del Beato Giovanni Pellegrino che avrebbe liberato dal demonio sua moglie.
integrazioni fornite da Avv. Mario Marzorati 
Nel più remoto certificato di battesimo in mie mani (1721) relativo a Pietro Marzorati, figlio di Francesco, questi figlio di Bartolomeo Marzorati de Marzorato tratto dal registro parrocchiale (San Siro, Lomazzo) del 1721, il nominato viene indicato essere attinente del loco "
de Marzorato", località oggi non più  esistente sotto tale denominazione. Penso che Marzorati sia la cognominizzazione di tale luogo d'origine.  Con diploma in data 15 settembre 1715, l'imperatore Carlo VI° accordò a Gio Batta Marzorati per sè e discendenti, il titolo di Marchese con l'obbligo di comperarsi un feudo onde appoggiare il titolo; per non avere feudo il Marzorati pagò (per determinazione del Regio Fisco del 18 luglio 1720) un'oblazione di Lire 700. Pagata l'oblazione, venne iscritto nell'elenco dei Titolati di Milano, senza più obbligo di comperare il feudo. Una curiosità: l'ultima statua posta sul Duomo di Milano è quella del martire Samuele Marzorati, missionario francescano, lapidato nel 1716 in Etiopia, ora santificato

MARZORINI

Marzorini è un cognome della Svizzera italiana, dovrebbe essere originario della zona di Brione vicino a Locarno, dovrebbe derivare dal termine marzorin,  un soprannome dialettale per marzolino, attribuito al capostipite per il fatto che questi fosse nato nel mese di marzo.

MARZOTTA
MARZOTTI
MARZOTTO

Marzotta, assolutamente rarissimo, sembrerebbe meridionale, Marzotti, molto raro, ha un piccolo ceppo nell'aretino ed uno nel romano, Marzotto, il più diffuso, è veneto, del vicentino, di Arzignano, Montecchio Maggiore, Vicenza e Grancona, di Pianiga nel veneziano e di Ponte San Nicolò, Polverara, Vigodarzere e Padova nel padovano, questi cognomi potrebbero derivare dal fatto di essere nati durante il mese di marzo, una seconda ipotesi propone una derivazione da un soprannome originato dall'antico termine dialettale veneto marzoto (zotico, villano).

MARZUOLI
MARZUOLO

Marzuoli presenta un ceppo nella zona tra Castelfiorentino (FI) e Certaldo (FI) uno nell'area di Montepulciano (SI) ed uno a Citta' Sant'angelo (PE), Marzuolo assolutamente rarissimo potrebbe essere di Sulmona, potrebbero derivare da nomi di località come ad esempio Mulino del Marzuolo in Val d'Orcia o altre simili, ma più probabilmente hanno origine da soprannomi legati al tartufo bianchetto detto appunto marzuolo o a coltivazioni di grano marzuolo.

MASACCI
MASACCIO
MASSACCI
MASSACCIO
MASUCCI
MASUCCIO

Masacci è tipico di Ravenna e Cesena, Masaccio e Massaccio sono praticamente unici, Massacci ha un ceppo a Jesi (AN), a Roma, Grottaferrata e Rocca di Papa ed uno a Cagliari, Masucci è molto diffuso nell'area che comprende il casertano, napoletano, avellinese, foggiano e salernitano, con ceppi anche in Calabria e nel palermitano, Masuccio, meno comune, è anch'esso campano, soprattutto di Ariano Irpino nell'avellinese e di Olevano sul Tusciano nel salernitano, dovrebbero derivare da ipocoristici o dispregiativi dell'aferesi del nome Tommaso, ma in molti casi è pure possibile una derivazione da nomi di località come Massaccio (nome medioevale di Cupramontana (AN) o località identificabili dalla presenza di ruderi così chiamati ad esempio nell'urbinate.

MASALA

Di origine decisamente sarda.è molto antico e dovrebbe derivare da un nome di località ora scomparso nelle vicinanze di Cossoìne (SS).

MASCAGNI
MASCAGNO

Mascagni è specifico dell'area che comprende Bologna ed il bolognese e la Toscana, in particolare Livorno, Pisa, Poggibonsi nel senese, Firenze ed il fiorentino, Mascagno, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome medioevale Mascanius di cui abbiamo tracce a Bologna fin dal nono secolo,  tracce di queste cognominizzazioni le troviamo  nel 1600 a Firenze con Padre Arsenio Mascagni (1579 - 1637): "Arsenius Mascanius ordinis Servorum domo fiorentinus, pictor celebris, cuius unico penicillo novae huius basilicae fornix et prima altaria sunt illustrata...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mascagni muove dall'antico italiano
mascagno «scaltro, astuto», donde mascagnia «stregoneria, malia», usato in funzione soprannominale. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. Cfr. anche Olivieri 228.

MASCALCHI

Mascalchi è tipicamente toscano dell'area fiorentino, aretina, di Castel Focognano, Arezzo e Poppi nell'aretino e di Firenze e Sesto Fiorentino nel fiorentino, dovrebbe derivare dal termine medioevale mascalcus, forma contratta di marescalcus (servo o artigiano specializzato nella ferratura e cura dei cavalli), probabile attività svolta dal capostipite, bisogna però notare che Mascalco era usato anche come nome in epoca medioevale, di quest'uso abbiamo ad esempio traccia tra i testimoni di un.Breve refutationis del 1141 a Pavia: "...Interfuerunt testes Bertholameus de Sancto Petro et Iohannes de Salosmera et Homobone Mascalco et Ardicio Gastaldus et Martinus Padella.  Ego Vuifredus notarius sacri palacii interfui et hoc breve scripsi. Suprascripto die, presentia eorumdem testium, per lignum de manu obligavit suprascriptus Albericus, a parte eiusdem abbati et monasterii, de suis rebus, tali modo ut si intentio apparuerit eidem abbati et monasterii de prenominata res et decima, ut superius in hoc breve legitur ..".

MASCALI

Originario della provincia di Catania, deriva dal toponimo omonimo: Mascali (CT).

MASCALZI
MASCALZONI

Mascalzi è quasi unico, Mascalzoni è specifico di Verona e del veronese, dovrebbero derivare dal termine medioevale mascalcia (arte di attendere ai cavalli e di ferrarli) e dal vocabolo da esso derivato mascalcione (chi ferra i cavalli, ma anche soldato di fanteria male in arnese), dell'uso di questo termine abbiamo un esempio nel libro di Massimo D'Azeglio Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta: "...Soprastato così un poco, venne a passare un battello pieno d'ortaglie, e conobbe quello che lo conduceva per l'ortolano di S. Orsola: allora fu quasi certo di trovarsi nel fondo della torre che ne difendeva l'entrata. Appena sceso dal luogo della sua scoperta, s'aprì la prigione e ne fu tratto da due robusti mascalzoni che lo fecero salire nella camera del capitano. ..", o anche nel libro Lettere familiari di Giuseppe Baretti leggiamo: "...Il pover' uomo si scordò nondimeno di dare della forza a quel suo governo, poichè cinquanta o sessanta mila mascalzoni di Tartari , che un solo reggimento di fanti prussiani si sarebbe sorbiti come un uovo, disfecero nel passato secolo quel governo con quanta facilità si disfa un cencio che si voglia ridurre a filaccia ...".

MASCARANI

Mascarani, quasi unico, potrebbe essere originato dal nome sttribuito anticamente agli abitanti di Presicce.

MASCARINI
MASCARONI
MASCHERONI

Mascarini è abbastanza raro, decisamente lombardo, probabilmente originario della zona tra Lecco e Bergamo, Mascaroni rarissimo è presente solo in provincia di Milano, probabilmente si tratta di un errore di trascrizione risalente all'inizio del 1700, Mascheroni  è concentrato nella Lombardia occidentale.  Questi cognomi derivano da identificatori famigliari  medioevali, si hanno tracce di notai quali Antonio de Mascheronibus fu Bono, di Olmo nel 1070, Filippo Mascarus di Bonomo nel 734 e Pasino de  Mascaris nel 735. Personaggio famoso è il matematico del 1700 Lorenzo Mascheroni, Dante Alighieri, nel canto 32° dell'Inferno cita un Sassuolo Mascheroni:
D’un corpo uscirò e tutta la Caina  // potrai cercare, e non troverai ombra // degna più d’esser fitta in gelatina;  // non quelli a cui fu rotto il petto e l’ombra // con esso un colpo per la man d’Artù // non Focaccia; non questi che m’ingombra // col capo sì, ch’i’ non veggio oltre più // e fu nomato Sassol Mascheroni // se tosco se’, ben sai omai chi fu. 

MASCETTA
MASCETTI
MASCI
MASCINI
MASCINO
MASCIO
MASCIOCCHI
MASCIOLI
MASCIONE
MASCIONI
MASCIULLI
MASCIULLO

Mascetta, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo abruzzese a Palena nel teatino e qualche presenza tra romano e frusinate, Mascetti ha un grosso ceppo a Como, Olgiate Comasco e Parè nel comasco, ed a Milano, ha un piccolo ceppo abruzzese ed uno molto importante a Roma e Frosinone, Masci è tipico della fascia che comprende Umbria, Abruzzo e Lazio, Mascini, estremamente raro, ha un ceppo nel pesarese nella zona di Macerata Feltria (PU), Mascino ancora più raro, sembrerebbe anch'esso marchigiano, Mascio è tipico del Molise, zona di Venafro (IS), Masciocchi ha un ceppo nel varesotto, uno nell'aquilano ed uno nel romano, Mascioli ha un ceppo nell'urbinate, uno nel perugino, uno molto importante a Roma e provincia, ed uno in Abruzzo, nell'aquilano, pescarese e teatino, Mascione, molto molto raro, è della zona che comprende il Lazio, l'Abruzzo, il Molise ed il foggiano, Mascioni ha un ceppo nel varesotto, uno tra maceratese e perugino ed uno romano, Masciulli è specifico della fascia che comprende il pescarese, il teatino, la provincia di Campobasso e la Puglia, con massima concentrazione nel teatino a Villamagna e Chieti, Masciullo è specifico del Salento, in particolare di Galatina nel leccese e di Grottaglie nel tarentino, dovrebbero derivare tutti, direttamente o tramite ipocoristici e accrescitivi, da soprannomi dialettali originati dal vocabolo latino magister e starebbero ad indicare il mestiere di artigiano, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Perugia agli inizi del 1500, in uno scritto del 1514 si legge: "...Frater Iohannes Baptista Vincentii Masci de Perusio...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Dal cognome Mastro, derivato dal nomignolo “
mastro” = bravissimo artigiano che conosce tutti i segreti del suo mestiere. Tuttavia in Calabria, secondo G. Rohlfs 167, il cognome Masci sarebbe italianizzazione del cognome albanese Mashi.

MASCHERPA

Originario della zona compresa tra Pavia, Lodi e Milano, deriva da un soprannome legato al vocabolo milanese mascherpa (ricotta povera, ultimo residuo nella produzione della ricotta), forse ad identificare il mestiere del capostipite.

MASCHI
MASCHIETTI
MASCHIETTO
MASCHIO
MASCHIONE

Si individuano due ceppi di Maschi, uno nel piacentino e nel milanese ed uno nel veronese, Maschietti, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Tivoli nel romano, Maschietto è invece decisamente veneto del veneziano e del trevisano, con un ceppo secondario nel Lazio, frutto dell'emigrazione forzata per la bonifica delle paludi Pontine, Maschio ha un grosso nucleo veneto uno probabilmente secondario in Piemonte , un ceppo nel napoletano ed uno in Puglia, Maschione, assolutamente rarissimo, è di Castellammare di Stabia, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome medioevale Maschio.

MASCIA

Mascia ha un grosso nucleo nel cagliaritano, in provincia di Roma, in Campania, Molise ed in Puglia, il nucleo sardo dovrebbe derivare dal termine sardo arcaico maxia (magia, sortilegio), i ceppi meridionali dovrebbero derivare da modificazioni del vocabolo latino magister e starebbero ad indicare il mestiere di artigiano svolto dal capostipite (vedi MASCI), secondo altri deriverebbe invece dal vocabolo di origine spagnola masia (masseria, fattoria) (vedi MASIA).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MASCIA; MASIA; MAXIA:
sa maxîa (î nasale) = medicina, è la variante fonetica della forma letteraria maxìna (mascìna e masìna sono varianti parlate). L’originale è maxìna, e vista la presenza della “x” con valore fricativo – palatale – sonoro, appartiene senza altro al Campidanese. Solo negli antichi documenti Campidanesi e Arborensi appare la “x” con tale valore. Qui diciamo comunemente “mexìna” ed è più vicino all’italiano medicina. Il vocabolo, nelle sue tre varianti territoriali maxîa, mascîa e masîa oltre che il significato di medicina prende anche quello di magia, sortilegio, che qui in Campidano chiamiamo per lo più matzìna, dal catalano matzìna = intruglio velenoso. Il cognome potrebbe essere riferito al “mestiere” del capostipite: medico, farmacista, ma anche mago o stregone. È presente, nelle sue varianti,  nelle carte antiche medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Magia Guantino, majore(amministratore di giustizia, sindaco) ville Capriles, * Capriles…villaggio distrutto - Contrate Campitani Simagis; Magia Sisinnio, jurato(guardia giurata, collaboratore del majore) ville Figu, * Figu…odierno Figu - Partis de Montibus; Magias (de) Barisono, ville Sancto Lussurgio, * Sancto Lussurgio…odierno Santulussurgiu. Contrate Castri Montis de Verro; Masia (de) Joanne, majore(amministratore di giustizia, sindaco) ville Turala, * Turalba…odierno Torralba(Meylogu). Contrate de Ardar et Meylogu; Masia (de) Pinciali, jurato ville Lequeses, * Lequeses...Lachesos...villaggio distrutto della Diocesi di Sorres( Meylogu). Contrate Ardar et Meylogu; Masia Anthonio, ville Macumerii, ** MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano…Macomer etc.  In posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388 ; Masia(de) Angelo, jurato ville Putu Majore, * Putu – Majore…odierno Pozzomaggiore - Contrate Caputabas. Non sappiamo perché, ma la voce maxìna o masìna è di raro uso nelle carte antiche. Nella Carta de Logu troviamo meygu = medico; cura = cura, ma non maxìna o mexìna. Nella storia contemporanea ricordiamo Maxia Antonio (Roma 1904 – Cagliari 1962): politico. Dopo gli studi in Giurisprudenza, ad inizio di carriera praticò l’attività forense. Sin da giovane ebbe un forte legame con l’Azione Cattolica e si legò da vicino al nuovo Partito Popolare Italiano fondato da don Sturzo. All’insediarsi del Fascismo in Italia divenne un antifascista convinto e pertanto non ebbe vita facile durante il Ventennio. Nel 1943, all’arrivo degli Alleati fu addetto stampa per l’Alto Commissariato per la Sardegna. Entrò poi a far parte del partito della Democrazia Cristiana (DC) e nel 1948 fu eletto deputato al Parlamento della Repubblica Italiana. Sino alla morte ricoprì incarichi parlamentari di rilievo. Attualmente il cognome Mascia è presente in 571 Comuni italiani, di cui 135 in Sardegna: Cagliari 523, Quartu 191, Maracalagonis 123, Selargius 119, etc. Nella penisola Roma ne conta 174. Masia è presente in 274 Comuni italiani, di cui 91 in Sardegna: Sassari 658, Alghero 116, Ossi 94, P. Torres 83, Tissi 66, Cagliari 65, etc. Nella penisola è Roma ad avere il numero più alto con 134. Maxia è presente in 98 Comuni italiani, di cui 58 in Sardegna: Cagliari 181, Selargius 52, Quartu 44, San Basilio 43, etc.

MASCIADRI

Masciadri è tipico del comasco, della zona di Canzo e Caslino D'erba (CO) in particolare, deriva da una forma dialettale arcaica per merciaio o mercante.

MASCIANTONIO

Masciantonio è tipico del teatino, di Civitella Messer Raimondo, di Casoli e Liscia, e di Casacalenda (CB).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata nel nome antico e medievale Antonio, in cui la premessa del termine
mascio (forma dialettale di mastro) indica il fatto che il capostipite era un certo artigiano di nome Antonio (vedi Mastrantonio e Mastantuono).

MASCIARELLI
MASCIARI
MASCIARO

Masciarelli ha un nucleo romano ed uno nel chietino, Masciari è tipico di Catanzaro, Masciaro è quasi unico,
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Originario del catanzarese, Masciari, così come Masciaro, Masciara e Masciarelli, deriva dai termini dialettali
masciara o masciaro (dal latino megaera, l’italiano megera), col significato di strega, maga o, se un uomo, stregone, mago: era questa, dunque, la funzione svolta dalla capostipite o dal capostipite all’interno della propria comunità, in tempi in cui, va ricordato, la magia e le credenze popolari erano molto diffuse, soprattutto in ambienti contadini. In altri casi questi cognomi potrebbe essere nati da soprannomi attribuiti in base a caratteristiche fisiche o comportamentali simili a quelle di un masciaro o di una masciara.

MASCIAVE
MASCIAVE'

Masciave, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del cognome Masciavè, che ha un piccolo ceppo nel biellese ed uno a Torino, probabile frutto dell'emigrazione interna meridionale, ed un ceppo molto più consistente a Corato nel barese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale  con il significato di strega o stregone, potremmo ipotizzare che il capostipite avesse questo tipo di reputazione.

MASCIOPINTO

Masciopinto è specifico del barese, di Triggiano in particolare, di Bari e di Capurso, dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'attività di magister (mastro artigiano) e dal fatto di essere probabilmente scuro di carnagione quindi pinctus, ma è pure possibile che il pinto derivi dal termine pinctor indicante il mestiere di pittore o imbianchino svolto dal capostipite.

MASCIOTTI

Masciotti ha un ceppo umbro a Foligno, Cannara, Spello, Spoleto ed Assisi nel perugino ed a Roma, che potrebbe derivare da una forma ipocoristica aferetica del nome Tommaso, o anche, e puù probabilmente da una forma soprannominale dialettale ipocoristica del termine mastro, normalmente usato per indicare un artigiano.

MASCOLI
MASCOLINI
MASCOLINO
MASCOLO

Mascoli ha un grosso ceppo a Corato nel barese, uno piccolo a Napoli, Roma e tra mantovano e bresciano, Mascolini, molto raro ha un ceppo nel perugino ed uno a Roma, Mascolino ha un ceppo nel ragusano ed uno piccolo tra napoletano e beneventano, Mascolo è il più diffuso tra tutti questi cognomi, è tipico della Campania e della Puglia, con un grosso ceppo anche a Roma.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Mascolo, che, nel contesto dell’onomastica arcaica, assume il significato di virile, mascolino (vedi Maschio); in alternativa, tuttavia, è anche possibile che Mascolo nasca dall’aferesi di alcuni antichi nomi composti, come, ad esempio, il nome medievale Dolcemascolo (vedi Dolcemaschio). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se, in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.

MASE

Mase, molto raro, è specifico di Massa Lubrense nel napoletano, potrebbe derivare da una forma aferetica dialettale del nome Tommaso, di questa modo di contrarre il nome abbiamo un esempio a Firenze nella seconda metà del 1300: "..scilicet pictantia in festo Corporis Christi, anniversarium predicti testatoris et anniversarium domine Mase predicte. Item voluit ordinavit et reliquit quod fratres, quorum octo ad minus essent sacerdotes..".

MASE'

Masè ha un ceppo originario trentino a Strembo con presenze significative a Giustino, Trento e Pinzolo, uno a Trieste derivato da quello trentino ed uno a Iesi, Cupramontana e Maiolati Spontini nell'anconetano, si dovrebbe trattare di una forma tronca dell'aferesi del nome Tommaseo.

MASELLA
MASELLI
MASELLO
MASI
MASO
MASSELLA
MASSELLI
MASSELLO

Masella è molto diffuso nel Lazio, in Campania ed in Puglia, con un ceppo anche a Cagliari, Maselli è diffuso a macchia di leopardo, si individuano almeno tre ceppi, in Puglia, nel Lazio ed in Emilia, Masello ha un ceppo romano ed uno a Fuscaldo nel cosentino, Masi è presente in tutt'Italia, Maso è decisamente veneto, Massella è specifico del veronese, Masselli sembrerebbe avere un ceppo fiorentino ed uno nel foggiano, Massello, molto molto raro, è tipico di Villar Perosa e Pinerolo nel torinese. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici dall'aferesi di varianti del nome Tommaso. Maso potrebbe anche discendere da un toponimo come Maso Veneto o dal vocabolo veneto maso (casa colonica di montagna).
integrazioni di Andrea Malavolti
Tutti questi cognomi (Masi, Masselli ecc.) derivano, attraverso il culto di San Tommaso, dalla parola ebraico-aramaica
tomà, che significa gemello.
integrazioni fornite da Andrea Manni
Il cognome Masi al sud, in particolare in Calabria, Sicilia e Puglia, potrebbe anche derivare dall'italianizzazione di un cognome arbëreshë appartenuto ai membri di un antico clan, i
Mas Mat, arrivati nel sud Italia con la emigrazione dei fratelli Giovanni e Basilio Reres nella seconda metà del XV secolo. In alcuni casi, sempre al sud, potrebbe aver generato anche il cognome Masci che è diffuso anche nel centro-nord Italia ma di probabile origine autoctona. Anche in questo caso, va osservato come molti dei cognomi diffusi nel sud Italia a cui viene attribuita un'origine albanese (origine alloctona) fossero in realtà già presenti in Italia e di origine autoctona.

MASERATI

Specifico del lodigiano e alto piacentino, dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale masèe (massaio, fattore), ma potrebbe pure discendere da un soprannome sempre originato dal dialetto e cioè dal vocabolo maseràa (fradicio) o masera (sorta di fossa dove si metteva a macerare il lino e la canapa per poterli poi usare in filatura).

MASET
MASETTI
MASETTO

Maset, molto raro, è trevigiano, Masetti è tipico della fascia che comprende bolognese, modenese e fiorentino, con ceppi nello spezzino e massese e nel pesarese, Masetto è più raro ed è specifico dell'area che comprende le province di Vicenza, Padova, Treviso e Venezia, dovrebbero derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Tommaso, di cui abbiamo un esempio nel Decamerone di Boccaccio con Masetto da Lamporecchio (novella III 1) e anche con il pittore ducentesco senese Azzo di Masetto.  Un ceppo nobile della famiglia Masetti si trova già dal 1600 nella zona tra cuneese e torinese con i conti Masetti di Babano (Cavour).

MASIA
MAXIA

Masia è tipicamente sardo, molto diffuso in particolare nel nord dell'isola, in particolare a Sassari ed Alghero, ma anche, sempre nel sassarese, ad Ossi, Porto Torres, Tissi, Ittiri, Sorso e Pozzomaggiore, in Gallura ad Olbia ed Oschiri, ed a Cagliari, Nuoro ed Oristano, Maxia è invece tipico di Cagliari e del cagliaritano, di Selargius, Quartu Sant'Elena, San Basilio e Quartucciu, con un ceppo anche ad Aritzo nel nuorese, dovrebbero entrambi derivare dal vocabolo sardo di origine spagnola maxia e masia (masseria, fattoria), forse ad identificare i capostipiti come quelli della fattoria.

MASIELLI
MASIELLO
MASILLI
MASILLO

Masielli assolutamente rarissimo, forse barese, è dovuto probabilmente ad errori di trascrizione di Masiello che è tipico del sud, ha un nucleo nel barese, uno in provincia di Latina ed uno nel napoletano e casertano, Masilli, molto molto raro, parrebbe del frusinate, Masillo, altrettanto raro è del salernitano e potentino, derivano tutti da modificazioni dialettali dell'aferesi del nome Tommaso.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a San Cataldo (PZ) in uno scritto della seconda metà del 1600 si legge: "... Io frà Felippo sud.o confermo ut supra manu propria Io Alesandro Masillo fui p.te a q.to di sopra Io Benedetto Torto di Frosinone abitante in Morolo fui p.te a q.to di sopra, manu propria...".

MASIER
MASIERO

Masier è tipico trevigiano, Masiero è diffuso in tutto il Veneto, con un ceppo, probabilmente secondario, anche in Piemonte ed  in Lombardia, dovrebbero derivare dal vocabolo dialettale veneto masier, cioè 'mezzadro, si hanno tracce certe già dall'inizio del 1700.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Secondo Olivieri 205 Masiero deriverebbe dal latino '
mansarius', cioè colui che si occupava di una 'mansio' (n.d.r  mansio, in'età imperiale romana, era una stazione di sosta gestita dal governo centrale e messa a disposizione di chi viaggiasse per conto dello Stato, erano situate normalmente ad una trentina di chilometri l'una dall'altra.).

MASILE
MASILI

Masile, quasi unico, sembrerebbe del cagliaritano, Masili è tipicamente sardo, di Villanova Tulo, Sinnai e Cagliari nel cagliaritano e di Carbonia, dovrebbero derivare dal vocabolo sardo masia (masseria, fattoria), probabilmente ad indicare che i capostipiti erano dei fattori.

MASIN
MASINA
MASINI
MASINO

Masin è tipicamente veneto, di Montegrotto Terme, Galzignano Terme, Padova, Monselice, Battaglia Terme, Teolo, Vigonza, Due Carrare e Torreglia nel padovano, di Rovigo e di Legnago e Villa Bartolomea nel veronese, Masina è specifico del bolognese e ferrarese, Masini è tipico dell'Italia centrosettentrionale, dell'Emilia e Toscana in particolare, Masino ha un nucleo nel torinese, che potrebbe derivare dal toponimo Masino nel torinese, e più ceppi al sud, nel napoletano, nel potentino nella zona di Marsicovetere e Paterno, nel barese e nella zona di Melissa nel crotonese in Calabria, derivano dal nome medioevale Masinus, una forma aferetica del nome Thomasus, di quest'uso abbiamo un esempio nel milanese nel 1200, in un atto del 1246 conservato presso la Biblioteca Ambrosiana leggiamo: "Qui requiri debent et requisiti hi sunt: in primis Martinus de Rosa et ... ...Beltramus et Masinus de Sozanore, Iacobus filius Bonomii,...".

MASITTO

Masitto è un cognome estremamente raro, che parrebbe siciliano d'origine, in particolare della zona di Capri Leone e Naso nel messinese, dovrebbe derivare da un ipocoristico dialettale di una forma aferetica del nome Tommaso.

MASOERO
MASUERO

Masoero è tipicamente piemontese, di Torino, Collegno e Chivasso nel torinese, di Asti e San Damiano d'Asti nell'astigiano e di Alba e Cuneo nel cuneese, con piccoli ceppi secondari anche in Liguria, Masuero, decisamente meno comune, è tipico di Vercelli.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Masoero è cognome piemontese originato dalla voce dialettale "
masué", mezzadro.

MASOLA
MASOLI
MASOLINI
MASOLINO
MASOLO

Masola, molto raro, sembra del padovano, Masoli sempre rarissimo sembrerebbe più emiliano e romagnolo, Masolini meno raro parrebbe avere un ceppo in Valtellina, uno nell'udinese dove troviamo anche Masolino ed uno tra Bologna e Firenze, Masolo dovrebbe essere del vicentino, dovrebbero tutti derivare dall'aferesi di diminutivi del nome Tommaso.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1300 nel ferrarese, in un atto del 1370 stilato a Ferrara si può leggere: "...stando et habitando in domo dicti Maxolini omnibus ipsius Maxolini expensis, videlicet cibi et potus,de pensione domi nichil solvendo...", nel 1600 troviamo a Ferrara il notaio Francesco Masoli.

MASON

Tipico veneto, della zona che comprende le province di Padova, Venezia e Treviso, deriva da una variante dialettale dell'aferesi del nome Tommaso.

MASONE
MASONI

Masone ha un ceppo a Roma ed a Pomezia nel romano ed a Minturno nel latinense, ed uno in Campania nel beneventano, a Pietrelcina, Benevento e Pesco Sannita, ed a Napoli, Masoni ha un ceppo nel reggiano e nel modenese, in Toscana, nel livornese, pisano e fiorentino, nel forlivese, nel tarentino ed in Gallura, dovrebbero derivare da forma aferetiche di accrescitivi del nome Tommaso.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MASONE; MASONI: son cognomi molto rari in Sardegna. In lingua sarda la voce
mašòne/i significa branco o anche recinto di bestiame minuto (pecore, capre, proci – vedi anche il cognome Masu), dal latino mansio, deverbale di manere. La voce è presente nelle carte medioevali. Nel condaghe di Santa Maria di Bonarcado, XI, XIII secolo, al capitolo 65: (Ego priore Ugo de Sancta Maria de Bonarcato etc. etc. cap. 63 ): furedemi Mariane Catellu sa masone et vincillu et leveindelli .I. terra a costa dessa clesia. Testes: Petru Loke, maiore de scolca (comandante della guarnigione di guardia ai confini dello stato), cun tota scolca sua. Sempre nel CSMB, al cap. 1h, c’è la voce masoniu, nel significato di recinto, raccolta, raggruppamento do bestiame: e benit a masoniu de Serra de Tramazza…Negli Statuti Sassaresi( III, 45)… il termine “masonata” si adopera per indicare le guardie del comune “sa masonata” dessa potestate (N. d. R. : si tratta proprio dell’antica compagnia barracellare). Attualmente il cognome Masone è presente in 72 Comuni italiani, di cui solo 2 in Sardegna: Allai e Riola Sardo. Il cognome Masoni è presente in203 Comuni d’Italia, di cui solo 7 in Sardegna: Tempio 41, Sassari 9, Olbia 3, etc.

MASOTINA

Di probabili origini baresi, è decisamente raro.

MASOTTA
MASOTTI
MASOTTO

Masotta, molto raro, ha un ceppo nel beneventano ed uno nel catanese, Masotti è diffusissimo in Emilia, Toscana, Friuli, veronese, romano e barese, Masotto è di origini veronesi, dovrebbero derivare dall'aferesi di forme ipocoristiche di una variante derivata dal nome Tommaso.

MASPER
MASPERI
MASPERO
MASPERONE
MASPERONI
MASPES

Masper è tipico del bergamasco, Masperi, sempre lombardo, è più tipico del milanese, ma ha anche un piccolo ceppo nel ferrarese, Maspero è specifico dell'area milanese, lecchese, così come Maspes, Masperone, quasi unico è piemontese mentre Masperoni, altrettanto raro parrebbe sempre lombardo, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite accrescitivi, da soprannomi originati dal termine latino maspilus o mespilum (nespolo comune), modificato sia dal classico rotacismo che sostituisce la r alla l, come è comune nei dialetti del nord, sia da interventi dialettali di troncatura e di plurale in -es come in Maspes, probabilmente il soprannome era legato alla grande diffusione di piante di Nepolo in epoca medioevale, come dice nel De Magnalibus Urbis Mediolani il milanese Bonvesin della Riva nel 1288: "..Mespila quidem quamplurima in mense novembrys apparent aleatoribus exutis invisa. (In Novembre compare una grande quantità di nespole)..", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a nel bresciano agli inizi del 1500, e a Como, nella seconda metà del 1600, con Antonio Maspero, arciprete della chiesa di San Giorgio a Como.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Masperi: la base è il nome augurale e di devozione cristiano
Speranza, maschile e femminile, formato da ‘speranza’, specialmente come virtù teologale, speranza cioè di salvezza e di beatitudine dell’anima. Maspero è pure un termine dialettale settentrionale antico che indica un lavoratore della campagna. Altra ipotesi: MASPERO, MASPERI, NESPOLI, NESPOLA, MASPOLI, derivano tutti dal nome dell’albero 'nespolo' che in latino è ‘mespilus’. Secondo altri (Lurati) MASPOLI è un cognome lombardo e piemontese dalla voce medievale ‘malsperone’ = cattivo sperone, cattivo cavaliere’.

MASSA

Diffuso in tutt'Italia, sembra avere un forte nucleo in Liguria e Sardegna meridionale, in Campania ed in Piemonte, ma potrebbero esserci ceppi anche in Emilia. Potrebbe derivare da vari toponimi contenenti il vocabolo Massa, come Massa (BN) - (MS) - (PT), Massa della Lucania (SA), Massa di Somma (NA) ecc.
integrazioni di Alessandro Benfatto
Il cognome Massa è presente anche nel Salento:i Massa sono infatti baroni di Galugnano (LE).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MASSA: è un cognome presente in tutta Italia. In Sardegna la voce massa assume significato talvolta simile alla voce italiana, talaltra si discosta. Tanto in campidanese, quanto in logudorese massa significa massa, mucchio, quantità di materia omogenea. In latino
massa ha il significato di pasta, dal greco μάζα, = pasta, derivato dal verbo μάσσω = impasto. Nel tardo latino massa assume inoltre il significato di moltitudine. In italiano poi prende diversi significati, oltre a moltitudine: massa, in geologia; massa nei circuiti elettrici; massa inteso anche come pasta, da cui deriva massaia; in fisica, massa di un corpo; massa in architettura; massa nel linguaggio economico;  nell’alto medio evo, massa era l’insieme di numerosi possedimenti terrieri; etc. Qui in Campidano la voce massa, “sa massa” è sinonimo di “su màllu”, il maglio e “sa massètta” è un piccolo maglio. Come detto innanzi “massa” era chiamato l’accorpamento di più fondi. Si divideva in due parti, una era la massa domestica, dotata di tutte le colture, la seconda era chiamata a secondo della sua natura: saltu, pratu, silva. Il cognome Massa in Sardegna: Guglielmo I, re di Càlari, figlio di Oberto Obertenghi (marchese di Massa e Parodi), e di Giorgia De Lacon – Gunale di Càrali, fu marchese di Massa e Parodi per parte di padre e re di Càlari per parte di madre, nel 1187, in seguito alla morte, senza eredi, del re Torchitorio III de Lacon – Serra. Per breve tempo Guglielmo I de Lacon – Gunale – Massa, fu anche re di Arborea. La dinastia de Lacon – Serra – Massa ebbe il giudicato di Calari sino al 1258, con Guglielmo III ultimo re del Regno Giudicale di Calari. Nell’opera di Giovanni Francesco Fara “In Sardiniae Chorographiam” al capitolo “Occidentalis lateris descriptio et censura litoralis” (descrizione della costa occidentale della Sardegna), relativamente alla zona di Alghero, Capo o Punta Giglio e Porto Conte, sono citate le “Cale di Massa” – ubi sunt stationes Massae – come località. Nei documenti medioevali, tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, sono citate diverse persone col cognome  “de Massa”, in cui il “de” sta probabilmente ad indicare la provenienza da un luogo, ma non sappiamo se si tratta di località della Sardegna, o della penisola, come ad esempio “Massa” della Toscana: Massa (de) Barçòlo, jurato(collaboratore del majore, guardia giurata) Ville   Olbane. * Ville Olbane…odierno Villa Urbana. Contrate Campitani Simagis; Massa (de) Guantino, majore(amministratore di giustizia, sindaco) ville Solli, * Solli…odierno Silli. Contrate Partis Milis; Massa (de) Joanne, ville Pauli, * Pauli ...odierno Paulilatino. Contrate Partis de Guilcier; Massa (de) Leorio, jurato ville de Paingionis, *  Paingionis…Pavigionis…Pabillonis.  Contrate Montis Regalis; Massa (de) Umbrosio, ville Ecclesiarum, *** Villa Ecclesiarum…odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum…sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum…seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna…in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri…nona die januarii 1388; Massa (de) Vanuto, ville Gonnos de Codina, * Gonnos de Codina…Gonnoscodina. Partis de Montibus; Massa (de) Vincencio, ville Pauli; Massa(de)  Matheus – de Aristanni, *** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis…nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant…congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Sempre nella storia medioevale ricordiamo Giuliano « de »  Massa, capitano dell’esercito di Mariano IV, signore del giudicato di Arborea, nel primo periodo della guerra contro il Regno di Sardegna, aggregato alla Corona d’Aragona. Giuliano di Massa, con un drappello di soli venti cavalieri, nel 1353, riuscì a giungere sino al villaggio, oggi scomparso(si trovava nelle vicinanze dell’attuale centro di Elmas – El Mas – Su Masu – vedi il cognome Masu), di Mogoro, nei pressi dello stagno di Santa Gilla, nei possedimenti di Francesco Corràl e di Guglielmo Terrades, ai quali requisì un gregge di ben 600 pecore. Attualmente il cognome Massa si trova in 1120 Comuni italiani, di cui 96 in Sardegna: Sant’Antioco 146, Cagliari 138, Quartu 111, Guspini 97, Selargius 64, etc.

MASSACRI

Rarissimo, presente solo nel sudmilanese.

MASSAFRA

Tipico del centrosud della Puglia deriva dal toponimo Massafra (TA).

MASSAFERRO
MAZZAFERRI
MAZZAFERRO

Massaferro è un cognome molto raro specifico della riviera di ponente in Liguria, Mazzaferri ha un ceppo nell'anconetano a Senigallia, uno nel teramano a Crognaleto ed uno a Roma, Mazzaferro invece ha un ceppo genovese, uno tra maceratese e Piceno nelle Marche ed uno nel reggino in Calabria, tutti questi cognomi potrebbero derivare direttamente o tramite modificazioni dialettali da nomi di località come Mazzaferro di Urbino, o anche da soprannomi indicanti il mestiere di fabbro o di soldato, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nell'elenco degli scolari dell'Ateneo Perugino nel 1567 con Alexander Mazzaferrus, e anche in un atto del 1739 a Perti nel savonese dove viene citato, come gestore di una massione (tenuta agricola), il capitano Pietro Vincenzo Massaferro.

MASSAGLI
MASSAGLIA
MASSALI

Massagli ha un ceppo a Lucca e Capannori nel lucchese ed a Pescia nel pistoiese, ed un ceppo in Puglia a Brindisi e Bari, Massaglia ha un piccolo ceppo a Viareggio, Camaiore e Massarosa nel lucchese, ma in nucleo più consistente è in Piemonte nell'astigiano, ad Aramengo, Passerano Marmorito ed Asti, e nel torinese a Torino e Chieri, Massali, praticamente unico, è del cosentino, sembra che possano derivare da alterazioni dell'antico nome latino, Massalla, o Massalia, della città di Marsiglia, Massalla o Messalla e Massalius sono stati anche dei cognomen latini resi famosi sia da Tacito che da Tibullo, ad esempio Marcus Valerius Massalla Corvinus fu il mecenate del poeta latino Tibullo, Massalius si chiamava anche uno dei sette martiri di Corfù del primo secolo.

MASSAGNI

Assolutamente rarissimo, sembrerebbe fiorentino, potrebbe derivare dal termine medioevale massanus (di Massa), ma è pure possibili che derivi dallo stato di fattore (massano).

MASSAGRANDE

Tipico del veronese, in particolare di Villafranca di Verona, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine veneto massa grande (troppo grande, enorme) forse ad identificare una persona, il capostipite, veramente esageratamente massiccia.

MASSAINI

Massaini ha un ceppo nel comasco, a Corrido e Porlezza, ed uno toscano, a Firenze, Arezzo e Radicofani nel senese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Massainus di cui abbiamo un esempio d'uso a Firenze nel 1418, dove in un atto, relativo al pagamento di lavori eseguiti, possiamo leggere: "...Operarii suprascripti insimul ut et ubi supra congregati, absentibus tamen dictis Donato et Nerone eorum collegis, causa, modo et forma suprascriptis stantiaverunt etc. quod Filippus camerarius suprascriptus causa, modo et forma suprascriptis det etc. Papio Buionis magistro quos recipere debet ab Opere pro novem operibus et duobus tertiis quibus laboravit in domo Operis ubi stat ser Massainus cappellanus ad rationem soldorum 18 denariorum 6 f.p. pro die, et Piero Cofaccie manovali pro operibus 9 1/1 laboravit cum dicto Papio in dicta domo...".

MASSANI

Massani, molto raro, ha un ceppo nelle Marche a Sant'Angelo in Vado nel pesarese e nell'anconetano a Jesi e Castelbellino in particolare, ed un ceppo a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale massano (fattore, colui che conduce una masseria).

MASSANTE
MASSANTI

Sia Massante che Massanti sono assolutamente rarissimi sembrerebbero dell'area lucchese, di Montemaggiore di Camaiore  e di Montuolo in particolare, con un ceppo anche nelle Marche tra Fano e Ostra Vetere nell'anconitano, ed uno forse a Roma, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale massa (mazza), probabilmente originati da mestieri come il maniscalco, il falegname o il fabbro, svolti dal capostipite.

MASSARA

Ha un ceppo importante nella Lombardia nordoccidentale ed uno nel sud della Calabria, il ceppo lombardo deriva dal termine massaro (fattore) mentre quello calabrese potrebbe derivare dal toponimo Mazara (TP). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Valtellina fin dal medioevo ed a Vibo Valentia nel 1700 è presente un notaio Gianfilippo Massara.
integrazioni fornite da Ilenia Massara
Antica e nobile famiglia di lontana derivazione spagnola,pervenuta in Italia al seguito degli aragonesi, insediata in Lombardia,successivamente alcuni rami molto importanti si trasferiscono in Calabria e a Roma. Conosciuta fin dal 1355 per il tramite di un cavaliere Manfredi Massara ai servigi della regina Eleonora moglie del re Federico III D\'Aragona,il quale sposa nel 1360 una nobildonna lombarda Luisa Garlaschi di Oleggio (NO), che gli darà tre figli: Giovanni, Giorgio e Roberto. Il primogenito Giovanni, animo inquieto e desideroso di conoscenze, lascia la famiglia e si trasferisce in Calabria dove sposerà Margherita Condofuri, con lei darà origine agli attuali rami presenti in Calabria.  Il secondogenito Giorgio vive per diverso tempo presso uno zio materno a Roma, lì conoscerà Luisa Colonna che sposerà e vivrà con due figli e molte ricchezze.  Il terzogenito Roberto,essendo il più piccolo resta in famiglia,alla morte del padre,eredita tutti i beni e i titoli e vivrà per sempre nella terra di origine. Stemma:scudo rosso con un braccio d'azzurro impugnante una maza armata di punte d'oro.Corona di Barone.

MASSARDI
MASSARDO

Massardi è tipico del bresciano, di Nuvolento in particolare, ma anche di Brescia, Montichiari, Bedizzole e Prevalle, Massardo è tipico di Genova, dovrebbero derivare dal nome medioevale Massardus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1354 dove viene citato un Massardus de Lernez tracce antiche di queste cognominizzazioni le troviamo in atti della fine del 1300: "...Guillelmo Massardi alias Maganha et Johanne Reynaudi habitatore ripparie Valentie, cum pluribus aliis fidedignis;...", secondo altri deriverebbe invece dall'aferesi di ipocoristici arcaichi del nome Tommaso, Tomassardo quindi Massardo.

MASSARELLA
MASSARELLI
MASSARELLO
MASSARI
MASSARO
MASSAROTTI
MASSAROTTO
MASSER
MASSERA
MASSERI
MASSERO

Massarella ha un ceppo a Fondi (LT) ed uno a Campobasso, Massarelli ha un nucleo nel ternano, uno in provincia di Roma, di Bari e di Napoli, Massarello è quasi unico, Massari e Massaro sono presenti a macchia di leopardo in tutt'Italia, si individuano ceppi nel ragusano, nelle Puglie, nel napoletano, nel palermitano, nel centro Italia, in Piemonte, Lombardia ed Emilia e nel Veneto, Massarotti, molto molto raro, è del pavese, Massarotto è tipico del trevisano e del padovano, Masser, quasi unico, è sicuramente veneto, Massera ha ceppi el verbanese, nel milanese, nel parmense, nel Friuli, nelle Marche e nel Lazio, Masseri, assolutamente rarissimo, sembrerebbe fiorentino, Massero, altrettanto raro, parrebbe piemontese, dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite ipocoristici dal mestiere di massaro o massero (fattore, conduttore agricolo). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Firenze in un testamento del 1614 un certo Bernardino di Bartolomeo Masseri lascia ogni suo avere ad un convento di Grosseto ed in Friuli in un atto di matrimonio del 1747 si legge: "...Antonius filius Josephi Massera de Masseris sposa Golles Agnese di Stermizza...".

MASSARENTE
MASSARENTI

Massarente, molto molto raro, è tipico rovigoto, Massarenti è specifico della zona di Mesola e Codigoro nel ferrarese, derivano dal termine massarus (fattore, mezzadro).

MASSARIOL

Assolutamente rarissimo sembrerebbe del trevigiano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale massariòl che si riferisce ad una credenza locale ed identifica un piccolissimo folletto dedito a scherzi fatti alle spese dei contadini.

MASSARON
MASSARONE
MASSARONI
MASSERONI
MASSIRONE
MASSIRONI
MESSIRONI

Massaron, quasi unico, sembrerebbe lombardo, con presenze anche in Veneto, Massarone ha un piccolo ceppo nel cuneese ed uno nel frusinate, Massaroni è tipico del Lazio, di Roma, e di Villa Santo Stefano, Monte San Giovanni Campano e Strangolagalli nel frusinate, Masseroni, Massirone, Massironi e Messironi, sono dell'areale milanese, più verso Cremona il primo e verso le prealpi il terzo, il secondo ed il quarto, quasi unici, sono probabilmente solamente dovuti ad errori di trascrizione di Massironi, dovrebbero tutti derivare da accrescitivi del termine massaro o massero (fattore, mezzadro, chi gestisce una fattoria dividendo con il padrone dei terreni il raccolto metà per uno).

MASSASOGNI

Assolutamente raro è presente solo in provincia di MIlano e di Lodi, di origine etimologica oscura, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale lombardo arcaico massa (vomere, lama dell'aratro), forse ad indicare un contadino.

MASSASCUSA

Massascusa, assolutamente molto raro, è specifico di Albanella e Capaccio nel salernitano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Massascusa, situato all'interno del Parco Nazionale del Cilento, probabile luogo d'origine dei capostipiti.

MASSAZZA

Specifico della zina tra Piemonte e Lombardia, dovrebbe derivare dal toponimo Massazza (BL), ma può discendere anche dall'origine del nome di quel comune, che lo vuole legato al concetto di massaria (ammasso di beni agricoli).

MASSE'

Molto raro sembrerebbe di origini milanesi, dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale massè (massaio, fattore).

MASSENTI

Massenti è tipicamente sardo, di Sardara nel Medio Campidano, di Cagliari e di Oristano, dovrebbe derivare dal nome latino Maxentius (Massenzio) (vedi MAXENTI)

MASSENZI
MASSENZIO

Massenzi è tipico di Roma, con un piccolo ceppo anche ad Antrodoco nel reatino, Massenzi o è invece specifico del foggiano, di Lucera e Motta Montecorvino, dovrebbero derivare dal nome Massenzio, nome a sua volta derivato dal nome latino Maxentius (Massenzio). (vedi MAXENTI)

MASSI
MASSO

Massi  ti della fascia centrale che comprende il forlivese, il riminese, la Toscana, tutte le Marche, il teramano, l'Umbria, in particolare il ternano ed il Lazio, Masso, molto raro, ha un ceppo nel reggino a Laureana di Borrello, potrebbero derivare da forme dialettali derivate dal nome nome medioevale di origine germanica Matzo o Mazzo (vedi MAZZI).

MASSIDDA

Massidda è tipico di Cagliari, di Monserrato e di Serri (CA), ma ha ceppi primari significativi anche a Scano Di Montiferro nell'oristanese, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo massídda (mascella, ganascia), tracce di questa cognominizzazione le troviamo nell'archivio della parrocchia di Scano Montiferro (OR) fin dalla fine del 1600, in una registrazione dell'anno 1709 si trova citata la sepoltura nella chiesa di San Nicola di una certa Francesca Massidda.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MASSIDDA:
massidda o massìlla nelle parlate del centro nord è la mascella, ganascia, guancia; dal latino maxilla. In Campidano usiamo generalmente il termine barra, con gli stessi significati di massidda. Barra viene dal catalano “barra” e non ha riscontro in latino, bensì in greco (vedi il cognome Barra). Il cognome potrebbe designare  una persona (il capostipite) per le sue caratteristiche fisiche, ad esempio dalle mascelle solide, robuste o più probabilmente per il suo carattere  forte, come il corrispondente Campidanese homini de bàrra, barròsu: home de barra, barroso, in catalano. Il cognome Massidda è presente nelle carte medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del !388, troviamo: Massidda Maniele, jurato(collaboratore del sindaco, guardia giurata) ville Orani, * Orani...odierna Orani. Curatorie Dore. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI, XIII secolo, al capitolo 96 troviamo un certo Massilla Gosantine: (si tratta di un acquisto – compòru)Ego apatissa Theodora comporailis assos homines de Tigesi, et a liveros et a servos, su saltu de Puthuruiu. Ave termen d’agitu de Seuni…Aterminande pupillos de su saltu…(segue l’elenco) dei nomi, tra cui Gosantine Massilla. Nella storia ricordiamo Massidda Antonio Martino, di Santulussurgiu. Visse in epoca sabauda del Regno di Sardegna. Apparteneva ad una nobile famiglia di quel centro. Ospitò a casa sua il rivoluzionario Giommaria Angioy e aderì alla sua causa. Fallito il tentativo dell’Angioy, continuò con alcuni suoi compagni, clandestinamente, la lotta antifeudale. Fu considerato uno dei capi della rivolta e messo al bando. Ottenne il perdono previsto dal “pregone” del 9 giugno 1796. dovette però recarsi ad Oristano e fu messo sotto sorveglianza 24 ore su 24. Fu poi uno dei capi della rivolta di Santulussurgiu del 1800, ed in seguito al fallimento riparò in Corsica. In seguito fu graziato, insieme ad altri 17 latitanti. Attualmente il cognome Massidda è presente in 124 Comuni Italiani, di cui 54 in Sardegna: Cagliari 186, Monserrato 163, Sassari 68, Sant’Antioco 45, Quartu 44. etc.

MASSIGNAN
MASSIGNANI

Sia Massignan che Massignani sono specifici del vicentino, anche se un'ipotesi di derivazione potrebbe essere dal toponimo Massignano (AP), sembra prevalere l'ipotesi di un collegamento con il cognomen romano Massimianus (ricordiamo l'imperatore Massimiano, (240, 310 d.C. padre di Massenzio e suocero di Costantino il grande).
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
il cognome da un toponimo, Massignani una località nei pressi di Valdagno (VI). Me lo ha segnalato il Sig. Marco Girardi impiegato della Biblioteca di Verona.  Il nome della località appare già nella seconda metà del Cinquecento come Contrà de Massignan. Il cognome è stato studiato da Giovanni Rapelli in un libro pubblicato abbastanza di recente: I COGNOMI DI VERONA E DEL VERONESE / VAGO DI LAVAGNO 1995.

MASSIMI
MASSIMO

Massimi è tipico della fascia centrale che comprende il Lazio, l'Abruzzo ed in parte l'Umbria, con un ceppo anche a Monte Argentario nel grossetano, Massimo è presente a macchia di leopardo nel meridione con un ceppo abbastanza significativo nel latinense, napoletano e soprattutto nel casertano, derivano dal nome della Gens Maximia  o dal nomen latino Maximus portato ad esempio dal famosissimo Quintus Fabius Maximus Verrucosus (275 a.C - 203 a. C.), che ottenne cinque consolati, detto il Cunctator (temporizzatore) per la sua strategia militare contro Annibale.

MASSIMIANI
MASSIMIANO

Massimiani è specifico dell'area che comprende il romano, il latinense, il frusinate, il reatino, l'aquilano ed il teramano, Massimiano, con qualche sparuta presenza nel romano ed in Abruzzo, ha un piccolissimo ceppo a Paduli nel beneventano, dovrebbero derivare dal cognomen latino Maximianus, ch era anche uno dei nomi dei liberti o degli affiliati della Gens Maximia, ma potrebbero anche avere origine toponomastica derivando da un possibile ager maximianus ( proprietà terriera della Gens Maximia).

MASSIMILIANI
MASSIMILIANO

Massimiliani è tipico della zona centrale che comprende le province di Roma, Terni e Rieti, Massimiliano, molto molto raro, parrebbe dell'area campano pugliese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Maximilianus, ricordiamo il famoso imperatore Massimiliano I° d'Asburgo figlio di Federico III°.

MASSIMINI
MASSIMINO

Massimini potrebbe essere originario della provincia di Chieti, con un possibile ceppo secondario nel lodigiano, Massimino ha 3 ceppi distinti, nel catanese, a Napoli e Anacapri e nel cuneese, dovrebbero derivare dal nomen latino Maximius o dal nome bizantino Maximinus. Ricordiamo l'imperatore romano Maximinus il trace (235-238), primo ad assurgere da semplice soldato a sommo imperatore dei romani.

MASSOLA
MASSOLI
MASSOLO

Massola, decisamente raro, sembra del torinese ed alto alessandrino, Massoli ha un ceppo ad Esine nel bresciano ed uno nella zona che comprende il perugino, con Marsciano e Perugia, il ternano, con Stroncone e Terni, il reatino ed il romano, Massolo è specifico di Alessandria e del cuneese, derivano dal nome longobardo Matzolo, forma ipocoristica del nome Matzo, attraverso la latinizzazione in Massolus, Massola, nome che troviamo ad esempio a Perugia nel 1380 in un atto di infeudazione di un certo Vannunzio di Massolo come Signore di Pornello (TR).

MASSON
MASSONE
MASSONI

Masson, assolutamente rarissimo, ha presenze in Veneto ed in Toscana, Massone è tipico dell'area che comprende l'alessandrino, il pavese, il genovese ed il savonese, con massima concentrazione a Genova, Recco, Uscio, Camogli e Rapallo nel genovese ed a Calizzano nel savonese, a Castelletto d'Orba, Novi Ligure, Tortona e Cassano Spinola nell'alessandrino, ed a Voghera nel pavese, Massoni ha un ceppo a Stradella e Voghera nel pavese, ed a Milano e Binasco nel milanese, uno a Capannori nel lucchese ed a Montepulciano nel senese, uno a Roma ed uno a Cagliari, per questi cognomi esistono varie ipotesi, la prima è che derivino da alterazioni dialettali di forme accrescitive aferetiche del nome Tommaso, la seconda propone una derivazione da alterazioni dell'aferesi di un accrescitivo del nome medioevale Dalmazzo, una seconda ipotesi proporrebbe la derivazione dal termine francese maçon (muratore), e starebbe ad indicare il mestiere dei capostipiti.

MASTACCHI

Mastacchi, molto molto raro, sembrerebbe del bolognese, di Monzuno e di Bologna, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine arcaico mastacco (pingue, grasso), a sua volta derivato dal germanico mastein (ingrassare), soprannome probabilmente originato dalla corporatura ben disposta del capostipite.

MASTACCHIA
MASTACCHIO

Mastacchia e Mastacchio, ormai praticamente scomparsi in Italia, sembrerebbero essere stati originari della Sicilia, dovrebbero derivare dai cognomi greci Mastaka e Mastakos, a loro volta derivati dal termine greco arcaico mastax (bocca), con un significato probabilmente di persone grasse.

MASTANDREA
MASTRANDREA

Mastandrea è tipico dell'area che comprende la Campania, il Molise, la Basilicata e la Puglia in particolare Giovinazzo, Ruvo Di Puglia e Bitonto nel barese, Mastrandrea è presente a macchia di leopardo al sud, ha un ceppo importante nel barese, derivano dal termine mastro (normalmente riferito ad un artigiano) seguito dal nome Andrea, si riferiscono quindi a famiglie il cui capostipite, di nome Andrea, faceva appunto l'artigiano.

MASTANTUONI
MASTANTUONO
MASTRANTUONI
MASTRANTUONO

Mastantuoni è molto raro e sembra specifico del napoletano ed avellinese, Mastantuono è della zona di Formia (LT), del napoletano e della zona di  Guardia Sanframondi (BN), Mastrantuoni, estremamente raro, è della zona fra Molise e Campania, Mastrantuono, un poco meno raro ha un ceppo tra romano e latinense ed uno tra napoletano, salernitano e potentino, derivano tutti dal termine mastro (normalmente riferito ad un artigiano) seguito dal nome Antonio, probabile nome del capostipite. (vedi Mastrantoni)

MASTELLA
MASTELLI
MASTELLO

Mastella ha un ceppo tra veronese, vicentino e padovano ed uno campano, Mastelli, assolutamente rarissimo, è veneto, Mastello, quasi unico, è dell'area napoletano, beneventana, dovrebbero derivare da un soprannome originato dall'antico termine masto (per mastro artigiano) soprattutto utilizzato in meridione, mentre nel Veneto potrebbe derivare dall'attività di lavandaia svolta dalla capostipite. e deriverebbe dal termine mastella o mastello (recipiente per lavare i panni), normalmente munito di occhielli superiori dove far passare una stanga per facilitarne il trasporto in due, il termine deriva dal tedesco mast (stanga).

MASTINI
MASTINO
MASTINU

Mastini ha un ceppo veronese, uno nel reggiano, uno nel forlivese e pesarese ed uno nel romano e viterbese, Mastino è tipicamente sardo, di Sassari ed Ossi nel sassarese, di Villacidro ed Arbus nel Medio Campidano, di Iglesias e Carbonia e di Olbia, Mastinu, sempre sardo, è più tipico dell'oristanese, di Milis, Bosa, Seneghe e Tresnuraghes, e del nuorese, di Silanus, Macomer e Bolotana, con un ceppo anche a Cagliari, dovrebbero derivare dal nome medioevale italiano Mastinus, di cui abbiamo un esempio d'uso a Verona nel 13338: "... Item dominus Lepus, constabularius gentium et banderie domini Karoli, fecit quendam suum nepotem ante portam Verone per manum domini Andreasii de Rubeis militari cingulo decorari. Nulli enim equites de civitate exire ausi fuerunt. Sed dicitur quod dominus Mastinus montem intra muros civitatis Verone ascendens et circuens, ...".

MASTIO
MASTIU

Mastio è tipicamente sardo del nuorese, di Galtelli, Nuoro, Gavoi, Sarule ed Irgoli, Mastiu è unico, potrebbero derivare da un soprannome dialettale sardo con il significato di mastice, colla molto resistente.

MASTRANGELI
MASTRANGELO
MISTRANGELI

Mastrangeli è tipico laziale, delle province di Roma e Frosinone soprattutto, Mastrangelo è molto diffuso nella fascia che comprende Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia, Mistrangeli, assolutamente rarissimo, è tipico del milanese, dovrebbe trattarsi di una modificazione del primo, dovrebbero derivare dal termine magistro (normalmente riferito ad un artigiano) seguito dal nome Angelo, la famiglia de Magistro Angelo diventa quindi Mastrangeli o Mastrangelo.

MASTRANTONI
MASTRANTONIO

Mastrantoni è specifico del Lazio, province di Roma, Latina e soprattutto Frosinone, Mastrantonio è tipico della provincia di Roma e dell'Aquila, di entrambi esistono ceppi in Sicilia, derivano dal termine mastro (normalmente riferito ad un artigiano) seguito dal nome Antonio.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'agrigentino nel 1400 con il Barone Aloisio Mastrantonio (†1505) signore di Iaci e di Sambuca (AG).

MASTRAPASQUA
MASTROPASQUA

Tipici pugliesi entrambi del barese in particolare, derivano dalla contrazione del nome Pasquale è starebbero ad indicare la famiglia di artigiani di nome Pasquale, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Molfetta nel 1600 con un Mastropasqua mastro muratore, ricordiamo l'architetto Giovanni Mastropasqua del 1700 artefice della Chiesa di Sant'Agostino di Giovinazzo (BA).

MASTRECCHIA

Mastrecchia è tipico del romano, di Roma, Cerreto Laziale e Tivoli, potrebbe derivare dal fatto che il capostipite, un artigiano (mastro) venisse soprannominato Vecchia o la Vecchia, l'unione dei due termini, per contrazione, potrebbe aver dato origine a Mastrecchia.

MASTRI
MASTRO

Mastri molto raro, sembra avere un ceppo nel milanese ed uno nell'anconetano, Mastro è tipico del brindisino, dovrebbero derivare da un soprannome originato dall'essere probabilmente il capostipite un maestro artigiano.

MASTRIA

Mastria ha un ceppo nel leccese, in particolare a Tricase, ma con ottime presenze anche ad Andrano, Corsano, Neviano, Ugento, Galatina, Collepasso, Surbo e Galatone, ed uno a Catanzaro e nel catanzarese, l'origine di questo cognome potrebbe essere dal termine italiano arcaico mastria (opera o lavoro artigianale), forse ad indicare la famiglia come a capo di una bottega artigianale.

MASTROBONI
MASTROBONO
MASTROBUONI
MASTROBUONO

Mastroboni, unico, sembrerebbe toscano, Mastrobono, praticamente unico, parrebbe pugliese, Mastrobuoni è decisamente campano, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo a Cerreto Sannita nel beneventano, a Napoli ed a Caserta, Mastrobuono ha un ceppo a Roma, uno a Napoli ed uno, molto piccolo, a Taranto, questi cognomi dobrebbero derivare da capostipiti di professione artigiani, o Magistri artium, che portassero il nome medioevale Bono o Buono (vedi BONA).

MASTROCECCO
MASTROCICCO

Mastrocecco, quasi unico, parrebbe del teatino, Mastrocicco ha un ceppo a Roma e nel frusinate ed uno a San Nicandro Garganico nel foggiano, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti, di nome Francesco, chiamati, per aferesi, con l'ipocoristico dialettale Cecco o Cicco, facessero di mestiere gli artigiani, cosa che ha dato luogo al prefisso Mastro, dal latino magister (mastro o maestro artigiano).

MASTROCINQUE

Mastrocinque è tipico dell'area che comprende il napoletano, il casertano ed il beneventano, con un ceppo anche nel tarantino e leccese, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite, di professione artigiano, il prefisso Mastro- è la contrazione del magister artis latino (artigiano), cui si è aggiunto il suffisso soprannominale -cinque, forse legato ad un fatto accaduto, o anche a caratteristiche del luogo di abitazione o di provenienza del capostipite, che ad esempio poteva essere l'artigiano delle cinque porte, o dei cinque archi, o che arrivava dai cinque colli, o qualcosa del genere.

MASTROCOLA

Mastrocola ha un piccolo ceppo nel maceratese, ma il grosso si distribuisce fra pescarese, chietino, campobassano e beneventano, la massima concentrazione si ha a Guardiagrele e Orsogna nel Teatino ed a Casalduni e Circello nel beneventano, deriva dal termine mastro (normalmente riferito ad un artigiano) seguito dall'aferesi del nome Nicola.

MASTRODASCIA
MASTRODASCIO

Mastrodascia, praticamente unico, è del teramano, così come il meno raro Mastrodascio che ha un piccolissimo ceppo a Fano Adriano nel teramano ed un ceppo a Roma, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal mestiere del capostipite, probabilmente un mastro d'ascia o costruttore di barche esperto nel manovrare l'ascia per la sgrossatura della struttura in legno delle barche.

MASTRODDI
MASTRODDO

Mastroddi è tipico di Tagliacozzo nell'aquilano e di Roma, Tivoli e Nettuno nel romano, Mastroddo sembra ormai scomparso, dovrebbero derivare dall'unione del termine medioevale mastro, che indica un mestiere artigiano svolto dal capostipite, il cui nome probabilmente era Otto (vedi ODDI), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Tagliacozzo fin dal 1500, in un resoconto storico del 1516 si cita un certo Domenico di Mastroddo abitante di Tagliacozzo che, assieme ad altri, prese la salma del Beato Tommaso da Celano e la trasportò nella chiesa di S. Francesco di Tagliacozzo.

MASTRODOMENICO

Mastrodomenico sembrerebbe tipicamente pugliese, del foggiano, barese e soprattutto tarentino dove a Laterza ha la sua massima concentrazione, deriva dal termine mastro (normalmente riferito ad un artigiano) seguito dal nome Domenico.

MASTRODONATA
MASTRODONATI
MASTRODONATO

Mastrodonata e Mastrodonati dovrebbero essere forme alterate da errori di trascrizione del cognome Mastrodonato che è tipicamente pugliese, soprattutto del barese ed in particolare di Bisceglie, con ceppi interessanti anche ad Andria, Corato, Gravina di Puglia, Bitonto, Trani e Bari, con un ceppo anche a trinitapoli e San Severo nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nell’unione fra il termine
mastro (nel senso di mastro artigiano) e il nome medievale Donato, ad indicare che il capostipite era un artigiano di nome Donato (vedi Donadel).

MASTROFINI

Mastrofini è tipico di Monte Compatri nel romano e di Roma, dovrebbe derivare da capostipiti artigiani di nome Finus o Serafino (vedi FIMELLI). Tracce illustri di questa cognominizzazione le troviamo in Marco Mastrofini (1763-1845.), originario di Monte Compatri, libero pensatore e teologo, autore tra l'altro del Metaphysica sublimior de Deo trino et uno.

MASTROFORTI

Mastroforti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Perugia, dovrebbe derivare da capostipiti artigiani recanti il nome medioevale Forte (vedi FORTE).

MASTROGIACOMI
MASTROGIACOMO

Mastrogiacomi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del pesarese, Mastrogiacomo ha un grosso nucleo tra le province di Roma e Frosinone, un ceppo in Campania, tra napoletano ed avellinese, ed uno in Puglia, nel barese in modo particolare, dovrebbero derivare dal nome di un artigiano di nome Giacomo e starebbe ad indicare appunto la famiglia di Mastro Giacomo.

MASTROGIROLAMO

Mastrogirolamo sembrerebbe specifico di Velletri, dovrebbe derivare dall'unione del termine mastro (maestro artigiano) con il nome Girolamo che dovrebbe quindi essere il nome del capostipite che faceva l'artigiano.

MASTROGIUSEPPE

Mastrogiuseppe ha un ceppo nell'aquilano a Sulmona e Pratola Peligna ed a Chieti ed uno nel campobassano, a Lupara, Larino e Termoli, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite, di nome Giuseppe, svolgesse l'attività di mastro artigiano.

MASTROIACO

Mastroiaco è specifico di Rieti, dovrebbe derivare da un capostipite di professione artigiano, o magister artis, fatto che ha dato origine al prefisso Mastro-, e di nome Iacopo, che per apocope è diventato Iaco.

MASTROIANNE
MASTROIANNI

Mastroianne è unico ed è sicuramente un errore di trascrizione di Mastroianni che è invece molto diffuso in tutta la fascia da Roma a Catanzaro, con grosse concentrazioni  nelle province di Roma, Frosinone, Caserta e Napoli e poi nel potentino, cosentino e catanzarese, dovrebbe derivare dal nome di un artigiano o magister di nome Iohannes (Giovanni) e starebbe ad indicare appunto la famiglia di Mastro Ianni forma dialettale per Giovanni, di quest'uso abbiamo un esempio a Parma nel 1531 dove tra i laureati dell'anno troviamo Magister Iohannes de Biliardis in artibus et medicina, a Palermo nei consigli populares  del giugno 1450 leggiamo: "...Magister Iohannes di Ayculino est in voto ki di omni cosa si remecti ali capituli mandati per lu populu alu signuri Re.Antonius di lu Paraturi est in voto ki si spacha per omni modu li actractu ki e a lu presenti a li mura et ki omni unu chi converra particulariter..:".

MASTROLEO

Mastroleo è tipicamente pugliese, con un ceppo a Castellana Grotte nel barese ed uno nel leccese a Racale, Andrano e Alliste, esiste anche un ceppo napoletano che risale almeno alla seconda metà del 1600, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla fusione del termine mastro (artigiano) e del nome Leo, sia come nome a se stante sia come possibile troncamento di nomi come Leone o Leonardo, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel leccese nel 1600 con Don Francesco Antonio Mastroleo (1624-1709) che fu arciprete di Alliste. Personaggio di rilievo è stato il pittore Giuseppe Mastroleo napoletano, che ha operato tra la fine del 1600 e la prima metà del 1700.

MASTROLEMBO

Mastrolembo è decisamente siciliano, di Palermo, con un ceppo anche a Piraino e Roccella Valdemone nel messinese ed a Catania, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico attribuito probabilmente ad un capostipite che di mestiere facesse il costruttore di imbarcazioni, derivando lo stesso  dall'unione dei termini mastro, nome con il quale si identificava chi vivesse di un lavoro artigiano, aggiunto al termine greco antico λέμβος  lembos (barca, battello).

MASTROLEONARDO
MASTROLONARDO

Mastroleonardo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del cognome Mastrolonardo, che ha un ceppo a camerota nel salernitano ed uno nel barese a triggiano, Bari, Capurso e Noicattaro, dovrebbe derivare dall'unione del termine mastro, inteso come maestro artigiano, con il nome Lonardo, forma arcaica contratta del nome Leonardo, che dovrebbe essere il nome del capostipite che faceva di mestiere l'artigiano.

MASTROMARINI
MASTROMARINO

Mastromarini, assolutamente rarissimo, è tipico di Cisternino (BR), Mastromarino sembra essere specifico della Puglia, delle province di Bari e Taranto con un ceppo anche in Irpinia, potrebbero derivare dal nome di un artigiano, appunto Mastro Marino.
integrazioni fornite da Mastromarini
il cognome Mastromarino è di origine marchigiana, di Fabriano in particolare.
integrazioni fornite da Mario Mastromarino
si trova un Mastromarino alla corte dei Medici a Firenze nel XVI° secolo.

MASTROMATTEO

Mastromatteo è tipicamente pugliese, del foggiano e del barese, in particolare di Peschici, Vico Del Gargano, Lucera, Vieste, San Severo, Foggia nel foggiano e Barletta, Palo Del Colle e Bari nel barese, dovrebbe derivare da un capostipite di mestiere artigiano e di nome Matteo.

MASTROMAURO

Mastromauro è tipicamente pugliese, del barese in particolare di Corato e Trani, ha un nucleo anche a Foggia, dovrebbe derivare dalla fusione del termine mastro (maestro artigiano) con il nome Mauro.

MASTROMENICO
MASTROMINICO

Mastromenico sembrerebbe unico, Mastrominico, sempre comunque rarissimo, è tipicamente campano, del casertano ed in particolare di San Cipriano d`Aversa, Villa Literno e Grazzanise, dovrebbero derivare dal mestiere di artigiano svolto da un capostipite di nome Domenico, per aferesi Menico alterato quindi in Minico.

MASTROMONACO

Tipicamente molisano Mastromonaco è specifico della provincia di Campobasso, di Morrone del Sannio in particolare, dovrebbe derivare da un capostipite, che probabilmente era un monaco ortodosso.

MASTRONARDI
MASTRONARDO

Mastronardi ha un nucleo nella zona che comprende le province di Roma, Frosinone, Isernia e Campobasso con un ceppo non secondario anche nel barese, Mastronardo è specifico della provincia di Messina, nella zona dello stretto, dovrebbero derivare dalla fusione del termine mastro (maestro artigiano) con il nome Nardo, aferesi di nomi come Bernardo o Leonardo.

MASTRONE

Mastrone ha un ceppo originario a San Severo nel foggiano, una presenza significativa a Pescina nell'aquilano ed un ceppo ad Artena in provincia di Roma, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite, di grossa corporatura, facesse il mastro artigiano o il musico, l'uso, con questo particolare significato, del termine mastrone lo troviamo in questo scritto degli inizi del 1700 nell'Italia centromeridionale: "..Chi ha puosto ‘n museca sta commeddeja è ‘no pòvere sòrece ‘nfus’a ll’uoglio, ‘no scuro prencepejante, e ‘no scolariello de chillo gra’ mastrone ch’ha fatto la primma e farrà la terza; ed è uno ‘nzomma c’ha la varva piccerella, e perzò, essenno scarzo ancora de fonnamiento, mmèreta d’essere compatuto ..", troviamo tracce di questa cognominizzazione a Roma nel 1300 con il notaio Corradutius Mastronis che opera a cavallo della metà del secolo.

MASTRONI

Mastroni sembrerebbe sardo, specifico di Oliena nel nuorese, dovrebbe trattarsi di una forma accrescitiva del termine mastro (maestro), probabilmente ad in dicare che il capostipite fosse un maestro di grossa corporatura.

MASTRONZO

Cognome tipico di Napoli e Casoria.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
 è un altro cognome davvero singolare, originario di Casoria nel Napoletano e diffuso anche nel Capoluogo di Regione campano. Proprio un libro di recente pubblicazione (Eco Editore) riporta il titolo "Piacere, Felice Mastronzo. Nomi strani, curiosi, incredibili ma veri!". Per quel che concerne la genesi, non siamo di fronte alla cognominizzazione di un soprannome canzonatorio come si potrebbe pensare, ma siamo probabilmente di fronte ad uno dei tanti cognomi originati dalla fusione dell'epiteto
mastro, che designava gli artigiani e i muratori, con un nome di persona, in questo caso "onzo", derivato da "Alfonso" o, con minore probabilità, dalla forma contratta di "Oronzo".

MASTROPAOLO

Un nucleo a Campobasso, uno nel foggiano, uno a Napoli ed uno nel palermitano, deriva dal nome Paolo e starebbe ad indicare la famiglia di un artigiano di nome Paolo.

MASTROPIETRI
MASTROPIETRO

Mastropietri, assolutamente rarissimo, è laziale, Mastropietro, molto diffuso, è tipico della fascia centromeridionale, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Puglia, derivano dal nome Pietro e starebbe ad indicare la famiglia di un artigiano di nome Pietro.  Tracce importanti le troviamo a Venezia con il doge Aurius Mastropetrus, Orio Mastropietro Doge dal 1178 al 1192.

MASTRORAZIO

Estremamente raro è tipicamente abruzzese, della zona tra pescarese e chietino, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite era un artigiano di nome Orazio.

MASTRORILLI

Mastrorilli è specifico del barese, di Terlizzi, Ruvo di Puglia e Bari, dovrebbe derivare dal fatto che il padre del capostipite, di professione artigiano, e per questo motivo chiamato mastro, faceva di nome Giorgio, nell'accezione arcaica di Iorio, che attraverso una forma ipocoristica divenne Iurillo e quindi per aferesi rillo, il plurale in i, in questo caso, è inteso come patronimico, i Mastrorilli sarebbero perciò i discendenti di un figlio di un Mastro Iorio.

MASTROTA

Molto raro è specifico dell'alto cosentino, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo mastro seguito da una contrazione del nome; ad esempio un Mastro Gaetano diventerebbe prima Mastro Tano e quindi Mastrota.

MASTROTOTARO

Originario dell'entroterra barese, potrebbe derivare dal toponimo San Totaro (località nel comune di Martano, famosa per un antichissimo menhir), ma più probabilmente deriva da Totaro diminutivo del nome Teodoro (nome di origine greca da theòs (dio) e dóron (dono), e starebbe ad indicare la famiglia di un artigiano di nome appunto Teodoro.

MASTROVITO

Mastrovito ha il nucleo principale in Puglia a Martina Franca nel tarantino, ed è ben presente anche a Taranto e Manduria sempre nel tarantino ed a Gioia del Colle nel barese ed Ostuni nel brindisino, ha un ceppo anche a Paduli nel beneventano ed uno a Roma, dovrebbe derivare da capostipiti di professione artigiani e di nome Vito.

MASTURSI
MASTURZI
MASTURZO

Mastursi, rarissimo, è di Napoli, Masturzi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Masturzo, che, molto raro, è specifico di Napoli, Vico Equense e Piano di Sorrento nel napoletano e di Salerno, questi cognomi dovrebbero derivare da una forma contratta ed alterata del soprannome Mastro Urso, probabilmente perchè il capostipite di nome Ursus faceva di mestiere l'artigiano.  Tracce di queste cognominizzazioni a Napoli le troviamo in quest'attoi del 1572: "Conventio pro magnifico Sebastiano Masturzo. Die XXj mensis Junij XV.e Jndictionis Neapoli 1572. Constitutus jn nostri presentia magnificus Michael Curia de Neapoli: agens pro se sicut ad conventionem devenit cum nobili Sebastiano Masturzo de Neapoli presente et sponte promisit facere quamdam conam eidem Sebastiano de alteza de palmi dece jn circa de legno de chiuppo ben stagionato et quella pintarla de colori fini ad oglio con la figura de la Madonna con lo figliolo jn braccia assettata sopra nubole et a mano dextra la figura di santo Ambrosio et àmano sinistra la figura di santo Jacomo et tutte altre figure et lavori nicessarij et li campi de payse et jndorarela con tutte le cornice jntorno ben fatta àlaude et juditio di experti jn tali, quale cona ha da servire per la cappella sua sita dentro la Ecclesia di Monte Calvario àmano dextra quando entra la porta jncavata alo muro di forma tonda et questo darela posta àdetta cappella complita di ogni cosa nicessaria per tutto lo mese de ottobre primo venturo 1572 per prezo de d.ti vintj de carlini de argento de li quali detto magnifico Michele ne recepe da detto nobile Sebastiano d.ti cinque contanti, et li restanti d.ti quindeci detto nobile Sebastiano promette pagarceli al detto magnifico Michele jn questo modo videlicet: d.ti dece quando si vole ponere lo oro, et li restanti posta sera detta cona detta cappella jn pace cum patto che detta cona non habia àspacharsi per colpa et difetto di detto magnifico Michele et spachandosi sia tenuta àrefarcela a sue spese quia sic.".

MASU

Parrebbe originario dell'estremità settentrionale della Sardegna, potrebbe derivare dall'aferesi della versione dialettale del nome Tommaso.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MASU: masu in logudorese settentrionale, corrisponde alla voce
mascu = maschio. Il termine mascu ricorre nel Condaghe di San Pietro di Silki (XI, XIII secolo) al capitolo 408; al capitolo 110 del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado(XI, XIII secolo) troviamo la parola masclos, intesa come montoni, etc.  Se andiamo invece a vedere l’antico nome sardo del centro abitato di Elmas (sino a poco tempo fa era frazione di Cagliari), sede dell’aeroporto civile più importante della Sardegna, troviamo “Su Masu”. Andiamo a consultare  poi il “Vocabolario Sardo Geografico Patronimico ed Etimologico” del canonico Giovanni Spano, troviamo “Masu”, villaggio, l’attuale Elmas. Lo Spano suggerisce due ipotesi sul nome: 1) dal fenicio “mahas” = lavoro, rifugio, dimora; 2) da “mansum o mansio” = stazione, ( anche delle mandrie): la prima stazione che occorreva sulla via romana, da Caralis a Sulcis. In italiano manso prende due significati: mansueto, docile, dal latino mediev. mansus; stazione, sosta, dal lat.  mansum, da manere. Abbiamo quindi due ipotesi per ma(n)su: stazione (come detto Elmas > el mas (spagnolo) > su masu (sardo) = prima stazione sulla strada romana che da Cagliari portava a Sulcis (ancora oggi, sulla SS 130, da Cagliari ad Iglesias, Elmas è il primo centro abitato che si incontra). Oppure masu < mansus < mansuetus < docile < bestiame “domestico”, contro quello “brado”. In ultimo, masu potrebbe essere la forma aferetica di Tomasu. Ricordiamo inoltre la voce sarda “masone/i” (vedi il cognome Masone/i)= branco di bestiame minuto (porci, pecore, capre), ma nel campidanese anche recinto per il bestiame. Nel centro abitato Gonnosfanadiga(VS), ove oggi è la strada di circonvallazione, Viale Kenedy, sino agli anni 70 del secolo scorso era “sa ‘ia de Masonjus (masones > mansiones)= la strada (di campagna), vicina la centro abitato, dove i pastori del paese avevano i recinti per le loro greggi); in senso lato anche “ via, sentiero di passaggio” delle greggi – ( Vedi nel Web Giuseppe Concas – racconti e leggende del Campidano – su intérru de Mragherèdda). Attualmente il cognome Masu è presente in 53 Comuni italiani, di cui 27 in Sardegna: Tempio 94, Alghero 56, Luogosanto 35 Sassari 23, Cagliari 21, etc.

MASUINO

Assolutamente rarissimo sembrerebbe specifico di Manzano (UD), potrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi del nome Tommaso.

MASULLI
MASULLO

Masulli è assolutamente rarissimo, Masullo è tipico della Campania, derivano da una modificazione dialettale dell'aferesi del nome Tommaso: "... Masullus et Fuccillus filii ejusdem, de Montorio...".

MASUT
MASUTTI
MASUTTO

Masut è tipico del trevisano, Masutti oltre che nel trevisano è ben diffuso anche nel Friuli, nella provincia di Pordenone soprattutto, Masutto, molto molto raro, è più proprio dell'udinese, dovrebbero derivare da forme dialettali di aferesi di patronimici in -ut dal nome Tommaso ed indicherebbero quindi famiglie di figli di un Tommaso.

MATALUNI

Mataluni, assolutamente estremamente raro, è decisamente campano, tipico di Montesarchio nel beneventano, deriva dall'antico nome del vicino toponimo casertano Maddaloni, il cui nome era anticamente appunto Mataluni, prendendo il nome da Matalo capo dei Galli Boj, che con i suoi guerrieri si era stabilito in quell'area in qualità di alleato di Annibale contro i Romani.

MATAN
MATANA
MATANI
MATANO

Matan, praticamente unico, sembrerebbe toscano, Matana, assolutamente rarissimo, è della zona tra spezzino e lucchese, di Seravezza e Pietrasanta nel lucchese in particolare, Matani ha vari ceppi, uno a Pistoia e Prato ed uno nel teramano a Teramo, Roseto degli Abruzzi, Penna Sant'Andrea, Silvi, Cermignano ed Atri, Matano ha un ceppo a Roma ed a Minturno nel latinense, un ceppo molto consistente nel casertano a Sessa Aurunca, con buone presenze anche a Falciano del Massico, Francolise, Cellole e Carinola e con presenza anche a Napoli e Salerno ed in Sicilia a Palermo, dovrebbero essere cognomi di origini ebraiche e derivare dal nome israelita Matan (dono), ma in qualche caso sono illiriche, soprattutto i Matano meridionali.

MATARAZZI
MATARAZZO
MATERAZZI
MATERAZZO

Matarazzi è specifico di Gualdo Tadino (PG) , Matarazzo è molto diffuso in Campania, ma presenta un ceppo anche nel sud della Sicilia, Materazzi ha un ceppo tra aretino e perugino, uno laziale ed uno nel salernitano, Materazzo ha ceppi tra ternano e viterbese, a Roma, in Campania ed a Lamezia Terme (CZ), potrebbero derivare in alcuni casi da toponimi come Matarazzo (NA), ma molti probabilmente possono derivare da un soprannome.
integrazioni fornte da Stefano Ferrazzi
Cognome diffuso in tutta l'area che comprende Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Campania, con ceppi maggiori nell'aretino, nel perugino, nel romano e nel salernitano, deriva dal termine
materazzo (materasso), ad indicare il mestiere di materassaio o produttore di materassi. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome di mestiere attribuito al capostipite.

MATARESE
MATARESI
MATARISE
MATARRESE
MATARRESI
MATERESI

Matarese ha un ceppo a Napoli e nel napoletano, uno a Torremaggiore (FG) ed uno a Catanzaro, Mataresi sembre specifico di Livorno, così come Matarresi, dovuto ad un errore di trascrizione, Matarise è specifico di Mesoraca nel crotonese, Matarrese ha un nucleo tra Noci e Canosa Di Puglia (BA), Materese è quasi unico.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Matarese ha ceppi principali nel napoletano, nel foggiano e nel catanzarese, ma è presente anche nel nord e centro nord del paese, Mataresi, molto raro, è specifico del livornese, Matarrese è più tipicamente pugliese, con ceppi maggiori nel barese, nel tarantino e, in misura minore, nel brindisino, Matarresi, unico, si riscontra soltanto a Latina, per Materese, rarissimo, è invece molto difficile indicare un'esatta provenienza, tutti questi cognomi derivano dal termine
matarrese o matarese, variante arcaica o dialettale dell'etnico materano, nativo o proveniente da Matera. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di soprannomi etnici attribuiti ai capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Matarrese, frequente nel Barese, potrebbe avere alla base i toponimi Contrada Matarrese nel territorio di Canosa (BA) o Matarisi (contrada di Briatico (CZ) oppure il verbo '
matàr' (<mât), = albero della nave, o il termine latino 'matara' = giavellotto. P. Minervini, Dizionario dei cognomi pugliesi, p. 313. Secondo G. Rohlfs è invece valida l'ipotesi di 'oriundo di Matera'.

MATAROLLO
MATTAROLLO

Matarollo è quasi unico, dovrebbe essere una forma alterata di Mattarollo, che è specifico di Paese nel trevisano e di Treviso, con un piccolo ceppo anche a Breganze, e che dovrebbe derivare da un termine dialettale arcaico matarolo (giovialone, sempliciotto).

MATASCI

Matasci è un cognome ticinese della Svizzera italiana, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale lombardo arcaico basato sul termine matàsc (mattacchione), probabilmente ad indicare che il capostipite fosse un tipo scherzoso e solito agli scherzi.

MATASSI
MATASSONI

Matassi è rarissimo e sembrerebbe fiorentino, Matassoni è molto raro ha un nucleo nel forlivese, uno tra Firenze ed Arezzo ed uno nella zona di Riva del Garda, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale antico matàss (sorta di polenta).

MATE'

Matè, abbastanza raro, è specifico dell'ascolano, di Fermo e di Porto San Giorgio, potrebbe stare ad indicare la provenienza del capostipite dalla città maceratese di Matelica.

MATEL
MATTEL

Matel è quasi unico, Mattel lo è quasi, dovrebbero derivare dal nome slavo Matel o Mattel, forme ipocoristiche del nome biblico Matthaeus (Matteo), secondo un'altra ipotesi potrebbero derivare dal termine dialettale veneziano arcaico matèl (ragazzo, giovanotto).

MATELIC
MATELICH
MATTELIC
MATTELICH
MATTELIG
MATTELIGH

Matelic è quasi unico, Matelich, molto molto raro, è specifico di Trieste, Mattelic è praticamente unico, Mattelich lo è quasi, Mattelig, assolutamente rarissimo, è dell'udinese, Matteligh, quasi unico, è anch'esso dell'udinese, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche slave, dove i suffissi -ic, -ich, -ig, -igh, stanno per il figlio di, riferiti a capostipiti il cui padre si fosse chiamato con il nome Matel o Mattel (vedi MATEL), forme ipocoristiche slave del nome biblico Matthaeus (Matteo).

MATELLI

Molto raro è tipico della zona tra Massa e Lucca, dovrebbe derivare da modificazioni del nomen latino Metellus di quest'uso abbiamo un esempio già nel XII° secolo nel repertorio dei notai operanti in Brescia dove è presente un tal Matellus Notarius.

MATERA

Matera, specifico del sud Italia, di Puglia e Basilicata in particolare, sembrerebbe essere di origini albanesi, e derivare da un soprannome, in albanese mat-erë , che deriva dal verbo mat (misurare) e da erë (vento), con il significato di colui che misura il vento, non si può però escludere che, in qualche caso possa anche derivare direttamente dal nome della città di Matera, molto improbabile però un'origine ebraica. Ricordiamo con questo cognome Leon Filippo Matera Vescovo di Martirano nel catanzarese, che fu consigliere dell'imperatrice Costanza d'Altavilla (1154 -1198), e divenne poi Giustiziere di Calabria a Cosenza.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Matera dal toponimo omonimo il cui nome potrebbe derivare dal latino '
materias / matera' = legname da lavoro, da costruzione, oppure, secondo l'ipotesi di C. Battisti, da ricondurre alla base oronimica *mat = altura. P. Minervini 313.

MATHA
MATHA'

Cognome tipico della provincia di Bolzano Mathà è particolarmente presente a Merano, Andriano e Appiano sulla Strada del Vino, Matha, quasi unico, è una forma dovuta probabilmente ad errori di trascrizione, si dovrebbe trattare di una modificazione dialettale del cognome tedesco Matthaus o Matthäus a sua volta derivato dal nome latino di origine ebraica Mattheus.

MATICHECCHIA

Matichecchia è un cognome tipicamente pugliese, con una grossa concentrazione a Monteiasi nel tarantino, ben presente anche a Taranto e Mintemesola, sempre nel tarantino ed a Bari,  potrebbe trattarsi di una forma italianizzata del cognome di origini ungheresi, ma presente in anticamente Albania, Maticek o del suo equivalente slavo Mateicik.

MATIZ

Molto molto raro è tipico della zona di Paluzza (UD), dovrebbe derivare dal nome tardo latino Matthias.

MATONE
MATONI
MATTONE
MATTONI

Matone, molto molto raro, parrebbe di origini abruzzesi, con un possibile ceppo tra foggiano e potentino, Matoni, quasi unico è del centro Italia, Mattone ha un ceppo piemontese nel cuneese e nel torinese ed uno nel romano ed a Ceccano nel frusinate, Mattoni ha un picco ceppo nel fiorentino, uno a Foligno e Bettona nel perugino ed uno a Roma, Guidonia Montecelio e Ciciliano nel romano ed a Castro dei Volsci nel frusinate, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso alterazioni dialettali, dal cognomen latino Mato, Matonis, si ricordi il console Marco Pomponio Matone che nel 231a.C. combattè contro i Sardi. Esempio di queste cognominizzazioni si hanno nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove, in un atto redatto a Milano il 23 aprile 1175, si legge tra l'altro: "...Interfuerunt Iohannes iudex qui dicitur Bastardus, Laurentius de Concorezo, Guilielmus Matonus et Cignamaccus. ", tracce si trovano in Campania nel 1600, un fatto di cronaca del 1668 a Raviscanina nel casertano cita come vittima di un accoltellamento una certa Marta Matone.

MATORDES

Matordes, molto molto raro, è tipico del Trentino, di Castello-Molina di Fiemme (TN) in particolare, non ci sono elementi per l'individuazione di un'origine etimologica attendibile, si possono solo fare delle ipotesi per assonanza, la prima è una derivazione dal nome latino della Madonna (mater deus) che attraverso una modificazione dialettale potrebbe essersi trasformato in Mator Des e potrebbe così riferirsi ad un capostipite al servizio di una comunità religiosa, la seconda farebbe supporre una derivazione da una modificazione del nome medioevale germanico Amoltrud.

MATRANCA
MATRANGA
MATRANGO

Matranca e Matrango sono praticamente unici, Matranga ha un nucleo a palermo e nel palermitano a Piana Degli Albanesi e Monreale ed un ceppo nel cosentino a San Demetrio Corone.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata in diverse italianizzazioni del cognome albanese
Matrënga, appartenente alla folta schiera dei cognomi arbëreshë (albanesi-italiani) presenti nel sud Italia: non a caso, infatti, il cognome Matranga ha il suo epicentro a Piana degli Albanesi, anche se è diffuso un po' in tutto il palermitano. Dal punto di vista storico, comunque, va ricordato che proprio a Piana degli Albanesi operò il chierico ortodosso Luca Matranga (1567-1619, anche conosciuto come Lekë Matrënga), che viene ricordato soprattutto per la sua opera Embsuame e krështerë, una traduzione dall'italiano all'albanese della Dottrina Cristiana del gesuita Ladesma (l'opera, pubblicata nel 1592, diede ufficialmente inizio alla letteratura arbëreshë).

MATRAXIA

Matraxia molto raro è specifico della zona di Cammarata (AG), San Cataldo (CL) e Caltanissetta, dovrebbe essere di origine greca.

MATRICARDI

Matricardi ha un ceppo nelle Marche ad Ascoli Piceno e provincia in particolare, uno, forse principale, nel chietino a Francavilla al Mare, ed uno a Roma e Civitavecchia, potrebbe derivare da una forma arcaica dell'etnico di Matrice (CB) e starebbe ad indicare l'origine geografica del capostipite appunto da quel paese, ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal termine matricaria (camomilla) e starebbe allora ad indicare un'attività di tipo paramedico o erboristico svolta dalla capostipite.

MATTA

Matta è tipicamente sardo, molto diffuso nel centrosud dell'isola, sembrerebbe essere originario del Cagliaritano, dove ha un grosso ceppo a Cagliari, Quartu Sant'Elena, Villasor, Capoterra, Assemini, Selargius, Mandas, Sestu, Siliqua, Gergei e Sinnai, nell'oristanese a Cabras, Oristano e Santu Lussurgiu, nel carboniense a Carbonia, Sant'Antioco, Iglesias, Domusnovas e San Giovanni Suergiu, e nel Medio Campidano a Sanluri, Pabillonis e Guspini, con un ceppo anche a Sassari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo logudorese matta (interiora, ventre, pancia) o dal termine sardo meridionale matta (pianta, albero).

MATTI
MATTO

Matti sembrerebbe lombardo, mentre Matto potrebbe essere del vercellese. Questi cognomi dovrebbero probabilmente derivare dal nome germanico Matto, o anche da un soprannome matto come quello usato in questo scritto del 1520: "..Item examinatus super super secundo capitulo dixit se vidisse Iacobum alias el Matto coluisse quedam petia terrarum infra dictos confines et de terraticho respondisse magone videlicet durans bellum pisanum per annos 10 vel plus. ..".
integrazioni fornite da Daniele Zaia
un nucleo di famiglie con questo cognome esiste fra i comuni di Moncucco Torinese e Moriondo Torinese. L'etimologia non pare avere nulla da spartire con l'identica voce presente in Sardegna, ma a detta degli abitanti, deriverebbe dalla voce piemontese "
mat", nel senso che in piemontese ha un'estensione semantica differente dall'italiano, più vicina al termine "mattacchione".

MATTALIA

Tipico del Piemonte occidentale, del cuneese in particolare, potrebbe essere di origini ebraiche, potrebbe derivare da toponimi come la Borgata Mattalia di Elva (CN) o di Celle Macra (CN), ma è pure possibile una contaminazione occitana di un diminutivo del nome Mattheus.

MATTANA

Specifico sardo del cagliaritano in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo mattana (pazzia, fastidio, molestia, preoccupazione).

MATTARINI

Mattarini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area che comprende il milanese ed il pavese, potrebbe nascere dalla cognominizzazione del termine lombardo dialettale arcaico mattarin (fuco, maschio dell'ape, ma anche ragazzino), forse a caratterizzare l'aspetto particolarmente giovanile del capostipite.

MATTAROCCI

Mattarocci è specifico del frusinate, di Pastena e Pico e di Roma, potrebbe derivare da un soprannome dialettale, che potrebbe nascere dal vocabolo arcaico matta (stuoia), indicando forse nei capostipiti degli artigiani produttori di stuoie.

MATTAROZZI

Sembrerebbe avere due ceppi, uno nel cremonese ed uno in provincia di Bologna, potrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere svolto dal capostipite, forse distillatori di acquavite.

MATTAVELLI

Tipico del milanese, di origini etimologiche oscure.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mattavelli è cognome derivato dalla devozione per l'evangelista Matteo che nel Medioevo ha originato il diminutivo
Matteello da cui il cognome Mattavelli, che si ritrova nella Brianza orientale, a Bernareggio, Cornate, Colnago, Trezzo, Gorgonzola, Vimercate, Agrate, Busnago e Bussero.

MATTEA

Mattea sembra avere un nucleo principale nel torinese e dovrebbe essere originario di Mazzè (TO), dovrebbe derivare dall'apocope del nome Mattheaca, così si chiamava la dea celtica che avrebbe dato origine a quel toponimo; esisterebbe anche un ceppo nell'alto bellunese, ovviamente con un'altra origine, dovrebbe infatti derivare dalla forma femminile del nome Matteo, tracce di questa cognominizzazione nel bellunese le troviamo fin dal 1200 a Comelico Inferiore (BL).

MATTE'
MATTEI
MATTEIS
MATTEO

Mattè, forma contratta dialettale, è tipico di Volano nel trentino, Mattei è molto diffuso in tutto il centro nord, Matteis ha ceppi a Formia (LT) ed a Roma, in Campania a Castelvetere sul Calore (AV) ed a Napoli, e presenta un ceppo forse non secondario nel torinese a Moriondo Torinese e ad Arignano, Matteo è tipico del sud con punte nel Salento e nel Molise, derivano dal nome latino Mattheus, esempio di questa cognominizzazione lo troviamo in un atto datato 1418 redatto a Firenze, dove si può leggere: "...habens ad infrascripta speciale mandatum ut de eius mandato publice constat manu ser Mattei quondam Niccolai Vannis de Castilione Florentino ...", nel Lazio, a Lanuvio (RM) nel 1600 troviamo l'architetto Tomasso Mattei.

MATTEOLI
MATTIELLO
MATTIOLA
MATTIOLI
MATTIOLO

Matteoli, tipicamente toscano, soprattutto diffuso nel pisano, ha un ceppo anche nel romano e nel latinense, Mattiello ha un ceppo nel Veneto, in particolare nel vicentino, ma è comunque ben presente anche nel veronese, padovano, veneziano e trevisano, presenta inoltre un ceppo tra casertano e napoletano, Mattiola, molto raro, è tipico trevisano, Mattioli è presente in modo massiccio in tutto il centro nord, Mattiolo ha un ceppo nel padovano ed uno nel palermitano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, in alcuni casi dialettali, dal nome rinascimentale Matteolo o Mattiolo, ipocoristico del nome Matteo o Mattia, (a Trento ci sono atti relativi ad un certo ...Mattiolus 1500 - 1577) e Mattiola nome di cui si hanno tracce già dal 1200 con un'abbadessa ed una suora con questo nome (Mattiola era la forma femminile ipocoristica del nome Mattia, quella che sarebbe poi diventata Matelda e quindi Matilda). In un atto del 1453, redatto in Sondrio si legge che un tal Lorenzo del Busta fu Giacomo, di Dasile, stipula un contratto di dote con Mattiola de Garotis di Fedele, di Piuro, per la somma di lire 75 imperiali.

MATTEOTTI

Matteotti, non molto raro, è tipico del trentino, di Dro, Riva del Garda, Arco e Trento, dovrebbe derivare dal nome medioevale Matheotus, usato particolarmente proprio in trentino, potrebbe anche trattarsi di una forma patronimica derivata dal nome Matteo, possibile nome del padre del capostipite.

MATTERA

Molto raro sembra essere originario del napoletano, potrebbe derivare da una modificazione del toponimo Matera, è pure possibile che derivi dal nome normanno Mattier, ma l'ipotesi più probabile e che all'origine vi sia un soprannome legato al vocabolo dialettale mattera (madia, credenza).

MATTEUCCI
MATTEUZZI
MATTIUCCI

Matteucci è tipico della fascia che comprende Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, con un ceppo anche nel barese, Matteuzzi è specifico di Bologna e dell'area bolognese e di Firenze, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci, Greve in Chianti, Tavarnelle Val di Pesa, e Lastra a Signa nel fiorentino, Mattiucci sembra essere originario della provincia di Teramo, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome Matteo o da sue modificazioni.

MATTIA

Mattia è un cognome molto diffuso nel centrosud, nel Lazio, Campania, Basilicata e Puglia in particolare, con un ceppo anche in Sicilia nell'ennese, deriva dal nome Mattia portato probabilmente dal capostipite, il nome Mattia è una diretta derivazione dall'ebraico Matithyah che significa dono del Signore.

MATTIACCI
MATTIACCIA
MATTIACCIO
MATTIACE
MATTIAZZI
MATTIAZZO

Mattiacci ha ceppi nella fascia che comprende le Marche, in particolare nel maceratese Pollenza, Macerata, Tolentino, San Severino Marche e Loro Piceno, a Cagli nell'urbinate, l'Umbria nel perugino a Perugia, Gubbio e Città di Castello e Roma, un ceppo a Napoli ed uno a Torre Santa Susanna nel brindisino e San Nicandro Garganico nel foggiano, Mattiaccia, estremamente raro, parrebbe dell'area campano, lucana, Mattiaccio, assolutamente molto raro, è specifico del campobassano, di Montenero di Bisaccia e Tavenna, Mattiace, anch'esso molto molto raro, è della zona tra barese e potentino, Mattiazzi è tipico delle tre Venezie, in particolare del veronese, trevisano, veneziano ed udinese, Mattiazzo è tipicamente veneto, di Valdobbiadene, Ponzano Veneto, Quinto di Treviso e Treviso nel trevisano, di Venezia e di Ospedaletto Euganeo nel padovano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da alterazioni ipocoristiche del nome Mattia.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi, che, per quanto diverse, non si escludono necessariamente a vicenda. Cominciando con la prima ipotesi, innanzitutto, è molto probabile una derivazione dal nome
Mattia, che, con l'aggiunta del suffisso -accio, assume un valore accrescitivo o peggiorativo (vedi Mattia). In diversi casi, però, va notato che Mattiaccio e le sue varianti sono dei cognomi slavo-italiani, trattandosi di diverse italianizzazioni del cognome slavo Matijaca, tratto a sua volta dal nome slavo Matija (l'italiano Mattia): quest'ipotesi, per la precisione, dovrebbe valere per lo più nel sud e centro-sud Italia, dove frequenti sono i cognomi d'origine slava - a dire il vero, anche i ceppi umbro-marchigiani potrebbero avere le stesse origini, sebbene una semplice etimologia italiana resti comunque molto probabile. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

MATTION
MATTIONI

Mattion, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel milanese ed uno ancora più piccolo nel trevigiano, Mattioni ha un ceppo tra varesotto e milanese, uno nell'udinese, uno tra anconetano, maceratese, perugino, ternano, viterbese e romano, dovrebbe trattarsi di forme accrescitive dialettali riferite a capostipiti che si fossero chiamati Mattia, l'italianizzazione del nome ebraico Mattithiah.

MATTIROLI
MATTIROLO

Mattiroli è tipico del comasco, di Albiolo in particolare, Mattirolo è assolutamente rarissimo, con solo qualche sparuta presenza nel norovest, potrebbe derivare da un soprannome dialettale comasco arcaico che identifichi il mattarol o Sturnus collaris, un uccello boschivo della zona, o a volte la Passera selvatica, secondo un'altra ipotei potrebbe invece derivare da un soprannome basato sul termine dialettale arcaico matürol (sempliciotto, buono a nulla), una pronuncia molto chiusa della -ü- diviene simile ad una -i-.

MATTIUSSI

Mattiussi è tipico dell'udinese, di Udine, Basiliano e Coseano soprattutto, deriva da una forma patronimica dialettale friulana derivata dal nome Matteo e sta per i piccoli di Matteo.

MATTIUZ
MATTIUZZO

Mattiuz, molto raro, è tipico dell'area trevisana e pordenonese, Mattiuzzo sembrerebbe specifico della provincia di Venezia e Treviso, ma dovrebbe avere anche un ceppo nel basso Lazio, probabile esito della migrazione veneta a seguito della bonifica Pontina, dovrebbero derivare, anche attraverso una troncatura dialettale, da una modificazione ipocoristica del nome Matteo.

MATTONAI

Molto raro, sembra specifico della zona tra Pontedera (PI) e Palaia (PI), dovrebbe derivare dal mestiere di mattonaio o produttore di mattoni, probabilmente si tratta di una cognominizzazione abbastanza recente XIX° secolo.

MATTU

Mattu è decisamente sardo, del nuorese, di Ovodda, Fonni, Nuoro ed Olzai, di Sassari, Uri e Porto Torres nel sassarese, di Cagliari e di Oristano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo mattu, matzu (mazzo).

MATURI
MATURO

Maturi ha un ceppo a Pinzolo in trentino, uno a Roma ed uno ad Amorosi nel beneventano ed a Napoli, Maturo dovrebbe essere del casertano, la derivazione è abbastanza dubbia, potendo essere correlato al nome, in uso presso i Galli cristiani, Maturus che risale al II° secolo d.C. (Maturus è uno dei primi martiri di Lione).
integrazioni forniti da Tommaso Tartaglione
Il ceppo originario del ramo campano del cognome Maturo è in Amorosi (BN), con ramificazioni in Alvignano e Caiazzo. Il cognome ,nel corso della prima metà dell'Ottocento, ha subito la variazione da Maturo in Maturi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Maturi ha una diffusione abbastanza singolare, avendo una presenza limitatissima al di fuori di quattro aree di alta concentrazione ben delimitate: la provincia di Milano, la provincia di Roma, la Campania settentrionale (province di Napoli, Benevento e Caserta) ed il Trentino, dove è originario della Val Rendena. È accertata, almeno per il ceppo trentino, la derivazione dall'aggettivo - e soprannome -
maturo "in età avanzata; stagionato; anziano".

MAUCERI
MAUGERI

Discretamente raro Mauceri, ben presente in Sicilia Maugeri, soprattutto a Catania e nel catanese, Acireale,   Misterbianco, Aci Catena, Aci Sant`Antonio, Gravina di Catania, Scordia, Giarre, Belpasso e San Giovanni La Punta in particolare, con ceppi anche a Niscemi (CL) ed a Messina, sono entrambi originari della Sicilia sudorientale, dovrebbero derivare dal nome medioevale Maugerius di cui abbiamo un illustre esempio nella seconda metà del 1000: "...Mathildem Balduini comitis Flandriae filiam eo minus rite contractum esset, quia genere propinqui erant, Rothomagensis archiepiscopus nomine Maugerius illis ob eam rem sacris interdixisset et hanc censuram Gulielmus aegre ferens.. ..Honestus vir Maugerius Leparmentier, clericus non conjugatus, apparitor curiæ archiepiscopalis Rothomagensis, ætatis LVI annorum vel circiter, alias examinatus et, die XII. maii, super articulis recollectus et interrogatus...."; personaggio di rilievo recante questo nome è stato Maugerio conte di Capitanata, secondo figlio di Tancredi d'Altavilla, che si distinse nell'undicesimo secolo nel meridione d'Italia al seguito del fratello Roberto il Guiscardo Signore di Sicilia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Maugeri è cognome della Sicilia Orientale, corrisponde al cognome francese
Mauger (Malgier) = 'cascinaio', 'padrone di una malga'. Rohlfs 126.

MAULE
MAULI
MAULO

Maule è specifico della zona tra trentino e vicentino, Mauli, molto più raro, è specifico del veronese, Maulo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe marchigiano, del Piceno in particolare, dovrebbero derivare dal termine germanico maul (mulo), il plurale cimbro del termine è maule, forse ad indicare nei capostipiti dei mulattieri o dei trasportatori di merce con l'utilizzo di muli.

MAULLU
MAULU

Maullu, estremamente raro, decisamente sardo, è specifico del centrosud dell'isola, Maulu, leggermente più diffuso, è specifico del nuorese, di Macomer ed Ottana in particolare, secondo alcuni deriverebbero da un antico vocabolo sardo usato per indicare luoghi malsani, vocabolo che ha poi dato origine al termine sardo máùtu ad indicare un ammalato, uno che non sta bene, una seconda ipotesi propone invece una derivazione dal termine sardo moderno maulu (miagolio, ma anche rumore noioso e fastidioso).

MAULUCCI
MAURUCCI

Maulucci è specifico del foggiano, di Accadia e Foggia, Maurucci, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che potrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome Maulus, una variante del più comune Maurus (moro, ma anche saraceno), meno probabile una derivazione da un vezzeggiativo di un soprannome originato da un nome di località antico.

MAURELLI
MAURELLO
MAURI
MAURINI
MAURINO
MAURO

Maurelli è discretamente raro, pur essendo presente a macchia di leopardo, Maurello, molto molto raro, parrebbe del sud, Mauri sembrerebbe assolutamente milanese, con un ceppo ai confini tra Romagna e Marche ed uno nel triestino, Maurini sembrerebbe specifico del ternano, di Terni, Narni e San Venanzo, Maurino è tipicamente piemontese, di Bagnolo Piemonte e Barge nel cuneese e di Torino, Pinerolo e Luserna San Giovanni nel torinese, con presenze in Campania ed a Brindisi, Mauro è presente in tutt'Italia. Questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome bizantino Maurus o dal nome germanico Maur o dal franco Mauri, anche se non possiamo escludere una derivazione dal nome latino Maurus e dal suo diminutivo Maurinus.

MAURIC
MAURICH
MAURIG
MAURIGH
MAVRIC

Mauric, assolutamente rarissimo, sembrerebbe giuliano, Maurich, comunque molto raro, è specifico di Trieste, Maurig è tipicamente friulano di San Giovanni al Natisone nell'udinese, Maurigh è sempre specifico dell'udinese, ma di Pavia di Udine, Mavric, assolutamente rarissimo, è della valle del Natisone, questi cognomi dovrebbero derivare da forme patronimiche slave, dove i suffissi -ic, -ich, -ig, -igh stanno per il figlio di, riferito a capostipiti, il cui padre si fosse chiamato Maver, il nome slavo per Mauro, o direttamente Mauro.

MAURIELLO
MAURILLO
MURILLO

Mauriello è specifico della Campania, con un grosso ceppo nel napoletano, in particolare a Napoli, Villaricca, Giugliano di Campania, Mugnano di Napoli, Qualiano e Marano di Napoli, ma ben presente anche a Montesarchio, Sant'Agata de' Goti e Moiano nel beneventano, di Carinaro nel casertano, di Montefredane, Avellino, Sant'Andrea di Conza e San Martino Valle Caudina nell'avellinese, ha un ceppo a Roma e nel latinense a Cisterna di Latina ed Aprilia, ed uno nel foggiano ad Orta Nova e Foggia, Maurillo, assolutamente rarissimo, e dell'area laziale, campana, Muriello è specifico di Napoli, questi cognomi dovrebbero tutti derivare da una forma ipocoristica dialettale del nome Mauro, probabilmente portato dai capostipiti.

MAURIZI
MAURIZIO

Maurizi è tipico del centro Italia, Maurizio ha ceppi separati in Veneto, nel savonese, in Abruzzo e Molise e nel barese, derivano dal nome bizantino e tardo latino Mauricius o Mauritius, forme dello stesso nome di cui abbiamo un esempio nel Placito di Bassano dell'anno 998: "...Ibique ac eorum veniens presentiam Mauritius Maurocenus Veneticus habitator in loco qui vocatur Rivoalto et missus et advocatus domini Petri ducis Veneti et pars sui ducatus et retulit ipse Mauricius...".

MAUROGIOVANNI

Maurogiovanni, abbastanza raro, è specifico di Bari, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite si chiamasse con il doppio nome Mauro e Giovanni.

MAUTONE

Mautone è tipicamente campano, soprattutto dell'area salernitana, e del napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale campano arcaico mavotone o mautone (mattone), forse ad indicare nel capostipite un muratore.

MAXENTI

Maxenti è tipico del sondriese, di Cosio Valtellino e Morbegno, dovrebbe derivare dal nome latino Maxentius (Massenzio), nome portato probabilmente dal capostipite, ma anche da un imperatore romano: "..Maxentius imperator in villa sex milibus ab urbe discreta, itinere Lavicano, dehinc Licinius Augustus efficitur, parique modo Alexander apud Carthaginem imperator sit; similique modo Valens imperator creatur, quorum exitus iste fuit:. .. Maxentius, dum adversus Constantinum congreditur, paulo superius a ponte Mulvio in pontem navigiis compositum ab latere ingredi festinans lapsu equi in profundum demersus est; voratumque limo pondere thoracis corpus vix repertum..".

MAYER
MEYER

Mayer, molto più diffuso, ha nuclei nelle province di Bolzano, Milano, Roma e Napoli, Meyer, più raro, è di Milano e Roma, dovrebbero essere di origine israelitica aschenazita e derivare dal nome ebraico Meir (luminoso, illuminato dal signore), ma è pure probabile una derivazione dal cognome germanico Mayer e da sue deformazioni, cognome, molto diffuso in Germania, che deriva dal mestiere di fattore probabilmente svolto dal capostipite.

MAZELLA
MAZELLI
MAZZELLA
MAZZELLI
MAZZELLO

Mazella e Mazzello sembrerebbero unici e sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione, Mazelli, estremamente raro, sembrerebbe modenese, Mazzella ha un nucleo tra romano e latinense, soprattutto a Ponza ed uno tra napoletano e salernitano, soprattutto ad Ischia, ma presenta ceppi anche tra livornese e grossetano, in Sardegna e nel genovese, Mazzelli ha un ceppo tra romano ed aquilano ed un piccolo ceppo nel bresciano, nel modenese e nel barese, dovrebbero tutti derivare dall'aferesi di ipocoristici dialettali del nome Tommaso, anche se non si può escludere in alcuni casi una derivazione da soprannomi originati da diminutivi del termine mazza, forse relativamente alla sua presenza nel blasone familiare o al mestiere del capostipite.  Si trovano tracce del casato Mazzella almeno dal 1600, in un atto del 1648 Donna Anna Maria Villano,principessa di Colubrano e di Cesa, vende la proprietà di Cesa nel casertano a Don Carlo Mazzella Capece, nel 1700 a Carpi troviamo tracce di queste cognominizzazioni con tal Flaminio Mazelli incaricato della Confraternita di San Rocco di Carpi presso il Marchese Frosini di Sassuolo.

MAZER
MAZZER

Mazer , praticamente unico, è dovuto ad un'errata trascizione del cognome Mazzer, che è specifico del trevisano, di San Vendemiano in particolare, ma ben presente anche a Conegliano, Vittorio Veneto e San Fior, potrebbe derivare dal termine veneto arcaico mazzer, vocabolo con il quale si definiva chi apriva le processioni, dettando appunto il tempo ai partecipanti, incarico probabilmente svolto dal o dai capostipiti.
integrazioni fornite da Douglas Mazer - Brasile
Cognome originario della Marca Trevigiana nella zona tra il comune di San Vendemiano e quello di Conegliano, potrebbe derivare da un soprannome legato ad un mestiere o all'appartenenza ad un corpo militare, ma è anche probabile il collegamento con il nome medioevale germanico
Mazzi o Mazzo. Nel  1565 troviamo un certo Domenico Mazzer nato nella Marca Trevigiana.

MAZOTTI
MAZZOTTA
MAZZOTTI
MAZZOTTO

Mazotti è quasi unico, Mazzotta è molto diffuso al sud, in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, con ceppi anche nel romano e latinense, Mazzotti ha un ceppo nell'area bresciana ed uno in Romagna tra ravennate, forlivese e riminese, Mazzotto, estremamente raro, parrebbe veneto, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome medioevale di origine germanica Mazo, o Mazzo (vedi MAZZI), di quest'uso abbiamo un esempio in questo documento del 1203: "Notum sit omnibus .. ..Testes vocati ad testimonium sunt isti: Berardus, canonicus; ... P. Busca; Jacobus, frater ejus; Mazotus; Andreas Morons; R. Anfos; Iterius; Jacobus Radulfus, et multi alii. ..", ma è anche possibile, se non addirittura più probabile una derivazione dal nome medioevale Mazotus di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1203: "..Hoc autem factum est in domo domine Guitborch, anno ab incarnatione Domini M CCIII, Innocentio papa in suma sede residente, domino R[aimundo] Ebrebredunensi archiepiscopo.. ..Testes vocati ad testimonium sunt isti: Berardus, canonicus; Bon...., miles; Ugo Romanus; Ugo de Verdu; P. Agni; L. Agni; P. Moreti; Po. de Monte Lauro; R. Andreas, miles; P. Lumbardi, judex; Agni Brugensis; W. Chabazoli; Guigo Maeuhz; Ugo Ariez; W. Ugo; Albertus et filius ejus; P. W. Johannes; P. Montel; W. Rispauz; P. Busca; Jacobus, frater ejus; Mazotus; Andreas Morons; R. Anfos; Iterius; Jacobus Radulfus, et multi alii. ...".

MAZUCCATO
MAZZOCATO
MAZZOCCATO
MAZZUCCATI
MAZZUCCATO

Mazzocato è caratteristico del trevigiano, di Montebelluna, Caerano di San Marco, Vedelago, Crocetta del Montello e Maser, Mazzoccato, meno comune, è anch'esso del trevigiano, in particolare di Vedelago, Mazzuccati, quasi unico e Mazuccato, praticamente unico sono dovuti ad errori di trascrizione di Mazzuccato che è specifico del veneziano e padovano, dovrebbe derivare da una forma patronimica dialettale del nome medioevale Mazzocco o Mazzucco (vedi Mazucco), il suffisso -ato sta per figlio di, quindi si riferisce alla famiglia del figlio di un certo Mazzucco, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Vicenza fin dagli inizi del 1700 quando opera un tal Giovan Battista Mazzuccato Nodaro Publico.

MAZUCCO
MAZZUCA
MAZZUCCA
MAZZUCCHI
MAZZUCCO

Mazucco è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Mazzuca è tipico di Cosenza e del cosentino, Mazzucca, più raro, è specifico della zona di Melfi e Rionero In Vulture (PZ), Mazzucchi ha un ceppo nella zona subalpina lombarda e nel trentino, uno tra le province di Modena e di Massa ed uno tra quelle di Roma e Frosinone, Mazzucco ha 3 nuclei, uno lombardo pèiemontese, uno veneto ed uno laziale, con un ceppo tra le province di Caserta e Benevento, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Mazuchus o Mazuccus di cui abbiamo un esempio anche nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in un atto del 30 novembre 1194 a Lodi dove si può leggere: "...Affuerunt  ibi Petrus et Mazuccus et item Petrus, rogati testes...", può anche derivare dal nome unno Mundjuk (il nome del padre di Attila) che i latini traducevano con Mazuchus come si legge nel De Republica, Seu Relectionis Politicae, di Arnisaeus Henning: "...mortuo Mazucho rege unnorum, relictis Attila et Bleda filiis...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Piemonte nelle Langhe nella seconda metà del 1400 con il pittore Jannes Mazuchus.
integrazioni fornite da A. Mazzuca
Diffuso in Calabria e soprattutto nella provincia di Cosenza, è di origine greca (ancor oggi, in Grecia, esiste il cognome
Matsouka che significa bastonare). E' ipocoristico  come il cognome Mazza, che però è apocopato di soprannome medioevale di tono polemico formato con "mazza" deverbale di (am)mazzare, ma che deriva anche da soprannome di mestieri determinati dalla "mazza" quale attrezzo od arma da guerra. Dal greco:  masson (makros) = grande e  xulon = bastone o mazza (quindi: grande bastone o grande mazza).  Dal latino medioevale: maxuca (derivato da "mactare" = distruggere).
integrazioni fornite da Edoardo Mario Mazzuca
questi cognomi, aventi tutti uguale assonanza hanno a stessa radice etimologica (dal greco: Matsouka = grande mazza). Nell'antica Grecia deteneva il "matsouka" (una tipica arma) chi distribuiva giustizia e provvedeva all'esecuzione delle pene; infatti,  Ludovico Antonio Muratori, così riferisce: <<...i Greci appellavano quest'arma militare mazuca o mazzuca. Truovasi appresso Herone in Parecbol. matzuca e matzuchion, siccome ancora presso Leone in Tacticis, presso Niceta ed altri, citati dal Rigalzio e dal Du-Cange. Però abbiamo nel libro VIII della Storia d'Orderico Vitale maxucam, e nel lib. IV della Cronica Casauriense mazucam.>> (cfr. Dissertazioni sopra le antichità italiane, Società tipografica dei classici italiani, 5 vol.l., Milano, 1837, II , dissertazione XXXIII). Mentre i cognomi MAZZUCCO e MAZZUCCHI sono tipici del Centro/Nord Italia, i cognomi MAZZUCA e MAZZUCCA sono tipici del meridione: MAZZUCA in tutto il  cosentino e MAZZUCCA in Melfi e Rionero in Vulture. Più in particolare, MAZZUCA è cognome che appartiene ad antica casata greco-albanese stabilitasi inizialmente nella provincia di Cosenza e proveniente da Corone, nel Peloponneso; è una delle principali famiglie Arbëreshë e discende da uno dei sette valorosi nobili che accompagnarono Giorgio Castriota Skanderbeg dall'Epiro nel reame di Napoli nel XV secolo.

MAZURCO
MAZZURCO

Mazurco, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione di Mazzurco, che è tipicamente siciliano, di Palermo e Partinico nel palermitano, di Mascalucia e Motta Sant`Anastasia nel catanese, di Mistretta e Tortorici nel messinese, di Siracusa e di Leonforte e Centuripe nell'ennese, dovrebbe derivare dal nome arabo Marzurq, o da un soprannome originato dal termine arabo marzurq che significa il fortunato o il benedetto.

MAZZA

Molto diffuso in tutt'Italia, può derivare da uno dei vari toponimi contenenti il gruppo ...mazza, come può derivare da un soprannome o, in molti casi dal nome medioevale di origine germanica Matzo o Mazzo di cui abbiamo un esempio in questo dispositivo del 1286: "...Nos Heinricus dei gracia Ratisponensis episcopus presentibus profitemur, quod ad instanciam dilecte fidelis nostre Richgardis, relicte quondam fidelis nostri Chunradi dicti Matzo pie memorie,...".

MAZZACANE
MAZZACANI

Mazzacane ha un ceppo campano tra Napoli, Torre del Greco (NA) e Cerreto Sannita (AV) ed un ceppo a Bari, Mazzacani ha un ceppo tra bresciano e mantovano ed uno tra Casalgrande (RE) e Sassuolo (MO), derivano da soprannomi scherzosi.

MAZZACAVALLO

Specifico di Cogollo del Cengio (VI), potrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di approvvigionatore d'acqua, il mazzacavallo era un'attrezzo usato per attingere l'acqua ai pozzi, era una sorta di pertica posta a bilancere su di un perno per facilitare il sollevamento dei secchi d'acqua.

MAZZACURATI

Tipico della zona fra Bologna e Ferrara, dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso.
integrazioni fornite da Angela Bonora
Nel libro delle anime di San Giorgio di Piano, anno 1630, peste, esisteva la famiglia Mazzacurati o Mazzacuratti, viene riportata con la maiuscola, contrariamente ad altri cognomi come frabi o frabbi o montanari. Sembra essere una famiglia nobile. A Bologna esiste anche una villa con quel nome e nel libro dei decessi risultano le donne a volte con l'attributo mad.ma (madama?).

MAZZADI
MAZZADRI
MAZZADRO

Mazzadi, rarissimo, è presente solo al nord, non è possibile identificare un'area originaria, anche se parrebbe emiliano, Mazzadri, altrettanto raro, sembrerebbe toscano, Mazzadro, praticamente unico, parrebbe del meridione d'Italia, probabilmente siciliano, potrebbe trattarsi di errori di trascrizione del cognome Mezzadri (vedi MEZZADRA).
integrazioni fornite da Dr. Sergio Angel Mazzadi Hamilton, Ontario, Canada
La zona originaria del cognome Mazzadi è Compiano nel parmense.

MAZZAGARDI

Mazzagardi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe emiliano, potrebbe derivare da soprannomi scherzosi dialettali attribuiti al capostipite, originati forse da episodi particolari o dalla spacconeria del capostipite, che forse si raccontava essere in grado di ammazzare le guardie.

MAZZAGLIA

Mazzaglia è tipico del catanese, di Nicolosi, Biancavilla e Catania in particolare, ma anche di Adrano, Santa Maria di Licodia, Belpasso, Paternò,Aci Sant'Antonio e Ragalna, sempre nel catanese, e di Messina, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine tardo latino mateola (randello, mazza da combattimento), forse ad indicare nei capostipiti dei militari di epoca medioevale.

MAZZAIA

Rarissimo dovrebbe essere specifico del vicentino, potrebbe derivare dal nome della Val Mazzaia in trentino, probabile luogo d'origine del capostipite.

MAZZALI

Originario dell'area compresa tra Mantova, Reggio Emilia e Modena.

MAZZAMUTO

Tipico di Palermo e di Biancavilla (CT) dovrebbe derivare dal nome arabo Mashmud o Mashmuth, "...Ponatur quod velit scribere Massamuto vel filio Saladini, non salutat eos sed credo quod ita posset scribere illis: " C(elestinus) episcopus sicut supra et apostolicam benedictionem ", quondam Saladini filiis sarracenorum inclitis regibus salutationis vobis alloquium non impendimus....", ma potrebbe pure derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale massamuto (massamutino) di origine araba identificante una moneta d'oro puro del peso di 3,5 grammi, in questo caso si potrebbe riferire alle condizioni economiche floride del capostipite.

MAZZANTE
MAZZANTI
MAZZANTINI

Mazzante, molto molto raro, ha un piccolo ceppo in provincia di Latina ed uno tra Monte San Giusto (MC) e Porto Sant'Elpidio (AP), Mazzanti è tipico della fascia che comprende la Toscana settentrionale, l'Emilia orientale e la Romagna e le Marche centro settentrionali, con un nucleo importante anche nella provincia di Roma, Mazzantini ha un nucleo nella fascia tra Firenze, Pisa e Livorno ed un ceppo nell'anconetano, dovrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo mazza o a mestieri come il maniscalco, il falegname o il fabbro, tracce di un principio di queste cognominizzazioni le troviamo in un atto del 1305 dove un certo frà Albertino detto Mazzante, figlio di Cambio è indicato come rappresentante del convento domenicano di San Casciano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mazzanti è cognome derivato da nome di mestiere, d'area veneta, ed indica «fra i mattatori del porco, colui che l'uccide». Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

MAZZAPICA

Mazzapica, decisamente siciliano, ha un ceppo a Messina ed uno a Mazzarino nel nisseno, dovrebbe derivare da un antico nome degli abitanti di Mazzarino che in epoca romana venivano indicati con lo stemma della città, allora Makarina appena ricostruita, che riportava il mazzo e la picca littori.

MAZZARA
MAZZARESE
MAZZARESI

Mazzara è originario della Sicilia occidentale, Mazzarese, molto raro, è della stessa zona, Mazzaresi è quasi unico, dovrebbero derivare dal toponimo Mazzara del Vallo (TP) o dal suo etnico.

MAZZARELLA
MAZZARELLI
MAZZARELLO

Mazzarella è presente a macchia di leopardo in Sicilia e Puglia, con un grosso nucleo nella provincia romana ed in Campania nel casertano e nel napoletano soprattutto, Mazzarelli ha ceppi nel beneventano, nel potentino e nel barese, Mazzarello è specifico dell'alessandrino e del genovese, dovrebbero derivare da toponimi come Mazzarella di Lauria (PZ), Mazzarella di Villamaina (AV), ma è pure possibile in molti casi una derivazione dall'aferesi del nome medioevale Tomazo, portato ad esempio dal Podestà di Pisa nell'anno 1251 Messere lo Conte Tomazo della Cierra,  o dal capitano di ventura e condottiero bolognese Mazarello da Cuzzano (1295 - 1345) Signore di Monteveglio.

MAZZARI
MAZZARO
MAZZARRI
MAZZARRO

Mazzari ha ceppi nel piacentino, nel padovano e nel ravennate, Mazzaro ha un nucleo veneto, tra padovano e veneziano, uno campano, soprattutto nel salernitano ed uno a Foggia, Mazzarri, abbastanza raro, è specifico dell'Isola d'Elba, Mazzarro è praticamente unico, dovrebbero tutti derivare, tramite modificazioni dialettali, da alterazion del termine massaro (fattore, conduttore agricolo).

MAZZARIELLO

Tipico del napoletano, dovrebbe derivare dal nome composto Tommaso Aniello.

MAZZARINO

Specifico siciliano, soprattutto del catanese, dovrebbe derivare da un toponimo come Mazzarino (CL) o Mazzarrone (CT). Personaggio famoso del 1600 è stato il Cardinale di origini palermitane, ma nato a Pescina (AQ), Giulio Raimondo Mazzarino uno dei più illustri personaggi della storia europea moderna, primo ministro di Luigi XIV° Re di Francia.

MAZZATORTA

Molto raro sembra specifico del nord milanese.
integrazioni fornite da S. Mazzatorta
Il più antico riferimento è un atto di vendita stipulato nel 1405 ad Abbiategrasso dove Anselmolo Mazzatorta e suo figlio Antoniolo vendono un investitura livellaria in favore di Cristoforo da Vedano; (pergamene del Pio Luogo di Santa Corona - Archivio di Stato di Milano).

MAZZEI

Molto diffuso in tutt'Italia, deriva quasi sempre dal nome latino Mattheus, ma in alcuni casi può derivare dall'avere dei riferimenti con la mazza ferrata, com'è il caso ad esempio dei Mazzei di Firenze.  Troviamo tracce di questa cognominizzazione già nel 1400 in un atto redatto a Cortona (AR) dove troviamo un Marianus Matthaei de Perusio, e nel 1500 in una lettera scritta in Roma si legge: "...Et questa chiesa non è più in essere da più di 40 anni in qua, ma è in una vigna rincontro quella dell' Illustr. Cardinal Farnese, et quella del S. Paolo Matthei gentilhuomo Romano...".".

MAZZEO

Tipico dell'Italia meridionale, dovrebbe derivare da toponimi come Mazzeo (ME) o San Mazzeo (CZ).

MAZZERANGHI

Mazzeranghi è specifico di Livorno, un'ipotesi è che il capostipite provenisse da Masseranga, una frazione di Pertula nel biellese, o da uno degli altri centri identificabili anch'essi come Massuum-land, cioè un casale abitato dal popolo gallico dei Massui, a Firenze nel 1700 troviamo Gaspero Mazzeranghi, un artigiano esperto nell'arte di lavorare il ferro.

MAZZI
MAZZO
LO MAZZO

Mazzi è presente nel centro nord, dovrebbe avere più di un nucleo originario, se ne può ipotizzare uno a cavallo tra veronese e mantovano, uno nel milanese, uno nel modenese e probabilmente uno in Toscana, Mazzo ha un ceppo veneto soprattutto a Verona ed uno salentino a Lecce, Lo Mazzo ha un ceppo in Campania ad Avellino ed uno a Mottola nel tarentino, la loro derivazione è abbastanza diversificata, potendo discendere da un soprannome legato ad un mestiere o all'appartenenza ad un corpo militare, ma è anche probabile il collegamento con il nome medioevale di origine germanica Mazo, Mazzi o Mazzo di cui abbiamo un esempio nell'Ordinamentum, laudamentum et decretum parium curiae episcopalis del 1178 a Lodi: "...et Boldo de Salarano et Alliotto Brina et Mazo Piroldus et Orestande de Vignate et Guillielmus de Sorexina et Martinus de Palatino et Dottus de Corniliano et Guazino de Monzano ...", o la derivazione da un toponimo contenente la radice mazz.., come Mazzo (MI) o simili.

MAZZIERI

Sicuro un ceppo originario dell'area compresa tra le province di Ancona e Macerata, probabile uno nel grossetano ed uno nel parmense e reggiano, derivazione abbastanza diversificata, potendo discendere da un soprannome legato ad un mestiere o all'appartenenza ad un corpo militare, ma è anche probabile il collegamento con il nome medioevale germanico Mazzi o Mazzo.

MAZZILLI
MAZZILLO

Mazzilli ha un nucleo nella Puglia centro settentrionale ed in Basilicata ed un ceppo, probabilmente secondario, nella provincia romana, Mazzillo, rarissimo, sembra del salernitano, dovrebbe derivare da una modificazione del nome medioevale Mazzeo, derivato da Mattheus, forma arcaica di Matteo. (vedi Mazzei)

MAZZINI

Diffuso nel centro nord, particolarmente rappresentato in Emilia e Marche settentrionali e nella fascia appenninica della Toscana, derivazione abbastanza diversificata, potendo discendere da un soprannome legato ad un mestiere o all'appartenenza ad un corpo militare, ma è anche probabile il collegamento con il nome medioevale germanico Mazzi o Mazzo.

MAZZITELLI

Parrebbe originario della provincia di Vibo Valenza, con un radicamento non recente nella provincia di MIlano, derivazione abbastanza diversificata, potendo discendere da un soprannome legato ad un mestiere o all'appartenenza ad un corpo militare, ma è anche probabile il collegamento con il nome medioevale germanico Mazzi o Mazzo.

MAZZOBEL

Mazzobel è specifico di Paese nel trevisano, dovrebbe derivare dal nome composto dal nome medioevale di origine germanica Mazzo e dal nome Bello, nome probabilmente portato dal capostipite.

MAZZOCHIN
MAZZOCCHIN

Assolutamente rarissimo Mazzochin, un pò meno raro Mazzocchin, sembrerebbero vicentini, dovrebbero derivare dal nome medioevale Mazochus, un esempio di questa cognominizzazione si ha nel Codice Diplomatico Bresciano dove in una attestationes testium datata 29 dicembre 1163 si può leggere: "...Lanfrancus Mazocho iuratus testatur se esse ministrum Sancte Iulie et habere in vila Lurcine per Sanctam Iuliam duas falces..." e a San Giovanni d'Albi  (CZ) tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300 con Johannes Mazochus.

MAZZOCCA
MAZZOCCHI
MAZZOCCO

Mazzocca ha un ceppo nel trevisano, uno nel pescarese, uno campano ed uno calabrese, Mazzocchi ha un nucleo tra Bergamo, Milano, Pavia e Piacenza, un possibile ceppo in Campania, derivazione abbastanza diversificata, Mazzocco ha un nucleo importante nel Veneto ed un ceppo nel Sannio, a Cerro Al Volturno (IS) in particolare, dovrebbero discendere dal nome medioevale Mazoccus, riscontrabile ad esempio nel Codice Diplomatico Bresciano in un instrumentum confessionis del 1176: "...Mazoccus  iuratus testatur talis usantia est in curte Valli quod si aliquis homo de curte illa cazat capriolum quod debet spallam et rofiam domino suo dare in cuius districto ipse manet, et dicit se semel cazasse unum capriolum cum illis de Bernatho...", ma possono anche discendere da un soprannome legato ad un mestiere o all'appartenenza ad un corpo militare, è bene a questo punto ricordare che la mazzocha era un'arma in uso presso i soldati stradiotti della Repubblica Veneta, è pure probabile il collegamento con il nome medioevale germanico Mazzi o Mazzo.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Roma tra la seconda metà del 1400 e gli inizi del 1500 con lo stampatore Iacopo Mazzocchi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mazzocca è cognome lucano presente a Maratea, anche calabrese ed a Napoli; cfr. abruzzese '
mazzocca' = randello con capocchia. Fonte: Rohlfs, Cognomi lucani.

MAZZOCCONE
MAZZOCCONI

Mazzoccone è molto raro ed è tipico del teatino di Ortona in particolare, Mazzocconi, ancora più raro, è invece marchigiano, del Piceno, potrebbero derivare da forme accrescitive del nome medioevale Mazoccus (vedi MAZZOCCA), è altamente improbabile una connessione con la località verbanese del Monte Mazzoccone, soprattutto per la grande distanza dei due areali.

MAZZOLA
MAZZOLI
MAZZOLO
MAZZULLO
MAZZUOLO

Mazzola è un cognome panitaliano, con un nucleo importante in Sicilia, uno in Campania ed uno in Lombardia, Mazzoli è molto diffuso in tutta l'Italia centrosettentrionale, Mazzolo, molto molto raro, è specifico del Friuli, con un probabile ceppo nel genovese, Mazzullo sembrerebbe specifico dellal Sicilia orientale, del messinese e del catanese, Mazzuolo, assolutamente rarissimo, potrebbe essere salernitano. dovrebbero derivare dal nome di origine longobarda Matzolo. In un atto del gennaio dell'anno 773, sotto il regno del longobardo Desiderio, si legge: "...de alium capite tenentem Grimualdo filio quondam Matzolo...", nel 1500 a Bianzano (BG) possiamo leggere in un atto: "..Nobilis dominus Theutaldus filius quondam nobilis viri domini Alouisi de Suardis habitator predicti comunis de Bienzanohabet infrascripta bona videlicet: Tres pedes domorum cum suis cameris prosuousu in CastrodeBienzanocui choeret a mane nobilis domini Mazzoli de Suardis a serodomini Gualterijde Suardis ..", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Valtellina, dove in un atto si legge il nome di Bernardo de Mazzolis di Piazza Brembana come affittuario.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mazzola: in Sicilia questo cognome viene dal termine '
mazzola' = grosso bastone. Rohlfs 126.

MAZZOLARI

Originario della zona tra Brescia e Cremona, dovrebbe derivare dal nome di origine longobarda Matzolo. (vedi Mazzola)

MAZZOLDI

Mazzoldi è specifico dell'area trentino, bresciana, di Marcheno, Lumezzane, Travagliato, San Felice del Benaco e Brescia nel bresciano e di Nago Torbole ed Arco nel trentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Mazoldus, la latinizzazione del nome germanico Matzhold.

MAZZOLENI

Tipico bergamasco dovrebbe derivare dal toponimo Mazzoleni (BG) in Valle Imagna.  Esempio di questa cognominizzazione si trova in Valle Imagna già nel 1300, da qui si sarebbero poi distribuiti prima nel bergamasco e poi nel milanese; a Bergamo nel 1700 Fortunato Mazzoleni fu Giovanni Battista è notaio dell'ufficio dei giudici delle vettovaglie di Bergamo.

MAZZOLETTI

Abbastanza raro, dovrebbe essere specifico dell'area tra Brescia e Cremona, potrebbe derivare dal nome di origine longobarda Matzolo, ma è riconducibile anche ad un soprannome legato al toponimo Mazzoleni (BG)

MAZZOLINI
MAZZOLINO

Mazzolini sembra avere più ceppi, nell'udinese, nel bresciano e milanese, nel bolognese e forlivese e nelle Marche, Mazzolino rarissimo sembrerebbe originario dell'Italia nordoccidentale, dovrebbero entrambi derivare da diminutivi del nome germanico Mazzi o Mazzo, ma potrebbero anche derivare da un soprannome originato dal vocabolo mazza sia nel senso proprio di clava che in quello di ammazza. Esempio dell'uso di questo nome lo si ha nel 1000 a Tivoli con un Dux Mazzolinus.  Personaggio famoso fu il pittore ferrarese Ludovico Mazzolino (1480 - 1530.).

MAZZON
MAZZONE
MAZZONI

Mazzon è tipicamente veneto, dell'area che comprende padovano, trevisano e veneziano in particolare, Mazzone è assolutamente panitaliano, si individuano parecchi ceppi, nelle Puglie, in Basilicata, in Calabria, in Sicilia, nella Sardegna nord orientale e in provincia di Roma, Mazzoni è più specifico del centronord, possono derivare sia da un soprannome originato dal vocabolo mazza (legato a capacità guerriere), sia dal vocabolo ammazza (in senso lato o proprio), possono anche discendere dal nome medioevale germanico Mazzi o Mazzo e, in alcuni casi da errori di trascrizione relativi al nome Masone (aferesi di Tommasone).  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1400 ad Alessandria con il pittore Giovanni Mazzone e ad Imola: "...Vita functo Antonio Matzoni eligitur ad Imolensem Cathedram a Paulo II..." (vedi anche MASSON).
integrazioni di Luciano Pazzola
il cognome Mazzone in Sardegna è  riferito ed è sinonimo di
volpe (in sardo chiamata appunto mazzone), potrebbe perciò trattarsi di un soprannome legato alla furbizia dell'animale.

MAZZUIA

Assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini veneziane, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome Matteo.

MAZZUCCHELLI

Specifico della fascia che comprende il comasco, il milanese, il bergamasco ed il bresciano. Deriva dal nome medioevale Mazuchellus che potrebbe discendere a sua volta da Mazuchis indicativo familiare medioevale.  Si hanno tracce di questo cognome già in atti notarili risalenti al 1100, nella biblioteca comunale di Bergamo si trova un atto del notaio Mazuchellus Simone fu Aliprando, di borgo Trezzo risalente al 1272. Un famoso pittore rinascimentale fu: «Mazuchellus Morazonus pictor suis temporibus excellentissimus omnium».
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mazzucchelli è cognome d'origine soprannominale, movente da
mazzucca, voce dialettale settentrionale, designante «mazza» ma anche «testa grossa», cfr. il ven. mazuco «testa» e il moden. mazòca «testa grossa» e mazucòun «testone, caparbio» detto di persona. Nelle carte modenesi è ben attestato, fìn dal 1182, il personale Mazuchellus, Mazukellus. Il nome proprio Mazuclus, donde il cognome Mazzucchi, è presente a Modena dal 1165. Discreta la diffusione di tutti questi cognomi nell'area modenese. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

MAZZUFERI
MAZZUFERO
MAZZUFERRI

Mazzuferi sembrerebbe marchigiano, Mazzuferri e Mazzufero, assolutamente rarissimi, sono probabilmente solamente diverse forme del primo, dovrebbero derivare dal soprannome e poi nome medioevale Mazzuferus (portatore di mazza ferrata), nel 1301 troviamo un certo Mazzuferus Rinieri  in qualità di Priore di Firenze.

MEA

Mea ha un ceppo a Fano (PU), uno a Teggiano (SA), uno a Nardò (LE), potrebbero derivare dall'aferesi di nomi come Romea, o dalla contrazione di nomi come Domenica.

MEASSI
MEASSO
MEAZZA
MEAZZI
MEAZZO
MEOSSI
MEOZZI

Meazza è originario della zona che comprende le province di Milano, Lodi e Pavia, Meassi è quasi unico, ed è dovuto ad una modifica dialettale di Meazzi, che è più tipico dell'area a sudest di Milano, del lodigiano e del cremonese, oltreche ovviamente del milanese, Measso, molto molto raro, è del pordenonese, Meazzo, molto raro, è del veneziano e dell'udinese, Meossi è toscano, assolutamente rarissimo, è una forma dialettale di Meozzi, che, anch'esso tipicamente toscano, ha ceppi nell'aretino a Sansepolcro, Anghiari ed Arezzo, a Firenze, Livorno, Viareggio (LU), Pisa e Lamporecchio (PT), derivano da un'alterazione ipocoristica di Meo, aferesi di nomi come Romeo o Bartolomeo.

MECA

Meca, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del potentino estendendosi fino al tarentino ed al cosentino, potrebbe essere di origine toponomastica spagnola, ma la cosa più probabile è che possa trattarsi di un matronimico originato dalla contrazione aferetica del nome Domenica (vedi MECCA).

MECCA
MECCHI
MECCO
MICCA
MICCHI
MICCO

Mecca sembrerebbe specifico del potentino, Avigliano, Filiano e Potenza stessa, Mecchi ha un nucleo tra Lucca e Camaiore (LU) , uno nel veronese ed uno a Roma, Micchi sembrerebbe specifico di Castelnuovo Di Garfagnana (LU), Micca ha un ceppo a Torino, uno a Potenza ed uno a Orta Nova (FG), Mecco, assolutamente rarissimo, sembrerebbe romano, Micco ha un nucleo nell'udinese a Tarcento ed uno a Benevento ed uno anche a Dragoni (CE), dovrebbero tutti derivare da modificazioni della forma aferetica del nome Domenicus o Dominicus.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Mecca, presente dal nord al sud del paese, ha un epicentro nel potentino, Mecchi ha un ceppo maggiore nel lucchese e ceppi minori nel veronese, nel napoletano e a Pesaro (PU), Mecco, rarissimo, sembra essere originario di Crevacuore (BI), Micca ha un nucleo principale fra il torinese, il cuneese e l'astigiano e nuclei secondari nel potentino, nel foggiano, nel leccese, nel siracusano e nel catanese, Micchi è prevalentemente toscano, con un ceppo maggiore nel lucchese, Micco è diffuso maggiormente nel beneventano e nel casertano e, in misura minore, nell'udinese, ma è presente a bassa frequenza da nord a sud della penisola, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Mecco o Micco, una delle tante contrazioni, cioè, del nome Domenico, col significato di consacrato al Signore (dal latino dominus); fra le altre forme contratte di questo personale, si ricordano ad esempio Mengo e Mingo, che hanno dato origine a diversi cognomi diffusi soprattutto nell'Italia peninsulare. Dal punto di vista storico, personaggio famoso fu il patriota piemontese Pietro Micca (nato a Sagliano, Biella, nel 1677 e morto a Torino nel 1706), ricordato per il suo gesto eroico che, costandogli la vita, salvò Torino dall'assedio francese durante la Guerra di Successione Spagnola: ancora oggi, alla distanza di trecento anni, la figura di Micca gode di una certa fama in Piemonte, tant'è che a Torino, ormai da parecchi decenni, è stato aperto un museo in suo onore. Per quanto riguarda i cognomi in questione, comunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

MECCHIA

Mecchia sembrerebbe tipicamente friulano di Tolmezzo e Preone nell'udinese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine mecchia (particolare punta per fare fori di grande diamentro nel legno), ma la mecchia era anche una particolare radice il cui succo veniva utilizzato dai contadini anticamente per condire pietanze povere quali polente e focacce., non si può inoltre escludere una possibile derivazione da un'alterazione di una forma aferetica del nome Domenica.

MECCI
MECCIA
MECI

Mecci è tipico di Subbiaco, Palombara Sabina e Roma, Meccia ha un ceppo nell'iserniese, soprattutto a Castelverrino ed uno nel palermitano a Palermo e Ventimiglia di Sicilia, Meci è tipico del catanese, di Paternò in particolare, dovrebbero derivare dalla Gens latina Maecia (pronuncia Mecia) o dal nomen latino Maecius ricordiamo Maecius Furius Baburius Caecilianus ed una vittima delle ruberie di Verre a Messina Tiberius Maecius Luci libertus, secondo alcuni deriverebbero invece da una modificazione della contrazione dell'aferesi del nome Domenico.

MECHELLA

Mechella, molto raro, parrebbe del viterbese, di San Lorenzo Nuovo in particolare, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica familiare dell'aferesi contratta del nome Domenica, probabile nome della capostipite.

MECHERINI

Mecherini, estremamente raro, è decisamente toscano e dovrebbe derivare da una forma ipocoristica, aferetica, contratta del nome Domenico, probabilmente portato dal capostipite.

MECHI
MECO

Mechi ha un ceppo nel fiorentino a Firenze ed a Bagno a Ripoli, Meco ha un piccolo ceppo abruzzese a Sant'Egidio alla Vibrata nel teramano ed a Castellafiume e Capistrello nell'aquilano, ed un ceppo, molto consistente, a Roma, la cosa più probabile è che possa trattarsi di cognomi originati dalla contrazione aferetica del nome Domenicus (vedi MECCA).

MEDA

Un ceppo importante nel milanese ed uno nel padovano, uno probabile nell'astigiano, il ceppo milanese deriva dal toponimo Meda (MI).

MEDDA
MEDDE

Tipico del cagliaritano e dell'oristanese Medda, meno diffuso, ma più distribuito nell'isola Medde, potrebbero derivare da una modificazione del vocabolo latino mel - melis (miele), più difficile una derivazione dal termine sardo meddu (meglio).

MEDEA
MEDEI
MEDEO
MIDEA
MIDEI
MIDEO

Medea ha un piccolo ceppo nel rovigoto e padovano ed uno, ancora più piccolo, nel tarentino, le presenze nel latinense dovrebbero essere originarie del Veneto, Medei è tipico della fascia centrale, con un ceppo marchigiano nel maceratese, a Treia, Macerata, Appignano e Tolentino ed uno romano, Medeo, quasi unico, è meridionale, Midea ha un ceppo a Macchiagodena nell'iserniese, Midei ha un piccolo ceppo nel maceratese a Castelraimondo e Sefro ed uno nel romano, a Roma e Mentana, Mideo ha un piccolo ceppo a Castelpagano nel beneventano, questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche dirette o alterate dal dialetto, del nome Amedeo, Amedea, o da una forma aferetica del cognome romano arcaico Amidei.

MEDEOT
MEDVES
MEDVED

Medeot, decisamente friulano, è tipico del goriziano, di San Lorenzo Isontino, Gorizia, Mossa, Mariano del Friuli, Farra d'Isonzo, Gradisca d`Isonzo, Cormons e di Trieste, Medved, assolutamente rarissimo è dell'area di Cividale nell'udinese, così come Medves, tutti dovrebbero derivare dal termine sloveno medved (orso) direttamente o tramite deformazioni dialettale friulana italianizzanti o di tipo slavo. Tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Mersino (UD) fin dal 1600.

MEDETTI

Molto raro è tipico del milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Meda (MI).

MEDICI
MEDICO

Medici è diffuso in tutt'Italia, soprattutto in Lombardia ed Emilia, Medico, decisamente più raro, ha un nucleo tra barese e brindisino ed uno a San Cataldo (CL), derivano dal mestiere di medico. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un Instrumentum venditionis del 1175 a Pavia: "...In urbe Papia. Otto, filius Guidonis Medici, tutor Lafranchini pupilli, filii quondam Turlacii de Putheo...", famosissima è stata la famiglia De' Medici di Firenze il cui membro più illustre è stato Lorenzo il Magnifico (1449-1492).

MEDIOLI

Abbastanza raro è tipico del parmense, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo tardo latino mediolus (detto di qualche cosa che sta nel mezzo).
ipotesi fornita da Patrick Medioli
Il cognome Medioli, che ha per origine verso 1700 la provincia di Parma, potrebbe essere derivato dal vocabolo mediolanensis cioè provenienti dalla città di Milano cognome che si sarebbe poi modificato in Mediolis.

MEDORA
MEDORI
MEDORINI
MEDORO

Medora, quasi unico, sembrerebbe meridionale, Medori è specifico della fascia centrale che comprende l'area picena, l'Umbria, il viterbese ed il romano ed il teramano, Medorini, quasi unico, sembrerebbe dell'area umbro, marchigiana, Medoro ha un piccolo ceppo veneziano, ed un ceppo più consistente in Abruzzo, nel pescarese e soprattutto nel teatino, questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome Medoro, nome diffusosi nel rinbascimento, perchè reso famoso dall'Ariosto con il suo Orlando furioso, dove Medoro è un fante saraceno di cui si innamora Angelica, la protagonista amata da Orlando.

MEDRI

Specifico della zona fra Ravenna, Forlì e Rimini, 

MEDROS

Estremamente raro, tipico sardo, dovrebbe derivare da un soprannome originato forse dal vocabolo mediòri (pazzia) o forse dal vocabolo medru (scarto), avrebbe quindi un valore dispregiativo.

MEGA
MEGHA

Mega ha un ceppo a Santa Marina nel salernitano ed uno nel leccese ad Alezio, Sannicola e Scorrano, Megha, molto molto raro, sempre del leccese, dovrebbe essere dovuto ad un errore di registrazione anagrafica del precedente, che potrebbe derivare da forme apocopaiche di nomi greci come Megareus, Megadates, Megathenes o altri simili.

MEGALE
MEGALI
MEGALIZZI

Tutti molto rari e specifici del reggino, dovrebbero derivare da un soprannome generato dal vocabolo greco megalos (grande, grosso, alto), originato dalle caratteristiche fisiche imponenti del capostipite. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nella seconda metà del 1600 a Bovalino (RC) con Gioseppe Megali citato come testimone in un atto.

MEGANI
MIGANI
MIGANO

Migano, quasi unico, sembrerebbe campano, e potrebbe derivare dal nome del paese di Migano presso Roccamonfina nel casertano, Megani, quasi unico, è del pesarese, dovrebbe essere dovuto ad un'alterazione dialettale del cognome Migani, che è specifico dell'area romagnola, del riminese soprattutto ed in particolare di Riccione e Rimini, con presenze significative anche a Bellaria Igea Marina, a Misano Adriatico e Morciano di Romagna, e che dovrebbe derivare dal nome latino Miganus, ricordiamo con questo nome un Santo martire.

MEGGIORIN
MEGGIORINI

Entrambi tipicamente veneti, Meggiorin è specifico dell'area vicentino, padovana, di Padova, Stanghella e Montagnana nel padovano e di Caldogno nel vicentino, Meggiorini, più raro, ha un ceppo nel veronese ed uno nel veneziano, dovrebbero derivare da morme ipocoristiche dialettali del nome medioevale Meliore (vedi MIGLIORA), la cui forma veneta è stata Megiòr ed il cui diminutivo italianizzato è stato poi Meggiorin e Meggiorini.

MEGLIO

Molto raro, sembrerebbe originario della Campania, potrebbe derivare da una forma aferetica del nome del paese di Ameglio nel casertano, forse il luogo d'origine del capostipite.

MEGNA

Megna ha un ceppo nel napoletano, in Calabria ha ceppi nel crotonese, nel catanzarese, nel vibonese e nel reggino, ed in Sicilia ha un grosso ceppo a Palermo, dovrebbe essere di origini francesi ed essere giunto in Italia con gli angioini, dovrebbe derivare dall'italianizzazione dell'antico termine francese maignan (pronuncia megnan), che significa ramaio e calderaio ambulante, probabilmente ad indicare che quello fosse il mestiere dei capostipiti.

MEI
MEINI
MEO
MEONI

Mei ha un ceppo nel cagliaritano ed è diffuso nella fascia che comprende il bolognese,  la Toscana settentrionale, le Marche ed il Lazio, Meini e Meoni sono tipicamente toscani, Meo è diffuso a macchia di leopardo nel centrosud, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dalla contrazione dell'aferesi del nome Bartolomeo, in alcuni casi potrebbero essere stati originati da nomi come Romeo.

MEINA

Tipicamente piemontese, molto molto raro, dovrebbe derivare dal toponimo Meina (NO).

MEINARDI
MEINARDO

Meinardi è tipicamente piemontese del torinese, Meinardo, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascxrizione del precedente, dovrebbero derivare da modificazionidel nome medioevale di origine germanica Menardus (vedi MENARDI), si potrebbe anche ipotizzare possa trattarsi di una forma etnica del comune di Meina nel novarese.

MELA
MELAS

Mela è panitaliano, con ceppi nell'imperiese, nel sassarese, nel bolognese, nel perugino e qua e là in meridione, Melas è tipicamente sardo del cagliaritano, di Guasila, Cagliari e Selegas, di Bosa nell'oristanese, di Sanluri nel Medio Campidano e di Villamassargia nell'iglesiente, questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen latino Mela ricordiamo a titolo di esempio Pomponius Mela geografo e scrittore latino del I secolo che sembra essere stato parente di Seneca, famosissima è stata la sua opera De situ orbis , il primo testo che si occupasse seriamente di geografia, non si può però escludere che in alcuni casi derivino da soprannomi legati al nome del frutto omonimo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MELA; MELAS: per il significato, l'etimologia e la presenza dei cognomi nella storia della Sardegna, vedi De Melas.  Nella storia contemporanea ricordiamo Melas Giuseppe, originario di Guasila, vescovo della Diocesi di Nuoro dal 1947 al 1970.  Attualmente il cognome Mela è presente in 209 Comuni italiani, di cui 28 in Sardegna: Sassari 77, Castelsardo 46, Alghero 31, Ninnai 25, etc. Il cognome Melas è presente in 79 Comuni italiani, di cui 43 in Sardegna: Guasila 61, Cagliari 29, Bosa 29, Selegas 24, Sanluri 20, etc.

MELACARNE
MELCARNE

Melacarne, molto raro, è tipico del barese, di Minervino Murge e Bari, Melcarne è specifico dell'estremità della penisola salentina, di Gagliano Del Capo e di Alessano (LE), si dovrebbe trattare di forme dialettali del soprannome e poi nome Malacarne (vedi MALACARNE), ma è pure possibile che derivino invece da soprannomi originati dall'essere i capostipiti dei mori.

MELAN

Melan, assolutamente rarissimo, è decisamente veneto, con piccoli ceppi a Venezia e Marostica nel vicentino, potrebbe trattarsi di un'alterazione dialettale del nome slavo Milan, come potrebbe anche trattarsi di una forma dialettale tronca del nome medioevale Melanus (vedi MELANI).

MELANESI

Melanesi, quasi scomparso, dovrebbe essere originario dell'anconetano e derivare dall'etnico di Melano, una frazione di Fabriano, appunto nell'anconetano.

MELANI
MELANO

Melani è molto diffuso in tutta la Toscana, in particolare a Prato, Pistoia, Agliana e Quarrata nel pistoiese, Firenze, Livorno e Pisa, nel perugino ed a Roma, Melano invece è decisamente piemontese, di Torino , Beinasco, Cavour e Collegno nel torinese e di Saluzzo nel cuneese, dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale Melanus, di cui abbiamo un esempio in Piemonte in un atto del 1305: "...Nomina syndicorum et ambaxatorum comunium et locorum terre et marchionatus. Pro terris et comunibus locorum de Ultrabulmidam, Vescontus de Lacavana de Novis ; pro terris et comunibus locorum de ultra Tanagrum, Manfredus Dagna, Franciscus Gualfinaria, Phyliponus Roliatus, Gullielmus Sburlatus, Henricus Moycius, Rofinus Carena ; pro terris et comunibus Montisferrati, de Montecalvo Franciscus de Laporta, Ardicionus de Prato, de Camino Iohannes Barocia, Germanus de Lassa, de Pontesturie Iacobus Spelta, Bocius de Monteregio, Gullielmus de Franco et Gasparonus Formentus, de Lu Petrus Bocius et Ferrandus de Laval, de Montebello Facius de Monte, Conradus Cavallus, Facius Andreas et Henricus de Folcimagna, de Tongo Bos de Ulisengo et Marcabotus de Soanengo, de Casorcio Petrus Bava et Iacobus Picha, de Felizano Scolus Paynus et Damianus Morutus, de Vignali Quarterius Beccarius et Manuel Zofredus, de Roxignano Galiardus Columbus, Ucellinus Pantanus, Iosep Ferrarius et Melanus Cavalerius, de Caliano ...".

MELARDI

Molto molto raro sembra essere tipico del catanese, probabilmente di Bronte, potrebbe derivare dal nome normanno Melar.
ipotesi fornita da Ranieri Melardi
Siamo originari di Bronte,in provincia di Catania e abbiamo parenti emigrati in Piemonte e in Emilia. Parrebbe che sia un unico ceppo, e da mie ricerche personali ne risulta che potrebbe derivare dal plurale della voce dialettale siciliana
melarda che significa germano reale, anatra, a sua volta derivato dal francese malard.

MELATI
MELATO

Melati, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area tra emilia e cremonese, Melato è tipicamente veneto, in particolare del veneziano e soprattutto del padovano, di Padova, Saletto, Ospedaletto Euganeo e Albignasego nel padovano e di Mira e Venezia nel veneziano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Melatus, con il significato di dolce come il miele, nome portato ad esempio, agli inizi del 1200, dal padre del Podestà di Mantova Giacomo da Milano e nel 1430 a Firenze nei registri della Fabbrica del Duomo di Firenze si trova un Melato deto Disio maestro lengniauolo.

MELCHIOR
MELCHIORI
MELCHIORRE
MELCHIORRI

Melchior, molto raro, è specifico dell'udinese, Melchiori è tipico delle Tre Venezie, del Trentino e veronese in particolare, Melchiorre è diffuso in Abruzzo, Molise, Puglia e Campania, Melchiorri ha un ceppo in Emilia, tra ferrarese, bolognese e modenese, uno nella fascia che dal Lazio, arriva nelle Marche attraverso l'Umbria, derivano dal nome tardo latino Melchior di cui abbiamo tracce ad esempio in epoca molto remota: "...Pomum autem aureum quod videlicet Melchior, rex Numibye et Abrabum, cum triginta denariis obtulít, quondam fuít Alexandri Magni, et non fuit maioris quantitatis quam totaliter manu concludi potuit...:", uso che continua ad esempio nel 1500: "...contiones habet alias liberrimas, quarum ne unam quidem Melchior Zobel et Remboldus, suavissimi conturberniones, negligunt...".  Tracce di questa cognominizzazione la troviamo a Macerata nel 1500 con il monsignor Girolamo Melchiorri.

MELE
MELI
MELÍ
MELLE
MELLI
MELLO
MELLON
MELON

Mele è diffusissimo in tutto il sud peninsulare ed in Sardegna, Meli ha ceppi in Sicilia, Sardegna, a Roma, nel fiorentino e nel parmense, Melì, assolutamente rarissimo, parrebbe siciliano, Melle, molto raro, sembrerebbe tarentino, Melli sembra avere due nuclei, uno nel milanese ed uno tra Mantova e Modena, Mello, abbastanza raro, dovrebbe essere originario del Salento, Mellon, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel mantovano ed uno nel padovano, Melon, molto raro, è specifico dell'area veneto, friulano, giuliana, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso accrescitivi, dal nome medioevale Mele (Miele), nome attribuito spesso ad un figlio molto gradito e atteso.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pisa in uno scritto del 1161: "...Rainerius Gaetani et Ildebrandus Mele et Gerardus quondam Guffredi missi sunt,..." ed in Sardegna nel 1200, in un atto del 1240 leggiamo: "...Ex hoc publico instrumento sit omnibus manifestum quod dominus Albithellus Mele, quondam Gualfredi Mele, publicus judex Castelli Castri Kallaritani et domini Ugolini de Ripafracta castellani eiusdem Castri...".
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
MELE; MELI:
mele in logudorese, meli (mebi >betacismo), in campidanese è il miele. Deriva dal latino mel - mellis; μέλι meli in greco.  Vedi Melis). Su mele/i (mebi) dessa matta: è la resina dell'albero. Sa bucca 'e meli è la donnola. Unu cuaddu melìnu o mebìnu = un cavallo falbo, col manto colore del miele. Amelai/re (amebai) = addolcire, in senso figurato o mettere il miele ai dolci, ad esempio alle "pardulas" (formaggelle). Melis, Mele, Meli, hanno la stessa origine: Melis è diffuso in tutta la Sardegna, Mele soprattutto nel centro - nord, Meli, con il numero più alto di presenze nell'Oristanese. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Mele Barçòlo, jurato ville Sia Sancte Lucie (* Sia Sancte Lucie. Odierno Siamanna. Contrate Campitani Simagis); Mele Barisono, jurato ville Sedilo; Mele Comita, ville Fonte (* Fonte.distrutto .della Diocesi di Dolia. Barbagie Ollolai et Curatorie Austis); Mele Crescente, jurato ville Capriles ( * Capriles.distrutto. Contrate Campitani Simagis); Mele Franciscu(piccinnu), ville de Sardara (** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388); Mele Franciscu, ville de Sardara; Mele Gonnario, ville Sammungleo (* Sammungleo.odierno Samugheo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mele Joanne, jurato ville Fonte; Mele Joanne, ville de Sardara; Mele Juliano, ville Ecclesiarum. ( ** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procuratoruniversitatis Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii 1388); Mele Laurencio, jurato ville Loddu (* Loddu.distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Mele Margiano, ville Laconi (** Laconi.et Contrate Partis Alença et etc. seu Atara Barçolo, officiali Curatorie de Parte Alença. In posse Penna Ambrosii et filii Guiducii (Penna) notari...die XII januarii 1388.( nisi pastores bestiarium et etc.); Mele Mariano, majore ville Leonissa (* Leonissa .distrutto..Lunissa (Atzàra). Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mele Masedu, ville Selluri (** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii 1388); Mele Nicolao - de Castri Januensis(Castelsardo); Mele Nicolao, majore ville Desilo(Desulo); Mele Nuscasio - de Bosa(Bosa); Mele Petro, jurato ville Aidu (* Aidu. Aido.odierno Aidomaggiore. Contrate Partis de Guilcier); Mele Petro, ville Laconi; Mele Salvator - de Aristanni (*** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc.); Mele Sandro, jurato ville Busche ( * Busache.odierno Busachi. Contrate Partis Varicati); Mele Simono, ville de Sardara; Mele Sisinnio, jurato ville Desilo. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, figurano: Mele N. N sposa a Goantine Taras e Mele Goantine (187 - scambio): donaitimi Barusone Mellone puru sa parzone sua et  dessos fratres: et ego donailli duos sollos de denaris. Testes: donnu Nigola, priore de Bonarcado et donnu Petru Coco preideru de Mili Pikinnu et Goantine Mele et Goantine Coco et Goantine de Kerki, maiore de cavallos de stalla de iudice. Nella storia Ricordiamo un certo Mele Albizello, cittadino pisano, pubblico giudice di Castel di Castro Callari, e Mele Ildebrando, cittadino pisano, fratello di Albizello (siamo nella prima metà del XIII° secolo). Attualmente il cognome Mele è presente in 1122 Comuni italiani, di cui 128 in Sardegna( facciamo qui notare che Mele, nella penisola deriva dall'italiano mela  - latino malum; e Meli dall'italiano melo, latino malus): Nuoro 178, Sassari 166, Siniscola 159, Oristano 158, etc. Meli è presente in 610 Comuni italiani, di cui 30 in Sardegna: Cabras 208, Oristano 71, Santa Giusta 53, etc.

MELECCHI
MELECHI

Melecchi è un tipico cognome del bolognese abbastanza raro, sembrerebbe di Galliera e della stessa Bologna, Melechi, leggermente meno raro, parrebbe del Salento, di Salice Salentino nel leccese, potrebbero derivare dal nome medioevale Melechius, derivato dall'ebraico Melech che ha il significato di Re, le tracce più antiche che si hanno di queste cognominizzazioni risalgono al 1700.

MELEGARI

Melegari è un cognome tipicamente parmense, dovrebbe derivare dal mestiere di coltivatore di melica (saggina o miglio indico), o di produttore di scope, tracce di questa cognominizzazione la troviamo nella prima metà del 1300 a Pisa con un certo Johannes Melegarius in qualità di Rettore dell'Ospedale pisano dedicato a San Giovanni Gerosolomitano.

MELETTI
MELETTO

Meletti è un cognome diffuso in Emilia, in particolare nel modenese, bolognese e ferrarese, e nel pesarese, Meletto, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare da nomi di località come Meletto vicino a Montecatini, Meleto di Rimini o altri simili.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Meletti, non molto rappresentato nel Modenese, sembra rifarsi al nome personale
Milittus documentato nel 1182, seppur non è un Meleto, nome locale, con lo scambio di suffisso -etto per -oto, come avviene nel cognome Castagnetti, movente da un Castagneto. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

MELFI

A vari ceppi nel meridione d'Italia, in Molise, Puglia, Salernitano, Lucania e ragusano, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Melfi (PZ).

MELIADO
MELIADO'

Meliado è quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma aterata dell'appena meno raro Meliadò, che è specifico della Calabria, del reggino in particolare e di Lamezia Terme nel catanzarese, e che dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome greco Μελιηδής  Meliedes (dolce come il miele).

MELIBEI
MELIBEO

Sia Melibei che Melibeo sono praticamente unici, dovrebbero derivare dal nome greco Meliboeus, personaggio della prima ecloga delle Bucoliche di Virgilio: "...O Meliboee, deus nobis haec otia fecit. namque erit ille mihi semper deus, illius aram saepe tener nostris ab ovilibus imbuet agnus. ille meas errare boves, ut cernis, et ipsum ludere quae vellem calamo permisit agresti...".

MELICA
MELICHI

Melica ha un piccolo ceppo nel Salento, a Lecce e nel leccese a Specchia, Gallipoli e Casarano, con presenze comunque sparse in tutto il paese, Melichi, che sembrerebbe unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine melica (mais), forse ad indicare nei capostipiti dei coltivatori di questo cereale.

MELICONI

Meliconi è tipicamente emiliano, del bolognese, di Bologna, Zola Predosa e Monte San Pietro, secondo un'ipotesi potrebbe derivare da un soprannome accrescitivo originato dal termine melica (mais), forse ad indicare nei capostipiti dei coltivatori di questo cereale, secondo un'altra ipotesi si tratterebbe invece dell'accrescitivo di una forma distorta del nome Melchiorre, che attraverso la forma apocopata Melchio diventa poi Melico.

MELIDDO

Meliddo è specifico di Gravina in Puglia nel barese, dovrebbe derivare da un nome arcaico o soprannome dialettali, con il significato di mieloso o dolce come il miele.

MELIDEI
MELIDEO

Entrambi tipici dell'area teatino, pescarese, Melidei è assolutamente rarissimo, mentre Melideo è ben diffuso a Chieti e Casalincontrada nel teatino ed a Tocco da Casauria e Manoppello nel pescarese, dovrebbero derivare dal nome di origine greca Melidoeus.

MELILLI

Melilli è tipico siciliano, deriva dal toponimo Melilli (SR), tracce di questo cognome si trovano ad esempio a Comiso (RG) già nel 1600.

MELILLO
MILILLO

Melillo è assolutamente campano, Milillo è specifico del barese, potrebbero derivare da un nome tardo latino Melillus o Mellilus (dolce come il miele), tracce dell'uso di questo nome le troviamo ad Andria nella seconda metà del 1400: "...Fr. Melillus de Sabanica, Andriensis, an. 1490, die 24 Sept. obtinuit Episcopatum Andriae in Apulia..."..
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
è diffuso in Sicilia, Calabria, Lucania, Puglia, ma soprattutto in Campania. Deriva dal vocabolo napoletano '
melillo' = piccola mela; cfr. anche Melilli e Milillo. Fonte: G. Rohlfs, Diz. storico dei cognomi nella Sicilia Orientale, 1984, p. 127

MELINC
MLINZ

Entrambi rarissimi e tipici dell'udinese, derivano dal cognome sloveno Melinz.

MELINI
MELINO

Melini è estremamente raro, ha una presenza in Romagna ed una a Roma, Melino ha un ceppo nel foggiano ad Anzano di Puglia in particolare ed uno nella Sardegna settentrionale, un ceppo probabilmente non secondario è presente a Sesto Calende (VA), derivano dal nome medioevale Melinus di cui abbiamo un esempio in un testo del 1500: "...Introducuntur duo colloquentes pastores, alter ovium Melinus, quasi dicas ovinus, nam inter alia m/hlon Graecis etiam ovem significat. Alter caprarum nempe Aepolus quem Latini caprarium vocant....".

MELIOLI

Melioli è specifico di Reggio Emilia con presenze anche ad Albinea, Quattro Castella e Scandiano nel reggiano ed a Parma e Mezzani nel parmense, dovrebbe derivare dal nome medioevale Meliolus, una forma ipocoristica del nome Melior (Migliore), con il significato di Migliorino, tracce dell'uso di questo nome le troviamo in una Carta diffinitionis dell'anno 1270 a Polesine Parmense nel parmense: "... Nomina vicinorum Polixeni Sancti Viti sunt hec: Meliolus de Marsiliis, Losus de Trepinis, Bathelana de Marsiliis, Iacobinus de Ymnis. Qui omnes fuerunt concordes ad interogationem Nicolay de Asinellis notarii, interrogantis nomine dicti episcopii Cremone, et domini Bonesoli, domini Iacobini, monachorum dicti monasterii Sancti Laurentii, interrogantium nomine dicti monasterii, quod confines erant ipsius aque suprascripta strata Burgi Novi, ...".

MELIS

Specifico del sud della Sardegna, dovrebbe derivare da un vocabolo in lingua sarda che significa miele.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
significa di miele, deriva dal latino
mel, mellis o dal greco meli. È tra i cognomi più diffusi in Sardegna. Se consideriamo poi che prima di Melis troviamo Mele e Meli, i quali hanno la stessa origine, la sua presenza (come etimologia e significato) aumenta di numero. Melis è presente nell'isola in 232 Comuni su 377, più diffuso nel centro sud dell'isola; Mele e Meli invece contano più presenze nel centro nord. Nelle carte antiche Melis è cognome raro, mentre è più diffuso Mele e con meno frequenza Meli. MELE: è presente in Sardegna in 128 Comuni su 377,  Sono 23 i Mele firmatari della Pace di Eleonora del 1388, *LPDE e tra questi citiamo: Mele Mariano, majore (sindaco) ville Leonissa (villaggio distrutto..Lunissa (Atzàra) Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mele Nicolao, majore ville Desilo (odierno Desulo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Mele Franciscu (piccinnu), ville de Sardara; Mele Franciscu, ville de Sardara. Nel Condaghe di S. Maria di Bonarcado *CSMB, sono citati 2 Mele, ma si tratta di due coniugi: Mele N N sposa a Gosantine Taras (126) e Mele Gosantine (187).

MELISSA
MELISSE
MELISSI
MELISSO

Melissa parrebbe avere un ceppo nell'udinese ed uno calabrese, Melisse, Melissi e Melisso, sono assolutamente rarissimi e dovrebbero tutti avere origini meridionali, potrebbero derivare da varie forme neogreche per ape ad indicare forse la professione di apicultore del capostipite, ma è pure possibile una derivazione dal toponimo Melissa (KR) o da variazioni del nome di origine greca Melissa, così si chiamava la ninfa che fece innamorare il Dio Apollo.

MELISSANO

Melissano è tipico del leccese, di Cutrofiano, Ruffano e Lecce, dovrebbe derivare dal nome del paese leccese di Melissano, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti, toponimo che dovrebbe derivare dalla ricca produzione di miele della zona.

MELISSARI

Melissari è tipicamente calabrese, di Palmi nel reggino e di Catanzaro, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico μέλισσαρες melissares originato dal fatto che i capostipiti facessero forse il mestiere dell'apicultore.

MELITA

Melita è un cognome tipicamente siciliano, di Messina e del messinese, di Catania, Mascali, Giarre e di Fiumefreddo di Sicilia e di Mazzarino nel nisseno, dovrebbe stare ad indicare un'origine maltese delle famiglie, Melita è infatti il nome latino dell'isola di Malta.

MELITO

Melito ha un ceppo campano nel napoletano e nell'avellinese in particolare ad Ariano Irpino, uno nel reggino a Motta San Giovanni ed uno ad Alcamo nel trapanese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Melitus, a sua volta derivato dal termine greco meli (miele), e che significherebbe dolce come il miele., di questo nome abbiamo un esempio nell'Apologia di Socrate di Platone nella versione di Ficino: "...Ex his autem Melitus, et Anytus, et Lycon contra me surrexerunt. Melitus quidem ob poetas mihi infestus; Anytus vero ob artifices atque reipublicae gubernatores; Lycon denique gratia rhetorum. Quamobrem, quemadmodum ab initio dicebam, admirarer equidem, si opinionem istam...", ma è pure possibile una derivazione dai toponimi Melito (SA), Melito di Napoli (NA), Melito Irpino (AV) o Melito Porto Salvo nel reggino.

MELLA

Mella potrebbe avere alcuni ceppi nel Veneto ed uno nel milanese, dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi contenenti il termine relativo al fiume Mella, come Azzano Mella, Bagnolo Mella, Tavernole sul Mella tutti nel bresciano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mella è un cognome principalmente lombardo ma diffusissimo anche nel Veneto, non ha niente a che fare con Melli, Meli e le loro derivazioni. Si tratta, infatti, di un aferetico da
Jacomella che è da riportare al cognome Giacomi.

MELLACE
MELLACI

Mellace è tipicamente calabrese, di Catanzaro, Satriano e Squillace nel catanzarese, e di Crotono e Isola di Capo Rizzuto nel crotonese, Mellaci, quasi unico, è una variante del precedente, dovrebbero derivare dal termine dialettale per produttore di miele, indicando che probabilmente il capostipite facesse l'apicultore.

MELLEA

Mellea è tipico di Montepaone e Catanzaro nel catanzarese, dovrebbe derivare dal termine latino mellea (dolce come il miele, melodiosa), o, più probabilmente dal nome medioevale femminile latino Mellea, di cui abbiamo un esempio in un epigramma del 1500: "O nimis semper mea vere amata // Mellea, o nostri pia cura cordis, // quanta de te perpetuo subit mi // causa timoris!  // eminus quanquam iaculetur altus // aureos in te radios Apollo, // torquor ne fictus amans in illis // forte lateret....".

MELLERA

Mellera è decisamente lombardo, ben attestato a Cava Manara nel Pavese, ed a Varenna e Lecco nel lecchese, potrebbe derivare da un vocabolo dialettale originato dal termine mèlla (spada finta), ma più probabilmente deriva da un nome di località ora scomparsa.

MELLINI
MELLINO

Mellini sembra avere più ceppi, nel bresciano, nel bolognese, nella fascia centrale e nel napoletano, Mellino ha nuclei sparsi a macchia di leopardo in Liguria e Piemonte occidentale, nella zona di Nule fra sassarese e nuorese, a Roma, nel napoletano e nell'area dello stretto di Messina, dovrebbero derivare dal nome Mellino. Tracce di questa cognominizzazioni si hanno nel libro delle sentenze di San Miniato (PI) all'anno 1559 troviamo il Notaio criminale Marco Mellini di Benedetto da Vicchio (FI) e anche nel 1600 a Roma con il Cardinale Gio. Garzia Mellino Romano.

MELLONE
MELLONI

Mellone è tipicamente meridionale con un ceppo tra napoletano e salernitano, uno tra tarentino, brindisino e leccese, ed uno nel catanese a Militello in Val di Catania, Melloni è tipicamente emiliano, soprattutto del ferrarese e bolognese, con un ceppo anche nel fiorentino, dovrebbero derivare dal nomen latino Mellonus di cui abbiamo un esempio in "Cneus Mellonus Vicanus frumentarius legionis VIII Augustae piae constantis Commodae", nome portato ad esempio da Mellonus il primo arcivescovo di Rouen in Francia, sulla cui lapide si legge: "... Qui se pro populis devovet hostiam // Mellonus tacita se nece conficit; // Mactatus celeri morte Nicasius // Christum sanguine praedicat.", i ceppi meridionali potrebbero anche derivare dal termine dialettale meridionale mellone (melone, il frutto).

MELLUCCI
MELLUCCIO
MELUCCI
MELUCCIO

Entrambi tipicamente napoletani, Mellucci è assolutamente rarissimo, mentre Melluccio ha un ceppo anche a Roma, Melucci ha un ceppo nel riminese, uno tra romano e latinense, uno in Campania, soprattutto nel casertano ed uno nel tarentino, Meluccio, estremamente raro, parrebbe del salernitano, potrebbero derivare da forme ipocoristiche dell'aferesi del nome Carmelo, probabilmente portato dal capostipite, in alcuni casi si potrebbe trattare di cognomi attribuiti a neonati abbandonati presso monasteri carmelitani.

MELLUSI
MELLUSO
MELUSO

Mellusi, molto raro, ha un ceppo ad Ischia, isola del napoletano, ed uno a Torrecuso nel beneventano, Melluso, decisamente più diffuso, ha un ceppo a Napoli e nel napoletano, un piccolo ceppo nel foggiano, uno in Calabria, soprattutto a Briatico nel valentiano ed a Bagnara Calabra nel reggino, è presente anche in Sicilia, soprattutto a Palermo, ma anche nell'agrigentino, nel messinese e nel catanese, Meluso, praticamente unico, è palermitano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi o nomi derivati dal termine tardo latino melusus o mellusus (dolce come il miele), troviamo tracce di queste cognominizzazioni molto antiche nel 400 con un Timotheus Melusus elemento attivo del patriarcato di Gerusalemme ed ad Aversa fin dal dodicesimo secolo, dove in un atto del 1126 risulta un certo Petrus Mellusus.

MELODI
MELODIA

Melodi, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni di Melodia, che ha un piccolo ceppo tra casertano e napoletano, uno altrettanto piccolo tra barese e materano, ma il ceppo principale è in Sicilia ad Alcamo nel trapanese, a Palermo ed a Gela nel nisseno, e che dovrebbe derivare da nomi o soprannomi originati dal termine greco antico μελώδώς  melodos  (in modo melodioso), forse ad indicare nei capostipiti dei cantanti o dei musici.

MELONCELLI

Abbastanza raro sembra avere due ceppi, uno nel ferrarese ed uno nel bergamasco, potrebbe derivare da un soprannome.

MELONE
MELONI

Melone ha un ceppo ad Alghero (SS) ed un grosso nucleo nella zona che comprende Lazio, Abruzzo e Campania, Meloni, molto comune, è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale ed in Sardegna, dovrebbero derivare dal vocabolo melone-i, tracce di questa cognominizzazione si trovano a Pozzomaggiore (SS) nel 1400 ed a Ghedi (BS) in un atto di donazione con il quale il nobile Ottaviano Gaifami di Brescia adotta un certo Luigi Meloni nato nel 1530 e lo nomina suo erede.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
il Melone ed il Meloni di Sardegna derivano dal nome del frutto melone che deriva dal tardo latino
melonis. In molte regioni d'Italia lo si chiama popone, dal latino peponis o dal greco peponos. Si tratta di un cognome diffuso in tutta la Sardegna, in 245 Comuni su 377.  Nelle carte antiche è presente come Meloni e come Melone. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE 1388,  vi sono 10 Melone  e 9 Meloni, tra i quali citiamo: Melone Gomita, majore ville Ogiastra (odierno Ollasta Simaxis. Contrate Campitani Simagis); Melone Petro, majore ville Bannari (odierno Bannari. Partis de Montibus); Meloni Petro, majore ville Siris (odierno Siris. Partis de Montibus); Meloni Michele, jurato ville Abba Santa. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, figurano due Melone e un Meloni: Melone Furata(moglie di Piras Comita), in una spartizione di servi (parthizione de servis), *CSPS 15°, Melone Susanna(moglie di Pithos Jorgi), parthizione de servis, *CSPS 15°, Meloni Petru, postura(donazione) de servis, *CSPS 59°. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado sono citati 10 Melone, tra i quali il più in alto grado è Melone Iohanne, priore di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB 123,151, 156, 157, 160. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, sono riportati 10 Melone, tra i quali citiamo: Melone Furatu, Armentariu de Sigillu e maiore d'Iscolca in Iafe(odierna Giave).

MELORA
MELORO

Melora, quasi unico, è campano, dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome Meloro, che è tipicamente campano anch'esso, di Bagnoli Irpino nell'avellinese, di Napoli e di Olevano sul Tusciano e Salerno nel salernitano, e che dovrebbe derivare dal nome medioevale Meloro, nelle Opere spirituali del padre Pietro Ansalone, della Compagnia di Gesù leggiamo di San Meloro martire del quinto secolo: "... Ti vaglia anche di sprone a quest'opera di Misericordia il veder come si è dichiarata bene spesso co' miracoli ,'Onnipotenza per autenticarla. Di San Meloro Martire scrive il Bollando, che avendogli il carnefice mozzato il capo, che gli convenne portar per lungo tratto di via, gionto in una solitudine, arso di sete cominciò a dire a se stesso...".

MELOTTI

Due nuclei, uno tra Brescia e Verona ed uno nel mantovano e bolognese, dovrebbe derivare da toponimi contenenti il nome del fiume Mella.

MELPI

Unico, presente solo a Melegnano, potrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del cognome Melli o Melzi. Secondo l'ipotesi di un nostro lettore potrebbe derivare dal nome etrusco di Melzo (Melpum).

MELPIGNANO

Melpignano è un cognome tipicamente pugliese, d el brindisino e di Ostuni in particolare, deriva dal toponimo Melpignano (LE).

MELZI

Assolutamente milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Melzo (MI).

MEME'
MEMMI
MEMMO

Memè sembra avere un ceppo nell'anconetano ed uno tra Roma e Latina, è molto raro, come Memmi che sembra avere un nucleo nel Salento ed uno nel grossetano, Memmo è specifico della provincia di Pescara, con ceppi anche nel Veneto, potrebbero derivare dal cognomen latino Memmius, come leggiamo in Cicerone (53 a. C.): "...Eodem die Gabinium ad populum luculente calefecerat Memmius sic, ut Calidio verbum facere pro eo non licuerit. ...", o dall'aferesi del nome Guglielmo, ma anche dal nomen latino Memmo (Memmonis) di cui abbiamo un esempio in epoca medioevale come leggiamo da una lapide: "IN HONOREM BEATI MATERNIANI ANNO MCCLXXIIII FUSA SACERDOTUM..OCCONIS MEMMONIS TEMPORIBUS ULRICI... CONIS".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia dove nasce nel 1509 Giovanni Maria Memmo che dopo vari importanti incarichi nell'amministrazione della Repubblica Veneta venne inviato come ambasciatore presso la corte dell'imperatore Carlo V°, in Toscana nel 1200 con un allievo di Giotto, come scrive il Vasari: "...Furono anco discepoli di Giotto, Pietro Laureati, Simon Memmi sanesi...".

MEMEO

Memeo ha un ceppo a Roma, nel romano e nel frusinate, ma il ceppo principale è ad Andria nel barese, con presenze significative in tutto il barese ed a San Ferdinando di Puglia nel foggiano, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica locale dell'aferesi del nome Bartolomeo, anche se non si può escludere una derivazione dal cognomen latino Memmius (vedi MEME')

MEMMOLA
MEMMOLI
MEMMOLO
MEMOLA
MEMOLI
MEMOLO

Memmola sembra brindisino, Memmoli è quasi unico, Memmolo parrebbe dell'avellinese, Memola, abbastanza raro, dovrebbe essere di origini baresi, Memoli è tipico del salernitano di Salerno e di Cava dei Tirreni, con un ceppo anche nel barese, Memolo. quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Memmolo, dovrebbero derivare tutti dal nome Memius, Memia era una gens latina di origine plebea, con questo nome si ricorda San Memius vescovo di Chàlons in Francia nel I° secolo.

MENABOI
MENABUE

Menaboi toscano è praticamente unico, Menabue è tipico di Modena e del modenese, di Vignola, Castelnuovo Rangone, Formigine e San Cesario sul Panaro, dovrebbero derivare dal nome medioevale Menabove di cui abbiamo un esempio in un breve investiture dell'anno 1173 a Pavia: "Anno dominice incarnationis millesimo centesimo septuagesimo tercio, die veneris qui est septimus dies mensis decenbris, indictione sexta. Per cartam de manu dominus Olricus, abbas monasterii Sancti Petri Celi Aurei, per consensum Iohannis de Baila, monachus suprascripti monasterii, a parte ipsius monasterii investivit Petrum et Menabovem patrem et filium, per suprascriptum Petrum missum et filium ipsius Menabovis, nominative omnes res illas iuris suprascripti monasterii quas ipsi olim tenebant per massaricium ex parte suprascripti monasterii et que esse videntur in loco et fundo Rovoscalla ...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel lucchese agli inizi del 1400, in un atto del 1412 dove un certo facoltoso Antonio Menabuoi di Landuccio di Villa Basilica viene citato come committente di un lavoro orafo.

MENABONI
MENABUONI

Sia Menaboni che Menabuoni, assolutamente rarissimi, dovrebbero essere del centro Italia, dovrebbero derivare da un nome augurale mediovale italiano.
integrazioni fornite da Michele Zucaro
Menabuoni è cognome del basso Abruzzo, reso celebre dal nobile Mena, un D'Aragona che il 3 marzo 1787 si distinse nell'epica battaglia contro i feudi di Pescara per una risoluzione pacifica del conflitto e da allora fu soprannominato MENA BONUS. Inoltre viene ricordato per le nozza con Vittoria D'Aragona, sorella dell'ultimo discendente del nobile casato spagnolo, Fernando Ximenes, sposata nell'antica Histonium nel 1777.

MENAFRA
MENAFRE
MENAFRO
MINAFRA
MINAFRO

Menafra ha un ceppo a Napoli ed uno tra Sala Consilina nel salernitano e Brienza nel potentino, Menafre è quasi unico, Menafro ha un piccolo ceppo a Napoli e presenze nel foggiano, Minafra è tipicamente pugliese, con un grosso ceppo nel barese, in particolare a Ruvo di Puglia e Bari, ma ben presente anche a Barletta, Terlizzi, Corato ed Altamura, e con un ceppo anche nel leccese a Galatina e nel foggiano a Lucera ed Orta Nova, Minafro, quasi unico, ha qualche rara presenza nel foggiano e nel leccese, abbastanza ardita l'ipotesi che farebbe derivare questi cognomi da alterazioni dialettali del nome del paese di Venafro in Molise, una seconda ipotesi li farebbe derivare da soprannomi basati sul termine latino aper (cinghiale), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo agli inizi del 1700 a Brienza con Domenico Antonio, che nel 1718 divenne Vescovo di Acerno.

MENAPACE

Menapace ha un ceppo trentino a Tassullo, Tuenno, Cles e Trento, con ceppi anche in provincia di Bolzano a Laives e Bolzano, ha un ceppo veneto a padova ed uno molto piccolo a Carrara e Livorno, dovrebbe derivare dal nome medioevale Menapace con il significato di colui che porta la pace, probabilmente in una famiglia che di pace aveva particolarmente bisogno, in alcuni casi può trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1600 a Villa di Tirano dove esercita il Notaio Salvatore Menapace Vicedomini fu Francesco abitante a Villa di Tirano.

MENARBIN

Menarbin, molto molto raro, è sicuramente veneto, dovrebbe derivare da un sopranome dialettale beneaugurante basato sull'alterazione del termine veneto menarbon (portafortuna), o su di una sua forma arcaica.

MENARDI
MENARDO

Menardi ha un grosso ceppo a Cortina d`Ampezzo (BL) e presenze significative nel cuneese, Menardo ha vari piccoli ceppi in Lombardia e Piemonte, probabilmente secondari, ed un ceppo principale nel rovigoto a Lendinara soprattutto, dovrebbero derivare dal nome medioevale Menardus di cui abbiamo un esempio verso la fine del XII° secolo: "Domnus Menardus quondam abbas de Moris, vir religiosus et piae recordationis, mirabilem quamdam visionem quasi de alio retulit nobis, quam tamen sibimet evenisse putamus...".

MENCACCI
MENCUCCI

Mencacci è tipico della fascia litoranea dell'alta Toscana e della zona ai confini con la provincia di Perugia ed il perugino stesso, Mencucci ha un ceppo toscano, soprattutto nell'aretino, uno marchigiano nel pesarese ed anconetano ed uno romano, derivano, attraverso un ipocoristico od un dispregiativo familiare, da una forma aferetica contratta di una variazione del nome Domenico, che prima per aferesi diventa Menico, poi si contrae in Menco, e quindi Mencaccio o Mencuccio.

MENCARINI
MENCARINO

Mencarini è tipico dell'Italia centrale, ha un ceppo nel lucchese a Lucca, Capannori, MOntecarlo, Viareggio e Porcari, a Pescia nel pistoiese ed a Cortona nell'aretino, la cui origine potrebbe essere dal nome del paese di Mencarini, una frazione del comune di Montecarlo nel lucchese, esiste un ceppo a Perugia, uno a Fano nel pesarese ed uno a Roma, Mencarino è specifico del ternano, di Orvieto in particolare, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica aferetica del nome Domenico.

MENCHELLI
MENICHELLI
MENICHETTI

Menchelli, molto molto raro, è specifico della zona che comprende le province di La Spezia, Massa e Lucca, Menichelli è diffuso nella fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio, per Menichetti si individua un nucleo lungo l'arco che da Lucca, Livorno e Pisa, Pistoia e Prato arriva in Emilia, ed uno più consistente in Umbria, viterbese e provincia di Rieti, derivano tutti da variazioni di ipocoristici della forma aferetica del nome Domenico.

MENCHI
MENCO
MENCONI

Menchi ha un ceppo nella fascia centrale che comprende la Toscana, il perugino e le Marche meridionali, ed uno a Roma, Menco è assolutamente rarissimo, Menconi, decisamente toscano è tipico di Carrara, potrebbero derivare, direttamente o tramite un accrescitivo, da modificazioni dialettali contratte dell'aferesi del nome Domenico.

MENDARO

Mendaro, estremamente raro, è specifico del savonese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Mendaro, una leggenda finalese narra la storia cinquecentesca di Mendaro e Belenda due amanti vittime dei soprusi di Alfonso Del Carretto feudatario di Finale Ligure, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare dal nome del paese di Mendaro vicino a San Sebastian nei Paesi Baschi.

MENDICINO

Abbastanza raro, di origini calabresi, dovrebbe derivare dal toponimo Mendicino nel cosentino.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Mendicino è un cognome calabrese dal toponimo Mendicino (CS), la cui origine dovrebbe essere la parola '
monte' attraverso la forma medievale di 'Monticino'.