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COGNOMI ITALIANI "G":

GABALDI
GABALDO
GAVALDO
GAVAUDO

Gabaldi, assolutamente rarissimo, ha piccoli ceppi nel torinese, nel nordmilanese e varesotto e nel rovigoto, Gabaldo, molto raro, ha un ceppo tra veronese e padovano, in particolare a Santa Margherita d'Adige, Ospedaletto Euganeo e Montagnana nel padovano ed a Verona, ed uno nel bolognese, a Castel Guelfo di Bologna e Medicina, Gavaldo, rarissimo, sembrerebbe del savonese ed imperiese, Gavaudo è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origini Franche Gabaldus che troviamo ad Arles in Provenza, tra i Templari in partenza per le Crociate nel 1175, dove figura un tale Bertrandus Gabaldus, nome a sua volta derivato dal nome germanico Wadbald, composto da wad (impegno) e bald (audace), con il significato di determinato nell'audacia, ma è anche possibile che questi cognomi possano derivare dal nome medioevale francese Gabaud, o dal nome medioevale germanico Wadivald, composto da wadi (impegno) e da waldan (governo, governare), con il significato di colui che governa con impegno, che è all'origine anche del nome Gabaud, un'ultima ipotesi propone invece una derivazione di questi cognomi da forme etniche originate dal nome del popolo gallico dei Gabali stanziati in Linguadoca.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gabaldo è cognome veneto. Secondo Olivieri 160 deriva dal personale germanico
Gabuard, Förstemann 562.

GABALLO

Tipico del Salento, difficile individuare la possibile origine, molto improbabile è una derivazione dalla popolazione celtica dei Gaballi.

GABANELLA
GABANELLI
GAVANELLI

Gabanella, assolutamente rarissimo, è del rovigoto, Gabanelli, altrettanto raro, sembrerebbe del bergamasco, Gavanelli è un cognome specifico di Imola nel bolognese, potrebbe derivare da un soprannome, attribuito ai capostipiti, originato, attraverso il fenomeno del betacismo, dal termine italiano antico gabbanella, forma diminutiva del termine arcaico gabbano (casacca o veste corta), con il vocabolo gabanella, o gavanello un idiotismo del settentrione d'Italia, si indicava una sorta di giacchetta, ma il termine veniva anche usato per indicare chi si ritenesse essere uno scansafatiche, un fannullone, o anche una persona frivola e troppo loquace.

GABARDI
GABARDO
GABOARDI
GABOARDO

Gabardi ha un ceppo lombardo tra milanese e varesotto, in particolare a Cassano Magnago (VA) e Milano, ed uno trentino a Romeno, Gabardo è quasi unico, Gaboardi, decisamente lombardo, è tipico in particolare dell'area sudmilanese, lodigiana e cremonese, Gaboardo è unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gaboardus o Gabardus, latinizzazione del germanico Gebhard, di questo nome abbiamo un esempio in una descrizione della corte di federico Barbarossa, dove si legge tra l'altro: "...Comes Gabardus erat in bello fortissimus, honoris avidus, largus, dapsilis, hilaris atque iocundus...", o anche in un atto del 1495: "1495 Jnd. xiiij Die Jouis xij mensis no^bris Jn loco de gauirate  v^z jn domo nob^ d^ni gabardi de bex.°  Conuocati d. gabardus de bex.° fq' d.Jacobi  d. petrus de carchano fq^ d.mathei d.  bernardinus de bex.° fq^ d.nicolai et d^nus...". Esempio di questa cognominizzazione si ha nel 1300 con il nobile casato dei Gaboardi Signori di Macerata Feltria (PS).

GABARDINI
GABARDINO

Gabardini, cognome, decisamente lombardo, quasi scomparso in Italia, parrebbe dell'area bresciana, cos' come l'ancora più raro Gavardini, potrebbe trattarsi di forme etniche derivate dal toponimo Gavardo nel bresciano, ma molto più probabilmente si tratta di forme ipocoristiche del nome medioevale Gabardus, latinizzazione del germanico Gebhard, (vedi GABARDI) di quast'uso abbiamo un esempio in un atto del 1389 a Brebbia nel varesotto: "...Sindicatus plebis Brebie die iovis vigesimotertio mensis ianuarii. In loco Besutio, in clauso fratrum. Convocatis et congregatis infrascriptis hominibus et singularibus personis tam nobilium quam vicinorum plebis Brebie voluntarie et ex certa eorum scientia pro infrascriptis peragendis et executioni mandandis, in qua quidem convocatione et congregatione aderant, fuerunt et sunt dominus Gabardinus filius quondam domini Iacobi de Carnixio de loco Cocho, Petrolus de Carnixio filius quondam domini Iohannis de Carnixio pro comunitate nobilium de Carnixio...".

GABBA

Gabba è tipico della zona che comprende l'alessandrino, il pavese, il piacentino ed il parmense, con un ceppo anche nel cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine arcaico gabba (imbroglio) usato per indicare mariuolo, imbroglione, ingannatore.

GABBAN
GABBANA
GABBANI
GABBANO

Gabban ha qualche presenza nell'alessandrino e novarese e nel rovigoto, Gabbana è specifico della zona che comprende il trevisano, il pordenonese ed il veneziano, Gabbani ha un ceppo nel verbanese, uno in Toscana, tra pistoiese, fiorentino e pisano ed uno nel pesarese, Gabbano è praticamente unico, dovrebbero derivare dal termine arcaico gabbana o gabbano, una specie di largo cappotto usato in epoca medioevale, con maniche e cappuccio, a volte foderato di pelliccia, forse ad indicare che i capostipiti fossero soliti indossare un simile capo o che magari li producessero.

GABBIADINI

Tipico bergamasco, potrebbe derivare dal cognomen latino Gabius o Gabinus.

GABBIANI
GABBIANO

Gabbiani ha un piccolo ceppo lombardo nel milanese e nel bresciano, uno a Genova, uno, il più consistente, a Piacenza e nel piacentino, ed uno altrettanto importante in Toscana, nel fiorentino a Campi Bisenzio e Firenze, a Prato ed a Pistoia, Gabbiano ha un piccolo ceppo in Piemonte ed uno nel napoletano, dovrebbero derivare dal processo di corruzione betacistica del cognomen latino Gavianus, un nome personale dei liberti della Gens Gavia. (vedi anche GAVIANI)

GABBIANELLI

Molto poco comune è tipico del pesarese, potrebbe derivare da un soprannome legato ad un indicativo di località.
integrazioni fornite da Gianna Ferrari De Salvo
il cognome, anche nella forma Gabbiani, diffuso in Toscana e nel centro- settentrione, non sembra avere alcuna relazione con il gabbiano, ma  risale al cognome latino Gavianus, derivato da Gavius, nomen e cognomen molto diffuso a Roma.

GABBIO

Specifico piemontese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Gabius.

GABELLA
GABELLI

Potrebbero esistere almeno 3 ceppi di Gabella, uno nel napoletano che potrebbe derivare dal toponimo Gabella (CZ), uno nelle provincie di Parma e La Spezia ed uno in quelle di Brescia e Mantova, Gabelli invece sembra avere oltre al nucleo parmense anche un ceppo romagnolo ed uno fiorentino, la derivazione in questi casi dovrebbe essere un soprannome legato al mestiere di gabelliere o daziere, ma è pure possibile una derivazione da nomi di località come il fiume Gabellus così chiamato dai latini che lo mutarono poi in Secula che si modificò quindi nell'attuale Secchia.

GABELLIERI

Dovrebbe essere originario della provincia di Pistoia e Livorno, la derivazione dovrebbe essere un soprannome legato al mestiere di gabelliere o daziere.

GABERSCEK
GABERSCIG
GABERSCIK

Gaberscek, Gaberscik e Gaberscig sono quasi scomparsi, si tratta di cognomi di origine slovena derivanti dal termine slavo gaber (carpine, albero di alto fusto della famiglia delle betullacee) con l'aggiunta del suffisso scek indicante la provenienza, si tratta quindi di un cognome indicante che il capostipite proveniva da una zona ricca di carpini, o da località che da quel tipo di pianta avevano preso il nome. Il famoso cantante milanese Giorgio Gaber in effetti si chiamava Gaberscik.

GABIATI

Gabiati, assolutamente rarissimo, ha presenze in Piemonte e nel Lazio, dovrebbe derivare da un'alterazione del nome medioevale del nome medioevale Gaboaldus, una latinizzazione del nome germanico Wadbald, (vedi GABO), ma è anche possibile che derivi da un antico nome di località, il cui nome sia derivato dal cognomen latino Gabius.

GABINI
GABINO

Gabini, assolutamente rarissimo, è presente a macchia di leopardo nell'Italia centrosettentrionale ed in Campania, Gabino, ha un piccolo ceppo ligure, uno friulano ed uno campano, dovrebbero derivare dalla Gens Gabinia che ha dato luogo al nomen Gabinius o Gabinus, ma è pure possibile che derivino dall'antica città laziale di Gabii, devastata e rasa al suolo da Annibale, situata ad una ventina di chilometri da Roma.

GABO
GABOS

Gabo è unico, Gabos è un cognome specifico di Cles in trentino, dovrebbero derivare da una forma contratta del nome medioevale germanico Gaboaldus, a sua volta derivato dal nome germanico Wadbald, che è il prodotto dell'unione dei termini medioevali germanici wad (pegno) e bald (audacia, coraggio).

GABRIEL
GABRIELE
GABRIELI
GABRIELLI

Gabriel, assolutamente rarissimo, è del trevigiano, Gabriele è diffuso in tutto il centrosud, Gabrieli, molto diffuso ha ceppi in tutto il nord Italia, nella fascia centrale che comprende il Lazio e l'Abruzzi, la Puglia e la Calabria, Gabrielli è diffuso in tutt'Italia, particolarmente al centro nord, derivano dal nome medioevale Gabriello che a sua volta deriva dal Gabrielius bizantino.  Casato importante quello dei Gabrielli a Roma, iscritti fra le famiglie nobili fin dal 1300, ricordiamo Jacobello Gabrielli, Nobile Romano e Conservatore di Roma nel 1388.

GABURO
GABURRI
GABURRO

Gaburo è praticamente unico ed è quasi sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione di Gaburro, Gaburri è un cognome abbastanza raro, tipico lombardo, originario della zona tra la provincia di Sondrio e quella di Brescia, di Piateda (SO) in particolare, ma ha anche un ceppo probabilmente secondario a Sansepolcro (AR), Gaburro è decisamente specifico del veronese, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale. Tracce di questo cognome si trovano a Bione (BS) fin dalla seconda metà del 1500 con il parroco don Paolo Gaburri e, sempre nel bresciano, a Remedello con il Rettore Pietro Gaburri a cui si deve la costruzione della Parrocchia di Remedello Sopra nel 1601.
integrazioni fornite da Gianna Ferrari De Salvo
secondo il linguista veronese Rapelli, il cognome Gaburro sarebbe stato foggiato sul trentino
gaburo (uomo scaltro, furbo).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gaburo è un raro cognome presente in Veneto. Potrebbe venire da una voce longobarda significante '
contadino'. Secondo Olivieri 226 verrebbe invece dalla voce trentina 'gaburo' = forte. Forse anche dai toponimi Gaburo (PD), Gaburi (S. Giorgio in Salici, VR).

GACCETTA
GACCIONI

Gaccetta sembrerebbe specifico della provincia di Vibo Valentia, di Polia in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul diminutivo del termine dialettale calabrese arcaico gaccia (scure, ascia), probabilmente ad indicare che il mestiere del capostipite fosse quello del legnaiolo o del produttore di carbone di legna.

GACCIONE
GACCIONI

Gaccione è specifico del cosentino, di Acri e di Corigliano Calabro in particolare, Gaccioni, quasi unico, è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da forme accrescitive di affettuosi dispregiativi dell'aferesi del nome Ugo.
integrazioni fornite da Pietro Gaccione
Gaccione deriva dal termine dialettale
gaccia (scure, ascia), sulla montagna della Sila si praticava il mestiere del boscaiolo, e questo soprannome potrebbe indicare chi di mestiere abbattesse con l'ascia gli alberi, usati sia per produrre carbone che per altri usi.

GADA
GADDA
GADDI
GADDINI
GADDO
GADDONI

Gada, molto molto raro, parrebbe della zona tra milanese  e varesotto, Gadda sembra avere due ceppi nel nord milanese e varesotto e nel modenese, Gaddi ha un ceppo nel lecchese, uno nel modenese, uno nel goriziano, ma è presente anche in Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia, Gaddini ha un ceppo a Lucca ed a Capannori nel lucchese ed uno a Roma, Gaddo, molto molto raro parrebbe del nord Italia, Gaddoni è tipico di Imola nel bolognese e di Bologna ed è ben diffuso anche a Faenza, Lugo, Castel Bolognese, Russi e Ravenna nel ravennate, potrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici od accrescitivi, dal nome medioevale Gaddo o Gadda, in un atto del 1329 leggiamo: "...hereus de Gaddo de Visinyano, ... notari...", ne' La Cronica di Santa Caterina di Pisa si può leggere: "...Frater Fatius de comitibus de Donoratico (PI), germanus fratris Gaddi superius nominati...", ma è pure possibile che derivino da un nome di località, nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale in un atto del maggio 1123 si legge: "...predicta vinea iacet ad locum ubi dicitur in Gaddo, est ei a mane Sancti Ambrosii...".

GADALDI

Gadaldi, decisamente lombardo, è soprattutto tipico del bresciano, di Montirone, Brescia e Ghedi, con ceppi anche nel sondriese a Bianzone e Castello dell'Acqua, dovrebbe derivare dal nome medioevale longobardo Gadoaldus o Gaidoaldus, di cui abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 769: "In nomine Domini Dei Salvatoris nostri Jesu Christi die quinto mense Februario regnante domnus Desiderius et Adelghis regibus anno regni eorum in Dei nomine decimo..  ..Et dum ego qui supra Gaidoaldus medicus adiuvare metuero in mea sit poteslate sicut usque nunc defensandum dum curam impendendo pro eurum difensione nam nulla de ea que inivi a me sunt collata aut unde que advenit alique subterendum est post obitum meum omnia sicut superius decrevi stabilitum permaneat et nullus de heredibus pro heredibus meis contra hanc meam cartulam ...".

GADDARI

Gaddari è un cognome specifico di Nuoro in Sardegna, si dovrebbe trattare di una forma contratta dell'antico vocabolo sardo cavaddari o cabaddari (cavaliere), il cognome dovrebbe derivare dall'essere stato il capostipite un cavaliere bizantino, fino al X° secolo la Sardegna rimase sotto il dominio bizantino non subendo, come avvenne all'Italia continentale, l'occupazione dei vari popoli barbari che si succedettero nel nostro paese dopo la caduta dell'impero romano d'occidente, il governo bizantino in Sardegna organizzo intorno all'VIII° secolo dei limitanei (truppe di frontiera), sia soldati che contadini, cui era stato affidato un piccolo proprio territorio in prossimità di aree di confine, con il permesso di coltivarlo e con il compito di difendere in armi il confine stesso; il Supramonte fu uno dei territori dove si concentrarono molti di questi limitanei.

GADDONE

Gaddone, assolutamente rarissimo, è tipico del nuorese, dovrebbe trattarsi di una forma alterata derivata da un soprannome originato da una forma accrescitiva del termine sardo gaddu (callo), forse ad indicare che il capostipite svolgesse un lavoro di fatica.

GADIA

Sembra essere caratteristico del milanese e del pavese, potrebbe essere l'abbreviazione di un nome gotico Gadaric o Gadialric o la modificazione dialettale del nome medioevale Gaddo.

GADIGNANI

Gadignani, quasi unico, dovrebbe derivare dal nome del paese di Gadignano, una frazione del comune di Pianello Val Tidone nel piacentino, probabile luogo d'origine del capostipite.

GADIOLI

Gadioli è tipico della zona che comprende il veronese ed il mantovano a Roverbella, Castel d'Ario e Mantova, dovrebbe derivare dal nome medioevale Gadiolus, forma aferetica del nome del fiore Rhagadiolus Stellatus (radicchio stellato).

GAETA

Molto diffuso in tutto il meridione, con massima concentrazione in Campania e nel napoletano, dovrebbe derivare dal nome della penisola di Gaeta, ma è pure possibile una derivazioni da nomi di località originati dal vocabolo greco kaièta (piccola baia, insenatura) o anche, ma molto meno probabile una derivazione dal nome greco Kaieta, il nome portato dalla nutrice di Enea.

GAETANI
GAETANO

Gaetani ha un nucleo nel cosentino, uno nel Salento, uno nel Lazio ed uno nelle Marche, Gaetano è tipico calabrese con un ceppo anche nel napoletano, derivano dal toponimo Gaeta (LT), ma anche spesso dal nome Gaetano, a sua volta derivato dal cognomen latino Caitanus, troviamo tracce di questo nobile casato nel 1300 con i Gaetani d'Aragona signori di Fondi (LT).

GAFFO

Gaffo è tipico del padovano, di Montegrotto Terme, Abano Terme, Galzignano Terme e Padova e di Montebelluna nel trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo veneto ganfo o gaffo (crampo o spasmo), difficile ipotizzarne il motivo.

GAFFURI

Gaffuri è tipicamente lombardo con un ceppo comasco ad Albese Con Cassano, Como, Cantù, Albavilla e Tavernerio ed un ceppo a Crema (CR), difficile ipotizzare un'origine etimologica, improbabile una derivazione dalla voce paleolombarda caffo o gaffo (ceffo, tipaccio), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Lodi nella seconda metà del 1400 con il musicista lodigiano Franchino Gaffurio (1451-1522): "Angelicum ac divinum opus musice Franchini Gafurii laudensis Regii musici ecclesieq[ue] Mediolanensis phonasci", personaggio degno di nota della seconda metà del 1600 è stato lo scultore ed intagliatore comasco Giuseppe Gaffuri.

GAGGERI
GAGGERO

Gaggeri, estremamente raro è specifico dell'alessandrino, Gaggero è decisamente ligure, del savonese, genovese e basso alessandrino.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
Diffuso nel genovese, savonese e alessandrino, Gaggero potrebbe avere alla base un nome di mestiere, oppure un toponimo, o ancora potrebbe avere alla base il
gaggio, cioè la paga che veniva data ai militari che anticamente si arruolavano volontari negli eserciti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gaggero è un cognome ligure tipico soprattutto di Voltri e delle sue valli (Mele), da dove si è diffuso a Genova e, con diversa frequenza, lungo la costa fino ad Alassio. Sembra una cognominizzazione del nome professionale ligure
gaggê 'gabbiere', 'marinaio addetto alla 'gabbia' (n.d.r. Marinaio addetto al compito di manovrare le vele di gabbia, con il termine gabbia nel 1400 si chiamava la parte mediana dell'intera alberatura, che supportava le vele più importanti per la spinta di navigazione).

GAGGIANI
GAGGIANO

Gaggiani potrebbe avere due nuclei, uno nel milanese e lodigiano che deriva dal toponimo Gaggiano (MI) ed uno nelle provincie di Siena ed Arezzo, Gaggiano è specifico del foggiano e sembra essere derivato dal toponimo Gagliano del Capo (LE) con una lieve modifica dialettale.

GAGGINI
GAGGINO
GAGGIO

Gaggini ha un ceppo nel varesotto e milanese, uno nel pistoiese ed uno a Roma, Gaggino ha un ceppo nel milanese ed uno tra alessandrino e genovese, Gaggio ha un ceppo originario nella provincia di Venezia, uno tra Como e Milano ed uno tra, Modena e Bologna, dovrebbero derivare dai toponimi  Gaggiano (MI), Gaggio (VE) - (MO) - (BO), ma è pure possibile una derivazione diretta dal termine longobardo gahagi (bosco sacro) ad identificare una vicinanza fisica o spirituale della famiglia d'origine con un simile tipo di bosco.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gaggio è cognome veneto. Secondo Olivieri 160 deriva dal personale germanico
Gaido, Förstemann 565.

GAGGIOLA
GAGGIOLI
GAGGIOLO

Gaggiola, assolutamente rarissimo, sembrerebbe veneto, Gaggioli sembra specifico della zona che comprende il modenese, il bolognese, la Toscana e il perugino, Gaggiolo è rarissimo ed è specifico del genovese, potrebbero derivare da toponimi come Gaggio Montano (BO) o Gaggio di Piano (MO), o da nomi di località come Gaggiola (SP) e (MS) o Poggio Gaggiola (BO) o La Gaggiola (VE), ecc.

GAGLIANESE
GAGLIANESI

Gaglianese sembrerebbe specifico di Catanzaro, ma presenta un ceppo piemontese, probabilmente secondario, a San Benigno Canavese (TO) ed a Livorno Ferraris (VC), Gaglianesi, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, dovrebbero derivare dall'etnico di Gagliano (CZ).

GAGLIANI
GAGLIANO
GALIANI
GALIANO

Gagliani e Galiani, entrambi rarissimi, sono napoletani, Gagliano sembra tipico siciliano, Galiano è presente a macchia di leopardo in tutto il sud ed in Sicilia, possono derivare da toponimi come Gagliano (TE), (CZ), AQ), (LE) o (EN), ma è pure possibile una derivazione dalla Gens Gallia.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Napoli in un atto del 1547: "...Michelangelo Amato de Gagliano cumquibus omnibus sit assertis et recognitis et pro inferto infradetto predetto et bene divulgato...", nel 1700 sempre a Napoli è rinomato il mastro liutaio Alexander Gaglianus, e pure: "Janurius Gaglianus Alumnus Antonii Stradiuarii".

GAGLIARDELLI
GAGLIARDI
GAGLIARDINI
GAGLIARDINO
GAGLIARDO
GAGLIARDONE
GAGLIARDONI
GAGLIARDUCCI
GALIARDI

Assolutamente panitaliano Gagliardi, mentre Gagliardo ha il suo nucleo più importante nel palermitano, un ceppo tra Napoli e Salerno, uno in provincia di Savona ed uno in quella di Rovigo, Galiardi, assolutamente rarissimo è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del primo, Gagliardelli è tipico di Modena, Maranello, Spilamberto e Formigine nel modenese, Gagliardini ha un ceppo nella zona che comprende l'anconetano, il maceratese ed il perugino, uno tra romano e latinense, ed uno nel casertano, Gagliardino, molto molto raro, ha un ceppo ad Olevano sul Tusciano, Gagliardone, anch'esso molto raro, ha un ceppo nell'alessandrino ed uno nel pescarese, Gagliardoni è tipico di Perugia, Deruta ed Assisi nel perugino, con un piccolo ceppo nel veronese, Gagliarducci è tipico di Segni nel romano, di Roma e di Colleferro (RM), tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome medioevale Galiardus e Gaiardo.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Come giustamente detto, l'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Gagliardo, l'italianizzazione cioè del personale germanico Gailhard, che, composto dagli elementi geil (vigoroso, energico) e hard (forte, duro), può essere tradotto come molto vigoroso, d'indole energica e gagliarda; altre fonti, invece, sostengono che il termine geil significhi letteralmente gaio, gioioso e, seguendo questa interpretazione, il nome Gagliardo può essere tradotto come molto vivace, esuberante. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gagliardi muove dal nome proprio medievale
Galiardus, dall'antico francese gaillard «forte, valoroso», passato a cognome. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GAGLIASSO

Gagliasso è tipicamente piemontese, di Torino e Moncalieri nel torinese, di La Morra nel cuneese e di Roatto nell'astigiano, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome Galeazzo.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Deriva dalla parola piemontese
gajass con cui si indicavano i legacci con cui si formavano i covoni di grano.

GAGLIATI
GALLIATI

Gagliati è specifico di Abbiategrasso (MI), Galliati è praticamente unico, dovrebbero derivare dal toponimo Galliate (NO) o Galliate Lombardo (VA).

GAGLIO

Tipico della Sicilia sud occidentale, una possibile derivazione è dal toponimo Gagliano Castelferrato (EN).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Gaglio, l'italianizzazione cioè del personale germanico Geil, che, in antico alto tedesco, ha il significato di energico, vigoroso - secondo altre fonti, invece, il significato originale sarebbe quello di vivace, gioioso (vedi Gagliardelli). In alternativa a quest'ipotesi, però, non si può escludere una derivazione dal termine siciliano gagghiu, che, alla lettera, può essere tradotto come screziato, pinto, probabilmente in riferimento al colore dei capelli (vedi Pinti). Poco probabile, invece, una connessione col vocabolo caglio (anche noto come gaglio), che, nella lavorazione casearia, indica una sostanza acida - di origine animale, vegetale o chimica - utilizzata per la coagulazione del latte. Per quanto riguarda il cognome in questione, dunque, si tratta della cognominizzazione o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi ad essi attribuiti.

GAGLIOTI

Gaglioti è tipicamente calabrese, soprattutto del reggino, di Seminara, Palmi e Bagnara Calabra e di Crotone, potrebbe derivare da una forma dialettale arcaica per galeoto, cioè marinaio arruolato sulle galee, probabile occupazione del capostipite.

GAGNA

Gagna è un cognome tipicamente piemontese, di Fossano e del cuneese in particolare, potrebbe derivare dal termine medioevale francese gagnant (colui che coltiva la terra e anche pastore), diventato anche in Francia cognome, ma potrebbe anche derivare dal termine provenzale gagne (corso d'acqua).

GAGNOR

Gagnor è un cognome rarissimo della Val di Susa, specifico della zona di Borgone Susa (TO) e Condove (TO), potrebbe derivare dal toponimo Gagnor, borgata di Condove, ma è più probabile che derivi da un soprannome originato dal vocabolo francese gagneor stante ad indicare un agricoltore. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Condove fin dal 1500: "...fabricata al capo d'una pezza di alteno delli heredi di Martino Gagnor di Condove...", ricordiamo inoltre il condovese Giuseppe Pietro Gagnor vescovo di Alessandria nato verso la fine del XIX° secolo.

GAI
GAJ
GAY

Gai ha un grosso ceppo piemontese, a Torino soprattutto, ma anche ad Asti, San Damiano d'Asti, Canelli, Tigliole e Vigliano d'Asti nell'astigiano ed a Collegno, Vinovo, Castellamonte e Moncalieri nel torinese, uno toscano a Pistoia, con ceppi anche a Livorno, Firenze e Sansepolcro nell'aretino, ed uno laziale, nel viterbese a Bassano Romano e Civita Castellana, ed a Roma, Gaj, molto raro, è specifico di Torino ed Asti, Gay, anch'esso precipuamente torinese, a ceppi anche ad Alessandria ed a Pinerolo e Roure nel torinese, per questi cognomi si possono formulare varie ipotesi, la prima è che possano derivare dal praenomen latino Gaius , lo stesso di Giulio Cesare, ma non si può escludere un'origine provenzale e che derivino quindi da soprannomi originati da una particolare gaiezza del capostipite, un'ultima ipotesi, meno probabile, li collega ad un soprannome originato dal termine gotico gahil- (aiutare).

GAIARDELLI
GAIARDI
GAIARDO

Gaiardelli ha un ceppo nel nord del milanese e nel novarese ed uno più consistente nel veronese, Gaiardi è raro sembra avere un ceppo nel bellunese, uno nel cremonese ed uno nel forlivese, Gaiardo è tipico della zona che comprende il bellunese ed il Friuli, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Gaiardus di cui abbiamo traccia ad esempio in un atto tratto dal Codice Diplomatico Bresciano datato nel 1184 a Brescia, dove si legge: "...Iohannes Gaiardus iuratus testatur patrem suum tenere de terra tenute, unde iis est...".  esempio di questa cognominizzazione lo troviamo a Rovigno in Istria fin dalla seconda metà del 1400 con la famiglia Gaiardo da dò Castei.  Il ceppo lombardo potrebbe aver preso il nome dal termine gaiardo usato anche per indicare il famoso carroccio (quello della lega contro il Barbarossa).

GAIASCHI

Gaiaschi è tipico dell'area pavese, piacentina, di Golferenzo nel pavese in particolare, dovrebbe derivare dal nome del paese di Gaiasco, una frazione del paese di Bistagno nell'alessandrino.

GAIAZZI

Dovrebbe essere originario del varesotto, deriva dal nome medioevale Galeazzo, con una lieve modifica dialettale.

GAIBA

Gaiba è specifico di Bologna e del bolognese e ferrarese, possibile, ma improbabile una derivazione dal toponimo Gaiba nel rovigoto, potrebbe derivare dalla voce celtica gaibo (bocca, becco, racconto) ma sfugge il possibile collegamento, potrebbe derivare dal verbo gotico gaibnjan (appiattire livellare) e starebbe in questo caso ad indicare che il capostipite svolgeva quel tipo di mansione.

GAIBOTTI

Di origine bresciana, un'ipotesi sulla derivazione del nome, ma molto discutibile è la derivazione da un soprannome originato dal toponimo Gaiba (RO), un'altra ipotesi altrettanto debole è che all'origine del soprannome ci sia il nome latino Galba o Gabinius.

GAIDO

Tipico del torinese, deriva dal  nome medioevale di origine germanica Gaidus (da cui deriverà il nome Guido) di cui abbiamo un esempio in epoca longobarda: "...Karolus vero haec audiens, mandans eorum fidelitatis fidem suscepturus et honoraturus, Rotecausus et Gaidus ducibus, cum multis Foroiulianorum consilio inito, ut se viriliter contulisset...".

GAIDOLFI

Gaidolfi, assolutamente rarissimo, è tipico dell'area che comprende il bresciano, il cremonese ed il piacentino, dovrebbe derivare dal nome longobardo Gaidulfus di cui abbiamo un esempio in una Cartula ofersionis et precarie dell'anno 1014 a Cremona: "In nomine domini Dei et salvatoris nostri Iesu Christi. Einricus gratia Dei imperator agustus, anno imperii eius Deo propicio primo, quinto die mensis aprilis, indictione duodecima. Episcopio Sancte Cremonensis Ecclesie, ubi nunc domnus Landulfus episcopus preordinatus esse videtur, nos in Dei nomine Ingelram et Ildevertus germanis, Gaidulfus nepus eorum, item Ildevertus et Imo germanis, qui professi summus ex nacione nostra legem vivere Langobardorum...".

GAIFFI

Gaiffi è specifico di Pistoia e di Prato, dovrebbe derivare dall'italianizzazione apocopaica del nome medioevale germanico Waifhari, a sua volta composto dai termini waif (femmina, moglie) ed hari (esercito), con il significato di difensore della propria moglie.

GAIGA

Abbastanza raro è specifico della Lessinia nel veronese, di origine cimbra, deriva da un soprannome originato dal vocabolo cimbro gaiga una sorta di strumento (piva) fatta con la corteccia del salice.

GAILLARD

Gaillard, decisamente valdostano, di Chambave in particolare, dovrebbe derivare da un nome celta originato dal vocabolo celtico gall (forza coraggio), attribuito al proprio figlio da genitori che augurassero a questi una vita all'insegna del coraggio, probabilmente sognando di farne un valoroso guerriero. (vedi anche GAGLIARDELLI)

GAIMARI
GAIMARO

Gaimari, assolutamente rarissimo, parrebbe del salernitano, Gaimaro, ormai scomparso in Italia, è sempre dell'area napoletano, salernitana, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gaimarus portato probabilmente dal capostipite, di questo nome abbiamo un esempio a Brescia in un atto del 1189: "..Gaimarus de Nuvolaria iuratus testatur idem quod Albertus Albrici de Nuvolaria, excepto quod non dicit Iohannem Ottonis tunc esse sindicum de Nuvolaria, imo Bellinum dicit esse sindicum tunc, et quod Iohannes Razcaxolus non fuit de designatoribus, imo Muzzius de Serlis, et quod dicit circa XII annos esse quod hoc fuit, et addit quod circa XX homines de Serlis erant ibi ad illam designacionem..", ricordiamo che la diffusione di questo cognome nel salernitano può essere motivata dal nome di Gaimaro Principe di Salerno nel XI° secolo. Tracce lombarde di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1600 con un certo Tommaso Gaimaro da Cremona citato negli Acta Congregationis dei Padri Somaschi dal 1603 al 1663.

GAIOFATTO

Gaiofatto, molto raro, è specifico dell'area padovana, dovrebbe derivare da una particolare italianizzazione dialettale del nome biblico Jehoshaphat, che significa il Signore Iddio è il tuo Giudice.

GAIPA

Assolutamente rarissimo, ha un ceppo palermitano ed uno probabilmente secondario a Napoli.
ipotesi fornita da Gianna Ferrari De Salvo
deriverebbe, secondo il Caracausi, dal termine dialettale siciliano. gàipa, àipa, gàibba denominazione generica delle diverse specie di gabbiani.

GAITA
GAITI
GAITO

Gaita, molto raro è dell'avellinese, Gaiti ha un ceppo bergamasco lungo il Serio  tra Premolo, Ardesio e Gandellino, ed uno nel parmense, Gaito è tipico del napoletano ed alto salernitano, potrebbero derivare dal toponimo Gaeta, o da toponimi simili, ma è più probabile che derivino dal nome medioevale di origine germanica Gaidus di cui abbiamo un esempio in epoca longobarda: "...Rotcausus et Gaidus ducibus cum nobilis Foroiulanorum consilio inito..." o anche, ed ancora più probabilmente da un soprannome basato sul termine arabo gaydah (bosco), o, meno probabilmente, da un'italianizzazione del termine arabo caid (comandante di imbarcazioni).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gàita e Gàito sono anche cognome lucani e salentini. Vengono dallo spagnolo '
gaita' =  'zampogna'. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.

GALA
GALÀ
GALLA

Gala ha un ceppo a Roma ed uno nel nord della Sardegna in Gallura, in particolare a Tempio Pausania, Olbia ed Arzachena, un ceppo nel napoletano, a Calvizzano, Napoli, Mignano di Napoli, Qualiano e Marano di Napoli, e ad Aquilonia nell'avellinese e Melfi nel potentino,  ed un ceppo in Puglia a Copertino nel leccese ed a Bitonto e Canosa di Puglia nel barese, Galla ha un ceppo veneto a Vicenza ed uno piccolissimo nel napoletano, Galà è quasi unico, dovrebbero derivare dal cognomen latino Gala, di cui abbiamo un esempio d'uso nell'Ab Urbe condita di Tito Livio: "..adhuc teneras et fragiles vires eius esse vixdum coalescens foventis regnum. instando stimulandoque pervincit ut exercitum ad fines Maesuliorum admoveat atque in agro de quo saepe cum Gala non verbis modo disceptatum sed etiam armis certatum fuerat, tamquam haud dubie iuris sui, castra locet. si quis arceat, id quod maxime opus sit, acie dimicaturum: sin per metum agro cedatur, in medium regni eundum. aut sine certamine concessuros in dicionem eius Maesulios aut nequaquam pares futuros armis...", o dal nomen, sempre latino, Galla, di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto del 386 d.C.: "..Honorio Caesare et Evodio coss. Invasam princeps Theodosius ab hostibus Thraciam vindicavit, victorque cum Archadio filio suo Urbem ingressus est. Galla Theodosii regis altera uxor his consulibus Constantinopolim venit..." o ricordando Aelia Galla Placidia (famosissimo il suo mausoleo ravennate), l'imperatrice romana, figlia di Teodosio I, che regnò dal 378 al 395, in qualche caso possono derivare dal termine greco γάλα gala (latte), forse ad indicare un venditore di quella bevanda.

GALAN
GALANDA
GALLAND
GALLANDA

Galan, assolutamente rarissimo, è veneto, Galanda, estremamente raro, è friulano, dell'udinese, Galland è praticamente unico, Gallanda, quasi unico, parrebbe anch'esso friulano, dovrebbero derivare da modificazioni di un soprannome originato dal vocabolo dialettale arcaico galand (galante), ma non si può escludere un'origine da alterazioni del cognomen latino Gala o del nomen Galla, o di loro forme aggettivate come Galanus o Gallanus, anche se non si può escludere una derivazione da toponimi ormai scomparsi. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1217 in un atto: "Ego Johannes, comes Bellimontis , notum facio omnibus presentes litteras Inspectoris quod Henricus, comes Grandis prati, michi quitat omnes exitus et proventus quos ego vel mandatum meum levavimus anno nuper preterito usque ad diem presentem de terra Rareii , Conflans et Parisius, et de escheesia que nobis evenit de domino Guillelmo de Gallanda. Ego autem comes Bellimontis volo et concedo quod dictus comes Grandis prati habeat omnes redditus el exitus, iam in blado quam in vino...", e nelle Valli del Natisone nel 1600 quando troviamo citato in un registro del 1672: "Simon filius Gregorij Galanda de Azi­da globo bombardae traiectus e uita discessit ".

GALANTE
GALANTI

Galante è panitaliano, ma è più diffuso al centrosud, Galanti è più tipico del centronord, ma con un ceppo autonomo in Sicilia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Galante, a Solofra (AV) in un atto del 1543 si legge di un certo Galante de Ciccarellis.

GALANTINI
GALANTINO

Galantini ha un forte ceppo nel modenese ma sembrerebbero esserci altri piccoli nuclei nel fiorentino, e via via lungo la via verso il sud, nell'aretino, nella provincia di Perugia e in quella di Teramo, Galantino dovrebbe essere decisamente del barese e potrebbe derivare dal toponimo Galatina (LE).

GALARDI
GALARDO
GALEARDI

Galardi ha un ceppo toscano tra pistoiese, senese e soprattutto fiorentino, ed un ceppo nel salernitano, Galardo oltre ai ceppi campani nel casertano e nel salernitano ha un ceppo nel crotonese, Galeardi, estremamente raro, è sempre meridionale, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome e cognome provenzale Gaullart, ma molto più probabilmente derivano dal nome medioevale di origine germanica Gaillardus composto da gail (gioia) e hard (duro, durezza) con il significato di gioioso nella durezza, felice della propria durezza., di questo nome abbiamo un esempio in una Remissio culpe et pene del 1313: "...in nostram regiam maiestatem citari fecisset, prefatusque Petrus et Raymundus comparere coram eodem Senescallo et juri stare super premissis sub pena decem milium librarum turonensium promississent sanctiusque Garcis Ferrandi, Bertrandus de Lussaco, Sicardus et Gaillardus de La Barde, Girardus de Bergoinhas, Augerus de Picone, Guillermus de Turre...".

GALASI
GALASIO

Galasi, molto molto raro, è tipicamente lombardo, dell'area che comprende la bassa bresciana, il mantovano ed il cremonese, Galasio, quasi unico, sembrerebbe anch'esso lombardo, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Galasius portato ad esempio dal Papa e poi fatto Santo Galasio che occupò il Soglio Pontificio dall'anno 492 al 496.

GALASSI
GALASSO
GALAZZI
GALAZZO
GALLAZZI
GALLAZZO

Galassi è diffuso in tutto il centro nord, con ceppi importanti in Emilia Romagna e Marche, Galasso è molto diffuso in tutta l'Italia centromeridionale continentale con probabili ceppi anche in Piemonte Lombardia e Veneto, Galazzi, decisamente raro, ha un ceppo nel bolognese ed uno in Lombardia, Galazzo molto raro, sembra avere oltre al ceppo ragusano, anche uno nello spezzino, Gallazzi è specifico di Busto Arsizio (VA), ma è diffuso anche nel varesotto e nel milanese, Gallazzo, assolutamente rarissimo, è piemontese, derivano tutti dal nome medioevale Galassus (Galeazzo), citato ad esempio nel 1400, nel bresciano a Sarezzo, in un atto dove compaiono un tal Baldesar Meliolo e i suoi figli Sebastianus, Augustinus, Galassus e Apolonius, sempre nel 1400 nel crotonese troviamo alcuni terreni feudali concessi dal vescovo Chruchettus del capitolo di Crotone a un certo Galassus de Tarcia.  Tracce di un principio di questa cognominizzazione le troviamo a Comiso (RG) nel 1500 con lo scultore ed intagliatore Natale, detto Galazzo, sempre a Comiso nella seconda metà del 1700 troviamo il muratore Giuseppe Galazzo, soldato semplice della Milizia Urbana di Comiso.

GALASTRI
GALASTRO
GALESTRI
GALESTRO

Galastri è tipico dell'aretino, della zona di Bibbiana e Poppi, con un ceppo anche a Roma, Galastro è specifico genovese, Galestri e Galastro, praticamente unici, dovrebbero essere errori di trascrizione dei precedenti, possono derivare dal termine galestro, sorta di roccia tipica della Toscana, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Roma nel 1600 con Francesca Galastri madre del famoso Pietro Metastasio.

GALATA
GALATÁ

Galata, assolutamente rarissimo è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del cognome Galatà, che è specifico del reggino e del catanese, e che dovrebbe derivare dal termine greco galà (latte) e starebbe ad indicare il mestiere di venditore di latte.

GALATI
GALATTI

Galati è un cognome diffuso soprattutto nel Salento, a Napoli, in Calabria, in particolar modo nelle province di Catanzaro e Vibo Valentia ed in Sicilia, Galatti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del reggino, secondo alcuni si tratterrebbe di forme etniche, più o meno alterate, riconducibili alla popolazione dei Galati (popolazione di origine celtica stanziata nella regione della Tracia e della Galazia anatolica), secondo un'altra ipotesi potrebbero derivare dal nome della città rumena di Galati, ma è estremamente improbabile, molto più verosimile una derivazione da toponimi come Galati nel reggino e nell'ennese o Galati Mamertino nel messinese, o da un soprannome grecanico riferito al mestiere di lattaio svolto forse dal capostipite.

GALATIOTO

Galatioto è tipicamente siciliano, di Castellammare del Golfo e Trapani nel trapanese, di Palermo e di Ravanusa nell'agrigentino, dovrebbe trattarsi di una forma etnica grecanica riferita  a paesi come Galati nel reggino o nell'ennese o Galati Mamertino nel messinese.

GALAVERNA

Galaverna, molto raro, ha un ceppo piemontese a Cuneo e nel cuneese ed uno emiliano a Parma ed a Guastalla nel reggiano, dovrebbe derivare dal nome arcaico della brina, appunto galaverna, forse ad indicare che i capostipiti abitassero o provenissero da una zona particolarmente fredda, o anche da un soprannome dovuto ai loro capelli grigi che ricordavano probabilmente l'effetto della galaverna sulle piante.

GALBA
GALBI
GALBINI
GALBINO
GALBO

Galba, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del piacentino, Galbi e Galbino sono praticamente unici, Galbini, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo a Cava de' Tirreni nel salernitano ed uno, ancora più piccolo, nel barese, Galbo è specifico di Caccamo, Palermo e Termini Imerese nel palermitano, e di Alcamo nel trapanese, potrebbero derivare, direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche, dal cognomen latino Galba, ricordiamo con questo nome l'imperatore romano Servio Sulpicio Galba che successe per brevissimo tempo alla morte di Nerone: ".. Perorans quondam pro periculo existimationis atque incolumitatis suae in Romano foro Servius Galba, cum ob difficultatem negotii et invidiam facti sui parum non modo in causa, sed etiam in eloquentia spei poneret, arte usus est, ut iudicum animos, quod inflectere precum ambitione non poterat, rerum temptaret affectu... ", o da Galbus, ricordiamo a titolo di esempio Licinius Galbus.

GALBANI

Assolutamente lombardo con grande concentrazione nel milanese, lecchese e bergamasco, potrebbe derivare dal cognomen latino Galba, ma più probabilmente è riconducibile ad una modificazione dialettale del nome medioevale Galvanus di cui abbiamo un esempio nel 1300 con frà Simon Galvanus de Padua.

GALBIATI

Assolutamente lombardo con grande concentrazione nel milanese, lecchese e bergamasco, deriva dal toponimo Galbiate (LC).  Troviamo nel bergamasco, come esempio di questa cognominizzazione verso la fine del 1400, lo storico Giorgio Galbiati, nel 1600 a Cassago (LC) troviamo come parroco dal 1622 al 1628 un certo Cristoforo Galbiato.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
La formazione più probabile del toponimo Galbiate da cui discende il cognome Galbiati è quella da un personale latino "
Galbius", a cui si è aggiunto il suffisso "-ate" che indica appartenenza.

GALBUSERA

Galbusera è tipico della Lombardia centrosettentrionale, dovrebbe derivare da un antico toponimo romano della zona di Rovagnate nel lecchese, area che gli antichi romani chiamavano gallicus albus agger (bianco campo gallico), trasformatosi poi attraverso modificazioni dialettali in Galbusera.

GALDELLI
GALDI
GALDIN
GALDINA
GALDINI
GALDINO
GALDO
GALDONI
LO GALDO
LOGALDO

Galdelli ha un ceppo a Fabriano ed uno a Roma, Galdi ha un ceppo ad Avezzano (AQ) ed a Roma, ma il nucleo principale è a Salerno, Pellezzano, Battipaglia, Cava de` Tirreni e Baronissi nel salernitano ed a Napoli, Galdin e Galdina sono praticamente unici, Galdini è tipico di Cenate Sopra (BG), Galdino, estremamente raro, ha un ceppo romano ed uno siciliano a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), Galdo, abbastanza raro ha un ceppo a Pratola Serra (AV) ed a Salerno, Galdoni, assolutamente rarissimo, parrebbe lombardo e specificatamente del lodigiano, di Sant'Angelo lodigiano e Casalpusterlengo, Lo Galdo e Logaldo sono assolutamente rarissimi, forse di origini calabresi o siciliane, dovrebbero tutti, direttamente o tramite ipocoristici, derivare dal nome medioevale di origine germanica Galdus di cui abbiamo un esempio a Milano in una Carta investiture dell'anno 1180: "...Et ibi ipse Galdus et per se et per parabolam suprascriptorum Iohannis et Bergongioni et Guilielmi iuravit ad sancta Dei euvangelia fidelitatem iamdicto Guidotto, ut clientes domno salvo fidelitate anterioris domni....".
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Galdo, l'italianizzazione cioè del personale germanico Wald, che può essere tradotto come colui che comanda o che governa. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Galdo è un cognome campano, forse dal toponimo Piazza del Galdo (SA), frazione di Mercato San Severino. La voce antica italiana '
galdo' significa "luogo boscoso", dal longobardo 'wald' = "bosco", da cui il tardo latino 'gualdus'. In diversi altri casi si ha l'esito di "Gualdo", specialmente per centri abitati dell'Italia centro-settentrionale. In Campania troviamo anche San Bartolomeo in Galdo (BN).

GALEASSI
GALEASSO
GALEAZZI
GALEAZZO
GALIAZZI
GALIAZZO
GALLEAZZI
GALLEAZZO
GALLIAZZI
GALLIAZZO

Galeassi, molto molto raro, ha tre piccoli ceppi, nell'anconetano, nel romano, a Roma, Palestrina ed Albano Laziale, ed a San Massimo nel campobassano, Galeasso è tipicamente piemontese, di Torino, Pancalieri ed Arignano nel torinese, Galeazzi è diffuso nel centro nord, Galeazzo ha un importante nucleo a Padova e nel padovano, un piccolo ceppo in Molise a Isernia e Forli` del Sannio ed uno altrettanto piccolo nel palermitano a Bagheria, Galleazzi, molto molto raro, sembrerebbe specifico del trevigiano, di Cison di Valmarino in particolare, Galliazzi, potrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Galiazzi è praticamente unico, Galiazzo e Galleazzo, quasi unici, sono del nord Italia, probabilmente del Veneto, come il più diffuso Galliazzo, che è specifico del trevisano, di Treviso e Quinto di Treviso soprattutto, e del vicentino, di Sandrigo e di Breganze, Galiazzo è il più diffuso in assoluto di questi cognomi, è tipico di Padova e di Ponte San Nicolò, Vigonza e Albignasego nel padovano e di Treviso e Castelfranco Veneto nel trevisano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite alterazioni o modificazioni anche dialettali, dal nome medioevale Galeasso, o Galeazzo, ricordiamo a puro titolo di esempio Galeazzo Visconti che fu signore di Piacenza nel 1311 e che divenne poi signore di Milano nel 1322, ma in alcuni casi potrebbero anche derivare dal termine medioevale galeazza, un grosso bastimento a remi a bordo basso, forse ad indicare che i capostipiti vi fossero imbarcati come marinai.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Galeazzi è la cognominizzazione del nome sassone '
Gail' che significa "giocondo, lieto". Per Francipane verrebbe invece dal latino 'galea' = elmo di cuoio o 'galea' = imbarcazione.

GALEFFI

Galeffi ha un ceppo romagnolo nel riminese in particolare e nel cesenate, ed uno, molto più consistente, romano, potrebbe derivare da un sopannome basato su di un'italianizzazione del termine dialettale romagnolo galafàs (calafatore, colui che ripara le barche).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Presupponibile una origine dall'arabo
HALAF/HALIF = successore, titolo comunissimo nell'onomastica musulmana. Pellegrini, 1,386.
Possibile derivazione anche dal termine antico italiano "
caleffo" = burla. REW.4708.

GALELLI

Proprio della zona tra Brescia e Cremona, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale galè (buca quadra dove mettere in concia le pelli) ed essere quindi relativo al mestiere di mastro conciario.

GALENA
GALENI
GALENO
GALIENA
GALIENI
GALIENO
GALLIENA
GALLIENI
GALLIENO

Galena, quasi unico ha qualche rara presenza in meridione, Galeni, estremamente raro, potrebbe essere toscano, Galeno, sempre rarissimo sembrerebbe originario del sud, Galiena ha qualche presenza in Umbria ed un ceppo a Riano ed a Roma nel romano, Galieni è tipico del Piceno, di San Benedetto del Tronto in particolare, Galieno è quasi unico, Galliena è specifico del milanese e del pavese, di Milano e di Landriano nel pavese, Gallieni è proprio del milanese, Gallieno è praticamente unico, dovrebbero tutti derivare dal cognomen (agnomen) latino di origine greca Galienus, Gallienus, nome portato anche da un imperatore romano dal 253 d.C., Publius Licinius Egnatius Gallienus: "...nutante re publica, cum Odaenathus iam orientis cepisset imperium, Gallienus comperta patris captivitate gauderet, vagabantur ubique exercitus, murmurabant omnibus in provinciis duces...", o dal suo alterato latino Galenus, ricordiamo il famosissimo medico Claudius Galenus nato a Pergamo nel 129 e morto a Roma nel 199, tracce di queste cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1500 con il calabrese Giovan Dionigi Galeni, nato sulle sponde del golfo di Squillace e passato dalla parte dei Turchi con il nome di  Kiligi Alì alias Uccjalì cui venne affidato il comando della flotta corsara ottomana.

GALEONE
GALEONI

Galeone ha un ceppo nel casertano, tra San Cipriano D'Aversa e Santa Maria La Fossa, ed un nucleo autoctono nel tarentino, a Grottaglie in particolare, Galeoni, rarissimo, è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del primo, dovrebbero derivare dal nomen latino Galenus o in alcuni casi dal nome normanno Galeo.

GALEOTA
GALEOTO
GALEOTTA
GALEOTTI
GALEOTTO
GALIOTO
GALIOTTA
GALIOTTO

Galeota ha un ceppo nell'aquilano a Poggio Picenze e L'Aquila, uno a Roma, uno a Napoli ed uno a Ginosa (TA), Galeoto, estremamente raro, parrebbe siciliano di Ventimiglia di Sicilia nel palermitano e di Castellammare del Golfo nel trapanese, Galeotta è assolutamente rarissimo, dovrebbe trattarsi di un'alterazione del cognome Galiotta che è specifico pugliese del Salento in particolare, Galeotti è comune in Toscana, Emilia, Marche settentrionali e Lazio, Galeotto, molto molto raro, ha un ceppo veronese ed uno in provincia di Latina, Galioto è del palermitano, Galiotto è originario del veronese e vicentino, derivano direttamente o con una lieve modifica dialettale, dal nome medioevale Galeottus, o Galeotus di cui abbiamo un esempio a Narni nel 1400: "...aderat Galeottus Martius non ut dona acciperet, sed ut dona regia faceto sermone condiret...".
integrazioni fornite da Aldo Banti
Galeotti di Gubbio è una antica e nobile famiglia originaria di Gubbio ove esiste una
via dè Galeotti poi trasferitasi a Gradoli (VT) ove ancora possiede un palazzo del 1400 affrescato dal Sangallo: ebbe titolo di marchese e conte dal Duca di Urbino, possedettero molte terre intorno ad Acquapendente ed al lago di Bolsena ove possedettero l'isola Martana ove fu relegata la regina Amalasunta, sono imparentati con la storica famiglia Farnese, con i Clement, con i Turchetti di Ancona e nobili di Numana, con i Migneco di Augusta.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Galeota è un cognome lucano presente a Matera, anche calabrese, napoletano e a Taranto: significa '
della galea'. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.

GALETTA

Galetta è un cognome tipicamente meridionale, che sembrerebbe essere di origine albanese, con un ceppo campano a Forino nell'avellinese ed uno pugliese più consistente ad Altamura nel barese ed a San Michele Salentinoe Ceglie Messapica nel brindisino, a Bari e Taranto, dovrebbe derivare dal nome medioevale Galetta citato ad esempio nel Baldus di Teofilo Folengo (1491-1544): "...Hic Brunellus adest, Gambo, Schiavina, Lafrancus, ardet Amerigus, pariter bravegiante Galetta, alter ballestram, fert alter tergore schioppum ...".

GALETTI
GALETTO

Galetti è presente a macchia di leopardo in Lombardia, Veneto ed Emilia, sembrerebbe avere un nucleo principale nel cremonese, Galetto ha un nucleo torinese ed uno padovano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gallo (vedi Gallo).

GALFREDI
GALFREDO
GUALFREDO

Galfredi, molto molto raro, sembrerebbe lombardo e dovrebbe avere un ceppo nel mantovano, Galfredo e Gualfredo, ancora più rari, sono piemontesi, questi cognomi dovrebbero tutti essere di origini longobarde e derivare dal nome medioevale di origine germanica Galifredus, o molto più probabilmente dal nome longobardo Walfred o Waltfred, ricordiamo con questo nome verso la fine del nono secolo il conte longobardo di Verona Walfred latinizzato in Gualfredus, Margravio del Friuli.

GALGANI
GALGANO
GARGANI
GARGANO

Galgani è tipicamente toscano, dove è molto diffuso, ma presenta un ceppo anche l'Aquila ed a Roma, Galgano è specifico della zona che comprende Irpinia e potentino, Gargani ha un ceppo tra fiorentino e pisano ed uno laziale, soprattutto a Roma, nel romano e nel reatino e frusinate, Gargano è invece diffuso in tutto il sud Italia, potrebbero derivare dalla regione del Gargano, promontorio del foggiano, o anche, ed è più probabile, dal nome medioevale Garganus, di origini celtiche dalla divinità celtica Gargan padre di Belenon il dio celta della luce, o da Galganus, ricordiamo san Galgano beatificato nell'anno 1180, santo divenuto famoso in tutto il mondo e ricordato ancora oggi per il presunto miracolo della spada conficcata nella roccia conservata appunto nella chiesetta di San Galgano a Montassiepi; in uno scritto del 1165 si legge: "Galganus Vulterranensis episcopus consensu canoncorum se obligavit Silvestro abbas S. Marie de Serena se non edificaturum ecclesiam in castro et burgo de Cluslino nec litem facturum de ecclesiam S. Iacobi et S. Martini iuxta muros de Cluslino.".
integrazioni fornite da Fabio Galgani
Galgani è un cognome toscano mutuato esclusivamente dal culto per San Galgano Guidotti, eremita e monaco cistercense di Chiusdino (Siena), vissuto nel XII° secolo, a cui è dedicata l'abbazia di San Galgano nei pressi di Chiusdino. L'etimo del cognome, secondo studi recenti basati sulle profezie apocalittiche di Gioacchino da Fiore (1138-1202), conduce all'antico paleonimo appartenuto alla località biblica di Gàlaad (zona ad est del fiume Giordano occupata dalle tribù di Ruben e Gad), anche nome personale maschile, da cui ebbe origine la famiglia dei Galaaditi. Il nome Galaad appartenne anche al
cavaliere vergine, figlio di Lancillotto (ciclo arturiano), modello di purezza, che rappresenta la cavalleria ispirata alla totale spiritualità. (estratto dal volume di Fabio Galgani Onomastica Maremmana, ediz. Centro Studi Storici, 2000.- pagg.620.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Galgano è un cognome lucano presente a Ferrandina, Migliónico, Trivigno e altrove; dovrebbe derivare dal nome di Gallicano un comune nel Lazio. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.

GALGARO

Quasi estinto sembrerebbe di origini venete, potrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di caligarius (calzolaio), cioè chi produceva o commerciava in scarpe (in latino calzatura = caliga), come potrebbe essere un errore di trascrizione del cognome Calgaro.. 

GALIANI
GALIANO

Galiani ha un ceppo nel romano ed uno nel napoletano, Galiano è diffuso in tutto il centrosud, dovrebbe derivare dal nome medioevale Galianus, una forma alterata del più comune Galienus o Galenus (vedi GALENI).

GALIE
GALIE'

Tipici del Piceno, Galie è quasi unico, mentre Galiè ha un ceppo importante ad Ascoli Piceno, e, sempre nell'ascolano, a Roccafluvione, Castel di Lama, San Benedetto del Tronto, Monteprandone e Sant'Elpidio a Mare, dovrebbero entrambi derivare da una forma apocopaica del nome medioevale Galieno (vedi GALENA).

GALIERI
GALIERO
GALLIERO

Galieri, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del torinese, potrebbe derivare da errate trascrizioni anagrafiche del cognome Galiero, che è molto diffuso a Napoli, con buone presenze anche a Casoria, Calvizzano, Villaricca e Marano di Napoli, sempre nel napoletano e ad Aversa nel casertano, Galliero, assolutamente molto molto raro, è anch'esso di Napoli, sembrerebbero essere originari dell'areale napoletano, potrebbero risalire all'epoca angioina e derivare da nomi provenzali originati dal termine galier (bonaccione, uomo allegro, di buonumore), ma non si può escludere possa anche trattarsi di modificazioni medioevali del nome latino Galerius o da una forma rotacistica del nome latino Galienus, uso riscontrato non raramente nel napoletano e riscontrabile a volte anche in testi antichi.

GALIFFA
GALIFFI
GALIFFO
GALIFI

Galiffa è specifico del teramano, di Sant'Egidio alla Vibrata, Sant'Omero, Torano nuovo, Martinsicuro e Nereto, Galiffi e Galiffo sono quasi unici, Galifi è specifico della Sicilia, di Palermo, Ravanusa nell'agrigentino, Ispica nel ragusano, Sommatino nel nisseno e Trapani e Paceco nel trapanese, dovrebbero tutti derivare dal nome arabo Khalifa derivato a sua volta dal termine halif (califfo), che identifica il capo supremo del paese, il vicario del re, il podestà, anche se non si può escludere una derivazione da soprannomi originati dal termine arabo alif (grasso),  forse a sottolineare una corporatura particolarmente abbondante dei capostipiti, l'immagine dell'elefante nello stemma dei Galifi supporta entrambe le ipotesi.

GALILEI
GALILEO
GALLILEI
GALLILEO

Galilei, molto raro, è panitaliano, Galileo, altrettanto raro, è più tipico del meridione, Gallilei, assolutamente rarissimo, è del piacentino, Gallileo è praticamente unico, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Galileo, attribuito al proprio figlio da genitori devoti in onore di Gesù Cristo, il galileo per eccellenza, cioè proveniente dalla regione ebraica della Galilea, ricordiamo con questo nome il famosissimo scienziato e filosofo italiano Galileo Galilei (1564-1642), non si può escludere in qualche caso che il cognome stesse ad indicare un'origine ebraica del capostipite.

GALIMI

Galimi è tipico dell'area dello stretto di Messina, di Reggio Calabria e di Messina, dovrebbe derivare da un antico soprannome basato sull'italianizzazione del termine arabo haliim (gentile, paziente).

GALIMBERTI
GALIMBERTO

Galimberti è decisamente lombardo, con un possibile ceppo in provincia di Reggio Emilia, Galimberto è rarissimo ed ha la stessa origine milanese, dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale di origine germanica Galimberto, che dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Waliberht, composto dai termini walah (estraneo, straniero) e berht (illustre, luminoso), come potrebbero anche avere la stessa origine del nome medioevale francone Guilbert (Gilberto), e derivare dal nome germanico Wilberht, che nasce dall'unione dei termini wille (volontà) e behrt (illustre, luminoso).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Galimberti deriva dal nome germanico
Warinbert con il significato di "difensore illustre". La  forma esatta dovrebbe essere Garimberti; Galimberti è dovuto alla trasformazione della l in r.

GALINA
GALINI
GALLINA
GALLINI
GALLINO

Galina e Galini sono dovuti i ad errori di trascrizione o a forme arcaiche dei seguenti, Gallina è panitaliano, con un nucleo nella fascia che comprende Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli, vari ceppi in Emilia, Umbria, Lazio. Campania, Calabria e Sicilia, Gallini ha un nucleo nel ferrarese ed uno in Lombardia, Gallino è tipicamente ligure e piemontese, dovrebbero derivare da vezzeggiativi del nomen latino Galla, ricordiamo Aelia Galla Placidia (390 - 450), figlia dell'Imperatore Teodosio, è ipotizzabile anche un'origine da soprannomi e in alcuni casi possono derivare da toponimi come Gallina (RC), (RG).  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel cuneese agli inizi del 1300 con il notaio Guglielmo Gallina di Gorrino (CN), in val Brembana nella seconda metà del 1500 con il giudice Iohannes Baptista Galina.

GALINELLA
GALINELLI
GALLINELLA
GALLINELLI

Galinella e Galinelli sono quasi unici, Gallinella ha un piccolo ceppo piacentino, ma il nucleo si trova tra Umbria e Lazio, a Terni, Narni ed Orvieto nel ternano ed a Spoleto, Città della Pieve e Trevi nel perugino, a Roma ed a Bolsena nel viterbese, Gallinelli ha un piccolo ceppo ad Ancona, con il nucleo a Roma e Castelnuovo di Porto nel romano ed a Roccasecca nel frusinate, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche composite italianizzate, originatesi sulla base del nomen latino Galla (vedi GALINA).

GALISAI

Assolutamente rarissimo, dovrebbe esssere tipico di Teti (NU), troviamo tracce di questo cognome a Mamoiada (NU) nel 1735 dove  Pedro Galisai viene insignito del cavalierato e del titolo di nobiltà.

GALIZI
GALIZZI
GALLIZI
GALLIZZI

Galizi, abbastanza raro, è del centro Italia, forse del Piceno, Galizzi ha un ceppo nel bergamasco, a San Giovanni Bianco in particolare, ma con presenze molto significative anche a San Pellegrino Terme e Bergamo, e comunque ben presente anche a Valbondione, Almenno San Salvatore e Camerata Cornello, ed uno a Palermo, Gallizi è praticamente unico, Gallizzi è tipicamente calabrese, del reggino, di Maropati e Rosarno e di Limbadi nel vibonese, dovrebbero derivare dal nome medioevale tardo latino Galitius, ricordiamo con questo nome il padre cappuccino del 1600 Galitius de Carpenedolo, ma è pure possibile un collegamento con la regione spagnola della Galizia, da cui potrebbero aver tratto il nome i capostipiti, autore di una summa sulla filosofia aristotelica, di queste cognominizzazioni abbiamo tracce fin dal 1500.

GALIZIA
GALIZZIA
GALLIZIA
GALLIZZIA

Galizia sembra avere più ceppi, probabilmente non collegati, in Puglia, nel cosentino, nel catanese, nel nisseno e nel siracusano, nel napoletano, in Molise ed uno forse secondario nel torinese, Gallizia ha un ceppo ligure ad Arnasco nel savonese ed a Genova ed uno friulano nell'udinese a Moggio Udinese ed Udine, Galizzia e Gallizzia sono praticamente unici, sembrerebbero dell'udinese, dovrebbero tutti derivare da Galizia, il nome di una regione spagnola all'estremo nordovest, un principio di cognominizzazione lo troviamo a Meda nel milanese nel 1500: "...Bernardinus filius quondam Isepi de Galitia,...".
integrazioni fornite da Salvatore Andrea Galizia
un ramo è originario della Sicilia, esattamente di Mazzarino (CL) dove esistono alcune famiglie che portano questo cognome; i Galizia mazzarinesi esistevano in loco almeno dal 1500 come è comprovato da dati parrocchiali.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Galizia o Gallizia è un nome con cui si designava chi era stato in pellegrinaggio a Santiago de Compostela.

GALLA

Galla è tipico di Vicenza, dovrebbe derivare dal nome latino Galla e si tratterebbe quindi di un matronimico, ricordiamo la famosissima Galla Placidia, il cui mausoleo è visibile a Ravenna, Galla era una principessa romana, figlia dell'imperatore d'Oriente Teodosio.

GALLA'

Gallà, abbastanza raro, è siciliano, con un ceppo a Favara nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un  soprannome basato sul nome della noce di Galla usata per tinture, forse ad indicare nel capostipite un tintore.

GALLACCI
GALLACCIO

Gallacci ha un piccolo ceppo a Baceno e Domodossola nel verbanese ed uno a Lucca e Pistoia, Gallaccio ha un ceppo fra frusinate e casertano, ad Acquafondata, Sant'Elia Fiumerapido, Cassino e Vallerotonda nel frusinate e Mignano Monte Lungo nel casertano, potrebbero derivare da un soprannome basato su di una forma ipocoristica dispregiativa del termine gallo, ma potrebbe anche e più probabilmente derivare dal nome medioevale latino Gallacius: "..Plus effectum est hoc tempore a Torstensonio quam si in aperto campo hostem vicisset. Nam Gallacius, qui in Holsatiam contendens credebatur habere 18 millia militum, nunc vix quatuor millia secum trahit, omnes enervatos, laboratos inedia, frigore, nuditate...".

GALLARATE
GALLARATI

Gallarate sembrerebbe tipico di Oleggio nel novarese, Gallarati ha un ceppo milanese ed uno tra Castel San Giovanni e Piacenza, dovrebbero derivare dal toponimo Gallarate (VA), di quest'uso abbiamo un esempio in una Carta venditionis del 1185 ad Angera (NO): "Anno dominice incarnacionis millesimo .C. octuagesimo quinto, secundo die decembris, indicione quarta. Cartam vendicionis ad proprium fecit Oliverus de Fara, filius quondam Gallarati Bellexoris, de loco Gallarate, qui professus est vivere lege Longobarda, in manu Abundii, filii quondam Iohannis Marzoli de Bugazate...".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo almeno dal 1100, Pietro Gallarati fu uno dei Capitani milanesi che nel 1172 vennero inviati a combattere l'Imperatore Federico Barbarossa, già allora i Gallarati facevano parte del patriziato milanese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gallarate o Gallarati è un cognome diffuso in Lombardia; deriva dal toponimo Gallarate, nel 1476 testimoniato come
Galarà e derivato dal personale latino "Galerius".

GALLARETO

Gallareto, molto raro, è specifico dell'area che comprende il savonese, l'astigiano a Mombaldone e soprattutto l'alessandrino ad Acqui Terme, dovrebbe derivare dal nome del paese di Gallareto, una frazione di Cerreto d'Asti nell'astigiano.

GALLAS

Molto raro è specifico della provincia di Gorizia, dovrebbe avere origini austriaco-trentine, deriva dal nome medioevale Gallasso, citato ad esempio nell'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo: "...E qual misèr Tristano e qual Gallasso, - Qual altro cavallier de la ventura - D'un tanto travagliar non serìa lasso...".  Nel 1600 troviamo a Trento il generale austriaco Matteo Gallas, Conte di Campo e Duca di Lucerna, che successe al Maresciallo Wallenstein al comando dell'esercito dell'imperatore d'Austria Ferdinando II°.

GALLEGO

Gallego, estremamente raro, è probabilmente  di origine spagnola, dovrebbe derivare dal termine latino gallicus (indicante l'appartenenza all'etnia dei Galli), e probabilmente si riferisce ad un galiziano, abbiamo un esempio di questa cognominizzazione nel XII° secolo quando riferendosi ad un personaggio di Malaga (Spagna) si legge: "...Johanne Gallego vasallo meo, farniliari et unico...".

GALLELLA
GALLELLI
GALLELLO

Gallella, abbastanza raro, è specifico di Catanzaro e Sellia Marina nel catanzarese, Gallelli è tipicamente calabrese, della provincia di Catanzaro anch'ess,o in particolare di Badolato, Zagarise, Catanzaro e Soverato, Gallello, il meno comune, ha qualche presenza sempre nel catanzarese, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome sia arabo che turco Halil, o dal nome ebraico Hallel (preghiera), una forma apocopaica del nome Hallelujah.

GALLENI
GALLENO

Galleni è specifico della zona di Forte dei Marmi e Pietrasanta nel lucchese, Galleno, molto raro, sembrerebbe dell'area di La Spezia, dovrebbero derivare dal nome latino di origine greca Gallenus diversa grafia del nome Gallienus o Galenus (vedi anche GALENI), ma è pure possibile una derivazione dal nome di paesi come Gallena nel lucchese o Galleno nel pisano; la famiglia Galleni veniva annoverata fin dal 1600 tra i maggiorenti della città di Fucecchio nel fiorentino.

GALLERANI
GALLERANO

Gallerani è tipico della zona tra Bologna e Ferrara, Gallerano, assolutamente rarissimo, è presente in misura decisamente molto sporadica nel centrosud, dovrebbero derivare dal nome medioevale Galleranus, di cui abbiamo un esempio d'uso anche in Francia dove in un testo si cita un tale Galleranus morto nel 1404: "...Obiit magister Galleranus de Pendref, cantor, pro quo habuimus, de vendicione domorum suarum claustralium, trecentos octoginta tredecim francos duodecim solidos, item in libris valorem ducentarum librarum parisiensum et amplius ...", nome citato anche da Dino Compagni  nella sua Cronica delle cose occorrenti nei tempi suoi: "..A dì XII di maggio 1311 lo Imperadore con sua gente cavalcò a Brescia, .. ..Un giorno messer Gallerano, fratello dello Imperadore, grande di persona, bello del corpo, cavalcava intorno alla terra per vederla, sanza elmo in testa, in uno giubbetto vermiglio. Il quale fu fedito d'un quadrello sul collo, per modo che pochi dì ne visse...".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in una fonte bernese del 1500, riferite ad un Federico Gallerani di Milano : "...Fridericus Galleranus von Meiland tradit regem et dedit sufragium Moro, id est er hat lib und guot zuo im gesetz. Habet pueros; valent bona VI milia tugatos ...", un Gallerani di Badia Polesine, fu nel 1800 Professore all'Università di Camerino.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Gallerani, poco rappresentato nel Modenese, è d'origine locale. Una località
Gallirano, unitamente a Monte Faustino (Monfestino), Farneta, Rocca Santa Maria, si trova citata in una carta modenese del 1198. Possibile anche la derivazione da Galleriano udinese. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GALLERINI

Di origine fiorentina, potrebbe derivare dal nome medioevale Gallo, come dal vocabolo gallo (di etnia gallica).

GALLESE

Tipico di Avezzano (AQ) con un piccolo ceppo anche a Roma dovrebbe derivare dal toponimo Gallese nel viterbese.

GALLETTI
GALLETTO

Galletti è diffuso in tutto il centronord, Galletto ha vari ceppi: nel Piemonte occidentale, nello spezzino, in Veneto, in particolare nel padovano, ed in Sicilia, nell'agrigentino e palermitano, dovrebbero derivare da soprannomi, ma anche da ipocoristici del nome medioevale Gallus, come pure, anche se molto meno probabile, dall'etnico della Gallia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Galletti deriva dal personale medievale
Gallettus, derivato da Gallus. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GALLI
GALLO

Galli è panitaliano, ma con preponderanza nel centro nord, Gallo diffusissimo in tutt'Italia, tutti questi cognomi hanno diversa origine, alcuni derivano dal nome medioevale Gallo, altri dal vocabolo gallo (di etnia gallica), altri da toponimi quali: Gallo (FE) - (CE), Gallo Bolognese (BO), Gallo di Grinzane (CN), Gallo di Petriano (PS), Gallo di Tagliacozzo (AQ) ecc.

GALLIANI
GALLIANO

Galliani sembra lombardo emiliano, ma con un piccolo ceppo anche tra Pescara e Chieti e nel genovese, Galliano è specifico piemontese, del cuneese e torinese in particolare con ceppi secondari anche in Liguria, mentre nel napoletano esiste un altro ceppo probabilmente primario, potrebbero derivare in alcuni casi dal nomen latino Galienus, ma più probabilmente prendono il nome dalla Gens Gallia, una famiglia plebea probabilmente originaria dell'alto Lazio, in una lapide dell'epoca romana si legge: "C(aius) Gallius C(ai) lib(ertus) / Tertius v(ivus) / f(ecit) sibi et / Galliae C(ai) lib(ertae) / Suadrae / uxori", in alcuni casi possono derivare da antichi toponimi come si evince nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in una sentenza del 10 gennaio 1200 in Milano: "...Interfuerunt testes Rogerius et Mussus qui dicuntur Sallarii, Guilielmus Calciagrixa, Carnevarius de Vicomercato, Arnaldus de Canturio de laicis; de clericis dominus Ugo de Ozano, sancte Mediolanensis Ecclesie ordinarius, et presbiter Ardericus, prepositus plebis de Galliano, et Petrus de Baira et alii plures, tam de laicis quam de clericis...".  Tracce di queste cognominizzazioni si trovano nel milanese fin dal 1500, a Villapizzone in un atto della parrocchia di Villapizzone (MI), datato 1557, il parroco è Don Giovanni Maria Galliani.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Alcuni studiosi ipotizzano la derivazione del cognome Galliani dal nome di persona
Galliano (ricalcato su quello di un popolare personaggio dei romanzi cavallereschi, Gawayn o Galvano), oppure dal toponimo Gallio, nel Bleggio in Trentino, derivato a sua volta dal nome personale latino Caio, Gaio o Gallius. Esiste anche un toponimo Galliano in provincia di Grosseto.

GALLICO

Gallico potrebbe essere della provincia di Reggio Calabria, deriva dal toponimo Gallico (RC).

GALLIERA
GALLIERI

Galliera è molto diffuso nel ferrarese a Ferrara, Bondeno, Portomaggiore e Argenta ed a Bologna, Gallieri, meno comune, è sempre del ferrarese, di Cento e Ferrara, dovrebbero derivare dai nomi dei paesi di Galliera nel bolognese o di Galliera Veneta nel padovano, paesi i cui toponimi dovrebbero aver avuto origine dalla Gens Galeria, è anche possibile che possano in qualche caso, con lo stesso meccanismo, derivare direttamente da quella Gens romana di origini sabine, bisogna considerare che la Gallia Cisalpina in epoca repubblicana ed imperiale era stata ascritta a quella Gens.

GALLIMBENI

Gallimbeni, quasi unico, probabilmente piemontese, anche se di origine siciliana, dovrebbe trattarsi di un'alterazione del cognome Saglimbeni, effettuata probabilmente in un ufficio anagrafico piemontese forse a causa di una difficoltà nel capire la pronuncia del denunciante.

GALLINARA
GALLINARI
GALLINARO

Gallinara è unico, Gallinari oltre al nucleo laziale nella zona tra Roma, Civitavecchia, Anzio e Latina, ha ceppi a Reggio Emilia, Piacenza e  a Milano nel lodigiano, Gallinaro è tipico di Padova, Albignasego, Maserà di Padova e Treviso, potrebbero derivare dal mestiere di allevatore di pollame, in qualche caso da toponimi come Gallinaro (FR) in altri da soprannomi scherzosi.

GALLIONE
GALLIONI

Gallione è tipico dell'area ligure, piemontese, con un ceppo a Torino, a Fontanile nell'astigiano e ad Acqui Terme nell'alessandrino ed a Genova, Gallioni, quasi unico, sembrerebbe della Lombardia nordoccidentale, dovrebbero derivare dal cognomen latino Gallione, si chiamava Gallione anche il fratello del filosofo Seneca consigliere di Nerone, ed il nome era molto in uso anche successivamente: ".. Confecta nunc erat in Britannia Romanorum imperii periodus, quadringentisimus septuagesimus sextus, nimirum a Caesaris ingressu annus, cum Valentiniano III imperante, Romani transvectis a Gallione illo ad Galliam defendendam copiis, et defossis thesauris, Britanniam sua iuventute crebris delectibus exhaustam, omnique praesidio nudatam Pictorum et Scotorum immanitati reliquerunt. Unde Prosper Aquitanus vere scripsit,  Hac tempestate prae invaletudine Romanorum vires funditus attenuatae Britanniae. Et noster Malmesburiensis ..".

GALLONE
GALLONI

Gallone ha un ceppo laziale, uno pugliese ed uno catanese, Galloni parrebbe emiliano con ceppi anche in Lombardia, entrambi questi cognomi hanno diverse possibili origini, possono derivare dal nome medioevale Gallone di cui abbiamo un esempio in questo scritto del VIII° secolo: "...Ego Ruothaus complacuit mihi, ut aliquam basilicam aedificarem in honorem Dei et sancti Galloni.", può anche discendere dall'etnico gallo o di etnia gallica, altri da toponimi quali: Gallo (FE), Gallo Bolognese (BO), o Gallone (BG), di cui abbiamo un esempio che si trova nel Codice Diplomatico della Lombardia medioevale sotto l'anno 1040 a Chiuduno (BG): "...Sesta pecia que est silvata, locus Gallone, est per mensura iusta iugies quattuor cum tabulis duocenti quinquaginta quattuor: coerit ei da omnibus partibus Sancti Marii....".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pisa in un documento del 1209 dove è citato un certo Guido Gallone
integrazioni fornite da Cosimo de Giovanni de Centelles
Pare che la famiglia sia o di origine greca o autoctona della regione salentina. La famiglia era presente in Tricase (LE) dove svolgeva l'attività del commercio, un primo Gallone presente nei documenti è un certo Angelo I° morto nel 1546. Di sicuro la famiglia era stanziata a Tricase a partire dalla prima metà del secolo XVI°, come risulta dagli indici dei battezzati della matrice.
Giovan Angelo Gallone fu il primo barone di Tricase nel 1592 un tempo proprietà dei Del Balzo. Solo nel 1600 la famiglia otterrà dal sovrano di Spagna il titolo di Principe di Tricase allargando i suoi possedimenti in tutta Terra d'Otranto, Calabria, Campania e Basilicata. Ultima rappresentante della famiglia fu la principessa Maria Bianca Gallone. Oggi il titolo è stato trasmesso ai suoi discendenti nella persona del Conte Guerri Dall'Oro per mezzo della figlia di Donna Maria Bianca, Simonetta Civitella della Posta Guerri Dall'oro come si depositò presso l'Archivio di Stato di Genova - nel 1965 - L'Archivio Privato dei Gallone. Dal 1997 la famiglia Guerri dall'Oro si fregia dei titoli di Gallone di Tricase e Moliterno. L'Archivio Privato fu trasferito da Genova a quello di Lecce attualmente sotto studio. Esiste un libro su tale archivio, autrice la d.ssa Donatella Lala De Giorgi.
Arma: D'oro al gallo al naturale fermo su d'un monte di verde movente dalla punta, col capo d'azzurro caricato da una cometa d'oro posta in fascia.

GALLOPPA
GALLOPPI
GALLOPPO
GALOPPA
GALOPPI
GALOPPO

Galloppa è marchigiano, specificatamente di Matelica (MC) e di Amandola (AP), Galloppi e Galloppo, estremamente rari, parrebbero napoletani, Galoppa eè del tarentino, Galoppi ha un ceppo aretino ed uno romano, Galoppo è napoletano.
integrazioni fornita da Stefano Ferrazzi
Galloppa presenta ceppi maggiori nell'ascolano, nel maceratese e nel romano, Galloppi e Galloppo, rarissimi, sono originari del napoletano, Galoppa, anch'esso molto raro, è tipico per lo più di Grottaglie (TA), Galoppi si riscontra maggiormente nell'aretino e nel romano, Galoppo ha un nucleo principale fra il napoletano e il casertano, ma è presente anche nel nord e centro nord del paese, tutti questi cognomi traggono origine dal termine galoppo o galuppo, col significato di saccardo, salmerista, colui cioè che, negli eserciti medievali, aveva l'incarico di trasportare tutto l'occorrente di cui i soldati avevano bisogno (sacchi, arnesi, vettovaglie, etc.); in alcuni casi, tuttavia, non si può escludere che galoppo sia anche una variante di galoppino, termine che viene oggi usato in senso spregiativo, ma che un tempo significava semplicemente corriere, messaggero. Ad ogni modo, dunque, si tratta delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.

GALLOPPINI
GALOPPINI

Galloppini, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Galoppini ha presenze nel bresciano ed un ceppo in Toscana, a Livorno e San Vincenzo nel livornese ed a Pisa, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine italiano arcaico galoppino (corriere, messaggero), probabilmente ad indicare che il capostipite avesse svolto quel tipo di compito.

GALLOTTA
GALLOTTI
GALLOTTINI
GALOTTA

Gallotta è distribuito a macchie di leopardo in tutt'Italia, sembrerebbe avere un nicleo tra le provincie di Napoli e Salerno ed uno nel lodigiano e milanese, Gallotti ha un ceppo tra Milano e Pavia, con nuclei anche nel varesotto, in provincia dell'Aquila e nel napoletano, Gallottini abbastanza raro è probabilmente del milanese, Galotta è originario del potentino. Tutti questi cognomi hanno diversa origine, alcuni derivano dal nome medioevale Galeotto, altri, forse, da toponimi con alla radice il termine Gallo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gallotta è un cognome lucano presente a Matera, Metaponto, Potenza e spesso altrove, anche calabrese e a Napoli: significa '
donna della famiglia Gallo'. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.

GALLUCCI
GALLUCCIO
GALLUZZI
GALLUZZO

Gallucci è tipico del centrosud, Galluccio ha un ceppo nella Campania centro settentrionale, nel reggino ed in provincia di Roma, Galluzzi è presente a macchia di leopardo, con un nucleo in Toscana, che potrebbe originare dal nome di località Galluzzo frazione di Scandicci (FI), nelle Marche, nel Lazio e nel barese, Galluzzo sembra avere un nucleo principale nella Sicilia occidentale, nel reggino e nel brindisino, con ceppi, forse non secondari, in Campania che potrebbe derivare dal toponimo Galluccio (CE) e nel Lazio, dovrebbero derivare dal nome latino Gallutius: "Hic demum labor est, hoc opus, rem vulgo ignoratam patefacere et in hereditatem poetici iuris asserere, quo in genere eruditissimus saeculi nostri Tarquinius Gallutius Sabinus tribus perpetuis orationibus feliciter laboravit ostenditque...".  Traccia di questa cognominizzazione la troviamo a Naso (ME) nel 1500 con il vice portolano Cono Galluzzo, a Pofi (FR) sempre nel 1500 con un certo Domenico Galluzzo.

GALLUPPI
GALLUPPO
GALUPPI
GALUPPO

Galuppi ha un ceppo nel padovano, un nucleo emiliano tra ferrarese e bolognese ed uno laziale nelle province di Roma e Frosinone ad Alatri in particolare, Galluppi, molto raro, sembrerebbe specifico della fascia centrale, del teatino, del romano e del latinense, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del primo, Galluppo è praticamente unico, Galuppo ha un ceppo nel padovano, uno a Montagano nel campobassano ed uno in Sicilia, potrebbero derivare da soprannomi basati sul termine medioevale galuppo, col significato di addetto alle salmerie ed ai rifornimenti, colui cioè che, negli eserciti medievali, aveva l'incarico di trasportare quanto fosse necessario per il sostentamento e l'abbigliamento delle truppe.
integrazioni fornite da Francesco Federico Galuppi
potrebbero derivare da soprannomi connessi con il termine galoppo, originati da caratteristiche comportamentali del capostipite. Personaggi di rilievo sono stati il musicista e compositore veneziano Baldassarre Galuppi (1706-1785) ed il filosofo calabrese Pasquale Galluppi nato a Tropea (CZ) nel 1770.

GALMARINI

Tipico di Tradate Galmarini potrebbe derivare da un ipocoristico del nome di origine germanica Galmar, ma molto più probabilmente deriva dal cognome spagnolo, abbastanza diffuso, Galmarino e potrebbe quindi risalire al 1540 epoca dell'occupazione spagnola del milanese.

GALMOZZI

Galmozzi è tipicamente lombardo, di Milano, del sudmilanese, cremonese e lodigiano, di difficile interpretazione, si può ipotizzare una derivazione dalla località di Galmus della Linguadoca in Francia, o anche da un ipocoristico dialettale del nome di origine germanica Galmar, improbabile invece una connessione con il nome e cognome rumeno Galmoz o con lo slavo Galmuz.

GALTAROSSA

Galtarossa è specifico di Padova e di Ponte San Nicolò e Maserà di Padova, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine veneto arcaico galta (guancia, mascella), ad indicare probabilmente che il capostipite avesse delle guance rosse per l'abbondante irrorazione sanguigna forse dovuta all'abuso di vino, è possibile, anche se improbabile, un riferimento al nome del paese di Galta, una frazione di Vigonovo nel veneziano ai confini con il padovano.

GALTIERI
GALTIERO

Galtieri è tipico del sud, di Ferrandina nel materano, di Orsomarso nel cosentino, del reggino e della Sicilia orientale di Messina e di Agira (EN), Galtiero, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, derivano da forme contratte del nome germanico Gualtieri. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Messina nella seconda metà del 1000 con il cavaliere Giosuè Galtieri, al seguito delle truppe del Duca Roberto il Guiscardo.

GALUPPINI

Di origine bresciana al confine con il mantovano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale galupìn (servo addetto alle incombenze esterne della casa).

GALVAN
GALVANI
GALVANIN
GALVANINI
GALVANINO
GALVANO

Galvan è tipico del Veneto e del Trentino, con massima concentrazione nel vicentino, Galvani è diffuso in Lombardia, Emilia e Romagna, veronese e pesarese, Galvanin, molto raro, è del vicentino, Galvanini anch'esso molto raro è specifico della zona di Verona e paesi a nordovest della città, Galvano è decisamente siciliano, derivano dal nome medioevale italiano Galvanus di cui abbiamo esempi nel catanese a Castiglione di Sicilia nel 1200, in uno scritto del 1297 si legge: "...observando abinde que in actis supradicte magne regie Curie continetur et pro idem iudex Galvanus non paruit predicte sentencie nec adimplevit alia contenta in actis eisdem..." , a Vicenza dove la campana della chiesa di San Vincenzo reca scritto: "Magister Galvanus de Vincencia me fecit MCCCCXVII" e a Milano con il frate domenicano e illustre storico.Galvanus Flammae  vissuto nel periodo a cavallo tra il 1200 ed il 1300.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Rimini nel 1500 con Suor Laura Galvani madre Superiora del convento delle Umiliate della Penna nel Montefeltro, personaggio famoso è stato il medico e chirurgo, fisico e biologo bolognese Luigi Galvani (1737 - 1798 ) (famoso per i suoi studi sull'elettricità biologica De viribus electricitatis in motu musculari commentarius).

GALZIO

Galzio, quasi unico, sembrerebbe abruzzese, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine gallico germana Galtius, secondo altri sarebbe invece dovuto ad una forma contratta del nome ed etnico Galatius.

GAMALERI
GAMALERIO
GAMALERO

Gamaleri è della zona ligure, piemontese, di Genova e di Novara e dell'alessandrino, Gamalerio, molto molto raro, è specifico del pavese, Gamalero ha un ceppo nell'alessandrino, a Cassine, Alessandria e Novi Ligure, ed a Torino, ed uno a Genova, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome del paese di Gamalero nell'alessandrino, secondo un'altra ipotesi potrebbero derivare dal termine longobardo gamahalos (parente acquisito, testimone).

GAMBA
GAMBE
GAMBI
GAMBO

Gamba è molto diffuso in tutto il nord, con ceppi anche nel lucchese, pisano e livornese, nel pesarese, a Roma e nel latinense, nel napoletano e nel cosentino, Gambe, che sembrerebbe unico, è del reggino, Gambi è diffuso soprattytto nel ravennate, ma con discrete presenze anche nel bolognese, forlivese e fiorentino ed un piccolo ceppo anche nell'anconetano, Gambo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, questi cognomi dovrebbero derivare da una forma apocopaica del nome longobardo Gambara (vedi GAMBARA), anche se non si può escludere che in qualche caso possano essere derivati da soprannomi originati da una caratteristica fisica del capostipite, come la velocità nella corsa o l'avere delle gambe più lunghe del normale.

GAMBACCI
GAMBAZZA
GAMBAZZI

Gambacci, quasi unico, è dell'aretino, Gambazza è tipicamente emiliano, del piacentino e del parmense, di Fiorenzuola d'Arda, Piacenza e Carpaneto Piacentino nel piacentino e di Fidenza, Salsomaggiore Terme e Fontanellato nel parmense, Gambazzi, molto molto raro, è del cremonese, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome e soprannomne medioevale Gambacia, che troviamo rappresentato in terra veneta da un tale dominus Benedictus Gambacia iudex, a Padova in uno scritto del 1247 viene indicato come teste un certo Ricardino Gambacia.

GAMBACORTA
GAMBACURTA
GAMMACORTA
GAMMACURTA

Gambacorta ha un ceppo nel barese, uno nel palermitano ed altri più piccoli sparsi nel centro sud, Gambacurta ha un ceppo a Montefalco nel perugino, uno piccolo a L'Aquila, uno a Roma ed a Terracina nel latinense ed uno in Sicilia a Calatabiano nel catanese ed a Valguarnera Caropepe nell'ennese, Gammacurta, sempre siciliano, è specifico di Campobello di Licata nell'agrigentino, Gammacorta ha qualche presenza a Roma ed in Sicilia, dovrebbero tutti derivare, anche attraverso alterazioni dialettali, da soprannomi legati alla caratteristica fisica dei capostipiti di avere delle gambe corte.  Nel 1300, a Frasso (BN) si trova la nobilissima famiglia dei Gambacorta principi e signori di Frasso e a Pisa nella seconda metà del 1300 se ne teme il ritorno: "...et voleva che s'osservassi quattro chapitoli chon saramento et onore misser lo inperadore: l'uno, che quando entrasse in Pisa non ci avessi romore né prima né poi; lo sichondo, che parte niuna o si richordasse se non quella dello inperadore; lo terzo, che niuno ardischa di fare chontra la sua cesaria maestà, lo quarto che niuno dessi né aiutorio favore alla tornata de' Ghanbachorti....".

GAMBADAURO
GAMBADORI
GAMBADORO

Gambadauro è un cognome assolutamente rarissimo, parrebbe anch'esso del messinese, come Gambadoro di cui è probabilmente una forma arcaica e che è specifico di Messina, Gambadori, è caratteristico di Jesi nell'anconetano, dovrebbero derivare da un soprannome probabilmente legato ad un episodio militare riferentesi ad una gamba d'oro, il casato dei Gambadoro nel XVIII° secolo era titolare di feudo nel foggiano con il titolo di Baroni di Lucera e nel Molise con il titolo di Baroni di Chiauci nell'iserniese, troviamo tracce di queste cognominizzazioni almeno dal 1700, a Limina (ME) nel 1750 opera un orafo che si chiama Pietro Gambadauro, famoso per una sua opera di Mineralogia.

GAMBARA
GAMBARI
GAMBARO

Gambara, molto raro, è tipico del parmense, Gambari, sempre raro, è del bolognese, Gambaro ha più ceppi, in provincia di Venezia, nella zona di Mira, Mirano, Dolo e Salzano, nel varesotto e a Genova, dovrebbero derivare dal nome longobardo Gambara citato anche da Paolo Diacono nella sua , Historia Langobardorum: "...Horum erat ducum mater nomine Gambara, mulier quantum inter suos et ingenio acris et consiliis provida; de cuius in rebus dubiis prudentia non minimum confidebant...", ma in alcuni casi possono anche derivare dal toponimo Gambara (BS) ai confini con il cremonese, o dalla località Gambaro nel piacentino ai confini con il genovese, o anche da soprannomi legati al vocabolo gambero come si evince in alcuni casi dallo stemma.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio nel 1050 a Pralboino (BS) dove nasce Alghisio Gambara, uno dei combattenti della lega lombarda, nel 1354 l'imperatore Carlo IV° investe il conte Maffeo Gambara del feudo di Ostiano (CR).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gambari e Gambarini sono cognomi dell'Emilia Romagna. Derivano dal cognome base GAMBARO che risale probabilmente ai toponimi
Gamberi (Rivoschio - Forlì) o Gambaro (Piacenza) o ancora Gambara (Brescia), tutti derivati dal latino 'gambarus' = gambero acquatico. Possibile anche la derivazione da un nome personale di origine germanica e di tradizione longobardica, Gàmbara, sia femminile che maschile. Altrettanto possibile un incrocio con il cognome Gamba.

GAMBARDELLA
GAMBARDELLI
GAMBARDELLO

Gambardella è tipico di Napoli, Castellammare di Stabia, Pozzuoli, Sorrento, Bacoli, Gragnano, Portici, Casalnuovo di Napoli, Piano di Sorrento, San Giorgio a Cremano, Visciano, Melito di Napoli, Casoria, Giugliano in Campania e Torre del Greco  nel napoletano e nel salernitano di Nocera Inferiore, Amalfi, Salerno, Pagani, Cava de' Tirreni, Minori, Ravello, Nocera Superiore, Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Atrani, Maiori, Vietri sul Mare e Castel San Giorgio, Gambardelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del reggino,  Gambardello, quasi unico, è campano e dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del primo, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale germanico Gamalbertus, a sua volta composto da gamal (vecchio) e bertha (luminoso, splendente), ma è pure possibile una derivazione dal nome di origine longobarda Gambardus, o anche dal cognome francese Gambard, giunto in epoca normanna in Campania. Nel 1700 troviamo i Gambardella citati tra le famiglie nobili di Amalfi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gambardella è un cognome campano ma molto diffuso in tutta l'Italia peninsulare. Si ricollega, quasi certamente, al nome femminile longobardo
Gàmbara, citato da Paolo Diacono nella sua "Storia".

GAMBARETTI
GAMBARETTO

Gambaretti, molto raro, è tipico di Pontevico (BS), Gambaretto è specifico del veronese di San Giovanni Ilarione e dintorni, dovrebbero derivare da toponimi come Gambara (BS) o direttamente dal nome longobardo Gambara. (vedi Gambara)

GAMBARINI
GAMBERINI

Gambarini è tipico della bergamasca, milanese e bresciano, dovrebbe derivare dal toponimo Gambara (BS), Gamberini è specifico dell'area che comprende le province di Bologna, Ferrara e Ravenna, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gambarus, di cui si hanno tracce ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale dove, in un atto del 1166 si legge: "...Ego Sozo Gambarus, notarius sacri palatii, hoc exemplum ab hautentico exemplavi ..." e in un atto del 1192, si legge: "...Die sabbati quintodecimo kalendas decembris, in civitate Mediolani. Sententiam protulit Iacobus qui dicitur Gambarus consul Mediolani, et cum eo Giggottus de Mairola et Arnaldus iudex qui dicitur de Superaqua similiter consules,...". Tracce di questa cognominizzazione si hanno in epoca angioina con l'alessandrino Dullio Gamberini professore in Legge: "Quoniam cunctos litteratorie scientie amatores expedit dare operam studio indefesso ut sua in evum memoria relinquatur, ideo ego Dulius Gambarinus de Alexandria, legum professor, curavi de talento credito super feudis sociis relinquere...".

GAMBATESA

Estremamente raro, sembrerebbe molisano e pugliese, deriva dal toponimo Gambatesa (CB), è improbabile una discendenza dai conti di Gambatesa, casato iniziato nel.XIII° secolo con Riccardo Pietravalida signore di Gambatesa vassallo degli Angiò, chiamato anche Riccardo di Gambatesa , i cui discendenti proseguirono il cognome paterno Pietravalle o Pietravallida, mentre la figlia sposata ad un Monforte ebbe il privilegio di aggiungere ai propri discendenti il proprio cognome creando il ramo dei Monforte Gambatesa.

GAMBATO

Gambato è tipicamente veneto del Veneziano, padovano e rovigoto, particolarmente diffuso a Padova, Mirano (VE) ed Adria (RO), dovrebbero derivare dall'essere il capostipite figlio di un Gamba, il suffisso -ato in Veneto sta per il figlio di, in questo caso di un Gamba, cognome abbastanza diffuso in Veneto.

GAMBELLA
GAMBELLI

Gambella ha un nucleo originario marchigiano ad Ancona, che potrebbe anche derivare dal toponimo Gambellara (RA), ed uno originario sardo nel sassarese, entrambi possono derivare da un soprannome legato al diminutivo del vocabolo gamba, così come Gambelli, che è tipico della fascia che comprende la Toscana, le Marche settentrionali e l'Umbria, con maggior concentrazione nel senese, nel pesarese e nell'anconetano, presenta un ceppo significativo anche a Roma, si deve comunque considerare la possibilità che questi cognomi possano essere derivati dal termine medioevale gambello (tipo di lana usata soprattutto per cappelli), forse ad indicare così il mestiere del capostipite.

GAMBERALE

Gamberale, molto raro, sembrerebbe del centro Italia, potrebbe derivare da una modificazione del nome longobardo Gambara (vedi Gambara)

GAMBINA
GAMBINI
GAMBINO

Gambina, abbastanza raro, è del trapanese, Gambini è diffuso nella fascia che comprende Emilia, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Gambino sembrerebbe tipicamente siciliano, ma presenta ceppi anche nel genovese, in Piemonte, in Campania e nella Puglia settentrionale, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dalla caratteristica fisica di avere delle gambe corte, tracce di quest'uso si trovano a Palermo fin dal 1300 con un certo Gambinus de Thetis e, nell'astigiano alcuni atti datati 1305 sono redatti dal  notaio Astexanus Gambinus.

GAMBOS
GAMBOSI
GAMBOSO

Gambos è praticamente unico, Gambosi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del lucchese, con qualche sparuta presenza anche nel Lazio, Gamboso, altrettanto raro, sembrerebbe friulano, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine arcaico gamboso (persona dalle gambe grosse), probabilmente una caratteristica fisica dei capostipiti.

GAMMAUTA

Gammauta è tipico di Palermo, dovrebbe derivare dal nome del lago Gammauta vicino a Palazzo Adriano nel palermitano, il cui nome dovrebbe derivare dall'italianizzazione di un nome arabo di località ayn mauta, con il significato di sorgente esaurita.

GAMMI
GAMMO
GAMMONE

Gammi è unico, Gammo, quasi unico, sembrerebbe calabrese, Gammone ha un ceppo a Napoli ed Ottaviano ed uno a Venosa nel potentino, dovrebbero derivare dal nome longobardo Gammo, Gammonis, di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto dell'anno 879: "... E contra vero praefatus Gundpertus aduocatus, consentiente domino suo Episcopo, tradidit de rebus S. Emmerammi ante nominato Gundbatoni venerabili diacono quod Chezil Dux iam quondam pro remedio animae suae ad praedictum sanctum condonauit iuxta amnem, qui dicitur Raba; ea scilicet ratione, quatinus idem Gundbato ambas res illas firmiter atque vtiliter possideat vsque ad obitum suum. Post vero integriter cuncta ad saepe iam dictum Dei sanctum redigantur, et restituantur. Et vt haec auctoritas traditionis firmior habeatur, subnotati testes per aures trahuntur: Polo, Iacob, Reginhoh, Solomon, Eckirih, Hadamar, Avo, Fastmot, Gotaperht, Irmperht, Heripold, Unlaz, Pernhart, Herrant, Engilscalh, Erchanperht, Reginhart, Strupo, Hungis, Ambricho, Liutperht, Sigihart, Vuicker, Patto. Item Auo, Suuitker, Gammo, Adalrih, Salacho. ...".

GAMPER

Gamper è tipicamente altoaltesino, di Merano, Ultimo, Lana, Parcines, Lagundo, Maturno, Velturno, Marlengo, Bolzano, Senales, Laces, Chiusa, Tirolo, Bressanone, Renon, San Genesio Atesino e di tutta la provincia di Bolzano, potrebbe derivare da Gampar (il potente), un nome germanico presente anche fra i Longobardi come Gambara (vedi Gambara), o potrebbe anche derivare dal nome germanico Gambert.

GAMUZZA

Tipico della provincia di Enna.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gamuzza è cognome siciliano variante di
Gambuzza (piccola gamba), per sincope della consonante 'b'.

GANADO
GANADU

Ganado è un cognome maltese, Ganadu è tipico di Sassari, Ozieri, Perfugas e Porto Torres, dovrebbero entrambi derivare dal vocabolo spagnolo ganado (bestiame, bovini), probabilmente ad indicare lo stato di benestanti e l'origine spagnola dei capostipiti.

GANASSALI

Tipico lombardo, del milanese e lodigiano è molto molto raro, potrebbe derivare da un soprannome dialettale indicante le strisce di cuoio che collegano il morso alle briglie, forse indicando nel capostipite un carrettiere.

GANASSI

Ganassi è specifico del reggiano e del modenese, di Scandiano, Reggio Emilia e Viano nel reggiano e di Carpi e Modena nel modenese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine reggiano ganassi (morsa, ma anche ganasce, riferito ad un mangione), forse ad indicare il mestiere di fabbro svolto dal capostipite.

GANASSIN
GANASSINI

Ganassin è tipicamente veneto, del vicentino, di Rosà, Cassola, Rossano Veneto, Bassano del Grappa, Tezze sul Brenta e Romano d'Ezzelino, e di Riese Pio Decimo e Casier nel trevigiano, Ganassini, più raro, è del veronese, di Pescantina, Verona e Bussolengo, dovrebbero derivare da un soprannome originato da una forma ipocoristica originata dal termine veneto ganassa (guancia, mascella), forse ad indicare che i capostipiti fossero delle buone forchette e fossero soliti mangiare in modo abbondante, o anche che avessero delle gote paffute.

GANCI
GANGI

Ganci è più del palermitano e Gangi è più del catanese e del nisseno, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Gangi (PA). (vedi anche Cancemi)

GANDELLI

Decisamente lombardo, nelle provincie di Brescia, Bergamo, Milano e Cremona, potrebbe derivare dal toponimo Gandellino (BG).

GANDINI
GANDINO

Gandini è un cognome settentrionale, con un forte nucleo in Piemonte nelle provincie di Asti ed Alessandria ed in Lombardia nelle provincie di Pavia, Milano, Lodi, un altro ceppo nel bresciano e mantovano ed in Emilia tra Reggio Emilia e Bologna, Gandino è tipico dell'area che comprende il torinese, il cuneese, l'astigiano, l'alessandrino ed il genovese, potrebbero derivare dal nome gotico Galindus o da un ipocoristico del nome medioevale Gano in alcuni casi può derivare dal toponimo Gandino (BG).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gandini, Gandino è cognome piemontese, ligure e lombardo. Deriva dalla voce '
ganda', termine alpino che indica un 'ammasso di sassi' da frana o detriti rocciosi. Toponimo Gandino (BG).

GANDOLFI
GANDOLFO

Gandolfi è dell'areale emiliano e lombardo, Gandolfo ha un nucleo nella Sicilia occidentale, uno in Liguria ed uno nella provincia di Venezia, dovrebbe derivare dal nome medioevale  di origine longobarda Gandulfus.

GANDOSSI
GANDOSSINI

Gandossi è tipico del bergamasco, zona di Grumello del Monte, Albino e Nembro, Gandossini è tipico di Montagna in Valtellina e di Sondrio, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma diminutiva di provenienza, dal toponimo Gandosso nel bergamasco in Val Calepio, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un atto della Serenissima redatto in Bergamo fin dal 1700.

GANELLI
GANI
GANINI
GANINO
GANO

Ganelli è tipicamente lombardo, di Codogno nel lodigiano, ma con ceppi anche nel bresciano e nel mantovano, Gani, altrettanto raro è tipico dell'area pisano, livornese, Ganini, ancora più raro, è del cremasco e del sudmilanese, Ganino è tipicamente calabrese con ceppi a   Laureana di Borrello (RC), Nocera Terinese (CZ) e Dasà (VV), Gano è quasi unico, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale Ganus di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1331 a Pisa: "...Notum sit omnibus quod pro Iohanne Nerii de Rillione de cappella Sancti Mathei Forisporte, Ganus filius Becti Algliate de prima pecunia domini Becti Algliate quondam Galgani, non animo donandi sed animo rehabendi...", ma è pure possibile che derivino dall'aferesi del nome Paganus (vedi PAGANA).

GANGA

Ganga ha un ceppo a Nuoro ed uno molto più piccolo, probabilmente secondario, a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo logodurese ganga (gola), forse ad intendere che il capostipite fosse un personaggio molto goloso.

GANGEMI
GANGENI

Gangemi è molto diffuso nella Sicilia orientale, in particolare a Messina e Catania e nelle rispettive province, e nel reggino, in particolare a Rosarno, Santa Cristina d'Aspromonte, Palmi, Gioia Tauro, Delianuova, Taurianova e Villa San Giovanni, Gangeni, ormai quasi scomparso, sembrerebbe essere originario della Calabria, del reggino in particolare, dovrebbero derivare da un'italianizzazione del termine arabo haggam (applicatore di mignatte, barbiere, chirurgo, guaritore), ma potrebbero anche, in qualche caso, derivare da un'alterazione dialettale del cognomen latino Cangemius (vedi anche CANCEMI).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gangemi - Cognome di ampia diffusione nelle province di Catania e Messina, deriva dall'arabo
h'ağğām che significa applicatore di mignatte. Pellegrini 230.

GANGONE
GANGONI

Gangone è caratteristico di Teggiano nel salernitano, Gangoni, estremamente raro, è toscano, potrebbero essere di origini spagnole e derivare dal termine  spagnolo cangones (armatura in legno posta per evitare la dispersione della farina in un mulino an mola orizzontale), indicando forse così che i capostipiti fossero lavoranti presso un mugnaio.

GANNA

Abbastanza raro è tipico del varesotto, deriva dai toponimi Ganna, Valganna (VA); il nome Ganna era in uso presso i Galli Senoni, di una Ganna madre e veggente del popolo dei Senoni si ha memoria storica.  Tracce di questa cognominizzazione la si trova già nel 900, in un atto di epoca longobarda si legge: "...qui modo Ioannocci vocatur filius idem Iohanni qui vocatur Ganna episcopus, ut ego teneret rebus qui fuit Ursi filius Radeprandi de locum Nobara finibus Nuceria...".".

GANNAU

Gannau, molto raro, è tipicamente sardo, di Carbonia e San Giovanni Suergiu nel carboniense.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Se è pronunciato Gánnau può corrispondere al logodurese '
cánnau' = canapo, fune, che deriva dal latino 'cannabus'; se invece è pronunciato Gannáu puà essere una variante del cognome Ganau, a sua volta variante di Ganadu che è l'adattamento sardo del cognome spagnolo Ganado corrispondente al sostantivo 'ganado' = branco, mandra, insieme di persone, oppure al participio passivo 'ganado' = guadagnato, vinto. M. Pittau, 2, 62, 63.
integrazioni fornite da Costantino Gannau
Il cognome
Gannau catalano deriva dal termine ganau che in alcune zone della penisola iberica (Aragona ad esempio ma probabilmente anche in Catalonia) assume il significato di ganado (bestiame).  Il cognome è presente anche in Catalonia (Barcellona e Lerida) e pare che sia esistito nel 1600 anche a Tempio Pausania, dove dovrebbe esserci stato un importante mercato bovino che avrebbe attirato molti nobili e commercianti di bestiame spagnoli . E quindi probabile che la famiglia Gannau, prima di trasferirsi nel Sulcis, sia giunta dalla Spagna a Tempio Pausania, proprio per partecipare a questo grosso mercato di bestiame e per poi spostarsi definitivamente nel Sulcis (che proprio in quegli anni veniva ripopolato).

GANORA

Specifico del Monferrato e di Casale Monferrato (AL) in particolare, una mera ipotesi consiste nella derivazione del cognome o dal toponimo Ganna (VA) o dalla Val Ganna, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1800 nell'astigiano dove Don Giuseppe Ganora è il Prevosto  di Moncalvo. (vedi Ganna)

GANZA
GANZETTI
GANZI

Ganza, estremamente raro, è tipico della Valtellina, Ganzetti, sempre molto raro, è del nord milanese e comasco, Ganzi, assolutamente rarissimo, sembra tipico di Vigevano e dintorni tra milanese e pavese, dovrebbero derivare da una modificazione dell'aferesi del nome Allegranza (vedi), di cui abbiamo un esempio a Bormio (SO) nei Quaterni inquisitionum del 1629: "...come è visto per il signor regente Alberti, esser tutta insanguinata, come di questo si potrà examinare Ganza di Leonardo della Moniga, Francesco di Christofen, Giacom di Vasio qual è antiano d'homini, et Catarina madre dil detto Francesco...".

GANZAROLI

Ganzaroli è specifico dell'area rovigoto, ferrarese, di Ferrara e Voghiera nel ferrarese in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale emiliano con il significato di imbroglione, buggeratore, uccellatore, anche se non si può escludere che possa trattarsi di una forma alterata del termine sganzerla (spilungone) (vedi GANZERLA).

GANZERLA
GANZERLI

Entrambi abbastanza rari sono tipici del modenese, potrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo sganzerla (spilungone) o anche dal termine gaserla (gamberetto d'acqua dolce), tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel bergamasco nel 1500, in un atto del 1529 un certo Teotaldo Ganzerle de Ganzerletis è sindaco della Misericordia di Urgnano (BG).

GAOLE
GAOLI

Gaole è specifico di Verona e del veronese, Gaoli, praticamente unico, è del mantovano ai confini con il veronese, dovrebbero derivare dal nome del monte Gaole, uno dei monti della Lessinia veronese, probabile luogo d'origine dei capostipiti.

GARABUGGIO

Garabuggio dovrebbe essere di origini venete e derivare da un soprannome basato sul termine dialettale veneto arcaico garabugio (imbroglio, garbuglio, disordine), forse a sottolineare qualche aspetto non positivo del capostipite.

GARAGUSO

Garaguso è tipicamente lucano, del materano di Ferrandina, Salandra e Grassano, con buone presenze anche nel potentino a   Pietrapertosa e Castelmezzano, dovrebbe derivare dal toponimo Garaguso nel materano, probabile luogo d'origine del capostipite.

GARALDI

Dovrebbe essere di origini modenesi, deriva dal nome germanico Gairovald o dal medioevale Gailard.

GARANCINI
GRANCINI

Garancini è tipicamente lombardo del milanese, di Milano, Arcore, Usmate Velate e Lainate, Grancini è specifico di Milano, dovrebbero derivare dal nome dell'antico paese di Garancino nel milanese, nella zona Cesano Boscone, nella cui Pieve esisteva la Parrocchia di San Biagio Vescovo situata in località Garancino.

GARAU

Decisamente sardo, estremamente diffuso soprattutto nelle province di Cagliari ed Oristano, dovrebbe derivare da una modificazione locale del nome Gherardo, secondo altri deriverebbe invece dal cognome spagnolo Garau derivato dal vocabolo basco garau (grano), a supporto di questa tesi si cita una lettera del 3 ottobre 1295 estratta dal carteggio tra la Sardegna e la repubblica Marinara di Pisa: "...Ex huius publici instrumenti clareat lectione quod Bartholomeus Garau de Barcellona quondam Guillelmi Garau pro se et suo nomine et Bonaccursus, dictus Coscius, Gambacorta quondam Vernaccy pro se et suo nomine et vice et nomine Cecchi Griffi, Petri Gambacorte et Gaddi Gambacorte sociorum suorum et pro eis et quoque eorum...". (vedi anche CARA)

GARAVAGLI
GARAVAGLIA
GARAVAGLIO

Garavagli è unico come Garavaglio, molto probabilmente sono semplicemente dovuti ad un errore di trascrizione di Garavaglia che è invece molto diffuso in tutta la Lombardia occidentale, province di Milano, Pavia, Como e Varese e nel Piemonte orientale, verbanese e novarese, dovrebbe derivare da modificazioni del nome longobardo Garivaldus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medioevalein una Cartula commutationis dell'anno 1025 a Bergamo: "In nomine domini nostri Iesu Christi. Anno ab incarnacione eius milleno vigesimo quinto, quarto die mense setember, indicione hoctava... .. nec non et inter Garivaldus abitator vico Calcinate et filius quondam Vualperti, de vico Oxio Superiore, ut in Dei nomine debeant dare, sicut a presenti dederunt ac tradiderunt vicissim sibi unus alteri in comutacione nomine...".

GARAVANO

Assolutamente rarissimo, sembrerebbe genovese, dovrebbe derivare da un nome di località, Punta Garavano presso Ventimiglia, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Vobbia (GE) nel 1800.

GARBA
GARBI
GARBO
GARBOCCI
GARBOLI
GARBOLO
GARBOTTI

Garba, quasi unico, ha qualche sparuta presenza in Lombardia,Garbi è diffuso in tutto il settentrione, in Piemonte nel torinese, biellese, vercellese e bnovarese, in Lombardia nel pavese, milanese, varesotto ecomasco, in Emilia nel piacentino e parmense, ed in Veneto soprattutto nel rovigoto, Garbo è veneto d'origine, probabilmente del padovano, con un possibile ceppo nel palermitano, Garbocci, molto molto raro, è del lucchese, di Viareggio in particolare e potrebbe anche derivare dal nome del paese di Garbo, una frazione di Genova, Garboli è molto raro ed ha probabilmente la stessa origine, ma il ceppo originario della variante dovrebbe essersi insediata nel verbanese, Garbolo, quasi unico, sembrerebbe lombardo, Garbotti è quasi unico, potrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, da un soprannome legato al vocabolo germanico harw (acerbo) o al tedesco medioevale garw (ornamento), potrebbero anche discendere dal nome celtico Garva, o da un suo derivato, il nome medioevale di origini germaniche Garbus, o da una forma apocopaica del nome sempre germanico Garbaldus, originato dall'unione dei termini gari (lancia) e bald (audacia), abbiamo tracce di queste cognominizzazioni agli inizi del 1600 nel frusinate con il cancelliere della famiglia Gallio : "..Dominicus Garbus allius scripsi..".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Garbo è un cognome veneto. Secondo Olivieri 226 deriva dalla voce veneta '
garbo' = 'brusco'.

GARBAGNATI

Garbagnati è tipico del nordmilanese, di Milano, Lazzate, Nerviano, Monza, Lentate Sul Seveso e di Cermenate (CO), dovrebbe derivare da toponimi come Garbagnate Milanese (MI) o Garbagnate Monastero (LC).

GARBARI
GARBARINI
GARBARINO

Garbari è tipico di Trento, Garbarini è specifico della fascia che comprende pavese, piacentino e genovese, Garbarino è decisamente dell'alessandrino e genovese, potrebbero derivare da toponimi come in Valtrebbia Garbarino (GE) o come Garbagna (AL) o Garbana (PV).
integrazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
potrebbero avere alla base il verbo garbare, utilizzato per indicare la piacevolezza, l'amabilità e l'eleganza di chi portava questi cognomi. Altre ipotesi di derivazione sono presenti sul sito (vedi Garbati, Garbin, Garbino, Garboli, etc.)
Garbari è diffuso sporadicamente nel centro-nord della penisola ma significativamente nella sola provincia di Trento. Il cognome è maggiormente presente nella città di Trento (Via Garbari e Galleria Garbari) e nel comune di Vezzano.
Garbarini, non comune, è diffuso in Lombardia, Liguria e Piemonte. In Piemonte e Liguria è probabile che i cognomi Garbarini e Garbarino venissero usati in modo interscambiabile per indicare rispettivamente la globalità della famiglia (i Garbarini) od il singolo individuo (il Garbarino). La forma al plurale in - i è presente nel genovese (Genova, Rapallo, Rovegno e Rondanina) e nel savonese (Sassello ed Albisola Superiore) con nuclei nel basso Piemonte e a Torino. Il cognome lombardo Garbarini, invece, è tipicamente pavese. Diffuso da Vigevano (via Garbarini) a Voghera, da Redavalle a Santa Giuletta. Tenderei sostanzialmente ad escludere un nesso tra il ceppo pavese e quello ligure.
Garbarino (vedi Garbarini). Diffuso in Liguria (particolarmente nel genovese, dove è il primo cognome in ordine di frequenza nei comuni di Torriglia e Tribogna, ed a Rapallo, Montebruno e Chiavari) ed in Piemonte (principalmente nell'alessandrino, ad Acqui Terme e Pareto). Esistono numerose frazioni e località Garbarino e Garbarini in Liguria. Ad esempio Garbarino di Rovegno nel genovese e Garbarino di Sassello nel savonese. Un'origine toponomastica non è a mio avviso da escludere.
integrazioni fornite da Tullio Garbari
in dialetto trentino e veneto il
garbàr è il conciapelli; tant'è che a Pergine Valsugana (TN) esiste il Vicolo delle Garberie, dove un tempo c'erano appunto le botteghe dei conciapelli. Il termine deriva dal tedesco gerber, che significa, ovviamente, conciapelli.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Garbarino è un cognome diffuso a Genova e in due aree della Liguria, da Torriglia nell'entroterra fino al golfo del Tigullio (Rapallo), e da Mioglia sulle montagne savonesi fino ad Albisola. Riprende diversi toponimi, Garbarino fraz. di Rovegno in val Trebbia, Garbarini fraz. di Tribogna in val Fontanabuona, Garbarini località del com. di Mioglia, tutti da connettere con la voce del basso latino '
garbus' = 'cespuglio', che ha ispirato molti nomi di località nell'Italia settentrionale.

GARBATI

Presente a macchie di leopardo, ha un probabile nucleo nel genovese e nel cagliaritano, e forse un ceppo nelle Marche, potrebbe derivare dal nome in uso presso i Franchi Gerbert o dal germanico Gairbart, come pure potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo germanico harw (acerbo) o al tedesco medioevale garw (ornamento), potrebbe anche discendere dal nome celtico Garva.

GARBAZ

Assolutamente rarissimo è tipico dell'udinese, di origini slovene, dovrebbe derivare da un soprannome riferentesi ad un difetto fisico del capostipite originato dal vocabolo slavo g(a)rbec (gobbo).

GARBELLINI
GARBELOTTI
GARBELOTTO

Garbellini ha un ceppo tra il rovigoto ed il ferrarese ed uno tra il sondriese ed il bresciano, Garbelotti, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Garbelotto, che, molto raro, è specifico del trevisano, di Cappella Maggiore e Vittorio Veneto, questi cognomi dovrebbero derivare da ipocoristici di un soprannome originato dal termine veneto arcaico garbelo (sorta di bacinella utilizzata dall'orefice per raccogliervi la limatura dei metalli preziosi), forse ad indicare nel capostipite un lavorante presso un orafo, o l'orafo stesso.

GARBERI
GARBERO

Garberi è specifico dell'alessandrino, di Alessandria e Casale Monferrato, e soprattutto del pavese, di Sannazzaro de' Burgundi, Robbio, Mede, Voghera, Mezzana Bigli e Gambolo, Garbero, molto più diffuso, è proprio dell'area alessandrino, genovese, astigiano, savonese, in particolare di Spigno Monferrato, Alessandria ed Acqui Terme nell'alessandrino, e di Torino, di Genova e di Cairo Montenotte e Savona nel savonese, potrebbe derivare da soprannomi originati dall'italianizzazione del termine piemontese garbè (ventre, pancia) ed indicare forse nei capostipiti degli uomini grassottelli.

GARBIN
GARBINO

Garbin è decisamente veneto, Garbino, molto raro, è specifico della zona di Pozzuolo Del Friuli (UD), dovrebbero derivare da soprannomi legati al carattere garbato del capostipite, ma è pure possibile una connessione con il termine dialettale garbin (vento di libeccio), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Pirano nel 1500 con tal Piero Garbin quondam Zorzi da Piran, nell'area del Tagliamento nella seconda metà del 1600 con un certo Giovanni Garbin citato in un atto.

GARCIA

Molto raro, ma presente in tutt'Italia, sembrerebbe avere due ceppi, nel milanese e in provincia di Roma, è di chiara origine spagnola.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
diffusissimo in Spagna, il cognome è in realtà di origine basca. Contrariamente a quello che si crede non significa orso, ma è di derivazione toponomastica. Oltre che in Spagna e America centro-meridionale, Garcia è il primo cognome statunitense non anglosassone, ed è al 18° posto; in Francia è ugualmente 14°, primo tra i cognomi non francesi. verosimilmente questo cognome è destinato a aumentare il suo peso anche in Italia, considerando che l'immigrazione sudamericana è destinata a crescere.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
In realtà l'origine del cognome Garcìa è piuttosto oscura ai giorni nostri, sebbene effettivamente si tratti del cognome più diffuso in Spagna (esattamente come il cognome Rossi in Italia). Da una parte, innanzitutto, si pensa che Garcìa sia connesso alla toponomastica spagnola e, in particolar modo, al comune di Garcia, in provincia di Tarragona (nella comunità autonoma della Catalogna): in questo contesto, va notato che il paese di Garcia ha una storia molto antica e, dagli studi condotti, pare che l'area fosse già abitata in epoca pre-romana - ai tempi delle antiche popolazioni iberiche. A quest'ipotesi, però, va sicuramente aggiunta quella d'origine onomastica, dovuta cioè alla cognominizzazione del nome spagnolo
Garcìa, dal significato incerto: secondo gli studiosi si tratta di un antico nome basco o, in alternativa, iberico, la cui origine può essere rintracciata nel termine (h)artz, col significato di orso (altri, invece, sostengono che il significato sia quello di volpe). Nella storia spagnola, ad ogni modo, si possono citare moltissimi esempi di nobili dal nome Garcìa, trattandosi spesso di conti, duchi, reggenti e addirittura sovrani spagnoli: si pensi ai conti d'Aragona e re di Pamplona Garcìa I Sanchez di Navarra e Garcìa II Sanchez di Navarra (detto il Tremolante) o al re di Navarra Garcìa IV Ramìrez di Navarra (detto il Restauratore) o al primo re di Leòn Garcìa I di Leòn o ancora ai duchi di Guascogna Garcìa I di Guascogna e Garcìa II di Guascogna.

GARD

Gard è un tipico cognome valdostano specifico di Chatillon e Saint Vincent, potrebbe derivare dal francese Garde, cognome originato da un toponimo dell'area lionese, ma non si può escludere una derivazione dal nome e termine germanico Ward (guardia, sentinella).

GARDA

Garda è specifico della bassa bresciana, di Borgo San Giacomo, Orzivecchi e Brandico, dovrebbe derivare dal nome del lago di Garda, ad indicare una provenienza delle famiglie da quell'area, ma è pure possibile che possa trattarsi di un matronimico dall'aferesi del nome Ermengarda.

GARDELLA
GARDELLI
GARDELLO

Gardella ha un ceppo nella zona che comprende il genovese soprattutto, ma anche l'alessandrino, il pavese, il piacentino ed il parmense, con un ceppo anche nel ravennate e forlivese, Gardelli, meno comune, ha un ceppo nel parmense e nella zona che comprende il bolognese, il ravennate ed il cesenate, Gardello è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome provenzale Gardel, utilizzato anche nella regione pirenaica della Francia, o dalla sua latinizzazione Gardelius, o direttamente dal cognome francese Gardel da questi derivato.

GARDENGHI

Gardenghi è tipicamente emiliano, di Bologna, Imola, Medicina e Vergato nel bolognese, Di Ferrara e Vigarano Mainarda nel ferrarese, e di Massa Lombarda nel ravennate, dovrebbe derivare dal nome della località Gardengo di Fontanelice nel bolognese, forse luogo di provenienza dei capostipiti, ma potrebbe anche trattarsi di una forma etnica longobarda riferita a paesi come Guarda di Loiano o Guarda di Molinella nel bolognese o Guarda di Ro Ferrarese nel ferrarese, tutti prossibili luoghi d'origine dei capostipiti.

GARDI
GARDIN
GARDINETTI
GARDINI
GARDINO

Gardi ha un ceppo nel veneziano, uno tra bolognese, ferrarese e ravennate, uno nel perugino ed uno nel cosentino, Gardin è decisamente veneto, della zona che comprende le province di Padova, Venezia e Treviso, Gardinetti è quasi unico, Gardini è della zona che comprende le provincie di Bologna, Ravenna e Forlì, Gardino è piemontese, potrebbero derivare direttamente dall'aferesi, o tramite un diminutivo, semplice o composto, dal nome di origine franca Ansgard o Ermengard o Hildegard o dai nomi medioevali germanici Edgard o Liutgard o Madelgard o altri simili.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gardin è cognome veneto. Secondo Olivieri 160 deriva dal personale germanico
Gardin, Förstemann 600.

GARDINAZZI

Specifico del mantovano ai confini con la provincia di reggio Emilia, potrebbe essere l'aferesi di un soprannome derivato dal nome franco Ansgard o Ermengard o Hildegard o dai nomi medioevali germanici Edgard o Liutgard o Madelgard o altri simili.

GARDO
GARDOSI

Gardo è quasi unico, Gardosi è specifico del bolognese, potrebbero derivare dal nome medioevale Gardo probabile aferesi di nomi medioevali germanici come Edgard o simili (vedi GARDIN), ma potrebbero anche derivare dal fatto che il capostipite provenisse dal Monte Gardo nel riminese.

GARDON

Raro dovrebbe essere originario del veronese, una possibile origine è un soprannome originato dal toponimo Garda (VR).

GARDUMI
GARDUMO

Gardumi è specifico di Trento, Gardumo, assolutamente rarissimo, è del veronese, potrebbero derivare da un soprannome originato dai termini medioevali germanici a.a.t. gadum (stanza camera) o gadumil? (tesoriere), forse ad indicare l'attività di albergatore o di tesoriere svolta dai capostipiti, o anche dal termine gard (giardino) ad indicare nei capostipiti dei giardinieri.

GAREFFA
GAREFFI
GARREFFA
GARREFFI

Gareffa estremamente raro, sicuramente calabrese del reggino, ha una presenza anche nel cosentino, dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione del cognome Garreffa, che è tipicamente calabrese, con un ceppo nel reggino, a Locri, Molochio, Bovalino, Benestare, Gerace, Taurianova, Platì ed Antonima ed un piccolo ceppo anche a Praia a Mare nel cosentino, Gareffi e Garreffi, praticamente unici, dovrebbere essere una forma alterata del precedente, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome biblico Hareph, della tribù di Giuda e figlio di Caleb, nome che significa inverno, secondo un'altra ipotesi deriverebbero invece da soprannomi basati sul vocabolo dialettale calabrese garrifa (avena selvatica).

GARELLA
GARELLI
GARELLO

Garella è torinese, Garelli sembra avere oltre ad un nucleo piemontese-ligure nel cuneese, nel torinese e nella Liguria occidentale, anche un ceppo non secondario nel bolognese, Garello oltre al nucleo piemontese ligure dovrebbe averne anche uno nel vicentino, dovrebbero derivare dal nome franco Gariel derivato probabilmente dal celtico Gar o dal germanico Wari rimodificatosi in Gari e dal diminutivo in Garell. Tracce di questa cognominizzazione si hanno nel 1264, quando il vescovo Guido infeuda Bistagno nell'alessandrino alla famiglia Garelli, e poi, verso la fine del 1600, con Nicolaus Garellus, fisico personale dell'Arciduca Carlo.

GARETTI
GARETTO

Garetti, molto raro, sembrerebbe tipicamente emiliano in particolare nel modenese di Sassuolo e Modena, e di Piacenza, Garetto è decisamente piemontese, del torinese in particolare, di Torino, Strambino, Ivrea, Cercenasco e Caluso, e di Revigliasco d'Asti, dovrebbero derivare dal nome medioevale Garettus, che probabilmente a sua volta deriva dall'aferesi di un ipocoristico del nome Ongaro o Ungaro (vedi Ongari) che dovrebbe derivare dall'etnico di Ungheria, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in un Breve finis et refutationis dell'anno 1144 a Brescia: ".. Factum est hoc predicto die mensis, anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo quadragesimo quarto, indicione septima. Interfuerunt Milo qui dicitur de Cruce et Maseratus, filius Umberti qui dicitur de Celatica, et Bellottus, filius Prandonis qui dicitur Romediæ, et Garettus et Gerardus qui dicitur Magister et Oddo qui dicitur Lisignolus testes. ..".

GARFAGNINI

Garfagnini ha un ceppo tra spezzino, massese, lucchese, pisano e livornese, soprattutto a Pomarance nel pisano, a Seravezza e Pietrasanta nel lucchese ed a Carrara, si dovrebbe trattare di una forma etnica della Garfagnana, regione della provincia di Lucca compresa tra le Alpi Apuane e l'Appennino Tosco emiliano.

GARGANESE
GARGANESI

Garganese è specifico della Puglia, del barese e del brindisino in particolare, Garganesi è praticamente unico e dovrebbe esssere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare da forme etniche riferite ad un origine del capostipite dal promontorio del Gargano nel foggiano.

GARGEA

Gargea, quasi unico, dovrebbe essere di origini calabresi, della zona di Catanzaro, potrebbe derivare da un nome o soprannome grecanico basato su di un'alterazione del termine greco antico καρτεά kartea (tollerante), secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece dalla forma contratta del termine grecanico basato sul vocabolo greco antico καρχαλέα karkalea (aguzzo, appuntito).

GARGI

Assolutamente rarissimo, sembrerebbe bolognese, potrebbe derivare dal nome bizantino Gargius o dal nomen latino Gargilius; in una lapide del II° secolo d.C. si legge : "Gargilius Calventianus fl(amen) p(erpetuus)".

GARGIONI

Sembra avere quattro nuclei sulla via da Milano al ferrarese, attraverso il lodigiano e la provincia di Cremona, potrebbe derivare dal nomen latino Gargilius.

GARGIOLI
GARGIOLLI
GARGIULI
GARGIULLI
GARGIULLO
GARGIULO

Gargioli, molto molto raro, è specifico di Roma ed Ariccia nel romano, Gargiolli, assolutamente rarissimo, è tipicamente toscano del fiorentino, Gargiuli, assolutamente rarissimo, è anch'esso del romano, Gargiulli ha un ceppo a Civitavecchia nel romano, ed uno minore a Corigliano Calabro, Gargiullo ha anch'esso un ceppo a Civitavecchia, con buone presenze anche a Roma ed Anzio, ed un ceppo importante a Corigliano Calabro, di gran lunga il più diffuso è Gargiulo, proprio della fascia tirrenica che dalla provincia di Roma raggiunge il salernitano, con la massima concentrazione nel napoletano, nel casertano e nel salernitano, dovrebbero derivare tutti da modificazioni più o meno dialettali del nomen latino Gargilius, portato ad esempio da Quinto Gargilio Marziale nel I° secolo d. C.: "Quintus Gargilius Martialis quo tempore vixerit, docet Lampridius in Alexandro Severo c. 37. qui eius temporis scriptorem vocat...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Battipaglia (SA) in un'iscrizione murata sul muro dell'antica dogana ducale di Eboli ; "...MENS.S AUGUSTI 1697. D.ALONZO PEREZ DE ARACIEL P.M.C. VIDIT FISCUS. D. MICHAEL VARGAS MACHUCCA - LOCUS SIGILLI, FRANCISCUS ANTONIUS GARGIULUS PRO MAG.R ACTORUM. SOLVIT IUS REGISTRI...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gargiulo e Gargiuli sono un cognome lucano presente  a Matera, anche calabrese, napoletano e nel Salento; cfr. voce calabrese '
gargia' = 'bocca aperta'. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985. Altra ipotesi: deriverebbe da un termine longobardo che significa 'canapa' e quindi indicherebbe un commerciante di canapa.

GARIA

Garia, molto raro, è specifico della Sardegna sudoccidentale, di San Giovanni Suergiu e Perdaxius nell'iglesiente, dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del termine sardo arcaico galia (beato, felice).

GARIANO

Gariano è specifico di Catanzaro e di Marcellinara, Gimigliano e Tiriolo nel catanzarese, potrebbe trattarsi di un etnico dell'altipiano di Garian in Libia. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Oppido Mamertina nel reggino in un atto del 1664 dove, fra le suore di San Mercurio, lì elencate, figura anche una suor Antonia Gariano.

GARIBALDI
GARIBALDO
GARIBOLDI
GARIBOLDO
GARIBOTTI
GARIBOTTO

Garibaldi sembra di origine ligure, Garibaldo, assolutamente rarissimo, parrebbe ligure, Gariboldi ha origini nell'area coperta dalle province di Milano, Pavia, Lodi e Piacenza, Gariboldo, quasi unico, è piemontese, Garibotti è specifico di Genova e Chiavari, Garibotto è tipico di Sestri Levante  e Casarza Ligure nel genovese, derivano entrambi dal nome longobardo Garibaldus (dal germanico Haribald) di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medioevale sotto l'anno 983 a Cremona, dove in un cartula commutacionis si può leggere tra l'altro: "...Ad ec responderunt ipsi domnus Odelricus episcopus et Garibaldus iudex et advocatus dixerunt et profesi sunt: Vere cartula ipsa comutacionis quam in eodem iudicio ostensisti bona et vera est. ...".
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di tutti questi cognomi, in effetti, va ricercata nel nome medievale
Garibaldo, l'italianizzazione cioè del personale germanico Garibald, che, composto dagli elementi gari (lancia) e bald (audace, fiero), può essere tradotto come audace con la lancia. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

GARIBBO

Cognome estremamente raro, tipicamente ligure, probabilmente originario della provincia di Imperia, lo si trova già in atti risalenti al 1200, a Genova, in una scrittura di compravendita del febbraio 1273 si parla di un tal  Marino Carafico che a nome dei suoi soci e della sua galea, chiamata Bonaventura, compra da Giovanni Garibbo tanti canapi e sartie per soldi 50 per detta galea, che fa parte delle 14 allestite contro Manarola, e delle quali è ammiraglio Giacomo Squarzafico, Giovanni de Torrexella promette a Pasqualino Bontempo di andare in sua vece per rematore sulle galee, allestite contro Manarola, percependo soldi. 31.

GARIFFO

Gariffo è tipicamente siciliano, specifico di Palermo e di Corleone nel palermitano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine arabo harif (pioggia autunnale) forse attribuito come nome al capostipite nato in quel periodo.

GARIGLIO

Gariglio è tipico del torinese, di Torino, Moncalieri e Piobesi Torinese in particolare, con ceppi anche nel vercellese a Borgo d`Ale, si potrebbe trattare di una traslitterazione del cognomen latino Gargilius, citato ad esempio da Marziale in un suo epigramma: "Lingis, non futuis meam puellam // Et garris quasi moechus et fututor. // Si te prendero, Gargili, tacebis.", ma, molto più probabilmente, deriva invece dal nome franco Gariel e non si può escludere del tutto neppure una modificazione del nome gotico Goiaricus.

GARILLI

Garilli è tipico di Piacenza e provincia, dovrebbe derivare dal nome personale latino Garillius.

GARIMANNO

Garimanno, molto molto raro, è tipicamente piemontese, dell'alessandrino, di Gabiano in particolare, dovrebbe derivare dal nome germanico Garimann, che origina dalla fusione dei termini medioevali germanici gari (lancia) e mann (uomo), con il significato di lancere, secondo un'altra ipotesi quest'ultimo nome deriverebbe invece dalla fusione dei vocaboli wari (protezione) e mann (uomo), con il significato di protettore.

GARIMBERTI

Garimberti è decisamente emiliano, specifico di Reggio Emilia, Parma e, nel reggiano, di Bibbiano, Sant'Ilario d'Enza e Luzzara, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Garibehrt, composto dai termini gari (lancia) e behrt (illustre, luminoso), con il significato di illustre lancia o di lancia splendente, ma non si può escludere che possa invece derivare dal nome germanico Warinberht, composto dai termini medioevali germanici wara (protezione) e berht (illustre, luminoso), con il significato di illustre difensore.

GARINI
GARINO
GARRINI
GARRINO

Tipicamente settentrionali Garini è diffuso nella Lombardia meridionale, nel pavese, nel lodigiano, nel cremonese e nel mantovano, Garino è tipicamente piemontese, molto diffuso nel torinese, a Torino, Leini, Collegno, e Settimo Torinese, e nel cuneese, a Cuneo, Dronero, Bernezzo, Busca e Caraglio, con presenze anche in Liguria, Garrini, assolutamente rarissimo, è specifico del mantovano, Garrino è tipico di Torino e Chieri nel torinese, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome germanico Warin, o anche, in qualche caso, da una forma ipocoristica del nome medioevale longobardo Garo (vedi GARON), o di una forma apocopaica del nome sempre longobardo Gairulf.

GARIONI

Dovrebbe essere della zona al confine tra lodigiano e piacentino, potrebbe discendere dal cognomen latino Gavrus o dal suo derivato medioevale Garozzo, un'altra possibilità è la derivazione come aferesi del nome alto medioevale Berengario.

GARIPPA

Garippa è tipicamente sardo, di Fonni, Oliena, Orgosolo e Nuoro nel nuorese e di Oristano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale sardo basato sul termine garippa o garroppa (gorgo), probabilmente con riferimento alla località di provenienza del capostipite.

GARIS

Garis è tipicamente piemontese del torinese, di Moncalieri, Torino, Castagnole Piemonte e Pinerolo, dovrebbe derivare da un nome medioevale germanico basato sul termine medioevale germanico gari (lancia).

GARLANDA
GARLANDI
GARLANDO

Garlanda, molto molto raro, è tipicamente piemontese, dell'area vercellese e biellese, Garlandi, ancora più raro, sembrerebbe dell'alessandrino, Garlando, il più diffuso, è specifico dell'alessandrino, di Valenza, Casale Monferrato e Lu, sempre nel Monferrato, potrebbero in qualche caso derivare dal nome della località Garlanda di Verbania, ma l'ipotesi più probabile consiste in una derivazione dal nome germanico Garland, ricordiamo con questo nome un filosofo logico medioevale belga dell'undicesimo secolo: ".. Garlandus sensus cognoscit singularia, intellectus vero universalia, et horum sunt  ..".

GARLASCHELLI
GARLASCHI

Garlaschelli, così come Garlaschi sembrano essere originari della zona tra Milano e Pavia, dovrebbero derivare dal toponimo Garlasco nel pavese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
La concentrazione del cognome Garlaschelli si trova nella zona sud-orientale della Lombardia. E' una variante alterata dal ceppo "
Garlasco", nome di un paese in provincia di Pavia, che si può probabilmente identificare in attestazioni medievali quali "Carlasi", "Carlaxe" e "Carlasco", provenienti da un personale latino "Carrolus" o da un nome proprio germanico "Carolus". Il tutto con una variazione iniziale della "c" in "g".

GARLATE
GARLATI

Garlate è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione di Garlati che è comunque molto raro ed è specifico del nordmilanese, dovrebbe derivare dal toponimo Garlate (LC).

GARLET

Molto raro è tipico del bellunese, della zona di Santa Giustina e San Gregorio delle Alpi.

GARNERI
GARNERO

Garneri è tipico di Torino con un ceppo forse non secondario a Lumezzane (BS), Garnero è specifico del Péiemonte occidentale, cuneese e torinese, derivano dal nome medioevale Garnerus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1231: "...Hanc autem elemosinam et venditionem Petrus, filius dicti Garnerii, laudavit et approbavit, promittentes tam dictus Garnerus quam Petrus filius suus...".

GAROBBIO

Garobbio, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese, dovrebbe derivare da un soprannome, originato dalla presenza, nel luogo d'abitazione  del capostipite, di un carobbio, antica forma per indicare un  quadrivio, cioè un punto dove si incontrano quattro strade.

GAROFALI
GAROFALO
GAROFOLI
GAROFOLO

Garofali dovrebbe essere della provincia di Frosinone, Garofalo è diffuso in tutt'Italia, particolarmente al centro sud, Garofoli ha un ceppo nell'area centrale che comprende le Marche, L'Umbria ed il Lazio, con un ceppo anche nel genovese ed uno nel barese, Garofolo ha un ceppo nel romano ed uno nel veronese, una possibile derivazione, in qualche caso, è dal toponimo Garofali (CE) o da nomi di località simili e ormai scomparsi, l'origine prima sembra comunque essere il nome longobardo Gairulf o Garolf o un termine dialettale che significhi garofano, usato come soprannome.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Garofalo è cognome lucano presente a a Sala Consilina (ST), Accettura, Matera, anche calabrese, napoletano e nel Salento: deriva da alterazioni del vocabolo '
garòfano'. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.

GAROLFI

Dovrebbe essere originario della zona tra Milano Lodi e Cremona, deriva dal nome longobardo Gairulf o Garolf.

GAROLLI
GAROLLO
GARULLI
GARULLO

Garolli, quasi unico è trentino, Garollo è specifico di Levico Terme nel trentino, Garulli ha piccoli ceppi in Lombardia e nelle Marche, con due nuclei nel parmense e nel bolognese, e nel romano, Garullo, quasi unico, è presente ora solo nel latinense, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome medioevale longobardo Garo (vedi GARON), o da modificazioni del nome sempre longobardo Gairulf.

GARON
GARONE
GARONI
GARONIS

Garon, molto raro, è tipico del padovano, di Teolo, Abano Terme, Padova, Albignasego e Montegrotto Terme, Garone è tipico del salernitano, di Buonabitacolo, Sala Consilina e Montesano sulla Marcellana, mentre Garoni. estremamente raro, ha un piccolo ceppo tra verbanese e varesotto, uno toscano ed uno nel ravennate, Garonis, quasi unico, parrebbe piemontese, dovrebbero derivare dal nome longobardo Garo, Garonis di cui abbiamo un esempio negli Acta Longobardorum in una Charta Dotis dell'anno 710 a Treviso: "In nomine domini salvatori nostri Iesu Christi. regnante domno Ariperte re in Italia, anno decimo, indictione octava; feliciter. Beati sunt veri qui, dum in hanc brevi de istius seculi et mortali corpore commorantes, ut ad supernam et perpetuam vitam, quam Dominus noster diligentibus se repromise, festinare non desinat. Ideoque ego Alfredi cum Avuarde et Garo servi Christi et Sancto Petro et Sancto Paulo et Sancto Tehonisto monasterio, qui est constitudus in loco qui dicitur Civitatecla; in primmis ego Alfre de mea. proprietate pro mea peccata in ipsas sanctas locas sanctorum dono familias tres in vico ubi dicitur Piniano.. ..Ego Ticianus notarius rogatus ad Alfredi, Avuarde, Garone in hanc cartola scripsi et subscripsi".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Garone è cognome lucano presente a Maratéa, Matera, Sala Consilina e altrove; cfr. Garone monte in provincia di Bergamo,
Garon cognome in Francia. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.

GAROPPO
GARROPPO

Garoppo, assolutamente rarissimo, è piemontese dell'alessandrino, Garroppo, quasi unico, sembrerebbe meridionale, potrebbero derivare da alterazioni del nome germanico Garo, a sua volta derivato dal termine medioevale germanico a.a.t. garo (pronto, preparato, equipaggiato), con il significato di pronto alla vita.

GAROSCI
GAROSCIO

Garosci, quasi unico, sembrerebbe ligure, Garoscio ha un ceppo nell'imperiese a Dolceacqua, dovrebbe derivare da un nome di località basato sul termine francese jarosse (una particolare specie di pisello di cui sono ricchi alcuni pascoli).

GARRE
GARRE'

Garre, quasi unico, è del genovese, Garrè ha un ceppo a Motta Visconti nel milanese ed uno a Savignone, Genova e Busalla nel genovese, dovrebbero derivare dal nome del paese di Garre, una frazione del comune di Niella Tanaro nel cuneese, ma potrebbe anche derivare da un soprannome basato sul termine arcaico francese garret (pratica di alternanza nelle colture con periodi di riposo, maggese), una terza ipotesi lo fa derivare da un termine preligure gar (roccia scoscesa, scarpata), caratterizzando forse la tipologia del luogo di provenienza del capostipite.

GARRO
GARRONE
GARRONI

Garro è un cognome che ha un ceppo nel cuneese ed uno piccolo nel padovano ed è abbastanza diffuso anche  nel meridione, con un piccolo ceppo nel barese, uno nel cosentino ed uno molto più consistente nel catanese e soprattutto nel siracusano, Garrone è molto diffuso in tutto il Piemonte ed in Liguria, Garroni invece ha un ceppo a Ravenna ed uno a Roma, in molti casi potrebbero derivare dal nome longobardo Garo, Garonis (vedi GARON), o anche da toponimi come Garrone di Rossiglione nel genovese o Garroni di Roccaverano nell'astigiano, potrebbero in qualche caso anche derivare dal nome /cognome francese Garnaud a sua volta derivato dal nome germanico Warinwald composto da warin (difensore, guerriero) e wald (governo, legge) nel senso di difensore della legge, ma non si può escludere che sia possibile una derivazione da ipocoristici di nomi di località individuabili dal termine di origine preindoeuropea garros (luogo scosceso, arroccato in cima).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GARRONE: cognome diffuso soprattutto in Piemonte, in ben 190 Comuni: Torino 276, Asti 57, etc. Per ovvi motivi facciamo derivare il cognome piemontese dal celtico
garra, più che dal catalano garrò (vedi CARRONE), nel significato di garretto, ovvero la parte posteriore della caviglia nell'uomo, o regione anatomica dell'arto posteriore dei mammiferi, che ha come base scheletrica le ossa o gli ossi del tarso.

GARRUBA
GARRUBBA

Garruba è specifico di Crotonei nel crotonese, Garrubba è specifico invece di Melissa, sempre nel crotonese, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale  garruba (carruba), il frutto prediletto degli asini, probabilmente ad indicare che il capostipite ne fosse un allevatore o un conduttore.

GARRUCCIO
GARRUCCIU

Garruccio, estremamente raro, sembrerebbe avere presenze nel cagliaritano e nel pisano, Garrucciu è tipicamente sardo, ha un piccolo ceppo a Quartu Sant'Elena e Cagliari nel cagliaritano, ma la maggior diffusione è nel settentrione dell'isola, a Sassari, a Olbia ed a Tempio Pausania.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GARRUCCIO; GARRUCCIU:
garrucciu, è la variante del nord Sardegna di carrucciu = piccolo carro, carretto per bambini, etc. (vedi il cognome Carrucciu), come anche garru è la variante di carru = carro, dal latino carrus = carro da trasporto merci a 4 ruote. Come cognome non l'abbiamo trovato negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna, da noi consultati. Il cognome Garrucciu è attualmente  presente in 19 Comuni italiani, di cui 12 in Sardegna: Olbia 40, Sassari 30, Tempio 20, etc. Il cognome Garruccio è presente in 12 Comuni italiani, di cui 4 in Sardegna: Quartu S.E. 6, Badesi 5, etc.

GARRUTI
GARUTI
GARUTTI

Garuti è tipico del modenese e bolognese, Garruti. molto raro, è del reggiano, Garutti è specifico della zona al confine tra modenese e ferrarese, dovrebbero derivare dall'aferesi di nomi germanici come Edgar, Fredegar, Liutgar, e simili, o più probabilmente da nomi tardo latini come Garutius di cui abbiamo tracce in epoca longobarda in una Cartula da Garutio in Terentio.
integrazioni fornite da Paolo Garuti
Non solo nomi tardolatini infatti in Tacito
Historiae I,7 si legge "...Forte congruerat ut Clodii Macri et Fontei Capitonis caedes nuntiarentur. Macrum in Africa haud dubie turbantem Trebonius Garutianus procurator iussu Galbae, Capitonem in Germania, cum similia coeptaret, Cornelius Aquinus et Fabius Valens legati legionum interfecerant antequam iuberentur.".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Garuti è ben rappresentato a Modena, a Carpi e a Mirandola. A Finale Emilia e a Modena troviamo anche la variante Garutti. È il personale latino
Carutus/Garutus giunto fino a noi. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GARSIA

Molto raro sembrerebbe avere due ceppi, in provincia di Roma e nell'isola di Pantelleria, è di chiara origine spagnola.  esempio di questa cognominizzazione la troviamo a Roma nel 1600 con il Cardinale Vicario Generale della Curia Romana Giovanni Garsia.

GARUCCIO
GARUZZI
GARUZZO

Garuccio ha un piccolo ceppo a Caulonia nel reggino ed uno a Trapani ed Erice nel trapanese, Garuzzi, estremamente raro, ha presenze nel bresciano e nel leccese, Garuzzo, molto raro, ha qualche rara presenza tra cuneese ed astigiano ed un piccolissimo ceppo a Genova, dovrebbero derivare da varie forea ipocoristiche, anche dialettali del nome longobardo Garo o del nome germanico Gari, una forma italianizzata del nome Wari.

GARUFFI
GARUFFO
GARUFI
GARUFO

Garuffi, rarissimo, è specifico del riminese, Garuffo, estremamente raro, sembrerebbe del bresciano, Garufi ha un nucleo tra messinese e catanese, Garufo ha un ceppo genovese ed uno siciliano, tra le province di Palermo, Agrigento e Caltanissetta, dovrebbero tutti derivare dal nome longobardo Gairulf da cui è derivato il germanico Warulf quindi Warulfus e poi Garulfus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Garufi è cognome siciliano che deriva dall'arabo '
qarūf' = duro, crudele.

GARZA
GARZELLI
GARZI
GARZILLA
GARZILLI
GARZILLO
GARZINI
GARZINO
GARZO

Garza, abbastanza raro, sembra essere bresciano, Garzelli, altrettanto raro,  potrebbe essere di origine barese, Garzi sembra invece specifico dell'aretino e perugino di Cortona soprattutto, con un ceppo anche a Roma, Garzilla, apparentemente unico, sembrerebbe del latinense, Garzilli ha qualche presenza nel frusinate ed un ceppo in Campania a Napoli e Sorrento nel napoletano ed a Solofra nell'avellinese, Garzillo ha un ceppo a Roma, uno campano a Napoli e Pozzuoli nel napoletano, a Salerno, Nocera Inferiore ed Eboli nel salernitano ed a Santa Maria Capua Vetere nel casertano, ha presenze nel potentino ed un ceppo a Barletta nel barese, Garzini è assolutamente rarissimo, Garzino parrebbe piemontese, in particolare del cuneese, Garzo ha un piccolo ceppo nell'imperiese, uno a Napoli, ma il ceppo principale è nel reggino a Seminara, Palmi e Sant`Eufemia d`Aspromonte,  potrebbero derivare da un soprannome, anche dialettale, legato al mestiere di cardatore o di lavorante tessile, da Ludovico Antonio Muratori nella Dissertazione Di molte voci Italiane, delle quali si cerca l'origine: "...In Lombardia carduus sylvestris, si chiama garzo, sgarzo, onde sgarzare il panno....", ma è abbastanza sostenibile anche l'ipotesi del soprannome divenuto nome e quindi cognome come possiamo già riscontrare nell'anno 1128 a Milano nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale: "Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi milleximo centeximo vigeximo octavo, mense novembris, indictione septima. Placuit atque convenit inter Bombellum, filium .. .. et Ardericum qui dicitur Garzo, de civitate Mediolani, vicini et scolarii ecclesie Sancti Alexandri...".

GARZARI
GARZARO

Entrambi veneti, Garzari è quasi unico e dovrebbe trattarsi di errori di trascrizione di Garzaro, che è specifico di Montecchio Precalcino nel vicentino e di Camposampiero nel padovano, potrebbero derivare da un soprannome veneto originato dal mestiere di garzatore (chi garza i filati o i tessuti) svolto dal capostipite.

GARZIA

Ha più ceppi, nel Salento, in provincia di Napoli, di Caltanissetta e in quella di Cagliari, deriva da un'italianizzazione del cognome spagnolo Garcia.
integrazioni fornite da Guido Massacci
I Garzia presenti attualmente a Cagliari potrebbero derivare da più ceppi distinti, di questi uno è proveniente da Ischia, arrivato a Cagliari nella prima metà dell 1800; l'altro proveniente dalla Liguria è arrivato a Cagliari verso la fine del 1700. Vi sono altre famiglie di cognome Garzia o Garcia presenti in Sardegna almeno dalla metà del 1600.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GARZIA; GARSIA; GARCIA:
sa gardzìa in lingua sarda, in tutte le sue varianti è la mimosa (acacia farnesiana), altrimenti detta gaggìa d'Egitto; in greco ακακία (acachìa). Ma anche nel Salento (Lecce) la garzìa è l'acacia farnesiana. Sia nella lingua sarda che nella variante salentina c'è la presenza di una "r" inorganica. Significato ed etimo del vocabolo spagnolo garcìa (come cognome, GARCIA, è il più diffuso in Spagna e tra i più diffusi in Sud America ed anche negli USA), si mostrano ancora nell'incertezza; a questo punto possiamo ipotizzarne la derivazione dalla "gaggìa d'Egitto", e quindi dal greco. Anche lo spagnolo presenta quindi la "r" inorganica, è pertanto probabile e storicamente attendibile( vedi più avanti le note storiche) che la voce sia arrivata dalla Spagna anche come cognome, almeno per quanto riguarda l'Italia meridionale e la Sardegna. È inoltre probabile che il cognome nel centro nord dell'Italia sia arrivato dal Sud, se non direttamente dalla Spagna. Troviamo il cognome anche nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora LPDE, del 1388 figura un certo, Garcìe Benedictus, ville Algueri, (*** Ville Algueri.odierno Alghero. Camella Bernardus, Bos Franciscus, Ferret Anthonius sindici, actores et procuratores.et nos, superius nominati: Serra (de) Thomas, major camere; Pancie Comita, sub cancellarius; Caso Anthonio procuratores.et singulos homines civitatum Sasseri et Ville Ecclesiarum ac loci Telluri et locorum Mole de Posata et Iscle de Galtelì ac Contrate de Baronia .et ego De Vieri Jacobus praedictus tutor et curator datus et etiam adsignatus nobili Mariano filio (di Eleonora e Brancaleone Doria). Fideiussores Donnum De Villa Gonnarium et Donnum Musca Bartholomeum, cives Aristanni. Presentibus: Marinella Torbino, Polvirella Anthonio, Sirgo Barçòlo, civibus Aristanni. In die vigesima mensis Januarii, anno millesimo CCCLXXXVIII (1388). Sempre tra i firmatari della Pace di Eleonora (1388) figura un certo Carsìa Anthonius, ville Sasseri. ** Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII - 1388.
Nella storia della Sardegna medioevale ricordiamo: Garcìa Fernandez, Giovanni - spagnolo - Nominato fiscal del tribunale del Santo Uffizio, per il regno di Sardegna nel 1657. ebbe poi l'incarico di Inquisitore nel luglio del1660: nello stesso anno morì a Sassari. Garcìa fra' Giovanni, abate del monastero cirtecense di Santa Maria Rueda, diocesi di Saragozza; nominato nel 1467 vescovo di Santa Giusta, diocesi oggi scomparsa, che tenne per 10 anni. Garcìa Paolo, di origine spagnola, nominato Inquisitore per il regno di Sardegna, nel 1600. Non sappiamo se effettivamente venne nell'isola(Di. Sto. Sa. di  F.  C. Casula). Garsìa fra' Giovanni,vescovo dal 1496 al 1501 della Diocesi, oggi scomparsa di Castra nel regno di Sardegna. Era monaco benedettino del monastero di San Fluvià in Catalogna. Garsìa fra' Giovanni, vescovo dal 1439 al 1444 della diocesi di Ales, allora di Usellus - Ales, oggi di Ales - Terralba, nel regno catalano - aragonese di Sardegna, frate domenicano di Saragozza. Garsìa Pietro, vescovo della diocesi di Usellus - Ales, dal 1484 al 1490, spagnolo di Valenza (Di. Sto. Sa di F. C. Casula). Garzìa Fuliadu, personaggio delle "False Carte di Arborea", Donnu della corte Oristanese e capo della congiura preparata contro il giudice Ugone III. Garzìa Gerolamo, eletto vescovo della Diocesi di Bosa nel 1588 da papa Sisto V° . Prima di sbarcare in Sardegna la nave sulla quale viaggiava, naufragò: il suo corpo fu ritrovato in una delle spiagge della Nurra. Fu sepolto con tutti gli onori a Sassari, dietro ordine dell'arciprete Giovanni Francesco Fara (storico della Sardegna, autore del "in Sardiniae Chorographiam" e del "De Rebus Sardois": opera alla quale facciamo spesso riferimento in questa nostra indagine). Garzia fra', eletto vescovo della diocesi di Sulcis (oggi Iglesias - Tratalìas), nel 1447,  frate francescano, di origine spagnola. Attualmente il cognome Grazia è presente in 232 Cpmuni italiani, di cui 6 in Sardegna: Cagliari 40, Quartu 20, Bosa 5, Assemini3. nella penisola è la provincia di Lecce, appunto nel Salento, quella in cui ha maggior diffusione il cognome. Il cognome Garsìa è presente in 39 Comuni italiani, assente in Sardegna. Il cognome Garcìa è presente in 91 Comuni italiani, assente in Sardegna.

GARZIERA
GARZIERI
GARZIERO

Garziera è tipico dell'area vicentino, padovana, di Sandrigo nel vicentino e di Padova, Garzieri e Garziero, quasi unici, sono probabilmente il frutto di errate trascrizioni del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine dialettale vicentino arcaico garzièr (cardatore, l'addetto alla cardatura dei filati), probabilmente motivato dal fatto che il mestiere del capostipite fosse appunto quello di cardare i filati.

GARZIONE
GARZON
GARZONE
GARZONI

Garzione, assolutamente rarissimo, è del salernitano, Garzon sembra specifico del veronese, nella zona di Zimella e in quella di Cerea, con un ceppo nel veneziano vicino alla foce del Tagliamento al confine con l'udinese area di Malafesta nel veneziano, Garzone ha un ceppo nel napoletano ad Acerra e Napoli, uno ad Irsina nel materano ed uno ad Altamura e Bari nel barese, Garzoni è tipico del bresciano, dovrebbero derivare dal nome e soprannome medioevale Garzonus, di cui abbiamo un esempio d'uso in una Carta venditionis del 1187 a Milano: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo septimo, quinto decimo die madii, indicione quinta. Constat nos Marchixium qui dicor Garzonus et Belvisum, iugales, et Guilielmum, filium suprascripti Marchixii, et Tarasconam, coniugem prefati Guilielmi, suprascripto namque Marchixio consentiente illi Guilielmo filio suo et prefate Belvisio coniugi sue, et ipse Guilielmus illi Tarascone consensit ...", o da un soprannome dialettale, è pure possibile che derivino dal nome del Monte Garzon vicino a Tregnago nel veronese.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia nel 1400 con l'archiatra pontificio Bernardus Garzonus e poi con suo figlio Johannes Garzonius illustre umanista, nel 1600 nel ravennato troviamo Thomas Garzon de Bagnacaballo.
integrazioni fornite da Dr. Marco Pavia
Garzon deriva dal toponimo Garzon paese dei monti Lessini, val D'alpone, una delle roccaforti dei Cimbri, proprio quelli sterminati (ma non totalmente ) dalle Legioni Romane del Console Mario, famoso attualmente è il giudice spagnolo Garzon.
integrazioni fornite da Franco Garzon
Il toponimo Monte Garzon deriva probabilmente dal longobardo
Guard zone, ovvero luogo di guardia, in quanto da esso si dominano la Val d'Illasi, la Val d'Alpone e la Padania veneta; inoltre nelle prospicienti montagne di Velo Veronese ci sono la Malga Garzon di sopra" e la Malga Garzon di sotto.

GARZISI

Garzisi, assolutamente rarissimo, è tipico del teatino, di Calenza sul Trigno in particolare, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione del cognome slavo Garzis, secondo un'altra ipotesi si tratterebbe invece dell'italianizzazione di una variante del cognome spagnolo Garzia.

GASCO

Specifico del basso cuneese ha forse un ceppo anche nel Monferrato, potrebbe derivare dal nome basco Gasko, ma è possibile pure che derivi dall'aferesi di nomi relativi a toponimi ormai scomparsi.

GASPA

Gaspa è tipico della provincia di Sassari di Osilo in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale sardo gaspa (mano), ma è pure possibile che si tratti di una forma tronca del nome Gaspare, secondo alcuni deriverebbe da un alterazione del termine gallurese gastà (sciupare).

GASPARETTI
GASPARETTO
GASPARI
GASPARINI
GASPARINO
GASPARONI
GASPAROTTI
GASPAROTTO
GASPARRI
GASPARRINI
GASPARRINO
GASPARRONE
GASPARRONI
GASPARUCCI
GASPERI
GASPERINI
GASPERINO
GASPERONI

Gasparetti ha un ceppo lombardo nella fascia che comprende il varesotto, il milanese, il bergamasco ed il bresciano ed un ceppo più consistente nell'anconetano, Gasparetto è tipicamente veneto, molto diffuso nel trevigiano, ma con presenze interessanti anche nel padovano e rovigoto e meno significative nel veronese, vicentino e veneziano, Gaspari è diffuso al centro nord, Gasparini è diffuso in tutto il centro nord, Gasparino parrebbe specifico di Genova, dell'alessandrino e del savonese, Gasparoni ha un ceppo tra veronese e vicentino ed uno nell'anconetano, Gasparotti ha un ceppo nel bresciano ad Iseo e Vezza D`oglio ed un ceppo a Carrara (MS), Gasparotto è tipico dell'area veneto, friulana, soprattutto del vicentino, trevisano e pordenonese, Gasparri più presente nella fascia centrale, in Emilia ed in Toscana, con forse un ceppo nel milanese, Gasparrini ha un ceppo nel fiorentino, uno nell'area che comprende il perugino, l'anconetano, il maceratese ed il Piceno, ed uno nel romano, Gasparrino, assolutamente rarissimo, parrebbe del casertano, napoletano, Gasparrone è praticamente unico, Gasparroni sembra essere specifico dell'area litoranea adriatica che comprende l'anconetano, il maceratese, il Piceno, il teramano ed il pescarese, Gasparucci, estremamente raro, è specifico dell'area pesarese, Gasperi sembra originario del trentino, Gasperini è diffuso in tutto il centro sud, Gasperino è quasi unico, Gasperoni ha un grosso nucleo romagnolo tra ravennate, forlivese e riminese ed un ceppo romano, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, ed eventuali modificazioni dialettali, dal nome tardo latino Gaspar o Gasparus, di origine ebraica o più propriamente levitica. Del cognome Gasparini si hanno tracce già dal 1300, in un atto redatto in Bergamo nell'anno 1392 si legge: "In Christi nomine amen. Die ultimo mensis iunii millesimo trecentesimo nonagesimo secundo, indictione quintadecima in quadam pecia terre iacentis in territorio de Filacho districtus Pergami, ubi dicitur in Donazana que est iuris ecclesie domine Sancte Marie de Donazana cui choeret a mane, sive ab una parte heredum domini Lodoyci de Garganis, a meridie sive ab alia parte suprascripte ecclesie domine Sancte Marie, a sero sive ab alia parte via, a montibus sive ab alia parte paschullum communis de Madone; presentibus testibus Iohanne filio quondam Iacobi de Concerolis de Bonate cive Pergami; Iohanne dicto Zanarino filio quondana Pezoli de Albrigonibus de Chiniolo, Iacobo filio quondam Alberti de Valsecha de Valdimania ambobus habitatoribus de Filacho et Tomaxino filio Gasparini de Muzzo cive Pergami, omnibus pergamensibus, qui assemertun se cognoscere infrascripturn Lombardum de Albertonibus, Petrum de Obertachis, Simonem de Obertachis et Antonium et Iohannem fratres de Madone et Bonomum Mini et me notarium..... ".

GASTALDELLI
GASTALDELLO
GASTALDI
GASTALDIN
GASTALDINI
GASTALDO
GASTAUDO
GASTOLDI

Gastaldelli, molto raro, è tipico del veronese, Gastaldello è specifico dell'area che comprende il vicentino ed il padovano, Gastaldi e Gastaldo sono diffusi in Liguria, Piemonte, Lombardia occidentale e Veneto, Gastaldin, molto raro, ha un ceppo a Vedelago e Morgano nel trevisano ed a Portogruaro nel veneziano, Gastaldini, quasi unico, sembrerebbe del sondriese, Gastoldi sembrerebbe tipico del bergamasco, Gastaudo ha un piccolo ceppo nell'imperiese ed uno a Torino e nel cuneese, derivano, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche o dialettali, da soprannomi originati dal vocabolo medioevale gastaldo, a sua volta derivato dal termine longobardo gastald, dignitario longobardo dagli ampi poteri civili e militari, che originariamente aveva il significato di amministratore territoriale eletto dal Re che gli affidava poteri civili, militari e giudiziari ed è poi diventato sinonimo di amministratore di città o di proprietà terriere  Di questa cognominizzazione si hanno tracce ad esempio in un atto del 1191 conservato a Milano negli Archivi di San Lorenzo, in cui si legge: "..Quintadecima petia item campus dicitur in Baraciola, a mane monasterii Lantaxii, a meridie Marchesii Caponi, a sero Guilielmi Grassi, a monte Alberti Gastaldi, pertice due et tabule decem octo...".

GASTI

Sembra avere le sue radici nell'alessandrino, potrebbe derivare dal nome medioevale germanico Gastne.

GATELLI
GATTA
GATTELLI
GATTI
GATTINI
GATTINONI
GATTONI

Gatelli ha 3 ceppi, uno nel milanese, lodigiano e pavese, uno nel bresciano ed uno nel forlivese, Gatta ha un ceppo nel bresciano, ed un grosso nucleo nell'area che comprende l'aquilano, il Lazio, la Campania, il potentino, il foggiano ed il barese, Gattelli ha un ceppo tra ravennate e forlivese ed uno, forse non secondario, nel milanese, Gatti è in tutt'Italia isole escluse, con massima concentrazione in Lombardia, Gattini ha un ceppo nel massese, uno tra mantovano e ferrarese ed uno tra anconetano e perugino, Gattinoni dovrebbe essere originario del lecchese, Gattoni ha 3 ceppi, uno tra novarese e varesotto, uno nel milanese ed uno nel piacentino, ma esiste forse anche un probabile piccolo nucleo nelle Marche ai confini con la provincia di Rimini, dovrebbero tutti derivare da soprannomi legati o a caratteristiche comportamentali, o a episodi che avevano a che vedere con dei gatti oppure originati da toponimi quali: Gatta (RE), Gattaia (FI), Gattaiola (LU), Gatteo (FO), Gattico (NO), Ponte della Gatta (NA) o i molti altri contenenti la radice Gatto, ecc.
integrazioni fornite da Giancarlo Mainardi
il cognome Gatti Comini è composto  da Gatti, assai diffuso in Lombardia, e dall'identificativo Comini che designava una compagine familiare composta da una decina di elementi, i quali erano affittuari intorno al 1600 dei fondi agricoli del Collegio Ghislieri nelle campagne di Gerenzago (PV). Poiché le famiglie Gatti erano numerose, gli affittuari dei fondi Ghislieri, per distinguersi dagli omonimi della comunità rurale, assunsero il nome della roggia denominata Comina che attraversava i fondi agricoli da loro coltivati. Roggia che ancora oggi esiste con questo nome e attraversa Gerenzago. Da allora i Gatti Comini iniziarono a far battezzare i nuovi nati con il cognome Gatti Comini che così si cristallizzò. (Fonti: tradizione orale di un Gatti Comini, 1975.)
integrazioni fornite da Antonio dell'Aquila
La nobile famiglia Gattini originaria di Matera è documentata ininterrottamente dal decimo secolo. Fu Investita del titolo comitale e vestì l'abito di Malta. In Matera sono numerose le testimonianze della Famiglia (Palazzo Gattini, a fianco della Cattedrale romanica; stemma della famiglia, in un altare della cattedrale sul lato destro; Fondo documentale Gattini donato alla Biblioteca Nazionale di Matera; etc.).

GATT

Gatt, quasi unico in Italia, è di origini maltesi, risale almeno al 1350 e dovrebbe derivare dal nome longobardo Hatto (vedi GATTO) ed essere un ramo cadetto dei Gatto piemontesi; nel 1300 a Gozo (un'isola di Malta) troviamo il Barone Cicco (Francesco) Gatto, titolo concesso a Messina dal giovane Ludovico d'Aragona Re di Sicilia e Malta per meriti acquisiti da Cicco Gatto per aver egli sedato a Gozo una rivolta contro la Casa d'Aragona.

GATTABRIA

Gattabria, specifico del cosentino, dovrebbe essere di origine arbëreshë, ma potrebbe anche forse derivare da un'alterazione del cognome slavo Katarba.

GATTAMORTA

Gattamorta ha un ceppo a Cesena, Ravenna e Cervia nel ravennate ed uno a Roma, potrebbe derivare da un soprannome originato dal modo di comportarsi del capostipite, portato a fingersi ingenuo e condiscendente, il termine gatta morta deriva da una favola di Esopo (I topi campagnoli e il gatto appeso) in cui un gatto si fingeva morto per far si che gli ingenui topolini gli si avvicinassero senza timore per poterli poi catturare e divorare.

GATTARA
GATTARI

Gattara, assolutamente rarissimo, sembra del parmense, Gattari è abbastanza rario ed è tipico del maceratese, dovrebbero derivare da nomi di località come Gattara frazione di Casteldelci (PU) nel Montefeltro e di Pennabilli.
integrazioni fornite da Giuseppe Gattari
Il cognome Gattari è concentrato nel maceratese, in particolare lungo le valli dei fiumi Chienti (Tolentino, Morrovalle) e Potenza (Montelupone, Potenza Picena). La
gattaria, che era considerata medicamentosa e, come tale, utilizzata nello Stato Pontificio ed, in particolare, nella Roma papalina, veniva coltivata nelle valli sopra indicate ed esportata nella capitale. Gli addetti a tale coltura e alla sua commercializzazione erano chiamati Gattari.

GATTEI

Gattei è tipico della zona di Rimini e Savignano sul Rubicone nel cesenate, dovrebbe derivare dal toponimo Gatteo a Mare nel cesenate a sua volta derivato dal medioevale fundus Catei.

GATTEL
GATTOLINI

Gattel dovrebbe essere della zona tra trevisano e Friuli, di Oderzo, Spresiano e Fontanelle nel trevisano e di San Quirino nel pordenonese, Gattolini, estremamente raro, è della zona tra trevisano, pordenonese ed udinese, potrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, da un soprannome originato dal termine germanico gatte (sposo) o per rotacismo dal termine gatter (cancello), ma non si può escludere un'origine più antica dal termine gotico gatil[s] (adatto, idoneo), o da un ipocoristico dialettale derivato dal termine longobardo gathung (valoroso, prospero), un poco spinta sembrerebbe l'ipotesi che colleghi il cognome Gattel con una forma dialettale tronca del diminutivo Gattellus del cognomen latino Gatta, che sembrerebbe, ad esempio, aver dato luogo al toponimo romagnolo di Gatteo nel cesenate.
integrazioni fornite da Alberto Gattel
Gattel, raro e diffuso nelle province di  Pordenone e Treviso, è di origine ebraica e deriva dal termine tedesco
kittel (camice).

GATTINARA
GATTINARI

Gattinara estremamente raro ha un ceppo nel vercellese e pavese, dovrebbe derivare dal toponimo Gattinara (VC), casato nobile insignito del titolo di Marchese che esercitò nel periodo rinascimentale signoria sulla fertile pianura tra la Sesia, il Ticino ed il Po, Gattinari ha un ceppo originario nel tarentino ed uno nella zona di Tagliacozzo (AQ) dove si trova assieme ai Gattinara,   I Gattinara ebbero possedimenti e feudi nel leccese.

GATTO

Molto diffuso sia al nord, Piemonte, Liguria, Lombardia occidentale e Veneto, sia al sud, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Salento, dovrebbe derivare dal nome medioevale Gactus di cui si ha un esempio a Viterbo in un testamento del 1306: "...Nobilis vir dominus Visconte Gactus filius quondam domini Raynerii Gacti civis viterbiensis...", a Pisa nella seconda metà del 1200 troviamo certi Bectus Gactus, Guccius Gactus e Andreas Gactus citati in alcuni atti.
integrazioni fornite da Mario Gatto
Il cognome Gatto deriva dal Longobardo Hatto, che significava combattente, Hatto diviene Gatto tra il XI° e il XII° secolo. Il termine hadu nella lingua dei Goti significava combattimento, si può notare l'assonanza e somiglianza con l'Hatto longobardo. Il nome Atto o Hatto compare fra i longobardi tra VI° e XII° secolo, un Atto, Attone è duca longobardo, Hatto è presente in documenti del 742 a Spoleto e nel 773 a Rieti. Il cognome Gato / Gatto appare nella documentazione a partire dal X° secolo,  nel Codice Diplomatico Padovano, (vol. I, doc. n. 261), in data 15 gennaio 1080, leggiamo: " .. Johannes et Martino germanis del Gato qui profesi sumus ex nacione nostra lege vivere langobardorum. ", in un atto datato 25 febbraio 1153 scritto in Verona per i coniugi Azirigo detto Beto da Zevio e Navilia, di legge longobarda, è presente in qualità di testimone certo Michael Gandulfi de Gattho, nel Codice Diplomatico Veronese, (vol. II, pag. 413), in data 4 aprile 1291, troviamo la firma di un certo " ...Henrico Gato quondam Atonis de Bardolino et ... ".

GATTUSO

Tipico del reggino con un nucleo importante anche nel palermitano, deriva da vezzeggiativi del nome tardo latino Cattus: "...Aemathioque Vel quibus Ausonios Cattus spoliaverit ausis, spreverit et Latios Belgica terra Deos...", ma è pure possibile una derivazione dal nome longobardo Hatto (vedi Gatto).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gattuso è cognome calabrese e siciliano, viene dalla voce siciliana '
catusu' = condotto d'acqua, a sua volta dall'arabo 'qādūs.

GAUCCI
GAUZZI

Gaucci è molto raro ed è probabilmente originario dell'Italia centrale, Gauzzi potrebbe essere della zona tra Milano e Pavia, con un possibile ceppo in provincia di Perugia, dovrebbero derivare dal cognomen latino Glaucius.

GAUDENZI
GAUDENZIO

Gaudenzi ha un ceppo lombardo, uno tra la Romagna ed il pesarese, uno nel perugino ed uno nella provincia romana, Gaudenzio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, derivano dal nome medioevale Gaudentius di cui abbiamo un esempio in epoca longobarda in questo scritto dell'anno 740: "... Et Gaudentius quamuis indigno presbitero scriuere rogaui, et subter signa sancte croci feci, sub stipolatione sponsione sollemnique interposita. Actum Luca, regno et indictione suprascripta; feliciter.".

GAUDI
GAUDIA
GAUDIELLI
GAUDIELLO
GAUDINI
GAUDINO
GAUDIO

Gaudi, molto molto raro, sembrerebbe tipico del torinese, di Castellamonte e Caselle Torinese, Gaudia è unico, Gaudielli è unico e dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione di Gaudiello, che è specificatamente campano, del napoletano e del salernitano in particolar modo, Gaudini, molto molto raro, è del centro Italia, di Roma in particolare, Gaudino ha ceppi in Lazio a Roma, e nel latinense a Gaeta e Latina, un nucleo importante in Campania nel napoletano a Pozzuoli, Napoli, Torredel Greco, Ercolano, Portici, Frattaminore, Frattamaggiore, San Giorgio a Cremano e Casoria, nel casertano ad Orta di Atella e Mondragone, e nel salernitano a Pontecagnano Faiano e Nocera Inferiore, Gaudio è molto diffuso a Roma, in Campania nel casertano, nel napoletano e nel salernitano, nel barese e soprattutto nel cosentino, a Cosenza e Mendicino, ma con presenze significative anche a Longobardi, Dipignano, Fiumefreddo Bruzio, Rende, Castrolibero e Trebisacce, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome tardo latino Gaudius, Gaudia (piena di grazie e di bontà), di cui abbiamo un esempio in questo scritto della seconda metà del 1500: "...Antrorsum ante comites sederunt iustitiarii duo primarii, et capitalis baro scaccarii; ex altera parte barones duo, alii iustitiarii, Dalus et Fordus iuris civiles doctores; ad mensulam intermediam Pomphamus procurator regius, Egertonus sollicitator, Gaudius regius ad legem serviens, clericus coronae, et duo actuarii...", in alcuni casi potrebbe derivare dalla Gens Gauia anche se appare molto improbabile, è pure possibile, in alcuni casi, una derivazione dal toponimo Gaudi (AV).

GAUDIANI
GAUDIANO

Gaudiani è dovuto ad errori di trascrizione di Gaudiano, che sembrerebbe tipicamente lucano di Matera, con ceppi anche in Campania a Santa Maria La Fossa, Macerata Campania e Santa Maria Capua Vetere nel casertano, e Pagani, Albanella e Salerno nel salernitano, ed un ceppo anche a Foggia, dovrebbero derivare dal toponimo Gaudiano di Lavello nel potentino, ma è pure possibile che derivino direttamente dal nome Gaudianus spesso portati dai liberti di un Gaudius, nome di cui abbiamo un esempio in una registrazione del 1231 del tribunale imperiale di Federico di Svevia: "...denunciante Imperiali Curie Gaudiano servo quondam Guillelmi de Limata de Caserta, quod ipso Guillelmus a Domino Brictono et Benedicto fratre eius, filiis Domini Thomasii de Piczuto ...".

GAURI
GAURO

Gauri, assolutamente rarissimo, sembreerebbe bergamasco, Gauro, quasi unico, è del bellunese, potrebbero essere di origini austroungariche e derivare dal cognome austroungarico Gaura, ancora abbastanza diffuso, che potrebbe derivare dal termine a.a.t. gaahuun (rapido, tanto veloce da essere immediato).

GAUTERO

Specifico del cuneese, deriva dall'antico nome della Linguadoca Gautier.

GAVA

Tipico del Veneto orientale e del Friuli occidentale, dovrebbe derivare da nomi di località individuati dalla presenza di un canale o torrente, gava in lingua locale prelatina.

GAVAGNIN
GAVAGNINI

Gavagnin è specifico di Venezia, con ramificazioni anche a Spinea e a Portogruaro, Gavagnini è quasi unico, si potrebbe trattare di una forma ipocoristica originata dalla Gens Gavia, ben presente nel Veneto in epoca romana, o anche di un'alterazione dialettale del nome latino Gavinus, di cui abbiamo un esempio nell'antica Roma con il celebre Marcus Gavinus Apicius, noto per i pranzi luculliani da lui organizzati.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gavagnin è cognome veneto. Secondo Olivieri 239 viene dall'antico nome
Cavain/Gavain, dall'italiano antico 'cavagno/ gavagno' = 'cesto' (antico veneto 'gavagna' =  il contenuto di una cesta).

GAVARDI

Specifico dell'area compresa tra Bergamo, Lodi e Milano, deriva dal toponimo Gavardo (BS).

GAVAZZA
GAVAZZENI
GAVAZZI
GAVAZZO

Gavazza parrebbe tipico della zona tra alessandrino ed astigiano, Gavazzeni è specifico del bergamasco, Gavazzi è tipicamente lombardo, della zona che comprende il milanese, il bergamasco ed il bresciano con un ceppo anche nel pistoiese, Gavazzo, estremamente raro, parrebbe del genovese, potrebbero derivare da toponimi come Gavazzo o Songavazzo (BG), Gavazzana (AL), ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal vocabolo ormai in disuso gavazza, gavazzo (baldoria), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Vercelli nel 1600: "...Franciscus Gavatius in Cremonensi Orphanotrophio ab anno 1651 educatus, crescens de virtute in virtutem promeruit, ut in Somaschensi Congregatione solemniter proficeretur die 15 octobris 1675...." ed a Lodi sempre nel 1600 Alessandro Gavazzo risulta tra i nobili e ricchi possidenti locali.

GAVELLI

Gavelli è tipicamente emiliano, romagnolo, di Forlì in particolare e di Ravenna, Russi, Lugo nel ravennate e di Bologna, dovrebbe derivare dal nome dei paesi di Gavello nel ferrarese e nel modenese, toponimo abbastanza diffuso in tutta l'Italia settentrionale, derivando probabilmente dal termine celtico gablos (biforcazione, di un fiume o di una strada).

GAVELLO

Gavello è tipicamente piemontese, dell'astigiano, di Asti, Frinco e Camerano Casasco, con un ceppo anche a Torino, dovrebbe derivare dal nome del paese di Gavello, una frazione di Neive nel cuneese in prossimità del confine astigiano, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti; il nome del paese dovrebbe derivare dal termine dialettale di origini celtiche gavell (canale, corso d'acqua).

GAVI
GAVIO
GAVIOLI
GAVOTTI
GAVOTTO

Gavi è decisamente ligure, di Imperia e Genova, Gavio è tipico dell'alessandrino, di Castelnuovo Scrivia, Alessandria e Tortona, Gavioli è tipico della zona che comprende il veronese, il mantovano, il modenese, il bolognese, il ferrarese ed il rovigoto, Gavotti , molto molto raro, ha piccoli ceppi tra savonese e genovese e nel milanese, Gavotto è specifico del cuneese, di Mondovì, Roccaforte Mondovì e Chiusa di Pesio, tutti questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici in -ottus, dal nomen latino Gavius o dal suo ipocoristico Gaviolus, o dalla Gens Gavia, ben assestata nell'area mantovano, veronese, potrebbero anche derivare da toponimi come Gavi nell'alessandrino, sia direttamente che come etnici, ma è pure possibile che derivino direttamente  o tramite modificazioni dal termine germanico gawi (villaggio, contrada).

GAVIANI
GAVIANO

Gaviani è tipico di Rimini e provincia, Gaviano è tipico di Cagliari e del cagliaritano, con un ceppo anche a Seui nell'Ogliastra, dovrebbero derivare da forme prediali riferite alla Gens Gavia, cioè a capostipiti originari di terreni di un Gavius o al fatto di esserne dei liberti o comunque dei dipendenti liberi di ottenere il praenomen Gavianus.

GAVIN
GAVINI
GAVINO

Gavin, decisamente veneto, è tipico del padovano, Gavini ha un ceppo sassarese ed uno autonomo nella provincia di Roma, Gavino sembrerebbe ligure, ha un ceppo a Sanremo ed uno a Genova, derivano dal nome latino Gavinus, ricordiamo il patrizio romano, amministratore imperiale in Sardegna nel III° secolo, San Gavino Martire, in alcuni casi possono derivare dai toponimi riferiti allo stesso santo; tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale nel 1181 a Lonate Pozzolo: "...Interfuerunt ibi testes Guilielmus Gavinus, Petrus Piper, Ambroxinus Bozius...".

GAVIRAGHI

Specifico della zona di Agrate Brianza, Concorezzo, Monza e Vimercate nel milanese, potrebbe derivare dall'abitare il capostipite nelle proprietà di un certo Gavirius, nome tardo latino, il suffisso -ago in Gavirago, probabile nome di una località, starebbe appunto per terreni di Gavirio.

GAVIRATI

Assolutamente rarissimo, è tipico del milanese, deriva dal toponimo Gavirate (VA).

GAZANEO
GAZZANEO

Gazaneo è specifico di Castelluccio Inferiore nel potentino, Gazzaneo è specifico dell'area tra potentino e cosentino, di Senise, Genzano di Lucania e Francavilla in Sinni nel potentino e di Castrovillari, Praia a Mare, Aieta e Belvedere Marittimo nel cosentino, dovrebbero derivare da un soprannome basato su di un'alterazione del termine provenzale gazanha (terra a mezzadria) e starebbe ad indicare nei capostipiti dei mezzadri.

GAZIANO

Gaziano è un cognome tipicamente siciliano, originario dell'agrigentino, di Aragona in particolare, dovrebbe derivare dal nome latino Catianus o Gatianus, ricordiamo San Gaziano del III° secolo, Vescovo di Tours in Gallia, il culto di questo santo è pervenuto in Sicilia grazie ai Normanni.

GAZINEO
GAZZINEO

Gazineo, molto raro, sembrerebbe calabrese, originario del cosentino, Gazzineo, ancora più raro, è della zona tra Basilicata e cosentino, potrebbe trattarsi di forme alterate del cognome Gazaneo (vedi GAZANEO), potrebbero forse derivare dall'italianizzazione del cognome turco Gazine, di cui si hanno tracce anche in Albania, potrebbero anche derivare da un soprannome basato sulla radice di origine longobarda gazo (bosco, bandita di caccia), a sua volta derivato dal vocabolo longobardo gahagium (bosco, riserva o bandita di caccia), l'ultima ipotesi, non molto probabile, è quella di una derivazione da una forma etnica riferibile al nome del paese di Gazzo presente sia nel savonese che nell'imperiese.

GAZZA
GAZZE
GAZZI
GAZZO
GAZZONE
GAZZONI

Gazza ha un nucleo nel parmense ed uno nella penisola salentina, Gazze è quasi unico, Gazzi ha un ceppo tra milanese e pavese ed uno tra mantovano, veronese e rovigoto, con un ceppo secondario ad Aprilia nel latinense, probabile esito dell'emigrazione in funzione della bonifica Pontina, Gazzo ha un ceppo nel veronese, in particolare a San Giovanni Ilarione, uno a Genova ed a Mignanego nel genovese ed uno in Sicilia nel catanese a Catania, Mascalucia e Motta Sant'Anastasia e ad Agira nell'ennese, Gazzone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe ligure, Gazzoni ha un ceppo nel milanese, uno nel mantovano, uno nel bolognese ed uno tra forlivese e riminese, potrebbero derivare, direttamente o tramite forme accrescitive, dal nome di paesi come Gazzo presente nel parmense, nel mantovano, nell'imperiese, nel vicentino e nel padovano, come Gazzo Veronese, o altri simili, ma potrebbero anche derivare da un soprannome o, più probabilmente, da un nome medioevale come Ghezzo o Gazzo, o da una forma aferetica di un ipocoristico del nome Domenico o Domenigo.

GAZZALE

Gazzale, molto molto raro, è specifico del genovese, di Genova in particolare, potrebbe essere di origini toponomastiche e derivare dal nome del paese francese di Gazaille in Aquitania, ma è anche possibile che derivi da un soprannome di origini occitane con il significato di ragazzo, giovanotto, tracce di questa cognominizzazione le troviamo agli inizi del 1700 con l'architetto genovese Giovan Battista Gazzale.

GAZZARRI

Gazzarri è tipicamente toscano, di Volterra nel pisano in particolare e di Pomarance sempre nel pisano, di Cecina e Livorno nel livornese e di Empoli nel fiorentino, il cognome dovrebbe derivare dal nome del luogo d'origine dei capostipiti, che potrebbe essere stato il Monte Gazzarro in Toscana.

GAZZERA

Tipico del cuneese e torinese, dovrebbe derivare da un nome di località, probabilmente una cascina, come ne troviamo con questo nome, a sua volta derivata daò nome dell'uccello Gazza.

GAZZETTA

Di origine veneta, potrebbe derivare o da un soprannome  o da toponimi come Gazzo Padovano (PD), Gazzo Veronese (VR) o Gazzolo (VR).  Il cognome dovrebbe essere originario della città di Sant'Urbano (PD) e potrebbe anche derivare dal nome "gazetta" che nel 1578 indicava una moneta in uso nel padovano.  Nel 1433 il patronimico Gazzetta era gia presente, troviamo un Giacomo figlio di Antonio Gazetta nella provincia di Padova: "Giacobus Gazetta quodam Albertui", nel 1538 troviamo una Catarina Gazetta alla Corte di Francesco I° Re di Francia, tra le dame di corte di Caterina de Medici. c'è Catarina Gazetta che andò poi in sposa al Visconte de la "Motte au Groing". Piero Gazetta, ottiene nel 1538 una lettera di naturalizzazione firmata Francesco I° con l'autorizzazione reale ad avere dei beni in Francia. Antonio Gazetta ottiene nel 1545, da Caterina de Mèdici, una lettera di raccomandazione per il Duca De Medici di Firenze.
Notizie su gentile segnalazione di G. Gazzetta http://www.gazzetta-genealogus.nom.fr

GAZZOLA
GAZZOLI
GAZZOLO

Gazzola è dell'Italia settentrionale, con un forte nucleo tra Milano e Piacenza, uno nel Piemonte occidentale ed uno nel trevisano, Gazzoli sembrerebbe di origine bresciana, Gazzolo probabilmente è genovese. Questi cognomi potrebbero derivare da toponimi quali: Gazzola (PC), Gazzolo (VR)  ed altri simili.
integrazioni fornite da Sergio Brunetti, fotografo in Genova
relativamente al cognome Gazzolo si può far riferimento ad un etimo longobardo. Nel genovesato i longobardi si erano stanziati in numerose località una delle quali, oggi, si chiama Gazzolo e l'etimo del toponimo si fa derivare senza tema dal longobardo. Il cognome, quindi, può avere significative probabilità di ascendere da un etimo longobardo.

GEBBIA

Specifico del palermitano deriva dal vocabolo dialettale gebbia a sua volta derivato dal termine arabo gebihja ( vasca o cisterna).

GEISSA

Estremamente raro sembrerebbe della zona tra Gorizia e Trieste, potrebbe essere di origini germaniche e derivare dal toponimo Geissa (attuale Giesel) vicino a Fulda nella Germania meridionale, dell'esistenza di questo toponimo abbiamo questa riprova: "...Athanasius Kircher was born on May 2 in Geissa near Fulda in South Germany...", ma è pure possibile una derivazione slava, Geissa è un cognome presente in Croazia a Vodnjan, e Pula, ad esempio, ed anche in Polonia.
integrazioni fornite da Sasa Geissa
La cittadina vicino a Fulda si chiama Geisa e non Geissa (N.d.A. Geisa è in Turingia, Fulda è in Assia!). Il cognome Geissa non esiste in Polonia. Geissa viene usato soltanto come declinazione del cognome Geiss, Geissa è presente invece in Svizzera.

GELARDI
GELARDO

Gelardi ha un ceppo napoletano, uno palermitano a Palermo e Carini, uno a Paternò e Catania nel catanese ed uno a Sciacca nell'agrigentino, Gelardo è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gelardus o Gilardus, alterazioni del provenzale Heuillarde, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in un atto di donazione dell'anno 1094: "...hujus rei facientes donum in supradicta æcclesia Beati Martini, super sanctum altare ipsius sancti, testes advocati sunt : Warinus frater majoris ; Helgodus servus æcclesiæ ; Drogo nepos ejus ; Tetbaldus faber ; Gelardus de Gonissa." (vedi anche GHILARDI).

GELDANI

Cognome assolutamente rarissimo, presente solo a Melegnano

GELISI
GELISIO
GELOSIA

Gelisi, quasi unico, è del pordenonese, Gelisio, molto molto raro, è tipicamente veneto, di Mel nel bellunese in particolare, Gelosia, molto molto raro, è specifico del perugino, di Morsciano e Perugia in particolare, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso alterazioni, dal nome medioevale Gelisius, che non è altro che la latinizzazione del nome Gillespic di origini irlandesi.

GELLERA

Un ceppo nel milanese e nel lodigiano, uno in provincia di Novara, uno nel trevigiano, potrebbe derivare dal nome medioevale Ghelere o dal nomen latino Gellius.

GELMI
GELMO

Gelmi è tipico di bergamasco, bresciano e basso trentino, Gelmo, molto molto raro, parrebbe veneto, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gelmus, forma latinizzata contratta del nome germanico Wilhelm, tracce di questo nome le troviamo ad esempio nel 1500 a Lovere (BG) dove in un atto di vendita del 1525 compare un certo Gelmo fu Delaido Facheris di Castelfranco nella figura di venditore.

GELMINI

 Cognome specifico delle province di Brescia, Bergamo, Milano, basso Trentino e sponda veronese del lago di Garda, sembra avere un ceppo secondario tra Parmense, reggiano e modenese,  dovrebbe derivare dal nome medioevale Gelmino diminutivo di Gelmo (modificazione di Guglielmo). In un atto del 1512 a Bergamo, troviamo: "...heredi de domine Gelmino Benalio ...", in un atto del 1619 a Sondrio è citato un: "...Giovanni Pietro Morettus fu Gelmino...".  Circa la presenza già dal 1500 di questo cognome, possiamo citare a Mulazzano (MI) nel 1500 un Giovanni Gelmini che compose un libro di epigrammi e lodi e nel 1600 a Sacco (TN) il nobile Guglielmo Gelmini.
Stemma di sinistra originale (12 aprile 1788) inviatoci da Emanuele (de) Gelmini (von Kreutzhof)
Stemma di destra inviatoci da Giuseppe Francioso relativo ai Gelmini della Valcamonica

GELO

Molto raro, parrebbe avere più ceppi distinti, nell'agrigentino, nel torinese e, forse, nel brindisino, potrebbero derivare dal nome greco Gelo (colui che sorride) i ceppi meridionali, mentre il ceppo settentrionale potrebbe derivare dal nome germanico Gele.

GELOSA
GELOSI
GELOSINI
GELOSO

Gelosa è specifico del milanese e monzese, di Lissone, Monza, Desio, Muggiò e Milano, Gelosi ha qualche presenza in Lombardia, un ceppo a Ravenna ed a Forlì, un ceppo a Potenza Picena e Civitanova Marche nel maceratese, un ceppo a Terni ed uno a Roma, Gelosini è dell'area reggiana, di Rio Saliceto, Campagnola Emilia, Novellara e Reggio Emilia, Geloso è decisamente del palermitano, di Palermo, Giardinello e Montelepre, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite un ipocoristico, dal nome latino Gelosius o Gelosus, una forma alterata del nome Gelasius, portato ad esempio da un Papa nell'anno 496, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in uno scritto medioevale: "...Visitabant eum quotidie sancti viri , episcopus tunc Uzalensis, beatae memoriae Saturninus, et presbyter Gelosus, ac diaconi Carthaginensis ecclesiae ...".

GELSOMORO

Gelsomoro, quasi unico, di origine salentina, dovrebbe derivare dal nome della località leccese chiamata il Gelso Moro.

GEMELLARO

Gemellaro è decisamente siciliano, specifico di Messina, dovrebbe derivare dal nome del Monte Gemellaro sul versante sud dell'Etna, probabile zona d'origine del capostipite.

GEMELLI
GEMELLO
GIMELLI

Gemelli ha più ceppi, nel milanese e pavese, nella provincia di Genova, in Emilia e Romagna, in Calabria, nel napoletano e nel palermitano, Gemello, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nell'astigiano ed uno nel leccese, Gimelli ha un ceppo a Milano, uno a Genova e Loano nel savonese, uno a forlì, Cesena e Predappio nel forlivese, ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal nome latino Gemellus o Gimellus, di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide del III° secolo a Ravenna: "D(is) M(anibus). Iulio Eroti, vix(it) annis VI, T(itus) F(lavius) Gimellus, mil(es) cl(assis) pr(aetoriae) Mis(enensis), b(ene)m(erenti) fecit.", o anche nella Vita di Leone X° di Paolo Giovio: "...Sed dum Ranucius Martianus a Florentinis cum iusto prope exercitu circa Cortonam hosti opponeretur, Gimellus vir Gallus cum Camillo Vitellio ad Virginium in castra pervenit. Is cum regiis mandatis multam in stipendium pecuniam afferebat, hortabaturque Virginium, ut accepto auro, conductisque et instructis liberaliter copiis, in Apuliam maturaret, auspiciisque ibi Caroli regis...".

GEMENTI

Gementi, molto raro, è tipico di Mantova e del mantovano, e di Occhiobello nel rovigoto, di origini etimologiche oscure.

GEMI
GEMMI
GEMMO
GEMO

Gemi, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del piacentino, mentre Gemo è decisamente del vicentino, Gemmi ha un ceppo nel reggiano e nei vicini modenese, parmense e piacentino, ed un ceppo nel fiorentino, Gemmo è veneto, dell'area vicentino, padovana, di Montagnana nel padovano e di Noventa Vicentina e Campiglia dei Berici nel vicentino, dovrebbero derivare da forme dialettali contratte del nome medioevale Gelmo, o Gemmus, secondo altri potrebbe derivare da una forma contratta del nomen latino Geminius di cui abbiamo un esempio negli Annales di Tacito: "...Fine anni Geminius, Celsus, Pompeius, equites Romani, cecidere coniurationis crimine; ex quis Geminius prodigentia opum ac mollitia vitae amicus Seiano, nihil ad serium. et Iulius Celsus tribunus in vinclis laxatam catenam..." (vedi Gelmi), abbiamo un esempio antico di queste cognominizzazioni a Trento in un atto del 1525, dove leggiamo: "..Aldrigetus filius quondam ser Antonii de Gislimbertis de Trilaco civis Tridenti publicus imperiali auctoritate notarius; relevator scripturarum dicti quondam Angeli Costede, decretus per magnificum iuris utriusque doctorem dominum Vincentium Gemmum parmensem praetorem Tridenti,..".

GEMIGNANI
GEMIGNANO
GEMINIANI
GIMIGNANI
GIMIGNANO
GIMINIANI
GIMINIANO
ZEMIGNANI

Gemignani, Gemignani, tipicamente toscano, è tipico del lucchese, Gimignani è fiorentino, Gemignano e Gimignano, quasi unici, sono probabilmente solo una variante del precedente dovuta ad errori di trascrizione, Geminiani è tipico del ravennate, con ceppi anche nella vicina Imola ed a Pesaro, Geminiano, praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione, Giminiani, estremamente raro, potrebbe essere o marchigiano o abruzzese, Zemignani, molto molto raro, è tipico del lombardoveneto, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite alterazioni dialettali, da toponimi come San Gemignano (LU), San Gimignano (SI) o simili, ma è pure possibile una derivazione diretta dal nome medioevale Geminianus di cui abbiamo un esempio nel  Codice Diplomatico Longobardo in questo scritto dell'anno 720 a Lucca: "...Unde nos Teutpald cum germano meus, et Dommulum, Leonaci cum germano meo, seo et Aunuald, Uuilifrit, Maurinum, Teudoraci, Nandulum, Geminianum cliricum, Gudiscalcum, recorrentes nos omnis ad aula misericordie pro... ".

GEMMA

Gemma ha un ceppo nel mantovano, uno nello spezzino, uno nel napoletano, uno nel catanese, un grosso nucleo nel Lazio ed uno in Puglia, in particolare nel Salento, dovrebbero derivare dal nome medioevale tardo latino Gemma di cui abbiamo un esempio in quest'atto dell'anno 955 redatto a Cava dei Tirreni: ".. seu hominem nostrum, qui ibidem fuerit ad omnem suum spendium, et sortionem nostra de nominatum vinum illis nobis adduceret, usque dum illud posuerimus infra nominatum locum nuceria. nam si infra predictum constitutum, predicta Gemma uxor mea fuerit defuncta, et nos vel nostris heredes terra ipsa recolligere voluerimus, licentiam habeamus illam ad nostram recolligere potestatem ..".

GEMMITI

Cognome diffuso esclusivamente nel Lazio, con fortissima prevalenza nella zona di Sora (FR) - Isola del Liri (FR).
integrazioni fornite da Alessio Bruno Bedini

GENCHI
GENCO

Genchi ha un nucleo nel barese ed uno nel palermitano, Genco ha un ceppo nel genovese, nel barese, nel salernitano ed uno nella Sicilia occidentale, potrebbero derivare dal cognomen latino Genicus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide romana: "...Plotius M(arci) f(ilius) Quartio A(ulus) Genicus A(uli) f(ilius) iter(um) duoviri locum dederunt compiti aedificandi ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Genco è cognome lucano presente a Maratéa, anche napoletano, siciliano e in Calabria: dalla voce calabrese  '
jencu' =  'giovenco'. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.

GENDUSA
GENNUSA
GENNUSO

Gendusa è tipico del palermitano, di Chiusa Sclafani in particolare, con ceppi significativi anche a Belmonte Mezzagno, Gennusa, anch'esso del palermitano, è tipico di Corleone, Bisacquino, Roccamena e Contessa Entellina, Gennuso è il più diffuso, anch'esso siciliano è più tipico dell'area che comprende il ragusano, il siracusano ed il nisseno, di Modica e Scicli nel ragusano, di Pachino, Portopalo di Capo Passero e Rosolini nel siracusano e di Gela nel nisseno.
integrazioni e stemma forniti da Domenico Gendusa
Gendusa è un cognome siciliano diffuso nel palermitano e nel nisseno. È una forma ipercorretta di Gennusa e Gennuso, diffuso soprattutto nel Centro e nel Sud-Est della Sicilia. Deriva dalla voce specificatamente siciliana innusa (giovenca), una vacca giovane, cioè, che non essendo stata coperta una seconda volta continua a produrre latte.
Lo stemma dei Gendusa di Belmonte in Provincia di Palermo è: di vaio; sul tutto di rosso alla giovenca d'oro.
Motto: VIDEANT PAUPERES ET LAETENTUR.
Bibliografia:
G. CARACAUSI, Dizionario onomastico della Sicilia, Centro Studi Filologici e Linguistici Siciliani, Epos, Palermo, 1994..

GENERANI

Specifico del milanese e lodigiano, potrebbe derivare dall'antico nome francese Gerner.

GENERATI

Molto raro, potrebbe essere originato da un errore di trascrizione del cognome Generani.

GENERINI

Generini, molto molto raro, è tipico di Vicchio, Rignano sull'Arno e Firenze nel fiorentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Generinus, di cui abbiamo un esempio in una lapide di epoca medioevale in Provenza: "Hic requiescit / in pace bon(ae) memoriae Generinus ..".

GENERO

Parrebbe avere due ceppi, uno nel torinese ed uno nell'udinese, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del cognomen latino Januarius.
integrazioni fornite da Elena Genero
Genero (si legge Genèro, non Gènero), la cui origine è come quella di "Gennari",
e anche del mese di Gennaio. Significa infatti "caro al dio Giano", che è il dio dell'apertura, della "porta" (in latino Ianuas) (gennaio è il mese che apre l'anno).

GENESI
GENESIN
GENESINI
GENESIO
GENISI
GENISIO
GIANESE
GIANESELLI
GIANESELLO
GIANESI
GIANESIN
GIANESINI
GINESI
GINESINI
GINESIO
GINISI
GINISIO

Genesi è specifico dell'area che comprende il piacentino ed il pavese, Genesin è tipicamente veneto, di Loreggia nel padovano e di Riese Pio Decimo e Castelfranco Veneto nel trevisano, Genesini ha un ceppo veneto, nel veronese e rovigoto, ed uno emiliano a Ferrara e Modena, Genesio, abbastanza raro, dovrebbe avere un ceppo nel Piemonte occidentale e nella Liguria centrale, con un possibile ceppo nel siracusano, Genisi, estremamente raro, è del nord Italia, Genisio è specifico del Canavese, di Pratiglione (TO) in particolare, Gianese è tipicamente veneto, Gianeselli, assolutamente rarissimo, è del trentino, Gianesello è tipico del padovano, di Padova e Piazzola sul Brenta, Gianesi, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo tra pavese e piacentino ed uno nel forlivese, Gianesin ha un ceppo nel vicentino, in particolare a Bassano del Grappa,  ed uno nel rovigoto, Gianesini, anch'esso veneto, è più diffuso ed è presente in particolare nel vicentino, ma anche nel veronese e padovano, Ginesi ha un ceppo tra carrarese, massese e lucchese, uno piccolo nel grossetano ed uno tra pesarese ed anconetano, Ginesini, quasi unico, è specifico del carrarese, Ginesio, quasi unico, è del torinese, Ginisi è quasi unico, Ginisio, assolutamente rarissimo,  sembrerebbe lombardo, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso ipocoristici e/o modificazioni dialettali, dal cognomen latino Genesius, ricordiamo san Genesio martire a Roma sotto Diocleziano nel III° secolo, abbiamo un esempio dell'uso di questo nome in epoca medioevale ne X° secolo in un atto di vendita: "...Dilecto Teuquardo presbitero. Ego Aletrudis et filius meus Genesius vendimus tibi campum in pago Matisconense, in agro Melionacense, in villa Fontanilias...", ma è pure possibile una derivazione da uno dei tanti toponimi San Genesio che si trovano in provincia di Torino, Pavia, Piacenza.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo alla corte sforzesca nel 1400 con lo scrittore e poeta Fabricius Genesius Elphiteus.

GENGA
GENGHINI

Genga ha un ceppo a Pesaro con rami anche a Corinaldo nell'anconetano, a Treia nel maceratese, ed a Fano nel pesarese, ed uno nel romano in particolare a Tivoli, Genghini ha un ceppo a Rimini, Bellaria e Monte Colombo nel riminese ed uno a Roma, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome di toponimi come Genga nell'anconetano, o altri simili, ma molto più probabilmente derivano da un soprannome originato dal termine genga, una sorta di tufo calcareo tipico della zona umbro, marchigiana, ad indicare forse l'attività di cavatore di tufo svolta dal capostipite. Alcuni elementi della famiglia Genghini nel 1880 emigrarono verso il Brasile e verso l'Argentina, dove si stabilirono nelle regioni di Socorro e Monte Sião in Brasile e di Rio Cuarto in Argentina.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Genga e Genghini derivano dalla toponomastica. Il toponimo Genga (Monte Grimano, AN) e Le Genghe (Carpegna, PU), da cui il cognome Genghini frequente a Rimini, vengono, come altri toponimi simili in tutta l'Italia, dal longobardo '
zinka' = vetta, punta (tedesco : Zinke = punta, dente della forchetta).

GENI
GENINI
GENINO
GENIO
GENO

Geni è assolutamente rarissimo, sembrerebbe del centronord, Genini ha un ceppo nel verbanese ed uno tra le province di Sondrio, Bergamo e Brescia, Genino sembra essere unico, Genio, comunque molto raro, è panitaliano, Geno, quasi unico, parrebbe dell'area pavese, novarese, si dovrebbe trattare di forme aferetiche, normali o ipocoristiche, più o meno dialettali, del nome Eugenio, probabile nome del capostipite.

GENITORI

Genitori è specifico di Messina, di origini oscure, potrebbe trattarsi di una forma apocopaica del termine Genitori Ignoti.

GENNA
GENNE
GENNI
GENNO

Genna ha un ceppo napoletano ed uno, più consistente nella Sicilia occidentale, nel trapanese in particolare, a Marsala, Trapani, Mazara del Vallo, Erice, Paceco, Castellammare del Golfo, Partanna, Petrosino, Campobello di Mazara, Castelvetrano e Santa Ninfa, Genne, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, così come il quasi unico Genni ed il praticamente unico Genno. Genna dovrebbe derivare da una forma apocopaica del nome greco Gennadios, o anche dall'italianizzazione del nome normanno Jeanne (Gianna).

GENNAI
GENNAIO

Gennai è tipico toscano, del pisano in particolare, Gennaio è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare dal cognomen latino Ianuarius attribuito normalmente ai bambini nati nel mese di Giano, gennaio. Traccia di quest3e cognominizzazioni le troviamo nel 1400 a Cesena con Pier de' Gennai, mastro costruttore di particolari del tempio malatestiano.

GENNARI
GENNARINI
GENNARINO
GENNARO

Gennari è presente in tutto il centro nord e nel Salento, con un nucleo importante nel pesarese e nel Lazio, Gennarini sembrerebbe romano, Gennarino è assolutamente rarissimo, Gennaro ha un grosso nucleo in Sicilia, uno nel Salento ed uno a Napoli, ma questo cognome ha un ceppo importante anche nel Veneto e nel Friuli,  derivano dal nome medioevale Gennaro che è a sua volta derivato la cognomen latino Januarius.

GENNERO

Gennero è tipico del torinese, di Carignano, Carmagnola e Torino, dovrebbe derivare dal nome germanico Genner, a sua volta derivato dal nome medioevale germanico Genhari, a sua volta composto dall'unione dei termini medioevali tedeschi gen (identifica il femminino, la donna) ed hari (l'esercito), con il significato di combattente con la fierezza e la determinazione della donna.

GENOA
GENOVA
GENUA

Genoa è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Genova, che è presente a macchia di leopardo intutt'Italia, con un grosso nucleo nella Sicilia occidentale, a Palermo in particolare, Genua ha un ceppo romano, uno nell'avellinese a Frigento, Sturno, Gesualdo e Flumeri ed uno nel trapanese a Vita, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome della città di Genova o dalle sue versioni arcaiche e dialettali, derivazione o perchè quello era il nome del capostipite, consuetudine abbastanza diffusa in epoca medioevale, o perchè questi proveniva da quella città.

GENON
GENONE
GENONI

Genon, praticamente unico, è del torinese, Genone, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area lombardo piemontese, Genoni, tipicamente lombardo, è dell'area milanese, varesotta, si dovrebbe trattare di una forma accrescitiva dell'aferesi del nome Eugenio, probabile nome del capostipite caratterizzato da una corporatura imponente.

GENOVESE
GENOVESI

Di origine entrambi da soprannomi legati al toponimo Genova, Genovese è assolutamente panitaliano, mentre Genovesi è distribuito lungo la riviera tirrenica da Genova a Livorno, sembra esserci un ceppo a Bologna e nel siracusano, dovrebbero derivare da soprannomi legati al toponimo Genova, ma in alcuni casi potrebbero anche essere una variazione del nome medioevale Genovino.

GENOVESSI
GENOVISSI

Unici entrambi, presente solo a Melegnano, potrebbero essere dovuti ad un errore di trascrizione di un originale Genovesi.

GENSALDI
GENSARDI
GENZARDI

Gensardi, quasi unico, è palermitano, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del cognome Genzardi, che è specifico di Palermo e del palermitano, Genzaldi, praticamente unico, è anch'esso dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome e cognome francese Gensard, probabilmente giunto in Sicilia al seguito degli Angioini.

GENTA

Genta è tipico dell'area ligure, piemontese, del torinese, astigiano e cuneese in Piemonte e del savonese soprattutto in Liguria, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale francese gent, a sua volta derivato dal latino gentiles, che stava ad indicare i patrizi, i nobili, quelli che appartenessero per nascita alla classe dirigente, non si può però escludere una possibile origine matronimica dal nome femminile longobardo Genta, di cui abbiamo un esempio d'uso in uno scritto dell'undicesimo secolo: "..Soror vero eorum, uxor Gaufridi Tancredi, nomine Genta, quia pregnans erat, in capitulum venire non potuit, sed in domo sua quod fratres vendiderant concessit, audientibus istis: Aldulfo preposito, Mauritio de Saiaco, Fulcrado corvesario, Rainerio Waldino, Barbotino, Christiano Pichardo, Archembaldo Cauda. Alia quoque parvula soror, Richeldis nomine, sotulares corduinos accipiens inde, illud idem concessit, his audientibus: Huberto fratre suo, Christiano Pichardo, Archembaudo Cauda. ..".

GENTILCORE

Gentilcore, sicuramente campano, è specifico del beneventano, di Molinara in particolare e di Foiano di Val Fortore, ma dovrebbe essere originario del salernitano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Gentilcore attribuito al proprio figlio con l'augurio che crescesse di cuore gentile, tracce di questa cognominizzazione le troviamo tra la fine del 1000 e gli inizi del 1100 con l'abate Costabile Gentilcore (1064-1024), nativo della zona di Monte Tresino (SA), quarto abate dell'Abbazia di Cava dei Tirreni, fatto santo, famoso anche per il fatto che iniziò nel 1123, un anno prima di morire, la costruzione del Castello che diede origine al nome del paese di Castellabate nel salernitano. Il nobile casato dei Gentilcore sembra avere come capostipite Leonetto Gentilcore che ricevette nel 1500 dagli Aragona la baronia di Corbella e Cicerale nel salernitano.

GENTILE
GENTILI
GENTILIN
GENTILINI
GENTILINO
IENTILE
IENTILI
JENTILE
ZENTILE
ZENTILI

Gentile è estremamente diffuso in tutt'Italia, tranne che in Sardegna, Gentili è diffuso in tutto il centro nord, con un fortissimo nucleo nel Lazio, Gentilin, decisamente veneto, è tipico dell'area che comprende il veronese ed il vicentino, Gentilini è molto diffuso in tutto il centronord, soprattutto nella zona che comprende il bolognese, il ravennate, il forlivese, il riminese ed il fiorentino, con un grosso ceppo anche a Roma, Gentilino, quasi unico, potrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Ientile ha un ceppo a Genova, uno tra Roma ed Anzio, uno a Torre del Greco (NA) ed uno nel reggino a Mammola, Grotteria e Cinquefrondi, Ientili, quasi unico, e Jentile, estremamente raro sono dovuti probabilmente ad errori di trascrizione dei precedenti, Zentile, molto molto raro, ha un ceppo tra trentino e vicentino ed uno nel sassarese, Zentili, quasi scomparso, parrebbe dell'area bergamasco, bresciana, questi ultimi dovrebbero essere una forma dialettale dei precedenti, derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Gentile, direttamente o attraverso forme arcaiche o dialettali con la I o la Z in sostituzione della G.

GENTINA
GENTINETTA

Gentina sembra specifico del varesotto, Gentinetta, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, dovrebbero essere delle forme matronimiche derivando da una capostipite di nome Gentina, forma medioevale del nome franco Gentiane (Genziana), troviamo tracce di questo nome nell'atto di nascita datato 1551 del primo Conte Provana di Collegno che risulta essere stato figlio dì Gerolamo Provana di Carignano (Signore di Bussolino e della Gorra), e di Gentina Provana di Druent.
integrazione fornita da Maria Teresa Ghione
pare sia originario di Bognanco (NO); poco comune in Italia, molto di più in Svizzera. Sul volume di araldica
Anstalt Antonio Bonacina compare lo stemma: rosso-bianco-rosso con due leoni stilizzati.  Alcuni importanti personaggi hanno risieduto e risiedono a Brig-Glis. Un ramo della famiglia si è stabilito in Argentina intorno all\'anno 1880 (Jose Gentinetta). Suoi discendenti vivono a Sonora (California) uno dei quali (Emmanuel, figlio di Mario Anibal) compare nel libro dei primati per aver compito il tragitto Alaska-Terra del Fuoco in bicicletta da solo a 19 anni di età.

GENUINI
GENUINO

Genuini, molto raro, ha presenze in Toscana, nell'aretino e senese e nel ternano ed a Roma, Genuino, assolutamente rarissimo, è del centro Italia, si potrebbe trattare di forme aferetiche ipocoristiche dialettali, del nome Eugenio, probabile nome del capostipite, ma molto più probabilmente derivano dall'aferesi del nome Ingenuinus, ricordiamo con questo nome il santo Ingenuinus conosciuto anche come Genuinus, un vescovo del settimo secolo titolare della diocesi di una piccola città vicino a Bressanone in Alto Adige.

GENUZIO

Genuzio, molto molto raro, sembrerebbe friulano, specifico di Udine, dovrebbe derivare dal nomen latino Genutius, probabilmente portato dal capostipite, ricordiamo con questo nome Lucius Genutius Aventinensis che fu console di Roma nell'anno 383 assieme a Lucius Aemilius Mamerco.

GERACE

Gerace è specifico della Calabria, deriva dal toponimo Gerace (RC) o da Gerace Marina la moderna Locri (RC), tracce di questa cognominizzazione si hanno nella seconda metà del 1600 a Bovalino (RC) con il notaio notaio Horatius Ranerius de Gerace.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gerace, Geraci è un cognome calabrese, italianizzazione del cognome greco
Gerakis, che viene dal termine 'ieràki' = sparviero. Possibile anche la derivazione da toponimi calabresi e siciliani.

GERACI

Geraci sembra essere decisamente siciliano, deriva dal toponimo Geraci Siculo (PA). (vedi anche GERACE)

GERACITANO
IERACITANO

Geracitano sembrerebbe specifico di Guardavalle (CZ), Ieracitano è tipico di Bagnara Calabra (RC), dovrebbero entrambi derivare dall'etnico di Gerace (RC).

GERALDI
GERALDINI
GERALDINO
GERALDO
IERALDI

Geraldi, molto raro, ha un ceppo nel crotonese tra Isola di Capo Rizzuto e Santa Severina, ed uno nell'agrigentino a Sciacca, Geraldini, assolutamente rarissimo, parrebbe romano, Geraldino, Geraldo e Ielardi sono quasi unici, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale germanico Gerhald o dal normanno Geraldus o Giraldus di cui abbiamo un esempio in Chronicon Clarevallense del 1192: "...Anno Domini 1170 finiente, abbas Claraevallis Poncius, factus est Claromontensis episcopus in Alvernia. Abbas quoque de Fossanova domnus Geraldus, in abbatem Claraevallis est assumptus. Hic est de Alvernia oriundus....".

GERARD

Gerard è specifico di Cogne in Val d'Aosta con un piccolo ceppo anche a Bardonecchia nel torinese, cognome tipicamente francese, specifico in Italia della zona francofona della Val d'Aosta, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Gerhard composto dai termini germanici medioevali ger (lancia) con l'aggiunta di hard (duro, forte) ed il significato di forte lancia.

GERARDI

Ha più ceppi, uno nel Veneto gli altri nel Lazio, in provincia di Potenza, nel Salento ed in Sicilia, in particolare nel trapanese, deriva o dal cognomen tardo latino Gerardus o dal nome medioevale germanico Gerhart, al sud è più probabilmente derivato dal nome normanno Geraldus.

GERARI

Presente solo a Melegnano e nel lodigiano al confine con la provincia di Piacenza, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale gera (ghiaia), quelli della ghiaia, gli estrattori di ghiaia.

GERASIA

Estremamente raro sembra del palermitano, dovrebbe derivare da un nome di località come Gerasia città greca della costa ionica nord occidentale o come Gerasia (ME).

GERAVINI
GEREVINI

Geravini è rarissimo ed è presente solo nel milanese, Gerevini ha origini nel cremonese, dovrebbero derivare da soprannomi dipendenti dal vocabolo milanese arcaico gerev, geriv (ghiaioso), facendo riferimento quindi o a caratteristiche del terreno o al mestiere del capostipite.

GERBALDI
GERBALDO

Gerbaldi, quasi unico, è del torinese, Gerbaldo, decisamente più diffuso, è tipico del cuneese, di Cherasco, Savigliano, Bra e Marene, con un ceppo anche a Nichelino e Torino nel torinese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Gerbaldus, una modificazione dialettale locale del nome Heribald  una variante del germanico Haribald (vedi GARIBALDI), di questo nome abbiamo un esempio in un atto testamentario dlel'anno 1097: ".. et Ecclesiam Sancte Marie que vocatur capella que est prope madalonem cum universis suis pertinentiis. et villanos omnes cum hereditate eorum qualiter Gerbaldus meus cappellanus in predicto monasterio otuerint ad optulit. et cripta que vocatur fornicara cum monte cervino sicuti vadit via que cernit hunc montem ab alio monte. et Ecclesiam. Sancti Iohannis que est in territorio cibali. ubi dicitur ad plescum...".

GERBI
GERBO
GERBONI

Gerbi ha un ceppo ad Asti, Celle Enomondo e Cantarana nell'astigiano, a Torino e Moncalieri nel torinese, un ceppo a Genova ed uno in Toscana a Firenze, Carrara, Bientina nel pisano, Pistoia e Prato, Gerbo, molto più raro, ha un ceppo ad Asti ed a Revigliasco d`Asti nell'astigiano, Gerboni ha un ceppo a Parma e felino nel parmense ed uno a Cattolica e San Giovanni in Marignano nel riminese ed a Gabicce Mare, Fano e Gradara nel pesarese, a Castelfidardo nell'anconetano ed a Civitanova Marche nel maceratese, presenta inoltre un ceppo a Fucecchio nel fiorentino, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite accrescitivi,  da soprannomi originati dal termine medioevale gerbus (luogo desolato, abbandonato) probabile caratteristica dei luoghi d'origine delle famiglie, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio a Milano in una Carta venditionis dell'anno 1185: ".. Nona petia dicitur ad Campum de Fossatis, a mane via, a monte gerbus, a sero Alberti Betege, pertice decem minus tabule sex...".

GERBIDI

Gerbidi, praticamente unico, è del cremonese, dovrebbe derivare dal termine gerbido con il quale si indicavano le terre più ventose, più fredde e pertanto incolte, frorse ad identificare che queste erano le caratteristiche del luogo di provenienza del capostipite o anche per sottolineare la scarsa prolificità dello stesso.

GERELLI

Molto molto raro è tipico del cremonese, potrebbe derivare dal termine dialettale gera (ghiaia)ed essere riferito o ad un'attività o ad una località attinente con i depositi di ghiaia fluviale.

GEREMIA

Geremia è presente in vari luoghi d'Italia, nel Veneto e Friuli, a Roma, Nel campobassano, nel casertano e nel napoletano, ed in Sicilia nel catanese, nisseno ed agrigentino, dovrebbe derivare dal nome Geremia attribuito al capostipite, a Padova ad esempio agli inizi del 1400 un certo Geremia figlio di Antonio è notaio imperiale, può anche derivare dal fatto di abitare o provenire il capostipite da contrade o pievi intestate a San Geremia, come ad esempio la Contrada di San Geremia a Venezia.

GERETTI
GERETTO
GERIN
GERINI
GERINO

Geretti è tipicamente friulano dell'udinese, di Udine, Treppo Grande, Cassacco e Tavagnacco, Geretto è invece del veneziano, di Santo Stino di Livenza, Torre di Mosto, Eraclea e Concordia Sagittaria, Gerin è tipico del goriziano e del triestino, con presenze anche nell'udinese, Gerini ha un ceppo a Trieste, uno tra savonese e d imperiese, uno tra spezzino e massese, uno nel fiorentino, uno nell'anconetano ed uno nel romano, Gerino, quasi unico, sembrerebbe dell'imperiese, dovrebbero derivare da vari tipi di forme ipocoristiche anche dialettali dell'aferesi di nomi come il nome medioevale germanico Fillinger (vedi FILANGERI), o Rodegerius, o di altri nomi simili.

GERGOLET

Gergolet è specifico del goriziano, di Doberdò del Lago, Monfalcone, Staranzano e Ronchi dei Legionari, e di Trieste, dovrebbe essere di origini magiare e derivare da una forma ipocoristica del cognome ungherese Gergol, o del croato Gergula.

GERI
GERIO
GERO

Geri ha un grosso ceppo in Toscana, soprattutto a Pistoia e nel pistoiese a San Marcello Pistoiese, a Firenze, Lastra a Signa ed Empoli nel fiorentino, a Cecina, Campiglia Marittima, Capoliveri e Piombino nel livornese, a Prato ed a Cascina, San Miniato e Palaia nel pisano, un ceppo a Rimini e nel pesarese, Gerio e Gero sono quasi unici, forse piemontesi, dovrebbe trattarsi di forme aferetiche relative al nome Ruggero o Rodegerius.

GERINA
GIRINA

Gerina è specifico di Cagliari e del cagliaritano, Girina, più raro, è sempre del cagliaritano, di Uta e di Caglari, potrebbe stare ad indicare capostipiti che fossero stati rossi di capelli.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GERINA; GIRINA:
sa ĝerìna o ĝirìna o ĝiĝìna sono i chicchi di grano (piccoli e immaturi), che si danno alle galline = becchime. Il Wagner propone come etimo il latino genuina. Il Meyer Lübke suggerisce inoltre la voce latina ignis = fuoco. Qui a Gonnosfanadiga (medio Campidano), usiamo l'espressione: cabòri (colore di) de ?i?ìna, per indicare il colore rosso delle braci. Attualmente il cognome Gerina è presente in 13 Comuni italiani, di cui 9 in Sardegna: Cagliari 29, Villaspeciosa 6, Quartu S. E. 3, etc. Girina è presente in 4 Comuni sardi: Uta 15, Cagliari 8, Selargius 3, Uras 3

GERLA
GERLI
GERLINI
GERLO
GERLONE
GERLONI

Gerla è specifico di Milano e Gaggiano nel milanese e di Pavia, Gerli è tipicamente lombardo, del milanese in particolare, di Milano, Melzo, Pioltello, Binasco, Cuggiono e Sedriano e di Zelo Buon Persico nel lodigiano, con piccoli ceppi anche in Toscana, Gerlini ha un piccolo ceppo toscano ed uno romano, Gerlo è specifico di Vigevano nel pavese e del milanese, Gerlone, estremamente raro, sembra specifico di Grottaglie nel tarentino, Gerloni, molto più raro, è dell'area milanese bresciana, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, da soprannomi originati dal termine italiano gerla, a sua volta derivato dal vocabolo tardo latino gerula (cesta conica con due cinghie in cui si infilano le braccia per sostenerla dietro le spalle), caratteristica dei paesi d'alta montagna e dell'Italia settentrionale, in Lombardia il termine dialettale la gerla o, in Brianza, el gerlo è la cesta con la quale il garzone dei panettieri andava a consegnare il pane casa per casa, si potrebbe quindi ipotizzare che con questo soprannome si identificasse proprio quel tipo di mestiere, bisogna inoltre considerare che nel milanese la gerla era un'unità di misura di volume pari ad un decimo della portata di un carro.
integrazioni fornite da G. Gerlini
La tradizione familiare vuole che il nostro cognome [Gerlini] derivi da un fatto ben preciso: il nome sarebbe stato dato a due bambini abbandonati in una gerla davanti a una istituzione religiosa.

GERLANDA
GERLANDI
GERLANDO
GHERLANDI
GHIRLANDA
GHIRLANDI
GHIRLANDO
GIRLANDA
GIRLANDO

Gerlanda e Gerlandi sono quasi unici, e sono molto probabilmente originati da errori di trascrizione di Gerlando che sembrerebbe siciliano originario della zona di Sant`Angelo di Brolo e Santa Margherita nel messinese e dell'agrigentino, a Palermo è presente un ceppo probabilmente secondario, Gherlandi è praticamente unico, Ghirlanda ha un ceppo nel veronese e nel padovano, uno nel genovese, spezzino e massese, uno hnel pesarese ed uno nel siracusano, Ghirlandi ha un ceppo milanese ed uno ravennate, Ghirlando è quasi unico, Girlanda ha un ceppo nel milanese, uno nel veronese ed uno molto piccolo nel messinese, Girlando sembrerebbe tipicamente siciliano, del siracusano e del ragusano, dovrebbero tutti derivare dai nome medioevali, di origine longobarda, derivati dal nome Gairland composto dall'unione dei termini gaire (lancia) e land (paese), con il significato di uomo proveniente dalla terra dei lanceri, Gerlandus, Gerlanda, o Gherlandus, Gherlanda di cui abbiamo un esempio d'uso in quest'atto di donazione dell'anno 956: "...Divina pietate legumque auctoritate sancitum est ut de terrenis rebus celestia adquirantur. Quapropter ego Gerlandus et uxor mea donamus Deo et sanctis apostolis Petro et Paulo, ad locum Cluniacum, ubi dunnus Maiolus, abba, preesse videtur, unum campum situm in pago Lugdunensi, in agro Iaonico, in villa Corteplacia; et terminatur a mane et a sero aqua volvente...".

GERMANDI
GERMONDI
GHERMANDI

Germandi e Germondi sembrano essere quasi unici e sono probabilmente dovuti ad un errore di trascrizione del cognome Ghermandi, che è tipicamente emiliano, di Castelfranco Emilia nel modenese e di Bologna e Crevalcore nel bolognese, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome germanico Germund (la ge si pronuncia ghe), a sua volta derivato dai termini ger (lancia) e mund (tutela, protezione), cioè con il senso di colui che viene protetto dalla lancia.

GERMANI
GERMANO

Germani è presente in tutta l'Italia centro settentrionale, ha un fortissimo nucleo nel Lazio ed uno a Trieste, Germano parrebbe avere più ceppi, uno in Piemonte e Liguria ed altri nelfrosinate e a sud della penisola, le origini possono essere diverse, o dal nome medioevale Germano, o dal nome bizantino Germanus, o dall'identificativo etnico germano (germanico), o da toponimi come Germagno (VB), San Germano (FR), l'attuale Cassino, o dallo stato di germano (fratello) di qualcuno.

GERMI
GERMINI
GERMINO

Germi, abbastanza raro, sembra essere tipico del parmense e della confinante provincia di La Spezia, Germini sembra avere più ceppi, nel Reggiano ed in provincia di Perugia, Germino, molto raro è tipico della zona di confine tra salernitano e potentino, potrebbero derivare dal nomen tardo latino Germinus (Jerminus), più diffuso in Spagna e Portogallo o da toponimi come Torre Germino, frazione di Noceto (PR) o San Germino (AV), sede di una famosa battaglia condotta da Riccardo, capitano del re Manfredi, contro Carlo d'Angiò.  Nel 1600 in un atto troviano citato un barone di nome Jerminus.
integrazioni fornite da Alessandro Germini
Germini è un cognome presente in Lombardia,a Venezia e in Emilia-Romagna. Il nucleo principale appartiene a Venezia ed è un cognome di origine medio-orientale (presente tra la Turchia e L'Iran del nord). E'una tangibile testimonianza delle varie etnie che hanno popolato l'Italia dai tempi più antichi e rientra nel quadro delle lotte geo-politiche e territoriali dei tempi più antichi.  Il significato di questo cognome non è ben nota ma attualmente nell'area medio-orientale è diffuso anche in Libano e Siria.  E',probabilmente,riferito ad un qualche luogo geografico di appartenenza (città). Spesso è trascritto anche con la y (Germyni) e /o preceduto da al-.E' indistintamente un cognome appartenente sia a cristiani che musulmani.
integrazioni fornite da Nicola Germini
la collocazione originaria di questo cognome, una volta giunto in Italia dal mediooriente, non è nel nord Italia ma in Puglia e con esattezza nelle zone che vanno dalla Terra di Bari alla Capitanata."Germini, Germinario, Germinelli" sono tipici cognomi di una zona d'Italia che da sempre ha subito influssi levantini. Poi, se da sud a nord c'è stato un allargamento a macchia di leopardo, questo è dovuto alla particolare storia dell'Italia meridionale e ai suoi continui flussi migratori verso regioni più ricche.

GERMINARI
GERMINARIO
GERMINARO

Germinario è originario del barese, di Molfetta in particolare, con grosse concentrazioni anche a Canosa di Puglia e buone presenze a Bari, Bisceglie, Santeramo in Colle e Trani, Germinari e Germinaro sono praticamente unici e dovrebbero essere dovuti ad errate trascrizioni del precedente, potrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere dei capostipiti, forse dei vivaisti, cioè dei padroni di un germinarium (vivaio).

GERMINIANI

Molto raro sembra tipico del milanese, ma potrebbe esserci un nucleo veronese, deriva dal nome Germiniano (derivato da Jerminus) di cui abbiamo tracce a Trieste con l'arcivescovo San Germiniano, nome portato inoltre dall'illustre astronomo del 1600 Germiniano Montanari famoso per aver tentato la prima trasfusione di sangue tra animali (agnelli).

GERMOLEO
GIARMOLEO

Germoleo, quasi unico, è specifico di Reggio Calabria e dovrebbe essere una forma alterata del cognome Giarmoleo, che, comunque molto raro, è anch'esso specifico di Reggio Calabria, le ipotesi sulla possibile origine di questi cognomi sono almeno due, la prima propone una derivazione dal termine grecanico καρχαλέος karcaleos  (aguzzo, appuntito, acuto), forse a sottolineare una caratteristica fisica del capostipite, la seconda propone l'unione dei termini greci κοίρανος  koiranos  (signor) aggiunto al nome Λέων  Lèon (Leone), che, in questo caso, era probabilmente il nome del capostipite.

GEROLA
GEROLDI
GEROLI
GEROLIMI
GIROLA

Gerola sembra essere originario di quella zona del Trentino, ai confini con il veronese ed il bresciano, Geroldi è tipico del basso bresciano e alto cremonese, Geroli è proprio delle provincie di Milano e Lodi, Gerolimi, estremamente raro, è lombardo, Girola ha un forte nucleo originario dell'areale coperto dalle provincie di Varese, Como e Milano e forse ha un ceppo nell'astigiano, potrebbero tutti derivare da una variazione del nome Gerold in uso presso i Franchi come pure dalla troncatura del nome Gerolamo, in alcuni casi può essere disceso da un soprannome legato a toponimi come Gerola Alta (SO) o Casei Gerola (PV).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
I ricercatori sono concordi nel far derivare i cognomi Gerola e Geroli dal latino "
glarea" = 'ghiaia' (in dialetto 'giàra'), quindi: "abitante in un luogo ghiaioso".

GEROMEL

Geromel, abbastanza raro, è tipicamente veneto del trevisano, di Roncade in particolare e di Silea, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica dialettale del nome medioevale Hieronymus o di un'alterazione del nome Gerolamo (vedi anche GEROMINI).

GEROMETTA

Gerometta è tipicamente friulano del pordenonese, di Vito d'Asio, Sesto al Reghena, Spilimbergo e Pordenone, con un ceppo originario a Paularo nell'udinese, Gerometti è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome precedente, che dovrebbe derivare da una forma ipocoristica locale del nome Geremia (vedi anche GEREMIA), probabilmente portato dai capostipiti, i Gerometta occuparono una posizione di rilievo nel comune di Paularo, già dall'epoca medioevale, soprattutto grazie al commercio di legname con la Serenissima.

GEROMINI
GEROMINO
GERONIMI
GERONIMO

Geromini, assolutamente rarissimo, parrebbe lombardo, Geromino invece è specifico della Gallura in Sardegna, Geronimi è tipico della provincia di Sondrio, di Chiavenna e Mese in particolare, ma anche di Prata Camportaccio, San Giacomo Filippo e Piuro, Geronimo invece è del barese, di Toritto in particolare, dovrebbero tutti derivare da forme arcaiche del nome Gerolamo, nome di derivazione greca con il significato di santo nome.

GERONAZZO
GERONE
GERONI

Geronazzo è specifico di Valdobbiadene nel trevisano, Gerone è assolutamente rarissimo, Geroni ha un ceppo tra lodigiano e cremonese ed uno nel fiorentino, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche peggiorative, dal nome medioevale Gero, Geronis, di cui abbiamo un esempio nel X° secolo nel Rerum Gestarum Saxonicarum: "...Ductus exercitus contra Wichmannum tertia vice vix obtinuit, ut in fide Geronis filiique sui susciperetur, ipsique apud imperatorem obtinerent, quo patria coniugisque patrimonio cum gratia imperiali frueretur. ...".

GERONZI
GERUNZI

Geronzi, molto raro, è tipico delle Marche e del Lazio nordoccidentale, Gerunzi è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Gerontius, di cui abbiamo un esempio d'uso nel generale romano Gerontius: "..Quo exterriti, Edobecco ad Germanas gentes praemisso, Constans et praefectus iam Decimus Rusticus ex officiorum magistro petunt Gallias cum Francis et Alamannis omnique militum manu ad Constantinum iamiamque redituri. Sed Constantem Viennae Galliae intercepit et peremit Gerontius: Constantinum ipsum Arelati obsidione incinxit, ad quem oppugnandum, cum Constantius quidam ab Honorio missus infesto agmine properaret, Gerontius timide terga dedit, unde milites eius ita perciti domum eius circumvallant, ipsumque eo adigunt ut primum Alano fidissimo amico caput amputaverit, deinde Nunnichiae uxori cum marito perire flagitanti, et sibi manus intulerit. Constantinus gravissima obsidione pressus et infoelici Edobecci pugna animum despondens post quartum obsidionis mensem et quartum itidem imperii annum, deposita purpura et fortunae suae mole, ecclesiam ingressus presbyteri suscepit ordinem, statimque Arelate dedita in Italiam ductus capite plectitur una cum Iuliano flio, quam nobilissimum dixerat, et fratre Sebastiano. ..".

GEROSA

Specifico dell'area che comprende le province di Como, Lecco, Bergamo e Milano, dovrebbe derivare dal toponimo Gerosa (BG), ma potrebbe pure derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale lombardo geros (ghiaioso).

GERUBINO

Gerubino, quasi unico, sembrerebbe settentrionale, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica del nome spagnolo arcaico Gerubio.

GERUNDI
GERUNDINI
GERUNDINO
GERUNDIO
GERUNDO

Gerundi è praticamente unico, Gerundini, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'anconetano, Gerundino, quasi altrettento raro, è tipicamente calabrese, della zona di Amendolara, Montegiordano e Roseto Capo Spulico nel cosentino, Gerundio ha un piccolo ceppo a Casarano (LE), Gerundo invece ha un ceppo nel salernitano a Celle di Bulgheria e Roccagloriosa con presenze nel Salento, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Gerundius di cui abbiamo un esempio in un atto del 1437 a Fabriano: "...Laurentius et Angelus, fili de Gerundius Massittii de Fabriano, quarterio Castro Veteris...".

GERUSALEM
ROSALEN
RUSALEM
RUSALEN

Gerusalem, praticamente unico, è del trevisano, Rusalem, quasi unico, sembrerebbe anch'esso veneto, della zona orientale della regione, Rosalen, molto raro, ha un ceppo nel pordenonese, a Prata di Pordenone, Pasiano di Pordenone e Pordenone, Rusalen ha un ceppo nel trevisano a Meduna di Livenza, Motta di Livenza, Susegana, Pieve di Soligo e Fontanelle, un piccolo ceppo a Caneva ed Azzano Decimo nel pordenonese ed un piccolo ceppo nel veneziano a Caorle, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite alterazioni aferetiche, dal nome Gerusalemme, attribuito a volte ai pellegrini in Terra Santa od anche semplicemente diretti a Roma, ma spesso dato come semplice nome motivato dalla devozione cristiana dei genitori dei capostipiti.

GERVASI
GERVASIO

Distribuiti entrambi a macchia di leopardo quasi in tutt'Italia, derivano dal nome Gervasio, ma in alcuni casi è pure possibile che derivino da toponimi con quel nome, come Palazzo S. Gervasio (PZ) e tante altre località, oltre a quelle ricordate più sotto (vedi Gervasoni).  Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel cosentino nel 1600 dove un certo Giuseppe Gervasi guidò una rivolta nel paese di Spezzano Piccolo (CS), nel leccese sempre nel 1600 a Veglie (LE) dove operava il notaio Antonio Maria Gervasi e a Sondrio nel 1700 con Cristiano de Gervasi, Cancelliere del Governatore di valle.

GERVASINI

Gervasini, abbastanza raro dovrebbe avere un ceppo nel milanese e varesotto, con un possibile ceppo nel bresciano, dovrebbe derivare dal nome Gervasio, si ricordano i fratelli martiri milanesi SS Gervasio e Protasio; tracce di questa cognominizzazione nel bresciano si hanno a Botticino (BS) nel 1630, in un testamento di quell'epoca infatti si può leggere: "...di una pezza di terra di due piò circa in territorio di Botticino in contrada Pozzoli lasciata in legato testamentario dal fu signor Andrea Gervasini...".

GERVASONI

Gervasoni è tipico del bergamasco, milanese e bresciano, dovrebbe derivare da toponimi come Capriate S. Gervasio (BG), San Gervasio d'Adda (BG) o San Gervasio Bresciano (BS), ma è pure possibile che derivi direttamente dal nome Gervasio.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Questo cognome è tipico della provincia di Bergamo: è diffuso soprattutto in Valbrembana.  Deriva dal nome Gervasio. Il culto di San Gervasio ha avuto una certa importanza in Lombardia. I due santi sono sepolti a Milano in Sant'Ambrogio.

GERVASUTI
GERVASUTTI

Gervasuti, assolutamente rarissimo, è veneziano, Gervasutti, oltre al ceppo veneziano, ne ha uo nell'udinese a Reana del Rojale ed Udine, si tratta di forme patronimiche tipicamente veneto, friulane in -uti o -utti, dove i suffissi stanno per figlio di, riferito ad un Gervasio, probabile nome del padre del capostipite.

GESA

Gesa è tipico dell'avellinese, di San Nicola Baronia in particolare, potrebbe essere di origine normanna e derivare dal toponimo francese di Ges, meno probabile una connessione con il nome ebraico Jesse o Jesaiah.

GESI

Gesi ha un piccolissimo ceppo nel lodigiano, in particolare a Mairago, ed uno in Toscana, soprattutto a Lari nel pisano ed a Pisa, con presenze anche nel livornese e grossetano, potrebbe derivare dal nome medioevale di origini nordiche Gesilous, una latinizzazione del nome longobardo Gesil o Gisil, a sua volta derivato dal termine gisil (freccia, giavellotto), che ha dato origine anche al più comune nome femminile italiano Gisella, come potrebbe pure derivare dal nome germanico Gesius di cui abbiamo un illustre esempio di cognominizzazione con il compositore tedesco Barholomaus Gesius (1555-1613), ma l'ipotesi più probabile consiste nella derivazione dal nome medioevale italiano Gesio, un'italianizzazione del nome greco Josìas, che, attraverso il cognomen tardo latino Gesius, troviamo in Marcus Julius Gesius Marcianus, un latino di origini fenice vissuto nel terzo secolo, il cui figlio Marcus Julius Gesius Basianus Alexianus divenne poi noto come Alessandro Severo imperatore romano dal 208 al 235.

GESMUNDI
GESMUNDO

Gesmundi sembrerebbe unico, Gesmundo è tipico di Terlizzi nel barese, anche se è presente in tutta la provincia di Bari, dovrebbe derivare dal nome germanico Gismund composto dal termine germanico Gis (freccia, giavellotto) e dal termine germanico mund (difesa, protezione), con il significato quindi di colui che è sotto la protezione della freccia o lancia divina.

GESSA

Tipico della Sardegna centromeridionale, tracce di questo cognome si trovano nel 1500 a Cagliari con il nobile Sebastiano Gessa, nel 1700 a Esterzili (NU) con il notaio Pietro Gessa nativo di Escalapiano (NU).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GESSA:
mura-gessa, mura- ghessa, muri-ghessa, muri-gersa  è il gelso, nelle varietà morus alba, morus nigra etc. (vedi il cognome Mura). Potrebbe essere una variante di Chessa, (vedi Chessa). Come cognome è diffuso in 107 Comuni d'Italia, di cui 49 in Sardegna(centro sud): Mandas107, Cagliari 81, Quartu S. E. 53, Domusnovas 40, Carbonia 31, Assemini 24, etc.

GESU'

Assolutamente rarissimo potrebbe essere della zona tra materano e barese, ma presenta un probabile ceppo anche nel verbanese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gesù è cognome pugliese teoforico dall'ebraico '
Ye'hōshūa' che significa 'Dio è salvezza'.

GESUALDI
GESUALDO

Gesualdi ha un ceppo nel foggiano tra Panni e Foggia, uno nel potentino a Latronico ed uno toscano tra Prato e Montemurlo (PO), Gesualdo ha un nucleo pugliese a Foggia e nel barese tra Altamura, Bitonto e Gravina In Puglia, un piccolo ceppo a Catanzaro ed uno siciliano a Mazzarino (CL), derivano dal nome normanno Gesoaldo di matrice longobarda, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel salernitano fin dalla seconda metà del 1200 con Mattia Gesualdo, che aveva sposato Costanza, ultima discendente legittima della famiglia dei Cauciciano diventando il nuovo signore di Caggiano (SA) e che fu nominato da Carlo I "Giustiziere della Basilicata e quattro anni dopo fu nominato cavaliere da Carlo II. Espanse inoltre i suoi domini, acquisendo anche Pertosa, Castiglione e [Paterno]]. Nel 1330 gli successe il primogenito Niccolò e a questi prima il figlio Giovanni e poi l'altro figlio Mattia, che acquistò la signoria di Pescopagano e fu ciambellano di Roberto d'Angiò e della regina Giovanna.

GESUELE
GESUELI
GESUELLI

Gesuele è tipico di Pomigliano d'Arco nel napoletano, Gesueli è praticamente unico, Gesuelli è caratteristico del maceratese, di Tolentino e Mogliano, dovrebbero tutti derivare dalla cognominizzazione di alterazioni del nome ebraico Giosuele.

GHEA

Ghea, assolutamente rarissimo, è originario del veneziano e del vicino udinese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo veneto  popolare arcaico ghea (grembo), probabilmente sottolineando l'abitudine del o della capostipite di usare il lembo inferiore del grembiule o della gonna a mò di tasca per portare il cibo, una seconda ipotesi indica che questo soprannome potrebbe invece stare ad indicare che il capostipite fosse nato mentre la mamma stava lavorando ai campi e che questa lo avesse raccolto e portato a casa raccolto in grembo nella borsa fatta con il lembo ripiegato della gonna.

GHEDINI

Tipico del bolognese e ferrarese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ghedino di origine franca di cui si hanno tracce ad esempio nel VI° secolo con un condottiero franco con questo nome, secondo un'altra ipotesi deriverebbe da un soprannome di origine longobarda legato al vocabolo gaida, cioè luogo fortificato situato nei pressi di una zona paludosa.

GHELARDI
GHELARDINI
GHELARDONI
GHELARDUCCI

Ghelardi è tipico di Pisa, Livorno e delle relative province, Ghelardini, oltre all'area pisano e soprattutto livornese, occupa anche il pistoiese ed il fiorentino, Ghelardoni è invece tipicamente pisano, Ghelarducci e di Livorno e di Pisa e delle relative province, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale di origine longobarda Gerhard addolcito in una forma italianizzata in Gheraldo e quindi in Ghelardo.di cui abbiamo un esempio a Firenze in un'opera del 1600 La Tancia di Michelangelo Buonarroti il Giovane, nipote del più celebre Michelangelo: "...L'harà a schifo la grascia, e 'l camoiardo, / Porterà 'ndosso un vestir signolire / Pietro dralle un diamante, uno smelardo, / Più su di questo non si può salire, / E' suo' cugini Iapoco, e Ghelardo, / Quel picchinin che par'alto un balire, / Presenteranle qualche bel lagoro, / Qualche dificio, ò d'ariento, ò d'oro....".

GHELFI

Ghelfi è diffuso in Lombardia, Emilia e Romagna, Liguria orientale e Toscana occidentale, dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Guelfus, riscontrabile ad esempio a Pisa, nel censimento dei focolari del 1291 si trova Guelfus de Camuliano, sempre a Pisa in un atto del 1345 leggiamo: "...Anno Domini millesimo trecentesimo quadragesimo quinto, indictione tertia decima, die quarta decima mensis madii. Pateat omnibus evidenter quod Guelfus domini Iacobi Gualterotti de Lanfranchis de Pisis pro se ipso et suo proprio et privato nomine...", tracce di questa cognominizzazione si trovano nell'elenco degli scolari dell'Università di Perugia nel 1511 con un certo Salvator Guelfus della provincia romana.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ghelfi è un cognome diffuso nel Riminese. Sono ipotizzabili due derivazioni: 1. dal sostantivo italiano
Guelfo, affermatosi nel Medioevo, che viene dal germanico *welf, denominazione del capostipite della casa di Baviera, il quale ha originato anche il gotico wulfs = lupo (tedesco Wolf). 2. dal longobardo waifa = bosco, terreno di nessuno.

GHELLER

Tipico della zona dei sette comuni di area cimbrica dove tutt'ora si parla un dialetto di origine germanica, diffuso tra vicentino e trevisano, sembra che il cognome derivi dal toponimo Gallio (VI), tracce di questa cognominizzazione si trovano a Foza (VI) almeno dalla seconda metà del 1400 quando acquisisce la cittadinanza di Foza una famiglia Geller (con pronuncia tedesca trasformata in Gheller), nel 1534 compare in una controversia un certo Pietro Gheller residente a Foza.

GHELLI

Ha più ceppi, in provincia di Ferrara e di Bologna, di Firenze ed Arezzo e di Lucca, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale Mighele (Michele).

GHENDA
GHENDER
GHENDERO

Ghenda, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Marano Lagunare nell'udinese ai confini con il veneziano, Ghender e Ghendero sono ormai scomparsi in Italia, dovrebbero tutti derivare da un'italianizzazione del nome sia germanico che gotico Wenda, che dovrebbe a sua volta derivare dall'etnico Wandil (della tribù barbara dei Vandali).

GHENO
GHENNO

Gheno, abbastanza raro, è specifico del vicentino di Bassano del Grappa, Romano d`Ezzelino, Valstagna, Cassola, San Nazario e Solagna, Ghenno, praticamente unico è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da una variazione del nome medioevale Ghino, di cui abbiamo un esempio a Firenze in quest'atto dell'anno 1353: "Hoc est exemplare sumptum ex quondam Libro de Cartis bombacinis producti in Curia D. Potestatis p. Ser Pierum Lapi nomine Pierozzi d. Baronio Cappelli ut Librum ol. d. Baronis, et Ghini Veri de Rondinellis, et sociorum inceptum A.D. 1347 et Ego Silvestrti q.m Vanni Berti Baldovini de Flor. Not.", è famoso il brigante Ghino di Tacco di Sinalunga (SI) vissuto fra la fine del 1200 e gli inizi del 1300, citato da Dante: "...Quiv'era l'Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte...".
integrazioni fornite da Tibère Gheno (France)
I Gheno sono oriundi di San Nazario e sono un ramo dei Del Plena (+). La prima citazione la troviamo in un atto notarile del 18 giugno 1486 per la riunione dei capi famiglia di Solagna, San Nazario, Merlo e Carpanè : "Guielmus dictus Gainus", un'altra citazione la troviamo nell'atto del primo gennaio 1498 dove è testimonio "Guielmo detto Geno fu Chemini di Sanaxario del Plena", i Del Plena, famiglia di contadini e di allevatori di bestiame è conosciuta all'inizio del '400 e risale circa al 1360. Il primo conosciuto è Jacobo padre di Antonio e di Chemin, Chemin sarà padre di Guielmo detto
Gheno. Tutti i Gheno hanno come origine unica questa famiglia. L'origine etimologica del cognome dovrebbe consistere in un'alterazione del nome Guielmo (Guglielmo).
Bibliografia : Archivio di Stato di Vicenza e Bassano del Grappa, Fondo Notarile di Bassano, archivi parrocchiali del Canale di Brenta, etc.

GHERARDI
GHERARDINI
GHERARDO
GHIRARDI
GHIRARDINI
GHIRARDO

Gherardi è tipico della zona che comprende Emilia e Toscana, con un possibile ceppo nella bergamasca, Gherardini è specifico della zona tra modenese, bolognese, fiorentino, pistoiese e pisano, Gherardo, molto raro sembrerebbe padovano, Ghirardi è molto diffuso in tutto il nord d'Italia, in particolare in Lombardia, nel torinese e nel parmense, Ghirardini ha un ceppo tra bresciano e trentino, uno nel rovigoto, uno tra parmense, reggiano, modenese, bolognese e ravennate, Ghirardo ha un ceppo nella zona che comprende il torinese, il cuneese, l'imperiese ed il savonese, ed uno tra padovano e trevisano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale di origine longobarda Gerhard latinizzato in Garardus, o Ghirardus, tracce di questi nomi si trovano ad esempio nel 1174 a Brescia in una Carta permutationis: "...et ipse Rusticus fuit professus lege vivere Romana, ut in Dei nomine debeat dare, sicut a presenti die dederunt vicissim sibi unus alteri, permutationis nomine; in primis dedit suprascriptus prepositus suprascripto Rustico, in causa permutationis, .VI. pecie de terra que iacet in loco Navis, iuris sui; prima iacet a Pir longo; coheret: a mane filii Ribaldi Dapiibus, a meridie Ghirardus, a sera via, a monte Otto de Maine; .II. iacet ibi: a mane Otto de Maine, a meridie Ghirardus, a sera similiter, a monte Iohannes Armezonus; .III. in loco Dernachi: ...", o anche nel 1100 a Caserta dove nel Catalogus Baronum, si legge: "...Johannes Garardus Camerarius sicut dixit Nicolaus Frascanellus tenet de raiano feudum ij militum,...", e nel 1300 nella Historia Langobardorum Beneventanorum, si legge: "...conduxerunt Lambertum ducem Spolitensium, et Garardum comitem,...".

GHERGO

Specifico marchigiano tra Osimo (AN) e Recanati (MC), dovrebbe derivare dal vocabolo greco gheorgos = agricoltore.

GHERINI

Gherini, ormai praticamente unico, sembrerebbe di origini giuliane, probabilmente del triestino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Gherinus, di cui abbiamo un esempio d'uso nel trattato dell'anno 1228 con il quale 4300 Pisani giurano di mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi, trattato sottoscritto anche da un certo Gherinus de Guillielmo.

GHERLINZONI

Gherlinzoni, molto molto raro, è tipico della zona che comprende la punta del mantovano, il ferrarese ed il rovigoto, dovrebbe derivare dal nome germanico Gerlingsohn (figlio di Gerling o del lanciere) che dovrebbe originare dal termine medioevale germanico ger (lancia).

GHERPELLI

Gherpelli è un cognome tipicamente emiliano, dell'area reggiano, modenese, di Correggio e Reggio Emilia nel reggiano e di Modena e Castelnuovo Rangone nel modenese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul vocabolo arcaico gherpel (crespino, un tipo di pruno selvatico).

GHERSI
GHERSO
GHERZI
GHERZO

Ghersi è tipicamente ligure, della Liguria di Ponente, non massima diffusione a Genova, a Savona e Albisola Superiore nel savonese ed a San Remo ed Imperia nell'imperiese, Gherso è praticamente unico e dovrebbe originare da un errore di trascrizione del precedente, Gherzi è molto raro, presente in Piemonte e Liguria, Gherzo, estremamente raro, è piemontese, ha un piccolissimo ceppo a Rivoli nel torinese, l'origine di questi cognomi dovrebbe essere ligure e dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale ligure ghersu (guercio), indicando che probabilmente i capostipiti soffrissero di questa menomazione.

GHESLA

Tipico del basso trentino.

GHESSA

Ghessa, molto raro, è tipico dell'iglesiente, di Santadi in particolare.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GHESSA:
lentischio (pistacia lentiscus), in sardo su lentiscu. (vedi inoltre il cognome Chessa). Il lentischio nei dialetti della Sardegna centro settentrionale, viene chiamato chersa o chessa (kèssa o ghèssa). Deriva dal greco ακέσριλα (akèrsila). Nei dialetti campidanesi il lentischio è comunemente chiamato sa moddìtzi e deriva dal latino mollis, per le caratteristiche dei suoi rami (flessuosi). Nei tempi antichi dai semi dei lentischi si ricavava l'olio, generalmente per le candele, ma anche per la cucina (era detto l'olio dei poveri). Ghessa potrebbe derivare da gessa, ben diverso da kessa per significato ed etimologia(vedi Gessa). Il cognome Ghessa è diffuso in 23 Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna(sud): Santadi 23, Masainas 3, Carbonia 3, etc. L'area di diffusione di Gessa, coincide, per lo più con quella di Gessa, mentre Chessa è diffuso a centro nord.

GHETTI

Tipico cognome romagnolo, dovrebbe discendere dal nome medioevale Ghetto, ma potrebbe essere l'aferesi di cognomi terminanti per -ghetti.

GHEZZANI

Ghezzani è tipicamente toscano, di Livorno, del livornese e dell'area pisana di Vicopisano,  si potrebbe trattare di una forma patronimica che dovrebbe discendere dal nome medioevale Ghetius (Ghezzo) (vedi GHEZZI) ed intendere le famiglie di figli di un Ghezzo, ma molto più probabilmente deriva dal toponimo Ghezzano nel pisano.  Tracce di un principio di questa cognominizzazione le troviamo nel 1353 negli Annali pisani dove si può leggere: ".. Anno a Nativitate Domini millesimo trecentesimo quinquagesino tercio Bartolomeo di Masaccio Buonconti e Villano da Piombino andarono a Roma; Rosso Buzzaccherini e Jacopo da Fauglia a Genova; ser Michele da Ghezzano a Firenze; Bartolomeo da Pontedera a Montopoli; e Benincasa Giuntarelli a Milano. ..".

GHEZZI

Ghezzi ha un nucleo fortissimo nel milanese ed in tutta la Lombardia, ma ha anche un ceppo nel Trentino, in Liguria, nelle provincie di Piacenza e Parma, in Toscana nell'aretino, dovrebbe discendere dal nome medioevale Ghetius (Ghezzo) di cui abbiamo un esempio a Tortona nella seconda metà del 1500 con Ghetius Angelus Notarius publicus.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo fin dal 1600 nel senese, nel Salento troviamo sempre nel 1600 a Carpignano Salentino il duca Antonio Felice Ghezzi., personaggio di rilievo è stato il pittore Giuseppe Ghezzi (1634-1721) nativo di Comunanza (AP).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Secondo Lurati il cognome Ghezzi, panitaliano ma con la sua più alta concentrazione in Lombardia, appartiene ad antiche famiglie originarie del Comasco e appunto della Brianza. Come per molte altre famiglie notevoli del luogo il nome alludeva probabilmente allo stemma che recava un animale e nel caso specifico un
ramarro, in dialetto "ghezz". La voce "ghezz" in passato indicava anche persone magre e guizzanti.

GHEZZO

Decisamente veneziano con un ceppo secondario nel rovigoto ed uno a Trieste (vedi Ghezzi), i Ghezzo, nel 900 arrivarono a Venezia provenendo dalla roccaforte di Acri in Terra Santa, qui furono iscritti fra i patrizi veneti e nel 1270 entrarono a far parte del Maggior Consiglio.  Troviamo traccia di questo cognome a Siena tra la fine del 1200 e l'inizio del 1300 con frà Iacopo Ghezzo da Siena padre provinciale francescano.
integrazioni fornite da Marco Vianello
Questo è un cognome diffusissimo a San Pietro in Volta (isola della laguna di Venezia abitata fin dai primi secoli della cristianità) dove addirittura una zona del paese ha questo nome. Varie fonti attribuiscono a questo paese l'origine del cognome Ghezzo.

GHI
GHIA
GHIO

Ghi sembrerebbe dell'astigiano, Ghia, presente anche in Piemonte e Liguria, parrebbe del pavese, Ghio, tipico delle zone dell'alessandrino confinanti con la Liguria, ha un nucleo originario anche nel cuneese, potrebbe derivare dal nome medioevale della Linguadoca Guigo o dal nome medioevale italiano Ghino.
integrazioni fornite da Caterina Ghio
il cognome Ghio dovrebbe derivare da una migrazione di pescatori (che si chiamavano Guillot) dalla zona di Sete (Golfo del Leone) in Liguria nel 1600.
integrazioni fornita da Stefano Ferrazzi
Ghia, tipico dell'Italia occidentale, è diffuso maggiormente fra il pavese, l'astigiano, il torinese e il genovese, Ghi, più raro, è prevalentemente piemontese, Ghio, anch'esso tipico del nord ovest del paese, presenta ceppi maggiori nel genovese, nell'alessandrino, nel cuneese, nel bresciano e nel mantovano, tutti e tre questi cognomi derivano dal nome medievale
Ghio, variante del più comune Guido: si tratta, in effetti, dell'italianizzazione del personale germanico Wido, il cui significato è oggi del tutto incerto (molto diverse e discordanti sono le interpretazioni che si hanno al riguardo). Per la precisione, comunque, va ricordato che Ghio non trae direttamente origine né da Guido né da Wido, bensì dal francese Guy (pronunci: Ghi): come nel caso di parecchi cognomi per lo più settentrionali (piemontesi in particolar modo), anche qui ci si trova di fronte a nomi in origine francesi e in seguito italianizzati; è curioso, tuttavia, notare che molti di questi nomi, sebbene provengano dalla Francia, siano comunque d'origine germanica, così che, non appena vengono introdotti nel nostro paese, ci si ritrova spesso con dei veri e propri 'doppioni' dello stesso nome (è il caso, appunto, di Ghio-Guido, nonché di altri nomi antichi quali Beltrando-Beltramo, Berlingero-Berengario, Gerbaudo-Garibaldo, Oberto-Adalberto, etc). Per quanto riguarda i cognomi in questione, si tratta comunque delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da Vittorio Ghio
il cognome Ghio è un'italianizzazione del nome
Guy o Guillot francese o Wid germanico, appartiene a gente cacciata dalla Spagna al tempo della cacciata dei mori e degli ebrei, a lungo fermatasi poi  in Camargue (ivi assumendo nomi francesi), molto probabilmente  si tratta di zingari sinti. A Bosio (AL) tutti o quasi si chiamano Ghio, Ghio però è il nome della tribù. Le famiglie Ghio si distinguono per i soprannomi . Vi sono tre soprannomi: Marsciahnni, Magnellotti e Berlinghihnni  che guarda caso sono i tre mestieri tipici degli zingari, mercanti, magnani- calderai e guerrieri portatori di lancia (di fatto  i ladri). L'origine zingara (sinti) par confermata anche da quel Wid ,germanico  ma anche e soprattutto slavo ove tuttora Guido si dice Vid.

GHIANDA

Originario del milanese, può discendere da un soprannome legato al frutto della quercia, ma potrebbe anche derivare da una modificazione del nome longobardo Gundo o del nome goto Gundehar.

GHIANI
GHIANO

Ghiani è specifico della Sardegna centromeridionale, Ghiano, molto raro, è tipico del torinese, potrebbero derivare dal patronimico di Ghio e starebbe per il figlio o i figli di Ghio, da non scartare anche una possibile derivazione dal nome latino Gianus (la pronuncia arcaica con la G dura supporta questa tesi).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GHIANI: si tratta di un aggettivo riferito, più che altro, al cavallo col manto del colore "
ghiani" = morello, tendente al nero. Alcuni linguisti fanno arrivare la voce dall'arabo kāni, ma di derivazione greca, dall'aggettivo κυανός (kianòs). È accettabile anche in relazione al fatto che in Sardegna, in periodo bizantino, furono portati i cavalli arabi ed è quindi probabile che il vocabolo sia arrivato insieme ai cavalli arabi di questo colore. È un cognome presente in tutta la Sardegna sin dai tempi antichi, anche se con varianti diverse. Nel "De Rebus Sardois II°", di Giovanni Francesco Fara, figura(264/5): marchionis Chiani (il marchese Chiani) .Quibus successibus Genuenses confirmati quatuor et vigenti triremes de integro deducunt, quae prius in portu pisano tres oneraria set nonnulla minutiera navigia ceperunt, deinde in Sardiniam cursum dirigentes, eo appulsae res tristes offendunt morte Chiani marchionis ab inimicis suis interfecti..(per la morte del marchese Chiano, ucciso dai suoi nemici).Più avanti, sempre nella stessa opera (a pag. 320/24): Chianus marchio fuit Iudex Calaritanus et anno 1258 occisus fuit, ut refert Augustinus Iustinianus et Paulus Interianus. (il marchese Chiano, Giudice di Cagliari, fu ucciso nel 1258, come attestano Agostino Giustiniano e Paolo Interiano). Nella storia contemporanea ricordiamo Ghiani Mameli Pietro, cagliaritano (Cagliari 1842 - Genova 1923). Partecipò al Risorgimento Italiano al seguito di Giuseppe Garibaldi, sino alla battaglia di Magenta del 1869. Rientrato a Cagliari, da semplice impiegato dell'Amministrazione Provinciale del Tesoro, divenne ben presto un personaggio di spicco nel mondo dell'economia e della politica. Fu direttore della Cassa di Risparmio di Cagliari. Nel 1887 fu coinvolto nel crac delle banche ed il prefetto di Cagliari ordinò la chiusura della Cassa di Risparmio e del Credito Agricolo Industriale Sardo. Il Ghiani fu accusato del fallimento e processato a Genova. Condannato a 10 anni di carcere, ottenne la grazia quando aveva scontato quasi per intero la pena. Attualmente il cognome Ghiani è presente in 227 Comuni italiani, di cui 94 in Sardegna: Cagliari 187, Isili 58, Assemini51, Carbonia 44, Logoro 44, etc.

GHIBAUDI
GHIBAUDO

Ghibaudi è specifico del torinese  e dell'alessandrino, Ghibaudo è tipico della provincia di Cuneo, Cuneo, Roccavione e Borgo San Dalmazzo, con presenze significative anche nel torinese e nel savonese, deivano dal nome medioevale di origini longobarde Guibaldus di cui abbiamo un esempio  nel Codex  cavensis diplomaticus sotto l'anno 794: " A. D. 794, Indictione I, temporibus Constantini Augusti et Hadriani Pape, Guibaldus Monachus Beneventi, qui in civitate Salerno de nobilibus langubardorum ortus erat, Grimuald Principem exoravit, quatenus  cenovium monachorum in Salerno istrui face«ret sub invocatione S. P. Benedicti. Quod et post aliquos menses «factum est, et Guibaldus ipse Prepositus eiusdem Cenovii ordinatur, per quem a Principe ipso multa  dona et predia optenta sunt in Castro nempe Metuliano, in partibus Ebulo, in Tuscianu, in Rota, et Capaque...".

GHIBELLINI
GHIBELLINO
GIBELLINI

Ghibellini è tipico del modenese, di Pavullo nel Frignano e Castelvetro di Modena, Ghibellino è quasi unico, Gibellini, tipico del modenese, ha ceppi anche in Lombardia nel bresciano e nel bergamasco, dovrebbero derivare probabilmente dall'essere il capostipite un ghibellino, magari transfuga da aree di influenza guelfa o papale, l'area modenese era storicamente filoimperiale in perenne contrasto con quella bolognese filopapale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gibellini oltre alla derivazione dal termine '
ghibellino', in opposizione a 'guelfo', da ricordare anche l'ipotesi, sostenuta da D. Olivieri, che il cognome derivi dal nome personale germanico Gibilin, Förstemann 632.

GHIBERTI
GUIBERTI

Ghiberti ha un ceppo ravennate ed uno nel torinese, Guiberti, quasi unico, parrebbe di origini piemontesi, dovrebbero derivare dal nome medioevale franco Guibertus derivato dal nome germanico Wigberht  derivato a sua volta da wig (guerra, battaglia), unito a berht (splendente, lucente) con il significato di colui che risplende in battaglia.

GHIDELLI
GHIDINI
GHIDOLI
GHIDONE
GHIDONI
GHIDOTTI

Ghidelli ha vari ceppi in Lombardia a Milano, nel creminese, nel bergamasco e nel bresciano ed un ceppo a Caserta ed a Napoli, Ghidini è specifico della Lombardia orientale, sembra originario dell'areale tra le provincie di Brescia e di Mantova, forse esiste anche un ceppo nel parmense, Ghidoli è tipico del milanese, Milano, Arluno e Sedriano, Ghidone, molto raro, è tipicamente piemontese, dell'area che comprende il torinese e l'astigiano, Ghidoni dovrebbe essere più del bresciano, ma copre comunque un' area che abbraccia anche le zone settentrionali delle provincie di Reggio Emilia e Modena, Ghidotti, decisamente lombardo, è molto diffuso nel milanese, bergamasco, bresciano, cremonese e mantovano. Tutti questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo medioevale germanico guild, ghild (sacrificio) o al nome di origine germanica  Guildo (sempre derivato da guild), ma potrebbero anche nascere da modificazioni ipocoristiche del nome Guido.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ghedini è diffuso in Lombardia e in Emilia Romagna: alla base dovrebbe esserci il nome germanico
Widin, da radice 'vid' > gotico 'vidus' = bosco, che ha dato anche il nome Guido.

GHIGLIA
GHIGLIANI
GHIGLIANO
GHIGLIAZZI
GHIGLIETTI
GHIGLIO
GHIGLIOTTI
GHIGLIOTTO

Ghiglia è tipico della zona tra cuneese e Liguria,  rarissimi, Ghigliani tipico del pavese e Ghigliano specifico del cuneese, Ghigliazza è decisamente ligure della Riviera di Ponente, di Varazze e Savona nel savonese, di Cogoleto nel genovese e di Imperia, Ghiglietti ha un ceppo lombardo tra milanese, lodigiano e pavese, ed uno nel torinese, Ghiglio, praticamente unico, è del nord Italia, Ghigliotti e Ghigliotto, estremamente rari, sono liguri, possono derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dall'apocope del nome medioevale Guiglielmus: "...Domini MCCCCLXX prior generalis XXXI, quia frater Guiglielmus factus fuit episcopus fesulanus...", ma è pure possibile che derivino dalla gens romana Aquilia, è pure possibile un collegamento con il nome medioevale Guilia, di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1182 a Modena: "Ego Arlotus iudex , voluntate et ex delegatione domini Ardicionis Mutinensis episcopi, cognitor litis que vertebatur intera Guiliam filiam quondam Blanci de Porcile et Gosbertum de sex pecis terre positis in Porcile, quas ipsa Guilia ab ipso petebat dicens iure precharie, quam pater et patruus suus Ricius ab episcopo Mutinensi acquisiverunt...". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel nord milanese nella seconda metà del 1600 con un certo Giuseppe Ghiglio che compare in atti giudiziari.

GHIGNA
GHIGNI
GHIGNONE
GHIGNONI

Ghigna, abbastanza raro, è probabilmente di origine pavese, Ghigni, quasi unico, è lombardo, Ghignone è piemontese, di Torino, Chieri e Moncalieri nel torinese e di Nizza Monferrato e Canelli nell'astigiano, Ghignoni ha un ceppo nell'aretino a Sansepolcro ed Anghiari e nel vicino perugino a San Giustino, dovrebbero derivare dal nome medioevale Ghino, Ghigno o dalla sua forma declinata Ghignone.

GHIGO

Ghigo è tipico del Piemonte occidentale, del cuneese in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale savoiardo Guigue a sua volta derivato dal nome germanico Wigo dalla radice wig (battaglia), nome attribuito forse per esaltare caratteristiche guerriere o come augurio di forza e combattività.

GHILARDELLI
GHIRARDELLI
GHIRARDELLO
GILARDELLI
GIRARDELLI
GIRARDELLO

Ghilardelli, molto raro sembrerebbe della zona tra mantovano, rovigoto, modenese e ferrarese, Ghirardelli ha un nucleo nel bresciano ed uno nel ferrarese, Ghirardello sembra avere un ceppo nel vicentino ed uno nel rovigoto, Gilardelli è tipico del milanese, di Bussero, Agrate Brianza e Milano, Girardelli ha un piccolo ceppo nel pavese tra Voghera e Godiasco ed alcuni ceppi nel trentino a Mori, Scurelle e Rovereto, Girardello è tipicamente veneto di Creazzo (VI), Venezia, Santa Maria di Sala (VE), Vicenza, Schio (VI) e Padova, derivano tutti da forme ipocoristiche del nome medioevale di origine longobarda Gerhard latinizzato in Ghirardus, come si può vedere ad esempio in questa Cartha Permutationis del 1174 conservate nel Codice Diplomatico Bresciano a Brescia : "...a mane filii Ribaldi de Apiibus, a meridie Ghirardus, a sera via, a monte Otto de Maine..."; tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel bergamasco in un atto giudiziario del giugno del 1500 nel quale si contesta una pezza di terra in Martinengo (BG) usurpata da Bernardino Ghirardelli.

GHILARDI
GHILARDINI
GILARDI
GILARDINI
GILARDINO
GILARDO
GILARDONE
GILARDONI
GILLARDO

Ghilardi ha un ceppo lucchese ed uno lombardo, Ghilardini, molto raro, è del bergamasco, Gilardi è diffuso in tutta l'Italia settentrionale occidentale, potrebbe avere anche un ceppo nel Lazio, Gilardi ha un nucleo tra Lombardia centroccidentale e Piemonte, un ceppo in provincia di Roma ed uno nella Campania settentrionale, Gilardini e Gilardoni sono decisamente lombardi, Gilardino invece è piemontese, Gilardo, molto raro è anch'esso piemontese con una presenza significativa nel savonese, Gilardone è dell'alessandrino, così come Gillardo che sembrerebbe tipico di Pareto, potrebbero tutti derivare da variazioni del nome medioevale francese della Linguadoca Gailhard, trasformatosi in epoca medioevale in Gilardus come possiamo vedere in uno scritto del 1305: "...Gilardus Avighi et Carolus Mignotus de Meziana pro Communibus Plodarum ...".

GHILLANI

Tipico del parmense, potrebbe essere originato dal nome medioevale francese Ghislain, o dal nome medioevale di Linguadoca Guilhamos.

GHIN
GHINELLI
GHINELLO
GHINI

Ghin, molto raro è tipico della zona di Marano (UD), Ghinelli, tipicamente emiliano e romagnolo, dovrebbe essere originario della zona modenese di Pavullo nel Frignano e Sestola, Ghinello è invece specifico del rovigoto, Ghini è specifico dell'area che comprende l'Emilia e la Toscana, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Ghino (vedi GHENO), esempio dell'uso di questo nome a Firenze si ha in uno scritto conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze: "...In Dei nomine amen. Anno Domini millesimo trecenteximo quadrageximo quarto, indictione xii, die primo mensis maii. ... ... emancipatus a dicto patre suo, ut contineri dixit in carta facta manu ser Ghini Sozzi de Senis notarii ...", traccia di queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel 1300 con Giovanni di Lapo Ghini.

GHINAGLIA

Ghinaglia è tipicamente lombardo, del cremonese in particolare, di Casalbuttano e di Cremona, e del mantovano, potrebbe derivare dall'italianizzazione di un soprannome basato sul termine medioevale tedesco a.a.t. winag (ubriaco), l'italianizzazione del prefisso wi- conduce normalmente alla forma gui- e quindi a ghi-, ne troviamo un esempio nel nome Wido che diventa Guido e Ghido in alcuni casi, una seconda ipotesi propone invece una derivazione da una forma di appartenenza subordinata con suffisso in -aglia, riferita al nome Ghino (vedi GHIN), si riferirebbe quindi ad un ramo cadetto dei figli di un Ghino, un ultima ipotesi proporrebbe una derivazione da un'alterazione dialettale del cognome Chinaglia (vedi CHINAGLIA).

GHINAZZI

Estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo nel fiorentino e nell'aretino ed uno nel bolognese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ghino (vedi Gheno). Tracce di questo cognome si trovano fra  i nobili di Firenze fin dal 1200 un Domenico Ghinazzi è citato fra gli esuli ghibellini, nel 1355 Tosco dello Scelto Ghinazzi è Priore della Repubblica Fiorentina.

GHINOLFI
GINOLFI

Ghinolfi, molto molto raro, è tipico del reggiano, di Reggio Emilia e Quattro Castella, Ginolfi, altrettanto raro, è invece campano, di Seino e Solofra nell'avellinese, di Caserta e di Salerno, derivano per aferesi dal nome longobardo Aghinolfus o Aginulfus di cui abbiamo un esempio in un Breve refutationis et finis redatto in Pavia nell'anno 1151: "...Presencia quorumdam hominum quorum nomina subter leguntur, orta controversia inter monasterium Sancti Petri Celi Aurei et  Iacopum Sclafenatum et Ardicionem Grassum nominative de molandino uno posito et edificato in fluvio Catrone, ad locum qui dicitur Sanctum Columbannum, consules, silicet Opizo Bucafollis, Lanfrancus Rabia, Aginulfus Cummanus, Iosfredus de Burgo, Rufinus Bulza, talen protulerunt convenienciam, videlicet suprascriptus Iacopus Sclafenatus et Ardicionus Grassus, per lignum quod in eorum tenebant mannibus, per se ipsos et per fratres Iacopi ...", l'origine di questo nome è dato dalla fusione dei termini germanici agil (spada) e wulf (lupo).  Tracce molto antiche di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1300 con il notaio, operante a Firenze, Michele filius olim ser Tani Ghinolfi de Sancto Donato de Lucardo, a Solofra i Ginolfi anche occuparono il posto di notai.

GHIONE
GHIONI

Ghione è tipico piemontese e ligure, Ghioni più raro è della zona che dal milanese e pavese arriva al piacentino, derivano da modificazioni del nome Guido o anche dal nome medioevale della Linguadoca Guigo o dal nome medioevale italiano Ghino.

GHIORZI
GHIORZO

Specifici liguri, della zona di Genova e La Spezia, potrebbero derivare dal dal nome medioevale della Linguadoca Guigo, tracce di questa cognominizzazione si trovano a Varese Ligure almeno dal 1700.

GHIOTTI
GHIOTTO

Ghiotti abbastanza raro sembra avere un ceppo nella zona di confine tra rovigoto e mantovano ed uno nel torinese, Ghiotto è tipico vicentino, con un possibile ceppo nel genovese, dovrebbero derivare da una modificazione del nome italo germanico Ghino o da un'alterazione del germanico Wido (Guido).

GHIOZZI

Tipico del parmense, dovrebbe derivare da una contrazione del nome Guidozzo, di quest'uso abbiamo tracce in un atto del 1298: "...Nieri e Grifolo Todini ci deono dare a dì XIII di genaio, demogli per loro a Bindo portatoro dela Rosa libbre XI et soldi VIII et denari V anche ci deono dare per la detta cagione libbre I et soldi XV et denari VI ane datto al Bequzzo et Nieri di Ghiozzo libbre VI et soldi IV et denari VII...".

GHILARDI
GHILARDIN
GHILARDINI
GHILARDO
GHILARDON

Ghiraldi è tipico della zona che comprende il cremonese, il mantovano, il rovigoto ed il ferrarese, Ghiraldin, assolutamente rarissimo, è del padovano, Ghiraldini ha un piccolo ceppo nel varesotto, uno nel padovano, ma il ceppo principale è nel rovigoto, a Salara, Ceneselli, Trecenta e Fiesso Umbertiano, Ghiraldo è decisamente veneto del padovano, di Padova ed Albignasego, Ghiraldon, praticamente unico, è del padovano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici anche dialettali o accrescitivi, da alterazioni del nome germanico Gerhard (pronuncia Gherard), trasformato ed addolcito nel nome medioevale italiano Ghiraldus.

GHIRELLI
GHIRELLO
GHIRETTI
GHIRI
GHIRIN
GHIRINI
GHIRO
GHIRONE
GHIRONI
GHIROTTI
GHIROTTO
GHIRRI

Ghirelli ha un ceppo emiliano tra modenese e reggiano, uno nel rovigoto, uno romagnolo tra ravennate e forlivese, ed uno romano, Ghirello, decisamente più raro, ha un ceppo nel rovigoto ed uno nella Lombardia occidentale, Ghiretti ha un ceppo nel parmense a Parma, Montechiarugolo, Collecchio e Noceto, ed uno nel bellunese a Cortina d'Ampezzo, Ghiri, assolutamente rarissimo, è specifico del lucchese, di Massarosa e Lucca, Ghirin e Ghirini, così rari da essere quasi unici, sembrerebbero specifici dell'Italia settentrionale, Ghiro, decisamente veneto, è specifico in particolare del padovano, Ghirone, quasi unico, potrebbe essere meridionale, forse pugliese, Ghironi ha ceppi nel veronese, nello spezzino, parmense e carrarese, e soprattutto in Sardegna, nel cagliaritano a Maracalagonis, Quartu Sant'Elena, Sinnai e Cagliari, a Burgos nel sassarese e nell'Ogliastra a Lotzorai, Baunei e Tortolì, Ghirotti è caratteristico dell'area che comprende il rovigoto, il ferrarese, il ravennate ed il forlivese, Ghirotto ha un ceppo nel torinese ed alessandrino, uno nella Lombardia nordoccidentale ed uno nel rovigoto, Ghirri è tipico del reggiano, di Reggio Emilia e Scandiano e di Formigine nel modenese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome medioevale, Ghiro, Ghironis, o anche da soprannomi originati, direttamente o tramite ipocoristici, dal termine ghiro (animale noto per il suo lungo periodo di letargo, ma anche per la sua voracità ed agilità), il ceppo sardo potrebbe derivare dal termine sardo ghironi (curve della strada o anse del fiume), forse ad indicare che il capostipite provenisse da una zona con quella caratteristica.
integrazioni fornite da Silvano Ghironi
Il cognome Ghironi, rilevato nel Campidanese (Maracalagonis, Quartu S. Elena, Sinnai e Cagliari) ha origine dal cognome Chironi. Infatti, due fratelli di nome Chironi originari di Nuoro si trasferirono verso la fine del Settecento da Nuoro a Maracalagonis. Successivamente, anche per il passaggio dallo spagnolo all'italiano, nei documenti della chiesa, si ebbe una corruzione del cognome da Chironi (che negli atti in spagnolo veniva scritto
Quirony per leggersi Chironi) in Ghironi. Da Maracalagonis, dove oggi troviamo molte persone con questo cognome, esso si diffuse poi in tempi più recenti a Sinnai, Quartu e Cagliari.

GHIRIMOLDI

Ghirimoldi è tipicamente lombardo, di Gerenzano nel varesotto in particolare, e di Turate nel comasco, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica Grimoldus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Bresciano sotto l'anno 1183: "...Interogatus quantum est, respondit  XX. annos esse et plus Grimoldus iuratus testatur  filios Bonizonis occidisse...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ghirimoldi trova una radice nel nome medievale d'origine longobarda
Gerhard latinizzato in Ghirardus e un'altra nel nome medievale Remoldus (che troviamo attestato nel Lecchese, nel Comasco e nel Milanese).

GHIRINGHELLI
GHIRINGHELLO

Ghiringhelli è tipico del milanese e varesotto,  mentre Ghiringhello è forse piemontese, il primo potrebbe derivare dal toponimo Caronno Ghiringhello (VA) ora Caronno Varesino. Nel 1200 troviamo come Podestà di Genova il milanese Philippus Guiringuellus, nell'elenco delle famiglie nobili di Milano del 1300 troviamo Ghiringhellis de Mediolano e Gheringhellis de Carono.

GHIRLANDI

Parrebbe avere due ceppi, uno in Romagna ed uno nel milanese, quest'ultimo è originato probabilmente dal toponimo Ghirla (VA).

GHISALBERTI

Specifico bergamasco, dovrebbe derivare dal nome longobardo Ghisalbertus formato dalle radici gisil (freccia) e bherta (luminoso), esempio di questo uso lo abbiamo con Ghisalberto, conte palatino di Bergamo nel 1100, in alcuni casi potrebbe anche derivare dal toponimo Ghisalba (BG).

GHISELLI
GHISELLINI

Ghiselli ha un ceppo tra ravennate e pesarese ed uno nel lucchese, Ghisellini, abbastanza raro, è tipico del ferrarese e rovigoto derivano dal nome medioevale Ghisellus, di cui troviamo traccia ad esempio in uno scritto romano del 1318: "...vexillifer iustitie de Porta Domus Ghisellus...".  Tracce di questa cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Barletta (BA) con l'abate Paulus Ghiselli nel 1500.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ghiselli con il suo diminutivo Ghisellini, il cognome muove dal nome personale longobardo
Gisilo da gîsil «freccia». Il personale femminile Gisla, corrispondente all'attuale Gisella, compare in una carta modenese del 1126. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GHISETTI
GHISI
GHISINI
GHISO
GHISONI

Ghisetti è tipicamente lombardo, dell'area cremasca in particolare, di Cremosano, Offanengo, Crema e Pianengo, Ghisi è tipico dell'area lombardo emiliana, del milanese, mantovano, bergamasco e bresciano e del reggiano, Ghisini è specifico del bresciano e mantovano, Ghiso è del savonese, di Cairo Montenotte e Savona soprattutto, Ghisoni è della Lombardia meridionale, del pavese, lodigiano e cremasco e soprattutto del piacentino, di Piacenza, Fiorenzuola d`Arda, Podenzano e Fidenza, derivano tutti direttamente o per ipocoristici dal nome tardo latino Guiso, Guisonis (vedi GUISO), di questa variazione abbiamo un esempio in una charta dotis dell'anno 747 a Lucca dove come testimone si trova: "...Signum + manus Fermuso filio quondam Ghisi vir devoti testis...".
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GHISO: cognome presente in 25 Comuni italiani, di cui solo 3 in Sardegna. La maggiore diffusione del cognome l'abbiamo in Liguria, in provincia di Savona. Per il ceppo sardo (Cagliari 8, Maracalagonis 3, Sassari 3) crediamo si tratti di una variante di Ghisu.

GHISILIERI
GHISLERI
GHISLIERI

Ghisleri, abbastanza raro, è tipico della zona tra basso bresciano e cremonese,  Ghislieri è rarissimo ed è tipico dell'alessandrino al confine con il pavese, il ceppo marchigiano ed Umbro è praticamente scomparso, Ghisilieri anche è quasi scomparso, tipico bolognese dove troviamo questo casato almeno dal 1200, una delle torri della città è appunto la torre dei Ghisilieri, una delle cinque torri del quartiere di Porta Stiera appunto possedute da questa famiglia gentilizia che aveva radici anche a Pistoia, famoso fu il capitano pistoiese Grandonio dei Ghisilieri che conquistò le Baleari nel XII secolo.  Tutti questi cognomi derivano dal nome medioevale di origine germanica Ghislerio, nome e cognome che troviamo nel 1100 ad Osimo (AN) con Ghislerio Ghislieri padre di San Silvestro, tracce di questa cognominizzazione si trovano anche ad Assisi nel 1200, dove la famiglia dei Ghislerio è annoverata tra i nobili di quella città.  Questo casato annovera anche Antonio Michele Ghislieri, domenicano, tortonese originario di Bosco Marengo (AL), prima Cardinale e poi Papa Pio V° dal 1566 al 1572, ricordato come il Papa della vittoria sui turchi nella battaglia navale di Lepanto.

GHISIO

Ghisio è tipico dell'area lombardo, piemontese che comprende il torinese, il biellese, il vercellese soprattutto, il novarese, il milanese ed il pavese, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome tardo medioevale Guisius, di cui abbiamo un esempio nel XVI° secolo: "..ut Navarro gradum ad successionem praecideret, de Lotharingi liberis ex Claudia filia evehendis cogitavit, Guisius ad se id rapere contendentibus. Hinc Liga illa adco famosa, quae Peronae prius coepta, Duce Guisio, iam Philippo II. et Sixto V. sussulta lacertos movere, Religio praetexi, Carolo Cardin. ut ambitio tegeretur, regnum deferri: scisso in tres. factiones regno, quarum illa quae Regi adhaerebat, Politicorum dicta, infirmissima erat, altera Ligistarum potentissima, tertia Reformatorum, sub auspiciis Henrici Navarri, per quos Regis latus a Ligistis petebatur..".

GHISLANDI
GHISLANI

Ghislandi, tipicamente lombardo, è molto diffuso nel milanese e nel bergamasco, Ghislani, praticamente unico, è del bergamasco, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Ghislandus, una latinizzazione del nome germanico Guislan, o Guisland, forme alterate dei nomi di origine nordica Wislan o Wisland, della prima forma abbiamo un esempio d'uso in una Carta venditionis del 1270 a Piacenza: dove Raynaldo Ghislandus Maior e Oberto, suo figlio, figurano come venditori di un pezzo di terra.

GHISLANZONI

Tipicamente lombardo, di Lecco, Valtellina e del bergamasco, dovrebbe derivare da modificazioni del nome germanico Guislan, troviamo tracce di questa cognominizzazione fin dal 1500 a Vicenza e Venezia, a Vercurago (LC) in un atto del 1534 leggiamo: "In Christi nomine. Amen. Die quarto mensis aprilis millesimo quingentesimo trigesimo quarto, indictione septima, in loco de Caloltio vallis Sancti Martini,.. ..cui coheret a mane corna arcis de Vercurago in parte et in parte muratellus de Tremasasso, a meridie dominus Thomas quondam de Ghislanzonibus de Barchio, a sero heredes Antonii Georgii de Aroldis de Somascha et a montibus suprascriptus venditor...", sempre a Vercurago dal 1617 al 1632 è parroco del paese un tale Giovanni Andrea Ghislanzoni, a Mazzo di Valtellina in un atto del gennaio 1686 viene citata la ricca famiglia Ghislanzoni. Personaggio illustre del secolo XIX° è stato lo scrittore e librettista d'Opera Antonio Ghislanzoni di Barco di Maggianico (LC) celebre soprattutto per il libretto dell'Aida di Giuseppe Verdi.

GHISOLFI
GHISOLFO
GISOLFI
GISULFO

Ghisolfi è molto diffuso in Lombardia, soprattutto a Cremona e nel cremonese ed a Milano,  ed in Piemonte a Tortona (AL), Torino e Cuneo, Ghisolfo, molto raro, ha un ceppo nel savonese, così come il quasi unico Gisulfo, Gisolfi ha un nucleo campano nel salernitano a Bracigliano, Salerno, Vietri sul Mare e Mercato San Severino oltre ad un piccolo ceppo a Napoli, ha anche un piccolo ceppo a Rignano Garganico (FG), derivano tutti dal nome longobardo Guisulf latinizzato in Ghisulfus dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in un atto dell'anno 854 a Milano: "In Chr(ist)i nom(ine). Breve securitatis qual(iter) presentia bonor(um) hominum, quor(um) nomina subt(er) legunt(ur) firmantes.. .. Que cartol(a) ipsa scripta fuit p(er) Gisolus notarius, et relecta ibi p(er) ipso Gisolfus notarius. Factum est hoc breve in anni dom(n)us Hlotharii et Hloduici fil(ii) eius, divina ordinante p(ro)videntia, imp(eratori)bus XXXIII et quarto, septimo die ingred(iente) m(e)ns(e) feb(ruario), ind(ictione) secunda.", e alcuni secoli dopo nel Codice Diplomatico Pavese in una Carta Divisionis del marzo 1234 a Pieve Porto Morone (PV): "Anno dominice incarnacionis millesimo ducentesimo trigesimo quarto, indicione septima, die decimo mensis marcii. In Plebe Portus Moroni. Divisionem talem inter se ad invicem fecerunt concorditer et unanimiter.. ..Ego Ghisulfus inperialis notarius qui moror ad Plebem Portus Moroni hanc cartam tradidi et scripsi.".

GHISOLI

Assolutamente rarissimo tipico del bolognese, di Sant'agata Bolognese in particolare, dovrebbe derivare da modificazioni dell'aferesi del nome longobardo Adalghiso.

GHISSONI
GHIZZI
GHIZZINI
GHIZZO
GHIZZONE
GHIZZONI

Ghizzi è decisamente lombardo dell'area mantovana, di Viadana, Porto Mantovano, Marcaria e Mantova e di Desenzano del Garda e Pozzolengo nel bresciano, Ghizzini, molto molto raro, sembrerebbe tipico del mantovano ai confini con il reggiano, di Viadana in particolare, Ghizzo ha un ceppo nel trevisano a Farra di Soligo, Pieve di Soligo e Moriago della Battaglia, ed un ceppo a Monfalcone nel goriziano, Ghizzone, come Ghissoni, è quasi unico, mentre Ghizzoni, il più diffuso è ben presente in Emilia dal piacentino al modenese, ed in Lombardia nel cremonese e nel milanese, tutte queste cognominizzazioni potrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche e o accrescitive, da alterazioni del nome medioevale Guittius (Guizzo) (vedi GUIZZETTI), ma potrebbero anche, in alcuni casi, derivare da alterazioni del nome medioevale Ghetius (Ghezzo) (vedi GHEZZI).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ghizzoni è una forma derivata in
-one e sincopata del personale medievale Guiducius, Widucius, vivo in documenti modenesi dal 1138, e che ha dato i cognomi Ghiducci e Ghiduzzi. All'origine di detti nomi è sempre il personale germanico Wido, long. Wîdo (probabile forma abbreviata di nomi composti), divenuto l'italiano Guido. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GHISU

Ghisu è tipicamente sardo ed è diffuso in tutta l'isola, dovrebbe derivare dal termine sardo logodorese ghisu (gesso), forse ad indicare nel capostipite uno che lavorava o possedeva una cava di gesso.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GHISU: è il
pettirosso, altrimenti detto brabarrubia (barba rossa), traddèra, ghisettu, tziddì, tzikkì, kirisi, kilisu, grisottu, printzi:, etc.: a parte il primo, gli altri sono tutti onomatopee. Non esiste nei documenti antichi. Si tratta di un cognome raro. Qui da noi a Gonnosfanadiga il pettirosso è comunemente chiamato su printzi cambèdda, per la sottigliezza ed eleganza insieme, delle sue lunghe gambe. Non dimentichiamo però che in lingua sarda del Campidano esiste la parola ğìsu (ghisu), nel significato di gesso, dal catalano guix, dall'italiano gesso. Non abbiamo altri suggerimenti! Attualmente il cognome Ghisu è presente in 137 Comuni italiani, di cui 61 in Sardegna: Cagliari 76, Sassari 74, Alà dei Sardi 44, Ollolai 43, Nuoro 24, Siliqua 23, etc.

GHITTI
GHITTONI

Ghitti è specifico del bresciano, Ghittoni, abbastanza raro,sembrerebbe specifico del piacentino, derivano dal nome Ghitto, in uso nel periodo rinascimentale, esempio di questo uso lo si trova in un atto del 1588 redatto a Siena, dove si legge : "...Item ane terra lavoratia posta nela detta corte e luoco detto e contrata di Sassolamo, ala quale dal'una parte di Nieri di Vanni, dal'altra del Boffino di Pero da Montemassi ane terra lavoratia e vigniata, posta nela corte di Montemassi, nella contrata di Montaguzzoli, ala quale dal'una parte è di Ghitto di Naldo, dal'altra di Giovanni di Toro; la quale è tre staia a tavola....".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Ghittoni è una variante del nome proprio medievale
Guittone, presente nelle carte modenesi, nelle forme Guitonus, Witonus dal 1175. L'origine è il personale germanico Wido, long. Wîdo (probabile forma abbreviata di nomi composti), divenuto l'italiano Guido. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GHIZZARDI

Di origine bresciana, deriva dal nome medioevale Guizzardo o Ghizzardo.

GHO
GHÒ

Gho è tipicamente piemontese, come Ghò che parrerbbe però unico, la massima concentrazione la troviamo ad Alessandria, ma sono presenti ceppi anche a Torino e Moncalieri, dovrebbe derivare da forme dialettali derivate dal vocabolo (testa)
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
sembra che esistano diverse varianti di questo cognome, fra le quali Go, Gò, Ghò, Co e Cò (si riscontrano quasi tutte nel nord Italia, soprattutto fra Piemonte, Lombardia e Veneto; Gho, però, è più tipicamente piemontese): la presenza della lettera
-h, infatti, è dovuta a un arcaismo o a un fenomeno dialettale (in italiano, infatti, non avrebbe motivo di esistere se non seguita dalla -e o dalla -i e la caduta della stessa -h nelle forme Go, Co e simili sembra sopportare questa ipotesi; la sostituzione del suono -c col suono -g, invece, è quasi sicuramente dovuta all'influsso dei dialetti settentrionali e al fenomeno della gutturalizzazione. Un'ultima considerazione ancora su tutti questi cognomi: in molti casi si tratta di cognomi fortemente diffusi un po' in tutto il paese e, al di là di un'origine da un soprannome, pare che spesso fossero usati come nomi di persona in epoca medievale (diversi di questi sono documentati come tali, anche lo stesso nome medievale Capo), ma, così come altri nomi 'anatomici' quali Bocca, Naso, Braccio, Pancia, Gamba, etc, non so dire di preciso in che senso vadano intesi (probabilmente indicano particolari caratteristiche fisiche e, a questo punto, la differenza fra nome e soprannome diventa molto sottile, pur trattandosi comunque di nomi personali).

GIACALONE

Giacalone è tipico della Sicilia occidentale, del trapanese in particolare, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome Giacomo, in alcuni casi, soprattutto il ceppo nel palermitano, potrebbe derivare dal toponimo Giacalone (PA), tracce di questa cognominizzazioni le troviamo a Trapani almeno dal 1700.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Giacalone è cognome siciliano dalla voce dialettale '
giacaluni' = sorta di ghiro. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, p. 96.

GIACCARI
GIACCARO

Giaccari ha un ceppo a Roma, uno a Marzano Appio nel casertano, ma il ceppo più importante è in Puglia nel leccese a Galatina, Ruffano, Salve e Nardò, e Taranto, Giaccaro, molto più raro, è specifico di Sessa Aurunca nel casertano, dovrebbero derivare dal nome composto dalla forma contratta e apocopaica del nome Giovanni unita al nome Caro, formando prima Giovancaro, poi Giaccaro, nome probabilmente portato dai capostipiti.

GIACCARIA

Giaccaria è tipicamente piemontese, molto raro, è specifico di Chiusa di Pesio e Pianfei, l'origine etimologica è oscura, anche se si può ipotizzare un collegamento con la contrada Giaccaria di Cassine nell'alessandrino.

GIACCHE'
GIACCHETTI
GIACCHETTO
GIACCHI
GIACCHIN
GIACCHINA
GIACCHINI
GIACCHINO
GIACCO
GIACCONE
GIACCONI
GIACHETTI
GIACHETTO
GIACHIN
GIACHINI
GIACHINO
GIACO'
GIACONE
GIACONI

Giacchè ha un ceppo tra spezzino, a La Spezia ed Ortonovo, e Carrara, un ceppo nell'anconetano ad Osimo, Ancona, Jesi e Castelfidardo, un ceppo nel perugino a Perugia ed Umbertide ed un ceppo a Roma, Giacchetti ha un ceppo nell'anconetano, uno nel teatino, uno a Roma ed uno nel napoletano, Giacchetto e Giachetto hanno un ceppo nel veneziano ed uno nel torinese, Giachetti sembrerebbe tipicamente toscano, del fiorentino in particolare, ma ha anche un ceppo a Roma ed uno nel barese, Giacchi ha un ceppo tra urbinate, aretino e perugino, uno tra romano e viterbese ed uno nel ragusano, soprattutto a Vittoria, Comiso, Scicli e Giarratana, Giacchin, assolutamente rarissimo, è del nord Italia, Giacchina, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Palermo, Giacchini ha un piccolo ceppo nel ravennate e forlivese ed uno nel romano, a Genzano di Roma, Civitavecchia e Roma, Giacchino ha un ceppo tra savonese e genovese, particolarmente concentrato ad  Albisola Superiore, Savona e Genova, ed uno nel ragusano a Scicli e Ragusa, Giachin ha un ceppo veneto, in particolare nel padovano e soprattutto a Carmignano di Brenta e presenta anche un ceppo friulano a Trieste, Giachini ha un piccolo ceppo toscano a Pescia nel pistoiese, a Prato, ed a Tavernelle Val di Pesa nel fiorentino, un ceppo marchigiano nell'anconetano a Filottrano, Fabriano ed Ancona ed a Roccafluvione nell'ascolano, ed uno a Roma, Giachino è diffusissimo in Piemonte, in particolare a Torino, Ivrea, Cuorgnè, Quincinetto,Collegno, Sparone e Settimo Vittone nel torinese, ad Alba, Bra, Cherasco, Cuneo e Neive nel cuneese ed a Cocconato e Coazzolo nell'astigiano, Giacco è del napoletano, Giaccone e Giacone sembrano avere due nuclei, uno nella Sicilia sud occidentale ed uno in Piemonte, Giacconi dovrebbe essere marchigiano, dell'area di Ancona, mentre Giaconi oltre all'anconetano ha anche ceppi in Toscana, Giacò, molto raro, è specifico della zona tra barese e foggiano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite diminutivi o accrescitivi, da contrazioni e modificazioni talvolta dialettali del nome Iacopo o Giacomo (vedi GIACOLETTI), ma non si deve trascurare l'ipotesi che derivino in qualche caso dal termine tardo medioevale militaresco giacco (sorta di celata metallica portata a difesa del corpo da alcuni militari), leggiamo nella Vita di Mecenate di Cesare Caporali (1531- 1601): "...Orsù datemi il giacco , e la mia spada ...", non dobbiamo poi ignorare che potrebbero anche in molti casi derivare da italianizzazioni del nome francese Jacquin o del nome ebraico Jakim.

GIACCI
GIACCIO

Entrambi con un ceppo romano e nell'area che comprende il teatino, il Molise, la Campania settentrionale ed il foggiano, Giacci ha un ceppo a Roma ed a Marino nel romano, uno ad Agnone nell'iserniese, a Campobasso ed a Serracapriola nel foggiano, Giaccio ha un ceppo a Roma, ed in Molise ad Agnone nell'iserniese, a Campobasso ed a Termoli nel campobassano, ma il nucleo principale è nel napoletano a Quarto, Napoli, Grumo Nevano, Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Sant'Antimo, Acerra, Pozzuoli, Arzano e Casandrino, questi cognomi dovrebbero derivare da forme dialettali italianizzate del nome francese Jaques (Giacomo), o da forme apocopaiche del nome italiano Giacomo.

GIACINTI
GIACINTO
GIACINTUCCI
IACINTI
IACINTO

Giacinti è tipico della fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, Giacinto, molto raro, sembrerebbe tipico del sud, di Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, con un piccolo ceppo anche tra il veneziano ed il friulano, Giacintucci è tipicamente abruzzese, di Città Sant'Angelo nel pescarese in particolare, del pescarese e del teramano, Iacinti, assolutamente rarissimo, parrebbe del cremonese, Iacinto è quasi unico, derivano tutti dal nome medioevale Iacintus, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale nel Privilegium Lucii III papae del 1183: "...Ego Iacintus diaconus cardinalis Sancte Marie in Cosmidyn subscripsi...".

GIACOBAZZI
IACOBACCI
IACOBAZZI
JACOBACCI
JACOBAZZI
JACOVACCI
JACOVAZZI

Giacobazzi è tipico del reggino e del vicino modenese, Iacobazzi, molto più raro ha un ceppo tra viterbese e romano ed uno nel barese, Iacobacci è tipico dell'area che comprende l'aquilano ed il romano e il Molise ed il beneventano e avellinese, Iacovacci è decisamente laziale, del romano, del frusinate e del latinense, Jacobacci e Jacovacci, molto molto rari, sono del romano, Jacobazzi e Jacovazzi, assolutamente rarissimi, sono del barese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme dispregiative familiari del nome medioevale ebraico Jacobbus dal nome biblico Giacobbe, anche attraverso la forma medioevale Jacobatius, ricordiamo nel 1500 il cardinale perugino Christophorus Jacobatius ed il romano Dominicus Jacobatius "Cardinalis a Leone X. creatus A. C. 1517. qui scripsit de conciliis".

GIACOBBE
GIACOBBI
GIACOBBO
GIACOBI
GIACOBINI
GIACOBINO

Giacobbe ha vari ceppi, un nucleo principale tra genovese ed alessandrino, un ceppo nel basso Veneto, un ceppo tra napoletano, avellinese e foggiano ed uno tra messinese e reggino, Giacobbi, molto meno diffuso, ha un ceppo nel bellunese ed alcuni nella fascia dell'Italia centrale e Romagna, Giacobbo, abbastanza raro, ha un ceppo nel vicentino ed uno forse secondario nel messinese, Giacobi, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Giacobbi, Giacobini ha un piccolo ceppo nel novarese, uno nella fascia che comprende Marche, ternano e romano, uno nel cosentino a Villapiana ed uno nel trapanese a Castelvetrano, Giacobino ha un ceppo nel torinese e novarese, uno nell'alto cosentino ed uno nel tarantino, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale ebraico Jacobbus dal nome biblico Giacobbe.

GIACOLETTI
GIACOLETTO

Entrambi piemontesi Giacoletti parrebbe specifico del novarese e della Val d'Ossola, Giacoletto è più tipico del torinese, di Forno Canavese soprattutto.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Giacoletti, piuttosto raro, ha un nucleo principale fra il torinese, il novarese, il verbanese e il vercellese, ma presenta ceppi secondari anche nel barese e nel palermitano, Giacoletto è più tipicamente torinese, entrambi questi cognomi derivano da una forma ipocoristica del nome medievale
Giacco (variante dell'odierno Giacomo), che, tratto dall'aramaico Ya'aqob, viene più spesso tradotto come seguace di Dio o come protetto da Dio. Per quanto riguarda la forma Giacco, invece, va detto che si tratta di un francesismo e, più esattamente, dell'italianizzazione del francese Jacques, portato in Italia in epoca medievale (lo stesso Giacoletto, d'altronde, è mutuato dal francese Jacquelet). In conclusione, dunque, i cognomi Giacoletti e Giacoletto derivano dai nomi personali dei capostipiti.

GIACOMAZZI
GIACOMAZZO
GIACOMELLI
GIACOMELLO
GIACOMETTI
GIACOMETTO
GIACOMI
GIACOMINI
GIACOMOTTI
IACOMETTA
IACOMETTI
IACOMINI
IACOMINO
JACOMINI
JACOMINO

Giacomazzi, probabilmente originario del veronese, è diffuso nelle province limitrofe, bresciano, mantovano, vicentino, padovano e trevisano, Giacomazzo, molto più raro, è tipico di padovano e veneziano, Giacomelli è diffuso in tutto il centro nord, Giacomello è assolutamente veneto, Giacometti è diffuso in tutto il nord e nelle Marche ed Umbria con un ceppo anche nel napoletano, Giacometto, molto molto raro, è tipico di Caluso nel torinese, Giacomi sembra avere un ceppo laziale ed uno veronese, Giacomini è diffuso in tutto il centro nord ad eccezione della Toscana, Giacomotti ha due probabili zone d'origine, una nell'alessandrino ed una in provincia di Verbania, Iacometta, assolutamente rarissimo, è certamente meridionale, Iacometti ha un ceppo a Trecate nel novarese ed uno a Pistoia, Prato, Massa Marittima nel grossetano e Viareggio nel lucchese, Iacomini ha un ceppo toscano nel lucchese, a Seravezza e Bagni di Lucca, un ceppo a Tagliacozzo nell'aquilano, uno a Roma, a Norma nel latinense ed a Vetralla nel viterbese, è presente anche in Sardegna a Porto Torres nel sassarese, Jacomini, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Roma, Iacomino ha un piccolo ceppo ad Ozieri ed Alghero nel sassarese, un piccolissimo ceppo a Roma ed uno, molto consistente nel napoletano ad Ercolano, Torre del Greco, Portici e Napoli, Jacomino è praticamente unico, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie forme di variazioni ipocoristiche, dal nome Giacomo.
integrazioni fornite da lucio Giacomini  

GIACOMOBELLO

Giacomobello è specifico di Altamura nel barese, dovrebbe trattarsi di un nome composto attribuito al capostipite dai genitori, la consuetudine di aggiungere il suffisso o il prefisso Bello al nome era abbastanza diffuso nell'area abruzzese, molisana e pugliese.

GIACOPANELLO
GIACOPONELLO

Giacopanello, praticamente unico, è una forma alterata di Giacoponello, che è tipicamente siciliano, di Paternò nel catanese e di Capo d'Orlando nel messinese, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica dell'accrescitivo del nome medioevale Giacopo, una forma arcaica del nome Giacomo.

GIACOPELLI
GIACOPELLO
GIACOPUZZI

Giacopelli ha un ceppo a Genova, uno emiliano a Villa Minozzo nel reggiano, a Reggio Emilia ed a Parma, ed uno nel palermitano a Palermo, Monreale, Montelepre e Partinico, Giacopello ha un piccolo ceppo a Lerici nello spezzino ed a Genova ed uno siciliano a Messina, Giacopuzzi è specifico del veronese, in particolare di Negrar, Sommacampagna, Verona, San Pietro in Cariano e Sant'Anna di Alfaedo, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche riferite al nome Giacopo una variante di Iacopo, nome probabilmente portato dai capostipiti.

GIAFFREDA
GIAFFREDI
GIAFFREDO

Giaffreda, oltre al ceppo secondario romano, ha un ceppo nel leccese, in particolare a Parabita, Galatone e Sannicola, sia Giaffredi che Giaffredo sono praticamente unici.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Giaffreda, che, per tramite del francese Geoffray o Geoffrey, nasce da un adattamento del personale germanico Gottfried, meglio conosciuto nella forma Goffredo (vedi Gioffré e Goffredi). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

GIAGNORI
GIAGNORIO

Giagnori sembrerebbe specifico di San Gregorio da Sassola nel romano, Giagnorio invece è tipico del foggiano, di Sannicandro Garganico in particolare, dovrebbero derivare dal nome composto Giovanni, nella forma contratta Gianni, corrotta in Giagn- unito al nome Giorgio nella forma arcaica Iorio, si tratta quindi di una forma alterata del nome Giangiorgio probabilmente portato dal capostipite.

GIAGULLI

Giagulli è tipicamente pugliese, di Putignano nel barese e di Massafra nel tarentino, dovrebbe derivare da un'alterazione ipocoristica del nome di origine spagnola Jago (Giacomo).

GIAI
GIAIME
GIAJ
GIAUME

Giai è tipicamente piemontese del torinese, spesso si associa a dei soprannomi usati per differenziare i vari gruppi familiari, Giaime, molto molto raro è tipico del Piemonte occidentale, del cuneese in particolare, Giaj è praticamente unico ed è sempre torinese, Giaume ha qualche presenza in Piemonte, ma è più tipicamente ligure, di Genova e di La Spezia, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche contratte, dal nome provenzale Giaume, l'equivalente del nome italiano Giacomo.

GIAIMI
GIAIMIS
GIAIMO

Giaimi, assolutamente rarissimo, è specifico della zona tra messinese ed ennese, Giaimo è tipico siciliano, della zona che comprende agrigentino, palermitano e messinese, Giaimis, estremamente raro, parrebbe del messinese, derivano da forme medioevali del nome Giacomo.

GIALANELLA

Gialanella dovrebbe essere di origine campana, potrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome gallico Ialanus, derivato dal nome di un Dio del Pantheon bretone.

GIALLANZA

Giallanza è tipicamente siciliano, con un ceppo a Palermo ed uno a Naso nel messinese, dovrebbe derivare da un soprannome e nome composto dalla fusione del nome Gian, una forma tronca contratta del nome Giovanni, unito a Lanza (lancia), probabilmente ad indicare nel capostipite un Giovanni uomo d'armi.

GIALLOMBARDO

Specifico del palermitano, dovrebbe derivare da una modificazione del cognome Lombardo tipicamente siciliano e calabrese (vedi), probabilmente legato al nome Gianni.

GIALLONARDI
GIALLONARDO

Giallonardi è molto raro ed è tipico del frusinate, Giallonardo sembrerebbe avere due ceppi, nell'aquilano e nel beneventano, dovrebbero derivare da toponimi come Giallonardo (BN), è pure possibile, anche se non molto probabile, una derivazione dal nome composto Gian Leonardo.

GIALLORETO

Specifico del pescarese è estremamente raro, dovrebbe derivare da un soprannome connesso con il toponimo Loreto Aprutino (PE).

GIALLUCA

Gialluca è tipicamente abruzzese, di Giulianova nel teramano e di Pescara, dovrebbe derivare da una forma alterata contratta del nome composto Gianluca, probabilmente portato dal capostipite.

GIAMBELLI

Decisamente specifico del milanese, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale arcaico milanese giambèll (sorta di pane ovale, da non confondersi con la ciambella), potrebbe quindi essere indicativo del mestiere di panettiere.

GIAMBENEDETTI
GIANBENEDETTI

Giambenedetti, molto molto raro, ha un ceppo marchigiano ed uno a Roma, Gianbenedetti, praticamente unico, è dell'anconetano, derivano entrambi dal nome composto Giovanni e Benedetto, portato probabilmente dal capostipite.

GIAMBI

Abbastanza raro sembra tipico della zona che comprende Emilia e Romagna e alta Toscana, con un ceppo non secondario nel Lazio, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome Giovanbattista.

GIAMBO
GIAMBO'
GIAMBOI

Giambo è assolutamente rarissimo, Giambò è un pò meno raro, Giamboi è ancora abbastanza raro, sono tipici della zona dello stretto di Messina, potrebbero derivare da una modificazione dialettale del nome Giovanni.

GIAMBONE
GIAMBONI

Giambone, estremamente raro, parrebbe piemontese, Giamboni, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario della zona tra Emilia e Toscana, dovrebbero derivare dal nome medioevale composto Johannes Bonus  (Giovanni Bono), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Firenze almeno dal 1200.

GIAMBRA

Sembrerebbe siciliano, di Caltanissetta in particolare, potrebbe derivare da un nome di località come Giambra di Cassaro (SR), traccia di questa cognominizzazione la troviamo a Campofelice di Roccella (PA) nella seconda metà del 1600 dove un certo G.Giambra è procuratore dell'illustrissimo signor Duca di Montesalvo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Giambra, oltre che dal toponimo Giambra di Cassaro, potrebbe venire anche dall'antico italiano '
ciambra' = camera. Cfr. il cognome francese Chambre. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, p. 97.

GIAMBRONE

Dovrebbe essere di origine palermitana, potrebbe derivare da un'alterazione del toponimo Zambrone (VV).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Giambrone è cognome siciliano che potrebbe essere l'italianizzazione del cognome francese
Chambron. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, p. 97.

GIAMETTA

Giametta, tipicamente meridionale, ha un ceppo campano, a Frattamaggiorer, Grumo Nevano e Napoli nel napoletano , ed a Mondragone e Casapesenna nel casertano, ed uno siciliano, a Mazara del Vallo nel trapanese, a Montevago nell'agrigentino ed a Roccamena nel palermitano, circa l'origine di questo cognome esistono due ipotesi, la prima consiste nell'italianizzazione del nome arabo Ahmed, la seconda in una forma contratta del nome Giacometta.

GIAMMARINARO

Giammarinaro è specifico del trapanese, di Mazara del Vallo, Marsala, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Salemi e Trapani, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite di nome Giovanni e che faceva il marinaio, tracce di questa cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1700 a Trapani con il benestante Giuseppe Giammarinaro.

GIAMMARINI
GIAMMARINO

Giammarini ha un ceppo nell'ascolano a Fermo, San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno, Grottazzolina e Porto San Giorgio, Giammarino ha un ceppo abruzzese nel teatino, a Lanciano, Fara Filiorum Petri e San Vito Chietino, e nel pescarese, a Penne, Pescara, Montesilvano, Cepagatti ed Elice, ed un ceppo campano, a Sant'Angelo dei Lombardi ed Avellino nell'avellinese ed a Vibonati nel salernitano, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome composto dai nomi Gianni e Marino portati dai capostipiti. (vedi anche IAMARINO)

GIAMMARRUSTI
GIAMMARRUSTO
GIAMMARRUTO
GIAMMARUTO

Giammarrusti, molto raro, è tipicamente pugliese, con un ceppo a Gravina di Puglia nel barese ed a Castellaneta nel tarentino, Giammarrusto, attualmente riscontrabile solo in Piemonte, ma è sicuramente di origini meridionali, probabilmente pugliesi, Giammarruto, molto molto raro, sembrerebbe essere un cognome tipicamente salentino, del leccese di Martano, Lecce, Lizzanello e Nardò, Giammaruto, sempre di origini pugliesi, è quasi unico, dovrebbero tutti derivare da alterazioni dialettali dei cognomi Cimarrusti o Cimarrusto (vedi CIMAROSTI ).

GIAMMASI

Giammasi sembra essere specifico di Roma e nel frusinate di San Giovanni Incarico, dovrebbe derivare dalla contrazione del nome composto Giovanni e Tommaso formato dalla contrazione in Gianni del primo con l'aggiunta dell'aferesi del secondo Maso.

GIAMMINELLI

Giamminelli è tipico del napoletano, di Pozzuoli, Napoli e Giugliano in Campania, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome composto dai nomi Gianni, forma contratta di Giovanni e Mino, forma aferetica di nomi come Firmino, Guglielmino, Massimino, o altri simili.

GIAMMINOLA

Giamminola, cognome assolutamente molto raro, è specifico del comasco, di Como e di Oltrona di San Mamette, si dovrebbe trattare della cognominizzazione del nome e cognome del capostipite che, di nome Giovanni, per contrazione Gianni, faceva di cognome Minola (vedi MINOLA), e che dovrebbe aver dato luogo al nuovo ceppo dei Gianminola, trasformato poi in Giamminola per migliorarne la pronunciabilità.

GIAMMONA
GIAMMONE
GIAMMONI

Giammona è tipicamente siciliano specifico di palermo e del palermitano, Giammone, quasi unico, è siciliano, Giammoni è praticamente unico, dovrebbero derivare dall'italianizzazione accrescitiva del nome arabo Jamal (Bellezza), secondo un'altra tesi deriverebbe invece da un soprannome basato sul termine spagnolo jamon (serrano) che significava prosciutto, forse ad indicare il capostipite come un produttore di quel tipo di alimento.

GIAMMORCARO

Giammorcaro è specifico di Caltanissetta, potrebbe derivare dal nome provenzale Giaume (Giacomo) unito al termine arcaico morcaro, cioè colui che lavora la morca (terra) o contadino,  indicando che probabilmente il capostipite fosse di lontana origine francese e che facesse il contadino.

GIAMMUSSO

Giammusso è tipicamente siciliano di San Cataldo e Caltanissetta nel nisseno, di Barrafranca nell'ennese e di Campobello di Licata nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine arabo ğāmūs (bufalo), forse a sottolineare la prestanza fisica del capostipite, o ad indicarlo come allevatore di bufali.

GIAMPAOLI
GIAMPAOLO

Giampaoli ha un nucleo nella zona tra la provincia di La Spezia e quella di Lucca ed uno nelle Marche. Giampaolo sembrerebbe avere più ceppi, uno negli Abruzzi, uno nelle Puglie, uno in provincia di Reggio Calabria e forse uno in provincia di Roma, dovrebbero derivare dal nome Gianpaolo.

GIAMPELLEGRINI
GIANPELLEGRINI

Giampellegrini, assolutamente rarissimo, è dell'area tra l'appennino reggiano ed il carrarese, Gianpellegrini, quasi unico, è della medesima zona, dovrebbe derivare dal nome medioevale composto dai nomi Johannes e Pelegrinus.

GIAMPICCOLI
GIAMPICCOLO
GIANPICCOLO

Giampiccoli e Gianpiccolo sono assolutamente rarissimi, Giampiccolo parrebbe siciliano, in particolare del ragusano, ma presenta anche un piccolo ceppo trentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Giampiccolo, nato dall'unione dei nomi Giovanni e Piccolo (vedi Piccola). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

GIAMPIERI
GIAMPIERO

Giampieri ha un piccolo ceppo toscano ed un nucleo marchigiano, soprattutto ad Ancona e nell'anconetano, a Jesi, Filottrano, Castelfidardo ed Osimo, Giampiero, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area lucano, campana, derivano entrambi dal fatto che i capostipiti si chiamavano di nome Giampiero, nome composto dalla contrazione del nome Giovanni e dalla modifica del nome Pietro.

GIAMPIETRI
GIAMPIETRO

Giampietri ha un ceppo nell'area che comprende Parma, Reggio Emilia, Bibbisano ed Albinea nel reggiano, Villafranca in Lunigiana nel carrarese e La Spezia e Santo Stefano di Magra nello spezzino e Genova, un piccolo ceppo nell'aquilano ed uno a Roma, Giampietro è molto diffuso nell'area centromeridionale che comprende Roma, l'Abruzzo, il napoletano , la Puglia, la Basilicata ed il cosentino, dovrebbero derivare entrambi dal fatto che i capostipiti si fossero chiamati con il nome Giampietro, nome composto dalla contrazione del nome Giovanni e dal nome Pietro.

GIANA

Giana è tipicamente lombardo, con ceppi nel sondriese a Castione Andevenno e Sondrio, nel milanese a Vanzaghello, Magnago e Milano ed a Sergnano nel cremonese, potrebbe trattarsi di una forma matronimica basata sul nome medioevale Giana, di cui abbiamo un esempio d'uso in Toscana nel 1300 con Giana di Lippo di Lapo Guidalotti, oppure dal nome Giana, come forma dialettale lombarda contratta del nome Giovanna.

GIANANTONIO

Gianantonio, ormai quasi unico, dovrebbe essere originario dell'area molisano, pugliese, dovrebbe derivare da un capostipite che portasse il nome doppio Giovanni, contratto in Gian-, ed Antonio.

GIANARDI
GIANARDO
GIANLEONARDO
GIANLONARDO
GIANNARDI
IANNARDI

Gianardi è tipico di La Spezia, con buone presenze anche a Portovenere e Riccò del Golfo di Spezia nello spezzino, ed a Massa, Gianardo è quasi unico, Gianleonardo e Gianlonardo sono praticamente unici, parrebbero laziali, Giannardi, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a Livorno, Iannardi è ormai scomparso in Italia, questi cognomi dovrebbero derivare da capostipiti che si siano chiamati con il nome composto dal nome Giovanni, nella forma contratta ed apocopaica Gian-, unito al nome Leonardo, anche nella forma contratta Lonardo o in quella aferetica Nardo.

GIANCANE
GIANCANI
GIANCANO

Giancane è tipicamente pugliese, con un piccolo ceppo a Bari e la concentrazione più importante nel leccese, a Monteroni di Lecce, Lecce, Parabita, Arnesano, Carmiano, Melendugno e Ruffano nel leccese, Giancani, molto molto raro, sembrerebbe siciliano dell'agrigentino, di Racalmuto e Favara, Giancano, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, che dovrebbe essere originario della costa adriatica slava e derivare dal nome dei capostipiti, composto dalla forma contratta Gian-, italianizzazione del nome Johannes, fusa con il nome Cane, diffuso nei territori della Repubblica Veneta della costa illirica.

GIANCIPOLI
GIANCIPPOLI
GIANGIPOLI

Sia Giancipoli che Giancippoli e Giangipoli, sono estremamente rari e sono tipici della zona di confine tra materano e tarentino, più propriamente di Matera e di Ginosa (TA).
Ipotesi fornite da Giancippoli
Cognome diffuso in qualche zona della Lucania e Puglia, di origine greca, il ceppo è mediorientale, prevalentemente turco, poi emigrati in Grecia, fino al 10 secolo d. C. quando il nome era ancora Giangipolis.

GIANCOLA
GIANCOLI
GIANCOLO

Giancola è tipico di Abruzzo, Molise, barese e brindisino, Giancoli e Giancolo sono quasi unici, dovrebbero derivare dal nome composto Giovanni e Nicola o Nicolo nella forma contratta e tronca del primo (Gian) e aferetica del secondo (cola o colo) dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in un atto del 1634 nel beneventano, dove viene citato un certo Giancola Massone. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Conversano in un registro del tribunale di Conversano in un procedimento del 1758: "Criminalia contra fratrem Gregorium di Maggio laicum professum ven. conventus Sanctæ Mariæ de Monte Carmelo ad instantiam Antonelli Giancola".

GIANCONE
GIANCONI

Giancone ha presenze nel napoletano ed un ceppo a Palma di Montechiaro nell'agrigentino, Gianconi è quasi unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare dalla dialettizzazione dell'accrescitivo del nome Bianco.

GIANCOTTA
GIANCOTTI

Giancotta ha un ceppo nel romano ed uno nel reggino, Giancotti ha un ceppo nel romano, uno nel napoletano ed uno in Calabria nel crotonese, catanzarese e reggino, potrebbero derivare da forme contratte di ipocoristici del nome Gianfranco, ma è pure possibile che derivino da soprannomi dialettali originati da difetti di pronuncia del capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Giancotti è cognome calabrese dalla voce dialettale calabrese '
jancottu' = vitello.

GIANCRISTOFARO
GIANCRISTOFORO

Giancristofaro sembrerebbe specifico del teatino, di Lanciano in particolare, con un buon nucleo anche ad Ortona, uno a Termoli nel campobassano ed uno a Roma, Giancristoforo, assolutamente rarissimo è specifico di Ortona, dovrebbero entrambi derivare dal nome doppio Johannes Christopharus, probabilmente portato dai capostipiti.
integrazioni fornite da Lia Giancristofaro - Lanciano
La famiglia Giancristofaro è registrata a Lanciano (CH) dalla fine del sec. XVIII; cenni alla sua precedente esistenza sono fatti dallo storico lancianese Corrado Marciani (1899-1972) nell'opera Regesti (relativi al notariato e al decurionato di area frentana nei secc. XVI-XIX) pubblicati postumi a L'Aquila, Editrice Colacchi, 2005. Di essi il Marciani parla come di ricchi commercianti e notabili, presenti in città già dal XVI secolo. Da fonti archivistiche si risale al primo Giancristofaro registrato al Comune: il Capostipite è Concezio Antonio, sposato a Maria Nicola Giammarino; tra i loro figli più prolifici, Donato(1805), sposato a Concetta Giammarino, da cui discende la maggior parte della dinastia; le presenti notizie sono tratte dal Foglio di Famiglia n. 1332 (Archivio Storico Comunale di Lanciano)

GIANDO

Giando, assolutamente rarissimo, è specifico del messinese, probabilmente originario della zona di Patti, dovrebbe derivare da una forma apocopaica del nome Giandomenico, nome probabilmente portato dal capostipite, non si può escludere un'origine calabrese, dato che è proprio in Calabria dove era maggiormente diffuso l'uso del nome tronco Giando già nel 1500.

GIANDOMENICI
GIANDOMENICO

Giandomenici sembrerebbe specifico della provincia di Massa in Toscana, di Montignoso in particolare, Giandomenico è tipico delle Marche meridionali, dell'Abruzzo, del romano e della Puglia, derivano dal nome composto Giandomenico, formato da Gianni e Domenico, portato evidentemente dal capostipite.

GIANELLI
GIANELLO
GIANELLONI
GIANNELLA
GIANNELLI
GIANNELLONI
GIANNETTA
GIANNETTI
GIANNETTO
GIANNETTONE
GIANNETTONI
IANNETTA
IANNETTI
IANNETTONE

Gianelli ha vari ceppi, in Liguria nel genovese a Genova, Sestri Levante, Chiavari e Castiglione Chiavarese ed a La Spezia, nel milanese a Milano in particolare, ed a Bareggio, Cornaredo e Sedriano, ed in Emilia a Pavullo nel Frignano e Modena nel modenese ed a Ravenna, Gianello è decisamente veneto, del vicentino e di Vicenza in particolare, ma anche di Arcugnano, Camisano Vicentino, e del veronese a Veronella, Verona, Bovolone e Soave, Gianelloni, molto molto raro, ha un ceppo ligure nello spezzino a Vezzano Ligure, Santo Stefano di Magra e Bolano, ed uno forse nel Veneto, Giannelloni, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Giannella, molto raro, ha un ceppo a Castellabbate nel salernitano ed uno a Barletta nel barese, Giannelli è diffuso in Toscana, Romagna, Lazio e Puglia, di Giannetta si individuano almeno 3 ceppi originarii, uno nel leccese, uno tra il foggiano ed il materano ed uno nel Lazio, Giannetti è tipico della fascia che comprende Liguria, Toscana, Lazio e Campania settentrionale, con un ceppo anche nel Piceno, Giannetto è tipicamente siciliano, del messinese, catanese ed agrigentino in particolare, Giannettone è praticamente unico e sembrerebbe campano, Giannettoni ha un ceppo a Cervia nel ravennate ed uno a Siena ed Asciano nel senese, Iannetta ha una radice molisana nella provincia di Campobasso tra Bojano, Campobasso, Baranello e Scapoli, e nel frusinate a Belmonte Castello, Sant`Elia Fiumerapido, Cassino ed Atina, Iannetti ha un ceppo abruzzese fra teramano e pescarese, uno laziale nelle province di Roma e Latina ed in Puglia nel foggiano e nel barese, Iannettone, abbastanza raro, è distribuito nell'area che comprende il romano, il latinense, il casertano ed il napoletano, dovrebbero tutti derivare da alterazioni ipocoristiche, più o meno dialettali, anche in alcuni casi accrescitive del nome Giovanni.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Toscana a Massa nel 1500 con Giannella da Raggioli, a Torino nel 1658 quando il Re Carlo Emanuele I° concede a Carlo Giannelli il privilegio di stampare una Gazzetta, poi nel 1700 con Mons. Tomaso Giannelli, Vescovo di Termoli (CB) dal 1753 al 1768.

GIANFALDONE
GIANFALDONI

Gianfaldone, quasi unico, sembrerebbe avere presenze in Liguria ed in Sicilia, Gianfaldoni è tipico del litorale toscano, di Pisa e Bientina nel pisano, di Piombino, Cecina e San Vincenzo nel livornese e di Follonica nel grossetano, dovrebbero derivare da una forma accrescitiva del nome medioevale Gianfaldo, l'italianizzazione del nome longobardo Giafald, nome portato ad esempio nel 1300 da Gianfaldo Buonaparte il capostipite della dinastia toscana dei Buonaparte in Lunigiana, un nobile notaio di Sarzana.

GIANFELICE

Gianfelice è tipico della zona centrale che comprende Abruzzo, Lazio e Molise, in particolare L'Aquila ed Ortucchio nell'aquilano, Vicoli e Pescara nel pescarese, Roma, Sonnino e Terracina nel latinense e Cittaducale e Rieti nel reatino, e nel campobassano Campobasso, Santa Croce di Magliano, Termoli e Vinchiaturo, dovrebbe derivare da capostipiti che portassero il nome composto dai nomi Gianni, forma contratta di Giovanni, e Felice.

GIANFORTE
GIANFORTI

Gianforte ha un piccolo ceppo a San Remo nell'imperiese, un ceppo a Ronciglione nel viterbese ed uno a Montefino, Roseto degli Abruzzi ed Atri nel teramano ed a Tornimparte nell'aquilano, con presenze anche in Sicilia, Gianforti, assolutamente rarissimo, ha qualche rara presenza in Sicilia, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine francese jean foutre (melanconico, triste, ma anche in senso lato sciatto, trasandato), secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare da capostipiti chiamati Gianforte, nome composto dal nome Gianni e dall'aggettivo forte, indicante una persona di forza superiore alla media, un riscontro dell'uso di questo nome lo troviamo nel 1600 con Gianforte Natoli principe di Sperlinga nell'ennese.

GIANFRANCESCHI
GIANFRANCESCO

Gianfranceschi ha un ceppo toscano, a Montignoso e Massa nel massese ed a Forte dei Marmi nel lucchese, uno nel perugino, a Città di Castello ed Umbertide ed uno romano,  Gianfrancesco ha un ceppo romano, uno a L'Aquila, uno in Molise a Roccamandolfi, Macchiagodena ed Isernia nell'iserniese ed a Bojano, Campobasso e Venafro nel campobassano, uno a Napoli e Caivano nel napoletano ed a Fontegreca, Baia e Latina e San Gregorio Matese nel casertano, ed uno in Puglia, a Barletta, Molfetta e Bari nel barese ed a San Paolo di Civitate e San Severo nel foggiano, dovrebbero derivare da capostipiti che portassero il nome composto dai nomi Gianni, forma contratta di Giovanni, e Francesco.

GIANFREDA
GIANFREDI

Gianfreda, oltre al piccolo ceppo secondario romano, ha un ceppo salentino, in particolare nel leccese a Taviano, Collepasso, Matino, Minervino di Lecce, Tuglie, Maglie, Surbo, Ugento e Lecce, nel tarentino a Torricella, Grottaglie e Taranto, ma soprattutto nel brindisino a Ceglie Messapica, Brindisi e Villa Castelli, Gianfredi, assolutamente rarissimo, è anch'esso pugliese, con un piccolo ceppo nel potentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Gianfreda, corruzione popolare dell'originale Giaffreda (vedi Giaffreda); per quanto proponibile, invece, è poco probabile che Gianfreda nasca dall'unione dei nomi Gianni e Freda (vedi Freda), seguendo l'esempio dei nomi composti con Gian-. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

GIANFROTTA

Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario della zona tra Lazio e Campania, dovrebbe derivare da una variazione del nome Giovanni, altamente improbabile un'origine dal francese chambre.

GIANGI
GIANGIO

Giangi è assolutamente rarissimo, Giangio sembrerebbe toscano di Firenze, si potrebbe trattare di una forma contratta di nomi composti con il nome Giovanni, ma è pure possibile che derivino da soprannomi originati dal termine latino ganeo (oste) o addirittura dal termine medioevale tardo latino gangia (donna di facili costumi).

GIANGOLINI

Giangolini è specifico di Pesaro, dovrebbe derivare dal nome doppio rinascimentale Giangolino, di cui abbiamo una citazione nel 1500 a Fano: "...Fu eletto Castruccio Castracane "per mettere insieme i giovani che havevano ad incontrare Sua Santità" Francesco Lanci, Lorenzo Bambini, Matteo Gambetelli e Gianfrancesco Bolioni per sopraintendere alla costruzione degli archi di trionfo: Bonifacio Cimaduomo e Carlo Sebastiani per provvedere gli alloggi alle persone; Ludovico Uffreducci e Giangolino Giangolini per provvedere lebiade...", tracce illustri di questa cognominizzazione le troviamo sempre a Fano nel 1600 con Carlo Giangolino, l'autore di Heudengrafia overo descriptione del Paradiso terrestre.

GIANGRANDE
GIANGRANDI

Giangrande è diffuso nel centrosud, nel romano e nel frusinate, nel casertano e nel napoletano, in Puglia, nel barese in particolare, ma anche nel tarentino, brindisino e leccese, ed in Sicilia nel palermitano, nell'ennese e nel catanese, Giangrandi, molto più raro, è del nord, del genovese e dello spezzino, del lucchese e del fiorentino, del ravennate e del forlivese, dovrebbero derivare dal nome Gianni, forma contratta di Giovanni, unito all'aggettivo e nome Grande, probabilmente ad indicare che i capostipiti, di nome Giovanni, fossero anche imponenti per il loro aspetto fisico, o semplicemente che si chiamassero con il nome composto Giangrande.

GIANGRECO

Giangreco è molto diffuso in Sicilia, nel Salento e tra potentino e cosentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale
Giangreco, composto dall'unione dei nomi Giovanni e Greco (quest'ultimo, un tempo, era utilizzato come nome di persona; vedi Greco). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

GIANLORENZI
GIANLORENZO

Gianlorenzi, assolutamente rarissimo, parrebbe avere un ceppo nel piacentino, uno nel pesarese ed uno romano, Gianlorenzo è specifico del viterbese, di Montefiascone in particolare e di Marta, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti portassero il nome composto dai nomi Giovanni, Gianni per contrazione e Lorenzo.

GIANI
GIANI'
GIANNI
GIANNI'

Giani è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale, ha un forte nucleo nelle provincie di Como e Milano ed uno nelle provincie di Firenze e Lucca, Gianni, ancora più diffuso ha un ceppo in Lombardia, uno in Veneto, nel modenese e bolognese, in Toscana, , nelle Marche settentrionali, nel romano, nel reatino, in Abruzzo, nel napoletano e nel siracusano, Gianì, molto molto raro, sembra specifico del ragusano, di Ispica in particolare, è probabilmente una forma ulteriormente contratta di Giannì che è diffuso nel sud della Sicilia, nel ragusano e nel siracusano, con un ceppo anche nel palermitano e nel leccese, dovrebbero tutti derivare da variazioni, anche dialettali, della forma contratta Gianni del nome Giovanni.

GIANNACHI

Giannachi è specifico del leccese, in particolare di Corigliano d'Otranto.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine grika o, in alternativa, greco-albanese, il cognome Giannachi nasce da un adattamento del nome greco
Yiannakis, che, composto dalla radice Yiannis (l'italiano Gianni) e dal suffisso -akis (con valore diminutivo), può essere tradotto col nome Giannino (vedi Giannini). In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del nome personale del capostipite.

GIANNANTONI
GIANNANTONIO

Giannantoni è tipico di Gioia dei Marsi ed Avezzano (AQ) e di Roma, Giannantonio ha ceppi in Abruzzo a Vittorito e Pratola Peligna nell'aquilano ed a San Vito Chietino, Castel Frentano ed Atessa nel chietino, a Roma, Napoli e Torre del Greco (NA) e ad Alvignano (CE), in Molise a Guardiaregia (CB) e nel materano in Basilicata a Stigliano, Pisticci e Matera, questi cognomi derivano dal nome composto Giovanni e Antonio, portato evidentemente dal capostipite.

GIANNASI
GINNASI
ZANASI

Giannasi ha un ceppo nel reggiano, modenese, bolognese e lucchese, Ginnasi ha un ceppo a Ronciglione nel viterbese, Zanasi è emiliano, del modenese, di Modena, Vignola, Formigine, Castelfranco Emilia, Spilamberto, Sassuolo, Castelnuovo Rangone, Carpi, San Cesario sul Panaro e Savignano sul Panaro, con un ceppo anche a Bologna, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, anche attraverso alterazioni dialettali, dal nome medioevale Giannasio, una forma contratta del nome composto Giannattanasio. (vedi GIANNATTANASIO)

GIANNATELLI

Giannatelli, estremamente raro, sembrerebbe originario del barese, di Bari e Locorotondo, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica dialettale del nome Gianni, una forma contratta del nome Giovanni.

GIANNATIEMPO

Giannatiempo è tipico del salernitano, di Salerno, Pontecagnano Faiano, Bellizzi e Pellezzano, con un ceppo anche a Napoli, l'origine etimologica è oscura.

GIANNATTANASIO
GIANNATTASI
GIANNATTASIO

Giannattanasio è praticamente unico come Giannattasi, Giannattasio ha un ceppo campano tra salernitano ed avellinese ed uno pugliese tra barese e tarentino, dovrebbe derivare dal nome composto dai nomi Giovanni ed Attanasio; tracce di queste cognominizzazioni le troviamo almeno dal 1700 a Solofra (AV).

GIANNELAVIGNA

Giannelavigna specifico di Napoli, molto raro, potrebbe essere di origini francesi  e trattarsi dell'italianizzazione di un Jean (Giovanni) Lavigne (cognome molto diffuso in Francia e che deriva dall'essere il capostipite proprietario di un vigneto) probabile nome e cognome del capostipite.

GIANNESSI

Giannessi è tipico del pisano e di Pisa in particolare, si dovrebbe trattare di una forma patronimica intendendo cioè la famiglia di un figlio di un Giovanni o Gianni, il suffisso -essi sta per figlio di.

GIANNICCHI
GIANNICHEDDA

Giannicchi rarissimo sembrerebbe toscano con un ceppo anche nell'alto Lazio, Giannichedda, ancora più raro, dovrebbe essere sardo,  dovrebbero derivare dal personale latino Ioannicus ricordiamo Sanctus Ioannicus del VII° secolo dopo Cristo.

GIANNICHI
GIANNICO
GIANNICOLA

Giannico e Giannichi sono originari della zona compresa fra Bari e Taranto, Giannicola ha un piccolo ceppo ad Asti, uno a Napoli ed uno, il più consistente a Cassano allo Ionio nel cosentino, dovrebbero tutti derivare da alterazioni del nome doppio Giovannicola composto dai nomi Giovanni e Nicola.

GIANNINI
GIANNINO
GIANNONE
GIANNONI
GIANNOTTA
GIANNOTTI
GIANNUZZI
GIANNUZZO
GIANONCELLI
GIANOTTI
GIANUZZI
GIANUZZO

Giannini è diffuso in tutta la penisola, ad esclusione dell'area delle Venezie, Giannino parrebbe originario delle provincie di Napoli e Caserta, ma non è da escludere qualche ceppo in Sicilia e nelle Puglie, Giannone è discretamente diffuso in Sicilia, Campania, Basilicata, Puglia e Lazio, con un ceppo anche in Toscana, Giannoni sembra tipico del centro, della Toscana in particolare, con presenze significative anche in Lombardia, Giannotta e Giannuzzi, diffusi al sud sono probabilmente originari del Salento, Giannuzzo ha un ceppo nel leccese a Cutrofiano e Diso, ed uno piccolo a Mazzarino nel nisseno, Giannotti è decisamente panitaliano con maggiori concentrazioni in Toscana e nel Lazio, Gianoncelli è tipicamente lombardo, specifico di Tresivio nel sondriese, con buone presenze anche a Sondrio e Poggiridenti ed a Concesio nel bresciano, Gianotti è molto diffuso in tutto il nord, in particolare in Lombardia e Piemonte, Gianuzzi, ora presente esclusivamente in Piemonte, soprattutto torinese ed astigiano, e Lombardia, nel milanese e pavese, sembra però avere lontane radici al sud, Gianuzzo, assolutamente rarissimo, è decisamente piemontese, tutti questi cognomi derivano da variazioni ipocoristiche o accrescitive, anche composite, della forma contratta Gianni, originata dal nome Giovanni.

GIANNINO'

Gianninò, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano di Catenanuova nell'ennese e del catanese, si dovrebbe trattare di un cognome abbastanza recente originato da una forma dialettale dell'ipocoristico del nome Giovanni, ma la cosa più probabile è che indichi che il capostipite era un tale Gianni originario di Noto nel siracusano.

GIANNITRAPANI

Giannitrapani ha un ceppo nel trapanese a Trapani ed Erice ed uno a Palermo, si dovrebbe trattare di un cognome abbastanza recente originato dal fatto che il capostipite, un tale Gianni fosse originario della città di Trapani.

GIANNOCCARI
GIANNOCCARO
IANNOCCARI
IANNOCCARO

Giannoccari è di origine meridionale, probabilmente calabrese, Giannoccaro è decisamente pugliese, del brindisino,  in particolare di Fasano e del barese, di Monopoli e Polignano a Mare, Iannoccari, estremamente raro, è della provincia di Catanzaro, Iannoccaro, assolutamente rarissimo, è del cosentino, dovrebbero derivare dal nome composto da Gianni, forma contratta di Giovanni, o Ianni, forma contratta di Iohannes, e dal nome Caro.

GIANNOCCO
GIANOCCO

Giannocco, sembrerebbe unico, probabilmente pugliese, Gianocco è praticamente scomparso, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche dialettali del nome Giovanni, forse si tratta di cognomi attribuiti a trovatelli.

GIANNOLA
GIANNOLI
GIANOLA
GIANOLI
GIANOLLA
GIANOLLI
GIANOLLO

Giannola è tipico del palermitano, di Palermo, Cinisi e Terrasini, Giannoli, assolutamente rarissimo è del centro Italia, Gianola e Gianoli sono tipici della Lombardia settentrionale, della provincia di Lecco in particolare il primo e della provincia di Sondrio il secondo, Gianolla è di origini venete, con un ceppo a Venezia ed uno secondario a Latina, frutto dell'emigrazione veneta per la bonifica pontina, Gianolli, più raro, ha un piccolo ceppo nel veneziano, Gianollo, quasi unico, sembrerebbe dello spezzino, dovrebbero tutti derivare da ipocoristici del nome Johannes come Johannolo ad esempio, di cui abbiamo un esempio in una Promissio restitutionis del 1340: "In nomine Domini. Amen. Anno Domini a nativitate eiusdem Millesimo Trecentesimo Quadragesimo, Indictione octava, tempore d.ni Benedicti Pape XIImi, die decima septima mensis octubris. Actum in capite chori ecclesie Sti. Secundi prope Eugubium, presentibus Iohannolo Perusini et Magio Angeli...." e anche in un atto giudiziario ducale di Galeazzo Maria Sforza dell'anno 1470: "...Ioannes dictus Lucetus superius nominatus malo modo et ordine, scienter et dolose contra ordines et decreta Ducalia, ac cridas et proclamationes mandato præfati Domini Vicarii factas in exequtione litterarum Ducalium piscavit et piscari fecit persiculos parvos nominatos persicos minus uncia una in lacu de Gavirate et illos pisces vendidit Ioannolo dicto Colzè de Biandrono, videlicet libras quinquaginta piscium...".

GIANNOPOLO
GIANNOPULO

Giannopolo è specifico di Caltavuturo e Palermo nel palermitano, Giannopulo è praticamente unico.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine grika o, più probabilmente, greco-albanese, il cognome Giannopolo nasce da un adattamento del cognome greco
Yiannopoulos, che, composto dalla radice Yiannis (l'italiano Gianni) e dal suffisso -opoulos (con valore d'appartenenza), può essere tradotto come figlio di Gianni (vedi Di Gianni). In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del nome personale del capostipite.

GIANNOSSA
GIANNOSSI
GIANNOSSO

Tipicamente pugliesi, Giannossa e Giannosso sono quasi unici, Giannossi ha piccolissimi ceppi a Molfetta e Bitonto nel barese, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche arcaiche del nome Johannes (Giovanni, Gianni), di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto del 1350: "..Amantissimo et eloquentissimo viro tanqoam patri optimo et honorabili domino Giannosso de Manettis dignissimi domini nostri ..".

GIANNUNZIO

Giannunzio è specifico dell'Abruzzo, di Capestrano e L'Aquila nell'aquilano e di Chieti, dovrebbe derivare dal nome composto dai nomi Giovanni, contratto in Gian e Nunzio, probabilmente portato dal capostipite, dell'uso di questo nome si hanno tracce documentali fin dal 1500, con un certo Giannunzio Guarino in località Fontane sottane nell'avellinese.

GIANNUSA
IANNUSO

Giannusa è specifico di Palermo, Iannuso, meno comune, è invece di Siracusa, questi cognomi potrebbero derivare da forme alterate del nome Johannes, anche se esiste un'ipotesi che ne riconduce l'origine alla valle della Gehenna sul lato sud del monte Sion nell'attuale Israele,e potrebbe allora riferirsi a reduci dalle Crociate nell'opera di riconquista dei territori del Sacro Romano Impero sottratti alla cristianità dall'invasione saracena.

GIANQUINTA
GIANQUINTO
GIAQUINTA
GIAQUINTO

Gianquinta è quasi unico, Gianquinto, molto raro è tipico della Sicilia occidentale, Giaquinta sembra originario del sud della Sicilia, Giaquinto è specifico della Campania, possono discendere dal nome Giacinto, così come dal nome Gianquinto (Giovanni + Quinto) di quest'uso abbiamo un esempio in un atto del 1042 scritto in Solofra (AV): "...Ideoque nos leo filius quondam Giaquinti et comitissa filia quondam Iohanni, qui sumus vir et uxor, clarefacimus nos abere rebus in locum Montorum ubi miscianus dicitur, rotense finibus...".  Tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Cava dei Tirreni fin dalla seconda metà del 1400, in un atto del 1510 viene citato un certo Giovanni de Giaquinto, del quondam Furculi de Giaquinto.
integrazione e ipotesi fornite da Fabio Paolucci
Giaquinta è una variante del cognome Giaquinto (come anche Iaquinto e Iaquinta, Gianquinto); cognome meridionale, formato dal nome Giaquinto o Iaquinto, già documentato a Salerno nel 959 e a Molfetta nel 1121: l'etimo è il nome comune greco hyàkinthos, latinizzato in hyacinthus, giacinto, come pianta a fiore, che già in Grecia e a Roma era anche nome personale, come Giacinto (femm. Giacinta) in Italia, incrociato tuttavia, come prova la variante Gianquinto, con Gianni o Ianni, iterpretato cioè, come uno dei tanti composti di questo nome, con Quinto.

GIANSANTE
GIANSANTI

Giansante è tipicamente abruzzese, di Pescara, Montesilvano, Città Sant'Angelo e Spoltore nel pescarese, di Silvi, Roseto degli Abruzzi e Notaresco nel teramano e di Tornimparte nell'aquilano, Giansanti ha un ceppo ad Ancona, uno a Marsciano e Perugia nel perugino ed a Terni, uno a Roma, Velletri e Rocca di Papa nel romano, ad Alatri, Fiuggi e Boville Ernica nel frusinate, uno a Rieti ed a Cori e Sezze nel latinense, ed uno a Rionero in Vulture nel potentino, dovrebbero derivare dal nome composto dalla forma contrata del nome Giovanni (Gianni) unito al nome Santo o Sante.

GIANSOLDATI

Giansoldati è tipico del reggiano, di Castelnovo ne' Monti, Vetto e Reggio Emilia, dovrebbe derivare da un capostipite di nome Giovanni, per contrazione Gianni, che di mestiere avesse fatto il soldato, cioè il militare o la guardia.

GIANTOMASI
GIANTOMASO
GIANTOMMASI
GIANTOMMASO

Giantomasi sembra essere specifico del beneventano e di Castelvetere in Val Fortore in particolare, anche Giantomaso è del beneventano, ma di San Bartolomeo in Galdo e di Castelnuovo Della Daunia nel vicino foggiano, Giantommasi è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione così come Giantommaso, dovrebbero tutti derivare dal fatto che il capostipite si chiamava con il nome composto Giovanni (contratto in Gianni) e Tommaso.

GIANVITI
GIANVITO

Gianviti, quasi unico, è del centrosud, Gianvito assolutamente rarissimo, ha qualche presenza nel teramano e pescarese, nel romano e nel beneventano, dovrebbero derivare da capostipiti cui fosse stato dato il nome composto Gianvito.

GIARAMITA

Giaramita, abbastanza poco comune, è tipico del trapanese, di Castelvetrano, Santa Ninfa e Mazara del Vallo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco κεραμιδιών, keramidion (tegola), probabilmente attribuito al capostipite perchè di mestiere produceva appunto tegole.

GIARDA
GIARDI
GIARDO

Giarda è specifico della zona che comprende il novarese, il milanese ed il pavese, Giardi ha un ceppo toscano tra pistoiese, pratese, fiorentino e senese, uno nel riminese uno nell'anconetano, uno a Roma ed uno a Palermo, Giardo è tipicamente piemontese del torinese, questi cognomi dovrebbero derivare da forme contratte del nome germanico Gerhard (vedi GERARD).

GIARDINA

Di origini siciliane, dovrebbe derivare dal toponimo Giardina Gallotti (AG).

GIARDINELLI
GIARDINELLO
GIARDINETTI
GIARDINETTO
GIARDINI
GIARDINO

Giardinelli ha un ceppo nel teatino e pescarese, uno nel foggiano e barese ed uno tra catanese e siracusano, Giardini è diffuso in tutta l'Italia centrosettentrionale, Giardinello, quasi unico è siciliano, probabilmente delle isole Eolie nel messinese, Giardinetti, estremamente raro, sembrerebbe del milanese, Giardinetto ha un ceppo ad Acerra nel napoletano, Giardino è tipico invece del centrosud, ma ha un ceppo anche nel veronese ed in Piemonte, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche, dai molti toponimi contenenti la radice Giardini, Giardinelli, o Giardino, Giardinello, Giardinetto, o anche dal nome di contrade così identificate, come ne esistono quasi in ogni città d'Italia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Giardini è un cognome d'origine soprannominale, frequentissimo in tutta l'Italia e spesso derivato da toponimi che vengono dal germanico '
gart' = luogo cinto o difeso.

GIARDULLI
GIARDULLO

Giardulli è specifico di Napoli, Afragola ed Ercolano nel napoletano, Giardullo è anch'esso campano, più diffuso, ha un ceppo a Sant'Angelo d'Alife e Raviscanina nel casertano, a Napoli, a Teggiano, Altavilla Silentina ed Albanella nel salernitano, e ad Atripalda nell'avellinese, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche di Giardus, una contrazione latinizzata del nome medioevale germanico Gerhard (vedi GIARDA).

GIARETTA

Giaretta è decisamente veneto, del vicentino e padovano in particolare, potrebbe derivare da toponimi come Giare nel veronese, Le Giare nel rovigoto, o Giarre nel padovano.

GIARGIA

Giargia è tipicamente piemontese, di Agliano Terme nell'astigiano, l'origine etimologica è oscura.

GIARNIERI

Giarnieri è specifico di San Severo nel foggiano, dovrebbe trattarsi di una forma alterata dal dialetto del nome medioevale Guarnerus (vedi GUARNERI).

GIARRATANA
GIARRATANO

Giarratana è specifico della zona che comprende le province di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Catania, Giarratano, meno diffuso, è più propriamente dell'agrigentino e del nisseno, potrebbero derivare dal toponimo Giarratana (RG) o anche dall'etnico di Giarre (CT).

GIARRIZZO

Tipico siciliano deriva da un soprannome dialettale originato dall'essere il capostipite ricco di capelli, Gianni il riccioluto.

GIARROCCO

Specifico di Atessa nel teatino, dove Giarrocco è anche il nome di una frazione, dovrebbe derivare dal nome composto Giovanni per contrazione Gian con l'aggiunta del nome Rocco, nome composto che dovrebbe aver dato il nome alla frazione, ma non si può escludere anche una derivazione, in alcuni casi, dal nome stesso della località.

GIARRUSSO

Ha un nucleo siciliano, soprattutto nel catanese e nel palermitano e un ceppo nel casertano e nel molisano, deriva da un soprannome dialettale stante legato probabilmente al colore di capelli, Gianni il rosso.

GIASON
GIASONE
GIASONI

iason e Giasoni sono estremamente rari, il primo sembrerebbe veneto e del mantovano, il secondo dovrebbe essere lombardo, Giasone ha un ceppo a Marsala nel trapanese, con presenze anche in Veneto, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome Giasone, probabilmente portato dal capostipite, Giasone era una figura della mitologia greca, la cui impresa con gli Argonauti alla conquista del vello d'oro colpì molto la fantasia degli antichi contribuendo alla diffusione del nome.

GIASSI

Giassi ha un ceppo nel bergamasco a Pognano, Verdello, Bergamo, Dalmine, Ghisalba e Spirano ed un ceppo a Trieste, perlomeno il ceppo lombardo dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale lombardo giass (ghiaccio).

GIAVALDI
GIAVARDI
GIBALDI

Giavaldi, molto raro, è tipico di Crema e del cremasco, così come Giavardi che è però più specifico di Cremona, Pandino nel cremonese e Lodi, Gibaldi ha un piccolissimo ceppo a Genova ed uno più consistente a Licata nell'agrigentino, dovrebbero tutti derivare, attraverso modificazioni dialettali e betacismi, dal nome medioevale di origini longobarde Giavardus o Giavaldus di cui abbiamo un esempio in una Carta vendicionis ad libellum dell'anno 1189 a Bizzozero nel varesotto: "...Fuerunt ibi testes dominus Iohannes Giavaldus de Binago et dominus Arnulfus de Busti et dominus Pellegrinus de loco Bimio et Miranus Mondoronus et Anricus de Plora de Varixio et Iohannes iudex....".

GIAVARINI

Specifico del bergamasco, zona di Calcinate e Ghisalba, ha un ceppo anche nel parmense, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale nel 1600 su di un'antica lapide in quel di  Monticelli Brusati (BS) troviamo un certo Musati Battista detto Giavarino, e sempre a Brescia nel 1637 in un atto si legge: "...pezza di terra sopra il territorio di Valenzano di piò doi tavole 19 aradora et vidata in contrada della Montesella a' mattina pure della terra coherentie a' mattina Piero Valotto detto il Giavarino...", la derivazione dal toponimo ceco Giavarino è altamente improbabile, anche se possibile, e starebbe ad indicare l'aver militato sotto Giovanni dei Medici nella guerra contro i turchi del 1595/1597. (vedi Giaveri).

GIAVAZZI

Specifico bergamasco, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale giavàss (una specie di bitume nero indurito)

GIAVELLI

Giavelli ha qualche presenza nel cuneese ed un piccolo ceppo nel reggiano a Casalgrande e Reggio nell'Emilia, dovrebbe derivare dal nome del monte Giavello, sull'appennino tra reggiano e pistoiese.

GIAVERI

Originario dell'area milanese e lodigiana, può essere derivato da un antico vocabolo dialettale lodigiano giaver (specie di pertica usata anticamente, nei corsi d'acqua, per indurre i pesci ad andare verso le reti).

GIAVON
GIAVONI

Giavon, abbastanza raro, è tipico dell'udinese e più propriamente della zona di Codroipo, Giavoni, molto molto raro, è del basso veronese, dovrebbero derivare dal toponimo Giavone (VR) e Giavons (UD).

GIBELLA
GIBELLI
GIBELLO

Gibella, molto raro, è tipico dell'area delle province di Agrigento e Caltanissetta, Gibelli è specifico del milanese, del pavese e della Liguria, Gibello è piemontese, del vercellese e del torinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gibellus di cui abbiamo un esempio nel Baldus di Teofilo Folengo: "...Hinc melius quam vos animabus tartara persis // repleo, nec lasso veram succrescere sectam // atque fidem Christi, quae totum subderet orbem, // mille ruinasset Turcos, si mille fuissent, // quando assassinus Ghelphus et ladro Gibellus // non tantae in mundo sparsissent semina pestis....", ma il ceppo siciliano potrebbe anche derivare da un soprannome originato dal termine arabo gebel (monti), indicando così una caratteristica montanara del capostipite.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Ventimiglia (IM) nel 1514 in un atto, dove, tra i capifamiglia firmatari dell'atto di cessione al Banco di San Giorgio della sudditanza di quella città da parte della Repubblica Genovese, ben 18 capifamiglia hanno come cognome Gibellus.

GIBERTI
GIUBERTI

Giberti è un cognome emiliano, probabilmente originario del modenese, Giuberti, sempre emiliano, è invece specifico di Parma e provincia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gibertus o Giubertus, derivato dal nome franco Gerbert o dal suo derivato, il nome medioevale francese Gilbert o Girbers, di questo nome abbiamo un esempio nel Baldus di Teofilo Folengo: ".. vir vivax oculis aderat vultuque galantus, tam respettosus, tam sequestratus ab altris, ut totum per iter non dixerit octo parolas, quippe habitu proprio, genioque suopte, tacendo vergognosus erat, stabatque in parte solettus. Huic nomen Giubertus erat, qui voce, lyraque Orpheus in sylvis, inter delphinas Arion ..".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Giberti è cognome patronimico movente dal nome proprio medievale
Gibertus, o Wibertus, documentato nelle carte modenesi dal 1032, il primo, e dal 1069, il secondo. All'origine di Gibertus o Wibertus è il personale germanico Wigberht «illustre in battaglia» (da *wîg - «battaglia» e *bertha - «illustre, famoso». Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GIBIINO

Gibiino è tipicamente siciliano, di Palermo ed Alia nel palermitano, di Caltanissetta e di Catania, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del nome germanico Gibwin che significa il dono di un amico, anche se secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare da un termine dialettale derivato dall'arabo con il significato di montanaro.

GIFFANTI

Giffanti, quasi unico, tipico dell'area a sud di Milano, dovrebbe derivare da una forma alterata da un'errore di trascrizione del cognome Guffanti (vedi GUFFANTI).

GIFFONE

Giffone, assolutamente rarissimo sembrerebbe avere qualche presenza in Campania, probabilmente dovuta ad errori di trascrizione del cognome Giffoni, e qualche presenza nel reggino che dovrebbe derivare dal nome del paese di Giffone appunto nel reggino.

GIFFONI
GIFFUNI
GIFUNI

Giffoni, abbastanza raro, è tipicamente campano, del salernitano in particolare, di Vibonati, Camerota, Treggiano, Agropoli ed Ispani, e di Napoli, Giffuni, assolutamente rarissimo, ha un ceppo a Maratea nel potentino, Gifuni è specifico di Sant'Anastasia nel napoletano, dovrebbero tutti derivare dal nome dei paesi di Giffoni Sei Casali e Giffoni Valle Piana nel salernitano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Giffoni, Giffuni, Gifuni è cognome lucano presente a a Pignola, Teggiano, Potenza e altrove; cfr. Giffone calabrese e a Napoli: antico francese *
giffon 'paffuto', Giffard cognome in Francia. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.

GIGANTE
GIGANTI
GIGANTINI
GIGANTINO

Gigante è panitaliano, con un grosso ceppo nell'udinese, ma è molto diffuso in Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata ed in Sicilia, Giganti ha un ceppo nel pavese, uno nel viterbese ed a Roma, uno nel potentino ed in Sicilia, nell'area che comprende il nisseno, l'agrigentino ed il palermitano, Gigantini è quasi unico, Gigantino è tipico del salernitano, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale e soprannome Gigante attribuito probabilmente grazie alla grossa corporatura del capostipite.

GIGLI
GIGLIA
GIGLIO

Giglia è originario dell'agrigentino, un'ipotesi lo fa derivare dal nome di località Giglius un territorio romano in Libia, Gigli è specifico del centro Italia, delle Marche e in particolare della Toscana con possibile derivazione da uno dei vari toponimi contenenti il termine Giglio, Giglio è diffuso in tutto il sud, ma particolarmente in Calabria e Sicilia, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dai nomi medioevali Giglio e Giglia. Un Aloigi Giglio di Cirò in Calabria, lo troviamo nel 1500 come principale artefice del calendario gregoriano.

GIGLIARANO

Gigliarano è tipico del crotonese, di Crotone e di Isola di Capo Rizzuto, potrebbe indicare la provenienza del capostipite dalla località Gigliara, nei pressi di Chiaravalle Centrale nel catanzarese.

GIGLIOLA
GIGLIOLI
GIGLIOTTI
GILIOLI
GILLIOLI
GILIOTTA
GILIOTTI

Gigliola è specifico del brindisino, di Ceglie Messapica, Brindisi e San Michele Salentino, Giglioli ha un ceppo in Emilia tra Modena e Reggio Emilia ed uno in Toscana, tra Firenze e Livorno, Gigliotti è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, con particolare concentrazione in Calabria nel cosentino e catanzarese dove è particolarmente concentrato a Lamezia Terme, Gillioli è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Gilioli che è invece tipico del modenese, reggiano, mantovano e veronese, Giliotta, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area siculo calabrese, Giliotti sembrerebbe del piacentino al confine con il carrarese ed il genovese, possono derivare in alcuni casi da toponimi quali Giglio Isola (GR) oppure più frequentemente da ipocoristici del nome e soprannome medioevale Gilius di cui abbiamo un esempio a Milano in un atto del 1132: "...item iugalibus, unde odie cartam vendicionis fecerunt de alia medietate ipsius vinee cum area eius in manus et potestatem Anselmi qui dicitur Gilius, de suprascripta civitate..:", tracce dell'uso degli ipocoristici ne troviamo pure a Faenza nel 1275: "...Postmodum arengavit dominus Giliottus iudex de Favencia pro comuni Favencie. Demum dominus Maghinardus de Sosenana potestas Faventie, nomine et vice comunis Faventie, iuravit fidelitatem predicto domino cancellerio...".

GILBERTI
GILBERTO
GILIBERTI
GILIBERTO

Gilberti è tipicamente lombardo, molto diffuso nel bresciano, a Brescia, Gussago, Passirano, Concesio, Cazzago San Martino, Pontevico, Manerbio, Villa Carcina, Ospitaletto, Ghedi, Verolanuova e Canneto sull'oglio, ed a Milano, Gilberto, estremamente raro, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni del precedente o del cognome Giliberto, Giliberti ha un ceppo nel modenese a Carpi, Mirandola e Modena, uno romano, uno campano a Napoli, Solofra (AV), Salerno e San Michele di Serino (AV), uno nel barese a Putignano e Monopoli ed uno nel trapanese a Paceco e Trapani ed a Palermo, Giliberto sembrerebbe tipicamente siciliano di Messina, Palermo, Ispica (RG), ma soprattutto nel siracusano di Augusta, Siracusa, Palazzolo Acreide, Pachino, Solarino e Noto, dovrebbero derivare, direttamente o tramite contrazioni, dal nome di origine franca Gilibertus (forma italiana del franco Gerbert), di cui abbiamo un esempio in una lapide dell'anno 1120 a Taviano nel leccese: "HIC JACET GILIBERTUS MILES - CONESTABULUS CONDAM DOMINI - GOFFRIDI INCLYTI COMITIS. QUI OBIIT - ANNO DOMINICAE INCARNATIONI - MCXXI MENSE OCTOBRI INDIC. XIV - CUIUS ANIMAE REQUIESCAT IN PACE" (l'anno indicato 1121 è secondo il calendario bizantino che iniziava il 10 settembre perciò secondo la datazione attuale corrisponde al 1120).

GILDONE

Originario del foggiano, potrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Ermenegildo o simili, o più probabilmente dal toponimo Gildone (CB)

GILET

Abbastanza raro, di probabili origini vicentine, la derivazione sembra essere dal nome medioevale francese Gilles, ma potrebbe pure derivare da un soprannome.

GILLI
GILLIO

Gilli sembra avere un ceppo in Emilia tra bolognese, modenese e reggiano, uno in Trentino ed uno nel torinese, Gillio è tipicamente piemontese del torinese, di Torino, Ivrea, Chieri, Riva presso Chieri, Vauda Canavese ed Andrate, dovrebbero tutti derivare dal nome personale latino Aegidius, cioè Egidio, o dalla versione medioevale Gillius del nome francese Gilles o Giglio.

GIMONDI

Tipico del bergamasco, dovrebbe derivare dal nome medioevale Gimundus, una modificazione dell'aferesi del nome Sigismundus, di quest'uso abbiamo un esempio in quest'atto del 1231: "...Quod scripsi ego Guimundus puplicus Notarius eo quod rogatus interfui. Actum in Ecclesia Sancte Marie de Cornelio coram arca Beati Ferrandi. Ego quis supra W. Judex. Ego Frater Nicolaus interfui. Ego Abbas Gimundus interfui. ..:".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Gimondi potrebbe essere ricondotto, per caduta della s, a Gismondi. Quest'ultimo è certamente di origine germanica e composto di due elementi il cui secondo viene sicuramente dal gotico
mundus = protezione. Quanto al primo, esso potrebbe essere direttamente derivato dal burgundo gîs = giavellotto o, poiché gîs è attestato per lo più come suffisso in nomi propri (Austargis, Walhagis, ecc.), essere prodotto di una aferesi. Quindi il significato generale dovrebbe essere: protetto dalla lancia.
integrazioni fornite da Sergio Fantini
I Gimondi della Bergamasca, ebbero origine da: Exsposito Sigismondo nato a Strozza di valle Imagna (BG) il 18 Maggio 1695. In seguito fu cambiato in Gimondi.

GINAMI

Assolutamente rarissimo è tipico del bergamasco, troviamo il nobile casato dei Ginami feudatari di Gromo (BG) fin dal XII° secolo.

GINA
GINI
GINO

Gina, quasi unico, sembrerebbe siciliano, con qualche presenza nel torinese, forse dovuta ad un'errata trascrizione del cognome Gino, che ha un ceppo nel torinese, uno piccolo nel trapanese ed uno nel palermitano, Gini è diffuso a macchia di leopardo in tutta l'Italia centrosettentrionale, con ceppi nella Lombardia settentrionale, nel veronese, in Toscana tra fiorentino, pisano e livornese, nel perugino e nel romano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche di ipocoristici di nomi come Luigi, Ambrogio o simili, probabilmente portati dai capostipiti.

GINELLI

Probabilmente originario dell'area cremonese e lodigiana, dovrebbe derivare da aferesi di diminutivi di nomi come Ambrogio.

GINEPRO

Ginepro ha un piccolo ceppo nel Piemonte occidentale, in particolare nell'alessandrino ed uno nel salernitano, dovrebbe derivare dal nome Ginepro probabilmente portato dal capostipite, in epoca rinascimentale, ed anche successiva, era abbastanza in uso il fatto di dare ai propri figli nomi di piante e di fiori.

GINEVRA

Ginevra è tipico di Caltanissetta, con un ceppo anche a Castelvetrano nel trapanese, dovrebbe trattarsi di un matronimico derivato dal nome del ciclo arturiano Ginevra portato forse in Sicilia dal seguiro della corte angioina.

GINEX

Molto raro è specifico dell'agrigentino, potrebbe derivare dal nome di origine greca Genesio.

GINGHINI

Molto raro forse di origini modenesi.

GINOSA

Tipico di Spinazzola (BA) dovrebbe essere originario del tarantino e derivare dal toponimo Ginosa (TA).

GIOANNINI
GIOVANELLA
GIOVANELLI
GIOVANELLO
GIOVANNELLA
GIOVANNELLI
GIOVANNELLO
GIOVANNIELLO
GIOVANNINA
GIOVANNINI
GIOVANNINO
GIOVANNONE
GIOVANNONI
GIOVANNOTTI

Gioannini, abbastanza poco comune, è tipicamente piemontese, del torinese, di San Giusto Canavese, Torino, Carmagnola, e di Castellino Tanaro nel cuneese, Giovanella è tipica del basso trentino, di Montagne, Cembra e Trento, con piccoli ceppi anche nel varesotto, a Taino e Sesto Calende, e nel mantovano in particolare a Moglia, Giovanelli è molto diffuso nell'area coperta dal Trentino, Lombardia, Emilia, Liguria, con un ceppo anche nel pesarese, Giovanello, quasi unico, è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Giovannella ha un piccolo ceppo ad Orvieto nel ternano ed uno a Roma, Giovannelli è un cognome dell'Italia centrale, Giovannello, quasi unico anch'esso, sembrerebbe originario del sud, dell'area campano, pugliese, di Palo Del Colle in particolare, Giovanniello ha un ceppo in Irpinia ed uno nel barese, a Palo Del Colle in particolare, Giovannina, ha qualche rarissima presenza in Piemonte, Giovannini è diffuso in tutto il centro nord, Giovannino, quasi unico, è piemontese, Giovannone è specifico del frusinate, Giovannoni è proprio della Toscana e Lazio, Giovannotti, molto raro, è romano, derivano tutti, direttamente o attraverso modificazioni di tipo ipocoristico o accrescitivo, del nome medioevale Giovine (vedi GIOVANE) o del nome Giovanni, o di sue alterazioni dialettali. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo all'inizio del 1600 con Girolamo Giovannelli Vescovo di Sora (FR), già nel 1700 la famiglia Gioannini è una delle più importanti di San Giusto Canavese dove rivestì cariche importanti nella gestione ed amministrazione del paese.

GIOBBE

Giobbe ha un ceppo a Genova, uno ad Oliena nel nuorese ed uno a Napoli e Torre del Greco nel napoletano, dovrebbe derivare direttamente dal nome Giobbe, probabilmente portato dal capostipite.

GIOCASTA

Giocasta è assolutamente rarissimo, oltremodo difficile riuscire ad individuarne l'areale caratteristico, dovrebbe derivare dal nome greco Giocasta, una figura della mitologia greca, figlia di Meneceo e moglie dapprima di Laio, re di Tebe, poi di Edipo, nome reso popolare dalla tragedia di Sofocle Edipo Re.

GIOCONDA
GIOCONDI
GIOCONDO

Gioconda, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del sud, Giocondi ha un ceppo a Terni ed a d Arrone (TR) ed uno a Roma. Giocondo ha un ceppo campano a Napoli e Qualiano (NA) ed a Nocera Superiore (SA), ed in Sicilia ha un ceppo a Gela (CL) ed uno a Palermo e Belmonte Mezzagno (PA), Messina e Poggioreale (TP).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Gioconda, rarissimo, si riscontra maggiormente nel meridione, Giocondi ha ceppi maggiori nel romano e nel ternano e ceppi minori sparsi fra il nord e il centro nord, Giocondo, presente a bassa frequenza dal nord al sud del paese, è più tipicamente siculo campano, con ceppi maggiori nel napoletano, nel casertano, nel salernitano, nel palermitano, nel trapanese e nel nisseno, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Giocondo, da intendersi o in senso augurale (come augurio di gioia, allegria) o in senso gratulatorio (letteralmente, infatti, il termine giocondo significa che rende felice, che porta allegria). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

GIOE'
GIOELE
GIOELI

Gioele è praticamente unico, Gioeli sembra specifico del palermitano, di Palermo e Misilmeri, Gioè, anch'esso siciliano, è il più diffuso, soprattutto a Palermo, con un ceppo anche a Caltanissetta ed uno piccolo ad Alcamo nel trapanese, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso modificazioni dialettali, dal nome di origine biblica Gioele, derivato a sua volta dall'ebraico Yoel (Yavhè è Dio), ricordiamo con questo nome il profeta Yoel figlio di Petuel.

GIOFFRE'
GIOFFREDA
GIOFFREDI
GIOFFREDO
GIOFFRIDA
GIOFRE'

Gioffrè è un cognome tipico del reggino, Gioffreda è tipico del Salento, Gioffredi ha un ceppo ligure, un nucleo pistoiese ed uno brindisino, Gioffredo, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese, Gioffrida, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione di Gioffreda, Giofrè è tipico di Nicotera nel valentiano e del reggino, di GIoia Tauro, Cittanova e Bagnara Calabra in particolare, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite fenomeni di troncatura, dal nome di origine germanica Godefridus (vedi GIUFFRA), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Genova nel 1700 con la famiglia notarile Di Giovanni Battista Gioffredi.

GIOGLI
GIOGLIO

Giogli è specifico della zona tra aretino e perugino, a Cortona nell'aretino ed a Città di Castello nel perugino, con piccoli ceppi anche a Firenze e Grosseto, ed uno a Narni nel ternano, Gioglio, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza qua e là per l'Italia, dovrebbero derivare dal nome della strada del Gioglio, nel ternano, probabile luogo d'origine dei capostipiti, anche se non si può escludere che in qualkche caso possano invece derivare direttamente dal nome medioevale Gioglio, un alterato del nome Giglio.

GIOI

Gioi è decisamente sardo, di Desulo nel nuorese e della zona tra iglesiente e oristanese, potrebbe derivare da una forma aferetica del termine sardo angioi (agnello) probabilmente ad indicare la qualifica di pastore o comunque di possidente del capostipite, non si può escludere che possa derivare dal termine sardo gioi (giovedì) ad indicare forse il giorno di nascita del capostipite.

GIOIA

Diffuso in tutt'Italia, in alcun casi può derivare da toponimi quali: Gioia dei Marsi (AQ), Gioia del Colle (BA), Gioia Sannitica (CE), Gioia Tauro (RC), in altri dal nome medioevale Gioia (anche maschile).

GIOINI

Gioini, molto raro, è di probabile origine milanese, potrebbe essere originato dal diminutivo del nome medioevale Gioia.

GIOINO

Gioino, molto raro, è specifico di Lioni nell'avellinese, potrebbe trattarsi di una forma etnica riferita al paese di Gioi nel salernitano, probabile luogo d'origine del capostipite.

GIOIOSA

Gioiosa ha un ceppo a Roccasicura ell'iserniese, uno nel potentino, in particolare a Ripacandida ed uno a Partinico e San Cipirello nel palermitano, dovrebbero essere delle forme matronimiche e derivare dal nome medioevale Gioiosa, anche se non si può escludere una derivazione da toponimi come Gioiosa Marea nel messinese o Gioiosa Ionica nel reggino, o altre contenenti il termine Gioiosa nella radice.

GIOITTA

Abbastanza raro, sembra essere originario del messinese, potrebbe derivare dal toponimo Gioia Tauro (RC).
ipotesi fornita da Enzo Gioitta
Sulle scorte delle sue conoscenze, ritiene che il cognome sia originario del comune di Alcara li Fusi (ME).
integrazioni fornite da Giuseppe Micali
secondo un dizionario il cognome Gioitta può essere riferito anche a cosa o persona ed è semplicemente un diminuitivo del termine Gioia tradotto nel dialetto della Sicilia e di uso molto comune nel linguaggio dialettale di tutti i giorni.
integrazioni fornite da Salvatore Gioitta
Confermo la provenienza del cognome da Alcara li Fusi.  Il termine dialettale desueto
giuittu definisce un materiale nero lucido come la lignite o il corallo nero e in alcune aree della Sicilia assume il significato di nero intenso, nerissimo e servirebbe quindi ad indicare qualcuno nero di capelli. In questo senso è utilizzato nel libro di Severino Santiapichi, Romanzo di un paese  - 1995 : dove si legge: "...questa Madonna dai capelli gioitti che scendevano ad anelli....".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gioitta è cognome siciliano che per Rohlfs 98 potrebbe essere vezzeggiativo del cognome
Gioè (cfr.).

GIOITTI

Gioitti, quasi unico, sembrerebbe della Venezia Giulia, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale veneto basato sul termine gioa, gioita (sorta di pertica dai vari usi, ma normalmente utilizzata dai falegnami), forse stando così ad indicare che il mestiere del capostipite fosse appunto quello del falegname.

GIOLITTI
GIOLITTO
GIULITTI
GIULITTO

Giolitti è tipicamente piemontese, del cuneese ed in particolare di Rossana, Verzuolo, Busca e Savigliano, con un ceppo, probabilmente secondario, anche a Torino, Giolitto ha un ceppo tra torinese ed astigiano ed uno nel riminese, Giulitti sembrerebbe specifico di Roma e Giulitto invece di Bitritto nel barese, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche arcaiche del nome Giulio, tracce dell'uso di questo nome le troviamo, gia come forma cognominizzata, ad esempio a Venezia nel 1500 con l'editore e tipografo Gabriel Giolito o Giolitto de Ferrari (Gabriel Giolittus. de Ferrariis ).

GIOMETTA
GIOMETTI
GIOMETTO

Giometta è praticamente unico, Giometti ha un ceppo nel lucchese e pistoiese, uno tra riminese e pesarese ed uno tra senese e perugino, Giometto, quasi unico, ha qualche rara presenza nel vicentino, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche della contrazione del nome Girolamo, che prima diventa Giomo e poi al diminutivo Giometto.

GIOMMI

Abbastanza raro è tipico del pesarese, deriva dalla contrazione del nome Girolamo, di questo uso si hanno tracce già nel 1600, come si vede in un atto dove si legge: "...Girolamo Viggiano detto il Giommo ...".

GIONTA
GIONTI
GIONTO

Gionta, molto raro, è tipicamente laziale, di Roma e del latinense, in particolare di Formia, Fondi e Terracina, Gionti è di Marcianise nel casertano, con un piccolo ceppo anche a Palermo, Gionto è unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare di forme aferetiche dialettali del nome Buonaggiunta (vedi GIUNTA).

GIOPATO

Giopato, assolutamente rarissimo, sicuramente veneto, dovrebbe derivare da una forma patronimica in -ato, che sta per il figlio di, riferito ad un Giopi, forma dialettale ipocoristica contratta per Giuseppe.

GIORDAN
GIORDANI
GIORDANO

Giordan è decisamente veneto, Giordani è molto diffuso in tutto il centronord, Giordano è molto comune in tutt'Italia, possono derivare sia dal cognomen latino Gordianus, sia dal nome medioevale italiano Giordano, sia da quello francese Jourdain. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'archivio di stato di Sondrio in un atto del 1484: "...Item vigore unius consilii ordinati in caneparia illius Antonii caniparii in manibus Johannis quondam Bernardi Jordani de Livigno presentis stipulantis...".

GIORDI
GIORDO

Giordi è raro di origini incerte, potrebbe essere del cagliaritano, Giordo ha un ceppo a Sassari e Porto Torres ed uno a Genova.
ipotesi fornita da Daniele Giordi
Il cognome Giordi, ha probabilmente origini catalano-provenzali. In Catalogna ed in Francia, è tuttora utilizzato come nome (Jordi Geordie ecc.). E' una variante del nome Giorgio. Il cognome è diffuso in Italia solo in Piemonte, Lombardia, Toscana e Sardegna (qui esiste anche la variante Giordo, che si trova nella parte settentrionale dell'isola).Siamo diffusi nel Sulcis Iglesiente e a Cagliari siamo tutti parenti.Il cognome non è del cagliaritano. Il capostipite fu esiliato in Sardegna (per buona tradizione di questa terra) perchè antimonarchico.
integrazioni fornite da Daniele Giordi
Il capostipite dei Giordi in Sardegna si chiamava Raimondo Giordi.e proveniva da Pistoia o dalla sua provincia, era sposato con una nobildonna, che gli diede tre figli dei quali Daniele, il mio bisnonno, fu esiliato nella seconda metà del XIX° secolo e si stabilì nel paese di San Vito in provincia di Cagliari, da dove poi i discendenti si spostarono verso il Sulcis-iglesiente ed infine una parte (la mia) da Arbus verso Cagliari e San Teodoro nell'oristanese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
GIORDI: Giordi o Giorgi o Giorgiu. Dal catalano
Jordi o dallo spagnolo Jorje. In italiano Giorgio. San Giorgio è venerato in diversi paesi della Sardegna, come testimoniano le numerose chiese a lui dedicate: a Suelli, Anela, Bitti, Guspini, Lotzorai, Perfugas, Ruinas, Ossi, Urzulei, etc. etc. e le tante feste in suo onore. Secondo la tradizione Giorgio nacque a Cagliari nel 1050,  da una famiglia di povera gente. Per intercessione di una nobildonna cagliaritana, poté comunque frequentare studi religiosi, nei quali si distinse per impegno e doti intellettuali di alta caratura. Per la sua grande cultura religiosa  e per le sue conoscenze temporali, fu nominato vescovo della diocesi di Suelli all'età di 22 anni. Durante il suo episcopato fu estremamente attento ai problemi ed alle sofferenze della povera gente, che gli attribuì numerosi miracoli. Nel 1601 il vescovo di Cagliari mons. Lasso Sedeno trasformò la casa di Stampace, ritenuta l'abitazione dei suoi genitori, in una chiesa: presenta un impianto a mono-navata con volta a botte. Nel 1603 la santità di Giorgio fu difesa da uno studio di Giacomo Moscardo, "apodixis sanctitatis sancti Georgici Suellensis episcopi" (Roma 1609). Qui in Sardegna Giorgiu, o Giordi, o Giorgi è chiamato anche il pupazzo di carnevale.  In proposito i linguisti non ne sanno spiegare il perché. In Spagna ed in Portogallo il fantoccio di carnevale è chiamato Judas (Giuda): muñeco de paja que algunas partes queman publicamente en la semana santa. Può darsi che qui da noi il nome antico del pupazzo di carnevale fosse Giudas, cambiato poi in Giorgi o Giordi o Giorgiu, per scherzo o per allusione ad un personaggio. Attualmente il cognome Giordi è presente in 27 Comuni italiani, di cui 11 in Sardegna: S. Giovanni Suergiu 17, Alà dei Sardi 8, Carbonia 5, Gonnosfanadiga 3, etc.

GIORELLI
GIORELLO

Giorelli ha un ceppo a Bari, Giorello, molto molto raro, è dell'area che comprende il Piemonte sudoccidentale e la Liguria di Ponente, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche del nome medioevale Giorio (vedi GIORI), una forma arcaica del nome Giorgio.

GIORGE
GIORGELLI
GIORGIA
GIORGILLI
GIORGETTA
GIORGETTI
GIORGI
GIORGINI
GIORGINO
GIORGIO
GIORGIS
GIORGITTO
GIORGIUCCI
GIORGIUTTI

Giorge è praticamente unico, probabilmente si trattadi un errore di trascrizione, Giorgelli, molto raro, è caratteristico di Perugia, Giorgetta sembrerebbe avere due ceppi, uno nel Molise ed uno nel sondriese, Giorgetti ha un nucleo molto forte nel milanese e comasco, uno in Romagna, alcuni in Toscana, in Umbria e nelle Marche, Giorgi è molto diffuso in tutto il centronord con presenze significative anche al sud, Giorgia, quasi unico, parrebbe meridionale, Giorgilli è decisamente laziale, ha un ceppo a Fiuggi nel frusinate ed a Roma, Giorgini è tipico del centronord, Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio soprattutto, Giorgino ha un ceppo romano, quasi certamente secondario, ma il nucleo è decisamente pugliese, in particolare nel Salento, a Manduria,San Marzano di San Giuseppe, Taranto, Maruggio e Sava nel tarentino, a Casarano, Tuglie, Lecce e Alezio nel leccese, a Ostuni e Brindisi nel brindisino e ad Andria nel barese, Giorgio è tipico del centrosud, Giorgis è senz'altro piemontese, con un ceppo a Torino, Collegno, Orbassano e Locana nel torinese, uno a Toceno in Val d'Ossola ed uno nel cuneese a Peveragno, Cuneo, Busca e Fossano, Giorgitto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Foggia, Giorgiucci, quasi unico, sembrerebbe del centro Italia, Giorgiutti è tipicamente friulano dell'udinese, di Povoletto, Udine e Tricesimo, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso ipocoristici o forme patronimiche più o meno dialettali, dal nome tardo latino Georgius o dal più tardo Georgio o Giorgio.
integrazioni fornite da Alessandro Benfatto
Per quanto concerne i titoli nobiliari della famiglia Giorgi, si rinvengono notizie dei Giorgi conti di Castiglione Tinella, dei Giorgi baroni di Firenze e dei Giorgi nobili di Venezia. I Giorgi sono, oltre che conti di Castiglione Tinella, anche conti di Vistarino, nobili di Sicilia, nobili S.R.I., baroni di Milano, patrizi aggregati di Gubbio, patrizi aggregati di Vicenza, nobili dei baroni di Venezia, nobili di Treviso, nobili dei marchesi della Dalmazia, duchi di Napoli,s ignori di Bubbio e Asti, nobili di Pesaro, Piacenza e Udine, baroni di Firenze, signori di Torino,Viù e Lemie e nobili di Vicenza.  Hanno inoltre,u n blasone bandato a Bologna, un blasone nobiliare a Bubbio e Asti, un blasone inquartato a Pavia, un blasone troncato a Roma (la famiglia vanta 2 cardinali), un blasone bandato a Trento, un blasone inquartato a Velletri, un blasone inquartato a Venezia e un blasone nobiliare a Forlì.

GIORGESCHI
GIORGESCO

Giorgeschi è tipico dell'aretino, di Anghiari, Arezzo e Sansepolcro e del vicino perugino, di San Giustino e Città di Castello, Giorgesco, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, si potrebbe trattare di famiglie appartenenti ad un partito fautore di un particolare Giorgio o a discendenti dei figli di un Giorgio, si hanno tracce di queste cognominizzazioni almeno dal 1500, ad Anghiari, nell'aretino, dal 1567 al 1598 fa il parroco, della locale Chiesa di S. Maria a Scandolaia, un certo don Giovanni Battista Giorgeschi nativo di  Monterchi sempre nell'aretino.

GIORGIANNI

Giorgianni è specifico del messinese, diffusissimo a Messina, Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Torregrotta e Monforte Sangiorgio, ma ben presente anche a Pace del mela, Villafranca Tirrena, Rometta, Venetico, San Pier Niceto, Spadafora e Sant'Agata di Militello, dovrebbe derivare dal nome dei capostipiti composto dai nomi Giorgio e Ianni, forma contratta di Giovanni.

GIORGIONE
GIORGIONI

Giorgione ha un ceppo tra beneventano ed avellinese, uno romano ed uno nell'udinese, Giorgioni ha un ceppo romagnolo tra ravennate e forlivese, uno romano ed uno in Gallura in Sardegna a Luogosanto, Arzachena e Palau, dovrebbero derivare dall'accrescitivo del nome  Georgio o Giorgio, prima come soprannome e poi come vera e propria forma cognominale, pensiamo ad esempio al famosissimo pittore Giorgio o Zorzi da Vedelago, detto il Giorgione (1478 - 1510).

GIORI
GIORIA
GIORIO

Giori ha un nucleo tra bresciano e basso trentino ed uno nel ferrarese, Gioria è tipico del varesotto, mentre Giorio ha un ceppo piemontese nel torinese e cuneese ed uno veneto soprattutto nel vicentino, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Jorio, antica forma del nome Giorgio.

GIORNI
GIORNO

Giorni è tipico dell'aretino, di Sansepolcro, Anghiari, Arezzo e Pieve Santo Stefano, con presenze significative anche ad Asciano nel senese, a Viterbo ed a Roma, Giorno è tipicamente calabrese del cosentino, di Luzzi, Montalto Uffugo, Cosenza e Castrovillari, e di Cirò nel crotonese, si dovrebbe trattare di forme aferetiche originatesi dal nome medioevale Bongiorno, probabilmente portato dai capostipiti (vedi BONGIORNI).

GIOS
GIOSO

Gios, abbastanza raro è tipico della zona tra trentino e vicentino, in particolare di Rovereto in trentino e di Asiago nel vicentino, Gioso è tipico di Rovigo e di Lendinara nel rovigoto, dovrebbero derivare dalla tmesi del nome biblico Josaphat o dalla tmesi del nome Josephus.

GIOSA
GIOSI

Giosa ha un ceppo a Tito e Potenza nel potentino ed uno in Puglia, a Taranto, Brindisi e Lecce, Giosi è specifico del romano, di Marcellina, Tivoli, Roma e Guidonia Montecelio, dovrebbero derivare dall'italianizzazione dei nomi ebraici Josiah, o Joshua o dall'apocope di nomi, sempre ebraici, come Josaphat o Josiphiah, o anche da forme ipocoristiche contratte del nome Giuseppe.

GIOSAFATTO
GIOSAFFATTO

Giosafatto è praticamente unico, Giosaffatto, estremamente raro, è tipico di Pescara, dovrebbero entrambi derivare dal nome ebraico Josaphat, tracce di queste cognominizzazioni in Abruzzo le troviamo almeno dal 1700.

GIOSEFFI

Gioseffi parrebbe avere un ceppo nel Triveneto ed uno nel foggiano, dovrebbe essere derivato dal nome rinascimentale Gioseffo derivato direttamente dal nome arabo Iussuf (Giuseppe) o dal nome Giosafat.

GIOVACCHINI

Squisitamente toscano copre l'area che dall'aretino, tramite la provincia di Firenze giunge fino a Livorno, deriva dal nome Gioacchino diminutivo del nome Iacobus.

GIOVAGNORIO

Molto raro è tipico della zona di confine tra l'aquilano ed il Lazio, dovrebbe derivare dal nome composto Johannes Iorio (equivalente a Giovan Giorgio).

GIOVANARDI
GIOVANNARDI

Giovanardi è tipico dell'Emilia e Romagna, Giovannardi è specifico della zona appenninica di confine tra bolognese e fiorentino, derivano dal nome medioevale Ioanardus (variazione del nome Giovanni) di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1180 a Morimondo (PV): "...et in presentia testium manifesti sumus quod accepimus a vobis domno Ioanardo, monacho monasterii de Morimondo, ad partem ipsius monasterii...".

GIOVANATI
GIOVANATTI

Giovanati è specifico di Cremona, Giovanatti ha qualche presenza nel mantovano e nell'udinese, dovrebbe trattarsi di due forme patronimiche arcaiche riferite ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato Giovanni.

GIOVANE
GIOVANETTI
GIOVANI
GIOVANNETTI
GIOVINE
GIOVINETTI
IOVINE
IOVINELLI
IOVINO
JOVINE
JOVINELLI
JOVINO

Giovane ha un ceppo salentino in particolare a Villa Castelli (BR) ed uno nel cosentino a San Marco Argentano, Giovanetti ha un probabile nucleo tra il milanese ed il pavese, ma lungo la via Emilia, fino a Rimini, si individua la presenza di altri possibili ceppi, Giovani è toscano, Giovannetti è di tutta la fascia dell'Italia centrale, Giovine ha un ceppo pugliese con nuclei a Molfetta nel barese ed a Lucera nel foggiano, uno campano ad Eboli nel salernitano ed a Napoli ed uno piemontese a Canelli nell'astigiano ed a Torino, probabilmente secondario, Giovinetti ha un ceppo lombardo tra cremonese e bresciano ed uno campano tra napoletano e beneventano, Iovine, tipicamente campano, del casertano e del napoletano soprattutto, ha un ceppo anche in Molise ed uno nel crotonese, Iovinelli è specifico del napoletano, di Napoli, Frattaminore, Acerra e Giugliano in Campania in particolare, Jovinelli, quasi unico, è una forma arcaica del precedente, Iovino, anch'esso tipicamente campano, ha un ceppo anche tra romano e latinense ed uno nella Sicilia occidentale, Jovine, molto raro, è una forma arcaica del precedente, Jovino, altrettanto raro, è di Palermo, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dalla Gens plebea Juventia o anche dal nome medioevale Giovine, originato a sua volta dal nomen latino Juventius , di cui abbiamo un illustre esempio nel primo secolo quando San Juventius è stato il Vescovo di Pavia, in alcuni casi potrebbero anche derivare dal cognomen Juvenalis.

GIOVANNITTI

Giovannitti parrebbe di origini molisane, della provincia di Campobasso, della zona di Oratino, e di quella di Gildone e Ferrazzano, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica arcaica del nome Giovanni, di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto del 1472 a Spoleto, dove si legge: "pagose de volontà de' ditti fiorini 4 Soono se pagaro ad Francesco de Giovannitto per parte de quello dovia havere Giovannitto suo patre della certa quantità de prete se cavaro in sua pretagia alli Rosselli", potrebbe anche però risalire alla prima metà del 1300 quando i Cavalieri di S. Giovanni Gerosolomitano, più noti come Ospitalieri o Cavalieri di Malta si insediarono in terra molisana ed il termine giovannitto potrebbe stare ad indicare una connessione con quei Cavalieri di San Giovanni, cioè l'essere stato il capostipite o un Cavaliere o al servizio di Cavalieri, personaggio di rilievo è stato lo scultore che così firmava le proprie opere: "Nicola Giovannitto dell'Oratino fecit / A.D. 1725".

GIOVE
GIOVINA
GIOVINI
GIOVINO
GIOVIO

Giove ha un grosso ceppo pugliese, in particolare a Sant'Eramo in Colle nel barese, ma anche a Bari, Taranto e Brindisi, ed uno a Napoli e ad Avella nell'avellinese, Giovina è quasi unico, Giovini è specifico di Modena e del modenese, Giovino ha un piccolo ceppo romano, uno nell'avellinese ed uno tra palermitano e nisseno, Giovio, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel lecchese, tutti questi cognomi potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale Iovis o Giovius di cui abbiamo un esempio in Veneto nella seconda metà del 1300 con il pubblico notaio Mainardo figlio di Giovio di Serravalle di Ala nel Trentino, o anche più semplicemente, e più probabilmente, da nomi originati dal fatto di essere i capostipiti nati nel giorno di iovis o giovis (giovedì), in alcuni casi i cognomi hanno origine toponomastica e derivano dai vari nomi di paese contenenti la radice Giove, come ad esempio Giove nel ternano, Campo di Giove nell'aquilano, Collegiove nel reatino o Casagiove nel casertano.

GIOVENZANA
GIOVENZANI

Giovenzana è specifico del milanese, di Milano, Monza, Seregno, Besana in Brianza ed Usmate Velate, e del lecchese, di Barzanò, Casatenovo e Monticello Brianza, Giovenzani, estremamente raro, è della zona tra milanese e bergamasco, dovrebbero derivare dal nome di paesi come Giovenzano nel pavese o e più probabilmente Giovenzana di Colle Brianza nel lecchese, paesi il cui nome, molto antico, ha avuto probabilmente origine dalla presenza di un tempio dedicato a Giove.

GIOVI

Giovi ha un piccolo ceppo a Monterchi nell'aretino ed a Perugia, dovrebbe derivare dal toponimo Giovi (AR), o dal Monte Giovi, nell'alta Val d'Arno, probabile luogo d'origine del capostipite.

GIOVINAZZI
GIOVINAZZO

Giovinazzi sembrerebbe specifico di Massafra nel tarentino, Giovinazzo è di probabile origine calabrese del reggino, zona di Cittanova e San Giorgio Morgeto, e di Castelsaraceno nel potentino, dovrebbero derivare dal toponimo Giovinazzo nel barese, quindi essere di origini abbastanza recenti risalendo al massimo alla fine del 1700 ed agli inizi del 1800.

GIRACE
GIRACI

Girace è specifico di Castellammare di Stabia nel napoletano, Giraci è quasi unico, dovrebbero derivare dall'italianizzazione dell'antico nome greco originato dal termine greco antico ίέραξ, -ακος  ierax, ierakos (falco).

GIRALDI
GIRALDINI
GIRALDO

Giraldi è sparso a macchie di leopardo, sembrerebbe avere più ceppi originarii, uno nella zona tra Firenze e Pistoia, uno nella provincia di Roma, uno forse nelle Marche, uno nel Veneto ed uno in provincia di Cosenza, Giraldini, molto molto raro, è tipico della zona tra mantovano e veronese, Giraldo ha un ceppo a Verbania, uno principale nel Veneto, in particolare nel padovano ad Arzergrande, Piove di Sacco e Codevigo, e nel veneziano a Campolongo Maggiore e Venezia, presenta inoltre un ceppo autonomo a Montefiascone nel viterbese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale francese Gérald o da un normanno Giraldus (vedi GERALDI).

GIRARDELLI
GIRARDI
GIRARDINI
GIRARDINO
GIRARDO

Girardelli sembrerebbe tipicamente trentino, di Mori, Scurelle e Rovereto, con presenze anche nel vicino veronese ed un ceppo, probabilmente originario nel pavese, a Voghera e Godiasco, Girardi è molto diffuso al nord, ma ha anche dei nuclei in Campania, Puglia e Basilicata, Girardini sembrerebbe del triveneto, con presenze significative anche in Lombardia, Girardino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, Girardo molto più raro sembra avere ceppi in Piemonte, Veneto, Campania e Puglia, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Girardus, di cui si hanno tracce ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale nell'anno 1100 con Girardus de Asula sacri palacii notarius o con Girardus Gnotrami de Leno notarius regis Henrici; la cognominizzazione è riscontrabile in atti già nel 1300 a Savona dove troviamo, citato come testimone, un certo Gullielmus Girardus.

GIRARDENGO

Girardengo, molto molto raro, è specifico dell'alessandrino, di Novi Ligure e di Alessandria, dovrebbe derivare da una forma patronimica longobarda in -engo riferita ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato Girardus (vedi GIRARDELLI ).

GIRASIA

Estremamente raro sembra del palermitano, dovrebbe derivare da un nome di località come Gerasia città greca della costa ionica nord occidentale o come Gerasia (ME).

GIRASOLE
GIRASOLI

Girasole è presente a macchia di leopardo in tutto il centrosud, con piccoli ceppi in Campania, a Napoli, Montecorvino Rovella nel salernitano e Sessa Aurunca nel casertano, in Basilicata a Montalbano Jonico nel materano, ed in Puglia, ad Andria nel barese ed a Taranto, un ceppo ad Isola di Capo Rizzuto nel crotonese ed in Sicilia a Sciacca nell'agrigentino ed a Mazara del Vallo nel trapanese, Girasoli, decisamente più raro, ha un ceppo pugliese a Ruvo di Puglia nel barese, a San Pancrazio Salentino nel brindisino ed a Tricase nel leccese, dovrebbero derivare dal nome rinascimentale italiano Girasole, sia maschile che femminile.

GIRAU

Girau è tipico del cagliaritano, di Cagliari e di Assemini soprattutto, dovrebbe trattarsi di una forma tronca del cognome piemontese Giraudo o anche di una forma sarda tronca del nome Gerardo o Giraldo.

GIRAUDI
GIRAUDO

Tipici piemontesi, del cuneese e torinese in particolare, Giraudo è decisamente molto più diffuso, derivano da modificazioni del nome Gherardo, modificazione che troviamo in Linguadoca nel XI° secolo con Giraudus de la Breviera,  di quest'uso troviamo un esempio in un atto del 25 marzo 1248 stilato in Marsiglia, dove leggiamo: "...Testes: Giraudus Civate, Bernardus de Mausaco, Giraudus de Ripis, Gausbertus de Causeris.".

GIRELLI
GIRELLO

Girelli, molto diffuso nel bresciano e veronese, Girello ha un piccolo ceppo nel cuneese, uno a Novara ed uno a Porto Tolle e Porto Viro nel rovigoto, secondo alcuni deriverebbero dall'attività di vasaio svolta dai capostipiti, cioè di chi fa girare il tornio, da vasaio appunto, secondo altri deriverebbero come Gerelli dal termine dialettale gera stante ad indicare la ghiaia, ipotizzando così che i capostipiti abitassero vicino ad un fiume o  vi lavorassero, secondo altri ancora deriverebbero dal termine dialettale settentrionale gira (topo muschiato).

GIRGENTE
GIRGENTI

Girgente è quasi unico, Girgenti sembra specifico della Sicilia occidentale, derivano dal toponimo Girgenti, la moderna Agrigento.
informazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
Girgente indicava la provenienza del capostipite da Agrigento, molto molto raro, si è probabilmente formato per errore di trascrizione di Girgenti che è diffuso in Sicilia, particolarmente nel palermitano, ed in misura minore nel catanese e agrigentino, presneta anche un nucleo nel napoletano, a Castellammare di Stabia.

GIRGENTINI

Quasi unico è presente solo nell'entroterra marchigiano, potrebbe derivare dal toponimo Girgenti di Pescorocchiano nel reatino.

GIRI
GIRINI
GIRINO
GIRO
GIRONACCI
GIRONE
GIRONI

Giri ha un ceppo piemontese, nel torinese e nel cuneese, ha presenze tra veronese e rovigoto, un ceppo marchigiano nel maceratese a Porto Recanati, Macerata e Potenza Picena ed Ancona, ed uno piccolo a Roma, Girini ha un ceppo nell'anconetano a Jesi, Chiaravalle e Senigallia, ed uno molto consistente a Roma, Girino è piemontese, dell'alessandrino, di Frassineto Po e Casale Monferrato, di Rossana nel cuneese e di Torino, Giro è tipicamente veneto, del veronese, padovano, trevicano e veneziano, con presenze anche nel pordenonese e nel palermitano, Gironacci è tipicamente marchigiano, di Monte Urano, Montegranaro e Morrovalle nell'ascolano e di Civitanova Marche nel maceratese, Girone ha un ceppo genovese, uno romano, un ceppo nel casertano a Cellole, Aversa e Sessa Aurunca e nel napoletano a Napoli e Caivano, un ceppo molto consistente a Bari ed uno a Messina, Gironi ha un ceppo nel milanese, uno nel veronese, uno nel bolognese, uno nel fiorentino ed aretino ed uno a Roma, dovrebbero derivare, anche attraverso forme ipocoristiche o dispregiative, dal nome germanicoGiro, Gironis, a sua volta derivato dal termine medioevale germanico gir (lancia).

GIRIBALDI
GIRIBALDO

Giribaldi è specifico della Liguria, soprattutto occidentale, del Piemonte e del pavese, Giribaldo, quasi unico, è sempre ligure, dovrebbero derivare dal nome medioevale Giribaldus di cui abbiamo un esempio tra la fine del decimo e gli inizi dell'undicesimo secolo con Giribaldus abbas monasterii sancte Christine Ticinensis, e più avanti con Padre Giribaldus "... Hoc discrimen etiam probat P. Giribaldus, qui hujus metropolitanae per tot annos Ponitentiarii munus exercuit, et matrimoniorum causis examinandis praefectus fuit. Non exigui quoque momenti statutum Romani cleri aestimandum est, quo de juvenibus, qui in seminariis, et collegiis educantur, sermo instituitur. ...". (vedi anche GARIBALDI)

GIRIBUOLA

Giribuola è specifico di Adria nel rovigoto e di Cavarzere nel veneziano, di origine etimologica oscura, si può solo formulare l'ipotesi avventata di una connessione con una distorsione del nome medioevale Giribaldus (vedi GIRIBALDI)

GIROLAMI
GIROLAMO

Girolami è tipico del centro Italia, della Toscana centrooccidentale, del perugino e del Piceno, con un nucleo autonomo anche nelle procince di Roma e Frosinone, Girolamo, molto raro, è originario della zona al confine tra brindisino e barese, derivano dal nome tardo latino Girolamus; Sanctus Girolamus vive verso la fine del 300. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel 1300, come leggiamo nella Nuova Cronica del Muratori: "...nella via di Porta santa Maria erono i Girolami consorti di linea maschulina del beato messer san Zanobi , il quale fu vescovo della nostra citta' di Fiorenza...".

GIROMBELLI

Girombelli è specifico di Ancona, di origini etimologiche oscure, si potrebbe ipotizzare una derivazione dal nome composto dal nome medioevale germanico Giro, Gironis (vedi GIRI) aggiunto tramite una m epentetica all'aggettivo bello o al nome Bello.

GIROMINI
GIRONIMI
GIRONIMO

Giromini è tipico della zona di Borgomanero nel novarese ha un ceppo anche a Carrara, Gironimi è specifico di Revò nel trentino, mentre il molto più raro Gironimo è specifico di Martina Franca nel tarentino, derivano tutti dal nome medioevale Giromino o Gironimo modificazioni arcaiche del nome Gerolamo (vedi GEROMINI).

GIROMPINI

Molto raro di probabile origine milanese o comasca, c'è una remota possibilità di derivazione dal nome gotico Gerung.

GIRONDA
GIRONDI

Gironda, molto raro, ha un ceppo veneto ed uno calabrese, Girondi, molto molto raro, sembrerebbe del nord Italia, derivano dal nome medioevale Girondus, in uno scritto del 1091 si trova, tra i benefattori della chiesa di S. Maria della Valle di Giosofat di Mazzarino (CT), un certo Girondus de Mazarina.

GIROTTI
GIROTTO

Girotti ha un ceppo nelle Marche nella zona tra Civitanova Marche e  Monte San Giusto (MC) e Fermo (AP), ed uno a Bologna e nel bolognese, Girotto è tipicamente veneto.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Girotto è un cognome veneto. Secondo Olivieri 215 viene dal termine veneziano '
giro', veronese 'gira' = 'ghiro'.

GISABELLA

Gisabella, assolutamente rarissimo, parrebbe del catanese, si potrebbe trattare di una forma matronimica derivata dal nome ebraico Jezebel, che in ebraico significa la casta, la pura, nome probabilmente portato dalla capostipite.

GISMONDI
GISMONDO
GISMUNDI
GISMUNDO

Gismondi sembra originario dell'Italia centrale e della parte settentrionale del sud, Gismondo ha un piccolo ceppo a Guardavalle nel catanzarese ed uno a Messina, Gismundi, assolutamente rarissimo, è del barese, come Gismundo che è quasi unico, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Gismundus derivato dal  germanico Gismund, ma anche dalla forma aferetica del nome medioevale germanico Sigismundus derivato dal germanico Sigmund, nel 1050 troviamo in un atto: "...Gismundus de Palata cum uxore et filiis..."

GISOLFI
GISULFO

Gisolfi è tipico di Bracigliano, Salerno e Vietri Sul Mare nell'area salernitana, di Napoli e di Rignano Garganico nel foggiano, Gisulfo è praticamente unico, derivano dal nome longobardo Gisulf, nome portato da Duchi di Benevento a partire dall'ottavo secolo e da principi di Salerno a partire dal decimo secolo, fatto che ha contribuito alla diffusione del nome in Campania.

GISSARA

Gissara, molto raro, è siciliano del siracusano, di Siracusa, Buccheri e Floridia, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite abitasse o lavorasse in una cava di gesso o gissara in dialetto siciliano.

GIUBBINI

Molto raro è tipicamente umbro, potrebbe derivare da un soprannome.

GIUA

Giua è tipicamente sardo, soprattutto della Gallura, di Olbia, Calangianus, Padru, Luras ed Arzachena, con ceppi anche a Sassari e Benetutti nel sassarese ed a Cagliari e Quartu Sant'Elena nel cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale sardo giua (criniera del cavallo, ma anche mandria di buoi), forse ad indicare che il capostipite avesse una folta capigliatura o che fosse un allevatore.

GIUBBA
GIUBBI

Giubba è quasi scomparso, Giubbi, estremamente raro, sembra essere del senese, probabilmente di Monteroni D'arbia, dovrebbero derivare da soprannomi originati da toponimi come Gubbio (PG) o da un mestiere legato al vocabolo giubba (giacca).

GIUBERGIA

Giubergia è tipicamente piemontese, del cuneese in particolare, di Cuneo, Peveragno, Montanera e Mondovì, potrebbe derivare da una forma ipocoristica arcaica del nome germanico Gibhari , originato dalla fusione dei termini medioevali germanici giban (dare) aggiunto ad hari (esercito), con il significato di dedicato all'esercito., ma la cosa più probabile è che derivi invece dal nome germanico Gilberg.

GIUBILEI
GIUBILEO

Giubilei è tipico di Umbria e Lazio, Di Terni e del ternano e del romano in particolare, Giubileo ha un ceppo nel salernitano ad Agropoli, Battipaglia ed Ogliastro Cilento ed un cepponel milanese,  probabilmente frutto di emigrazione, potrebbero derivare da toponimi come Castel Giubileo (RM), ma è pure possibile derivino da nomi attribuiti a figli nati in occasione di anni giubilari o che si possa trattare di cognomi attribuiti a figli abbandonati in anni giubilari.

GIUCA

Giuca è tipicamente siciliano, di Rosokini e Siracusa nel siracusano e di Scicli, Ispica, Pozzallo e Modica nel ragusano, dovrebbe derivare dal nome arabo Ğuhā, un'alterazione del nome ebraico Goath (che è stato segnato da Dio) o del nome turco Gökay.

GIUDICE
GIUDICI

Giudice è soprattutto meridionale, con nucleo principale nella Sicilia meridionale, Giudici ha più origini, una sicura è lombarda, ma potrebbero esserci ceppi nel Piemonte, nel genovese, in Toscana e nel Lazio, potrebbero derivare dall'essere il capostipite legato in qualche modo o all'incarico di giudice, o all'aver servito, presso un giudice.

GIUDISSI

Estremamente raro, sembra tipico del piacentino, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, probabilmente legato al vocabolo che sta ad indicare una persona di buonsenso.

GIUFFRA
GIUFFRE'

Giuffra è tipico del genovese, Giuffrè è un cognome decisamente siciliano, probabilmente originario della Spagna, infatti, nell'albo del Gran Consiglio di Valenza, all'anno 1360, lo troviamo tra le famiglie consolari, dovrebbero derivare dal nome medioevale Goffredo o dal normanno Godefridus. Nell'anno 813 troviamo nella Vita Hlvdowici Imperatoris di Theganus: "... Gotefridus dux genuit Huochingum, Huochingus genuit Nebi; Nebe genuit Immam; Imma vero genuit Hiltigardam beatissimam reginam...".

GIUFFRIDA

Giuffrida è tipico della Sicilia orientale, dovrebbe derivare dal nome medioevale normanno di origine germanica Godefrida di cui abbiamo un esempio in un atto del 1452: "..Dicta Godefrida relicta quondam Petri Witmerij filii quondam Wennemari cum tutore usufructum sibi, ut dicebat, competentem in hereditaria paccione unius modii siliginis mensure de Buscoducis solvenda hereditarie purificationis ..".

GIUGGIA

Estremamente raro sembra specifico del basso cuneese ai confini con la Liguria, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale zuggia o giuggia (la giuggiola, il frutto del Zizyphus sativa) con riferimento o a caratteristiche del carattere o ad una località vicina ad un albero di giuggiolo, o anche per un riferimento al fatto che il giuggiolo era in epoca tardo romana il simbolo del silenzio e come tale adornava i templi della dea Prudenza.

GIUGGIO

Rarissimo sembra specifico del Sannio meridionale, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine giuggia, una sorta di correggia che corre sopra le dita del piede presente nei calzari di epoca sannitica.

GIUGIA

Assolutamente rarissimo, sicuramente sardo, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Cuggia (vedi Cuggia).

GIUGLIANO

Specifico del napoletano, deriva dal toponimo Giugliano in Campania (NA).

GIUGNI
GIUGNO

Giugni ha un ceppo nel sondriese, uno nel bresciano ed uno nel fiorentino, Giugno è presente a macchia di leopardo, sembra avere molti ceppi, nel bresciano, nella provincia romana, nel casertano e napoletano, in Puglia, in Calabria ed in Sicilia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Giugnus, presente a Pisa già nel 1200, derivato dal nomen latino Junius, nome portato ad esempio dal senatore romano Marcus Junius Brutus (83 - 45 a.C.) Caesaris interfector.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nelle Memorie di Famiglia del Guicciardini, dove leggiamo: "...Successe lo anno sequente 1465 la morte del duca Francesco... ...e volendo favorire Galeazzo e dargli quella riputazione si poteva, vi fu diputati imbasciadori, messer Bernardo Giugni e lui a condolersi della morte del duca, ed a offerire largamente tutte le forze della città e tutto quello che cadessi a beneficio di quello stato...".

GIULEBBI

Specifico marchigiano è tipico della zona di Fano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo giulebbe (pozione) probabilmente connesso con il mestiere di farmacista.

GIULI
GIULIACCI
GIULIETTI
GIULINI
GIULINO
GIULIO
GIULIONE
GIULIONI
IULI
IULINI
IULIO
IULIUCCI
JULI

Giuli è originario dell'Italia centrale, ha un chiaro nucleo in provincia di Roma e di Rieti, con ceppi anche in Umbria e nelle Marche, Giuliacci è tipico dell'area centrale che comprende il senese, San Casciano dei Bagni e Chiusi in particolare, l'Umbria, Città della Pieve nel perugino e Fabro e Monteleone d'Orvieto nel ternano soprattutto, e Roma, Giulietti è tipico delle Marche ed Umbria e della provincia di Roma, Giulini, molto raro, ha un nucleo lombardo, uno nel pesarese ed uno romano, Giulino assolutamente rarissimo è tipico del crotonese, Giulio ha un piccolo ceppo nell'udinese, uno in Campania a Vallo della Lucania nel salernitano ed a Napoli, uno a Nardò nel leccese ed uno in Sicilia con ceppi a Nicosia nell'ennese, a Capo d`Orlando nel messinese, a Palermo, nel catanese a San Gregorio di Catania e Valverde e nel nisseno a Mazzarino, Giulione, praticamente unico, sembrerebbe campano, Giulioni ha un ceppo marchigiano, nell'anconetano a Jesi, Polverigi, Filottrano ed Ancona, a Cingoli nel maceratese e ad Ascoli Piceno, con un piccolo ceppo anche nel perugino ad Umbertide e Perugia, Iuli, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo triestino ed uno a Catanzaro, Iulini, assolutamente rarissimo,  è tipico del novarese, Iulio è tipico del casertano di Maddaloni in particolare, Iuliucci ha un piccolo ceppo nel pistoiese ed uno nel beneventano, in particolare ad Airola, Bucciano e Moiano, ed a Napoli, Juli, quasi unico potrebbe essere piemontese, dovrebbero derivare tutti , direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome della Gens Iulia o Giulia o dal nomen latino Iulius. Famoso personaggio è stato lo storiografo milanese Conte Giorgio Giulini (1714 - 1780), autore della Storia di Milano.

GIULIAN
GIULIANA
GIULIANI
GIULIANO

Giulian, molto molto raro, è tipico del padovano, Giuliana, sembrerebbe specifico della Sicilia, in particolare del nisseno, ma ha un ceppo anche nel genovese, molto diffuso in tutta l'Italia peninsulare Giuliani, mentre Giuliano copre tutta l'Italia con un grosso ceppo in Piemonte e in tutto il sud, potrebbe essere stato originato dal nome Giuliano o da toponimi quali: Giuliano di Lecce (LE), Giuliano di Roma (FR), Giuliano Teatino (CH) o altri simili.

GIULIANELLA
IULIANELLA

Giulianella, quasi unico è laziale e dovrebbe trattarsi di una forma rettificata in anagrafe del cognome Iulianella, che è specifico di Pescina nell'aquilano, dovrebbe trattarsi di una forma matronimica riferita ad una capostipite il cui nome fosse Giuliana o Iuliana, il cui ipocoristico Iulianella si è poi trasformato in cognome.

GIULIANTE
GIULIANTI

Tipicamente abruzzesi entrambi, Giuliante è specifico soprattutto del teatino, di Lanciano, San Vito Chietino, Casoli, Chieti e Mozzagrogna, e di Pescara, Giulianti è quasi unico, un'ipotesi è quella che possa trattarsi di forme apocopaiche del nome composto Giuliantonio, ma la più probabile li fa derivare dal nome albanese Giuljant.

GIULIARI

Giuliari è specifico del veronese, di Verona, San Giovanni Lupatoto, Illasi, Belfiore, Colognola ai Colli, Zevio e Lavagno, con un ceppo secondario a VIcenza, il cognome dovrebbe risalire al 1300 e sembrerebbe derivare dalla professioni di mercanti d'olio svolta dai capostipiti, infatti il cognome nel XIV° secolo era noto come Oleariis, in un secondo tempo trasformato in Uliaris e quindi in Giuliari, nello stesso XIV° secolo a Verona troviamo però indicato un Iacobus Comes Iuliarius Veronensis suo Parthenio salutem, e nel 1500 leggiamo di un Galeni Pergameni Commentarius in quatuor libros Hippocratis, de victu in morbis acutis Paulo Iuliario medico Veronensi interpreteche, testi che farebbero pensare ad una derivazione del cognome da una forma di appartenenza ad una famiglia discendente dalla Gens Iulia, piuttosto che dal mestiere di commercianti oleari.

GIULIBONI

Giuliboni, quasi unico, parrebbe lombardo, dovrebbe derivare dal nome medioevale composto dal nome Giulio e dal nome Bono, probabilmente portato dal capostipite.

GIUMELLI

Un ceppo originario nel sondriese, ed uno probabile in provincia di Genova e di Massa.

GIUNCA
GIUNCHI
GIUNCO

Giunca, molto raro, è tipico del leccese, Giunchi è diffusissimo in Romagna, a Forlì, Cesena, Cesenatico, Bertinoro, Forlimpopoli e Meldola nel forlivese, a Ravenna e Cervia nel ravennate, a Massa Fiscaglia nel ferrarese e nel riminese, Giunco, assolutamente molto raro, ha presenze nel teramano, nell'alto casertano e nel Salento, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi attribuiti probabilmente a capostipiti che di mestiere lavorassero i giunchi, per farne canestri o altri oggetti utili.

GIUNTA
GIUNTI
GIUNTINI
GIUNTINO
GIUNTO
ZONTA

Giunta oltre al nucleo principale in Sicilia, sembra avere ceppi originari anche nel pesarese, nel lucchese, nel milanese e nel torinese, Giunti, decisamente toscano, ha forse un ceppo palermitano, probabilmente dovuto ad errori di registrazione del precedente, Giuntini è tipico del fiorentino e del pisano, Giuntino, praticamente unico, Giunto, assolutamente molto raro, è campano, Zonta sembra essere tipico del Veneto e del Friuli, di Bassano del Grappa, Cassola, Romano d`Ezzelino, Rosà, Tezze sul Brenta e Cartigliano nel vicentino, di Cittadella (PD), e di Trieste, dovrebbero tutti derivare per aferesi dal nome gratulatorio medioevale Buonaggiunta o Buonaggiunto, di cui abbiamo un esempio nel 1200 con il poeta lucchese Bonaggiunta Orbicciani, citato da Dante Alighieri nel Purgatorio canto XXIV, e nel 1300 con Buonaggiunta da Poppleto capitano di ventura. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Firenze nel 1400 con il mastro costruttore Meo di Piero Giuntini e nel 1500 con la famiglia di editori Giunti.
integrazione fornita da Massimiliano Zonta
Nella storia di Firenze vengono nominati i Giunta sia come Anziani (il Consiglio degli Anziani era uno dei massimi organismi del Governo di Firenze) nell' elenco senza data edito in " Delizie, VII pag. 194 ", antecedente al 1260, perciò nel Consiglio Guelfo.  Nelle annotazioni del testo Ghibellini, Guelfi e Popolo grasso ( 945 - 51b GHI della Bibl. di Monfalcone) si afferma che la politica ghibellina non era stata preclusiva verso Anziani ed altri consiglieri del passato Regime ( pag. 21 ). Infatti a pag 51 del medesimo testo viene riportato "Giunta di Bellincione " ed a pagina 328, riferito al Notarile Antecosimiano si parla di un Giovanni di Giunta.(1296 - 1298). Nel libro I Toscani in Friuli (Zanichelli 1899 di Battistella Antonio - presso Biblioteca Civica di Gorizia ) viene riportata la venuta nell' anno 1297 in Cividale  di uno ZONTA de Florentia (venezianizzazione di Giunta dei Torresani) e vengono riportati tra le famiglie maggiori provenienti dalla Toscana i Giunta ( Zonta ).  Nel 1378 il Nobile Antonio ZONTA ( Giunta ), nominato, lui ed eredi, Conte Palatino dall' Imperatore Carlo IV,  crea in Treviso il Notaio de Nordis.
Dall' Archivio del Capitolo di Cividale  Pergamena n° 168 volume XIV°
In Treviso, 3 ottobre 1378 omissis .Egregio et Nobilis . Antonio Zonta de Torresani de Florentia, Comis Palatinum natus quidam Nobilis et Egregi . Piero Zonta de Torresani de Flor. Comes Palatini ac. omissis
Nota del trasferimento al Compendio dei Documenti
Patente con la  quale fu insignito il Sig. Mussatino de Nordilio della città di Treviso, ora Famiglia Nob. di Cividale del Friuli . di essere dichiarato Notaio Imperiale con facoltà di segnare col sigillo dell' Imperatore Carlo IV di Lussemburgo e di Germania, privilegio concesso dal Nob. Sig. Antonio Zonta de' Torresani di Firenze per se, figli ed eredi di Torresani di conferire questo ed altri privilegi in futuro. Per mano di Marchino, Notaro  del Conte Zonta Torresani, Conte Palatino ed Imperiale ( 24 ottobre 2002: consultazione e trascrizione di Massimiliano Zonta, si nota che viene ormai trascritto sul documento unicamente il cognome ZONTA ed omesso il toscano GIUNTA) Nel 1377 Treviso, assieme a Belluno, venne acquisita dal Signore di Padova, Francesco da Carrara, Nobile di parte ghibellina.  Nel XV secolo i Carraresi, Signori di Padova, vengono  uccisi dalla Repubblica di Venezia ed i loro fedeli sono costretti a fuggire per avere salva la vita.  Nel medesimo secolo si insediano accanto al Castello di Pietrapelosa, provenienti da Padova, gli antenati del ramo Istriano della Famiglia Zonta, nel villaggio anticamente denominato Villa Zonta e tuttora denominato ZONTI.  Altri rami della famiglia si spostano verso Vicenza e Verona
Lo stemma di famiglia riportato dal Giovanni Battista di Crollalanza nel Dizionario Storico Blasonico delle Famiglie Nobili e Notabili Italiane estinte e fiorenti ( Archivio di Stato di Trieste - Biblioteca Civica di Gorizia ) anno 1890 viene così descritto:
ARMA: Spaccato; nel 1° d'azzurro, al leone nascente d'oro, armato e lampassato di rosso, movente dalla partizione, nel 2°, partito di rosso e d' argento, colla fascia d'oro attraversante sullo spaccato.
Nel Libro d' Argento dei Cittadini di Venezia e del Veneto, 1822 - 1828 - volume V°, pag 151 di Giovanni Dolcetti e nel Libro d'Argento delle Famiglie Venete del medesimo autore, viene riportato il seguente Stemma del Ramo Veneziano della Famiglia:
Spaccato d' argento, alla Zeta di rosso e tagliato di rosso e di azzurro.
La famiglia ha dato nascita ad editori  e letterati, conosciuti sia in Italia che all'estero ( Spagna ) ad esempio Lucantonio Zonta ( in alcune edizioni de Zontis, Giunta, de Giunta ecc.)

GIUPPONI

Tipico lombardo, del bergamasco in particolare, sembra avere anche un ceppo nel veneziano, dovrebbe derivare da una contrazione di una modificazione accrescitiva del nome Giuseppe, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Bergamo dove nel 1600 i Giupponi sono annoverati tra le famiglie nobili della città e a Padova dove in un atto viene citato un certo Domenico Giupponi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Giupponi, nel Veneto, secondo Olivieri 242, viene dal termine dialettale '
zupόn' = 'giubba'

GIURA

Giura ha un ceppo a Roma,presenze nell'aquilano, un piccolo ceppo a Napoli e ceppi nel potentino, nel barese, nel tarentino e nel leccese, potrebbe stare ad indicare la provenienza dei capostipiti dal massiccio montuoso del Giura situato sulle Alpi tra la Svizzera e la Francia, o dal nome del cantone svizzero del Giura, ma è anche molto probabile che possa trattarsi dell'italianizzazione del nome slavo Jur (Giorgio).

GIURANNA
GIURANNI
GIURANNO

Giuranna è di Nardò, Gallipoli e Galatone nel leccese, Giuranni,m praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Giuranno è anch'esso specifico del leccese, di Tuglie e di Taviano, dovrebbero derivare dal nome composto dai nomi Iorio, forma contratta arcaica di Giorgio e da Johannes, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel cognome di un Provveditore veneziano degli inizi del 1500, un certo Antonio Giuranno, operante nella regione salentina.

GIURATI
GIURATO
GIURIATI
GIURIATTI
GIURIATO

Giurati, assolutamente rarissimo, potrebbe essere potentino, Giurato ha un ceppo nel foggiano ed uno tra Catania e Ragusa, Giuriati è trevigiano come lo è Giuriatti, Giuriato è vicentino, potrebbero derivare tutti da una modificazione del nome Giorgio, ma è pure possibile una derivazione dal termine iuratus attribuito a chi era stata affidata una particolare mansione per la quale aveva dovuto prestare giuramento.

GIURI
GIURO

Giuri è un tipico cognome salentino, di Nardò soprattutto, ma anche di Aradeo, Galatone, Neviano, Lecce, Veglie, Leverano, Salice Salentino , Casarano e Collepasso, tutti nel leccese, Giuro, assolutamente rarissimo, sembrerebbe calabrese, si dovrebbe trattare di una modificazione dialettale del nome slavo Juri (Giulio) (vedi anche IURETIC), o del nome albanese Guri.

GIUS

Gius ha un ceppo a Bolzano ed uno a Trento, Malosco e Fondo in Trentino, dovrebbe derivare da una forma dialettale apocopaica del nome Giusto, anche se non si può escludere possa trattarsi anche di una forma apocopaica del nome germanico Giusbert.

GIUSBERTI

Molto molto raro sembrerebbe dell'emilianoveneto, deriva dal nome medioevale di origine germanica Giusberto.

GIUSEPPA
GIUSEPPE
GIUSEPPETTI
GIUSEPPI
GIUSEPPIN
GIUSEPPINA
GIUSEPPINI
GIUSEPPINO
GIUSEPPOLI
GIUSEPPONE
GIUSEPPONI
GIUSEPPUCCI

Giuseppa, praticamente unico, parrebbe campano, Giuseppina, il suo ipocoristico, è leggermente meno raro, entrambi dovrebbero riferirsi al nome della capostipite, Giuseppe, assolutamente rarissimo, è panitaliano, Giuseppetti ha un ceppo marchigiano, in particolare nell'anconetano e maceratese ed un ceppo romano, Giuseppi, un poco più diffuso, parrebbe toscano, Giuseppin è tipico della zona tra veneziano e Friuli, di Teglio Veneto, Gruaro e Portogruaro nel venezian, Giuseppini ha un piccolo ceppo friulano, uno nel massese ed uno tra ternano, reatino e romano, Giuseppino sembra essere unico, Giuseppoli, assolutamente estremamente raro, sembrerebbe dell'area centrale dell'Umbria e Lazio, Giuseppone ha un ceppo laziale a Roma e nel frusinate ed uno nel napoletano, Giusepponi è tipico dell'area centrale che comprende le province di Macerata e Perugia, Giuseppucci, anch'esso molto raro, ha un ceppo nel Piceno ed uno nel romano, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome di origine biblica Giuseppe derivato dall'ebraico Yòseph (che Dio ti doni potenza), attribuito dalla devozione cristiana anche a femmine. La figura di San Giuseppe suscitò molta devozione anche grazie all'umiltà della sua figura, padre di Cristo e marito della Madonna, eppure così poco appariscente nella rappresentazione iconografica religiosa.

GIUSINI
GIUSINO

Giusini, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Gradara nel pesarese, Giusino è tipicamente siciliano con un ceppo a Palermo ed uno nel catanese a Caltagirone e Catania, potrebbero derivare dal nome medioevale latino Giusinus, o anche, in qualche caso, da forme ipocoristiche apocopaiche del nome Giusto, o da forme familiari aferetiche contratte del nome Augustinus, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Palermo nel 1600 con il Dottore in legge Sebastianus Giusinus.

GIUSPINO

Giuspino è caratteristico di Noto nel siracusano, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica dialettale tronca derivata dal nome Giuseppe.

GIUSSANI

Tipico del nordmilanese e comasco, deriva dal toponimo Giussano (MI); tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Milano nel 1600 con il notaio Giovanni Pietro Giussani.

GIUST
GIUSTI
GIUSTO

Giust è tipicamente veneto del trevisano, di Gaiarine, Vittorio Veneto, Gorgo al Monticano, Orsago, Cordignano e Conegliano, Giusti è panitaliano, con massima concentrazione al centro nord, Giusto ha ceppi sparsi per l'Italia, nel triveneto, in Liguria, in Piemonte, in Campania, in Puglia ed in Sicilia, possono derivare da toponimi come San Giusto (LI), Monte S. Giusto (MC), San Giusto Canavese (TO) e molti altri, ma più probabilmente derivano, direttamente o tramite troncature dialettale, dal nome medioevale Iustus, di cui abbiamo un esempio in epoca longobarda, in un atto di compravendita del 759 scritto in Pavia, dove si legge: "...In Christi nomine Iustus presbiter in hanc cartola rugatus ad Radoara ex iussione domno Ipolito episcopo subscripsi...", derivato quasi sicuramente da soprannomi, come si può vedere in un testo di Cornelio Nepote: "...ut unus post hominum memoriam, quem quidem nos audierimus, cognomine Iustus sit appellatus...".

GIUSTARDI

Giustardi, quasi unico, è della zona tra potentino e cosentino, potrebbe derivare dal nome brettone Justard.

GIUSTETTI
GIUSTETTO

Entrambi piemontesi, Giustetti è il meno comune e presenta un piccolo ceppo a Torino ed a None nel torinese, Giustetto, anch'esso torinese, ha ceppi, oltre che a Torino, a Pinasca, Perosa Argentina, Pinerolo, Nichelino e Villafranca Piemonte sempre nel torinese, dovrebbero derivare dal nome francese Justet, una forma ipocoristica del nome Just, a sua volta derivato dal nome latino Justus, Iustus.

GIUSTINA
GIUSTINI
GIUSTINO

Giustina, rarissimo, sembra avere un ceppo nel bellunese ed uno nel varesotto, Giustini è tipico della zona che comprende fiorentino ed aretino e del Lazio, Giustino, decisamente più raro, ha un nucleo nel barese, uno nel napoletano ed uno nel catanese, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Iustinus di cui abbiamo un esempio con lo scrittore del II°/III° secolo d.C. Marcus Iunianus Iustinus autore tra l'altro del Res Atheniensium.

GIUSTINIANI
GIUSTINIANO

Giustiniani ha un nucleo principale romano, un ceppo a Conversano (BA) , uno a Napoli e nel napoletano ed uno a Termini Imerese (PA), Giustiniano, molto molto più raro, sembrerebbe palermitano, derivano dal nomen latino Iustinianus ricordiamo l'imperatore romano Flavius Petrus Sabbatius Iustinianus (482 - 525), lo sposo dell'imperatrice Teodora.

GIUVA

Giuva, abbastanza raro, è specifico di Foggia, dovrebbe trattarsi di un cognome di origine slava e derivare da un'italianizzazione del cognome Juvan, a sua volta derivato dal nome slavo Juvan, di cui abbiamo un esempio in una registrazione parrocchiale del 1613 a San Pietro degli Slavi: "..nei giorni di lavoro dica messa per tempo quando li piacerà et la festa ad hora competente, cioè che sia principiata circa le dui hore di sole, eccettuando le solennissime feste nelli quali giorni l'hora di dir messa sii ad arbitrio del vicario. Non celebri se nel sagrato si trova esposta roba da vendere se prima non venga spostata. La palla del ss.mo è già finita in Udine seben ancora non è stata condotta alla chiesa, la quale di giorno in giorno s'aspetta di condurre per cui si libera detto altare interdetto. Non confessi ed eucaristiati a Roda Juvan Visont, et sua moglie è sospetta di attender a sortilegi come è stato detto dalli suoi vicini...".

GIUZIO

Giuzio sembra essere tipico del potentino, di Tito e di Potenza, potrebbe derivare dal nome medioevale Iutius o Jutius di cui abbiamo un esempio in Iutius Angeli Petri de Manasseis de Interapne Podestà di Firenze nel 1374.

GLAUCHI
GLAUCO

Glauchi è praticamente unico, Glauco è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare dal nome latino di origine greca Glaucus, citato ad esempio nelle Metamorfosi di Ovidio: "...Ausoniae Siculaeque tenet confinia terrae.// inde manu magna Tyrrhena per aequora vectus // herbiferos adiit colles atque atria Glaucus // Sole satae Circes, variarum plena ferarum...", o direttamente dal nome Glauco tuttora in uso sporadico in Italia.

GLAVA
GLAVINA

Glava è praticamente unico, Glavina è tipicamente giuliano, di Trieste soprattutto e di San Dorligo della Valle e Muggia nel triestino, dovrebbero derivare direttamente o tramite una forma ipocoristica dal termine croato glava (testa), forse ad indicare che i capostipiti avessero una testa particolare, forse molto piccola.

GLAVIANO

Glaviano sembrerebbe tipico di Palazzo Adriano nel palermitano e di Palermo stessa, dovrebbe derivare dal nome medioevale Glavianus di cui troviamo un esempio in quest'atto del 1167: "Ego Henricus, Dei gratia Trecensis episcopus, notum facio presentibus et futuris quod Iterius de Curcellis dedit in elemosinam, monachis de Valle-Lucenti, usuarium in nemoribus suis .. ..Testes inde fuerunt: Arnulfus, capellanus, de Lintione; Petrus, presbiter, nepos ejusdem; Seguinus supradictus, de Toriniaco; Mainardus de Roseriaco; Ansellus de Curcellis; Bovo Glavianus; Guilelmus de Lintione; Johannes Lupus, et alii plures. ..".

GLERIA

Assolutamente rarissimo è tipico veneto, dovrebbe derivare da un nome di località fluviale, caratterizzata dalla presenza di ghiaia, dal latino glarea, o anche da un mestiere legato al trasporto o all'estrazione della ghiaia.

GLIATTA

Gliatta, molto raro, è tipico dell'area che comprende il foggiano, Foggia in particolare, e l'avellinese, Greci in particolare.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, il cognome Gliatta sembra derivare dalla toponomastica albanese e, più precisamente, dalla località di
Gjatë (anche nota come Ghiati), che si colloca nella prefettura di Argirocastro. In alternativa a quest'ipotesi, però, è anche possibile che Gliatta derivi direttamente dall'aggettivo gjatë, che, in lingua albanese, ha il significato di lungo, alto (vedi Long e Macri). In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione o del nome personale del/la capostipite o di un soprannome a questi attribuito (anche in riferimento alla toponomastica albanese).

GLIELMI
GLIELMO

Glielmi è tipico di Campagna (SA), Glielmo, assolutamente rarissimo, potrebbe essere un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome Guglielmo.

GLINNI

Glinni, molto molto raro, ha un minuscolo ceppo nel materano, a Pisticci in particolare, potrebbe risalire all'epoca sveva e prendere il nome dal paese polacco di Glinno situato nell'area meridionale dell'attuale nazione polacca, ma l'ipotesi di un'origine irlandese dal nome del paese di Glinni o da quello di Glinn è più credibile.
integrazioni fornite da Raffaello Glinni  
Cognome di origine irlandese ( Glinn/McGlinn- Glynn McGlynn) presente solo in Basilicata .Nel 1600 circa, a seguito delle guerre celtiche, il Marchese D.Spinola, luogotenente di Olanda   ebbe a collocare in Basilicata  presso suo cugino l'Arcivesco di Acerenza, Mons. A.Spinola, i profughi della guerre irlandesi da lui tutelati . Ad oggi si segnalano anche altri cognomi lucani di origine celtica : Glionna (mc Glionn) Donnoli (o' Donnell) . Tale presenza ha dato origine alla  tradizione d'arpa portativa (
arpicedda) in Lucania, ed a memoria degli eventi, rimane a Rapolla (Pz) una spettacolare croce celtica in pietra risalente al 1676, identica a quelle più note irlandesi.

GLIOTTONE
GLIOTTONI

Gliottone è tipico del casertano, di Teano in particolare, Gliottoni, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di una forma accrescitiva italiana applicata al termine albanese gjatë (lungo, alto), forse ad indicare che il capostipite, di origini illiriche, fosse un omone grosso ed alto di statura.

GLIOZZI

Cognome originario della zona Locri (RC) - Gerace (RC) (dov'è tutt'oggi diffuso) è presente per immigrazione in Piemonte, Liguria e Lazio.  Risulta una nobile famiglia con tale cognome di Ardore (RC).
integrazioni fornite da Alessio Bruno Bedini

GLISENTI

Glisenti è tipicamente lombardo del bresciano, di Prevalle, Borgosatollo, Brescia e Provaglio d'Iseo, dovrebbe derivare dal nome medioevale franco Glisente, nome che dovrebbe derivare dal termine medioevale francese glise (argilla, fango), ricordiamo San Glisente che fu un comandante franco agli ordini di Carlo Magno, che giunto al suo seguito in Val Camonica, durante la guerra di conquista franca contro i longobardi, chiese di essere dispensato dal comando e si ritirò in eremitaggio su di un monte di Berzo, dove morì nell'anno 796.

GLODER

Specifico del vicentino
integrazioni fornite da Giacomo Ganza
cognome originario di Gallio (VI) uno dei SETTE COMUNI dell'altipiano di Asiago, in questi comuni si parlano dialetti di origine tedesca e i cognomi possono spesso essere tedeschi. All'inizio del secolo troviamo quattro o cinque Gloder provenienti da Gallio emigrati a New York.

GLORIANI

Gloriani ha un piccolo ceppo a Sassari ed uno a Roma, dovrebbe derivare dal nome medioevale Glorianus.

GLORIOSO

Sembra originario della Sicilia settentrionale, con forse un ceppo nel barese ed uno nel napoletano, può discendere da un soprannome legato ad un fatto militare.

GNAI

Gnai, molto molto raro, è specifico di Palmariggi nel leccese, potrebbe derivare dal nome germanico Gnade con il significato di favore, protezione, ma è anche possibile una derivazione da un'alterazione del praenomen latino Gnaeus (vedi GNEO).

GNALI

Gnali è specifico del bresciano, di Lumezzane in particolare, ma anche di Brescia, Sarezzo e Barbariga, dovrebbe trattarsi di una forma aferetica di un ipocoristico aferetico del nome Antonio, da Antonio si arriva per aferesi corrotta dal dialetto a Togni, di cui Tognali è una forma ipocoristica cumulativa, per ulteriore aferesi si arriva a Gnali.

GNASSI
GNASSO
GNAZZI
GNAZZO

Gnassi è tipico di Rimini e del riminese, di Pesaro, Urbino e Fano (AN), Gnasso, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo veneto ed uno nel napoletano, Gnazzi, assolutamente rarissimo, è del centro Italia, Gnazzo invece è specifico di Felitto nel salernitano, dovrebbero derivare da modificazioni aferetiche dialettali del nome Ignazio, potrebbe, anche se è poco probabile, derivare pure da forme aferetiche di modificazioni ipocoristiche dialettali di nomi come Antonio.

GNECH

Gnech, molto raro, è tipico del bellunese, di Rivamonte Agordino, Voltago Agordino ed Agordo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine ladino gnech (fiacco, snervato, floscio, smidollato), probabilmente a sottolineare caratteristiche comportamentali del capostipite.

GNECCHI
GNECCO

Gnecchi è tipicamente lombardo, specifico soprattutto dell'area lecchese, bergamasca e bresciana, Gnecco è tipico di Genova e di Cicagna nel genovese, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dal termine, sia lombardo che ligure, gnècch (svogliato, fannullone).

GNEMMI

Gnemmi è un tipico cognome del novarese, di Borgo Ticino, Veruno, Castelletto sopra Ticino, Novara ed Arona, con presenze significative anche a Milano, l'origine etimologica è oscura, potrebbe trattarsi di una forma arcaica dialettale per gente originaria di Ghemme nel novarese, una seconda ipotesi lo vorrebbe far derivare da una forma aferetica dialettale del nome Guglielmo.

GNEO

Gneo è tipico del Lazio, di Monte San Giovanni Campano, Alatri ed Aquino nel frusinate e di Roma, dovrebbe derivare dal praenomen latino Gnaeus, il più famoso personaggio storico con questo praenomen è stato sicuramente Gnaeus Pompeius Magnus, il grande generale e console unico di Roma, prima alleato di Cesare con il quale, e con Marco Licinio Crasso, costituì il Primo Triumvirato, e poi nemico giurato dello stesso tanto da sfociare nella guerra civile del 49 a.C., quella cui Cesare diede inizio con il suo famoso "alea iacta est", attraversando il fiume Rubicone.

GNES
GNESETTI
GNESOTTO

Molto raro Gnes è tipico veneziano, Gnesetti, assolutamente rarissimo, è trentino, Gnesotto è del veronese, dovrebbero derivare tutti da modificazioni dell'aferesi del nome Agnese.

GNESI

Molto raro è tipico della provincia pisana, potrebbe derivare dal nome medioevale Gnesio a sua volta derivato dal nomen latino Gnesius, riportato su di un'antica lapide romana: "Sub Gnesio Aug(usti) liberto proc(uratore) Neronis  Claudi Caes(aris) Aug(usti) Sotas dis(pensator)  fec(it)", si ricorda ad esempio Gnesio Basapopi scrittore autore si Scherzi in lingua venetiana edito nel 1660.

GNESUTTA

Sembrerebbe tipico di Morsano al Tagliamento (PN), dovrebbe derivare da una forma diminutiva dialettale friulana dell'aferesi del nome Agnese.

GNETTI

Gnetti, molto molto raro, parrebbe della zona che comprende lo spezzino ed il massese, in particolare Lerici e La Spezia nello spezzino e Mulazzo nel massese, si dovrebbe trattare di una forma aferetica di un ipocoristico dialettale del nome Antonio, da Antonietti, Antognetti e quindi Gnetti.

GNOCCHI
GNOCCO

Gnocchi, assolutamente lombardo, Gnocco ha un piccolo ceppo nel milanese ed uno tra padovano e veneziano, potrebbero entrambi  derivare da un soprannome legato al vocabolo dialettale lombardo gnòcch (gnocchi), mentre in dialetto veneto il termine gnoco ha il valore di bernoccolo, ma anche di sempliciotto e credulone.
integrazioni fornite da Aldo Piglia
La parola dialettale milanese
gnocch (gnocchi) era utilizzata anche come insulto o soprannome dispregiativo nel senso di goffo, sciocco. Cletto Arrighi nel suo Dizionario Milanese-Italiano (Milano 1896) cita ad esempio: L'è on pover gnocch d'on fioeu : è un povero gnocco di ragazzo.

GNOFFO
GNONI

Gnoffo è specifico di Palermo, di Altofonte nel palermitano e di Gela nel nisseno, di origine etimologica dubbia, esiste un'ipotesi che vorrebbe questo cognome derivato da un'errata trascrizione dell'antico nome Gnossus della città cretese di Cnosso, secondo altri sarebbe di origine germanica e deriverebbe da un soprannome originato dal verbo medioevale germanico gnafen (grattarsi).

GNONE
GNONI

Gnone è praticamente unico, Gnoni ha un ceppo umbro ed uno nel Salento a Neviano, Tuglie, Parabita e Lecce, dovrebbero derivare dall'aferesi di nomi o cognomi come Antognone o Antognoni.

GNUDI
IGNUDI

Gnudi, è discretamente diffuso in Emilia, a Bologna, ma anche a Zola Predosa, Calderara di Reno e Baricella nel bolognese, a Modena ed a Ferrara e Portomaggiore nel ferrarese, con un piccolo ceppo anche a Cascina nel pisano, Ignudi, assolutamente rarissimo, parrebbe del pisano, dovrebbe trattarsi di trattarsi di cognomi attribuiti a trovatelli, in quanto gnudi, privi di tutto.

GNUTTI

Gnutti è specifico di Lumezzane (BS) e di Brescia, dovrebbe derivare da una distorsione dialettale dell'aferesi del nome Benvenuto o del cognome Benvenuti ( Venuti, Nuti, Gnuti, quindi Gnutti) dell'esistenza della forma nominale Gnuto abbiamo un esempio nel Gesta Friderici di Ottonis Frisingensis episcopi: "...eorumque ad ultimum causa iudicio seu consilio primatum sic decisa fuisse dicitur, [ut] Gnuto, relictis sibi quibusdam provinciis, regium nomen per porrectum gladium abdicaret ...".

GO
GO'

Go e Gò, assolutamente rarissimi, sono probabilmente del padovano, dovrebbe trattarsi di forme derivate modificate del cognome Cò (vedi CO).

GOBBETTI
GOBBETTO
GOBBI
GOBBO
GOBETTI
GOBETTO

Gobbetti oltre al ceppo veneto ne ha pure uno marchigiano, Gobbetto è trevisano, Gobbi è diffuso in tutto il centro nord, Gobbo è tipicamente veneto, Gobetti, meno diffuso è settentrionale, Gobetto, molto raro è del torinese, derivano da soprannomi legati ad una caratteristica fisica.

GOBERTI
GUBERTI

Goberti è tipico di Ferrara e del ferrarese, di Copparo, Portomaggiore e Vigarano Mainarda, Guberti, più diffuso nella stessa zona e nel ravennate, soprattutto a Ravenna, Ferrara e Jolanda di Savoia (FE), dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale di origine franca Gubertus di cui abbiamo un esempio in un atto dell'anno 1297 presente nell'Archivio di Stato di Modena: "In nomine domini nostri Yesu Christi amen. anno eiusdem domini incarnationis millesimo ducentesimo nonagesimo septimo - Indictione decima - die martis decimo octavo mensis Iunii - super ripam Padi districtus Parme iusta Bersilium in campis, presentibus. «Nobiles viri domini Ugolinus quondam domini Iacopini Rubei et Gubertus de Corigia pro se et procuratorio nomine dominorum Guidonis de Corigia et Mathei eius filii promiserunt...".

GODANI
GODANO

Godani è un cognome decisamente ligure, del genovese e soprattutto dello spezzino, molto diffuso a La Spezia ed a Genova, Godano, molto più raro in Liguria, sembra specifico di La Spezia, ma ha un ceppo più importante a Crotone, se il ceppo ligure si può far risalire al toponimo Godano ora riunito a Sesta formando così il nuovo comune di Sesta Godano, per il ceppo calabrese, oltre ad ipotizzare una possibile origine valdese del cognome è più facile considerare una derivazione dal cognomen latino Gaudanus di cui abbiamo un esempio con Cornelius Aurelius Gaudanus: "..Cornelius Aurelius Gaudanus (hanc enim patriam cognomento suo adumbravit) cognomento Lopsenus (ut patet ex epistola eiusdem ad Ioannem Berium,..".

GODEAS

Abbastanza raro è specifico del goriziano.

GODI
GODINI
GODINO
GODO
GODONE
GODONO

Godi sembra avere più ceppi, a Parma e nel parmense, nel novarese a Gozzano e Bolzano Novarese, a Mondavio nell'urbinate, a Prato, Lucca e Sillano (LU), a Verona e ad Arcole (VR), Godini ha un piccolo ceppo triestino ed uno, ancora più piccolo nel lucchese, Godino ha un ceppo piemontese, tra torinese ed alessandrino, uno nel cosentino e catanzarese ed uno nel trapanese, Godo, quasi unico è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Godone è piemontese del torinese, tipico di Torino e Piverone, Godono, molto raro, è specifico di Napoli, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome medioevale di origine longobarda Godo, Godonis, di cui abbiamo un esempio in un Breve de Inquisitione dell'anno 715 a Siena: "...Item Godo clericus de suprascripto baptisterio Sancti Uiti, qui dixit: Habeo annos pene cento, semper diocias istas Sancti Donati fuemus, et inde fuet sagratio et crisma in populo...", non si può escludere una derivazione dal toponimo Godo (RA).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Godi è cognome del Centro Nord ed è apocope di
Godofredo, antica variante di Goffredo. Quest'ultimo è un nome proprio medievale che deriva dal germanico gudha = Dio + frithu = pace. Quindi all'incirca: Dio è pace oppure in pace con Dio.
integrazioni fornite da Andrea Balzarotti
Godi è una famigli di Barbarano nota dal 1132. Ascritta al Nobile Consiglio di Vicenza. Confermata nella nobiltà con S.R.A del 4 giugno 1820. Attualmente i rappresentanti di tale casata godono del titolo di Nobili.

GOFFETTI

Assolutamente raro, potrebbe derivare da soprannomi o legati al vocabolo medioevale gofus (grossolano), riferito a caratteristiche del capostipite, oppure al vocabolo medioevale gonfus (arpione) originato o da un mestiere o da un episodio..

GOFFI

Un forte nucleo originario nel bresciano ed uno nelle Marche tra Pesaro ed Ancona, potrebbe derivare da soprannomi o legati al vocabolo medioevale gofus (grossolano), riferito a caratteristiche del capostipite, oppure al vocabolo medioevale gonfus (arpione) originato o da un mestiere o da un episodio.

GOFFREDI
GOFFREDO

Goffredi, molto raro, ha un ceppo lombardo tra milanese, cremonese e mantovano, uno nell'anconetano ed uno nel salernitano, Goffredo è tipicamente pugliese, diffuso in particolar modo nel barese, con piccoli ceppi anche in Campania e nel cosentino, dovrebbero entrambi derivare dal nome normanno Godfry o dall'equivalente germanico Gottfried latinizzati entrambi come Godefridus, di cui abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1056: "...Pater eius comes illustris Megengoz cognominatus sapientia, nobilitate, divitiis, excepto regimine et prenomine regni, ut rex suo tempore magnus inter principes habebatur et nominatus. Mater vero Gerbirg nuncupata, eque illi nobilissimo germine propogata, filia exstitit ducis cuiusdam nomine Godefridi, tunc temporis magni et imcomparabilis viri. ...".

GOGGI
GOGGIO

Goggi è tipico della zona dell'alessandrino ai confini con il pavese, Goggio, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, potrebbero derivare dal nome Goggio, una deformazione tardo medioevale del nome Giorgio, di quest'uso abbiamo un esempio in un'iscrizione situata nel Duomo di Ferrara: "Nel mille zento trantazinque nato,fo kesto templo a San Goggio donato, da Glelmo ziptadin per so amore, et mea fò l'opra,Nicolao scolptore.".

GOGLIA
GOGLIO

Goglia dovrebbe essere di origine campana, forse con un ceppo nell'area triestina, Goglio sembra avere due nuclei originari, uno tra Lodi e Milano ed uno in provincia di Torino, questi cognomi potrebbero derivare dal nome medioevale Giolio o meno probabilmente da un nome tardo romano, di derivazione celtica, Gollius (dal celtico Goll), ma è pure possibile che derivino da nomi di località del bergamasco interessate dal passaggio del torrente Goglio.

GOI

Tipico dell'udinese, di Gemona Del Friuli (UD) in particolare, con un ceppo, forse non secondario, a Casalmaggiore (CR), dovre potrebbe derivare da un soprannome originato da caratteristiche della località di provenienza, caratterizzata dalla presenza di un goi, in dialetto lombardo un tratto di torrente molto profondo e scavato.

GOISIS

Cognome tipicamente bergamasco, della zona di Ciserano e dintorni, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Verdello fin dalla seconda metà del 1300 con Pietro detto Rosso Goisis in qualità di rappresentante del comune di Verdellino (BG).

GOLA

Sembrano esserci più nuclei, nel trevisano, nel mantovano, nel milanese e pavese, in Piemonte ed in provincia di Genova, potrebbe derivare da soprannomi legati o ad aferesi di nomi o a caratteristiche ambientali.

GOLDA
GOLDI
GOLDIN
GOLDINI
GOLDONE
GOLDONI

Sia Golda che Goldi sono praticamente unici, Goldin è decisamente veneto in particolare di Monselice nel padovano, Goldini, rarissimo, ha una presenza nel varesotto ed una nel nisseno, Goldone è quasi unico, Goldoni è tipico dell'area che comprende il mantovano, il reggiano, il modenese ed il bolognese, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale Goldo di cui abbiamo un esempio a Lucca in un atto del 14 aprile 1253 dove i cinque villaggi di Villa Sancti Andree, Vignale, Villa Sancti Viti, Mugnana, Ventignana, avevano contratto con Goldo di Genovese Antichi, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Caiolo (SO) nella seconda metà del 1500 quando Pietro del Goldo fu Domenico è decano della comunità di Caiolo.  Personaggio di assoluto rilievo è stato il drammaturgo e commediografo Carlo Goldoni nato a Venezia nel 1707.

GOLDANIGA

Specifico della zona che comprende le provincie di Cremona, Lodi e Milano, potrebbe derivare dal cognome tedesco Goldanich.

GOLEMMA
GOLEMME
GOLEMMO

Golemme è specifico di Cerzeto e Lattarico nel cosentino, Golemma e Golemmo sono quasi unici.
integrazione fornita da Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, questi cognomi nascono da un'italianizzazione del cognome albanese
Golemi, sul cui significato si possono trarre per lo meno due ipotesi. Da una parte, infatti, non è esclusa una connessione con la toponomastica albanese, tenendo presente che, in Albania, esistono diversi toponimi contenenti la radice golem - ad esempio Golem i Siperm e Golemi i Poshtëm, appartenenti entrambe alla prefettura di Scutari. Più probabilmente, però, il cognome albanese Golemi è legato alla celebre famiglia dei Comneno (anche noti come Komnenos), un'antica e potente dinastia che ebbe un ruolo molto importante nella storia dell'Impero bizantino: tra il XI e il XII secolo, infatti, i Comneno diedero sei imperatori al trono di Bisanzio (il primo fu Isacco I Comneno, il fondatore della casata) e il periodo del loro governo venne definito come la "Rinascita dell'Impero" - questa famiglia, a dire il vero, vanta parecchie figure di spicco nel mondo bizantino, sia uomini che donne. Ora, nel caso dei Golemi albanesi, l'ipotesi di un legame con i Comneno bizantini è comprovata dalla figura di Moisi Arianit Golemi, un famoso comandante militare vissuto all'epoca di Skanderbeg - la sua fama è legata alla lotta turco-albanese del XV secolo, nonché al suo stretto rapporto con l'eroe albanese Gjergj Kastrioti Skanderbeg: in questo contesto, è importante ricordare che Moisi Arianit Golemi era il pronipote di Gjergj Arianit Komneni, un nobiluomo albanese del XV secolo (Gjergj Komneni, a dire il vero, fu anche il padre di Marina Donika Arianiti, la moglie di Skanderbeg). Ora, com'è facile intuire dal cognome Komneni, va notato che Gjiergj Arianit Komneni era un lontano discendente dei Komnenos bizantini e, a partire da questo dato, si può capire come il cognome Komneni sia stato trasformato in Golemi nell'arco di poche generazioni (probabilmente per adattarlo meglio alla pronuncia albanese). Un'ultima curiosità prima di concludere: in Italia, un famoso discendente dei Comneno è stato l'attore Antonio De Curtis (Napoli, 1898 - Roma, 1967), da noi tutti conosciuto col nome d'arte Totò.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Golemme è cognome calabrese che per Rohlfs 125 deriva dal cognome greco
Golemis.

GOLES
GOLEZ
GOLLES

Goles e Golez sono praticamente unici, Golles, assolutamente rarissimo, è tipico dell'udinese, di origini slovene, dovrebbero tutti derivare da un soprannome riferentesi ad un difetto fisico del capostipite, la calvizie, soprannome originato probabilmente dal vocabolo slavo gol (calvo) e da lì gol-ez (persona calva).

GOLETTA
GOLETTI
GOLETTO

Goletta, assolutamente rarissimo, ha rarissime presenze qua e là per l'Italia, Goletti sembrerebbe specifico di Viterbo, con qualche rara presenza in Piemonte, Goletto è tipicamente piemontese del cuneese, di Cervasca, Borgo San Dalmazzo, Cuneo e Rittana, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche aferetiche del nome Uga, o Ugo, che dapprima diventa Ugoletto e successivamente per aferesi Goletto.

GOLFARINI
GULFARINI

Golfarini ha un ceppo emiliano a Bologna ed uno toscano a Livorno, Gulfarini, praticamente unico, è bolognese, questi cognomi dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome medioevale di origini germaniche Gulfarius o Golfarius di cui abbiamo un esempio nel Liber de compositione Castri Ambaziae del 1145 circa: "..Iste cuidam consobrino suo nomine Billeio Ambaziacum tribuit, qui Faustam, Aviciani neptam, ex filia sua Placida nomine ortam, uxorem duxit. Ilic vicum qui Bliriacus dicitur fecit uxorique sue dotem esse constituit. Golfarius et Cheudo, qui se nimis diligebant, nemoribus causa venando in confinio Bituricum et Turonorum vico Claudiomacho convenerunt ; qui lucum, qui a nomine Cheudonis usque hodie Cheudon vocatur, Billeio, Ambazie domino, terramque usque ad rivum qui Andresius dicitur tribuerunt....".

GOLFIERI

Un ceppo a Terracina (LT) ed uno a Bologna, dovrebbe derivare dal nome medioevale Golfarius (vedi GOLFARINI) o Galferius di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale sotto l'anno 1151 in un Breve investiture et refutationis redatto in Pavia: "...Die dominico qui est tercius dies kalendarum ianuarii. In civitate Papia, in casa comitum prope ecclesiam Sancti Syri. Presentia bonorum hominum quorum nomina subter leguntur, per lignum quod in suis tenebant manibus Galferius, filius Opizonis Butigelle, et Berta iugales, filia quondam Petri Scotti, ipse Opizo eidem Galferio filio suo consentiente,...", nel 1295 a Firenze leggiamo di un certo Golfieri del fu Gherardo di Bordone, "populi Sancti Micaelis Bertelde de Florentia".
integrazioni fornite da Francesco Golfieri
Il cognome Golfieri deriva da una parola in tedesco antico,
Wulfhari, che letteralmente significa "Lupo in armi", ed era un nome proprio. E' stato poi francesizzato in Golfier ed è divenuto celebre con i famosi fratelli MontGolfier.

GOLIA

Golia è un cognome tipicamente meridionale, con ceppi in Campania, tra napoletano, casertano e beneventano, nella zona di confine tra potentino e cosentino e nel palermitano, potrebbe derivare dal nome ebraico Goliath, ma molto più probabilmente deriva da soprannomi originati dalla prestanza fisica del capostipite.

GOLIN
GOLINELLI
GOLINI
GOLINO
GOLINUCCI
GOLLINO
GULINI
GULINO
GULLINI
GULLINO

Golin è tipico del vicentino, Golinelli è specifico dell'area che comprende il modenese, il bolognese ed il ravennate, Golini ha ceppi nel fiorentino, nell'aquilano ed a Roma, Golino oltre al nucleo principale nel casertano ha ceppi anche in Sicilia, nel siracusano soprattutto, Golinucci è specifico del forlivese, con presenze significative anche nel vicino ravennate e riminese, Gollino è specifico dell'udinese, di Venzone (UD) in particolare, Gulini, decisamente marchigiano, è tipico dell'urbinate, Gullini, anchesso marchigiano, è specifico di Tolentino nel maceratese, Gullino è specifico del cuneese e di Bra in particolare, Gulino è decisamente siciliano, dovrebbero tutti derivare da modificazioni, anche ipocoristiche, dell'aferesi del nome Ugolino, dell'uso di questo tipo di aferesi abbiamo un esempio in uno scritto del 1333: "...Item, diffinimus quod Parisius ad studium vadant ad studendum fratres Gulinus de Urbeveteri et Angelus de Roma..."

GOLOB
GOLOP

Entrambi assolutamente rarissimi sono due forme dello stesso cognome di origine slovena Golobi che deriva dal vocabolo slabo golob (colombo), Golob è tipicamente triestino, Golop è una trasformazione dialettale friulana.

GOMIERO

Gomiero è tipicamente veneto, soprattutto di Padova e del padovano, potrebbe derivare da un nome di mestiere di chi lavorava la gomma o rivestiva la parte esterna delle ruote delle carrozze.

GON

Specifico della zona del basso udinese al confine con la provincia di Gorizia, da Palmanova (UD) a Ronchi dei Legionari, Monfalcone (GO) e Trieste.

GONELLA

Sembra di origini piemontesi, con un possibile ceppo nel Veneto, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo gonna, è un cognome molto antico, risalente almeno al 1400 (Baldassarre Castiglioni (1478-1529) nel suo "il Cortegiano", riferendosi a parecchi decenni prima, cita un messer Gonella ...).  Tracce di questa cognominizzazione si trovano in un processo per stregoneria del 1608: "...Die jovis 21 mensis aprilis... ...medietas danda ministro justitie pro eius itinere et mercede justitie administrate cum Magdalena Gonella die heri decapitata et deinde combusta...".

GONZAGA

 Tipico di Parma e Correggio, dovrebbe derivare dal toponimo Gonzaga (MN), nobile casato cui appartenne il celeberrimo Carlo Gonzaga  (1580 - 1637) Duca di Mantova, di Nevers e di Rethel, i Gonzaga furono Signori di Mantova dal 1328 con il Capitano del Popolo Luigi Corradi di Gonzaga che da quel momento acquisì come casato il nome della località di Gonzaga.  Tra i personaggi di rilievo ricordiamo Ferdinando Tiburzio Gonzaga vescovo di Mantova, Pirro e Sigismondo Gonzaga Cardinali, ma il più famoso è stato sicuramente San Luigi Gonzaga, figlio del duca di Mantova, nato il 19 marzo del 1568, rinunciò al titolo e all'eredità entrando a far parte dei gesuiti, si dedicò agli ammalati, durante l'epidemia di peste del 1590 a Roma, nel 1591, trasportando sulle spalle un moribondo, rimase contagiato e morì.

GONZALES
GONZALEZ

Gonzales è presente a Genova, Napoli e Palermo, mentre Gonzalez è specifico di Roma, decisamente spagnolo, di origini castigliane, si tratta di forme patronimiche in -es o -ez, suffissi che stanno ad indicare i figli di, uno di nome Gonzalo equivalente al catalano Gonçal.

GORACCI

Goracci è specifico dell'area che comprende il grossetano, il senese, l'aretino, il perugino, il ternano, il viterbese ed il romano, potrebbe derivare da forme aferetiche di un ipocoristico peggiorativo, di nomi greci di uso medioevale in Italia, come Anaxagoras, Antagoras, Aristagoras, Diagoras, Evagoras o altri simili, o anche da forme apocopaiche di nomi gotici come Goregeld, ma la cosa più probabile è che si tratti di un'alterazione aferetiva di un peggiorativo di nomi gome Gregorio.

GOREFFI

Cognome quasi unico, presente solo a Melegnano e immediate vicinanze, il che fa pensare che potrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del cognome Goretti.

GORELLI
GORETTI

Gorelli è un cognome toscano, originario della zona che abbraccia le provincie di Arezzo, Siena e Grosseto, Goretti sembra avere più ceppi distinti, che potrebbero essere: uno tra Lecco e Milano, e alcuni nella fascia che va da Bologna a Perugia, passando per le provincie di Prato, Firenze ed Arezzo, derivano dal nome medioevale Goro (Nel Tomo sesto dell'Osservatore Fiorentino si legge "Un certo senese, trattando a cena un cortigiano di Pio II (alla metà del 1400 all'incirca) per nome Goro,...").

GORETTA

Assolutamente rarissimo, sembra avere un ceppo nell'alessandrino ed uno nel basso spezzino, potrebbero derivare dal toponimo Gorette (CN), come è pure possibile che derivino dal nome medioevale italiano Goro; tracce di questa cognominizzazione si trovano in un atto sommario di un processo penale a Bergamo nel 1700, dove l'imputato è un certo  Giovanni Goretta, detto l'Alessandrino, sempre nel 1700 a La Spezia i Goretta sono armatori.

GORGA
GORGHI
GORGO
LA GORGA

Gorga ha un nucleo tra salernitano e potentino a Roccadaspide (SA) e Salerno e Vietri di Potenza (PZ) con un importante ceppo anche a Roma e Bari, Gorghi è praticamente unico, Gorgo è assolutamente rarissimo, ,La Gorga è specifico di Magliano Vetere nel salernitano, potrebbero derivare da modificazioni del nome Gregorio o Giorgio, ma molto più probabilmente derivano da toponimi come Gorga nel romano o Gorga di Stio nel salernitano, località che dovrebbero trarre il nome dal termine latino gurges (sorgente), potrebbero anche derivare da altri nomi di località caratterizzate dalla presenza di un gorgo o profondo laghetto o pozzo, è pure possibile un collegamento con un soprannome basato sul vocabolo arcaico gorga (ingordigia) originato da caratteristiche comportamentali del capostipite.
integrazioni fornite da Evelina Siniscalchi
In documenti del 1753, un antenato dell'attuale famiglia Gorga di Monteforte Cilento (SA), è  menzionato col titolo di
don. Lo stemma della famiglia presenta una torre con leoni rampanti ,un pino ,una fontana e tre colombe.

GORGI

Gorgi, molto molto raro, è tipico del padovano, di Padova e San Martino di Lupari, potrebbe derivare dal nome medioevale Gorgius, di cui abbiamo un esempio in uno scritto di epoca medioevale: "Anno Urbis condite MCXVI a Iulianus iam dudum Cesar solus imperio potitus, anno uno mensibus VIII, Christianam religionem arte potius quam potestate insectatus est, ..Huius tempore a Gorgius ab Arrianis in locum Athanasii episcopi Alexandrini ordinatur, qui Athanasius post dudum Alexandriam est reversus....".

GORGIA

Gorgia, ormai quasi scomparso, sembrerebbe essere stato originario di Alessandria, potrebbe derivare dal nome della località montana Gorgia della Madonna in Valle Stura nel cuneese, probabilmente il luogo di provenienza del capostipite.

GORGONE
GORGONI
GORGONIO
GURGONE

Gorgone sembrerebbe siciliano con ceppi nel catanese a Bronte e Catania, a Palermo e nel messinese a Naso e a Capo d`Orlando, Gorgoni sembrerebbe specifico del Salento sia del brindisino che soprattutto del leccese, Gorgonio è assolutamente rarissimo, Gurgone, forma corrotta dal dialetto di Gorgone, è anch'esso siciliano di Nicosia (EN), di  Biancavilla (CT) e nel messinese di Ucria e di Messina, dovrebbero derivare dal nome greco Gorgones, le Gorgoni erano dei mostri mitologici alati, la più famosa era Medusa, o dal nome romano derivato Gorgonius, di cui abbiamo un esempio nel Rerum gestarum di Ammiano Marcellino: "...Perductus est isdem diebus et Gorgonius, cui erat thalami Caesariani cura commissa, cumque eum ausorum fuisse participem concitoremque interdum ex confesso pateret...", ma è pure possibile una derivazione dal nome femminile latino Gorgonia di cui abbiamo un esempio in questa antica lapide: "D(is) M(anibus) / Aur(elio) Proculo puero an(norum) XIII filio / dulcissimo / p(ia) f(ecit) / Gorgonia / Alumna et".ricordiamo San Gorgonio martire sotto l'imperatore Diocleziano.

GORI
GORINI

Gori è molto diffuso al centro con probabile nucleo tra la bassa Romagna la Toscana e l'Umbria, ma ha presenze significative anche al settentrione, Gorini diffuso in tutto il centro nord ha un ceppo importante nel milanese, derivano dal nome medioevale Goro (vedi Gorelli). Il ceppo romagnolo potrebbe derivare dal toponimo Goro (FE).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gori e Gorini, tutti e due panitaliani, ma frequentissimi nel Centro Nord. Derivano dal cognome base
Gregori (cfr.), cognominizzazione del nome di persona Gregorio. I cognomi che ne derivano sono diffusissimi in tutta l'Italia fin dal tardo impero romano, grazie anche al culto di numerosi santi (tra i quali spicca San Gregorio Magno, papa). L'originale greco, Grêgórios (dal verbo gregorêin = essere desto) ha il significato di "sveglio, pronto, intelligente". Gorini può essere anche d'origine toponimica da uno dei diversi Gorino, uno ferrarese e due rodigini.

GORIA

Goria è tipicamente piemontese, ha un nucleo nell'astigiano tra Tigliole e Villanova d'Asti, ed uno a Torino, secondo alcuni potrebbe derivare dall'aferesi del nome Gregorio, ma non sembra molto probabile.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Da un esponente della famiglia due ipotesi sull'etimologia del cognome. La prima dalla voce basca
goria o gorria, collera. La seconda dalla rotacizzazione, tipica del dialetto astigiano, del prenome "Golia". L'ipotesi trova un sostegno nel parallelismo con il cognome Allione o Alione che, ad Asti, in tale grafia è estinto, essendosi trasformato, per il fenomeno fonetico riferito, in: "Arione".

GORIANI
GORIANO

Entrambi assolutamente rarissimi, potrebbero derivare dal toponimo Goriano Sicoli o Goriano Valli  (AQ), ma più probabilmente derivano dal nomen latino Gorianus, forma arcaica di Gordianus.

GORLA
GORLANI

Gorla è decisamente milanese con diffusione in tutta la Lombardia, Gorlani dovrebbe essere della zona tra Brescia e Cremona, dovrebbero derivare da toponimi come Gorla Maggiore o Minore (VA) il primo e Gorle (BG) e Gorlago (BG) il secondo.

GORLEZZA

Gorlezza è molto molto raro, sembrerebbe specifico di Boffalora Ticino, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo longobardo worila (gora, chiusa) con il suffisso in -ezza ad indicare una proprietà, inteso come caratteristica, del capostipite, quella cioè di essere quello della gora o della chiusa, il fatto che Boffalora Ticino verso la fine del 1100 fu sede di opere per la canalizzazione del Naviglio Grande di Milano avvalora questa ipotesi.

GORLIN
GORLINI

Gorlin è tipicamente veneto del vicentino, di Torri di Quartesolo e di Vicenza, Gorlini è specifico di MIlano e di Gallarate nel varesotto, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale lombardoveneto arcaico gorli (vimini, i rami del salice), probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero degli artigiani produttori di ceste o panieri, o anche degli impagliatori di sedie.

GORNATI

Tipico del nordmilanese e basso varesotto, deriva dal toponimo Gornate Olona (VA).
ipotesi di Luigi Colombo
".

GORNI
GORNO

Gorni è diffuso nel bresciano e nel mantovano, Gorno è abbastanza raro ed è tipico di Brescia, dovrebbero derivare dal toponimo Gorno (BG), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel mantovano nel 1600 con la Contessa Mantovana Giulia Gorni Arrivabene e in un atto di vendita datato 28.Novembre 1608 dove il Conte Guido Gonzaga fu Camillo cede alla Dama Margarita figlia di un Giovanni Battista Gorni la metà della metà del Feudo Oddalengo piccolo, mediante il prezzo di Scuti 590.

GORO

Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Cingoli (MC), dovrebbe derivare dal nome medioevale Goro di cui abbiamo un esempio in uno scritto del 1332: "...Ser Cecchinus de Campilia. Mactheus Scarsus. Pasquinus de Casciana not. M. p. Ser Bacciameus Tadi. Gorus Savini. Bartalus de Ripuli...".

GORRA
GORRARA

Gorra è specifico del piacentino, con un ceppo nel torinese, Gorrara, molto raro, è tipico del basso appennino parmense, dovrebbero derivare da nomi di località, come Gorra di Carignano (TO) o Gorra di Bobbio (PC), originati dal termine gorra (concrezione sedimentaria di fango e sale).  Traccia di questa cognominizzazione la troviamo nel 1500 con Martin Gorra nobile notaio di Aosta.

GORRETA

Molto raro sembra che le sue origini siano in provincia di Alessandria, potrebbe derivare da Gorreto (GE).

GORRINI

Abbastanza raro, dovrebbe essere originario della zona al confine tra il pavese e l'alessandrino, potrebbe derivare da Gorreto (GE), come pure dal nome medioevale Goro.

GORTAN
GORTANI

Entrambi tipici dell'area sopra Tolmezzo, Gortan è tipico della zona di Paularo (UD), Gortani è specifico della vicinissima zona di Arta Terme (UD), potrebbero derivare da una modificazione del nome germanico Gortrand, l'ipotesi secondo la quale deriverebbero da modificazioni dialettali del termine germanico garten (giardino) è molto poco attendibile.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gortani è un cognome bellunese. È un aggettivo da
Gorto, coronimo della Carnia, da *ghorto- > Canale di Gorto, latino medievale 'gortus' =  'canalis per quem acquae decurrunt'.

GORZA

Gorza ha un ceppo friulano a Udine e Trieste ed uno nel bellunese soprattutto a Feltre, ma con presenze significative anche a Pedavena e Sovramonte, cognome di difficile interpretazione potrebbe derivare da un soprannome dialettale dal termine cimbro gotzar (guardiano di capre).

GOS
GUS

Specifici della valle del Natisone nell'udinese, derivano da un soprannome originato dal vocabolo sloveno gos (oca), probabilmente motivato da caratteristiche fisiche o comportamentali del capostipite, è pure possibile una derivazione dall'elisione del nome longobardo Gospertus, Guspertus.

GOSGNACH

Molto molto raro è tipico della valle del Natisone, dovrebbe essere di origini slovene e derivare da un soprannome originato da un modificazione dialettale del vocabolo slavo gozdnik (boscaiolo, abitante del bosco).

GOSPARINI

Abbastanza raro, è specifico dell'udinese, zona tra Osoppo e Spilimbergo e Fagagna  in particolare, dovrebbe derivare da una modificazione del nome Gaspare, abbiamo tracce di una famiglia Gosparino a Padova nella seconda metà del 1500, ma è pure possibile un collegamento con il termine slavo Gospa (Madonna).
integrazioni fornite da Stefano Gosparini
Da alcune ricerche effettuate da mio Padre, il cognome Gosparini  fa riferimento ad un tale che alcuni secoli fa era addetto alla raccolta dell'Olio sacro per una festa della Madonna presso la chiesa di Dignano del Friuli (UD). Gospa in Sloveno è la traduzione di Madonna.

GOSSA
GOSSI
GOSSO

Gossa, estremamente raro, sembrerebbe di Cuneo, Gossi, molto molto raro, ha presenze in Liguria ed in Piemonte, con un piccolo ceppo a Samolaco nel sondriese ed a Colico nel lecchese, Gosso è tipico dell'area piemontese, di Bagnolo Piemonte nel cuneese e di Torino, Pinerolo e Nichelino nel torinese, dovrebbero derivare dal nome germanico medioevale Goss, a sua volta derivato dal termine medioevale germanico goss (gotico, appartenente al popolo dei Goti), tracce dell'uso di questo nome le troviamo nel processo ai Templari: "...Eisdem die et loco fuerunt adducti coram eisdem dominis commissariis fratres subscripti, qui adducti fuisse dicebantur de Aciis Parisiensis diocesis, videlicet fratres Raynaldus de Pruino presbyter Senonensis, ...., Gosso de Gandano Tornacensis...", secondo un'altra ipotesi sarebbero di.origini celtiche e deriverebbero da soprannomi basati sul termine celta gos (gola).

GOSTA
GOSTI
GOSTO
GUSTA
GUSTI
GUSTO

Gosta, assolutamente rarissimo, sembrerebbe poter aver avuto un ceppo umbro ed uno campano, Gosti ha un ceppo tra aretino e perugino, a Cortona (AR) e  Castiglione del Lago, Perugia e Corciano nel perugino, ed uno romano, Gosto, quasi unico, è del Piemonte nordorientale, Gusta, quasi unico, potrebbe essere piemontese, Gusti ha un ceppo milanese ed uno nel piacentino, Gusto, assolutamente rarissimo, è del napoletano, dovrebbe trattarsi di forme aferetiche, più o meno alterate dialettalmente, derivate dal nome latino Augustus, Augusta.

GOSTINI
GOSTINO
GUSTINI
GUSTINO

Gostini, Gostino e Gustino sono praticamente unici, Gustini, sempre comunque rarissimo, sembrerebbe specifico di Trieste e del triestino, si dovrebbe trattare di una forma aferetica, in alcuni casi dialettale, del nome Agostino (vedi AGOSTA), di quest'uso abbiamo un esempio nel Codex Diplomaticus Cavensis in un atto dell'anno 1053: "In nomine domini vicesimo primo anno principatus domni nostri Gisulphi gloriosi principis, mense iunio, quintadecima indictione. Ante me Iohannem iudicem Rossemannus presbiter et prepositus monasterii puellarum Sancti Michaelis archangeli et sancti protomartiris Stefani, quod constructum est intra hanc civitatem in horto magno.. ..Ipse manso respondit in acto mitiliano, ubi terra Gustini et pratu dicitur, plures res haberi, sed nescire de qualibet ipse prepositus cum eo causare. Ego autem sicut inter eos convenit iudicavi et illos guadiare feci ...".
integrazioni fornite da Gianluigi Gostini
esclusivamente relativamente alla mia famiglia, il cognome Gostini originario di Trieste e Graz era originariamente Gostischa italianizzato nel periodo fascista.

GOSTINICCHI
GUSTINICCHI

Gostinicchi, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere della zona tra aretino e perugino, Gustinicchi, praticamente unico dovrebbe essere una forma arcaica del precedente, si potrebbe trattare dell'italianizzazione del cognome austriaco Gustinich, ma la sua distribuzione antica nell'area friulana porta a considerare improbabile questa possibile origine, Gostinicchi più probabilmente è di origini cortonesi è deriva da una forma ipocoristica settecentesca tipicamente toscana di un diminutivo del nome Augusto.

GOSTOLI

Gostoli è specifico dell'area che comprende il riminese ed il pesarese, in particolare Fermignano, Belforte all'Isauro, Pesaro, Urbino, Petriano e Gradara, dovrebbe derivare dall'aferesi del soprannome romano Augustulus, ricordiamo con questo cognomen anche l'imperatore Romolo Augustolo, considerato l'ultimo imperatore romano d'Occidente (31 ottobre 475-4 settembre 476), dopo la sua deposizione ad opera del re barbaro Odoacre, capo degli Eruli, figlio di un ministro di Attila, non venne più eletto un altro imperatore.

GOTELLI
GOTI
GOTO

Gotelli è molto raro, tipico del genovese, Goti a parte un piccolo ceppo a Sulmona (AQ) è sicuramente toscano di Prato ed Arezzo in particolare, Goto è quasi unico, dovrebbero derivare dal termine etnico Goti (popolo cosi chiamato dal vocabolo Gott per indicare Dio). Il cognome Gotelli lo troviamo fin dal 1189 come partecipante alla stesura del trattato di pace tra le repubbliche di Pisa e Genova dopo la battaglia della Meloria.

GOTTARDI
GOTTARDINI
GOTTARDO

Gottardi è diffuso in tutto il nord Italia, Gottardini, molto raro, è tipico di Trento, Gottardo è specifico del Veneto centro orientale, derivano dal nome medioevale di origine germanica Gotardus o Gothardus di cui abbiamo un esempio a Milano nel 1500: "...Magnificus dominus Gotardus Rejna de collegio magistratorum dominorum Juris peritorum Mediolani arbiter..."; tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600 a Rimini con Gottardi Frater Aegidius Ariminensis, teologo e predicatore agostiniano.

GOTTARELLI

Tipico della zona tra bolognese e ravennate, potrebbe derivare da una modificazione del nome medioevale germanico Gothardus.
integrazione fornita da Antonio Gottarelli
Attualmente esistono 53 famiglie in Italia, provenienti da un unico ceppo documentato a Castelbolognese (RA) fin dal 1300. Il più antico stemma di famiglia, datato 1558, è presente nello stemmario dell'Archiginnasio di Bologna e rappresenta un giovane toro rampante con tre stelle in alto ed una quarta tra le corna. Il suo contenuto sembra confermare l'origine del cognome da
Got Tauriellus, forse derivante da una tribù gota dei Monti Tauri, per cui lo stanziamento nel ravennate potrebbe riferirsi all'amministrazione gota di re Teodorico. Famiglia di studiosi, religiosi ed artisti, fu illustre Giovanni Battista Gottarelli, giurista dell'ordine hierosolimitano, luogotenente generale per le cause criminali a Roma, grandemente accetto da Papa Urbano VIII.

GOTTI
GOTTO

Gotti ha un nucleo tra bergamasco e bresciano ed uno nel bolognese, con un ceppo forse non secondario a Trieste, Gotto, assolutamente rarissimo, sembra del nord Italia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gottus, di cui abbiamo un esempio nel De vulgari eloquentia di Dante Alighieri, dove si può leggere: "...sicut fuit Gottus Mantuanus, qui suas multas et bonas cantiones nobis ore tenus intimavit...", è anche possibile che derivi dal termine medioevale gottus (appartenente al gruppo etnico dei Goti): "...Et, visa Gottorum  moltitudine et insania, verebantur et recordabantur quod in anno Christi 413 ipsi Gotti cum rege eorum Alarico venerunt in Italiam..", ultima ipotesi è la derivazione da un soprannome originato dal vocabolo dialettale gotto (bicchiere).  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel milanese fin dal 1400, in un atto del 1421 leggiamo di un certo Gotto fu Gennaro Gotti de Superconula di Lorentino, a Bergamo troviamo i Gotti fin dal 1500.
integrazioni e stemma forniti da Carlo Gotti Porcinari
Le famiglie Gotti più antiche hanno origine dalla città di Volterra, questa famiglia ha origine da un visigoto sfuggito alla sconfitta del Re Teia subita a Sarno e trapiantato a Volterra e si ha notizia ininterrotta dal 1120. da Volterra la Famiglia si è trasferita a Firenze, Genova e Bologna, dove i suoi discendenti hanno sempre usato lo stesso stemma "un capro rampante su di un pino". 

GOVERNA
GOVERNI
GOVERNO
GUBERNI

Governa ha un piccolissimo ceppo ad Alessandria e tra cuneese, alessandrino e genovese, qualche presenza nel bolognese e ravennate e nel sudest della Sicilia, Governi è tipicamente toscano con un ceppo nel grossetano a Seggiano, Grosseto e Manciano, nel senese a San Quirico d'Orcia, Murlo, Siena e Castiglione d'Orcia, ed a Firenze, Governo ha un ceppo nel veronese, a Verona ed a San Giovanni Ilarione, presenze in Friuli, un piccolo ceppo a Napoli e presenze nel catanese, Guberni, assolutamente rarissimo, è specifico di Castelnuovo del Garda nel veronese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Guberna, a sua volta derivato da una forma esortativa del verbo gubernare (governare, guidare nella giusta direzione), attribuito a figli cui si augurasse la capacità di saper guidare la propria vita verso il bene.

GOVERNALE
GOVERNALI
GUBERNALE
GUBERNALI

Governale è specifico di Palermo e del palermitano, di Corleone, Monreale e Roccamena, con un ceppo anche a Marsala nel trapanese, Governali ha un piccolo ceppo nell'alessandrino, ma il ceppo principale è a Corleone e palermo nel palermitano, Gubernale, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, dell'area meridionale dell'isola, Gubernali, quasi unico, è del centro Italia, dovrebbero tutti derivare dal termine tardo latino gubernalis (timoniere), probabilmente ad indicare il mestiere dei capostipiti, va considerato comunque che in epoca rinascimentale il Gubernalis era anche una specie di segretario consigliere di un nobile.

GOVERNANTE
GOVERNANTI

Governante, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano del palermitano, Governanti è specifico di Partinico nel palermitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Governante attribuito ai propri figli, con il significato augurale, che questi possano governare la propria vita secondo le leggi divine.

GOVERNATORI

Governatori ha un ceppo tra modenese e bolognese, ma il nucleo principale è situato nella fascia che comprende le Marche, l'Umbria, il viterbese ed il romano, dovrebbero derivare dal fatto di essere stato il capostipite un Gubernator civitatis, carica istituita nei territori dello Stato Pontificio da Papa Sisto V° nel 1586, in sostituzione di quella di Podestà o Pretore: ".. officium Praetoris dictae civitatis Esinae.perpetuo supprimimus et extinguimus, ac illius vice et loco officium Gubernatoris.creamus, erigimus et  deputamus onoribus, privilegiis et praeminentiis solitis, et consuetis, acaliis, quibus Gubernatores civitatum".

GOVI

Govi è tipicamente emiliano, dell'area che comprende il parmense, il reggiano, il modenese ed il bolognese, ma è particolarmente concentrato a Reggio Emilia ed a Scandiano e Villa Minozzo nel reggiano ed a Modena e Carpi nel modenese, dovrebbe derivare da un'alterazione del nome della Gens Gavia, ma potrebbe anche derivare da una modificazione per betacismo del cognomen medioevale latino Gobius di cui abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1094: "In nomine regis æterni. Ego Willelmus miles de Sancto Pontio cum fratribus meis, Petro videlicet clerico, Stephano quoque et Pontio, militibus, relinquimus atque werpimus Deo et sanctis apostolis ejus Petro et Paulo et Cluniacensi conobio omnes calumpnias quas habuimus in terra ipsius loci, que est in vicinio villæ que dicitur ad Sanctum Pontium, in silvis, in pratis, in terris cultis, sive incultis, seu in ceteris rebus pro anima Leotaldi fratris nostri atque omnium antecessorum nostrorum. Hoc autem fecimus in manu domni Stephani, qui tunc temporis erat decanus Galuniacensis ville, in cujus custodia jam dicta terra esse dinoscitur, insuper ex nostra parte addentes tres andaginos cujusdam prati, et unam terram super mansionem Guntaldi rustici. Testes vero hujus werpitionis sive doni fuerunt hi: domnus Lanbertus Discalcius, Arlulfus de Germola et Ugo, frater ejus, Rotbertus de Sancto Pontio et Girardus frater ejus, Bernardus prepositus Sancti Pontii, et Bruno de Burgundia. Facta est carta anno Verbi incarnati millesimo XCº IIIIto. Petrus cognomento Gobius, Cluniacensis ecclesie cantor, me scripsit.".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Govi è cognome di modesta diffusione, d'origine toponimica: dalla località di Gova nell'alto Appennino reggiano (Villa Minozzo). Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GOVONE
GOVONI

Govone, molto raro, è proprio del cuneese, Govoni sembra avere due ceppi, uno cuneese ed uno emiliano, nella zona che comprende il mantovano, il bolognese ed il ferrarese, il primo deriva quasi sicuramente dal toponimo Govone (CN). Troviamo tracce di una nobile famiglia De Govono nel XI° secolo quando l'episcopato di Asti li nomina castellani di Govone (CN), nel 1400, a fine secolo il Conte Bernardino  Govone esercitava signoria su Piozzo (CN) e dintorni.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
GOVONI - II cognome, assai rappresentato nella zona di Castelfranco Emilia, risale probabilmente al personale longobardo
Gôdo «buono», latinizzato in Godone. Un «Pietro Godone» è testimone ad un atto di donazione di terreni alla chiesa modenese, nel territorio di Formigine, nel 1013. E questo Godone professa di vivere secondo la legge longobarda. La caduta della -d- in Godone e il conseguente iato hanno generato il suono di transizione -v-, al modo stesso che dal latino cauda «coda» abbiamo nel dial. modenese \'càvva\' e dal lat. \'radice\' abbiamo nel dial. parmigiano \'ravisa\': così da Godone sì è giunti a Govone / i. Non convince l'ipotesi che il cognome risalga al nome proprio Jacopone, maggiorativo di Jacopus/Jacobus «Giacomo», con aferesi dello Ja - e il passaggio della -p- in -v-, anche se ad un derivato di Jacobus pensa timidamente l'Olivieri, senza offrire convincente documentazione storica, per le località di Govone (CU) e Govoni (AT). Piuttosto per taluni Govoni castelfranchesi potrebbe esser valida l'origine da detti nomi locali cuneensi ed astigiani. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

GOY

Sembrerebbe piemontese, è molto molto raro, tipico della Savoia potrebbe derivare dal termine francese medioevale goy (roncola), tracce di questo cognome si trovano in Valle Anzasca almeno dal 1500 quando in atti troviamo vari Goy citati tra i cittadini di Vanzone.

GOZZA
GOZZI
GOZZINI
GOZZO

Gozza è tipico del bolognese, con un ceppo nel bresciano, Gozzi è proprio dell'area che comprende reggiano, modenese e mantovano, Gozzini ha un nucleo lombardo, soprattutto nel bresciano, ed uno toscano nell'area tra fiorentino e pisano, Gozzo è specifico del veronese e della fascia che dal rivigoto arriva alla provincia di Venezia, dovrebbero derivare dal nome longobardo Gozus di cui si hanno tracce ad esempio nel 1011 a Quinzano di Senigallia (AN) in un documento è citato il Conte Gozo, signore del castello di Quinzano, in una pergamena del Codice Diplomatico della Lombardia medievale del 1182 a Magnago (MI) si legge: "...Interfuere ibi testes Serravallis,Obizo et Anrigazius fratres, Ozus de Prada et Gozus, Anricus Menna, Oto Romanonus.".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gozzo e Gozzi, secondo Olivieri, derivano dal nome antico
Gozo e sono aferetici di Arrigozzo e simili. Invece per F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, Gozzi è cognome di derivazione soprannominale, da gozzo.

GRABOLI

Cognome unico, presente solo a Melegnano, farebbe pensare ad un errore di trascrizione forse di un Garboli (vedi Garbo).

GRACCI

Tipico toscano, abbastanza raro, potrebbe derivare dal nome medioevale De Graciis (ringraziando il Signore) usato sia come propiziatorio che come riconoscenza per una grazia ricevuta, o più probabilmente dal cognomen latino Gracchus (nel caso genitivo: dei Gracchi).

GRACI
GRACIA

Graci è siciliano, di Licata, Castrofilippo, Caltabellotta, Canicattì ed Agrigento nell'agrigentino, e di San Cataldo e Caltanissetta nel nisseno, Gracia, quasi unico, è forse un'alterazione del precedente, che dovrebbe derivare da una contrazione del nome grecanico Gregoràces (il piccolo Gregorio, ma anche il figlio di Gregorio), o anche dal nome medioevale latino Gracius, portato soprattutto dai popoli germanici. (vedi anche GRACCI)

GRADA
GRADI
GRADO

Grada è praticamente unico, Gradi è tipico della zona che comprende le province di Firenze, Prato e Pistoia, Grado parrebbe specifico della Sicilia occidentale, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gradus, Grada di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Longobardo in una  Charta Iudicati dell'aprile 745 scritta ad Agrate (MI): "...heredes mei a presenti menime ipsis trecenti solidi dare uoluero, et tunc postea uolo ut pro ipsis trecentis solidis habeat ipsa Grada  filia mea casa illa tributaria in fondo Rocello que dicitur de Lopetione...", ma è pure possibile una derivazione da antichi nomi di località del quale uso abbiamo un esempio in una Carta commutationis del giugno 1172 redatta a Milano:"...ex parte ipsius canonice eisdem commutatoribus suis Iohanni et Guiscardo et Manescoto, scilicet omnes illas res territorias iuris ipsius canonice quas habebat in territorio de loco Gradi, que res reddebant ...".

GRADILONE

Gradilone, abbastanza raro, è specifico del cosentino, di Corigliano Calabro, Acri, San Demetrio Corone e Santa Sofia d'Epiro, potrebbe derivare da una forma accrescitiva di un'alterazione dialettale del nome greco Cratilos (Κρατύλος), ricordiamo con questo nome il filosofo greco omonimo, discepolo di Eraclito e maestro di Platone, che gli dedico anche il dialogo Cratilo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gradilone è cognome calabrese che per Rohlfs 126 deriverebbe dal nome
Gradalone, teste in Lucania nell'anno 1194.

GRAFFEO

Graffeo è tipico della Sicilia occidentale, di Sciacca e Menfi nell'agrigentino, di Marsala, Mazara del Vallo e Salemi nel trapanese e di Palermo, dovrebbe essere arrivato con gli angioini, sembrerebbe trattarsi di una forma alterata del nome provenzale Graffeil, a sua volta probabilmente derivato dal nome della pianta dell agrifolio, l'ipotesi che possa derivare dal termine germanico graf (conte) non può essare trascurata, ma è molto improbabile.

GRAINER
GREINER

Grainer, assolutamante rarissimo, e Greiner, solo leggermente meno raro, sono dell'Italia settentrionale, probabilmente di origini germaniche potrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo tedesco greinen (pronuncia grainen) che significa piangere.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Grainer, Greiner è un cognome tedesco originario della Svevia e della Turingia e presente anche in Italia. Per la sua etimologia sono possibili diverse ipotesi: 1. derivazione dall'antico svevo '
grynerisch' = scontroso, litigioso 2. etnico dalla città austriaca GREIN, 3. derivazione dal medio alto tedesco 'grien' = sabbia, e poiché dalla sabbia si fa il vetro e i primi Greiner erano vetrai è ipotizzabile il passaggio Griener - Gryner - Greiner, 4. dal verbo 'greinen' = piagnucolare.

GRALDI

Graldi è tipicamente emiliano, di Bologna, Imola nel bolognese ed Argenta nel ferrarese, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Gerhald o meglio dal suo derivato Graldus di cui abbiamo un esempio negli Instrumenta ad Ecclesiam Lemovicensem dell'anno 1114: "Anno ab Incarnatione Domini nostri Jesu Christi M.C.XIV. Indictione VII. epacta XII. domno Paschali Romano pontifice feliciter regente, Eustorgio episcopo Lemovicensi sedi praesidente, regnante Ludovico rege Francorum, superstite Ademaro vicecomite Lemovicensi .... Tum venerabilis magister sic prosecutus est : Ego Graldus Dei gratia servorum Dei minister, quamvis indignus, constituo, et inviolabili decreto confirmo quod totus praesens locus, ecclesiae videlicet Dalonensis, ab omni ecclesiastica vel saeculari subjectione sit libera, et quasi propria Christi camera, insignibus sublimetur, salvo apostolico jure et diocesani pontificis dignitate...".

GRAMAGLIA

Gramaglia ha un ceppo piemontese, nel cuneese e torinese, uno campano nel napoletano ed avellinese ed uno nell'agrigentino, potrebbe derivare dal cognome francese arcaico Gramaille, forse a sua volta derivato dal nome del paese di Cramaille in Picardia, vicino a Reims.

GRAMATICA
GRAMATICO
GRAMMATICA
GRAMMATICO

Gramatica, tipicamente lombardo, ha un ceppo a Gargnano nel bresciano, uno a Bellagio nel comasco ed uno a Milano, Gramatico sembra essere unico, Grammatica ha un ceppo lombardo ed uno a Corato nel barese, Grammatico ha un nucleo a Trapani e nel trapanese ad  Erice, Favignana, Valderice e San Vito Lo Capo, uno a Roma ed uno a Genova, dovrebbero tutti derivare dal termine latino grammaticus ad identificare nel capostipite un letterato o un pedagogo.

GRAMAZIO

Gramazio è specifico di Foggia e del foggiano, di Manfredonia e Carpino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Gramatius o Grammatius, nome portato ad esempio dal vescovo di Orleans nel sesto secolo: "...In Christi nomine Gramatius episcopus consensum nostrum relegi et subscripsi...".

GRAMIGNA
GRAMIGNI
GRAMINI
GREMIGNA
GREMIGNI
GREMIGNO

Gramigna ha un ceppo milanese, uno veneziano, uno nel piacentino a Podenzano e Cadeo, uno a Lugo nel ravennate e ad Ostellato nel ferrarese, con presenze nel cosentino, Gramini, quasi unico, sembrerebbe del parmense, Gramigni è specifico del fiorentino, di Firenza, Vicchio e Calenzano e di Prato e Vaiano nel pratese, mentre Gremigni, sempre toscano, è di Cecina e Livorno nel livornese, di Volterra, Pisa e Montopoli in Val d'Arno nel pisano e di Firenze e Gambassi Terme nel fiorentino, Gremigna, quasi unico, sembrerebbe del potentino, Gremigno è unico, questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi originati dal nome dell'erba infestante chiamata gramigna o gremigna, ma non si può escludere che in qualche caso derivino invece da alterazioni dialettali del nome medioevale germanico Garamind o Garamund o del nome sempre medioevale nordico Grahamin.

GRAMIGNOLA
GRAMIGNOLI

Gramignola, quasi unico, è dell'area cremonese, bresciana, Gramignoli è specifico di Crema, dovrebbe trattarsi di un ipocoristico di un soprannome dialettale basato sul termine cremonese gramm (malaticcio, di salute cagionevole), probabilmente ad indicare nel capostipite una persona con molti acciacchi di salute, ma non si può escludere una derivazione da un diminutivo del nome nordico Grahamin.

GRAMISCI
GRAMSCI

Assolutamente rarissimi parrebbero del cosentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Quasi unico, originario del cosentino, Gramsci è un cognome d'origine straniera, albanese nella fattispecie: si tratta, infatti, di uno di quei cognomi importati dall'Albania fra il XV e il XVI secolo, in seguito all'emigrazione di una folta comunità albanese in Italia; come ben noto nella storia d'Albania, questo fenomeno migratorio fu dovuto all'occupazione del paese da parte dell'Impero Ottomano, che vi stabilì il suo dominio dopo la morte di Gjergj Kastrioti, meglio noto col nome di Skanderbeg (un eroe nazionale nella storia albanese, famoso per la sua resistenza nei confronti dell'avanzata turca). Per quanto riguarda il cognome in questione, personaggio di rilievo fu il politico, filosofo e scrittore sardo Antonio Gramsci (nato ad Ales, Oristano, nel 1891 e morto a Roma nel 1937), noto per il suo attivismo politico e intellettuale nelle file della Sinistra (fu uno dei fondatori, ad esempio, del PCd'I, il Partito Comunista d'Italia) e per la sua detenzione in carcere in quanto membro dell'opposizione al regime fascista. Per ciò che riguarda, invece, la genealogia della famiglia Gramsci, pare che questa provenisse in origine da Plataci, nel cosentino; secondo recenti ricerche archivistiche, inoltre, i Gramsci vivrebbero in Italia ormai da diversi secoli, pare proprio dai tempi dell'invasione turca (nonostante Antonio sostenesse una sua origine albanese molto più vicina nel tempo, risalente cioè a un suo avo emigrato nel 1821). Dal punto di vista etimologico, comunque, il cognome (che ha una variante in Gramisci, anch'esso originario del cosentino) dovrebbe trarre origine dalla toponomastica albanese: a sud-est di Tirana, infatti, si trova il distretto di Gramsh (detto anche Gramshi in lingua madre), che ha come capitale, appunto, la città di Gramsh.

GRAMPA

Grampa, abbastanza raro è specifico di Busto Arsizio nel varesotto, dovrebbe derivare da un soprannome o nome originato dal termine antico alto tedesco kramph (uncino, artiglio).
integrazioni fornite da Carlo Solbiati
poco diffuso ma presente nel varesotto dal 1390 circa (codice membranaceo della Decima della Capitolare di Busto Arsizio). Deriva dal vocabolo longobardo
kramp indicante sia  il granchio di acqua dolce sia l'uncino-fiocina utilizzato per pescarlo.  Lo stemma mostra un granchio di colore oro in campo ornato di losanghe rosse.

GRAMPASTORE
GRANPASTORE

Entrambi assolutamente rarissimi.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Grampastore, rarissimo, sembra avere un ceppo nel foggiano e uno nel potentino, Granpastore, unico, si riscontra soltanto a Foggia, entrambi questi cognomi derivano dal nome cristiano-medievale
Grampastore, nato in chiaro riferimento alla figura di Gesù Cristo, il Buon Pastore (per una spiegazione più approfondita sull'origine del nome, vedi il cognome Pastore): dal punto di vista semantico, infatti, l'espressione Gran Pastore viene usata come sinonimo di Buon Pastore da San Paolo, che definisce Gesù Cristo come Il Gran Pastore delle Pecorelle (Pastorem Magnum Ovium, come suona in latino). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

GRANA'

Granà è tipico del palermitano, di Palermo, Altavilla Milicia, Monreale e Palazzo Adriano, dovrebbe trattarsi di forme tronche derivate dal cognomen latino Granatus, di cui abbiamo un esempio in questo testo che si riferisca all'anno 1185: "...super quem exercitum erat constitutus quidam princeps qui dicebatur Granatus, obvians eis cum verbis pacificis, dicens quod ultra procedere non poterant...".

GRANAROLI

Granaroli ha un piccolo ceppo a Terni ed uno a Roma e Palestrina nel romano, potrebbe derivare dal nome di paesi come Granarolo nell'urbinate o Granaro nel Piceno.

GRANAROLO

Granarolo è praticamente unico e sembrerebbe ligure, del genovese, dovrebbe derivare dal nome di una frazione di Genova, appunto Granarolo.

GRANATA
GRANATO

Granata è assolutamente panitaliano, Granato, decisamente meridionale, ha un forte nucleo in Campania, potrebbe derivare dal cognomen latino Granatus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Granata, sono diverse le ipotesi sull'origine di questo cognome panitaliano: 1. dal latino '
granata mala' = frutti granosi, cioè frutti del melograno, per indicare chi produceva o vendeva questi frutti, oppure soprannome per chi aveva capelli o carnagione rossa. 2. da una frazione omonima di Santa Maria del Cedro, in provincia di Cosenza, oppure da un monte in provincia di Foggia. 3. dalla città spagnola di Granada, dallo spagn. 'granado' = forte, 'notevole'.

GRANCARA

Grancara, molto molto raro, è tipicamente veneto del vicentino, di Quinto Vicentino in particolare, di origini etimologiche oscure.

GRANDE
GRANDI
GRANDICELLI
GRANDIN
GRANDINI
GRANDINO
GRANDIS
GRANDONE
GRANDONI
GRANDOTTI
GRANDOTTO

Grande è diffuso in tutto il centro sud, Grandi è diffuso in tutto il centro nord, Grandicelli ha un ceppo tra Cattolica nel riminese e Pesaro e Novafeltria nel pesarese ed uno tra Castel Sant'Elia nel viterbese ed il romano, Grandin è tipicamente veneto del veneziano, di Musile di Piave, San Donà di Piave, Cavallino Treporti, Iesolo, Eraclea, Caorle, Ceggia e Venezia, Grandini ha un ceppo nel sudmilanese, lodigiano e piacentino, uno nel lucchese ed uno tra bolognese e ferrarese, Grandino, estremamente raro, ha qualche presenza in Veneto ed un minuscolo ceppo nel salernitano a Capaccio e Castellabate, mentre Grandis sembrerebbe di origini venete, Grandone ha un ceppo nel foggiano a Stornara ed uno più piccolo a Ruvo del MOnte nel potentino, con presenze anche in Campania, Grandoni è caratteristico della fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio, con ceppi nelle Marche a Fiuminata nel maceratese, a Fano, Cartoceto e Fossombrone nel pesarese ed a Fermo e Porto San Giorgio nell'ascolano, in Umbria ha un ceppo a Terni ed uno a Castel Ritaldi nel perugino, presenze nel viterbese ed un grosso ceppo a Roma, Grandotti, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Grandotto, leggermente meno raro, ha sia presenze venete che piemontesi, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso varie forme ipocoristiche o accrescitive, da soprannomi legati alla statura o alla corporatura del capostipite, probabilmente più grande del normale, o direttamente da variazioni del nome medioevale Grande, l'italianizzazione del nome latino Magnus.

GRANDEFRONTE

Grandefronte è ormai quasi scomparso, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Grandefronte con il significato augurale di essere il capostipite un forte baluardo della fede.

GRANDINETTI
GRANDINETTO

Grandinetti è tipicamente calabrese di Lamezia Terme nel catanzarese, Di Cosenza, Rende, Parenti e Cassano allo Ionio nel cosentino, e di Catanzaro, Nocera Terinese, Platania, Soveria Mannelli, San Pietro Apostolo, Falerna e Gizzeria nel catanzarese, con un piccolo ceppo nel potentino a Chiaromonte, Senise e Potenza, Grandinetto, praticamente unico, è probabilmente il frutto di un errore di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica complessa, Grandinetto, relativa al nome e soprannome Grande, probabilmente portato dal capostipite, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio, risalente alla fine del 1200 o agli inizi del 1300, nella chiesa Chiesa di San Pietro di Cava dei Tirreni, dove una lapide cita un certo Grandinetto Aulisio, che liberò il principe Federico D'Aragona (1272-1337), successivamente Re di Napoli con il nome di Federico III°, dalla prigionia di Salerno e che in barca lo condusse fino a Napoli.

GRANDO

Grando ha un ceppo a La Spezia, uno a Trieste, a Sacile nel pordenonese ed a Faedis nell'udinese, ma il nucleo più consistente è in Veneto, ad Arsiè e Feltre nel bellunese, a Trevignano, Orsago, Maser e Conegliano nel trevisano, a Marostica e Bassano del Grappa nel vicentino, a Verona ed a Concordia Sagittaria e Venezia nel veneziano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine veneto grando (grande, grosso, di corporatura imponente).

GRANDOLFI
GRANDOLFO

Grandolfi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area che comprende il bolognese ed il fiorentino, Grandolfo ha un piccolo ceppo veneziano, ma il grosso è specifico di Bari con buone presenze anche nel barese, a Triggiano, Modugno, Casamassima e Valenzano, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome sia gotico che longobardo Hariwulf, composto dai termini medioevali germanici hari (esercito) e wulf (lupo), con il significato di branco di lupi, o di il lupo (figura che rappresenta l'eroe nella concezione dei popoli germanici) dell'esercito.

GRANELLA
GRANELLI
GRANELLO

Granella ha un piccolo ceppo nella Sardegna occidentale, ma il ceppo principale è nel romano a Civitavecchia, Allumiere e Roma, Granelli appartiene all'area lombardo, emiliana e genovese, Granello ha un ceppo veneto, nel trevisano a Treviso, Zero Branco e Preganziol, ed un ceppo trentino a Pieve Tesino, potrebbero entrambi derivare da forme ipocoristiche del nomen latino Granius, o anche direttamente dal nome Granellus, di cui abbiamo un esempio d'uso nel veronese in un atto del 1171: "Die lune XII(a) anno autem domini nostri Iesu Christi M. C. LXXI., indicione quarta, in atrio monasterii Sancti Firmi, in presentia Berni tinctoris, Vivaldi de Claviga.. ..investivit Crescencinum filium Mireti de Claviga in vice ipsius Mireti de una pecia terre cum casa que iacet in Braida, ab uno latere habet Granellus, ab altero Tebaldus monachus, ab uno capite trahit via, ab altero est curtis quedam, hoc modo ut ipse Miretus et sui heredes ex eo descendentes perpetuo habeant reddendo omni anno suprascripto monasterio quattuor solidos denariorum Veronensium in festo Omnium Sanctorum...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Granelli è il nome proprio medievale
Granellus, presente anche in carte modenesi dal 1190. Si tratta di un soprannome indicante «uomo di struttura minuta», movente dal latino granum «grano». Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GRANERI
GRANERIO
GRANERO
GRANIER
GRANIERI
GRANIERO

Graneri ha piccoli ceppi nel torinese e nel reggino tra Gerace e Siderno, Granerio è praticamente unico, Granero è tipico della zona che comprende torinese, cuneese e savonese, in particolare della zona che comprende Bricherasio, Pinerolo e Torino, con un ceppo anche a Finale Ligure (SV), Granier è assolutamente rarissimo e parrebbe panitaliano, Granieri ha vari ceppi in giro per l'Italia, nel torinese, nel perugino, a Roma, nel napoletano, in puglia, nel cosentino e nel catanese, Graniero ha ceppi nel frusinate a San Giorgio a Liri ed Esperia, a Napoli ed Arzano nel napoletano, ad Aversa e Lusciano (CE), a Lacedonia (AV) ed a Barletta (BA), dovrebbero derivare da modificazioni del nome medioevale Guarnerus ( vedi Guarneri)
integrazioni fornite da Marcello Granieri
Secondo Albert Dauzat nel suo
Les noms de famille de France Granieri è cognome di origine germanica derivante dal nome warin-hari che si trasforma nel tempo in warnheri - warnier - garnier e infine per metatesi in granier. Il cognome nella forma Granieri si trova in Borgogna. Attualmente si trova nel nostro paese prevalentemente nel Mezzogiorno (Puglia, Campania, Calabria) portato secondo il Rholfs dai Normanni.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Granieri è un cognome lucano presente a Matera, Potenza, Sala Consilina, anche calabrese, napoletano ed a Taranto. Corrisponde a
Graner cognome in Catalogna, Granier in Francia = fr. grainier 'commerciante di grano'. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.

GRANEROLI

Graneroli, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Sondalo nel sondriese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Granerolo nel verbanese, probabile luogo d'origine del capostipite.

GRANESE

Granese ha un ceppo campano a Montella nell'avellinese e nel salernitano a Battipaglia, Giffoni Valle Piana, Salerno e Olevano sul Tusciano, ed un ceppo romano, potrebbe trattarsi di una forma etnica riferita a chi provenisse da paesi come Cinquegrana di Bonito nell'avellinese, o altri simili, secondo un'altra ipotesi il cognome deriverebbe dal termine grane, monete sottomultiplo del ducato (un ducato napoletano equivaleva a cento grane) e starebbe ad indicare che le famiglie dei capostipiti fossero benestanti.

GRANI
GRANO

Grani ha un piccolo ceppo nel modenese, zona di Maranello e Modena, uno nel pistoiese a Serravalle Pistoiese, uno nel viterbese a Viterbo e Montalto di Castro ed uno a Roma, Grano è presente a macchie di leopardo in tutto il sud, con massima concentrazione in Calabria nel crotonese a Petilia Policastro e Mesoraca, a Cropani nel catanzarese ed a Spezzano della Sila nel cosentino, in Sicilia nell'agrigentino a Favara e Bivona, e piccoli ceppi a Campobasso, ad Afragola e Napoli nel napoletano, a Brienza nel potentino, a Foggia e nel tarantino a Ginosa e Taranto, potrebbero derivare dalla Gens Grania, e dal relativo nome gentilizio Granius, ma, molto più probabilmente derivano dal nome celtico Grannus o dal nome medioevale italiano Grano derivato dal nome normanno Warren.

GRANITI
GRANITO

Graniti, molto raro, ha piccolissimi ceppi nel piacentino, nel nbolognese e fiorentino, nel romano, nel cosentino, ed in Sicilia, Granito ha un ceppo in Campania, soprattutto nel salernitano e nel napoletano, uno in Puglia ed uno nel cosentino, a Roma è presente un ceppo secondario, dovrebbero derivare dal soprannome medioevale, poi divenuto nome, Granitus, di cui abbiamo un esempio nel Codex diplomaticus cavensis in un atto dell'anno 1047: "In nomine domini vicesimo nono anno principatus domni nostri Guaimarii gloriosi Principis.. ..Unde in eo tinore per convenientiam guadiam dederunt ipsi prenominati Benedictus et Leo, et fideiussorem mihi posuerunt Iohannes filius quondam Iohannis, qui dictus est Granito, et per ipsam guadiam obligaberunt se ipsis Benedictus et Leo et illorum eredes ...".

GRANONE
GRANONI

Granone è assolutamente rarissimo, si individuano almeno tre ceppi, uno nel savonese, uno nell'avellinese, zona di Bisaccia, ed uno nella Sicilia sudoccidentale, Granoni sembrerebbe unico, potrebbero derivare dal termine e cognome francese granjon (piccolo granaio), nome di località molto usato in Savoia e nel dipartimento della Loira, ed essere arrivato al seguito degli angioini nel sud Italia o direttamente dalla Francia nel savonese, ma è pure possibile una derivazione da accrescitivi del nome medioevale Grano (vedi GRANI).

GRANVILLANI
GRANVILLANO

Granvillani, assolutamente rarissimo, presente in Lombardia, arrivato forse dalla Francia in epoca medioevale, infatti in uno scritto pavese del XII° secolo si legge di un certo Busnardo Granvillani Spagnolo, ma potrebbe anche essere dovuto a modifiche apportate in seguito a trascrizioni anagrafiche del cognome Granvillano, che è specifico di Gela nel nisseno, e dovrebbe essere di origini normanne ed indicare un capostipite proveniente dal paese di Granville, nella bassa Normandia, in Francia, o derivare direttamente dall'italianizzazione del cognome francese Granvillain, con lo stesso significato, probabilmente giunto in Sicilia al seguito degli angioini.

GRANZA

Tipico siciliano della zona di San Salvatore Di Fitalia (ME), potrebbe derivare dal cognome spagnolo Granja che a sua volta deriva dal termine granja che significa fattoria, masseria, ma è pure possibile una derivazione normanna dal nome Granza di cui abbiamo un esempio in questo testo di Saxo Grammaticus del XII° secolo: "...ut locum, qui ab Absalone praenotatus erat, ante praefixum tempus accederent. Illic Granza equo insidens, voce eminus missa, quisnam classi praeesset, rogabat...".
integrazioni fornite da Carmelo Granza
Se il cognome Granza ha origine spagnole, è possibile esso derivi da
granza che significa pula di riso, robbia e carbone in piccoli pezzi.

GRANZINI

Specifico della zona tra Milano e Pavia, dovrebbe derivare dal toponimo Granzino ( Del 1398 è il "Notitia cleri mediolanensis de anno 1398 circa ipsius immunitatem = elenco del clero milanese dell'anno 1398 al riguardo dell'esenzione dai contributi da pagare", testo fondamentale per la conoscenza dello stato della Chiesa di Milano, che riporta, per l'appunto, notizia dell'esistenza della Cappella "SS. Protaxji et Geruaxji de Romano cum cappella de Granzino" come facenti parte della "Canonica de Cisano", attuale Cesano Boscone) può anche esserci un ceppo originato dal nome medioevale Grancino (vedi Personaggi melegnanesi).

GRANZOTTO

Tipico veneto del trevigiano in particolare, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine dialettale granzo (granchio), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia nella seconda metà del 1400 con il Capitano Girolamo Granzo agli ordini di Bartolomeo d'Alviano.

GRAPPUTI
GRAPPUTO
GRAPPUTTI

Grapputi lo troviamo a Trieste nel 1800, Grapputo, assolutamente rarissimo sembrerebbe veneziano, Grapputti era presente ad Arta Terme nell'udinese nella seconda metà del 1800, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal termine sloveno garjup (amaro), forse a sottolineare un aspetto del carattere del capostipite, meno probabile una derivazione vicentina dal nome del Monte Grappa.

GRASSADONIA

Molto raro è siciliano, presenta un ceppo principale tra Villabate e Palermo ed un ceppo a San Cataldo (CL), dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo ebraico adonay (signore, è la forma per chiamare il Dio degli israeliti il cui nome è loro vietato pronunciare) congiunto con l'aggettivo grasso e starebbe ad indicare un grasso signore, una persona di riguardo.

GRASSANI
GRASSANO

Grassani dovrebbe essere originario della zona tra Milano, Lodi e Pavia, con un piccolo ceppo nella provincia di Matera, Grassano presenta un ceppo nell'alessandrino ed uno nel materano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gracianus che a sua volta deriva dal cognomen latino Gratius, il ceppo materano dovrebbe derivare dal toponimo Grassano (MT).

GRASSELLI

Sembra che ci siano più nuclei, il più importante in provincia di reggio Emilia, uno tra Milano e Bergamo, uno in Umbria e Marche ed uno nel Lazio, potrebbe derivare da soprannomi legati a caratteristiche fisiche.

GRASSI
GRASSO

Sono entrambi assolutamente panitaliani, potrebbero derivare da soprannomi legati a caratteristiche fisiche, trasformate prima in nome e poi in cognome.  Tracce di questa cognominizzazione si trovano nelle Pergamene milanesi del monastero di S. Ulderico detto Bocchetto, sotto l'anno 1191, dove si legge: "...Anno dominice incarnacionis millesimo centesimo nonagesimo primo, tercio die mensis madii, indicione nona, Laudatione et domne Fomia monacha monasterii quod dicitur Dathei, Cicilia monacha monasterii quod dicitur Dathei, Bellixia monacha monasterii quod dicitur Dathei,  monacharum infrascripti monasterii Dathei et  Guifridus Anrochus avocatus monasterii quod dicitur Dathei negocii avocati electi, et secundum quod estimaverunt Rabbus Bunizane, Rabbinus, Rabinus Bonizane de loco Trenno  Guilielmus Rovore de loco Trenno qui dicitur Rovore de loco Treno, qui estimaverunt et dixerunt uti lex et usus possit, cartulam commutationis fecit domna Allexandria abbatissa monasterii quod dicitur Dathei prefati monasterii Dathei siti in civitate Mediolani necnon ex altera parte Arialdus de civitate  Landulfus Grassus filius quondam  Arialdus de civitate Mediolani Landulfi Grassi de suprascripta civitate. ...".

GRASSIA

Ha un ceppo tra napoletano e caserano ed uno nel catanese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine spagnola (forse anche ebreo-sefardita), il cognome Grassia nasce da un'italianizzazione del cognome spagnolo
Garcìa, sul cui significato son state avanzate diverse ipotesi (per una spiegazione più approfondita, vedi Garcia). In questo contesto, ad ogni modo, va notato che la variante Grassia trae origine da una metatesi della sillaba Gar- (il fenomeno della metatesi è molto comune nei cognomi italiani), mentre il suono della doppia -s- è dovuto semplicemente a un adattamento fonetico della -c- spagnola - lo stesso adattamento si riscontra anche nei cognomi Garsia, Ingarsia e Ingrassia, derivati anch'essi dallo spagnolo Garcìa (vedi Garsia e Ingarsia).

GRASSIGLI
GRASSILLI

Grassigli, tipicamente emiliano, è specifico dell'area che comprende il modenese ed il bolognese, con massima presenza a Modena, Grassilli, anch'esso emiliano, più diffuso, ha un ceppo a Bologna e Castello d'Argile nel bolognese ed a Cento e Bondeno nel ferrarese, potrebbero derivare dall'italianizzazione di ipocoristici del nome latino Crassus.

GRASSINI
GRASSINO

Grassini è tipicamente toscano, con ceppi anche nelle Marche, in Umbria, nel viterbese e nel romano e nel napoletano, Grassino è invece tipicamente piemontese, dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale Grassinus, nella Chronica Antianorum Civitatis Pisarum, sotto l'anno 1377 è citato tra gli Anziani di Pisa un certo Grassinus Guidi di professione guantaio, non si può escludere anche una possibile derivazione da soprannomi originati da una particolare struttura fisica del capostipite, tracce di un principio di queste cognominizzazioni le troviamo, nella forma patronimica espressa nel caso genitivo, nello stesso repertorio all'anno 1385 dove tra gli Anziani compare un Iohannes Grassini cimatore (artigiano tessile che si occupava della cimatura dei tessuti).

GRATTACASO

Grattacaso, molto raro, è tipico del salernitano, di Capaccio in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome (gratta formaggio), forse causato da episodi della vita del capostipite o dalla sua attività.

GRATTERI

Gratteri è specifico di Gerace (RC), dovrebbe derivare dal toponimo Gratteri (PA), ma è anche possibile che derivi da modificazioni dialettali del nome greco Krateros di cui abbiamo questo esempio: "... Antigono Crateros et Antipater auxilium ferebant, qui facta cum Atheniensibus pace Polyperconta Graeciae et Macedoniae praeponunt...".

GRAVA

Dovrebbe essere di origine trevigiana, potrebbe derivare dal nome medioevale Gravus.

GRAVANI
GRAVANO

Gravani è quasi unico e si tratta probabilmente di un errore di trascrizione di Gravano che ha un ceppo probabilmente non secondario a Mondragone (CE) ed uno principale nel savonese, che dovrebbe derivare dal toponimo Gravani (SV) tracce di questa cognominizzazione le troviamo in epoca rinascimentale con Franciscus Gravanus de Ianua autore del Sermones de sanctis.

GRAVANTE
GRAVANTI

Gravante ha un ceppo nel casertano, a Grazzanise, Cancello ed Arnone, Capua, Portico di Caserta, Capodrise, Sanpa Maria Capua Vetere, Recale, San Tammaro, Mondragone e Castel Volturno, uno nel leccese, a Ruffano, Ortelle e Poggiardo ed uno a Palermo, Gravanti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, della zona occidentale dell'isola, dovrebbero derivare dall'italianizzazione con betacismo del cognome medioevale francese Grebant.

GRAVILE
GRAVILI

Gravile, estremamente raro, parrebbe del Salento, Gravili è specifico del Salento, di Racale, Salice Salentino, Lecce e Monteronio di Lecce nel leccese e di San Pancrazio Salentino, Cellino San Marco e Torchiarolo nel brindisino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine grika o, in alternativa, greco-albanese, i cognomi Gravile e Gravili sembrano nascere da una metatesi del nome greco
Gavrilis (Gavril in albanese), che, nell'onomastica italiana, corrisponde al ben noto Gabriele (vedi Gabriel); meno probabile, invece, una derivazione dal nome slavo Gavrilo, che comunque corrisponde sempre all'italiano Gabriele. Col nome Gavril, ad ogni modo, va ricordata la figura del poeta arbëreshë Gavril Dara i Riu (Palazzo Adriano, 1826 - Girgenti, 1885, anche noto come Gabriele Dara il Giovane), l'autore di un noto poema epico dal titolo Kënga e sprasme e Balës (L'ultimo canto di Bala). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

GRAVINA

Tipico del centrosud dovrebbe derivare da toponimi come Gravina di Catania (CT), Gravina in Puglia (BA), Montegravina (BR), Roggiano Gravina (CS) o simili o anche da nomi di località individuabili dalla presenza di una gravina (fenditura o crepaccio scavato dall'acqua in rocce calcaree).

GRAVINI
GRAVINO

Gravini è quasi unico, Gravino parrebbe specifico del casertano, di San Tammaro, Aversa e Santa Maria La Fossa con un ceppo anche a Napoli, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gravinuys di cui abbiamo un esempio in un atto del XII° secolo in Sicilia: "...scripsit Tricarici comes et comes ille Gravini, scripsit cum triplici prole Philippus idem...".

GRAZI
GRAZIO

Grazi tipico dell'area emiliano, toscana, del modenese, bolognese e ferrarese, del fiorentino, del grossetano, del senese e dell'aretino, Grazio, più raro, sembrerebbe specifico del veronese, dovrebbero derivare dal cognomen latino Gratius.

GRAZIA

Grazia è tipico del bolognese e modenese, deriva dal nome medioevale Gratia (Grazia) derivato dal cognomen latino Gratius , ma in alcuni casi può anche derivare dalla troncatura di nomi come Graziadei o simili.

GRAZIADEI
GRAZIADIO

Graziadei molto raro sembra avere due ceppi, nel trentino e nel potentino, Graziadio ancora più raro sembrerebbe specifico dell'alto cosentino, derivano dal nome gratulatorio medioevale cristiano Gratiadei (ringraziato sia Iddio), nel Codice Diplomatico Istriano, all'anno 1310 si legge di un sinodo tenuto dall'Arcivescovo Graziadio.

GRAZIANA
GRAZIANI
GRAZIANO

Graziana è assolutamente rarissimo, Graziani è molto diffuso al centro nord con presenze significative anche al sud, Graziano è molto diffuso in tutt'Italia, derivano dal cognomen latino Gratianus. Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1100 in Umbria in una lettera si può leggere: "...Huius temporibus magister Gratianus canones et decreta, quae variis libris erant dispersa, in unum opus  compilavit, adiungensque eis interdum authoritates sanctorum patrum secundum convenientes  sententias...", più tardi, a San Sepolcro (AR), nel 1400 il casato dei Graziani fu una delle due principali famiglie nobili della città; nel 1500 troviamo Antonio Maria Graziani, vescovo di Amelia (TR).

GRAZIATI
GRAZIATO

Graziati, estremamente raro è tipico di Treviso e del trevigiano, Graziato ha un ceppo veneto nel trevigiano ed uno nel torinese, si dovrebbe trattare di forme patronimiche in -ati o -ato, dove questi suffissi stanno per il figlio di, riferite a capostipiti i cui padri probabilmente si chiamavano Gratia (vedi GRAZIA).

GRAZIETTI
GRAZIETTO

Grazietti ha un piccolo ceppo a Terni ed uno a Teramo, Grazietto, quasi unico, è del leccese, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica del cognomen latino Gratius (vedi GRAZI)

GRAZIOLI

Cognome di origine lombardo emiliana, si individuano due ceppi minori, uno nel Salento ed uno nel Napoletano, deriva dal cognomen latino Gratius.

GRAZIOSI
GRAZIOSO

Graziosi ha un ceppo tra modenese e bolognese, uno tra Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio ed uno nell'avellinese, Grazioso ha un ceppo campano nel napoletano e salernitano, uno nel barese, uno calabrese ed uno nel catanese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Gratiosus di cui abbiamo un illustre esempio nella seconda metà del 1400 con il geografo Grazioso Benincasa:  "Gratiosus Benincasa Anconitanus composuit Venetiis anno Domini MCCCCLXXIII", autore di atlanti e portolani del mediterraneo.

GRAZZANI

Specifico del milanese e lodigiano, dovrebbe derivare dal toponimo Grazzano Visconti (PC), ma in alcuni casi potrebbe derivare dal nome medioevale Gracianus.

GRECA
GRECCHI
GRECCO
GRECHI
GRECI
GRECO
GRECU

Greca ha un ceppo siciliano ad Enna, uno romano ed uno piccolo a Mormanno nel cosentino ed a Strongoli nel crotonese, Grecco, tipicamente laziale, ha un ceppo a Sezze nel latinense, a Morolo nel frusinate ed a Roma, potrebbe anche derivare da un'alterazione del nome latino Gracchus, Grecu, tipicamente sardo, ha un ceppo a Samassi nel Medio Campidano ed uno a Siniscola nel nuorese, Grecchi è originario della zona tra Milano, Lodi e Pavia, Grechi è diffuso nell'Italia centrale ed in Lombardia, Greco è diffusissimo in tutt'Italia, Greci ha un ceppo a Pontevico (BS), uno a Parma e Felino (PR), uno a Roma e nel frusinate a Boville Ernica, Ceccano, Veroli e Torrice, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Greco che originariamente stava ad indicare probabilmente l'origine del capostipite.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Come giustamente detto, i cognomi Greco, Greci, etc derivano dal soprannome o nome medievale
Greco, che, assieme alle varianti Grecco, Grego e Grieco, assume un chiaro valore etnico (in riferimento alla Grecia): nell'onomastica antica, in effetti, è molto frequente la trasformazione dei nomi etnici in nomi di persona, se si considera, d'altronde, che l'Italia era un paese fortemente multietnico in epoca pre-moderna (alcuni di questi nomi, inoltre, sono stati tramandati fino ai giorni nostri, basti pensare ai casi di Italo, Francesco, Franco, Germano, etc). Nel caso del cognome Greco, tuttavia, vanno aggiunte alcune considerazioni, che, in parte, lo distinguono da diversi cognomi etnici: un tempo, infatti, il termine greco non identificava esclusivamente un'origine greca (intesa in senso puramente etnico), ma anche una più generica provenienza geografica, relativa, cioè, a individui che non sono greci in senso stretto (pur vivendo ormai da secoli in Grecia). Con ciò, in particolar modo, mi riferisco a due diversi gruppi etnici, di provenienza greca ma di etnia non-greca: si tratta, da un lato, della minoranza arvanita o greco-albanese, che, in Grecia, affonda le sue radici nel Medioevo (nei secoli compresi fra il XI e il XIV d.C.), e, dall'altro, della minoranza ebreo-greca, anch'essa di antica tradizione. Cominciando con il primo gruppo, innanzitutto, va notato che l'emigrazione albanese ha assunto dimensioni piuttosto grosse nel corso della storia, essendo al centro di una vera e propria diaspora nell'ambito dei Balcani (la cosiddetta diaspora albanese): in questo contesto, tuttavia, non è il caso di addentrarsi in un discorso storico, ma, semplicemente, va detto che tale emigrazione si diresse spesso sia verso l'Italia che verso la Grecia; nel caso italiano, ad esempio, la prova più lampante è offerta dalla realtà arbëreshë del Meridione, territorio che da lungo tempo ospita innumerevoli comunità italo-albanesi. A questo proposito, tuttavia, va precisato un dettaglio, che aiuta molto a capire i cognomi in questione: nel nostro paese, in effetti, l'emigrazione albanese non proviene esclusivamente dall'Albania, ma in larga parte anche dalla Grecia, trattandosi spesso d'un emigrazione arvanita o greco-albanese (vedi anche Albanito). Questa situazione, ad ogni modo, è comprensibile nel contesto storico-politico dei Balcani, se si pensa alle tensioni che, per lungo tempo, hanno accompagnato la storia del sud-est Europa: mi riferisco, in particolar modo, alle guerre contro i turchi, in seguito alle quali molte famiglie albanesi, greche, slave, etc preferirono abbandonare il proprio paese ed emigrare verso ovest. Se questa, in breve, è la storia dell'emigrazione greco-albanese, un fenomeno molto simile riguarda l'emigrazione ebreo-greca, che, molto probabilmente, è legata anch'essa alle incursioni ottomane di età post-medievale. In Grecia, comunque, la comunità ebraica si suddivide in due grandi gruppi: il primo è costituito dagli ebrei romanioti, che vivono in suolo greco da ormai più di duemila anni, mentre il secondo è quello degli ebrei sefarditi, emigrati dalla Spagna a partire dal XV secolo, a seguito dell'espulsione degli ebrei dalla penisola iberica (l'emigrazione ebreo-sefardita, d'altronde, ebbe per meta anche l'Italia). Ora, prima di concludere, va aggiunta un'ultima ipotesi riguardo ai cognomi in questione, che si pone accanto alle fonti greco-albanesi ed ebreo-greche: il termine greco, in effetti, potrebbe alludere non solo a una provenienza dalla Grecia, ma, forse, anche a un legame con la comunità grika o grecanica del sud Italia. Questa comunità, in effetti, sembra avere origini molto antiche, rintracciabili addirittura ai tempi della Magna Grecia: oggi, tuttavia, rimane ben poco di quel lontano passato, nonostante la realtà grika sopravviva ancora in alcune aree della Puglia e della Calabria (per lo più nel reggino e nel salentino, come dimostrano, fra l'altro, i tanti cognomi grecanici riscontrabili in queste zone).

GREGGIO
GRIGGIO

Greggio ha un grosso ceppo nel Veneto, soprattutto nel padovano a Padova, Monselice, Rubano, Este e Solesino, ed uno tra biellese e torinese, che potrebbe derivare dal toponimo Greggio (VC), Griggio è tipico del padovano a Padova, Vigodarzere, Cadoneghe, Vigonza e Curtarolo.

GREGHI
GREGO

Greghi ha un ceppo tra ferrarese e rovigoto, uno nel genovese ed uno, forse non secondario, nel trentino, Grego ha un nucleo nel Veneto, Friuli e Trieste ed uno nelle province di Roma e L'Aquila, dovrebbero derivare dal cognomen latino Grecus, di cui abbiamo un esempio nel III° secolo d.C. : "...Maximinus persecucionem sextam movit in christianos, in qua cum Poncianus papa occubuisset, Antheros Grecus ei successit ...", ma è pure possibile che derivino dall'etnico medioevale grego (proveniente dalla Grecia).  Trecce di questa cognominizzazione le troviamo nell'elenco degli scolari dell'Università di Perugia per l'anno 1581, dove compare un Iordanus Gregus de Tuscia (toscano).

GREGORI
GREGORIO

Gregori è diffuso in tutto il centro nord, Gregorio, oltre alle importanti prersenze secondarie al nord, ha un nucleo campano, soprattutto nel salernitano e ceppi nel barese, nel potentino ed in Sicilia, soprattutto nel messinese, derivano dal nome medioevale Gregorius, a sua volta originato dal nome greco Gregòrios con il significato di scattante, dalla risposta pronta, con questo nome ricordiamo il Papa San Gregorio Magno morto nel 604.

GREGORIS

Gregoris è un cognome tipicamente friulano, ma di origine latina dal nome Gregorius.

GREGORIADIS

Assolutamente rarissimo, di origini greche è specifico del Salento.

GRELLA
GRELLE

Grella è specifico della Campania, di Sessa Aurunca, Sparanise e Carinola nel casertano, di Sturno, Frigento e Gesualdo nell'avellinese, di Sessa Aurunca, Sparanise e Carinola nel casertano, e di Napoli, Grelle è specifico di Roccamonfina nel casertano e di Venticano nell'avellinese, potrebbe derivare dal nome dell'antico paese di Grele nel teatino, o da altri paesi con lo stesso nome, ora scomparsi, nome che dovrebbe derivare, attraverso alterazioni fonetiche, dal nome del popolo montanaro degli.Ocrili, che occupavano le zone montane dell'Abruzzo, del Molise, del casertano e dell'Irpinia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Grella è cognome campano ma diffuso anche nel Nord, viene dal nome personale antico-romano
Graelius.

GREMMO
GREMO

Gremmo è tipico del biellese, Gremo è specifico del torinese, potrebbero derivare, potrebbero derivare dal vocabolo latino gremium (grembo) stante ad indicare una località a forma di dosso, ma più probabilmente si possono far derivare da un soprannome originato da una modificazione del vocabolo medioevale germanico grim (furioso, collerico) o anche da una contrazione del nome germanico Gremhard.

GREPPI
GREPPO

Greppi è molto diffuso nell'area del nordovest, nel novarese, alessandrino e genovese soprattutto, ma con un ceppo importante anche tra milanese, comasco e lecchese, presenta inoltre un ceppo romagnolo nel forlivese, riminese e vicino pesarese, Greppo, molto molto raro, è settentrionale anch'esso, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico Grep latinizzato in Greppus di cui abbiamo un esempio nel Gesta Danorum di Saxo Grammaticus (~1150 - ~1220): "..Duodecim Westmaro filii erant, ex quorum numero tribus commune Grep nomen incessit. .... Quae non solum voce crimen confessa, sed etiam vultu testem reatus ruborem exserens, evidens culpae indicium praebuit. Rex non verba modo, verum etiam oris signa conspiciens, sed qua lege in reum animadverteret haesitans, debitam crimini poenam reginae contulit arbitrio decernendam. Quae cum creditum sibi iudicium reatui suo affine cognosceret ideoque aestimationem criminis aliquamdiu sententiae dubia volutaret, dissiliens Greppus, ut Ericum telo traiceret, procurrit, criminantis caede suam redimere cupiens. ...".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in una Cartula vendicionis dell'anno 1139 a Cremona: ".. sicut inter nos convenit, pro peciis duabus de terra cum casis duabus superhabente et torculo et iacet in Casalemaiore, ad locum qui dicitur Stradella; coheret ei a mane prime, que iacet a Stradella Sancti Stefani, et filius Astenove et filii Ugonis Mazochi, a meridie filii Oddonis Ardengi, a sera Girardus et Rogerius Greppus et Anselmus Astanova et Iohannesbonus, a monte via, et est perticas decem et septem et tabulas sex ..".

GRESPAN
GRISPAN
GRISPI
GRISPO

Grespan, molto raro, è tipico del trevisano, Grispan, assolutamente rarissimo, sembrerebbe friulano, Grispi, praticamente quasi scomparso, sembra essere siciliano, Grispo, sempre molto raro, ha un ceppo nel cosentino ed uno nel palermitano, dovrebbero derivare dal cognomen latino Grispus citiamo ad esempio nel I° secolo a.C. Gaius Sallustius Grispus autore del Bellum lugurthinum.

GRESTA
GRESTI

Gresta ha un ceppo a Senigallia e Monterado nell'anconetano ed a Pesaro, ed un ceppo in Sicilia nel catanese, a Catania ed a Gravina di Catania, Gresti ha un piccolissimo ceppo nell'anconetano ed uno in Sicilia, a Palermo e nel catanese ad Acireale, dovrebbero derivare da soprannomi basati sull'aferesi del termine medioevale agrestis (campagnolo), probabilmente ad indicare un'origine contadina dei capostipiti.

GRI

Gri è tipicamente friulano di Arzene e Valvasone nel pordenonese, di Udine e di San Lorenzo Isontino nel goriziano, dovrebbe derivare dal toponimo Gris di Bucinicco nell'udinese, ma potrebbe anche trattarsi di una forma tronca del cognome istriano Grimalda.

GRIANDI
GRIANTI

Griandi, quasi unico, è del milanese, dovrebbe trattarsi di una forma alterata dialettalmente del cognome Grianti, che è specifico della zona tra comasco e milanese, di Cantù in particolare e che dovrebbe derivare dal nome del paese comasco di Griante, toponimo di origine celtica.

GRIBAUDI
GRIBAUDO

Gribaudi è tipico di Torino e di Settimo Torinese, Gribaudo, più diffuso, ha ceppi a Torino e Collegno e nel torinese, ma anche a Moretta e Caraglio nel cuneese, si tratta di forme contratte derivate dal nome longobardo Garibaldus (dal germanico Haribald) (vedi GARIBALDI)

GRIECO

Estremamente diffuso nella fascia che comprende la Campania, la Basilicata e l'alta Puglia dovrebbe derivare dall'etnico di Grecia, grieco era una forma arcaica di greco, ma è pure possibile una derivazione da toponimi come Grieci (BN) o da nomi di località come si riscontra ad esempio a Solofra (AV) nel 1497: "...In libris catasti fatti per Universitate Solofre in anno 1497 ut in subscriptis partitis videlicet: lo grieco, li monaci, foresta menxana et parte de valle mayuri....".

GRIFA
GRIFFA
GRIFFI
GRIFFO
GRIFI
GRIFO
GRIFO'

Grifa è specifico del foggiano, di San Giovanni Rotondo in particolare, Griffa è in vece specifico del torinese, di Torino, Vinovo, La Loggia e Nichelino, Griffi rarissimo potrebbe essere ligure con un ceppo nel milanese, Griffo sembra avere più ceppi, nel napoletano e casertano, nel catanzarese, a Palermo e nel savonese, Grifi molto molto raro è marchigiano, Grifo parrebbe avere un nucleo siciliano, Grifò è tipicamente siciliano, ha un ceppo a Palermo, uno a Messina ed uno piccolo a Catania, dovrebbero derivare dal nome medioevale Griffa o Griffus o da Grifa e Grifus  che ritroviamo in un atto del 1059: "Quidem & ego Griffa Notarius per iussionem jam dicti Donni Gottifredi Ducis & Marchionis, & Judicum amonitione scripsi. Hoc actum est Anno Dominice Incarnationis Millesimo Quinquagesimo Nono, regnante Henrico Rege Mense Junio , Indictione XII ...", di cui abbiamo tracce anche a Siena nel 1100: "...in presentia Ugoni filii quondam Rinaldi et Ugolini filii Griffi et Ugolini dicto Avulterone et Roizelli de Castelione filius quondam Lietoli ...", a Milano in un atto del 1195 dove è testimone un certo Griffus: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo nonageximo quinto, quartodecimo kalendas ianuarii Guilielmus, filius quondam Guilicionis de la Piscina, de civitate Mediolani. .Signum + manuum Griffi de Cantono, Petrus de Bolate...", o in un atto di vendita del 1174: "....Axilliano  avoccato ellecto in suprascripto negotio, nec non et ex altera parte Griffus qui dicitur Ferrarius de burgo Porte Vercelline, que vero commutatio scripta est bona et utilis et idonea ad utilitatem prenominate canonice secundum...".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1200 con il napoletano Raone Griffi inviato a Corfù dal Re Carlo I° d'Angiò che lo fece Castellano di quell'area.

GRIFASI
GRISAFI

Grifasi, assolutamente rarissimo è siciliano, Grisafi, decisamente più diffuso, è specifico della Sicilia occidentale, dell'agrigentino in particolare, derivano da modificazioni dell'apocope del nome greco Chrysophalos, tracce di questa cognominizzazione la troviamo in Sicilia fin dal 1200 con Giovanni Grisafi che viene nominato nel 1241 Vicario Generale dell'Isola.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Grifasi è una corruzione del cognome siciliano e calabrese
Crisafi/Grisafi, italianizzazione del cognome greco Chrysaphis. Nel dialetto grico di Bova 'krisafi' significa oro, come del resto anche in neogreco.

GRIFEO

Assolutamente rarissimo siciliano forse di origini greche vanta una nobiltà antichissima, deriva dal nome medioevale di origine franca Grifo o Grifeus.
integrazioni fornite da Giuseppe Grifeo
famiglia che molti testi fanno risalire ad un ceppo della famiglia bizantina dei Foca. Secondo il Minatoli questa famiglia trae le sue origini dagl'imperatori greci ed è da considerarsi come la più antica famiglia nobile signori con il Conte Ruggiero della terra di Partanna.  Secondo il Mugnos Leone Foca nel 970, figlio di Bardafoca II°, prese il nome di Grifeo Capitano dei Bulgari ed ottenne dall'imperatore bizantino l'isola di Candia da dove un suo discendente Euripione Graffeo (forma corrotta dell'originale Grifeo) organizzò spedizioni in Sicilia contro i saraceni. Personaggi di rilievo furono Giovanni Grifeo, straticoto (specie di Giudice e Capitano di Giustizia bizantino) di Messina nel 1092; Ugone commilitone di rè Ruggiero e pure straticoto in Messina nel 1130; Giovanni II° che fu il primo barone di Partanna nel 1137; Nicolo aimirante (ammiraglio) del regno; Ulla fondatrice della badia di s. Basilio in detta città; Goffredo ai servigi dell'imperatore Federico II° nel 1243; Guglielmo Giovanni vescovo di Lipari, e poi di Patti nel 1338; Giovanni IV° governatore di Sutera nel 1343; Benvenuto investito del casale di Santa Margherita, e per avere soggiogato i ribelli di Catalogna e di Sardegna che ottenne per questo dal rè Federico III° il viscontado di Galtellin; Onofrio, onorato da rè Martino del titolo di cavaliere vittorioso nel 1411; Benvenuto II° trent'anni dopo carissimo ai rè Alfonso e Ferdinando di Castiglia per il suo valore e fedelt; Baldassare valoroso generale nelle guerre di Granata e Portogallo ai servigi di Ferdinando il cattolico nel 1493; Guglielmo primo principe di Partanna per concessione di rè Filippo IV° nel 1628; Mariano 3° primo duca di Ciminna per privilegio di rè Filippo IV° nel 1647, pretore di Palermo, e maestro di campo della milizia del regno; e la serie continua fino ai giorni nostri.

GRIFFINI

Tipicamente lombardo affonda le sue origini nella zona compresa tra Milano, Pavia e Lodi, deriva dal nome medioevale Griffino (Da un atto notarile medioevale si rileva "Concess{it} cuid{a}m Griffino").

GRIGIOTTI

Grigiotti, molto molto raro, sembrerebbe del senese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla capigliatura grigia del capostipite. (vedi anche GRIZIOTTI)

GRIGNANI

Grignani, tipicamente lombardo, è originario della zona compresa tra Milano e Pavia, sembrerebbe che possa essere derivato dal nome del paese di Grignano nel bergamasco, paese che, in epoca medioevale, fu terreno di scontro tra le fazioni guelfe e ghibelline e tra il Ducato di Milano e la Serenissima, costringendo ad un'emigrazione forzata i sostenitori della parte avversa, esiste però anche la possibilità che il cognome derivi dal termine grignano, cioè abitante della Val Grigna (valle lombarda ad oriente della Val Camonica in territorio bresciano), ma potrebbe anche essere stato originato dal nome medioevale Grinianus (vedi GRIGNANO).

GRIGNANO

Grignano è specifico di Trapani e del trapanese, di Erice e Paceco,  dovrebbe derivare dal nome medioevale Grinianus, di cui abbiamo un esempio nel De statu religionis et reipublicae scritto nel 1568 da Johannes Sleidanus: "...Nam a concilio, quod Pontifex regat, nihil non incommodorum expectandum esse. Galliae regis legatus, Grinianus, quod Latinae linguae nullum haberet usum, mandata sua scripto complexus, per interpretem in medium exponit, Iunii die xx. Redrisse regem, beneficio Dei cum Cesare in gratiam, et factam esse pacem, quae toti reipublicae futura sir utilis. ..", potrebbe anche derivare da una latinizzazione del termine medioevale germanico grinan (ringhiare, urlare).

GRIGNOLA
GRIGNOLI

Grignola, molto raro, parrebbe tipico del nordmilanese, varesotto e comasco, così come Grignoli, dovrebbero derivare dal nome del monte Grigna, una montagna la le più famose di Lombardia, citata anche da Leonardo nel Codice Atlantico, non si può comunque escludere una derivazione dal termine dialettale lombardo piemontese grignola (vinacciolo).

GRIGOLETTI
GRIGOLETTO
GRIGOLI
GRIGOLLI
GRIGOLLO
GRIGOLO
GRIGUOLI
GRIGUOLO

Grigoli e Grigoletti sono specifici dell'alto veronese, anche se Grigoli ha un ceppo originario nel palermitano, Grigoletto è tipico veneto, del padovano in particolare, Grigolli, molto molto raro, è trentino, Grigollo, altrettanto raro, è anche friulano, Grigolo è decisamente veneto, del veronese, vicentino, padovano, rovigoto e veneziano, Griguoli ha un ceppo ad Imola nel bolognese, uno a Roma, ma il nucleo più importante è a Trivento nel campobassano, con presenza significative anche a Salcito, nella stessa provincia, Griguolo, molto raro, ha un ceppo a Chioggia nel veneziano ed a Rovigo, uno a Roma ed uno a Petrella Tifernina in provincia di Campobasso, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche, anche dialettali, dal nome medioevale Grigolus, una forma ipocoristica medioevale, tipica delle tre Venezie e dei territori sotto l'influenza della Serenissima, per Gregorius, di cui abbiamo un esempio in un atto del 1435 a Trento: "Gasparinus notarius filius quondam ser Antonii notarii de Nogaredo. Palamidesius filius quondam ser Iacobi quondam ser Palamidesii de Tridento. Dominicus Cladius sartor de Avolano, omnes cives, et habitatores Tridenti. Martinus filius Francisci Roseti de Pho, et Grigolus filius quondam Andreae de Cavedeno habitator Pedecastelli testes Tridenti...".

GRILLETTI
GRILLI
GRILLINI
GRILLO
GRILLONE
GRILLONI

Grilletti è assolutamente rarissimo, Grilli è tipico del centro nord con ceppi anche in Puglia e Campania, Grillini è specifico del bolognese, Grillo è assolutamente panitaliano, eccezion fatta per la Sardegna, Grillone è specifico della provincia di Catanzaro, di Stalettì, Botricello, Catanzaro e Montauro, Grilloni, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici od accrescitivi, derivano dal nome medioevale Grillus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1188 a Sartirana: "...atque affirmacione et consensu consulum eiusdem loci Callosius et Petrus de Rizolo et Otto Grillus et Rufinus de Campo necnon et aliorum bonorum hominum credencie, hii sunt Guibertus et Petrus Calegarius et Iohannes Cerrutus et Iacobus de Purciano...", nome che dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Grill o Gril, ma è pure possibile una derivazione dal nome medioevale francese Grillet, che significa sempre grillo e presuppone un'attribuzione di gaiezza riferita ai capostipiti, ma è pure possibile che derivino da nomi di località.

GRILLETTO

Cognome estremamente raro, presente in particolar modo a Nola (NA) ed a Palermo.
integrazioni fornite da Raffaele Grilletto
La casata Grilletto, fiorita nel Regno di Napoli, trae antica origine dal Ducato di Savoia, donde passò in Spagna con Pietro Grillet, che prese parte alla conquista di Maiorca. Passato al servizio di Giacomo I D'Aragona, partecipò alla conquista di Valenza distinguendosi per grande valore e stabilendo la propria dimora in Valenza.  Bubernei Ambert, Consigliere del Duca Di Savoia nella città di Burgo, fu valente Cavaliere sotto l'Imperatore Carlo V, il quale lo nominò membro del suo Consiglio delle Fiandre. Con Privilegio datato in Barcellona il 22 aprile 1538 detto Imperatore gli concesse il titolo di Nobile. Figlio Bubernei Ambert fu Glaudo che generò Glaudo Bartolomé, Cavaliere Valenziano che sposò Eleonora De Borja, da cui Bubernei Pedro
De Grilletto al quale fu concesso il titolo di Conte di Saint Trivier nel 1554.  Isabella, moglie di Bernardino di Savoia, Signore di Roccamigi, fu Signora dei Feudi di Bellecombe e Chàtelard nel 1575 e di quelli di Caselle e di Villafranca nel 1582. Questa Casata fu Signora di numerosi Feudi in Savoia, delle Baronia di Brissac e di Coumons. Diramazioni dei Grilletto si ebbero anche in Catalogna . Il ramo fiorito in Nola, nel 1879, è rappresentato dal Cavaliere Gerosolimitano Arcangelo Grilletto, di Antonio di Arturo di Pedro, sposatosi con Assunta Amorino, da cui: Maria, Antonio e Raffaele.
Fonti: Nobiliari General Català De Felix Doménech y Roura; Trovas De Mossen Febbrer.

GRIMALDI
GRIMOLDI

Grimaldi è diffuso in tutt'Italia, Grimoldi è specifico dell'areale milanese, varesotto e comasco, derivano entrambi o dal nome franco Grimald o dal nome longobardo Grimoald, ma in alcuni casi il primo può anche derivare dal toponimo Grimaldi nel cosentino o anche Grimaldi di Ventimiglia in provincia di Imperia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Grimaldi, presente in tutta Italia, è il nome proprio longobardo
Grîmwald «potente con l'elmo» o «capo munito di elmo», nome del celebre re di quella stirpe: Grimoaldo.  Da *grima - «elmo» *waldaz - «potente; principe, capo». Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GRIMANI

Tipico del ternano meridionale e di Stroncone (TR) in particolare, sembra essere di origine lombarda trapiantato poi a Vicenza e di lì a Venezia , dove si rintraccia ancora un ceppo primario, un ceppo è anche presente in Molise fin dal 1700.  Questo casato nobile annovera l'Ammiraglio Antonio Grimani che al comando della flotta veneziana, venne sconfitto dai Turchi nella battaglia navale dello Zonchio nel 1499 ed a seguito della sconfitta sfuggì alla condanna a morte, diretta conseguenza della sconfitta, per rifugiarsi a Roma dove potè patrocinare la causa veneziana presso il Papa Giulio II°, il suo contributo alla causa veneziana gli permise di ritornare nel 1509 a Venezia, dove nel 1521 fu eletto doge.  I Grimani ebbero feudi nel veronese, nel vicentino ed in Istria; verso la fine del 1500 troviamo anche un Aloisio Grimani in qualità di podestà di Brescia, nel 1809  i Grimani furono nominati conti dell'impero austriaco.  Questo cognome dovrebbe derivare dal nome germanico Grimano per traslitterazione da "Germano", o anche dal longobardo Griman (portatore d'elmo), ma in alcuni casi potrebbe derivare da toponimi come Monte Grimano nel pesarese o Pettorazza Grimani nel rovigoto.  Esempio di questa cognominizzazione a Stroncone l'abbiamo con Gregorio e Cristoforo Grimani, figli di Giovanni di Paolo Grimani da Stroncone, mastri stuccatori e intagliatori che operarono a Stroncone nel ternano e dintorni, all'inizio del 1600.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Grimani è cognome veneto attestato già nel XII° secolo. Secondo Olivieri 161 viene dall'antico nome
Grima, aferetico del personale germanico Ingogrim, Förstemann 962.

GRIMELLI
GRIMI

Grimelli è tipico di Vetto nel reggiano, Grimi ha un ceppo nel milanese a Busto Garolfo, Parabiago e Inveruno ed uno nel reggino a Melicucco e Rosarno, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome longobardo Grimo di cui abbiamo un esempio in un atto dell'anno 859 tratto dal Codex cavensis diplomaticus dove troviamo come teste: "+ ego Grimo filio Ermeperti teste sum" e, più tardi nell'anno 927, in un altro atto : "In nomine Domini trigesimo sesto anno principatus domni nostri Guaimari principis filius domni Guaimari principis mense.....prima indictione. dum resideremus nos Guaiferius et Petrus Gastaldei in locum Nuceria nostrum gastaldatum, et ibi.....nostris presentiis coniunti sunt in contentiones benedictus et Grimo clerici germani filii Radelgrimi cum Grimpertus filio Cumperti et cum Ioccardus filio ...", ma è pure possibile una derivazione dall'apocope del nome longobardo Grimoaldo o anche da un soprannome originato dal termine germanico grim (furioso, collerico), questo nome è presente ad esempio anche in quest'atto datato 1048: "...Ex qua re promisimus et guadiam tibi demus et mediatorem tibi exinde posuimus Cicero filio Grimi de Toratzanu. et Symeone presbyter. filio Sparani de predicto loco Carbonara ...".

GRINGIANI

Gringiani, estremamente raro, sicuramente lombardo, è della zona che comprende il basso bresciano, il cremonese ed il mantovano, dovrebbe derivare da una forma alterata del nome del paese di Grignano nel bergamasco, probabile luogo d'origine del capostipite. (vedi anche GRIGNANO).

GRINOVER
GRINOVERO

Grinover è assolutamente rarissimo e sembrerebbe triestino, Grinovero estremamente raro dovrebbe essere di origini friulane.

GRIONI

Specifico della zona sud milanese e lodigiana, potrebbe derivare o da soprannomi legati al vocabolo dialettale griö (il frutto della noce) o da nomi di località o cascine.

GRIPPA
GRIPPI
GRIPPO

Grippa è tipico del sud, dove è presente a Napoli e nel salernitano ad Albanella, Salerno, Eboli e Capaccio, nel potentino a Potenza ed Avigliano, in Puglia a San Severo nel foggiano, a Massafra, Grottaglie e Taranto nel tarentino ed a Gioia del Colle nel barese, con un piccolo ceppo a Messina ed uno a Roma, Grippi è tipico del palermitano, di Palermo, Borgetto, San Cipirello e Balestrate, Grippo è tipico dell'area che comprende il salernitano ed il potentino, questi cognomi potrebbero derivare da forme aferetiche del cognomen latino Agrippa o di forme apocopaiche del nome di origini germaniche Grippaudo, un'alterazione del nome germanico Warinbald.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
All'origine del cognome Grippo dovrebbe esserci il termine dialettale
grippa, col significato di grinza, ruga, ad indicare probabilmente un soprannome attribuito al capostipite in relazione alla sua anzianità o comunque a delle sue caratteristiche fisiche.

GRISANTI

Troviamo un ceppo originario nel palermitano, uno nel centro Italia ed uno nel reggiano, derivano o dal nome greco Chrisantos o nel reggiano, dal suo derivato latino Grisantus, di cui abbiamo un esempio nello scritto del frate minore Salimbene de Adam nato a Parma nel 1221: "...Ad hanc materiam pertinet quod dicebat beatus Grisantus, cum a puellis virginibus temptaretur et ad peccandum sollicitaretur...", santo originario appunto di Reggio Emilia.

GRISI
GRISO

Grisi è poco comune, sembra avere un ceppo nel milanese, uno tra veronese e bresciano ed al sud nel salernitano ed in Calabria, Griso è più tipico del veronese, con un ceppo probabile nel milanese, possono derivare dal nome Griso, derivato dal nome germanico Gris, ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal termine dialettale gris (grigio). Dell'uso di questo nome si legge ad esempio in un atto del 1160 stilato a Nuvolento (BS): "...Signa manuum Petri et Iohannis ac Martini qui hanc cartulam fieri rogaverunt. Signa manuum Girardi de Presbitero ac Iohannis sui filii et Bonifilii, Teutaldi Atonis ac Zucce filii Grisi atque Dothonis de Pecora et Butavilani ac Petri  Adigle et Girardi de Cathelina rogati testes.", Griso è anche il nome che il Manzoni attribuisce ad uno dei gravi di Don Rodrigo nei Promessi Sposi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Grisi è cognome lucano presente a Sarconi, Trécchina; cfr. Grisi e Griso in Calabria, deriva da
Gris cognome in Francia = fr. 'gris' = grigio. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.

GRISOLIA

Specifico dell'alto cosentino, deriva dal toponimo Grisolia (CS).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il toponimo omonimo deriva dal greco '
criso-Elίas' = Elia d'Oro

GRISON
GRISONE
GRISONI

Grison è tipico dell'area veronese e vicentina e del triestino, Grisone, molto molto raro, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Grisoni, che, oltre ad un piccolo ceppo nel triestino, è ben consolidato nell'area che comprende il verbanese, il varesotto, il comasco e soprattutto il lecchese, dovrebbero indicare una provenienza del capostipite dalla vicina Valtellina, che fino al 1797 faceva parte del cantone svizzero dei Grigioni.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Grison, Grisoni è cognome triestino che deriva dall'antico nome
Grisόn accrescitivo di Griso da 'grigio', indicante in origine una persona dai capelli grigi o che indossava abiti di color grigio. M. Bonifacio, Cognomi triestini, p. 152.

GRISOSTOMI
GRISOSTOMO

Grisostomi, estremamente raro è del centro Italia, Grisostomo è praticamente unico, derivano entrambi dal nome Crisostomo. (vedi Crisostomi)

GRITTA
GRITTI

Gritta è abbastanza raro, sembrerebbe di origine bresciana, Gritti è assolutamente lombardo della zona che comprende il bresciano ed il bergamasco.

GRIVA

Griva, tipicamente piemontese, è specifico di Torino e Santena nel torinese, con un piccolo ceppo anche a Villnova d'Asti nell'astigiano, dovrebbe derivare da un nome di località come Griva di Dogliani nel cuneese o dal nome del Monte Griva sempre nel cuneese.

GRIZIOTTI

Griziotti è specifico di Milano e Pavia, dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome rinascimentale Grigiotto.

GROFF

Groff è specifico di Trento e di Bedollo, Borgo Valsugana, Pergine Valsugana e Civezzano nel Trentino, per la sua origine esistono due ipotesi, la prima è che possa derivare dal termine dialettale germanico grofl (ciarpame, anticaglia), forse ad indicare nel capostipite uno straccivenddolo, la seconda ipotesi ne propone la derivazione da un'alterazione dialettale arcaica del termine medioevale germanico greif (grifone).

GROI

Groi, quasi unico, decisamente di origini meridionali, dovrebbe trattarsi di una forma dialettale aferetica del cognome Sgroi (vedi SGRO).

GROLL
GROLLI
GROLLO

Groll, quasi unico, ha presenze nell'imperiese e nel rovigoto, Grolli, molto raro, sembrerebbe del parmense, di Parma, Noceto e Salsomaggiore, Grollo, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza nel trevisano, potrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale germanico grol o groll, con il significato di ruvido, rugoso, Groll è anche un antico cognome tedesco.

GROMO

Assolutamente rarissimo, sembra specifico del biellese, dovrebbe derivare dall'apocope del nome longobardo Gromoaldo (Grimoaldo) nome reso famoso dal maestro di palazzo che attorno al 650 costrinse all'esilio il re merovingio Dagoberto II°, tracce dei Conti Gromo a Ternengo (BI) le troviamo fin dal 1100.

GROMPO

Grompo, quasi unico, sembrerebbe veneto, del padovano o del rovigoto, dovrebbe derivare dal nome di Grompo, una frazione del paese di Concadirame nel rovigoto.

GROMPONE

Grompone, assolutamente rarissimo, sembrerebbe presenze significative nel salernitano, dovrebbe essere di origini longobarde e derivare da un soprannome basato sul termine grom (ammasso di cereali o altro prodotto agricolo), ad indicare forse che il capostipite fosse un contadino benestante.

GRONCHI

Gronchi è tipicamente toscano, del pisano, di Montopoli in Val d'Arno, San Miniato, Volterra, Pontedera, Santa Croce sull'Arno, Cascina, Lajatico, Peccioli, Pisa e Castelfranco di Sotto, e del livornese a Rosignano Marittimo, Livorno e Piombino, dovrebbe derivare da un soprannome probabilmente motivato dall'attività di pescatori svolta dai capostipiti, probabilmente abili nella pesca al gronco o grongo, un pesce di mare che assomiglia all'anguilla.

GRONDONA

Grondona è specifico dell'area che comprende l'alessandrino, il savonese e soprattutto il genovese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Grondona nell'alessandrino.

GROPELLI
GROPPELLI
GRUPPELLI

Gropelli, abbastanza raro, sembrerebbe avere due ceppi uno nel milanese ed uno nel bresciano, Groppelli sembra essere di origini cremonesi, Gruppelli è molto raro, forse originario del lodigiano, dovrebbero derivare da toponimi come Groppello d'Adda nel milanese o Gropello Cairoli nel pavese.

GROPPA
GROPPI
GROPPINI
GROPPO

Groppa è specifico di Cencenighe Agordino nel bellunese, Groppi ha un ceppo a Milano, ed a Codogno nel lodigiano, un piccolissimo ceppo nel veneziano a Mira ed a Venezia, un ceppo a Licciana Nardi nel massese, ma il nucleo principale è a Piacenza e Parma, con buone presenze anche a San Giorgio Piacentino, Podenzano, Nibbiano, Rivergaro e Carpaneto Piacentino nel piacentino ed a Collecchio, Langhirano, Traversetolo, Palanzano, Corniglio e Montechiarugolo nel parmense, Groppini, assolutamente rarissimo, ha presenze nel bergamasco e nel piacentino e parmense, Groppo ha un ceppo nel cuneese a Sommariva del Bosco e Moretta ed a Torino, uno nel vicentino a Chiampo, Montecchio Maggiore e Vicenza, a Pederobba nel trevisano, a Santa Maria di Sala nel veneziano ed a Loreo nel rovigoto, ed un ceppo a San Giovanni al Natisone nell'udinese, potrebbero derivare da nomi di località come Groppa nel lucchese, o Groppo presente in più esemplari nel parmense, nel piacentino e nel massese, nomi di origine longobarda nati dall'italianizzazione del termine longobardo krupfa (colle, altura), un principio di queste cognominizzazioni lo troviamo nel 1301 in uno scritto: "..et super dictis solutionibus mittebam dicto magistro Giffredo litteras dictarum societatum per Thomam de sancto Bottulfo clericum et familiarem suum prout mihi per suas litteras mandaverat et cum dictus nuntius reddendo ad curiam Romanam esset in Tuscia, invenit, prout audivi, Giffredum de Groppo sancti Petri nepotem dicti magistri Giffredi qui est commensalis capellanus domini Luce de Flixco cardinalis et audita morte dicti domini sui predictas litteras solutionum supradicte pecunie tradidit eidem..".

GROPPAGLIO

Groppaglio, molto molto raro, decisamente lombardo, della zona del sudmilanese e cremonese, dovrebbe derivare da un nome di località ormai scomparsa, nome originato probabilmente dal termine longobardo krupfa (massa rotonda, colle), quindi se ne arguirebbe che la famiglia fosse originaria di una zona collinare, in Lombardia e nel piacentino sono molte le località con una simile radice.

GROS

Abbastanza raro, ha un nucleo nel torinese in Val di Susa ed un ceppo valdostano a  Fontainemore (AO), deriva dal termine dialettale gros (grosso, grande).

GROSSELLI
GROSSI
GROSSINI
GROSSO

Grosselli ha un piccolo ceppo lombardo nel varesotto, in particolare a Golasecca, uno trentino, a Trento e Lasino, ed uno ad Allumiere nel romano, sia Grossi che Grosso sono diffusi in tutt'Italia, Grossini è specifico del varesotto e della Lombardia occidentale, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Grossus, di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis dell'anno1154 a Milano: "...Ibi statim coram ipsis testibus dedit vuadiam ipsa Richa consentiente suprascripto Ambroxio eidem Carnelvario ita si ipse campus est inpiliatum vel invasatum, vel si intencio vel discordiam apaluerint, defendere ei debet iure, sic posuit fideiusorem Grossum de suprascripto loco qui obligavit se ese fideiusor usque ad annis  quinque, et illa con suis heredibus omni tempore in iure....", tracce di questa cognominizzazione si trovano nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1191, dove si legge: "...Anno dominice incarnacionis millesimo centesimo nonagesimo primo, indicione nona, tercio die mensis decembris. Iuraverunt Iohannes Desparius et Tebaldus archipresbiter et Aglerius Grossus et Ru|finus Marisanus et Ugo de Curte et Robertus de la Monaca et Petrus Senex...".
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
derivano dal termine
grosso, generalmente riferito alla grandezza di persona, animale o cosa, intesa come volume o peso. Grosso, grossus è, inoltre, una moneta d'argento, medievale, del valore di un decimo di lira, all'inizio e col valore definitivo di 4/10 di lira (in quel tempo la lira, a livello europeo, valeva circa 500 Euro di oggi -*2007). Il grosso (tornese) è anche una moneta medioevale battuta in Sardegna, nella zecca di Villa di Chiesa (Iglesias) intorno al 1290, per conto dei Signori della Gherardesca, conti di Donoratico (regione della Toscana) e signori della terza parte del Calaritano: Cixerri, Sulcis, Nora e Decimo. Uno dei conti della Gherardesca, Ugolino, fu rinchiuso nel castello di Siliqua, nel 1289, insieme con due figli e due nipoti e lasciati morire di fame, per ordine dell'arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini. Ne fa menzione anche Dante Alighieri nella Divina Commedia - Inferno canto XXIII°, conosciuto anche come il Canto del Conte Ugolino:  - La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator, forbendola a' capelli del capo ch'elli avea di retro guasto..). Grosso non è un cognome di origine sarda, ma probabilmente è originario del Piemonte, che ha ancora oggi il numero più alto di Grosso: solo Torino ne conta 449. Nel territorio nazionale è presente in 1028 Comuni ed in tutte le regioni, con maggiore frequenza nel centro nord.

GROTTA
GROTTE

Grotta, tipicamente meridionale, ha un piccolo ceppo a Montorio al Vomano nel teramano, uno a Foggia ed uno ad Oria nel brindisino, uno molto piccolo a Napoli, ed uno a Palermo, Grotte, quasi unico, è del palermitano, dovrebbero derivare da l nome di paesi come Grotta Figazzano nel brindisino, Grottafumata nel nisseno, Grotte nell'agrigentino o altri simili.

GROTTAGLIE

Assolutamente rarissimo dovrebbe essere pugliese derivando dal toponimo Grottaglie (TA).

GROTTI
GROTTO

Grotti è diffuso in Emilia e Romagna, a Ferrara, a Fanano nel modenese, a Ravenna, a Cesena e Sogliano al Rubicone nel cesenate ed a Rimini e Bologna ed in Toscana, ad Arezzo e Foiano della Chiana nell'aretino, a Camaiore nel lucchese ed a Firenze, Grotto è decisamente veneto, di Schio, Thiene, Piovene Rocchette, Marano Vicentino, Zanè, Santorso, Vicenza, Zugliano, Dueville, Malo e Sarcedo nel vicentino, ad Adria nel rovigoto, a Noale nel veneziano ed a Valdobbiadene e Sernaglia della Battaglia nel trevisano, dovrebbero derivare dal nome di paesi come Grotti nel perugino, Montegrotto nel padovano o altri simili., ma è anche possibile una derivazione da un soprannome basato sul termine dialettale groto (pellicano).

GROTTOLA
GROTTOLE
GROTTOLI

Grottola ha un ceppo a Roma, uno a Napoli ed in Puglia a Mottola, Taranto e Leporano nel tarentino, a Vico del Gargano nel foggiano ed a Bitonto e bari nel barese, Grottole, praticamente unico, sembrerebbe laziale, Grottoli ha un ceppo nel pesarese a Fano, Fossombrone e Saltara, uno a Roma ed uno nel tarentino a Grottaglie, Monteiasi e Taranto, dovrebbe derivare da nomi di località come ad esempio Grottole nel potentino e nel materano, Grottola nel casertano o altre simili.

GRUARIN

Gruarin è tipico della zona tra veneziano, pordenonese ed udinese, di Portogruaro e Concordia Sagittaria nel veneziano e di Sesto al Reghena e Cordovado nel pordenonese, dovrebbe derivare da una forma aferetica ipocoristica dialettale per gli abitanti o per quanti provenissero da Portogruaro, probabile località d'origine del capostipite.

GRUBER

Tipico della Val d'Adige nella provincia di Bolzano, di origine germanica, deriva da soprannomi, originati dal vocabolo grube (miniera), che venivano dati un tempo a minatori.

GRUFE'

Quasi scomparso è del comasco, dovrebbe trattarsi di una modificazione del nome medioevale italo germanico Grifo (vedi GRIFA).

GRUGNI

Sembra essere specifico della zona tra Milano e Pavia

GRUMELLI

Grumelli è tipico del bergamasco e del basso bresciano, dovrebbe derivare dal toponimo Grumello (BG), ma è pure possibile una derivazione da caratteristiche della località di residenza individuabile da un grumus dosso o collinetta, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto del 1591 dove è citato un oste di Pontoglio (BS) tale Faustino Grumelli. Il casato dei Grumelli vanta titolo comitale e, nel XVI° secolo è presente nel Consiglio della città di Bergamo.

GRUNGO

Grungo è tipicamente siciliano, del messinese, di Scaletta Zanclea in particolare, l'origine etimologica potrebbe essere da un soprannome originato dal termine dialettale grungo (grongo, un pesce, ma anche esagerato), ma si può formulare anche l'ipotesi che possa trattarsi di un'alterazione dialettale del termine greco antico κρουνός krunos (getto d'acqua, zampillo), forse ad indicare che il capostipite abitasse vicino ad una fonte.

GRUPPI

Dovrebbe essere originario della zona tra il milanese ed il piacentino, dovrebbe derivare dal nome latino Grupus (Plauto nella sua comoedia "Rudens" identifica un personaggio come Grupus Piscator cioè il pescatore Grupo: "... sed Grupus servos noster quid ...", anche un'antica lapide latina riporta: 

Q(uinto) Blaesio Q(uinti) f(ilio) Cor(nelia) 
Rufo / Q(uintus) Blaesius Q(uinti) l(ibertus) 
Grupus pater / Vettia M(arci) l(iberta) 
Salvia mater / filio / quod facere fuerat 
gnatum par parentibus / genitores eius 
acerba mors facere impulit

GRUSSU

Grussu è tipico di Mogoro nell'oristanese, con ceppi anche a Masullas, Uras ed Oristano e a Carbonia e Cagliari.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Grussu deriva da
grussu o russu che significano grosso; dal latino grussus o dal tardo latino grossus. Gruss in piemontese è la crusca del granoturco. Ingrussai significa ingrossare; isgrussai invece vuol dire digrossare. Su bestiamini grussu è il bestiame grosso, bovino, equino; su bestiamini fini o minudu è il bestiame minuto, pecore, maiali, pollami, etc. non trovandolo nelle carte antiche supponiamo si tratti di un cognome abbastanza giovane, ed avendo il paese di Mogoro tanti abitanti col cognome Grussu: quasi la metà del totale in Sardegna, pensiamo che sia originario di quel centro. Attualmente è diffuso in 30 Comuni sardi, degli 80 Comuni del territorio nazionale.

GUADAGNI
GUADAGNINI
GUADAGNINO
GUADAGNO
GUADAGNUOLO

Guadagni è particolarmente diffuso in Toscana, soprattutto nel carrarese e nell'aretino, in Lombardia nel bergamasco e nel milanese ed in Campania nel napoletano, Guadagnin è decisamente veneto, del trevisano in particolare, Guadagnini è del Trentino, del Veneto, in particolare del veronese e del trevisano, del bolognese e del ravennate, ed è anche ben presente a Roma, Guadagnino ha un ceppo nel casertano ed in Sicilia, soprattutto nell'agrigentino, Guadagno è molto diffuso in provincia di Roma, in Campania ed in Puglia, Guadagnuolo ha un ceppo campano a Napoli ed a Teano nel casertano, ed uno calabrese a Lamezia Terme nel catanzarese, dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite ipocoristici, anche dialettali, dall'aferesi del nome medioevale Buonguadagno, attribuito a figli molto attesi e che venivano perciò considerati un buon guadagno per la famiglia, o anche come nome augurale, a solo titolo di esempio nell'archivio di Stato di Venezia fra i notai della Serenissima troviamo il veneziano Buonguadagno de Amedeo che operò a Venezia dal 1362 al 1372.

GUADALASCARA
GUADALAXARA

Guadalascara, assolutamente rarissimo, è del sud, Guadalaxara un poco meno raro, parrebbe specifico di Gaeta (LT), dovrebbe essere di origini spagnole.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Guadalascara, quasi unico, sembra avere un ceppo nel napoletano e uno nel tarantino, Guadalaxara, poco più diffuso del precedente, si riscontra maggiormente nel latinense e, in misura minore, nell'aquilano e nel bolognese, entrambi questi cognomi sono d'origine spagnola e derivano dalla città (o dall'omonima provincia) di
Guadalajara, nella Spagna centrale; dal punto di vista etimologico, il toponimo Guadalajara trae origine dall'arabo wadii al-Hajara, che dovrebbe significare fiume di pietre o valle di pietre (altri, però, lo traducono come valle della fortezza).

GUADALUPI

Sembrerebbe originario del brindisino, una possibile origine è dal toponimo spagnolo Guadalupe (cittadina spagnola dell'Estremadura costruita nel '400 a una cinquantina di chilometri a est di Trujillo, famosa perché vi vennero firmati i contratti per le spedizioni verso le Americhe).
ipotesi fornite da Enrico Guadalupi
alcuni Guadalupi sostengono secondo le loro ricerche che tale cognome derivi dal Messico, collegato alla vergine Santa Maria de Guadalupe. Un'altra ipotesi, si basa sulla leggenda che di una caravella spagnola, attraccata a Brindisi durante l'occupazione spagnola. La vela della caravella riportava il nome della vergine Santa Maria de Guadalupe. Le donne brindisine che in quel tempo ebbero figli da uomini dell'equipaggio di quella nave, non conoscendo il cognome dei marinai e non potendo attribuire il vero cognome dei padri ai nascituri, a differenza di altre (esistono molti cognomi spagnoli a Brindisi come Pito, Lopez etc.) li chiamarono Guadalupi (italianizzato) proprio in considerazione della scritta sulla vela.

GUAGLIONE

Guaglione ha un ceppo tra napoletano e casertano, con massima concentrazione a Villa Literno nel casertano ed a Napoli, ed uno a Barletta nel barese, questo cognome dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine meridionale guaglione (ragazzo), modo con il quale veniva probabilmente indicato il capostipite.

GUAGNANO

Guagnano è tipicamente pugliese, di Noci e Gioia del Colle nel barese, di Mottola e Taranto nel tarentino e di Nardò e Copertino nel leccese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Guagnano in provincia di Lecce, probabile luogo d'origine del o dei capostipiti.

GUAITA
GUAITANI

Guaita dovrebbe essere di origini mantovane, esistono tracce comunque di un'importante famiglia Guaita nel comasco, vicino a Menaggio, Guaitani parrebbe tipico della zona tra Milano e Bergamo, non è da escludere un' origine spagnola, visto che in spagnolo guaita (guardia) potrebbe benissimo essere all'origine di soprannomi legati alla funzione di guardiano, ma anche nella lingua dei longobardi il vocabolo guaita significava guardia, sentinella, pertanto è da ritenersi più probabile, data la zona dii origine, una discendenza longobarda-

GUAITAMACCHI

Assolutamente rarissimo, specifico del sudmilanese, deriva dall'unione di due vocaboli, il longobardo guaita (guardia) e il celtico makos (bosco) e starebbe ad indicare la funzione di guardaboschi. Cognome molto antico, se ne trovano varie tracce nei documenti antichi, in un atto di investitura datato 3 agosto 1279, troviamo: "...presbitero Pagano Guaitamacho capellano ecclesia de Bazzanella Mediolanensis diocesis...".

GUALA
GUALAZZI
GUALI
GUALINA
GUALLA
GUALLINA

Guala è tipicamente piemontese, di Acqui Terme, Cassinelle ed Alessandria nell'alessandrino, di Torino, Vercelli e Biella, con un ceppo anche a Genova, Gualla, molto meno comune, ha un ceppo a Garlasco nel pavese ed a Piacenza, Gualazzi potrebbe essere originario della zona lungo il fiume Pò tra Piacenza e Cremona, Guali è praticamente unico, Gualina è molto raro ed è di origini bresciane, Guallina è presente solo a Melegnano, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale germanico Walhari, composto dai termini wal (estraneo, straniero) ed hari (esercito), o più probabilmente dal nome longobardo Guala originato dal termine medioevale germanico (a.a.t.) wahhal (vigile, desto, sveglio).

GUALANDRA
GUALANDRI
GUALANDRIS

Gualandra, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel ferrarese, Gualandri ha un ceppo nel reggiano, uno piccolo nel pesarese ed uno a Roma, Gualandris è decisamente lombardo, della zona che comprende il milanese, il bergamasco ed il bresciano, del bergamasco in particolare, di Morengo, Ponte San Pietro, Bergamo, Osio Sopra, Barzana, Treviolo, Brembate di Sopra, Cologno al Serio, Valbrembo, Flago, Mozzo, Dalmine ed Albino, e di Palazzolo sull'Oglio nel bresciano, dovrebbero derivare dal nome germanico Walander, citato nella Cronaca di Ademaro de Chabannes, nome latinizzato poi in Gualandrus, da cui una prima cognominizzazione con Sicherius Gualandrus, troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel bergamasco in un editto del 19 novembre 1512: ".. La peste stamani ha colpito in città, soprattutto intorno alla piazza. Acchiocché non aumenti oltre per incuria, dopo molte discussioni, si prende parte unanimemente di sospendere lo ius in genere, da oggi, a beneplacito degli Anziani. Il trombetta Andrea Gualandri proclama l'ordine sul Regio nuovo ..", risoluzione revocata circa un mese dopo: ".. Il 23 dicembre Andrea Gallo de Gualandris tubatore riferisce che oggi per comando del provveditore e degli Anziani ha proclamato che lo ius riprenda dopo la fine di dicembre. ..".

GUALBERTI

Decisamente raro è difficile individuare una zona di origine, deriva dal nome medioevale di origine longobarda Gualberto, di cui si hanno tracce ad esempio nel X° secolo con il nobile Gualberto, dei marchesi d'Ivrea.

GUALCO

Gualco è specifico dell'area alessandrino, genovese, di Parodi Ligure, Gavi, Novi Ligure, Alessandria, Capriata d'Orba, Silvano d'Orba, Tortona ed Arquata Scrivia nell'alessandrino e di Genova e Chiavari nel genovese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Gualcus, un'italianizzazione del nome di origine germanica ed anche gotica Walco.

GUALDANA
GUALDANI

Gualdana, molto raro, è specifico della zona di Brallo Di Pregola (PV), Gualdani, tipico dell'aretino, è anch'esso raro, potrebbero derivare da toponimi come Gualdo (AR) o Gualdo Cattaneo e Gualdo Tadino (PG) o anche dall'abitare in zone di campi di erba gualda o guada, o anche da soprannomi originati dall'aver partecipato il capostipite ad incursioni a cavallo o gualdane, citate ad esempio da Dante nel canto XXII° dell Inferno: "....corridor vidi per la terra vostra, / o Aretini, e vidi gir gualdane, / fedir torneamenti e correr giostra;....".

GUALENI
GUALINI

Molto rari, sono tipici della zona tra bresciano e bergamasco, potrebbero derivare da una distorsione del nomen latino Galenus.
integrazioni fornite da Attilio Gualeni
L'origine non è riferibile al nome latino Galeno, ma al nome medievale di origine germanica Guala (germ. Wala) . Ancora nel 1400 nella mia famiglia era diffuso il nome  proprio Guala o Gualenus. Nel 1500 un Gualenus Gualeni veniva soprannominato Gualinus per distinguerlo (forse essendo minore di età o più piccolo di statura) dal cugino Gualenus.  I suoi successori furono chiamati col soprannome e poi cognome Gualini.  La terra di origine è la collina dei Solto (Bg).

GUALERCI
GUALERZI

Gualerci, molto molto raro, è toscano, forse del pisano, Gualerzi è tipicamente emiliano dell'area reggiano, parmense, di Reggio Emilia in particolare e di Parma, con buone presenze anche a Bibbiano, Quattro Castella, Montecchio Emilia e Sant'Ilario d'Enza nel reggiano, dovrebbero derivare da un soprannome attribuito ai capostipiti, probabilmente cechi di un occhio, infatti con il vocabolo italiano arcaico gualercio o con il dialettale gualerzo si indicavano i guerci, ma il termine anticamente assumeva anche il significato indiretto di lercio, sporco.

GUALTERI
GUALTIERI

Gualteri, molto molto raro, sembrerebbe del cremonese, Gualtieri è diffuso in tutta la penisola, possono derivare da toponimi come Gualtieri nel reggiano o Gualtieri Sicaminò nel messinese, come pure dal nome normanno Gualtier o in altri casi dal cognomen latino Gualterus, di cui abbiamo un esempio d'uso nelle Historiae di Cluvius Rufus: ".. in arcem ad cenam invitaret, adsumpti iterum in conscientiam ac societatem facinoris, ex Legione Buthleriana Robertus Geraldinus praefectus vigiliarum, et Gualterus Deverox Centurio, cum triginta militum promptissimis, ex quibus duo Scoti, unus Hispanus, reliqui Hiberni erant.  ..".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Gualtieri può tanto derivare dalla località reggiana di Gualtieri ed essere quindi cognome d'origine locale, quanto muovere direttamente dal nome personale germanico
Waltheri, dal longobardo Walthari o Waldari con il significato di «potente nell'esercito» (dal germanico *waldaz - «potente, capo» e da *harja- «esercito»), latinizzato in Gualterius. Il nome proprio Walterius è documentato in carte modenesi dal 1118. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.

GUALTIEROTTI

Gualtierotti è tipicamente toscano, di Pistoia, Firenze e Cecina nel livornese, dovrebbe derivare da un ipocoristico del nome medioevale germanico nome personale germanico Waltheri, a sua volta originato dalla fusione dei termini medioevali tedeschi wald (coraggio, baldanza) aggiunto ad hari (esercito), con il significato di coraggioso fra l'esercito.

GUANCINI

Guancini, molto raro, è caratteristico di Viterbo, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale guancino (guanciale di maiale), l'ipotesi che propone una derivazione dal termine guancio (abitante delle Canarie) è molto improbabile.

GUANDALIN
GUANDALINI
GUANDALINO

Guandalin è praticamente unico, Guandalino è solo un attimo meno raro, Guandalini è tipico dell'area che comprende il veronese, il mantovano, il modenese, il bolognese e soprattutto il ferrarese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Guandalinus di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis dell'anno 1155 a Monate nel varesotto: "..Ita posuerunt exinde fideiussores Cunradum filium quondam Rodolfi de loco Besutio et Guilielmum qui dicitur de Castellum cognatum suprascripti Guidonis et Bergetum filium quondam Guandalini de suprascripto loco Monate qui obligaverunt omnia pignora sua suorumque heredum complendendi usque in pena dupli. ..", nome che potrebbe derivare dal nome franco Waldolanus o anche, e più probabilmente, dal nome ostrogoto Gudilib, anche se non è possibile escludere una connessione con il nome germanico Gundwald formato dai termini gund (combattimento, battaglia)con l'aggiunta di waldan (comando, governo), con il significato di colui che comanda in battaglia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
A mio parere il cognome emiliano Guandalini ha alla base il personale germanico
Wendelin, ipocoristico di nomi composti, per il passaggio dal germanico we/wa all'italiano gue/gua. Wendel ha dato il nome Guendalina (o, in certe zone, Guandalina). Wendelin deriva per alcuni linguisti dal nome della tribù dei Vandali, altri considerano il personale femminile Guendalina derivato dal celtico Gwennie, con il significato "che ha ciglia bianche". Guendalina era la moglie di Mago Merlino.

GUANO

Cognome molto raro, potrebbe essere di origini della zona tra l'alessandrino ed il genovese, deriva dal nome latino Guanus ( su di un'antica lapide latina si legge "..filius Guani hic jacit." che significa : "qui giace il figlio di Guano")

GUANTI
GUANTO

Guanti è specifico di Matera, Guanto, assolutamente rarissimo, è del napoletano, potrebbe trattarsi di un'italianizzazione del nome germanico Gundwald.

GUANTIERI
GUANTIERO

Guantieri, molto raro, è tipico di Verona e del veronese, Guantiero, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del veronese, dovrebbero derivare da un'italianizzazione del nome longobardo Wandhari, composto dai termini wand (destrezza, agilità) ed hari (esercito), con il significato di colui che combatte con destrezza, bisogna considerare anche la possibilità, a dir il vero abbastanza remota, che possano derivare dal mestiere di guantai o di fabbricanti di guantiere, svolto dai capostipiti. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Verona agli inizi del 1400 con il miles Paolo Filippo Guantieri, patrizio veronese fatto cavaliere dal Marchese Niccolò III°.

GUARAGLIA
GUARAGLIO

Guaraglia è tipico dell'area che comprende il pavese, l'alessandrino ed il genovese, Guaraglio, che appare essere unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, dovrebbero derivare da modificazioni del nome longobardo Garivaldus (vedi GARAVAGLI).

GUARAGNI

Sembra essere tipico della bassa bresciana e alto cremonese, potrebbe derivare da una distorsione del nome germanico Grawo o Gairovaldo.

GUARALDI
GUARALDO

Guaraldi dovrebbe essere specifico del ferrarese, di Cento in particolare e di Ferrara, Guaraldo, decisamente più raro, ha un piccolo ceppo nel rovigoto, a Lendinara, San Bellino e Lusia, dovrebbero derivare dal nome germanico Gairovaldo o da quello di Linguadoca Guiraudos.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Guaraldi muove dal nome proprio longobardo
Warhard, dal germ. *war(an) «proteggere» e da *hardhu - «forte, potente»: quindi «forte nel proteggere». È presente in Toscana (AR) e nel Veneto.

GUARANO

Tipico del trapanese, di Trapani, Erice e Paceco, Guarano deriva dal nome Guaranus di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1210 a Messina in Sicilia: "...sicut apertius idem Mattheus per suum instrumentum dinoscitur concessisse, domum etiam, quam idem Mattheus contulit in flumine Friggido, cum oliveto de Guarano, quod ipse cum .... uxore sua eidem monasterio donavit...".

GUARASCHI
GUARASCI
GUARASCIO
GUARASCO

Guaraschi e Guarasco sono unici, Guarasci ha un ceppo nel cosentino, soprattutto a Rossano, ma il nucleo principale è in Sicilia ad Enna, Guarascio è decisamente calabrese, del cosentino, di San Giovanni in Fiore, Parenti, Cosenza e Rogliano e del crotonese di Cotronei e Crotone, potrebbero derivare da modificazioni del nome gotico Goiaricus, o anche dal nome propiziatorio Guaresco di cui abbiamo un esempio a Tirano (SO) nel 1505: "...a sepelire cum solemno ofisio per il venerabile misere preito Gregorio de Homodeo curatore de Tirano; e questo si fu in presenzia de Guaresco filius quondam de Bertrame de Scanardelo abitatore de Tirano...". (vedi Guareschi).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Guarascio, Guarasci è cognome calabrese e siciliano, è di origine albanese dal cognome
Gurashi.

GUARATO

Guarato è tipico del vicentino, di Villaga, Orgiano, Sossano, Asigliano Veneto e Vicenza, con un piccolo ceppo anche a Quarto d'Altino nel veneziano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul verbo veneto arcaico guàr (aguzzare, arrotare, appuntire), probabilmente indicando così quale potesse essere il mestiere dei capostipiti.

GUARDALA
GUARDALA'

Guardala, quasi unico, è del catanese, Guardalà solo leggermente meno raro, ha un piccolissimo ceppo a Linguaglossa nel catanese ed a Messina, l'origine etimologica è oscura, si potrebbe ipotizzare una connessione con il nome svevo Wardal, o lo slavo Wardala, forse portato dal capostipite, o, molto meno probabile, con il nome franco Wandrille.

GUARDAMAGNA
GUARDAMAGNI

Guardamagna è tipico di Pavia e del pavese, di Vigevano, Voghera, Cava Manara, Pinarolo Po e Bressana Bottarone in particolare, con un ceppo secondario importante a Milano, Guardamagni è unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, cognome di probabile origine longobarda che dovrebbe derivare dalla funzione di postazione di guardia del territorio svolta dal capostipite.

GUARDAVAGLIA
GUARDAVALLE

Guardavaglia è quasi unico, sembrerebbe settentrionale, Guardavalle, praticamente unico, è forse calabrese, dovrebbero derivare da un soprannome arcaico riferito ad un capostipite che di mestiere facesse il guardaboschi o comunque la guardia ad un valico di frontiera.

GUARDI
GUARDUCCI

Guardi, molto raro, ha un ceppo nel fiorentino, uno nel romano ed uno nel palermitano, Guarducci è originario dell'areale fiorentino, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Guardi, aferesi del nome augurale medioevale Dietiguardi o Dioguardi., di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1200 a Firenze: "Questa sì è tenuta data a Dietiguardi calço contra Mannucio filiu Bochelati d'uno peço di terra posta a Santo Pietro nel colto Giannelli: dall'uno lato si è-l Fede, dal'altro lato si è via, dal'alto lato si è Bonamicho, dal'altro lato si è-l Fede medesimo. Ite d'un'altra peça posta nela villa medesimo di Santo Pietro: dall'uno lato si è Dietiguardi dala Strada, dal'altro si è Dietiguardi maestro Bnamicho, dall'altro lato si è el Buono Dolceti. Ite d'un altro peço di vigna: dall'uno lato si è Dietiguardi maestro dale due latora sì è-l Fede. Ite d'uno altro peço di vigna: dal'uno lato si è Bonamcho, dale due latora si è-l Fede. Ite d'una casa d'uno chiuso posta al Cerreto: dall'uno lato si è el santo, dal'altro lato si è Bonamicho, dal'altro lato si è-l Fede, dal'altro lato si è Dietiguardi maestro. Ite d'uno peço di terra. Ite deli fruti che so sopra la terra posta al Canpra: dall'uno lato si è-l santo, dale due latora si è Dietiguardi maestro.".

GUARDIA

Guardia è tipicamente calabrese del cosentino, di Cetraro e Fuscaldo, dovrebbe derivare dal nome del paese Guardia Piemontese nel cosentino o Guardia Perticara nel potentino, probabili luoghi d'origine dei capostipiti.

GUARDIAN
GUARDIANI
GUARDIANO

Guardian sembrerebbe unico, si tratta probabilmente di un errore di trascrizione di Guardiani, che ha un ceppo a Montegranaro nel Piceno, ed in Abruzzo nel teramano, a Montefino, Atri, Pineto e Roseto degli Abruzzi, e nel pescarese, a Pescara, Tocco da Casauria e Città Sant'Angelo, Guardiano ha un ceppo a Francolise nel casertano ed a Napoli ed un ceppo a Ragusa e Vittoria nel ragusano, questi cognomi dovrebbero derivare dall'occupazione dei capostipiti, probabilmente incaricati del servizio di sorveglianza a qualche bene comune, come potrebbe essere stato il magazzino viveri del paese o la porta cittadina.

GUARDIGLI
GUARDIGLIO

Guardigli è tipico della zona che comprende il bolognese, il ravennate e soprattutto il forlivese, Guardiglio è praticamente unico, dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome gotico Wardili o del nome medioevale germanico Wardil a sua volta derivato dal vocabolo medioevale tedesco a.a.t. ward (guardia, guardiano).

GUARDINCERRI

Guardincerri, molto molto raro, è specifico di Costapelata di Santo Stefano d`Aveto nel genovese, dove troviamo tracce di questo cognome già nel 1600, in un atto del 1690 tra i confratelli dell'Oratorio e Confraternita di San Lorenzo del luogo di Santo Stefano (d'Aveto) si trovano: Lazzarino Guardincerri figlio di Antonio, Gio Maria Guardincerri fu Antonio, Antonio Guardincerri fu Lazzarino e Giovanni Guardincerri fu Pietro tutti originari di Costapelata. Difficile individuare l'origine etimologica di questo cognome.

GUARDO

Guardo è tipicamente siciliano, di Catania, Gravina di Catania, Aci Catena e Misterbianco nel catanese e di Floridia nel siracusano, dovrebbe derivare dal nome longobardo e germanico Wardo, con il significato di sentinella.

GUARDONE

Guardone ha un ceppo ad Andora nel savonese ed un piccolo ceppo nel catanese, dovrebbe derivare dal nome longobardo Wardon, a sua volta derivato dal termine longobardo wardon (guardiano).