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COGNOMI ITALIANI "E":

EBERTO

Eberto, quasi unico, ora presente solo in Piemonte, dovrebbe essere originario di Campobasso e dovrebbe derivare dalla contrazione del nome medioevale di origini germaniche Heribertus.

EBREI
EBREO

Ebrei è unico, Ebreo, assolutamente raro, Ebreo ha un ceppo a Portocannone in Molise, si dovrebbe trattare di cognomi etnici attribuiti ,all'epoca della formazione del cognome, appunto a persone di razza ebraica e che allora professavano appunto quella religione.

ECCA

Ecca è tipicamente sardo, della parte sudoccidentale dell'isola, di Villacidro, Gonnosfanadiga ed Arbus nel Medio Campidano e di San Sperate ed Elmas nel cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo campidanese ècca (cancello).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ECCA:
ecca, gècca, jècca, in Campidano; yàcca, yàga, iacca in altre parti dell'isola è il cancello dei poderi rustici o anche dei cortili delle case: in legno o ferro, generalmente a stecche; mentre il cancello chiuso è chiamato su portabi o portali o portale = portone, portale. In latino iacca. Nei passi di montagna è sinonimo di enna, genna (vedi Enna). La voce, nelle diverse uscite, è presente come toponimo in tutto il territorio della Sardegna. È presente come cognome nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Eccha (de) Joanne, ville de Sancto Gavino. (*  Sancto Gavino. San Gavino Monreale - Contrate o Partis Montis Regalis); Eccha Mariano, jurato ville Lunamadrona (* Lunamadrona.odierno Lunamatrona. Contrate Marmille); Echa (de) Mariano, jurato ville Maassama ( * Maassama.odierno Maassama. Campitani Majoris). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII°, troviamo un certo Mariane de Iaca, in una compera( 116) di terra, in località Puçu Passaris (tra Romana e Cheremule): comporaili(ho comprato)a Petru Murtinu, ki fuit servu de Maria de Athen, sa domo sua de Puçu Passaris, cun tota sa corte ki abeat isse comporatu a Mariane de Iaca, et ,.VII .sollos de terra  ki abeat isse comporatu assos de Bosove..testes. Attualmente il cognome Ecca è presente in 76 Comuni italiani, di cui 33/377 in Sardegna: Villacidro 97, Gonnosfanadiga 49, San Sperate 41, Arbus 22, etc.,

ECCHER
ECKER
HECHER

Eccher è specifico del Trentino, le forme più tedesche Ecker ed Hecher sono tirolesi e sono estremamentre rare, derivano dal vocabolo germanico eck (altura, colle) e starebbe ad indicare gente che proveniva da zone collinari.

ECCLI

Eccli è tipico del Trentino di Salorno (BZ) e di Grumes (TN) con un ceppo anche a Verrona, dovrebbe essere di origine germanica derivando da un soprannome originato dal vocabolo ecklin, il diminutivo del termine cimbro eicke (dosso, piccolo monte), forse ad identificare le caratteristiche della località di provenienza della famiglia.

EDERLE

Ederle è specifico del veronese, di Verona, Grezzana e Sona, potrebbe derivare da un nome arcaico di località caratterizzata dalla presenza di un bosco di ontani, che in tedesco si chiamano erlen.

EGIDI
EGIDIO

Egidi è tipico della fascia centrale che comprende l'anconetano, il maceratese, il Piceno in particolare, e soprattutto il Lazio, il reatino ed il romano con massima concentrazione, Egidio, molto raro, ha un ceppo a Santa Paolina nell'avellinese, a Napoli e Somma Vesuviana nel napoletano ed a Manfredonia nel foggiano, dovrebbero derivare da capostipiti di nome Egidio.

EGIZI
EGIZIO

Egizi, molto molto raro, ha un piccolo ceppo romano ed uno pescarese, Egizio è specifico di Brusciano e Mariglianella nel napoletano, circa l'origine etimologica di questi cognomi, si possono formulare due ipotesi, la prima, che derivino da un soprannome originato dal fatto che il capostipite fosse stato in Egitto o ne provenisse, la seconda, che si tratti di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello, magari con genitrice egiziana.

EGGMAN
EGGMANN
EGMAN

Eggman è lombardo del milanese ed è praticamente unico, proprio come Eggmann, Egman, assolutamente rarissimo, è tipico del bergamasco, di Olmo al Brembo e San Giovanni Bianco, dovrebbero essere di origini tedesche e derivare da un vocabolo medioevale germanico composto dai termini egge (erpice o aratro) e mann (uomo), con il probabile significato di contadino che ari i campi o li dissodi, probabile mestiere del capostipite.

EINAUDI
INAUDI

Einaudi è tipico di Cuneo e del cuneese, con un ceppo secondario a Torino, Inaudi è sempre specifico del cuneese, di Costigliole Saluzzo, Cuneo e Roccabruna.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza
questo cognome, diffuso soprattutto in Piemonte, abbastanza noto è originario della Val Maira in provincia di Cuneo è di origine germanica.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
In effetti, il nome Einaudo o Inaudo (da cui i cognomi piemontesi Einaudi e Inaudi) trae origine dal personale germanico
Aginwald, attraverso la mediazione del francese Enaud o Hinaud, col significato di abile nel maneggiare la spada (dall'unione dei termini agin, cioè lama, spada, e wald, che letteralmente significa governare e, in questo contesto, va inteso nel senso di maneggiare, brandire). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

EIRALE

Eirale è tipico di Alba nel cuneese, dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome germanico Hariwald, a sua volta originato dall'unione dei termini medioevali germanici hari
 (
esercito) e wald (governo), con il senso di colui che guida l'esercito.

ELARTI

Elarti, quasi unico, sembrerebbe veneto e dovrebbe derivare da un termine dialettale arcaico con il significato di altiero, borioso, superbo, probabilmente a sottolineare una caratteristica del capostipite.

ELETTA
ELETTI
ELETTO

Eletta, quasi unico, ha qualche presenza nel napoletano e nel tarantino, Eletti ha un ceppo a Tivoli e Roma nel romano ed uno a Matera ed a Taranto, Eletto ha un piccolo ceppo a Mereto di Tomba nell'udinese, uno altrettanto piccolo a Jelsi nel campobassano, uno a Napoli e nel napoletano e salernitano, uno a Montescaglioso e Bernalda nel materano ed uno a San Marzano di San Giuseppe nel tarantino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Electus, con il significato di scelto dal Signore, nome probabilmente attribuito ai capostipiti per devozione o perchè molto desiderati dai loro genitori.

ELEUTERI
ELEUTERIO

Eleuteri è tipico della fascia centrale che comprende il perugino, il maceratese, il Piceno, il teramano, l'aquilano, il reatino ed il romano, con massima concentrazione proprio a Roma, Eleuterio, molto molto raro, sembra essere tipico di Spoltore nel pescarese e di Casalbordino nel teatino.
integrazioni di Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Eleuterio, l'italianizzazione cioè del personale greco Eleftherios, col significato letterale di libero (vedi Libera). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

ELIA
ELIAS

Molto diffuso in tutto il sud Italia Elia, estremamente raro è decisamente sardo Elias, derivano dal nome biblico Elias.

ELIANTONIO

 

ELISABETTINI
ISABETTINI

Elisabettini, assolutamente rarissimo, è del pesarese, Isabettini, leggermente meno raro, è sempre del pesarese e dell'anconetano, dovrebbero derivare direttamente o tramite aferesi da una forma ipocoristica del nome Elisabetto, nome prevalentemente usato nella forma femminile, ma anticamente utilizzato anche al maschile e che probabilmente era portato dal capostipite.

ELISEO

Un ceppo nella provincia di Napoli e Caserta, uno in provincia di Roma, e forse uno in provincia di Trapani, deriva dal nome greco Elyseos (paradiso).
integrazioni fornite da Aldo Piglia Milano
In linea generale l'adozione di nomi legati al culto cristiano rappresentano una parte rilevante, mentre quelli di derivazione diretta pagana sono pochi (Diana, probabilmente la più comune, poi i Mercurio, Minerva, ecc.). Quindi ritengo che l'uso del personale Eliseo si riferisca, più che ai Campi Elisi, al nome del 2° profeta di Israele, successore di Elia.

ELLARO

Tipicamente friulano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Hellarus, una modificazione del nome Hilarius, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia in un atto del 1137 sottoscritto dal notaio Vitale Ellaro.

ELLI

Tipico del milanese e di Carugo e Mariano Comense nel comasco, potrebbe derivare dal toponimo Ello (LC) o Dello (BS), come si può evincere da questo testo tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1171: "...Iohanne et Anselmo et Oberto, filiis quondam Beati da Ello, argenti denariorum bonorum Mediolanensium libras quatuor et duodecim...".

ELLUL

Cognome originario dell'isola di Malta, deriva dall'identificativo ebraico del sesto mese del calendario ebraico (i dodici mesi soli-lunari del calendario ebraico (Nisan, Yaar, Sivan, Tamuz, Av, Ellul, Tishrei, Cheshvan, Chislev, Tevet, Shvat, Adar), è il mese che precede le festività più importanti, le prime tracce di questo cognome risalgono alla seconda metà del 1400, quando un profugo ebraico sbarcò a Malta proveniente forse dall'Asia minore.

ELMI
ELMINI
ELMINO
ELMO
ELMONE
ELMONI

Elmi ha un nucleo tra Bologna e Firenze ed un ceppo importante tra Bari, Andria e Polignano A Mare, Elmo ha piccoli ceppi nel messinese, nel cosentino e nel napoletano, Elmini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere presenze in Toscana ed in Lombardia, Elmino, quasi unico, sembrerebbe campano, Elmone ed Elmoni, ormai scomparsi in Italia, potrebbero essere ancora rappresentati all'estero, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche o accrescitive, dall'aferesi di nomi come Anselmo o Guglielmo.

ELTRUDIS

Molto molto raro è specifico di Iglesias, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome Geltrude.

ELVETI
ELVEZI
ELVEZIO

Elvezi ed Elveti sono praticamente unici, Elvezio, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, questi cognomi potrebbero derivare dal fatto che il capostipite fosse di razza elevetica, gli elvezi erano una popolazione celtica stanziata tra l'odierna Svizzera e la Germania meridionale, questi cognomi potrebbero risalire quindi al 1495, epoca dell'invasione di Napoli da parte di Carlo VIII°, re di Francia, con truppe svizzere, che furono però costrette ad abbandonare la città dopo pochi mesi lasciando forse qualche elemento che aveva deciso di abbandonare l'esercito francese, ma è pure possibile una derivazione dal nome italiano Elvezio.

EMANUEL
EMANUELE
EMANUELI
EMANUELLE
EMANUELLI
EMMANUELE
EMMANUELI
EMMANUELLI
EMMANUELLO

Emanuel è tipicamente piemontese, sembrerebbe in particolare dell'astigiano, Emanuele, molto diffuso al sud, è principalmente siciliano, Emanueli ha un piccolo ceppo lombardo tra milanese e pavese che arriva al piacentino, con presenze anche nello spezzino e nel perugino, Emmanueli, così come Emmanuelli, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,  Emanuelle è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Emanuelli, che è diffuso nell'Italia settentrionale centroccidentale con sporadiche presenze anche al centro, Emmanuele è decisamente siciliano, del catanese e del siracusano in particolare, Emmanuello è tipico di Gela nel nisseno, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome ebraico Immanuel, che significa Dio è con noi, giunto in Italia tramite la tradizione cristiana nella sua versione greca Emmanuel, nome probabilmente portato dai capostipiti.

EMIDIO

Emidio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario della Magna Grecia e dovrebbe derivare da una distorsione del nome latino Aemilius, portato probabilmente dal capostipite, è anche possibile, ma solo molto meno probabile, una derivazione dal nome sabino arcaico Aemidius.

EMILI
EMILIA
EMILIETTI
EMILIO
EMILIONE
EMILIOZZI
EMILIUCCI

Emili è specifico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio, con un ceppo anche a Trieste e nel goriziano e triestino, Emilia, assolutamente rarissimo, è panitaliano, Emilietti, praticamente unico, è del nord, Emilio, molto molto raro, ha un ceppo napoletano, uno reggino ed uno ragusano, Emilione, quasi unico, è calabrese, Emiliozzi, specifico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio, è soprattutto specifico del maceratese, Emiliucci è praticamente scomparso, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche o accrescitivi, dal nome della Gens Aemilia, un'antichissima famiglia patrizia sabina, esistente già ai tempi di Romolo, che si dislocò proprio nella zona marchigiana, umbro, abruzzese e laziale, dal nomen latino Aemilius (affabile), o dal nome italiano Emilio da quello derivato.

EMMA
EMME
EMMI

Emma, siciliano, è originario delle provincie di Enna e Caltanissetta, Emme, quasi unico, potrebbe avere anche un piccolo ceppo nel catanese, Emmi è specifico del catanese, di Linguaglossa, Catania e Giarre, con presenze significative anche a Lentini nel siracusano ed a Messina, dovrebbero derivare dal nome medioevale normanno Emme, Emma già in uso anche presso i Galli Senoni, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio nella seconda metà del 1200 in un atto: "...Carta Emme quondam vxoris Roberti filii sacerdotis vidua Alicie et Juliane filiabus Rogeri de Sancto Edmundo de tribus acris terre cum pertinentiis in suburbis Colcestr...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
EMMA - Cognome che viene dal personale di origine germanica
EMMA risultante dall'apocope di nomi inizianti con ERM (esempio : Ermingard). La radice originale è ERMIN (cfr. Förstemann 473), nome del semidio che diede la denominazione alla tribù degli Herminones, come li chiama Tacito (Germania, II/2). Il personale EMMA si è sviluppato da *ERMA, con caduta della 'r' intermedia, come avviene spesso nell'onomastica germanica per le forme ipocoristiche. Esempio: Benno da Bernhard.

EMO

Emo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del reggino, dovrebbe derivare da forme aferetiche di nomi come Guglielmo o Anselmo.

ENA
ENAS

Ena è decisamente sardo, molto diffuso a Decimoputzu nel cagliaritano ed a Bitti nel nuorese, con ceppi a Cagliari, Sassari ed Olbia, Enas, molto raro, ha un piccolo ceppo a Dolianova e Cagliari nel cagliaritano ed uno a Sorso nel sassarese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine sardo logudorese èna (vena, intesa sia come vaso sanguigno, che come vena d'acqua o minerale), forse a caratterizzare la tipologia del luogo di abitazione dei capostiti, probabilmente in prossimità di una vena metallifera.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ENA; ENAS:
vena, bena, ena de abba, de acqua = una polla o vena d'acqua. Candu proit meda torrat a preni is enas = quando piove molto alimenta di nuovo le falde. Talvolta ena può significare anche valle: a sa ena de santu Zorzi (Ghilarza) = nella valle di San Giorgio. In latino vena significa anche vena d'acqua, sorgente. Enatzu, benatzu, benosu = acquitrinoso, paludoso. Vena in senso anatomico, dall'italiano vena. Negli antichi documenti la voce ena è citata generalmente come toponimo: sa ena de Libbe - località in agro di Birore (CSNT - XI°, XIII° secolo- 279). La voce è frequente nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado (CSMB, XI°, XIII° sec.), sempre come toponimo: Benas de Turre -165; ena de Cerkis - 1; ena de Cogoti - 159; ena de Grega- 114; ena de Sepoy - 114. Attualmente il cognome Ena è presente in 111 Comuni italiani, di cui 46 in Sardegna: Decimoputzu 235, Bitti 73, Cagliari 37, Sassari 35, etc. Enas è presente in 17 Comuni italiani, di cui 12 in Sardegna: Dolianova 15, Sorso 8, Cagliari 8, Sennori 3, etc.

ENDRIGHI
ENDRIGO
ENDRIZZI
ENDRIZZO

Endrighi, molto raro, è specifico di Trento, Cimone e Don in trentino, Endrigo è invece friulano essendo specifico di Cordenons nel pordenonese, Endrizzi è specifico del Trentino Alto Adige, con massima concentrazione a Trento, ma ben presente anche a mezzolombardo, Mezzocorona, Lavis, Malè, Cavedago, Fai della Paganella, Rovereto, Cavareno e Ton in trentino ed a Laives, Bolzano e Merano in Alto Adige, Endrizzo, ormai scomparso, è della stessa zona del precedente, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite alterazioni germaniche, dal nome medioevale Endrigo, una forma arcaica di Enrico, o dal cognome tedesco Heindriz.

ENEA

Enea ha un ceppo tra viterbese e romano, a Bassano Romano nel viterbese, a Roma e ad Affile nel romano, ma il nucleo principale è siciliano, a Palermo soprattutto, ma anche a Capaci, Torretta, Isola delle Femmine e Bagheria nel palermitano ed a Messina, dovrebbe chiaramente derivare dal nome troiano Enea, probabilmente portato dal capostipite, Virgilio con la sua opera Eneide contribuì alla diffusione dell'uso di questo nome presso gli antichi romani.

ENGAZ

Molto raro è specifico della Val d'Aosta, della zona di Torgnon, potrebbe derivare dal nome germanico Engel, secondo alcuni si tratterebbe di una modificazione del nome della famiglia Henchoz originaria della Svizzera Romanda un ramo della quale si sarebbe trasferita a Genova nel 1500 e di lì in Val d'Aosta.

ENGIARI

vedi LINGIARI

ENGLARO

Englaro è tipico dell'alto udinese, di Paluzza in particolare, dovrebbe derivare dal nome della frazione Englaro di Sopra del comune di Paluzza nell'udinese, originato dall'italianizzazione dell'antico nome austriaco del paese Denglar, abbiamo tracce di questa cognominizzazione già nella seconda metà del 1500, in una testimonianza datata 12 luglio 1608 si legge: "..Jo Paulo Denglar da Paluzia confermo quanto di sopra..".

ENNA
ENNAS
ENNE

Enna è ben attestato in Sardegna ad Alghero, Sassari ed Ozieri nel sassarese, ad Oristano, Riola Sardo, Tramatza, Baratili San Pietro, Milis e Bonarcado nell'oristanese ed a Macomer nel nuorese, Ennas ha un ceppo a San Gavino Monreale nel Medio Campidano, uno a Cagliari, Quartu Sant'Elena e Selargius nel cagliaritano ed a Narcao, Sant'Antioco, Carbonia e Portoscuso nel carboniense, Enne, tipicamente sardo, ha un ceppo nel nuorese a Bolotana ed Ottana ed uno a Iglesias, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo ènna (porta), forse attribuito ad un capostipite che di mestiere producesse porte. Enna ha anche un ceppo siciliano che probabilmente prende il nome dalla città di Enna.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ENNA; ENNAS:
enna, genna, jenna sono le uscite campidanesi di yanna, ianna, janna = porta, dal latino ianua. Nelle sue varianti è frequentissimo come toponimo in tutto il territorio della Sardegna. Gennarju o Ennarju è il primo mese dell'anno (Gennaio), la porta del nuovo anno. (Sa)genna o (s')enna qui in Campidano, sa yanna, sa ianna o sa janna, in altre parti della Sardegna è inoltre il nome che si da ai passi, per lo più di montagna: Genn''e Muxerru; Genn''Mirrata; Genn''Edali; Genn''e Frufuris; Genn''e Genepì; Genn''Iau; Genn''e Toguru e tanti altri, sono i passi montani del Monte Linas. È presente inoltre con certa frequenza, sempre come toponimo, nei documenti antichi della lingua e della storia dell'Isola. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, al 205 ed al 367 sono citati i maiores de janna (kita): i maiores erano preposti d'ufficio ad una amministrazione comunale: il maiore de janna era a capo di una kita (squadra di armati) all'ingresso di una "villa"(villaggio). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° sec. al 186: .testes Petru de Monte, maiore de ianna.La voce è presente nella Carta de Logu nelle uscite ianna, gianna e genna. Come cognome lo ritroviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388: Enna(de) Joanne, majore( amministratore di giustizia - sindaco) ville Pardu ( * Pardu.distrutto: Pardu - Partis de Montibus). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° sec. il cognome appare con l'uscita Enna e Ianna o Ienna, (quest'ultima, talvolta nello stesso capitolo e riferito alla stessa persona); al capitolo 181 figura una intera famiglia "Enna", in una donazione a Santa Maria; si tratta di casata di nobili origini: Conversaitisi (conversaresi o cumbersaresi = farsi converso, affiliarsi ad una comunità religiosa) donnu Samaridanu de Enna ad Sancta Maria de Bonarcadu et dait sa parzone sua de su saltu de s'Alama, c'aviat cun Goantine su frate et cun Maria sa sorre .( si è affiliato "donnu" Samaridanu de Enna a Santa Maria di Bonarcado e ha donato la sua parte della terra di "Alama", che aveva con Costantino il fratello e con Maria la sorella.); de Ianna Argentata, figlia di Furatu; de Ianna(o de Ienna) Furatu, sposato ad Alaberta Carru (75)(in una spartizione di servi tra la chiesa di Santa Maria e il giudiced'Arborea): coiuvedi Furadu de Ienna cun Alaberta Carru. Fegerunt II fiios: Argentata a clesia e Olisae a iudice; de Ienna Goantine, curatore de Parte Milis (24, 172, 178), teste in una lite, tra il priore di Bonarcado Nicolaus e Guantine Formiga, per il possesso della terra. Ricordiamo inoltre che Genna è il nome di un antico centro abitato, scomparso. In periodo medioevale appartenne alla Curadorìa di Bonorzuli, nel regno giudicale di Arborea; apparteneva alla diocesi di Terralba, oggi Ales - Terralba.  La sua chiesa, dedicata a San Giovanni, dipendeva dalla Parrocchia di Arbus. Il paese è attestato nei documenti antichi intorno al 1253; la sua ultima attestazione è del 1336. Con molte probabilità fu abbandonato a causa delle frequenti incursioni barbaresche. Attualmente il cognome Enna è presente in 83 Comuni italiani, di cui 32 in Sardegna: Alghero 43, Oristano 35, Sassari 29, Riola Sardo 29, etc. Ennas è presente in 62 Comuni italiani, di cui 29 in Sardegna: Sa Gavino M/le 90, Cagliari 57 Quartu 38, etc.

ENOC
ENOCH

Enoc, quasi unico, è piemontese, Enoch, molto molto raro, specifico dell'area biellese, dovrebbero derivare dal nome ebraico Enoch (consacrato), nome portato anche dal bisnonno di Noè, una comunità ebraica si insediò nel biellese fin dal 1300, consolidandosi verso la fine del 1400.

ENRIQUEZ
ERRIQUEZ

Enriquez, molto raro, sembrerebbe specifico di Taranto, Erriquez è tipicamente pugliese, di Trani, Gravina di Puglia, Bari e Spinazzola nel barese, di Brindisi e di Nociglia nel leccese, con un ceppo anche a Roma, di chiare origini spagnole, derivano dall'analogo cognome spagnolo che è una forma patronimica del nome Enrique (Enrico).

ENTRADA
ENTRADE
ENTRADI

Tipicamente lombardi, Entrada è di Brescia, Entrade è specifico di Angolo Terme nel bresciano, Entradi, molto più raro, sembrerebbe dell'area bergamasca, potrebbero derivare da soprannomi dialettali basati sul termine lombardo arcaico entrada (reddito, entrata), forse ad indicare nel capostipite un funzionario addetto alla riscossione delle gabelle.

EPICEDIO

Epicedio, quasi unico, è piemontese, deriva dal termine greco epikedeion (componimento poetico di lode funebre), potrebbe trattarsi di un nome attribuito da un padre al proprio figlio la cui madre fosse morte di parto.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Astigiano, molto raro, per la sua etimologia colta sembrerebbe di formazione artificiale, ossia che sia stato inventato da qualche ecclesiastico per un trovatello.

EPICOCHI
EPICOCO

Epicochi, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di Epicoco, che è tipico del brindisino, di Ceglie Messapica e di Mesagne, dovrebbe essere di origine greca e deivare da un soprannome originato da un nome di località, probabilmte collinare.

EPICUREO
EPICURI
EPICURO

Epicureo è quasi unico, così come Epicuri ed Epicuro, derivano dal nome latino di origine greca Epicurus: "Epicurus doctus, Cynicus, voluptuarius. Voluptatis servus. Qui cuncta ait ex atomis constare", ricordiamo il famosissimo filosofo greco di Samo (341aC - 270) che tutti rincuorò con la celeberrima frase: "La morte non va temuta perché quando ci siamo noi non c'é lei e quando c'é lei non ci siamo noi".

EPIFANI
EPIFANIO
EPIFANO

Epifani è un tipico cognome del Salento, Epifanio, decisamente più raro, è presente a macchia di leopardo in tutto il sud, Epifano ha un ceppo nel pescarese a Pescara e Castiglione Casuria ed a Sulmona nell'aquilano, ed un ceppo nel catanzarese a San Mango d'Aquino e Catanzaro, derivano dal nome greco bizantino Epiphanios; Dell'uso antico di questo nome abbiamo esempi illustri, come Epiphanios vescovo di Grado nel VII° secolo,  tracce di queste cognominizzazioni si hanno a Benevento già nel 1200 quando troviamo in qualità di giurista alla corte imperiale di Federico II° un certo Roffredo Epifanio.

EQUI
EQUO

Equi, molto molto raro, sembrerebbe del lucchese, di Barga e Coreglia Antelminelli, mentre Equo è quasi unico, potrebbero derivare dal nome del popolo degli equi stanziati inizialmente nell'area tra Toscana e Lazio, ma è pure possibile che derivino dall'apocope del nomen latino Equitius.

ERA

Era, tipicamente sardo, di Sassari, Valledoria, Illorai e Florinas nel sassarese, di Iglesias, Nuoro e Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo èra (favo delle api), forse ad indicare nel capostipite un allevatore di api e produttore di miele, il vocabolo era in sardo significa edera, e potrebbe essere una seconda ipotesi possibile per un soprannome.

ERAMI
ERAMO
ERASMI
ERASMO

Erami, assolutamente rarissimo, è del milanese, Eramo ha un ceppo laziale a Roma, Carpineto Romano (RM) e Alvito (FR), ad Aprilia (LT ed a Grotte di Castro (VT), ed un ceppo pugliese a Barletta e, sempre nel barese, a Gioia Del Colle, Bari, Gravina In Puglia, Altamura e Sammichele Di Bari, un ceppo a Cerignola (FG) ed a Mottola (TA), Erasmi ha un ceppo nel viterbese e nel romano ed uno tra teramano e pescarese, Erasmo è tipicamente abruzzese, del teramano e del pescarese.
integrazioni fornite da stefano Ferrazzi
Erami, rarissimo, si riscontra soltanto nel milanese, Eramo, presente dal nord al sud del paese, è più tipicamente centro meridionale, con ceppi maggiori nell'aquilano, nel romano, nel frusinate, nel latinense, nel barese, nel tarantino e, in misura minore, nel casertano, entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale
Eramo (più noto nella variante Erasmo), l'italianizzazione cioè del personale greco Erasmos, col significato di amato, desiderato; in alcuni casi, tuttavia, non è esclusa la derivazione dal toponimo Santeramo in Colle, in provincia di Bari (la stessa diffusione del nome Eramo, d'altronde, si deve probabilmente al culto di Sant'Eramo o Erasmo; vedi anche Santeramo). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi ad essi attribuiti (ad indicare, cioè, un'origine toponomastica).

ERBA

Specifico del comasco e nordmilanese, dovrebbe derivare dal toponimo Erba (CO).

ERBETTA

Tipico della zona di confine tra varesotto e novarese.

ERBI
ERBI'
ERBY

Sia Erbi che il meno raro Erbì sono specifici del cagliaritano, iglesiente ed oristanese, Erby, assolutamente rarissimo, è tipico del sud della Sardegna, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine sardo èrbu (albero), forse ad indicare una grossa determinazione del capostipite, ma è pure possibile che derivino invece dal vocabolo sardo erbìn (muschio), forse individuando così una caratteritica della zona di provenienza o d'abitazione del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ERBA; ERBI'; ERBY: erba = erba:
herba in latino. Sul significato e l'etimologia di Erbì permangono incertezze, ma potrebbe essere la forma accorciata di erbìdu = erboso. Presenta comunque la radice nominale di (h)erba > (h)erb. Non sono presenti, come cognomi,  nelle carte e nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna. Attualmente il cognome Erba è presente 1n 318 Comuni italiani, con la maggiore frequenza in Lombardia. In Sardegna è presente in 7 Comuni: Serramanna 6, Villasor 6, Carbonia 5, etc. Erbì è presente in 50 Comuni, di cui 22 in Sardegna: Usellus 28, Villacidro 27, Cagliari 24. Erby è presente solo in tre Comuni sardi: Cagliari 13, Nuraminis 8, Iglesias 3.

ERBOGASTO

Erbogasto è un cognome di origine cimbra tipico di Grezzana e Verona nel veronese, dovrebbe riferirsi alla professione di albergatori svolta dalla famiglia e dovrebbe derivare dal termine cimbro herboge (albergo) o anche dal termine herbugan (ospitare).

ERCILLI

Assolutamente rarissimo, quasi unico nel nordmilanese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Ercillus di cui si hanno tracce a Piacenza nel II° secolo d.C.

ERCOLANI

Ercolani è tipico della grossa fascia centrale che comprende la Romagna, la Toscana, le Marche, l'Umbria ed il Lazio, dovrebbe derivare deriva dal nome latino Herculanus (dedicato ad Ercole), ricordiamo con questo nome il santo perugino Ercolano, morto nel 547 martirizzato durante le guerre gotiche da Totila (re degli Ostrogoti), Ercolano è anche il santo protettore della città di Perugia, alla cui devozione è facile che possano essere stati dedicati i nomi dei capostipiti di quella zona e delle aree vicine.

ERCOLANO

Ercolano è tipico del napoletano, e di tutta la Campania, potrebbe derivare dal toponimo Ercolano (NA), anche se in alcuni casi si può ipotizzare una derivazione dal nome latino Herculanus (vedi ERCOLANI).

ERCOLE
ERCOLI
ERCOLINI
ERCOLINO

Ercole ha un nucleo napoletano, uno romano ed uno nell'aquilano, esistono inoltre ceppi probabilmente non secondari nel genovese ed in Piemonte, si individuano almeno 4 ceppi di Ercoli, nel Lazio, in Umbria, nelle Marche ed in Toscana, Ercolini sembrerebbe tipicamente toscano dell'area che comprende le province di Massa, Lucca e Pistoia, con ceppi anche a Milano e Roma, Ercolino è tipico del foggiano e dell'avellinese, con un ceppo anche a Roma, potrebbero essere derivati, direttamente o tramite ipocoristici, dal cognomen latino Herculius o da un Hercules nome medioevale.

ERCOLES

Tipico di Cattolica (RN) deriva dal nome Ercole la forma genitiva con la s finale sta per figli di Ercole, tracce di questa cognominizzazione si trovano almeno fin dal 1500.

ERDAS

Erdas è tipicamente sardo, di Cabras, Zerfaliu, Villaurbana ed Oristano nell'oristanese, di Cagliari e Villasimius nel cagliaritano e di Pabillonis nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ERDAS: i
s/sas erdas, is/sas gerdas, sono i ciccioli = i pezzetti di carne di maiale dopo estratto lo strutto. Di etimologia incerta: probabilmente dal latino muscerda > mus (topo) cerda (caccole); ma solo per accostamento. Infatti uno dei pani tipici della Sardegna è appunto su pani cun gerdas = il pane con i ciccioli (di maiale). Qui da noi sa muscerda è inoltre lo sciame di moscerini che si ritrova intorno ai tini durante la fermentazione del mosto. Troviamo il cognome nelle carte antiche: tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388 lo troviamo nell'uscita Gerdas: Gerdas Michele, ville Gemessi (* Gemussi.distrutto: Jemussi o Gimussa? Partis de Montibus). Attualmente il cognome Erdas è presente in 57 Comuni italiani, di cui 31 in Sardegna: Cabras 49, Cagliari 48, Pabillonis 26, Zerfaliu 21, etc.

ERETTA

Eretta è tipicamente sardo di Olbia, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo eretta (in modo diretto, in modo onesto).

EREMITA
EREMITI
EREMITO
REMITI
REMITO

Eremita ha un ceppo pugliese a Tricase nel leccese ed a Ruvo di Puglia nel barese, e presenze nel campobassano, casertano e catanese, Eremiti ed Eremito sono quasi unici, così come Remiti e Remito, che dovrebbero tutti essere forme alterate del primo, che dovrebbe derivare da nomi di località contenenti quella radice, o anche da soprannomi originati dalle impostazioni di vita dei capostipiti (vedi anche ROMITA).

ERIFORIO

Eriforio, quasi unico, oggi sembrerebbe presente solo in Lombardia, ma dovrebbe essere di lontane origini campane e dovrebbe derivare da un soprannome grecanico basato sul termine greco antico έριφος  erifos  (becco).

ERIU
ERRIU

Eriu, molto molto raro, è tipico del cagliaritano, in particolare di Villasor, Erriu, decisamente più comune, è anch'esso del cagliaritano, di Cagliari, Senorbì, San Basilio, Silius, Sinnai, Siurgus Donigala, Sant'Andrea Frius, Quartu Sant'Elena e Selargius.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ERIU; ERRIU: da
riu = ruscello, torrente, fiume, etc. (vedi Ariu). Erriu è anche un centro abitato - Villarìos: frazione del Comune di Giba (2300 abitanti), della nuova provincia di Carbonia - Iglesias. Nel medioevo era appunto conosciuto col il nome Erriu. Villaggio già in auge in periodo punico, presso Porto Botte, dove anticamente sorgeva il Solci Portus citato da Tolomeo. Il paese medioevale (villa - bidda) appartenne alla Curadoria di Sulcis, nel regno giudicale di Calari. Fu poi dei Pisani della Gherardesca. Dal 1324 nel Regno catalano - aragonese di Sardegna, affidato sempre ai signori della Gherardesca. Per un periodo appartenne al regno giudicale di Arborea, in seguito alle conquiste di Mariano IV°, padre di Eleonora. Poi di nuovo al Regno di Sardegna. Dal 1853 Comune omonimo. Nel 1866 la sede comunale fu trasferita a Masaìnas e prese il nome di Villarios Masainas. Dal 1929 il Comune ha preso la denominazione di Giba. Il cognome Eriu è presente in 16 Comuni italiani, di cui 7 della Sardegna: Villasor 21, Assemini 6, Serramanna 3, etc. Erriu è presente in 86 Comuni italiani, di cui 39 in Sardegna: Cagliari 92, Senorbì 87, San Basilio 6, Serramanna 3, etc.

ERLE

Erle, molto molto raro, è tipico del vicentino, dovrebbe derivare da un nome di località citato ad esempio in questo scritto degli inizi del 1100: "...Praepositus Wernerus dedit fratribus pro commemoratione sua ecclesiam Erle 6 marcas argenti...", nel 1338 leggiamo che un certo Folperus era decanus de Erle, ma è anche probabile che derivino da un soprannome originato dal fatto che il capostipite abitava in prossimità di alni od ontani che in lingua tedesca vengono chiamati erlen (ontani), o anche di un bosco di platani: "...usque ad platanos, que erlen dicuntur..:".

ERMACORA
ERMAGORA

Ermacora è tipico dell'udinese, Ermagora, quasi scomparso, è sempre dell'udinese, dovrebbero derivare dal cognomen latino Hermagora derivato dal nome greco Hermagoras, ricordiamo il famoso sofista Hermagoras di Temno del II° secolo a. C. citato da Quintiliano nel testo,: "...Posidonius disputationem quoque eius cum Hermagora sophista de generali quaestione habitam perscripsit...".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Ermacora è un cognome prettamente friulano, diffuso con discreta intensità nella provincia di Udine ed estremamente raro nel resto del Paese. Si dovrebbe trattare della cognominizzazione di Ermacora, nome del primo Vescovo di Aquileia, investito secondo le fonti da San Pietro, martirizzato in nome della sua Fede e poi fatto Santo; l'origine del cognome è dunque imputabile al culto del Santo Martire in questione.

ERMINI
ERMINIA
ERMINIO

Ermini è diffuso in Toscana, soprattutto nel fiorentino, aretino e senese, Marche meridionali, Umbria, particolarmente nel ternano e Lazio centrosettentrionale, in particolare nel romano, Erminia, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Erminio, molto molto raro, ha un ceppo ad Andria nel barese, dovrebbero derivare dalla Gens patrizia romana Herminia, di probabili origini osche o etrusche, o dal nome gentilizio romano Herminius.

ERNANDES
ERNANDEZ

Entrambi abbastanza rari e tipici del trapanese, Ernandes è specifico di Favignana e Trapani, così come il più raro Ernandez.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine iberica (più probabilmente ebreo-sefardita), i cognomi Ernandes e Ernandez nascono da un'italianizzazione del cognome spagnolo
Hernàndez (Hernandes in portoghese), che, composto dalla radice Hernando (l'italiano Fernando) e dal suffisso -ez/-es (con valore d'appartenenza), può essere tradotto come figlio di Fernando (vedi Ferdinandi e Errante). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

ERNESTI
ERNESTO

Ernesti sembra essere tipicamente laziale di Roma e del romano, Ernesto ha un ceppo nel barese, ad Andria, Bari e Gravina in Puglia, dovrebbe derivare dal nome dei capostipiti che sierano chiamati probabilmente Eenesto, nome di origini germaniche derivato dall'italianizzazione del nome medioevale tedesco Ernust, con il significato di  persona seria e compassata.

ERPILI
ERPILIO

Erpili, assolutamente estremamente raro, sembrerebbe del bergamasco, Erpilio, parrebbe unico e sembra essere del centro Italia, dovrebbero entrambi derivare dal nome romano Erpilius, ricordiamo con questo nome uno dei tre generali romani condannati a morte e che la leggenda vuole siano stati salvati da San Nicola comparso in sogno all'imperatore Costantino imponendogli di liberarli.

ERRANTE
ERRANTI

Errante è decisamente siciliano, di Castelvetrano, Trapani, Paceco, Marsala, Campobello di Mazara e Mazara del Vallo nel trapanese e di Palermo e Menfi nell'agrigentino, Erranti, assolutamente molto raro, sembrerebbe toscano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Errante, che, nell'onomastica antica, nasce come variante del più comune Ferrante o Ferrando - per tramite dello spagnolo o del portoghese Herrando (forma arcaica di Ferrando), che, in ultimo, consiste in una contrazione dell'originale Fernando (per una spiegazione più approfondita, vedi Ferranda e Ferranta). Ora, per maggior chiarezza, va notato che il nome Fernando/Ferrando assume spesso l'acca iniziale nell'onomastica iberica (in sostituzione della F-), come si nota anche nei cognomi Fernando/Hernando, Fernàn/Hernàn, Ferrando/Herrando, Ferràn/Herràn, etc. Da un punto di vista geografico, inoltre, si può osservare che il ceppo siciliano degli Errante ha una distribuzione molto simile a quella dei cognomi Ernandes e Ernandez, di chiara origine iberica (vedi Ernandes) - in questo senso, bisogna precisare che lo stesso Ferrante è un cognome molto diffuso in Sicilia. A questa ipotesi, comunque, va aggiunta una seconda interpretazione riguardo ai cognomi in questione, che, per quanto improbabile, non si può escludere completamente: in alcuni casi, infatti, non è impossibile una derivazione dall'aggettivo errante, da intendere o nel senso letterale di colui che erra, che vaga qua e là senza meta o nel senso figurato di colui che compie un errore, che si allontana dal vero (con valore anche morale o religioso). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, le cui origini, in effetti, potrebbero essere proprio spagnole o portoghesi (forse anche ebreo-sefardite) - in linea teorica, però, non si esclude una derivazione dall'aggettivo errante, magari anche parziale o comunque minoritaria.

ERRE

Erre, tipicamente sardo, di Sassari e della Gallura, dovrebbe derivare da un soprannomne originato dal termine sardo erre, a sua volta derivato dal latino verres, con il significato di verro o maiale da riproduzione, forse indicando così nel capostipite un allevatore di suini.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ERRE:
verre, berre, su èrre, su vèrru. Nella Sardegna centro settentrionale è il porco o anche il cinghiale: qui da noi in Campidano è detto su porcu o su sirboni. Montiferro o Montiverro o Montiverru: Curadoria di: era un distretto amministrativo del regno giudicale di Torres, che aveva come capoluogo Gurulis Nova, oggi Cuglieri. In origine era Monti Verru, cioè monte del verro o cinghiale, corrottosi in Montiferru. In agro di Cuglieri ci sono ancora i ruderi del Castello di Montiverru e centro abitato medioevale, detto inoltre Casteddu 'Ezzu. Citiamo inoltre Verre o Verri centro abitato scomparso. Il paese o villa - bidda - , sito in agro di Olbia, in periodo medioevale appartenne alla Curadoria di Civita, nel regno giudicale di Gallura. fece poi parte dei territori oltremarini di Pisa. Dal 1324 fece parte del regno catalano aragonese di Sardegna. In seguito a devastazioni per le guerre tra il regno di Arborea e quello aragonese prima e tra questo e la Repubblica di Genova poi, il paese fu abbandonato, verso il 1358. Nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna troviamo il cognome nelle uscite Verre e Verri, preceduti da >de< ad indicarne, probabilmente, la provenienza. Ad esempio, tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Verri (de) Petro, jurato ville Seercela( villaggio scomparso - Contrate Partis de Montibus); Verre (de) Paulus, ville Sasseri. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo è presente: Verre Troodori(130): (testimone in una donazione)Posit donna Vera de Uda parzone sua, ad ispiadu( a liberazione, dopo la sua morte >) ad Sancta Maria de Bonarcadu, ad ora de sa morte sua.(segue l'elenco.). Testes: .Troodori de Verre.Attualmente il cognome Erre è presente in 32 Comuni italiani, di cui 12 in Sardegna: Sassari 92, Olbia 18, Pardu 11, etc.

ERRICO
ERRIGO

Errico ha un ceppo molto importante in Puglia, soprattutto nel Salento ed uno in Campania, Errigo è tipico del reggino, di Taurianova, Siderno, Cittanova e Melito di Porto Salvo, la loro origine dovrebbe essere il nome medioevale di derivazione germanica Ericus (Erik), di cui abbiamo un esempio nel Gesta Danorum di Saxo Grammaticus: "...Ad quos Ericus: 'Inverecundus,' ait, 'est latro, qui prior concordiam quaerit aut bonis communicare praesumit....".

ERROI

Specifico del Salento soprattutto di Leverano e di Tuglie (LE), potrebbe derivare dal nome greco Herodion.

ERSETTI
ERSETTIGH

Entrambi friulani, Ersetti è ormai quasi scomparso, Ersettigh è solo leggermente meno raro, potrebbero derivare da un soprannome o nome originato da un aggettivo basato sul verbo tedesco ersetzen (sostituire, rimpiazzare), con un significato simile al nome italiano Recupero (vedi RECUPERI), o Ricatto (vedi RICATTI), probabilmente un nome attribuito ai capostipiti da genitori che avessero precedentemente perso un figlio.

ERSPAMER

Erspamer, assolutamente rarissimo, è del Trentino Alto Adige, con un ceppo a Rovereto in trentino, il cognome dovrebbe derivare dal nome della località Erspameri di Folgaria sempre in trentino, a pochi chilometri da Rovereto.

ESPA
ESPIS

Espa è tipico del cagliaritano di Selegas e Cagliari e dell'iglesiente, Espis ha un ceppo a Terralba nell'oristanese ed uno a Sarroch nel cagliaritano, potrebbero derivare da un soprannome originato dal termine espa, espis con il significato di vespa e vespe, forse a caratterizzare particolarità del carattere del capostipite, ma è pure possibile che abbia origini spagnole e che derivi dal nome medioevale Espa, equivalente all'italiano Vespa, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1277: "Noverint universi presentem cartam visuri et etiam audituri quod nos Gasto de Leomania, filius quondam domini Espa de Leomania, militis ...".
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ESPA; ESPIS:
gespe, espe, espi, espu = vespa nelle sue varie uscite; espis = vespe. In latino vespa. Come cognomi li ritroviamo anche nelle carte antiche. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Espa Petro, ville Asune (* Asune... odierno Asuni. Contrate Partis Alença) ; sempre nel LPDE èpresente nell'uscita Gespa :  Gespa (de) Barçolo, ville Asune ; Gespa Petro, jurato ville de Guluso ( * Guluso.distrutto.Contrate Montis Acuti). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo figurano: d'Espi Petru (185 -  una donazione): donaitimi (mi diedero)Barbara de Urri et ipsas sorres, ki staant in Donigaia Noa et Sancte Eru (oggi San Vero Congius -Campitani Simaxis), sa parzone ipsoro, k'haviant( la porzione di terra che avevano), tenendo (confinante)assa de Trodori Gaza et ae s'atera parte ad Petru de Syi. Testes.; Gespa Iohanne(114) citato in una donazione. Attualmente il cognome Espa è presente in 47 Comuni italiani, di cui 26 in Sardegna: Cagliari 38, Carbonia 33, Monserrato 27, etc. Espis è presente in 24 Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna: Terralba 34, Sarroch 33, Quartu S. Elena 11, Pabillonis 9, etc.

ESPOSITI
ESPOSITO
ESPOSTI
ESPOSTO

Espositi è decisamente romano, Esposito è estremamente diffuso in tutt'Italia ed in Campania in particolare, Esposti è originario dell'area tra Milano e Lodi, Esposto ha un ceppo romano, uno marchigiano ad Ancona, Fano, Pesaro e Tavullia, uno siciliano ed un importante nucleo nel foggiano a Foggia, Manfredonia e Monte Sant`Angelo, derivano tutti dal nome Expositus dato ai bambini abbandonati, esposti normalmente davanti a luoghi di carità, come sagrati delle chiese o monasteri.

ESTINTO

Estinto è specifico di Pomigliano d'Arco nel napoletano e di Aversa nel casertano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito da un ente pubblico ad un orfano.

ESTRI
ESTRO

Entrambi assolutamente rarissimi, Estri parrebbe lombardo o tutt'al più emiliano ed Estro invece è Veneto, dovrebbero derivare dall'aferesi di cognomi come Balestri e Balestro, secondo alcuni invece deriverebbero da un nome gallico Estrus o Oestrus che farebbe riferimento ad una nascita in epoca primaverile.

ESU

Esu è tipicamente sardo, di Cagliari e Villasor nel cagliaritano, di Carbonia e Iglesias, di Terralba nell'oristanese e di Guspini e San Gavino Monreale nel Medio Campidano, di origine etimologica oscura, si potrebbe ipotizzare una derivazione da una forma aferetica del nome Iesu, o, meno probabilmente, da un soprannome originato da una forma sempre aferetica del termine sardo resu (preghiera).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ESU:
éssu, ésu, bèssu: sono voci logudoresi, col significato di vezzo, consuetudine, modo di comportarsi. Derivano molto probabilmente dall'italiano vezzo. Non riusciamo a capire che relazioni ci siano tra la voce ed il cognome, né in che senso lo si attribuisce. O forse il significato e l'etimo di esu hanno derivazione diversa da quella da noi supposta! Nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna abbiamo rintracciato un solo Esu: Esu Gilitto, vescovo dell' antica diocesi di Ampurias (oggi Tempio Ampurias). Ebbe la nomina  alla cattedra il 1° ottobre 1449 (Di. Sto. Sa. Di F. C. Casula). Attualmente il cognome Esu è presente in 55 Comuni italiani, di cui 28 in Sardegna: Cagliari 70, Carbonia 56, Guspini 31, Vollasor 30, etc.

ETERNI
ETERNO

Eterni, molto raro, sembrerebbe specifico di Thiene nel vicentino, Eterno è originario della provincia di Ragusa, dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale Aeternus attribuito al proprio figlio in segno di devozione al Pater aeternus.

ETTORE
ETTORI
ETTORRE
ETTORRI

Ettore, estremamente raro, parrebbe meridionale, Ettori ha un ceppo nel bresciano, soprattutto a Villa Carcina e Concesio, a Milano e nel mantovano ed uno romano, Ettorre ha un ceppo abruzzese, soprattutto nel teramano ed aquilano ed uno tra tarentino, barese e materano, Ettorri è praticamente unico.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Ettore (con una variante in Ettorre), l'italianizzazione cioè del personale greco Hektor, che, nonostante la sua notorietà, si presta in realtà a una difficile interpretazione (secondo alcune fonti, si tratterebbe di un antico nome frigio o anatolico, dal significato sconosciuto): per tradizione, comunque, il personale Hektor è stato spesso associato al verbo echein (avere), che, fra i suoi tanti significati, presenta anche quello di tenere, gestire, governare e, in senso lato, prendersi cura, proteggere; da qui, allora, il nome Ettore viene spesso tradotto come colui che governa e ha cura delle genti e del potere (chiaramente, si tratta di una traduzione libera e parafrasata, che non esclude delle altre interpretazioni). Detto questo, comunque, va aggiunta un'ultima osservazione, che riguarda soprattutto i cognomi Ettore ed Ettorre (vedi anche D'Ettore): in alcune aree del sud (per esempio, in Puglia e in Basilicata), è possibile che, talvolta, questi cognomi abbiano un'origine albanese o, in alternativa, greco-albanese, anche se la fonte onomastica rimane la stessa (è la distribuzione del cognome Ettorre nel tarantino che, più di ogni altra cosa, fa pensare a un'origine arbëreshë o greco-albanese). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

ETZI

Etzi è specifico del sud della Sardegna, di Guasila, Cagliari, Maracalagonis, Selargius, Quartu Sant'Elena, Sinnai, Teulada, Barrali e Sarroch nel cagliaritano, di Carbonia, Santadi, Iglesias nell'iglesiente e di Serramanna nel Medio Campidano, potrebbe derivare da alterazioni del toponimo Setzu nel cagliaritano, ma è pure possibile che si tratti di un'alterazione del cognome Atzei (vedi).
(vedi anche ETZO)
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ETZI; ETZO: etimo e significato incerti. In sardo esiste la voce
étsi, étzi, sétzi, sétsi, fétti, scètti, séttugi col significato di sennonché, a meno che, soltanto che, salvo che, cioè come congiunzione subordinativa con valore per lo più eccettuativo. Deriva senza dubbio dal latino exceptis. In latino esiste inoltre la voce setius per secus > aliter = altrimenti. Un cognome con tale significato lascia naturalmente molti dubbi. Potrebbe derivare da su etzu, s'etzu (su betzu) = il vecchio, dal latino vetus = vecchio. Setzu, il cui etimo, secondo molti linguisti deriva da betzu (su betzu = il vecchio, dal latino vetus)  è il nome del più piccolo Comune (per numero di abitanti) della nuova provincia del Medio Campidano. Inoltre Ezi (Esse) è il nome di un villaggio medioevale scomparso, appartenente alla Curadoria di Nurra, del regno giudicale di Torres: abbandonato presumibilmente verso la metà del 14° secolo. Per l'etimo di Ezi il canonico Giovanni Spano suggerisce due ipotesi: esc = fuoco; hetz = luogo selvoso. Col nome Etzu o Ezzu abbiamo due castelli medioevali: castello di Etzu di Fordongianus, non lontano dal centro abitato; castello di Etzu di Cuglieri - Montiverru, meglio conosciuto col nome di Casteddu Ezzu, intorno al quale si notano ancora i resti di un omonimo villaggio medioevale, documentato per l'ultima volta come "villa" verso la fine del 13° secolo. In questo caso la voce ezzu deriva chiaramente da bezzu, quindi dal latino vetus = vecchio. Non sappiamo altro. Come cognome non è presente negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna, da noi consultati. Attualmente il cognome Etzi è presente in 1023 Comuni italiani, di cui 55 in Sardegna: Guasila 74, Cagliari 62, Maracalagonis 50 Selargius 40, etc. Etzo è presente in 8 Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna: Atzara 20, Cagliari 16, Fonni 5.

ETZO
EZZA
EZZIS

Etzo è tipico di Atzara (NU), Ezza sembrerebbe tipico di Usini (SS), Ezzis, estremamente raro, è del sassarese, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dall'apocope del termine sardo etzumine (vecchiume) o del termine etzisèri (maliardo, incantatore).

EUFEMIA

Specifico del potentino di Castelmezzano in particolare è molto raro, può derivare sia dal nome Eufemia sia da nomi di località.

EUFRATE

Eufrate, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un piccolo ceppo a Caltanissetta, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine grecolatino eu frater (buon fratello), meno probabile una derivazione dal nome del fiume omonimo situato nell'attuale Iraq.

EULA

Eula, molto molto raro, è tipico del cuneese, potrebbe derivare da una porma apocopaica del nome femminile Eulalia, a sua volta derivato dal greco εϋλάλος  eulalos (che parla bene, che è loquace).
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Eula è un cognome piemontese, che deriva dal toponimo Eula, frazione del Comune di Villanova Mondovì nel cuneese.

EUPILI
EUPILIO

Entrambi assolutamente rarissimi, praticamente unici, potrebbero derivare dal toponimo Eupilio (CO).

EUPIZI

Eupizi, assolutamente rarissimo, semprerebbe dell'area umbro, marchigiana, dovrebbe derivare dal nome bizantino Eupitius, che dovrebbe derivare dalla latinizzazione del termine greco Εύπειθής eypeithes (docile, obbediente).

EUSEBI
EUSEBIO
EUSEPI

Eusebi è decisamente marchigiano, dell'urbinate in particolare,  Eusebio è distribuito a macchia di leopardo non si riesce ad individuare un nucleo certo, Eusepi ha un ceppo nell'urbinate, ma il nucleo principale è nel Lazio, nel romano, a Roma, Subiaco, Bellegra, Cerveteri ed Agosta e, nel viterbese, Tarquinia e Bassano Romano, derivano tutti, direttamente o tramite modifiche più o meno dialettali, dall'antico nome bizantino Eusebius, o dalla sua forma corrotta Eusepius, di cui abbiamo un esempio nella lista degli scolari dell'ateneo perugino che sotto l'anno 1511 cita: "magister Eusepius magistrii Marci".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Eusebi è la cognominizzazione del nome personale
Eusebio, derivato dall'aggettivo greco 'eusebès' che significa "pio, religioso".

EUSTACCHI
EUSTACCHIO

Eustacchi, molto raro, ha un ceppo romano ed uno marchigiano, Eustacchio è rarissimo, sembrerebbe del nord Italia, dovrebbe derivare dal nome tardo latino Eustachius, ricordiamo: "...Beatissimus Christi martyr Eustachius quondam secundum saeculum manens insignis honore et meritis praecellebat cunctis...", dell'uso di questo nome in epoca medioevale, attorno al 1000 abbiamo questo esempio: "...Appropinquante autem hora scilicet in qua Dominus noster Iesus Christus dignatus est pro nobis sufferre patibulum crucis, nostri milites fortiter pugnabant in castello, uidelicet dux Godefridus, et comes Eustachius frater eius...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio ad Arona (VB) nella seconda metà del 1400 con Francesco De Eustacchi abate commendatario.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Eustacchi è la cognominizzazione del nome personale
Eustachio, dal greco 'eu - stachys' = 'abbondante di spighe'. Avrebbe dunque significato analogo a 'fruttuoso'.

EVANGELISTA
EVANGELISTI
VANGELISTA
VANGELISTI

Evangelista, molto diffuso è tipico del centrosud dal Lazio ed Abruzzi al Molise, Campania, Puglia e Basilicata, Evangelisti è più della fascia centronord dall'Emilia, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Vangelista è tipicamente veneto di Chioggia (VE), Verona e Tezze sul Brenta e Bassano del Grappa nel vicentino, Vangelisti è toscano, soprattutto delle province di Lucca, Pistoia, Firenze ed Arezzo, derivano tutti, direttamente o tramite aferesi, dal nome Evangelista diffuso in epoca medioevale, tracce di questo nome si hanno ad esempio a Foligno nel 1400 dove  troviamo il mercante ebreo originario di Trevi Evangelista Angelini, o a Milano verso la fine del 1400 dove in uno scritto relativo a Leonardo si legge: "... et dominus magister Leonardus de Vinciis florentinus filius domini Petri pro una alia et Evangelista et Johannes Ambrosius fratres de Prederiis filii quondam domini Leonardi, porte ticinensis, parochie S. Vincentii in prato intus ...", (Il 25 aprile 1482 Leonardo da Vinci, insieme a Evangelista e Giovanni Ambrogio De Predis, stipula con i frati della Immacolata Concezione il contratto per la Vergine delle rocce, una pala da collocare sull'altare della cappella della confraternita nella chiesa di San Francesco Grande a Milano).

EVARISTA
EVARISTI
EVARISTO

Evarista è quasi unico, Evaristi, molto raro, è del fiorentino, Evaristo, altrettanto raro, parrebbe del salernitano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale
Evaristo, l'italianizzazione cioè del personale greco Euarestos, che, composto dai termini eu (bene) ed arestòs (piacevole, piacente), può essere tradotto come ben piacente, dall'aspetto o dalla personalità gradevole (vedi Piacente): dal punto di vista etimologico, comunque, va notato che l'adattamento in Evaristo risente di un
accostamento col termine
àristos (il migliore, perfetto), che, in effetti, si riscontra più di frequente nell'onomastica greca (basti pensare ai nomi Aristide, Aristodemo, Aristotele, Aristarco, etc). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.

 

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